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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO numero 3 — anno XXIII – redatto a cura della CASA DI RIPOSO S. SPIRITO — FONDAZIONE MONTEL — PERGINE — NATALE 2006

La cittadella dell’anziano di Maurizio Mattivi La cittadella dell’anziano, o meglio la cittadella dei servizi, sarà presto una bella realtà. Il Centro servizi generali, dove troveranno collocazione cucina, guardaroba – lavanderia, sale mensa per personale ed esterni, depositi e magazzini, uffici e archivio, sarà finito entro la fine di questo anno.

Cantiere “Centro Servizi Generali”

Per renderlo pienamente fun- Ospiti. L’intero complesso resizionante ed operativo sarà ne- denziale sarà interessato an-

100 candeline per la sig.ra

cessario procedere all’arredo che ad un più ampio progetto

Pintarelli Lidia

e si dovrà attendere la conclu- di teleriscaldamento nel quale

segue a pag. 21

sione dei sottopassi pedonali sono coinvolti oltre alla S. Spiridi via Marconi e di via Baratieri to anche la PAT, il Comune di al fine di collegare tale struttu- Pergine, l’APSS e la STET che ra alle due residenze degli

segue a pag. 2

L’editoriale di Cristina Bolgia e Silvano Brol Già da diversi anni la Casa di Riposo pubblica, in occasione delle principali festività, un proprio giornalino “L’ECO della Casa di Riposo”. Da questo numero, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, è stato costituito un Comitato di Redazione per sviluppare un strumento di informazione interno efficiente e puntuale. segue a pag. 2

UN AZIENDA PER LA “PERSONA” di Giovanni dott. Bertoldi Con l’approvazione da parte delle Giunta Regionale dell’ultimo regolamento di attuazione alla L.R.

n. 7/2005 relativa al riordino delle IPAB , si è completato il quadro normativo necessario alla nascita delle future Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona. segue a pag. 24


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L’Eco della Casa di Riposo

sarà realizzato nei prossimi anni. Nel corso di questo anno si è provveduto alla sostituzione di tutti i serramenti della struttura di via Pive e alla sistemazione del parcheggio di proprietà di via Marconi destinato al personale, ai familiari e a tutti i visitatori. “Parcheggio” di Via Marconi

Il Natale di ogni anno trasforma idealmente questa Casa di Riposo nella Capanna di Betlemme, verso la quale tutti confluiscono, perché qui trovano quegli affetti da riscaldare, quelle attenzioni da prodigare, doni da attingere e quel calore da dare e ricevere che esprimono la condivisione nel senso più completo del termine. Guidati come i pastori verso questa Casa, Vi si rechi l’augurio di cuore a tutti quelli che la abitano, nei vari modi e responsabilità cui sono chiamati, Ospiti e familiari, religiose e personale, benefattori e volontari, affinché il Natale 2006 apra i cuori e ispiri sentimenti improntati a sensibilità verso chi tanta ne ha prodigato. Auguri sinceri a nome dell’Amministrazione e mio personale. IL PRESIDENTE - arch. Maurizio Mattivi -

Segue da pag. 1:

L’EDITORIALE

Questo per permettere il coinvolgimento degli Ospiti, dei familiari, dei dipendenti, dei volontari e persone della comunità perginese che vogliono partecipare all’iniziativa.

Nel periodico troviamo spazi dedicati: all’informazione; agli approfondimenti; alla posta; al racconto; alle attività; alle poesie; agli eventi; …

Il Comitato è costituito da: Zambotti Giuseppe (Consigliere), Moser dr. Andrea (Medico); Brol Silvano (Animatore) e Bolgia Cristina (Assicuratore Qualità con funzioni di Segretario).

Fin da questi primi passi, il Comitato Redazionale si augura che “L’ECO” diventi uno strumento di coinvolgimento nella vita della Comunità.

Vista l’importanza dello strumento informativo, che dà voce ai nostri Ospiti e collaboratori, ci si pone l’obiettivo di uscire con almeno 3 edizioni de “L’ECO” nel corso dell’anno. Già da questo numero è stata apportata una modifica alla grafica per dare il dovuto spazio alle diverse rubriche.

Approfittiamo di questo spazio per ricordare con affetto un’assidua collaboratrice del giornalino Maria Pellegri Beber, recentemente scomparsa. A Lei il nostro grazie.


Natale 2006

Il volontariato di Padre Albano Chi è il Volontario? Gesù nel Vangelo risponde: Chi vuole essere grande, si metta a servire. – Io sono venuto non per essere servito, ma per servire. La rivista della pastorale sanitaria ha come titolo “Insieme per Servire”. Il Volontario è colui che ha bisogno dell’altro per confrontarsi e per verificarsi; è colui che ha bisogno di imparare perché non sà ancora tutto; ha bisogno di ascoltare, perché non ha ancora capito tutto. Il Volontario dovrebbe indossare non la veste del professionista, ma quella dell’amico che condivide il cuore e cammina a fianco di chi stà soffrendo. Il Vangelo ci conferma tutto ciò con la guarigione di due paralitici: Il primo paralitico viene guarito perché è portato presso Gesù da quattro Volontari. Il secondo paralitico alla piscina di Siloe aspetta diciotto anni per essere guarito, perché nessun volontario lo porta a bagnarsi nell’acqua di Siloe. Tutto coincide con il brano del Vangelo, quando Gesù dice “Avevo fame e voi mi avete dato da mangiare …… avevo sete e mi avete …… con tutto quello che segue”. La risposta di Gesù è chiara: “ogni volta che avete fatto una di queste cose a uno di questi miei fratelli, lo avete fatto a me”. Sono opportune le frasi di alcuni autori: Il vero Volontario deve avere: un cuore di bimbo per Dio – un cuore di fratello per il prossimo – un cuore di giudice per sé stesso. Il Talmud: “quando si fa del bene, bisogna farlo con gioia”. Un proverbio: “una gioia condivisa è una gioia raddoppiata, un dolore condiviso è un dolore dimezzato”. Nicolò Tommaseo: “il più felice dei felici è colui che fa felici gli altri”. S. Agostino: “la misura dell’amore è quella di amare senza misura”. Il Volontario faccia un doppio sforzo: “faccia di tutto per amare il fratello ma anche procuri di rendersi amabile (Carrel)”. Conclusione: La frase dell’ambulanza della Croce Rossa di Folgaria è scultorea: “trasportiamo la sofferenza e la speranza, offriamo soccorso e amore”.

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L’Eco della Casa di Riposo

Lettera a ... Questo spazio è stato creato per i lettori che hanno voglia di intervenire, di commentare, di fare delle domande. Le lettere possono essere consegnate all’ufficio segreteria di Via Pive e di Via Marconi, inviate per posta oppure per e-mail (amministrazione@casariposopergine.it) UNA NUOVA AVVENTURA

Martedì 8 agosto sono arrivata a Pergine in questa Casa di Riposo S. Spirito. Confesso di esservi giunta con molta apprensione in quanto non ero mai stata in queste zone anche perché molto lontane dai luoghi da me conosciuti. In breve tempo però mi sono sentita a mio agio, il calore dell’accoglienza e le tante delicate attenzioni mi hanno fatto superare ogni timore. Posso con verità affermare che tanti momenti e gesti significativi si sono fissati nel mio cuore e mi hanno donato tanta serenità. Nel passare dei giorni ho visitato i vari nuclei che compongono la struttura e ho potuto constatare che i nostri Ospiti sono trattati da tutti i membri di questa grande comunità con molta umanità e passione desiderosi di migliorare sempre più la qualità della vita degli Anziani che qui sono ospitati. Chiedo al Signore di aiutarmi a non rendere vana la mio disponibilità per il bene di tutti. Un grazie particolare al sig. Presidente, al Direttore e ai membri del Consiglio di Amministrazione e a tutti i componenti di questa grande famiglia. Ancora grazie di cuore. Con riconoscenza,

Sr. Antonia


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Natale 2006

L’angolo della poesia La nef, che bela! Che bel desmisiarse la matina, vardar for e veder che ‘l fiochesina. Stiani quante slitade su e zò per le contrade. La nef … che bela … la ne fa ricordar la nosa fornasela, lì vizin a scaldarne i pei e le man con ‘ntor ‘na mantela e po’ tornar a nar. No gaveven le comodità de adess, ma eren contenti lo stess, eren zoveni e sani, stiani! Pensar ai ani che è passà ne fa ben, ‘l ne aiuta a nar avanti dì per dì pensando che no l’è sempre stà cossì. Adess sen vecioti e malandadi, ma i nossi bei momenti anca noi l’aven pasadi, a ricordarli ne ven ‘l magon, ma no volen farne ciapar dala passion.

Oh che bel! … Pian pianin la nef l’ha squert tut ‘l giardin. Gh’è na zerta luminosità che la ne dà tanta felizità! OSPITI del 1° piano di Via Pive


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L’Eco della Casa di Riposo

La Neve

Santa Luzia e el Bambinel

Guarda, guarda come viene,

Santa Lucia con l'asinello corre per via io sogno placido dormo beato nel mio lettuccio rincantucciato e vedo in sogno frutta, ciambelle e pasticcini e caramelle E vò pregando in mente mia Io sarò buono Santa Lucia Santa Lucia Santa Lucia passa per casa mia questa farina, questo sale al tuo ciucchino non farà male Santa Luzia che bel che bel meti mama fora el piatel metèlo fora pù che podè finchè mi poda tocarlo col dè Caro Gesù Bambino tu che sei tanto buono fammi questo piacere lascia una volta il Cielo e vieni a giocare a giocare con me. Tu sai che il babbo è povero ed io non ho giocattoli sono un bambino buono come lo fosti tu. Lo sai però se vieni noi ci divertiremo anche senza balocchi vieni Bambin Gesù.

questa volta fiocca bene! Là sull’albero spogliato sulla ricca e verde fronda, là sul campo seminato che darà la spiga bionda. Sulle piazze sulle strade sopra i tetti oh come cade! Com’è bella, com’è bianca scende scende e non si stanca, viene a fiocchi e a farfalline ragazzini e ragazzine si promettono un bel gioco, che vittorie che sconfitte quante palle e quante slitte! Sotto il soffice coltrone bene adatto alla stagione dorme il monte e dorme il piano, ma c’è un passero sperduto che il becchime cerca invano; ma c’è più di un poverello che desidera un mantello. Sartori Anna ved. Fontanari Ospite di Via Marconi

Gli Ospiti del Centro Diurno


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Natale 2006

Do spenelade ... Lasseme ancor dormir dese minuti, son en de’n sogno bel, en sogno bianch e nero pien de nostalgia, dove se ‘n crosa ancor la vita de me nona con la mia … Rivedo quele spenelade bianche che segna i so cavéi de primavere, e quele spenelade grise e nere su le so bianche man. lassade dal garniz de fornasela, e dal so rito eterno fruà ‘n de la cosina, de lambicar el nas, tirando su coi dedi, ‘na presa de tabac “Santa Giustina”.

Argo Castagna: particolare

Lasseme ancor dormir cinque minuti entant che ancor gà l’estro ‘sto pittor, de spenelarme el cor en bianco e nero, de ‘n piturarme ‘l cor de nostalgia. Massimo Dorigoni


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L’Eco della Casa di Riposo

NATALE è NATALE di Suor Pierina Bianchi

“Vieni Signore a visitarci con la Tua pace: la Dopo il riposo estivo,

fondamentale: si stabilirà nella pace.

con slancio e con una marcia in più si riprende il

“Andiamo con gioia incontro al Signore”. Il senso e

lavoro fisico e spirituale.

il contenuto dell’Avvento è il periodo che apre l’an-

Contemplando la natura si osserva che gli alberi

no liturgico, ma nello stesso tempo lo caratterizza

si spogliano … cadono le foglie e formano un tap-

dall’inizio alla fine.

peto di multicolori.

Arrivati all’ultima settimana di Avvento: ci aspetta

Sulle cime dei monti c’è una velatura bianca che

un impegno maggiore perchè la casa (il cuore)

con i raggi del sole risplende tutta la montagna.

deve essere pronta coronata da tante virtù umane

Quando poi il sole tramonta e il cielo si imbruna,

per accogliere “Colui” che deve venire. La Sua pre-

scende la sera, le luci brillano qua e là e tutto il

senza nel profondo ci rende portatori di pace e di

paesaggio è illuminato.

gioia come gli Angeli cantano alla grotta di Betlem-

Tutto questo ci dice che inizia l’Avvento: un breve

me.

periodo, di quattro settimane, che ci prepara al

La notte Santa è notte di luce e di gioia: Notte di

Natale, mentre la natura scivola lentamente nel

liberazione e di salvezza. Notte di stupore e di te-

sonno.

nerezza.

San Paolo ci esorta: “È ormai tempo di svegliarvi

“Il popolo che cammina nelle tenebre vide una

dal sonno, perché la nostra salvezza è ora più

grande luce”. (Isaia 9:1).

vicina. La notte è avanzata, il giorno è vicino!”

Natale è Natale

AVVENTO è liturgicamente tempo “forte”, si apre

Un Dio bambino che si è fatto piccolo per essere

con la proclamazione gioiosa che la salvezza è

da noi accolto. Un Dio bisognoso di tutto. Bisogno-

offerta a tutti. È tempo di fermarci… riflettere su

so del nostro amore.

noi stessi… togliere tanti surrogati che ci impedi-

Il Natale di Gesù è la manifestazione della miseri-

scono di ascoltare la voce di Dio nel profondo del

cordia di Dio Padre.

cuore.

A tutti lancio un messaggio augurale: Celebriamo

Dio ama ciascuno di noi nelle nostre povertà, ed

il Natale, festa della fede e dell’amore per il Verbo

è sempre pronto a ricondurci per mano, se noi lo

incarnato, ma anche festa dell’amore tra noi! Egli

desideriamo.

canterà dentro di tutti il Suo amore, insegnandoci

AVVENTO: il periodo dell’attesa è incominciato; il

a nostra volta a cantare il dono radioso della vita.

regno che sta per venire ha una caratteristica

Natale è Natale


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Natale 2006

“Il vero amore” di Giovanna Meneghini

In questo periodo dell’anno, con l’avvicinarci al Natale, si sente parlare molto di amore…, così, colgo anch’io l’occasione di condividere con voi una riflessione proprio su questo tema. Il Vero Amore Il Vero Amore è un sentimento pieno di significato, è la sorgente della vera felicità. Molti poeti hanno composto i versi più belli intorno a questa virtù; musicisti di tutti i tempi hanno concepito le melodie più deliziose per esprimere il proprio amore. Ogni essere umano desidera l’amore e lo ricerca ma… dove trovarlo? Il mondo in cui viviamo, attraverso i mass-media (riviste, televisione, radio, cinema), tenta di soddisfare questa sete d’amore e coloro che aderiscono a tali proposte, purtroppo, vanno spesso incontro ad amare delusioni. Ciò che si cela dietro la parola “amore” è in realtà soltanto passione, voglia di piaceri, egoismo. Com’è l’amore autentico? Non ne portiamo tutti un’immagine nel cuore come di un ideale irraggiungibile? Il vero amore ci dovrebbe sempre comprendere, ci dovrebbe accettare così come siamo, senza rinfacciare i nostri difetti e debolezze, ci dovrebbe accordare un’incondizionata fiducia e… dovrebbe durare per sempre! CHI PUÒ AMARE COSÌ? Non è troppo per noi uomini? Si dovrebbe amare in questo modo, ma chi ne sarebbe capace? Il Dio onnipotente viene incontro alla nostra ricerca ed alle nostre perplessità con questa sconvolgente affermazione: “Sì, io t’amo d’un amore eterno” (Geremia 31:3). E non si tratta di parole vuote. Dietro ad esse si celano le opere d’amore di Dio, come sono rivelate nella Bibbia: “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la Sua vita per noi…” (I Giovanni 3:16). Gesù Cristo è la personificazione dell’amore. Egli ci tende le mani per stabilire con noi un patto valido per sempre. La mangiatoia e la croce ne sono i segni tangibili. Un amore così supera le nostre più audaci aspettative: ci cerca, ci accetta come siamo, ci perdona, ci trasforma e resta fedele anche… oltre la tomba. “…Io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Giovanni 14:21), ci rassicura il Signore. POSSIAMO SOLO STUPIRCI. Quanti hanno ricevuto personalmente la dichiarazione d’amore da parte di Dio per mezzo della Sua Parola! La loro vita ha acquistato un senso ed uno scopo e, nello stesso tempo, una profonda, inestinguibile gioia. È qualcosa che ancora oggi non si riesce ad afferrare perché, più il tempo passa, e più è chiaro quanto tutto questo sia un miracolo. Nella Bibbia Dio dice: “Perché tu sei prezioso agli miei, tu sei pregiato ed io ti amo!” (Isaia 43:3) Questo vale anche per te!


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L’Eco della Casa di Riposo

Il racconto C’era una volta di Emma Valcanover Tanti anni fa – lì, dove adesso sorge la fontanella saliente, dagli zampilli chiaccherini, dalla forma splendida e i sassi sul fondo che la rendono ancor più attraente, dove i pesciolini rossi giocano a rimpiattino; c’era … dicevo – esattamente lì, un grande e bell’albero di mele. Non di mele “napoleone” o di “renette” o “mantovane”, ma … come le chiamava il mio papà, erano mele “bastarde”. A me suonava triste questa parola. Forse lui si pronunciava così, semplicemente perché ignorava il nome di quella qualità rara. Non ho mai visto in nessun luogo un melo così bello! I suoi frutti, più che altro, verdognoli, di modesta misura, erano saporiti e succosi, preferiti da me. Era alto il tronco e lunghi i rami frondosi, protesi sopra il prato, davano una dolce ombra. Il papà falciava spesso l’erba che dava da mangiare ai conigli o alla mucca quando il fieno scarseggiava; così si poteva spesso giocare sotto l’albero. A primavera adoravo le ciocche dei suoi fiori rosa. Tutt’intorno a maggio i miosotidi e le candide margherite, sembrava inneggiassero alla bellezza del maestoso melo, e quando i fiori di tarassaco perdevano a poco a poco il loro giallo vivace, si vestivano d’argento e diventavano soffioni, che allegria sotto quell’albero!

In estate gli stavo accanto a sferruzzare, oppure a leggere o a cucire vestitini per la bambola di pezza, o semplicemente sdraiata, lo ammiravo da innamorata vera. Nel tardo autunno mi riposavo placidamente sul soffice letto di foglie morenti e mi beavo delle deliziose gradazioni di colori, guardando il cielo attraverso cento finestrelle aperte sull’inverno. Quand’era coperto di neve il mio albero era stupendo! Lo guardavo dai vetri della cucina; in ogni stagione eravamo amici per la pelle. Trascorse in fretta il tempo! Un giorno mi ritrovai mamma felice a far festa al mio amico melo. Era il 16 maggio del 1951, il primo compleanno della mia figliolet-


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Natale 2006

ta Mariarita. Decisi in quell’occasione, di fotografarla proprio sotto l’albero. Lei, in quell’attimo, mosse i primi passi che io immortalai, senza quasi accorgermene. Quattro furono i testimoni di quel fatidico momento: il suo papà, la sua mamma, la sorellina non ancora nata, e “lui” il melo, che sembrava proteggerci con le sue amiche braccia. E tanto altro tempo passò! Un brutto giorno capitai lì mentre lo abbattevano, lo tagliavano a pezzi, lo

a pesare, ma ancora con una certa dolcezza. Anche il mio nipotino ultimo arrivato – Guido – è venuto a fare la conoscenza dell’amato luogo; e mentre giocava felice con l’acqua della zampillante fontanella, io godevo un magico momento in cui la terra donava agli scherzi del sole le mie lacrime che aveva serbato nel suo grembo.

L’INTIMO DEL VECCHIO L’intimo del vecchio non ha le rughe: è levigato come marmo dai mille riflessi, dove i passi di una folla muovono – verso un tabernacolo. L’intimo del vecchio

strappavano dalla terra che soffriva, insieme a me come una mamma. Violentate le ancora fresche radici, rivolte verso l’alto, parlavano al cielo e al mio cuore, mormorando “addio”! Piansi! E la terra inghiottì le mie lacrime. E mentre il tempo fuggiva lesto, i miei occhi vedevano sorgere una bella Casa di Riposo. Casa che tiene in se a mille a mille i ricordi della mia vita. Poi, la magnifica sala nuova, e il giardino idealmente sistemato. Intanto … i miei anni cominciano

non ha le rughe: è liscio come un cielo senza confini, è come un campo appena arato dove – ancora – cresce il grano, è come una giovane a cavallo… Interminabile la brughiera pare!


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L’Eco della Casa di Riposo

Approfondimento L’alimentazione in Casa di Riposo di Renzo Slomp e collaboratori I cambiamenti fatti nel corso dell’ultimo anno nella composizione del menù forse sono stati notati poco ma sono stati frutto di un lavoro di equipe. Alla base dei cambiamenti c’è stato un collegamento tra chi materialmente prepara il cibo e chi era in grado di dare nozioni sulla qualità alimentare. Il raggiungimento dell’obiettivo, così importante per un corretto comportamento alimentare, è stato frutto di confronti e di consiglio. Il menù che adesso viene adoperato è il risultato di questo lavoro. Siamo partiti con l’acquisto di tutte le materie prime di prima qualità tenendo conto delle varie patologie esistenti nella casa, delle tradizioni regionali e della stagione. È stata presa in seria considerazione l’uso adeguato di grassi e la limitazione degli zuccheri. Anche la grammatura delle pietanze è stata studiata per avere un corretto apporto calorico. È stata fatta anche una raccolta fotografica del piatto per capire meglio come va presentato. Nel corso di avvicinamento alla presentazione nel piatto di servizio è stato coinvolto tutto il personale che partecipa alla distribuzione. Il percorso sicuramente sarà ancora lungo ma la volontà e la voglia di fare di tanti di noi credo ci permetterà di arrivare a dei buoni risultati. Dilungarmi nel mettere tabelle merceologiche penso serva a poco perché sono a volte di difficile comprensione. Speriamo che la professionalità messa da noi nella trasformazione delle materie prime sia di vostro gradimento.

La disfagia di Simona Angeletti e Matteo Quinto Quando si parla di alimentazione in R.S.A. il fisioterapista viene chiamato ad occuparsi di problemi di deglutizione. Per deglutizione s’intende l’attività di convogliare sostanze solide, liquidi, gassose e miste dalla bocca allo stomaco. È un atto complesso composto da diverse fasi: PREORALE e ORALE: ( fase volontaria e semivolontaria) composta dall’apertura chiusura bocca, dalla masticazione, dalla formazione del bolo e dalla spinta della lingua posteriormente;

FARINGEA: (fase automatica) dove viene meccanicamente bloccata la respirazione ed avviene il passaggio del bolo in esofago; ESOFAGEA: ( fase automatica) passaggio del bolo fino allo stomaco. In queste fasi le azioni più importanti sono quindi: • aprire la bocca e mordere; • Masticare; • azione della lingua (tiene, trasporta e muove il cibo in tutte le direzioni).


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Il controllo di queste attività è neurologico; quindi un danno ad una struttura nervosa, sia essa centrale (cervello, midollo spinale) che periferica (nervo), porterà ad un deficit deglutitorio detto DISFAGIA. La persona anziana affetta da pluripatologie è sovente colpita da questa problematica spesso sottovalutata e misconosciuta. I segni che devono “allertare” operatori e familiari sono: • frequente tosse ai pasti, anche ritardata rispetto al momento del passaggio del bolo; • residui di cibo in bocca; • voce gorgogliante; • aspirazione;

corretta e consigliata (generalmente in leggera flessione in avanti). prestare attenzione all’attività che si sta svolgendo; utilizzare cibo dalla consistenza consigliata (esistono addensanti per liquidi); trattenere il respiro prima e durante la deglutizione; dare un colpo di tosse dopo aver deglutito. Oltre a questi accorgimenti il fisioterapista utilizza vari test per rilevare la presenza di disfagia ed impostare un trattamento riabilitativo mirato al miglioramento dei sintomi, dove possibile, e/o a consigliare la consistenza dei cibi.

• modesto rialzo febbrile nelle ore pomeridiane. GLOSSARIO:

I cibi più difficilmente “deglutibili” sono quelli liquidi e quelli formati da più consistenze ( minestra liquida con pastina solida). Quindi quali sono gli accorgimenti da adottare per aiutare le persone disfagiche? mantenere una corretta postura durante il pasto e tenere il corpo nella posizione

DEGLUTIZIONE: atto fisiologico complesso deputato alla progressione del bolo alimentare dalla bocca allo stomaco. DISFAGIA: qualsiasi difficoltà nell’atto di deglutire. ASPIRAZIONE: caduta di parte bolo alimentare nelle vie aeree ASPIRAZIONE SILENTE: aspirazione senza tosse.

L’alimentazione dal punto di vista medico di Andrea dr. Moser L’importanza di osservare un regime alimentare corretto e completo è una nozione ampiamente diffusa grazie anche alla campagna di informazione che i mezzi di comunicazione fanno su questo argomento: l’utilità delle fibre alimentari, la pericolosità dei condimenti in eccesso, il bisogno di limitare dolci e alcolici sono giusti suggerimenti che vengono ripetuti quasi quotidianamente e sicuramente noto a tutti è anche il fatto che la quantità di calorie introdotte in un giorno deve essere proporzionata a quelle consumate complessivamente.

Queste buone norme generali di alimentazione valgono anche nell’anziano, con alcune piccole variazioni, legate alle modificazioni fisiologiche che il corpo subisce con il passare degli anni. La massa magra corporea (quella che richiede più energia) si riduce progressivamente con l’avanzamento dell’età a vantaggio della massa grassa che può arrivare a raddoppiare in percentuale. Il risultato in termini energetici è che il fabbisogno calorico complessivo per il metabolismo di base della persona si riduce; contemporaneamente


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l’attività fisica nell’anziano subisce un importante rallentamento, evento che porta anch’esso a un minor dispendio calorico giornaliero. Come in tutte le età gli effetti di una dieta scorretta sono: un aumento del rischio di incorrere in eventi patologici e una maggior difficoltà ad affrontarli e superarli. Molti sono gli indici che possono suggerire delle cattive abitudini alimentari, ma quello di più immediata lettura è il peso corporeo, che deve essere mantenuto sempre sotto costante controllo. Sovrappeso : come detto le esigenze energetiche dell’anziano diminuiscono man mano che passano gli anni. Non sempre a questo corrisponde una riduzione del cibo introdotto. L’anziano può mangiare in modo scorretto per molti motivi: difficoltà oggettive a prepararsi un pasto equilibrato, ma anche solitudine, inedia o semplicemente abitudine. In questi casi sarà molto importante controllare la dieta proposta in termini di quantità (controllare le porzioni da somministrare ai pasti, cercare di limitare gli spuntini dolci, le caramelle, le bibite zuccherate…) e di qualità (attenzione nella preparazione in cucina in modo da sapere esattamente il contenuto calorico ma anche i valori nutrizionali di ogni pietanza preparata, evitando di “appesantire” in modo inopportuno le pietanze). Sarà poi fondamentale educare il singolo individuo, quando possibile, a mantenere un comportamento alimentare adeguato. Sottopeso: questo problema riguarda generalmente gli anziani più fragili, che per molti motivi faticano a introdurre la quantità di cibo che sarebbe per loro necessaria. Ridotto senso dell’appetito, del gusto e dell’olfatto, problemi di dentizione, difficoltà di deglutizione, diminuito assorbimento a livello intestinale, fattori neuropsichiatrici (demenza, depressione), effetti secondari di alcune terapie sono solo alcu-

L’Eco della Casa di Riposo

ni dei molti motivi per cui gli anziani possono arrivare a mangiare meno del necessario. Anche in questi casi sono possibili diversi tipi di intervento, sia di ordine generale che personalizzato: cercare i momenti in cui gli anziani sono più affamati (generalmente al mattino) per fornire un’alimentazione qualitativamente completa, evitando di somministrare cibi con troppi grassi e zuccheri che danno senso di sazietà non soddisfacendo però tutte le esigenze metaboliche; per lo stesso motivo eliminare gli spuntini (spesso molto calorici ma poco sani) che siano causa di rifiuto del cibo più vario offerto ai pasti principali; creare una dieta equilibrata, distribuita nel corso di ogni settimana.; Intervenire individualmente con integratori alimentari, addensanti o altri prodotti che aiutino a completare la somministrazione di calorie di chi si alimenta ancora troppo poco; aiutare, qualora fosse possibile, a recuperare il meccanismo della deglutizione con esercizi fisioterapici. L’obiettivo finale è quello di garantire a ognuno dei nostri anziani una corretta alimentazione che aiuti a preservare le condizioni di salute il più a lungo possibile, senza comunque voler mai essere troppo rigidi, negando qualche volta il piacere di un piccolo strappo alle regole.


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La ricetta La signora Luisa, dai cassetti della memoria, ci propone una ricetta della tradizione culinaria trentina,

non sempre in linea con il percorso alimentare qui

presentato; ma il dottore, ogni tanto, ci consente ….

Polenta di patate di Luisa Demadonna Ingredienti: Patate, Lucaniche intiere, Formaggio Fontina, Farina bianca, Burro, Sale.

Preparazione: pelare le patate e lessarle (la quantità dipende dalla polenta che si vuole ottenere); in una padella a parte rosolare della farina bianca con un po’ di burro (far assumere un colore dorato); tagliare la/le lucaniche a pezzetti piccolini e far rosolare in una padella; tagliare a cubetti piccoli il formaggio; quando le patate sono cotte, scolarle (tenere l’acqua della cottura) e schiacciarle in un paiolo aggiustando di sale; aggiungere alle patate la farina, le lucaniche ed il formaggio, con un po’ dell’acqua della cottura in quantità sufficiente a rendere morbido il composto; lasciare la polenta sul fuoco, sempre mescolando, per circa mezz’ora.

Vi consigliamo di servirla ben calda, con due foglie d’alloro; accompagnata da una buona salsiccia con il sughetto… BUON APPETITO!!!


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L’Eco della Casa di Riposo

L’importanza de la banda di Gabriella Bonvecchio Beber (Testimone : anno 1923)

Me mama. La Laureta, la me conta che … quando la voleva far la bula; A Per zen a sentir la banda la saria nada … Cavei enfiochetadi e na violeta; De salvia na sbianchezada ai denti, Na ventura streta streta per la vita, A volte calze fine en le scarpete ben lustrade. Zo al Mass del Grill co la so Gema Oltre la Fersena la Oliva le ‘ncontrava E lì, dopo i Vieti, a spetarle la Mariota sul muret. Dal Santo Crocifiss a la piaza del Comun Sol pochi passi; Arie importanti, melodie amorose, Marcete festose e armonie politicanti, Ghe sluseva i oci ale matele e Lì vizin a qualche bel matel … le se feva ancor pù bele. Prima che vegnissa massa not Le se ‘nviava ‘n for de corsa; Cavei spatuzadi senza viola, Slargada la zintura sula vita, Le scarpe ‘npolverade … ma contente … le se lassava pian pianel Lì sul stradon, po’ sul ponte e ancor sul doss. Ciao, a doman … ne vederen a pascolar le ciote, Zo ‘m l’erba morbida ai Tamarisi E fisceren le ariete de la banda.

(foto A. Sartori — Pergine)


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Ricordi di Casagrande Elisa Filastrocca dell’alfabeto – recitata dai bambini nei filò di una volta

A

Asta nell’orto

B

Conforto

C

Fa la cena

D

Non voleva

E

Ecco testè

F

Fa le beffe

G

Carriola

H

Schiravoltola

I

Slonghignon

L

M

Tre brancoi

N

Sono stancoi

O

Calavin

P

Q

Da le gambe enfiade

R

Menaterre

S

T

Tegnos

U

Pompos

V

Piangeva

Z

Se la godeva

Aforismi Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi.

Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.


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L’Eco della Casa di Riposo

Le attività NOTIZIE: dal “gruppo maglia” … di via Marconi Dopo tanto lavoro, giovedì 05 ottobre 2006, ci siamo premiate andando a mangiare la pizza. Quest'anno abbiamo cambiamo destinazione e abbiamo scelto per la nostra serata la pizzeria "la Comparsa " a Montagnaga di Pinè. Così ci siamo organizzati, e alle ore 17,30 siamo partiti con il pulmino della casa, due pulmini della cooperativa "La Strada" e i mezzi privati dei nostri volontari. Ad attenderci, in un ambiente ben riscaldato (era il primo giorno freddo d'autunno) e accogliente, il "nostro" pizzaiolo - cuoco Matteo con la mamma Elvira ed il resto della famiglia che si sono veramente spesi affinché non ci mancasse nulla e ci trovassimo a nostro agio il più possibile. Per chi "non aveva denti" per mangiare la pizza ci hanno preparato un ricco passato di verdura con i crostini di pane e di secondo un piatto di affettati con formaggio morbido e verdure cotte assortite. Al termine della cena dei dolci e dessert che oltre che da mangiare erano da vedere… Un buon caffè, una cantata e quattro chiacchiere per concludere in allegria la serata. È stata un piacevole diversivo dalle nostre abituali serate, anche perché, abbiamo avuto l'onore anche quest'anno di avere la compagnia dei nostri amministratori che hanno accettato l'invito fattogli. Abbiamo partecipato numerosi, e ci è dispiaciuto molto per le signore che, per motivi di salute, non hanno potuto partecipare ma l'indomani abbiamo provveduto a renderle partecipi almeno in parte raccontando loro minuziosamente la serata. Lavorare a maglia è l'attività che più ci piace e aspettiamo il martedì ed il venerdì mattina con trepidazione; puntuali, infatti, arrivano le nostre volontarie Giulietta, Rita, Dirce, Jole, Carmela e il signor Claudio, per "sferruzzare", "fare gomitoli", e tra un "filo" e l'altro facciamo un po’ di "filò" per conoscere le novità che succedono all'esterno della Casa di Riposo e per esternare e condividere le nostre ansie e preoccupazioni con chi ha tanto amore nei nostri riguardi. Ora ci apprestiamo ad allestire la mostra dei nostri lavoretti e siamo lieti di invitarvi a visitarla dal 13 dicembre 2006 (alle ore 16,30 inaugurazione) al 07 gennaio 2007 al secondo Piano della Sede di Via Marconi e potervi fare gli auguri di "Buone Feste" di persona.


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… e dal “gruppo lettura”

Ultimamente abbiamo letto il libro “SECONDA GENERAZIONE” di Howard Fast. Una volta tanto, il libro, anziché raccontare la storia di un protagonista uomo, ci ha raccontato la storia di una Donna. Il tutto, nell’ ambito degli avvenimenti immediatamente precedenti la seconda Guerra mondiale fino al suo esaurirsi. Il libro snoda la sua storia incentrata su questa ragazza – Barbara Lavette – nata da ricchissimi cittadini di San Francisco, che si scontra con tre grossi avvenimenti che danno carattere al libro e lo impreziosiscono: 1. Barbara, ventenne, esce dal “college” per le vacanze estive e si trova “presa” da un’ avvenimento inconcepibile per una “ricca signorina” : lo sciopero dei portuali di San Francisco; è questo il primo dei tre grossi momenti della sua vita che la faranno crescere dentro: l’ impatto crudo e crudele con la povertà, la fame, il bisogno …. di tutto …. La violenza con l’ inevitabile morte di un caro amico stravolgono tutto il suo modo di pensare fino a quel momento; non ce la fa a sopportare tutto questo e se ne allontana, quasi a vo-

ler far sparire la realtà semplicemente recandosi in Europa, a Parigi dove trova l’ Amore che, anche questo, le sfugge portato via dalla Guerra di Spagna. 2. Barbara, ventiquattrenne, si fa convincere da alcuni amici e dal suo capo redattore ad andare a Berlino, nel covo della “bestia nazista” per verificare quanto “si sente dire” e la sua avventura Berlinese dura pochissimo perché si sente subito l’ animo ribellarsi alla violenza della Gestapo su alcuni anziani ebrei; Lei non lo sopporta e si slancia in loro aiuto in maniera sconsiderata e folle, tanto da mettere a repentaglio la stessa sua vita …. Con il risultato di essere così fortunata da trovare un amico che la mette su un treno e la rispedisce indietro …. Con l’ animo turbato e sconvolto da quanto ha visto. 3. Barbara, trentenne, che dopo aver scritto due libri di successo sulle sue esperienze in Europa, va a fare la corrispondente di guerra nell’ area Birmania – Cina – India e qui ha l’ esperienza più sconvolgente di tutte: assiste al risveglio, all’ alba di una magnifica giornata, della popolazione che dorme nelle strade di Calcutta. Ed è qui che il suo animo si macera, si contorce alla vista dell’ atroce spettaco-

lo di una giornata normale fra le trecentosessantacinque giornate di un anno: migliaia e migliaia di persone si alzano faticosamente dal terreno dopo il sonno notturno e spariscono all’ interno degli innumerevoli vicoli della città. Ma migliaia e migliaia di persone sono ancora a terra e dormono ancora .... il sonno della morte. Sei milioni di ebrei sono morti per colpa dell’infame disegno di un Hitler e tutto il mondo ne parla e ne parlerà, giustamente, ad imperitura memoria. L’ amaro in bocca che Le resta è il constatare che altrettanti 6 milioni di morti, nello stesso periodo, sono avvenuti in India per la carestia non sempre naturale, ma pilotata dal “mercato del riso” e quindi dall’ avidità dell’ “uomo”. Questi momenti della sua vita riescono alfine a far crescere in lei la consapevolezza che solo con l’ amore la vita può essere affrontata e vissuta in pieno: quell’amore consapevole che è più il dare che l’ avere, più il bene dell’ altro che il proprio, più comprendere che essere compresi. Il che significa che : non si finisce mai di imparare a vivere! E che la Vita val la pena di essere vissuta in ogni momento ….. con Amore.


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Io e la Pet-therapy di Teresa Mariotti 10 mesi di attività con gli ospiti di questa comunità

L’aver vissuto dieci mesi con voi, non è stato soltanto un percorso di formazione e di lavoro, ma ha rappresentato un momento che mi è servito e mi servirà ad ampliare la visione della vita e della mia futura professione. E’ stato entusiasmante, però non sempre facile, ad esempio, lavorare con Enzo (dal quale ho appreso moltissimo), con Germana e anche con Cristina (mia mamma!)! Abbiamo fatto delle buone cose, o meglio, abbiamo fatto delle cose utili, delle attività che, senza dubbio, sono servite a rendere la vita comunitaria degli ospiti più agevole, più viva, più umana.

E’ con orgoglio e piacere che posso affermare che anche l’attività di fisioterapia cinofila, da quando è iniziata, sta producendo risultati sorprendenti; la tua esperienza, Matteo, la tua voglia di fare meglio, la tua professionalità, in generale non facile da reperire, sono state spunto e stimolo di discussione in ambiti di studio e tra i futuri colleghi. Grazie a tutti della Vostra amicizia e del Vostro affetto; spero, e non credo, che queste mie parole siano un “addio”, ma mi auguro che in qualunque forma ci si possa reincontrare… ovviamente, assieme ai nostri cani!

Credo di poter dire che il lavoro con i cani mi ha arricchita e penso anche di avere, in qualche modo e in certi momenti, aiutato qualche persona ad uscire da situazioni di isolamento e solitudine. Non è cosa nuova l’affermare che il piacere, il dolore, la sofferenza e la gioia, sono gli ingredienti di un importante momento di crescita, che ho toccato con mano, ho vissuto con amore, e che senz’altro rappresenteranno delle linee-guida nel mio futuro personale e professionale. Tutte le attività che ho visto svolgere mi hanno colpita ed interessata, ma, ovviamente, la mia attenzione ed il mio tempo erano rivolti a quello che comunemente viene denominato “lavoro con i cani”. Credo che si è iniziato a creare una cultura nell’ambito dell’animazione, o meglio, si è ampliato l’orizzonte di quello che si può porre in atto per migliorare la qualità della vita dei nostri ospiti. Non posso non evidenziare come, giorno per giorno, tutti gli operatori e i collaboratori hanno cercato di fare del loro meglio tra molti problemi, di agevolare e ottimizzare i nostri risultati.

Cuba in compagnia di Ines


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Sorrisi & Auguri Il 15 dicembre sarà festeggiata nella sede di via Pive, in presenza dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e della Casa di Riposo la signora Pintarelli Lidia che raggiungerà il traguardo dei 100 anni.

100 candeline per…

Lidia Pintarelli Sono uniti all’augurio il fratello, cognate, nipoti e parenti tutti

IL TEMPO REGALATO La vecchiaia è un tempo regalato: dal progresso della scienza, dal benessere conquistato. Non la sciupare, quindi, godine il profumato fiore, perché è un tuo diritto. La vecchiaia è un tempo prezioso, puoi fare quello che vuoi; non sprecarla inutilmente rimpiangendo il passato; assapora il maturo frutto che hai sempre sognato. La vecchiaia è il tempo allungato: ha colori nuovi, profumi mai sentiti, può creare ancora sogni, desideri mai sperimentati … E un tempo solo tuo, tienilo ben stretto. dagli appunti di Maria Cristofolini

Tutti i mesi si organizza la “Festa dei compleanni” per festeggiare gli Ospiti che in tal periodo compiono gli anni.


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Auguri, auguri, auguri ….. A tuti tanti auguri ghe fen Per el Nadal che se svizina Sperando che de spess el fiochesina! Le Ospiti del 1° piano di Via Pive In occasione delle prossime festività natalizie, il Movimento pastorale decanale pensionati ed anziani desidera rivolgere a tutti gli Ospiti della Casa di Riposo gli auguri più belli ed affettuosi di tanta serenità. Fin dalla sua costituzione il nostro movimento ha sempre seguito con dedizione, per mezzo dei suoi volontari e delle sue volontarie, gli ospiti della Casa di Riposo e dopo i settimanali incontri presso la nostra sede dove vengono organizzati giochi e altre attività, spesso ci siamo ritrovati anche nelle sedi della Casa di Riposo di Viale Marconi e di Via Pive. Questi incontri contribuiscono sempre più a stabilire una vera amicizia fra i componenti del Movimento e gli ospiti, il tutto grazie al coordinamento del servizio Animazione della Casa di Riposo, sempre attento e sollecito nei confronti di tutti. Concludendo questo mio breve scritto, indirizzo un saluto e un augurio e mi permetto di esprimere ad animatori, volontari e volontarie il plauso più sentito per la preziosa opera che svolgono a favore di tutti gli ospiti. Auguri vivissimi di Buon Natale e di sereno inizio anno. Achille Fruet Il Presidente del Movimento pastorale decanale Pensionati ed Anziani

Cari amici, in questi giorni di festa Vi siamo vicini con tanto affetto per porgervi gli Auguri. Con l’auspico che le nostre visite siano state gradite ed abbiano offerto momenti di compagnia e di gioia, anche il prossimo anno vi saremo vicini per rendere più liete e meno lunghe le Vostre giornate. Ancora Buon Natale e Felice Anno Nuovo! Direttivo e Soci Circolo Comunale Pensionati e Anziani


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L’auguri più bello che posso fare a tutti voi, è che possiate veramente scoprire ed assaporare il Vero Amore, quello che Gesù ha per ognuno di noi se solo lo accettiamo e lo ricambiamo. Lui è fedele: non ci lascerà e non ci abbandonerà (Ebrei 13:5)

Auguri di Buone Feste Giovanna Meneghini

Che gioia : è Natale! Din … don ….. din …. Don …. , le campane suonano a festa: che gioia : è Natale! In questo giorno le persone si sentono più buone ed alcune sorridono. Mi ricordo, quand’ ero piccina, che alla sera della Vigilia, andavo alla finestra e, guardando in alto … pensavo: quanta strada deve fare Gesù Bambino per portare i doni ai bimbi buoni! Poi, al mattino presto, andavo in soggiorno e, sotto l’ albero : quanti balocchi!: ero proprio stata buona! ….Ma ero piccola e non pensavo a quanti bimbi buoni non avevano, quel Giorno, ricevuto nulla! Sono passati gli anni e sono cresciuta e ora vado a comperare tanti giocattoli perché su quei faccini tristi, che potrebbero essere miei nipoti, ci sia un sorriso. Suonate campane e ……. Buon Natale a tutti!

Lidia Carmi

Le Volontarie della CRI augurano a tutti gli Ospiti della Casa Buon Natale e Felice Anno Nuovo. A tutti un arrivederci al tradizionale incontro alla “Befana CRI” del 6 gennaio prossimo con la presenza del Coro Castel Pergine che allieterà il pomeriggio. Le Volontarie Il Comitato Familiari degli Ospiti formula gli Auguri di Buone Feste a tutti gli Ospiti e

loro familiari, al Consiglio di Amministrazione e ai dipendenti. Il Presidente del C.F.O. Bonini Paolo

E ancora ... Il Servizio Cucina: porgiamo i migliori auguri di Buon Natale! Suor Pierina: I migliori auguri di Buon Natale a tutti! Il Gruppo Maglia Via Marconi: Buon Natale e Felice anno nuovo a tutti. L’Ufficio Amministrazione: augura a tutti un Felice Natale e un Anno Nuovo pieno di serenità e pace!


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Segue da pag. 1: “UN AZIENDA PER LA PERSONA”

DISCIPLINA NORMATIVA (L.R. 21 SETTEMBRE 2005, N, 7) La legge è suddivisa in sei titoli: Titolo I: Aspetti istituzionali; Titolo II: Ordinamento del personale; Titolo III: Ordinamento finanziario e contabile; Titolo IV: Contratti; Titolo V: Riordino delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza; Titolo VI: Disposizioni finali e transitorie. Il Titolo I contiene innanzitutto (art. 2) la definizione di azienda pubblica di servizi alla persona e l’enunciazione dei principi applicabili all’azienda medesima, quali: possesso di autonomia statutaria, regolamentare, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica; possibilità di operare con criteri imprenditoriali; passaggio da un sistema di contabilità finanziaria ad un sistema di contabilità economica (partita doppia); distinzione dei poteri di indirizzo e programmazione dai poteri di gestione, sebbene tale principio possa essere attenuato attraverso l’introduzione di particolari modelli organizzativi e di gestione, nei limiti fissati dal regolamento regionale, dagli statuti e dai regolamenti di organizzazione delle singole aziende, per le aziende di dimensioni più ridotte; possibilità di porre in essere tutti gli atti ed i negozi, anche di diritto privato, funzionali al perseguimento degli scopi istituzionali. Il Capo II del Titolo I disciplina la nomina e le attribuzioni degli organi dell’azienda tenendo presente il principio della separazione del potere politico dalle funzioni di gestione, con i limiti e le condizioni come sopra delineate per le aziende di piccole dimensioni. Al Consiglio di amministrazione (art. 6) sono quindi affidate l’individuazione degli obiettivi strategici e l’assunzione delle decisioni programmatiche e

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fondamentali dell’azienda, nonché la verifica della rispondenza dei risultati della gestione alle direttive generali impartite. Alcune decisioni, ad eccezione di quelle che riguardano l’approvazione dello statuto e dei regolamenti, dei bilanci, delle tariffe dei servizi, nonché, ovviamente la nomina a Presidente del Consiglio, possono essere delegate al Presidente (art. 7) in aggiunta alle attribuzioni che gli competono normalmente quali la rappresentanza legale dell’ente, la presidenza delle sedute del consiglio, l’impulso e la promozione delle strategie aziendali, ecc.. La gestione e l’attività amministrativa dell’azienda sono affidate invece al direttore (art. 9), tenuto conto delle direttive generali impartite dal consiglio di amministrazione e dei particolari modelli organizzativi e gestionali previsti dall’azienda in relazione alle dimensioni dell’azienda stessa. Al Consiglio di amministrazione spetta quindi anche il compito di controllare, attraverso appositi strumenti di controllo interno (art. 11) e, eventualmente, sanzionare l’operato del direttore medesimo. Gli strumenti di controllo interno di cui si è parlato sopra e che servono per valutare sotto vari profili l’efficacia e l’efficienza della gestione, nonché l’operato del direttore e degli eventuali dirigenti, consistono, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, nel controllo di regolarità amministrativa e contabile, nella valutazione e controllo strategico, nel controllo di gestione, le cui modalità di attuazione sono demandate al regolamento regionale (art. 40) e nella valutazione delle prestazioni del direttore e dei dirigenti attraverso l’istituzione facoltativa di nuclei di valutazione (art. 34). Il Capo III del Titolo I prevede le norme per l’istituzione, la fusione, l’estinzione e la trasformazione delle aziende in persone giuridiche di diritto privato. Da segnalare in particolar modo è l’esclusione della


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privatizzazione per le aziende del Trentino che gestiscono RSA (art. 16) e l’art. 18 che prevede l’istituzione, presso ciascuna Provincia autonoma, del registro delle aziende nel quale sono annotati i dati essenziali relativi ad ogni azienda, i regolamenti e gli atti a contenuto generale. Il registro ha valenza costitutiva e rileva quindi ai fini dell’efficacia dei suddetti atti, nonché, nel caso di nuova istituzione, ai fini dell’acquisizione della personalità giuridica di diritto pubblico.

Il Titolo II della legge che, come già accennato, disciplina il personale delle aziende, riprende i principi sulla privatizzazione del pubblico impiego già applicabili al personale delle IPAB ai sensi della legge regionale 23 ottobre 1998, n. 10 sull’ordinamento dei comuni, e fa salva (art. 35) l’applicazione al personale delle aziende dei contratti collettivi attuali di riferimento. Una novità rispetto a quanto contenuto nella citata L.R. n. 10/1998, riguarda il contenuto dell’art. 27 della nuova legge regionale che prevede modalità particolari di selezione del personale per l’assunzione a tempo determinato, nei limiti previsti dal regolamento regionale, e soprattutto prevede, per far fronte alle carenze di personale sanitario non medico

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nelle case di riposo, limitatamente alla provincia di Trento, l’accesso all’impiego anche a persone provenienti da Paesi extracomunitari. Il Titolo III della presente proposta disciplina l’ordinamento finanziario e contabile delle aziende, che sarà improntato su una contabilità di tipo economico, basato sul metodo della partita doppia. Anche in questo caso, come negli ambiti precedentemente trattati, è lasciato ampio spazio alle fonti regolamentari della Regione e delle singole aziende allo scopo di una maggiore flessibilità della disciplina in relazione ad eventuali futuri adeguamenti normativi e di una maggiore autonomia delle aziende medesime. Al fine di una migliore controllabilità e confrontabilità delle rilevazioni contabili la Regione approva dei modelli ai quali poi le singole aziende si devono uniformare (art. 40). In armonia con i principi enunciati nel Titolo I, il Titolo IV prevede la massima semplificazione delle procedure contrattuali non soggette alla normativa europea, con particolare riferimento alla scelta del contraente (art. 43). Ferma restando infatti la deregolamentazione quasi totale della materia, nonché l’applicazione della normativa provinciale per l’esecuzione di lavori e di opere e per tutto quanto non previsto nella legge, nel regolamento regionale e nel regolamento delle aziende (art. 42), si prevede che la scelta del contraente avvenga, di norma, mediante trattativa privata, previo confronto concorrenziale tra almeno cinque persone o ditte scelte discrezionalmente fra quelle in possesso dei requisiti necessari; può avvenire addirittura mediante trattativa diretta quando l’importo contrattuale non eccede gli euro 36 mila e quando ricorrono le ipotesi previste dal comma 3 dell’articolo 43. Per i contratti comportanti un’entrata, invece, l’asta pubblica rimane la forma più idonea per la scelta del contraente. Anche in questo caso però è prevista la possibilità di ricorrere alla trattativa privata quando si verifica una delle


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seguente ipotesi: la gara è andata deserta o non si è comunque fatto luogo ad aggiudicazione, purché restino sostanzialmente ferme le condizioni di cui alla proposta iniziale, o il valore del contratto non superi gli 8 mila euro. Un’altra delle novità introdotte nell’ambito dell’attività contrattuale delle aziende consiste nella possibilità di costituire un gruppo di acquisto al quale affidare l’incarico di operare il confronto concorrenziale fra più ditte idonee a fornire i beni e i servizi che si intendono acquisire. Il gruppo di acquisto è costituito dai responsabili dei servizi di economato delle aziende interessate ed ha sostanzialmente lo scopo di “spuntare” un prezzo migliore in quanto maggiore è la quantità da comprare, essendo interessate all’acquisto dello stesso bene o servizio più aziende invece di una sola. Il Titolo V della LR n. 7/2005 disciplina il riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e prevede in particolare criteri di trasformazione differenziati per il Trentino e per l’Alto Adige. Per la provincia di Trento è previsto (art. 45, comma 2, lettere g) ed h), art. 48, comma 1 e art. 49, comma 5) che le IPAB che gestiscono residenze sanitarie assistenziali (RSA) vengano trasformate, indipendentemente dalla loro dimensione, in aziende pubbliche di servizi alla persona. Per la provincia di Bolzano invece, e ciò riguarda anche le IPAB del Trentino che non gestiscono RSA, le IPAB grandi potranno, a domanda e su autorizzazione della Giunta provinciale territorialmente competente, ottenere la trasformazione in associazioni o fondazioni di diritto privato, le IPAB piccole invece, dovranno essere trasformate, qualora non provvedano alla fusione, in associazioni o fondazioni di diritto privato. Si fa in ogni caso presente che, ai sensi degli articoli 48, comma 5, 49, comma 4, 50 e 51, comma 4, fino alla trasformazione o all’estinzione alle IPAB continuerà ad applicarsi la normativa vigente prima dell’entrata in vigore della nuova legge regionale. Tali disposizioni

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prevedono altresì che i consigli di amministrazione in carica alla data di entrata in vigore della legge (19 ottobre 2005), anche se scaduti, rimangano a capo dell’IPAB fino alla sua trasformazione o alla sua eventuale estinzione. Piano di trasformazione aziendale Stesura nuovo statuto della futura Azienda Pubblica di Servizi alla Persona da parte dell’attuale Consiglio di Amministrazione. Avvio sperimentale contabilità economica dal 1 gennaio 2007. Approvazione statuto da parte della Giunta Regionale. Iscrizione dell’APSP nel registro delle aziende istituito presso la Provincia Autonoma di Trento. Scioglimento attuale Consiglio di Amministrazione e nomina Commissario straordinario. Approvazione regolamenti aziendali. Nomina nuovo Consiglio di Amministrazione Azienda Pubblica di Servizi alla Persona. Tale iter dovrebbe concludersi presumibilmente entro la fine dell’anno 2007 primi mesi del 2008. Ruolo dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.P.S.P.) L’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona svolge la sua attività in ambito sanitario e socioassistenziale a favore della persona. In tale senso si espone qui di seguito un prospetto riepilogativo dei potenziali servizi che la futura Casa di Riposo di Pergine potrà erogare all’intera comunità locale. Servizi residenziali: RSA per non autosufficienti Casa di Soggiorno per autosufficienti Servizi semi-residenziali: Centro diurno Assistenza domiciliare Hospice per malati terminali Servizi: pasti a domicilio; centro servizi (bagni, parrucchiera, cure odontoiatriche, attività riabilitative, ginnastica di gruppo,…)


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Pillole di qualità di Cristina Bolgia La Casa di Riposo già da alcuni anni ha sviluppato un sistema di gestione per la qualità finalizzato al miglioramento continuo di propri servizi che l’ha portata all’ottenimento della certificazione di qualità ISO. Nel scorso settembre, nell’ottica della collaborazione e del coinvolgimento degli Ospiti e dei loro familiari, è stato presentato e somministrato il “Questionario di rilevazione della soddisfazione dei Clienti” alla presenza del responsabile delle qualità dott. Luigi Petris. I questionari compilati sono stati 35 (pari al 17%). Qui di seguito proponiamo un estratto dei risultati elaborati.

Valutazione generale sui servizi resi dalla R.S.A.

Molto soddisfatto

Abbastanza soddisfatto

Poco soddisfatto

Per nulla soddisfatto

Non rispondo

Ripensando alla sua esperienza e a quella del suo congiunto, come giudica complessivamente la qualità dei servizi forniti dal R.S.A.?

42,86%

51,43%

5,71%

0%

0%

Quale è il suo giudizio sul livello di personalizzazione del servizio di assistenza rispetto ai bisogni specifici del suo congiunto?

45,71%

42,86%

11,43%

0%

0%

44%

47%

9%

0%

0%

Molto soddisfatto

Abbastanza soddisfatto

Poco soddisfatto

Per nulla soddisfatto

Non rispondo

Il servizio MEDICO

51%

41%

5%

3%

0%

Il servizio INFERMIERISTICO

57%

35%

7%

1%

0%

Il servizio di ASSISTENZA DI BASE

47%

41%

11%

1%

0%

Il servizio di ANIMAZIONE

68%

30%

2%

0%

0%

Il servizio di FISIOTERAPIA

37%

35%

18%

9%

0%

Nel complesso ...

Giudizio sul SERVIZI della RSA in base all’esperienza

Presso l’ufficio è possibile visionare il questionario con tutti i risultati.


PROGRAMMA sabato 2 dicembre ore 16.00 S. BARBARA S. Messa solennizzata dal Coro Fili d’Argento di Borgo, nella cappella della sede di via G. Marconi mercoledì 13 dicembre ore 15.00 S. LUCIA agli Ospiti della casa a cura del Circolo Comunale Anziani di Pergine Nella sede di via G. Marconi: apertura della mostra dei lavoretti delle Ospiti della casa ore 16.30 CONCERTO degli allievi della Scuola musicale C. Moser di Pergine nella sala polivalente della sede di via Pive domenica 17 dicembre ore 09.00 FESTA DEL RINGRAZIAMENTO S. Messa solennizzata dal Coro giovanile di Civezzano nella sede di via Pive Apertura della mostra dei lavoretti delle Ospiti della casa Seguirà incontro conviviale in sala polivalente venerdì 22 dicembre ore 16.00 DONI SOTTO L’ALBERO agli Ospiti della casa promosso dalle Amministrazioni Comunali domenica 24 dicembre ore 20.00 S. MESSA NATALIZIA solennizzata dal Coro S. Maria di Pergine, nella sala polivalente della sede di via Pive

NATALE

martedì 26 dicembre ore 15.30 NATALE INSIEME incontro augurale tra Ospiti e famigliari nella sede di via G. Marconi

dell’ANZIANO

domenica 31 dicembre ore 15.00 TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO nella cappella della sede di via Pive seguirà BUON ANNO INSIEME

2 dicembre 2006 6 gennaio 2007

incontro augurale con gli Ospiti in sala polivalente sabato 06 gennaio ore 15.00 BEFANA C.R.I. nella sede di via Pive ore 16.00 S. Messa nella cappella della sede di via G. Marconi ore 17.00 CONCERTO del Coro Castel Pergine proposto dai Volontari del soccorso della Delegazione di Pergine

L’ECO CURA REDAZIONALE, IMPOSTAZIONE GRAFICA E STAMPA A CURA DI Cristina Bolgia, Silvano Brol, dott. Andrea Moser e Giuseppe Zambotti SI RINGRAZIANO TUTTI COLORO CHE HANNO DATO IL LORO APPORTO PER LA REALIZZAZIONE DEL PERIODICO


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