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Settembre 2013 - numero 2 - anno XXIX


SOMMARIO La Casa informa

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La cittadella dell’anziano e dei servizi ...

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Lettera del Vicesindaco

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Il nostro Centro Diurno

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Caregiver: aspetti emotivi nell’assistenza

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in primo piano ...

Il ritorno delle campanae

Progetti

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Sferruzzando per Mirandola

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La festa per “I sposi”

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Il dono

Il nostro Centro Diurno - Pagina 5

Ricordi

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Lo scrigno della memoria

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Cavaliere Ufficiale

Attività

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Sferruzzando per Mirandola - Pagina 11

Impara l’arte e mettila da parte

L’animazione informa

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La “giovane” estate

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A stretto giro di posta

In bacheca

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Il nostro riuso

La “giovane” estate - Pagina 23


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EDITORIALE

LA CITTADELLA DELL’ANZIANO E DEI SERVIZI ALLA PERSONA CRESCE ANCORA di GIOVANNI BERTOLDI

Nei prossimi anni la Santo Spirito sarà nuovamente e ancor di più oggetto di restyling, ampliamento e ammodernamento.

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ono passati solo tre anni dalla inaugurazione della Palazzina Servizi di via Marconi e dei sottopassi pedonali di collegamento alle due strutture residenziali, che a breve inizieranno nuovi lavori finalizzati a migliorare il complesso strutturale della A.P.S.P. e quindi i servizi della “Cittadella dell’anziano e dei servizi alla persona”. Il primo intervento riguarda la realizzazione di una nuova struttura adiacente alla RSA di via Pive che si svilupperà sul lato sud dell’edificio esistente verso il muro di via Filzi nell’area fino a poco tempo fa occupata dalla ex tettoia di proprietà del Comune.


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editoriale /la cittadella dell’anziano ...

In questa nuova unità immobiliare troverà collocazione al piano terra il nuovo e moderno nucleo Alzheimer per n. 12 posti letto complessivi, dotato di tutti i più moderni servizi richiesti per l’assistenza a tali persone e con l’accesso diretto da tutte le stanze al giardino Alzheimer che garantirà libertà e sicurezza a tutti gli ospiti. Al primo piano verranno realizzati tre alloggi protetti, oggi assenti su tutto il territorio comunale, dei quali due bilocali e un monolocale. Tale tipologia di servizio, che sarà gestita in collaborazione con il servizio sociale della comunità di valle, garantirà assistenza a persone anziane autosufficienti o parzialmente autosufficienti prive di adeguata dimora. Nell’ambito di questo primo importante intervento verrà inoltre realizzato un nuovo montalettighe a servizio sia delle due nuove camere mortuarie che della futura nuova palestra di fisioterapia che troverà spazio nei locali ex cucina della struttura di via Pive. Il secondo intervento riguarderà la realizzazione di un centro servizi nell’attuale porticato sotto la sala polivalente. In tale struttura troveranno spazio locali per la ristorazione, cura e benessere della persona, bagno assistito, riposo, palestra, soggiorni e sale polivalenti e polifunzionali. Anche in questo caso saranno realizzate opere minori ma di importanza strategica come il nuovo accesso alla R.S.A. di via Pive e un nuovo ed ulteriore montalettighe panoramico e antincendio a servizio dei visitatori. Non da ultimo, a seguito del completamento dell’operazione di permuta immobiliare con il Comune di Pergine, la ex palazzina uffici annessa a palazzo Montel sarà convertita struttura residenziale per persone parzialmente autosufficienti residenti nel comune di

Pergine Valsugana. Attraverso questi interventi intendiamo migliorare e riqualificare l’offerta dei servizi di questa A.P.S.P. adeguandoli alle nuove mutate esigenze e bisogni della popolazione anziana e non solo. Contestualmente si interverrà sulla R.S.A. di via Pive con una radicale e sostanziale operazione di ristrutturazione, ammodernamento e adeguamento impiantistico che ci consegnerà una struttura perfettamente rispondente a tutti gli standard autorizzativi e di sicurezza. Con la realizzazione del nuovo nucleo Alzheimer l’attuale nucleo “Sorgente” presente al 4° piano della struttura di via Pive sarà adibito all’assistenza di persone con gravi patologie e in situazione di minima responsività (SLA, stati vegetativi). Tale operazione si rende necessaria a seguito del costante incremento di ospiti riconosciuti da nucleo NAFA che necessitano di assistenza sanitaria costante e qualificata. L’A.P.S.P. S. Spirito – Fondazione Montel vuole con questi interventi continuare il suo percorso di miglioramento e adeguamento continuo ricoprendo un ruolo fondamentale per l’assistenza socio sanitaria all’interno di questa comunità.


LA CASA INFORMA

LETTERA DEL VICESINDACO di Daniela Casagrande

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’amministrazione comunale di Pergine, che qui rappresento, scelta dai cittadini perginesi alle elezioni comunali del 26 maggio scorso, ha nel suo programma elettorale una particolare attenzione alla terza età. Infatti non possiamo dimenticare che questa fascia di persone non rappresenta un peso per la società ma una risorsa. Bisogna dare risposte alle loro richieste. L’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “S. Spirito - Fondazione Montel” di Pergine ha un forte impatto sociale sul nostro territorio, perché rappresenta una concreta ed appropriata risposta al bisogno dell'assistenza ai cittadini, soprattutto a quelli che hanno maggiore necessità non essendo più autosufficienti . Il cittadino deve essere al centro delle attenzioni di una comunità. E’ importante partire dalla persona, dalle sue condizioni, dalle sue predisposizioni e dai suoi desideri. L’allungamento dell’età media della vita rende sempre più necessario avere strutture alternative al ricovero ospedaliero, ospitando la persona che si trova in condizioni di non autosufficienza parziale o permanente in una struttura come la A.P.S.P. fornendo un buon comfort assistenziale e sanitario. Un sistema sociale virtuoso è quello che offre ai cittadini gli strumenti che tendono al miglioramento delle condizioni di vita; non si tratta di assistenzialismo ma di impegno diretto sui temi e sui bisogni. Fra le priorità che questa amministrazione intende affrontare in collaborazione con l’Azienda vi sono: terminare l’iter per la cessione dell’ex palazzina uffici; agevolare le pratiche per le varianti urbanistiche per l’ampliamento della struttura; supportare politicamente il consiglio di amministrazione per il riconoscimento sanitario del country hospital o la creazione di una struttura per accompagnamento e sostegno post ricovero ospedaliero verificare la possibilità che la struttura possa creare e gestire case famiglia autonome con supporto sanitario della A.P.S.S. supportare politicamente la A.P.S.P. nel rapporto di collaborazione con la comunità di valle per la gestione dell’assistenza domiciliare E’ con questo spirito che la sottoscritta, unita al sindaco e alla giunta comunale, intende collaborare con l’A.P.S.P. al fine di garantire sempre le adeguate risposte ai bisogni della popolazione perginese. Colgo altresì l’occasione per formulare a nome mio personale, del sindaco, della giunta e dell’amministrazione comunale i migliori auguri di buon lavoro al consiglio di amministrazione e a tutto il personale dell’A.P.S.P. nonché un saluto particolare agli ospiti, ai loro familiari, ai numerosi volontari che vivono all’interno di questa importante realtà per la comunità di Pergine.

Daniela Casagrande co n il direttore dott. Giov anni Bertoldi al pranzo in giardino lo scorso 13 agosto

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LA CASA INFORMA

IL NOSTRO CENTRO DIURNO di Lucia Zampedri

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ll’interno della struttura di via Marconi, troviamo il nostro centro diurno, Servizio semiresidenziale erogato dalla nostra APSP. Nato nel 2005 con caratteristiche prettamente sociali, come luogo di aggregazione per anziani, di socializzazione e di incontro, ha subito nel corso degli anni una evoluzione educativa, terapeutica e riabilitativa. Da circa due anni l’ A.P.S.S., tramite attivazione dell’UVM, ne dispone l’accesso degli utenti nel limite dei posti previsti e convenzionati annualmente. Le attività erogate dal centro diurno sono finalizzate a raggiungere gli obiettivi individuati al momento dell’accesso in equipe con l’UVM e la famiglia e rispondono sostanzialmente a: prestazioni di cura ed igiene della persona attività terapeutiche e riabilitative per il mantenimento o miglioramento delle capacità funzionali, comportamentali, cognitive e affettivo relazionali possibilità di riposo e sonno nel corso della giornata attività di socializzazione ed animazione ristorazione (pranzo, merenda e cena)

contatti Lucia Zampedri - CSSR - struttura di via Marconi Indirizzo: Via Marconi n. 55- 38057 – PERGINE VALSUGANA Telefono: 0461/531002 int. 0302 - Fax: 0461/532971 E-mail: lucia.zampedri@apsp-pergine.it Renata Vinciguerra - referente OSS - struttura di via Marconi Indirizzo: Via Marconi n. 55 - 38057 – PERGINE VALSUGANA Telefono: 0461/531002 int. 0327 - Fax: 0461/532971 E-mail: renata.vinciguerra@apsp-pergine.it


servizio di trasporto (casa - centro ) Le attività e i materiale di carattere sanitario (farmaci, pannoloni, carrozzine, …) non sono a carico del centro. Peculiarità del nostro centro diurno sono inoltre la possibilità di accedere a pagamento oltre ai posti convenzionati, e nelle giornate del sabato e la domenica tramite apposito modulo di richiesta. La giornata è suddivisa in due fasce orarie (mattina e pomeriggio), con orari personalizzabili secondo le linee guida definite nel progetto iniziale, con eventuali pasti compresi. La presenza degli utenti è ripartita in base ai progetti educativi e ai programmi UVM. All’interno del centro diurno operano 5 dipendenti che si alternano nella copertura delle fasce orarie e che garantiscono lo svolgimento delle attività pianificate e promuovono la relazione di gruppo ed individuale con gli utenti. Alcuni volontari talvolta presentano laboratori o iniziative all’interno del centro. È inoltre presente un servizio di coordinamento organizzativo, attraverso le figure della coordinatrice Lucia Zampedri, la referente Oss Renata Vinciguerra e per l’aspetto socioeducativo, la Responsabile del Servizio Animazione Giovanna Meneghini.

ECCO I NOSTRI LABORATORI A maggio abbiamo deciso di riprendere i laboratori, iniziando dalla semina per la produzione di piantine per il nostro orto e la preparazione del terreno per l’orto stesso. Con l’estate ci siamo, inoltre, dilettati nel laboratorio cucina, con la preparazione e degustazione di macedonie di frutta, squisiti dolci, bruschetteria e pesto, utilizzando i prodotti del nostro orto.

Orario di apertura Il centro è aperto dalle ore 9 alle ore 19, dal lunedì al venerdì, escluse eventuali festività infrasettimanali. All'interno di tali fasce orarie ogni persona avrà un orario personalizzato, stabilito in base al progetto concordato con l'assistente sociale. È attivo altresì il centro diurno integrato alla R.S.A. aperto nelle giornate di sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 19.

Quanto costa Per quanto riguarda i posti convenzionati con l’A.P.S.S., l'utente compartecipa alla spesa con una quota stabilita dalla Comunità Alta Valsugana e Bersntol in base al coefficiente ICEF. Nel caso di accesso ai posti non convenzionati l’utente è chiamato al pagamento di una tariffa stabilita di anno in anno dal consiglio di amministrazione.


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LA CASA INFORMA

CAREGIVER: ASPETTI EMOTIVI NELL’ASSISTENZA a cura della dott.ssa Paola Maria Taufer - psicologa dell’APSP

Rabbia: E’ comprensibile la rabbia: il caregiver può La malattia di Alzheimer non colpisce solo la persona malata, ma tutto il nucleo familiare. Il carico emotivo del caregiver è enorme e i familiari che si prendono cura del malato di Alzheimer vivono sensazioni estremamente dolorose: impotenza, perdita di controllo, frustrazione, impressione di abbandono. Il forte stress a cui il caregiver è sottoposto sviluppa spesso sentimenti depressivi accompagnati da reazioni emotive che segnalano la presenza di un grave disagio psicologico come paure, ansie, sensi di colpa, aggressività.

essere arrabbiato di doversi occupare dell’assistenza del malato, arrabbiato con gli altri che non aiutano abbastanza o con il malato per il suo comportamento irritante. Infatti, talvolta una persona affetta da demenza può fare alcune cose molto bene, mentre sembra che non voglia farne altre apparentemente identiche e questo induce a pensare che si stia comportando male solo per esasperarci. D’altro canto esprimere la nostra rabbia alla persona malata spesso peggiora il suo comportamento. E’ utile pensare alla differenza tra essere arrabbiati con il comportamento della persona ed essere arrabbiati con la persona stessa. Una demenza può impedire a una persona di essere deliberatamente offensiva, perché ha perso la capacità di compiere azioni intenzionali.

Senso di colpa: Il sentirsi colpevole è un sentimento molto comune per il caregiver. Il senso di colpa nasce dal modo in cui si è comportato con la persona malata in passato, gli scatti d’ira del presente, il desiderio di non avere la responsabilità dell’assistenza, il pensiero di mettere la persona in casa di riposo e tanti altri motivi, anche banali. Il caregiver può inoltre sentirsi vagamente colpevole senza delinearne la causa. A volte, il malato ci può far sentire in colpa con frasi del tipo “promettimi che non mi metterai mai in una casa di riposo”, oppure “non mi tratteresti così se mi amassi”. Il senso di colpa può nascere dalla rievocazione di momenti di contrasto con il malato, sia precedenti che successivi all’esordio di malattia; dal fatto che assistere a un totale degrado della personalità del congiunto conduce in qualche momento a chiedersi il senso di una vicenda così assurda e a formulare tra sé quasi un augurio di morte per la liberazione del malato e nostra da una così tragica condizione; può nascere dall’emergere del rimpianto per la bugia detta al malato per convincerlo a fare qualcosa con-


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tro la sua volontà o dalla diffidenza manifestata nei confronti di suggerimenti forniti da altri, nei confronti del personale di assistenza, nei confronti di farmaci. Alle ferite psicologiche continuamente rinnovate dal progredire della malattia che non consente di fare i conti con essa una volta per tutte, ma costringe a rinnovare il dolore e quindi il lutto ogni volta che un nuovo deficit si aggiunge a quelli precedenti, si somma il tormento della difficoltà di riconoscersi nei sentimenti provati, la spinta a soffocare la propria emotività negativa in nome di una potente legge informale che ci vuole sempre in grado di dominare e gestire turbamenti e stati d’animo penosi: “bisogna dimostrarsi forti”, “forse sei tu che ingigantisci le cose”, “non sta bene provare rabbia verso un proprio caro”.

Impotenza: Non è raro che i familiari si sentano impotenti, deboli o demoralizzati di fronte ad una demenza cronica. Questi sentimenti sono spesso acuiti quando non riusciamo a trovare qualcuno che ci capisca. Ecco che allora mettersi in contatto con un professionista esperto, quale uno psicologo gerontologico come me (presente ogni primo mercoledì del mese presso la A.P.S.P. S. Spirito- Fondazione Montel, in via Marconi), consente di poter parlare dei propri sentimenti ed essere aiutati a trovare quelle risorse che in realtà sono presenti in ognuno di noi.

Depressione: E’ spesso difficile distinguere tra depressione e lutto, o rabbia o ansia. I familiari di un malato cronico si sentono spesso tristi, depressi, sfiduciati. A volte sono apatici e svogliati. Le persone depresse possono anche sentirsi ansiose, nervose o irritabili. Per alcune persone la depressione oltrepassa il senso di scoraggiamento causato da questa malattia. E’ in questi casi che diviene necessario ricorrere all’aiuto di uno psicologo in grado di intervenire modo tempestivo e significativo. E’ molto importante che il caregiver si renda conto quando è il momento di cercare aiuto, riconoscendo i segnali d’allarme: abusare di alcool e pillole, ma anche di troppi caffè; perdere troppo spesso la pazienza con il malato, gridare e magari picchiarlo; piangere spesso e/o sentirsi impotenti e soli e pensare al suicidio

Lutto: Il percorso psicologico per accettare la malattia è simile a quello di chi vive una situazione di lutto, benché il lutto associato alla morte sia di solito sconvolgente all’inizio, per poi diminuire gradualmente, mentre quello associato ad una malattia cronica sembra invece continuare sempre. In entrambi i casi si tratta di un sentimento associato alla perdita delle caratteristiche della persona cara.

Isolamento e sentimento di solitudine: Trovarsi accanto a un malato che scivola, più o meno lentamente nella demenza comporta una grande “fatica”: smuove emozioni dolorose, sottopone a un processo di continuo logoramento, richiede adattamenti e negoziazioni con se stessi, con gli altri, con la società, con la vita, con le disponibilità economiche, con la “realtà”. È possibile dunque che, di fronte a tali prospettive, qualcuno possa scegliere di fuggire, in un tentativo di sottrarsi al carico oneroso di responsabilità psicologiche che inevitabilmente il percorso di malattia comporta per il familiare, per chi è cioè vincolato da un legame affettivo profondo con il malato. Questa modalità di reazione non è certo indolore anche se appare come una comoda, egoistica forma di scarico delle responsabilità, come il rinnegare tutto quello che precedentemente ha caratterizzato il rapporto fra il malato e il familiare. Prendere fisicamente le distanze da un proprio caro corrisponde a una presa di distanza emotiva che implica la rinuncia a vivere una parte di sé, della propria vita affettiva, cioè corrisponde a negare, impedire al proprio animo di esprimere, espandere propri contenuti, risorse, componenti.


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La casa informa /caregiver: aspetti emotivi nell’assistenza

Cosa può accadere a chi presta assistenza a un malato di Alzheimer 1-18 mesi

rifiuto

Il caregiver è ansioso di fornire le migliori cure possibili. Assiste il malato. Controlla la casa, il giardino e la macchina. È ottimista. Assolve alle cure personali. Nega i problemi.

21 mesi

shock, rabbia

Il caregiver inizia a prendere medicinali, di solito per dormire o contro il mal di testa. Diventa difficile mantenere un buon livello di prestazioni. Accetta aiuto.

frustrazione, impotenza

Le risorse emotive e fisiche sono al termine. Riduce i contatti con le persone che ruotano intorno all’assistito. Prova una sensazione di impotenza.

ansia, colpa

Lo stress comincia a essere difficilmente sopportabile, il caregiver inizia a prendere tranquillanti e medicinali per i dolori scheletro-muscolari. Il sonno è continuamente disturbato. Diventa irritabile. Continua a distaccarsi dagli altri.

depressione, dolore

Il caregiver si ammala. Trova difficile alzarsi la mattina. Può avere ipertensione o coliti. Ha sintomi di affaticamento cronico. Perde l’attenzione verso sè stesso e il paziente. Diventa incapace di governare la casa. Raramente socializza con gli altri. Si sente in colpa e senza aiuto.

apatia, logoramento

Ha uno stato cronico di affaticamento e malattia. È incapace di chiedere aiuto. Si isola e non riesce a raggiungere informazioni e aiuto. Il danno è sistematico.

24-32 mesi

32 mesi

38 mesi

dopo 5 anni

È dunque questo il cammino psicologico di ogni familiare che si sforza di accettare quanto gli sta accadendo. Ma come gestire meglio i sentimenti descritti per limitare un po’ la sofferenza? a) Legittimare i sentimenti negativi Innanzitutto riconoscendo loro il diritto di esistere, evitando cioè di vergognarsene e di negarli, evitando cioè di fare come se non ci fossero o di reprimerli come sbagliati, inopportuni, inappropriati alla situazione. Occorre cioè provare ad ammettere a se stessi che il dolore e le emozioni penose che si provano non le vorremmo provare, le vorremmo scacciare lontane da noi. Occorre provare a concedersi di accettare di non riuscire ad accettare. b) Accettare aiuto Così come per un malessere fisico ci rivolgiamo al medico chiedendo assistenza, allo stesso modo,

chiunque abbia un familiare ammalato gravemente, ha diritto di essere aiutato a gestire la propria sofferenza psicologica. Per molte persone non è certamente facile chiedere aiuto, sembra di ammettere una propria debolezza. Da sempre il disagio psicologico è identificato con la fragilità, con l’incapacità. Manifestare il proprio dolore, il lutto, la sofferenza dell’animo è considerato quasi “sconveniente”, inopportuno, inadeguato, perché tutto ciò può e deve essere interamente autogestito nel privato, nell’intimo. Sta “male” fare vedere che si piange, che si è tristi, che si soffre: gli altri non hanno voglia di essere “toccati” dal nostro dolore e lo ri-sospingono tutto fra le nostre braccia.


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Impariamo quindi a riappropriarci del diritto di non fare tutto da soli, del diritto di appoggiarci a qualcuno che ci sostenga in questo cammino dell’accettazione della demenza di un nostro caro che è il cammino dell’elaborazione di un lutto. c) Parlare con altri di ciò che si prova Trovare qualcuno con cui parlare dei nostri sentimenti, qualcuno che non li condanni moralisticamente e che non si limiti a compatirci, qualcuno che ci comprenda e sappia riconoscere ai nostri stati d’animo il diritto di esserci. Quanto meno ci piacciono questi sentimenti, quanto meno vorremmo provarli, tanto più diventa utile raccontarli, esprimerli, descriverli. La parola è uno strumento molto importante per la elaborazione della sofferenza, dal momento che permette di trasferire dalla sfera emotiva a quella razionale ciò che ci turba e ci disturba, in modo che lo si possa affrontare direttamente e quindi sviscerare, elaborare, ridimensionare. Ci consente, cioè, di chiarire meglio a noi stessi i nostri stati d’animo e di alleggerirli,

avendoli trasferiti dal nostro “interno”, dal nostro intimo, a uno spazio esterno in grado di contenerli, comprenderli, accoglierli. È lo spazio prezioso della relazione, per esempio con altri familiari di malati che possono riconoscersi nella nostra sofferenza e in cui possiamo rispecchiarci, sentendoci “accettati” perché accomunati da esperienze concrete ed emotive del tutto analoghe. d) Rivolgersi allo sportello psicologico, dove siamo accolti con il nostro dolore, le nostre debolezze, senza essere giudicati, ma compresi e sostenuti emotivamente nel nostro viaggio a fianco del malato e della malattia. Il colloquio psicologico permette non solo al caregiver principale, ma anche agli altri membri della famiglia e agli amici, di discutere le proprie incertezze e il proprio percorso affettivo, di vedere con occhio diverso i propri problemi e le proprie difficoltà, sollecita a rianalizzare la propria posizione rispetto alle difficoltà e a individuare punti di vista nuovi e quindi nuove soluzioni.

Sportello di sostegno e consulenza psicologica per anziani Lo sportello si propone come punto di riferimento per i disagi legati all’invecchiamento proprio o di un familiare, a sofferenze in seguito a separazioni o lutti, a difficoltà di comunicazione con familiari e amici, al sostegno psicologico nell’ambito dell’insorgenza o dell’evoluzione di malattie. A chi si rivolge: all'anziano: come intervento di sostegno, di psicoterapia, valutazioni neurologiche e interventi di riabilitazione e stimolazione cognitiva; al familiare: interventi di sostegno psicologico al singolo o all'intera famiglia, interventi psicoeducazionali, in particolare in presenza di demenze o altre situazioni di deterioramento. Modalità di accesso La prenotazione è possibile contattando direttamente la psicologa telefonicamente al 3484147480 oppure tramite indirizzo e-mail a paolataufer@sipaa.it. E’ inoltre possibile compilare il modulo di richiesta disponibile presso la sede del servizio o scaricabile direttamente dal sito www.apsp-pergine.it. Orario del servizio Ogni 1° mercoledì del mese dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Sede del servizio Lo sportello ha sede presso l’ambulatorio al piano terra della R.S.A. di Via Marconi n. 55 – Pergine Valsugana (TN).


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PROGETTI

SFERUZZANDO PER MIRANDOLA di Giovanna Meneghini

Finalmente! Sabato 11 maggio abbiamo potuto consegnare il nostro contributo per aiutare il progetto “una scuola per Mirandola”.


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La consegna di un assegno simbolico di 1300 euro, ricavato della mostra mercato di manufatti in lana, cucito, legno e argilla, che abbiamo realizzato in dicembre grazie alla collaborazione di operatori, volontari e familiari, ha visto la partecipazione di molte autorità che sono accorse per sostenere l'iniziativa: il presidente della Santo Spirito, Marco Casagrande, il sindaco Marina Taffara, l’assessore Renato Tessadri. Fabrizio Pignatti, presidente dell’associazione “una scuola per Mirandola” e il coordinatore della stessa Rocco Imperatore, si sono detti particolarmente colpiti per il gesto di solidarietà dei residenti, operatori, familiari, volontari della A.P.S.P.


RICORDI

LO SCRIGNO DELLA MEMORIA di Leone Chilovi

È

un suggestivo tuffo nel passato rievocare i ricordi racchiusi nello scrigno della memoria. Non è facile ricordare ai giovani di oggi le condizioni esistenti negli anni della nostra infanzia. Diventa problematico ricostruire un ambiente ed una realtà stravolti da una troppo rapida evoluzione che, se da una parte ci ha dato benessere, dall’altra ci ha privati dei valori fondamentali che davano un significato alla vita. Ripensando a quegli anni c’è forse un po’ di nostalgia per un tempo perduto ma che, tuttavia era a suo modo un mondo felice. Si pensi alle nostre case con le porte chiuse a chiave di giorno e di notte. Si era tranquilli che nulla poteva succedere. E che dire poi dei rifiuti che non esistevano affatto. Tutto veniva in qualche modo riutilizzato e riciclato. Per quello che proprio

non si poteva riutilizzare c’era l’uomo che periodicamente faceva il giro per il recupero (si annunciava gridando: “ossi, stracci e pelli di coniglio”). Oggi tutto è cambiato e non nel modo migliore. Anche il paesaggio che ci circonda è completamente mutato. Un tempo c’erano vaste estensioni di campi coltivati a granoturco, cereali (orzo, frumento, segala). Nel mese di luglio gli steli del frumento maturo si abbandonavano alla leggera brezza vespertina fin da sembrare un grande “ola”. E in autunno si potevano ammirare i campi coltivati a grano saraceno (formenton), seminato a luglio dopo la mietitura degli altri cereali, con una preparazione sommaria del terreno. Il grano saraceno svolgeva il suo breve ciclo produttivo senza alcuna particolare cura dopo la semina. A settembre si potevano ammirare i campi in fioritura con i nuovi colori che illuminavano le giornate come sfumature sulla tavo-

lozza di un pittore: fiori bianche su foglie verdi, gambi rossi il tutto in contrasto con il verde cupo dell’erba medica (erba spagna). In autunno i balconi di legno, pregevoli costruzioni che la modernità ha distrutto, esponevano al sole di mezzodì i festoni delle pannocchie che ravvivavano il paesaggio di giallo oro.


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L’infanzia (che oggi indugia al computer o alla Play Station) nelle lunghe sere invernali, davanti al focolare, sotto la lampada protetta dal piatto smaltato o dal più prezioso vetro increspato, ascoltava incantato i racconti della nonna. Le nonne oggi non raccontano più! Anche gli anziani non raccontano più le vecchie

vicende perché i tronchi d’albero tagliati e stesi a terra ai margini delle strade e che costituivano punti di incontro, oggi non esistono più. Aprire lo scrigno della memoria può servirci d’insegnamento anche se le esigenze di una vita sempre più dinamica e le istanze sempre più presenti di una diver-

sa visione dei rapporti sociali, ci vedono costretti a metterci in disparte, a chiudere un ciclo storico in umiltà e silenzio, lasciando però un grande esempio alle nuove generazioni.


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RICORDI

CAVALIERE UFFICIALE “Salve Aviere del Caproni, di Sicilia e sopra Malta * il ricordo di Renato e di Clemente ** ancor Ti esalta . Hai ricordi sì del Lazio, di Viterbo onorario cittadino, della Svizzera hai in serbo lunghi anni con Luciana e col figlio, allor studente, poi promosso FAO dirigente. Tue vacanze in Valsugana o di San Giorgio al porto *** e con fare molto accorto sceglievate anche lo sci negli inverni a Gressonì. Vari impegni lì a Zurigo, con il Pohl e l'Agostini con gli amici più vicini per far gruppo o anche famiglia, voi lontani, via da casa alcune miglia. Quando a Levico sei tornato Ti sei speso, anzi donato, al Gruppo dei Reduci e del Mutilato... con gli amici del Bonsai dove, spirito indipendente, fosti fatto onorario presidente. Ti piaceva la cultura, sia la musica e la storia e sapevi anche a memoria molte strofe sia di Verdi che Puccini, per l'amore che con Luciana Tu nutrivi per la lirica nostrana. Frequentavi poi i bambini della Media o Elementare e sapevi farTi amare con le mostre e i mercatini. Eri lì alle Nuove Terme coi concerti di Fumana, per la scorta mantovana del maestro Meneghetti più racconto di sedute e di serate e più ne metti. Col gran critico dell'arte Serravalli e con Franca Battain ad organizzar le mostre per tre volte “Europa & Europa” alle Terme e a Villa Sissi, lì vicino al Grand'Hotel. Fu una festa di anni interi, con gli artisti amici veri che sceglievano per tetto Levico Terme con l'amico Tuo Turchetto. Ora proprio da Bolzano giunge questo bel diploma che Ti onora e Ti ricorda tanti giorni di sfilate per le strade di città: ad Aviano per le Frecce Tricolori e cancellano i dolori per gli acciacchi dell'età. Il diploma è già in cornice : ci pensò l'Animazione.

Il 13 agosto il Sig. Bruno Slom “amici della Chiarentana” di L grande amico Luciano De Car che compie il 16 agosto, gli han di fedeltà all’Associazione Naz Gli amici-poeti hanno inoltre a recita di poesie, intervallate co Roberto Murari, entrambi molt no che dai numerosi ospiti prese


mpo è stato festeggiato dagli Levico Terme, condotti dal suo rli. In onore dei suoi 90 anni nno consegnato un il diploma zionale Combattenti e Reduci. allietato il pomeriggio con la on la musica e i canti del Sig. o apprezzati sia dal Sig. Bruenti.

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Andrà appeso alla parete perchè vale come gli altri e quell'altro Tuo di “cavalier ufficiale”. Caro Bruno, se ci vuoi, non siam qui per convenienza, ma per onorare in toto questa qua benemerenza Ci siam messi ancor in testa di creare un po' di festa! C'è la musica con Roberto, ci son pur le poesie di Rosetta, Rosanna, Livia e le mie. Altri poeti sono sparsi per il mondo, che in agosto è più distratto, più sfuggente e più rotondo. Qui Ti arrivino gli auguri di loro assenti e di noi qui presenti

*Malta: incursione aerea motorista **Renato Tommasini, aviatore, Clemente Cristelli –alesatore tutti alla Caproni di Gardolo ***vacanze nelle Marche a Porto San Giorgio Prof. Franca Battain pittrice, critico d'arte, prof. Nervino Stradiotto “dei Pants” e dr. Turchetto, direttore Apt Portogruaro suoi grandi amici veneti e Caorloti confraternita del pesce Poeti Livia Marchesoni, Rosanna Gasperi, Rosa Maria Campregher, Luciano De Carli


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PROGETTI

LA FESTA PER “I SPOSI”

LABORATORIO BOMBONIERA

di Roberta Volpato e Giovanna Meneghini

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enerdì 16 agosto Tania, suo marito Davide e il piccolo Damiano sono venuti a ringraziarci per il nostro prezioso aiuto nel confezionamento delle loro bomboniere di nozze. Così ci è venuta la voglia di preparare loro una bella sorpresa, organizzando una “mega” festa realizzando un grande cartellone, dove abbiamo scritto “W I SPOSI”, un bouquet di rose per la neo sposa, con materiale riciclato, una bella bottiglia di vetro blu con all’interno una pergamena con una poesia (scritta da Maria Prada) come augurio da parte di noi operatori, un biglietto gigante con gli auguri e le firme dei nostri residenti, uno spuntino realizzato utilizzando i prodotti del nostro orto in terrazza e infine, non poteva mancare la torta… Tutti all’opera: abbiamo realizzato un dolce squisito all’ananas, dei tramezzini con la base di formaggio morbido, rucola e pomodorini e delle bruschettine con i pomodorini ed il basilico. Il tutto è stato realizzato con il preziosissimo aiuto dei nostri residenti e dei giovani volontari presenti. Così, allietati dalla musica di Mauro, abbiamo festeggiato, alla grande, in giardino. Grande partecipazione di residenti, familiari e operatori; tutti si sono divertiti e hanno apprezzato molto l’iniziativa, soprattutto gli sposi e il piccolo Damiano che ci hanno dimostrato la loro gratitudine e affetto donandoci una bomboniera con l’augurio speciale e unico per noi. Come nei migliori matrimoni non possono mancare l’album ricordi ed il filmatino, ma questi li stiamo realizzando. Intanto vi proponiamo un piccolo reportage di foto in anteprima.

Tutto è partito dalla nostra cara collega Tania che ci ha chiesto aiuto per realizzare le bomboniere per il suo matrimonio. Si è incuriosita sul nostro modo di utilizzare materiale di riciclo per abbellire la nostra casa e ha pensato di realizzare le sue bomboniere utilizzando le bottigliette dei medicinali. Con l’aiuto del suo futuro marito ha pazientemente sterilizzato le bottigliette ed i tappi, riempite con i bombi di nozze. All’interno di ognuna hanno posto una piccola pergamena con un messaggio. Entusiasti della richiesta, noi abbiamo unito le nostre forze, scatenato la fantasia e, con il prezioso aiuto dei nostri residenti, abbiamo confezionato le bomboniere. C’era chi ritagliava la juta e chi il cartoncino, chi tagliava i fili di lino per appendere i cuoricini rossi e chi incoraggiava e ammirava il lavoro finito. Così, grazie al prezioso contributo di tutti, sono state realizzate ben 150 bomboniere.


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Cara Tania, adess che te sei maridada, te disen grazie che te te sei fidada a lasarne aiutarte 'n del'incombenza de sto laor de gran pazienza. Ensiema ai Ospiti, laorando en coro, t'aven fat propi en bel laoro. E con 'n po' de vanto noi sen fiere de averte fat le bomboniere! Te ariva alor en de n'azura botiglia el nos augurio a ti e famiglia. Come la boza el restia azuro sempre bel el vos futuro. Con tanti auguri de felizitĂ e fortuna prima a ca' e po' ancor en la cuna! Sinceri auguri


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IL DONO di Tania, Davide e Damiano

Faceva un freddo pungente. I pastori si scaldavano attorno al fuoco. La notizia della nascita di un nuovo Re, rivelata proprio a loro dalle luminose creature alate, li aveva sconvolti. Volevano andare a vederlo e venerarlo e implorare da Lui salute e pace. Anche Filippo, il ragazzino che faceva da apprendista nel gruppo di pastori, aveva sentito l'annuncio degli angeli e stava già pensando a che cosa portare in dono al Bambino di Betlemme. Ma se tutti i pastori si allontanavano, chi avrebbe badato alle pecore? Non potevano certo lasciarle da sole! Nessuno di loro voleva rinunciare a vedere il neonato Re. Uno dei pastori ebbe un'idea: sarebbe rimasto a custodire le pecore quello di loro che portava il dono più leggero. Portarono la bilancia vicino al fuoco. Il primo pose sulla bilancia una grossa anfora piena di latte e aggiunse un pesante forma di formaggio. Il secondo portò una enorme cesta piena di mele. Il terzo, a fatica, collocò sulla bilancia un voluminoso fascio di rami e ceppi d'albero, che sarebbero serviti per scaldare la stalla per un bel po' di tempo. Rimaneva solo Filippo. Tristemente il ragazzo guardava la sua piccola lanterna, l'unica ricchezza che possedeva. Era il dono che voleva portare al Bambino Re. Ma pesava così poco. Esitò un attimo, poi decisamente si sedette sulla bilancia con la lanterna in mano e disse: “sono io il regalo per il Re! Un bambino appena nato ha certamente bisogno di qualcuno che porti la lampada per lui”. Intorno al fuoco si fece profondo silenzio. I pastori guardavano il ragazzo sulla bilancia, colpiti dalle sue parole. Una cosa era certa: in nessun caso Filippo sarebbe rimasto al campo a custodire le pecore.

Il regalo sei tu, non le cose che porti.


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L’ANIMAZIONE INFORMA

LA “GIOVANE” ESTATE di Giovanna Meneghini

A

rendere speciale questa nostra estate è stata la presenza dei molti giovani volontari che ci hanno fatto compagnia accompagnandoci nelle varie attività ed uscite sul territorio. IL PROGETTO GIOVANI: Sono stati ben 16 i ragazzi del progetto giovani che si sono alternati per un periodo di tre settimane ciascuno, da luglio a settembre. A.P.P.M.: I giovani dell’Associazione Provinciale Per i Minori hanno iniziato in 5 per poi diventare 7. Sempre accompagnati da un loro educatore, sono venuti con regolarità tre volte alla settimana aiutandoci dapprima a preparare il campo di bocce per il torneo per poi accompagnarci nelle uscite sul territorio,

ascoltare i racconti dei nostri residenti, collaborare al laboratorio “orto magico”, allestire i tavoli per il pranzo in giardino per poi servire in tavola e riordinare ed infine esibirsi nelle danze etniche dei loro paesi di appartenenza. Li abbiamo visti crescere piano piano, come un bocciolo che sboccia e diventa un bellissimo fiore, così noi abbiamo potuto osservare l’evoluzione di questi ragazzi che, pur essendo molto giovani, hanno vinto la loro timidezza per “incontrare” veramente i nostri residenti. Con la loro vivacità ed energia hanno rallegrato i nostri giorni portando una ventata di allegria nei nuclei e nelle svariate attività di ogni giorno rendendo questo tempo indimenticabile.


A stretto giro di posta

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Siamo sette ragazzi dai 14 ai 17 anni che vengono dal Bangladesh, Albania, Kosovo e Senegal. Viviamo a Pergine, in un gruppo famiglia dell’A.P.P.M, associazione che si occupa di minori. Alla fine della scuola abbiamo iniziato a fare volontariato alla casa di riposo S.Spirito di Pergine per tre giorni alla settimana, questa esperienza proseguirà fino alla fine dell’estate. I primi giorni eravamo un po’ preoccupati perché non sapevamo cosa ci aspettasse, ma con l’aiuto di Giovanna, Maria, Giorgio e tutti gli operatori siamo riusciti ad integrarci bene. Abbiamo iniziato a sistemare il campo di bocce e tutto il cortile intorno per creare un posto accogliente per gli ospiti che lo avrebbero utilizzato. Non sapevamo giocare a bocce ma grazie agli ospiti abbiamo imparato e con loro ci divertiamo moltissimo. Il giovedì mattina li accompagniamo al mercato contadino in centro a

Pergine e a bere il caffè al bar. Stare in loro compagnia ci piace perché ci raccontano storie del loro passato e ci danno dei consigli. Gli ospiti parlano in dialetto e anche se non capiamo molto, ci piace ascoltarli e scherzare con loro. Anche i nostri educatori, che ci accompagnano alla casa di riposo, sono contenti di vederci affrontare il volontariato con impegno. Questa esperienza ci fa ricordare i nostri nonni, che sono lontani e ci mancano moltissimo. Artur, Babou, Kleart, Pasho, Ervis, Raj e Migjen


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ATTIVITA’

IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE

C

di Giovanna Meneghini

on questo slogan vogliamo invitare i nostri operatori, famigliari e volontari a partecipare al laboratorio di ricamo, che inizierà dopo la metà di settembre presso la sala polivalente della struttura di via Pive. L'idea nasce dalla disponibilità della signora Maria Teresa Casagrande, presidente del comitato familiari ospiti, ad aiutarci a realizzare degli oggetti per il mercatino di Natale. Si è così deciso di organizzare un laboratorio dove verrà insegnato ai partecipanti a ricamare in cambio di un lavoretto realizzato durante gli incontri. Il “punto filza” e il “punto Brodery Swisse” saranno i protagonisti del nostro ricamo. Per iniziare useremo uno strofinaccio, un ago senza punta e una matassina di filo colorato PER ISCRIZIONI

Per ulteriori informazioni e modalità di partecipazione rivolgersi all'ufficio animazione.


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LA CASA INFORMA

DIN … DON … DAN

Il ritorno delle campane di Andrea Zuccatti

“Lodo Dio, saluto Maria, annuncio le gioie, i lutti e i desideri del popolo” Quest’iscrizione, situata su una delle campane della nostra pieve, sintetizza la loro centralità nel dettare i tempi di vita del cittadino perginese. Il suono cadenzato ed eccheggiante dei suoi rintocchi guidava la vita del popolo trentino nelle preghiere giornaliere, nell’annuncio delle celebrazioni religiose, nei festeggiamenti, nell’accompagnare un commiato. La storia delle campane della chiesa della Natività è una lunga storia. La più antica, la campana dell’agonia risale addirittura al 1734 e il Campanon è originario del 1818. Sono queste le uniche a non essere state requisite dal governo austriaco nel 1917 per motivi bellici. Le altre sette, più attuali, vennero fuse nel 1921. I restauri della Chiesa parrocchiale di Pergine hanno portato alla luce l’usura delle campane e ne hanno evidenziato la necessità di manutenzione. Gli ossidi, le crepe, le deformità causate dal continuo pesante battere dei battagli ne hanno incupito e stonato la melodia. Perciò, alla metà di marzo, le campane sono state calate, ad una ad una, dalla torre campanaria. La fonderia Grassmayr di Innsbruck si è occupata del restauro e dell’accordatura dell’intero coro di bronzi. Nel frattempo sono stati riscostruiti tutti gli elementi portanti in legno di larice del castello nella cella campanaria. Dopo soli


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due mesi le campane sono finalmente ritornate sul sagrato della chiesa, dove, il giorno 11 maggio hanno ricevuto la benedizione congiunta dell’arcivescovo Bressan e del parroco don Remo Vanzetta, ben 91 anni dopo la famosa benedizione di Monsignor Giacomo Regensburger. Il lento ricollocamento delle campane è seguito nei giorni successivi, con la sistemazione nella complicata impalcatura e i collegamenti all’impianto elettrico. Il “campanon” , la campana più grossa del peso di 18 quintali, alta 153 cm e con un diametro all'imboccatura di 152 cm; “S. Barbara” di 1419 kg; "S. Giuseppe" di 950 kg; "S. Maria" di 790 kg; "S. Carlo" di 575 kg; "S. Antonio" di 400 kg; "S. Elisabetta" di 270 kg; "S.Rocco" di 220 kg; l’”Agonia” di soli 4,85 kg. Per gli anziani della Santo Spirito il 7 giugno non dev’essere stato un gran risveglio. Infatti, per tutta la giornata, sin dal mattino, le campane hanno suonato per la delicata operazione di accordatura. Un vero concerto all’aria aperta per i passanti che, a testa in su, hanno assistito all’esecuzione di più di trenta brani differenti, appartenenti al repertorio della musica sacra. “ Alleluia”, “Gloria”, “Salve Regina” e perfino “Tu scendi dalle stelle” (il 7 giugno deve aver reso Pergine agli occhi dei turisti ancora più città dei matti!). Il “campanò” ora può ritornare ad accompagnare i cittadini di Pergine nelle loro attività, con la speranza che, talvolta qualcuno si fermerà di nuovo col naso all’insù ad ascoltarne la bella melodia.


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in bacheca

IL NOSTRO RIUSO Continua il nostro impegno nel riutilizzo dei materiali di ricupero. La creatività di Roberta e Simonetta diventa contagiosa ed ecco che anche operatori e familiari contribuiscono attivamente al recupero dei materiali che servono per i diversi progetti che lungo il cammino, le nostre animatrici, sviluppano e portano avanti. Dopo i bellissimi addobbi per abbellire la nostra struttura tenendo orientati nel tempo i nostri residenti secondo le stagioni, gli addobbi di Natale, i segnaposti, il porta menù, ecc…, ecco partire il laboratorio per la realizzazione di strumenti musicali da utilizzare durante il laboratorio musicale, e durante la ginnastica dolce. A noi non resta che ammirare tanta abilità e fantasia.

GIORNATE DEL RIUSO promosse dal comune di Pergine Valsugana in collaborazione con AMNU e alcune associazioni del territorio presso APSP “S. Spirito - Fondazione Montel” Sede di Via Pive n. 7 - zona porticato 21 e 22 settembre ospiteremo dei laboratori per sensibilizzare la popolazione al corretto smaltimento dei rifiuti e al riuso dei materiali di recupero.

Appuntamenti ... Concorso UPIPA 2013: Credenze popolari e spiritualità, questo il tema di quest’anno. Nei vari gruppi discussione e laboratori cerchiamo di far riaffiorare i ricordi raccogliendo testimonianze, racconti e tradizioni per partecipare anche quest’anno al concorso. 2° edizione Ballando con il cuore: riprenderà ad ottobre il corso di ballo in collaborazione con Auser, Danzamania, CRP, Occhio alla salute e naturalmente la nostra A.P.S.P. Festa del Volontariato: Come segno di ringraziamento e gratitudine da parte dell’Ente viene proposta la serata dedicata ai volontari che con devozione e costanza svolgono la propria opera in favore dei nostri residenti e della A.P.S.P. Mostra fotografica permanente: Un percorso nella storia di Pergine attraverso le fotografie di Eduino e Edoardo Paoli a cura di Luciano Dellai allestita nel Sottopasso di collegamento tra le due strutture. S. Barbara: “Sagra della casa” nella sede di via Marconi con S. Messa e pranzo comunitario con Amministratori, Residenti e loro familiari. “Emozioni d’inverno”: Periodo ricco di eventi che ci accompagneranno fino alla epifania. Inizia il 16 novembre con il Coro “Piccole Colonne”. Mercatino di Natale: “Ama il prossimo tuo..” dove il ricavato della vendita del materiale realizzato durante i diversi laboratori di “Sferruzzando per…” verrà destinato a scopo solidale.


staff

GLI SPONSOR ANESI FLAVIO di Pergine Valsugana

Comitato editoriale

BONORA ORTOFRUTTA S.r.L.

Presidente: Giovanni dott. Bertoldi

BONVECCHIO DIEGO & FIGLI S.n.C.

Direttore: Cristina Bolgia

BOSO S.n.C. di Boso Francesco & C.

In redazione: Fabrizio Cestari Giovanna Meneghini Andrea Zuccatti Cura redazionale e impostazione grafica: Cristina Bolgia Giovanna Meneghini Fotografie: Archivio servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

38057 - Pergine Valsugana (TN) Via Marconi n. 4 tel. 0461/531002 fax 0461/532971 E-mail: redazioneilponte@apsp-pergine.it Sito: www.apsp-pergine.it

Stampa: Publistampa Arti Grafiche

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TONINI S.n.C. di Tonini Stefano & C.

Distribuzione gratuita

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Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico

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UNIFARM S.p.A.

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Giornalino settembre  

Il Ponte di settembre 2013

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