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Giugno 2015 - numero 1 - anno XXXI


SOMMARIO La Casa informa

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Bilancio Sociale e di Missione 2014

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L’Estate sta arrivando

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in primo piano ...

EXPO 2015: nutrire il pianeta

Progetti

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La mia arte terapia

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Dagli scout di Pergine La mia arte terapia - Pagina 8

Ricordi

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Mi ricordo che

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I mestieri di una volta

Attività

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Dialoghi e “memorie”

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L’orto sinergico

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I 5 sensi … la multisensorialità

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In visita al MUSE

Dagli scout di Pergine - Pagina 9

Poesia

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La stagion de l’altipian

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La tombola

In bacheca

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Farmaco sicuro In visita al MUSE - Pagina 25


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EDITORIALE

BILANCIO SOCIALE E DI MISSIONE 2014

I

di GIOVANNI BERTOLDI

l Bilancio Sociale e di Missione, ormai arrivato alla sua settima edizione, costituisce e rappresenta un documento fondamentale e strategico di rendicontazione e trasparenza dell’attività svolta e dei servizi erogati dall’Istituzione. Attraverso il Bilancio Sociale si vuole infatti accrescere e migliorare il senso di appartenenza in tutti i collaboratori d in coloro che operano all’interno dell’A.P.S.P, promuovere coesione sociale e quindi riconoscimento da parte della Comunità del ruolo socio-economico dell’istituzione nonché favorire la massima trasparenza e partecipazione alle scelte strategiche ed organizzative effettuate dall’amministrazione. Il documento è composto da 6 capitoli sviluppati in 65 pagine ricche di informazioni, dati, indicatori ed immagini. Nel primo capitolo viene rappresentata L’identità dell’istituzione partendo dal Chi siamo, dalla nostra storia, dalla Mission e dalle strategie future, dai 13 servizi offerti che fanno dell’A.P.S.P un’azienda multiservizi orientata al benessere collettivo e alla promozione del benessere sociale. Con i suoi 264 dipendenti l’A.P.S.P. “S. Spirito – Fondazione Montel” rappresenta la “principale azienda” del territorio comunale in termini occupazionali, che in questo momento storico diventa elemento vincente. L’amministrazione, nel riconoscere il valore strategico e fondamentale delle risorse umane, ha sempre cercato di investire in formazione garantendo a tutti i propri collaboratori più di 20 ore di formazione all’anno. Il secondo capitolo cerca di rappresentare, con un elevato livello di dettaglio, la diversa gamma di servizi offerti facendo una fotografia della tipologia di utenti, dei principali indicatori clinico-assistenziali, delle varie forme di partecipazione e di coinvolgimento degli utenti e dei familiari nonché dei diversi servizi integrativi e di supporto oggi promossi ed erogati anche grazie al contributo del finanziamento privato. Un capitolo importante è rappresentato dalla dimensione sociale nel quale si da testimonianza del ruolo fondamentale rappresentato dal mondo del volontariato che garantisce una presenza sistematica di 97 volontari per 2 ore di presenza media settimanale. Un Bilancio sociale che si rispetti deve riservare spazio dedicato alla rendicontazione del risultato raggiunto rispetto agli impegni assunti. Oggi l’A.P.S.P. di Pergine in quanto struttura certificata, accreditata e valutata di assoluta eccellenza da parte dell’associazione di categoria (U.P.I.P.A. s.c.) è in grado di definire dei piani di miglioramento in grado di accrescere il livello di qualità di vita degli ospiti residenti e degli utenti dei vari servizi in un contesto di sobrietà economica ed elevata professionalità. Non va tralasciato e dimenticato l’elemento economico-patrimoniale che vede l’Azienda in una situazioni e di grande stabilità economica e finanziaria dove tutte le risorse vengono reinvestite per erogare la miglior qualità di servizio possibile. Nell’ottica della massima trasparenza risulta interessante la scomposizione della retta alberghiera nelle varie voci di costo che ogni ospite/familiare sostiene per avere il servizio


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LA CASA INFORMA/EDITORIALE socio-sanitario oggi garantito dalla R.S.A. Le donazioni ed i progetti di valorizzazione del patrimonio futuro rappresentano in fine una testimonianza reale e concreta che l’A.P.S.P. e la comunità di riferimento ha la sensibilità di guardare al futuro con ottimismo ed entusiasmo, al fine di garantire alla nostra comunità Perginese la sostenibilità futura della nostra istituzione. Il Bilancio sociale è quindi un documento pubblico, accessibile da parte di tutti, che vuole testimoniare l’attenzione e la sensibilità dell’amministrazione nei confronti della comunità perginese e dell’intera comunità provinciale.

ISSIONE M I D E E L IA C O S IO C BILAN Per incentivare l'utilizzo di internet e contestualmente contenere le spese di stampa e spedizione nonché il consumo della carta, Vi comunichiamo che il Bilancio Sociale e di Missione" per l’anno 2014 potrà essere letto sul sito della Santo Spirito: www.apsppergine.it in modo semplice e agevole. Infatti, attraverso un'apposita applicazione, sarà possibile leggere e sfogliare il bilancio come una qualsiasi rivista o quotidiano su carta.


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L’ESTATE STA ARRIVANDO di Marco Maines

E’

previsto che le prossime estati saranno sempre più frequentemente caratterizzate da caldo afoso ed umidità elevata: negli anni precedenti un numero rilevante di cittadini anziani è stato ricoverato in ospedale con sintomi e segni di una disidratazione intensa, talora così grave da essere il primo motivo del ricovero. E’ quindi opportuno, all’inizio di questa nuova estate, fare alcune considerazioni. Vivere bene l'estate è possibile, ma è necessario proteggersi dalle temperature elevate e dall'umidità. La normale idratazione deriva da un equilibrio tra i liquidi assunti e quelli persi nell'arco della giornata. Una delle vie principali per assumere liquidi è il cibo. Le raccomandazioni sull'assunzione di acqua sono quindi accompagnate da alcune considerazioni sulle opportune modificazioni della dieta nel periodo di gran caldo. Normalmente viene introdotto circa 1 litro di acqua con i cibi solidi, un altro litro con le bevande e circa 300 ml

di acqua vengono prodotti dal nostro organismo. Durante l'estate la necessità del corpo di regolare la propria temperatura accentua le perdite sotto forma di sudore, mentre diminuisce la quantità di liquidi eliminata sotto forma di urina. Se le perdite di acqua aumentano e se gli introiti non aumentano in modo proporzionale, si può instaurare anche in modo rapido uno stato di disidratazione, che si manifesta con: sete intensa, stanchezza e sonnolenza, un’insolita irritabilità, confusione mentale, riduzione dell’elasticità della cute, secchezza delle mucose, ipotensione arteriosa, forte riduzione della quantità di urine, e talvolta febbre. La disidratazione è particolarmente frequente nell’ anziano, in quanto il riflesso della sete è ridotto con l’avanzare dell’età, è perciò meno pronto a compensare la carenza idrica aumentando l'introduzione di liquidi. Se questo vale per tutti, sono in particolare anziani, malati cronici e disabili i più esposti ai disturbi provocati dal caldo eccessivo che devono seguire alcune importanti regole.

Una corretta alimentazione. Con il caldo diventa particolarmente importante curare l'alimentazione. I consigli per una corretta alimentazione estiva partono sempre dall'idratazione. L'acqua è l’elemento fondamentale della vita. In estate viene espulsa con il sudore e va assolutamente reintrodotta. Circa due litri di acqua al giorno sono l'ideale con il gran caldo, a cui devono aggiungersi i liquidi introdotti con il cibo. E' essenziale bere con regolarità e non aspettare che insorga la sete. Va sempre preferita l'acqua. Si può tranquillamente bere quella del rubinetto che da noi è organoletticamente ottima. Vanno invece limitate le bevande zuccherate e gassate. Anche con il the e con il caffè non si deve esagerare: sono bevande nervine, che agiscono sul sistema neuroendocrino e provocando una vasocostrizione, aumentano la diuresi e quindi la disidratazione. L'alcol in generale va evitato, anche se ci si può permettere un bicchiere di vino bianco leggero o una birra saltuariamente. Vietatissimi i superalcolici, ma an-


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LA CASA INFORMA/L’ESTATE STA ARRIVANDO che i vini rossi corposi e ad alta gradazione. Infine, è bene non bere liquidi caldi, ma neppure ghiacciati, per evitare il pericolo della congestione, che è sempre in “agguato". E' bene che l’ assunzione di liquidi, soprattutto se le condizioni climatiche sono particolarmente afose, avvenga gradualmente durante tutta la giornata e prima del riposo notturno. Se l'anziano non è pienamente autosufficiente, i liquidi e i cibi vanno offerti attivamente, e non lasciati alla sua discrezione.

La frutta e la verdura I liquidi vengono introdotti anche attraverso gli alimenti, ed in particolare la frutta e la verdura devono essere una presenza fissa del nostro menù. Oltre all'acqua questi alimenti contengono sali minerali, vitamine ed antiossidanti, sostanze protettive delle membrane cellulari che contrastano l'invecchiamento cellulare. La frutta è anche ricca di zuccheri, ma a basso indice glicemico: destrosio e fruttosio non inducono infatti la produzione di grossi quantitativi di insulina. La frut-

ta va benissimo per i due spuntini di metà mattina e metà pomeriggio. Per quanto concerne le verdure, vanno bene tutte, meglio se crude, compatibilmente con la capacità masticatoria della persona. Sia per la frutta, sia per la verdura, il consiglio è di preferire quella di stagione ad un buon grado di maturazione, raccolta da poco tempo. Dal momento stesso della raccolta, infatti, frutta e verdura iniziano ad impoverirsi gradualmente e a perdere caratteristiche nutrienti.

Gli altri cibi Rispetto agli altri cibi, va tenuto conto che in estate al nostro organismo bastano circa 300 calorie al giorno di meno che in inverno. Anche mangiare leggero è importante perché una digestione elaborata e lunga, oltre a generare di per sé calore, richiama il sangue verso lo stomaco e rallenta il processo di termoregolazione, ossia di raffreddamento, che avviene mediante la sudorazione e l'evaporazione

del sudore attraverso la pelle. La scelta dovrà quindi andare a latte, yogurt, ricotte, formaggi molli, evitando invece quelli stagionati, più grassi e salati. Anche il gelato è un buon alimento estivo. Per la carne, che non va mai mangiata più di due volte a settimana, è meglio scegliere carni bianche ed evitare salumi ed insaccati vari, ad alto contenuto di calorie e di grassi saturi e di più difficile digestione. Il pesce è sempre un'ottima scelta: ricco di acidi grassi polinsaturi che contrastano il colesterolo, altamente digeribile e a basso contenuto calorico. Riso, pane, pasta e patate vanno bene, ma in giusta quantità e magari come piatto unico insieme alle verdure, evitando di condirli con formaggi, panna, salse grasse ed olii. In tutti i casi vanno evitati intingoli, umidi e fritture.

Come reagisce l’organismo al caldo. L'organismo umano è predisposto per


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mantenere la sua temperatura intorno ai 37 gradi, limite compatibile con la salute. Nei mesi più caldi, però, quando la temperatura e l'umidità aumentano e c'è poco vento, il corpo fa più fatica a disperdere il calore ed

aumenta la sua temperatura. Per far fronte ad eventuali problemi causati da quest'aumento di calore si produce sudore in modo che questo, evaporando, raffreddi la superficie corporea.

Mi auguro che questi pochi consigli possano essere utili, ma soprattutto che tutti possano godere di una bella, ventilata e moderatamente calda estate!

CONSIGLI UTILI Consigli utili per contrastare il caldo Controllare giornalmente temperatura ed umidità. Con una temperatura che supera i 30° C ed un'umidità relativa oltre il 30% è necessario iniziare a stare attenti alle proprie reazioni fisiche. Aprire le finestre al mattino presto, alla sera e alla notte. Chiudere finestre, tapparelle e tende (molto utili quelle esterne) nelle ore più calde. Aumentare la frequenza dei bagni o delle docce, con acqua tiepida, che abbassa la temperatura corporea. Cambiare frequentemente la biancheria intima. Per chi è immobilizzato a letto, cambiare spesso posizione. Per chi ha problemi di incontinenza, cambiare spesso i presidi igienici (pannoloni). Dopo il bagno è anche bene idratare la pelle con prodotti adeguati (crema all'amido di riso, crema base, ecc.). Vestire abiti leggeri, chiari e non aderenti; in fibre naturali (cotone, lino, ecc..) che favoriscono la traspirazione. Non usare capi sintetici: oltre a non fare traspirare la pelle, possono provocare irritazioni e pruriti. Indossare cappello ed occhiali da sole quando si esce in giardino o a fare passeggiate. Uscire solo al mattino presto e dopo il tramonto, solo se l'aria si è rinfrescata. Evitare assolutamente di uscire in giardino tra le 11 e le 17. In queste ore, sole, calore, umidità ed ozono rendono pericolosa qualsiasi attività all'aperto. L'esercizio fisico moderato, sempre raccomandato se eseguito con prudenza, dovrà essere svolto nelle ore più fresche della giornata.


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PROGETTI

LA MIA ARTE TERAPIA di Chini Claudia

Mi chiamo Claudia e ho pensato di proporre al servizio animazione un percorso strutturato in 5 incontri per gli ospiti della casa di riposo che desiderano fare esperienze tattili in particolare modo con l’argilla. La mia formazione di counselor espressivo, mi porta ad entrare in contatto con diverse realtà per portare un contributo in termini di benessere e creatività, andando a stimolare le capacità residue, accogliendo le difficoltà e stimolando la fiducia nelle proprie capacità. L'Art-Counseling, quindi, è l’insieme di trattamenti di counseling attuati mediante la musica, il teatro, il disegno, la pittura, la scultura, la danza, la creatività con l’argilla e altri linguaggi artistici.

N

el corso di questi incontri, ho pensato di coinvolgere gli ospiti della casa di riposo portandoli innanzitutto alla conoscenza del materiale (alcuni di loro lo conoscevano già) trovando un momento di benessere nel lavoro collettivo. Ho pensato di realizzare insieme a loro dei piccoli oggetti, semplici da fare, ma di grande effetto. Una volta terminati e decorati e soprattutto usciti dalle nostre mani, abbiamo iniziato con la creazione di un piccolo vaso con


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la tecnica a colombino. Nell’incontro successivo abbiamo realizzato una ciotola a fiore e degli stampini natalizi da appendere all’albero, o semplicemente da regalare, abbelliti da un fiocco. Ho notato qui, come in altri ambiti, lo stupore e la meraviglia negli occhi delle persone nel momento in cui la forma prende “vita” e trasmette il suo significato a tutti quelli che la guardano, dando un senso del proprio lavoro che gratifica e ci rende orgogliosi del nostro saper fare. Negli incontri successivi abbia-

mo, inoltre, sperimentato la creazione di altri oggetti che sono stati poi decorati con varie tecniche durante l’ultimo incontro. Alla fine abbiamo creato dei piccoli pacchetti regalo che gli ospiti hanno potuto donare ai parenti o amici durante le festività in modo da dare anche a loro la possibilità di ricambiare per i doni ricevuti. Non è mancata, in prossimità del Natale, una piccola festicciola di saluto con la consegna dei manufatti e lo scambio degli auguri. Ho trovato nel corso di questi

incontri tanti sorrisi e ringraziamenti, persone che venivano un po’ di malavoglia, ma poi se ne andavano via felici. Il contatto con la terra, con il proprio sentire e con la soddisfazione di realizzare un qualcosa di personale rende questi momenti preziosi e carichi di gratitudine. Un grazie sincero a tutti coloro che hanno dato il loro contributo, ma soprattutto agli ospiti della casa di riposo di Pergine.


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PROGETTI

DAGLI SCOUT DI PERGINE RIPARTO LISITEA

È

stato un sabato diverso dal solito…

cappellone, fazzolettone, uniforme, gioia e un sorriso, sono bastati per far compagnia agli ospiti della casa di riposo di via Pive. Appena arrivate, bisogna ammetterlo, tensione ed un po' d'imbarazzo in noi si sono fatti sentire, ma in un lampo tutto è apparso semplice e spontaneo, abbiamo iniziato a cantare qualche canzone, a giocare e chiacchierare un po'. Caro B.Powell, fondatore degli scout: avevi ragione con la mitica frase:

. E perché no, alcune foto per ricordare questa giornata?!


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Le stagiόn de l’altipian Denti de cagn tompesta i pradi verdi fiòi dela primavera al par dele stéle che tompesta ‘l ziel quando vèn sera. Laghi sparpaiadi i spègia la val pinaitra fiòla de l’istà come ‘n dei òci dei turisti se spègia l’altipian pien de beltà. Fòie zalde enpieniss stradèi fiòi de ‘n autun che par eterno, po’… fiòchi bianchi de nef enpieniss zima Costalta ormai fiòla de l’inverno.


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RICORDI

MI RICORDO CHE di Gabriella Bonvecchio Beber

M

i ricordo di quando si andava al mare in colonia: piccola valigia in simil pelle

con dentro un costumino da bagno, due telini di cotone per asciugamano, un vestitino blu e l’altro a scacchi, un po’ di intimo, sandali con fibbia, un sacchetto di tela per il pettine, sapone, spazzolino e dentifricio. Adesso nel grande trolley argentato trovano posto numerosi capi di vestiario, set per la pulizia personale, creme, medicine antiallergiche, spugne, occhiali da sole, telefonino, libri e tante ciabattine. Mi ricordo quando alla mattina prima di andare a scuola, mio padre mi mandava dal benzinaio con la bottiglia vuota dell’amaro Giuliani, perché la Balilla non partiva senza carburante. Adesso a tutte le ore si va al self service per il pieno a prezzo promozionale. Mi ricordo quando le mie cugine mi passavano i loro vestiti, smessi per superamento taglia, ed io le pregavo anzitempo di darmi qualche capo che mi piaceva in particolar modo. Ora i vestiti smessi li impacco per la Caritas del paese, ma non vedo mai nessuno che li indossa. Mi ricordo quando andavo al gabinetto e tutt’intorno si spandeva la puzza. Ora basta schiacciare un tasto sopra il water e tutto scompare, assieme a tanta bell’acqua potabile, purtroppo.


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Mi ricordo che mia madre tutti i giorni faceva la polenta con vicino qualcosa di particolarmente leggero (formaggio grattugiato e verdure) o particolarmente pesante (crauti, cotechini ecc…), ma alla domenica c’era in tavola la pastasciutta al pomodoro!! Adesso tutti i giorni si fa la pastasciutta e la domenica, forse nemmeno tutte le domeniche, si prepara la polenta con coniglio o crauti: pasto speciale!! Mi ricordo che diventata una signorinella con la patente di guida, chiedevo a mio padre con molto anticipo di poter usare la sua vettura per un paio d’ore. Adesso devo chiedere a mio figlio, con largo anticipo, il permesso ad usare la mia macchina per un paio d’ore. Mi ricordo che la mia mamma fece un protesi alla zampetta rotta della gallina che tutti i giorni faceva l’uovo: una stecca tolta da un platò della frutta legata stretta con la “gaveta” e così :..ticche tocche…la gallina dopo un po’…. Mi ricordo i maggiolini (le “zorle”) rincorsi, acchiappati e rinchiusi in un barattolo di latta svuotato dai piselli dopo la funzione del “Maggio”. Mi ricordo che il Moro, l’asino della Richetta, ragliava a lungo quando era affamato, ma forse anche quando si sentiva solo, contento, depresso, sazio…Adesso lo chiamerebbero il “Fuoriorario”.


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RICORDI

I MESTIERI DI UNA VOLTA

“S

ovente accade che ad un certo punto del nostro vivere sentiamo il bisogno di affidar trascorsa e della quale vogliamo serbare memoria. Forse è perché si sta vivendo l'età nella quale s sa realtà che altrimenti potrebbe andare perduta. Così accanto a personaggi illustri che hanno fat e umiltà, hanno reso preziosi servigi. Sono personaggi altrettanto importanti, ma con l'unico "dife

L’UNICA VOCE CHE ANCOR RISUONA E’ LA VOCE DEL VENTO di Leone Chilovi

A

partire dal 1945 inizia la decadenza di molti mestieri, causati soprattutto dall'affermarsi dell'industria, attrazione di molti giovani. Vanno così scomparendo artigiani quali il falegname, il mugnaio, il maniscalco ecc. Questa situazione ha provocato un impoverimento della cultura artigianale e di conseguenza anche di quella conta-

dina. Nella mia infanzia ho assistito alla scomparsa del fabbro-maniscalco del mio paese. Penso che questo sia simile a quanto avvenuto nelle altre località. Il lavoro di fabbro maniscalco è stato esercitato per una intera vita da Davide Emer - classe 1870. Oltre al suo lavoro specifico, che esercitava con zelo e passione, era anche prodigo di consigli dettati dalla sua conoscenza ed esperienza. Chi l'ha conosciuto ricorderà il

suo carattere flemmatico ed il suo modo particolare di parlare cadenzato scandendo le sillabe. Nella valletta, accanto ad una fontanella aveva la sua officina nella quale creava ferri forgiati sull'incudine per gli usi più disparati, nei pressi aveva "il travai", una struttura in legno formata da pali verticali e trasversali, che serviva a ferrare le mucche. Dovendo lavorare nei campi, come animali da tiro, le mucche dovevano essere ferrate sugli


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affidare alla carta i ricordi e i sentimenti in grado di cogliere le sensazioni e le forme di una realtà quale si comincia a guardare indietro, o forse ci stà a cuore rievocare la sensazione di una precinno fatto grande il Trentino, mi pare giusto ricordare fatti e persone che, pur nella loro semplicità co "difetto" di aver operato in silenzio e con grande modestia. “ L. Chilovi

zoccoli. Davide ha svolto diligentemente il suo lavoro fino ai suoi ultimi giorni di vita. Correva l'anno 1944. Rari grappoli di pannocchie dorate pendevano dai balconi in legno, pregevoli costruzioni che la modernità ha distrutto. A novembre sovente la nebbia avvolgeva il paesaggio. I giorni passavano ed il lavoro di Davide si svolgeva ormai prevalentemente in officina. Il 1944 è stato un anno duris-

simo. Anche le nostre valli hanno conosciuto bombardamenti e mitragliamenti. L'hanno si chiude tragicamente sopra un Europa sconvolta da orrori e atrocità. Quasi non volesse più assistere a quella apocalisse di miserie e brutture, il 10 dicembre Davide lascia questo mondo. Il lavoro di fabbro-maniscalco è scomparso travolto dalla modernità. Nei lavori agricoli il bestiame, per mutate esigenze, è stato

sostituito dal trattore. Il "travai" non esiste più. Da tanto tempo non si sente più la voce flemmatica e cadenzata di Davide che l'inesorabile mano del tempo ha cancellato per sempre. Nella valletta, accanto alla fontanella, l'unica voce che ancora risuona è quella del vento, come eco lontana delle voci di Davide e dei contadini ormai spente per sempre.


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ATTIVITA’

DIALOGHI E “MEMORIE” PENSARE CERCARE ESPRIMERE DIALOGARE RICORDARE RACCONTARE

di Maria Teresa Natale (Laboratorio Espressivo Figurativo)

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urante la settimana, in giorni alterni e diversi, nella accogliente struttura dell’APSP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) che ha sostituito la vecchia amabile C.d.R. (Casa di Riposo), oltre alle ordinarie occupazioni, si organizzano gruppi di attività tra residenti, volontari fissi e occasionali, famigliari e operatori interni, per collaborare ad iniziative che abbiano utilità nel coprire tempi vuoti, ma soprattutto abbiano ricadute positive in senso umano, affettivo e sociale tra interni ed esterni della casa. Il lunedì pomeriggio è attivo il laboratorio espressivo figurativo

che coinvolge quattro volontarie fisse, volontari occasionali, operatori della struttura sociale, collaboratori famigliari e naturalmente gli Ospiti. Nel rapporto con gli anziani, in generale, si riconoscono fondamentali il dialogo e la condivisione dei ricordi relativi al tempo passato. Interessante, anche se potrebbe sembrare ovvia, è stata la “scoperta” che, i nostri anziani hanno pochi ricordi legati ai propri nonni e bisnonni, soprattutto dei maschi. Pensandoci un po’ su, calcolando che l’età media ai loro tempi era molto bassa (45-50 anni) e non dimenticando che due guerre mondiali hanno stravolto l’esistenza di intere famiglie, è comprensibile che nel profondo della mente

PENSARE CERCARE ESPRIMERE DIALOGARE RICORDARE RACCONTARE PENSARE CERCARE ESPRIMERE


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dei nostri anziani siano rimasti solo pochi e sbiaditi ricordi dei loro nonni. L’attuale argomento trattato riguarda l’indagine degli ambiti lavorativi dei singoli ospiti, dai lavori della casa a quelli della terra e delle campagne, dalle prime botteghe artigiane alle fabbriche, con recupero mnemonico di strumenti, linguaggi, usanze, tipologie dei costumi. Poniamo una particolare attenzione ai dialetti, considerato che, con l’avanzare dell’età, si assiste ad un ritorno affettivo ai luoghi di nascita e alle loro caratteristiche più marcate. Abbiamo ottenuto il doppio risultato di sollecitare gli anziani ad attivare competenze personali-professionali possedute

nel corso della propria vita attiva e di comunicare tali competenze agli altri membri del gruppo. Tutto questo si verifica puntualmente nei nostri incontri e capita che anche le persone ritenute “più coriacee e riluttanti” si facciano convincere a partecipare alle attività. Così Carlo, conduttore di “corriere” d’altri tempi, illustra con passione il suo lavoro aiutato da Armando mentre Severina riprende contatto con la vecchia casa paterna corredandola di particolari. Così, senza fretta e patemi d’animo, si pensa, si cerca, si esprime, si colora, si taglia, si incolla in compagnia , collaborando e dialogando, ricordando e raccontando se stessi.

RIMERE DIALOGARE RICORDARE RACCONTARE PENSARE CERCARE ESPRIMERE


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ATTIVITA’

L’ORTO SINERGICO: LA NOSTRA PASSIONE di Giovanna Meneghini

C

on l'arrivo della primavera, e il ritorno degli operatori dell’Intervento 19, riprendono anche le nostre attività e progetti dentro e fuori casa.

rie invernali, ha bisogno di nuove cure e nuove attenzioni per riprendere la sua forma di un abbraccio e poter così accogliere a dimora le piantine di insalata, sedano, pomodori, peperoni, melanzane, porri, fagiolini, zucchine e tante altre varietà di

ranno delle spirali di terra sostenute a secco con delle pietre, per dare modo alle nostre piante di ergersi in bella vista e formare le due teste dell'abbraccio. Tutti gli operatori sono coinvolti e impegnati nelle minuziose operazioni; i nostri re-

L'orto sinergico che tanto lavoro ci ha dato da fare lo scorso anno per la sua realizzazione, dopo le intempe-

verdurine che andremo poi a gustarci man mano che ci sarà la produzione estiva. Per le nostre spezie sorge-

sidenti, indaffarati nel dare consigli e raccomandazioni, contribuiscono con passione, e alcuni con scetticismo,


a portare avanti questo metodo di coltivazione, che abbiamo abbracciato lo scorso anno, e che ha prodotto veramente “degli ottimi frutti” permettendoci di fare il nostro ortomercato a offerta libera, dove amici, familiari e volontari potevano scegliere di prendere un bouquet d'indivia o rametti di salvia aromatizzata all'ananas e quanto si poteva raccogliere, senza dimenticare l'apprezzamento della crema realizzata con la raccolta della nostra calendula e dei sali ed il tè prodotti con le piantine aromatiche. Abbiamo ricevuto critiche e ci scontriamo quotidianamente con lo scetticismo di alcune persone che apprezzerebbero una coltivazione più tradizionale anche perché, in questa fase di preparazione, il nostro orto non è bello da vedere, con tutta quella paglia appare disordinato, ma in realtà presto sarà rigoglioso e porterà anche quest'anno “buoni frutti”. Non ci resta che invitarvi a venire nel giardino di Via Pive e osservare come il nostro orto sinergico si evolve settimana dopo settimana e a rallegrarvi con noi per i risultati che “assaggeremo”

A’ T I S O I R CU

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L'agricoltura sinergica è la forma di coltivazione più naturale in assoluto; si basa sul principio del “vivere senza distruggere” e rifiuta l'utilizzo di erbicidi e pesticidi. Per tenere sotto controllo le specie animali e gli insetti dannosi alle coltivazioni si mettono dunque in pratica strategie di controllo naturale, che cercano di creare condizioni ambientali favorevoli per tutte le specie che tengono alla larga quelle nocive. Ricci pipistrelli, molti uccelli, anfibi e rettili svolgono questa positiva funzione. Infine, vi sono anche alcuni ritrovati naturali che permettono di aumentare la resistenza delle colture alle malattie e all'attacco degli insetti dannosi. Lo sapevate che? Il decotto di menta è un repellente contro le formiche. Il decotto di bucce di cipolla si usa per combattere gli acari e prevenire le malattie fungine. Il macerato d'ortica allontana gli insetti. Estratto da Guida per l'orto sinergico: come realizzare l'orto più naturale in assoluto! di Marco Grilli


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ATTIVITA’

I 5 SENSI …. LA MULTISENSORIALITA’ di Donatella Paoli e Brigitte Plattner

I

cambiamenti che si susseguono in ambito lavorativo e nella vita quotidiana portano naturalmente alla necessità di trovare un nuovo sguardo e un approccio diverso innanzitutto con sé stessi perché è da lì, dentro di noi, che possono nascere tutte le trasformazioni che possono rendere la nostra vita diversa, più appagante, più felice o al contrario meno felice e disagevole, ma anche con l’altro. Ciò che deve rimanere al centro è la persona nel suo insieme e l’approccio olistico può costituire un punto di vista fondamentale per guardare con occhi nuovi e diversi il volto dell’altro considerandolo nell’insieme: corpo mente e spirito in una relazione da cuore a cuore.

I 5 sensi: GUSTO OLFATTO

mente anche persone giovani con patologie neurologiche degenerative e stati vegetativi. E’ nostro compito e dovere impegnarci per soddisfare i bisogni di tutti anche laddove non possano essere espressi e anche allargare la possibilità di risposta viste le risorse nel campo delle cure complementari. L’approccio multisensoriale, come anche le cure complementari, comprendono tecniche come il tocco o il tocco-massaggio, della propriocezione, affiancate all’utilizzo della musica, dell’aromaterapia, della cromoterapia e della fitoterapia creando un ambiente accogliente, dove il benessere è favorito e dove la persona è considerata per la sua unicità, non per la sua malattia e sintomatologia, ma per il semplice fatto di esistere ed essere presente lì insieme a qualcuno

I bisogni del singolo ospite e le esigenze organizzative richiedono spesso scelte per priorità e a volte si rischia di dare meno importanza all’aspetto relazionale e al fatto che ogni persona ha bisogno di sentirsi viva, utile, compresa, toccata, toccabile, ascoltata, accompagnata …. e non solo fra gli ospiti ma spesso anche fra colleghi. Nel nostro lavoro non c’è tempo e spazio per aggiungere altre attività ma abbiamo scoperto che possiamo aggiungere un “modo” di fare, di vedere, di essere, che non toglie niente al tempo, ma al contrario può dare valore all’azione, alla relazione che ogni giorno ci troviamo a intessere in tutte le direzioni, con i colleghi, con gli ospiti, con i collaboratori, con i familiari ecc … All’interno della nostra struttura negli ultimi anni è cambiata la tipologia dell’utenza, i nostri ospiti non sono più solamente anziani ma La multisensorialità: sempre più frequentePiù sensi che interagiscono

VISTA

tra loro generando sensazioni

TATTO

ed emozioni

UDITO


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Vorrei che non finisse mai … ascoltare il messaggio nel dare e ricevere, portare la presenza concentrati, trovare unione nel contatto,

ascoltare il dolore e riconoscere sé stessi nell’altro poesia nata durante l’esperienza della multisensorialità il 5 luglio 2012

che lo ascolta. Inoltre questo approccio può essere una via di comunicazione dove altri canali comunicativi non sono più presenti. L’esperienza fatta ha permesso di dare momenti di benessere ai residenti coinvolti e modificare in modo positivo il rapporto fra residente e curante

Obiettivi dell’approccio multensoriale: PROMUOVERE MOMENTI DI BENESSERE ACCRESCERE L’UMANIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI

dando una maggior soddisfad’animo cambia, come una zione a entrambi. Ne è emerso goccia che cadendo nell’acqua il desiderio naturale di approcrea dei cerchi di espansione fondire gli argomenti trattati per così il cuore si riempie di calore poter dare una risposta sempre e in quel preciso momento il più adeguata ai bisogni dell’alsignificato dell’agire si rischiatro e questo crediamo sia un ra, lo scopo è raggiunto e la risultato significativo che ci gioia supporta le difficoltà del debba essere da incoraggiacammino. mento per continuare su questa via. Alcuni mezzi per favorire il Una cosa certa è che nel benessere: momento dell’incontro auTOCCO - TOCCO MAStentico con l’altro lo stato

SAGGIO PERCEZIONE USO DELLA MUSICA AROMATERAPIA USO DEI COLORI E DELLE ERBE


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POESIE

LA TOMBOLA di Carmen Carli

Un giorno fisso alla settimana perché no! E’ bello tentar alla Fortuna per un pomeriggio desiderato, divertente, stimolante e coinvolgente. E’ la Tombola il gioco in questione occasione per ritrovarsi con tante persone; qualcuno riceve un bel regalo, è un’emozione altri vincono il premio di consolazione detto da tutti noi “Tombolone”. Il gioco è semplice, non si può sbagliare, se non si capisce c’è sempre qualcuno pronto ad aiutare, piccole regole sono da rispettare: ascoltare in silenzio per non disturbare. E’ una stupenda occasione per stare in compagnia qualche intermezzo per tenere l’allegria; accompagnano le chitarre i cori e le canzoni, tante le voci, i ricordi, le nascoste emozioni. Nel salutarci con gioia c’è sempre fermento aspettiamo il prossimo appuntamento; c’è chi ride, qualcuno meno soddisfatto va dicendo “son venuto per giocare” non sempre si può vincere, importante è partecipare!


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Che bel, esser chi ensema e farne compagnia col zoc dela Tombola se ride en alegria. Bisogn star en silenzio ascoltar con atenzion quando i estrae i numeri o faren sol confusion.

sarà per n’altra ocasion. Ma ades me manca en numer sperante sia quel bon, ma entant na voze giubila Tombola o Tombolon!

Picole, fazili regole se deve rispetar cossì zugar l’è fazile e no se pol sbagliar.

Quando qualcuno el vinze l’è sempre n’emozion; pecà, podevo esser mi

L’autrice Carmen Carli ha vinto il concorso letterario 2014/2015 promosso dal Coordinamento Circoli Pensionati ed Anziani della Provincia di Trento, classificandosi al 4° posto con la poesia dal titolo “Noi, nonni moderni”. Congratulazioni!


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ATTIVITA’

IN VISITA AL MUSE ospiti e operatori

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l giorno 24 aprile i residenti Rita, Monica, Ines, Emanuele, M. Evelina in compagnia di quattro operatori si sono recati in visita al MUSE (museo di scienze naturali) di Trento. L'operatore Gino è stato il nostro autista di questa meravigliosa avventura. Ad aspettarci nell'atrio del museo c'era la nostra guida Chiara che ha dato inizio alla visita, spiegandoci la storia della struttura, la cui forma richiama quella delle nostre dolomiti. Successivamente il percorso si è articolato su tre piani, che riguardano diverse tematiche inerenti la montagna. Nel piano della geologia delle Dolomiti Chiara, chi ha spiegato la formazione delle nostre montagne attraverso una successione di pietre e fossili. Al piano superiore abbiano visitato il labirinto della biodiversità dove abbiamo potuto ammirare molti esemplari di fauna alpina, ad esempio: l'orso, l'aquila, il cervo, il lupo ... Al quarto piano è stato ricreato un ghiacciaio, la guida ci ha dato la possibilità di poterlo toccare. Finito il percorso guidato abbiamo visitato da soli gli altri piani. In uno si sviluppa la tematica della preistoria alpina, dove abbiamo visto i vari uomini primitivi e i loro strumenti di vita e di caccia, mentre al piano interrato erano esposti molti scheletri di dinosauri e animali esotici come la leonessa, l'armadillo e tanti altri. Per completare il percorso siamo andati ad esplorare la foresta pluviale , molto suggestiva per la presenza di numerose piante tropicali, tra cui banani carichi di frutta. Stanchi ma felici i nostri accompagnatori Gino, Michela, Roberta G., Roberta V. ci hanno portato al bar dove abbiamo gustato un buon gelato e un buon caffè.


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LA CASA INFORMA

EXPO 2015: NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA di Andrea Zuccatti

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a visita all’EXPO 2015 a Milano è alle porte e la maestra cerca di spiegare ai suoi alunni di quinta elementare il significato di questo evento. “La prima esposizione universale si tenne a Londra nel 1851. L’expo tratta temi di interesse generale con l’intento di avanzare

proposte concrete di miglioramento globale. Si tiene, quest’anno, a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre e il suo tema è Nutrire il pianeta – Energia per la vita. I contenuti dell’expo sono inseriti nella Carta di Milano, il documento che include le principali questioni riguardanti l’utilizzo sostenibile delle risorse del pianeta con quattro temi fondamentali: sviluppo so-

stenibile in ambito alimentare; agricoltura che produca cibo a sufficienza senza danneggiare risorse idriche e biodiversità; tecnologie in grado di diminuire le disparità tra i paesi; il cibo come identità socio-culturale.” Carlo è un po’ distratto e già parla ai suoi amici delle immagini dell’Expo viste in televisione: grandi palazzi arditi e colorati, persone provenienti da tutto il


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mondo, decine di migliaia di visitatori al giorno. Alla fine della lezione non è certo contento di ritrovarsi alcuni compiti da fare nel pomeriggio dalla nonna. Si siede al tavolone della cucina, irrequieto, fruga nello zainetto, controlla astuccio e quaderni, gira di continuo i fogli distribuiti a scuola per la gita dell’indomani. Con difficoltà riesce a concentrarsi sui compiti, nonostante Ilda, la nonna, lo riprenda di continuo, cercando di ricondurlo alla concentrazione e allo studio. Carlo scorre ancora una volta le pagine con gli occhi, prova a scrivere un pensiero, ma subito si arresta. Consulta un dizionario, maledice la casa della nonna, sprovvista di ogni avanzamento tecnologico. Questi giovani d’oggi - è il pensiero della

nonna – hanno sempre mille pensieri per la testa e mancano quando necessario dell’opportuna concentrazione, sono caotici e disordinati. Da mezz’ora Carlo è davanti ai libri di scuola, ma ancora il foglio davanti a lui è inesorabilmente bianco, solo qua è là la nonna intravede qualche parola. Sono i brevi pensieri che la maestra ha chiesto agli alunni di spiegare e commentare con parole proprie, in vista dell’uscita del giorno seguente, all’EXPO, a Milano, ma che risultano scogli insormontabili per il piccolo Carlo. Ilda si avvicina, ha preparato una buona crostata con marmellata di pesche, e ne appoggia una fetta sul tavolo, a beneficio del nipote. Forse una buona merenda riuscirà a far ragionare Carlo.

E’ soprattutto il pretesto per spiare quale compito lo stia mettendo tanto in difficoltà. La fetta di crostata sparisce in men che non si dica, rimangono solo le briciole sul piattino, la nonna lo prende e lo ripone nell’acquaio. Nemmeno il tempo di rigirarsi e il somaro è già sgattaiolato via, a giocare. Lo si vede già passare sulla strada con la sua bicicletta. Il foglio rimane sul tavolo, bianco. Ilda ricorda ancora l’attenzione che lei, bambina, poneva nei compiti di scuola e un po’ per gioco, un po’ per tuffarsi nel suo remoto passato, si siede al tavolo e imbraccia la penna (morsicchiata) del discolo nipote. In fondo qualche piccolo suggerimento che male può fare?

Ora di seguito trovate le risposte della nonna, sintetiche e incisive, ma ricche della saggezza popolare tramandata di bocca in bocca da generazioni. Nutrire il pianeta, energia per la vita: Sac vòit no stà en pè Nel mondo 2 miliardi di malnutriti, 800 milioni soffrono di fame cronica e 2 miliardi di sovrappeso: Chi massa e chi miga Differenze di alimentazione tra sud e nord del mondo: Chi magna massa, engrassa. Chi magna miga, sudor e fadiga Gestione equilibrata delle risorse del pianeta: En po’ per un no fa mal a nisun 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato: Lo sa anca el pu’ vilan che no se zuga con el pan

CHISSA’ Chissà cosa avrà pensato la maestra al momento della correzione dei compiti in classe, forse che, in fondo in fondo, i punti scritti nella “Carta di Milano”, il documento che sintetizza i temi dell’Expo 2015, non siano poi niente di illuminato, ma che basti scavare nelle nostre vecchie povere radici per ritrovare un po’ di buon senso.


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in bacheca PRESTO LA SOLUZIONE PER LA PREPARAZIONE E LA SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI CBA GROUP ANCHE ALL’A.P.S.P. “S. SPIRITO - FONDAZIONE MONTEL”

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ati i riscontri positivi ricevuti dalle Strutture di Rovereto, e Cles ed al corrente della prossima installazione a Brentonico, abbiamo optato per l’acquisto della Soluzione CBA Group per la preparazione sicura del farmaco; un armadio robotizzato, integrato con il software Cartella Socio Sanitaria, che permette l’ordine, la preparazione e la somministrazione sicura del farmaco. La macchina infatti riceve gli ordini dal software CBA, da anni ormai in uso nella struttura, ed in automatico predispone dei blister contenenti i farmaci, personalizzati con nome dell’ospite, farmaco, date e orario di somministrazione. In questo modo, in fase di somministrazione, sarà sufficiente verificare che i dati riportati sul blister corrispondano ai dati del paziente e si eliminerà qualunque tipo di errore. La macchina permette di preparare 1 blister al secondo, in soli 15 minuti è quindi possibile predisporre i farmaci giornalieri per oltre 220 pazienti, con un notevole risparmio di tempo per i nostri operatori. Con questo investimento il nostro personale potrà dedicare alla cura dell’ospite il tempo fino ad ora impiegato nella preparazione dei farmaci ed al tempo stesso avremo la sicurezza che il giusto farmaco sia somministrato al giusto paziente. Un ulteriore passo per il miglioramento del benessere dell’ospite, un valore da sempre al centro di tutte le iniziative della A.P.S.P Santo Spirito di Pergine.


staff

GLI SPONSOR ANDREATTA SERGIO di Pergine Valsugana (TN)

Comitato editoriale

C.B.A. Informatica s.r.l. di Rovereto

Presidente: Giovanni dott. Bertoldi

DINAMICA CONTROL SERVICE s.n.c. di Zuccatti P. & C. di Pergine Valsugana

Direttore: Cristina Bolgia

ENDURANCE IMPIANTI s.r.l. SocietĂ Unipersonale di Spini di Gardolo

In redazione: Fabrizio Cestari Giovanna Meneghini Andrea Zuccatti

SCA HYGIENE PRODUCTS S.p.A. di Altopascio (LU)

Cura redazionale e impostazione grafica: Cristina Bolgia Giovanna Meneghini Fotografie: Archivio Servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

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Stampa: Publistampa Arti Grafiche s.n.c. di Casagrande Silvio & C. 38057 - Pergine Valsugana (TN) Via Dolomiti n. 36 Distribuzione gratuita

Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico

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Giornalino Giugno 2015  

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