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SOMMARIO

LA CASA INFORMA

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I costi della non autosufficienza

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Alla ricerca del Natale

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La sciarpa longa

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Inaugurazione Palazzina Centro Servizi

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Dedicato ai nostri amici Volontari

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La pet-therapy

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Il libro dei desideri

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Un interessante gita a Canezza

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Un dolce pomeriggio

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News dal 1° piano di via Marconi

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Bianco Natale

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El cafè

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Aspetti il Natale?

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News dal 4° piano di via Marconi

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News dal 3° piano di via Marconi

17

News dal nucleo “Sorgente”

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El temp

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Saluti dal mare

COPERTINA “Paesaggio invernale” di Gozzer Lorenzo

Il ponte n. 3 - Natale 2010

Distribuzione gratuita PROGETTI

ATTIVITÀ

EVENTI

POESIA

22

La not de Santa Luzia

L’ANIMAZIONE INFORMA

23

Come si viveva il Natale?

23

Notizie flash

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“Nen a trovar la Pierina”

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Caro periodico “IL PONTE”

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“Un anno fa!”

A STRETTO GIRO DI POSTA...

Comitato di redazione Cristina Bolgia Meneghini Giovanna Cura redazionale e impostazione grafica Cristina Bolgia Meneghini Giovanna Fotografie Servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

38057 - Pergine Valsugana (TN) Via Pive n. 7 tel. 0461/531002 fax 0461/532971 E-mail: redazioneilponte@apsp-pergine.it Sito: www.apsp-pergine.ti

Stampa Publistampa Arti grafiche, Pergine Valsugana Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico


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LA CASA INFORMA

ALLA RICERCA DEL NATALE di Andrea Zuccatti

... Natale? Dove è finito il Natale? Guardiamoci un po' in giro! E' lo scintillio di migliaia e migliaia di luci appese ad alberi, balconi, finestre, locali. Natale è un itinerario di mercatini: mercatino a Trento, mercatino a Levico, mercatino a Pergine, mercatino mondiale. Doni, strenne, dolci, regali, regali, regali per tutti i gusti, di ogni dimensione, colore, forma. Natale sono messaggi d'amore, biglietti d'auguri, speranze di pace, promesse di bontà, parole, parole, parole (...soltanto parole canta Mina). Natale è poi fatto di grandi abbuffate, menù tradizionali e menù particolari, diete all'ingrasso. Forse sto facendo un po' di confusione … con tutto questo bailamme mi sa che ho perso il senso del Natale. Chiudo un attimo gli occhi per non vedere tutto questo scintillio e mi metto a cercarlo altrove. Eccolo. Ne sento il profumo lontano, profumo di infusi di frutta rossa e cannella, profumo di vin brulé, sapore di dolci speziati. E' una giornata ovattata, il cielo grigio, gli occhi guardano le nuvole. A Natale aspetto sempre di scorgere qualche fiocco bianco far capolino nell'aria di neve. Le

case hanno un colore diverso, rosse e calde e morbide. Non so perché ma quando penso al Natale mi vedo sempre bambino … chissà se succede anche a voi. Apro gli occhi e in quell'attimo, per un istante, ricordi e realtà si uniscono. Non ho ancora trovato il Natale. E' opportuno, forse, fare un passo indietro, ripartire dall'inizio della storia. Siamo in Palestina, un paese dominato da stranieri, i romani. Tutti accorrono nelle città più importanti per registrarsi al censimento. Sono costretti a farlo anche una giovane ragazza incinta, Maria, e il suo compagno Giuseppe. Lontani da casa, nel freddo di una notte, senza un posto dove dormire o alloggiare, proprio lì, in una stalla, si compiono i giorni del parto. Così è nato Gesù. Cosa hanno a che fare, allora, luci colorate, mercatini, regali, vin

brulé e panettoni con un bimbo nato in una stalla ai margini di Betlemme? Lascio a voi la risposta. A questo punto non ho ancora capito qual è il vero Natale. E' quello sfarzoso, brillante e appetitoso? Oppure è quello che si nasconde nei ricordi lontani di quando eravamo bambini? O ancora è a Betlemme in una mangiatoia a soffrire il freddo? E' pomeriggio e chiacchiero come al solito con le tre signore del terzo piano che salgono con me in palestra (Silvia, Pierina, Fiorina). "E' Natale se festeggio con la mia famiglia" mi dice Fiorina. Ho trovato una risposta, ho trovato il Natale! Anche in casa di riposo nasce il Cristo a Natale, venite a trovarlo!


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LA SCIARPA LONGA Ricordi sul filo di lana Il 12 settembre, in occasione della sagra del paese, abbiamo partecipato alla sfilata della “Sciarpalonga” per le vie di Pergine. Sì, c’eravamo anche noi … come mancare? Dopo aver tanto lavorato durante tutto l’anno, per contribuire alla riuscita del progetto che ha visto collaborare tantissimi soggetti (associazioni di volontariato, circoli ricreativi, scuole, singoli, ecc…) con l’obiettivo comune di realizzare la sciarpa più lunga d’Italia. Così, grazie alla disponibilità di Volontari e famigliari assieme ai nostri Animatori e dopo aver indossato la spilla d’identificazione con il logo della Sciarpalonga, abbiamo potuto sfilare per le Vie di Pergine accompagnando la lunga sciarpa fino in Piazza Municipio dove la si è potuta ammirare nella sua maestosità, grazie ad una scenografia d’effetto creata proprio con la sciarpa. Una volta giunti a vedere lo spettacolo, non ci siamo fatti mancare un buon caffè in piazza per poi rientrare a casa, magari un po’ stanchi ma gratificati dallo spettacolo e dalla consapevolezza che quello che avevamo visto era stato possibile anche grazie al nostro piccolo contributo (anche se non è stato poi così piccolo visto che abbiamo realizzato più di 400 mt.).

I NUMERI DEL “COSTRUIRE INSIEME” 3.150

metri di lunghezza della sciarpa

1.100

chilometri di lunghezza del filato

4,5

quintali di peso del filato

350

persone che hanno lavorato con gioia!

25.000 ore a sferruzzare

“Nel ricordo dei tempi passati, delle nostre mamme e le nostre nonne, di tutte le donne e dei pomeriggi impiegati a sferruzzare, quando erano libere dall’occupazione del lungo bucato settimanale, per creare indumenti caldi che hanno salvato dal freddo intere generazioni in pace e in guerra. […] perché un passato così tenero d’affetti non vada perduto.” Marisa Fontanesi

La sciarpa più lunga e per creare legami ch sappiano resistere ai rovesci, non della ! maglia ma della vita

Il comitato sciarpalonga ha deciso di scomporre la sciarpalonga in tante sciarpe da mettere in vendita ad offerta durante il mercatino di natale che si terrà per tutto il periodo natalizio lungo le vie di Pergine; sarà, inoltre, possibile acquistare anche il calendario realizzato con le immagini più significative, della realizzazione e della sfilata della sciarpalonga, in modo

che il ricordo di tale iniziativa ci accompagni per tutto il 2011 (il ricavato andrà in beneficienza). Anche noi, nelle mostre che faremo nelle nostre due strutture, metteremo a disposizione sia le sciarpe che i calendari per offrire l’opportunità anche ai nostri residenti e ai nostri amici visitatori di contribuire alla raccolta di offerte da dare in donazione.

IL LOGO DELL’APSP Con deliberazione n. 28 dd. 13/08/2010 l’A.P.S.P. ha approvato il nuovo logo dell’Azienda. Il logo rappresenta in modo stilizzato un abbraccio.

L’abbraccio non solo come gesto d’affetto, ma anche come gesto di accoglienza, dedizione e difesa.


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LA CASA INFORMA

INAUGURAZIONE PALAZZINA CENTRO SERVIZI SABATO 4 SETTEMBRE 2010 Sabato 4 settembre alla presentazione del Centro Servizi c’eravamo anche noi… I nostri rappresentanti per la cerimonia d’inaugurazione erano Mario Piazzera, il Residente che da più tempo vive in Casa di Riposo, e Lina Tavelli, l’operatrice con maggiore anzianità di servizio. Dopo la benedizione della struttura, con un po’ di emozione hanno tagliato il nastro trico-

lore e dato il via alla visita della palazzina che ospiterà la Cucina, la Lavanderia-Guardaroba, gli Uffici Amministrativi, l’Archivio, ecc…

Non c’è stato il tempo per qualche parola di ringraziamento per l’opportunità offertagli, così, ve la propongono ora…

... quel giorno la nostra

Sono onorata di poter essere qui con tutti voi in questa

Lina era molto emozionata, la voce era incerta e le gambe tremavano (e non poco), quindi il suo pensiero Vi giunge adesso, attraverso le pagine del nostro Ponte!

particolare occasione e soprattutto sono molto emozionata. Prima di tutto, voglio ringraziare tutti Voi, in particolar modo la Direzione che mi ha concesso questo grande onore. La mia lunga carriera lavorativa, mi ha permesso di condividere con tutti Voi la mia passione in questo lavoro, il quale mi ha portato tante soddisfazioni interiori difficili da spiegare con parole. Colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine a tutti Voi, Dirigenti e colleghi, ma soprattutto a Voi Ospiti che mi avete dato la possibilità di amarVi e coccolarVi. Inoltre auguro a tutti Voi giovani colleghi, un futuro lavorativo pieno di soddisfazioni come lo è stato per me e vi posso dire, come “anziana” di lavoro… fate di ogni esperienza un grande tesoro!!!! Tavelli Lina


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DEDICATO AI NOSTRI AMICI VOLONTARI di Giovanna Meneghini Il 4 novembre nella nostra bella e pratica Sala Polivalente, in un clima di festa e allegria, abbiamo ringraziato i nostri numerosi amici Volontari che con dedizione, continuità e impegno ci offrono la loro insostituibile presenza e collaborazione. Quest’anno, per fare loro un dono particolare, abbiamo fatto lavorare duramente il Signor Dino Franzoi e Giorgio, che hanno realizzato con la creta degli zufoli a forma di tartarughina. Confezionati in sacchettini trasparenti hanno fatto un figurone …

Nel cammino della nostra vita incontriamo persone speciali, che impariamo ad amare, voler bene, fino al punto che diventano parte di noi, nel cuore, nell’anima e nella vita quotidiana. Sono le persone che ogni giorno danno un senso alla nostra giornata anche con gesti che possono sembrare scontati o “banali”... Sono le amicizie che ti fanno sorridere quando piangi, che non conoscono parole , ma solo un silenzio di sguardi per capirsi. Sono quelle mani alle quali ti puoi aggrappare se cadi. Sono quelle dove faresti qualsiasi cosa , daresti tutto te stesso , senza nulla chiedere in cambio... Sono un abbraccio sicuro, caldo... per noi amicizia è questo. Grazie di cuore

LA TARTARUGA di Giorgio Dalmaso

La t arta ruga rapp , ku rese r ma n t , a ciel i l mo n oè do: la s ricu ua c il rva, o r a il co zza rpo la te rra. lo, Bruno, Livio, Luigi, Natale, Armando, Tullio e Giorgio), ma anche altri Ospiti e Famigliari che, incuriositi, ci hanno dato il loro sostegno e incoraggiamento. Ringraziamo tutti di cuore con un proverbio riadattato: “Canta che ti passa … oppure … sona l’ocarina e la và subit meio de prima”.

Facciamo un regalo ai nostri volontari. Quest’anno, quale piccolo segno di riconoscenza per i nostri volontari, abbiamo pensato di fare qualche cosa con la creta. Dopo alcuni tentativi abbiamo concordato di fare delle ocarine a forma di tartaruga. Il lavoro è proseguito intensamente con la collaborazione e supervisione di “mastro Dino” che con la sua esperienza ed i preziosi consigli ha fatto sì che anche la delicata fase della cottura avvenisse senza inconvenienti. In conclusione possiamo affermare che è stata un’esperienza stimolante e gratificante e che ha coinvolto non solo chi ha effettivamente manipolato la creta (Dino, Morena, Luisa, Car-


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PROGETTI

LA PET-THERAPY di Enzo Vezzoli

Un anno di bilancio … Come ogni anno è consuetudine e doveroso sintetizzare un anno di attività sia in termini di quantità che di qualità dei risultati conseguiti e affidati I due settori di attività svolti, programmi di attività assistita e fisioterapia, hanno prodotto significativi e visibili risultati positivi. In particolare l’attività di fisioterapia, grazie all’impegno profuso da Matteo Quinto e da Andrea Zuccati che con encomiabile pazienza hanno saputo applicare le tecniche e gli opportuni accorgimenti per migliorare le condizioni di vita dei residenti sui quali lavorano (anche nei casi particolarmente problematici per molti ospiti) valorizza il lavoro del cane che stimola, migliora e motiva l’attività stessa. Questa attività ha una sua specificità e gli ospiti lavorano con piacere traendone beneficio. Il programma per un eventuale proseguo dell’attività nel 2011 consta in una serie di esercizi proposti dalla nostra maestra Svedese e darebbe maggior autonomia alla deambulazione e allo sviluppo cognitivo delle persone sottoposte alla Fisioterapia. Da parte nostra spendiamo queste parole alla luce anche di pareri e osservazioni fatte dai parenti dei pazienti che hanno constatato un certo tipo di risultato. A tale proposito ritengo doveroso far presente che grazie all’attività quinquennale della S. Spirito, si sono potuti sviluppare in altre R.S.A. progetti di terapia assistita, nelle Case di Strigno, Taio e Pre-

dazzo (quest’ultimo darà vita ad un programma di Fisioterapia). La EURODOGS ONLUS è una delle poche organizzazioni, non solo regionali, che documenta ampiamente attraverso mezzi informativi e video le progressioni svolte sui vari residenti. Tale materiale viene sottoposto a vari giudizi di tecnici Nazionali e non, per migliorare la qualità del lavoro. Detto questo per il 2011 sono stati confermati gli impegni lavorativi nelle Case sopraccitate. E’ utile sapere che il nostro personale rientra nella sfera dei professionisti che si aggiornano e frequentano corsi della durata minima di 2 anni sia in Italia che all’estero. Si sta completando, in febbraio 2011, un corso per operatori cinofili in supporto ai malati di Alzheimer, un problema sociale, purtroppo, in violenta crescita dove obiettivamente il S. Spirito di Pergine Valsugana ha dato e sta dando una risposta di eccellente professionalità, coordinata da professionisti leader nel settore. In programma per il futuro proprio per il nucleo Sorgente si sta proponendo un’attività specifica di Pet-therapy che in altri paesi è già attuata. Stiamo terminando il periodo di test attitudinale per tale attività, dopo di che verrà presentato un progetto con gli obiettivi e le specifiche da effettuarsi nell’arco dell’anno. Per quanto riguarda la terapia assistita, l’eccellente lavoro svolto nel corso del presente anno sui piani si è caratterizzato anche dall’attività all’esterno della struttura non solo in terrazza, ma anche fuori, all’esterno del complesso, senza aver creato problematiche ne agli operatori della Casa ne all’EURODOGS stessa.

Fatta eccezione di due o tre casi in Via Pive e in Via Marconi, complessi per sopravvenute patologie, la presenza dei residenti all’attività si è mantenuta nelle medie nazionali. E’ stata oltremodo significativa la qualità dei risultati conseguiti dalle apposite relazioni settimanali. Un grazie non formale, ma umanamente doveroso è riservato alla Signora Clara che operando in Via Marconi in vari periodi di assestamento organizzativo ha sempre svolto, con un operatore EURODOGS, un eccellente lavoro. Per sintetizzare quanto si è detto fino ad ora, basterebbe girare per i piani quando viene svolta l’attività di Pet-therapy il clima e le manifestazioni di simpatia e di affetto si notano e, questo, posso garantirvi che non è poca cosa e ne siamo orgogliosi. Grazie alla disponibilità della Casa S. Spirito abbiamo aperto i nostri reparti all’attività di pet-therapy in molte altre strutture e, fra queste, una percentuale significativa ha avuto un progetto. Per quanto riguarda il Centro Diurno si è deciso recentemente di rivalutare la possibilità di un programma di lavoro diverso. Ovviamente, questo, sta comportando da parte degli operatori la preparazione di un profilo di vari partecipanti. L’analisi finale permetterà, in futuro, un’attività molto più apprezzabile, anche se questo Centro ha una sua specificità. Un grazie ed un abbraccio a LAPO, CUBA e ARIEL eternamente disponibili con tutti, accettando e dando quanto di meglio possono dare: a loro la gioia di veder felici i loro amici a due zampe.


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PROGETTI

IL LIBRO DEI DESIDERI di Giovanna Meneghini A luglio, in Via Marconi, abbiamo attivato il progetto “il libro dei desideri”… dopo alcuni incontri serali che ci sono serviti per chiarirci le idee sul concetto di desiderio e creare un clima di fiducia… abbiamo iniziato a provare ad esprimere dei desideri… desideri che sono stati scritti provvisoriamente sulla carta in attesa di venire trasferiti sul nostro libro gigante (libro che attende di essere personalizzato con i colori e nei modi che il gruppo che s’incontra ogni mercoledì pomeriggio ha scelto) e poi, per quanto possibile, realizzati. In realtà, grazie alla collaborazione di Operatori, Familiari, Volontari, e alla sensibilità degli amici Mauro Lunelli e Walter Fontanari collaboratori preziosi del progetto, alcuni desideri li abbiamo già realizzati... Un ringraziamento speciale a Gino, che è riuscito a realizzare praticamente il libro di legno che era prima nei miei pensieri, poi nella carta e, infine, grazie alle sue capacità come falegname, nella realtà…

Gita a Luserna Era da tempo che la Signora Nicolussi Anzolon Edwige esprimeva il desiderio di fare una gita al suo paese natale. La mattina del 20 agosto 2010 con alcune Ospiti del 3° piano di via Marconi, siamo partiti con meta Luserna, paese della signora Edwige. Arrivati a Luserna abbiamo visitato con interesse il museo, poi ci ha raggiunto il Direttore come promesso alla Signora e siamo andati a pranzo al Lusernarhof delizioso locale tipico. Dopo il pranzo siamo andati a Vezzena a visitare la chiesetta di S. Zita, che con fortuna abbiamo trovato aperta. Dopo u-

na merenda con treccia mochena e thè caldo, abbiamo ripreso la strada di casa. Tutti i

partecipanti hanno gradito l’uscita quale momento culturale, conviviale e spensierato.


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ATTIVITA’

UN INTERESSANTE GITA A CANEZZA di Roberta Volpato Il volontario che ci ha accolto al

parco, dove abbiamo potuto

museo, è stato molto gentile e

ammirare i “ Paracarri” di varie

disponibile, ci ha spiegato det-

ti: Ospiti, Volontari; alcu-

epoche provenienti da tutta Ita-

tagliatamente l’uso dei vari u-

ni Famigliari e noi Opera-

lia muniti tutti di etichetta con

tensili e la loro provenienza.

nome e luogo di provenienza.

Molte le emozione e i ricordi

Grazie anche alla soleggiata e

che hanno accompagnato la

calda giornata, all’ombra degli

nostra uscita.

alberi abbiamo gustato la

Dopo questa piacevolissima e

“treccia Mochena” accompa-

molto interessante visita ci sia-

gnata da un buon caffè.

Un giovedì pomeriggio di metà agosto, siamo parti-

tori dalla Casa di Riposo di Via Marconi, alla scoperta o meglio riscoperta dei lavori e degli utensili di una volta.

mo diretti a piedi verso il vicino Con i pulmini ci siamo diretti presso il Museo di Canezza degli “Antichi Mestieri” e abbiamo potuto ammirare degli utensili che molti Ospiti hanno usato o visto usare.

iei lontar o V i o a z ia m no Ringr ci han e h c i liar za Famig e sen h c e to pagna iuto le accom ioso a z e r p ero il loro arebb s e t i c us nostre are. ealizz r a d difficili


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UN DOLCE POMERIGGIO di Roberta Volpato Giovedì 28 ottobre, il nostro collega Giuseppe Tomelin è arrivato in Via Marconi con tutta l’attrezzatura per spiegarci tutto sul miele. Per tanti di noi, Ospiti e Operatori, era un argomento sconosciuto e Giuseppe è stato molto bravo perché ha saputo spiegarci e raccontarci tutto su questa sua grande passione, affascinando anche noi che gustiamo il dolce miele, senza sapere l’enorme mole di lavoro che le api sono costrette a svolgere per deliziare i nostri palati. Per alcuni Ospiti, però, questo argomento non era del tutto sconosciuto, infatti, la signora Bergamo Giulia ci racconta così: “Il mio papà aveva questa grande passione e molti alveari, ed io l’ho sempre aiutato. Gli alveari erano circa una ventina ed erano in grado di produrre molto miele che veniva venduto ed era molto apprezzato perché genuino e naturale. Il mio papà mi ha spiegato tutto sulle api, ed io ero sempre molto contenta di poterlo aiutare anche se, a volte mi pungevano,

ma dopo le prime punture, che mi facevano molto male, non sentivo più nulla perché mi ero abituata, poi mio padre mi diceva che il veleno fa bene . Dopo un po’ di tempo le api mi riconoscevano dall’odore e non mi facevano più nulla.” Anche il signor Cronst Carlo si è rivelato molto esperto in materia di api e fra le molte cose, così ci racconta: “Le arnie in dialetto noi le chiamiamo BUSOL”. Lui non aveva arnie, ma sa molte cose perché un suo vicino era un apicoltore. La signora Dorigoni Aurelia di-

ce così: ”Il miele è molto buono, si lascia mangiare e fa molto bene.” E’ stato un pomeriggio molto interessante, Giuseppe ci ha portato dei vasi del suo miele da assaggiare spalmato su delle fette di pane biscottato molto apprezzato da tutti i presenti, una gustosa merenda come ha fatto notare la signora Paolazzi Natalina che dice: ”Una merenda coi fiocchi, da leccarsi i baffi.”

DEGUSTAZIONE A settembre si è chiuso il progetto “Orto in terrazza” e come non concludere con la tradizionale degustazione proposta dai Volontari che hanno condotto l’attività (Silvano e Silvano) e resa possibile grazie alla disponibilità e collaborazione della nostra cucina? Ecco allora che per l’evento, quest’anno, abbiamo potuto gustare degli assaggi di “dischi” di morbido pan di spagna guarniti da marmellate di lamponi rigorosamente fatti in casa dai nostri cuochi.


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ATTIVITA’

NEWS DAL 1° PIANO di via Marconi “La bambola de peza” … quanti ricordi! Al nucleo del primo piano di Via

“A Santa Lucia, ci regalavano queste bambole, fatte in

Marconi, all’incirca a metà otto-

casa e cucite con tanto amore. Era un dono prezioso, che

bre, è arrivata una bambola di pezza. La nostra referente OSS Sarto-

custodivamo con molta cura.”

ri Anna, si è divertita a creare qualcosa di semplice, con l’intento di arricchire e abbellire un po’ il nostro nucleo, senza sapere quante emozioni tutto ciò avrebbe suscitato nello nostre Ospiti. La bambola ha trovato un suo posticino proprio nell’atrio del nucleo, su un mobile che prima era forse un po’ spoglio e ora fa bella mostra di sé. Le nostre Ospiti, dapprima la osservavano incuriosite, poi hanno iniziato ad avvicinarsi sfiorandola con molta delicatezza. Qualcuna l’ha presa in braccio, coccolandola teneramente. In quell’istante sono riaffiorati alla mente molti ricordi… Parlando con loro, si capisce che questa “semplice bambola di pezza”, evoca ricordi lontani, di un’infanzia trascorsa in tempi più “poveri”. Alcune di loro raccontano: “Quando eravamo piccole, non esistevano giochi tecnologici, ma le nostre mamme sapevano rendere ugualmente FELICI i loro bimbi”.

Questi erano momenti di gran-

ancora far affiorare un sorriso

de GIOIA, che ritornano ora,

sul viso segnato dal tempo, ma

per qualche istante, vedendo

è un sorriso che regala emozio-

questa bambola di pezza. Sono ricordi di momenti felici,

ni anche a chi si sofferma ad

ormai passati, che però sanno

ascoltare questi loro racconti.


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BIANCO NATALE dal 4° piano di via Pive

Al 4° piano di Via Pive quest’anno nevica! No, non si è scoperchiato il tetto, semplicemente abbiamo deciso con gli ospiti, operatori e volontarie che il tema delle decorazioni di quest’anno sarà la neve. Il nostro albero verrà addobbato con palle di neve, in realtà palle di sale fatte dagli ospiti. Clara farà volare cristalli di ghiaccio in polistirolo, Franca e Giovanna attaccheranno la neve di Anna.

E come sarà il nostro presepe? Venite a trovarci e lo vedrete!

Se poi vi allungherete nella nostra nuova terrazza della sala da pranzo, neve permettendo, potreste trovar Mister Fioccone, nuovo residente


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ATTIVITA’

EL CAFE’ dal gruppo RASSEGNA STAMPA di via Marconi Ogni mercoledì mattina, alle 9.45, dopo l’incontro con i volontari Dolores e Gian Luigi, per il risveglio muscolare ed il gruppo amicizia, gli ospiti si concedono una piacevole pausa, diventata ormai consuetudine: “la pausa caffè”. Nella sala polivalente del secondo piano di Via Marconi, in cui sono riuniti, fa capolino puntualissima come un orologio svizzero, l’animatrice di turno preceduta da un carrello pieno di bicchierini e thermos. Non passa inosservata: “Signori, è arrivato il caffè!!!” annuncia la volontaria Augusta, che nel frattempo è arrivata per la lettura dei quotidiani. A quel punto la sala si anima: ogni ospite dice la sua, ricorda…, poi ringraziano con un applauso l’animatrice. Lei con un sorriso consegna un bicchierino fumante a ciascuno e, in questo caso Clara, commenta ad alta voce: “L’è ‘na sodisfaziòn darve el cafè a voi.” I commenti degli ospiti ci sembrano significativi e abbiamo deciso di immortalarli tali e quali ... e così ne è nata (scritta, minimo, a quaranta mani):

ODE AL CAFFÈ L’è bòn el saor; me pias el profumo; el tira su la coradèla. Dàmen poc, ma dàmelo bòn. Pecà che l’è pòc! L’è buonissimo, se ‘l beve volinteri. El fa anca bon! E ‘l serve anca a desmisiàr fora el zervèl. Però ale persone en poc agitade no se pòl darghelo, perché el ghe fa vegnir la tremarela, se le ne beve màsa! El cafè el consola e ghe’ n’aven bisogn. El ristora! El dà alegria e ‘l porta via i pensieri, per en moment… È un fugace momento di gioia. Il caffè è il benvenuto quando arrivano le visite perché fa allegria e compagnia. Affiorano anche, immancabili i ricordi… La signora Amelia ricorda la madre, quando diceva: “mi me sènto e fago el cafè”. E ancora: “’na volta i òmeni i neva en cantina e le dòne en cosìna a far el cafè.” “’Na volta l’era de orzo, no gh’era nanca la machineta, gh’era sol la napoletana.” La signora Virginia metteva la polvere del caffè in una tazza e quando bolliva l’acqua della polenta ne prendeva un mestolo, lo versava nella tazza, la copriva con un coperchio e lo lasciava lì finchè “aveven disnà” poi prendeva il colino, lo filtrava “e ne beveven en pòc per un… l’era bon!” Ma il caffè piaceva anche agli uomini e ce lo spiega bene il signor Pio: “i òmeni i beveva el cafè con la straza, che l’è la sgnapa o acquavite. El cambiava saòr, quel cafè. El g’aveva l’abocato che ‘l neva zò senza zacarlo.” La signora Giuseppina che ascolta tutti molto attenta, esclama con convinzione: “L’è pu bon quel de adess, perché l’è pu concentrà.” Chiudiamo la conversazione, perché i quotidiani ci attendono con le loro notizie da commentare… Ma a noi animatori una considerazione sorge spontanea: “Varda che atenti che i è, a parlar de cafè.”


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Aspetti il Natale? “IL GIORNO DELLA VITA” dal gruppo CATECHESI di via Pive

“Gesù che sei il Principe della Pace Porta a tutti la speranza della Comunione fra di noi, La Pace nel cuore e il desiderio di raggiungerti n cielo nell’amore del Padre.” “Aspetto con il cuore perché porta tanta felicità” Severina “E’ una giornata bella, si prega per chi soffre, si partecipa alla Messa, si pensa ai poveri, si prega.” Fiorina “Si pensa a Maria la mamma celeste e alla sua maternità e la gioia che provava nell’attesa di Gesù.” Gemma “Un giorno di gioia anche per gli anziani, perché nasce dal cuore di ciascuno, è un dono che Gesù ha portato.” Cesira “E’ da 2000 anni che si aspetta il Natale e l’attesa è sempre uguale. Si ringrazia della sazietà degli anni.” Pierina “Si pensa ai nostri cari che non sono più con noi, ma che però li crediamo nella gioia del Signore” Maria “E’ festa perché ricordo la nascita di Gesù Bambino. La nascita di un bambino porta sempre gioia. Anche qui possiamo sperimentare la comunione, lo stare insieme e sentirsi aiutati dai famigliari che è sempre l’espressione dell’amore di Dio che unisce.” Ada


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ATTIVITA’

NEWS DAL 4° PIANO di via Marconi El Richeto Punto e la Mariota Virgola En bel dì, al quarto piano de Via Marconi è arivà do furesti e allora tuti en sala a conoserli, sen coresti. L’era el Richeto Punto e la Mariota Virgola. Apena arivadi “Richeto e Mariota” l’aven ciamadi, con do nomi de sti ani, ma dopo, “Punto e Virgola” i è stadi batezadi. El Richeto Punto, col so vestì vert l’è en pò stravagante, ma cordiale con tuti e anca elegante. La Mariota Virgola, con la so telara azura, l’ei sempre ben regolada e col ciuf petenada. I canta che l’è en piazer, i magna, i beve, en poc i sporca, ma senza voler. Za dal prinzipi, da noi tuti i è stadi ben acetadi, dai ospiti cocoladi e dal Remo guernadi. Sperante, che el Richeto Punto e la Mariota Virgola i poda restar con noi per tant temp, per darne en po’ de alegria e farne tanta compagnia!


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di Annalisa Meneghini so il mangime negli appositi contenitori, ha aperto la porticina e con delicatezza ha avvicinato la prima scatolina . . . e dopo un attimo tra la sorpresa dei presenti è volata sul trespolo una “cocorita” di un delicato color celeste e bianco e subito dopo dall’altra scatola incoraggiato dal canto della femmina è andato a farle subito compagnia il maschio di un bel color verde e sfumature gialle. Una domenica pomeriggio si è pensato di dare loro un nome e fatto un piccolo referendum tra gli ospiti sono stati scelti i nomi di PUNTO per il maschio e di VIRGOLA per la femmina. Un pomeriggio della prima set-

strani gorgheggi.

Accolte da tutti con grande sim-

timana di ottobre è arrivato Fa-

Subito è stato attorniato dai

patia e accudite dal sig. Remo,

brizio con una sorpresa per il

presenti (operatori, Ospiti e al-

le cocorite rallegrano le giorna-

4° piano di via Marconi, aveva

cuni parenti in visita) per vede-

te di questo autunno piovoso,

con sé una voliera e due picco-

re la novità. Finito di montare la

nell’angolo relax nella sala sog-

le scatoline di cartone da dove

voliera con l’altalena, riempito

giorno.

si sentivano dei fruscii di ali e

l’abbeveratoio di acqua e mes-


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ATTIVITA’

NEWS DAL 3° PIANO di via Marconi Romy & Giuly A settembre, dopo un’attenta

rato il tempo di poter accogliere

qualche animaletto. Alla richie-

analisi si è pensato fosse matu-

nel nucleo del 3° di via Marconi

sta di collaborazione nel prendersi cura di eventuali animali, la signora. Magnoli Ines ha accettato più che volentieri. Si è passati così a decidere quale animaletto avrebbe fatto al nostro caso! Si è deciso così di accogliere al nucleo delle tartarughine d’acqua, che con il loro arrivo sono state capaci di favorire l’interesse e la curiosità delle Ospiti che si avvicinano al piccolo acquario.

NEWS DAL NUCLEO “SORGENTE” Fiocco arancio all’A.P.S.P. Dal 12 aprile esiste all’interno dell’A.P.S.P. un nuovo Nucleo, il Nucleo Sorgente. E’ stato ricavato al 4° piano, nell’ex convento, ed è composto da 5 stanze da letto, un’ampia zona soggiorno dove vengono svolte le varie attività, adiacente al soggiorno una piccola zona cucina, agibile alle residenti come fosse casa loro, tutt’intorno gira un luminoso e ampio corridoio. Nonostante gli operatori aves-

sero partecipato a un corso di formazione, il timore di affrontare una nuova esperienza era elevato. In effetti l’inizio è stato piuttosto difficile, caotico ed impegnativo, per residenti, parenti e operatori. Col tempo, grazie all’entusiasmo e al contributo di tutti, abbiamo imparato ad affrontare e superare i vari ostacoli che di volta in volta si presentano. A distanza di otto mesi il Nucleo Sorgente assomiglia sempre di più a una famiglia: c’è chi si occupa dei “bambini-

bambolotti”, chi di riordinare le stanze e le stoviglie, chi si diverte a spostare mobili. Da qualche tempo la nostra famiglia si è allargata con l’arrivo di Cuba, il labrador color miele che ci tiene compagnia durante le lunghe giornate. Nella nostra casa si ascolta musica, si canta, si prega e come in tutte le famiglie si discute, anche animatamente, a volte si litiga, ma alla fine si convive tutti insieme.


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EL TEMP di Cristina Petri e le Ospiti del 1° piano di Via Pive TUTI I CORE, NO I G’HA MAI TEMP. I LEVA LA MATINA EN PRESA I BEVE EL CAFE’ ENTANT, EN LA SCARPA, I METE EL PE’. “DAI SVELTI CHE NEN” AL’ASILO E A SCOLA I POPI BISON COMPAGNAR E PO...DE CORSA A LAORAR! I E’ TUTI ENDAFARADI SIGNOR CHE REBALTON I CORE ANCA QUEI DE LA TELEVISION! TUTI I TE DIS, NO PODO SCOLTAR G’HO PRESA, G’HO DE NAR. I PASA LE GIORNADE A CORERGHE DRE AL TEMP CHE NO I E’ MAI BONI DE TROVAR. QUEL TEMP COSI’ PREZIOSO, CHE NOL LI FARIA ENRABIAR, MA EL BEL DELA VITA EL GHE FARIA APREZAR! ADES CHE SEN MALADE LE E’ LONGHE LE GIORNADE! TEMP GHE NAVEN ANCA MASA E SEN CHI A SPETAR CHE EL PASA. SE PODESEN, A VOI VEL DARESEN E ADES CHE VEN NADAL SARIA QUESTO EL NOS REGAL!


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EVENTI

SALUTI DAL MARE di Francesca e Katia

A fine agosto 2010 con alcuni Residenti siamo andati al mare a trascorrere una settimana di relax. Siamo partiti in 5 operatori con 16 Residenti. All’inizio

ci sono state delle difficoltà, ma con coraggio e positività siamo riusciti a risolverle. Per me e Katia è stata la prima esperienza, possiamo solo dire

che abbiamo trascorso una bella settimana, con la compagnia e la collaborazione, oltre che dei Residenti, anche di Sabrina, Mauro e Yuri, con i quali abbiamo stretto una forte amicizia. Abbiamo passato giornate rilassati in spiaggia, certi con il costume altri con il prendisole, pronti con la crema solare ad abbronzarsi. Speriamo che un altr’anno l’A.P.S.P. organizzi un altro soggiorno estivo. Cogliamo l’occasione per ringraziare la Direzione e tutti gli ospiti partecipanti, i quali hanno reso possibile questa iniziativa.

di Amelia Fedalto

Mi sono trovata molto bene, io ci sono stata altre volte, ci tornerei ancora. di Luigina Pavanello

Mi è piaciuto molto, mi sono trovata molto bene e ci tornerei ancora.

di Graziella Dellai

E’ stato molto bello, ho fatto anche il bagno, l’acqua era calda, anche il trattamento era buono!


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di Giuseppina Lazzeri

“E’ stato molto bello, ero tranquilla perché sapevo che vicino c’era l’ospedale. Mi piaceva guardare il cielo, era così rotondo. Siamo andate al mercato e anche a mangiare la pizza. Al mattino facevamo colazione poi si andava in spiaggia, ho provato a fare il bagno nel mare assieme al Mauro e facevamo passeggiate, abbiamo attraversato un ponte sopra il mare. Si andava poi a pranzo, era tutto buono ma la pasta era un po’ cruda, io mangiavo quello che mi dava-

no, ma qui da noi è tutto più buono. Mentre mangiavamo veniva un prete a salutarci con dei bambini che ci cantavano delle canzoni. Tutti i giorni c’era la S. Messa. Dopo il pranzo, si andava a ripo-

sare e poi nuovamente in spiaggia. C’erano tanti anziani con il bastone. L’ultima sera c’era l’orchestra che suonava, ho ballato anch’io.“

di Pio Beber

Il soggiorno al mare è stato molto bello, ci abbronzavamo al sole, poi andavamo in acqua a “spaccioccare”, io non avevo paura dell’acqua. La camera era abbastanza grande, il cibo era buono, io però avrei preferito fare 15 giorni anziché una settimana soltanto. di Luigi Cristoforetti

Io sono stato contento di essere andato al mare anche se avrei preferito fare 15 giorni perché dicono che facciano meglio per la salute. La camera però non era sufficientemente grande per ospitare due persone e non sempre il cibo era buono, durante le passeggiate serali era un po’ fresco.


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EVENTI

dal gruppo discussione Sono intervenuti Residenti che non hanno partecipato al soggiorno, ma hanno raccontato di quando andavano al mare …

Gadotti Fiore: “Io andavo sempre al mare con mio marito e il gruppo degli anziani, andavamo sempre a Bellaria. Sono stata anche in Grecia con l’aereo per 15 giorni con mio marito, che desiderava rivedere i luoghi dove aveva combattuto durante la guerra. Dall’oblò dell’aereo si vedevano le isole piccole piccole, mentre il comandante ci diceva i loro nomi.” Paolazzi Natalina: “Io non andrei volentieri al mare, ci sono andata per tanti anni fino a quando ho compiuto i 79 anni, ci rimanevo anche per 2 mesi. Ho conosciuto molte persone ed ho fatto molte amicizie. Organizzavano delle feste in spiaggia e si ballava in riva al mare. Ho conosciuto una si-

gnora tedesca che non parlava

miei parenti. Ogni anno, duran-

nemmeno una parola di italiano

te il periodo estivo ci si ritrova-

e io non sapevo il tedesco, così

va per trascorrere insieme le

le ho chiesto se parlava il fran-

vacanze.”

cese e lei mi ha subito risposto in quella lingua che conosceva

Salomon Lina:

bene perché era insegnante.

“Io conosco molto bene Geno-

Questa amicizia dura ormai da

va perché vicino a quella città

tantissimi anni e ancora oggi ci

c’erano le colonie dove io

sentiamo telefonicamente, è

andavo.”

poi diventata amica anche dei


POESIA.

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LA NOT DE SANTA LUZIA di Massimo Dorigoni

La not de Santa Luzia me ricordo, son na a dormir bonora dopo zena, e senza far rumor

Me son endormenzà

e pian pianel,

strach de spetar

me son slincà de onda

e me son desmissià

‘n tra le cuerte,

en vers matina,

lassando avert do schèi

col lustro che passava

la porta del tinèl

dent dai scuri

curios de veder l’ombra

lassadi ‘n cit averti

che se move

‘n la cosina.

entrà la taola e ‘l porta crazedèi, cargada de regai

E quando ancor descolz

con el zeston,

dela gran pressa,

per enpienir de sogni

ho vist el me piatèl

quei piatei.

pien de nosèle, con le perseche tolte da l’arela e i pomi che sudava de cantina, ho capì subit che… a l’asenèl ghèra piasest da mati, el fen conzà con tanta de sal fina.


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L’ANIMAZIONE INFORMA

COME SI VIVEVA IL NATALE? dal gruppo discussione di via Marconi Fiore: “Presepio grande nella cucina e mia sorella chiamava l’elettricista (amico di famiglia) per far installare le luci. L’albero lo facevamo molto grande con delle belle palle. A mezzanotte andavamo a Messa. Il pranzo era normale come tutti gli altri giorni e regali non esistevano.” Rosina: “Mia sorella più grande allestiva il presepio nella cameretta dove si ricevevano gli ospiti (gli zii e i nonni) e lo metteva in una nicchia del mobile. Muschio e “dase de pez”, qualche carta per far luccicare. La staleta, due pegorote e alcuni immagini sacre ritagliate dalle cartoline che si ricevevano durante l’anno venivano disposte in bell’ordine e in mezzo la candela. Il pranzo era qualcosa di fantastico: la mamma preparava le fortaiote con dell’ottimo burro di malga, una leccornia da leccarsi i baffi.”

Anna: “Il presepio veniva posizionato sul balcone interno della finestra. Pastori, pegorote e la casetta tutto fatto col cartone. I laghetti venivano “costruiti” con uno specchio e le stradele coi sasott. A pranzo i bigoi col burro o con la conserva.” Celestina: “Il presepio era tutto fatto di cartone e lo si faceva in camera. Per pranzo la pasta asciutta. Quando mi son sposata mio marito mi faceva il zelten visto che era panettiere. Di regali neanche l’ombra.” Daniela: “Tutte le decorazioni dell’albero di natale erano di “cioccolato” ma quando arrivava il giorno 25 l’albero era un PO’ SPOGLIO erano passati i tre fratellini a fare man bassa. Il presepio: il laghetto fatto con lo specchio, muschio, pastorelli, i re magi venivano collocati in fondo al presepio e man ma-

Da come si può notare i regali non esistevano proprio, tutto era incontaminato”; si dava importanza alla festa religiosa, allo stare assieme con la propria famiglia e ai propri cari magari pranzando in una cucina scaldata con poca legna perché scarseggiava anche quella. Gli animi e la fede erano un sentimento forte non come adesso che il tutto si basa esclusivamente in festa consumistica, alla gara dei regali, al pranzo in ristoranti magari alla moda o alla cosiddetta settimana bianca. no spostati fino alla capanna in vista del 6 gennaio. Il pranzo era una vera favola: lingua con purè e arrosto. I regali consistevano in indumenti: calze, magliette che dovevano servire per tutto l’anno e ancora.”

NOTIZIE FLASH FESTA DEI NONNI Sabato 2 Ottobre, “festa dei nonni”, anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di essere festeggiati dai nostri nipotini e dai ragazzi della 3 e 4 elementare della scuola Don Milani, che bardati di divisa, assieme alla maestra Edi Giovannini sono venuti a dedicarci un concertino. Ci hanno allietato la mattinata con delle canzoncine che ci hanno stimolato la memoria e portato tanta allegria. Grazie per esservi ricordati di noi. TORNEO DI BOCCE Con alcuni Residenti, anche quest’anno in ottobre, invitati dalle Case di Riposo di Borgo e Strigno, abbiamo partecipato al torneo di Bocce (torneo dell’amicizia 2010) a Borgo Valsugana classificandoci settimi e portando a casa una coppa. Oltre che permetterci di sentirci in competizione attraverso un gioco che a noi piace e ci aiuta a rimanere in forma, è stata una bella occasione per uscire dalla quotidianità e di socializzare e conoscere ospiti di altre strutture.


A stretto giro di posta...

“NEN A TROVAR LA PIERINA” di Massimo Pisetta

“Nen a trovar la Pierina” così ci diciamo io e mia moglie Luisa da un paio d’anni a questa parte, da quel malaugurato giorno di settembre del 2008 quando mia suocera cadde rovinosamente a terra procurandosi le gravi lesioni di un femore e del bacino, i primi mesi “neven a trovarla” al S. Chiara o al Regina di Arco e in tutta verità più di una volta siamo stati sul punto di credere che la “nosa cara Pierina” non ce l’avrebbe fatta a rimettersi perfettamente anche perché dopo qualche mese, appena rientrata in casa, ricadde nuovamente bissando la frattura del femore, l’altro stavolta, per la “par condicio”. Così, dopo qualche mese, ci siamo ritrovati al S. Spirito a toccare con mano la realtà di una Casa di Riposo. Bisogna dire che Pierina col suo carattere schietto e volitivo ha da subito posto le basi per una serena convivenza, coadiuvata magnificamente dal personale che si è dimostrato sempre professionalmente all’altezza, come “la Francesca”, l’animatrice dalle mille risorse o “l’Andrea”, il giovane fisioterapista che con la sua oretta di ginnastica fisica e “mentale” tiene ben desti il corpo e lo spirito della “quasi” novantenne di Faver, tanto per fare due nomi. Noi non possiamo che ringraziarvi per ciò che state facendo quotidianamente per i “nostri vecchi” e vorrei che questa parola meravigliosa che è “vecchio” mi sia concessa anche perché il termine “anziano” mi suona stonato e un po’ ruffiano per quella che è l’ultima stagione della nostra vita. Vecchio significa aver vissuto e lottato lungo il percorso mai facile dell’esistenza, significa essere maturati lungo questo percorso, come un vino nobile “invecchia” nella bottiglia, significa poter dare ancora qualche buon consiglio e qualche insegnamento, ricchi di quel tesoro che è la saggezza.

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A stretto giro di posta...

Caro periodico “IL PONTE” di Dolores Burli Ti leggo sempre con interesse e attenzione; l’ultimo numero di settembre in modo particolare. Ti sei presentato con una elegante copertina che ha riportato la mia memoria in musei, gallerie, ecc… d’Italia e di altri paesi visitati. Mi hai fatto gustare ancora, sapori d’arte del mio passato, odore di musei, stupore, gioia e fatica di capire una tela. Sei stato ricco di contenuti, di idee nuove che bisogna portare avanti con costanza e impegno. Con il “Cantico dell’Anziano” mi hai fatto piangere di commozione e mi hai riempita di un benefico senso di gratitudine. Ulteriormente mi hai fatto constatare l’amore concreto e disinteressato che abita la tua struttura.

GRAZIE DI CUORE


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“Un anno fa!” di Giovanna Meneghini

Un anno fa, di questi tempi, rientravo da un lungo periodo di assenza dal lavoro. Quante paure…, la malattia, le cure e la convalescenza, mi avevano tenuta lontana da tutti voi così tanto… cosa avrei trovato? Sarei riuscita a riprendere le normali attività, i legami e i rapporti che avevo lasciato un anno prima? Durante la mia assenza non sono mancate dimostrazioni di affetto nei miei confronti (letterine, cioccolatini, piante, sms, visite a domicilio) da parte di ospiti, famigliari, volontari e anche molti colleghi e questo mi ha fatto sentire amata e apprezzata, ma come sarebbe stato al mio rientro? In realtà le mie paure erano infondate, e l’accoglienza che mi avete riservato è stata a dir poco meravigliosa… tutti mi avete accolta con tanto affetto… e rivedere i vostri visi amici mi ha fatto sentire di nuovo a casa. Il mio ruolo lavorativo ora è più di tipo organizzativo e mi tiene occupata in ufficio più di quanto vorrei… questo, però, non mi impedisce di informarmi sul come state e cosa fate, se avete cambiato abitudini, ecc…, e quando posso cerco di essere presente fisicamente per alcune attività, come il libro dei desideri, l’attività serale, il gruppo discussione, le feste dei compleanni o per qualche evento…, per continuare a starvi vicino e vedervi di persona. Colgo questa occasione per ringraziarvi di cuore per la vicinanza e l’amore che mi avete donato e per dirvi che CI SONO!!! Con Affetto, Giovanna NON SOLO NATALE E’ il nome scelto per racchiudere l’arco di tempo che va dal 4 dicembre al 6 gennaio. Programma di appuntamenti significativi che sono diventati tradizione per i nostri residenti, famigliari, operatori, volontari ma anche per gli Amministratori Comunali che per esempio contribuiscono, economicamente e con la loro partecipazione personale, alla realizzazione dell’evento “Doni Sotto l’Albero”.


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Natale 2010  

LA CASA INFORMA L’ANIMAZIONE INFORMA 23 Come si viveva il Natale? Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizza...

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