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dell’A.N.VV.F. La Voce SEZIONE DEL DIPARTIMENTO

ANNO I • NUMERO 2

www.anvvf.com • dipartimento@anvvf.it

NOVEMBRE 2012

Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale - Sezione Dipartimentale - presso l’Ufficio del Referente per i rapporti con l’Associazione: Via Sorianello, 1 - 00178 Roma INFORMAZIONE • COPIE GRATUITE PER I SOCI

A cura del Presidente, Vincenzo D’Angelo

La Banda Musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

L

a banda musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nasce con l’istituzione del Corpo, avvenuta nel 1939. Con la confusione e lo sbandamento verificatosi nell’immediato dopoguerra, e la prioritaria necessità di ricostituire operativamente il Corpo, sia sotto l’aspetto della dotazione dei mezzi, che delle sedi di servizio, questa esigenza tracolla, a ben ragione, in una necessità ultra secondaria, anche alla luce di evitare faraoniche manifestazioni, che potrebbero avere una lontana reminescenza, con il precedente regime. Quindi sino al 13 Ottobre 1950, anno in cui entra in vigore la legge n. 913 la quale sancisce, che a domanda, i giovani chiamati alle armi possono assolvere il servizio militare di leva nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, si avverte la necessità di avere una banda musicale propria. I vigili del fuoco dispongono così di una loro fanfara che suona in occasione dei giuramenti di fedeltà alla Repubblica Italiana da parte degli Allievi Vigili Volontari Ausiliari, Dopo anni di alti e bassi, in occasione dei festeggiamenti organizzati per il giuramento degli AVVA del 100° corso avvenuto il 29 Novembre 1984, che il Comandante delle Scuole Centrali Antincendi (Dott.

Ing. Antonio Litterio) dava incarico al Capo della Segreteria (Uff. Vincenzo D’Angelo) di ricostituire la banda musicale, ma con il vincolo che nessun onere doveva gravare all’amministrazione. Di comune concerto con il Comando scaturì un’idea che aveva del miracoloso, si pensò di inviare a tutti i Comandi distribuiti su tutto il territorio nazionale una comunicazione, ove si illustrava la situazione, pertanto si suggeriva di sentire il proprio personale se c’erano dei volontari che suonavano strumenti musicali, e di quale tipo, quindi inviarne comunicazione. La richiesta anche alla luce dell’importante avvenimento in corso, ebbe una notevole adesione, e quindi si passò immediatamente ai fatti. Sotto la direzione del maestro C.Sq. Giovanni De Cintio si iniziò una rigorosa selezione, seguita da un martellante periodo di prove. Il tempo era ristretto e si doveva fare bella figura. Solo adottando il sistema sopra descritto si poteva centrare l’obiettivo. Nel giorno della manifestazione il successo riscosso dalla banda musicale fu notevole, al punto che i vertici dell’amministrazione decisero per sempre di fruire della propria banda, appena ricostituita. Nel tempo la banda si è modificata, è cresciuta


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qualitativamente, quindi si è migliorata, tant’è che attualmente è composta da oltre novantasei esecutori. Questa si esibisce nelle cerimonie ufficiali e non, che riguardano il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. L’elevato livello artistico raggiunto negli ultimi anni contribuisce a diffondere l’immagine del corpo ed a rappresentarlo degnamente in occasioni di manifestazioni pubbliche, sfilate, concerti, riscuotendo unanime apprezzamento dalla critica e un grande successo di pubblico. Le sue esibizioni, sia nei più celebri teatri italiani, che nelle piazze italiane, sono particolarmente apprezzate.Il repertorio comprende, oltre alle tradizionali marce militari, anche brani originali e trascrizioni di musica classica e contemporanea. L’alto profilo artistico delle sue interpretazioni e la qualità dei programmi proposti la qualificano tra le migliori bande a livello nazionale ed internazionale. Grandi compositori hanno scritto per questa formazione: ricordiamo il grande maestro Riccardo Zandonai il quale nel 1939 ebbe l’incarico di scrivere l’inno ufficiale dei Vigili del Fuoco. Dal 2000 direttore della banda musicale è il maestro direttore Donato Di Martile. Diplomato in corno presso il conservatorio “l. D’Annunzio” di Pescara con il maestro Fiorangelo Orsini. Il maestro Di Martile svolge un’intensa attività concertistica con le più importanti istituzioni musicali italiane. Numerosi sono i concerti tenuti all’estero in paesi quali: Australia, Canada, USA, Ecuador, Malesia, Francia, Belgio, Spagna, Ungheria, Slovenia, etc.. Ha conseguito il diploma di “direzione di banda” al corso di perfezionamento presso l’accademia musicale pescarese con il maestro Fulvio Creux. Nell’anno accademico 2005-06 ha conseguito il

diploma accademico di secondo livello in “discipline musicali” presso il conservatorio “l. D’Annunzio” di Pescara. Gia componente della banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dal 1994, ne ha preso la direzione della stessa nel 2000, succedendo al maestro Antonio Barbagallo, attuale direttore della banda Centrale della Marina Militare Italiana. Nel 2000 in occasione del giubileo ha suonato in Piazza San Pietro alla presenza di Sua Santità Giovanni Paolo II. Nel 2007 in occasione della festività di S. Barbara ha eseguito nell’interno della caserma della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, alla presenza del Presidente del Governatorato Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Giovanni Layolo, tutti brani musicali della cerimonia. La banda quando si ricostituisce ha la propria sede logistica nell’interno del Comando delle Scuole Centrali Antincendi ove dispone di: una sala musica per le prove musicali; un ufficio per l’assolvimento dei servizi amministrativi; un pulmann di 57 posti per lo spostamento del personale; un autocarro con piano ascensore per il trasporto degli strumenti musicali e l’abbigliamento bandistico. Attuale coordinatore logistico della banda musicale è l’Ufficiale Andrea Soffritti, che ha sostituito l’Ufficiale Vincenzo D’Angelo, ora a riposo per raggiunti limiti d’età, dopo essersi tanto prodigato per ventisei anni per la buona immagine della banda musicale. Tra i soci di questa Sezione è presente l’ex C.R. Antonio Clemente (strumentista di Sax Baritono) che dal 1984, momento della ricostituzione ha fatto parte della Banda sino alla data del suo pensionamento. 2


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OPERAZIONE SHINGLE I Vigili del Fuoco c’erano? di Alessandro Mella

Premessa

N

di una serie di errori strategici degli Alleati, il Maresciallo Kesselring, ebbe tutto il tempo di organizzare la resistenza tedesca. Il consolidamento della testa di ponte dell’Asse inchiodò gli inglesi e gli americani per moltissime settimane, al punto che i 50 km che dividono Anzio da Roma furono percorsi e conquistati faticosamente in ben 4 mesi. Gli alleati vi persero ben 42.000 uomini contro i 25.000 dei tedeschi e quello che doveva essere un colpo di mano audace ed ardito divenne una vera e propria campagna militare, al punto che lo sbarco, l’Operazione Shingle, passò poi alla storia come “Battaglia di Anzio” per via dei numerosi scontri e combattimenti che precedettero l’ingresso degli angloamericani a Roma il 4 Giugno 1944.

“Avevo sperato di lanciare sulla spiaggia di Anzio un gatto selvatico, mentre invece mi ritrovo sulla riva con una balena arenata!” Winston Churchill

el Dicembre del 1943, Churchill e Roosevelt si erano incontrati per fare il punto della situazione del conflitto in corso. Tra i tanti punti all’ordine del giorno ci fu l’ideazione di uno sbarco in Italia allo scopo di alleggerire la pressione esercitata dal nemico sui reparti impegnati a sfondare la linea Gustav per puntare verso Roma, in quel momento ancora occupata dalla armate germaniche. L’idea, suggerita proprio dal Primo Ministro britannico, parve trovare gelida accoglienza tra le gerarchie militari come conferma un appunto del Gen. Lucas, a capo delle operazioni, relativo proprio al ruolo di Churchill nella vicenda: « L'intera faccenda puzza di Gallipoli, ed evidentemente sulla panchina dell'allenatore c'è sempre lo stesso dilettante »

I Vigili del Fuoco e l’Operazione Shingle

Ed è noto che nel 1918 i nemici degli inglesi, gli ottomani, ebbero la meglio. Tuttavia l’operazione scattò il 22 Gennaio 1944 quando, alle 02.45, le truppe angloamericane misero piede sulle coste laziali. Tuttavia, com’è noto, l’operazione non ebbe gli esiti sperati poiché, anche causa

Avevo sentito varie volte parlare di una presenza dei Vigili del Fuoco italiani in quel delicato contesto, ma ne trovai una sola traccia nell’autorevole volume “Oltre il fuoco”, pubblicato nel 1991.. Nel libro, l’autore, l’Ing. Nicola Colangelo, narrava di come le autorità del Governo Militare Alleato avessero avuto la falsa notizia che i servizi antincendi nei territori occupati fossero inefficienti ed inattivi. Fu per questo motivo che si scelse del personale del 54° Corpo Vigili del Fuoco “Napoli” per costituire un reparto speciale da impiegarsi al seguito delle armate angloamericane. Aggregati a reparti secondari della V Armata, gli uomini, al comando dell’Ing. Sinigaglia, furono imbarcati su una tipica nave da carico classe “Liberty” e, in vista dell’avanzata verso Roma, sbarcati nel Maggio del 1944 dietro Carri armati Sherman sbarcano ad Anzio nel 1944.

3 (segue a pag. 4)


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Due scatti fotografici

Le due fotografie che molto probabilmente ritraggono alcuni Vigili della Colonna AMG a Napoli poco prima della partenza (Collezione F. Calù)

Una nave della classe Liberty simile a quella utilizzata per il trasporto dei Vigili del Fuoco. Questo tipo di imbarcazione fu prodotto in numerosi esemplari che operarono su tutti i fronti nel corso del conflitto

alle linee di combattimento. Grande sorpresa ebbero giungendo nella Capitale, non senza incontrare il fuoco nemico, quando scoprirono che malgrado le difficoltà e le ruberie d’automezzi da parte dei tedeschi in fuga dalla città, il Corpo di Roma era perfettamente in grado di soccorrere la popolazione. Fu forse per questo motivo che la colonna non si fermò a Roma ma, come riporta il libro citato, proseguì, insieme ai reparti antincendio del Genio del Corpo Italiano di Liberazione, al seguito dei reparti inglesi ed americani fino a Bologna, nel corso della loro lunga, ma vittoriosa “Campagna d’Italia”.

Per molto tempo non avevo dato molto spazio a queste vicende, proprio perché mi mancavano riferimenti precisi sulla faccenda che avrebbe meritato, ed indubbiamente merita, un approfondimento qualora un domani documenti e notizie su questa pagina di storia piuttosto affascinante venissero a galla. Tuttavia, tornai a pensarci e decisi di dedicarvi un breve articolo per merito di due scatti fotografici recentemente scoperti e che, molto probabilmente, ritraggono dei vigili di quel reparto. Innanzitutto, a giudicare dalla poca marzialità e del disordine nelle divise delle persone ritratte, le cui cravatte non erano uniformi ed i baveri delle camicie erano portati sopra il colletto della giubba, ritenni di poter collocare quelle immagini dopo il 1943. Precedentemente, tali pratiche erano infatti punite severamente. Le giacche erano delle modello 1940 con i bottoni di frutto e le fiammette senza fascio littorio usate dal Settembre 1943 in poi. Ma colpiva l’uso del basco in capo alle persone ritratte. Ovviamente non si trattava di militi del Battaglione Santa Barbara, sciolto molti mesi prima, e, dato l’abbigliamento, nemmeno di personale del servizio portuale. Eppure il basco suggeriva un impiego in mare, proprio come i casi già citati. Ad eccezione dei paracadutisti, l’uso del basco in Italia era prerogativa dei reparti “da sbarco”, d’impiego “anfibio” o, comunque, marittimo. L’aspetto di quegli uomini era particolare e suggeriva che la foto fosse stata scattata molto avanti rispetto all’inizio del conflitto. I volti, poi, sembravano avere tratti somatici

Soldati delle Wehrmacht presi prigionieri di guerra nel corso dei combattimenti sul litorale laziale

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partenopea! Un altro tassello andava al suo posto.

simili a quelli molto diffusi nell’Italia meridionale. Iniziai a chiedermi se potessero essere i componenti di quel reparto che sbarcò ad Anzio proprio nel 1944. Date, particolari e dettagli potevano davvero sposare quella possibilità. Difficile avere la certezza assoluta, ma un ulteriore elemento di sostegno a questa tesi venne da un amico napoletano che, dopo aver visto le due foto della collezione di Fabio Calò, mi dette una notizia. Secondo Luigi Castiello, infatti, le foto erano state scattate a Napoli, nel quartiere Chiaia, presso la Scuola Carlo Poerio, che egli ben conosce e che ospitò spesso i reparti dei Vigili del Fuoco nel periodo bellico e con ogni probabilità anche la Centuria del Battaglione Santa Barbara destinata di rinforzo a Napoli nel 1942. Giova ricordare che la colonna era stata creata dell’Allied Military Government proprio nella splendida città

Conclusioni Il ritrovamento delle fotografie oggetto di questo studio non basta certamente a chiarire al meglio l’affascinante vicenda che vedrebbe i pompieri nuovamente protagonisti della grande storia di questo paese. Tuttavia, costituisce un grande passo avanti e va dato merito al libro del Comandante Colangelo di aver dato, molti anni fa, le prime timide notizie sulla vicenda. La storia ha sempre tante pagine da scoprire e forse questa troverà presto nuova luce man mano che particolari e dettagli potranno emergere dalle nebbie del tempo. L’autore desidera ringraziare Fabio Calò, Luigi Castiello e Marcello G. Novello.

PREVENZIONE L’inquinamento elettromagnetico di Raffaele Barbato

ha portato il fenomeno a livelli non più trascurabili. Dove sono: Non si vedono e non si sentono, ma sappiamo che sono un po’ dappertutto: sono le onde elettromagnetiche. Cosa sono? Sono pericolose per la salute o sono inoffensive? L’aspetto che spaventa di più è l’incertezza e i dubbi. Gli esperti ci dicono che non è facile dare una risposta rassicurante a queste domande, ma non è nemmeno il caso di abbandonarsi a facili allarmismi. Le conoscenze in questo campo sono in continua evoluzione, ma ci sono ancora molte ricerche da fare. A partire dagli ottanta sono nate numerose organizzazioni

INTRODUZIONE

I

nquinamento elettromagnetico o elettrosmog forma di inquinamento dovuto alla presenza indesiderata di radiazioni elettromagnetiche nell’ambiente, prodotte da elettrodotti, dispositivi elettronici e impianti radiotrasmettitori, Da tempo era diffusa il sospetto che anche le radiazioni elettromagnetiche “non ionizzanti” potessero, in modo e misura non ancora ben determinati,influire negativamente sui sistemi viventi; l’attenzione a questa particolare forma di inquinamento,tuttavia, è cresciuta solo di recente, da quando lo sviluppo tecnologico delle telecomunicazioni 5


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per le telecomunicazione, linee ad alta tensione, antenne radiofoniche e televisive, e all’uso sempre crescente di elettrodomestici e apparecchi elettrici. Ogni onda elettromagnetica è caratterizzata da una particolare frequenza che si misura in Hertz. Nelle frequenze più basse ( intorno ai 50 Hz) troviamo le onde emesse dalle linee ad alta tensione. A frequenze superiori si trovano le onde radio, ovvero quelle emesse dai cellulari ( 900 o 1800 Mhz). A frequenze ancora superiori, si trova la luce, i raggi ultravioletti e i raggi X. Più la frequenza è elevata, più aumenta la quantità di energia trasportata dall’onda e quindi la sua capacità di penetrazione nei materiali. Alle onde elettromagnetiche sono stati attribuiti vari effetti di diversa entità, ma non si è ancora giunti ad alcune certezze scientifiche. COSA DICONO LE NORMATIVE In Italia, il 14 febbraio 2001 è entrata in vigore la legge sull’elettrosmog. In accordo con le normative europea del 1999, la legge conferma i limiti di indensità indicati nel precedente ministeriale (N.381/98) e riporta la mappa dei siti non a norma distribuiti sul suolo nazionale. Tali limiti sono, per i campi di bassa frequenza (ELF, 50 Hz) Extremely low frequency, di 5 KV/m per il campo elettrico e di 0,1 mT per il campo magnetico; in termini di distanza dalle fontiemissive, la legge raccomanda che non vengono costruiti edifici abitativi a meno di 10 metri da linee con potenza inferiore a 150 KV, a meno di 18 metri da linee a 220 KV e a meno di 28metri da linee a 380 KV. Per quanto riguarda le alte frequenze (RF) Radio Frequency, per le quali non si conoscono ancora con certezza gli effetti sulla salute, sono stati fissati dei limiti a scopo cautelativo: per le onde di frequenza comprese tra 0,1 e 3 Mhz, un’intensità di 60 V/m (volt/metro) per il campo elettrico e di 0,2 A/m (Ampere/metro) per il campo magnetico; di 20V/m e di 0,05 A/m per le frequenze comprese tra 3 e 3000 MHz e , infine, di 40 V/m e di 0,1 A/m per le frequenze comprese tra 3 e 300 GHz.

che, a vario titolo, si adoperano per incoraggiare la ricerca scientifica e stabilire la fondatezza o meno del problema “inquinamento elettromagnetico”, in particolare, nel 1996 è stato istituito l’Intenazional EMF Project (Internazional electroMagnetic Field Project), l’ente che si occupa di elettrosmog a livello internazionale, per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, l’attenzione all’inquinamento elettromagnetico è stata tradotta in legge nel febbraio 2001; la norma approvata dalla Camera impone misure restrittive in materia, in accordo con le raccomandazioni della Comunità Europea. Tutti gli apparecchi elettrici producono campi elettromagnetici: Alcuni apparecchi di uso quotidiano come ad esempio i telefoni cellulari, i cordless, emettono onde ad alta frequenza. Questi apparecchi danno luogo ad esposizioni spesso localizzate, che coinvolgono zone molto delicate del nostro organismo, come la testa durante l’impiego di telefoni cellulari. In realtà, l’uomo è sempre stato circondato da campi magnetici naturali. Negli ultimi decenni, però, le fonti artificiali di onde elettromagnetiche si sono moltiplicate, anche grazie al continuo sviluppo della rete

CONCLUSIONI Nell’incertezza e nei dubbi sulla pericolosità dell’intensità dei campi elettromagnetici è bene prendere alcune precauzioni ipotizzando che il rischio sia reale. 6


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CURIOSITÀ a cura di Raffaele Barbato COSE CHE (FORSE NON LO SAPEVI) IL CELLULARE POTREBBE FARE Ci sono alcune cose che possono essere fatte in caso di gravi emergenze. Il cellulare può effettivamente essere un salvavita o un utile strumento per la sopravvivenza. Controlla le cose che puoi fare. Hai chiuso le chiavi in macchina? La tua auto ha l’apertura/chiusura con telecomando? Questa funzionalità può risultare utile un giorno. Una buona ragione per avere un telefono cellulare: se chiudi le chiavi in auto e quelle di ricambio sono a casa, chiama qualcuno a casa sul cellulare dal tuo cellulare. Tenendo il tuo cellulare a circa 30 cm. dalla portiera, dì alla persona a casa di premere il pulsante di sblocco, tenendolo vicino al suo cellulare. La tua auto si aprirà. Così si evita che qualcuno debba portarti le chiavi. La distanza è ininfluente. Potresti essere a centinaia di km. e se è possibile raggiungere qualcuno che ha l'altro telecomando per la tua auto, è possibile sbloccare le porte (o il baule). Lo abbiamo provato e abbiamo aperto l’auto con un cellulare!

Ecco alcune principali precauzioni che gli esperti suggeriscono: • Usate l’auricolare: l’intensità diminuisce al crescere della distanza dal telefono. • Al cellulare fate conversazioni brevi, limitate le telefonate quando la ricezione è difficile: è quello il momento in cui l’apparecchio deve emettere segnali più potenti per mantenere il contatto con la rete. • Estraete l’antenna del telefono se è estraibile. • Se avete un Kit-auto con antenna all’esterno dell’abitacolo, non avete problemi di esposizioni. Ricordate, però, che parlando al telefono, rischiate di distrarvi dalla guida. • Anche i cordless vanno usati con cautela, la loro potenza è in media da 10 a 100 volte inferiore a quella del cellulare, ma è anche vero che se ne fa un uso maggiore. • Persone con stimolatori cardiaci e altri impianti elettronici ( per esempio protesi acustiche ) dovrebbero mantenere una distanza di almeno 30 cm. Tra l’apparecchio e il telefonino. • I portatori di pace-maker, per esempio, non dovrebbero tenere il telefonino nella tasca interna della giacca , meglio appenderlo alla cintura. • Non abituate i bambini all’uso del cellulare. In attesa, di più approfondite ricerche alla risoluzione delle problematiche da parte di tutti gli esperti del settore la parola d’ordine è: prevenire è meglio che curare.

Riserva nascosta della batteria Immagina che la batteria del telefono sia molto bassa. Per attivare, premere i tasti *3370# Il cellulare ripartirà con questa riserva e il display visualizzerà un aumento del 5% in batteria. Questa riserva sarà ripristinata alla prossima ricarica del tuo cellulare. 7


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DIARIO a cura del Presidente Vincenzo D’Angelo

A TUTTE LE SEZIONI

• QUESTA ASSOCIAZIONE dei Vigili del Fuoco, Sezione del Dipartimento ha partecipato Domenica 20 Maggio c.a. alla Maratona "Race for the cure" organizzata dalla Komen Italia , Onlus mondiale che svolge un ruolo primario per la diagnosi precoce del tumore al seno e che ha visto la partecipazione di più 50.000 persone oltre che numerose autorità. Con l'occasione sono state gettate le basi per l'individuazione dell'Associazione VV.F. quale "Punto di iscrizione" allo scopo di svolgere un opera di sensibilizzazione per tutte coloro che vogliono sostenere la lotta ai tumori del seno mediante la prevenzione. I Soci interessati ad avere informazioni relativamente alle attività in corso circa la promozione della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori al seno, potranno rivolgersi al nostro socio Sig. Paolo Moschetti inviando una mail a: p.moschetti@prosinc.it oppure rivolgendosi direttamente in Sezione.

a cura del Presidente Vincenzo D’Angelo La Direzione Centrale per la Formazione è venuta nella determinazione di integrare quanto già disponibile presso il Centro Nazionale di Documentazione con una raccolta di tutte le opere e la documentazione reperibili e inerenti la storia dell’istituzione antincendi in Italia, in modo da renderne possibile la consultazione oltre che al personale del Corpo anche a studiosi e ricercatori esterni. È una iniziativa di grande valore sia sul piano storiografico che di quello di servizio reso alla comunità, per la quale questa Sezione ha offerto tutta la sua collaborazione sia ai fini della raccolta che della gestione della documentazione, in linea con le finalità dell’Associazione. In relazione a quanto sopra si invitano tutte le Sezioni ed anche i singoli Soci che siano in possesso di pubblicazioni, documenti ed atti di interesse storico, riguardanti non solo il Corpo Nazionale ma anche i Corpi Pompieri e le precedenti istituzioni antincendi delle loro città, a voler dare il loro contributo, inviandone copia (anche fotostatica) a questa Sezione in modo da permettere l’avvio dell’iniziativa con il contributo corale dell’Associazione, in tutte le sue componenti. Il materiale dovrà essere inviato a: Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale - Sezione Dipartimentale c/o Scuole Centrali Antincendi - Piazza Scilla, 2 - 00178 Roma

• IL GIORNO 24 MAGGIO U.S. si sono svolti presso la sede di Via Sorianello gli esami relativi al corso basico di computer iniziato nel mese di Marzo, lo stesso è stato tenuto dal socio Paolo Moschetti, con la collaborazione di un tecnico esterno qualificato in tale settore. Al termine del corso sono stati consegnati dallo scrivente gli attestati di partecipazione. L’iniziativa ha suscitato notevole apprezzamento da parte dei frequentatori che hanno espresso l’interesse a partecipare a successive fasi, mentre altri soci, visti gli esiti,si sono mostrati interessati a frequentare la prima fase. Visto l’interesse suscitato il Presidente ha disposto l’attivazione di altre sessioni del corso che, come noto, si svolgeranno ogni Martedì e Giovedì dalle ore 10,00 alle ore 12,00. Con l’occasione, anche a nome di tutti i soci, si vuole ringraziare il socio Paolo Moschetti, che con il suo operato ha dato il suo contributo alla crescita culturale di questa sezione. Purtroppo la nostra generazione ha vissuto un epoca in cui la tecnologia si è mantenuta per diversi anni ad un livello pressoché stazionario, solo in questi ultimi venti anni si è avuta una crescita informatica a dismisura tale da essere posta alla portata di tutti. Quindi in virtù di una serie di componenti ci troviamo tagliati fuori dal mondo attuale. Non dobbiamo chiuderci in noi stessi, bensì ci dobbiamo trovare al passo con i tempi, quindi con l’attuale sistema di lavorare e dialogare, altrimenti ci auto escludiamo dal mondo in cui viviamo, e per nostra scelta vivremo sempre più isolati sino aggiungere la solitudine. Auguro a tutti i Soci di aver fatto buone vacanze e abbiano raggiunto i luoghi di villeggiatura facendo uso del navigatore satellitare, perché le carte stradali cominciano a trovarsi sempre con maggiore difficoltà in quando vengono stampate sempre meno

La Voce dell’A.N.VV.F. - SEZIONE DEL DIPARTIMENTO Ufficio del Presidente tel. 06 716362252 / Ufficio Segreteria tel. 06 716362337 Hanno collaborato: Vincenzo D’Angelo, Raffaele Barbato, Natale Stella, Antonio Pacini, Alessandro Mella, Enzo Manunta Barone Grafica e stampa: Servizio Documentazione e Relazioni Pubbliche 8

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La Voce - Giornalino della Sezione Dipartimentale - anno I n. 2

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