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Sabato 23 e Domenica 24 giugno si è svolta a Riomagno, frazione del Comune di Seravezza, la seconda edizione del Riomagno Foto Festival. Manifestazione organizzata dal Circolo Fotografico L’Altissimo e dal Circolo Fotografico Micromosso, in collaborazione con il Comune di Seravezza e con il patrocinio della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, alla quale hanno partecipato fotografi di ogni livello e genere, accomunati dalla stessa passione che, in un clima di serena convivialità, hanno esposto le proprie immagini, scambiato esperienze e promosso performance estemporanee, favorendo l’arricchimento culturale di tutti i partecipanti alla kermesse. Alla seconda edizione del Festival hanno partecipato esponendo le loro opere importanti nomi della fotografia italiana quali Pepi Merisio, Sandro Santioli e Gabriele Rigon, innalzando, così, il livello qualitativo del festival stesso che, comunque, ha mantenuto intatta la sua veste di “festa popolare”. Il paese intero è stato tappezzato da oltre 4000 fotografie, animato nei vicoli da band musicali, ballerini, artisti di ogni genere che, anche nella passata edizione, hanno caratterizzato la festosa due giorni versiliese. La sera, all’apertura degli stand gastronomici, è stato possibile degustare in una Riomagno apparecchiata a festa, i famosi “Tordelli”. La nuova edizione, però, è nata sotto i migliori auspici anche in virtù di una accresciuta e consapevole base di partecipazione della comunità locale che si è resa disponibile a mettere in atto tutto quanto possibile affinché l’afflusso e la presenza dei visitatori (che sono stati stimati in numero considerevolmente superiore rispetto agli oltre 3000 dello scorso anno) sia avvenuto nel segno della migliore accoglienza e disponibilità possibili; il consenso, i numeri e l’ampio eco anche a livello mediatico nazionale, riscontrati nell’edizione appena trascorsa, fanno ragionevolmente supporre che la manifestazione sia destinata a diventare un appuntamento fisso nel calendario degli eventi cultural-popolari delle estati versiliesi ed è a questo obiettivo che gli organizzatori stanno pensando con sempre maggiore convinzione. Vi aspettiamo al Riomagno Foto Festival 2013 per rinnovare il rito di una festa che resterà piacevolmente, a lungo, negli occhi e nel cuore. S.B.


o t o i n ve t r i n a s e l e z i o n a t e d a l l o s t a f f

Kevin, John Gubertini


4

Castelluccio 2012, Elio Ausili


5

St, Enzo Penna


6

Ombrelloni in movimento, Giovanni Paolini


7

Uno, nessuno e centomila,Valeria Tomaselli


8

St, Ivana Triossi


9

St, Catalina Filip


10

St, Margherita Vitagliano


11

Gruccione, Andrea Carmassi


12

Bond girl -la mora, Antonio D’Errico


13

Feel That Breeze !!!!, Christian Gatti


14

St, Fabio Itri


15

Red Winter, Saro Di Bartolo


16

Viva Palermu e Santa Rosalia, Angelo Trapani


17

Ancora lei ... furbetta piu’ che mai... Sofia, Ugo Padula


18

Terre emerse, Giulia Berardi


19

Fo(n)t-ografia, Daniela Cappello


20

Il folle ciclista, Donato Bellomo


21

La grande preda, Giorgio Di Ambra


22

ST, Enzo Penna


23

Il lago dei cigni, Stefano Landi


24

L’Orsacchiotto, Antonio Perrone


25

ST, Antonella Catalano


26

Nel magico mondo delle bolle, Fiorella Lamnidis


27

...L’ho vista, l’ho messa...dedicata..., Susanna Bertoni


28

La merenda, Paolo Ciucci


29

ST, Carla Bonomo


30

ST, Fabrizia Milia


31

Il Faro, Paolo Corradini


32

Declaration of love, Paolo Maffioletti


o t o i n ve t r i n a s e l e z i o n a t e d a g l i u t e n t i

Figli di un calcio minore, Alfredo Anfossi


34

The Supplice, Andrea Pede


35

ST, Ambra Menichini


36

ST, Fabrizia Milia


37

Paesaggio Africano, Paolo Maffioletti


38

Петро - Petro, Matteo Turina


39

Made in Italy, Beppe Castellani


40

ST, Ivana Triossi


41

ST, Catalina Filip


42

Life is a Circus : the mirror of the soul, Ugo Padula


43

ST, Lucia Pulvirenti


44

In volo..., Susanna Bertoni


45

ST, Annamaria Germani


46

In fondo al viale, Giovanni Paolini


47

Orcialand Sundown, Saro Di Bartolo


48

Lettre d’amour par avion, Giuseppe Maiorana


P

o r t f o l i o : S h i p B re a k i n g Ya r d d i A l d o F e ro c e a cura di Marco Furio Perini, Lucia Pulvirenti e Vania Paganelli

Ship Breaking Yard è uno degli straordinari reportage sull’India di Aldo Feroce, il quale documenta con forza, intensità, partecipazione emotiva la gravissima situazione dei lavoratori di questo enorme e proibitivo cantiere, dove si smantellano navi provenienti un po’ da tutto il mondo, occidente compreso. E’ in questa parte di mondo, l’occidente, che si discute e ci si indigna - a ragione - di mancata sicurezza sul lavoro, di diritto al lavoro, di precarietà e di ambienti a rischio. Ma Darukhana e la sua gente sembrano non farne parte, non godendo degli accordi internazionali sui diritti e sulle varie condizioni di tutela: come se fossero gli “outsider” di un grande business, del quale probabilmente non conoscono le dimensioni. Scrive, tra l’altro, l’autore a presentazione di questo portfolio-reportage: “Darukhana è una zona industriale a nord di Mumbai, dove esistono cantieri per la demolizione di parti navali, quali acciaio, ferro, rame, legno ed altre componenti. Un numero imprecisato di cantieri offre lavoro a circa 6.000 persone, le quali devono provvedere allo smantellamento di circa 20.000 tonnellate provenienti dalle navi cargo entro e non oltre 12 settimane, in condizioni di lavoro quotidiano pericolose sia per il metodo quanto per le sostanze altamente tossiche presenti. Questo purtroppo in palese violazione della Convenzione di Basilea”. Condizioni lavorative usuranti, nocive ed estremamente pericolose dunque quelle descritte da Aldo attrverso le sue immagini e le note che le accompagnano: rifiuti ad alta tossicità, tra cui amianto e piombo, l’inesistenza delle protezioni basilari, una paga da 2 euro giornaliere, con un conseguente impatto ambientale che si propaga ed inquina tutta l’area circostante dove vivono molte persone. “Ogni mattina, uomini provenienti da zone rurali povere dell’ India o del Pakistan, arrivano per lavorare ad una paga giornaliera inferiore ai due euro, in condizioni di lavoro disumano non protetto da alcun codice di sicurezza, rischiando la morte. Se da una parte la rottamazione crea ricchezza, dall’altra le condizioni in cui gli operai lavorano causano incidenti giornalieri quali ustioni, fratture, etc., in quanto i lavoratori sono privi di indumenti di protezione, esposti al rumore ed alla contaminazione di sostanze tossiche quali amianto, piombo, arsenico, olio, solventi, cromo. Inoltre le zone circostanti sono colpite da inquinamento chimico, in quanto i vari liquidi vengono scaricati nell’acqua utilizzata dagli abitanti per lavare e cucinare.” L’obiettivo del fotoreporter entra nella scena, la sua presenza ci arriva discreta e rispettosa (com’è tipico del fotografare di


50 Aldo), ma al contempo così diretta ed immediata che osservando queste fotografie ci sembra di essere lì, in quell’ambiente desolante dall’aria rarefatta, a guardare dal basso la grandezza di quelle navi da smaltire, ed a ricambiare i sorrisi con quelli - a tratti inconsapevoli, a tratti lucidi - di quei lavoratori. “ Entrare dentro un “dock” è assai difficile, soprattutto se l’intento è documentare quello che avviene all’interno. Ciò nonostante sono riuscito a farlo”. Il reportage risulta fin da subito costruito in modo tecnicamente ineccepibile. Ci piace molto quella prima immagine introduttiva, che ci presenta il luogo, le baracche dove i personaggi vivono contaminati da montagne d’immondizia, e che da subito sbalordisce il lettore per l’uso dei colori così saturi, intensi, colori che altrove avrebbero potuto essere fuori posto, ma che risultano invece adeguatissimi in questo particolare contesto. Il racconto procede di foto in foto in modo estremamente compatto, privo di sbavature o di compiacimenti fotoamatoriali, ma saldato invece in una impostazione fortemente professionale: basti vedere come l’autore sa alternare ritratti ambientati ad inquadrature più ampie, mirate alla presentazione di contesto ed ambiente. O come incornicia ogni immagine in leggere e non invadenti vignettature sugli angoli e sui bordi, per evidenziare ancor di più, espressivamente, la drammaticità degli scenari che quella realtà gli presenta. Ed in ciascun fotogramma i materiali, i colori rugginosi, i fumi venefici ed i volti si fondono con l’ambiente circostante, spaccato di pura realtà, di vite vissute faticosamente, di ferro e rifiuti a perdita d’occhio. “Una colonna sonora assordante di rumore: acciaio in piena espansione, il sibilo della torcia (fiamma ossidrica)e martelli metallici non consentono una normale conversazione; un’aria irrespirabile ed una gran puzza di fiamma ossidrica e lubrificanti bruciati, dispersi nei cantieri”. Ci colpiscono molto quei volti così disponibili a lasciarsi fotografare, carichi di dignità, a volte di fierezza, nonostante le condizioni quasi disumane nelle quali sono costretti a lavorare. “Un lavoro sporco. Eppure nei loro volti traspare una felicità inconsueta, forse inconscia. Sorridono come fossero i veri protagonisti di un film nel quale non riusciamo ad afferrare tante sfaccettature che emergono prepotentemente. Eppure in questa discarica di uomini ed acciaio emerge con drammatica evidenza quel senso di dignità, difficile da percepire. Lavoratori protagonisti per un giorno e che sembrano dirci “Ehilà, guardate che noi esistiamo!”.”


51 E ci colpisce altresì quell’immagine finale, con l’immensa parete che sembra proprio estrapolata dalla fiancata di una nave e messa lì a chiusura e protezione del luogo da sguardi indiscreti. Lasciando però quella porticina aperta, quasi a voler simboleggiare uno spiraglio, una speranza, una possibilità.... oppure solo un’illusione ? Girovagando su Internet e Google, abbiamo scovato nell’archivio di Steve McCurry un ritratto ambientato nel cantiere navale di Mumbai: stessa atmosfera, stessa qualità tecnica e capacità reportagistica che ritroviamo in Aldo, quasi come se i due fotografi si fossero trovati fianco a fianco al momento delle riprese. Una foto importante che ci conferma quanto già pensavamo (non per adulazione, ma per sincera convinzione): ovvero che Aldo Feroce non ha nulla da invidiare ai grandi fotografi della storia, senza escludere quelli della Magnum (di cui, guarda caso, McCurry è membro). Porgiamo dunque i nostri complimenti più sentiti e sinceri ad Aldo. Pregandolo altresì di non smettere mai di tenere allineati gli occhi al sentimento autentico di rispetto ed amore per l’ umanità che sa trasmettere attraverso le sue straordinarie fotografie. Il portfolio di Aldo Feroce su Micromosso.com è raggiungibile a questo indirizzo: http://www.micromosso.com/forum/viewtopic.php?t=5667

Lucia Pulvirenti Vania Paganelli Marco Furio Perini


V

i n c i t o r e c o n t e s t 7 : “ FA ’ C A L D O. . .”

June afternoon, Valeria Tomaselli


S o t t o l a l e n t e d i T I C & TAC a cura di Libero Musetti e Franco Maffei

Ivana “occhio di pesce” Triossi: sbrindellato talento in salsa romagnola! ….se la nostra rubrica mensile e la scelta del relativo autore su cui posare attenzione corrispondesse ad un’esclusiva logica di merito…beh! allora, nessuno ce ne voglia,ma Ivana avrebbe avuto il suo spazio ben prima di questo agosto 2012. Tra i tanti buoni e ottimi fotografi che Micromosso annovera tra le sue fila Ivana spicca con forza dandoci testimonianza, da circa due anni e mezzo al ritmo di una foto al giorno, o quasi, di un talento non comune che la porta a concepire immagini difficilmente banali,molto spesso ricche di spunti originali e significativi, grazie alla sua non comune capacità di saper filtrare la realtà oggettiva e quotidiana per rendercela secondo una visione personale e poetica. Non è da tutti alterare le regole e che supportano correttamente il linguaggio visuale e la leggibilità del messaggio in esso insito riuscendo ad essere propositivi e creativi, senza che ciò appaia operazione presuntuosa e tentativo estemporaneo, performance isolata frutto di inventiva tout-court piuttosto che risultato ponderato di un processo di ricerca lento e articolato; ci sono una continuità e un’impronta di coerenza nel lavoro di Ivana che emerge in quasi tutte le sue fotografie ritraggano esse le stanze di casa sua con marito, figli e pesci rossi compresi, siano le strade,le piazze o i campi della sua stralunata bassa romagna o i clamorosi, allucinanti carrelli del supermercato con tanto di figlioli dentro. La Triossi taglia le gambe, affetta qualche testa, violenta il bianco e nero, rende sferici il salotto, la cucina, il bagno, le camere da letto, deforma suo marito, allunga Alessandro e accorcia la Matilde, s’inventa nuovi colori, riempie le sue foto di cose o le svuota quasi del tutto… ma riesce quasi sempre a raccontare qualcosa di interessante o a smuovere qualche sentimento evidenziando una rara capacità di saper cogliere l’essenza di ciò che ci propone attraverso l’uso di un linguaggio personale che snocciola,spesso, tramite una metodica, ricorrente, “apparente confusione” che contiene invece tutto ciò che serve e nulla più a descrivere compiutamente un luogo,una situazione, un’atmosfera. Ci piace inoltre sottolineare l’intelligenza, l’acutezza e la simpatia che emergono spesso dai commenti che la Triossi lascia sotto le foto degli altri utenti di Micromosso: caratteri che ritroviamo,espressi in adeguata forma sintetica, nel corpo complessivo della sua opera postata; dicono che i romagnoli (e gli emiliani) siano individui passionali, intelligenti, laboriosi e simpatici (a parte Gianni giannetto Mazzesi): Ivana, sicuramente, lo è!. Tic & Tac


Hanno contribuito con le proprie foto:

Anfossi Alfredo, 33 Ausili Elio, 4 Bellomo Donato, 20 Berardi Giulia, 18 Bertoni Susanna, 27, 44 Bonomo Carla, 29 Cappello Daniela, 19 Carmassi Andrea, 11 Castellani Beppe, 39 Catalano Antonella, 25 Ciucci Paolo, 28 Corradini Paolo, 31 D’Errico Antonio, 12 Di Ambra Giorgio, 21 Di Bartolo Saro, 15, 47 Feroce Aldo, 49 Filip Catalina, 9, 42 Gatti Christian, 13 Germani Annamaria, 45

Gubertini John, 3 Itri Fabio, 14 Lamnidis Fiorella, 26 Landi Stefano, 23 Maffioletti Paolo, 32, 37 Maiorana Giuseppe, 48 Menichini Ambra, 35 Milia Fabrizia, 30, 36 Padula Ugo, 17, 42 Paolini Giovanni, 6, 46 Pede Andrea, 34 Penna Enzo, 5, 22 Perrone Antonio, 24 Pulvirenti Lucia, 43 Trapani Angelo, 16 Triossi Ivana, 8, 40, 53 Turina Matteo, 38 Valeria Tomaselli, 7, 52 Vitagliano Margherita, 10

Grazie anche a La rubrica Portfolio è curata da Marco Furio Perini, Lucia Pulvirenti e Vania Paganelli Impaginazione Antonio Perrone La copertina è di Adolfo Aievoli La rubrica TIC&TAC è curata da Franco Maffei e Libero Musetti Tutto il materiale è gentilmente fornito dal portale del

CIRCOLO FOTOGRAFICO MICROMOSSO indirizzo web: www.micromosso.com il quaderno è stampato da

TEXMAT

via Tor Vergata 93/95 - 00133 Roma info@texmat.it sito web: www.texmat.it



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