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Pubblicazione non destinata alla vendita a circolazione interna mediante diffusione on-line

ANNO 1 N. 1 OTTOBRE 2007 ● Newsletter mensile di politica e attualità ●  appunti.alessandrini@alice.it

EDITORIALE

Una riflessione sulle prospettive politiche dei cattolici

Le primarie del PD I PERCHE’ DI UNA SCELTA Marco Ciani ● Il 14 ottobre si terranno le primarie del Partito Democratico. In questa occasione, correttamente, noi pensiamo di dover esprimere con chiarezza la linea editoriale di Appunti Alessandrini. Tale linea rappresenta, come nelle migliori tradizioni giornalistiche, l’opinione del direttore o coordinatore della testata e non impedisce agli altri collaboraori di avere, in piena autonomia, pareri differenti. Riconosciamo il valore di alcune candidature, in particolare quella di Rosy Bindi e di Enrico Letta, a cui guardiamo con simpatia. Con questa premessa, reputiamo comunque che l’opzione migliore per le prossime primarie sia costituita da Walter Veltroni. Quattro ordini di motivi sostengono questa prefernza. Il primo. Il cattolicesimo democratico potrà avere un senso in futuro solo se saprà farsi ingrediente sostanziale – essere cioè sale e lievito - di un progetto più ampio in cui storie, tradizioni culturali e pensieri politici differenti, ma accomunati da una solida matrice riformista, laica e solidale, sapranno fondersi assieme in armonia. Questa presenza non può ridursi a mera rappresentanza testimoniale di natura strutturalmente minoritaria e, indipendentemente dalle intenzioni, di fatto monoculturale, pena il fallimento del Partito Democratico. Al contrario, il valore di tale eperienza va portato nella nuova casa comune, in spirito di reciprocità. (segue a pag.4)

Il ruolo dei Pastori alla luce della “Gaudium et spes” Don Walter Fiocchi ● Chiesa e società, chiesa e politica, laicità, principi morali, rappresentanza dei cattolici, valori non negoziabili, sono i temi ricorrenti nel dibattito (non sempre esplicito) di questo tempo. Temi accompagnati dal disagio, dalla mancanza di serenità e da qualche rancore di molti, credenti e non credenti. Taluni rilevano un accentuato interventismo ecclesiastico, che sembra andare oltre il sacrosanto diritto della Comunità ecclesiale di far sentire la sua voce su questioni antropologicamente rilevanti. Altri sottolineano che questi interventi sembrano delineare una strategia dei vertici ecclesiali che avrebbe fini secondari di tipo politico. Anche la presenza di un prete e i suoi interventi in un “circolo di amici che vogliono riflettere (e assumersi impegni) sulla Politica”, data la delicatezza del contesto richiede molta prudenza. Ma questa prudenza non può essere un alibi o un vincolo o un ricatto se al prete è chiesto, come credo, di essere “educatore di coscienze”, in un momento di rischiosissime omologazioni e strumentalizzazioni. Credo anche che non siano permesse “deleghe”. Molti, mi pare, hanno la tentazione di delegare pilatescamente questo impegno educativo ai vertici religiosi istituzionali, ai Vescovi e al Papa, dando talvolta l’impressione che se è vero che «la Chiesa non è una democrazia», oggi assume sovente l’aspetto – discutibile – di una «monarchia assoluta» guidata da un “leader-monade” che

pronuncia parole tutte certamente da rispettare, ma non tutte indiscutibili e, talvolta, radicate nel campo dell’opinabile. Come educare le coscienze di persone che vogliono impegnarsi per la costruzione della polis? Come educare i credenti, i fedeli, che devono assolutamente partecipare a questa costruzione? È chiaro che le figure istituzionali della Chiesa - Papa, Vescovi, io stesso come prete - devono restare sul pre-politico e sul preeconomico. Dobbiamo evangelizzare, ricordare le ispirazioni del Vangelo, indubbiamente esprimere anche delle condanne se viene contraddetto ciò che secondo la Scrittura è una menomazione dell'uomo e della società. Ma le modalità con cui si traducono le ispirazioni spettano ai cristiani, ai laici e ai fedeli di altre religioni nella costruzione della polis e possono essere differenti. La strada credo sia quella indicata dall’incipit del magnifico – e ancora totalmente attuale – documento conciliare Gaudium et spes: «Nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore». Prendiamo ancora un suggerimento dalla Gaudium et spes. (segue a pagina. 4)

RINGRAZIAMENTI Alcuni lettori di APPUNTI ALESSANDRINI hanno scritto nei giorni scorsi complimentandosi per la Newsletter. Cogliamo l’occasione per ringraziarli di cuore per l’apprezzamento manifestato


QUI ALESSANDRIAL

L

Nel 1803 Napoleone aveva distrutto l’antico edificio

Dopo anni di scavi archeologici Piazza della Libertà ridiventa parcheggio Dario Fornaro ● Parce sepulto. Anzi: parce re-sepulto! Spianato da Napoleone, riesumato dagli scavi degli anni scorsi, ricoperto frettolosamente (secondo le promesse elettorali), il primitivo Duomo di San Pietro ha dovuto soccombere allo spirito mercantile del tempo e della città: val più un parcheggio che un pezzo importante di storia patria.

dell’antica cattedrale sono tornati, protetti alla meglio, sotto terra.

aLatinoruma

Il parcheggio di Piazza Libertà

La locuzione latina Parce sepulto, tradotta letteralmente, significa perdona al sepolto (Virgilio, Eneide, III, 41). Perdona a chi è morto, ovvero è inutile continuare ad odiare dopo la morte

Scongiurando, tra l’altro, la pur vaghissima eventualità che dalle ulteriori prospezioni potessero mai emergere le ossa rosseggianti di un protovescovo sinistrorso del dugento. Decisionismo improvvido, ma soprattutto mancanza di motivazioni esplicite (ancorché eventualmente discutibili) e di riguardi per quanti avevano speso passione, lavoro e quattrini – e, perché no? anche un meditato azzardo - appresso all’iniziativa degli scavi in Piazza della Libertà. Riguardi? Ma non scherziamo (“è la politica, sciocchino”). Anzi un messaggio esplicito alle “anime belle” che si beavano di ruderi smozzicati: abbiamo finalmente posto riparo ad un’avventura sconsiderata, dedichiamoci ad altro. Magari a rimestare e “valorizzare” un simpatico falso storico quale la Villa Napoleonica di Marengo, con le sue recenti mura merlate color polenta e i suoi non meno simpatici progetti turistico-commerciali per bocche buone.

Forse si poteva cercare di conciliare in qualche modo – discutendone seriamente – le ragioni dell’auto con quelle della testimonianza archeologica, ma la fretta di pagare la cambiale, e di cogliere gli applausi degli sponsor, ha privilegiato il blitz, la logica del fatto compiuto. Dileguatisi, tra l’altro, o silenti da calura estiva, quanti avevano, ancora pochi mesi prima, magnificato l’impresa e i primi, significativi risultati raccolti.

aStoriaa Nel 1803 Napoleone fece distruggere il Duomo per creare una grande piazza d’armi. Così Alessandria perdeva la sua struttura architettonica di maggior prestigio, «un vero stupido e inutile delitto» come ha scritto Fausto Bima nella sua celebre Storia degli alessandrini Interrotta la campagna di scavi – che in effetti andava un po’ per le lunghe (ma a questo si poteva porre diverso rimedio) – i resti

APPUNTI ALESSANDRINI

aScavia Lo scavo archeologico in Piazza della Libertà è iniziato nel 2002. A tutto il 2006 si sono realizzati due lotti dei lavori che hanno portato in superficie le fondazioni della facciata – lato nordoccidentale – con l’imposta del portale della navata sinistra e le fondazioni del campanile-torre civica. Primi scavi, altresì, delle cappelle fianco nord della chiesa

aFinanziamentoa L’intervento, suddiviso progettualmente in 4 lotti, era interamente finanziato dalla Fondazione CRAL, con uno stanziamento di un milione di euro, nell’ambito di una convenzione col Comune 2

La vicenda storico-archeologica del vecchio Duomo per ora finisce qui, eclissata dalla piccola politica alessandrina, ansiosa di piccole rivincite simboliche. Chissà? Forse ne riparleranno, nelle loro rivistine, gli infaticabili cultori della mitica “alessandrinità” (qualcosa di mezzo tra l’astrologia, e la fantagenetica), interrogandosi sulla possibilità che la storia degli scavi all’ombra di Rattazzi, per come è cominciata e soprattutto com’è finita, costituisca una preclara manifestazione (o non piuttosto una malaugurata deformazione) di quello “spirito alessandrino” in perenne, faticosa distillazione. Una popolar furbata alla Gagliaudo o una genialata alla Tronconi, quello dei mattoni?

aRitrovamentia Sono venuti alla luce: importanti tratti di fondamenta originali, monete di età altomedievale (importanti per la datazione delle varie fasi costruttive, ma anche per esplorare nuove ipotesi sulla fondazione della città), residui di murature e decorazioni scolpite (già trasferite alle sale d’arte), diverse sepolture, e tracce di insediamenti urbani di età probabilmente antecedente alla canonica fondazione

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L’INTERVISTAL

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Le 3 cose importanti che il Primo Cittadino ha in mente per il futuro

Un primo bilancio del nuovo Sindaco. E un commento sulla nascita del PD A cura della Redazione ● Trascorsi ormai i primi mesi dal Suo insediamento, qual è il primo bilancio della Sua esperienza da amministratore di questa città? Appena mi sono insediato ho focalizzato la mia attenzione e quella della mia giunta sul tema più caldo e che stava più a cuore ai miei cittadini: la sicurezza. Sto lavorando a stretto contatto con il Corpo di Polizia Municipale per rendere più tranquilla la città. Da qui una serie di interventi tra cui l’installazione di telecamere; quelle collocate ai varchi della vecchia Ztl saranno utilizzate per la sorveglianza, altre se ne aggiungeranno nelle zone più a rischio. Apparecchiature non solo per un’azione di prevenzione della criminalità ma che possono essere usate per controllare i livelli di piena dei fiumi e la fluidità del traffico. Ho accelerato i lavori in corso nei giardini pubblici della stazione, per restituirli alle tante persone che non li frequentavano più perché troppo bui e ma frequentati e si è iniziato un potenziamento dell’illuminazione pubblica che interesserà tutto il territorio comunale. Un altro intervento è stato l’ordinanza anti-prostituzione. Ho smantellato la Zona a traffico limitato, riaprendo il centro alle macchine; ma sto già lavorando per definire una serie di isole a traffico limitato o pedonali a macchia di leopardo, piccole e a tempo, zone 30 e tutto ciò che eviti la concentrazione e il conseguente congestionamento del traffico. Il lavoro che non si vede ma che è di notevole importanza riguarda il bilancio dell’amministrazione che si presenta con notevoli problemi di gestione. Come vanno i rapporti con le amministrazioni provinciale e regionale, guidate dal centrosinistra? Non posso certo dire che ci siano ottimi rapporti considerando che non mi è stato dato nemmeno il

APPUNTI ALESSANDRINI

Il Sindaco Piercarlo Fabbio tempo di sedermi nel mio ufficio che dalla Regione Piemonte il Presidente annunciava già l’intenzione di spostare la sede dell’Asl a Casale Monferrato e i servizi socio assistenziali a Novi Ligure. Quindi le premesse non sono state delle migliori anche se sono fermamente convinto che i rapporti siano più tesi da parte loro. Da parte mia non perderò occasione per ribadire il pensiero e l’importanza della comunità di Alessandria, che, non va dimenticato, è un capoluogo di provincia. Se dovesse indicare 3 opere per cui ricordare questa amministrazione in futuro, quali sarebbero? I Piani Territoriali Integrati, che dovrebbero muovere capitali per oltre 500 milioni di Euro fra pubblico e privato, credo rappresentino una grossa possibilità per la città che ha finalmente un’occasione per cambiare volto. Anche la logistica ed il mondo universitario rappresentano una buona opportunità per la crescita di Alessandria. Soprattutto per quel che concerne la logistica vorrei riuscire a ribaltare la prospettiva della precedente amministrazione, analoga a quella del Sindaco di Genova riportando Alessandria come sedi di una logistica di cosiddetta “rottura del carico” a grande valore aggiunto e con un minore impatto ambientale. Mi piacerebbe essere ricordato per un percorso di trasparenza amministrativa, che ha

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avuto inizio con un’apertura del programma di mandato a tutti i portatori di interesse e a tutti i cittadini, e che dovrà proseguire per il quinquennio con una serie di azioni mirate ad avvicinare l’amministrazione (a volte troppo chiusa nel “Palazzo”) ai cittadini. Nei prossimi giorni si terranno, anche ad Alessandria, le primarie per il Partito Democratico. Lei ritiene che un percorso di aggregazione possa essere utile anche per il centrodestra? Ci sono forme di coalizione che, nel tempo, tendono ad evolversi. Sapevo che, vista la nuova dimensione proposta dalla sinistra, la Casa della Libertà avrebbe dovuto riprendere un cammino già da tempo tracciato tendente ad individuare nuove modalità dello stare assieme. Superare gli attuali staccati dei partiti non sarà facile, anche se Forza Italia ha insegnato a tutti come sia possibile convivere con idealità diverse avendo obiettivi comuni ed integrando le convergenze anziché accentuare le differenze. E’ un percorso ideale già praticato nel passato con successo anche a fronte di più stringenti vincoli ideologici. Su ogni altra forma faccio riferimento al cammino ideale attraverso il quale è nato il cattolicesimo-liberale, che partiva da assunti divergenti, ma cercò – già nell’Ottocento – di individuare praticabilità, motivi e modalità dello stare assieme. Oggi è possibile una più vasta operazione di integrazione fra cristiani democratici, liberali, laico-riformisti, nel solco della libertà e dello sviluppo del Paese.

ACuriositàA Nato ad Alessandria nel 1955, si è laureato in Lettere all'Università di Torino. E' sposato con Alida Cotroneo, medico, ed ha un figlio Filippo Pietro Alex

Ap ● PER UN DIBATTITO POLITICO


I PERCHE’ DI UNA SCELTA

Chiesa, credenti e politica

(Editoriale - continua da pagina 1)

Essa è frutto di una visione di

stampo personalista, che a partire dalla dignità dell’essere umano, si richiama ai valori di libertà, giustizia, fratellanza, responsabilità, sussidiarietà. Promuove l’economia di mercato e la meritocrazia bilanciate da regole che ne facciano strumenti di ricerca del bene comune. Concepisce lo sviluppo compatibile con l’ambiente come nuovo nome della pace. In nome dell’equità nella distribuzione delle risorse, rivendica un’opzione privilegiata per i poveri e le persone più deboli nella società e nel mondo. Si tratta di una visione dai precisi connotati etici, ma aperta al dialogo e interessata alle ragioni di chi la pensa diversamente in vista del massimo livello di condivisione possibile. E’ il nostro un modo di concepire la politica ispirata a valori autenticamente cristiani ma al contempo, e in modo rigoroso, aconfessionale. A nostro avviso, in questo particolare momento, Veltroni, per le sue caratteristiche intrinseche e per la sua storia può riuscire meglio di chiunque altro nell’opera di sintesi che supera le precedenti esperienze insite in tale percorso e le unifica in una prospettiva condivisa. Il secondo, importante motivo è che Veltroni è un convinto sostenitore di questo progetto fin dalla prima ora, quando come vice di Romano Prodi, guidò il primo governo dell’Ulivo.

(continua da pagina 1)

Il terzo motivo per cui noi sosteniamo Veltroni è perché è un candidato forte. Veltroni, ha dimostrato, di sapere guidare la capitale del Paese e ha ottenuto il gradimento da parte dei suoi concittadini che lo hanno riconfermato sindaco a larga maggioranza. Quando poi ci saranno le elezioni, il leader del centrodestra, quale esso sarà in quel momento, dovrà confrontarsi con un avversario in grado di batterlo. A noi sembra che, tra i candidati in campo oggi, solo a Veltroni potrebbe riuscire questa impresa. Infine, come quarto motivo, non possiamo non ricordare le tante attestazioni autorevoli di appoggio nei suoi confronti. Da parte di esponenti qualificati del cattolicesimo democratico come Tina Anselmi, Leopoldo Elia, Livia Zaccagnini, Oscar Luigi Scalfaro, Rosa Russo Jervolino; di importanti ex-dirigenti dell’Azione Cattolica, della FUCI e delle ACLI come Giorgio Tonini, Giuseppe Lumia, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti e Giovanni Bianchi; della maggioranza della dirigenza della Margherita che ha lanciato la candidatura di Walter Veltroni, in ticket con il cattolico democratico Dario Franceschini. Queste sono le ragioni della nostra scelta e questi sono i motivi per cui anche alcuni di noi saranno della partita, in sede locale e in prima persona, a favore di Walter Veltroni.

Galleria d’Arte

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“UNI NE”

«Per instaurare una vita politica veramente umana non c’è niente di meglio che coltivare il senso interiore della giustizia, dell’amore e del servizio al bene comune e rafforzare le convinzioni fondamentali sulla vera natura della comunità politica e sul fine, sul legittimo esercizio e sui limiti di competenza dei pubblici poteri». Non ritengo lecite, soprattutto oggi, né l’astensione né una sorta di neutralità ecclesiale nel senso di indifferenza e silenzio. Credo invece che ai pastori della Chiesa, ad ogni livello di responsabilità, sia chiesta più proclamazione anche disturbante del Vangelo e della sua nuda radicalità. La sfida che l’oggi pone alla Chiesa credo stia nel possedere dei principi senza essere ideologica. Nell’essere “politica” senza essere di parte. Nell’essere “civile” senza essere troppo tenera. Nel coinvolgersi senza farsi strumentalizzare. La comunità cattolica è molto diversificata. I cattolici convivono con convinzioni politiche e ideologiche diverse, ma sono chiamati tutti a un comune impegno per fare in modo che la politica serva il bene comune e la persona umana. L’appello alla responsabilità politica non può essere né partigiano né settario, ma deve aiutare a rinvigorire il processo democratico come luogo del dibattito sul tipo di società che vogliamo essere, sui valori e le priorità che dovrebbero guidare il nostro Paese.

APPUNTI ALESSANDRINI Ap ● per un dibattito politico ANNO 1 N.1 Ottobre 2007

prossimamente in esposizione

Coordinatore: Agostino Pietrasanta

Ancora Berlusconi? NOOOO!!!

Staff: Marco Ciani ● Walter Fiocchi Dario Fornaro ● Roberto Massaro Carlo Piccini Per ricevere questa Newsletter manda una mail all’indirizzo

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APPUNTI ALESSANDRINI N 1-07