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AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA “S. SPIRITO - FONDAZIONE MONTEL”

IL PONTE numero 4 – anno XXV

Natale 2008


Sommario

ARGO CASTAGNA di Maria Teresa Natale

La Casa informa Trasparenza e rendicontazione

Nel centenario della nascita 3

Gli eventi … d’autunno La festa dei nonni

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Serata dedicata al Volontariato

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I progetti I focus group

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Storia & storie Leggenda Mochena Un mondo contadino ormai scomparso

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Pensieri, riflessioni, racconti, ... Dal 3° piano di Via Marconi

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Dal servizio cucina

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Dal gruppo maglia

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Dal 3° piano di Via Pive

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Dal servizio parrucchiera

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Auguri, auguri e ancora auguri

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Dal 1° piano di Via Pive

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Aspettando Natale

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La “Santa Lucia” del nono

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“lettera ai nonni ..”.

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Ricordi Sola, morosa, sposa, sola di nuovo.

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L’autunno

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Le associazioni La gioia delle Coccinelle

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Concorso

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Foto di copertina:

Il 12 dicembre 1908, a Vicenza, nasceva Argo Castagna, figlio di Antonio e di Ida Tait, trentina, originaria di Mezzolombardo. Il 12 dicembre 2008 ricorre, pertanto, il centenario della sua nascita e dalla Casa di Riposo S.Spirito – Fondazione Montel giunge un ricordo che vuole onorarne la memoria come artista, professionista e uomo. Nel 1944, dopo numerosi spostamenti in diverse regioni d’Italia per studio e lavoro, Argo Castagna aveva preso definitiva dimora a Pergine e nello stesso anno eseguiva le decorazioni della Cappella “del Crocefis del Santo Spirit” posta all’ingresso di Pergine sul Viale Dante, dove si può osservare un racconto della “Via Crucis” sulle pareti laterali interne e una “famigliola in preghiera” su quella frontale ai due lati del grande crocefisso ligneo. Il legame di Argo con Pergine diventa forte. Da studente il giovane Castagna frequentava le scuole tecniche e l’Accademia Olimpica di Vicenza con lusinghieri risultati e nel contempo collaborava negli affreschi dei Templi Ossari del Pasubio e di Bassano del Grappa. Nel 1928 era Maestro d’Arte e nel 1930 conseguiva la patente del Corso di Magistero ottenendo anche la nomina a Direttore della Scuola d’Arte e Mestieri di Montebello Vicentino. Successivamente eseguiva affreschi nella Cappella di S. Antonio nella Chiesa di Piazzola sul Brenta e otto grandi pannelli ovali decorativi nella Villa Marzotto di Valdagno. Durante un soggiorno romano di studio e lavoro realizzava il grande affresco dell’abside della Chiesa del Cimitero di Vignanello (Viterbo) e restaurava con grande perizia tre Pale d’Altare. Opera sua erano 4 grandi pannelli decorativi presso la Banca Popolare del Lavoro di Vicenza. Fu chiamato a Milano e a Roma in qualità di pittore bozzettista dedicandosi alla cartellonistica cinematografica e farmaceutica. Tutto questo fino al ’43.

“Il focolare” (olio su tavola di legno) di Argo Castagna Foto A. Sartori

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segue a pag. 23 IL PONTE


La Casa informa TRASPARENZA E RENDICONTAZIONE SOCIALE di Giovanni dott. Bertoldi La rendicontazione sociale rappresenta una delle principali frontiere di innovazione della comunicazione pubblica. Il bilancio sociale, nelle sue varie accezioni (bilancio di salute, etico, ambientale, ecc...) costituisce, infatti, per le Amministrazioni Pubbliche un potente strumento di comunicazione bidirezionale con i propri stakeholders, favorendo, da un lato, la trasparenza dell'agire amministrativo e sollecitando, dall'altro, la partecipazione dei cittadini/utenti alla vita pubblica. Il ruolo della comunicazione consiste dunque nel rendere possibile un dialogo aperto alle aspettative del contesto, all’ascolto delle ragioni e alle proposte delle parti in causa determinando così nella gestione un incontro di posizioni dialettiche ma non contrapposte. Il bilancio sociale, dunque, rappresenta il veicolo attraverso il quale le Amministrazioni possono comunicare ai propri interlocutori gli impatti prodotti dalle proprie scelte politiche e gestionali sulla qualità della vita all'interno della propria “comunità”, nonché valutare la coerenza tra quanto programmato e quanto, invece, operativamente realizzato. Anche l’A.P.S.P. “S. Spirito – Fondazione Montel” presenta per la prima volta il suo bilancio sociale. Si tratta di un volume ricco di dati, tabelle, grafici, immagini che documentano un anno di attività mettendo a stretto confronto le politiche, gli impegni, gli obiettivi raggiunti e le risorse utilizzate in termini di miglioramento della qualità della vita, non solo degli Ospiti, N A T A L E 20 0 8

ma dell’intera comunità di riferimento. Oltre a fare una presentazione dell’Azienda, di chi siamo, di qual è l’assetto organizzativo interno e di quali sono i servizi offerti, il bilancio sociale cerca di offrire una panoramica generale sui principali risultati in termini di salute, per gli ospiti, e di reciproco beneficio per il personale, fornitori, comunità in generale. Rimando quindi a Voi la lettura di questo importante ed innovativo documento, consapevole che il bilancio sociale possa ulteriormente qualificare l’attività della S. Spirito, del proprio personale e della comunità intera, trasformando il pensiero comune, che ancor oggi identifica questa istituzione nel vecchio “ospizio” o “ricovero”, verso l’immagine più realistica e qualificante di azienda pubblica di servizi alla persona. Nell’ottica dell’efficacia e della trasparenza comunico che è attivo il sito internet dell’A.P.S.P. che trovate all’indirizzo www.apsp-pergine.it dove potrete trovare tutte le informazioni relativi alla nostra attività. In conclusione, rivolgo a tutti Voi, Ospiti, familiari, personale, volontari, amici, visitatori, amministratori locali, un augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

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Gli eventi … d’autunno LA FESTA DEI NONNI Un giorno di festa nelle due strutture della

A.P.S.P. S. Spirito, con la presenza di tanti

bambini in occasione della festa dei nonni che si è tenuta il 2 ottobre di quest’anno. Presenti degli alunni delle classi 4a A e 5a B della scuola don Milani e 4a A e 5a A della scuola Rodari che con rappresentanti dell’Amministrazione della Casa Presidente e Direttore, del Comune, Marco Osler e l’Assessore provinciale Marta Dalmaso hanno coinvolto gli anziani e nonni Ospiti della Casa. Gli alunni delle due scuole con la recita di Pensieri, filastrocche, poesie e canti alle numerose persone presenti in sala, hanno rivolto il messaggio:

“I nonni sono importanti perché sono i bambini di ieri, che come tali possono capire, e che in questa festa a loro dedicata possono ancora diventare un po’ bambini”.

Cara bisnonna Anna Maria, Ti ricordi che mi aiutavi quando ero piccolo? E venivi ai miei compleanni e mi divertivo un sacco? Grazie nonna!

Ciao nonni, Ora noi della scuola Rodari vi dedichiamo con tutto il nostro cuore la canzone “Un modo di uomini bambini” Silbie

Michele

Cari nonni, Ho fatto molte cose divertenti con voi: vendemmiare, andare nel bosco a raccogliere i funghi. Ho imparto nuove cose del vostro passato e della scuola. Sara

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La vecchiaia esiste solo per chi ha il cuore grigio, gli altri sono giovani dentro. Voi siete saggi e pazienti e cercate di tramandare il vostro sapere a figli e nipoti. Caterina

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Sono sicura che vi ricordate quando eravate bambini e di quando giocavate con i vostri amici. Elena

Di sicuro, quando eravate piccoli c’era la guerra e la vostra vita era più difficile.

Vi vogliamo tanto bene. È bello quando ci raccontate le storie dei tempi passati. Chiara

Il futuro non si può prevedere, ma il bel passato si può ricordare. Giacomo

Martina

UN MONDO DI UOMINI BAMBINI PENSA A UN GIROTONDO DI COLORI MILLE ARCOBALENI INTORNO A NOI

PENSA A UNA LUMACA SOTTO IL MELO, VINCE SEMPRE MA NON CORRE MAI,

PENSA A UN MONDO DI UOMINI BAMBINI

PENSA AD UN BUCATO SOTTO IL CIELO

VOLA VIA SU PALLONI BLU.

DOVE I BUGIARDI APPENDERAI.

PENSA AD UNA SCUOLA SOTTO IL SOLE

CON IL CUORE TU NON STONERAI.

PENSA SE PARLASSI AGLI ANIMALI QUANTE COSE IMPARERESTI TU, PENSA A UN MONDO DI UOMINI-BAMBINI CHE BUGIE NON DIRANNO PIÙ.

Rit. CANTA UN CANTO AL MONDO E IL TUO CANTO PIÙ IN ALTO VÀ. CANTA FINCHÈ CANTANDO ANCHE UN SORDO TI SENTIRÀ. CANTA UN CANTO AL MONDO, FORSE CANTANDO IL MONDO CAMBIERÀ. CANTA UN VECCHIO SOGNO CHE DA BAMBINO IO SOGNAI.

Rit. CANTA UN CANTO AL MONDO E IL TUO CANTO PIÙ IN ALTO VÀ. CANTA FINCHÈ CANTANDO ANCHE UN SORDO TI SENTIRÀ. CANTA UN CANTO AL MONDO, FORSE CANTANDO IL MONDO CAMBIERÀ. CANTA UN VECCHIO SOGNO CHE DA BAMBINO IO SOGNAI.

DOVE I SOGNI SONO I LIBRI TUOI UNA SCUOLA FATTA PER CANTARE

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SERATA DEDICATA AL VOLONTARIATO E’ stata una giornata indimenticabile: per quanto ha detto Padre Albano durante la S. Messa celebrata prima della Festa – ringraziamenti ed esortazioni a continuare su questa strada – e per le parole pronunciate dai Responsabili dell’“Azienda” Casa di Riposo S. Spirito e dai rappresentanti dei famigliari degli Ospiti. Ringraziamenti – ovviamente graditi – ma che mi hanno fatto sentire immeritevole di tante belle parole dette, e lo si sentiva, con il cuore. Perché, si potrà chiedere qualcuno? Ma perché, mi sentivo io in dovere di ringraziare tutti gli Ospiti della Casa di Riposo perché essi sono diventati, negli anni, parte di me, partecipi della mia necessità di poter far qualcosa a beneficio degli altri. E il mio prossimo io ho capito che siete Voi, cari Ospiti, Voi che mi accogliete sempre con un sorriso e con delle parole buone. Il servizio che io svolgo, all’ interno della casa, è nulla al confronto di ciò che mi viene dato da voi ogni qualvolta io sono in mezzo a Voi. Riprendo dalla “Carta del Volontario AVULSS” : “ Il Volontario è una persona che, per libera scelta, risponde alla chiamata per servire i fratelli, ed essere segno fecondo dell’amore, promotore e donatore di speranza, capace di ascoltare ….. , partecipando, nella condivisione, alla responsabilità, alla storia, alla vita di ognuno …….” Quando sono in mezzo a Voi, non faccio altro che il mio dovere ed è quindi in questo senso che io interpreto la Giornata del Volontario: come quel momento di riflessione sull’ Avrò fatto fino in fondo quanto potevo o sono mancato?” e se sono in grado di rispondere SI’ ecco che, come dicevo, sono felice. Non posso, a questo punto. dimenticare di ringraziare gli amici animatori della Casa che, in modo impeccabile, hanno servito la cena, preparata con sapienza e maestria dal Servizio cucina. Veramente eccezionale! Grazie. Renzo Rossi del Gruppo di Lettura

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In questa lievitante società che si gonfia e si gloria di nulla, che gareggia e si sfida, che cerca di non farsi capire usando complicati linguaggi, burocratizza e naturalizza…e, insomma…chissà per cosa o per chi e rende difficile la vita aspirando per lo più a cose grandi, competitive, rare, uniche e vuote… non ci si rende conto che l’uomo, essere umano, in questo sistema confuso ha bisogno soprattutto di piccole cose, semplici, autentiche e vere, importanti, che gli facciano comprendere e apprezzare il valore dell’immenso dono dell’esistenza. Ogni tanto, però incredibilmente succede; capita che si realizzi…si pacifichi l’animo e ci si senta parte con gli altri a condividere aspirazioni e senso morale…con altri che magari non si sa nemmeno chi siano: cose piccole ma umane e significative. E’ successo nella serata dedicata al volontariato presso la Casa di Riposo (APSP) S. Spirito – Fondazione Montel a Pergine il 23-10-08: serenità di un impegno convinto, umiltà di percorsi umani fatti insieme, atmosfera lieta, esaltata da voci musicali piene e forti, armonia a tutti i livelli e tanta comprensione, accettazione, accoglienza. In questo clima ogni ruolo ha portato la sua positiva parola ma, in particolare mi sento di dire al Signor Bonini, del Comitato Famigliari degli Ospiti, che il suo accorato sincero ringraziamento è stato recepito nella sua essenza più autentica ed è sprone e certezza a migliorare Dal Laboratorio figurativo-espressivo La volontaria M.Teresa Natale

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I progetti I FOCUS GROUP: la Direzione in ascolto Nell’ottica di un continuo miglioramento dei servizi erogati dall’Azienda, quest’anno la Direzione ha ritenuto opportuno promuovere alcuni momenti di confronto con i familiari, Ospiti e quanti operano all’interno della Casa. Abbiamo chiesto ad alcuni familiari che hanno partecipato ai focus di portare la loro testimonianza.

Sono stata convocata dalla direzione della R.S.A. di Pergine, assieme ad altri familiari del quarto piano di via Marconi ad un incontro chiamato "gruppo focus" che si è tenuto il giorno 24 settembre u.s.. L'importanza di questa riunione è stata quella di riflettere e di migliorare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti, degli ospiti nella casa di Riposo. Abbiamo parlato dell'alimentazione, della pulizia alla persona, della fisioterapia, dell'animazione, del rapporto degli ospiti con il personale, e altro ancora. La direzione, mi ha fatto una buona impressione; quella di essere interessata ad ascoltare opinioni e proposte per venire incontro alle varie esigenze degli ospiti. Il direttore ha promesso che valuterà le proposte di ogni gruppo di familiari di tutte due le strutture, e cercherà, se è possibile, di applicare le migliorie proposte. Devo dire che sono stata contenta di questo incontro. Forse, come prima volta, non abbiamo detto tanto, ma l'importante è stato come si dice, "rompere il ghiaccio". Spero tanto che le nostre proposte non si perdano nell'aria, ma arrivino ai fatti. Colgo questa occasione per augurare agli ospiti, ai familiari, alla direzione e a tutto il personale, Buone Feste. Marisa Fronza (figlia di Fiore Gadotti)

Il 26 settembre si è svolto presso la struttura di via Pive il focus group, al quale ho partecipato in qualità di famigliare. Si è trattato di un incontro fra alcuni famigliari e ospiti con il direttore per discutere su precisi argomenti stabiliti dall’amministrazione per raccogliere impressioni, suggerimenti e lamentele al fine del raggiungimento di un miglioramento della qualità. Devo premettere che ero molto scettica sulla partecipazione a questo incontro, invece ho dovuto in parte ricredermi. Per la prima volta c’è stato, infatti, un momento di confronto diretto fra “utenti” e Pagina 8

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amministrazione, che ha permesso di esporre carenze, malfunzionamenti ed eventuali apprezzamenti sulla gestione della R.S.A.. Credo che questo genere di incontri possa essere molto utile, sia per gli utenti che hanno modo di poter sollevare eventuali problematiche, sia per l’amministrazione R.S.A. che venendone a conoscenza può intervenire migliorando la qualità di vita di chi purtroppo deve ricorrere suo malgrado a queste strutture. Allo stesso tempo mi auguro che vi sia non solo un concreto desiderio di prendere coscienza, ma vi sia soprattutto la volontà di risolvere dove almeno è possibile i problemi emersi. Ritengo quindi auspicabile che questo genere di incontri possa essere ripetuto, estendendo magari l’invito a tutti i familiari o ospiti, in modo da dare a tutti la possibilità di portare la propria esperienza nel positivo e nel negativo, ma anche di conoscere quanto si faccia non solo teoricamente, ma nel concreto per migliorare la qualità di vita all’interno della nostra R.S.A. Giovanna Ceschi (figlia di Emma Ferrari)

Il giorno 24 settembre si è svolta alla Casa di Riposo S. Spirito di via Marconi una riunione del gruppo focus con il Direttore. Erano invitati gli ospiti residenti con i familiari. In quell'occasione ci era stata data la possibilità di intervenire su vari argomenti, per un progetto di miglioramento della casa di Riposo. Dove ogni uno liberamente poteva dare dei suggerimenti o anche delle critiche costruttive per migliorare il soggiorno dei propri cari. Io penso che questa sia una buona occasione per tutti noi, per fare qualche cosa di costruttivo e per migliorare sempre di più il servizio. Anche perché riguardava un po’ tutto quello che avviene all'interno della casa: "cura della persona, animazione, alzate, entrate al pubblico, bagno, fisioterapia, ecc…. (Importante è che tutto questo che è molto bello, non venga usato per fare delle statistiche su carta o la valutazione sul Marchio qualità, ma che si trasformi in fatti concreti per migliorare sempre di più i vari servizi dati.) Io sono comunque molto fiduciosa in questo senso e apprezzo molto quello che di buono viene fatto ogni giorno, con passione dal vostro personale. Filippi Maria Elena Degasperi (figlia di Elfida Schmidt)

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UN MONDO CONTADINO ORMAI SCOMPARSO di Leone Chilovi Molti anni fa la popolazione della Valsugana era costituita quasi esclusivamente da contadini. Quando si risaliva da San Cristoforo, tra la piane delle paludi a destra e la propaggine a sinistra fino a lambire Susà, si poteva ammirare una vasta estensione di vanezze tutte ben coltivate. Nei mesi estivi sembrava una pittura il giallo del frumento maturo accanto al verde cupo dell’erba medica (erba spagna). Oggi quelle vanezze non si possono ammirare più, ingoiate dai meli e dai piccoli frutti. Allora esisteva un’agricoltura varia e completa di tutti i suoi prodotti. La gente infatti doveva, seppur con enormi fatiche, mancando qualsiasi tipo di meccanizzazione, ricavare dalla terra quanto era necessario per il suo sostentamento. Un lavoro che non conosceva soste. Continui e vari erano i lavori campestri. E’ da ammirare l’operosità, la fatica, il sacrificio, la capacità di dedizione dei contadini di allora. Si iniziava con il sopraggiungere della primavera e con la semina del giallo (granturco) e delle patate. Si ripulivano i prati dalle foglie e dai resti del letame. Nello stesso periodo si “mettevano a letto i bachi da seta” (come si diceva) ed iniziava la raccolta delle foglie di gelso per la loro nutrizione. Con il crescere delle piantine di granturco e patate, si doveva sarchiare per estirpare le erbacce e rimuovere la terra. Dopo un po’ si dovevano rincalzare le piantine addossando un po’ di terra. Le viti dovevano essere irrorate e solfrate. Il fieno veniva tagliato tre volte all’anno (primo, secondo e terzo in autunno inoltrato) essiccato e raccolto. Grande impegno richiedeva il grano al tempo della mietitu-

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ra. Verso la metà del mese più caldo, proprio in piena canicola, il frumento veniva tagliato a mano con il falcetto (“zesla”). I contadini chini sugli steli da tagliare rasoterra, grondavano di sudore. Gli steli venivano legati a mannelli e rizzati in covoni. Dopo qualche giorno i mannelli asciugati, venivano caricati sul carro trainato da buoi, ma più sovente da mucche e portato sull’aia. Qui le spighe venivano battute con i “fiavei”. Il bastone impugnato dal contadino era chiamato manico, mentre il correggiato propriamente detto era la parte libera, attaccata con delle corregge, che veniva sbattuta sulle spighe. Quindi il grano veniva raccolto e liberato dalla pula mediante un setaccio (crivel). Più tardi arrivarono le trebbiatrici che sostavano sul Tegazzo quando ancora offriva l’ombra dei suoi ip-

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pocastani, oppure ai “Doseti” che offrivano un’ombra refrigerante. Gli addetti portavano un cappello di paglia ed un fazzoletto colorato al collo per proteggersi dalla polvere. Nel mese di ottobre primeggiava le vendemmia. Fra le pergole ed i filari era tutto un allegro vocio di anziani e bambini. Altro lavoro dell’ottobre era la raccolta del grano saraceno (formenton) che forniva la pregiata farina scura. Nei lavori si proseguiva poi con la raccolta del granturco. Le pannocchie venivano caricate sulla benna posta sul carro agricolo. Nelle lunghe sere autunnali, dopo cena, tutto il vicinato veniva invitato alla “sfoiada” sulle aie: liberare cioè le pannocchie dal loro involucro. Era un ritrovarsi in allegria, che cimentava i buoni rapporti di vicinato, magari davanti ad un buon bicchiere di vino novello. La raccolta delle rape e dei cavoli cappucci

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completava i lavori autunnali. Ultimissimo lavoro era la semina del frumento e dell’orzo. Nelle ultime mattine ottobrine ancora fresche di rugiada, diradatesi le nebbie con il sorger del sole, i buoi sostavano accanto ai solchi di terra scura soffiando dalle narici il vapore della stanchezza. Il contadino indossato un grembiule oppure munito di secchio, spargeva il seme sul terreno con ampi lanci uniformi. Questo era il mondo contadino ormai scomparso ed in eterna lotta con la natura. Qualcuno di questi contadini, allora ragazzi, ci sono ancora. Sono gli ultimi rappresentanti di un mondo che non c’è più, ma che vive ancora nel ricordo indelebile della loro memoria.

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Pensieri, riflessioni, racconti, ...

dal 3° piano di Via Marconi Si faceva salotto, come di consueto, nel “giardino d’Inverno” del 3° Piano di Via Marconi: la signora Natalina, la signorina Bruna, la signora Pia, la signora Dolores e Gian Luigi. Si parlava del più e del meno ed il discorso si snodò poi sui Natali passati. La signora Natalina ricordava la dolcezza delle notti della vigilia, della messa, delle gioiose risate di bimbi, dei suoi manicaretti (deve essere stata una brava cuoca). La signorina Bruna descriveva gli addobbi di casa sua semplici ma di raffinato gusto e dell’odore delle candeline vere accese sull’abete profumato. La signora Dolores raccontava di Roberta, la più piccola di casa, che a mezzanotte, accompagnata dalle note di “Stille Nacht” portava e deponeva nella greppia del presepio il bambinello. Eravamo tuffati in questa atmosfera di volti cari, quando la signora Pia con la sua disarmante semplicità disse: “me par de sentir l’odor de carobola e de le scorze de mandarin che brusa su la fornasela”. Tornammo al presente, lasciando i dolci ricordi di affetti, e ci siamo soffermati su una semplice ma significativa poesia di Natale:

atwtÄ ÄË¢ wõÜ? atwtÄ ÄË¢ à´ÜA fxÇà|Üáx u´Ç| xÇ yÉÇwÉ tÄ v´Ü? ÑÉwxÜ vtÑ|Ü v{| wxäx áÉyÜ|Ü? ÑÉwxÜ zÉw¢Ü vÉÇ v{| ÑÜÉät Ñ|téxÜ? äÉÄxÜáx uxÇ wtÜáx ÁÇt ÅtÇ? ÇÉ áÉÄ ÖâxÄ w¶ Åt ÑxÜ àâà ÄËtÇA Con questi pensieri, auguriamo a tutti un Santo e Gioioso Natale. Pagina 12

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dal servizio cucina Anche noi della cucina vogliamo augurare ad Ospiti e parenti Buone Feste! Per noi si conclude un anno impegnativo ma pieno di soddisfazioni. Ricordiamo le manifestazioni che si sono svolte nella casa: cene in giardino, compleanni, varie ricorrenze, ecc‌ a cui Voi avete partecipato con entusiasmo, assieme ai vostri cari. Auguriamo a tutti Voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo da passare insieme.

dal gruppo maglia Care Ospiti e Animatrici del gruppo maglia di Via Pive. Vi ringraziamo di darci l’opportunità di passare assieme due ore in lieta e operosa compagnia. Vi auguriamo di tutto cuore un Santo Natale e Felice Anno Nuovo pieno di gioia e salute. A tutti un cordiale augurio di Buone Feste Clara, Sandra, Silvia Rita, Anna N A T A L E 20 0 8

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dal 3° piano di Via Pive SCAMPAGNATE POMERIDIANE Un ringraziamento particolare alla nostra Francesca, Bruna e Luciana per averci dato la possibilità di poter evadere da quella monotonia di tutti i giorni. Abbiamo trascorso dei pomeriggi bellissimi al lago di Levico, S. Colomba e Santuario di Montagnaga; tra una chiacchera e uno spuntino abbiamo respirato l’aria fresca all’ombra di un bel pino. Sarebbe bello poter ripetere anche un altr’anno questa esperienza, visto che per noi è stata molto positiva. Sempre se le nostre accompagnatrici saranno disponibili. Un grazie anche all’Azienda che ci ha permesso di poter fare queste uscite.

Buon Natale e felice Anno Nuovo

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dal Servizio parrucchiera Le parrucchiere augurano Buone Feste a tutte le persone che sono vicine e soggiornano in questa Casa.

Buon Natale e Felice anno Nuovo Auguri, auguri e ancora auguri … Con tutti voi partecipiamo alla gioia di queste Sante e liete feste. Dal Servizio lavanderia-guardaroba

Cari Ospiti, quello trascorso è stato un anno intenso e ricco di novità per il servizio fisioterapia. Quanti chilometri abbiamo percorso insieme! Cogliamo l’occasione per augurare a tutti Voi e ai vostri familiari di trascorrere un Buon Natale! Dal Servizio fisioterapia

Con l’augurio che questo Natale porti a tutti Voi gioia dove c’è dolore, salute dove c’è malattia, amore dove c’è odio e tanto calore in fondo al cuore. Buon natale! Dal Servizio amministrazione N A T A L E 20 0 8

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da 1° piano di Via Pive

‘Nadal EL NADAL EL S’AVIZINA NOI SPERAN CHE EL FIOCHESINA COSI’ EL PAESAGIO L’E’ PU’ BEL NA BAITA LA PAR EN CASTEL EL NADAL DE NA VOLTA EL TEGNIVA NEL COR EL BAMBINEL ADES ENVEZE CONTA EL REGAL PU’ BEL FIOCHI – LUCI E COLORI. TUTI I VORIA ESSER PU’ SIORI GHE N’E’ POCHI DE CONTENTI EN MEZ A TUTTI STI ORNAMENTI NOI VOLEN AUGURARGHE A TUTI DE ESSER BONI, ALMEN EN MOMENT, A TROVAR EN DEL COR DE OGNUN ALMEN EN PO’ DE SENTIMENT CHE SEN SICURI VE FARA’ SENTIR CONTENTI.

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ASPETTANDO NATALE di Carla In ogni casa quando nasce un bambino accade una piccola rivoluzione. Se dorme si cammina in punta di piedi e si parla sottovoce, quando è sveglio lo si ammira per vedere a chi assomiglia, i suoi ritmi diventano i nostri. Tra qualche giorno ci sarà un lieto evento. A Betlemme di Giudea, città che molti di noi conoscono bene, nascerà un bambino molto speciale e lo sappiamo bene. Ci sarà una rivoluzione nel nostro cuore? Sapremo fare silenzio mentre lo contempleremo? Credo di sì perché sarà Lui stesso a suscitare in noi l’emozione che si rinnova ogni anno. Certamente il nostro pensiero andrà a chi per vari motivi non potrà gioire e partecipare alla festa: ai sofferenti, alle vittime dell’ingiustizia e a chi non avrà avuto “l’annuncio”. Che cosa dire poi di chi, troppo indaffarato nella ricerca di regali, non troverà il tempo per meditare sul vero senso di un evento eccezionale? Per tutti in ogni caso sarà Natale e a tutti auguro di lasciarsi coinvolgere nel miracolo di questa nascita. Che sia di conforto agli infelici, che sia tregua nelle zone di guerra, che i diritti umani non siano calpestati e che a nessuno manchi il pane. Vorrei che tutti i bambini del mondo trovassero un motivo per sorridere in questa Notte Santa! Perché questo accada confido molto nelle persone di buona volontà ma soprattutto ho la speranza che questo bambino, essendo “figlio di Dio”, converta tutti e ci faccia grandi nell’amore!

E’ sarà vero Natale!

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LA “SANTA LUZIA” del nono di Massimo Dorigoni

(Quante volte abbiamo sentito raccontare dai nostri nonni l’emozione provata all’alba del giorno di Santa Lucia e del mistero fanciullesco della sua presenza terrena. I “regali” non erano ricchi come ora, ma riempivano il cuore. Ho pensato così di mettere in rima l’emozione di quella mattina de ‘sti ani. Forse erroneamente ho scritto la poesia in prima persona, ma mi ha aiutato ad entrare in sintonia con “el nono”).

La not de Santa Luzia me ricordo, son na a dormir bonora dopo zena, e senza far rumor e pian pianel, me son slincà de onda ‘n tra le cuerte, lassando avert do schèi la porta del tinèl curios de veder l’ombra che se move entrà la taola e ‘l porta crazedèi, cargada de regai con el zeston, per enpienir de sogni quei piatei. Me son endormenzà strach de spetar e me son desmissià en vers matina, col lustro che passava dent dai scuri lassadi ‘n cit averti ‘n la cosina. E quando ancor descolz dela gran pressa, ho vist el me piatèl pien de nosèle, con le perseche tolte da l’arela e i pomi che sudava de cantina, ho capì subit che… a l’asenèl ghèra piasest da mati, el fen conzà con tanta de sal fina.

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“lettera ai nonni ... Si sta per concludere il 2008: è stato un anno di lavoro impegnativo per cercare non solo a parole ma anche con i fatti di migliorare la qualità della vita dei nostri ospiti. Noi come cani abbiamo cercato di essere vicini a Voi ospiti e di essere validi strumenti per i nostri operatori, cercando con i nostri comportamenti di comunicare con Voi. Vi confessiamo che non è sempre stato facile, per noi come cani e credo anche per voi come persone, che raggiunta la vostra età, spesse volte cedete al carico dei ricordi, degli affetti, del dolore. Ecco che allora noi abbiamo cercato di essere presenti, ubbidendo alle vostre richieste, accompagnandovi nelle passeggiate, e molte volte siamo stati l’elemento provocatorio nel far rivivere i momenti felici del passato con i vostri cani di un tempo. Dobbiamo dire che questa “benedetta” fisioterapia ci ha dato parecchie soddisfazioni…e qualche fatica in più! Abbiamo visto muovere delle braccia, delle mani, delle gambe, dei busti, e nello stesso tempo, nonostante lo sforzo e il dolore, tutto questo era supportato da un vostro sorriso e da una carezza. Fra di noi “cani” c’è un bell’accordo, siamo riusciti nel tempo a sopportare anche Macchio….con le sue eccessive proposte amorose! Però, quanto ha fatto e sta facendo per tutti Voi e per tutti Noi! Il prossimo anno speriamo di poter continuare a lavorare con Voi; ogni tanto Enzo ci carica in macchina e lontano da “occhi indiscreti” ci fa giocare, che bel gioco: saltare, correre, strisciare, ecc… E’ la nuova preparazione per il 2009. Anche la principessa Ariel si è adattata e collabora con molta generosità a lavorare con noi….insomma, crediamo di concludere questo 2008 avendo fatto il nostro dovere di cani. E’ inutile dirvi quanto affetto cerchiamo di riversare con tutto il nostro lavoro, non possiamo fare altro. Riservateci sempre comprensione e una carezza anche se non tecnicamente perfetta. Una zampata con tanto affetto da parte di Cuba, Macchio, Ariel, Oliva, Sally Enzo Vezzoli N A T A L E 20 0 8

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Ricordi … Come pubblicato nell’editoriale del giornalino “Il Ponte” uscito in occasione della festa patronale della Casa, la Pentecoste, ci vede partecipi al concorso U.P.I.P.A. titolato: “ memorie de morosi e storie di sposi”. In quell’edizione abbiamo dato spazio a scritti riferiti alla vita affettiva di una volta; ora, in questo numero, pubblichiamo un racconto dove in collaborazione con la signora Gabriella Bonvecchio nell’ambito del “gruppo memoria”, è stata raccolta la testimonianza di vita di Emma.

Sola , morosa, sposa, sola di nuovo. Sono Emma ed ho 79 anni. Ero una ragazza nata e vissuta a Roveda in valle dei Mocheni. Rimango orfana di padre, così tutti noi: la mamma, 4 sorelle ed un fratello, decidiamo di andare nel Perginese e di coltivare la campagna per vivere. Avevo 25 anni e me ne stavo nei filari per la legatura delle vigne; si fece avanti un ragazzo più grande di me di qualche anno: Angelo. “ Ti do una mano a lavorare”, disse con voce amichevole ed io lo ringraziai e glielo permisi. Venne ancora e poi anche a casa a trovarmi. Era maggio, il mese giusto in cui tanti ragazzi e ragazze si sposano. Ebbene ci siamo sposati l’ultimo giorno dell’ultimo mese dello stesso anno in cui ci siamo conosciuti. Correva il 1953. E così vado a vivere in un’altra frazione del Perginese; vado nella sua famiglia dove la mamma non c’è più già da qualche anno, ma trovo suocero e cognato; il ragazzo si sposerà 11 anni dopo ed il suo papà ci lascerà per sempre 20 anni dopo. Figli nostri non sono mai arrivati, ma la nostra famiglia era numerosa lo stesso. Angelo mi ha lasciata 6 anni fa ed io per seri motivi di salute sono in Casa di Riposo a Pergine al 4° piano dell’edificio di via Pive. I miei nipoti mi vengono a trovare molto spesso e parenti e conoscenti non si dimenticano mai di me; da parte mia ho perfino imparato l’uso del telefonino per comunicare con mia sorella ed i miei nipoti. Proseguendo il discorso sulla famiglia posso confermare che il mio compito di moglie e di donna è stato importante: la campagna era tanta, i pascoli pure, la stalla era sempre piena di

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IL PONTE


bestie, la casa sempre più grande. Si lavorava per l’alimentazione all’Ospedale Psichiatrico di Pergine: patate, verdura, latte, uova; si andava nei boschi a fare la legna. E così le giornate passavano tra la cucina, la stalla, i campi, i boschi. A sera si era veramente stanchi e di lavoro ce n’era proprio tanto: tutti i giorni per tutti gli anni della mia vita con Angelo; alla domenica però si andava alla messa: ai Frati perché la celebravano di buon’ora! E poi si tornava a casa a riprendere il lavoro. Nella mia vita, Angelo mi ha portata in gita 2 volte: alla Madonna di Pietralba e a Bolzano, ma sono stata anche a Verona, malata all’ospedale. La gente ci ha voluto bene; abbiamo conosciuto mezzo mondo ed anche qui in Casa di Riposo mi vengono a visitare e mi portano fiori, cioccolatini e altro. Concludo così: “Anche se Angelo ha fatto due conti quando mi ha proposto il matrimonio, lui con me è sempre stato un angelo sia di nome che di fatto. Lo rivedrò, ne ho la certezza, Lui mi sta aspettando.”

Emma Laner vedova Fruet

L’AUTUNNO FILASTROCCA

LA CASTAGNA

Un riccio spinoso, ma il cuore generoso. Mi mangiano cotta, bruciata o balotta. Mi trovo in campagna e mi chiamo… castagna. Amelia Fedalto

Piove, piovesina la notte s’avvicina, la fiamma traballa la mucca nella stalla, la mucca ed il vitellino, la pecora e l’agnellino, la capra ed il caprino, la gatta ed il gattino, la chioccia ed il pulcino, il bambino e la sua mamma, e tutti fan la nanna, sul cuore della mamma. Virginia Demattè

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Le associazioni LA GIOIA DELLE COCCINELLE ALLA CASA DI RIPOSO Siamo le coccinelle del gruppo Scout Pergine 1 e del gruppo Scout Trento 1; quest’anno il 21 e 22 marzo 2009 parteciperemo ad un incontro Nazionale di Coccinelle a Roma. Le coccinelle di 10 anni, di tutti Italia, si incontreranno per vivere due giornate ricche di giochi, di attività e di nuove amicizie. Per questa occasione ci è stato chiesto di portare la testimonianza di un Favore Speciale, cioè un’azione destinata a portare la nostra gioia a qualcuno. Così dopo lunga riflessione abbiamo deciso che la nostra gioia potesse essere donata agli anziani di Pergine e per questo decoreremo il secondo piano della Casa di Riposo in Via Pive. Ognuna di noi preparerà un simbolo natalizio con le proprie mani, ma… non anticipiamo niente sulle decorazioni perché vogliamo che sia per tutti una bellissima sorpresa!!! Il pomeriggio di Sabato 6 Dicembre verremo

ad

corridoi,

così

adornare ci

l’albero

incontreremo

e

i

per

passare un po’ di tempo assieme e vedrete

i

nostri

lavoretti

che

allieteranno le feste natalizie.

Le coccinelle

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IL PONTE


Nel centenario della nascita (continua da pag. 2) Nel ’45 iniziava la carriera di insegnante, dapprima a Borgo Valsugana, poi a Rovereto e Ala, quindi a Pergine. Nel ’75 la pensione. Durante il periodo dell’insegnamento aveva comunque continuato l’attività pittorica eseguendo a Piazzola sul Brenta le decorazioni della Cappella della Madonna dell’Aiuto e nel ’52 il grande affresco murale della Chiesa di Fiera di Primiero. Argo Castagna moriva il 29 novembre 1981 a Pergine. Nonostante i numerosi e pressanti impegni professionali e la cura tenerissima della famiglia, Argo Castagna ha sempre riservato alla sua più personale e libera espressione artistica parte del suo tempo, dando alla ricerca e alla cultura una vasta produzione di immagini dei luoghi che ha frequentato, variando sapientemente le tecniche pittoriche e fornendo un ampio repertorio di documenti dei posti e dei tempi “che cambiano”. Di Pergine e zone limitrofe l’opera di Argo Castagna offre una panoramica interessantissima degna di un interprete che “le ha ritratte” con attenzione e immenso affetto seppure nel silenzio della sua innata modestia. Il complesso del lavoro artistico di Argo Castagna, che ha partecipato anche a diverse esposizioni d’arte collettive e personali, si ritiene, potrebbe trovare meritato spazio anche nei cataloghi degli Artisti Trentini.

Concorso Il Centro Commerciale “Le Valli” di Borgo Valsugana ci ha proposto di aderire anche quest’anno alla 5a edizione del concorso “MAGIE DI NATALE” che si terrà presso il locali dello stesso Centro per tutto il mese di dicembre (ingresso gratuito). A fine concorso, verranno premiate le opere col maggior numero di voti. Inoltre, “Premio speciale” sarà assegnato da una giuria di esperti. L’A.P.S.P. ha deciso di aderire all’iniziativa con un presepio allestito dagli Ospiti e volontari durante l’attività del gruppo espressivo-figurativo, che si ritrova ogni venerdì pomeriggio in sala polivalente. L’immagine dell’opera realizzata è riprodotta in ultima pagina. Con l’occasione ringraziamo cordialmente le nostre

care

volontarie

del

gruppo

creativo

espressivo.

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Tantissimi auguri di Buon Natale. Che questo Natale porti serenitĂ , pace e amore in ogni piccola e grande parte del mondo. Il Comitato Editoriale

IL PONTE COMITATO EDITORIALE: EDITORIALE Cristina Bolgia, Silvano Brol, Sandra Moser e Andrea Zuccatti CURA REDAZIONALE E IMPOSTAZIONE GRAFICA: Cristina Bolgia e Silvano Brol STAMPA: Publistampa di Casagranda S. e C. s.n.c. SI RINGRAZIANO TUTTI COLORO CHE HANNO DATO IL LORO APPORTO PER LA REALIZZAZIONE DEL PERIODICO

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Natale 2008  

Natale,2008

Natale 2008  

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