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Settembre 2016 - numero 2 - anno XXXII


SOMMARIO La Casa informa

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La Casa in-forma

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Concorso fotografico Q&B 2016

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Ma quanto abbiamo pedalato

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in primo piano ...

Nuovo Centro di Ascolto Alzheimer

Progetti

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Web e terza età

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Ginnastica per la mente

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L’invasione del bosco

C’era una volta ‐ Pagina 9 

Progetti in rete

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Associazione “Ciao - Namastè”

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Esposizione libri sull’africa

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Le nostre esperienze

Ricordi

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C’era una volta Scorsi di vita ai tempi dei nostri nonni La nostra estate ‐ Pagina 17 

Attività

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Un raggio di sole in una giornata piovosa

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L’angolo delle vignette

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Una bella amicizia

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La nostra estate

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Scaccomatto

In bacheca

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Il Giubileo

Scaccoma o ‐ Pagina 25 


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EDITORIALE

LA CASA IN-FORMA di GIOVANNI BERTOLDI

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’A.P.S.P. “S. Spirito - Fondazione Montel” di Pergine Valsugana ha

da sempre investito molto sulla informazione e trasparenza a 360 gradi al fine di rendere la struttura amministrativa e gestionale come una CASA DI VETRO, sensi-

bile alle osservazioni ed ai suggerimenti dei vari stakeholder nell’ottica del miglioramento continuo per il ben-essere degli Ospiti, dei loro famigliari e del personale dipendente. Oltre al sito internet, al Bilancio Sociale e di Missione, alle varie pubblicazioni che nel corso dell’anno vengono prodotte e pubblicate, abbiamo aggiunto due importati strumenti: 

Le NEWSLETTER, che vengono invita via e-mail per comunicazioni veloci e puntuali;  LA CASA INFORMA … IN PILLOLE, anche questo inviato via e-mail, ma anche esposto in bacheca, dove ogni trimestre vengono pubblicate le principali notizie, avvenimenti, progetti, informazioni che possono interessare tutti, dagli Ospiti ai famigliari, dal personale ai volontari, dagli amministratori locali ai media. Con questi due ulteriori strumenti vogliamo essere sempre più vicini ai nostri utenti, non dimenticandoci il confronto e contatto umano e personale che è possibile avere quotidianamente grazie alla disponibilità dei vari responsabili e periodicamente con il Comitato Famigliari Ospiti con il quale abbiamo e vogliamo


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LA CASA INFORMA/EDITORIALE

sempre più intrecciare un dialogo costruttivo e collaborativo per il miglioramento dei servizi e della qualità di vita all’interno delle nostre strutture residenziali.

In questi ultimi mesi, grazie anche allo stimolo sempre attento offerto dal Comitato Famigliari Ospiti e della voglia di mettersi in giovo del personale, abbiamo attivato dei percorsi di miglioramento che ci porteranno entro la fine dell’anno al rinnovo dell’accreditamento istituzionale da parte della Provincia Autonoma di Trento, alla conferma come ente best performer nell’ambito del modello “Qualità e Benessere”, all’ottenimento e conferma della certificazione UNI EN ISO 9001:2015 nonché al nuovo riconoscimento della certificazione Family Audit.

L’A.P.S.P. “S. Spirito - Fondazione Montel” di Pergine Valsugana si dimostra ancora una volta Ente orientato al miglioramento continuo e all’eccellenza, che sarà ulteriormente certificato con l’ultimazione dei lavori di realizzazione del nuovo nucleo Alzheimer pronto per la primavera 2017.


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LA CASA INFORMA/CONCORSO FOTOGRAFICO 2016

Anche quest'anno abbiamo la possibilità di partecipare al Concorso fotografico indetto dal marchio “Q&B - Qualità e Benessere”. La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti gli operatori, residenti e familiari della strutture residenziali aderenti al modello. I partecipanti non devono essere fotografi professionisti. La partecipazione al concorso implica l'accettazione integrale di un regolamento. Il tema del concorso è: “Sentirsi a casa. Fotografare il calore di una quotidianità speciale”. Le fotografie possono rappresentare anziani e/o strutture partecipanti al marchio “Q&B - Qualità e Benessere” o avere un significato simbolico. Tutte le fotografie partecipanti al concorso devono riportare: nome e cognome del fotografo, titolo, indicazione del luogo dove è stata scattata la foto, breve descrizione del soggetto ritratto, eventuale commento. Ogni singolo partecipante può trasmettere un massimo di tre fotografie. Le foto devono essere inedite e non aver partecipato ad altri concorsi fotografici e/o ad altre attività progettuali della struttura con divulgazione pubblica. Tutti sono invitati a partecipare. Chi fosse interessato può rivolgersi all'ufficio animazione che fornirà tutte le indicazioni e il regolamento da rispettare, nonché provvederà all'invio di tutto il materiale.


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di Francesco Bindi, divulgatore informatico anche per la Terza Età

WEB E TERZA ETÀ: DAI “NONNI 3.0” A INTERNET NELLE STRUTTURE ASSISTENZIALI

PROGETTO

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olo cinque/sei anni or sono, parlare dell’introduzione del web nel mondo della terza età pareva un’autentica eresia! A maggior ragione ancora oggi poter pensare a laboratori nelle case di riposo sembra qualcosa di assolutamente irrealizzabile. L’antica confusione infatti, che spesso viene fatta tra corsi di informatica vera e propria, quindi videoscrittura, calcoli ecc. e il mondo del web genera ancora oggi, peraltro, grossi equivoci. Navigare in internet nel 2016, in realtà, significa fare molte cose differenti tra loro e soprattutto completamente diverse da quanto accadeva soltanto pochi anni fa! Il web in casa di riposo… per chi? Nelle conferenze divulgative e nei laboratori che effettuo da alcuni anni per la Terza età, ma anche nei moduli che sto proponendo attualmente nelle case di riposo, ho davanti a me e mi rapporto con un tipo di utenza chiaramente eterogeneo per età, bisogni e cultura: nel caso di utenti di case di riposo ci troviamo davanti spesso a persone affette da patologie di vario genere, leggere o più pesanti, nei confronti dei quali ci si trova scoraggiati anche nell’organizzazione di piccoli percorsi di autonomia. In alcune zone del nostro paese, nelle strutture ricettive di assistenza, vengono utilizzati softwares e progettazioni volte a stimolare e favorire, in alcuni dei degenti affetti da patologie di vario genere, partecipazione sociale, comunicazione, stimolazione, riabilitazione, potenziamento e mantenimento delle autonomie, con l’uso di tecnologie informatiche e assistive per persone non autosufficienti. Cosa fare? Come introdurre allora il web in un contesto simile e alla ricerca di risultati che possano offrire un ritorno accettabile in termini di soddisfazione e di utilità? Dopo aver compiuto uno screening di massima, con il personale di riferimento, volto a conoscere la tipologia, i bisogni, le problematiche di chi si ha davanti, si può pensare alla realizzazione di piccoli moduli di avvicinamento all’informatica, ma non a quella “tradizionale” cui accennavo in apertura, bensì al web ed alle incredibili potenzialità che internet può offrire. Cosa fanno oggi gli anziani su web? Oggi, con internet alla portata di tutti, anche la terza età, giocoforza, si sta avvicinando alle grandi opportunità che la navigazione e la posta elettronica offrono con una velocità incredibile! Se pensiamo a quelli che io definisco “Nonni 3.0” e che ho davanti nei corsi che effettuo in Trentino e in Toscana, abbiamo al nostro cospetto persone autosufficienti, in grado di utilizzare Facebook o Twitter alla ricerca di amicizie perse nel tempo o di nuovi contatti; o, grazie a Whatsapp, scambiarsi bigliet-


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ti di auguri virtuali, filmati dei nipotini e appuntamenti per l’aperitivo… o addirittura organizzare viaggi, cene, escursioni, magari consultando il meteo, tramite il proprio smartphone o il proprio tablet! Come utilizzarlo in Casa di Riposo? In alcune strutture ricettive per anziani del nostro paese , vengono utilizzati particolari softwares dedicati e tarati sulla riabilitazione di pazienti adulti nell’ambito - per fare soltanto qualche esempio - dell’attenzione selettiva visiva, della memoria visuospaziale e del linguaggio adatti magari a patologie neurologiche e cerebrovascolari o alla rieducazione in caso di disturbi di attenzione e memoria e di disturbi del linguaggio. I moduli che propongo nelle strutture assistenziali vogliono offrire un aiuto alla persona perché attraverso diversi stimoli, possa trascorrere momenti

positivi e al contempo portino alla riflessione su quanto visto, discusso o anche immesso nel web tramite programmi di videoscrittura! Un esempio pratico: alla ricerca del tempo perduto Poniamo di metterci alla ricerca dei luoghi o dei fatti che hanno caratterizzato un determinato periodo! L’elezione di un Papa, la vittoria ai mondiali del 1982, la disgrazia di Stava per rimanere a tre esempi noti. Attraverso l’utilizzo dei social, di youtube, googlemaps potre-

Laboratori Informatica

mo organizzare una ricerca “orizzontale” che produca testimonianze, cartine, foto, canzoni, video, testi… In un gioco di rimandi continui potremmo strutturare percorsi, nei quali l’anziano possa riconoscere e valorizzare la propria storia antica ed attuale. Ecco allora, a mio giudizio, a cosa possa servire internet grazie ad una lettura che sia il più possibile agganciata al tempo presente ma impreziosendo il proprio patrimonio passato.

Ludica

Francesco Bindi, divulgatore ed educatore nel campo dell’informa ca, opera nel campo della formazione ed ha all’a vo laboratori di informa ca ludica dal 1995, con collaborazioni con la scuola elementare, media ed i centri di formazione professionale. Ha svolto anche a vità di formazione con adolescen in contes di disagio. A ualmente insegna in corsi rivol a bambini, adul e anziani, con tecniche di laboratorio e focus group alternando teoria e pra ca, gioco e dida ca. Negli ul mi qua ro anni scolas ci ha effe uato e svolge a tu ’oggi, laboratori nelle scuole primarie, secondarie e superiori su Sicurezza e Web: buone prassi nell’ambito delle nuove tecnologie ed Educazione e ges one di immagine e da su web con presenze se manali dalle 400 alle 700. Collabora con l’Università della Terza Età e del Tempo Libero ed in corsi rivol ad educatori e ci adini in forma privata.  


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LA CASA INFORMA

MA QUANTO ABBIAMO PEDALATO, ORA RESPIRIAMO UN PÒ! di Andrea Zuccatti

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ell'ultima edizione del Ponte era stata lanciata una sfida, un concorso ciclistico provinciale, che coinvolgeva 87 aziende sul territorio e più di duemila partecipanti iscritti. La sfida era quella di sostituire il più possibile la bicicletta all'automobile negli spostamenti quotidiani, per recarsi al lavoro, per il tempo libero e lo sport. Anche la nostra azienda ha partecipato al concorso, seppure con pochi partecipanti (solamente 6) e si è classificata intorno alla ventesima posizione. Queste sono le statistiche dei nostri arditi partecipanti:

km per partecipante: Anidride carbonica risparmiata: → corrispondono a una superficie boschiva di: Soldi risparmia : Kilocalorie bruciate:

1.217,55 km 567,46 kg CO2 28,37 m² 2.147,76 € 198.461,74 kcal

Gran bel lavoro! Basta poco per fare la differenza, per guadagnare salute, risparmiare qualche soldino e ridurre l'inquinamento. L'anno prossimo sapremo sicuramente fare di meglio! Quel che si può dire con certezza è che molti, anche se non iscritti al cicloconcorso, hanno preso in considerazione i consigli dati nell'ultimo Ponte e le biciclette all'esterno delle due strutture sono sempre state numerosissime. Bene, allora nell'onda positiva di quest'iniziativa vi lancio un'altra proposta. Sono due semplici esercizi che chiunque di noi può fare (ospiti, famigliari e dipendenti). Questa volta non si tratta di pedalare, ma di RESPIRARE. Perché proprio respirare? Non si respira correttamente a causa dello stile di vita moderno che adottiamo, pieno di stress, ansie e tensioni familiari e soprattutto lavorative. Queste ci inducono a respirare con la porzione superiore del torace, non espellendo quasi mai l'aria in maniera completa. Così facendo, il diaframma, il muscolo principale della respirazione rimane a riposo. Proviamo invece a respirare correttamente, col diaframma, suggerendo qualche esercizio di respirazione diaframmatica. Primo esercizio: Sdraiatevi supini, gambe piegate, rilassatevi e cominciate a respirare. Mettete una mano sulla pancia e una sul petto. Inspirate con il naso, gonfiando solo la pancia, lasciando fermo il torace, poi espirate con la bocca aperta, sgonfiando la pancia. L'utilizzo delle mani serve per farvi prendere coscienza del movimento e comprendere se state lavorando con la pancia o se state facendo intervenire le coste durante la respirazione. L'aria deve uscire dalla bocca in maniera naturale, come se fosse un sospiro di sollievo. Secondo esercizio: Sedetevi su una sedia con i piedi bene appoggiati a terra, il busto ben diritto ed appoggiato. Durante l'inspirazione (con il naso) guardate verso l'alto e raddrizzate bene il busto. Fate atten-


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zione sempre che si gonfi la pancia durante questo movimento. Quando espirate, invece guardate verso il basso e flettete un poco il busto in avanti, sgonfiando bene la pancia e la cassa toracica. Ripetete ogni giorno questi semplici esercizi e ricordatevi di respirare sempre col diaframma anche negli altri momenti della vostra vita quotidiana.

Buon respiro a tutti!

La proposta PEDALA ANCHE TU!!! Anche l’APSP Santo Spirito aderisce al cicloconcorso “Trentino pedala”. Questa iniziativa, promossa dall’assessorato alle infrastrutture e all’ambiente, ha l’obiettivo di incentivare tutti i trentini ad utilizzare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Partecipare al concorso è molto semplice. E’ sufficiente collegarsi al sito www.trentinopedala.tn.it e registrarsi inserendo i propri dati alla voce “nuova registrazione”. E’ possibile iscriversi al gruppo dell’APSP Santo Spirito; la registrazione al gruppo vi permetterà di partecipare all’estrazione finale dei premi che si terrà alla fine del concorso, il 16 settembre durante la settimana della mobilità, se avrete percorso almeno 100 km prima di questa data. Per registrare i chilometri fatti con la vostra bicicletta (sia per recarvi al lavoro sia nel tempo libero) è sufficiente entrare nell’area personale del sito (“mio accesso”)ed inserire i chilometri compiuti. Per facilitare l’utilizzo del portale è disponibile anche un’applicazione gratuita, “Trentino pedala”, di immediata comprensione. Anche i molti famigliari che si recano a far visita ai loro cari con la bicicletta possono registrarsi e iscriversi al gruppo dell’APSP Santo Spirito ed anche i numerosissimi volontari. Per qualsiasi informazione in merito non esitate a contattarmi (fisioterapista Andrea). Cosa altro dire? Più siamo, più pedaliamo! Pedala anche tu!


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RICORDI

C’ERA UNA VOLTA di Maria Teresa Natale

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uesta frase è di introduzione alle favole che si raccontavano ai bambini e, ancora oggi, nonostante gli evoluti contenuti delle moderne storie, le favole esistono ancora così nella creatività dei favolisti e nella cultura della crescita infantile. La trama, una volta, offriva generalmente sequele di disavventure, eventi terrificanti, contrarietà e travagli, incontri di mostri, di streghe e dell’orco, però era sempre presente qualche personaggio buono. Alla fine della storia l’immancabile morale (la morale della favola!), il finale di norma lieto, come è fortunatamente anche in questa favola vissuta di recente che, pur nella realtà più autentica, in pratica annovera tutte le caratteristiche accennate in precedenza: una sequela di avvenimenti tumultuosi, incontri non sempre rassicuranti, le incognite di un futuro, la finale confortante e la morale che il lettore può individuare anche da solo. L’odierna favola esordisce così, come tradizione: ‘C’era una volta…’ : C’era una volta, non molto tempo fa a Pergine Valsugana un

Castello in miniatura (mt. 3,20 per 2.00), eseguito in scala, rispondente alla realtà strutturale del suo grande predecessore medievale, sito sul Colle del Tegazzo. L’opera è del perginese Tullio Fruet (1919 – 1971) che, emigrato in Venezuela dopo la guerra rientra poi in Italia nel 1960 e realizza, con passione, maestrìa e dovizia di particolari il grande plastico del Castello. Successivamente, nel periodo trascorso ad Arco per motivi di salute, si dedica ad altre opere tra cui altri due piccoli castelli di cui uno è proprietà della figlia Laura e l’altro pare sia in Svizzera. Il plastico del Castello, protagonista principale di questa favola, partecipa da giovane ad eventi gratificanti in varie occasioni della vita sociale di Pergine, di Trento e di altre zone, poi il silenzio, poi cade in disgrazia…perde la sua identità e viene spostato in luoghi diversi e temporanei. Ad un certo punto si ritrova in un giardino dove dimora per parecchi anni semiabbandonato dalla vita comunitaria. Da qui, da un non ben definito “patrigno” (per non sconfessare la favola usiamo questo termine), viene inviato presso un centro di “recupero

artistico”, quindi il “patrigno” sparisce senza lasciare traccia. Alcuni tutori del tutto improvvisati, in nome della dignità culturale dell’Opera, di un simbolo significativo per Pergine, nonché della dignità dell’Autore, cercano, e trovano, una collocazione presso una accogliente Casa che può contribuire al reinserimento del manufatto tra persone sensibili e comprensive. Accordo, affetto e comprensione vengono a scontrarsi con altre problematiche, per cui, purtroppo, il Castello viene dirottato verso un dequalificante destino “sulla strada...” E qui sorge il rischio effettivo del “C’era una volta e non ci sarà più…” ma, come è d’uso nelle tradizionali favole, intervengono le Fate che conducono a lieto fine la storia con tutti i suoi valori morali. Il plastico in miniatura del Castello di Pergine dal giorno 29 giugno 2016 si trova sotto la tutela del “Museo etnografico degli usi e costumi della Gente Trentina nella Comunità” di San Michele all’Adige. I ringraziamenti più sinceri al Direttore del Museo G. Kezich e al Curatore L. Faoro.


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SCORCI DI VITA AI TEMPI DEI NOSTRI NONNI di Leone Chilovi

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uando, fra gli ormai pochi superstiti, si parla di infanzia e adolescenza si prova un sentimento di tristezza accompagnata da struggente desiderio di ritornare nei luoghi che si sentono propri, di rientrare nel proprio mondo, nelle proprie abitudini, tra le persone care. Questo mondo dei Nonni si è radicalmente trasformato, spesso irriconoscibile per chi l'ha vissuto non molti decenni fa. Un mondo povero del superfluo ma ricco per chi si accontentava di poco. Non è pensabile ricostruire una realtà travolta da una mutazione che ci ha dato benessere ma ci ha privati di quei valori che davano un significato alla vita. Il suono delle campane che scandivano i tempi delle nostre giornate oggi è solo un dolce ricordo. Sono scomparsi i rumori tipici che si udivano nelle campagne quando si sentiva il profumo del fieno sparso nei prati ad essiccare. Era solito allora udire i colpi ritmati del contadino che batte la falce, mentre in lontananza echeggia il canto del cuculo. Rumore caratteristico era quello dei carri agricoli, con le ruote di legno cerchiate di ferro, transitanti nelle strade sterrate. A quei tempi regnava il valore dello stare insieme, di fare comunità. Molte erano le occasioni e le iniziative. Ne voglio ricordare due le più note: "il filò" e "la sfoiada". Era un ritrovarsi in armonia nelle lunghe serate invernali nella stanza dei genitori riscaldata dalla stufa a olle o anche nella cucina se era abbastanza ampia. Si facevano lunghe chiacchierate parlando dei lavori dei campi e in genere passando in rassegna gli avvenimenti del giorno non disgiunti da qualche pettegolezzo. Si cantava qualche filastrocca e qualcuno, particolarmente dotato, raccontava qualche fatterello curioso. Le donne, sempre conversando amichevolmente, facevano calze o aggiustavano vecchi indumenti. Giunto il momento di far ritorno alle proprie abitazioni ci si salutava dandosi appuntamento al prossimo ritrovo. Altro momento dello stare insieme era la "sfoiada". La sera, dopo cena, tutto il vicinato veniva invitato a scartocciare le pannocchie di granoturco (mais). Negli ampi atri delle case uomini e donne toglievano le foglie alle pannocchie lasciandone alcune per legarle a mazzi e appenderle sui poggioli ad essiccare. Sono avvenimenti di tempi lontani che non ritorneranno più! Lo stare assieme oggi non esiste più. Si preferisce stare individualmente attorno ad un computer, un tablet, uno smartphone perdendo la ricchezza della socialità che oggi possiamo solamente rimpiangere.


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LA CASA INFORMA

NUOVO CENTRO DI ASCOLTO ALZHEIMER della dott.ssa Paola M. Taufer, psicologa della A.P.SP. S. Spirito-Fondazione Montel e Consulente del Centro

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ent'anni fa si iniziava a parlare di ALZHEIMER fuori dalle università: una “misteriosa” malattia che gradualmente toglie i ricordi e in definitiva la nostra intera identità. Da allora le informazioni sulla malattia si sono moltiplicate e oggi sappiamo molto di questo male, che colpisce le persone anziane e non solo. Sappiamo che non vi è ancora una cura. Tuttavia spesso troviamo notizie frammentarie, ascoltiamo il sentito dire, ci avvaliamo di siti internet non scientifici, e così la grande mole di informazioni di ogni tipo può, anziché rispondere ai bisogni, generare confusione circa la malattia, il malato e le modalità di prendersene cura. C'è sempre più l'esigenza di trovare uno spazio in cui vi sia la possibilità di esprimere I PROPRI BISOGNI O I DUBBI; in cui confrontarsi con specialisti in grado di rispondere alle necessità e/o indirizzare l'utenza verso i servizi più appropriati; in cui sentirsi veramente accolti, parlando

accesso i d tà li a d o m r: e im e h lz Centro di Ascolto A L'A.P.S.P., in collaborazione con C.R.P. Cooperazione Reciproca Pergine e con la partecipazione di S.I.P.A.A. Società Italiana Psicologia dell’Adulto e dell’Anziano, promuove il “Centro di ascolto Alzheimer”, sportello rivolto a coloro che si prendono cura dei malati di Alzheimer e più in generale di Demenza.

CHE SERVIZI OFFRE Le attività svolte presso il Centro di Ascolto Alzheimer hanno lo scopo di offrire un sostegno globale al familiare nella sua funzione di caregiver. In particolare presso il Centro di Ascolto i familiari trovano:  Accoglienza che consiste nell’ascolto e nella lettura dei bisogni del familiare, al fine di organizzare delle risposte concrete alle richieste espresse dalla persona. Tali risposte possono essere date direttamente dall’operatore del Centro di Ascolto oppure da un consulente. Presso il Centro di Ascolto il familiare troverà un operatore preparato sulle problematiche dell’Alzheimer: dalle manifestazioni della malattia alla cura della persona, all’organizzazione dei Servizi, alle questioni più strettamente etiche o giuridiche.  Orientamento per la cura del malato, l’organizzazione e la scelta dei servizi.  Consulenza specialistica di tipo medico, medico legale, di servizio sociale, giuridica ed etica.  Sostegno psicologico individuale e di gruppo, per la valorizzazione e la protezione delle risorse personali.  Ricerca di Assistenti familiari privati.


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della fatica e delle frustrazioni che accompagnano le giornate di chi si prende cura di un malato di Alzheimer. Mi occupo di invecchiamento da molti anni e, nonostante io abbia esperienza e formato centinaia di caregiver, volontari, badanti, operatori, mi rendo conto che ogni caso è unico e va affrontato partendo da questa specificità: i sintomi di esordio della malattia sono diversi (non solo perdita di memoria, ma anche disorientamento spazio-temporale, aggressività, deliri di ladrocinio, etc.), come diversa è l'evoluzione della malattia e del tipo di demenza. Quello che risulta essere fondamentale in tutti i casi è la “competenza relazionale”, ovvero la capacità di sentire ciò che prova il malato: solo così si potrà rispondere ai bisogni e gestire al meglio i vari disturbi, per es. quelli comportamentali (wandering, aggressività, apatia) che tanto affaticano il caregiver e tutta la famiglia. Il familiare che si prende cura del malato, si chiede mai come sta lui stesso? Sentire la proprie emozioni nella relazione di cura, permette di analizzare la situazione, la fatica , i tempi di pausa necessari, per non cadere in quello che viene definito “burn-out”, uno stato di esaurimento psico-fisico da cui poi è difficile uscire senza aiuto. Per questo è nato a Pergine un CENTRO DI ASCOLTO, a cui possono rivolgersi familiari, amici, e caregiver dei malati di Alzheimer (o di altri tipi di demenza).

A CHI SI RIVOLGE Ai familiari:  Informazione e orientamento: incontri individuali di informazione e orientamento sulla malattia e sui servizi;  Consulenza: medica, medico legale e di servizio sociale;  Sostegno psicologico: individuale e di gruppo, per la valorizzazione e la tutela delle risorse personali;  Selezione e ricerca: di Assistenti familiari privati;  Formazione: per familiari nel loro ruolo di caregiver. Attività rivolte a operatori e comunità:  Informazione e sensibilizzazione: sulla malattia di Alzheimer;  Formazione/Aggiornamento: di operatori addetti all’assistenza o ai servizi sociali. MODALITÀ DI ACCESSO L’accesso è gratuito e libero preferibilmente su appuntamento da richiedere presso la segreteria dell’A.P.S.P. “S. Spirito – Fondazione Montel” di Pergine Valsugana. Tel n. 0461/531002 e-mail amministrazione@apsp-pergine.it. Lo sportello è attivo tutti i 1° lunedì del mese con orario dalle ore 16.00 alle ore 19.00.


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ATTIVITA’

UN RAGGIO DI SOLE IN UNA GIORNATA PIOVOSA dai residenti del 4° piano di via Marconi

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ercoledì primo giugno abbiamo ricevuto una visita inaspettata. So-

no venuti a trovarci i bambini della 4 elementare di Zivignago ai quali avevamo regalato degli addobbi per il loro mercatino. Dopo un giro di presentazione, hanno iniziato il loro spettacolo, alternando canzoncine, poesie e suonando il piffero come in un orchestra. Sì, proprio così, sembrava di essere a teatro con l'orchestra che suona e la maestra che sapientemente dà il tempo. La loro presenza ha portato in tutti noi un raggio di sole in una giornata di pioggia. Alla fine, gli abbiamo donato dei vasetti di basilico che venderanno al mercatino della loro cooperativa e il ricavato andrà in beneficienza. Ci hanno raccontato che quest'anno hanno perfino adottato un bambino a distanza del Nepal. Ci fa molto piacere sapere che il nostro piccolo contributo è servito ad aiutare delle persone bisognose. Cari bambini e care maestre ci auguriamo di cuore che possiate venire ancora a trovarci.


o Corradi n ru B i d te et n ig v e ll e d L’angolo Â

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ATTIVITA’

UNA BELLA AMICIZIA di Roberta, Clara e Ivana

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bbene sì, anche in Casa di Riposo possono nascere nuove e importanti amicizie tra Residenti un tempo tra loro sconosciute. Questo è quanto accaduto fra le Signore Aurelia e Livia che, entrate come Ospiti in questa R.S.A. in tempi diversi, si sono casualmente ritrovate compagne di stanza. Giorno dopo giorno hanno imparato a conoscersi e a volersi bene e, consapevoli delle diversità dei loro caratteri ed abitudini, hanno instaurato un rapporto di amicizia fatto di attenzioni reciproche e di collaborazione nei vari momenti della giornata. A testimonianza di questa bellissima amicizia, ci sono delle foto scattate dal figlio della signora Livia (fotografo di professione), in occasione di una nostra uscita in Paese. E’ stata questa l’occasione per entrare nello studio fotografico dove Aurelia e Livia hanno posato come vere modelle, con sorrisi spontanei e abbracci sinceri! Le foto sono molto belle e rappresentano momenti di spensieratezza e gioia; le signore ne hanno scelto una che a parer loro oltre ad essere bella, riesce ad esprimere questo genuino e spontaneo sentimento di amicizia.


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ATTIVITA’

LA NOSTRA ESTATE di Giovanna Meneghini

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a nostra estate anche quest'anno è stata ricca di emozioni! É iniziata con la nostra partecipazione al torneo di bocce a Borgo per poi proseguire con il tradizionale pranzo offertoci dagli amici alpini di Civezzano, poi le cene d'estate in terrazza nella struttura di via Marconi e nel giardino della struttura di via Pive. Ancora le merende con gli amici di "Noi per i nonni', le passeggiate in paese, i pomeriggi in musica e presto le nostre emozioni continueranno con il Giubileo al Duomo di Trento e sicuramente ancora tante altre ce ne attenderanno da condividere.


NOI PER I NONNI

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nche quest’anno il gruppo “Noi per i nonni” ci ha regalato due pomeriggi in musica accompagnati da un buon dolce. Il nostro grazie a Teresa e a tutto il suo gruppo per questo momento di allegria.


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PROGETTI

GINNASTICA PER LA MENTE AL NUCLEO SORGENTE di Lorenzo Vinante

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avanzare degli anni è ben visibile fisicamente, ma altrettanto avviene per la mente. In particolare alcuni pazienti presentano un decadimento cognitivo particolarmente accelerato a causa di alcune patologie che colpiscono il cervello, quali l’Alzheimer o le demenze cerebrovascolari. Ne consegue una progressiva limitazione delle attività che la persona era stata in grado di svolgere sino ad allora, con la perdita delle proprie capacità intellettive (presenza di amnesia, aprassia, afasia, agnosia) e la modificazione della propria personalità (vagabondaggio, aggressività, apatia, depressione ecc.). purtroppo ad oggi non esistono delle cure in grado di modificare radicalmente l’evoluzione della malattia. Viceversa si è visto che la creazione di un ambiente idoneo è in grado di permettere una migliore gestione del problema, limitando il ricorso ai farmaci e ai mezzi di contenzione. Per questo motivo è stato creato il Nucleo La Sorgente, destinato ad accogliere un numero limitato di pazienti affetti da demenza di grado moderato severo, con disturbi comportamentali e con capacità di deambulazione autonoma. A partire dal mese di agosto 2016 all’interno del Nucleo La Sorgente si è intrapreso un progetto pilota di stimolazione neurocognitiva grazie alla collaborazione della Dr.ssa La Monica Giulia Virginia, neuropsicologa. Tale fase sperimentale durerà fino a fine anno e vedrà gli ospiti impegnati per due pomeriggi a settimana. Durante tali incontri verranno proposte delle attività pratiche - interattive con l’obiettivo di allenare la mente, rallentando il processo di decadimento legato alla malattia. Gli ambiti specifici di stimolazione saranno la memoria, il linguaggio, la logica, la capacità di concentrazione, di scrivere e/o disegnare. Al termine di questo percorso è previsto un momento di festa con l’esposizione dei lavori e delle attività condotte dai partecipanti. All’incirca il 30% degli ospiti presenti nelle nostre strutture presenta un declino cognitivo, con diversi gradi di gravità. Ecco perché la tematica è centrale nella vita dell’APSP e giustifica l’investimento di risorse umane ed economiche. Siamo perciò convinti che tale progetto possa avere un impatto positivo sulla qualità di vita dei nostri ospiti e che possa in futuro magari riguardare una platea maggiore di beneficiari.


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L’INVASIONE DEL BOSCO di Kevin Saccardo e Sonia Gottardi

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l Bosco esce dalla Sala Multisensoriale ed invade le stanze dei nostri residenti! Con l'ultimo ciclo del progetto “Bosco Multisensoriale” è stata inaugurata una nuova modalità di trattamento, che ha permesso di coinvolgere anche residenti che altrimenti non avrebbero potuto partecipare. Come abbiamo potuto constatare, ultimamente si è verificato un aumento di soggetti che, per svariati motivi, sono impossibilitati ad uscire dalle loro camere per periodi più o meno lunghi. Costretti a letto, non possono partecipare a quelle attività che si svolgono nelle sale comuni dei piani, in Sala Polivalente o, appunto, nella Stanza Multisensoriale del terzo piano della struttura di via Pive. Visto che uno degli obiettivi del Progetto è proprio quello di lavorare con i residenti che non partecipano ad altre attività, si è pensato di portare il Bosco nelle loro camere. Come si suol dire, se Maometto non va alla montagna… Le difficoltà che si presentavano erano diverse, ma il cruccio maggiore era: come ricreare l'atmosfera della Stanza Multisensoriale nelle camere dei residenti? Per fortuna non tutte le parti della Sala Bosco sono fisse: spostando di volta in volta il paravento, dipinto come le pareti della Stanza, il diffusore di essenze ed il lettore cd con un carrellino, abbiamo potuto ricreare un angolo del Progetto all'interno delle loro camere, permettendo ai residenti di respirare l'atmosfera boschiva senza doversi spostare dai loro letti. Le residenti che hanno sperimentato questa prima edizione del Bosco in Tour sono state soddisfattissime dell'esperienza, che ha regalato loro mezz'ora di evasione dalle loro quattro mura, per cui … L'INVASIONE CONTINUA!


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PROGETTI IN RETE

ASSOCIAZIONE “CIAO - NAMASTÈ di Francesco Poli (Presidente) e Mario Corradini (Presidente onorario)

L’

associazione Ciaonamastè, è presente in Nepal – e precisamente nel villaggio di Randepu, in Solokhumbu – dal 2011. Nel maggio dell’anno 2012, grazie al totale finanziamento dell’associazione, è stata inaugurata la Scuola primaria nel remoto villaggio di Randepu (distretto di Mukli). Questa scuola è frequentata da 35 bambini del villaggio e 3 docenti impartiscono regolari lezioni in lingua nepalese ed è insegnata anche la lingua inglese. Nell’anno 2013 è stata costruita una stanza, adiacente alla scuola, adibita a Punto Medico (un medico generico visita gratuita-

mente, almeno 2 volte al mese, la popolazione di Randepu). Lo sconvolgente terremoto del 25 aprile e 12 maggio 2015 ha lesionato in parte la scuola che, pur necessitando di riparazione e consolidamento, è ancora funzionante. Ci è stato anche chiesto di ampliare la scuola con altre 4 aule e di spostare la toilette. Dopo il nostro viaggio del novembre 2015 – effettuato per constatare lo stato della scuola dopo il terremoto e stabilire dove investire i fondi raccolti per l’aiuto alla ricostruzione (scuola primaria del villaggio di Jungal Dada, sopra Randepu, e della scuola secondaria del villaggio di Barkugat, in fondo alla valle del Solokhumbu) – abbiamo avviato contatti per la raccolta di

nuovi fondi da destinare alla costruzione dell’acquedotto per Randepu. Ma Randepu ha bisogno urgente anche di elettricità. Le case ne sono prive e soltanto un’ora alla sera l’elettricità arriva dalla centralina del villaggio di Barkugat. Durante l’ultima assemblea ordinaria è stato rinnovato il Direttivo che ora si presenta nel seguente modo: presidente, Francesco Poli, vicepresidente Luciano Maistri, presidente onorario Mario Corradini. Nelle recenti riunioni si è stabilito di portare la corrente elettrica al villaggio di Randepu, tramite la messa in opera di pannelli solari e di fornire di acqua corrente ogni abitazione di questo villaggio con la costruzione di un acquedotto. I fondi per il finanziamento di questi nuovi progetti provengono da varie donazioni di Enti e privati cittadini. A questo proposito si ringrazia ancora la Casa di Riposo di Pergine Valsugana per l’importante contributo. È nostro impegno far pervenire informazioni relative a questi nuovi progetti e l’andamento della ricostruzione alle scuole di Jungal Dada e di Barkugat, tramite il socio Massimo Dorigoni.


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ESPOSIZIONE LIBRI SULL’AFRICA dell’Associazione di Volontariato ONLUS “UN FUTURO PER LEER (Sud Sudan) E DINTORNI” RELAZIONE SULL’INIZIATIVA PRESSO LA CASA DI RIPOSO SANTO SPIRITO DI PERGINE VALSUGANA IN OCCASIONE DELLA CENA D’ESTATE 2016

Mercoledì 29 giugno l’Associazione di Volontariato: “Un Futuro per Leer (Sud Sudan) e Dintorni” in collaborazione con la Casa di Riposo Santo Spirito, presso la sede di via Marconi, ha organizzato una mostra di libri sull’Africa. Lo scopo dell’iniziativa è stato di raccogliere fondi per donne e studenti del Sudan del Sud, sfollati a causa della guerra, e di far conoscere quella parte di mondo in cui essi vivono. Purtroppo l’interesse del pubblico è stato scarso. L’introito è stato di 57 euro. Un sentito ringraziamento va alla signora Giovanna Meneghini e al signor Giorgio Dalmaso, che ci hanno ospitate, e a tutto il personale e volontari che come sempre ci hanno sostenuto con gentilezza e simpatia. Nel desiderio di far partecipare alla nostra attività tutti coloro che si prestano ad accoglierci pensiamo di far cosa gradita nell’allegare una traduzione dall’inglese della lettera “report” sul suo progetto di lavoro con le donne, che suor Lorena Morales ci ha fatto avere, insieme ad altre notizie che la stessa suora ci ha inviato via e-mail sulla situazione in Sud Sudan. Ancora grazie a tutti, per l’Associazione la Presidentessa Silvana Conci Pergine Valsugana, il 4 luglio 2016


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Morales Lorena suor DaDa suor Lorena Morales ie Comboniane e MissionarComboniane SuorMissionarie Suore ità di Panyjiar e Nyal un m Co e, on ni U ll’ de o Statdell’Unione, Stato Comunità di Panyjiar e Nyal

All’Associazione: “Un Futuro per Leer (Sud Sudan) e Dintorni”

Dal dicembre 2013 il Sud Sudan è caduto in una delle più terribili guerre civili (il Sud Sudan è il più giovane paese del mondo). Le principali aree con violenti combattimenti sono state: lo Stato di Jonglei, lo Stato dell’Alto Nilo, lo Stato dell’Unità. Poiché la violenza si è diffusa nel 20152016, tutto il paese in questo momento ne sta sperimentando gli effetti. I gruppi maggiormente vulnerabili in tutto questo conflitto sono bambini, donne e anziani. Durante l’ultimo attacco le donne sono corse nelle paludi con i loro neonati e bambini e sono rimaste dentro l’acqua per ore cercando di salvare le loro vite. Secondo le dichiarazioni di varie organizzazioni che lavorano nel campo dei Diritti Umani in questa guerra sono state commesse atrocità contro l’umanità. Per ragioni di sicurezza e mancanza di stabilità non potremo tornare a Leer e avendo fatto una ricerca nel territorio di Panyjiar (situato nell’area a Sud di Leer nello stato dell’Unità) abbiamo trovato che la maggior parte della popolazione di Leer, e di altri villaggi, si è rifugiata nei villaggi di Nyal, Panyjiar e Ganyliel che appartengono alla nostra parrocchia, così abbiamo deciso di rimanere in Nyal. Durante questo periodo, io suor Lorena Morales, ho fatto parte, condividendone vita e fede, del gruppo di persone che lavorano nella parrocchia di San Giuseppe, che appartiene alla Diocesi di Malakal. Durante il 2015-2016 ho visitato e animato le comunità del territorio di Panyjiar. Il mio principale impegno è stato di prendere contatto e animare svariati gruppi di donne in diversi villaggi del Paese. Per andare ad incontrare le donne in queste località mi ci è voluto più o meno un mese e mezzo di cammino, a volte usando le locali canoe per raggiungerle. Posso dire di aver camminato per 120 chilometri. In tutte le località in cui ho incontrato queste donne, l’esperienza di gioia e benvenuto è stata sbalorditiva. I gruppi delle donne Ho organizzato degli incontri con gruppi di donne connesse con la chiesa e le ho inserite nel quadro della solidarietà e supporto dell’Associazione: “Un Futuro per Leer (Sud Sudan) e Dintorni”.


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Seguendo il loro modo di incontrarsi e discutere ho lasciato loro la possibilità di scegliere, di trovare il modo migliore di usare le offerte che sono state mandate dall’Associazione. Diverse idee si sono incrociate: costruire locali dove abitare, costruire un piccolo locale da usare come scuola e perseguire un progetto commerciale di micro credito. Dopo diversi giorni di discussione le donne hanno deciso di dividersi in tre gruppi. Tenendo conto della reale situazione del momento hanno quindi deciso di usare il denaro per un piccolo progetto commerciale. Pensano che in questo momento è essenziale per loro avere un piccolo introito per sostenere le loro famiglie. Con l’aiuto di Dio sperano poi di costruire una piccola scuola per l’alfabetizzazione femminile. I mercati della zona sono piccoli e i rifornimenti vengono acquistati da Juba e arrivano col battello attraverso il Nilo (da quattro a sei giorni di viaggio) con un grande rischio dovuto all’insicurezza e costante attacco dell'esercito. La situazione economica del Paese è difficile e la moneta locale ha perso tutto il suo valore così le cose al mercato sono molto care. Nelle zone come Nyal i prezzi degli articoli al mercato costano il doppio quando arrivano. Queste donne gestiscono i contatti con i commercianti e prendono accordi con loro per l’acquisto e il trasporto della merce. Esse formano un comitato di supervisione e seguono il progetto. Inoltre hanno indicato le donne che saranno direttamente coinvolte nella vendita e rifornimento delle merci. Segue un elenco di nomi delle donne coinvolte: 9 responsabili per Nyal, 6 per Ganyliel, 6 per Panyjiar. Al momento i gruppi stanno lavorando e fanno del loro meglio per rialzarsi e fare in modo che in un prossimo futuro possano aiutare se stesse e i loro figli ad avere una vita migliore. Io voglio nel nome di queste comunità sofferenti e di tutte le donne ringraziare l’Associazione: “Un Futuro per Leer (Sud Sudan) e Dintorni” per la compassione, benevolenza e generosità verso di esse. Possa Dio ricompensarvi e benedirvi tutti. Un giorno con l’aiuto di Dio e con l’aiuto di mani e cuori generosi come il vostro la nostra comunità ripartirà nuovamente ricostruendo le loro vite e crescendo in un cammino di giustizia e pace.

Suor Lorena Morales delle Suore Missionarie Comboniane in Sud Sudan (traduzione dall’inglese di Silvana Conci)


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ATTIVITA’

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o appena finito di lavorare, di corsa a casa a mangiare un boccone, preparare la borsa clown e partire; ma chi me l' ha fatto fare di scegliere questa attività, mi sarei sdraiato volentieri sul divano a rimbambirmi davanti alla televisione, approfittando dell' effetto soporifero, ma ormai ho promesso, facciamo questo sforzo! Ci ritroviamo, uffa il solito ritardatario, ma ora possiamo avviarci per fare il servizio alla Casa di Riposo di Pergine, cambiarsi, truccarsi, qualche battuta; allora come ci organizziamo questa volta? Va bene, partenza, che ore sono, le 15, bene ... , ed è proprio adesso che il tempo si ferma, non guardi più l' orologio, ma solo le persone che ti circondano e che ti stanno aspettando perché pretendono tutta l' attenzione che puoi donare (anzi che possiamo donare, siamo una squadra), ma anche che, scoperta la tua genuinità e sincerità, aprono i loro tesori, non monete o azioni o terreni, bensì esperienze, sentimenti, emozioni, insomma la loro vita, e senti che anche tu ne fai parte ormai, e quello che gli hai dato non è niente rispetto a quello che loro ti cedono, quanto sei più ricco dopo aver salutato, e pronto a ripetere questa esperienza con Franco, con Gina, con Maria, con Giuseppe …........... . Non te ne sei nemmeno accorto ed è giunto il momento di lasciare il nasino rosso per riprendere la tua strada, un momento di condivisione per non dimenticare e poi di nuovo a casa . Nel tragitto ripensi a quanto hai fatto, e come ti senti orgoglioso sapendo (dal più profondo del


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cuore) che hai fatto una cosa giusta, ma non torni a casa più povero anzi, scopri che ora sei molto più ricco, quanto ero stupido mentre pensavo di rimanere a casa. E mentre scendi dalla macchina un ultimo pensiero ti fa sorridere: “PENSANO CHE L' ABBIA FATTO PER LORO, INVECE L' HO FATTO PER ME' “!! SCACCOMATTO


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PROGETTI DI RETE

LE NOSTRE ESPERIENZE

D

urante il mio periodo estivo ho avuto l’opportunità di svolgere attività di tirocinio presso l’A.P.S.P. “S. Spirito- Fondazione Montel” di Pergine Valsugana. Volevo innanzitutto ringraziare la referente Giovanna Meneghini che mi ha accolto e mi ha spiegato come approcciarmi agli ospiti. Sono particolarmente riconoscente anche agli animatori e operatori della Cooperativa 90, che mi hanno seguito nel mio percorso. Ci tenevo a dire che quest’esperienza è stata molto bella poiché ho potuto intraprendere come gli aspetti studiati a scuola venissero intrapresi nel mondo del lavoro. Nel mio tirocinio ero affiancata al servizio animazione che ha il compito di agevolare la socializzazione, valorizzare le competenze, le capacità personali e i ricordi. L’animazione è un servizio importante ma che lavora in équipe con altre figure professionali. Questo servizio pone molta attenzione all’apertura sul territorio, coinvolgendo i familiari, i volontari, le istituzioni scolastiche. Il lavoro di animatrice richiede molto impegno ma soprattutto passione poiché questo servizio non è carico di un solo Ospite ma della collettività perciò bisogna soddisfare l’esigenza di ognuno. Un lavoro duro e fatto bene viene sempre contraccambiato con la grande soddisfazione che si prova a lavorare e comunicare a stretto contatto con gli anziani. Queste esperienze mi hanno convinto sempre di più del lavoro che vorrò intraprendere. Da quando ho finito il tirocinio sento molto la mancanza di lavorare in Casa di Riposo ed è per questo che ho voluto affrontare questo argomento nella mia tesina d’esame. Nella mia tesina ho espresso le emozioni che ho vissuto in questa bellissima realtà. Questa frase che cito mi ha toccato il cuore : “un sorriso associato ad una terapia può fare la differenza sia per i pazienti che per gli altri. Perché non c’è cosa più bella che vedere sorridere gli anziani”. Quello che ho provato lavorando in Casa di Riposo è la fortuna di tornare sempre a casa felice, per un semplice sorriso ricevuto e questa è una cosa bellissima perché ti senti apprezzata per la persona che sei e perché queste persone riescono a trasmetterti ogni singola cosa, con un semplice gesto. Inoltre ho voluto riportare tre parole che ho estrapolato stando a contatto con gli anziani: COMPAGNIA, FORZA e SOSTEGNO. Ringrazio ancora una volta tutti e rivolgo un caro saluto a tutti gli anziani Lorena Paoli


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S

iamo Alessio e Anna,

abbiamo svolto due settimane di tirocinio lavorativo. Conoscevamo già l'am-

biente, avendo avuto i nonni ospiti alla Casa di Riposo Santo Spirito, sapevamo già a cosa andavamo incontro. Le due settimane però si sono presentate come un'esperienza sicuramente diversa dall'andare a trovare un pomeriggio i propri cari. Un qualcosa non più brutto, nè più bello, semplicemente diverso. Abbiamo imparato a conoscere una nuova realtà a modo suo un po' speciale, che ha bisogno di pazienza, amore e volontà. Abbiamo appreso che ogni persona è diversa dall'altra ed ha bisogno di cure fatte su misura per lei. Questo periodo, seppur breve, di volontariato ci ha fornito un'esperienza nuova che conserveremo sempre con noi e che ci ha insegnato una grande cosa: si può fare qualsiasi lavoro, l'importante è farlo con amore. Un sincero ringraziamento a chi ci ha supportato ed aiutato. Alessio e Anna.


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In bacheca

IL GIUBILEO di Renzo Rossi

I

l Papa Francesco, nella sua lettera al Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha così scritto: “Ho chiesto che la Chiesa riscopra in questo tempo giubilare la ricchezza contenuta nelle opere di misericordia corporale e spirituale. L’ esperienza della misericordia, infatti, diventa visibile nella testimonianza di segni concreti come Gesù stesso ci ha insegnato. Ogni volta che un fedele vivrà una o più di queste opere in prima persona otterrà certamente l’ indulgenza giubilare. Di qui l’ impegno a vivere nella misericordia per ottenere la grazia del perdono completo ed esaustivo per la forza dell’ amore del Padre che nessuno esclude. Si tratterà pertanto di una indulgenza piena, frutto dell’ evento stesso che viene celebrato e vissuto con fede, speranza e carità” Non può quindi mancare in quest’ Anno Giubilare una Celebrazione particolarmente solenne per quanti sono i primi destinatari della tenerezza misericordiosa di Dio nostro Padre, ossia:  i Malati, i diversamente abili, le persone sofferenti, gli Anziani in cura;  ma anche quanti, donne e uomini aderenti a Gruppi o Associazioni cristiane, o a titolo personale, dedicano tempo, aiuto e attenzione a questi fratelli e sorelle. La Consulta Diocesana per la Pastorale della salute ha quindi programmato per quanti sopra richiamati una: CELEBRAZIONE GIUBILARE NELLA CATTEDRALE DI TRENTO Presieduta dall’ Arcivescovo Mons. Lauro Tisi Per la giornata del 25 Settembre 2016 Con il seguente programma:  Ore 14,30 Accoglienza in Santa Maria Maggiore  Ore 15 Celebrazione penitenziale, cui seguirà la Processione verso il Duomo e il passaggio per la Porta Santa, accolti dall’ Arcivescovo. Celebrazione della S. Messa A conclusione, in Piazza Duomo un momento di fraternità e congedo. (fine prevista per le 17,30) L’ AVULSS, con i suoi soci operanti nella Casa di Riposo, si mette a disposizione (quanti possono) della Casa di Riposo per l’ eventuale accompagno di quanti, fra i Residenti, vorranno partecipare a questa UNICA Giornata .


staff

GLI SPONSOR CASSA RURALE ALTA VALSUGANA di Pergine Valsugana (TN)

Comitato editoriale Presidente: Giovanni dott. Bertoldi Direttore: Cristina Bolgia In redazione: Fabrizio Cestari Giovanna Meneghini Andrea Zuccatti Cura redazionale e impostazione grafica: Cristina Bolgia Giovanna Meneghini Fotografie: Archivio Servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

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Distribuzione gratuita Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico

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IL Ponte. Settembre 2016

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