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Significativo intervento a favore della partecipazione e della trasparenza operativa

Il grande valore della pratica della democrazia Il Presidente Nazionale Gianni Andreanelli In questi mesi estivi di caldo torrido che ormai ci ha lasciato, l’Associazione sotto l’incalzare dei problemi non ha visto momenti di pausa nella sua attività, una attività rivolta in particolare a recuperare, nel solco delle decisioni assunte dalla Conferenza di Organizzazione, un dialogo positivo con l’Amministrazione per far ripartire nel territorio quella comune progettualità, che qualifica il fare dell’Associazione e al tempo stesso, estremamente utile al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. E’ ancora presto per poter dire se questo lavoro produrrà qualche positivo mutamento, ma di sicuro sembra che qualcosa si stia muovendo, vedremo nelle prossime settimane se così sarà, perché al momento sono solo sensazioni, se pur suffragate dall’impegno strappato tra mille difficoltà ai massimi Dirigenti del Dipartimento e del Corpo Nazionale, di inviare alla Dirigenza territoriale del Corpo direttive finalizzate alla gestione e al rilancio della diverse attività previste nella Convenzione di Cortina, prima tra le quali, l’organizzazione della Collaborazione del supporto logistico nelle emergenze derivate dalle calamità. L’editoriale, dopo questo breve e doveroso inciso, si propone di affrontare un tema di grande valenza per il futuro dell’Associazione, il tema è quello della democrazia e della partecipazione, esso appassiona e riscalda gli animi, forse più del dovuto, ma è giusto che sia così. Questi non sono aspetti

secondari per la vita di una Associazione come la nostra, che sta crescendo di anno in anno, che manifesta una ricchezza di idee, che

promuove una mole considerevole di attività e che si è posto come obiettivo primario di rinnovare gli strumenti operativi di sostegno al proprio fare, non può e non deve ignorare il tema del rapporto stretto che deve esistere tra le modalità di lavoro dei gruppi Dirigenti, lo sviluppo per certi versi inarrestabile delle attività progettuali e il come si costruisce e si determina il grado di condivisione e di partecipazione intorno alle scelte da farsi. Tutto ciò richiede: rinnovamento, velocizzazione dei tempi delle decisioni da parte dei gruppi Dirigenti, maggiore considerazione delle norme statutarie e del loro valore,una maggiore e continua collaborazione e coesione tra le strutture Nazionali (Direzione e Consiglio) ed infine la ricerca di più appropriati strumenti per favorire la partecipazione maggiore e un coinvolgimento delle Sezioni nella vita e nelle scelte operative del Sodalizio. Penso che questa sia la strada maestra da percorrere con determinazione e quindi è importante far crescere in tutti noi la consapevolezza di questa necessaria svolta, pena l’andare incontro ad una seria crisi di crescita, che va assolutamente evitata, anche per le conseguenze negative che potrebbero riversarsi nei rapporti tra le diverse strutture e più in generale sulla attività associativa. Nella Conferenze Regionali di Organizzazione e in quella Nazionale si è seriamente iniziato a ragionare su tale

tema e questo è sicuramente un fatto positivo, ma non bisogna fermarsi qui, perche è emerso un dibattito, certo più consapevole rispetto alla partita da giocare sul

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campo, ma ancora non sufficientemente posizionato e quindi dobbiamo avere la capacità di recuperare in

idea e quella terminale della sua approvazione, c’è tutto un lavoro che le Sezioni dovrebbero sviluppare, non solo all’interno dei propri

tutti i suoi settori una visione di Governo più complessiva all’interno del campo da gioco. Non si tratta di venir meno al rispetto dei ruoli che lo Statuto assegna ai vari organismi o di sposare pratiche populiste e demagogiche fuori dalle nostre tradizioni, ma di favorire la comunicabilità nelle scelte tra le diverse strutture e questo deve avvenire, sia nella fase di elaborazione delle proposte, che in quella della loro approvazione, perché solo così il grado della condivisione potrà essere elevato e potrà dare una convincente e rassicurante risposta alla domanda di democrazia, partecipazione e trasparenza intorno alle decisioni da prendere. Da questo punto di vista credo che una sola riunione all’anno del Consiglio Nazionale non sia più sufficiente, perché i problemi sono in continua evoluzione e in alcuni casi difficilmente possono essere rinviati da un anno all’altro, quindi se si vuole, come è giusto che sia, un coinvolgimento più continuativo del Consiglio, bisognerà pensare seriamente, qualora servissero, ad almeno due riunioni annue, o in alternativa, costituire commissioni tecniche sui singoli argomenti da affrontare, che di volta in volta possono essere convocate dalla Direzione per socializzare gli argomenti e per concertare le linee guida di lavoro. Vorrei ancora aggiungere un altro tassello per completare il quadro, riguarda i gruppi

Comitati Direttivi, ma anche nel rapporto con le assemblee dei Soci, per discutere ed approfondire gli argomenti, cosa necessaria per dare un fattivo contributo alla definizione degli orientamenti Nazionali e per contribuire a parlare tra centro e territorio la stessa lingua. Su questo terreno è evidente che diventa determinante il ruolo dei Presidenti di Sezione e dei Coordinatori Regionali, per sfuggire anche ai rischi di logiche burocratiche e ripetitive e per contribuire all’accentuazione del dinamismo operativo e all’innalzamento dei livelli della partecipazione attiva della nostra Gente. E’ arrivato quindi il momento di affrontare con la dovuta determinazione questo tema, che dovrà, a mio avviso, essere al centro del dibattito da svilupparsi anche nel prossimo Congresso Nazionale, una discussione tale da permettere il coinvolgimento dell’intero Sodalizio, senza drammatizzazioni o pensieri rivolti a impossibili scorciatoie, perché di fronte alla grandezza del tema e della complessità delle decisioni da assumere, servirebbero a poco. Penso infine che il Consiglio Nazionale, che sarà convocato per il prossimo metà ottobre, dovrà, tra le altre cose importanti da discutere, proseguire questo dibattito finalizzato, in una fase importante e delicata dell’ evoluzione dell’Associazione, a rafforzare l’unità del Sodalizio, nonché la pratica della democrazia, della partecipazione e della trasparenza operativa, poiché tutti questi elementi sono fondamentali per affrontare le sfide che ci attendono nel prossimo futuro.

dirigenti territoriali del Sodalizio, che tra la fase della costruzione di una

Periodico edito da Associazione Vigili del Fuoco - Onlus Sezione di Arezzo arezzo@anvvf.it Sede: Via degli Accolti, 35 Arezzo Tel. 0575. 295625


Il piazzale di Arezzo n. 3 / 2013  

Uscito il nuovo numero del giornalino della sezione di ANVVF di Arezzo : Il Piazzale n. 3 del 2013

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