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Supplemento mensile di Appunti Alessandrini

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ANNO 2 N. 8 OTTOBRE 2010 ● EDITORIALE

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Una storia che si rinnova all'insegna della corresponsabilità

Alla ricerca del bene comune P E R U N A P R E S E NZ A DI SPERANZA Agostino Pietrasanta ● Si sta celebrando, in questi giorni, a Reggio Calabria, la 46° “Settimana sociale dei cattolici italiani”. Per sottolineare la rilevanza dell’avvenimento, che porta come titolo “Un’agenda di speranza per il futuro del Paese”, ci è parso opportuno chiedere il contributo, che pubblichiamo in questo numero del “Supplemento AP”, di mons. Fernando Charrier. L’importanza dell’avvenimento, l’obiettivo e le caratteristiche, i temi che in esso saranno affrontati, sono lucidamente descritti dall’intervento che proponiamo: il suo autore non solo è stato Vescovo della Chiesa di Alessandria dal 1989 al 2007, ma è stato il presidente del “Comitato scientifico e organizzatore delle “Settimane”, dopo la loro ripresa agli inizi degli anni novanta del secolo scorso, dopo vent’anni di interruzione. Sulle ragioni del lungo periodo di sospensioni dice mons. Charrier. Egli, in ogni caso, fu il protagonista più impegnato di una ripresa, che rispetto ai periodi precedenti marcava almeno due novità. In primo luogo la gestione dell’iniziativa, veniva assunta dalla Conferenza episcopale italiana e non più dalla Santa Sede; inoltre la stessa struttura delle “Settimane” voleva non più limitarsi ad indicare delle linee di intervento dettate dal magistero, ma voleva, certo alla luce del Magistero, invitare tutti i cattolici a dare un contributo di idee per la costruzione della città dell’uomo. (continua a pag.2)

Al via la 46° edizione del meeting dei cattolici italiani Mons. Fernando Charrier ● Le Settimane Sociali dei Cattolici, nate in Francia videro la luce in Italia nel 1907 sostituendo il vuoto lasciato dall'Opera dei Congressi, e la loro frequenza ebbe una certa regolarità annuale fatta eccezione in tempi di guerra o di calamità naturali fino al 1971; da quella data furono sospese fino al 1991, il perché è da ricercarsi nell’incremento di molteplici convegni programmati da Associazioni quali l'Azione Cattolica, le ACLI, la FUCI , ecc., da Centri Culturali vedi l’Università Cattolica; le Diocesi stesse offrivano possibilità di riflessioni comunitarie con i loro Uffici pastorali. Su uno stimolo di Giovanni Paolo II la Conferenza Episcopale Italiana, che in Convegni Pastorali quinquennali aveva rilevato i nuovi problemi e le nuove impostazioni di vita che la "globalizzazione" e lo sviluppo culturale, sociale, economico e politico avanzavano, era necessario ed utile riprendere quel “momento" assembleare delle Settimane Sociali per coinvolgere il laicato cattolico poiché “Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” (LG n. 31). Si pensò di redigere una nota di "ripristino" delle Settimane Sociali per dar vita a "momenti di accumulazione culturale" con l'impegno di tutti per la trasformazione della società;

dare, quindi attenzione alla gente che resta fuori o ai margini dei processi e dei meccanismi economici vincenti; ridare spazio alla solidarietà sociale in tutte le sue forme e sostegno al ritorno di una vita sollecita del bene comune dopo tanti anni di soggettivismo, spesso amorale; infine dare significato allo sviluppo del Paese, inteso non come pura crescita quantitativa e modernizzazione di superficie, ma come globale miglioramento della qualità della vita, della convivenza collettiva, della partecipazione democratica e dell'autentica libertà. La scelta era chiara, cioè si chiedeva di non perdere l'intuizione della fondazione delle Settimane sociali che comportava la scelta di "temi fondativi". Il ripristino del 1971 è stato fedele a questo primitivo orientamento; i temi scelti e sviluppati nei quali si intrecciano situazioni di attualità e, nel tempo stesso, di urgenza richiedono di "camminare con l'uomo" con tutte le sue novità e le sue aspirazioni e, al tempo stesso con le sue debolezze e le sue inadeguatezze che a volte hanno origine da una mancanza di volontà: lo testimoniano situazioni che si trascinano nel tempo (vedi la situazione del Mezzogiorno). Bisogna tuttavia scegliere tematiche più orientate non solo alla speranza e al desiderio ma al “progetto concreto”; evitando il detto delle leggi: “queste ci sono ma chi pone mano ad esse?”. (continua a pag.2)


P E R U N A P R E S E NZ A . . .

(continua dalla prima pagina) Il confronto con la Settimana Sociale del 1945 (era un ripristino anche quello dopo la seconda guerra mondiale) il cui tema era "Costituzione e Costituente", ebbe una grande risonanza perché cristiani preparati furono protagonisti nel momento costitutivo della nazione. E’ forse necessario aver cura e non far mancare questo “tempo applicativo”; quale cammino si sarebbe fatto se le tematiche delle Settimane celebrate dal 1993: "Identità nazionale, democrazia e bene comune" (1993 Torino), "Quale società civile per l'Italia di domani?" (1999 Napoli), "La democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri" (2004 Bologna), "Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano" (2007 Pistoia - Pisa) avessero ottenuto più ascolto! Oggi viviamo nuovamente in “periodo costituente” ed è bene porre all'attenzione la libertà, la giustizia, l'equilibrio sociale, la centralità della persona umana, rispondendo alle varie istanze non solamente dell'Europa ma praticamente di tutte le nazioni del mondo. Le Settimane Sociali non sono un momento in se stesso compiuto, esso abbraccia un "primo", cioè la ricerca del tema attraverso un confronto con la vita, la questione economica e politica, la situazione umana e culturale ecc. per un approfondimento culturale e una azione orientativa; un "durante" ossia un tempo di confronto, un dibattito

competente e al più alto livello possibile con un orizzonte culturale aperto; un "dopo" nel quale l'elaborazione del momento assembleare della Settimana torna alla verifica delle realtà locali per scendere nella vita quotidiana. Il documento finale normalmente contiene i traguardi da raggiungere individuando i mezzi, le persone, le associazioni, ecc. necessari a tradurre nel concreto della vita personale e sociale gli apporti acquisiti. L'attuale situazione è assai grave e tuttavia non si può pensare ad una avventura senza ritorno. Il moltiplicarsi delle fratture e delle clientele, il venir meno della solidarietà nel bene comune, il prevalere della cultura dei diritti su quella dei doveri, la contestazione dei poteri statuali e la delegittimazione del sistema democratico, sono problemi che non possono attendere più oltre una soluzione. "Rifiutandosi ad ogni impegno di storia come processo che giudichi, condanni o assolva - si legge nel documento preparatorio della XLVI Settimana Sociale - i cattolici intendono mettere a disposizione del Paese, in forma critica ma costruttiva un patrimonio di valori, di idee e, di testimonianze: si tratta di dare un contributo sostanziale per ricreare una coscienza della corresponsabilità; si sentono perciò in dovere di uscire da tentazioni di sterili contestazioni per dare una mano alla costruzione di una convivenza più matura, più solidale, più umana".

(continua dalla prima pagina)

I temi della ripresa, dal 1991 ad oggi (riguardano cinque “Settimane”, prima di quella in corso), che mons. Charrier puntualmente richiama, sembrano soprattutto preoccupati di liberare i rapporti pubblici, nelle istituzioni, nella società civile e nelle realtà nazionali ed internazionali dalla prospettiva individualistica, dalla cultura degli egoismi, per promuovere una condizione effettiva di “bene comune” concretamente realizzato. Non è il caso di ribadire ciò che nell’intervento viene richiamato da mons. Charrier. Tuttavia siamo molto interessati dal contributo che sarà offerto a Reggio Calabria, in una prospettiva di realizzazione di “bene comune” della nazione compatibile con il contesto della globalizzazione; siamo interessati a capire cosa pensino i cattolici italiani del confronto fra culture diverse che la globalizzazione inevitabilmente pone in rapporto; siamo interessati alle prospettive che saranno proposte perché la globalità a livello mondo sia di promozione e non di intralcio ai valori fondanti la dignità della persona e della stessa storia della nostra nazione. Leggeremo con interesse gli atti ed i documenti conclusivi, certi che costituiranno un altro importante contributo alla crescita del “bene comune”.

Ap ● Supplemento ANNO 2 N.8 Ottobre 2010 Coordinatore: Agostino Pietrasanta Staff: Marco Ciani ● Walter Fiocchi Dario Fornaro ● Roberto Massaro Carlo Piccini Per ricevere questa Newsletter manda una mail all’indirizzo

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