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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO numero 2 — anno XXIII – redatto a cura della CASA DI RIPOSO S. SPIRITO — FONDAZIONE MONTEL — PERGINE — SETTEMBRE

Grazie Suor Ermelinda ...

In questo numero: Cento Candeline per Caterina

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Angolo della poesia

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Filastrocche

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Confidenzialmente ...

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La mia avventura

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… benvenuta Suor Antonia Nei primi giorni del mese di agosto la nostra Casa di Riposo ha vissuto dei mo-

Un lustro in Casa di Riposo

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menti di forte commozione.

L’angolo della ricetta

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Suor Ermelinda, la nostra

Le campane dei Masetti

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di lasciare il proprio incarico

Estate 2006 - diario

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dopo 19 anni di servizio a fa-

Il Servizio Animazione

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Quelle della ginnastica …

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Il corpo umano

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Anca se ...

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Finalmente in 10!

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Madre Superiora, ha deciso

vore

degli

Ospiti

e

dell’Istituzione.

Da sinistra il Vicepresidente, Suor Ermelinda e il Direttore

Dopo il saluto degli Ospiti, del Personale, dei Famigliari e del mondo del volontariato, il giorno 1 agosto è stata celebrata presso la cappella di via Pive una Messa di ringraziamento alla quale ha partecipato anche una rappresentanza

del

Consiglio Parrocchiale cui

di

faceva

parte. Anna Sartori, in rappresentanza dei dipendenti, saluta Suor Ermelinda

E’ questa per noi l’occasione per ringraziare nuovamente Suor Ermelinda per tutto l’amore che ha saputo donare agli Ospiti, al Giuseppe Prati, in rappresentanza degli Ospiti, consegna targa ricordo a Suor Ermelinda

Personale e alla Casa di Riposo S. Spirito.


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L’Eco della Casa di Riposo

ll giorno 8 agosto è arrivata Suor Antonia, nuova Madre Superiora. Nell’augurarLe buon lavoro, cogliamo l’occasione per ringraziare le Ancelle della Carità per la stima e la fiducia accordataci e per la disponibilità a sostituire, crediamo egregiamente, Suor Ermelinda con Suor Antonia. Da sinistra la Madre Provinciale, Suor Antonia e Suor Graziella.

IL DIRETTORE - dott. Giovanni Bertoldi -

Diciannove anni sono un periodo piuttosto lungo nella vita delle persone, e tanti sono gli anni trascorsi dalla Rev.da Madre Suor Ermelinda a servizio della Casa di Riposo S. Spirito e degli Ospiti qui ricoverati. Molti di noi sono qui da molto meno tempo e, nonostante questo, abbiamo vissuto dei notevoli cambiamenti che hanno generato in noi delle aspettative positive, ma anche delle paure e delle difficoltà nell’accettarli. Possiamo solo provare ad immaginare, aiutati anche dai ricordi raccontati dagli Ospiti e dagli operatori che sono qui da molto tempo, quanti e quali siano stati i cambiamenti superati dalla nostra Madre Ermelinda, affrontati sempre con determinazione e la volontà di esserci ad aiuto e servizio di tutti noi con pazienza, umiltà e carità. Non vorremmo ora dilungarci in elogi che non sarebbero in sintonia con il carattere schivo della Madre Ermelinda, ma vorremmo Le giungesse il nostro grazie di cuore. Con questa occasione vorremmo porgere il benvenuto alla nuova Madre Suor Antonia che abbiamo avuto modo di conoscere sia fuori dalla Casa di Riposo (gita ad Alberè), sia nei reparti dove passa ad augurarci il buon giorno tutti i giorni. Anche a Lei anticipiamo il nostro grazie per quanto saprà donarci e le auguriamo che possa trovarsi bene con tutti noi e che questo nuovo incarico Le sia motivo di soddisfazione e gioia.

GLI OSPITI


Settembre 2006

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Cento candeline per Caterina PERGINE. Attorniata da due fratelli, da nipoti, pronipoti, amici del circolo anziani e conoscenti, Caterina Ambrosi, nata ai Cialini di Piazze di Bedollo, è stata festeggiata alla Casa di Riposo S. Spirito nel giorno del 100º compleanno. Davvero significativa la presenza di suoi concittadini, che hanno voluto condividere il traguardo del secolo di vita. Guidata dal sindaco Narciso Svaldi, dal vice Paolo Zadra e dall’assessore alla politiche sociali Giuliano Casagranda, il gruppo di concittadini di Bedollo ha donato a Caterina alcuni mazzi di fiori, mentre il sindaco ha consegnato alla centenaria un quadro raffigurante il paese di Piazze. Un altro quadro le è stato donato da Flora Andreatta, presidente del circolo anziani, presente in forze alla festa. Caterina è la prima di otto fratelli e in gioventù, hanno riferito Albino e Lina, gli unici fratelli viventi, ha contribuito ad allevarli. Sempre molto disponibile, ha lavorato in casa, coltivato la campagna e gestito a Piazze anche il Bar dei Perei. La festa, allietata dalla fisarmonica di Luciano, si è conclusa con il taglio della torta, presenti il Presidente del Consiglio di Amministrazione Maurizio Mattivi e il Direttore Giovanni Bertoldi.

Fernando Valcanover (da “Il Trentino”)


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L’Eco della Casa di Riposo

Autun

Le foie zalde en téra, che el vent el porta via;

Poesie dialettali tratte dal “quaderno” della signora Lidia Roat Tecilla

l’alber tut despoià el fà malinconia ... No ghé pù l’ombra verda, no ‘l veden pù sfiorir; adéss vén l’inverno ... e ormai el con morir! ... ma nò no el morirà sotto la scòrza nera

Da destra la sig.ra Lidia con il marito e la figlia

ghé scont nà vita nòva, la torna en primavera!

La mè val

e tanti fiori, come se na fata se divertissa a n’piturar!

Nò ghè gnent de pù bel che la mè val, no ghè nè penèi nè pittori che saveria copiar i so colori.

Autun, boschi tuti sfumadi de colori che no se pol spiegar. Rondole che se asia per nar via,

Primavera tiepida, tut quel verdesin

stagion de fruti e de malinconia …

del prà, dei boschi entorno, nà bianca margheritina

Inverno, fret, bruma, giaz,

en bucaneve, na viola

adess è sparì fiori e colori;

nate al prim sol dela mattina.

sol la nef bianca, come querta sora la val, lizera …

Istà, concerti de oseleti de acqua ciacerela en quela rozata

e noi che spetan nà nòva primavera!


Settembre 2006

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Da ‘na zòca

Dai gropi de ‘na zòca soda e dura de na nogara vècia, ormai desmentegada, gò scavà fòr, dropando ‘n scalpelòt montagne, qualche baita e tuta la so zent en la valada: ‘na nona col zeston che porta ‘l fen en stala, en nono con la pipa e col capèl sentà su la banchetta ‘l polsa i òsi, en po’ pu ‘n la ‘na vaca con vedèl … i bòci ‘l dì de festa i se diverte i core col baston e ‘l sercio ‘n man en de la piaza granda del paes i fa deventar mat el capelan. La zòca che pareva ormai segnada a scaldar fora i muri de ‘na casa è deventà ‘n spetacol de amirar, enluminà col temp da la so rasa.

di Massimo Dorigoni Poeta dialettale, pluripremiato in concorsi nazionali


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L’Eco della Casa di Riposo

Filastrocche C’è la Delina che semina il grano, volta la carta che c’è il villano, c’è il villano che zappa la terra, volta la carta che c’è la guerra, c’è la guerra con cento soldati, volta la carta ci sono gli ammalati, ci sono gli ammalati con tanto dolore, volta la carta che c’è il dottore, c’è il dottore che fa le ricette, volta la carta che c’è gente, c’è la gente che passa per via, volta la carta che c’è Lucia, c’è Lucia che fila il lino, volta la carta che c’è l’arlecchino, c’è l’arlecchino che salta e balla, volta la carta che c’è una farfalla, c’è una farfalla che vola sui fiori, volta la carta che si sono i signori, ci sono i signore che vanno a passeggio, volta la carta che c’è un galletto, c’è un galletto che fa chicchirichì, volta la carta e tutto è finì.

Gennaio mette hai monti la parrucca. Febbraio grandi e piccoli imbacucca. Marzo libera il sol di prigionia. Aprile dei bei colori orna la via. Maggio vive tra musiche ed uccelli. Giugno coglie i bei frutti appesi ai ramoscelli. Luglio falcia le messi al sol leone. Agosto avaro ansando le ripone. Settembre dei bei grappoli rubini. Ottobre dei bei colori riempie i tini. Novembre mucchi aridi di foglie. Dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.

Dai ricordi di Amelia Eccher


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Confidenzialmente ...

Conoscevo da lungo tempo l ’ambiente della Casa di Riposo S. Spirito dove per diciotto anni era stata ospitata la mia zia Sira, deceduta nel 2004 all ’età di 104 anni, e già da allora avevo potuto constatare l ’efficienza delle strutture e dell ’organizzazione della Fondazione. Ora ho avuto la fortuna di essere io stessa ospite temporanea della Casa di Riposo, per la convalescenza e la riabilitazione dai postumi di numerose fratture che mi avevano lasciata in stato di invalidità la quasi metà del corpo. Va subito precisato che, a distanza di poche settimane, ho riacquistato la mobilità generale in forme che non mi avrei nemmeno sognato, grazie all ’efficienza del servizio di fisioterapia per il quale la mia riconoscenza va in particolare alla professionalità di Ines. Il soggiorno presso la Fondazione Montel è stato per me una preziosa esperienza e mi ha dato la possibilità di vedere dall ’interno la qualità della vita offerta agli ospiti, tanto da concludere che l ’istituzione di Pergine potrebbe diventare un modello per altre strutture simili, entro e fuori il Trentino. Premesso che tutto è perfettibile, anche ciò che è già buono, e che i risultati positivi raggiunti non esonerano dal dovere di continuare a progredire, nel dialogo e nel confronto con le parti interessate, devo concludere che il mio bilancio sulla struttura perginese è ampiamente positivo in tutti i gradi dell ’impianto istituzionale e dei servizi. Ho avuto la convinzione che un unico ed organico progetto funzionale leghi la presidenza alla direzione, al servizio medico, a quello infermieristico, a quello degli operatori ed ausiliari, agli animatori che costituiscono una specie di elemento trasversale di raccordo. Vorrei ringraziare personalmente tutti per la disponibilità, cominciando dal presidente arch. Mattivi e dal direttore dott. Bertoldi, e singolarmente tutto il personale per le numerose cure avute nei miei confronti, ma è impossibile farlo perché l ’elenco nominativo risulterebbe troppo lungo. Ricorderò solo alcuni che non escludono però altri dalla mia riconoscenza. Ho avuto ogni giorno il sorriso luminoso dell ’attivissima suor Pierina, ho goduto delle premure e dell ’amicizia dell ’infermiera Gabriella, ho scambiato interessanti idee con gli animatori Giovanna, Silvano e Giorgio, diversi fra di loro e per questo complementari nel venire incontro alle numerose esigenze degli ospiti. Non mi dilungo sull ’aspetto architettonico e abitativo della sede di via Marconi, sulle terrazze, le stanze, le sale di ritrovo che la rendono simile a un grande albergo, accogliente come se si fosse a casa propria. La cosa che più mi ha colpita – e che ho approfondito anche parlando con gli animatori – è la “qualità” del rapporto instaurato con gli ospiti, sempre visti come persone, qualunque sia il loro stato di salute, sempre rispettati nella loro umanità, aiutati e sollecitati a conservare gli interessi e l ’amore per la vita. Ho constatato anche alcune forme di deciso miglioramento per le appropriate cure mediche, fisioterapiche e per l ’ambiente favorevole nel


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L’Eco della Casa di Riposo

ridestare quanto assopito nella volontà e nel pensiero. In una casa di riposo, infatti, non è necessaria soltanto la professionalità, ma anche una particolare predisposizione alla sensibilità umana, quasi una vocazione che porta a superare qualsiasi diaframma interposto fra assistente ed assistito. Se posso formulare un augurio per il futuro della Casa di Riposo S. Spirito – Fondazione Montel, è quello che l ’ottimo servizio diurno venga ampiamente conosciuto ed utilizzato in forma maggiore della presente, e che vengano attivate a vantaggio della comunità perginese le altre forme di servizio già progettate e quelle che potranno essere individuate sulla base delle positive esperienze già ampiamente apprezzate. Maria Garbari Ospite di Via Marconi

Noi, ospiti della Casa di Riposo S. Spirito di Pergine, siamo in un’ isola di pace. E’ pur vero che ognuno di noi ha i suoi malanni ed acciacchi, però siamo assistiti con tanto amore e competenza mentre “fuori” c’ è il caos! Quei poveri immigrati che arrivano in Italia da tanto lontano e con immensi sacrifici, non hanno casa né lavoro. Poi c’ è il sabato sera e i ragazzi vanno in discoteca e, quando escono, frastornati dal suono di una musica emessa a volumi altissimi e da qualche …”compressa” …… gettano alle ortiche la loro giovane vita con indifferenza … e i loro genitori si disperano! Poi le guerre …… quante lacrime vengono versate! Quanto odio occupa il posto dell’ amore che dovrebbe regnare nel mondo!

Lidia Carmi Ospite di Via Pive


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“La mia avventura”

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Il volontariato è un esperienza unica che tutti dovrebbero provare. Innanzi tutto credo che questo tipo di attività aiuti non solo gli altri ma anche se stessi; dedicando qualche ora alla settimana, riesci a rendere felici tante persone bisognose di cure ma soprattutto di affetto. In quel paio d’ore vivi in un mondo molto diverso che inizialmente ti spaventa ma che poi ti fa sentire orgogliosa e utile agli altri. Il volontariato è aperto a tutte le persone interessate, che hanno voglia di dedicarsi ai nonni ospiti della Casa di Riposo. Ho tredici anni ma nonostante la mia giovane età sono stata accolta molto bene sia dallo staff sia dagli anziani; questi ultimi mi sono stati di grande aiuto perché sono riusciti a mettermi a mio agio in qualsiasi momento e situazione. Il mio ruolo era quello di accompagnare gli Ospiti alle varie attività organizzate durante la settimana, leggere il giornale, o semplicemente tenere loro un po’ di compagnia. Sebbene la mia “avventura” sia stata piuttosto breve, credo che non sarà facile

da

dimenticare

perché,

senza

ombra

di

dubbio,

è

stata

un’esperienza che in qualche modo mi ha aiutata a crescere, a diventare più matura e responsabile. Spero di poterla ripetere anche durante la prossima estate; ho avuto modo di conoscere molte persone, nonne che mi hanno raccontato, a loro modo, le loro storie e le loro vite. Consiglio questa attività non solo a persone adulte, ma anche a giovani che come me hanno del tempo libero che vogliono impiegare in qualcosa di davvero utile. Concludendo colgo l’occasione di ringraziare per la loro gentilezza e ospitalità gli animatori Silvano, Sonia, Cristina, Giorgio e Michela, gli infermieri, i volontari, il personale religioso e un caloroso abbraccio a tutti Michelle con Luigi e Silvia

gli anziani Ospiti della Casa di Riposo.

Michelle Volontaria al Servizio Animazione


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L’Eco della Casa di Riposo

“Un lustro in Casa di Riposo”

Sono ormai trascorsi 5 anni da quando, con qualche timore, sono entrata a far parte del gruppo degli ospiti della Casa di Riposo S. Spirito e mi sembra quasi naturale fare un piccolo bilancio. In questo periodo ho potuto notare, o meglio, vivere molti cambiamenti: il più appariscente è stato senza dubbio il trasloco dalla mia prima sistemazione di Susà alla nuova sede di via Marconi. Ricordo come molte di noi dicevano che era fin troppo bella per delle persone anziane ma, appena giunte qui, ci siamo accorte come sia vero che è molto facile abituarsi al “meglio” ….. Nello stesso periodo dell’apertura della nuova Sede di via Marconi un altro significativo cambiamento ha segnato la storia della Casa di Riposo: il pensionamento del Direttore Sig. Beber Ezio e le dimissioni del Presidente Sig. Beber Dario, che ricordiamo con affetto e riconoscenza per quanto fatto per tutti noi, e l’entrata in carica del nuovo Presidente, Sig. Mattivi arch. Maurizio, ed il nuovo Direttore, Sig. Bertoldi dott. Giovanni, che sono stati designati a proseguire questi delicati ed importanti incarichi. Da subito abbiamo potuto apprezzare la loro disponibilità anche nell’incontrarci non solo in momenti di festa, molto importanti, ma anche in occasioni di riunioni per spiegarci quanto sta accadendo nel panorama delle R.S.A.: trasformazione delle Case di Riposo da IPAB ad aziende di erogazione di servizi, nuovo sistema di calcolo dei parametri del personale, sistema di elezione del rappresentante degli Ospiti nel Consiglio di Amministrazione, progetto alimentazione, ecc… Una parola anche per il personale di assistenza che si dimostra premuroso, competente e disponibile nei nostri confronti anche per ascoltarci ed aiutarci a trovare soluzioni ai nostri piccoli e grandi problemi. Per concludere posso sinceramente affermare che qui mi trovo molto bene e sento che questa è anche casa mia e vorrei augurare di cuore a tutti noi Ospiti della Casa di Riposo di poterci sempre sentire bene e a nostro agio per trascorrere serenamente la nostra vecchiaia (…… acciacchi permettendo). Un saluto affettuoso a tutti.

Nicolussi Anzolon Edwige Ospite di Via Marconi


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L’angolo della ricetta Torta allo yogurt della zia Giulia Ingredienti: 1 vasetto di yogurt alla vaniglia farina bianca (l’equivalente di 2 e 1/2 bicchierini di yogurt) zucchero (l’equivalente di 1 bicchierino di yogurt) 2 uova 1 bustina di lievito 1 bicchiere di latte burro per imburrare la teglia Preparazione: In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto liscio e cremoso. Aggiungere la farina, la bustina di lievito amalgamando utilizzando un cucchiaio fino a sciogliere eventuali grumi. In una tortiera, precedentemente imburrata, disporre il composto

uniformemente,

mettere

nella

fornasela

(stufa a legna) e cuocere per 45 minuti. A torta fredda cospargere con zucchero a velo. BUON APPETITO

Zanei Giulia Ospite di Via Pive


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L’Eco della Casa di Riposo

Le campane dei Masetti La chiesa dei Masetti, dedicata a S. Antonio Abate che si festeggia il 17 gennaio, è stata costruita fra il 1913 e il 1929. Erano i tempi della prima guerra mondiale e la stessa venne usata dal Comando Militare e il terreno vicino per cimitero di guerra.

Foto di Fruet Renzo “La campana”

In occasione della prima festa patronale, “la sagra del 17 gennaio 1930” , è stata benedetta da Mons. Giacomo Regensburger, così come le due campane. Quella piccola detta anche della “tempesta” offerta dagli abitanti di Vignola e quella grande fusa con le offerte degli abitanti dei Masetti. Dopo oltre 70 anni si è rotta la campana piccola e la sua voce è diventata stonata. Abbiamo incaricato una ditta per la fusione di una nuova campana che è stata benedetta dal decano don Remo Vanzetta il 18 gennaio 2004 dedicandola all’Annunciazione di Maria. La vecchia campana, adattata ad ambone, ora la si può ammirare in tutta la sua bellezza in chiesa: da lei si annuncia la parola di Dio. E’ veramente molto bella, riporta la data “1878”; vi sono raffigurati diversi santi tra cui l’Annunciazione di Maria che è stata copiata e riportata sulla nuova. Annunciazione di Maria: nome più giusto non si poteva dare; il suo suono può annunciare la gioia del Cristo Risorto, il dolore per la morte di un nostro fratello, il richiamo

ogni domenica a riunirci attorno all’altare per celebrare l’Eucarestia. Da bambino assieme agli amici Renzo, Giulio ed Alfredo, suonavamo a distesa le campane la notte dei morti. Così si usava ma non ho mai capito il motivo, forse per ricordare i nostri cari ed accompagnarli nelle mani di Dio. Negli intervalli mangiavamo le castagne cotte al momento sul fornello in sacrestia accompagnate dal vino novello dolce (el mòst). Quando si tornava a casa il paese era tutto al buio perché non c’era l’illuminazione pubblica; ci tenevamo tutti e quattro per mano dalla paura proprio perché per diverse ore avevamo suonato per i morti, e la morte è nera come il buio della notte. Mia mamma mi racconta che una notte di un lontano 2 novembre ho sognato che suonavo ancora le campane e battevo le braccia sul letto. Penso sia stata la paura col contributo del vino dolce (el mòst). Nel 2004, dopo la benedizione della campana, ho letto in chiesa una mia “poesia” dedicata alla nuova e alla vecchia campana.

Giorgio Oss Papot

Giorgio Oss Papot


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La nòsa campana Sona campana dei Maseti

metela nela gàida del nostro Creator

sona per i siori e per i poreti,

consola chi resta nel dolor.

el to rintoco allegro e rotondo Sona campana per tuti noi

el fàga el giro del mondo.

per le mamme i papà e i nòsi fioi, Sona per i politici e i potenti

proteggi sempre la nòsa comunità

dighe che no volen guerre e lamenti,

sona campana per l’eternità.

ma pace e serenità E ti vecia campanela

per tuta l’umanità.

te sei rota come nà padella, Sona per le montagne così bele

la to voze no l’ei pù en’tonada

per el sol la luna e le stele,

zò dal campanil t’aven portada.

infondi gioia nel nostro cuor

No te sentirò pù sonar

per ringraziar nostro Signor.

te sei propri bela làsete vardar, dala to ciésa no te portan via

Sona quando sarà l’ora, l’agonia

ghò le lagrime ai oci de nostalgia.

porta en Paradis l’anima en bòna compagnia, Giorgio Oss Papot

Foto di Fruet Renzo - ”La Chiesa dei Masetti”


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L’Eco della Casa di Riposo

Estate 2006 - diario 25 MAGGIO - GITA A TRENTO IN FIORE

I fio

ri n on si so ma no i l “Ne ha f vist ttun atto i o” l a su a be ll a f igu r a 4 GIUGNO - FESTA PATRONALE DELLA CASA

Dopo i discorsi e il ringraziamento alla nostra Luciana neo-pensionata …

… nen tutti a disnar e per l’occasion daverzen ‘na boza de vin bòn 15 GIUGNO - GITA A KAMAUS E MADONNA DELLA PACE

ma i s s elli b la

to sa a u t a i vis setta ap n r e u hie av er C o p p ” Do stia rice e r sac torat “ ris i in t t Tu


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22 GIUGNO - PELLEGRINAGGIO - Santuario del Nevegal

Il tradizionale pellegrinaggio della Casa ci ha portato al Santuario del Nevegal in quel di Belluno

Birreria Pedavena: e dopo aver pensato allo spirito la giusta ricompensa anche alle stanche membra

13 LUGLIO - GITA IN VAL DEI MOCHENI

Una meta molto gradita delle nostre gite è la Valle dei Mocheni, non solo per la comodità della vicinanza, ma anche per gli incantevoli paesaggi che si possono ammirare. Quando è brutto tempo si dovrà lavorare d’immaginazione.

27 LUGLIO - GITA AL LAGO DI LAVARONE

Un giretto in riva al lago rasserena gli animi e ci permette di essere così sorridenti anche in posa per le foto.


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L’Eco della Casa di Riposo

9 AGOSTO - PRANZO IN ALBERE’

Iniziamo la giornata con la partecipazione alla S. Messa celebrata da don Marcello , che vogliamo qui ringraziare per la disponibilità e cortesia dimostrata

Nell’attesa dell’ora del pranzo ci distraiamo con una partita a carte e 4 chiacchiere

Dopo il pranzo digestivo con musica e spazio ai nuovi artisti emergenti della zona (da sinistra ……,Maurizio, Aldo, Suor Graziella, Rodolfo, Marco, Achille e Luigi

“Un particolare ringraziamento va al Gruppo Pastorale

Pensionati e Anziani che lavorando instancabilmente, anche quest’anno hanno donato a tutti Noi una giornata stupenda” GRAZIE DI CUORE Gli Ospiti


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LE CENE D’ESTATE

Altri appuntamenti divenuti tradizione in Casa di Riposo sono le “Cene con i famigliari”, rese possibili anche dalla competenza e disponibilità del Servizio Cucina guidato dallo Chef Renzo, occasione per trascorrere una serata in compagnia dei propri cari, conoscere nuove persone, ascoltare della buona musica proposta da musicisti che di volta in volta ci regalano un po’ del loro tempo

L’Amministrazione ringrazia i famigliari per la partecipazione alla cene di Via Pive e di Via Marconi e per le offerte raccolte in tale occasione (€ 405.00 alla cena di Via Marconi e € 190.00 alla cena di Via Pive). Si ricorda che tali somme di denaro verranno utilizzate per future attività di animazione collettiva. IL PRESIDENTE - arch. Maurizio Mattivi -

... dal Servizio Animazione “L’estate sta finendo, un anno se ne va …” è il ritornello di una canzone di alcuni anni fa. Ad onor del vero, viste le temperature, sembra di essere già in autunno inoltrato, ma noi confidiamo in un settembre particolarmente mite così da poter effettuare le gite ancora in programma e le altre attività estive. A tal proposito vogliamo qui ringraziare quanti a vario titolo con il loro aiuto e sostegno contribuiscono alla riuscita di tutte le attività organizzate. Un saluto e un ringraziamento particolare giunga alla Rev.da Madre Suor Ermelinda ed un caloroso benvenuto alla Rev.da Madre Suor Antonia . Buon fine estate a tutti.


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L’Eco della Casa di Riposo

“Quelle” della ginnastica di gruppo Beh! Intanto ci presentiamo: Simona, Sonia e Michela!! Chi siamo?? Anche se ormai ci conoscono tutti noi siamo “quelle” della ginnastica di gruppo di Via Pive. Simona, fisioterapista, fa lavorare gambe e braccia; Sonia e Michela dell’animazione ungono le rotelline della mente. Ma ovviamente gli attori principali del nostro spettacolo sono loro: Ci sono Pierina, Silvia, e Cesira sempre attente e carine Ci sono le Giselle: una l’è brontolona, preferisce andar a cavar patate invece che alzar i brazi, l’altra la ride sempre C’è Ines sempre perfetta, piena di entusiasmo e ricercatrice di sinonimi Lina è sempre pronta a contare per non farsi imbrogliare C’è Maria che no ghe ven el fià ma no la mola Iolanda e Pia dicono sempre: “Mi no son bona” Natale con il bastone dirige la situazione C’è Giuseppina che un po’ la stà, ma po’ la dis che lei stufa C’è Severina impegnatissima nonostante la gamba “zifolina” Adele e Luigi che zitti zitti fan le scarpe a tutti Aurelio el vol sempre saver perché Ci sono Corinna e Daria “le Furbone” che lavorano solo quando le si guarda Emilia che strucada in ascensore la dis: “Poco posto si tiene quando ci si vuol bene.” Paolina che cerca continuamente da magnar anziché laorar Ghè le Lidie: una che no la vol mai far fadiga, l’altra nonostante i zento anni sulle spalle la conta i birilli vegnudi zò Paolino, el pastor del gregge, sa sempre stupirci con la sua voglia di fare C’è Licia che non ama la ginnastica ma adora i birilli Ed Elisa che quando è in “vena” si scatena Giorgio è con il sorriso sempre pronto Ci sono Natalia e Teresina che anziché due braccia per una ne muovono uno per ciascuna Livio trova divertente anche l’esercizio meno avvincente C’è Elsa che coi birilli la fa un po’ fadiga ma la ciapa sempre ben la mira Gemma con gran velocità la risposta giusta sempre ti dà.

Tutti impegnati per un’ora a settimana a dare il massimo! Esercizi per le braccia, le gambe, con la palla e i cerchi; i birilli, le macedonie, le città e i numeri; colori, fiori, nomi e somme. E ven for en gran gazer come questo articolo en po’ en talian e un po’ in dialetto

(Ghe l’aven ensegnà anca ala fisio)

TUTTO, AIUTA A GIRAR BRAZI

E

RODELE Michela, Sonia e Simona


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Il corpo umano ... ... è formato al 70-80% di acqua, che è il veicolo fondamentale di trasporto e regolazione degli elementi indispensabili per la vita (proteine, zuccheri, grassi, sali minerali…). Il patrimonio idrico del nostro corpo è regolato fondamentalmente da due elementi: il rene e una zona del cervello deputata al controllo della sete. Per assicurare

l’introito di acqua e sali minerali in modo da permettere al rene di lavorare a “regime normale”. Un adulto di 70 Kg dovrebbe in media assumere 2,5 litri di liquidi al giorno, di cui 1 l. tramite l’acqua contenuta negli alimenti e 1,5 l. tramite le bevande. Le patologie legate all’idratazione si possono sviluppare in due sensi:

• se il rene non elimina adeguatamente l’acqua e gli elettroliti as-

un adeguato benessere alla nostra

sorbiti, si avrà un accumulo di

persona dobbiamo garantire un cor-

liquidi con manifestazioni fino ad

retto bilancio idrico: l’acqua che

arrivare

viene assunta tramite le bevande e

attraverso le altre vie di escrezio-

re (difficoltà di respiro);

• se invece i liquidi introdotti non compensano le perdite (ad esem-

ne come l’intestino, il respiro e la

pio a causa del caldo intenso, ma

sudorazione (si pensi che tramite

anche di alcuni stati patologici

questi tre meccanismi il corpo eli-

con febbre, vomito, diarrea…), si

mina circa un litro di liquidi al gior-

andrà incontro al fenomeno della

no).

disidratazione.

Nelle giornate più afose, in cui si suda molto e aumentano le perdite di liquidi (in alcuni casi si può superare il litro di “uscite” con il solo sudore), il rene si regola automaticamente concentrando le urine e diminuendo la quantità di liquidi prodotti, in modo da tenere costante il bilancio idrico. E’ chiaro che questo è un meccanismo compensatorio e che l’ideale sarebbe invece aumentare

periferico

(gonfiore alle gambe) o polmona-

gli alimenti dovrà in seguito essere eliminata, sia attraverso il rene che

all’edema

La disidratazione si può manifestare

abbastanza

frequentemente

nell’anziano per tre motivi fondamentali: 1. la diminuzione del senso della sete 2. la presenza di limitazioni fisiche che non permettono all’anziano sia di esprimere i suoi bisogni che

di

avere

libero

accesso


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L’Eco della Casa di Riposo all’acqua .

la somministrazione dei liquidi (giri

3. l’uso di farmaci (diuretici, lassa-

programmati ma anche idratazione

tivi, antiinfiammatori, …) fre-

con la distribuzione delle terapie, in

quentemente usati nelle più co-

concomitanza della fisioterapia, du-

muni patologie geriatriche

rante le attività ricreative…). Oltre al personale dipendente anche i pa-

E’ quindi evidente quanto sia fonda-

renti e gli assistenti degli ospiti

mentale, specie nella stagione cal-

sono spesso chiamati in prima per-

da, controllare che tutti, in partico-

sona ad aiutare in questo delicato e

lare le persone più fragili come i

fondamentale compito.

bambini e gli anziani, bevano a suf-

In alcuni specifici casi è in-

ficienza. Vale la pena ricordare co-

fine necessario integrare i liquidi

munque come in alcuni casi specifici

assunti per bocca con della terapia

(persone con malattie cardiache,

infusoria (le flebo).

problemi

renali,

epatopatie)

la

quantità di liquidi da introdurre va-

La disidratazione è un evento peri-

da controllata e stabilita dal perso-

coloso che può portare a diversi

nale sanitario.

problemi: ∗ peggioramento del funzionamen-

La disidratazione causa sin-

to dei reni con difficoltà di smal-

tomi e segni aspecifici e vaghi ed è

timento

difficile da individuare. Ci sono co-

dell’organismo e di metabolizza-

munque alcuni elementi, che posso-

zione dei farmaci

no aiutare nella diagnosi: la secchezza della pelle e delle mucose, la perdita

di

peso

improvvisa,

l’assopimento, l’alterazione di alcuni parametri ematici.

delle

scorie

∗ peggioramento dell’equilibrio o-

meostatico corporeo ∗ maggiore suscettibilità alle infe-

zioni ∗ fenomeni di confusione mentale

con maggiore rischio di cadute Anche per la disidratazione

∗ …

come per molte altre patologie, la prevenzione rappresenta l’arma più

E’ fondamentale quindi impegnarsi a

efficace. Per questo motivo si è

tutti i livelli ad agire sui quei fatto-

sempre chiesta l’attenta collabora-

ri che sono controllabili affinché

zione di tutto il personale di assi-

l’incidenza di questo tipo di proble-

stenza, infermieristico, di anima-

ma sia ridotta al minimo possibile.

zione, religioso, di volontariato nel-

IL MEDICO Andrea dr. Moser


Settembre 2006

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ANCA SE ... Anca se … l’era brut temp, la festa che doveven far al Pian del Gac, l’even fata l’istes; l’è stà propri nà gran festa, con le fisarmoniche che sonava, (en grazie ai nosi fisarmonicisti), le grandissssime torte dela Marina, la macedonia fresca e bona fata sol che mez’ora prima, el cafe de moka e tanta allegria. Anca se … sen divisi su do case aven fat festa al stes modo en tute e doe le case en tel stes moment. Anca se … la Marina no la g’ha pù nisuni en Casa de Riposo en tòc del so cor l’è ligà a tutti noi. Anca se … la è pasada, ricordantela come en moment bel.

Via Pive: Marcello e Paolo mostrano la torta

Via Marconi: Paolo e Marina con la maxi torta

C.F.O. COMITATO FAMIGLIARI OSPITI La musica di “Ciaghi” fa da sottofondo alla festa


22

L’Eco della Casa di Riposo

Finalmente in 10! Nel mese di agosto al Centro Diurno sono arrivate 3 nuove Ospiti: Maria, Rita e Orsola, così adesso siamo un bel gruppo numeroso. Giochiamo spesso alla tombola, a carte, cantiamo le nostre canzoni preferite (La Madonnina, La Valsugana, la Montanara, …) e quando il tempo lo permette facciamo delle passeggiate fino al bocciodromo oppure andiamo a visitare la chiesa. Nelle giornate più calde rimaniamo al fresco del nostro portico allestito con i nostri fiori di carta, api e coccinelle fatte dai nostri Ospiti. Uno dei nostri passatempi preferiti è la lettura dei proverbi, come ad esempio quelli dei santi:

A San Matè l’oselador el salta en pè Se piove de san Gal piove fin a Nadal oppure quelli riguardanti i vari paesi della Valsugana:

Fin che gh’è l’orsa sulla Vigolana No sta a cavarte la maia de lana L’aqua de l’ades la mena sabion, el bon vin me conza ’l magon

IL CENTRO DIURNO


Settembre 2006

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Questionario di rilevazione della soddisfazione dei Clienti

La Casa di Riposo S. Spirito – Fondazione Montel di Pergine Valsugana già da alcuni anni ha sviluppato un sistema di gestione per la qualità finalizzato al miglioramento continuo dei propri servizi che l’ha portata all’ottenimento della certificazione di qualità ISO. Per raggiungere tale obiettivo risulta fondamentale la collaborazione e il coinvolgimento degli Ospiti e dei loro Familiari; solo attraverso l’ascolto attento, puntuale e costante delle esigenze e delle aspettative dei propri “Clienti” è possibile fornire sempre un servizio soddisfacente.

SABATO 16 SETTEMBRE 2006 presso la Sala Polivalente della sede di Via Pive alle ore 09:30 ci sarà un incontro di presentazione e somministrazione del “Questionario di rilevazione della soddisfazione dei Clienti” anno 2006 della durata di circa 90 minuti. Si auspica la massima partecipazione.

IL RESPONSABILE QUALITA’


L’Amministrazione ha organizzato per il 2006 un

e a tutti coloro che ne avessero interesse. Il percorso si svolgerà presso la Sala polivalente di Via Pive alle ore 20:30. Si ricorda che la partecipazione ai vari incontri è libera e senza nessun vincolo data

argomento per cui è possibile aderire solamente alle serate di proprio interesse.

ACCREDITAMENTO E QUALITÀ NEI SERVIZI SANITARIE E SOCIO-

15 giugno 2006

ASSISTENZIALI

14 settembre 2006

C

L.R. 21 SETTEMBRE 2005 NR. 7 ALENDARIO DALLE IPA ALLE AZIENDE PUBBLICHE DI SERVIZI ALLA PERSONA 14 SETTEMBRE 2006

12 ottobre 2006

LA TUTELA DELLA PRIVACY L.R. 21 SETTEMBRE 2005 NR. 7

DALLE IPAB ALLE AZIENDE PUBBLICHE DI SERVIZI ALLA PERSONA 16 novembre 2006

14 dicembre 2006

LA TUTELA DELLA NON AUTOSUFFICIENZA IN ETÀ ANZIANA 2006 12 OTTOBRE LA TUTELA DELLA PRIVACY LA FAMIGLIA QUALE RISORSA ATTIVA NEI SERVIZI ASSISTENZIALI tavola rotonda 16 NOVEMBRE 2006

LA TUTELA DELLA NON AUTOSUFFICIENZA IN ETÀ ANZIANA 14 DICEMBRE 2006 LA FAMIGLIA QUALE RISORSA ATTIVA NEI SERVIZI ASSISTENZIALI (TAVOLA ROTONDA)

L’ECO CURA REDAZIONALE, IMPOSTAZIONE GRAFICA E STAMPA A CURA DI Cristina Bolgia e Silvano Brol SI RINGRAZIANO TUTTI COLORO CHE HANNO DATO IL LORO APPORTO PER LA REALIZZAZIONE DEL PERIODICO

PERCORSO FORMATIVO INFORMATIVO

percorso formativo - informativo rivolto a Ospiti, Familiari, Volontari

Profile for apsppergine apsppergine

Settembre 2006  

Da sinistra il Vicepresidente, Suor Ermelinda e il Direttore Anna Sartori, in rappresentanza dei dipendenti, saluta Suor Ermelinda Il corpo...

Settembre 2006  

Da sinistra il Vicepresidente, Suor Ermelinda e il Direttore Anna Sartori, in rappresentanza dei dipendenti, saluta Suor Ermelinda Il corpo...

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