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Quaderni di Gruppoanalisi

visti da un versante psicoanalitico, è l’osservazione di processo, che ha la funzione ermeneutica di dare una chiave di lettura a quello che è successo. Dico funzione ermeneutica perché la finalità non è quella di dare una lettura “vera”, secondo principi di logica formale, né “reale” o esaustiva, ma di dare una lettura da una certa angolatura, da una certa posizione, sufficientemente esterna. Ciò implica sicuramente un tasso abbastanza elevato di soggettività, di relatività. Comunque, introducendo un altro vertice di visione, per un verso la comprensione dell’insieme si complica, ma per l’altro può aiutare anche a trovare significati nuovi e a condividere una possibilità di “vedere” ciò che, in corso d’opera, non aveva visibilità. Apro una parentesi dicendo che qualcosa di analogo lo fanno, ogni tanto, anche gli umani, non psicoanalisti, nel corso della vita quando si interrogano sulla propria esistenza e fanno bilanci (momenti molto importanti e significativi, ma spesso anche dolorosi); e che, nel lavoro clinico duale, l’analista si interroga quasi continuamente sul percorso che sta facendo col paziente. L’osservazione di processo nei gruppi, per la complessità degli intrecci comunicativi in corso, a noi sembra di estrema importanza; ed ha un significato ancor più rilevante quando si ha a che fare con una processualità che ha un inizio e un termine, nel breve periodo, come quella di questi lavori. Inizi che sono nascite, processi che sono crescite, in varie direzioni, e processi che poi hanno un loro punto d’arrivo, una conclusione, che avviene nel qui ed ora, la qual cosa, tuttavia, non significa che ci sia un compimento in senso assoluto e totale, ma un risultato di quello che qui è avvenuto. Ciò, inoltre, con la possibilità, che spero reale, che tutto questo possa poi essere tradotto, (nel senso latino di traducere), quindi trasferito, riflettuto, rielaborato, ed anche usufruito, sia nel proprio mondo intrapsichico, sia in tutti quegli altrove, dove poi noi, come umani e come professionisti, ci troveremo a vivere e ad operare. In questo modo la conclusione nel “qui ed ora” è l’apertura a quel “là e allora” che ci aspetta alla fine di questi lavori. Nell’osservazione dei gruppi, così come nella vita dei gruppi ci sono, nella nostra chiave di lettura, dei movimenti e delle processualità che sono consce, razionali e legate al compito, altre invece che si muovono ad un livello “inferiore”, inconscio, primitivo e per certi aspetti automatico (come dice Bion). Il processo più consapevole è anche più visibile e verificabile, proprio perché è connesso al compito, agli scopi e finalità per cui il gruppo si trova a lavorare; mentre i movimenti più sotterranei non sono così immediatamente osservabili. Tendiamo a stabilire un contatto soltanto con la parte razionale del cervello, mentre tutto il movimento degli affetti, delle emozioni, degli incontri e degli scontri che caratterizzano l’evoluzione relazionale del gruppo sono meno contattabili. Tuttavia nel gruppo abitano entrambe le dimensioni.

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Quaderni di Gruppoanalisi n.17 - Atti del workshop ATTRAVERSARE LO SCHERMO 2011  

Atti del workshop ATTRAVERSARE LO SCHERMO 2011

Quaderni di Gruppoanalisi n.17 - Atti del workshop ATTRAVERSARE LO SCHERMO 2011  

Atti del workshop ATTRAVERSARE LO SCHERMO 2011

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