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Dicembre 2013 - numero 3 - anno XXIX


SOMMARIO La Casa informa 2

Piano di Miglioramento, spending review

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Modello “Q&B - Qualità e Benessere”

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Oltre le parole

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Inaugurazione mostra creazioni

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La festa del volontariato

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Universiade e Concilio

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La storia delle Universiadi

in anteprima ...

Inaugurazione mostra - Pagina 8

Progetti 15

Ci stupiscono ancora le storie che conosciamo

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Curiosità

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Arte e fantasia: compagne di vita ad ogni età

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Il ciclo della vita

Ricordi 23

Mani in seconda

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El filò: la scuola senza banchi

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La sagra di Santa Barbara

Universiadi e Concilio - Pagina 11

A stretto giro di posta 27

La pension dela Lina

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Pensieri

In bacheca 29

Ballando con il cuore

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Emozioni d’inverno

Il ciclo della vita - Pagina 21


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EDITORIALE

PIANO DI MIGLIORAMENTO SPENDING REVIEW QUALITA’ E BENESSERE

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di GIOVANNI BERTOLDI

a alcuni mesi i telegiornali, la stampa, l’opinione pubblica … parlano e discutono solamente di tagli, risparmi, spending review, ecc. Poco si sente parlare di qualità dell’assistenza, tutela dei diritti dei minori e degli anziani, attenzione all’ambiente, qualità e benessere della vita in generale. Anche la nostra Provincia Autonoma di Trento ha avviato nell’estate scorsa un programma per il miglioramento e la razionalizzazione della spesa pubblica che coinvolgerà direttamente le nostre aziende che saranno chiamate ad assorbire contemporaneamente sia una riduzione dell’1% della tariffa sanitaria che al contenimento della spesa corrente per la gestione delle RSA. Al fine di ottemperare a queste direttive stabilite dalla Provincia Autonoma di Trento abbiamo deciso di coinvolgere sia le organizzazioni sindacali che il Comitato Familiari Ospiti per definire un piano di azione ed una strategia condivisa e partecipata che riesca a contenere la spesa corrente senza intaccare la qualità e la quantità dei servizi erogati ai residenti della RSA. È evidente che tale percorso porterà ad una revisione dell’organizzazione interna orientato all’aumento della produttività e al miglioramento . L’apertura della Casa all’esterno, l’attivazione di nuovi servizi ambulatoriali e domiciliari, il lavoro di rete tra le varie APSP e con le Istituzioni pubbliche e private locali consentiranno nel medio periodo un miglioramento della efficacia e dell’efficienza gestionale ed un recupero di risorse che nei prossimi mesi e nei prossimi anni


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LA CASA INFORMA risulteranno sempre più scarse e limitate. Il nostro intento rimane comunque quello di garantire qualità e benessere della vita ai nostri ospiti residenti che è stata recentemente certificata sia dalla Provincia Autonoma di Trento attraverso le verifiche di accreditamento che da UPIPA nell’ambito del modello di valutazione della qualità. Tali risultati sono il frutto del lavoro quotidiano di tutto il personale e di tutti i collaboratori operanti all’interno della nostra istituzione e grazie alla partecipazione, disponibilità e sensibilità dimostrata dagli Ospiti, dai familiari e dai numerosi volontari con il quale si vuole mantenere un costante rapporto di dialogo e di collaborazione per garantire nel tempo i livelli di servizio che oggi questa APSP è in grado di offrire.

Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e il Direttore rivolgono a tutti un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo.

MODELLO “Q&B - QUALITÀ E BENESSERE” di Cristina Bolgia

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el mese di ottobre il gruppo audit di UPIPA ha effettuato la visita di verifica per la struttura di via Marconi. Questa visita è seguita ad un percorso interno, iniziato lo scorso febbraio, che ha visto un gruppo di dipendenti impegnati nell’autovalutazione sulla base degli indicatori del modello “Q&B”. Dopo una serie di incontri è seguita l’attribuzione, ad ogni indicatore, del punteggio (valore da 1 a 10). Rispetto ai 12 “fattori” di qualità individuati dal modello, il gruppo ha proposto 4 best performer (ovvero quattro fattori ai quali è stata attribuita una valutazione superiore al 8,50): affettività, interiorità, socialità e gusto. Il team di audit, durante la giornata del 27 ottobre, ha verificato l’autovalutazione: “dalla comparazione tra la valutazione effettuata dal team di audit e l'autovalutazione dell'ente si ritiene che l'autovalutazione possa considerarsi complessivamente COERENTE ed ATTENDIBILE e la stessa è validata senza riserva”. Nel confermare l'attendibilità dell'autovalutazione effettuata dall'ente, il team ha posto in evidenza che la struttura si pone a livelli di alta qualità rispetto a tutti i fattori


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del modello Q&B: nessun fattore infatti ha una valutazione inferiore al 7,5. Tra tutti, i punti di eccellenza risultano essere i fattori per i quali è stato confermato il best performer: in primis la Socialità, e a seguire Umanizzazione, Affettività e Gusto. Il team di audit ha rilevato anche, come spunto di miglioramento, di lavorare per portare ad un livello di eccellenza anche i fattori del Rispetto (personalizzazione degli orari) e della Libertà. I suggerimenti hanno riguardato aspetti che possono contribuire ad innalzare ulteriormente il livello di eccellenza offerto dall'ente. In particolare per l'Affettività dove è stata segnala la necessità di lavorare sulla raccolta (e alimentazione nel tempo) delle storie di vita dei residenti costruendo un "contenitore" unitario dove tenere traccia di tutto quello che riguarda il passato, ma anche il presente, i desideri e le passioni dei singoli residenti (luogo che potrebbe anche raccogliere le potenzialità inespresse dei residenti e "scoperte" dagli operatori che quotidianamente vivono con la persona). Per la socialità, lo spazio di miglioramento è collegato alla possibilità di comunicare con l'esterno attraverso le nuove tecnologie (tramite postazione accessibili negli spazi comuni), mentre per l'Umanizzazione, lo stimolo è collegato allo sviluppo di una riflessione organizzati-

va/culturale su quali siano i momenti della quotidianità nei quali gli operatori e i residenti sentono maggiormente la pressione temporale delle attività. Il team ha inoltre apprezzato lo sviluppo del piano di miglioramento sull'indicatore “competenza del personale” e le azioni messe in campo per monitorare gli esiti della formazione. Poiché non vi sono momenti formali per la condivisione degli apprendimenti formativi, ma l'ente si è attivato per organizzare molteplici azioni formative alle quali partecipa prevalentemente personale interno, gli auditor propongono di pensare alla strutturazione dell'ultima ora di corso, come attività di confronto tra i discenti sulle potenziali ricadute della formazione e sul transfer. La giornata si è svolta in un clima collaborativo. È stata inoltre trovata molto elevata la capacità di rielaborare i dati raccolti dall'organizzazione in informazioni essenziali per monitorare l'andamento dell'ente, ricchezza che si auspica possa essere mantenuta nel tempo.


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LA CASA INFORMA/Progetto formativo

“OLTRE LE PAROLE: una carezza per l’anima” L’approccio alla persona malata – nel corpo e nell’anima mediante il Nurturing Touch TOUCH di Cellai Bailone Marinella

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uando la persona si trova nell’anzianità avanzata o comunque in una situazione di fragilità dovuta a malattia, tende a “chiudersi”, la comunicazione è sempre più difficile e la solitudine esistenziale diviene la sua inseparabile ed assidua compagna. Subentrano anche difficoltà oggettive quali lo stato confusionale, l‘espressione verbale talora molto faticosa, la sonnolenza dovuta alla somministrazione di farmaci e le difficoltà soggettive quali emozioni inespresse, rabbia, frustrazione, solitudine, disperazione, paura. Le cure mediche e di accudimento quotidiano migliorano indubbiamente la qualità della vita della persona dal punto di vista fisico, ma ben poco possono sullo stato di isolamento di cui soffre. Ecco allora che attraverso il con-tatto affettivo e il massaggio si può “gettare un ponte”, superare la barriera dell’isolamento ed entrare in

una comunicazione, anche intima, con lei. Ciò le permette da un lato di esprimere e condividere le sue paure, le sue angosce, i suoi interrogativi, dall’altro di percepire il miglioramento fisico ottenuto grazie al massaggio e, infine, di sentire che ci si sta “prendendo cura” di lei nella sua interezza di soma e psiche, di essere umano unico e irripetibile. Questo laboratorio si propone di “aprire una finestra” su alcune modalità di comunicazione che consentono di offrire sollievo al malato e a chiunque si trovi in una situazione psico-fisica critica. Si tratta di un approccio psico-tattile che comporta uno stato di “pulizia interiore” da parte di chi lo pratica. Ciò significa che il terapista deve prepararsi, con opportune tecniche di respirazione, rilassamento, ecc. che, unitamente alla sensazione appagante che si prova potendo offrire sollievo a chi soffre, procurano anche un intenso senso di benessere al terapista stesso.

NURTURING TOUCH: la nostra esperienza di Francesca Ferrari e Kevin Saccardo

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el mese di ottobre l’A.P.S.P. “S. Spirito” ha aderito al corso di formazione “Nurturing Touch”, il tocco che nutre. Tale corso si poneva l’obiettivo di insegnare una nuova metodolo-

gia, attraverso la quale ottenere un rapporto più diretto e più umano tra operatore e residente. Il corso prevedeva una parte pratica molto importante, durante la quale i partecipanti hanno potuto sperimentare sulla propria pelle l’efficacia e l’intensità di questo nuovo tipo di massaggio. Punto

focale della pratica si è rivelato essere lo stato di completo rilassamento dell’operatore, presupposto fondamentale, affinché con il massaggio si riuscisse a trasmettere una sensazione di benessere e tranquillità al residente. Rapporto empatico diretto.


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DI NUOVO A TRENTO 13 ottobre, 2013 di piccolabenares Era una bella giornata di fine agosto quando mi trovavo a Trento per visitare il MUSE. E’ passato poco meno di un mese e mezzo e mi sono trovata di nuovo a Trento in una bella e gelida giornata di ottobre con la neve bassa sulle montagne, per tenere un laboratorio di Nurturing Touch nella bella e grande casa di riposo di Pergine Valsugana. Quattordici partecipanti tra infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari e animatori: tutti molto interessati a scoprire le potenzialità delle nostre mani e sorpresi nello sperimentare gli effetti di questa straordinaria modalità comunicativa e le emozioni che si possono provare sia nel ricevere sia nell’offrire il massaggio. Due giorni intensi e faticosi che sono stati vissuti con passione sia dai discenti, che sono rimasti con la voglia di approfondire questa “filosofia di massaggio”, sia da me nella veste di docente. Anche se sappiamo da entrambe le parti che non sarà facile incontrarci di nuovo, ci siamo lasciati dicendoci “mai dire mai“.

Marinella

Il residente diventa per tutta la durata del trattamento il fulcro dell’attenzione dell’operatore. Comunicazione non verbale tra i due corpi messi in contatto dal tocco. Trasmissione di serenità, calma, benessere. Il corso ha fornito ai partecipanti molti spunti per modificare la propria pratica assistenziale nei

confronti dei residenti; non avendo purtroppo la disponibilità di tempo necessario per un trattamento completo, si è visto, che anche piccole applicazioni del tocco all’interno delle manovre assistenziali possono comunque migliorare il modo di rapportarsi e di interagire. In alcuni casi poi è stato possibile mettere in pratica, in modo completo, i massaggi imparati; è il caso dei trattamenti all'interno della sala multisenso-

riale bosco in cui si sono subito utilizzati gli insegnamenti acquisiti. Anche con alcuni famigliari è stato possibile condividere e insegnare un nuovo modo di “stare” col proprio congiunto; soprattutto quando è in grave difficoltà comunicativa, il tocco può essere l'unica forma comunicativa rimasta.


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La Casa Informa/La mostra

INAUGURAZIONE MOSTRA CREAZIONI DEL GRUPPO “MAGIA&CUCITO” di Giovanna Meneghini

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con grandissimo piacere che dopo due anni di assenza il gruppo dei laboratori maglia & cucito, delle sedi di via Pive e di via Marconi, ha deciso di riproporre la mostra delle creazioni realizzate durante l'anno, nei diversi laboratori, proprio nella sede storica di Via Pive. Abbiamo ripreso, quindi, da dove avevamo lasciato per dare risposta alle numerose richieste che ci hanno fatto i nostri residenti, familiari e volontari stessi, desiderando di poter ammirare il risultato di tanto impegno e abilità profusa durante tutto l'anno. Mercoledì 13 novembre è stata quindi inaugurata la mostra mercato che ha riscontrato molto interesse e apprezzamento da parte di tutti i partecipanti, tra cui molti visitatori esterni. L'esperienza fatta nei due anni scorsi, al centro commerciale Shop Center di Pergine Valsugana ci ha gratificato molto e ci ha permesso di presentarci all'esterno facendo conoscere alle persone che normalmente non frequentano le nostre strutture e che difficilmente possono immaginare la vivacità, l'operosità e anche il protagonismo dei nostri residenti che vengono stimolati e valorizzati attraverso i nostri progetti. Il ricavato ottenuto è stato notevole e abbiamo potuto sostenere in modo generoso i progetti di solidarietà sociale rivolti prima alla

popolazione etiope con un contributo per il sostegno ad un ospedale e lo scorso maggio alla popolazione colpita dal terremoto in Emilia Romagna per la ricostruzione di una scuola a Mirandola. Quest'anno grazie anche al progetto “impara l'arte e mettila da parte”, dove alcune volontarie, familiari, e operatori s'incontrano per condividere l'arte del ricamo, del cucito e dell'uncinetto, imparando anche tecniche nuove, ci è stata data l'opportunità di incre-


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mentare l'offerta con strofinacci, bavaglini, centrotavola e grembiuli ricamati a mano. Per valorizzare ulteriormente il lavoro di tutti, in occasione di S. Barbara, l'esposizione delle creazioni verrà fatta anche al 2° piano di v. Marconi.

Vi invitiamo pertanto a visitare le nostre esposizioni e a contribuire al fondo di solidarietĂ con le vostre offerte in cambio delle nostre creazioni


La Casa Informa/La cena

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LA FESTA DEL VOLONTARIATO di Giovanna Meneghini

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nostri volontari sono persone speciali che con amore e dedizione ci accompagnano nelle svariate ore della giornata aiutandoci e sostenendoci nelle molteplici attivitĂ di animazione e di supporto relazionale a favore dei nostri residenti. Per onorarli e ringraziarli, anche quest'anno, i nostri amministratori hanno proposto una festa. Una festa iniziata con la S. Messa celebrata dal nostro cappellano Padre Rinaldo e animata dalla musica dell'organo suonato da Giorgio e le voci del coro dei nostri volontari per proseguire con una deliziosa cena preparata con cura dalla nostra cucina. Ad allietare il tutto la musica di Daiana che ha proposto musica anni '60 con il karaoke e gli amici clown che con i loro palloncini hanno colorato la serata realizzando fiori cigni e cagnolini.

A rendere omaggio ai novanta volontari presenti oltre al nostro Consiglio d'Amministrazione, degli ospiti speciali, quali il sindaco, il vicesindaco e il Presidente del Consiglio Provinciale. Quest'anno abbiamo regalato a tutti i partecipanti una borsa di stoffa con dipinto a mano l'abbraccio, il logo della nostra A.P.S.P.. Ad accompagnare il dono un bigliettino con questa frase: Ai nostri preziosi volontari “un sacchetto� semplice semplice ma pieno di


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VOLONTARIATO di Renzo Rossi

Il volontario Avulss è uno che si pone al servizio della vita e che, beneficiando dei diritti che gli vengono dalla Costituzione e dalle Leggi dello stato italiano, intende esercitare, soprattutto in ambito socio-sanitario, un servizio libero, gratuito, qualificato, organizzato e civilmente riconosciuto, capace di esprimere nella realtà pubblica la presenza militante di una forza impegnata nel migliorare la qualità della vita di ogni uomo, di tutto l’ uomo, specialmente in condizione di sofferenza, bisogno, emarginazione. Ed è con gioia, mista sempre a stupore, il constatare quanto ci viene regalato da Voi, cari ospiti della casa di riposo di Pergine, che con la Vostra attenzione, i vostri sorrisi, le vostre … malinconie, riempite i nostri cuori, altrimenti mezzi pieni (o mezzi vuoti), con una soavità che fino a prima ci era sconosciuta. Ed è questa la nostra retribuzione, non la monetizzazione del nostro tempo che qualche politico vorrebbe. Come potrebbe essere chiamato v o l o n t a r i a t o se poi ciò che facciamo con tanto amore e spirito di servizio, venisse in qualche modo retribuito? Vade retro Satana! Nessun volontario si sentirebbe più tale se ciò si concretizzasse! Non passi neppure per la testa dei nostri politici di cambiare lo status quo! Sarebbe la morte dei volontari. In pochi anni non esisterebbero più!Con l’ augurio che questo insano proposito non si verifichi, approfittiamo delle pagine di questo nume de il Ponte per porgere a tutti gli Ospiti un affettuoso Augurio di un Buon Santo Natale e Felice Anno Nuovo.


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LA CASA INFORMA

UNIVERSIADE E CONCILIO: due eventi a confronto di Andrea Zuccatti

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n quest’inizio del mese di dicembre sono diversi gli intrattenimenti del palcoscenico trentino che si contendono la luce dei riflettori: apertura di mercatini natalizi, inizio della stagione sciistica, commemorazioni religiose, ma due in particolare, per la loro diversità e lontananza storica, riescono, a mio parere, a catturare l’attenzione per la loro straordinarietà. Si tratta delle universiadi invernali e del 450° anniversario dalla chiusura del concilio di Trento. Nonostante la loro eccezionalità, credo, anzi ne sono convinto, che ben pochi abbiano nozione di cosa sia un’universiade e, ancora meno, cosa ha significato il concilio di Trento nella vita della città e della fede cristiana. Cercherò in maniera semplice di introdurvi ai due argomenti…chissà che non se ne parli anche attorno alle vostre tavole alla sera.

Seduta del Concilio nella chiesa di Santa Maria Maggiore La tela fu pagata dal Municipio di Trento ed è una replica fedele del dipinto attribuito a Elia Naurizio ora al Museo diocesano tridentino metà del XVII secolo. Castello del Buonconsiglio - Monumenti e collezioni provinciali.


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Cosa è un universiade invernale? L'universiade, olimpiade universitaria, è una manifestazione sportiva multidisciplinare corrispondente ai giochi olimpici (sia invernali sia estivi), il suo svolgimento è biennale e vi partecipano studenti iscritti a tutte le università del mondo. Il nome "Universiade" racchiude i tre significati di sport, università e universalità. Cosa è un concilio e perché 450 anni fa si tenne proprio a Trento? Il concilio o sinodo è, nella vita di alcune chiese cristiane, una riunione di rappresentanti delle diverse chiese locali, per raggiungere un consenso attorno a un argomento riguardante la fede o per prendere decisioni di natura pastorale. Il concilio si aprì il 13 dicembre 1545 a Trento per la grande abilità diplomatica del cardinale Bernardo Clesio e del principe-vescovo il cardinale Ludovico Madruzzo, che convinsero il papato della capacità recettiva della città, della sua sicurezza e del suo decoro urbano. Chi partecipa ad un’universiade invernale? L’universiade è l’evento sportivo internazionale più importante dopo i giochi olimpici. Vi partecipano più di 3000 atleti provenienti da tutto il mondo che si cimenteranno nella varie discipline invernali: biathlon, combinata nordica, curling, freestyle, hockey, pattinaggio artistico, salto con gli sci, sci alpino, sci di fondo, short track, snowboarding, speed skating. Chi partecipò al concilio di Trento? Per una ventina d’anni, dal 1545 al 1563, Trento divenne il centro della vita cristiana. Vi parteciparono i vertici della curia romana, vescovi e cardinali, ma nella città si alternarono pure le visite di sovrani e delle cancellerie di tutta Europa. Questa sede fu scelta al confine tra l'Italia e l'Impero per sottolineare la volontà di trovare un compromesso con il mondo protestante in seguito alla

riforma operata da Martin Lutero. Quali sono i luoghi dell’universiade invernale? In tutto il trentino sono disseminati i “campi di gara” di questo evento mondiale. Le gare sulla neve saranno ospitate al passo San Pellegrino, in val di Fassa e sul Monte Bondone per quanto riguarda lo snowboarding. Le gare di fondo si terranno a Predazzo e Tesero, le competizioni sul ghiaccio saranno nelle strutture di Trento, Alba di Canazei, Baselga di Pinè, Cavalese e Pergine Valsugana. Anche la nostra città ospiterà infatti le gare della competizione di hockey su ghiaccio femminile. Quali furono i luoghi del concilio di Trento? L’abile regia del principe-vescovo Ludovico Madruzzo permise di trovare una sede adeguata sia per le assemblee plenarie nella cattedrale di San Vigilio, sia per le riunioni preparatorie che si tennero nel palazzo della famiglia a Prato, poi a palazzo Thun e, nell’ultima fase del concilio, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. La necessità, inoltre, di trovare alloggio ai numerosi prelati, fu l’occasione per il restauro e l’abbellimento degli edifici che si trovavano sulle vie principali della città secondo il nuovo gusto rinascimentale. Cosa comporterà l’universiade invernale per il Trentino? L’allestimento dell’universiade implica un grande impegno da parte degli organizzatori, dei numerosi volontari, delle strutture alberghiere e ricettive del territorio. Questo evento è l’occasione migliore in provincia per promuovere i valori e la pratica sportiva in armonia e in modo complementare allo spirito universitario. Tutto ciò significa favorire l'amicizia, la fratellanza, il rispetto reciproco, l'integrità, la cooperazione e l’impegno tra gli studenti, che un giorno avranno responsabilità e anche posizioni


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LA CASA INFORMA/UNIVERSIADE E CONCILIO:due eventi a confronto chiave nella politica, l'economia, la cultura e l'industria. Promuovere i valori dello sport e la pratica sportiva comporta anche il dare una nuova dimensione allo spirito universitario nello studio, nella ricerca, e nella disciplina, attraverso la forte affermazione del pieno sviluppo umanistico della persona e della società in generale.

Cosa comportò il concilio di Trento per la Chiesa romana e i suoi fedeli? La Chiesa con il concilio si pose l'obiettivo di rispondere agli attacchi dei protestanti, ripropose principi e dogmi dell'ortodossia cristiana, rinnovò la propria disciplina, i metodi di formazione del clero e di predicazione durante la messa e perfezionò gli strumenti di controllo e difesa della fede

LA STORIA DELLE UNIVERSIADI tratto da www.universiadetrentino.org L'UNIVERSIADE NASCE IN ITALIA, DA UN'IDEA DEL DIRIGENTE SPORTIVO PRIMO NEBIOLO (PER 18 ANNI PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DI ATLETICA LEGGERA) , CHE, DOPO AVER ASSISTITO A PARIGI NEL 1957 ALLA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLO SPORT UNIVERSITARIO IMMAGINÒ UNA MANIFESTAZIONE SPORTIVA PER STUDENTI UNIVERSITARI SIMILE ALL'OLIMPIADE. Inizialmente pensò di organizzarla nel 1959 a Roma, città sede dei Giochi Olimpici1960, sfruttando le strutture predisposte per le gare preolimpiche. Ma gli impianti non erano ancora pronti. Nebiolo pensò allora di realizzare la sua idea a Torino, la sua città, dove erano già presenti le strutture necessarie anche grazie alla disponibilità degli Enti Pubblici, che intravidero nell'evento sportivo una prova generale per i festeggiamenti per il centenario dell'Unità d'Italia nel 1961. Il CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano), di cui Nebiolo era all'epoca VicePresidente, organizzò così una manifestazione internazionale battezzata Universiade, un nome che racchiude molteplici significati: università, sport e universalità. A sottolineare l'universalità della manifestazione durante le premiazioni vennero aboliti gli inni nazionali e per tutti risuonò (e risuona tuttora) il "Gaudeamus Igitur", l'inno degli studenti. In


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cattolica. Vennero istituiti i seminari, l’insegnamento della dottrina da parte dei parroci, le visite pastorali, l’indice dei libri proibiti, il Sant’Uffizio quali strumenti del controllo della fede cattolica. A 450 anni di distanza dal concilio, tentativo di ricomporre la frattura nel mondo cristiano, la città è cambiata nell’aspetto e nei valori. I due eventi

così distanti temporalmente sono però accomunati dall’impegno di eliminare i motivi di divisione. L’universiade si presenta quindi come un’occasione di mantenere e ricomporre sotto la bandiera dello sport uno spirito di unione e collaborazione tra i popoli.

quell’occasione apparve per la prima volta la bandiera con la "U" e le cinque stelle, ancora oggi simbolo della FISU, la Federazione Internazionale Sport Universitario. L'Universiade è un evento sportivo e culturale che si svolge ogni due anni in località diverse ed è l'evento internazionale più importante dopo i Giochi olimpici. Dal 1959 ad oggi sono state disputate 26 edizioni dell'Universiade estiva e 25 di quella invernale anche se, già prima che venisse adottata, nel 1959, la dizione "Universiade", si erano disputati in varia forma rassegne sportive universitarie.


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PROGETTI

CI STUPISCONO ANCORA LE STORIE CHE CONOSCIAMO DA SEMPRE di Gabriella Bonvecchio Beber

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l "gruppo dell'amicizia" che si trova ogni lunedì con Gabriella al 4^ piano di Via Pive, parteciperà al concorso indetto dall'UPIPA (Unione Provinciale Istituzioni Per Assistenza) dal tema : "Credenze popolari e spiritualità nei ricordi della terza età". È un argomento molto coinvolgente in quanto nei nostri anziani possiamo ancora trovare radicata la religiosità di un tempo, l'interesse per "le cose di Dio" che tutti i giorni sanno leggere nei gesti dei compagni e in quelli del personale di cura e assistenza che sta al loro fianco in ogni momento della loro vita ne loro nuovo ambiente. E così vediamo l'amicizia che si è stabilita fra Cornelia e Noemi, fra Casimiro e Romano, fra Sara e Rosina, fra Gina e Livia e Natalina e Vanda e Giuseppina e Gemma…Non contatti impegnativi ma di buona educazione, di cortese vicinanza, di costante condivisione degli spazi e tempi da vivere in

curiosità

GLI ANGELI DELL’AVVENTO

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li angeli dell'Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità. L'angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E' vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu

del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento. L'angelo rosso. Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L'angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po' di amore…Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli


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stretta comunità. E così la preghiera comunitaria molto partecipata quale ringraziamento per la nostra vita ancora lunga o quale richiesta di intercessione da parte della Madonna affinché il Signore vigili sulla nostra salute e su quella dei nostri familiari, sempre vivi nel ricordo. Non manca mai un canto mariano intonato da Tullio e Anna che ricorda la Santa Bernadetta o semplicemente le campane dei nostri paesi originari, le chiese, le cappelle e i capitelli dove a maggio gigli bianchi e profumati ornavano l'altare di Maria. Per il nuovo "Avvento" Gabriella racconterà ancora una volta di quel Bambinello annunciato da un Arcangelo alla giovane Maria che lo ha accolto insieme al falegname Giuseppe, padre buono e putativo su questa terra e del Padre potente e invisibile nei Cieli, di un re invidioso per ignoranza che lo voleva far morire, di tre Magi venuti dall'Oriente su cammelli per conoscerlo e adorarlo. Per questo anche quest'anno ci sarà il grande presepe di Clara, Giovanna e Sonia di fronte all'ascensore e un grande albero nella nostra sala; la Cometa guiderà i nostri giorni di una luce divina che brillerà al suono di dolci melodie natalizie. E così i giorni del Natale passeranno lieti, in armonia coi nostri compagni di vita, stupiti ancora una volta da storie conosciute da sempre, in compagnia di brave persone che si rivolgeranno a noi con professionalità gentile, vicini a parenti e amici che ancora una volta verranno a farci visita ricordandosi di avere un padre, una madre, un parente o un conoscente al quale voler bene.

angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l'amore. L'angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l'amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell'Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l'amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l'amore nel cuore possono vedere l'angelo

bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede. L'angelo viola. Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L'angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d'oro. Manca poco all'arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall'unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l'amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.


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PROGETTI

ARTE E FANTASIA: compagne di vita ad ogni età di Elio Carlin e Gabriele Buselli

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os’è l’arte e, soprattutto, a cosa serve? Una domanda alla quale hanno tentato di dare una risposta, nei secoli, filosofi, studiosi e, in tempi più recenti, la scienza, dall’antropologia alle neuroscienze. Tutti, al di là delle sfumature, sono giunti ad una conclusione: l’arte, dal punto di vista pratico non serve a nulla, nel senso che non è un prodotto essenziale per la nostra sopravvivenza fisica, ma al tempo stesso è fondamentale per la vita dell’uomo. Perché dà senso ai nostri giorni, perché ci permette di esprimerci con un linguaggio che viene dalla profondità della nostra anima, perché ci permette di trovare un equilibrio, di camminare con più sicurezza sul filo delle nostre paure, delle nostre angosce. Ci permette di capire il “L’arte è un mondo e di capirci in modo più intenso. L’arte (e quindi la fantasia) sono un viaggio alla scoperta dei mondi, quello misterioso flusso vitale che che è in noi e, al tempo stesso, del mistero che ci circonda. attraversa gli Sensazioni che dovettero provare i nostri avi, quando nel neoliesseri umani, tico (40 – 30 mila anni fa!) iniziarono a dipingere sulle pareti ad ogni età, in delle grotte scene di caccia e animali. L’arte è un flusso vitale che attraversa gli esseri umani, ad ogni ogni condizione” età, in ogni condizione. Purtroppo il nostro mondo, caduto preda del materialismo, ha piegato l’arte al dominio del denaro. Quindi l’arte vale se diventa mercato. Per la maggior parte delle persone, l’arte non ha un significato nella loro vita, perché non ha un valore direttamente spendibile. Un vero dramma culturale del nostro tempo, perché per secoli il nostro popolo è stato direttamente a contatto con l’arte, sia nel campo figurativo che musicale, perché le vette artistiche erano legate a filo doppio alla religione cattolica. Pensate allo splendore delle nostre chiese, non solo alle cattedrali delle grandi città ma anche alle più modeste chiese di paese. Pensate a quanti tesori racchiudono. Pensate allo splendido patrimonio musicale cattolico, agli organi che da centinaia di anni (vennero costruiti e acquistati in anni di povertà estrema rispetto a oggi) impreziosiscono le


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nostre chiese. Oggi, purtroppo, nelle chiese di recente costruzione le tradizioni artistiche hanno perso una buona parte del loro peso. Ma l’arte ha un’età? No, l’arte non ha età. Anzi, gli anziani, proprio perché liberi dal lavoro, dagli impegni, fuori dal meccanismo fagocitante della produzione, possono diventare custodi e protagonisti dell’arte. E, badate, nelle società tradizionali (e quindi anche nella nostra fino a non molti decenni fa) le persone con i capelli grigi avevano proprio questa funzione: quella di tutelare e tramandare i valori più profondi, appunto più sacri, che l’arte incarna. Gli anziani quindi, non devono vedere l’arte come un mero passatempo, anche se questa è una funzione importante. Ma devono recuperare una funzione sociale: trasmettere alle nuove generazioni i valori che stanno alla base della produzione artistica. Ma, voi direte, noi non siamo grandi artisti! Cosa possiamo trasmettere? Non è vero. E vi faccio alcuni esempi. Qualcuno di voi, e penso più di uno, avrà imparato a suonare la fisarmonica. E vi sembra poco trasferire ai giovani un patrimonio di musica popolare. Poi i giovani lo trasformeranno, lo adatteranno alla loro realtà ma quel che conta è che sappiano che c’è una storia, che c’è una tradizione, che il nuovo non poggia sul nulla. Che anche loro sono parte di quel grande fiume che è la storia di un popolo. E la letteratura? Ma voi pensate che raccogliere e raccontare le vostre esperienze umane e


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sociali non sia fare letteratura? E mettere su una tela le vostre sensazioni, la vostra visione interiore pensate che sia cosa da poco? Pensate alla scoperta, abbastanza recente. del disegno dei bambini. Fino a qualche anno fa la fantasia e l’arte dell’infanzia non erano semplicemente considerati: semplici scarabocchi si diceva. Oggi è una materia di studio interessantissima perché svela l’essenza dell’uomo nella fase delicatissima della crescita. Quindi, fantasia e arte non sono solo una terapia, ma devono essere viste come pratiche essenziali nella vita di una persona anziana. Vanno viste nono solo come mezzi di sostegno individuali, ma come funzioni sociali. Dovete dirvi: scrivo per comunicare qualcosa di importante e vivo ai giovani; dipingo per mostrare ai ragazzi quanto sia importante esprimersi; suono per consegnare un patrimonio a chi, a sua volta, dovrà portarlo avanti. Solo così si esce dai troppi ghetti in cui sono chiusi, non a caso, giovani e anziani. Solo tornando ad una funzione sociale si superano le trappole dell’individualismo che portano all’egoismo e alla solitudine. Ma la coltivazione di una capacità artistica, qualunque essa sia, dalla musica alla pittura od anche le manipolazioni della materia, come il legno, è una ricchezza immensa che riesce a riempire di gioia e di soddisfazione nel corso di tutta la vita, specie nei momenti in cui si ha


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bisogno di una compagnia discreta e molto personale, si può dire intima. Prendere in mano di tanto in tanto la chitarra e buttar lì alcuni accordi accompagnando una canzone, magari di molti anni fa, aiuta spesso a generare una ricarica di entusiasmo riuscendo talvolta a ridimensionare anche il peso di qualche momento difficile. La stessa cosa avviene tracciando qualche solco su una tela e, chiudendo gli occhi, riempire la propria mente con l’immagine che si vorrebbe materializzare in quel quadro. Vi sono certamente molte altre occasioni per chiudere ai pensieri della quotidianità e aprire la fantasia alla propria immaginazione, ricorrendo a delle capacità creative che in gioventù si coltivavano con molta dedizione ma poi, per necessità legate magari alla famiglia o al lavoro o anche perché sono nate altre passioni, sono state trascurate. Poter contare sulla propria fantasia aiuta sempre in ogni momento della propria vita ed è per questo che l’arte, figlia del pensiero e della passione, ha sempre accompagnato l’umanità nella sua evoluzione ed ha rappresentato una traccia continua che è sopravvissuta alla caduta degli imperi ed alla caducità di ogni cosa di questo mondo per dare testimonianza e per riaccendere nuove passioni. La fantasia si può esercitare applicandosi direttamente ma anche godendo di quello che altri hanno realizzato per noi con la loro propria fantasia. Per fortuna ci sono molte occasioni per attivare la propria immaginazione, magari ascoltando un concerto, vedendo un bel film oppure uno spettacolo teatrale, ma anche osservando la bellezza di un tramonto o lo splendore di un sorriso ed anche, talvolta, recitando una preghiera ed aprendo la mente all’infinito. “Solo tornando ad una Tutto questo per dire che tutti noi abbiamo l’imfunzione sociale si mensa fortuna di possedere il dono del pensiero che ci permette di elaborare scenari che poi superano le trappole si possono materializzare ma possono anche dell’individualismo che restare solo dentro di noi immergendoci, a noporta all’egoismo e stro piacere, in un universo che è tutto nostro e alla solitudine” che nessuno ci può rubare.


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PROGETTO

IL CICLO DELLA VITA di Giovanna Meneghini

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abato 7 dicembre verrà inaugurata la mostra fotografica che rende omaggio ai fotografi perginesi Eduino ed Erardo Paoli. Una mostra permanente allestita presso il sottopasso della A.P.S.P. S. Spirito fondazione Montel di Pergine che farà rivivere ricordi ed emozioni attraverso il materiale fotografico d'epoca fornito da Carla Paoli, nipote e figlia dei fotografi e curata ed allestita da Luciano Dellai. La mostra “Il ciclo della vita” vuole ricordare l'ingente opera prodotta dai due fotografi dal 1880 al 1950. i vari periodi di vita sono ricordati dalle poesie del poeta perginese Giorgio Mottesi.


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RICORDI

MANI IN SECONDA di Leone Chilovi

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a nostra storia umana è fatta di intenzioni e riflessioni, di crescita e trasformazione, di cedimenti e maturazione. È in questo ambiente che i nostri anziani ricordano la generazione che usava la matita copiativa, il calamaio e la penna con il pennino. Quando i maestri a scuola ordinavano agli scolari "mani in seconda", si doveva allora stare ad ascoltare in silenzio con le mani dietro il dorso. Un mondo un po' angusto, la cui apparente serenità copriva i preannunci dell' imminente catastrofica guerra. Tuttavia non si può disconoscere che regnava anche una dolce atmosfera. Oggi ripensandola ci appare come un sogno. Quando si andava ad attingere l'acqua alla pubblica fontana perché non si aveva l'acqua in casa. Quando si usavano i medicinali raramente e anche questi preparati artigianalmente dal farmacista con consigli pratici che, in qualche modo, sostituivano la visita medica. Quando le mamme per ogni malanno ricorrevano all'unico toccasana conosciuto: l'olio di ricino! Quando le stagioni e i mesi erano scanditi da riti ed usanze costituenti una tradizione che si perpetuava per generazioni. Quando infi-

EL FILÒ: la scuola senza banchi di Andrea Zuccatti

E’ ormai autunno e tutti hanno già rispolverato i vestiti dell’inverno. Le foglie si sono tinte di vividi colori e regalano le più belle fotografie del nostro paesaggio montano. Il caldo estivo è ormai lontano e la gente, proprio come i letargici animali, si chiude nelle proprie abitazioni, limitando le visite ai parenti, agli amici, quasi come se tutto, improvvisamente, fosse un po’ più pigro, più introverso, più freddo. Strano… perché tempo fa l’autunno e l’inverno erano i mesi nei quali la vita di gruppo diventava più intensa, perché il lavoro assumeva un ritmo diverso da quello delle stagioni produttive (primavera - estate). Nel cuore dell'inverno, la stalla diventava il centro della vita sociale e familiare, perché le case erano umide e fredde e la legna scarseggiava. Così, al primo freddo novembrino, i contadini del paese si riunivano nella propria stalla o in quella del vicino e vi restavano, al caldo degli animali, sotto la luce di una lampada a petrolio: era il filò. Durante il filò si parlava del più e del meno, ma esso aveva una fisionomia ben precisa, una ritualità e una sua importanza economica. Le don-


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ne si dedicavano al rammendo, a far calze, scarpette e, soprattutto a filare (da qui il termine filò). La dote, sacrosanta, era messa insieme dalle ragazze durante il filò, magari sotto gli occhi attenti del fidanzato o dei pretendenti, che misuravano la bravura della futura sposa. Le madri erano attente custodi che tra le figliole e i ragazzi non ci fossero eccessive confidenze (persino la Chiesa vedeva con preoccupazione morale la promiscuità dei filò). Gli uomini si dedicavano alla riparazione degli arnesi da lavoro, a preparare le “stròpe” per legare le viti o le fascine di legna, a intrecciare ceste e impagliare sedie. Ma il momento magico dei filò, che passava dalla povertà quotidiana allo splendore della creazione fantastica, scaturiva dai racconti. Erano narrazioni di ogni genere. Si passava dalle rievocazioni di episodi bellici, ai racconti fantastici, alle leggende popolari. Così il filò si trasformava in una scuola senza banchi, dove i ragazzi apprendevano dagli anziani il modo di pensare e di comportarsi, secondo l'esperienza.

ne nelle famiglie contadine gli animali in stalla non erano ancora stati sostituiti dai trattori. Tutto è diverso da allora. Oggi si vive seguendo i dettami di uno sfrenato consumismo. Abbiamo celebrato gli anni '50, spartiacque tra un passato che già allora sembrava remoto. Poi è arrivato il nuovo secolo con mutamenti ancora più radicali, complici la televisione, gli elettrodomestici, l'informatica … Il modo di vivere è cambiato. Gli anziani affermano che in tempi di ristrettezze economiche erano più liberi, più veri di oggi. Noi anziani proveniamo da una generazione singolare che ha assistito a così incalzanti mutamenti di vita e di costume: la dittatura e la democrazia, la monarchia e la repubblica, la guerra e la pace. Ai tempi nostri gli scolari erano molto educati, il bullismo non era ancora stato inventato. I passatempi ed i giochi erano più semplici ed ingenui. Oggi invece, già in età prescolare hanno una certa dimestichezza con il computer e la playstation ove trascorrono ore ed ore in giochi telematici. Sotto certi aspetti si può ben dire che il bel tempo di "mani in seconda" in fondo in fondo è da rimpiangere. Forse questa può essere una pausa serena, forse un po' nostalgica ma che ci fa un regalo in tempi di vita congestionata.


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RICORDI

LA SAGRA DI SANTA BARBARA di Giovanna Meneghini

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a sagra della casa rappresenta, da sempre, un’occasione per mantenere la tradizione popolare di fare festa in occasione del S. Patrono. Anche quest’anno avremo una S. messa speciale dedicata a S. Barbara, per questo motivo saranno presenti dei rappresentanti dei Vigili del fuoco, dei minatori, delle forze dell’ordine ecc. Seguirà poi il momento conviviale con il pranzo con i familiari e gli amministratori. Ma come veniva vissuta la sagra nei paesi di provenienza dei nostri residenti?

Erina: di S. Rocco si faceva la Messa e le coscritte si vestivano con una tunica bianca con una fascia azzurra e si faceva la processione. La sagra veniva animata dalla banda per tutto il giorno. Venivano fatte le torte con le pere e alla festa partecipava anche il cappellano. Agnese: S. Trinità era la sagra del paese di S. Orsola, nel mese di giugno. Invitavamo i parenti e si faceva il pranzo in compagnia; i bambini giocavano a nascondino nelle soffitte. Si usava fare dolci e torte di vario genere. A S. Orsola il 21 ottobre era la sagra dei parroci. Giuseppina: 26 luglio, S. Anna a Roncogno, si faceva la S. Messa e si portava la statua della santa in giro per il paese; c’era il coro Genzianella che allietava dopo la processione con canti di montagna. Dopo si sorteggiava, tipo una lotteria, i premi erano torte e chi le vinceva se le portava a casa. Durante tutto il pomeriggio venivano fatti dei giochi con i bambini: corse, salto della corda, tiro alla fune, tiro ai vasi delle pignatte, ecc.. Virginia: Penedallo, frazione di Civezzano il 15 settembre si festeggia la sagra dell’Addolorata, della Madonna dei 7 colori. Si faceva la Messa e dopo questa il rinfresco con le torte dei paesani. Elisabetta: A Vigolo Vattaro si festeggia S. Giorgio il 23 aprile. Al pomeriggio c’era il vaso della fortuna; i falegnami facevano sgabelli, panche, attrezzi per cucina tipo mestoli e taglieri da offrire per la lotteria. Si facevano dolci, crostate e torte varie, sempre dati come premio per la lotteria. In questa occasione si faceva il gelato da una gelateria del posto. Costava 10 lire 1 pallina. Luigina: Per la sagra del Rosario di Cognola si andava alla Messa cantata con il coro, questo alla mattina; il pomeriggio, invece, si svolgeva una processione dove si portava la Madonna per le vie del paese. Mercede: Per la sagra di Vigalzano c’era il vaso della fortuna, dove si potevano pescare dei biglietti che davano la possibilità di vincere dei premi tipo stoffe, salumi, ecc..


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A STRETTO GIRO DI POSTA

LA PENSION DELA LINA di Massimo Dorigoni

Via Pive l’era el regno dei vecioti ghèra tre piani e ‘n pra con le banchete endo i fumava en paze do cicòti.

E’ passà i capi, suore, el vècio direttor ma te eri ‘n prima fila a testa alta e se ghèra problemi te nevi a farli fòr.

No ghèra sale opur gran coridori ma camerete con tre-quatro letti e quadri con montagne e tanti fiori.

E’ passà i ani, i mesi, meari de stagion ma ‘n ti no è mai passà quel entusiasmo de far el to laoro con passion.

No ghèra quik opur solevatori ma brazzi forti che tegniva duro e a volte per la schena gran dolori.

Te voleresen chi ancor qualche an ti te ghe ‘n perderesi quel se sa per noi sarìa demò sol en guadagn.

E’ passà i noni, i Oss, meari de parenti tante soddisfazion col to laorar e a volte dal nervoso…sacramenti.

Aparte i scherzi sfruta l’ocasion, en grazie te disen per ‘sti momenti ma adèss te lassan goder la pension.

E’ passà i ani, i mesi, meari de giornade tante le ha lassà el segn en del to còr altre te l’hai demò desmentegade.

Te volen bèn, stasera ‘l dimostran zenando ‘nsema a ti come en famiglia e con grant entusiasmo batendote le man.

Ringraziamento riposo quindi lascio il mio ato rit me l de o nt me mo il ato riv ar è e Dopo tanti anni di lavoro insiem zzo del mio cuore. posto di lavoro ma lascio qui un pe ringrazio tutti i tti nfa I ! ro ve è e ch e ar ur sic as raccoglie e posso Dicono che ciò che si semina si o caloroso saluto. str vo il r pe e to ra pa pre ete av mi e ch colleghi, parenti e ospiti per la festa ensionata Grazie dalla vostra Lina neo-p


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A STRETTO GIRO DI POSTA

Pensieri di Anna - volontaria AVULSS

Qualche giorno fa, per spostarmi velocemente da una residenza all’altra della RSA, ho persorso il tunnel che le collega e mi sono soffermata a ri-ammirare i lavori esposti alle pareti, fatti da un gruppo di alunni dell’Istituto d’Arte di Trento. Questi ragazzi hanno trasformato in arte, con una tecnica particolare che ha le sue radici in India, i ricordi lontani ma non sopiti, di molti ospiti. Inutile dire che il tunnel ha cambiato volto anzi direi che, per chi conosce o ha conosciuto le persone che hanno ispirato questi lavori, l’ambiente è uno spazio rievocativo di tante esperienze di vita. Ecco quindi che un tunnel, termine peraltro molto freddo, diventa un ambiente ricco di ricordi, di affetti, di sentimenti, di sensazioni positive, di calore, di amore. Vorrei qui ricordare, riguardando le opere da loro ispirate, tutte le ospiti che ho conosciuto durante la mia attività di volontariato e che ricordo con grande affetto e nostalgia. Alma, che ci ha da poco tempo lasciati, ricordava la sua storia di emigrazione, poi il matrimonio, la sua grande voglia di viaggiare e la nostalgia di casa. Angelina, che ricordava ancora i tempi duri della guerra alla “Mochena”, la fame, i bombardamenti, la lavorazione della seta. Edwige, amante dei fiori e della sua Luserna, dello studio e del ricamo.


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Giuseppina, anche lei se n’è andata da poco, con i suoi tanti ricordi di famiglia, la domenica e l’immancabile polenta, i giochi dell’infanzia, il latte appena munto condiviso con il gatto. Isolina, che ricordava la sua famiglia, la campagna, le mucche, le galline, i conigli, i maiali ma anche i momenti di svago a ballare il walzer, ascoltare la fisarmonica e cantare. Lina, dal cuore grande, che ricordava il lavoro di sarta e guardarobiera all’Ospedalino di Trento, le gite con la SAT sulle sue amate montagne, i trasferimenti in Toscana e in Svizzera, i giochi da bambina in piazza. Lucia, che ricordava il suo matrimonio al castello vestita “normalmente”, non come al tempo d’oggi, e poi il suo amato uncinetto. Rosa, persona molto dolce, con i suoi ricordi della guerra, bombardamenti, la mucca che contribuiva al mantenimento della famiglia, la cura dei nipoti alla morte della sorella. Che ricchezza in questo tunnel! Auguro a tutti quelli che lo percorrono di saperla cogliere. Un cordiale saluti a tutti e l’augurio di cuore di un Buon Natale.


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in bacheca

BALLANDO CON IL CUORE - 2 edizione E' ripartito alla grande, con tantissime richieste di adesione, il corso di ballo dedicato ai nostri anziani e agli amici volontari; una cinquantina, infatti, le persone che si sono iscritte per la 2° edizione tanto che si è dovuto fare due turni per dare la possibilità a tutti di poter partecipare. La formula è sostanzialmente quella dello scorso anno e prevede che si inizi gradualmente con passi lenti per aumentare poi con il tempo e lanciarsi in balli di gruppo e musiche più veloci e passi maggiormente complessi. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a visita medica e ad ECG per essere considerati idonei dal Dottor Lino Beber coadiuvato dalla preziosissima infermiera Gabriella Piva. Si è cambiata anche la giornata, scegliendo il martedì, e l'orario proposto è quello dalle 17.00 alle 18.00 per i principianti o per chi comunque ha bisogno di tempi un po' più lunghi per memorizzare i passi e tenere il ritmo, mentre dalle 18.00 alle 19.00 è il turno del corso avanzato. La serata di ballo, poi, non si conclude con il nostro corso ma prosegue dalle 19.30 fino alle 23.30 con la società sportiva rappresentata da Luca Bolner con il corso per imparare i balli caraibici, anche questo, diviso in due turni secondo il grado di preparazione.

“Emozioni d’inverno” appuntamenti ... Ricco, anche quest'anno, il calendario eventi che vede in programma attività ormai divenute nel tempo delle vere e proprie tradizioni. Come l'appuntamento con S. Lucia il 13 dicembre, curata dagli amici del Circolo Pensionati e Anziani di Pergine, a partire dalle ore 15.00 sui nuclei di via Pive per poi proseguire nella sede di via Marconi dalle ore 16.00. Sempre il 13 dicembre, alle ore 16,30 nella Sala Polivalente di via Pive, il Concerto di Natale a cura della Scuola Musicale C. Moser di Pergine. Venerdì 20 dicembre è la volta di “Doni sotto l'albero” ai residenti della Casa, promosso dalle Amministrazioni Comunali, a partire dalle ore 16,00 nella zona Cavedio del 1° piano e poi su tutti i nuclei della sede di via Pive per proseguire poi alle ore 17.00 al 2° piano della sede di via Marconi. Il saluto augurale della “Bandina” il giorno della vigilia a partire dalle ore 16.00 sempre dalla sede di via Pive e poi in via Marconi alle ore 17.00. Le S. Messe il giorno di Natale ad ore 9.00 nella Cappella di via Pive e alle ore 10.30 nella Cappella di via Marconi. Il 26 dicembre “Natale Insieme”, in tutti i nuclei della Casa, un pomeriggio dedicato ai residenti e ai loro familiari per festeggiare assieme con una buona fetta di panettone. Il 31 dicembre: Te Deum di ringraziamento nella Cappella di via Marconi; mentre nel pomeriggio, nella sede di via Pive a partire dalle ore 17.30 Festa di fine anno con la serata danzante e gli amici di “Ballando con il cuore”. L'appuntamento che conclude in festa questo periodo è con il Concerto del Coro Castel Pergine.

In attesa d'incontrarci di persona l'augurio, da parte di tutti noi, di Buone Feste.


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Natale 2013