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Natale 2011 - numero 3 - anno XXVII


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SOMMARIO 2

Verso la sfida dell’integrazione ...

Il ponte

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Q&B - Qualità e Benessere

n. 3 - Natale 2011

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Fisioterapia: modalità di accesso

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Grazie Cuba … benvenuto Glen

Distribuzione gratuita

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Ma ora ci chiediamo perché un gatto…

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Concorso UPIPA 2011

Comitato di redazione Cristina Bolgia Giovanna Meneghini

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Sferruzzando per l’Etiopia

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Ricordi in arte

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Sfoiò

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Lavoranti orgogliose

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A spasso per il centro

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Una magnifica vista

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Gruppo cucina

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Gruppo dell’amicizia

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La ginnastica di gruppo

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Tra torneo di bocce e interviste …

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L’uscita a “Gattomania 2011”

RICORDI

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Ricordi di un tempo ormai cancellato

NON SOLO NATALE

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Ancor Nadal

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Avvento della speranza in attesa …

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Dizembre

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Incontri d’autunno

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Una bella improvvisata

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La cena per i nostri volontari

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Solo Grazie!

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Slinze de fogolar

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A tutto il personale ...

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Nucleo Sorgente: atto secondo

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I figli di Zuccatti Angelina

LA CASA INFORMA

PROGETTI

ATTIVITÀ

Cura redazionale e impostazione grafica Cristina Bolgia Giovanna Meneghini Fotografie Servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

EVENTI

POESIA

A STRETTO GIRO DI POSTA

38057 - Pergine Valsugana (TN) Via Marconi n. 4 tel. 0461/531002 fax 0461/532971 E-mail: redazioneilponte@apsp-pergine.it Sito: www.apsp-pergine.it

Stampa Publistampa Arti grafiche, Pergine Valsugana

Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico


LA CASA INFORMA

VERSO LA SIFDA DELL’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA di Marco Casagrande

Il 2011 che si sta per concludere racchiude in se alcuni interrogativi. Tra spread, manovre economiche, riforme, inflazione, crisi economica, recessione … come sarà il nuovo anno? Le sfide che ci attendono si chiamano equità, sobrietà, economicità e sostenibilità, tutte caratteristiche necessarie a garantire l’integrazione socio sanitaria, capacità di risposta ai bisogni delle persone, continuità della presa in carico e qualità e benessere della vita. L’impegno di questa Amministrazione, oltre a mantenere il buon livello ormai raggiunto di prestazioni e servizi a favore degli Ospiti della RSA, sarà finalizzato al completamento della Cittadella dell’Anziano e dei Servizi alla Persona attraverso la realizzazione di alcuni alloggi protetti, di un centro servizi e la creazione di ulteriori posti letto per persone non autosufficienti. Creare rete sarà ancor più fondamentale e strategico per garantire sostenibilità e qualità dei servizi. Per questo la Provincia Autonoma di Trento ha avviato un percorso molto importante verso l’integrazione socio sanitaria e la realizzazione dei PUA (Punti Unici di Accesso) al quali il cittadino-utente potrà rivolgersi per avere risposte ai propri bisogni. L’APSP S. Spirito vuole porsi, con spirito costruttivo, quale soggetto partecipe di questo percorso di integrazione tra sanità e sociale, ben consapevole che la persona è e deve rimanere al centro di ogni decisione e scelta sia economica che organizzativa. Aver instaurato partnership con molti soggetti, tra i quali le numerose associazioni di volontariato e Cooperazione Reciproca, ci consente di poter operare anche al di fuori dei normali canali istituzionali e quindi essere sempre in grado di avere una mappatura puntuale e costante dei bisogni e delle aspettative provenienti dal territorio. E’ questa però anche l’occasione per rivolgere a tutti i più cordiali auguri. Agli Ospiti e ai loro familiari, a tutti gli utenti dei servizi semiresidenziali e ambulatoriali, al personale e ai collaboratori, alle associazioni di volontariato, ai numerosi fornitori, ai rappresentanti delle Istituzioni locali e a tutta la comunità perginese sempre vicina alla propria casa di riposo, rivolgo a nome mio personale, dei colleghi del Consiglio di Amministrazione e del Direttore i migliori

Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

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LA CASA INFORMA

Q&B - QUALITA’ E BENESSERE di Andrea Zuccatti

Rispetto, umanizzazione, libertà: parole che esprimono progetti, talvolta difficili da perseguire, ritenuti distanti da un'effettiva realizzazione. Quando si tratta di valutare la qualità di vita nelle residenze sanitarie assistenziali o nelle strutture ospedaliere si può cadere nell'errore di limitarsi alle considerazioni prettamente tecniche; test clinici, scale validate, esami diagnostici sono strumenti che non permettono di descrivere la totalità e completezza dell'essere umano. Il modello Q&B, sviluppato dal 2005 da UPIPA (Unione Provinciale Istituzioni per l'Assistenza) e Kairos Spa si propone di valutare il livello di qualità di vita degli anziani residenti in RSA, individuando in dodici fattori i valori importanti per il benessere dei residenti. Rispetto, autorealizzazione, operosità, affettività, interiorità e poi ancora comfort, umanizzazione, socialità, salute, libertà, gusto e vivibilità. Sono questi i fattori che vengono annualmente valutati secondo criteri di obiettività attraverso: un'autovalutazione: i dipendenti dell'APSP analizzano, con l'aiuto di speci-

fiche linee guida, ogni fattore e assegnano a ciascuno di questi indicatori un punteggio; l'effettuazione di focus group con dipendenti e residenti e un'attenta osservazione ambientale completano la valutazione; audit esterno: UPIPA, invia alcuni esperti valutatori che, nell'arco di una giornata, analizzano la qualità di vita seguendo i medesimi criteri di effettuazione dell'autovalutazione, ma dando un parere esterno. Il giorno 8 novembre il team di audit, composto da Massimo Giordani (direttore di UPIPA), Carlo Libera (Direttore di RSA) e Cinzia Foglio (Coordinatrice) ha visitato la nostra struttura di via Mar-coni. Il team di esaminatori ha redatto, in conclusione della giornata, un'attenta analisi, rilevando i punti di forza dell'azienda, le buone prassi adottate, le criticità emerse, alcuni suggerimenti e osservazioni. Nello specifico sono stati rilevati cinque fattori di eccellenza che denotano il grande impegno della nostra struttura negli ultimi anni per incrementare la qualità dei servizi forniti. L'aspetto della socialità spicca per quanto riguarda la cura nella comu-

nicazione con l'esterno e la promozione dell'immagine dell'azienda nonché per la diversificazione di servizi alla comunità (servizio odontoiatrico e fisioterapico per utenti esterni, Occhio alla salute, il notaio informa e tanti altri). E' inoltre da sottolinerare come venga valorizzata l'autorealizzazione dell'ospite tramite progetti personalizzati e “Il libro dei desideri” e pure l'affettività in particolar modo nell' interazione anche terapeutica con gli animali. Sono stati percepiti un buon clima interno e l'alto livello dei coinvolgimento dei famigliari (percentuale alta di partecipazione al PAI, numerose occasioni di incontro). L'ottima qualità del cibo e la piacevolezza dell'ambiente nel suo complesso completano un quadro molto positivo, tanto che gli auditor hanno consigliato al nostro ente di accettare visite e richieste di disseminazione e diffusione della buona prassi ad altri enti aderenti al modello. Sono state ritenute buone prassi in particolare il progetto de “Il libro dei desideri” e quello di abbellimento della struttura in collaborazione con l'Istituto d'Arte di Trento.


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Molto apprezzate anche la rilevazione del benessere organizzativo annuale, la rilevazione della soddisfazione dei famigliari e le attività animative domenicali affidate al personale assiste-

nziale. Lo strumento del modello Q&B come elemento guida delle decisioni organizzative ha portato negli ultimi anni ad un costante miglioramento della qualità della

nostra azienda, collocandola a livelli molto alti rispetto alle precedenti valutazioni e dando il lustro e prestigio tra le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona.

FISIOTERAPIA, MODALITÀ DI ACCESSO di Andrea Zuccatti

Il servizio di fisioterapia per utenti esterni, partito da alcuni anni, sta acquistando visibilità nel territorio perginese e sempre più spesso veniamo tempestati dalle domande incuriosite di famigliari e volontari che frequentano l'A.P.S.P. S.Spirito - Fondazione Montel. Come è possibile accedere al servizio di fisioterapia per esterni? E' molto semplice! Le strade possibili da percorrere sono due: Visita del medico di base e successiva prescrizione del medico fisiatra - recarsi dal proprio medico di base, evidenziare i propri problemi e la necessità di una visita fisiatrica; - durante la visita fisiatrica specificare che si vorrebbe effettuare la fisioterapia presso la A.P.S.P. di Pergine; - portare la prescrizione del fisiatra presso il nostro ufficio di via Marconi 4, i fisioterapisti provvederanno a fissare l'appuntamento il prima possibile. Visita del fisiatra e successiva prescrizione del medico di base - recarsi a pagamento da un fisiatra dell'azienda e durante la visita fisiatrica specificare che si vorrebbe effettuare la fisioterapia presso la A.P.S.P. di Pergine; - portare la valutazione del medico fisiatra al medico di base, che compila la prescrizione attenendosi alle indicazioni terapeutiche del fisiatra. Portare le due prescrizioni (fisiatra e medico di base) presso il nostro ufficio di via Marconi 4. I fisioterapisti provvederanno a fissare l'appuntamento il prima possibile.


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LA CASA INFORMA

GRAZIE CUBA...BENVENUTO GLEN di Diego dott. Pintarelli e Enzo Vezzoli

Quest’anno, dopo 11 anni purtroppo, ci ha lasciato Cuba, una cagna particolarmente pre -parata per le terapie assistite. Cuba ha svolto la sua attività di pet therapy in cinque istituzioni rendendo contenti anziani residenti e familiari. È stata una cagna che credo sia rimasta nella mente e nel cuore di molti per la sua disponibilità, per la docilità e la capacità di adattarsi a vari tipi di persone. Cuba è stata la seconda cagna a livello provinciale che ha iniziato a svolgere attività di pet therapy e l’undicesima a livello nazionale. Sono valutazioni documentate e ricordate dalle istituzioni presso le quali ha operato. La ricordiamo quindi con grande affetto. Ma come si suol dire il mondo continua e l’associazione Eurodog ha provveduto a rimpiazzarla con un altro cane, estremamente preparato e di grandi possibilità operative, di razza e tipologia diversa: Lapo. Nel 2011 vale la pena porre l’accento in modo particolare sull’attività svolta presso la sede di via Marconi con la collaborazione di Clara e il fisioterapista Matteo. Quest’attività nel tempo è stata monitorata e presa in considerazione da altri tecnici del settore. Di conseguenza oggi possiamo dire che l’attività di fisioterapia cinofila è un punto di riferimento per

altre case, provinciali e non. La qualità e la quantità dei risultati conseguiti ovviamente dipendono dalla capacità di creare un sempre più significativo rapporto uomocane, una comunicazione anche con l’ospite con il quale si sta lavorando. Questo affiancamento estremamente importante crea e sviluppa, attraverso il cane, una forte motivazione e fa superare tutti quei problemi specifici che il paziente incontra con l’operatore nel sottoporsi alle terapie del caso. Il lavoro svolto con Clara è stato importante e produttivo. Grazie anche alla possibilità di inserire nuovi ospiti in so-

stituzione di altri che non hanno potuto, per motivi di salute o altro, continuare con i programmi di lavoro. Ormai da sei anni ogni incontro, ogni attività che settimanalmente si svolge, viene descritta dettagliatamente per avere dei riferimenti utili alla programmazione delle attività future. Molti ospiti, svolgendo la loro attività all’esterno del reparto e lavorando con Ariel, labrador di eccellenti doti in particolar modo specializzata nel lavoro con persone con limitazioni nella deambulazione. Tali residenti hanno imparato a gestire il proprio rapporto con il cane dando ordini,


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gratificandosi e compiacendosi in modo particolare. L’attività nella sede di via Pive ha richiesto particolare impegno nel supportare gli ospiti nel nucleo Alzheimer. In questo nucleo, che ha riscontrato e sta riscontrando ottimi risultati grazie alla professionalità e alla disponibilità di tutti gli operatori, l’attività di pet therapy, che coinvolge cinque ospiti, ha dato e sta dando interessanti ed in alcuni casi sorprendenti risultati. Il risultato del nostro lavoro è difficilmente quantificabile a breve scadenza a causa delle complessità della patologia. Diventano quindi importanti la documentazione, il parere e la disponibilità degli operatori che giornalmente affian-

cano e lavorano con questo tipo di ospiti. Tutti questi fattori confortano e avvalorano le nostre valutazioni. Anche al nucleo Sorgente, dove svolge l’attività di pet therapy Enzo Vezzoli, sono stati invitati tecnici che operano a livello nazionale da molto tempo i quali si sono compiaciuti del lavoro svolto sino ad oggi. Le relazioni dell’attività al nucleo sorgente vengono ogni volta formulate in presenza degli operatori. Inoltre continuiamo a tenere contatti con varie organizzazioni, soprattutto a Milano ove operano gruppi specializzati nel settore e molto disponibili al confronto, per un interscambio di esperienza al fine di migliorarci sempre più

e mantenerci aggiornati riguardo questo lavoro così delicato. In un recente convegno mondiale svoltosi in Sud Africa, ove fra l’altro era presente il dottor Aldo La Spina vicepresidente della medica detection dog Italia, si sono trattati per cinque giorni problemi e risultati della comunicazione uomocane. In questa sede illustri scienziati provenienti da varie parti del mondo hanno convenuto che la presenza di un cane e di un operatore preparato sono lo strumento ad oggi più qualificato per supportare le problematiche delle varie attività che riguardano il modo della stimolazione mentale e delle problematiche che la pet therapy affronta.

MA ORA CI CHIEDIAMO PERCHE’ UN GATTO NELLA PETTHERAPY (2ª parte) di Jasmina Kaluderovic

I gatti sono animali piuttosto selettivi che preferiscono la compagnia di persone calme ed evitano la presenza di persone aggressive o agitate. Il gatto accetta soltanto la compagnia dell'uomo che lo rispetta. Il suo amore si conquista. A differenza del cane il gatto vede la persona che lo accudisce come un compagno e non come un padrone. E' particolarmente adatto alle persone anziane e con problemi motori. Il gatto è inoltre un ottimo catalizzatore per stabilire comunicazione e rapporti sociali tra le persone che lo circondano. Che il gatto sia un utilissimo terapeuta nelle attività assistite con gli animali non ci sono ormai più dubbi. Attraverso le carezze, il gioco e il dare da mangiare all'animale, gli anziani prevengono depressione, socializzano di più con le altre persone, riducono il senso di solitudine, allenano la memoria, l’attenzione e vivono meglio. Questo è dimostrato da diverse ricerche scientifiche ma ancor di più con i sorrisi delle persone che hanno la fortuna di beneficiare di queste attività. In questo articolo ci soffermeremo sulle varie ricerche svolte in questo campo con particolare attenzione sull'elemento più terapeutico e singolare del gatto; FARE LE FUSA. Ascolta-


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LA CASA INFORMA re le fusa ha effetti benefici sia a livello psichico che fisico. Possiamo dire che le fusa fanno bene all'anima ed al corpo. In particolare hanno effetto calmante e riducono la tensione arteriosa. Secondo lo studio condotto dal Fauna Communications Research Institute di Hillsborough (North Carolina) le fusa dei gatti hanno una frequenza compresa tra i 25 e i 150 Hz, la stessa che nell'essere umano produce una maggior resistenza delle cartilagini ossee e la guarigione dei tessuti muscolari costituendo un meccanismo naturale di auto guarigione. Si suppone che facendo le fusa il gatto rilasci le endorfine, particolari sostanze dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina. L'ascolto delle fusa feline avrebbe un impatto calmante perché tra l'altro attiverebbe deii neuroni che producono la serotina, nota anche come "ormone del

buonumore". Nel 1992 il Baker Medical Research Institute di Melbourne (Australia) ha svolto un imponente studio che ha coinvolto 5.741 persone tra i 20 e i 60 anni al fine di esaminare le relazioni esistenti tra il possedere un animale ed i fattori di rischio di malattie cardiovascolari. Lo studio ha evidenziato come i proprietari di un gatto fossero meno soggetti a problemi cardiovascolari e di colesterolo alto. Sembrerà incredibile ma ancora oggi la scienza non è riuscita a capire del tutto il meccanismo con il quale il nostro amico produca questo meraviglioso suono. Esistono tante ipotesi ma nessuna teoria ad oggi risulta confermata. Nonostante tutto questo, è abbastanza raro trovare i gatti utilizzati nella Pet Therapy principalmente per il fatto che non è semplice avere l'animale adatto. Il loro utilizzo è indicato soprattutto all'area della Pet Therapy chiamata Attività

Assistite da Animali (AAA). Alcuni criteri fondamentali che il gatto deve avere per essere un buon “terapeuta” sono: - accettare di essere avvicinato da un estraneo - restare calmo e lasciarsi accarezzare - tollerare bene i rumori - andare in gabbia (trasportino) quando glielo si chiede - accettare di essere spostato, amare viaggiare e non soffrire di mal di macchina - accettare bene gli spazi nuovi. Secondo la zoo-terapeuta Susan Assad quando un gatto soddisfa questi criteri può fare dei veri e piccoli miracoli. Bibliografia: Marshal Thomas E. “La vita segreta dei gatti”. Maryse de Palma “Pet Therapy – il potere di guarigione degli animali” Atti di convegno “Quando il gatto aiuta l'uomo” http://www.4umagazine.net/


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PROGETTI

CONCORSO UPIPA 2011 “Il tempo del gioco e i giochi di un tempo” Proseguono i nostri incontri e i laboratori espressivi per la raccolta di racconti e la realizzazione di giochi che hanno fatto parte della vita dei nostri residenti. “Il gioco lega le generazioni” Mercoledì 9 novembre abbiamo ospitato i bambini della prima e della seconda classe della scuola elementare di Susà perché come noi, quest’anno, stanno affrontando il tema del gioco. Una mattinata resa vivace dall’esuberanza di questi piccini che senza un minimo d’imbarazzo si sono subito messi a proprio agio esplorando le varie zone della nostra sala del 2° piano di Via Marconi per intervistare i nostri residenti. I bambini si erano preparati a questo incontro tanto che tutti avevano domande interessanti da porre ai nostri anziani ma, purtroppo, il tempo a loro disposizione non è stato sufficiente per dare la possibilità a tutti di chiedere. Il prossimo incontro lo avremo il 6 dicembre, a Susà dove sa-

ranno i nostri residenti a spostarsi per incontrarli, e realizzare assieme dei giochi.

Le fionde… gioco comune nei tempi passati! dal secondo piano di via Pive Durante l’attività del gruppo espressivo, mentre si parlava dei giochi che si facevano una volta, è emerso che un gioco usato da quasi tutti i maschi, la FIONDA! Il Sig. Silvio Casagrande in particolare ha raccontato la sua esperienza in tema di fionde, di quando andava nel bosco a cercare i “forcoloti” per costruirle, alle camere d’aria bucate delle biciclette che fungevano da elastico, ai pezzi di cuoio presi da qualche scarpa vecchia per fare il contenitore dove mettere i sassolini o pallini. Lui stesso si è offerto di provare a costruirne una per questo progetto. Con la collaborazione di un suo amico è riuscito a procurarsi i pezzi in legno e il materiale adatto alla costruzione. Dopo aver costruito la prima con un ottimo risultato, ne sono seguite molte altre, anche su richiesta di operatori o famigliari per i loro bambini. Le fionde sono servite anche a riportare alla mente di molti Ospiti i bei giorni spensierati dell’infanzia.


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SFERRUZZANDO PER L'ETIOPIA L’idea per questo progetto nasce al seguito della partecipazione di alcuni nostri residenti ad un incontro culturale sull’Etiopia. In tale incontro il nostro dirigente medico ha mostrato una serie di diapositive sui suoi viaggi in Etiopia, ha parlato della sua esperienza come volontario, della grande dignità di questo popolo così come della grande povertà. Questo incontro ha fortemente colpito molte nostre residenti che hanno espresso il desiderio di poter aiutare queste genti. Da molti anni i lavori eseguiti nel laboratorio maglia della nostra struttura vengono esposti in una mostra e ceduti a fronte di un’offerta, utilizzata in seguito per un uscita in pizzeria. Dopo la partecipazione all’incontro sull’Etiopia le residenti hanno espresso la volontà di destinare una parte di questi fondi alla popolazione Etiopica, anche in virtù della

sicurezza della destinazione. Si è ripartiti quindi con il laboratorio invernale ed il progetto si è allargato ad altri laboratori: in un nucleo si è pensato di fare delle rose di carta, in un altro il gruppo che ha creato dei portachiavi per ringraziare i volontari ha deciso di allargare la produzione per la mostra e tanto altro. Anche da via Marconi arriva la volontà di partecipare all'iniziativa e così in un nucleo stanno

realizzando le bambole di pezza. La cosa bella è che più passa il tempo e si diffonde la voce e più troviamo collaboratori per nuove creazioni da realizzare a tale scopo.

La novità di quest'anno per la mostra mercato è che invece di realizzare l'esposizione, come da tradizione. nelle sale delle due strutture la realizzeremo come una vera e propria “bottega” presso lo Shop Center Valsugana in località Tamarisi dal 12 al 18 dicembre. Questo evento sarà possibile grazie alla disponibilità dell'assessore Morelli e alla sensibilità del proprietario dello spazio, messoci a disposizione in modo gratuito.


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“RICORDI IN ARTE” di Giovanna Meneghini

Il nostro progetto, “ricordi in arte”, nasce con l'obiettivo di abbellire e rendere vivo l’ambiente di vita nei nuclei e negli spazi comuni della struttura di Via Marconi ,attraverso una collaborazione con l’istituto delle arti di Trento e mediante la valorizzazione del protagonismo dei residenti ,con incontri intergenerazionali finalizzati a trasmettere ricordi e tradizioni. Viene, quindi, fatta la richiesta di una collaborazione all’istituto delle arti di Trento con l'elaborazione di un progetto da condividere tra A.P.S.P. e Istituto scolastico.

Dopo un primo sopralluogo da parte di alcuni docenti si è partiti con la messa in atto del progetto, che prevedeva come prima tappa, l'incontro intergenerazionale tra i ragazzi e i nostri residenti. Il 30 marzo cinquanta ragazzi dell'istituto intervistano gli anziani con l'intento di raccogliere racconti e ricordi. L'incontro viene documentato anche da un video realizzato dai ragazzi. Dalle interviste gli studenti fissano su pannelli e tavole di creta i ricordi trasformati in immagini. Il 21 ottobre i nostri residenti hanno visitato l’Istituto delle Arti dove i ragazzi hanno mostrato quanto stanno realizzando spiegando le tecniche che utilizzano e come hanno interpretato i ricordi dei diversi residenti intervistati. È stato un bell’incontro, nel quale si sono confrontate più generazioni e diverse culture. I ricordi dei nostri anziani, infatti, sono stati rappresentati usando colori e tecniche che si ispirano all’arte di una tribù indiana dei rabari e interpretati attraverso gli occhi e l’arte di questi giovani studenti. Il progetto prosegue con l'ultimazione delle opere da parte dei ragazzi e l'organizzazione di una mostra che si terrà dal 10 febbraio 2012 fino al 15 aprile 2012 presso il museo Sas di Trento. Dai due incontri intergenerazionali è stato realizzato anche un video per far rivivere, almeno in parte, le emozioni di quei momenti.

di Loretta Viscuso

L’idea di questo progetto si muove intorno al lavoro che svolge una fondazione (vedi www.kala-raksha.org ) collegata al pensiero di Gandhi e alla preservazione della tradizione artistica di una popolazione semi-nomade nella zona desertica del Kutch nello stato del Gujarat ,in India. Parallelamente all’avvio di una

serie di attività di supporto a tutto tondo (istru-zione primaria,salute, micro-credito, sviluppo delle energie alternative ecc.) Kala – Raksha ha fondato nel 1993 il suo college di design, in cui un centinaio di studenti – soprattutto ragazze, appartenenti ai diversi gruppi tribali Rabari, possono mantenere e sviluppare l’arte

della tessitura e del ricamo utilizzando le tecniche antiche affiancate dai moderni supporti tecnologici. I motivi decorativi tradizionali Rabari raccontano ancora oggi le storie del deserto,delle migrazioni attraverso i confini tra India e Pakistan, della bellezza di un popolo che miracolosamente sfugge alla globalizza-


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zione. La fondazione Kaka – raksha mira quindi a conservare, valorizzare e tramandare l’arte della narrazione su tessuto e su parete dando la possibilità ai ragazzi del college di acquisire maggiore consapevolezza nell’uso delle tecniche antiche attualizzando il loro lavoro paziente grazie all’uso di strumenti moderni e alla ricerca di nuovi orizzonti di mercato. Questa ottica di un recupero del patrimonio tradizionale costituisce le radici della identità di queste genti, che hanno così la possibilità di riaffermare la propria peculiarità culturale. Il Mahatma Gandhi, nato e cresciuto non lontano da questa zona di confine, e il cui insegnamento viene messo in pratica quotidianamente nella fondazione Kala - Raksha, affermava l’importanza di riappropriarsi della propria dignità identitaria.

Lo swa-deshi ( uso dei prodotti della propria terra e della propria cultura) va proprio nella direzione della valorizzazione di ciò che si è e ciò che si sa fare da generazioni, per sostenere l’autonomia individuale e di comunità, primo e fondamentale passo verso l’indipendenza e la libertà. Ma in un contesto globale sempre più globalizzato, in cui le differenze e le marginalità dei singoli tendono a venire cancellate a favore di un uniformità di stile di vita, il conservare e dare voce a queste piccole realtà, equivale a riaprire la possibilità che siano i singoli – uomini e donne- a decidere del proprio modo di vivere e di incidere pacificamente sul sistema globale. Gandhi stesso filava il cotone coltivato nella sua terra almeno un’ora al giorno, come gesto simbolico della possibilità individuale di provvedere a sé stessi (ai

propri abiti ) in autonomia. Il filatoio e gli strumenti di lavoro tessile erano per lui un modo di parlare di pace e libertà, di Verità e di nonviolenza. E del resto la stessa decisione di indossare solo abiti di cotone bianco Khadi – filato personalmente- rifiutando di acquistare ed indossare abiti importati, corrispondeva ad una presa di coscienza dell’importanza di abitare quotidianamente la propria identità di uomo indiano e di sostenere l’economia locale. L’abito diventa così simbolo di un percorso di consapevolezza e partecipazione... parole che la nostra società contemporanea cerca di recuperare e proporre sempre di più. Coinvolgere i ragazzi indiani e i ragazzi del liceo delle arti Vittoria di Trento in questo percorso di scoperta della bellezza di un popolo e di avvicinamento e conoscenza reciproca attraverso l’arte della tessitura e del dipinto, è un modo di proporre valori comuni e stimolare il confronto tra culture e generazioni. I motivi tradizionali Rabari, così si chiamano, raccontano le storie del deserto, delle migrazioni, della bellezza di un popolo che ancora miracolosamente sfugge alla globalizzazione.


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Prima fase: Il punto di partenza del nostro percorso è un progetto fatto con la fondazione Kala Raksha in India, che si occupa di preservare la tradizione di una popolazione nomade che vive nel deserto ,e che affida i propri ricordi al ricamo di arazzi. Si decide di creare una relazione tra lo studio di questa tradizione e la A.P.S.P. S. Spirito di Pergine che ha chiesto alla nostra scuola di realizzare una decorazione da porre nella sua nuova sede. Dopo un sopralluogo a Pergine si decide di proporre agli studenti di lavorare sul tema del ricordo e di come la memoria degli eventi ricordati dagli anziani siano importanti per stabilire la propria identità, il contatto con le proprie radici. Ecco che nasce il progetto. Gli studenti di tre classi vengono preparati ad un’attività che si svolgerà nella A.P.S.P a contatto con gli anziani, si tratta di raccogliere i loro ricordi. Ogni coppia di ragazzi si trova di fronte ad un anziano e in questa relazione di ascolto reciproco, vengono fatte domanda e vengono trascritti i ricordi. Seconda fase: Una seconda fase prevede la presentazione dei motivi decorativi utilizzati dai Rabari, con particolare attenzione alla lettura dei codici simbolici (colori, forme, strutture, nello spazio dipinto) e alla loro decodificazione. Ad una fase prettamente artistica in cui la forma dei ricordi veniva studiata dagli studenti e trasformata utilizzando i motivi decorativi Rabari, ne è seguita una in cui ci si è avvalsi della collaborazione di due esperti esterni alla scuola. Il lavoro si è avvalso della collaborazione di Elisa Chiodarelli che ha tenuto un incontro sulla tradizione delle popolazioni nomadi del Gujarat. Un altro incontro, tenuto da Massimiliano Pilati, è stato dedicato a introdurre gli studenti al pensiero di Gandhi e alla relazione tra la filosofia gandhiana e la costruzione di un identità non violenta. Terza fase: E’ stato chiesto alla presidente della Fondazione Kala - raksha in India di partecipare al progetto, chiedendo agli studenti della sua scuola di intervistare gli anziani dei villaggi e su questi ricordi costruire degli arazzi. Ci sono stati vari momenti di scambio tra quanto veniva fatto nei due paesi. Quarta fase: Gli schizzi iniziali portano alla realizzazione di una serie di grandi dipinti su tela da un parte, e di una serie di formelle in ceramica dall’altra. Le classi coinvolte da due diventano cinque, con circa un cinquantina di studenti. Gli insegnanti che partecipano al progetto sono sette. Gli anziani di Pergine in ottobre si recano presso la scuola e sono entusiasti nel riconoscere la forma che hanno preso i loro ricordi. Quinta fase: Emerge la possibilità di costruire intorno a questo tema una mostra al Museo Sas di Trento che avverrà dal 10 febbraio al 15 aprile 2012. In questo contesto verranno esposti i lavori dei nostri studenti a confronto con gli arazzi realizzati in India. Ogni lavoro sarà affiancato dal ricordo che lo ha suscitato. Durante il periodo della mostra saranno organizzati degli incontri e dei laboratori con il pubblico. La definizione degli incontri è ancora in fase di costruzione. Tutte le varie fasi del progetto sono state documentate con foto, è stato realizzato anche un filmato che vede la vicinanza tra gli studenti e gli anziani ospiti alla A.P.S.P di Pergine e all’interno dell’Istituto delle Arti di Trento.

Il Progetto visto dall'istituto delle arti “ Montagne e deserti a est e a ovest del mondo” Progetto vincitore del premio: Bettiol per la pace - Trento.


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ATTIVITA’

SFOIÒ dI Volpato Roberta

Mercoledì 19 ottobre abbiamo organizzato “lo sfoiò” Lo sfoiò è un antico rito contadino che si praticava in ogni famiglia. Ad autunno inoltrato si era soliti praticare lo sfoiò, quando i grandi lavori della campagna erano terminati e ci si preparava per il lungo inverno che di lì a poco sarebbe sopraggiunto. Era la conclusione di un percorso che iniziava in maggio con la semina del mais che cresceva nelle nostre campagne e che veniva raccolto a settembre. Quel mais assicurava alle famiglie la polenta, che allora era la base dell’alimentazione quotidiana. Le pannocchie mature venivano raccolte e poste ad asciugare. Una volta asciutte

e pronte per essere sfogliate, si chiamavano a raccolta amici e parenti e si organizzava, accompagnate da castagne e vin brulè, il rito dello sfoiò. Noi abbiamo voluto riproporre questo antico rito e grazie alla disponibilità di alcune persone molto gentili che ci hanno messo a disposizione le pannocchie, abbia-

mo potuto organizzare lo sfoiò nella sala al secondo piano di via Marconi. Tutti gli Ospiti hanno apprezzato questa iniziativa, è stato un momento di piacevole incontro, un occasione speciale per rivivere le usanza del passato e recuperare un po’ della nostra storia.


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LAVORANTI ORGOGLIOSE del Gruppo Maglia di via Pive

Come ogni anno, noi del gruppo maglia abbiamo festeggiato la sospensione estiva dei lavori con una pizza, pagata con i frutti del nostro sudato lavoro. Armati di appetito e sorrisi, noi residenti, le nostre volontarie e gli animatori ci siamo portati in quel di Caldonazzo per una serata in compagnia, orgogliose di poter invitare anche il nostro Presidente ed il Direttore, che non potevano

mancare. Ma quest'anno avevamo un ulteriore motivo d'orgoglio: abbiamo deciso di intervenire, nel nostro piccolo, ad un'iniziativa personale del dott. Brandolani. A seguito di una serata di diapositive in cui ci ha mostrato i suoi viaggi in Etiopia, paese bellissimo ma poverissimo, abbiamo deciso di destinare gli introiti del nostro mercatino alla popolazione etiope. Con la sicurezza di avere un ag-

gancio sicuro tramite il nostro dottore, saremo contente se riusciremo a dare un segno tangibile della nostra presenza e vicinanza a questo dignitoso popolo, le cui difficoltà ci ricordano quelle delle nostre genti, non poi così tanti anni fa. Vi aspettiamo dunque numerosi al Shop Center Valsugana.

A SPASSO PER IL CENTRO di Sonia Gottardi

Nonostante il tempo non abbia aiutato, anche nell'estate di quest'anno siamo riusciti ad uscire dalla struttura quasi tutte le settimane. Generalmente di giovedì, in occasione del mercato contadino, con residenti, volontari ed operatori ci siamo incamminati per le strade del centro storico, rivisitando luoghi conosciuti ed usati, incontrando amici e conoscenti, a volte rivedendo familiari amati. Abbiamo fatto sempre tappa in piazza Municipio, fulcro della vita cittadina e quindi centro di passaggio di molte persone. Godendo di una rinfrescante bevanda o di una golosa cioccolata con panna abbiamo potuto immergerci nella memoria personale e sociale, godendo contemporaneamente del presente. Se il tempo ce lo permetterà prevediamo anche una coraggiosa uscita invernale per apprezzare l'allestimento natalizio di vetrine e strade. Per il momento grazie mille ai colleghi di nucleo ed ai volontari, senza i quali non si sarebbe potuta fare nessuna di queste meravigliose immersioni nel tessuto cittadino che regalano emozioni e un respiro di normalità.


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ATTIVITA’

UNA MAGNIFICA VISTA dal 4° piano di via Pive

C'è aria internazionale al quarto piano di via Pive. Non ci accontentiamo più dei nostri panorami, ma respiriamo anche le atmosfere di altre nazioni. L'occasione è stata l'inaugurazione della nostra nuova magnifica terrazza, adiacente la sala da pranzo. È un gioiellino rivolto verso il paese, con vista sullo svettante campanile e sulla chiesa parrocchiale, con lo sfondo delle nostre magnifiche montagne. La nostra Amministrazione l'ha dotata di una favolosa copertura apribile, di vasi in legno con graticcio pronti ad accogliere le nostre piante, di fiori, per il momento, ed, in futuro, di frutti per il gruppo orto. Questa apertura sul mondo ci permetterà di avere un angolo raccolto in cui potremo

mangiare o anche solo bere il caffè all'aperto, fare dei gruppi lettura e laboratori, stare in compagnia in un bellissimo angolo verde. Ma aria internazionale dicevamo. Sì, infatti, per l'inaugurazione, abbiamo avuto una merenda all'inglese. Katerina e Martina ci hanno portato delle ottime specialità come: i muffins ai mirtilli, cup-cake

alla carota, lemon tart, sandwich ai cetrioli e sausage rolls, il tutto annaffiato da english tea and beer. Grazie mille quindi a Kate e Marty! Tutto mooolto gradito, tanto che progettiamo di ripetere l'esperienza appena possibile, magari con l'assaggio di cibi caratteristici di altre regioni, come suggerito da alcuni colleghi. Dopo questa prima esperienza varie sono state le occasioni per sfruttare questo bellissimo spazio ed anche adesso, con il freddo che avanza, è piacevole vedere la nostra terrazza ancora fiorita che ci aspetta, promettendo bellissime giornate il prossimo anno ed un monumentale signor Fioccone quest'inverno (neve permettendo).


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GRUPPO CUCINA dal gruppo cucina

Ci siamo ritrovate con la passione e l'entusiasmo di sempre. Abbiamo messo a punto gli ultimi dettagli per concludere la seconda edizione del libretto “Ricette di ieri e di oggi”. Il nostro più grande desiderio è quello di avere a disposizione un piccolo spazio dove poter ricreare una piccola cucina “come quelle dei nostri tempi” con poche, semplici ed umili cose, dove rivivere l'emozione con la quale, nelle nostre case, preparavamo un buon caffè che “ci tirava su la pettorina...” e, con il poco che c'era, qualche dolce o altra pietanza da condividere con i nostri cari. La cucina era l'ambiente più importante della casa, quello dove si sperimentava davvero il calore non solo del focolare, ma anche quello dell'affetto dei famigliaChissà che 'l Bambinel ri e delle persone care; ancora oggi sentiamo il bisoSanta Luzia con l'asenel o magari la Befana gno di poter sostare in un ambiente raccolto che aiuno i ne daga na man! ta ad avere rispetto dei sentimenti e delle emozioni di Noi volen provar tutti noi. Ricordiamo con nostalgia quel modo di vivee se tut va ben come speran re semplice ma vero, che ci aiutava a far fronte alle ste sicuri che tuti ve 'nvidan. non poche difficoltà che la quotidianità ci riservava.

GRUPPO DELL’AMICIZIA del 4° piano di via Pive Già dall’anno 2005 alcuni di noi del 4° piano e successivamente ad altri del 2° piano nonché, da qualche tempo, anche qualcuno del gruppo “la Sorgente”, ci troviamo con Gabriella ogni lunedì mattina. Parliamo di stagioni, fatti, avvenimenti relativi alla vita che abbiamo vissuto con la nostra famiglia, al lavoro e agli affetti. Tutto riaffiora con competenza e soddisfazione. Ogni lunedì si parla a tema proposto da Gabriella e così non ci è permesso di dimenticare quanto era già nostro, quanto e cosa abbiamo fatto da soli o con gli altri perché tutti noi valiamo tanto. Ad esempio, tenendo come tema “gli animali”, Livia B. ci racconta del suo allevamento di conigli

da vendere alle macellerie locali. Gemma ricorda a tutti quando acquistava il maiale ad aprile. Viola raccontava della sua gatta Koki ritrovata nel boschetto del nostro castello. Gisella amava tanto i nostri cani della pettherapy. Tenendo come tema “gli alimenti”, Bruno sottolinea il fatto che le noccioline, ora chiamate arachidi, le portava santa Lucia col nome di bagigi. Livio, con le lacrime agli occhi, riesce a trasmetterci la passione che impiegava nei suoi trasporti col trattore con “capussi, manze e erba”. Elda ci spiega come si fa a servire al cliente un buon caffè o un buon calice di vino. Tutti, e siamo più di 20, veniamo portati all’osservazione dei materiali specifici per la “lezione”,

poi portati al ragionamento sul loro utilizzo ed infine al ricordo; in tale maniera sfoderiamo i nostri discorsi esatti ed adatti, riusciamo a trasmettere quanto sappiamo con buona esposizione ai nostri amici del gruppo. È un bel gruppo il “Gruppo dell’amicizia” perché c’è sempre qualcuno da ascoltare, qualcosa da ricordare e tanto da dire; è un bel gruppo perché ogni lunedì veniamo invitati a non mettere sotto chiave i pezzi della nostra vita già trascorsa che, fino a quando il Signore vorrà, proseguirà non solo con tanti anni e malanni sulla schiena, ma con tanti anni da vivere ancora bene, assieme a tante persone che non avremo mai


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ATTIVITA’

LA GINNASTICA DI GRUPPO I fisioterapisti

La ginnastica di gruppo è un'attività ludico-motoria che ormai da alcuni anni fa parte delle proposte offerte ai residenti della APSP Santo Spirito. L'attività è prevista con cadenza settimanale, si svolge nella sala polivalente della struttura di via Pive ed è rivolta a ospiti che, pur mostrando difficoltà motorie, presentano risorse cognitivorelazionali tali da permettere la partecipazione e l'interazione con le altre persone. La ginnastica viene condotta suddividendo i partecipanti in due gruppi: un primo gruppo è composto da persone in carrozzina, mentre il secondo gruppo è formato da

persone in grado di deambulare. Tale suddivisione è funzionale alla formazione di gruppi più omogenei per quanto riguarda le risorse motorie degli ospiti, in modo che gli esercizi proposti siano più adeguati alle possibilità delle singole persone. Nel primo gruppo l'attività viene curata dal servizio di animazione della struttura e prevede esercizi motori con gli arti superiori, alternati a proposte di stimolazione cognitiva. Nel secondo gruppo l'attività è condotta da due fisioterapisti, necessari per lo svolgimento in sicurezza per la supervisione dei compiti proposti. Gli esercizi motori più

articolati, prevedono l'attivazione di tutti i distretti corporei e la stimolazione di equilibrio e deambulazione. L'attività non ha finalità di sviluppare particolari abilità. Non si deve pensare al concetto classico di ginnastica che presuppone lo sviluppo motorio e muscolare e che può risultare alle volte troppo “violento”. Il nostro è un intervento morbido e graduale che rispetta le possibilità del soggetto e ha l'obiettivo di mantenere attive alcune funzioni motorie e cognitive, ma soprattutto di trascorrere una piacevole ora in compagnia.

Cosa dicono gli ospiti… Mario: “Mi piace! Così muovo gambe e braccia; ci si trova a parlare ed è un modo per passare il tempo”. Donata: “Sono soddisfatta. Mi fa stare bene, perchè si muove un po' tutto... Dopo la ginnastica mi sento più leggera”. Carlo: “no l'è miga malvagia… A volte sono in difficoltà, perchè ho una gamba che non funziona bene”. Gemma: “Mi piace, perchè si fa tanto movimento”.


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TRA TORNEO DI BOCCE E INTERVISTE UN GIORNO DIVERSO ALLA S. SPIRITO da il Trentino del 7 settembre 2011

"Giochi in amicizia", premiazione degli ospiti ed esterni partecipanti al toneo di bocce, la presenza di Tca che ha realizzato all'APSP S. Spirito di Pergine le riprese di "Prima classe - In viaggio delle residenze assistenziali del Trentino". È il bilancio di una giornata di intensa attività, culminata con la premiazione dei partecipan-

ti al torneo, effettuata dagli animatori, presente l'assessore comunale Renato Tessadri, il direttore Giovanni Bertoldi, il presidente del consiglio di amministrazione Marco Casagrande. L'obiettivo del progetto Prima classe è quello di far conoscere all'esterno le attività del S. Spirito, la qualità dei servizi erogati, le opportunità di miglioramento della qualità della vita che la struttura può offrire alle persone che non possono essere più assistite a domicilio. Sono stati illustrati progetti e innovazioni che l'Azienda ha realizzato o ha in corso, con interviste agli ospiti. Nel pomeriggio si è concluso il torneo di bocce e quindi le premiazioni dei partecipanti ai Giochi in amicizia. Ben 16 le coppie in gara e vittoria finale per Natale Giovannini e Luigi Zuccatti che si sono imposti sulla coppia Silvio Casagrande - Maria Rosa Bello; terzi Valter Svaldi e Livio Zanei, quarti Mario Piazzera e Maria Nannini. (f.v.)


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ATTIVITA’

L'USCITA A “GATTOMANIA 2011”

La “Gattomania” ci ha contagiato, così, sabato 1 ottobre, con il nostro pulmino della casa, abbiamo raggiunto la mostra felina “Gattomania 2011” raggiungendo Gardolo di mattina presto per ammirare l'esposizione di oltre 200 gatti che gareggiavano secondo la razza di appartenenza per ottenere il premio “ del gatto più bello”. Tanti erano in gabbie addobbate per l'occasione con piume, cuscini e tulle ma abbiamo anche avuto l'opportunità di toccarne e di tenerne alcuni in braccio.


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RICORDI

RICORDI DI UN TEMPO ORMAI CANCELLATO Con le comodità di oggi, con l’utilizzo di vari mezzi meccanici studiati per alleviare le fatiche, non è facile pensare alle condizioni di vita durante gli anni 1930/1940.

dai ricordi di Leone Chilovi Con le comodità di oggi, con l’utilizzo di vari mezzi meccanici studiati per alleviare le fatiche, non è facile pensare alle condizioni di vita durante gli anni 1930/1940. Coloro che hanno vissuto in quegli anni (e ce ne sono ancora) ricorderanno le molteplici fatiche, le tribolazioni e la povertà che regnava allora. Ciononostante la gente si accontentava di “quel poco che aveva” senza agognare “quel di più” che oggi ci assilla creandoci disagio e inutile ansia nel desiderare sempre qualcosa migliore. C’è forse un po’ di nostalgia per un mondo difficile e perduto, ma che era a suo modo felice. Si pensi alle nostre case con tutte le porte aperte anche di notte. Si era tranquilli che nulla poteva succedere. Oggi tutto è cambiato e non nel modo migliore. Il paesaggio che oggi ci circonda è completamente stravolto. In primavera, quando la neve si scioglieva creava delle isole bianche nei prati. I colchici innalzavano i loro calici creando sfumature di un rosa-

violetto in contrasto con il verde muschio dei prati. Lungo le siepi, ancor prive di foglie, sbocciavano i fiori bianchi, raccolti in corimbi: era l’infiorescenza del biancospino. A maggio, nelle lunghe sere, il tramonto indugiava sullo sfondo del Gruppo Brenta, con strisce rosso e oro che si spegnevano lentamente. Nei prati che circondavano il borgo come un abbraccio verde, si falciava il fieno e l’aria ne riportava il profumo a folate lievi come carezze. In estate il fieno in un grande lenzuolo di iuta, legato incrociando i quattro angoli, veniva portato sulla schiena dal prato all’aia. In autunno le pannocchie di granoturco pendevano dai balconi in legno, pregevoli costruzioni che la modernità ha distrutto. Oggi la moderna cementificazione ci ha privati di artistici scorci storici. In inverno con tanta neve che talvolta doveva esser spalata dai tetti perché il peso costituiva un pericolo. Le strade livellate dal candido manto, venivano aperte da due paia di buoi che trascinava lo spartineve (slitton). L’infanzia (che oggi indugia davanti al computer) nelle lunghe sere invernali, davanti al focolare, sotto la lampadina protetta dal piatto smaltato o dal più prezioso vetro increspato, ascoltava con attenzione i racconti della nonna. Le nonne non raccontano più. Anche gli anziani non raccontano più le vecchie vicende perché le panche o i semplici tronchi d’albero che costituivano punti di incontro sono scomparse. Un tempo tutti questi aspetti di vita contavano perché segnavano il ritorno quotidiano del nostro vivere. Ora quando, dopo un lungo inverno, vediamo sfrecciare le prime rondini nel cielo azzurro ci fermiamo un attimo rapiti: si è tornata la primavera, ma tutto il rimanente è solo un nostalgico ricordo che il tempo ha cancellato per sempre.


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NON SOLO NATALE

ANCOR NADAL di Massimo Dorigoni

Le man le trema forsi en pòc de massa, i òci i è sperdudi ‘n la baùta, le rece le par piene de bòmbass, ma ancor pòzo i pastori lì arent al bambinèl, ancor de le balòte vedo ‘l slusor si bèl, ancor l’odor de rasa ‘l me ‘npieniss el nass.

I volontari dell’ AVULSS di Civezzano, Fornace e Pergine, in occasione del Santo Natale, desiderano rivolgere a tutti i Residenti dell’ ASPSP di Pergine l’ augurio di BUONE FESTE Accompagnato da un pensiero, che ha caratterizzato l’ ultimo nostro Convegno di Assisi nelle giornate del 4 -5 -6 Novembre u.s. “ La porta della felicità si apre sempre verso l’ esterno; chi tenta di aprirla verso l’ interno, non fa altro che chiuderla sempre di più.” (Viktor E. Frankl) Anna, Augusta, Gianna, Renzo, Silvano.


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AVVENTO DELLA SPERANZA IN ATTESA DEL NATALE FESTA DELLA FAMIGLIA dal gruppo Catechesi di nucleo

Durante l’Avvento siamo invitati a vigilare sul nostro modo di vivere. Negli incontri di catechesi cerchiamo di riflettere sul messaggio che il Vangelo della domenica ci invita ad accogliere e farlo nostro (calarlo nella vita quo-

tidiana). Questa prima settimana l’invito è: vigilare, vegliare col cuore e attendere che il Signore operi dentro di noi. E’ un atteggiamento che il cristiano desidera fare suo, dato che si sente figlio di Dio e creatura plasmata dalle

sue mani. Con questi piccoli pensieri vi auguriamo di attendere fiduciosi il Santo Natale e far sì che questo bambino possa nascere anche dentro di noi con viva gioia e nella pace.

Dizembre”

di Lidia Roat Tecilla

Dizembre, mess de fret De nef, de polsar Vizini a n’fòc Tirar i conti, pensar … ma n’tel dizembre bianc Dela nòssa età Ghé ancor gioia e speranza: La “Natività”. Natale 1988

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. … E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. Madre Teresa di Calcutta


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EVENTI

INCONTRI D’AUTUNNO Un autunno ricco di eventi nelle nostre due belle sale polivalenti abbiamo avuto l’onore di ospitare vecchi e nuovi amici che hanno colorato con musica ed allegria i nostri pomeriggi e le nostre feste.

Festa di compleanno della centenaria Silvia Rautscher. A festeggiare la signora Silvia, il 22 settembre c’erano gli amici di sempre, la nipote Maria, i nostri amministratori ed anche il nostro Sindaco Silvano Corradi. Un omaggio floreale, gli auguri in poesia degli amici Renzo Rossi e Tiziana De Carli, le canzoni di un tempo proposte dal Coro Edera e una torta con 100 candeline, hanno reso speciale tutto il pomeriggio che vedeva altri cinque residenti festeggiati per aver compiuto gli anni nel mese di settembre.

Festa dei nonni Come da tradizione, la Festa dei nonni (2 ottobre) è stata allietata dalle recite e dal concerto degli alunni del modulo delle Don Milani. Gli alunni più piccoli hanno interpretato una divertente filastrocca; il coro “Piccole Note” ha intrattenuto con dolci melodie i numerosi presenti. Il presidente Marco Casagrande ha ringraziato, sottolineando l'importanza dei frequenti incontri tra giovani e anziani dentro e fuori la nostra A.P.S.P.. L’evento è stato molto apprezzato dai nostri residenti che hanno applaudito soddisfatti.

Gianko e i nostri travestimenti Il 27 ottobre un’altra sorpresa ha stupito i nostri residenti. In occasione del festeggiamento dei compleanni di ottobre, abbiamo ospitato Gianko Nardelli. Il fantasista, con la sua spumeggiante allegria e i suoi bizzarri travestimenti, ha coinvolto gli ospiti e i loro famigliari. Lo spettacolo esilarante ha suscitato in tutti grande simpatia e appassionato coinvolgimento. I canti, le risa e la buona compagnia hanno completato questo colorato pomeriggio insieme.


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Un autunno di concerti Domenica 9 ottobre: Coro civico di Ponti sul Mincio

Domenica 6 novembre: I “Donatori di voci”

Domenica 20 novembre: “Coro Valsella”

UNA BELLA IMPROVVISATA di Volpato Roberta Lunedì 17 ottobre, con l’aiuto dei nostri Volontari, stavamo preparando il setting per la nostra consueta tombola, quando si presenta una signora molto gentile di nome Alessandra. La signora è ucraina, è in Italia da 10 anni ed è la Presidente di un Circolo Culturale di nome RASOM, che in ucraino vuol dire INSIEME. Molto gentilmente la signora Alessandra propone di offrire a tutti noi uno spettacolo di musica e canti tipici del suo Paese, ma anche canzoni molto conosciute. Dovevamo decidere al volo se fare la tombola o lo spettacolo,…. riposti premi e numeri nell’armadio abbiamo allestito la sala per l’evento. Il gruppo era composto da signore vestite con costumi tipici ucraini e ricamati con dei motivi floreali che cantavano e ballavano e dei musicisti con violini e percussioni. La presidente Alessandra ha presentato tutte le canzoni spiegando le parole ed il loro significato. Una canzone molto popolare e da tutti noi conosciuta è stata “O sole mio”, che , abbiamo scoperto essere stata composta musicalmente da Eduardo di Capua che ha musicato i versi di Giovanni Capurro, proprio a Odessa in Ucraina dove era andato ad accompagnare suo padre violinista in un’orchestra. Dicono che gli sia stata ispirata da una splendida alba sul Mar Nero. Lo spettacolo che ci è stato offerto è stato molto bello e apprezzato da tutti i presenti, le musiche, i canti e i balli ci hanno portato allegria, molto apprezzato il duetto del nostro volontario Gianluigi che ha cantato alcune canzoni assieme alla cantante del gruppo. Alla fine dello spettacolo, abbiamo invitato la signora Alessandra ed il suo gruppo a farci visita ancora, per regalarci un pomeriggio di allegria ma anche di scambio culturale per conoscere altre realtà a noi vicine. Possiamo dire che è stata proprio una bella improvvisata.....


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EVENTI Un appuntamento che è ormai una tradizione Quello con gli Schutzen delegazione Caldonazzo e Pergine è un legame che abbiamo da diversi anni. In autunno, infatti, arrivano puntuali per donarci una coroncina dell'avvento e augurarci buone feste. Accompagnati dall'amico Tullio che ha suonato e cantato per noi ci hanno offerto una ottima fetta di strudel che abbiamo gustato tutti assieme festeggiando i compleanni del mese di novembre.

LA CENA PER I NOSTRI VOLONTARI

In numerose occasioni, quest’anno ci si è soffermati ad affermare l’importante presenza dei volontari nell’A.P.S.P. Santo Spirito, rimarcandone il forte valore sociale e il contatto dempre più ravvicinato con il territorio. Sono molti i volontari che prestano il loro servizio presso le nostre strutture. Il loro è un servizio prezioso e disinteressato, carico di affetto e calore. Il loro entusiasmo e la loro attenzione ci accompagnano durante tutto l’anno, rendendo ancora più accogliente la nostra casa. E’ doveroso quindi ringraziarli per la loro forte dedizione e il loro accorato impegno. Per meglio poterli omaggiare, il 3 novembre è stata organizzata una festa a loro dedicata. Dopo la S. Messa in Cappella, celebrata dal nostro cappellano Padre Rinaldo, tutti sono stati accolti in sala polivalente. Le tavole imbandite alla perfezione e l'ottima cena, preparata e presentata dallo staff della nostra cucina, hanno accolto con profumata armonia i volontari. L’ottima musica proposta da Paolo e Sergio ha allietato il banchetto. Gli ospiti, in segno del loro affetto e della riconoscenza nutrita per i volontari, hanno prodotto con le loro mani, in un apposito laboratorio, dei vivaci portachiavi. E’ solamente un piccolo segno per ringraziarli del loro grande servizio, ma è un dono sentito e carico di sentimento. La signora Donata, in rappresentanza di tutti i residenti, l'ha consegnato a tutti.


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POESIA

SOLO GRAZIE! di Carmen

Grazie di cuore per averci invitato a questa bella festa del Volontariato. Grazie a lei Direttore, a lei Presidente a tutte la autorità che con la loro presenza stasera, ci hanno onorato. Grazie al personale, che tanto s’è impegnato a tutti quelli che per la ben riuscita hanno collaborato. Grazie cuochi, che per noi sta sera tante squisite prelibatezze avete preparato. Un grazie particolare è per voi cari animatori per la vostra costante gratitudine, sincera voi sapete cogliere la nostra buona volontà e restituirci la gioia vera! Infine grazie a tutti voi, colleghi del volontariato per l’impegno del vostro più prezioso tempo, qui dedicato. La nostra energia continui a regalare serenità e calore a tante persone che lungo il cammino, avete incontrato!


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SLINZE DE FOGOLAR di Massimo Dorigoni

En gat, téss come ‘n pizόn, l’averze ‘n òcio el snasa, l’odor che ghè de vita ‘n quela casa. Sficona la vècia e le uce vèn mate se ‘ntortola i fili de lana, i ponti se core dreo emprèssa, en drit en revèrs, en drit en revèrs, ma zìga la pòpa e la pianze e alora la vècia stontona col gombet la cuna. Sficona el vècio ghè ‘l fèr che vèn mat se’ntortola po’ i sarmentèi, le slinze se core drèo ‘nprèssa en stiz l’è mess drit, en stizz mess revèrs, s’ciopeta le brase, pò ‘n pianzer de rasa, e alora el vècio, pòc tendro, con forza remena la zendro. En gat, téss come ‘n pizόn, el sèra ‘n òcio el snasa, el bel calor che da ‘l brusar de dasa.

Poesia vincitrice del Primo premio assoluto e della medaglia d’oro al XVIII concorso Nazionale di poesia “Grappolo d’Oro” di Bardolino. “Ritmo, sonorità, onomatopeiche, colore e calore contraddistinguono questa poesia che sa dare il sapore autentico della vita domestica”


L’ANIMAZIONE A stretto giro di posta INFORMA

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A tutto il personale del 1° piano della Casa di Riposo di Via Marconi Vi ringraziamo di cuore per tutto quello che avete fatto per la nostra mamma Celestina. L’avete curata, ascoltata quando raccontava della sua vita, l’avete rassicurata nei momenti di sconforto, l’avete consolata nei momenti di tristezza. Noi ci siamo sentiti in famiglia dove abbiamo potuto avere uno scambio di consigli e di aiuti per il bene della mamma. Grazie !!! Vi ricorderemo con affetto e riconoscenza. I figli di Celestina Ferrari


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NUCLEO SORGENTE: ATTO SECONDO dagli OSS del “nucleo sorgente”

In questo scorcio di fine 2011, ci troviamo già oltre la metà del secondo anno di vita del nucleo sorgente. L’apertura di un reparto dedicato esclusivamente a persone con problematiche di demenza, all’interno della nostra grande e complessa APSP, aveva dato l’anno scorso qualche perplessità tra i familiari dei residenti. Dopo più di un anno e mezzo tali riserve sono state superate: il tempo datoci a disposizione ha portato i suoi frutti ed oggi riscontriamo una diffusa e generale soddisfazione. Non solo: possiamo dire che i familiari dei nostri residenti sono ora a tutti gli effetti i più credibili sponsorizzatori della nostra realtà. Ne è una prova, tra l’altro, la domanda d’ingresso al nucleo sorgente proveniente da altri utenti, già presenti in altri reparti della APSP. Chi oggi risiede al nucleo sorgente ha potuto, fin dal principio, beneficiare di una assistenza personalizzata, di un ambiente (quasi) familiare e di ritmi di vita più consoni alla propria condizione. Il tutto ha favorito una graduale riduzione dei problemi comportamentali dei nostri residenti, o comunque un loro significativo contenimento. L’anno che sta per chiudersi a regalato ai nostri residenti momenti di ordinaria quotidianità, accanto ad altri più diversi e vari. Ricordiamo alcune delle attività svolte come i cartelloni fotografici (esposti al nucleo), i laboratori (disegno, ritaglio, stimolazione cognitiva,...), i momenti conviviali (le feste al nucleo, le uscite nel periodo estivo). Prosegue e ne siamo lieti, la preziosa collaborazione con Enzo e Rosanna conduttori dell’attività di pet-terapy, così pure con Letizia, Katia, Fernanda e tutto il gruppo degli animatori, i quali offrono parte del loro tempo anche all’interno del nucleo sorgente. In conclusione: assieme a Clelia, Pia, Margherita, Livia, Elda, Daniela abbiamo quest’anno

accolto

Maria,

Renzo,

Anna,

Teodora.

Hanno

cambiato

“appartamento” e per questo abbiamo salutato Rosa e Livia, mentre è

stata tra noi per un breve periodo Pia.


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Nel mese di ottobre è venuta a mancare la nostra mamma, ospite da diversi anni di questa casa. Noi famigliari riteniamo doveroso, in occasione dell’uscita del bel periodico “Il Ponte”, esprimere la nostra profonda gratitudine a TUTTI gli operatori, i medici, gli infermieri, i fisioterapisti, gli animatori e i volontari, per la cura, le attenzioni e l’amore che in ogni momento le hanno dedicato. Durante il suo lungo soggiorno anche noi ci siamo sentiti uniti come in una grande famiglia assieme a tutti gli ospiti e ai loro famigliari che, come la nostra mamma, ci mancheranno tanto. I figli di Zuccatti Angelina


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Il Ponte_Natale 2011