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La formazione scesa in campo contro il Melfi.

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L’editoriale Ricordi... malinconie... speranze...

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ono davanti ad un foglio bianco. Devo scrivere sul Catanzaro. Chiudo gli occhi. E immediatamente rivedo un ragazzino di otto anni aggrappato alla ringhiera della tribuna laterale, sorretto con amorevole protezione dal padre, intento ad osservare un calciatore che si avvicina al dischetto del calcio di rigore: Tribuzio. È una partita di Coppa Italia; e l’avversario è il Torino. La squadra è quella di Bui, Vitali e Rossetti. E quell’anno giocherà la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Un salto di pochi anni. Ora, lo stesso ragazzo è appena diventato ginnasiale e fa la fila davanti al cancello dello stadio, con l’abbonamento in mano, in trepidazione per l’imminente prima partita casalinga del Catanzaro in Serie A. Una folla di immagini si sussegue e stringe il cuore. Le stagioni eroiche del Catanzaro di Massimo Mauro, Celestini, Braglia, Sabato e Borghi. E le imprese del mitico Massimo Palanca, che faceva sollevare, ed urlare, lo stadio intero quando si apprestava a battere una punizione o un calcio d’angolo. Riapro gli occhi. Un grande senso di malinconia mi avvolge. Per il tempo passato? Perché con il trascorrere degli anni si finisce per vivere di ricordi? No. La verità è che penso di essere stato fortunato ad avere goduto di tutte queste esperienze calcistiche. Ma ritengo assolutamente ingiusto che mio figlio, i nostri figli, di venti anni, amanti appassio-

nati del calcio, abbiano soltanto accarezzato i palcoscenici della Serie B e neppure sfiorato quelli della Serie A. E si illuminano anche loro con i ricordi: quelli delle ultime stagioni esaltanti del Catanzaro di Giorgio Corona. Mio zio, Pasquale Ripepe, calciatore del Catanzaro degli anni trenta, ha scritto un libro sulla squadra giallorossa intitolato “Catanzaro e il Catanzaro”. Ebbene, è necessario avere sempre presente che questo è un binomio indissolubile, rappresentativo dell’identità della città. Catanzaro è anche il Catanzaro. E la memoria del passato deve costituire la base per la costruzione del futuro. Nessun passivo ripiegamento sulle glorie del tempo che fu. Piuttosto, la consapevolezza di ciò che si è. Ed allora. Nessuna importanza se il teatro dove si esibiscono le Aquile è la seconda divisione. E va bene se dalla prima partita con il Melfi è venuto fuori un pareggio. Ancora meglio è constatare la rabbia, e la decisione, dell’allenatore: vuol dire che pretende di più. A noi catanzaresi spetta rimanere aggrappati ai sogni. E far rivivere la bellezza dello stadio in festa. Accompagnando tutti coloro che in questi anni sono stati sempre presenti. Ed hanno continuato, senza sosta, ad amare e sostenere questa squadra. Che è, sempre e comunque, una parte del nostro cuore. A.S.

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La nottata è passata... Riprendiamo oggi il colloquio interrotto sul finire della scorsa stagione. Interrotto perché non sapevamo ormai cosa e con chi parlare. Parlare di una società inesistente, di una squadra composta dai ragazzini della “primavera”, di sconfitte annunciate, spesso umilianti, degli errori e degli “orrori” sportivi che avrebbero condotto all'inevitabile fallimento? Se ne era discusso già abbastanza. E poi a chi parlare? Ad una tifoseria, delusa e spaccata al suo interno, emarginata dalla partecipazione delle gare che, per i dissesti finanziari, venivano giocate a porte chiuse, privata dagli entusiasmi e delle bandiere che solo la presenza sugli spalti possono mantenere vivi? O parlare ai cosiddetti dirigenti, quasi tutti scomparsi dalla scena all'approssimarsi del “crac”, pronti solo a rinfacciare ad altri i propri errori e a propria incompetenza? Meglio tacere ad attendere che, parafrasando De Filippo, “passasse a nuttata”. La nottata è passata ed è andata forse meglio del temuto. Si parlava di riprendere dai campionati minori, dai dilettanti della serie D, poi, grazie all'intervento ed alla tenacia di “mister Gicos” ed anche dall'impegno spiegato dai nuovi amministratori, è stato possibile tornare a vedere un po' di luce. Ma quanto è difficile partire da zero, ricostruire un edificio partendo dalla rimozione delle macerie lasciate dall'ultimo campionato, riprendere un cammino bruscamente interrotto....... Come che sia il Catanzaro, la vecchia Unione Sportiva 1929, è oggi pronto ad affrontare una nuova avventura sperando di cancellare i brutti ricordi e le passate delusioni. Ma, dicevamo, non sarà tutto facile. Ciccio Cozza ha dovuto costruire una squadra tutta nuova ed ancora molto dovrà cambiare quando

saranno disponibili i nuovi acquisti, con tutti gli “assemblaggio” inevitabilmente comporta. Finora con tanti ragazzini in campo la squadra si è espressa decorosamente, disputando una buona Coppa Italia e siglando un positivo avvio di campionato anche se il pareggio di Melfi ha fatto storcere la bocca a qualcuno, mezzo pieno o mezzo vuoto. Per Cozza il bicchiere del pareggio era mezzo vuoto perché a Melfi, sia pure contro un avversario rinforzato dopo una disastrosa Coppa Italia, si poteva vincere senza troppi affanni, solo che le occasioni create avessero trovato sbocchi in fase conclusiva. Del resto, in un campionato che appare certamente più difficile di quello dello scorso anno, con contendenti di buona caratura, primo fra tutti il Perugia nonostante il “flop” di Aversa, non bisognerà mai illudersi di trovare avversari facili o accondiscenti. E' accaduto a Melfi, accadrà ancora su tanti altri campi, specie su quelli dove condizioni ambientali moltiplicano le forze anche delle squadra più deboli. Sarà un cammino lungo e difficile che il Catanzaro potrà affrontare, questa volta, senza quei condizionamenti finanziari che, in passato, anche in campionato brillante targato Auteri, hanno finito per danneggiare e vanificare gli sforzi espressi sul campo. Buon viaggio, allora, vecchio Catanzaro. E chissà che il ricordo sempre vivo di quel giugno di quaranta anni fa (ma sì, è stato il momento più bello della nostra storia sportiva) non serva da ulteriore stimolo per raggiungere nuovi, prestigiosi traguardi. E con la speranza e l’augurio che gli spalti del “Ceravolo” tornino a riempirsi delle nostre bandiere. Gianni Bruni

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di Francesco Calvano

Mi aspetto dai tifosi una risposta importante È sicuramente il personaggio del nuovo corso del Catanzaro calcio più amato dalla tifoseria. L’uomo, venuto da Reggio, che ha salvato le Aquile dal baratro e che sogna di riportarlo in alto: è Giuseppe Cosentino, il presidente, quello con la p maiuscola. Presidente, il pareggio di domenica a Melfi ha diviso un pò l’ambiente giallorosso: da un parte c’è chi lo valuta positivamente e chi lo considera come aver perso due punti. Lei da che parte sta? Il mio commento sulla gara di domenica non è né positivo né negativo. Di sicuro sarebbe stato una beffa se avessimo perso ma d’altro canto avevamo una formazione molto rimaneggiata, in cui mancavano molti giocatori e molti erano ancora in fase di rodaggio. Sono convinto che già dalla prossima partita faremo meglio quando potremmo disporre di gente come Maisto e Masini. La squadra d’altronde l’abbiamo costruita negli ultimi giorni di agosto e ci vuole il tempo affinchè tutti entrino in forma e si conoscano. La risposta della tifoseria dopo le prime gare la soddisfa o si aspetta qualcosa di più? Non sono molto soddisfatto e per le prossime gare mi aspetto almeno il doppio di quanto visto nei primi match di Coppa. Dai tifosi mi aspetto una risposta importante che dimostri l’attaccamento a questa squadra finora manifestato ma solo a parole. Il rilancio del Catanzaro deve partire anche da loro, anche loro devono lottare. È impensabile che combatto solo io che non sono un catanzarese e i catanzaresi non si muovano a dovere. Io allo stadio mi aspetto sempre 6-7mila persone, se arrivassimo a 2500 spettatori certamente sarebbe una delusione.

solo negli ultimi giorni quando generalmente ci si deve pensare verso luglio. L’anno prossimo di sicuro ci organizzeremo meglio, ma per quest’anno aspetto ancora una risposta massiccia non a caso abbiamo prolungato la durata della campagna. Abbonarsi sarà un’ulteriore dimostrazione dell’affetto che i tifosi dicono di avere per questa squadra, voglio vedere se sarà così.

Il Presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino

Come sta procedendo la campagna abbonamenti? Vale quanto detto sopra. Si sta procedendo ma certamente si può dare di più. Il problema è che, come per la costruzione della squadra, anche la campagna abbonamenti l’abbiamo potuta approntare 7


I volti nuovi del Catanzaro 2011-2012

Riccardo MENGONI classe ’86 Portiere – prov. Vibonese

Salvatore ACCURSI classe ’78 Difens. – prov. Salernitana

Alessio MARIOTTI classe ’84 Difens. – prov. Lucchese

Simone NARDUCCI classe ’83 Difens. – prov. Valenzana

Michelangelo PAPASIDERO classe ’81 Dif. – prov. Hinterreggio

Angelo IOPPOLO classe ’91 Cent. – prov. V. Grecanica

Roberto ROMEO classe ’90 Cent. – prov. Poggibonsi

Tommaso SQUILLACE classe ‘ 89 Cent. – prov. Pavia

Davide CORSO classe ’92 Cent. – prov. Reggina

Davide ASSUMMA classe ’90 Cent. – prov. Lecce

Serafino BRUZZESE Classe ’88 Cent. – prov. Neapolis

Vincenzo MAISTO classe ’82 Cent. – prov. Avellino

Cosimo FIGLIOMENI classe ’92 Cent. – prov. Roc. Ionica

Mattia MAITA classe ’94 Cent. – prov. Reggina

Simone MASINI classe ’84 Attac. – prov. Monza

Christian ESPOSITO Australiano – classe ’90 Attac. – prov. Pro Vercelli

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I volti nuovi del Catanzaro 2011-2012

Reyza SOUDANT classe ’91 Attac. – prov. Siena

Federico E. BUGATTI Argentino – classe ’87 Attaccante

Dario MUSCATELLO Classe ’94 Attaccante –

Antonino MANNONE classe ’88 Centroc. – prov. Neapolis

Cristian RICCIARDI classe ’90 Centroc. – prov. Messina

Juan Martin ULLOA Argentino – classe ’87 Centrocampista

Salvatore CARBONI classe ’79 Attac. – prov. Pescara

Thiago Gazè DA SILVA brasiliano - classe ’90 Difensore – prov. Santos

Guilherme Savicius Raimundo FIORAVANTE (detto Guto) Brasiliano – classe ’89 Centrocampista – prov. Serrano

Lucas PACHECO (detto Sasha) Brasiliano – classe ’90 Difensore – prov. Gremio Prudente

Rodolfo Refis LOPES Brasiliano – classe ’92 Centrocampista – prov. Honka

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L’avversario di turno: Neapolis di Vittorio Ranieri

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na piazza storica del football campano, a distanza di ben 25 anni, ritrova il calcio che conta, quello dei professionisti. L’ennesima estate calda ed all’insegna dei colpi di scena targati Moxedano- Bouché ha fatto sì che il Neapolis trovasse una nuova casa, lasciando Mugnano ed approdando a Frattamaggiore dove quindi è stato trasferito il titolo sportivo. Il Football Club Neapolis Mugnano è diventato così Neapolis Frattese, mediante una fusione con la dilettantistica Virtus Frattese. I nuovi colori sociali, richiamano quelli appartenenti alla precedente squadra della cittadina campana, e sono il nero con la stella bianca. Le partite casalinghe verranno giocate allo stadio "Pasquale Ianniello". L’impianto sportivo domenica scorsa ha ospitato il match con la Vibonese (2-2 il risultato finale). Match che ha fatto intravedere un Neapolis vispo ma con diverse cose ancora da rivedere. E ciò al cospetto di un progetto ambizioso come quello portato avanti dalla coppia Moxedano-Bouché, che, addirittura, nel mese di luglio ha covato a lungo il sogno di un ripescaggio in Prima Divisione! Nello scorso torneo, infatti, il Neapolis ha raggiunto i play off pur giocando per buona parte del torneo senza il calore del pubblico. Segno, quest’ultimo, della forza della società che, quindi, anche in questa stagione, proverà l’assalto al sogno Prima Divisione, ma che, in passato, guardandosi allo specchio, ha rischiato seriamente di accusare una crisi di identità. Il motivo? Chi non ricorda il dilemma, nato per colpa della Lega, Sangiuseppese-Neapolis? Un dilemma che, nella stagione 2007/2008, ha rappresentato una sorta di anomalia nel sistema calcistico italiano. Lo Sporting Neapolis era una società nata nel 2006, alle falde Vesuvio, dalle ceneri della vecchia FC Sangiuseppese (fallita quasi due anni prima), che lanciò una sfida interessante: quella di riportare una seconda squadra calcistica nel capoluogo partenopeo. Non a caso, azionista di maggioranza e deus ex machina del progetto era Mario Moxedano, già socio del presidente Ferlaino negli anni d'oro dei partenopei, e famoso soprattutto agli inizi degli anni novanta per aver legato il suo nome sempre al Napoli calcio. La Lega di Serie C, tuttavia, non riconobbe subito il cambio di denominazione creando diversi problemi anche riguardo al campo da gioco, col club costretto a peregrinare per un paio d’anni. Nella passata stagione,

l’approdo a Mugnano e adesso un presente che sembra più stabile anche e soprattutto in chiave futura. Sul fronte tecnico, la panchina è stata affidata ad un trainer che bene conosce l’ambiente campano e quello della serie C in generale. Stiamo parlando di Ezio Castellucci che guiderà una formazione che, rispetto allo scorso torneo, ha cambiato parecchio. Diversi volti nuovi tra cui spiccano Pellecchia, Polverino, Moscarino, Apicella e l’ex bomber del Melfi, Chiaria. Senza contare i riconfermati Varriale, Ambrosio, Marinucci Palermo, Terracciano e Moxedano. Il modulo è un 4-4-2 molto dinamico e che punta sulla velocità degli uomini che giocano in zona d’attacco.

Il tecnico del Neapolis Castellucci 11


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Il punto di vista

Catanzaro e il Catanzaro per tornare ad essere grandi di Giovanni Bevacqua

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i si è lasciati con un pianto e ci si ritrova con un sorriso. Oggi Catanzaro e il Catanzaro vogliono tornare ad essere grandi. Certo, più facile a dirsi che a farsi. Ma quando le cose si vogliono fare, quando si è muniti di buoni intenti e capacità (economiche, umane e gestionali) nulla, o quasi, si può mettere in mezzo tra un uomo e il suo obiettivo. Si parla di un uomo che verso il calcio ha sempre avuto una certa inclinazione: lo abbiamo visto sponsorizzare la propria azienda sui campi della massima serie. Un uomo che nel pallone riesce a trovare sfogo ed emozione: lo abbiamo visto commuoversi davanti ad uno stadio (ancora non al pieno del suo potenziale) che osannava il suo nome riempiendolo di applausi. Quel piccolo grande uomo coi baffi, che sembra essere quasi uscito da una caratterizzazione di Charles Addams per postura ed eleganza, a cui è bastato un piccolo grande gesto per riaccendere la passione dei catanzaresi. Bastava “poco” e lo ha fatto senza tentennamenti. E Catanzaro adesso deve ripagarlo, o meglio ha l’obbligo di ripagarlo con l’unica moneta a disposizione: il calore che da sempre ha fatto della tifoseria giallorossa una delle più calde d’Italia. Quel piccolo grande uomo lo sta ripetendo senza esitazione, vuole la gente, ha bisogno del sostegno di tutti, perché solo insieme si può tornare ad essere grandi, solo grazie alla passione della piazza può realizzare il suo sogno, che poi è quello di un’intera città. E chissà, forse quando questo si

realizzerà sarà disposto persino a tagliarsi il baffetto, o cambiare la pochette da viola a giallorossa. Chissà… tanto sognare non costa nulla. Costa, però, mantenere una società calcistica. E neanche poco. Costa doversi occupare del rilancio di una squadra quando si deve pensare alla gestione della propria azienda, senza la quale quella squadra oggi forse non sarebbe più esistita. Costa il calcio dei magnati e dei giocatori viziati che, al cospetto di milioni di persone che muoiono di fame, storcono il naso al pensiero di rinunciare a pochi spiccioli del proprio milionario stipendio. Il tutto mentre le fabbriche chiudono e migliaia di migliaia di persone restano a casa senza un lavoro. Un lavoro e non un gioco. Ma questa è un’altra storia. Costa il calcio soprattutto quando si vuole vincere. E quel piccolo grande uomo avrà modo di accorgersene col tempo. Già la prima di campionato è andata e il Catanzaro, partito con grandi proclami, ha dovuto “accontentarsi” di un punto. Un punto che però vale tanto se si considera che la squadra presentatasi a Melfi fosse ridotta ai minimi termini a causa di squalifiche, infortuni e attese di transfer. Ma il Catanzaro e il suo piccolo grande uomo vogliono vincere, vogliono che la Seconda Divisione sia solo «una categoria di passaggio» e per far si che ciò avvenga non ci si può “accontentare” contro nessun avversario su qualsiasi campo. Catanzaro si affida al suo piccolo grande presidente, Cosentino solo di nome.

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Neapolis 4-4-2 All. Castellucci AMBROSIO

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Catanzaro 3-4-3 All. Cozza

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04-09-11 2-1 1-0 2-2 3-1 1-0 0-0 0-0 2-2 2-0 1-0

1ª GIORNATA

08-01-12

AVERSA NORMANNA - PERUGIA CHIETI - MILAZZO FONDI - ARZANESE GAVORRANO - EBOLITANA GIULIANOVA - APRILIA L´AQUILA - CAMPOBASSO MELFI - CATANZARO NEAPOLIS - VIBONESE PAGANESE - CELANO VIGOR LAMEZIA - FANO A.J. Riposa: ISOLA LIRI

18-09-11

4ª GIORNATA

29-01-12

ARZANESE - L´AQUILA CAMPOBASSO - A. NORMANNA CELANO - GAVORRANO EBOLITANA - CATANZARO FANO A.J. - GIULIANOVA FONDI - VIGOR LAMEZIA ISOLA LIRI - NEAPOLIS MILAZZO - APRILIA PERUGIA - PAGANESE VIBONESE - MELFI Riposa: CHIETI

02-10-11

7ª GIORNATA

15-02-12

APRILIA - VIBONESE ARZANESE - CELANO CAMPOBASSO - FANO A.J. CATANZARO - CHIETI GAVORRANO - MILAZZO GIULIANOVA - PERUGIA L´AQUILA - FONDI MELFI - ISOLA LIRI NEAPOLIS - A. NORMANNA VIGOR LAMEZIA - PAGANESE Riposa: EBOLITANA

16-10-11

10ª GIORNATA

04-03-12

AVERSA NORMANNA- APRILIA CELANO - L´AQUILA CHIETI - MELFI FONDI - NEAPOLIS ISOLA LIRI - ARZANESE MILAZZO - FANO A.J. PAGANESE - GIULIANOVA PERUGIA - CATANZARO VIBONESE - EBOLITANA VIGOR LAMEZIA - GAVORRANO Riposa: CAMPOBASSO

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11-09-11

2ª GIORNATA

15-01-12

ARZANESE - GAVORRANO CAMPOBASSO - GIULIANOVA CATANZARO - NEAPOLIS CELANO - VIGOR LAMEZIA EBOLITANA - L´AQUILA FANO A.J. - MELFI ISOLA LIRI - A. NORMANNA MILAZZO - PAGANESE PERUGIA - CHIETI VIBONESE - FONDI Riposa: APRILIA

25-09-11

5ª GIORNATA

05-02-12

APRILIA - FANO A.J. CAMPOBASSO - PERUGIA CATANZARO - MILAZZO GAVORRANO - FONDI GIULIANOVA - CELANO L´AQUILA - CHIETI MELFI - EBOLITANA NEAPOLIS - ARZANESE PAGANESE - VIBONESE VIGOR LAMEZIA - ISOLA LIRI Riposa: AVERSA NORMANNA

09-10-11

8ª GIORNATA

19-02-12

A. NORMANNA - CATANZARO CELANO - CAMPOBASSO CHIETI - ARZANESE FANO A.J. - EBOLITANA FONDI - MELFI ISOLA LIRI - L´AQUILA MILAZZO - GIULIANOVA PAGANESE - APRILIA PERUGIA - NEAPOLIS VIBONESE - GAVORRANO Riposa: VIGOR LAMEZIA

23-10-11

11ª GIORNATA

07-03-12

ARZANESE - VIGOR LAMEZIA CATANZARO - APRILIA CHIETI - ISOLA LIRI EBOLITANA - MILAZZO FANO A.J. - CELANO GAVORRANO - PAGANESE L´AQUILA - A. NORMANNA MELFI - GIULIANOVA NEAPOLIS - CAMPOBASSO VIBONESE - PERUGIA Riposa: FONDI

14-09-11

3ª GIORNATA

22-01-12

APRILIA - CAMPOBASSO AVERSA NORMANNA - CELANO CHIETI - FONDI GAVORRANO - FANO A.J. GIULIANOVA - ARZANESE L´AQUILA - VIBONESE MELFI - PERUGIA NEAPOLIS - EBOLITANA PAGANESE - ISOLA LIRI VIGOR LAMEZIA - MILAZZO Riposa: CATANZARO

28-09-11

6ª GIORNATA

12-02-12

A. NORMANNA - GIULIANOVA CELANO - APRILIA CHIETI - NEAPOLIS EBOLITANA - CAMPOBASSO FANO A.J. - CATANZARO FONDI - PAGANESE ISOLA LIRI - GAVORRANO MILAZZO - L´AQUILA PERUGIA - ARZANESE VIBONESE - VIGOR LAMEZIA Riposa: MELFI

12-10-11

9ª GIORNATA

26-02-12

APRILIA - PERUGIA ARZANESE - VIBONESE CAMPOBASSO - MILAZZO CATANZARO - CELANO EBOLITANA - FONDI GAVORRANO - CHIETI GIULIANOVA - ISOLA LIRI L´AQUILA - PAGANESE MELFI - AVERSA NORMANNA NEAPOLIS - VIGOR LAMEZIA Riposa: FANO A.J.

26-10-11

12ª GIORNATA

11-03-12

APRILIA - EBOLITANA A. NORMANNA - FANO A.J. CAMPOBASSO - CATANZARO CELANO - VIBONESE GIULIANOVA - L´AQUILA ISOLA LIRI - FONDI MILAZZO - MELFI PAGANESE - NEAPOLIS PERUGIA - GAVORRANO VIGOR LAMEZIA - CHIETI Riposa: ARZANESE


30-10-11

13ª GIORNATA

18-03-12

ARZANESE - MILAZZO CHIETI - APRILIA EBOLITANA - PAGANESE FONDI - PERUGIA GAVORRANO - CAMPOBASSO ISOLA LIRI - FANO A.J. L´AQUILA - CATANZARO MELFI - CELANO NEAPOLIS - GIULIANOVA V. LAMEZIA - A. NORMANNA Riposa: VIBONESE

16-11-11

16ª GIORNATA

19ª GIORNATA

14ª GIORNATA

25-03-12

APRILIA - VIGOR LAMEZIA A. NORMANNA - EBOLITANA CAMPOBASSO - ARZANESE CATANZARO - VIBONESE CELANO - ISOLA LIRI FANO A.J. - FONDI GIULIANOVA - GAVORRANO L´AQUILA - MELFI MILAZZO - NEAPOLIS PAGANESE - CHIETI Riposa: PERUGIA

04-04-12

APRILIA - ARZANESE AVERSA NORMANNA - FONDI CAMPOBASSO - PAGANESE CATANZARO - GAVORRANO EBOLITANA - ISOLA LIRI FANO A.J. - VIBONESE GIULIANOVA - CHIETI L´AQUILA - VIGOR LAMEZIA MELFI - NEAPOLIS MILAZZO - PERUGIA Riposa: CELANO

04-12-11

06-11-11

20-11-11

17ª GIORNATA

22-04-12

11-12-11

20ª GIORNATA

15-04-12

GAVORRANO PAGANESE AVERSA CHIETI GIULIANOVA VIGOR LAMEZIA ARZANESE FONDI NEAPOLIS VIBONESE CAMPOBASSO

Punti

29-04-12

APRILIA - L´AQUILA ARZANESE - MELFI CAMPOBASSO - CHIETI CATANZARO - FONDI CELANO - NEAPOLIS EBOLITANA - GIULIANOVA FANO A.J. - PAGANESE MILAZZO - AVERSA NORMANNA PERUGIA - VIGOR LAMEZIA VIBONESE - ISOLA LIRI Riposa: GAVORRANO

3 3 3 3 3 3 1 1 1 1 1

Reti F. S.

Squadra

3 2 2 1 1 1 2 2 2 2 0

CATANZARO L’AQUILA MELFI ISOLA LIRI PERUGIA APRILIA FANO MILAZZO EBOLITANA CELANO

1 0 1 0 0 0 2 2 2 2 0

01-04-12

27-09-11

18ª GIORNATA

18-04-12

APRILIA - FONDI AVERSA NORMANNA - CHIETI CAMPOBASSO - VIGOR LAMEZIA CATANZARO - PAGANESE EBOLITANA - ARZANESE FANO A.J. - NEAPOLIS GIULIANOVA - VIBONESE MELFI - GAVORRANO MILAZZO - ISOLA LIRI PERUGIA - CELANO Riposa: L´AQUILA

LA CLASSIFICA Squadra

15ª GIORNATA

ARZANESE - A. NORMANNA CHIETI - FANO A.J. FONDI - CELANO GAVORRANO - APRILIA ISOLA LIRI - CATANZARO MELFI - CAMPOBASSO NEAPOLIS - L´AQUILA PERUGIA - EBOLITANA VIBONESE - MILAZZO VIGOR LAMEZIA - GIULIANOVA Riposa: PAGANESE

ARZANESE - CATANZARO CELANO - MILAZZO CHIETI - EBOLITANA FONDI - GIULIANOVA GAVORRANO - L´AQUILA ISOLA LIRI - APRILIA PAGANESE - A. NORMANNA PERUGIA - FANO A.J. VIBONESE - CAMPOBASSO VIGOR LAMEZIA - MELFI Riposa: NEAPOLIS

ARZANESE - FANO A.J. CELANO - EBOLITANA CHIETI - VIBONESE FONDI - MILAZZO GAVORRANO - A. NORMANNA ISOLA LIRI - CAMPOBASSO L´AQUILA - PERUGIA NEAPOLIS - APRILIA PAGANESE - MELFI VIGOR LAMEZIA - CATANZARO Riposa: GIULIANOVA

13-11-11

18-12-11

21ª GIORNATA

06-05-12

A. NORMANNA - VIBONESE CHIETI - CELANO FONDI - CAMPOBASSO GIULIANOVA - CATANZARO ISOLA LIRI - PERUGIA L´AQUILA - FANO A.J. MELFI - APRILIA NEAPOLIS - GAVORRANO PAGANESE - ARZANESE VIGOR LAMEZIA - EBOLITANA Riposa: MILAZZO

CLASSIFICA MARCATORI Punti 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0

Reti F. S. 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0

0 0 0 0 2 1 1 1 3 2

3 Reti Fioretti (Gavorrano) 2 Rete Bernasconi (Fondi) 1 Rete Carotenuto (Arzanese); Castaldo (Aversa); Berardino (Chieti); Manzo (Gavorrano) ed altri.

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Partita MELFI - CATANZARO CATANZARO - NEAPOLIS EBOLITANA - CATANZARO CATANZARO - MILAZZO FANO A.J. - CATANZARO CATANZARO - CHIETI AVERSA NORMANNA - CATANZARO CATANZARO - CELANO PERUGIA - CATANZARO CATANZARO - APRILIA CAMPOBASSO - CATANZARO L´AQUILA - CATANZARO CATANZARO - VIBONESE ISOLA LIRI - CATANZARO CATANZARO - GAVORRANO ARZANESE - CATANZARO CATANZARO - PAGANESE VIGOR LAMEZIA - CATANZARO CATANZARO - FONDI GIULIANOVA - CATANZARO CATANZARO - MELFI NEAPOLIS - CATANZARO CATANZARO - EBOLITANA MILAZZO - CATANZARO CATANZARO - FANO A.J. CHIETI - CATANZARO CATANZARO - AVERSA NORMANNA CELANO - CATANZARO CATANZARO - PERUGIA APRILIA - CATANZARO CATANZARO - CAMPOBASSO CATANZARO - L´AQUILA VIBONESE - CATANZARO CATANZARO - ISOLA LIRI GAVORRANO - CATANZARO CATANZARO - ARZANESE PAGANESE - CATANZARO CATANZARO - VIGOR LAMEZIA FONDI - CATANZARO CATANZARO - GIULIANOVA

Risultato

Arbitro

0-0

Strocchia di Nola

Marcatori

AZIENDA CON SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITà CERTIFICATO DA DNV =UNI EN ISO 9001:2008=

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Il punto sul campionato di Pier Santo Gallo

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a preso il via con una vera e propria sorpresa il girone B della Seconda Divisione: la superfavorita per la vittoria finale Perugia, senza il bomber Sebastian Bueno, è caduta infatti contro la Normanna. 2-1 il risultato finale in favore dei campani, con la rete dell’altro pezzo da novanta Clemente che non è bastata ai Grifoni per completare la rimonta. Sorpresa quindi, ma fino ad un certo punto: si, perché si sa, nella Lega Pro in quanto ad agonismo, grinta e fattori ambientali i gironi meridionali sono tutta un’altra cosa rispetto a quelli del Centro-Nord e probabilmente non è un caso che una squadra come il Perugia sia andata in difficoltà giocando in trasferta con una campana. Un chiaro indizio, questo, di come nessuna partita sarà scontata e di come si preannuncia un grande equilibrio in questo torneo, il cui livello, almeno sulla carta, non sembra discostarsi dalla mediocrità vista nella scorsa stagione, anche se è da la novità delle due promozioni dirette più una ai play-off e le tre retrocessioni dirette più tre dagli spareggi salvezza incrociati tra le quartultime e le quintultime dei due gironi, sicuramente ci regalerà ogni domenica grandi e avvincenti battaglie sportive. Tornando a domenica scorsa, non ha steccato invece l’altra grande favorita Paganese, che si è sbarazzata col più classico dei risultati del Celano,

mentre l’avventura del nuovo Catanzaro targato Cosentino è cominciata con uno scialbo 0-0 a Melfi, che lascia qualche rimpianto per un paio di situazioni favorevoli nel finale che sicuramente potevano essere sfruttate meglio. Un punto in trasferta per una squadra che è ancora un vero e proprio cantiere aperto e con tante assenze non è da buttare, ma i tifosi giallorossi si aspettano un segnale (naturalmente positivo) dai “Cozza-boys” già dal match odierno contro il Neapolis, il quale ha esordito con un pareggio beffa in casa contro la Vibonese, brava a crederci fino alla fine e ad impattare il punteggio in piena zona Cesarini grazie ad un guizzo di Puntoriere. Sorride anche l’altra calabrese Vigor Lamezia, a cui è bastato un gol di Mancosu per avere la meglio sul Fano. Il secondo 0-0 del primo turno è maturato tra L’Aquila e Campobasso, mentre i gol di D’Aniello e Berardino hanno regalato i tre punti a Giulianova e Chieti, rispettivamente su Aprilia e Milazzo. Chiudiamo con l’“uomo copertina” della prima giornata, che non poteva che essere Giordano Fioretti, la cui tripletta ha trascinato il Gavorrano nel bel successo sull’Ebolitana. Comincerà invece oggi contro la Normanna il campionato dell’Isola Liri, che domenica scorsa ha osservato il suo turno di riposo.

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Visti da vicino

Ciccio Cozza di Gianluigi Mardente

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on vi devo presentare proprio nessuno. Perché Ciccio Cozza di tutto ha bisogno tranne che di presentazioni. Provo a raccontarvi un po’ della sua vita, professionale e non, ma fondamentalmente una ‘paginetta’ non basta. Ci proverò. Cozza nasce a Cariati il 19 gennaio del 1974 ed è quinto di 5 figli. Il padre era un ferroviere mentre la mamma ha sempre fatto la casalinga per badare ai 3 figli maschi e le due femminucce. Cozza illuminava Cariati sin da bambino e il paese l’ha portato a spalla nelle giovanili della Reggina. “In paese – dice il mister del Catanzaro – capirono che ero bravo e dopo qualche anno approdai alla Reggina. Ma tutto durò poco perché a 16 anni ero già a Milanello con la maglia del Milan. Fu difficilissimo: non c’erano mica cellulari e videochiamate. Mi trovai in un mondo tutto nuovo ma il Milan mi insegnò la mentalità e il modo di vivere di un giocatore professionista”. In quegli anni (inizio 90) Cozza osservava i grandi della prima squadra, gente come Gullit, Van Basten e Ancelotti. Mica giocatorini. “Erano impressionanti, ho avuto la fortuna di stare al Milan nel periodo più importante della storia rossonera. Mi sono allenato con giocatori straordinari ma per capacità tecniche ricorderò sempre Savicevic, un mostro”. E mentre Cozza ci parla dell’olimpo del calcio, le domande si accavallano e prendono il sopravvento. Perché parlare con un ex giocatore di questo calibro alimenta troppa curiosità. Tanti fenomeni, tanti allenatori, tanti giocatori forti che non sono emersi. Cozza, poche parole e carattere introverso, ci fa ubriacare di pallone. Quello vero. “Un ragazzo di nome Montesanto aveva le qualità da campione, giocava con me e non emerse mai per motivi che non spetta a me dire. De Canio e Prandelli

gli allenatori che mi hanno dato di più, che hanno fatto di me un giocatore vero. A De Canio mi ispiro: gioco offensivo e che vuole fare sempre la partita. Prandelli, serenità e compostezza. Anche nei momenti più duri riesce a trasmettere tranquillità. Due grandi professionisti che ho avuto l’onore di incontrare. Ma devo tantissimo a Foti, mio padre putativo del calcio. Il mio ex presidente è stato vicino a Cozza sempre, come giocatore e come uomo”. Poche righe per raccontare 15 anni di calcio tra serie A e serie B. Reggina, Milan, Genoa, Siena, Lecce e Salernitana per 69 gol in carriera e oltre 350 presenze. Un’istituzione del calcio calabrese, forse il più forte insieme a Mauro, Gattuso e Perrotta. Ma qui si ferma, la butta giù: “Non guardate al passato. Io? Mauro? Non ha importanza chi era più forte. Il catanzarese deve guardare avanti, non indietro. Palanca non c’è più, ha smesso. Adesso dovete pensare al futuro e al Catanzaro che, con Cozza o senza Cozza, deve andare in B nel giro di tre anni”. Sissignore, mister. E allora torniamo a lei, a sua moglie, a suo figlio. Manila Lazzaro, miss Italia nel 1999, sposa Cozza nel Duomo di Reggio e gli dà un figlio nel 2006 che chiamano Francesco Pio. “L’ho conosciuta in Puglia – dice Cozza – e precisamente a Portocesareo in un lido. Sono andato per fare il presidente di giuria di una serata che presentava lei. Mi sono fatto avanti e dopo un po’ sono riuscito a conquistarla. Da quel giorno siamo una famiglia e viviamo ogni giorno con la consapevolezza che per star bene bisogna sempre aumentare la voglia di stare assieme. Non l’ho ancora portata a Catanzaro, verrà per la prima volta domenica. Vedremo la partita e poi un giro per la città”. E i tifosi? “Pazienza. Presto vedrete un Catanzaro battaglierò che vorrà vincere il campionato”. Autografato, Ciccio Cozza. 23


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L’interrogativo

Che campionato sarà questo per il Catanzaro? Risponde il giornalista Francesco Iuliano Il CATANZARO Calcio 2011, nuovo di fabbrica, si presenta ai nastri di partenza con una veste inedita, per come la città era stata abituata negli anni precedenti. Stessi colori e stesso marchio (sulle magliette è stato ricucito quello storico e glorioso dell’Us 1929 chiuso per cinque anni in qualche faldone negli scaffali degli uffici del giudice fallimentare del Tribunale di Catanzaro), le novità più evidenti sono: il presidente, il mister e tutti i dirigenti; come nuovi sono anche i volti ed i nomi dei tanti calciatori arrivati e che bisognerà imparare a riconoscere al più presto. Nuovo anche il programma, la mentalità ed il ritrovato entusiasmo del popolo giallorosso. La stagione del Catanzaro è iniziata nel migliore dei modi. Ottenuta, infatti, la qualificazione al turno successivo nel torneo Tricolore di categoria, è arrivato anche il primo punto in classifica. Un risultato “sudato” sul terreno del comunale di Melfi. Una partita di fine agosto, o quasi, che ha, però, risentito le fatiche di quattro gare giocate (in appena dieci giorni) e con a disposizione un organico striminzito, considerato quello che era, sin dal principio, l’obiettivo della società. Ora, però, è tutta un’altra storia. Ciccio Cozza, al suo esordio da allenatore dopo una esaltante carriera da calciatore, ha a disposizione un gruppo ben assortito sotto l’aspetto tecnico e caratteriale. Qualità essenziali per affrontare al meglio le quaranta partite del calenda-

rio. Un’opportunità che potrebbe far desistere, tecnici e dirigenti, a dover ricorrere, tra qualche mese, a correttivi per proseguire nel cammino senza intoppi. Nonostante il numero delle società, quello appena iniziato sembrerebbe un campionato modesto sotto l’aspetto tecnico (un’osservazione questa che, ai più, potrebbe sembrare presuntuosa), valorizzato solo dalla presenza di squadre ben attrezzate (a leggere gli organici) come Perugia e Paganese. Ma non mancheranno, come sempre, le “sorprese” che, alla fine, stravolgeranno i piani di molte società. Attenti, però, a non cadere nell’errore di sopravvalutarsi. E’ vero che le nuove regole introdotte dalla Lega Pro, hanno messo a disposizione tre posti per sperare nel salto di categoria, ma è anche vero che si dovranno tenere sempre d’occhio le cinque posizioni di bassa classifica che potrebbero anche significare la retrocessione.

“DOMENICA GIALLOROSSA”

Periodico sportivo indipendente Direttore responsabile: Gianni Bruni Concessionaria di pubblicità: OndaCalabra snc. Editore: Luigi Conforto Tel. 0961.771879 - 333.8247197 - 331.7928935 Grafica: studiograficomaio - Tel. 0961.918427 Foto: Icaro Fotocronache - Tel. 0961.725028 Aut. Trib. di CZ n. 60 del 2.9.1988 - Anno XXIII Tiratura: 8.500 copie

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Fuoricampo

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assato il grosso spavento di finire tra i dilettanti dopo ben 58 anni di professionismo, per il calcio catanzarese si apre una nuova era. Giuseppe Cosentino sembra l’uomo giusto per la tanto auspicata rinascita dopo le umiliazioni degli ultimi tempi: ha la forza economica e l’ambizione per arrivare in alto. Ma l’estate catanzarese, tormentata come non mai, ha prodotto una novità assoluta: la consapevolezza dei cittadini catanzaresi di non poter fare affidamento sulla classe imprenditoriale della città. In verità solo una conferma per i più scettici, tra i quali la classe politica, visti gli inutili appelli degli anni passati a salvare il calcio della città che li ha arricchiti. E il 26 giugno 2011, quindi, rappresenta una data storica per i sonori fischi rivolti agli stessi dalla platea del teatro Politeama, dove si festeggiava il quarantennale della prima promozione in serie A. Alle parole del sindaco Traversa, che annunciava l’avvento di Cosentino al timone della nuova società e che ringraziava gli imprenditori catanzaresi per la promessa della solita sponsorizzazione (e in quanto tale deducibile dal reddito…), il pubblico presente ha per la prima volta

di Claudio Pileggi

manifestato la propria insofferenza con il sistema più classico: i fischi, appunto. Bisogna comunque dare atto al nuovo primo cittadino di essere riuscito nell’impresa di convincere un grosso imprenditore ad investire nel calcio in una piazza prestigiosa ed ambiziosa come quella catanzarese, e che questi non sia locale forse è ancora meglio. Però, caro sindaco, chiedere ai catanzaresi di ringraziare gli imprenditori della città è davvero troppo, non ce lo chieda più per favore. E la nuova società parte comunque con i buoni auspici della dea bendata, visto che non si può certo negare una buona dose di fortuna per il doppio salvataggio di cui si è beneficiato: il primo grazie alla dabbenaggine del Pomezia calcio che si era iscritto al campionato con i soldi del…monopoli (inteso come gioco da tavolo) e quindi giustamente retrocesso all’ultimo posto salvando proprio la fallita FC, e poi con l’ulteriore ancora di salvezza arrivata dal TNAS che ha permesso di riammettere la nuova società che la Lega si ostinava a non voler addirittura considerare, come se non esistesse. Buon campionato allora, cara US Catanzaro, che il ritorno alla vecchia e prestigiosa denominazione sia di buon auspicio per raggiungere i medesimi traguardi della società che fu di Nicola Ceravolo.

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BASKET

di Marino Gentile

Entusiasmo per il nuovo logo della Planet Basket Catanzaro Felice Saladini: “Un simbolo che identifica i valori della squadra”

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n’aquila dal profilo grintoso e determinato. Questo il nuovo simbolo della Planet Basket Catanzaro. Un segno di grande innovazione rispetto al passato ma che affonda le radici nei simboli storici della città. “Abbiamo voluto l’aquila perché è il simbolo storico di Catanzaro, è simbolo di nobiltà, ed è un animale che trasmette l’idea di orgoglio e determinazione – spiega Alfonso Bianchi responsabile Comunicazione della Planet Basket – Credo che, con il nuovo logo, riusciamo a sintetiz-

zare l’attaccamento alla nostra storia, alle nostre origini, ad un senso di forte modernità e innovazione”. Tra i tifosi il nuovo simbolo è stato particolarmente apprezzato, e si attende come sarà la nuova livrea giallorossa. “Abbiamo voluto dare un segnale della nuova gestione – spiega il presidente Felice Saladini – modificando anche il nostro stemma, è un modo per segnare la partenza del nuovo progetto, che vuole esprimere sempre grinta, determinazione, innovazione e dinamicità.”

Lo sport cittadino fa sistema

Saladini e Cosentino uniti per lo sport Catanzarese Il Catanzaro Calcio e Planet Basket Catanzaro in partnership per la campagna abbonamenti "In momenti così complessi - ha affermato Felice Saladini (nella foto) presidente della Planet Basket Catanzaro - è importante essere uniti e fare sistema, a tutti i livelli, anche nello sport. Per questo sono particolarmente entusiasta dell'accordo chiuso con Giuseppe Cosentino, per l'innovativa campagna abbonamenti che stiamo mettendo in piedi" Con queste parole, Saladini commenta la positiva accoglienza da parte del Catanzaro Calcio dell'idea di distribuire in partnership una parte del monte abbonamenti. prevede una serie di attività che cercheranno di promuovere lo spirito e la passione per i due sport "L'idea - continua Saladini - è che lo sport permette di veicolare l'orgoglio che i cittadini hanno per la loro città, accostare in qualche modo il basket e il

calcio cittadini,entrambi sport che riescono risvegliare grandi entusiasmi, è un modo per far vivere alle persone il massimo dell'energia che la nostra città vuole esprimere all'esterno. Per questo, insieme al presidente Cosentino, abbiamo dato incarico ai nostri responsabili marketing di trovare iniziative volte a questo obiettivo." Tra le iniziative spicca l'idea di una distribuzione congiunta, senza costi aggiuntivi degli abbonamenti per il Catanzaro Calcio e La Planet Basket Catanzaro. I primi 500 nuovi abbonati del campionato calcistico, avranno la possibilità di seguire anche gli eventi casalinghi del basket. Sarà possibile acquistare gli abbonamenti attraverso la tradizionale struttura del Catanzaro Calcio, allo stadio, dalle.... alle...; al Palagiovino dalle 18:00 alle 20:00 e nel resto della rete distributiva presente in città.

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Calcio a 5

Le società calabresi pronte per la nuova stagione Intervista al D.G. dell’Atletico Catanzaro Piero Nisticò Direttore Nisticò, in virtù della Sua enorme esperienza nel Calcio a cinque, cosa ne pensa del nostro movimento regionale in questo momento? Credo che sia un grande risultato la presentazione al campionato Nazionale di serie B di ben 4 squadre in rappresentanza della nostra regione. Ritengo che tale risultato sia frutto del sacrificio, della professionalità e, soprattutto, della perseveranza di vecchi e nuovi personaggi di questo nostro meraviglioso movimento. Al campionato regionale l’arduo compito di migliorare questo risultato, consegnando, a fine stagione, altre squadre in grado di aumentare, rimanendo competitive, il numero delle partecipanti ai campionati nazionali: personalmente penso che solo la partecipazione agli stessi, possa rappresentare, se ben affrontati, il volano per la vera crescita della disciplina. Lei crede che le Società Calabresi siano pronte a questa importante e difficile stagione? Non avendo gli elementi per poter parlare con sicurezza di convinzione, al momento posso esprimere solo una speranza ed un augurio; di certo l’entusiasmo è tanto ed uguale in ognuno delle partecipanti. Bisognerà saperlo conservare anche di fronte alle inevitabili difficoltà logistiche, economiche ed ai possibili risultati non esaltanti: una volta partiti bisognerà andare avanti, in ogni modo, perché tornare una rinuncia implicherebbe il declino dell’intero movimento. I Tecnici calabresi..che grado di preparazione hanno secondo Lei? Tra i tecnici calabresi abilitati, ritengo che molti di loro non abbiano, per preparazione, esperienze ed entusiasmo, niente da invidiare a tanti loro celebrati colleghi di altre regioni. Spetterà soprattutto alle Società che parteciperanno al Nazionale scegliere esclusivamente tecnici, preferibilmente, qualificati e preparati. A loro, infatti, spetterà l’arduo compito di far crescere il tasso tecnico e tattico del gioco e, soprattutto, inculcare una mentalità “professionale” del lavoro. In qualità di Direttore generale di un’importante società del panorama regionale ..come pensa sia collocato il nostro movimento del Calcio a 5 in relazione al resto d’Italia?

Attualmente il Calcio a 5 calabrese è attraversa un momento di profondo cambiamento, sia per scelte gestionali, sia per un inevitabile rinnovo anagrafico. Il compito affidato al Tecnico della rappresentativa regionale, Andrea Tulino, non è per niente facile, ma di sicuro lo porterà avanti con grande serietà e professionalità. Dovrà essere supportato dalle le società che, necessariamente devono comprendere la grande importanza che ricopre il tecnico a cui viene affidato il settore giovanile, che dovrà essere capace di scovare, plasmare e consegnare alla propria società, al movimento e al tecnico regionale, tanti nuovi gioiellini pronti ad esplodere in un prossimo futuro, capaci di competere con i pari età delle regioni più evolute nella disciplina. Ci dica una previsione positiva per il futuro di questo Sport e un difetto che ancora ci portiamo dietro nel Movimento. La previsione positiva si interseca con un difetto: bisogna essere più preparati ad essere dirigenti, tecnici, atleti, pubblico di una disciplina diversa dal calcio a 11. Bisogna assolutamente lasciare a casa i provincialismi, gli isterismi i comportamenti da torneo del bar sotto casa. Le problematiche esistono e saranno sempre più numerose, ma dovranno essere affrontate nelle sedi competenti e con un respiro regionale, guardando all’interesse generale e non al proprio orticello. Un augurio alla sua ed a tutte le società calabresi… Quando ricoprivo la carica di Direttore generale nella società Catanzaro calcio a cinque ho sempre guardato con grandissimo interesse il comportamento, le evoluzioni e i piccoli successi di questa società, che oggi mi sento onorato di rappresentare, che ha saputo mantenersi per lungo tempo a buoni livelli, senza esaltanti picchi, ma anche senza “rumorosi tonfi”. Questo, grazie alla serietà dei rapporti, alla grande disponibilità, ai sacrifici, all’entusiasmo di tutte le sue componenti: atleti, tecnici, dirigenti. Spero, con il mio aiuto, possa ottenere risultati ancora più soddisfacenti. A tutte le altre società, dell’intero territorio regionale, va il mio augurio di buon lavoro, nella certezza che ognuna di esse sia consapevole di essere parte integrante ed attiva del grande processo di crescita del calcio a 5 calabrese. Toni Rotundo 31



Catanzaro vs Neapolis