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‘Pompieri sempre’ “Firmissima inter pares amicitia, (tra i pari l’amicizia è estremamente salda)”: è questo il motto dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco, una realtà diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, forte di migliaia di iscritti. Come spesso avviene per i volontari che lavorano ogni giorno nel ‘silenzio’ delle loro azioni, se ne parla poco, quasi la dedizione gratuita, il tempo e le energie di tante persone che hanno servito lo Stato e continuano a farlo, non retribuite, fosse qualcosa di scontato di Andrea Cionci

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l pompiere è una di quelle professioni dove occorre una vera vocazione, unita a qualità di coraggio e spirito di servizio che non scadono di certo con l’età pensionabile, ma che anzi si arricchiscono di esperienza e saggezza. Lo riscontriamo anche tra i membri dell’Associazione presieduta da circa tredici anni da Gianni Andreanelli, vigile del fuoco con trent’anni di carriera alle spalle (il massimo consentito dal regolamento), ex-sindacalista, giunto al suo quarto mandato di responsabile nazionale. Ecco quello che ci ha raccontato in occasione di una recente intervista. Presidente, quando è nata l’ANVVF e da chi è composta? L’Associazione è nata venti anni fa con lo scopo di mettere a disposizione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e della società civile le grandi risorse fornite dal personale non più in servizio. Oggi siamo in 14.000 iscritti, dei quali circa l’80% è costituito da pompieri in pensione e dai loro familiari.

Da poco più di un anno, l’Associazione ha accolto circa 200 vigili attualmente in servizio e recentemente è stata aperta la possibilità di iscriversi anche ai Vigili del fuoco ausiliari, (per intenderci quelli che hanno prestato il Servizio di leva o civile nel Corpo nazionale). Perfino i simGianni Andreanelli, responsabile nazionale ANVVF


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patizzanti possono partecipare alle attività, in un ruolo appena più defilato, ma che, per meriti o impegno speciali possono entrare a pieno titolo come membri dell’Associazione. Inizialmente, in Italia, vi erano molte piccole associazioni autonome di ex Vigili del fuoco, sparse su tutto il territorio italiano e a carattere essenzialmente comunale. Considerando la dispersione di energie che comportava tale situazione, si è iniziato un grande lavoro per accorpare queste realtà in un organismo comune fino a giungere al riconoscimento legislativo da parte del Corpo nazionale. L’associazione è oggi ramificata in tutto il territorio italiano con 100 sezioni provinciali. Quali sono le attività di cui vi occupate? I nostri compiti sono stati stabiliti soprattutto grazie a due convenzioni. La prima che abbia-

mo stipulato con il Corpo nazionale riguarda il nostro impegno per diffondere la cultura della sicurezza fra i più giovani. Il Ministero dell’Interno ha inserito la nostra associazione nel quadro di questo tipo di attività educative, che interessano soprattutto le scuole elementari e medie, ma anche, in misura leggermente minore, le scuole superiori. Veniamo impiegati anche per la sorveglianza delle scuole e per il sussidio nel trasporto dei disabili. La seconda convenzione prevede il nostro impiego in attività di collaborazione logistica con i Vigili del fuoco durante le emergenze. A fronte dell’esperienza che i VVFF in pensione hanno avuto – purtroppo - nelle molte calamità naturali che hanno colpito il Paese, come alluvioni e terremoti, i nostri volontari prestano la loro opera per quanto riguarda l’assistenza ai rifugiati, la gestione delle tendopoli e delle cu-

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19° raduno ANVVF all'Aquila

La Protezione civile ITALIANA

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Mensa ANVVF in una tendopoli in Emilia Romagna

cine da campo, consentendo in tal modo ai colleghi in servizio di concentrare le loro risorse sul soccorso vero e proprio. Si consideri un dato importante: per entrare nei VVFF occorre, fin L’intervento in occasione dell’alluvione dello scorso autunno alle Cinqueterre (SP)

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dall’inizio, avere un mestiere o un’abilità specifica: chi è idraulico, meccanico o fabbro ha una professionalità che gli consente anche come volontario di prestare opera utilissima, anche e soprattutto una volta in pensione. Pensiamo solo a quanto può essere utile, ad esempio, in una tendopoli, un cuoco, o un elettricista con esperienza pluridecennale!


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Immagini da Pompieropoli

Ci occupiamo, infine, di preservare la memoria del corpo, musealizzando mezzi ed equipaggiamenti dei VVFF di interesse storico, prestando servizio d’ordine per mostre ed eventi culturali, e in taluni casi organizzando anche dibattiti e convegni su personaggi degni di rilievo. Quella del pompiere è una delle professioni che hanno sempre colpito l’immaginario dei ragazzi. In che modo intervenite nel mondo scolastico e che accoglienza ricevete? I ragazzi sono sempre entusiasti quando i nostri volontari tengono nelle scuole lezioni, sia teoriche, che pratiche,

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Il servizio mensa organizzato all’Aquila dall’ANVVF


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sulla sicurezza. Dopo la lezione di teoria, che illustra ai ragazzi le più importanti misure precauzionali da tenersi a mente, (sia per la vita di tutti i giorni, che per quanto riguarda le calamità naturali come alluvioni o terremoti), si svolge una prova pratica. Viene organizzato un saggio ginnico, in cui i ragazzi si cimentano nelle stesse prove fisiche (ovviamente riadattate per la loro età) che affrontano i Vigili del fuoco nel loro addestramento; quindi, utilizzo delle scale, sia italiana che controventata, il salto nel cuscinotto e altri esercizi ginnici. I ragazzi sono svegli e normalmente, nel giro di 4-5 lezioni hanno raggiunto la loro autonomia. Per ogni classe consideriamo un totale di circa cinque lezioni all’anno, ma riusciamo a impartire queste lezioni, a turno, a migliaia di alunni. Possediamo anche diverse strutture ludico-addestrative, che abbiamo chiamato ‘Pompieropoli’. Si tratta di attrezzature trasportabili che consentono ai ragazzi di sperimentare una serie di giochi pompieristici. Abbiamo un tunnel per simulare il percorso in un luogo buio e denso di fumo, un percorso accidentato, vari tipi di scale e possediamo anche una struttura per simulare la discesa dal classico ‘palo’, che consentiva ai pompieri di scendere velocemente dai piani dei dormitori nelle caserme per montare sui mezzi (ndr, oggi, nelle nuove caserme i dormitori sono tutti a pian terreno).


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Le Pompieropoli si spostano di provincia in provincia e, per diversi giorni all’anno, mettono a disposizione questi giochi per i ragazzi e i loro genitori in molti comuni. Una manifestazione che ci viene molto richiesta dagli enti locali poiché registra sempre una grossa rispondenza da parte dei cittadini. Come siete equipaggiati, normalmente? La nostra uniforme è riconoscibile per il fatto che è il modello precedente a quella attualmente in servizio, con una sola banda gialla. In questo modo si sfruttano anche le giacenze delle vecchie uniformi. In caso di richiamo per emergenze e attività di diretta collaborazione col Corpo nazionale, veniamo equipaggiati dallo stesso anche con tutto il resto dell’equipaggiamento necessario: scarponcini, antipioggia eccetera.

Come vi sovvenzionate? A parte i fondi raccolti dalle quote associative, quando proponiamo progetti rivolti a enti locali specifici, riceviamo dagli stessi alcuni fondi, amministrati poi dall’Associazione, unicamente rivolti all’acquisto di attrezzature necessarie e al rimborso spese per gli spostamenti. Talvolta, ove necessario, anche al vitto dei volontari. Com’è organizzata la struttura gerarchica? Alla base abbiamo le sezioni, che sono autonome sia dal punto di vista finanziario che operativo, e rispondono ognuna delle proprie azioni. Poi vi è una direzione nazionale, composta da sette elementi, e un Consiglio nazionale, di 30 unità, comprensivo di un coordinatore per ogni regione (per garantire un ottimo rapporto tra sezioni e Direzione nazionale). Infine, senza diritto di voto, partecipano i probiviri e i revisori dei conti. Insomma, pompiere una volta, pompiere per sempre! !


Articolo Rivista di Protezione Civile