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Edizione speciale - anno XXX


SOMMARIO La Casa informa 2

Edizione speciale

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Perché

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Il cammino della Casa

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Le strade per il futuro

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… tutte quelle piccole cose

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Alcune considerazioni

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Anzino e comunità

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A.V.U.L.S.S.

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Casa di riposo… casa d’opportunità

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AUSER: associazione per la formazione e ...

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Una terra promessa

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Agli ospiti e famigliari

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I nostri poeti dialettali

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Riflessioni

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Un esercito di dieci obiettori

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Il nuovo direttore si presenta

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Attività cinofila assistita

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Santo Spirito - = AMORE

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Da IPAB ad Azienda

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La nostra storia

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Le tradizioni di un tempo, alla ricerca del tempo ..

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E negli ultimi 4 anni ….

le copertine ...


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EDITORIALE

EDIZIONE SPECIALE di GIOVANNI BERTOLDI

È

con grande gioia, onore ed orgoglio che apro questa edizione speciale del nostro giornalino “Il Ponte”. Un Ponte lungo 30 anni, nel corso dei quali sono state raccontate storie di vita, aneddoti, curiosità, riorganizzazioni, trasformazioni e idee. All’interno di questa edizione speciale de “Il Ponte” 30° anniversario ripercorriamo i fatti salienti di 30 anni di vita della nostra Istituzione e della nostra comunità. Nel Natale del 1984 usciva il primo numero dell’Eco della Casa di Riposo nato da una idea degli obiettori di coscienza che a quel tempo animavano la vita della Casa ma anche dell’intera comunità. In questi 30 anni abbiamo registrato la presenza di 4 Presidenti che qui ricordiamo, Armando Fruet, Dario Beber, Maurizio Mattivi e Marco Casagrande, la trasformazione dell’allora Casa di Riposo in RSA e poi in Cittadella dell’Anziano per i servizi alla persona, il passaggio istituzionale da IPAB ad APSP e la diversificazione e differenziazione dei servizi non solo residenziali ma anche semiresidenziali, ambulatoriali, alberghieri e domiciliari.

In questi 30 anni siamo passati anche dalle Lire agli Euro e dal bilancio pubblico al bilancio economico. In questi 30 anni abbiamo vissuto gioie e dolori, nascite e morti, ma soprattutto la esperienze di aver vissuto a contatto con delle persone. In questi 30 anni abbiamo raccolto le storie e le testimonianze di molti nostri amici che costituiscono oggi un importante patrimonio storico e culturale per la nostra comunità. In questi 30 anni il nostro giornalino, che da Eco della Casa di Riposo si è trasformato ne “Il Ponte”, ha voluto raccogliere e testimoniare la vitalità di una comunità viva e attenta alle necessità dei più bisognosi, degli anziani e di chi è solo. Attraverso la lettura di questa edizione speciale potrete ripercorrere 30 anni di storia perginese e rivivere emozioni e sensazioni oggi sopite ma che consentono ad ognuno di noi di migliorare il proprio bagaglio di esperienze. Voglio in conclusione, nell’augurare a tutti voi una buona lettura, ricordare le molte persone che hanno contribuito a far diventare il nostro giornalino un piccolo scrigno della memoria perginese.


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 1984

PERCHÈ l’animatore e gli obiettori di coscienza Il nostro periodico nasce nel dicembre del 1984. Ideato dagli “Obiettori di coscienza” con Antonio, primo animatore. “…un regalo, speriamo utile…”, lo definirono, “… un giornalino scritto soprattutto dagli Ospiti, per raccontare qualche vecchia vicenda, recitare una poesia, lamentarsi per cose che non vanno …”, “… per leggere, divertirsi, all’interno della Casa, ma anche fuori, nella comunità, presso i familiari, i parenti e gli amici.”

L’

eco della Casa di Riposo, numero 1. Un vecchio progetto finalmente tirato fuori dal cassetto, un’idea accarezzata da tempo, che siamo riusciti a realizzare proprio a ridosso di questo natale 1984: un regalo, speriamo, utile. Certo non solo quattro fogli di carta pieni di comunicazioni, delibere, decisioni. Anzi, tutt’altro. Un giornalino scritto soprattutto dagli ospiti, per raccontare qualche vecchia vicenda, recitare una poesia, lamentarsi, perché no, denunciare cose che non vanno. Questo primo numero sarà forse affollato di saluti ed auguri, magari un po’ noiosi, ma pensiamo d’essere perdonati. In fondo, appunto, è solo un primo numero. Il prossimo siamo sicuri sarà migliore e per questo attendiamo fin d’ora consigli, suggerimenti, pacchi d’articoli, disegni, storie e barzellette. Per leggerci, divertirci, pensare qui, all’interno della Casa di Riposo ma anche fuori, presso i familiari, i parenti e gli amici che ci vengono a trovare che, attraverso queste pagine potranno, forse, capire di più, aiutarci meglio, esserci vicini.

dal Comitato Editoriale 1984: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Ultim'ora

A noi anziani

Una notizia fresca, fresca, assai interessante, per gli ospiti della Casa di Riposo e per i loro familiari. Un’occasione in più per passare qualche giorno fra i propri cari, per parlare di tante cose. E’ possibile da qualche settimana, trascorrere 5-7 giorni continuativi, due volte all’anno, a casa propria o presso i familiari. Il posto verrà conservato e non verrà addebitata la retta giornaliera. La segreteria potrà fornire maggiori informazioni.

A noi anziani, de na zerta età, ne par che su ‘sta tera sia tut cambià. E ‘n tra de noi pensan Che ‘l mondo el vaga ‘ndrio. Enveze sen noi che ormai No sen pù boni de starghe drio. Enrico Fuoli


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 1984

IL CAMMINO DELLA CASA del segretario (Ezio Beber)

L

a pubblicazione del primo numero di questo giornalino mi sollecita ad andare a ritroso nel tempo, quando, da ragazzo, rispondendo agli inviti degli Ospiti e delle Suore di allora, mi recavo con la filodrammatica dell’Oratorio presso la sede di Piazza Gavazzi per trascorrere assieme ai Nonni alcune ore di allegria. Ricordando la Casa di allora mi appare evidente l’evoluzione avvenuta in tutti questi anni. L’assistenza erogata dalla Comunità agli anziani poveri di quel tempo si è andata via via trasformando in servizio eminentemente sociale e di promozione umana. Mi sembra doveroso rammentare gli sforzi delle Amministrazioni precedenti per dare una sede dignitosa all’Istituzione. Da Piazza Gavazzi si è passati nel 1963 alla sede di Palazzo Montel opportunamente ristrutturato per renderlo il più accogliente possibile, nonostante i vincoli posti alla costruzione delle Belle Arti. La disponibilità del terreno adiacente alla Casa nonché la necessità di dover adeguare il servizio erogato alle sempre maggiori e mutevoli esigenze della Comu-

nità hanno stimolato l’Amministrazione a promuovere l’iter per la costruzione dell’attuale nuova sede, più adatta e confacente agli scopi istituzionali. Nel 1975 il progetto è divenuto realtà, con l’apertura del 1° Lotto e nel 1978 l’opera è stata ultimata come appare nella attuale struttura di tipo alberghiero. Ora che la Casa risponde alle esigenze strutturali, pur sempre bisognosa di continui lavori, lo sforzo dell’Amministrazione è e deve essere inteso alla promozione di attività culturali, ricreative e di animazione per una sempre migliore vivibilità interna e promozione della persona umana. Per il raggiungimento di tale scopo è opportuno e necessario il coin-

volgimento e l’apertura verso l’esterno in un processo di integrazione attraverso il quale la Comunità senta l’Istituzione come parte di se stessa. In questo senso sta operando l’Amministrazione con la collaborazione di Associazioni e Gruppi Esterni con la missionaria dedizione delle Suore e dell’ opera fattiva del personale laico. Affinché questi intendimenti possano trovare soluzione è però in primo luogo necessaria la disponibilità e l’impegno alla collaborazione da parte dell’Ospite. Certo, il percorso può essere laborioso ma camminando assieme le difficoltà e le incertezze sono superabili con minor fatica.

L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pasqua 1985

LE STRADE PER IL FUTURO di Armando Fruet

N

el porgere a tutti i più sinceri auguri di una Felice e Buona Pasqua, penso di far cosa gradita riportando qui di seguito le note di premessa al Bilancio di Previsione 85, affinché queste non restino a conoscen-

za di pochi addetti ai lavori ma tutti possano essere informati dei programmi per l’amministrazione di questa Casa. Quest’anno scade il nostro mandato come amministratori della Casa di Riposo. In attesa che la Regione approvi la proposta di nuovo Statuto dell’Istituzione “CASA DI RIPOSO S.


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LE STRADE PER IL FUTURO/Armando Fruet

SPIRITO FONDAZIONE MONTEL”, l’attuale Comitato di Amministrazione dell’Ente Comunale di Assistenza continua ad amministrare in via transitoria questo Ente. Consci di dover cercare il meglio nel doveroso compito affidatoci vogliamo qui di seguito illustrare gli intendimenti per la gestione di questa Casa di Riposo, conciliando al meglio le esigenze e le aspettative delle persone qui ospitate con i problemi amministrativi e di gestione, sicuri di essere aiutati a questo fine dal personale sia religioso che laico, che in più occasioni ha manifestato la propria lodevole disponibilità. Vista l’importanza del Bilancio Preventivo quale documento guida, lo stesso è stato impostato nell’intento di mantenere il buon livello raggiunto nell’erogazione del servizio, contenendo il più possibile gli inevitabili aumenti delle rette che sono lievitate di £. 1.000.= sulle tre fasce autosufficienti 27.000.= autosufficienti parziali 32.000 non autosufficienti 38.000.=), rispettando nello stesso tempo le proporzioni del personale, come dalle direttive provinciali, onde poter tener fede alle convenzioni stipulate con le UU.SS.LL. del C4 e del C5 per la messa a disposizio-

ne di posti letto per ospiti non autosufficienti. Dette UU.SS.LL. erogano il contributo provinciale nella stessa misura dell’84, cioè £. 5.300.000.= annue per ogni posto previsto nelle convenzioni n. 46 con il C4 n. 16 con il C5. Operare affinché il contributo pubblico vada a coprire la differenza fra la retta per autosufficienti e la retta per non autosufficienti pensiamo sia la strada giusta da percorrere, ci si rammarica solo che detto contributo non sia stato adeguato nel tempo alla effettiva differenza tra le due rette. Riteniamo siano maturate le scelte di apertura della Casa di Riposo offrendo servizi alternativi al ricovero, come l’ospitalità diurna e notturna, la gestione e l’assistenza a persone anziane ospitate in gruppi concentrati in mini appartamenti, nonché continuare nell’erogazione di pasti da asportare o consumare nell’apposita saletta, con la collaborazione del Comune e della U.S.L. del C4. Se questi sono i possibili servizi verso l’esterno, non abbiamo dimenticato le varie esigenze all’interno di questa Istituzione; l’anno scorso abbiamo assunto, sebbene a tempo parziale, l’animatore culturale che sicu-

ramente ha reso più viva la vita dei nostri ospiti; sempre a questo proposito sarebbe auspicabile possedere un pulmino per poter organizzare brevi gite all’esterno. Sembra che quest’anno si stia concretizzando la possibilità di dotare la Casa di una sala polivalente che, oltre a dar spazio per attività ricreative, dovrebbe favorire l’incontro fra l’esterno e la Casa di Riposo stessa. In considerazione di questo e per una efficiente gestione del patrimonio, con particolare riguardo alle pratiche relative alle richieste di contributo, si auspica che la proprietà della Casa, che per effetto della Legge Regionale sulla soppressione degli EE.CC.AA. è in fase di passaggio al Comune, torni al costituendo nuovo Ente. E’ stato programmato il 2° corso di aggiornamento per il personale ausiliario, per dare un servizio sempre più qualificato ai nostri ospiti; stiamo prendendo gli opportuni contatti per creare un sevizio di estetista callista e il servizio di parrucchiera: crediamo che questo possa contribuire a far sentire le persone anziane qui ospitate parte viva della società. Pensiamo possa rispondere bene ai vari bisogni il servizio


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1985: SUCCEDEVA QUELL’ANNO di fisioterapia istituito ancora nell’81 con una fisioterapista che esercita la libera professione con la possibilità di adattare il numero delle ore secondo le esigenze che si vengono a creare. Per quanto riguarda la direzione sanitaria, l’U.S.L. del C4 alla fine dell’83 se ne è assunta l’onere in base alle direttive provinciali. Il medico incaricato è il dr. Pintarelli, scelto dalla maggioranza degli ospiti anche come medico di fiducia presta la sua opera attualmente per 18 ore settimanali invece delle 6 del primo incarico. Unitamente all’adeguamento del servizio medico, è stato chiarito il problema della fornitura del materiale sanitario di uso corrente che adesso viene fornito direttamente dall’U.S.L. del C4. Ci proponiamo di operare in seno all’U.P.I.P.A. in collegamento con le varie Case di Riposo, proponendo fasi realizzabili, sintesi di necessità reali, valutando altresì l’esperienza degli altri, convinti che i problemi delle persone anziane vadano risolti nel doveroso rispetto della persona umana. Crediamo di aver improntato questo nostro Bilancio con equilibrio ed obbiettività, cercando di espletare il nostro compito non come dominio dell’uomo sull’uomo, ma nella disponibilità dell’uomo per l’uomo.

Compleanni Si festeggerà ancora, come tanti anni fa, il compleanno assieme ai parenti e agli amici. Il Comitato di Amministrazione ha dato il via il 14 febbraio, ad una nuova iniziativa, sarà possibile, il giorno del Vostro compleanno, invitare due persone care con le quali mangiare a mezzogiorno in compagnia e passare qualche ora felice.

Ecco la sala! La gru è già in giardino, pronta per essere montata. Fra quindici giorni, a metà novembre, inizieranno i lavori e per la prossima primavera la nuova sala polivalente sarà pronta. 253 metri quadrati di locale e più di cinquanta metri di atrio, più che una sala è una piazza. Ci sarà un nuovo accesso, a piano terra, accanto alla sala di fisioterapia. Poi due rampe, una che corre a fianco dei muri della cucina, l’altra dalla parte opposta. Su questa potranno salire le carrozzelle senza fatica. La sala vera e propria, con una vetrata tutt’attorno che permetterà al sole di illuminare a dovere, disterà otto metri dal fabbricato, per poter dare luce alle finestre delle stanze del primo piano. Il collegamento fra casa e sala polivalente fungerà anche da atrio ed in esso si immetteranno le rampe di accesso. Non occorrerà più fermarsi sui corridoi per parlare, nella sala ci si potrà trovare per leggere i giornali, qualche libro, vedere un film. E poi ascoltare i cori della montagna, i suonatori di fisarmonica o di orango, assistere ad uno spettacolo della filodrammatica.

1986: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Notizie telegrafiche: Continua per tutto il mese di aprile il corso di ginnastica collettiva. La Commissione degli Ospiti ha integrato con il Sig. Peratoner Vigilio il suo collettivo. Con la ragguardevole età di 98 anni la Signora Carlin Faustina di Susà è diventata la nonna della Casa di Riposo. Nuovo nome per l'Istituzione: dal mese di marzo infatti si chiama: "Casa di Riposo S. Spirito - Fondazione Montel".


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pasqua 1988

… TUTTE QUELLE PICCOLE COSE le Suore

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volte ci portano a vedere nel fratello solo il lato negativo. L’insegnamento ci viene dal Risorto, Lui innocente che si assume tutte le nostre colome l’inizio della primavera porta

pe e che al momento supremo chiede al padre il

tutta la natura al risveglio dopo il lungo sonno

perdono per i suoi crocifissori e noi di fronte a

invernale, cosi dovrebbe essere per noi la Santa

piccole inerzie come ci comportiamo con chi ci

Pasqua. Tempo forte che ci porta a riflettere a

sta accanto? L’Alleluia Pasquale trovi nei nostri

programmare il nostro avvenire, come attuare

cuori tanta disponibilità a volerci veramente be-

questo nel nostro ambiente? Cercando di supe-

ne, a saperci sacrificare per il fratello più biso-

rare con amore e serenità tutte quelle piccole

gnoso, certi che al momento del bisogno trove-

cose che nel vivere in comune ci possono essere

remo chi saprà aiutarci. A tutti voi cari ospiti,

di ostacolo per raggiungere la vera convivenza,

agli amministratori, al personale e a quanti col-

ossia amandoci, sapendoci comprendere, pen-

laborano con noi per rendere il nostro ambiente

sando che ognuno a sua volta ha bisogno

sempre più accogliente auguriamo una Felice

dell’aiuto di chi vive con noi. In una parola sa-

PASQUA, il Cristo Risorto doni ad ognuno

perci accettare reciprocamente. Tutto potremo

quanto desidera.

attuare superando i nostri egoismi che tante

dal segretario (Ezio Beb

er)

Nell’ intento di rendere partecipi i nostri Ospiti dell’andamento della vita della Casa di Riposo, l’uscita del giornalino in questo periodo mi permette di esporre alla Vostra attenzione alcune note sull’attività amministrativa svolta dall’ Istituzione nel corso del 1987 e quella in programma per l’Esercizio 1988. Sintetizzando in dati l’attività relativa al 1987, emergono i seguenti aspetti più significativi: - i posti letto sono aumentati da 150 a 171; - si è registrata una media di presenze giornaliere di n. 155 ospiti con una punta massima di n. 171 di cui n. 64 autosufficienti, n. 71 non autosufficienti e n. 20 lungodegenti; - il servizio mensa per anziani esterni ha erogato complessivamente n. 4.371 pasti - il numero complessivo di personale impiegato è stato di n. 84 unità … ; - la spesa complessiva ammonta a Lire 3.123.730.000 = di cui £ 2.576.550.000 per spese di ordinaria


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pasqua 1989

ALCUNE CONSIDERAZIONI di Lina Morelli

V

oglio soffermarmi su “Alcune considerazioni” che un ospite della Casa di Riposo scrisse in uno dei primi numeri dell’ ECO DELLA CASA DI RIPOSO. Sono considerazioni, ritenute dallo scrittore, della massima importanza per lui e per tutti gli ospiti, perché riguardano la loro esistenza, la loro vita quotidiana in comunità, “situazione” questa che per la stragrande maggioranza di loro è non “voluta” ma “subita”. Egli analizza le cause che provocano il loro ricovero in Casa di Riposo ed io non voglio dilungarmi nell’elencarle. Con l’obbiettività e buon senso riconosce che il ricovero viene effettuato dopo una profonda analisi della situazione contingente della famiglia o della persona singola interessata, ma conclude amaramente che “i termini della questione non cambiano” che, dirla francamente si sentono “soli”, un po’ abbandonati, emarginati, nonostante gli sforzi dell’ Amministrazione per creare un ambiente sempre più vivibile a misura d’uomo. Esprime una considerazione particolare sugli incontri settimanali con associazioni di anziani presenti sul territorio, gli incontri del martedì per intenderci: “iniziativa di tutto rispetto se nel tempo prenderà piede l’idea nella popolazione del Circondario che partecipare a questi incontri, con relativo scambio di opinioni ed esperienze fra anziani ospitati e anziani più fortunati, tuttora in seno alle proprie famiglie, sia un modo fondamentale per un reciproco arricchimento spirituale e culturale anche, perché no, per trascorrere dei pomeriggi al di fuori del solito menage”. Sotto queste considerazioni io leggo un accorato invito, un desiderio profondo di dialogare. Da qui prendo lo spunto per formulare il mio augurio pasquale. Agli Amministratori ed al Personale per l’augurio di perseverare nello svolgimento della loro opera umanitaria tendente a migliorare sempre più la vita quotidiana in Comunità. Agli Ospiti l’augurio che il loro intimo desiderio di compagnia, da parte di chi vive all’esterno, venga sempre più soddisfatto. Agli Anziani ed ai Pensionati esterni l’augurio, sgomberato l’animo da eventuali false paure di “disturbare” di “non reggere all’emozione”, di partecipare agli incontri del martedì nella Sala Polivalente della Casa di Riposo, affinché la speranza di chi aspetta una visita non resti delusa.

gestione e Lire 547.180.000 = per spese straordinarie; … Passando ad analizzare il Bilancio di Previsione 1988 ritengo opportuno debbano essere evidenziati i seguenti dati significativi: - il Bilancio è stato impostato prevedendo una media di presenze giornaliere di n. 155 unità … - il numero complessivo di personale previsto per i servizi ausiliari è di n. 76 unità … Da questa esposizione di dati, che vanno collegati con quelli degli anni precedenti, emerge a mio avviso l’indirizzo dell’Amministrazione che tende al continuo miglioramento del servizio e all’adattamento delle strutture alle mutate esigenze. Va detto però che il migliorare la vita all’interno della Casa è compito di tutti, degli amministratori, del personale, degli Ospiti e loro parenti, della Comunità. …


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 1991

1990: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Indirizzo di saluto dal nuovo presidente In questo spazio che mi è riservato mi presento nella mia nuova veste di Presidente del Consiglio di Amministrazione di questa Casa di Riposo… Sono qui, dunque per una continuità ideale del precedente mandato, senza enfasi e senza pretese, con tutta umiltà, auspicando di essere all’altezza del sicuramente non facile compito che vado assumendo. Chiedo pertanto la comprensione, la collaborazione e l’aiuto che la circostanza richiede… Ringrazio l’Amministrazione uscente e in essa tutte le precedenti, che hanno realizzato in questa Casa quanto di meglio può attendersi la popolazione perginese da un’istituzione che è sicuramente all’avanguardia e chiedo di non essere lasciato solo in questa fase di passaggio, ma di poter contare su un travaso graduale di tanta preziosa esperienza acquistata e consolidata… Mi piace anche, in questa circostanza, presentare i collaboratori che mi saranno accanto in questo quinquennio 1990/1995, che qui desidero nominativamente indicare quali membri del Consiglio di Amministrazione, ai quali va sin d’ora il mio apprezzamento, unito ai sensi della profonda stima, fiducia ed amicizia che dovrebbero essere di per sé garanzia di una buona impostazione di lavoro che ci apprestiamo a svolgere al servizio di tutti. Dario Beber NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DARIO BEBER ALDO VICARIO CRISTINA JORI FRANCO PAGANO ALBERTO POSSER SERGIO SIMONATO GIORGIO SUSELLA

Presidente Vice - Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere

ANZIANO E COMUNITÀ di Diego Pintarelli

C

i sono momenti in cui tutto quanto scorre al lato della nostra vita senza essere semplicemente visto, diventa all’improvviso qualcosa per cui vale la pena di soffermarsi a riflettere. Eventi esterni di particolare rilevanza portano a condividere riflessioni che solitamente appartengono alle sfere più private dell’uomo. Accade così che storie patetiche di anziani, frammenti di vite solitarie colte dalle pagine dei giornali o da qualche racconto, finiscono quasi sempre per porre di fronte a grandi interrogativi. Storie che spesso sfumano in piccoli, grandi gesti di solidarietà o divengono di specifico interesse di singole persone o strutture sul territorio. Con la sua immagine di declino, distaccato dai ritmi consueti, quasi “egoista” nella sua visione di vita, l’anziano è da sempre l’altra faccia di una società protesa al dominio delle cose. Per quanto eco emotiva il discorso “anziani” attiri attorno a se, sembra poi esaurirsi nella pura ricerca di un livello di vita decoroso, di sussidi e forme di assistenza adeguati. Nell’opinione comune, la casa di riposo è garanzia di tutela dell’anziano nei diversi aspetti della sua salute. Un ruolo riconosciuto, assolto negli anni con i migliori strumenti operativi; dalla qualificazione del personale, alla funzionalità degli spazi, alla programmazione degli interventi. Un ruolo tranquillizzante la coscienza collettiva. Una società che si definisce civile, non può infatti ignorare l’impegno morale che le deriva nell’attrezzare il territorio di servizi rispondenti alle esigente. Una considerazione profonda dei bisogni sembra quindi ispirare le scelte sociali. Una lettura più attenta si suggerisce il delinearsi di nuove forme di emarginazione. In apparente contrasto, quindi, con quello che è ormai comunemente ritenuto il tratto distintivo di


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quest’era: l’evoluzione. Un’evoluzione che spesso accentua le distanze interpersonali, crea spazi di incomunicabilità, lascia ai margini chi è senza fiato per correre, o si compiace della sua sensibilità facendo sfoggia di gesti di pietismo e commiserazione. L’abitudine a circoscrivere l’elemento problematico, ad isolarlo dal contesto porta a ricercare i referenti adeguati o preposti per l’intervento. L’anziano diventa un problema di competenza del singolo nucleo famigliare, di una agenzia piuttosto che di un'altra o in modo ancora più disimpegnato diventa un problema della società. La settorialità di competenze, con cui si guarda alle più attuali problematiche sociali, lascia spesso immutati gli atteggiamenti, individuali e collettivi.

à soit iv tt a e ll a re so es ss ’A ll da gine ciale del Comune di Per

È persa di vista quell’unica dimensione dell’essere umano. La casa di riposo vive in sè queste contraddizioni sociali. Isola quasi felice, tesa in uno sforzo migliorativo che rimane isolato dalla crescita comunitaria. Custode di un passato più che interlocutore del presente. Sono le stesse iniziative, nate con l’obiettivo di inserire la casa di riposo in una rete di relazioni a rendere evidente la resistenza ad avviare con il mondo dell’anziano un dialogo che va oltre i carismi dell’intrattenimento, della “compagnia”. Frasi raccolte nei corridoi, rispecchiano una comune convinzione. Che può pretendere di più l’anziano di quanto gli viene offerto dalla struttura? Che cosa può chiedere di più? Interrogativi che si prestano a constatazioni rassicuranti per chi non sa offrire una risposta diversa; o a divenire premessa per una riflessione sul senso reale della presenza dell’anziano nella comunità.

1991: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Anziani per il futuro dei giovani E’ compito di una buona Amministrazione, oltre a garantire alla persona anziana i servizi essenziali tali da permettere una vita dignitosa e decorosa, quello di favorire e stimolare la presa in carico degli anziani da parte di tutta la Comunità. Nell’attuale società, caratterizzata da rapidi

cambiamenti, il “benessere” dell’anziano, in special modo se inserito in una struttura quale la Casa di Riposo, sarà assicurato se la famiglia, i giovani, gli adulti e la Comunità intera sapranno rispondere con generosità alla sua richiesta di compagnia, di lotta alla solitudine, di confronto, di rapporti affettivi e di sostegno. E’ un invito rivolto in particolare ai giovani affinché attraverso la

ricchezza di esperienza, saggezze e umanità della persona anziana, possano dare pieno significato al loro futuro. E’ con questa speranza che porgiamo a chi vive ed opera all’interno della Casa di Riposo ed alla Cittadinanza tutta, cui è rivolto il nostro cordiale invito di partecipazione alle manifestazioni in programma, fervidi auguri di Buone Feste. Claudio Eccher


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pasqua 1991

L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/

A.V.U.L.S.S.

CASA DI RIPOSO, … CA

di Laner Carla

A

micizia è parlare con tutti con sincerità e gioia fonda, amore per ognuno e per tutto ciò che ci circonda, anche essere vicini e confortare chi sta male o è nel pianto, avere un sorriso una parola di conforto non costa tanto.

V

olontà di portare sempre con noi un dolce sorriso, voglia di lavorare per avere un premio un dì in Paradiso, voce piena di speranza che doni tanta luce, vista che guardi con cura la strada che a Gesù conduce.

U

manità in questo mondo, ma che sia proprio sincera, unire la nostra compagnia magari con la preghiera, una cosa non si deve scordare, cioè guardare in viso, usare affetto, comprensione e un dolce sorriso.

L

aboriosità, riempire il tempo vuoto anche con fatica, lavorare in mezzo a tutti Iddio ci benedica, luce che risplende sia la nostra presenza a tutte le ore, lasciare tante volte che ci parli e ascoltare il nostro cuore.

S

ensibilità in tutto, non dimostrarsi noiosi o stanchi sia con i malati, con i bisogni, o chi ha i capelli bianchi, sempre pronti con gioia e a tutti saper donare soprattutto conforto come alle persone a noi più care.

S

olidarietà per dire che a tutti noi vogliamo bene, siamo tutti fratelli in questo mondo che ci contiene, Solo chi sa scrivere libri e racconti come i poeti sa dire quante volte anche noi siamo irrequieti.

del Movimento Pastorale Pensionati ed

I

l titolo che ho dato a questo mio breve contributo alla tradizionale pubblicazione della Casa di Riposo, sembrerebbe costituito da termini antitetici, ma personalmente credo che non lo sia o che per lo meno si dovrebbe fare di tutto perché non lo fosse. A questo proposito vorrei citare una frase di un antico filosofo greco che affermava: “U corretto riposo rigenera e rafforza l’organismo, mentre un eccesso di riposo lo debilita e lo indebolisce”. La massima racchiude in sé una grave verità che applicata agli Ospiti della Casa di Riposo si traduce nel poter organizzare le proprie giornate in modo vario e contemporaneamente organico, in un prezioso misto di lavoro, impegno e riposo. Fortunatamente queste necessità sono capite all’interno della Casa di Riposo di Pergine, che oltre a essere costituita da camere confortevoli, cucine moderne, lavanderie, refettori, offre salette di relax, possibili laboratori, palestre e, speriamo entro breve tempo, anche una piscina. Sono inoltre già state realizzate sale di ritrovo per la socializzazione, un grande locale per manifestazioni ricreative e culturali, cortili e brevi percorsi


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/Natale 1994

ASA D’OPPORTUNITA’ Anziani del Decanato per passeggiare. L’intera struttura è resa viva ed è qualificata dal personale occupato nei vari settori e dall’opera delle suore che da tempo si dedicano a questa missione. Figura nuova, simbolo delle moderne concezioni dell’essere vicino agli anziani, è l’animatore, una figura che può essere considerata indispensabile alla vita degli Ospiti della Casa di Riposo e alla loro dimensione sociale. Ora infatti non ci si può solo accontentare di un posto letto e di un alloggio protetto e sicuro. Si devono avere spazi e luoghi in cui poter occupare tutto il tempo “libero”, in cui poter realizzare la propria nuova dimensione. Per questa ragione consiglio a tutti gli ospiti di fare tesoro degli stimoli che

provengono dai vari animatori e da tutto il personale e di impegnarsi a vivere un’esistenza comunitaria ricca di interessi e cordialità verso tutti, a non essere cioè soggetti passivi della propria vita, aspettando tutto dagli altri e demandando ad altri anche le proprie piccole responsabilità. A sostegno di ciò posso anche citare il pensiero di una ospite non autosufficiente ricoverata in una struttura ospedaliera, che affermava: “A tutti (compresi Anziani e Ospiti delle Case di Riposo), consiglio di non adagiarsi aspettando tutto dagli altri, perché meno si fa, meno si farebbe. Non piangete sui vostri limiti, servirebbe solo a peggiorare la situazione”. Anche nell’attività dei gruppi

pensionati ed anziani del Perginese viene riservata grande attenzione ai problemi degli Ospiti della Casa di Riposo, accompagnata dal manifesto invito a frequenti visite ai ricoverati. Nutro la convinzione che quanto più la Casa di Riposo diverrà laboratorio e palestra per continue esercitazioni, sia fisiche che intellettive, cariche di molteplici interessi e valori, non ultimo quello religioso, tanto più il soggiorno diventerà accettabile, sereno e più piacevole. In conclusione auguro a nome mio e di tutto il Movimento Pastorale un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti gli Ospiti, al Consiglio di Amministrazione, alle Suore e al personale della Casa di Riposo.

L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 1994

A.U.S.E.R.: associazione per la formazione e lo sviluppo dell’autogestione dei servizi di Carlo Simoni

A = come Amore U = come Umiltà S = come Semplicità E = come Essenziale R = come Regole

E’ un’associazione giovanissima, operante nella nostra borgata da circa 2 anni, sorta nel dicembre 1992 nella lieta occasione del primo decennale di vita del Circolo Comunale Pensionati e Anziani

Pergine. Il suo è un programma di solidarietà, nel reciproco aiuto di anziani nelle svariate ed impellenti necessità della vita quotidiana.


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 1995

UNA TERRA PROMESSA di Dario Beber

N

ello scorrere rapido del tempo, ci troviamo nuovamente inseriti nel clima di una ricorrenza, quella pasquale, che ci è cara per quel suo significato profondo che tutti dobbiamo meditare, nello scambiarci fraternamente l’augurio. Il passaggio della vita è spesso difficile, scabroso e impervio. Conosciamo il deserto, le privazioni, certa fame e certa sete, ma alla fine di questo morire a noi stessi, camminando a volte senza meta precisa, troviamo una Terra Promessa che ci appartiene, perché per giungervi abbiamo faticato, su-

dato e sofferto. Dunque, è profondamente vero che bisogna morire, un po’ ogni giorno, per rinascere a vita nuova, RISORGERE! Tutto questo è spesso rappresentato concretamente nelle singole solitudini che si consumano fra le pareti di questa stessa Casa di Riposo. Tali solitudini, solo se riescono ad essere accolte e ricomposte, possono essere superate in una proficua rinascita a se stessi, in un clima di ritrovata fiducia. Quante Pasque dunque anche non coincidenti con quella ufficiale! E quante nuove gemme, anche su alberi che parevano inariditi! Per tutto questo, ringraziamo in primo luogo l’esistenza stessa

dal segretario (Ezio Beb

dell’Istituzione, e poi tutti quelli che vi operano, a vario titolo, collaborando efficacemente a creare un clima di primavera, facendo sbocciare tante speranze, nascere tanti sorrisi e guidando passi insicuri. Grazie a tutti questi operatori, grazie a questi Ospiti che accolgono la “manna” che si cerca di fornire loro, e trovano nell’Istituto, attraverso le attenzioni che lo stesso loro prodiga, una vera casa, un’autentica Terra Promessa, un punto fermo dopo tanto cercare. Così in ciascuno avviene una vera rinascita, per la gioia propria e di chi si impegna totalmente nel servizio generoso.

er)

1998: SUCCEDEVA QUELL’ANNO I dati amministrativi 10 anni dopo: Numero complessivo giornate 74.145 Media giornaliera 203 di cui: Ospiti autosufficienti n. 33 Ospiti non autosufficienti n. 145 Ospiti lungodegenti n. 21 Ospiti fuori Provincia n. 4

Numero complessivo pasti erogati n. 23.522. Nel corso dell’anno 1997 sono stati ultimati i lavori di ampliamento e ristrutturazione della Casa di Riposo relativi alla 1° fase del previsto intervento generale di ammodernamento della Sede che comprende altresì la realizzazione di una nuova struttura ricettiva di 60 posti letto (2° fase) e la realizzazione del centro dei servizi generali (3° fase).


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 1998

AGLI OSPITI E FAMIGLIARI dal presidente del Comitato Familiari

A

nzitutto un ringraziamento a chi ci permette, attraverso questo articolo, di comunicare con tutti gli Ospiti ed i loro famigliari, ai quali in sintesi voglio ricordare quanto fino ad ora è stato fatto e come si pensa di continuare. Il Comitato, ricordo, è sorto nel 1997 per affrontare un problema principalmente economico; la cosa ha avuto un buon esito e le rette sono state modificate. È stato un momento di forte partecipazione e proprio questo ha portato alla costituzione del Comitato qui e in altre Case di Riposo. Certamente il coinvolgimento di tutti ha contribuito alla soluzione di un problema molto sentito, ma auspichiamo che la consapevolezza di questa nostra incidenza possa condurci a collaborare sempre più attivamente nell’ambito di questa realtà. Ritengo che la nostra voce non debba essere sentita solo nei momenti “caldi” in cui i problemi possono farsi

sentire impellenti, non debba cioè essere solo la controparte dell’Amministrazione ma, al contrario, dobbiamo trovare il modo di collaborare con essa, rispettosi ognuno dei propri ruoli. Con l’Animazione, abbiamo individuato come primo passo per una fattiva collaborazione l’area di Animazione. Riteniamo quest’area di vitale importanza e crediamo che tutti possiamo sostenerla come idee e fatti. Abbiamo “partecipato” all’olimpiade dell’anziano, e programmato una serata di diapositive e successivamente un piccolo concerto. Sono piccole cose, ma sono convinto che se qualcuno avrà delle idee e vorrà offrire il proprio contributo, si potrà fare molto di più. Ricordo che ogni primo mercoledì del mese, alle ore 20.00, ci riuniamo in sala Polivalente: la partecipazione è aperta a tutti coloro che dovessero comunicare con noi, o abbiano suggerimenti da proporre.

LO STATUTO DEL C.F.O. Lo Statuto del Comitato della nostra Casa è stato compilato il 14 dicembre 1996. Esso è composto da 9 articoli. Oltre ai vari articoli che regolano le norme generali del Comitato, il secondo indica le finalità: come la tutela e la salvaguardia dei diritti degli interessati degli Ospiti utenti della Casa. Il terzo riguarda i soci: possono essere soci tutti coloro che concorrono al pagamento della retta e che diventano tali dopo aver sottoscritto la quota associativa di lire 10.000. Se qualcuno si chiede ancora che cosa sono i Comitati Familiari si può rispondere che essi sono aggregazioni spontanee degli ospiti, dei familiari degli stessi e di quanti intendono solidarizzare e collaborare alla soluzioni dei problemi delle Casa di Riposo. Avere notizie dirette sull’evoluzione in atto per le nuove strutture socio-assistenziali, per il potenziamento delle recenti RSA (Residenza Sanitaria Assistita) e per migliorare con varie forme di volontariato la qualità del soggiorno degli ospiti e degenti. Essi si occupano di tutti i problemi presenti nelle Casa e che gli ospiti, i familiari, il personale della struttura segnalano al Comitato. In prima istanza è posto il benessere fisicopsichico e ambientale degli ospiti. Il nostro Comitato si propone di svolgere la sua attività in uno spirito di fattiva collaborazione con la Direzione della Casa unendo le sinergie per il bene comune dell’ospite. Il Consiglio di Amministrazione e la Direzione sono quindi interlocutori privilegiati del Comitato, intervengono tecnicamente sulle problematiche interne alla struttura nell'indiscutibile rispetto dei ruoli.


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POESIE

I NOSTRI POETI DIALETTALI dal Comitato Editoriale

In tutti questi anni, poesie e racconti ci hanno accompagnato in ogni edizione del nostro giornalino. In queste pagine abbiamo voluto rendere omaggio ad alcuni dei poeti che ci hanno arricchito con la loro sensibilità e amore per la vita e per le proprie radici. Frammenti di esperienze vissute, sogni e tradizioni che ancora oggi ci raccontano il carattere degli autori e ci emozionano.

Parole Trentine di Giorgio Mottesi da “L’Eco della Casa di Riposo”/Natale 1990

El nós dialet l’è sì carin Se parlà s’ciét, própi ‘ntrentin Ghé parolete, cosita i dis, le è ‘n pò durete, no i le capis ma a ricordarle ne costa gnent basta scoltarle: no sente a Trent? Fiseta, migóla peclin conzal Fòrbes e zigola, spuza e bocàl Sbòfa masnìn paion pisarol Scartòz bruschin gaban gavizól Scódega sgherle farlét bazilon Prosàch e zerle grombial e galon Manega seciàr zavate e budèle Scoria bizar tirache zitèle Raspola cop strópa sfezel Scoàt e sciòp zuch sofranél Coa sanzarela trisa tavan Ciodo tavela sezla bacan Sbava piocio bandon salezà Borche ginòcio bigol sghizà Ciorciola bróz slinza pacióca Strozega cróz graniz e locà.


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Rantega ceso sboza ganaza Tabiel e grop cancheni e grassa Sgnèch pizegot monech bachet Tos e sangiot candola e pet Giasena giaz strameza e crép Caldera spiaz sangueta cep Stiz e gamela sigosta e bugat: sonza gradela sgiavel e lat sbovo coltrina ucia cuciar sgeva poina sportola car smarlòs pantegana but e sdramaz culate gabana sfoiazi pantaz. Bufa canaia tóch e cabiót Canef fortaia fritela rot Rama scavez saon per bugada Sforzina ruzena tegia sbusada

Contemplando el laghet de Ardemol di Maria Pellegri Beber da “L’Eco della Casa di Riposo”/Pentecoste 2004 Contemplando el laghet de ardemol L’ista’ l’e’ tut na fiamma De rododendri en fior E en de quel ocio de laghet Se spegia el ziel. Na gran luna de nef La ghe galegia en mez

Brusti litera, petola soch Cavìc sguazzera stragauz e sbrech Rosa bazana rut e poiat Zavat valanzana ciutera e gat

E i ghe diss nientemen Che ghiaccio! Si bianca l’ei, si bianca,

E dopo tante parolete ancora Che no me le ricordo neanca mì L’è ‘l nos dialet che pian El scampa fóra E al dì d’ancoi lè squasi tut sparì.

che sluser el la fa el sol che squasi vardarla no se pol. En pin, empianta’ li’ solif, al vent tut el stormenis e el par che el dighia: L’ista’ l’ei si corta, che nessun quasi se acorze quando che la feniss, propri come la gioventu’, che, quando che l’ei passada par che sia sta’ el paradis!


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Sognando un nuovo mondo di Emma Valcanover Oss Emer da “L’Eco della Casa di Riposo”/Natale 1996 QUANDO Consapevole appena di possedere due occhi per contemplare il mondo intorno a me, divincolandomi da braccia tenere, avrei spiccato, il volo per vedere che cosa c’era di là dalle montagne … QUANDO Giovanetta ormai, nell’improvviso impatto con le amare realtà della vita, nutrendo il desiderio di redimermi nelle cose e di salvare gli altri …

QUANDO Gettata nell’ippodromo Dell’età adulta, come cavallo al trotto di ostacolo in ostacolo, lottando per non perdere il filo degli insegnamenti avuti, attenta “al buio” che non rubasse “la luce” … ORA Che mi ha assalita la vecchiaia, ridimensionando tutto, con un grazie dentro a Dio ed alla gente, sto sulle punte dei piedi per vedere che cosa c’è di là dall’orizzonte …


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Zoc dei ovi: anni 50 di Gabriella Bonvecchio da “L’Eco della Casa di Riposo”/Pasqua 2000

Da ‘na zoca di Massimo Dorigoni da “L’Eco della Casa di Riposo”/Settembre 2006

M

e ricordo che, al dì de Pasqua,

noi tuti, bociarami de Contrada Taliana, ne trovaven en tei spiazi per el zoc dei ovi.

Da ‘na zòca

Me mama la n’aveva scondù doi o trei

Dai gropi de nà zòca

e la me nona el l’aveva ‘ncoloridi de zalt boiendoi

Soda e dura

co le scorze seche de le zigole.

De na nogara vècia, ormai desmentegada,

Dopo messa cantada, me preparavo zo ‘n la cort:

gò scavà fòr, droprando ‘n scalpelòt

i ovi i era ‘n la scarsela del grumbial

montagne, qualche baita e tuta la so zent en la valada:

e ‘n man strucavo na moneda scaduda. I più grandi i feva na riga drita zo per tera e i altri i se meteva tuti su sta riga con e n pè davanti e un dedrè;

‘na nona col zestel

i ovi i era ben postadi ‘ntra do sassi,

Che porta ‘l fen en stala,

lì davanti de zinque pasi, ‘n tel salesà.

en nono con la pipa e col capèl

Dopo el segn de cros,

sentà su la bancheta ‘l polsa i òsi,

ciapaven la mira e tiraven:

en po’ pu ‘n la ‘na vaca col vèdel … i bòci ‘l dì de festa i se diverte

voleven che la moneda spacasa la sbrocia e che la se ficasa dent ‘n te l’of de l’aversari. Ghera chi che perdeva e alor: zo musi e mochi, ghera chi che se pitava i ovi e alor:

i core col baston e ‘l sercio ‘n man

ovi subito peladi e subito magnadi!

en de la piaza granda del paes

Me mama e me nona le saveva che

i fa deventar mat el capelan.

per el dì de Pasqua no coreva farne de disnar: quan che arivavo a cà, sula fornasela ghera za

La zòca che pareva ormai segnada A scaldar fora i muri de ‘na casa È deventà ‘n spetacol de amirar, enluminà col temp da la so rasa.

‘na chichera de limonada, pronta a desbugarne el stomegot.


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pasqua 1999

RIFLESSIONI Sugli incontri tra la classe 2°B della Scuola Media “C. Andreatta” e gli Ospiti della Casa di Riposo “S. Spirito”

I

nsieme alla professoressa Natale abbiamo deciso, per un periodo di tempo, di andare a fare delle visite alla Casa di Riposo. All’inizio ognuno stava per conto suo e il nostro “maestro”, notando il nostro impegno e l’apparente semplicità nel fare il lavoro, se ne stava zitto. Col tempo, però, i rapporti cambiarono e siamo riusciti a rompere il ghiaccio: tra noi si era stabilita un po’ di confidenza. Tutti gli anziani venivano a vederci durante i nostri lavori. Tutti quanti si rispecchiavano in noi rivedendosi come quando erano ragazzi e si cimentavano nelle nostre stesse faccende. Molti di loro si commuovevano per questo, perché, in un certo modo, facevano un salto nel passato, una specie di flash-back. Gli obiettivi erano quelli di stabilire un rapporto di amicizia e confidenza tra noi e gli anziani, di passare un po’ di tempo con loro per imparare le cose che loro avevano già imparato, portare un sorriso e far loro riprovare le emozioni di quando erano giovani. Ho raggiunto vari obiettivi poiché ho imparato molte cose: lavorare a maglia, lavorare in legno e pitturare. Ho capito in che situazione si trovano gli anziani soprattutto quando hanno problemi fisici. Loro provano delle emozioni perché vedono in me l’immagine di quando erano giovani. Questo li rende felici e li rende felici anche la nostra presenza. Questo mi fa molto piacere perché ci fa sentire utili reciprocamente.

eber) dal Presidente (Dario B

Francesco Quarta

1999: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Camminare insieme … La nostra Casa si sta ampliando nella nuova struttura, i cui lavori sono in fase di avanzamento, tanto da poter prevedere che l’intera opera potrà iniziare ad essere operativa nel corso dell’anno 2001. I servizi all’interno della Casa S. Spirito sono stati tutti adeguati alle direttive provinciali in materia di residenza sanita-

ria assistenziale, così come si configura la Casa di Riposo da un punto di vista istituzionale, dato che vi accedono persone non autosufficienti. Sono state così potenziate le figure professionali sia del personale medico che infermieristico e nello specifico settore della fisioterapia con notevole vantaggio per un’utenza che è per prima beneficiaria di questa nuova impostazione all’avanguardia.

Così si può ben dire che ci stiamo introducendo nel nuovo millennio attivandoci in ogni modo per essere sempre più efficienti, secondo i nuovi canoni e con l’ausilio di tutte le possibili attrezzature per rendere quasi tutto possibile ed effettuabile. Tutto questo, con l’aiuto e l’appoggio di Enti, Istituzioni e persone, tutte dedite ad un’attenzione particolare alle categorie deboli. …


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/ Pasqua 1999

UN ESERCITO DI DIECI OBIETTORI dagli obiettori

P

uò sembrare forse provocatorio o

quantomeno un po’ ironico il gioco di parole del titolo, che accosta i due poli che oggi definiscono la scelta del servizio militare; da una parte l’esercito, dall’altra l’obiezione di coscienza. Da una parte un mondo che affonda le sue radici nel passato, fatto di gerarchie, di valori, di divise, di disciplina; dall’altra un’esperienza non ancora ben definita di disponibilità ai bisogni del sociale. Tanto più provocatoria in questo clima di critiche e tensioni dove la scelta del servizio civile è ormai alla stregua di “scelta di comodo”, di chi “non ha voglia di marciare, o di svegliarsi all’alba per correre”, “di scattare sull’attenti” e di quegli altri “sacrifici e atti eroici” che racconta chi torna in licenza dalle caserme. Credo che a questo punto tocchi anche a noi obbiettori fare un po’ di ironia. Con gli ospiti della Casa di Riposo invitiamo i nostri “compagni della divisa” alla condivisione; a vivere cioè qualche giorno tra chi ne ha bisogno, tra gli anziani o tra le molte forme di handicap psico-fisico, per respirare un modo diverso di sentirsi “eroi”, utili e gratificati, e poter così raccontare; di un sorriso rubato, di una carezza, di emozioni forti e autentiche.

1999: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Notizie in breve La nuova struttura di via Marconi è destinata ad ospiti autosufficienti e sarà organizzata in nuclei di 20 – 24 persone …… sarà riorganizzata la sede di via delle Pive che sarà strutturata anche questa in nuclei da 20 persone ciascuno … L’obiettivo è quello di dare risposte adeguate ai singoli ospiti, il cui problema fondamentale oggi non è tanto quello dell’assistenza e dell’aiuto fisico, quanto quello di un rapporto umano che nelle strutture grandi corre il rischio di perdersi … Arrivo del nuovo pulmino dono della Cassa Rurale di Pergine, che sarà inaugurato il giorno 19 dicembre, Festa del Ringraziamento. Vorremmo ricordare due esperienze che hanno positivamente coinvolto alcuni ospiti della nostra casa permettendo loro di trascorrere dei momenti diversi e ricchi di emozioni. Uno di questi è stato il soggiorno marino a Caorle per la prima volta organizzato interamente dall’Ente in collaborazione con la Casa di Riposo di Nomi. Questa esperienza ha permesso agli ospiti partecipanti di intessere nuove relazioni umane scoprendo interessi comuni e nuovi modi di confrontarsi con altre realtà. Per gli ospiti è stata una vera occasione di riposo e di recupero di energie sia fisiche che psicologiche. L’altra esperienza è stata la partecipazione alla terza Olimpiade dell’ Anziano organizzate a Castello Tesino nel mese di agosto. Per ultimo, ma non per questo meno importante, vorremmo richiamare l’attenzione sulla preziosa collaborazione con il Comitato dei Famigliari per un’attenta attività animativa e di coinvolgimento degli ospiti.


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2001: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Un augurio di pace … Nel quadro consuetudinario di una doverosa informazione circa l’andamento della Casa e dei servizi, mi sento di riferire, che sono state modificate, quest’anno, le normative di gestione delle R.S.A. sia a livello nazionale che provinciale, con conseguenti riflessi. L’Unità Valutativa Multidimensionale (U.V.M.) disciplina del pari in modo diverso l’ingresso degli Ospiti nelle strutture, ingresso che non può più avvenire in via diretta, così come avveniva in passato. …E’ inoltre motivo di grande soddisfazione poter annunciare ufficialmente il completamento del secondo edificio, la cui consegna alla Comunità avverrà in tempi brevissimi, consentendo sia lo spostamento degli Ospiti che durante i lavori sono stati avviati ad altra sede, che nuove sistemazioni, sia pure disciplinate secondo la nuova normativa vigente poc’anzi accennata. Mi sento anche di preannunciare, non esente da un certo senso di orgoglio per il lustro che ne deriverà a tutto il complesso edilizio, che sta per essere finanziata una terza ed ultima fase di lavori, che prevede il collegamento diretto tra i due complessi residenziali e la costruzione, inoltre, di un centro direzionale che comprenderà gli uffici e i servizi di cucina e lavanderia e che completerà il tutto in chiave moderna e funzionale. … Dario Beber

L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Natale 2002

IL NUOVO DIRETTORE SI PRESENTA di Giovanni Bertoldi

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el presentarmi voglio fare un augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutto il personale e a tutti coloro che hanno a cuore questa Casa di Riposo. Dopo più di quattro anni trascorsi presso il servizio amministrativo di questa Istituzione nella quale ho ricoperto la funzione di Ragioniere e ultimamente quella di Vicedirettore e nei quali ho potuto conoscere dall’interno l’organizzazione e le dinamiche gestionali dell’Ente e in cui mi è stata data la possibilità di crescere professionalmente, dal 1 novembre scorso mi è stato affidato l’incarico di Direttore di questa Casa di Riposo, subentrando ad Ezio Beber che dopo 38 anni di servizio ha deciso di lasciare per pensionamento. Voglio ringraziare innanzitutto l’Amministrazione di questa Istituzione, nella figura del Presidente e di tutti i Consiglieri qui presenti, per la fiducia e la considerazione che hanno riposto nella mia persona e nelle mie capacità. Spero di non deluderli e di dimostrarmi sempre all’altezza dei compiti e dell’eredità che mi è stata lasciata. Questo mio nuovo incarico si caratterizza per il rapporto e la relazione diretta che si viene ad instaurare tra il Direttore e il Consiglio d’Amministrazione che lo ha nominato. Mi è stato infatti affidato un preciso mandato di tipo dirigenziale e manageriale legato sia alla gestione ordinaria che al raggiungimento di obiettivi stabiliti di anno in anno dall’Amministrazione. Mi sento onorato di ricoprire questo ruolo che rappresenta per me un riconoscimento professionale ma anche l’opportunità di operare in prima linea per il bene di questa comunità e degli Ospiti di questa Istituzione. Affronto questa nuova esperienza con molto entusiasmo, umiltà, voglia di imparare e di migliorare ma con altrettanta consapevolezza della grossa responsabilità che mi è stata affidata e delle numerose difficoltà e sfide che si dovranno affrontare. Confido comunque nella piena disponibilità e nell’aiuto da parte dei miei più stretti collaboratori che hanno sempre dimostrato, anche nel passato, la loro capacità professionale e dedizione per il bene della Casa. La Casa di Riposo di Pergine è ormai diventata una struttura dalle dimensioni medio grandi e con una gestione organizzativa molto complessa che prevede la presenza di 206 Ospiti, per lo più non autosufficienti, a cui vengono offerti numerosi servizi di tipo sani-


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tario, socio-assistenziale e alberghiero gestiti direttamente dall’Ente. La società e i bisogni delle persone sono in continua evoluzione e quindi anche la Casa di Riposo, o meglio la R.S.A. come oggi viene chiamata, deve adattarsi a tali mutamenti cercando sempre di migliorare la propria offerta di servizi rispondendo al meglio alle domande dei propri Ospiti. Le strutture residenziali del presente e del futuro dovranno inoltre rispondere a determinati requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi e rispettare certi standard di qualità stabiliti dalla normativa provinciale. Per questo motivo dovranno essere introdotte nuove procedure gestionali, di controllo e verifica dei risultati. La Carta dei Servizi, l’accreditamento, l’implementazione di un sistema di gestione orientato alla qualità, il controllo di gestione, la personalizzazione del servizio attraverso la stesura di un piano assistenziale individualizzato, sono alcuni degli obiettivi che la Casa di Riposo dovrà affron-

tare e cercare di raggiungere nel prossimo futuro e che mi impegnerò fin da subito a perseguire. Il mio impegno sarà quindi massimo per promuovere un costante processo di miglioramento della qualità della vita all’interno di questa Casa di Riposo garantendo comunque quella continuità con il passato che è sempre stato pieno di soddisfazioni. Con l’appoggio e la collaborazione del Presidente arch. Mattivi Maurizio e dell’intero Consiglio di Amministrazione, delle Amministrazioni locali e provinciali, di tutto il personale dipendente, sia laico che religioso, dei familiari e del volontariato, credo che la Casa di Riposo possa continuare nella direzione già intrapresa da chi mi ha preceduto. Un grazie di cuore va infine al Presidente Dario Beber e al Direttore Ezio Beber, che oggi noi salutiamo e festeggiamo, per quanto loro hanno saputo trasmettermi con la loro esperienza che mi sarà sicuramente utile anche per il futuro.

2002: SUCCEDEVA QUELL’ANNO Inaugurazione della nuova struttura di via Marconi E’ davvero fausta la ricorrenza che ci trova riuniti oggi, 15 settembre 2002, in occasione dell’inaugurazione di questa opera che con soddisfazione definiscono “prestigiosa”, che ha richiesto ben 4 anni di intenso lavoro, cui hanno concorso imprese, tecnici, artigiani ed operai su progetto e direzione lavori dell’Architetto e Sociologo Dario Roat, e sembra persino impossibile pensare che dai primi disegni sia potuto sorgere un complesso quale quello che tutti noi abbiamo sotto gli occhi, così funzionale, armonico, ben strutturato, pienamente rispondente a tutti quei requisiti che sono

richiesti a norma di legge per le RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI a favore delle persone disabili e anziane. E’ una gioia comune, quindi, quella che viviamo oggi e penso che questa data rimarrà degna di essere iscritta nella storia locale. Finalmente è stato possibile riunire tutte le persone che fino a questo momento erano divise tra Pergine e Susà. In un tempo che si presume non sia ormai troppo lontano, sarà anche realizzato il Centro servizi facente parte del piano generale di sviluppo che il Consiglio di Amministrazione si è dato già da tempo e che si completerà con il collegamento degli interrati tra le tre strutture. …


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2003-2005: SUCCEDEVA QUELL’ANNO

L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pente

dal Comitato Editoriale

di Enzo Vezzoli e Cristina Petri

Obiettivi di qualità … Con l’inaugurazione e l’apertura della nuova sede di via Marconi, avvenuta nello scorso settembre, sembra che la Casa di Riposo abbia raggiunto il suo completamento ed una sua organizzazione quasi definitiva, in realtà questa R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale), come oggi viene definita, è sempre in continua evoluzione e alla ricerca di nuove soluzioni per garantire ai nostri Ospiti il più alto livello qualitativo possibile. Con l’adozione della Carta dei Sevizi si è iniziato un percorso molto impegnativo ma altrettanto stimolante verso la personalizzazione del servizio ed un maggior coinvolgimento dei parenti e familiari alla vita dell’Istituzione. Nel corso di questo anno si darà il via ai lavori per la realizzazione della Struttura per Servizi Generali in cui verranno collocati i servizi di supporto alle due strutture residenziali. …Un altro obiettivo che il Consiglio di Amministrazione intende perseguire nei prossimi mesi e che si ritiene di particolare importanza per una maggiore differenziazione del servizio e per dare risposte puntuali

Una grande famiglia Dal mese di novembre questa RSA ha integrato il proprio servizio sanitario con l’assunzione diretta di un nuovo medico che svolgerà la propria attività in maniera esclusiva presso la Casa di Riposo. Voluta fortemente dall’Amministrazione e perseguita con efficacia, professionalità e puntualità dal nostro Direttore, l’assunzione del dott. Moser rappresenta un notevole passo in avanti verso il miglioramento del servizio offerto a tutti gli Ospiti che potranno così contare su un punto di riferimento sempre presente. Nel corso di questo 2004 si è inoltre avviato un percorso interno di riorganizzazione generale di tutti i servizi al fine di individuare possibili aspetti migliorativi che dovrebbe portare questa Istituzione all’ottenimento della certificazione di qualità. …

Centro Diurno Dal 2 maggio 2005 è operativo il nuovo Centro diurno per anziani presso la struttura residenziale di via Marconi della Casa di Riposo S. Spirito – Fondazione Montel di Pergine Valsugana. …

ATTIVITÀ CINOFILA ASSISTIT

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al mese di dicembre 2004 abbiamo iniziato un’attività assistita con due cani addestrati per programmi con gli anziani. Queste attività sono già da molti anni operative a livello internazionale con documentati risultati estremamente interessanti. Anche in Italia si realizzano presso molte Case di Riposo programmi di CUB “Attività assistita con cani” MACC che, attraverso degli incontri settimanali con tecnici prePER VIVER parati, svolgono intrattenimenti atti a stimolare la fanTRA GLI OS tasia degli ospiti, motivare processi di deambulazione LA SANTO spesso trascurati o faticosi, ma soprattutto proporre, attraverso il mediatore cane, un messaggio di affetto, di simpatia e spesso a riaprire pagine di ricordi che nell’insieme creano momenti di serenità e di vita migliore. In questo senso Cuba e Macchio sono riusciti ad assolvere generosamente il loro compito nelle due sedi di Via Pive e Via Marconi. Sono riusciti a creare un clima generale di simpatia nella Comunità anche in molti casi tra il personale che, occupato a rispettare le proprie mansioni, trova il


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ecoste 2005

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tempo per una carezza o un complimento a questi due meravigliosi collaboratori Ovviamente i risultati di questa attività assistita dovrebbero essere letti nelle documentazioni che mensilmente vengono redatte dai tecnici e consegnate alla Direzione della Casa di Riposo per una attenta e critica valutazione. Non in tutti i casi si BA E sono avuti i risultati proCHIO grammati. Purtroppo talvolta le condizioni psico-fisiche RE MEGLIO delle persone non offrono quegli elementi necessari SPITI DELper poter operare e quindi è meglio rinunciare per evitaO SPIRITO re possibili forme di stress e di non beneficio. Ci auguriamo che con la bella stagione, si possa svolgere attività all’aperto; questo per ottimizzare il proseguo dei programmi. Siamo fiduciosi in un coinvolgimento da parte di tutti nell’unico obbiettivo di migliorare la qualità della vita dei nostri ospiti. Con questa speranza Macchio e Cuba e, se ci è consentito, Enzo, Germana e Cristina, felici di essersi in qualche modo resi utili, auspicano un prossimo appuntamento su queste pagine.

SPRITO SANTO = AMORE di Padre Albano Torghele

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’unico desiderio di Gesù nei suoi discorsi di addio è che noi lo amiamo: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti” (Gv. 14). Gesù non dice: se sarete bravi, se sarete ubbidienti, se farete questo o se farete quello … e neppure: se non volete andare all’inferno; dice solo: “Se mi amate, sarete miei discepoli, sarete veri cristiani”. Gesù ci lascia un suo desiderio, l’unico desiderio: che amiamo! Se abbiamo imparato ad amare, abbiamo imparato la cosa fondamentale; se abbiamo capito l’Amore, abbiamo capito tutto. Se mi amate, io posso stare tranquillo, posso fidarmi di voi, perché farete le cose giuste, farete la sola cosa gradita a Dio. La Chiesa è la Chiesa di Cristo, non quando è il luogo dell’obbedienza, della cultura, ma solo se è la Chiesa dell’Amore, perché lo Spirito Santo è Amore. Se mi amate, io non mi vergognerò di voi; se mi amate, la mia missione è compiuta. Gesù prima di partire non distribuisce nessun diploma, nessun certificato di autenticità cristiana. I nostri atti risultano autocertificati dall’unica firma che si chiama AMORE. Quando lui parte, si rassicura che il padre non ci lascerà orfani, perché non abbandona i suoi figli; infatti l’uomo è il luogo dove abita Qualcun Altro = lo Spirito Santo. “In quel giorno, dice Gesù, voi saprete che io sono nel Padre e quel giorno può essere questo giorno, se noi non ci sentiamo Orfani, perché sappiamo di essere figli di un Padre che è sempre vivo”. E poi Gesù ci rassicura che “lo Spirito sarà sempre in voi” e per lo Spirito “voi siete in me e io in voi”. S. Pietro ci dice: “Carissimi, adorate il Signore Gesù nei vostri cuori”. Per questo il credente non ha l’obbligo di visitare tanti santuari; il Santuario che più si deve frequentare, per restare in rapporto di amore con Dio, è quello che abbiamo dentro nel nostro cuore. Così siamo in grado di completare i lineamenti della Chiesa: la vera chiesa dev’essere Chiesa dell’Amore, Chiesa dello Spirito Santo, Chiesa della liberazione nella gioia e soprattutto Chiesa della coerenza. La speranza e l’amore cristiano non si gridano, non fanno rumore, ma in silenzio camminano in mezzo ai fratelli con lo Spirito dell’Amore e vivono di gioia con loro e con Cristo Gesù.


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L’ECO DELLA CASA DI RIPOSO/Pentecoste 2007

DA IPAB AD AZIENDA di Maurizio Mattivi

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egli untimi anni, il settore dell’assistenza pubblica è stato oggetto di attenzione da parte degli organi legislativi che, attraverso provvedimenti statali, regionali e provinciali, hanno ridefinito i confini settoriali, la tipologia dei suoi operatori ed i principi gestionali. Parliamo della L. 328/2000, del D.Lgs. 207/2001 e della L.R. 7/2005 istitutiva delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona nella nostra Regione. Questa ultima legge regionale prevede la trasformazione dell’IPAB Casa di Riposo S. Spirito – Fondazione Montel in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.P.S.P), iter avviato con l’approvazione dei relativi regolamenti attuativi. In questo contesto il processo di trasformazione delle I.P.A.B in Aziende Pubbliche di Sevizi alla Persona funge di fatto da catalizzatore e da vettore per lo sviluppo di ulteriori forme di riorganizzazione ponendosi come obiettivo finale la costituzione di un sistema sociale e sanitario fortemente integrato, risultato ottenibile attraverso un duplice percorso di raccordo politico e tecnico. Il primo per creare le sinergie idonee a sostenere l’impatto dei nuovi bisogni e delle nuove utenze e per sviluppare simmetrie organizzative con le strutture sanitarie. Il secondo per realizzare quelle ulteriori forme di sintonia tra sociale e sanitario indispensabili per la sostenibilità e per la qualità del sistema dei servizi. Lo scenario emerso dalla valutazione socio-sanitaria di distretto è caratterizzata da un forte incremento e progressiva differenziazione del sistema delle condizioni, dei bisogni, delle richieste e delle aspettative della popolazione in presenza di una costante evoluzione demografica. La percentuale di ultra settantacinquenni residenti nel Comprensorio Alta Valsugana si avvicina al 9%. L’analisi delle tendenze demografiche compiuta periodicamente dagli uffici Provinciali, mostra una situazione che, nei prossimi 5 anni, tenderà a stabilizzarsi per quanto riguarda il numero di over 65, ma crescerà nel numero degli over 80. Questo comporta la crescita della popolazione non autosufficiente e quindi occorrerà dare una gamma di risposte assistenziali più varie, qualitativamente all’altezza dei nuovi bisogni. Al di là delle tendenze demografiche e dei problemi che pongono, va considerato un dato altrettanto importante: saranno generazioni più consapevoli, meno disposte ad accontentarsi, per certi aspetti più forti, ma anche più sole, in moltissimi avranno alle spalle non più di un figlio quando e se c’è. Ma oltre a questa caratterizzazione di ordine generale la nuova società “globalizzata” evidenzia lo sviluppo di nuovi bisogni e di casi e situazioni complessi e multiproblematici oltre che alla nascita di nuove problematiche sociali ed aggregazione di nuovi segmenti d’utenza. Si è rilevata infine la crescita di consapevolezza da parte dei cittadini in merito ai loro bisogni e diritti e maturazione di nuove aspettative e comportamenti nei confronti dei servizi. A fronte della dinamica di questa domanda si dovrà garantire una adeguata capacità di risposta all’incremento dei volumi e della sua complessità oltre che ad una maggiore possibilità di innovazione e sviluppo ricercando la razionalizzazione ed efficienza dei servizi, anche a causa della progressiva limitazione delle risorse. Si evidenzia infine come crescano le difficoltà di mantenere in equilibrio il rapporto fra il sistema della domanda e la rete dei servizi sia per la difficoltà di leggere e intercettare per tempo i nuovi bisogni e progettare risposte adeguate, che, soprattutto, per la contrazione delle risorse disponibili. In estrema sintesi, lo scenario dell’assistenza è caratterizzato dalla crescita della domanda, dall’aumento


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2008: SUCCEDEVA QUELL’ANNO dei costi di gestione dei servizi, dalla diminuzione delle risorse economiche – finanziarie da destinare al consolidamento, alla qualificazione ed all’innovazione del sistema. In tale scenario la Casa di Riposo S. Spirito – Fondazione Montel, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 23 dd. 26 aprile 2007, ha adottato il nuovo statuto dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “S. Spirito – Fondazione Montel” di Pergine Valsugana, quale atto prodromico alla effettiva trasformazione. Si intende pertanto ringraziare quanti hanno contribuito alla stesura di tale documento fondamentale per la vita futura dell’azienda ed in particolar modo i colleghi del Consiglio di Amministrazione, il Direttore, che con la sua competenza ed esperienza ha saputo indirizzare il Consiglio di Amministrazione ad una puntuale lettura della normativa e quindi alla stesura di uno statuto moderno ed attento ai bisogni delle persone, l’UPIPA, che ha supportato il lavoro svolto attraverso una consulenza capace e disponibile, il Comune di Pergine Valsugana, che ha seguito con interesse ed attenzione tutto l’iter di trasformazione ed infine il Comitato Familiari Ospiti, che con le sue sollecitazioni è sempre pronto a contribuire al miglioramento dell’organizzazione e dell’efficienza e qualità dei servizi offerti. Non da ultimo un ringraziamento vada a tutto il personale dipendente, al personale religioso, ai vari collaboratori e volontari, ai familiari sempre presenti e collaboranti, e a quanti operano all’interno della nostra Casa di Riposo ormai pronta a divenire azienda pubblica.

La presenza delle Suore Ancelle della Carità a Pergine Valsugana inizia nel lontano 1881 presso l’asilo infantile. Dal 1888 furono assegnate all’Ospedale Ricovero di S. Spirito situato nella sede di P.zza Gavazzi (storica sede della Casa di Riposo fino al 1962). … … Oltre all’attività di assistenza (accompagnamento, aiuto nell’assunzione del pasto, ascolto, …) e supporto infermieristico, le Suore hanno curato in modo particolare la sfera morale, etica e religiosa degli Ospiti. … … Dopo 120 anni di preziosa attività all’Ospedale Ricovero di S. Spirito, poi trasformato in Casa di Riposo S. Spirito – Fondazione Montel ed ora APSP le Reverende Suore Ancelle della Carità di Brescia hanno deciso di lasciare l’Istituzione per raggiunti limiti di età nonché per motivi di salute. … Il nucleo Alzheimer … la RSA intende dare risposta a questa malattia (Alzheimer) che colpisce circa il 10% dei nostri Ospiti istituendo, entro la fine dell’anno, un nucleo presso il quarto piano della struttura di via Pive. Il nucleo dovrà pertanto rappresentare per il paziente ed i suoi familiari un luogo in cui l’agitazione, le relazioni violente o il vagabondaggio, siano il più possibile contenute ... Trasparenza e rendicontazione La rendicontazione sociale rappresenta una delle principali frontiere di innovazione della comunicazione pubblica. Il bilancio sociale nelle sue varie accezione costituisce, infatti, per le Amministrazioni Pubbliche un potente strumento di comunicazione … Anche l’APSP presenta per la prima volta il suo bilancio sociale. Si tratta di un volume ricco di dati, tabelle, immagini che documentano un anno di attività mettendo a stretto confronto le politiche, gli impegni, gli obiettivi raggiuti e le risorse utilizzate in termini di miglioramento della qualità di vita, non solo degli Ospiti ma dell’intera comunità di riferimento ...


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IL PONTE/Pasqua 2008

IL PONTE/Settembre 2009

LA NOSTRA STORIA

LE TRADIZIONI DI UN T

di Silvano Brol

di Leone Chilovi

… Il nome “l’Eco della Casa di Riposo”, era stato pensato per evidenziare quanto detto sulle finalità del giornalino. … La Legge 328/2000, del D.Lgs 207/2005 istituisce le Aziende pubbliche di servizi alla persona nella nostra Regione. … e perciò il nome “l’Eco della Casa di Riposo” doveva essere cambiato. Per questo la proposta di un “Concorso di idee” per la ricerca del nuovo nome da dare al nostro periodico di informazione. E’ stato individuato e scelto tra i tanti “Il Ponte”: questo rappresenta il collegamento tra l’A.P.S.P. e la comunità locale, tra gli Ospiti e la Famiglia, tra il Personale e l’Amministrazione. …

Il ponte necessario L’ego separa. Ti rende un’isola. E guarda l’ironia: prima coltivi l’ego, e poi ti senti solo… lo vedi? L’ego fa sentire soli, rende soli, rende un’isola. Ama e tornerai a essere il continente. L’amore è il ponte fra te e ciò che è.

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oche generazioni hanno assistito a così radicali mutamenti di tradizioni, d’usi e costumi come la nostra. Tutto è diverso da cinquanta, sessanta anni fa. Il nostro modo di vivere, il nostro comportamento si è radicalmente modificato. Oggi si vive seguendo i dettami di uno sfrenato consumismo. Abbiamo celebrato gli anni ’50, spartiacque tra un passato che già allora sembrava remoto. Poi è arrivato il nuovo secolo con mutamenti ancor più radicali, complici la televisione, gli elettrodomestici, l’informatica… il modo di vivere è cambiato. Gli anziani affermano che in tempi di ristrettezze economiche erano più liberi, più veri di oggi. Per non perdere autentici valori sarebbe auspicabile ricordare usanze e tradizioni che possono trasmetterci un vero patrimonio. Tradizioni e usanze non scritte hanno accompagnato le generazioni nella lotta, a volte dura, per la sopravvivenza. Queste tradizioni erano poesia e incanto. Ogni attimo dell’esistenza di un uomo è segnato e caratterizzato da un profondo legame con i suoni ed i sussurri che le cose e la natura diffondono nell’aria. Quando non si usavano i medicinali e, quando proprio erano indispensabili, erano


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TEMPO, ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO preparati dal farmacista accompagnati da pazienti consigli che sostituivano la visita medica. La credenza generale era quella che voleva derivante dall’intestino tutto ciò che di patologico si manifestava. Un buon purgante ( il famigerato olio di ricino) poteva risolvere tutto. Nel secondo e terzo decennio del ‘900 vi era una diffusa povertà. Il cibo base era la polenta, il pane appariva sulla tavola, e non sempre, la domenica. I ragazzi andavano scalzi da marzo ad ottobre per risparmiare le calzature. In inverno erano in uso gli zoccoli, rozza calzatura fatta con zoccolo di legno alto 2 centimetri leggermente incurvato, tomaia inchiodata sul bordo esterno del legno. La maggior parte della gente dormiva sul pagliericcio, saccone di tela riempito di foglie tolte dalle pannocchie di granoturco. Ogni cosa, ogni indumento veniva sempre accuratamente riparato e non finiva nei rifiuti che non esistevano affatto! Le scarpe al primo buco erano riparate dal calzolaio. I vestiti passavano da padre in figlio e dai fratelli maggiori a quelli minori. Giacche e cappotti rovesciati continuavano la loro vita sulle spalle dei nipoti. Quando non era più possibile indossarli, erano utilizzati per le suole delle scarpe di pezza. Mesi

ed anni erano scanditi da riti ed usanze perpetuati di generazione in generazione. Nella settimana Santa erano in uso le “Quarantore”. Si voleva così ricordare il tempo trascorso da Gesù Cristo nel Sepolcro e tale devozione aveva un contenuto penitenziale. Le finestre della Chiesa, illuminata dalle candele, erano oscurate. I fedeli venivano invitati a partecipare alla propria ora di adorazione. A ogni ora suonava la campanella e vi era il gruppo destinato a tale ora: o la contrada, o la categoria (impiegati, dottori, municipio, carrettieri, falegnami, calzolai ecc..). Era una Fede e una Religione fata anche di folclore che nulla guastava e che piaceva proprio alla gente semplice. Ogni ora aveva inizio con un’ orazione: “Inginocchiati a terra per la maggior compunzione del nostro cuore pregheremo Iddio delle misericordie per i peccati da noi commessi ecc..”. Molto partecipate erano anche le rogazioni. Tre giorni prima dell’ascensione, al mattino presto, una processione raggiungeva le croci ed i capitelli ai margini dell’abitato. I futuri matrimoni venivano partecipati ai fedeli mediante le pubblicazioni durante la “Messa Grande” e per 3 domeniche. La formula veniva letta dal pulpito:

“Hanno contratto promessa di matrimonio… . … chi sapesse esistere qualche canonico impedimento, si ricordi l’obbligo di denunciarlo per tempo”. Alla sera, prima di coricarsi, si intingevano le dita nell’acqua benedetta, contenuta negli “acqua santini” (piccoli contenitori di maiolica appesi accanto al letto) e si faceva il segno della croce. Quante vicende sono scomparse! Sono scomparsi anche i rumori tipici che si udivano nelle campagne, quando si sentiva il profumo del fieno sparso nei prati ad essiccare. Era solito allora udire i colpi ritmati del contadino che batteva la falce, mentre in lontananza echeggiava il canto del cuculo. Rumore caratteristico era quello dei carri agricoli con le ruote di legno cerchiate di ferro, transitanti sulle strade sterrate. Queste vicende e tradizioni fanno parte di un mondo perduto e talvolta guardato con diffidenza. Come tutti i distacchi, nella vita di tutti i giorni, generano commozione e rimpianti nel ricordare quei tempi di ristrettezze economiche si, ma più felici di quelli di oggi, proviamo doglianza di chi si allontana da un mondo di ricordi con nel cuore un senso di nostalgia per usanze e tradizioni perdute.


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in bacheca

E NEGLI ULTIMI 4 ANNI ….

Ampliamento cittadella dell’anziano

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uesti ultimi quattro anni sono stati anni di fermento sia per quanto riguarda le novità strutturali, che le numerose attività svolte all’interno dell’APSP. Con l’inaugurazione del nuovo Centro Servizi, nell’ottobre del 2010,si è aperta una stagione di restyling: nuovi collegamenti tra i diversi edifici; nuove cucine con attrezzature moderne, nuovi locali lavanderia ed uffici più accoglienti. Ma il rinnovamento non si ferma qui. Si è assistito all’apertura del nuovo centro Alzheimer presso il quarto piano di

via Pive e a quella di nuovi servizi alla cittadinanza (servizio odontoiatrico, notaio informa). Un fresco comitato editoriale si occupa della gestione della comunicazione all’interno e verso l’esterno dell’APSP, con l’attivazione del nuovo sito internet (www.apsp-pergine.it). Importanti sono i progetti futuri, che sono stati presentati nel corso del 2013. Verrà costruita una nuova palazzina adiacente a quella di via Pive con un nuovo nucleo Alzheimer ed alcuni alloggi protetti destinati a persone in difficoltà. E’ attesa la ristrutturazione e l’ampliamento della struttura di via Pive, con la realizzazione tra l’altro di un nucleo ad alta assistenza e di un centro multiservizi.

Progetti realizzati

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er quanto riguarda i progetti avviati nel corso di questi anni è bene ricordarne alcuni; farne una lista completa sarebbe arduo, visto la quantità e la varietà degli stessi. Nel settembre 2010 i nostri ospiti hanno visto coronato il progetto “Sciarpalonga” e srotolato chilometri di sciarpa nelle vie cittadine. Negli anni successivi le capacità manuali si sono concentrate per delle azioni di volontariato. I lavori del gruppo maglia sono stati venduti ed il ricavato è stato donato nel 2012 alla missione di Emdibir in Etiopia in collaborazione con l’allora direttore sanitario Brandolani e nel 2013 per la ricostruzione di una scuola a Mirandola in seguito al terribile terremoto del 20 maggio 2012. l libro dei Desideri ha raccolto i sogni di alcuni dei

nostri residenti, esaudendoli con uscite, feste e attività. I bianchi sottopassaggi che uniscono le nostre strutture si sono finalmente colorati, dimostrandosi luogo ideale per l’esposizione dei quadri della mostra “I ricordi in arte” in collaborazione con l’istituto d’arte Vittoria di Trento e quindi la mostra fotografica dei fotografi Eduino ed Erardo Paoli. Abbiamo aderito ai concorsi UPIPA degli ulti anni: “La memoria dell’acqua” nel 2009, “Suoni e rumori di una vita” nel 2010, “Il tempo dei giochi e i giochi di un tempo “ nel 2012 e “Mestieri con la valigia” nel 2013. Sono stati attivati nuovi servizi all’interno della struttura, quale il prezioso aiuto dell’Azione 10 sui piani di degenza e “Occhio alla salute”, il servizio gratuito di prevenzione delle malattie cardio-vascolari. Il cammino della casa, come scritto nell’articolo introduttivo del 1984, prosegue…”può essere laborioso, ma camminando assieme le difficoltà e le incertezze sono superabili con minor fatica”.


staff

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