Issuu on Google+

obiettivo “ I piccoli diventano grandi”

impresa

Periodico mensile - Luglio/Agosto - N. 7 -8 - Anno 3. Poste italiane S.p.A. Sped. Abb. post. 70% cns - comm. Business CA - 566/2006

Rivista dell’ Api Sarda - Sassari

ALL’INTERNO • Giovanni Gavassino Nuovo presidente Api Sarda • Una donna del sud alla guida dei Giovani Imprenditori Confapi • I benefici fiscali per le imprese di trasporto • Le nostre aziende: Galydhà, del gruppo Amalattea a Villanova Strisaili


editoriale

88 5

Una casa per tutti di Italo Senes

vita associativa 6

Giovanni Gavassino Nuovo presidente Api Sarda

Stintino: tramonto sulla torre della Pelosa

7

Il saluto di Iosto Puddu agli associati

8

Valentina Sanfelice di Bagnoli Prima donna del sud alla guida dei Giovani Imprenditori Confapi r.O.

11 Il ministro Brunetta al Convegno annuale Confapi OBIETTIVO IMPRESA Rivista Mensile APISARDA - Delegazione di Sassari ANNO III Luglio/Agosto 2008 - N° 7-8 DIRETTORE RESPONSABILE GUIDO SPANO DIRETTORE EDITORIALE ITALO SENES COORDINAMENTO EDITORIALE ALESSANDRO MURA SEGRETERIA DI REDAZIONE GIANNELLA SILVETTI DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE APISARDA Zona Industriale Predda Niedda str. 18/bis Tel. 079.2670007- 079.2677025 07100 Sassari email: sassari@apisarda.it EDITRICE ALBARUIA Str. prov. dell’Anglona, 28 07100 Sassari REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI SASSARI N. 438 del 13-11-2006 STAMPA TIPOGRAFIA GALLIZZI Via Venezia 5 - Tel. 079 276767 07100 Sassari

r.O.

le nostre aziende 12 Villanova Strisaili: Galydhà, del gruppo Amalattea alla conquista dei mercati internazionali con il latte di capra di Giovanni Dessole

sommario

r.O.

il consulente 15 Finanza agevolata 17 Area fiscale

attualit` a 20 Diritto fallimentare: le responsabilità degli amministratori di Laura Cannas Aghedu

23 L’importanza delle relazioni all’interno delle aziende di Mario Gastaldi

25 I benefici fiscali per le imprese di trasporto di Giuseppe Acciaro e Claudio Sabbatini

salute & sicurezza 28 I rischi di chi lavora all’aria aperta di Gianni Pala

3 obiettivo impresa


Il piano del Governo per calmierare il mercato degli alloggi

Una casa per tutti Sono molte le novità in positivo che caratterizzano il piano casa, disciplinato dall’art. 11 del decreto legge 112/2008, che esce sostanzialmente immutato dal maxi emendamento presentato dal Governo. Gli 800 milioni di euro stanziati per il nuovo piano per fornire alloggi in proprietà o locazione alle fasce sociali più deboli saranno incrementati dagli apporti di investimenti privati favoriti da incentivi opportunamente previsti, quali ad esempio, diritti edificatori, sconti agli oneri edilizi, project financing. Nel nuovo testo scompare il riferimento agli alloggi in locazione come mercato a cui dare risposta per una serie di categorie svantaggiate e viene sostituito con un riferimento alla “prima casa”. Ciò si interpreta come una netta sterzata, da un piano che faceva riferimento ad alloggi con affitto calmierato ad uno che prevede invece l’acquisizione della proprietà. Altra novità è il riutilizzo dei fondi 2007/08 che ser-

viranno a finanziare il piano, eccezion fatta per le risorse già iscritte nei bilanci degli enti ed impegnate, per cui gli 800 milioni potrebbero diminuire di qualche decina. Il nodo delle risorse resta comunque il più delicato perché, nella sostanza, il Governo non ha stanziato nuovi fondi ma riutilizza le somme gia programmate insieme alle Regioni, nel 2007 dal Governo Prodi, fatto questo duramente contestato dalle organizzazioni dei sindacati degli inquilini, Al contrario la posizione delle unioni nazionali di categoria dei costruttori dell’Aniem e dell’Ance,che fanno nel suo complesso una valutazione positiva del piano casa affermando che “ dopo 30 anni si decide di lanciare un nuovo Piano casa nazionale e, con istituti integrativi come i programmi integrati per la riqualificazione urbana e la possibilità di utilizzare strumenti approvativi accelerati come previsto dall’art. 81 del Dpr 616/77 o la legge obiettivo”.

editoriale

Italo Senes

5 obiettivo impresa


Eletto dal Consiglio Direttivo Regionale dell’associazione

Giovanni Gavassino nuovo presidente Api Sarda vita associativa

r.O.

6 obiettivo

impresa

Gavassino succede a Iosto Puddu, che ha ricoperto l’incarico negli ultimi 3 anni. “La mia Presidenza vuole porre al centro dell’attenzione le esigenze di crescita dell’Associazione e degli Associati - ha sottolineato il nuovo Presidente di API Sarda-. Tutti noi dirigenti dell’API Sarda saremo insieme chiamati ad analizzare e soprattutto a fare, per tutelare e promuovere nel rispetto delle regole gli interessi dei piccoli e medi imprenditori della nostra Isola”. Il neo Presidente, nel preannunciare le linee del programma si è anche soffermato sulla importanza che hanno le categorie e i territori con le rispettive rappresentanze interne all’Associazione, sottolineando che “tutte queste componenti hanno il dovere di rendere unita e coesa l’Associazione: è compito di ciascun territorio e ciascuna unione di categoria di concorrere a costruire una API Sarda

Giovanni Gavassino

ancora più forte e attenta alle istanze, necessità e proposte di tutte le componenti del tessuto produttivo, ancor più di quelle che sono più deboli”.“Il tessuto produttivo regionale sta soffrendo una fase congiunturale piuttosto grave – ha concluso Gavassino – e ruolo di una Associazione come API Sarda è interpretare i bisogni delle

PMI e accompagnarle nel perseguire i loro obiettivi, talvolta e guidandole nel costruire percorsi anche innovativi nell’organizzazione dei loro interessi”. Giovanni Gavassino, 62 anni, originario di Carloforte e trapiantato a Cagliari, guida un gruppo di aziende impegnate anche a livello nazionale. Il Gruppo Gavassino è nato nel 1973 ed è attivo in vari settori: è leader nelle opere marittime ed opera nel campo immobiliare e nel settore ambientale, con specifico riferimento alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Nella nuova Giunta di Presidenza dell’Associazione, presieduta da Gavassino, sono stati eletti tre VicePresidenti: Francesco Lippi, Peppe Nieddu e Italo Senes. Teroriere è stato confermato Mario Grimaldi.


Il saluto di Iosto Puddu agli associati

Iosto Puddu, ha lasciato la presidenza dell’API Sarda per scadenza naturale del suo mandato . Nella circostanza, ci ha affidato un saluto da rivolgere agli Associati attraverso le pagine di “Obiettivo impresa”. Cari Associati, a conclusione del mio mandato, sento il piacere oltre che il dovere di rivolgere un saluto a tutti voi. In questi ultimi tre anni, durante i quali mi avete affidato la Presidenza dell’API Sarda, ho avuto modo di compiere un’esperienza che rappresenta per me motivo di grande soddisfazione morale perché, con la vostra fiducia, mi è stata data l’opportunità, attraverso l’impegno nell’Associazione, di tentare di portare un contributo al sistema produttivo della Sardegna. Se poi il mio impegno sia risultato utile non sta a me dirlo. Di sicuro avrei voluto fare di più. Soprattutto, vi assicuro, che ho cercato sempre di orientare la mia azione al rispetto delle decisioni degli organi rappresentativi dell’Associazione e ai principi fondanti che ci uniscono sotto l’emblema dell’API Sarda. Grazie alla collaborazione del Gruppo Dirigente, credo di poter dire che siamo riusciti ad affermare l’immagine e il ruolo dell’Associazione quale una delle principali istanze politiche dell’impresa in Sardegna capace di interloquire in modo efficace nei confronti della Regione, degli Enti Locali e del Sindacato.

Iosto Puddu

Nel sostenere le ragioni dell’impresa, abbiamo sempre manifestato il nostro punto di vista con forza e competenza riuscendo talvolta ad incidere positivamente nelle decisioni della politica regionale. Altrettanto abbiamo fatto quando, nei confronti della politica regionale, abbiamo manifestato con stile e serietà la nostra contrarietà a talune decisioni che non

solo hanno penalizzato l’impresa ma l’intero sistema economico isolano. In buona sostanza, al di là dei risultati conseguiti, abbiamo sempre cercato di esercitare una puntuale presenza politica dell’Associazione tutte quelle volte che l’agenda politica regionale ha posto all’ordine del giorno problemi riguardanti l’impresa, per sostenere, con motivate ragioni non solo settoriali, utili proposte e serie soluzioni. In conclusione, nel ribadire il mio ringraziamento per la fiducia accordatami, rivolgo a tutti i Soci un caloroso invito a partecipare attivamente alla vita associativa, portando le proprie idee e i propri suggerimenti. Perché di questo ha bisogno un Gruppo Dirigente, di questo ha bisogno un presidente. Cioè, di capire quali siano le istanze degli Associati per dar loro adeguate risposte.

vita associativa

Tre anni di lavoro e di grande soddisfazione morale

Iosto Puddu

7 obiettivo impresa


La prima donna del sud alla guida dei Giovani Imprenditori

Sanfelice di Bagnoli eletta presidente Giovani Confapi vita associativa

r.O.

8 obiettivo

impresa

Valentina Sanfelice di Bagnoli è stata eletta all’unanimità nuovo presidente del Gruppo Giovani imprenditori della Confapi.Sanfelice succede a Catia Polidori, neo parlamentare. La nuova squadra di Presidenza è composta da: Cristiano Casa (Emilia Romagna) e Alberto Franchini (Lombardia) in qualità di Vicepresidenti; Giunta di Presidenza: Davide Varvello (Piemonte), Andrea Bertolaso e Mauro Marinello (Veneto), Ivan Brini (Emilia Romagna), Innocenzo Grassani (Basilicata), Massimo Posadinu (Sardegna). “In Italia – ha dichiarato il nuovo presiedente degli under 40 della Confapi - l’interesse sul tema dell’imprenditoria giovanile deve restare elevato ed è necessario individuare dei percorsi innovativi per favorire la nascita di nuove imprese. Il rapporto Censis 2007 mette in evidenza che moltissimi giovani intraprendono con successo interessanti esperienze imprenditoriali. Su un totale di poco più di 200 mila, sono circa 154 mila le nuove realtà aziendali costituite nel 2002 ed ancora attive a tre anni di distanza, come rilevato in una specifica indagine dell’Istat. Di queste, nel 30% dei casi, alla nascita dell’impresa, il titolare aveva meno di trent’anni e nel 40% aveva un’età compresa fra i 30 e i 39 anni. Tuttavia, malgrado la forte spinta verso l’autonomia, le difficoltà legate allo sviluppo di una nuova iniziativa sono ancora molto elevate e

dipendono in larga parte da una burocrazia farraginosa, da una formazione ancora molto distante dalle realtà aziendali e dall’assenza di capitali adeguati per lo start up”. “Su queste basi - ha aggiunto Sanfelice - ed in linea con l’auspicio del Governatore Draghi che invita, nella sua recente relazione sui dati Banca Italia, ad una maggiore attenzione alla categoria, è innegabile che il rinnovamento

Valentina Sanfelice di Bagnoli

della politica economica nazionale debba necessariamente incentivare la nascita di un nuovo tessuto imprenditoriale che sappia cogliere i grandi cambiamenti in atto e che possa posizionarsi in mercati e settori tecnologicamente avanzati. E’ auspicabile che già la prossima Finanziaria contenga misure che vadano in questa direzione. An-

che le Università, inoltre, devono ripensare al proprio ruolo ponendosi quale collante aggregativo tra l’iniziativa privata dei giovani e il tessuto imprenditoriale di riferimento favorendo l’incontro tra neo imprenditori ed aziende esistenti. Mi fa piacere sottolineare, infine, che per la prima volta la Presidenza della Confapi Giovani va al sud Italia, in particolare a Napoli. Tuttavia nel mio mandato il sud non rappresenterà una priorità, e questo non solo per poter guardare in maniera super partes all’intero territorio, ma perché risulta indispensabile che questo assuma, nella concezione di tutti, un ruolo nuovo nell’ambito delle politiche economiche nazionali, integrandosi nel sistema italia alla pari degli altri territori e superando il luogo comune del malato incurabile. Bisogna certamente risolvere le emergenze causate dall'indifferenza di molti che hanno avuto, negli anni, responsabilità politiche e amministrative enormi, attraverso la valorizzazione della nostra storia, della nostra cultura affinchè diventino traino verso lo sviluppo. Il meridione, tuttavia, potrà recuperare competitività solo se saranno attuate riforme importanti e solo se si sottrarrà a quella logica assistenziale che lo ha dominato per decenni e che gli ha impedito di evolversi seguendo le logiche di mercato marginalizzandone così i valori, i talenti, le eccellenze”.


Vertice Galassi-Sanfelice

Le linee guida dei Giovani imprenditori Convergenza di idee e di opinioni tra Giovani e Confapi verso il Congresso nazionale dei Giovani Imprenditori. Un incontro con il presidente Paolo Galassi è servito ad illustrare le linee guida che il gruppo Giovani seguirà nell’ampio mandato conferito alla neo presidente Valentina Sanfelice di Bagnoli. Condivisione di progetti e di strategie associative contribuiranno a rafforzare la confederazione. “ I giovani – ha dichiarato Paolo Galassi, leader Confapi –rappresentano per noi una risorsa importantissima, che deve muoversi coerentemente con le politiche associative per rafforzarne gli effetti. Valentina Sanfelice è una donna di esperienza che vive

il mondo associativo da tempo e che ne conosce le dinamiche e le problematiche, mi aspetto da lei grande coerenza, impegno e soprattutto condivisione di intenti. La nostra confederazione, negli ultimi anni, ha lavorato molto per affrancarsi e recuperare terreno sul piano politico ed istituzionale e sono certo che la strada intrapresa proseguirà con successo”. In linea con Galassi, la neo presidente Sanfelice, si è dichiarata aperta a collaborare nell’interesse associativo, rimarcando la necessità di essere molto uniti sul piano progettuale, sia in riferimento alle proposte da avanzare agli organi competenti sia per quel che concerne le politiche associative.

Il saluto della neo presidente ai Giovani Imprenditori Confapi Prima di tutto un doveroso ringraziamento all’Api Sarda per avermi offerto questo spazio all’interno di questa preziosa rivista e ne approfitto ancora una volta per ringraziare i Giovani Imprenditori tutti per la fiducia riposta in me affidandomi unanimemente la presidenza del gruppo. I Giovani Imprenditori Confapi sono oggi un punto di riferimento importante per l’imprenditoria e per la politica nazionale. Questo è stato possibile grazie all’incessante lavoro di tutti coloro che mi hanno preceduto al vertice associativo, Mario Minoja, Flavio Pasotti, Antonio Montanini, Gianluca Pinna, Catia Polidori che nel tempo hanno saputo cogliere le sfide importanti imposte dai cambiamenti degli scenari economici e hanno affermato, senza mediazione e compromesso, senza sconti, l’identità del gruppo. Il ruolo fondamentale dei Giovani Confapi è stato sottolineato anche dal Presidente Confederale Paolo Galassi durante il nostro primo incontro, riconoscendoci quale risorsa importantissima su cui tutto il sistema deve puntare. Ci avviciniamo al consueto appuntamento del Congresso Nazionale GIC di novembre, fiore all’occhiello fra le nostre attività, che riunisce i Giovani Imprenditori Confapi provenienti da tutta Italia per discutere insieme agli esponenti politici di tutti gli schieramenti i temi a noi maggiormente cari. I traguardi raggiunti nelle passate edizioni in termini politici e di immagine ci impongono di puntare maggiormente su noi stessi: quest’anno l’obiettivo è quello di giungere al nostro Congresso con un numero di partecipanti ancora maggiore, ma soprattutto con un numero di partecipanti sempre più motivati alla condivisione ed alla collaborazione che da sempre hanno contraddistinto lo spirito di questo Gruppo. A questo scopo ho chiesto ai nostri iscritti la compilazione, con l’immancabile ausilio dei senior di riferimento, di un breve questionario che ha l’obiettivo specifico di coinvolgere tutta la base associativa nella scelta dell’area tematica da affrontare e nell’elaborazione del documento politico che presenterò in quella sede. É quindi con la speranza di incontrarVi tutti a novembre che Vi saluto caramente e Vi auguro di trascorrere delle serene vacanze estive. Valentina Sanfelice di Bagnoli

vita associativa

r.O.

9 obiettivo impresa


Il ministro Brunetta all’assemblea annuale Confapi

Le piccole imprese sono ”il cuore dell’italia” “Lavorare meglio per rendere di più; un nuovo modello contrattuale per rilanciare l'economia” è il tema affrontato all'assemblea annuale Confapi, introdotta dal Presidente Galassi. è seguito un convegno dove sono intervenuti il Ministro della Funzione Pubblica e Innovazione Renato Brunetta e il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Stefano Saglia. Rifacendoci al discorso del Presidente Paolo Galassi «Dobbiamo prepararci a una svolta culturale: il leitmotiv del “lavorare di più per guadagnare di più” è ormai superato, da “lavorare meglio per rendere di più”, cioè aumentare la qualità della produttività», abbiamo chiesto al Vice Presidente Bernardi, presente ai lavori, quali sono state le richieste al Governo da parte della Piccola e Media Impresa. “La prima richiesta riguarda le risorse umane: occorre professionalizzare e completare con figure d’eccellenza gli organici ministeriali preposti alla produzione di documenti, norme e strumenti che siano realmente utili al sistema produttivo italiano, che è imperniato sulla piccola e media impresa. In secondo luogo la semplificazione delle procedure burocratiche. E’ decisamente una buona cosa arrivare a ridurre a 24 ore l’iter burocratico per l’avvio di un’impresa, cioè “un’impresa in un giorno”. Bisogna però che l’apparato pubblico nel suo complesso, una volta costituita l’azienda, non ripro-

duca un quadro ossessivo di richieste e formalità tali da appesantire il lavoro di tutti i giorni restanti. Inoltre è stata presa in considerazione la possibilità di togliere la tassazione Irap (imposta regionale) per la PMI perché è una legge a favore solo delle grandi imprese. Terza questione: i controlli. Non è possibile che un’impresa sia sottoposta a tutta una serie di controlli da una platea di controllori diversi, dalla Guardia di Finanza ai Vigili del Fuoco, dalla Asl all’Ispettorato del Lavoro. E’ assolutamente necessario ottimizzare le responsabilità di vigilanza, assegnandole a pochi e qualificati organismi istituzionali”. I Ministri intervenuti all’assemblea annuale hanno dimostrato grande interesse da parte del Governo verso la PMI. Ai tavoli di lavoro non si confronteranno solo più Confindustria, Sindacati e Governo, ma anche Confapi”. Lo stesso Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta ha affermato che “Le piccole imprese sono "il cuore dell'Italia" e il Governo farà di tutto per stare dalla loro parte. Ho trovato un tessuto orgoglioso e forte. Le piccole imprese sono una ricchezza per l'Italia il Governo sarà dalla parte di chi vuole investire, crescere e competere”. Parlando di formazione il Vicepresidente Franco Bernardi ha detto: “Importane è la formazione continua nelle aziende. Il Fondo Formazione PMI viene alimentato dalle risorse derivanti dal gettito

del contributo dello 0,30% sul salario o stipendio dei lavoratori, che le imprese versano all’INPS. Ad oggi più di 10.000 imprese risultano iscritte al FAPI. Per il 2008 sono stati messi a disposizione 25 milioni di euro per i quali noi emettiamo bandi che vanno in varie direzioni. In questo primo semestre sono usciti tre bandi: uno da 1 milione e mezzo di euro per i progetti sulla sicurezza; un altro da 5 milioni per le categorie (metalmeccanici, chimici, tessili, edili, ...) e uno generico di 8 milioni di euro. Da settembre ne uscirà un altro generalista che sarà di 11 o 15 milioni di euro, a secondo delle riserve di bilancio. Molte sono le aziende iscritte a Confapi che aderiscono con lo 0,30%; una volta avuta l'approvazione del progetto si ha tempo sei mesi per attuarlo. Chi non dispone di un'aula o docenti per attuare la formazione nella propria ditta, può far riferimento alla propria sede Api o ai centri di formazione Api di competenza. Dall'inizio dell'anno sono stati presentati, a livello nazionale e per le aziende associate a Confapi, 533 progetti”. Il mondo della PMI si sta trasformando ma, come sottolineata il Presidente Galassi, “I piccoli e medi imprenditori restano qua, continuano a investire aprendo stabilimenti sul territorio. Credono in questo Paese e chiedono al governo Berlusconi di attuare tutte le riforme utili a ridare slancio alle idee, alla fiducia e al lavoro”.

vita associativa

r.O.

11 obiettivo impresa


La scommessa vincente di un gruppo sardo-romano

Con il latte di capra alla conquista dei mercati internazionali le nostre aziende

Giovanni Dessole

12 obiettivo

impresa

Nel cuore pulsante della Sardegna, in piena Ogliastra per regalare all’Isola – ed a più ampi panorami nazionali e non – un gruppo in forte crescita che unendo le proprie sinergie ha dato vita ad un’idea imprenditoriale vincente, innovativa nello scopo e nell’azione. Amalattea, azienda romana leader di marca nel latte di capra e nei prodotti da esso derivati, ha una quota vicina al 55% dell’intero mercato nazionale. Tutto questo è avvenuto attraverso un’azione di crescita interna e sviluppo del mercato, con tecnologie e prodotti innovativi. Amalattea nasce nel 1998 per iniziativa di Maurizio Sperati, e si specializza da subito nella distribuzione di prodotti lattiero-caseari di capra. Ma è nel biennio 2005-2006 che l’azienda subisce una profonda trasformazione, sempre ad opera dello stesso Sperati: Amalattea si trasforma in una società per azioni e nasce il Gruppo Amalattea costituitosi grazie al controllo assunto nella

Il vice presidente dell’Api Sarda di Nuoro Salvatore Carta con Giancarlo Guinetti, Maurizio Sperati e Andrea Prato

società consortile Galydhà (azienda sarda con il più grande stabilimento italiano per la trasformazione di latte di capra UHT), dando vita al primo polo caprino italiano, e grazie anche all’acquisizione di due società logistiche gestite direttamente da uno dei soci Giancarlo Guinetti,

specialista nella logistica, che permettono di sfruttare tutte le sinergie distributive. Un ulteriore esempio di sinergia economica, di rete fra diverse realtà imprenditoriali che uniscono le proprie forze per creare un gruppo capace di aumentare le proprie potenzialità produttive e commerciali. Punto di forza del gruppo è lo stabilimento Galydhà, situato a Villagrande Strisali (NU), nel cuore della Sardegna: un impianto all’avanguardia, completamente automatizzato e informatizzato, dislocato su un lotto di 18.550 mq, in una posizione strategica, un’area dove è presente il maggior numero di allevamenti caprini di tutto il territorio nazionale. L’impianto è in grado di attestarsi su una lavorazione media giornaliera di 75 tonnellate di latte, su una superficie comples-


animali. Il Gruppo conduce un costante monitoraggio dei propri conferenti del latte caprino attraverso i seguenti strumenti: controlli funzionali eseguiti su ciascun animale dal personale delle associazioni allevatori; prelievi sul latte conferito dal singolo allevatore; analisi microbiologiche sulla massa in ingresso a stabilimento, oltre a numerosi ed accurati controlli lungo tutta la fase di trasformazione e confezionamento per terminare con la verifica della conformità del prodotto finito ai requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente. “Tutta la produzione - spiega ancora Prato - è sostenuta dalla ricerca scientifica che avviene nei laboratori interni dello stabilimento in collaborazione con i più validi ricercatori delle università locali. Grazie a questa preziosa partnership scientifica, il dipartimento ricerca e sviluppo del Gruppo Amalattea è riuscito a risolvere il problema della stabilità del latte di capra, superato definitivamente e senza l’aggiunta di fosfato di sodio, a beneficio di un aumento di calcio disponibile nel latte e meglio assimilabile dall’organismoL’importanza di aumentare la produzione e la consumazione del latte di capra in Italia è d’altronde evidente se si considerano i benefici effetti del prodotto, assai più digeribile e assimilabile rispetto al normale latte di mucca. “Grazie all’alta digeribilità, alla ipoallergenicità e all’ottimo rapporto calcio-fosforo spiega Sperati - il latte di capra ha ottimi riscontri a livello nutrizionale, in particolare nella prevenzione e nel trattamento delle intolleranze alimentari. Inoltre il

latte di capra è il più simile al latte materno, e questo ne favorisce l’utilizzo in pediatria-. Oggi il gruppo punta deciso sul territorio, sulla manodopera giovane locale e su tutte le persone che hanno collaborato e creduto( chi fin dalla nascita, chi in seguito) a questo grande progetto che pone la Sardegna come il polo d’eccellenza del caprino in Italia. Un gruppo in grado di presentarsi sui mercati mondiali con un’offerta quantitativamente e qualitativamente sempre più forte: una linea completa di latte di capra, (core business del gruppo), intero, parzialmente scremato, biologico, con i marchi Amalattea, Galydhà, Montecaprino, Nutrio e Capritalia; a questo si aggiunge una ricca gamma di prodotti a base di latte di capra: formaggi (freschi, stagionati, semistagionati), ricotte, yogurt, biscotti, gelati. Una leadership sarda e tricolore indiscussa quindi, con punte d’estero che investono diversi paesi stranieri, con tanto di società controllata di diritto americana e punto vendita a Manhattan.

le nostre aziende

siva di 5500 mq, ottimizzato con macchinari e attrezzature per la produzione di latte di capra UHT, formaggi, ricotte, yogurt, gelati. « è un traguardo ambizioso – racconta Maurizio Sperati, amministratore delegato del gruppo Amalattea – nato dall’esigenza di aumentare la competitività del settore caprino in Italia, per portarlo a livello di altre nazioni europee, come Francia, Grecia e Spagna». Le produzioni caprine, italiane , non sono più una realtà di nicchia, ma sono pronte ad aprirsi ad uno sconfinato mondo di possibili fruitori. ”Ciò che serve adesso è una presa di coscienza del reale potenziale produttivo sardo, sostiene Maurizio Sperati, e, chiaramente, una mano dalle Istituzioni volta ad una crescita consapevole, funzionale e responsabile dell’allevamento caprino, peraltro già ad un buon livello soprattutto qui in Ogliastra”. “In questi anni, fra sacrifici ed importanti sforzi economici-, dichiara Andrea Prato, socio del gruppo e responsabile della produzione -abbiamo spinto moltissimo lo sviluppo del comparto caprino in Sardegna, sia aumentando le produzioni sia incrementando il patrimonio zootecnico, con due allevamenti di 1600 capre di razza saanen, e 70 ettari coltivati per i foraggi. Abbiamo cercato di valorizzare la filiera del latte per ottenere un’ottima qualità (certificata) fornendo ai clienti e ai consumatori le maggiori garanzie possibili in termini di salubrità e sicurezza alimentare”. L’impegno del Gruppo Amalattea si è trasformato in un attento controllo diretto di tutte le fasi di produzione: dall’allevamento allo stato di salute dell’animale, alla mungitura, raccolta e trasformazione del latte. Amalattea dispone di uno staff di esperti altamente qualificato e multidisciplinare (veterinari, agronomi alimentaristi, microbiologi) con il quale effettua direttamente la scelta dei capi caprini da allevare per la produzione di latte ad uso alimentare e il controllo rigoroso dell’alimentazione degli

13 obiettivo impresa


Finanza agevolata

BANDO PIA INDUSTRIA ARTIGIANATO E SERVIZI - SCADENZA:29.09.2008 - DOTAZIONE FINANZIARIA:45 MIL/€ Il PIA concede contributi a fondo perduto alle imprese per migliorare l’offerta delle PMI sarde nei settori dell’Industria, Artigianato e Commercio attraverso la realizzazione congiunta di uno o più piani specifici d’investimento riguardanti: A- INVESTIMENTI PRODUTTIVI; B- ACQUISIZIONE DI SERVIZI REALI; C- RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO; D- FORMAZIONE CONTINUA SOGGETTI BENEFICIARI I soggetti ammissibili alle agevolazioni sono le PMI (singole o in forma consortile), le Grandi Imprese, le Imprese iscritte nell’albo Artigiani, gli Organismi di Ricerca,operanti nei settori di seguito indicati sulla base delle classificazione delle attività economiche ATECO 2002 C, D, I, K, O (con al loro interno alcune esclusioni). REQUISITI • Alla data di presentazione della domanda di agevolazione le imprese devono essere già iscritte al registro delle imprese, ad eccezione delle ditte individuali, purché le stesse siano già titolari di partita IVA. • Tutti i soggetti che richiedono le agevolazioni devono trovarsi in regime di contabilità ordinaria, e in caso contrario, devono adottare il regime di contabilità ordinaria a partire dal primo esercizio contabile nel quale è possibile esercitare l’opzione. • Le imprese per essere ammissibili devono risultare iscritte all’INPS, ad eccezione delle nuove imprese che dovranno esserlo a chiusura progetto (e di quelle che non hanno dipendenti). SETTORI DI ATTIVITÀ AMMISSIBILI Sono ammesse a beneficio le nuove iniziative, i programmi di ampliamento, ammodernamento, riconversione e riattivazione di attività esistenti. Non sono ammissibili alle agevolazioni i programmi costituiti da investimenti di mera sostituzione.

il consulente

Giuseppina Angheleddu*

A - PIANO DEGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI SPESE AMMISSIBILI sono quelle relative all’acquisto (anche tramite leasing): 1. progettazioni, business plan, oneri per finanziamenti bancari connessi al progetto (max 5% dell’investimento); 2. suolo aziendale (max 10% dell’investimento), sistemazione del suolo aziendale e indaginI geognostiche; 3. infrastrutture, opere murarie ed assimilate (spesa ammissibile del 100% se si tratta di opere strettamente connesse al ciclo produttivo, mentre la spesa per gli uffici è fissata al 30% del totale dell’investimento ammesso) 4. fornitura e installazione di impianti fotovoltaici; 5. macchinari, arredi, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica; 6. programmi informatici; 7. brevetti concernenti nuove tecnologie; INTENSITÀ DELLE AGEVOLAZIONI Le agevolazioni posso essere concesse secondo le seguenti misure: Sezioni censuarie ammesse: • un contributo a fondo perduto fino al 40% (ESL)per le piccole imprese; • un contributo a fondo perduto fino al 35% (ESL)per le medie imprese; • un contributo a fondo perduto fino al 25% (ESL)per le grandi imprese. Sezioni censuarie non ammesse: • un contributo a fondo perduto fino al 15% (ESL)per le piccole imprese; • un contributo a fondo perduto fino al 7,5% (ESL)per le medie imprese;

15 obiettivo impresa


oppure con: • un contributo a fondo perduto fino al 25% (ESL) integrato, nel rispetto del limite massimo del 35% (ESL), da un contributo in conto interessi sui finanziamenti a medio e lungo termine (5-10 anni compresi 2 di preammortamento) a copertura del progetto. In alternativa alle precedenti forme di agevolazione: • per i progetti fino al valore di euro 500.000 può essere erogata un’agevolazione in de minimis nella misura massima del 50% dell’investimento. E’ prevista una assegnazione di punteggi in base a diversi criteri.

il consulente

B - PIANO INTEGRATO DEI SERVIZI REALI Il piano integrato dei servizi reali è finalizzato a: - supportare lo start up di imprese in fase di avvio; - accrescere la competitività e a sostenere lo sviluppo delle imprese; - sostenere l’impresa che intende proporsi nei mercati esteri. I servizi reali sono relativi alle seguenti aree di attività: 1. strategia, general management e supporto alle funzioni aziendali; 2. marketing e vendite; 3. organizzazione e risorse umane; 4. certificazione di qualità, ambientale e sociale delle imprese turistiche; 5. finanza d’impresa (servizi finalizzati alla realizzazione di interventi di ottimizzazione della struttura finanziaria); 6. produzione e supply chain (servizi finalizzati al miglioramento delle attività connesse all’approvvigionamento e alla logistica). Gli aiuti sono concessi nella forma del contributo in conto capitale rispetto alla spesa ammissibile ad agevolazione. La misura concedibile del contributo in conto capitale non può superare il 50% dell’investimento ammissibile ad agevolazione. Anche per questo piano è prevista una assegnazione di punteggi in base a diversi criteri. I pesi maggiori sono attribuiti a servizi reali inerenti l’innovazione (prenotazioni on line, offerta mirata a clientela sensibile al “verde”, offerta mirata ai disabili e/o anziani) l’ambiente (ISO 14001 ecc). C - PIANO DELLE FORMAZIONE AZIENDALE L’impresa può richiedere agevolazioni per la formazione aziendale (in armonia con l’intero progetto complessivo). Il Piano formazione può prevedere la formazione dei nuovi assunti, l’aggiornamento e la specializzazione del personale esistente nei seguenti ambiti di intervento: 1. strategie aziendali; 2. organizzazione e gestione aziendale; 3. processi di produzione; I costi ammissibili sono: - progettazione; coordinamento; costi del personale docente; attività di tutoraggio; spese di trasferta; supporti informativi e audiovisivi Le intensità massime ammissibili sono: Formazione specifica - PMI 40% - Grandi Imprese 30% Formazione Generale - PMI 75% - Grandi Imprese 55% D- INNOVAZIONE Infine le imprese possono richiedere le agevolazioni per la creazione di Piani di Innovazione Aziendale finalizzato ad aumentare la capacità delle imprese ad adottare innovazione di prodotto o di processo per migliorare il loro livello di competitività sui mercati extraregionali. I Piani di Innovazione Aziendali riguardano: 1. realizzazione di studi di fattibilità propedeutici alla realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo tecnologico. 2. realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo tecnologico relativi ad attività di ricerca industriale o ad attività di sviluppo precompetitivo. I costi ammissibili sono: - personale, consulenze, strumenti di nuova acquisizione, fabbricati, spese generali (costi di materiali, forniture e prodotti analoghi). Le intensità massime ammissibili sono: PMI: - 60% per la ricerca industriale - 35% per lo sviluppo sperimentale.

16 obiettivo

impresa

Grandi Imprese: - 50% per la ricerca industriale; - 25% per lo sviluppo sperimentale. *G.I.T.I. S.r.l.


Area fiscale

LA MANOVRA ESTIVA Le novità del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 Si presenta un’impresa titanica riuscire a riassumere gli interventi che il nuovo esecutivo intende raggiungere con il D.L. n. 112 del 25 giugno 2008 sia per numerosità di modifiche apportate sia per il settore di appartenenza delle stesse. La manovra colpisce l’IVA, le imposte sui redditi, l’accertamento e riscossione, il lavoro e previdenza e tanto altro. Cercando di essere quanto più sintetici possibile, riservandoci la possibilità di approfondire gli argomenti in seguito, riassumiamo quello che dal 25.06.2008, data di entrate in vigore della norma, saranno le principali modifiche: - gli elenchi clienti fornitori sono stati abrogati e con essi le sanzioni di riferimento in modo da sanare anche le eventuali violazioni commesse nei due anni in cui l’obbligo era stato ripristinato (sul punto potrebbero intervenire ulteriori emendamenti); - per coloro che svolgono attività di lavoro autonomo sono stati eliminati tutti quegli obblighi legati alla tracciabilità dei compensi. Per cui non è più necessario avere un conto corrente dedicato solo all’attività, non esiste più il limite agli incassi in contanti e non è più necessario far transitare tali incassi sul conto prima di poterne disporre; - gli studi di settore dovranno essere approvati prima della chiusura del periodo d’imposta al quale si riferiscono; Es. entro il 31 12 2008 quelli relativi ai redditi 2008 e dal 2009 entro il 30 09 20xx per il redditi relativi all’anno 20xx. E’ stata attivata una procedura di “localizzazione degli studi di settore, che partirà nel 2009 la quale stabilisce che gli studi dovranno essere elaborati sulle risultanze matematico statistiche aventi ambito regionale e comunale. Tale procedura dovrà essere ultimata entro il 31.12.2013;

il consulente

Piergavino Pilia*

- in materia di controlli fiscali e riscossione delle imposte evase è previsto un potenziamento delle risorse; previsto un maggiore utilizzo del cosiddetto “redditometro”. Trattasi di uno strumento finalizzato a verificare gli scostamenti, nelle persone fisiche, del reddito dichiarato dal tenore di vita mantenuto dal soggetto; - al fine di agevolare l’incasso delle imposte iscritte a ruolo sono state semplificate le procedure necessarie per ottener la rateizzazione del dovuto. Non è più necessario presentare una garanzia fideiussoria per ottener rateizzazioni di importi superiori a € 50.000.

*STUDIO TRUDDA FIORE DIANA Dottori Commercialisti Associati

17 obiettivo impresa


Detassazione dello straordinario e dei premi di risultato

il consulente

Rendiamo noto che dal 1° luglio 2008 è in vigore la nuova disciplina prevista dal D.L. n. 93/2008 in materia di detassazione degli straordinari e dei premi legati alla produttività (aliquota del 10%) per il periodo 01/07/08 31/12/08, riferito ai lavoratori del settore privato che nel corso del 2007 hanno percepito un reddito da lavoro subordinato non superiore a € 30.000. In particolare il provvedimento sulla detassazione degli straordinari e dei premi di produttività di cui all’art. 2 del decreto in commento prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali, pari al 10%, sulle somme erogate, per le prestazioni rese nel periodo dal 1 luglio 2008 al 31 dicembre 2008, a titolo di: • prestazioni di lavoro straordinario effettuate nel periodo suddetto La norma prevede che le somme agevolate sono quelle erogate alla luce di prestazioni di lavoro eseguite ai sensi del D.lgs 66/03, in base al quale si intende come straordinario il lavoro prestato oltre l’orario normale di lavoro, stabilito per legge a 40 ore settimanali. Sono agevolate, altresì le somme erogate in favore di prestazioni straordinarie rese nell’ambito dei singoli contratti collettivi di lavoro che possono prevedere una durata inferiore dell’orario di lavoro rispetto alla suddetta disciplina legale. Parimenti rientrano tra le somme agevolate anche gli straordinari forfetizzati;

• prestazioni di lavoro supplementare ovvero prestazioni rese in funzione di clausole elastiche In ordine ai rapporti di lavoro a tempo parziale, possono usufruire delle agevolazioni sia il lavoro supplementare, sia le ore svolte sulla base di clausole elastiche, purchè detto rapporto sia sorto o trasformato prima del 29/05/08 (data di entrata in vigore del D.L. 93/08); • premi di produttività e premi di risultato Gli elementi retributivi di carattere premiale, che consentono di fruire dei benefici previsti dal Decreto in commento, devono riferirsi agli incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e ad altri elementi di redditività e competitività, purchè la somma corrisposta, anche se in via continuativa, sia riconducibile ad elementi di determinazione periodica. Per l’erogazione di tali somme non è necessaria una loro specifica previsione all’interno di accordi collettivi di secondo livello, potendo essere rimesse alla decisione unilaterale del datore di lavoro. Come già precisato, il periodo agevolato va dal 1° luglio 2008 al 31 dicembre 2008. In particolare, alla luce di quanto disposto dal comma 1 dell’art. 2 del D.L. 93/08, per le agevolazione previste per le lettere a) e b) si applica il criterio di competenza, mentre per le agevolazioni di cui alla lettera c) si applica il criterio di cassa. Ai sensi dell’art. 2 comma 1 del D.L. 93/08, l’importo massimo su cui applicare l’agevolazione è pari a 3.000 € lordi, tale importo agevolato non concorre alla formazione del reddito complessivo del lavoratore mentre valgono ai fini previdenziali ed assistenziali. Tale beneficio si applicherà solo ai lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito lordo, nell’anno 2007, non superiore a 30.000 €. Nell’eventualità in cui il lavoratore abbia prestato nel corso del 2007, la propria attività presso un datore diverso rispetto a quello per cui attualmente lavora, potrà attestare per iscritto l’importo del reddito percepito nel 2007, alle dipendenze del precedente datore di lavoro. La misura ha carattere sperimentale fino al prossimo dicembre, al termine del quale verrà valutata la possibilità di trasformare tale agevolazione da temporanea in permanente, nonché se estenderla anche ai dipendenti del settore pubblico. È inoltre però prevista (comma 6 del medesimo art. 2) la soppressione della detassazione delle erogazioni ai dipendenti, previste alla lett. b), del comma 2, dell'art. 51, TUIR. Tale disposizione escludeva dalla formazione del reddito di lavoro dipendente imponibile (a fini fiscali e contributivi): • le erogazioni liberali concesse in occasione di festività (religiose e civili) e o ricorrenze alla generalità o categorie di dipendenti non superiori, nel periodo di imposta, a 258,23 euro (rimanendo assoggettata a tassazione la parte eccedente); • i sussidi occasionali concessi a fronte di gravi esigenze personali e o familiari del dipendente e quelli corrisposti ai dipendenti vittime dell'usura. Si comunica, inoltre, che in ragione delle molteplici questioni sollevate dalla norma agevolativa ex art. 2 del D.L. 93/08, la Confapi ha ritenuto utile sottoporre ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate, alcuni quesiti incentrati in particolare sui seguenti aspetti: 1) Prestazioni di lavoro straordinario; 2) Incrementi di produttività; 3) Erogazioni liberali.

18 obiettivo

impresa

Nel riservarsi di fornire ulteriori approfondimenti in merito, si da notizia che sono di prossima pubblicazione delle Circolari da parte del Ministero del Lavoro e della Agenzia delle Entrate, inerenti il decreto in oggetto.


La riforma del Diritto fallimentare lascia molte perplessità su alcune prerogative

Le responsabilit` a degli amministratori attualità

Laura Cannas Aghedu*

20 obiettivo

impresa

L'argomento inerente alla responsabilità degli amministratori, è sempre più ricorrente nella quotidianità e più volte dibattuto. Nella fattispecie, la responsabilità verso i creditori sociali, è espressamente prevista nel Codice civile per le s.p.a. ma non per le s.r.l.. Pertanto è oggetto di un vuoto normativo che si è prestato in questi anni a varie interpretazioni dottrinarie. Per il creditore sociale è sicuramente più vantaggioso partecipare alla procedura concorsuale piuttosto che promuovere un'autonoma azione di responsabilità, sostenendone i relativi costi, che anche in caso di esito favorevole del giudizio può non ristorarlo del danno subito a causa dell'incapienza del patrimonio personale dell'amministratore inadempiente. Nella pratica, l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di società è stata molto raramente esercitata dai creditori, mentre è stata adottata più diffusamente, durante le procedure concorsuali da parte dei vari organi competenti, anche perché è considerato quasi atto dovuto. Ipotizziamo che il sig. Bianchi risulti creditore verso una s.r.l. per aver effettuato alcune forniture. Poiché tali crediti risultano ormai di difficile esigibilità, si vuole sapere quali possono essere le responsabilità attribuibili

agli amministratori della s.r.l., della cui condotta non si hanno notizie molto confortanti, in quanto potrebbe pregiudicare ulteriormente la posizione creditoria del sig. Bianchi. Quali sono le caratteristiche di un'eventuale azione di responsabilità nei loro confronti? Vi sono differenze tra s.r.l. e s.p.a. a tal proposito? L’articolo 2394 c.c. sulla responsabilità verso i creditori sociali dice che gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale.

Post riforma la norma è stata esplicitamente confermata solo per la s.p.a. e questo ha ingenerato notevole confusione interpretativa. In dottrina, sussiste quindi omogeneità di previsioni normative con le società di persone, per le quali tale tipo di responsabilità non è regolato; ed in estrema analisi questo vuoto può essere sanato considerando i creditori sociali tra i terzi danneggiati, in tema di responsabilità in generale e, in regime di responsabilità personale assorbe la responsabilità per danni verso i creditori sociali. In linea generale, sono responsabili verso i creditori sociali gli amministratori se, in seguito ad una condotta gestionale non ortodossa, il patrimonio sociale si depaupera con grave pregiudizio delle pretese dei creditori. Pertanto gli amministratori perseguibili, siano essi in carica o meno, sono coloro che hanno agito o che hanno comunque accettato l'altrui azione senza manifestare il loro dissenso in maniera palese. Condizioni per agire nei confronti degli amministratori L'azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. In caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa della società, l'azione spetta al curatore del fallimento o al commissario liquidatore. La rinunzia all'azione


sta in vita in caso di rinuncia da parte della società. Per il creditore non è per nulla semplice dimostrare il singolo fatto di violazione degli amministratori, perché è alquanto arduo conoscere i fatti di gestione o disporre di fonti probatorie tempestivamente. In quest’ ambito si è voluto dare un quadro sintetico del mezzo legale a disposizione dei creditori; considerato il fatto che tutto ciò si coordina anche con una legge fallimentare che, da poco rinnovata, lascia ancora molte perplessità alle prerogative di tutela dei creditori sociali unita alle difficoltà che hanno i creditori di poter distinguere ex ante tra atti degli amministratori che possano comportare un aggravamento del dissesto sociale e atti che possano, viceversa, risolverlo o quantomeno non peggiorarlo. Atteso che nessun operatore può comunque essere totalmente tutelato perché l'alea dell'impresa resta una componente costante in ogni attività economica, diventa sempre più importante operare nel modo più informato possibile sullo stato dei propri clienti al fine di ridurre le proprie asimmetrie informative. Tali asimmetrie sono generalmente minori rispetto alla grandezza della società target "mal

gestita", in quanto più un soggetto è grande e maggiori sono le informazioni che su di esso sono reperibili all'esterno, per via di obblighi contrattuali, di legge o del tipo di soggetti con cui ci si confronta, per esempio banche, società di revisione, società di rating, società di factoring, di leasing, uffici finanziari ecc. Perciò, al di là della convenienza economica per un creditore se intraprendere un'azione verso gli amministratori, è consigliabile, in via preventiva, utilizzare strumenti di informazione su amministratori e società che aiutino, per esempio, a determinare il potenziale grado di rischio di default di un proprio cliente; a valutare quanto un soggetto si discosta dalle medie del settore di appartenenza; ad approfondire i profili dei propri clienti tramite enti appositi; a verificare chi realmente effettua la direzione e coordinamento sulla società ecc. Anche Basilea 2, sarà di grande aiuto agli operatori, perché lo strumento di analisi di cui è dotata farà transitare le valutazioni dal sistema delle garanzie al sistema dei rating con maggiore e più immediata visibilità verso i terzi.

*Dottore Commercialista

attualità

da parte della società nei confronti dei propri amministratori non impedisce però l'esercizio dell'azione da parte dei creditori sociali. Caratteristiche principali Gli amministratori sono responsabili verso i creditori se una loro condotta scriteriata genera insufficienza patrimoniale. Se tale squilibrio è dovuto all'alea d'impresa, con scelte economiche prese in modo corretto, non si ha responsabilità; - lo squilibrio patrimoniale dev'essere definitivo e non temporaneo; l'azione può essere sia autonoma che surrogatoria dell'azione della società; - i creditori devono provare che vi sia stata violazione all'obbligo di conservazione del patrimonio e che questo ha ridotto la loro capacità di soddisfazione del credito vantato; - il danno richiesto è pari alla riduzione di attivo disponibile in favore dei creditori; - l'azione dei creditori si prescrive in cinque anni che decorrono dal momento in cui i creditori hanno avuto conoscenza dello squilibrio patrimoniale o in genere, dal momento in cui il patrimonio è risultato non sufficiente a garantire le proprie pretese; - l'azione non può essere esercitata in caso di transazione o reintegro da parte degli amministratori; - l'azione dei creditori re-

21 obiettivo impresa


L’importanza delle relazioni all’interno delle aziende

il ruolo dei leaders nei gruppi di lavoro attualità

Mario Gastaldi*

22 obiettivo

impresa

Il buon funzionamento di un gruppo di lavoro in un Organizzazione risulta dall’ attenzione sulle attività da svolgere e sulle relazioni tra persone. Alcuni fatti: 1. nella mia esperienza di supporto alle organizzazioni i Leaders sono ansiosamente attenti al completamento delle attività. 2. I Leaders hanno, spesso, una idea appena pallida dell’importanza delle relazioni tra le persone al lavoro. All’inizio delle nostre attività formative o di consulenza, certi Leaders mi dicono: “… ma con tutti i problemi ... devo fare anche lo psicologo?” 3. Spesso è vero che i Leaders hanno una comprensione dell’importanza delle relazioni ma non riescono a costruirle in modo efficace. Parlo di relazioni tra il Leader e le persone del suo gruppo, e tra le persone stesse. 4. Il Leader di un gruppo ha un ruolo centrale nella costruzione delle relazioni di tutti i tipi.

Molto spesso però, prima che iniziamo a lavorare insieme molti mi dicono ”… come posso fare se quella persona ha

quel carattere … Per fortuna si può fare molto. Perché le relazioni sono così importanti? Le relazioni sono uno dei pilastri del coinvolgimento dei vostri collaboratori. Persone coinvolte svolgono le attività con un alto livello di qualità, con velocità e creatività. Trovano soluzioni ingegnose. Vi suggeriscono spontaneamente nuove attività o nuovi modi di fare le cose. Vi aiutano a vivere meglio

e vi fanno guadagnare di più. Persone non coinvolte boicottano l’organizzazione, nascondono errori, non fanno o sbagliano ciò che fanno. Non hanno iniziativa e non inventano. Parlano male delle persone e dell’organizzazione, sia all’interno che all’esterno e con i clienti. Tirano avanti controllando l’orologio in attesa ansiosa. In ge-


la persona che non realizza ai livelli attesi. In questo modo rendiamo chiaro che non accettiamo errori o ritardi, anche sacrificando la relazione. Se impostiamo le cose in questo modo non otteniamo grandi risultati. Se accettiamo compromessi sulle prestazioni e sulla qualità del lavoro, per non rovinare le relazioni ci troveremo presto in enorme difficoltà. E se roviniamo le relazioni, avremo un immediato effetto in termini di un fortissimo calo del coinvolgimento e conseguenze disastrose, simili a quelle che vi ho descritto sopra. Dobbiamo avere organizzazioni in cui relazioni sane sono alla base di attività svolte con entusiasmo e grinta. Dove i collaboratori si sentono responsabili uno verso l’altro prima tche verso voi Leaders. Le persone cessano di essere un problema, un costo e una fonte di stress, ma costruiscono soluzioni che si sviluppano

da sole liberando voi ed il vostro tempo per i problemi strategici, lo sviluppo dei mercati e dei prodotti. Per iniziare il vostro lavoro verso un’organizzazione con queste caratteristiche riflettete e rispondete alle domande che vi propongo.

attualità

nere si preoccupano di riempire il tempo, non dello scopo che vogliono raggiungere. In moltissime organizzazioni prevale un modello secondo il quale i Leaders affrontano una scelta: o sviluppo le relazioni, o mi concentro sulle attività. Un compromesso, spesso chiamato il “bastone e la carota”. Se miglioro le relazioni so che dovrò rinunciare a certe performance. Se mi concentro sulle performances/attività so che dovrò sacrificare le relazioni in una certa misura. Ci accontentiamo del miglior compromesso. Esempio: una mia venditrice sviluppa una fornitura di arredo per un negozio e fa un prezzo che mi porta a rimettere il 7% sul margine. Decido di non parlargliene per evitare che la relazione si rovini, e lei lasci la mia azienda e passi alla concorrenza. Altre volte i Leaders si concentrano sulle attività ”punendo“

1. Nella vostra esperienza di Leaders, dove si dirige maggiormente la vostra attenzione: attività o relazioni? 2. In che modo avete stimolato, spinto, incoraggiato il completamento di attività e progetti ”fatti bene e in fretta“? 3. In che modo avete sviluppato le relazioni nella vostra organizzazione? 4. In che modo avete conciliato attività e relazioni nel vostro gruppo di lavoro?

23 *Consulente aziendale di Sviluppo Organizzativo

obiettivo impresa


Benefici fiscali per un settore gravemente penalizzato dal caro benzina

Le deduzioni 2007 per le imprese di autotrasporto L’argomento che andiamo ad affrontare è di forte attualità in quanto si tratta di benefici fiscali la cui fruizione è condizionata dalla corretta indicazione degli importi spettanti nella dichiarazione dei redditi da presentare, nella generalità di casi, nelle prossime settimane. Il settore dell’autotrasporto di merci per conto terzi gode di particolari agevolazioni che spettano: - in base alla forma giuridica e al regime contabile adottato dal soggetto esercente l’attività

D.Lgs. 446/1997, entrano a far parte nella determinazione del valore della produzione netta. In ogni caso, secondo l’articolo 11, comma 1-bis del D.Lgs. 446/1997, “per le imprese autorizzate all'autotrasporto di merci, sono ammesse in deduzione le indennità di trasferta previste contrattualmente, per la parte che non concorre a formare il reddito del dipendente ai sensi dell'articolo 51” del TUIR. Ciò significa che è deducibile ai fini IRAP l’importo delle indennità di trasferta previste contrattual-

Deduzioni spettanti alle imprese minori L’articolo 66, comma 5 del DPR 917/86 stabilisce le seguenti deduzioni forfetarie destinate alle imprese autorizzate all'autotrasporto di merci per conto di terzi: 1) a titolo di deduzione forfetaria di spese non documentate, di euro 7,75 per i trasporti personalmente effettuati dall'imprenditore oltre il comune in cui ha

d’impresa (cd. imprese minori); - a prescindere da quanto sopra. Con l’analisi che segue cerchiamo di individuare le deduzioni spettanti in base alla suddetta suddivisione, precisando che quanto si dirà non ha effetti ai fini IRAP, poiché gli importi determinati forfetariamente non sono inclusi tra quelli che, secondo gli articoli 5 e 5-bis del

mente per un importo massimo giornaliero di euro € 46,48 giorno, elevate a € 77,47 per le trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto. Si rammenta che in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite è ridotto di un terzo. Il limite è ridotto di due terzi in caso

sede l'impresa ma nell'ambito della regione o delle regioni confinanti e di euro 15,49 per quelli effettuati oltre tale ambito. La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione del trasporto, indipendentemente dal numero dei viaggi (circolare 27 giugno 2000, n. 129/E, punto 3). Il contribuente deve predisporre e conservare

di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto.

attualità

Giuseppe Acciaro e Claudio Sabbatini*

25 obiettivo impresa


attualità 26 obiettivo

impresa

un prospetto (circolare 29 settembre 1984, n. 31/E) recante l'indicazione dei viaggi effettuati e della loro durata e località di destinazione nonché degli estremi dei relativi documenti di trasporto delle merci o delle fatture o delle lettere di vettura di cui all' articolo 56 della legge 6 giugno 1974, n. 298; i documenti di trasporto, le fatture e le lettere di vettura devono essere conservate fino alla scadenza del termine per l'accertamento (31 dicembre 2012). L’art. 1, comma 170, ha prorogato, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, l’articolo 1, comma 106, della legge n. 266 del 2005 (Finanziaria 2006), in base al quale la deduzione forfetaria per spese non documentate di cui all’art. 66, comma 5, primo periodo, del TUIR, a favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto terzi compete anche per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello spettante per i medesimi trasporti nell’ambito della Regione o delle Regioni confinanti. In altre parole, la deduzione spettante per i trasporti in ambito comunale sono pari a euro 2,71 (35% di euro 7,75). Tutti importi di cui sopra sono

aumentati, per il medesimo periodo, dal Provvedimento dell’Agenzia delle entrate 31 gennaio 2008 (di approvazione del modello Unico 2008) nei limiti di seguito indicati (l'articolo 61 del collegato fiscale alla manovra finanziaria per il 2000 - legge 342/2000 - ha inserito il comma 1-bis all'articolo 2 del decreto legge 451/98, stabilendo che gli importi delle deduzioni devono essere “fissati annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nei limiti delle risorse finanziarie stanziate, tenendo conto anche dell'adeguamento dei predetti importi alle variazioni dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati”): - euro 19,60 per i trasporti effettuati nell’ambito comunale; - euro 56,00 per i trasporti effet-

tuati oltre il Comune in cui ha sede l’impresa, ma nell’ambito della regione o delle regioni confinanti; - euro 92,00 oltre i predetti ambiti territoriali. Si fa presente che, come risulta evidente dalla lettera della norma nonché dalla collocazione delle disposizioni di cui si discute (articolo 66 concernente la determinazione del reddito delle imprese minori), che le deduzioni forfetarie in parola spettano: a) in relazione ai trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore (ossia dal titolare della ditta individuale), nonché dai singoli soci di società di persone: dunque la deduzione non spetta per i trasporti eseguiti dai dipendenti e/o dai collaboratori familiari dell’impresa; b) alle imprese minori, cioè alle imprese con i requisiti dimensionali necessari per l’ammissione al regime della contabilità semplificata di cui all’articolo 18 del DPR 600/1973 e, quindi, quelle con volume di ricavi del periodo d'imposta precedente non superiore a € 309.874,14 (rigo RG20 nel caso di imprese individuali e di società di persone). Ai sensi dell'art. 13, comma 4, del D.L. 27 aprile 1990, n. 90, la deduzione per le spese non documentate, originariamente prevista con ri-


sivamente nel quadro RG (rigo 20, sia per le imprese individuali sia per le società di persone). Deduzioni spettanti a prescindere Indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime di contabilità adottati, alle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci spetta la deduzione forfetaria per le trasferte dei dipendente. L’ammontare della deduzione è di euro 59,65 al giorno, elevate a euro 95,80 per le trasferte all'estero. La deduzione forfetaria è alternativa alla deduzione, anche analitica, delle spese per vitto e alloggio sostenute in relazione alle trasferte dei dipendenti fuori dal territorio comunale. Resta comunque ferma la deduzione delle spese di viaggio e trasporto rimborsate a piè di lista. Nel caso di opzione per il criterio forfetario in luogo di quello analitico, il contribuente dovrà inserire gli importi spettanti: - tra le “altre variazioni in diminuzione” (righi RF40, RF49 o RF58) nel caso di contabilità ordinaria (previa rettifica “in aumento” per l’ammontare delle

spese di trasferta contabilizzate a conto economico; - tra le spese per il personale (righi RG14 e RG15, rispettivamente per le imprese individuali e le società di persone) nel caso di contabilità semplificata, senza, ovviamente, indicare anche le spese determinate analiticamente. Con particolare riferimento alle imprese di autotrasporto esercitate da società cooperative, va evidenziato che per effetto di quanto previsto dall'art. 62 della Legge n. 342/2000 se la società cooperativa non fruisce della deduzione in esame, e neppure della deduzione analitica delle spese sostenute, in relazione alle trasferte effettuate dai soci fuori dal territorio comunale, la deduzione si rende applicabile ai fini della determinazione del reddito dei soci, ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. a), del T.U.I.R. (redditi assimilati a quello di lavoro dipendente).

*Dottori Commercialisti Collaboratori “Il Sole 24 Ore”

attualità

ferimento ai soli soggetti in contabilità semplificata si rende applicabile anche in caso di opzione per la contabilità ordinaria. Dunque spettano anche ai soggetti in contabilità ordinaria per opzione (rigo RF40 nel caso di imprese individuali e rigo RF49 nel caso di società di persone), ma non alle imprese in contabilità ordinaria per obbligo, come le società di capitali (circolare 10 maggio 1990, n. 13). 2) una deduzione forfetaria annua di euro 154,94 per ciascun motoveicolo e autoveicolo utilizzato nell’attività d’impresa (non necessariamente di proprietà dell'imprenditore, come quelli in leasing, purché da questi utilizzato nell'esercizio dell'impresa; vedi circolare 3 gennaio 2001, n. 1/E) avente massa complessiva a pieno carico non superiore a 3.500 chilogrammi. Si tratta di un’ulteriore deduzione, cumulabile con la predetta deduzione per spese non documentate. Questa deduzione spetta unicamente ai soggetti in contabilità semplificata (mancando, nel citato DL 90/1990 un riferimento alla deduzione annua), infatti si può indicare esclu-

27 obiettivo impresa


La prolungata esposizione al caldo e le conseguenze dannose per l’organismo

i rischi di chi lavora all’aria aperta salute & sicurezza

*Gianni Pala

28 obiettivo

impresa

Anche se non è assolutamente possibile fare previsioni sul clima a lungo termine, tutte le organizzazioni internazionali riconoscono che il clima sta cambiando e prevedono che i periodi estivi saranno caratterizzati da temperature elevate e da ondate improvvise di calore. Verrebbe da dire “non c’era bisogno ce lo dicessero gli esperti!”, perché ce ne rendiamo conto tutti, ma chi maggiormente risente di questa situazione sono certamente i soggetti che, nonostante le temperature elevate, devono lavorare all’aperto e sotto il sole cocente. Per queste categorie di lavoratori il caldo rappresenta un vero problema. In condizioni normali l’organismo tende a mantenere la propria temperatura interna a 37°, bilanciando l’eccesso di calore dovuto all’attività muscolare con la vasodilatazione e, soprattutto, con la sudorazione. Tuttavia l’intensità delle reazioni fisiologiche al caldo può variare notevolmente a seconda dell’acclimatamento (sono sempre necessari alcuni giorni per adattarsi a variazioni climatiche importanti), dell’età (la tolleranza al caldo diminuisce con l’età), del sesso (le donne sopportano peggio dell’uomo le alte temperature), della tipologia corporea (l’obesità o la magrezza eccessiva riducono la tolleranza al caldo), dell’assunzione di alcolici o di farmaci. La prolungata esposizione al

caldo, ancor più se associata ad attività fisica intensa, può comportare una serie di conseguenze dannose sull’organismo. La prima è certamente la disidrata-

zione, dovuta alla perdita di liquidi con la sudorazione senza un adeguato reintegro, cui possono conseguire i crampi da calore, che sono la più benigna tra


generalizzata allo svenimento, talvolta accompagnata da vertigini, mal di testa, nausea, vomito e agitazione. è in genere di breve durata e si risolve spontaneamente o con il sollevamento degli arti inferiori. Il colpo di calore è una condizione potenzialmente pericolosa, prodotta dall’elevata temperatura ambientale, specie in condizioni di scarsa ventilazione ed elevata umidità: è caratterizzata da un brusco innalzamento della

temperatura corporea (fino a 40°41 °), sensazione di mancamento, nausea, vomito, mal di testa, vertigini, ronzii alle orecchie, brividi, respirazione frequente, aumento della frequenza cardiaca, crampi muscolari, stato confusionale, delirio, fino allo stato di incoscienza e al coma. Simile è il colpo di sole, che è dovuto, però, all’azione diretta dei raggi solari ed è accompagnato da interessamento cutaneo (eritema solare). Queste manifestazioni patologiche trovano la loro causa principale nelle elevate temperature, ma un altro fattore ambientale con cui bisogna sicuramente fare i conti è l’umidità, che aumenta la sensazione di calore percepito e ostacola la sudorazione, quindi la dispersione del calore. Indicativamente si può affermare che devono essere sempre considerate a rischio quelle giornate con temperature all’ombra al di sopra dei 30° e/o con umidità relativa superiore al 70%. Il rischio è poi notevolmete accresciuto quando la temperatura notturna rimane al di sopra dei 25°, perché ciò non favorisce il recupero

salute & sicurezza

le manifestazioni possibili, ed interessano di norma i gruppi muscolari maggiormente sollecitati durante lo sforzo fisico. L’esaurimento da calore (spossatezza o collasso da calore) si verifica per un’esposizione prolungata al sole o ad alte temperature ambientali nei soggetti che effettuano attività fisica intensa: consiste in una condizione di malessere più o meno grave che spazia da una sensazione di debolezza e spossatezza

29 obiettivo impresa


salute & sicurezza

dell’organismo e determina una cattiva qualità del sonno. Le situazioni lavorative potenzialmente a rischio si verificano sia negli ambenti esterni (es. cantieri edili, lavori stradali, lavori agricoli) che negli ambienti chiusi, specie in condizioni di elevata umidità e scarsa ventilazione (es. fonderie, industrie metallurgiche, del vetri e della ceramica, capannoni industriali in genere). A ciò bisogna aggiungere l’intensità dell’attività lavorativa, in quanto un lavoro pesante determina una produzione di calore da parte del corpo aggravando così la situazione. Il fattore di rischio “calore” è difficilmente controllabile (soprattutto all’esterno), ma abba-

stanza prevedibile ed esistono una serie di accorgimenti e provvedimenti tecnico-organizzativi che possono limitare il rischio ad esso associato. Innanzi tutto programmare i lavori più pesanti nelle ore meno calde e nelle zone meno esposte al sole, preparare aree di riposo ombreggiate, aumentare la frequenza delle pause di recupero, effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti, evitare lavori isolati (permettendo un reciproco controllo, in caso di problemi) e mettere a disposizione acqua fresca. è importante adottare una serie di norme comportamentali: assicurarsi un’adeguata idratazione ed un’alimentazione appropriata (povera di

grassi e ricca di zuccheri e sali minerali), evitare assolutamente di bere alcolici (perché apporta molte calorie ed inoltre disidrata, sottraendo acqua ai tessuti – dopo una sbornia si ha una gran sete!), proteggersi il capo ed indossare abbigliamento leggero, possibilmente chiaro (è sbagliato lavorare con la pelle nuda perché questa assorbe più calore e si può andare incontro ad ustioni). In tutte le lavorazioni in cui è stato valutato il rischio di stress da calore, è sempre obbligatoria la sorveglianza sanitaria ed è altrettanto obbligatorio e necessario fornire ai lavoratori tutte le informazioni sul rischio, sui possibili danni e sulla loro gravità, sui sintomi di allarme, sulle misure di prevenzione da adottare e sui comportamenti di salvaguardia da tenere. è infine indispensabile che i lavoratori effettuino una visita medica con uno specialista per valutare il loro stato di salute in rapporto a questo rischio. La presenza di alcune malattie come cardiopatie, malattie renali, diabete necessita certamente di una maggiore attenzione. * Università degli Studi di Pavia Scuola di Specializzazione Medicina del Lavoro

...un partner per le imprese... AGENZIA DI SASSARI Agente Generale e Promotore Finanziario - Rag. Antonio Pistidda

30 obiettivo

impresa

Via IV Novembre, 8 - 07100 Sassari - Tel. 079.2823023 e-mail: ss001@agenziazurich.it



Obiettivo Impresa