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Brevi dal mondo

Nucleare, gli Usa gelano l’Iran MONACO - E' muro contro muro, fra la comunità internazionale e l’Iran, sulla questione del nucleare di Teheran: l’ottimismo che il ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki aveva dimostrato venerdì notte a Monaco di Baviera sembra essere stato soffocato ieri dalla reazione degli Stati Uniti, che hanno definito «deludente» la risposta del governo iraniano ed hanno minacciato nuove sanzioni, pur continuando a tenere aperta la porta della diplomazia.

Ucraina al voto sognando Putin KIEV - Sarà un duello all’ultimo voto, ma un voto senza cuore quello di oggi per il ballottaggio delle elezioni presidenziali ucraine, che vede favorito il leader dell’opposizione filorussa Viktor Ianukovich, avanti di 10 punti sulla premier filo occidentale Iulia Timoshenko (35,32% contro 25,05%). Un voto quindi che nei pronostici si annuncia nel segno di Putin.

Ue, nuove regole per Facebook BRUXELLES - Mentre Facebook diventa grande come tutta l’Unione europea (ha appena raggiunto i 400 milioni di utenti) a Bruxelles si preparano le prime norme per lo “Stato” virtuale dove oggi governa l’anarchia: preoccupata soprattutto dall’utilizzo spesso inconsapevole che ne fanno i ragazzi, la Commissione Ue vuole metterli al riparo nella giungla dei social network che cannibalizzano i loro dati personali, incuranti delle conseguenze per i minori.

Kabul, Onu: attenti alla militarizzazione KABUL - L'anno che si è aperto in Afghanistan si propone come il più difficile dall’intervento della Coalizione internazionale nel 2001 e secondo il responsabile della missione delle Nazioni Unite nel paese, Kai Eide, il rischio è che non si riesca ad imporre una soluzione politica dalla crisi e si cada invece in un eccessivo militarizzazione.

Domenica 7 febbraio 2010

Dal vertice in Canada arriva l’invito a «continuare con gli stimoli»

G7: «Migliora l’economia mondiale» IQALUIT (CANADA) - I Paesi del G7 hanno riaffermato il loro impegno a sostenere l’economia nella fase di ripresa con cui è uscita dalla recessione mondiale. Lo ha riferito Jim Flaherty, ministro delle finanze del Canada, paese che ha la presidenza del G7, al termine del vertice dei ministri finanziari e del governatori delle banche centrali a Iqaluit, in Canada. L'economia mondiale «migliora, ci sono buoni segnali. Bisogna continuare con gli stimoli» ha aggiunto Flaherty, illustrando le conclusioni del summit e spiegando anche che il G7 «lavorerà con le istituzioni internazionali per l'abolizione del debito di Haiti». «La ripresa globale

è partita» e sembra «più veloce» di quanto inizialmente previsto: «continueremo le azioni per rafforzala» ha aggiunto il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner durante la conferenza stampa conclusiva del G7. «Non metteremo a rischio la ripresa». In merito alla riforma della finanza, Geithner ha precisato che ci saranno regole comuni, «con diversi approcci ma non divergenze». Dal Canada però è arrivato anche un monito alle banche: «Le istituzioni finanziarie devono condividere i costi della crisi» è il messaggio che Flaherty ha lanciato a nome di tutti i Paese del G7. Sul tavolo anche il nodo del debito e i timori legati alla

situazione dei conti pubblici di Grecia, Spagna e Portogallo. «Abbiamo ricevuto degli aggiornamenti sulla situazione. Il debito europeo è una materia dell'Unione Europea non del G7» ha tagliato corto Flaherty. A margine del vertice il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha replicato indirettamente al ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul tema delle regole nella finanza. «Tutti partecipano all'elaborazione delle regole, politici e tecnici» ha detto il numero uno di Palazzo Koch al ministro, che aveva invece sottolineato il primato della politica nella definizione delle regole. «Sulla regolamentazione centralizzata del trading di derivati ad esempio -

Tremonti in Canada trainato in slitta

ha evidenziato Draghi - ci sono anche proposte legislative. Siamo tutti a lavoro su questo fronte». «La riforma di Basilea 2 e 3 non pregiudicano la ripresa» ha voluto aggiungere il numero uno della Banca d'Italia.

L’uomo è stato rapito con la moglie il 17 dicembre in Mauritania

Cicala, ultimatum di al Qaida «L’Italia accolga le nostre richieste entro il primo marzo» ROMA –Dopo un lungo silenzio, il braccio maghrebino di al Qaida (Aqmi) ha fissato al 1 marzo l’ultimatum all’Italia per il rilascio di Sergio Cicala rapito con la moglie, Philomene Pwelgna Kaborè, il 17 dicembre scorso nel deserto della Mauritania al confine con il Mali. Nessun riferimento, invece, viene fatto dalla cellula terroristica alla moglie trentanovenne, originaria del Burkina Faso, del siciliano di 65 anni appassionato d’Africa. In un messaggio in lingua francese pubblicato su Internet e di cui ha riferito il centro americano di sorveglianza dei siti islamici (Site), Al Qaida per il Maghreb dà al governo italiano «25 giorni di tempo a partire dall’emissione del comunicato» (pubblicato secondo il Site il 4 febbraio) per assolvere alle richieste avanzate in cambio della liberazione del connazionale. In particolare, l’organizzazione terroristica precisa di aver chiesto, come contropartita, il rilascio di suoi detenuti «i cui nomi – precisa – sono già stati dati al negoziatore italiano». Secondo quanto si è appreso, si tratterebbe del primo ultimatum ricevuto dall’Italia per il rilascio di Cicala. Sempre nello stesso comunicato, la cellula terroristica rinvia al 20 febbraio il termine ultimo, inizialmente fissato per la fine di gennaio, per il rilascio del francese Pierre Camatte, sequestrato a sua volta in Mali il 26 novembre scorso. Silenzio, come per la moglie di Cicala, anche sulla

sorte degli altri ostaggi occidentali, tre cooperanti spagnoli pure loro nelle mani di Al Qaida per il Maghreb. Per questi ultimi, oltre alla liberazione di terroristi detenuti in Mali e Mauritania, è stato chiesto un riscatto in denaro. Sette milioni di dollari, successivamente ridotti a cinque. Tre giorni fa, in una intervista al quotidiano spagnolo El Pais, il presidente del Mali Amadou Tourè si è detto piuttosto ottimista sulla vicenda degli ostaggi europei nelle mani della cellula di Osama bin Laden nel Maghreb. «Le cose – ha detto – vanno avanti bene e le famiglie non devono perdere la speranza», stiamo lavorando «con discrezione

ed efficacia». Tourè ha escluso anche una possibile azione militare del Mali contro le basi di Al Qaeda sul suo territorio. In tal senso, peraltro, aveva ricevuto richieste esplicite da parte dei paesi europei interessati. Italia inclusa. Per la liberazione della coppia italiana il Governo «è impegnato al massimo», ha ribadito ieri il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, per il quale non ci sono dubbi: questo rapimento ha assunto il valore di «un atto politico». A scendere in campo per il rilascio dei Cicala è stato lo stesso titolare della Farnesina, Franco Frattini, che a gennaio si è recato in Mauritania e Mali. Flavia Ressamann

Sergio Cicala e la consorte in mano ai rapitori

In rete un video con un americano in tuta mimetica dell’esercito degli Stati Uniti

Iraq, torna l’incubo dei sequestri BAGHDAD – Torna in Iraq la paura dei sequestri di cittadini occidentali, collegati all’intervento militare internazionale e alla vicenda del colosso della sicurezza privata Usa, Blackwater. Un gruppo sciita radicale ha messo in rete un video nel quale si vede un uomo con indosso una tuta mimetica dell’esercito americano, che dice di essere prigioniero e chiede la condanna dei contractor della Blackwater, la liberazione di alcuni iracheni detenuti dagli americani e il ritiro di tutti i militari stranieri. L’uomo, che non dice il suo nome, viene ripreso davanti a un drappo nero con la scritta Asaib Ahl al-Haq (Lega dei Virtuosi, o Gruppo dei Giusti, o Popolo del Diritto): alcuni membri di questo grup-

po sono detenuti dai soldati Usa. Nel video, l’uomo recita le richieste del gruppo: liberazione dei suoi affiliati e condanna dei dipendenti dalla società di sicurezza americana Blackwater. Gli Usa non hanno commentato il video ma, in precedenza, il ministero della Difesa aveva annunciato che un civile, dipendente dell’esercito americano in Iraq, era disperso dal 23 gennaio. Si tratta di «Issa T. Salomi, 63 anni, originario di Al-Cajon (California). L’ultima volta è stato visto a Baghdad - si legge nel comunicato del ministero – Stiamo facendo ogni sforzo per ritrovarlo». Se il sequestro verrà confermato, si tratterà del primo rapimento di uno straniero in Iraq dopo quello di cinque bri-

tannici, presi in ostaggio nel 2007 dallo stesso gruppo sciita. Di loro solo uno, Peter Moore, è stato rilasciato in buone condizioni di salute lo scorso dicembre, mentre di altri due sono stati riconsegnati i cadaveri. L’uomo del video messo in rete ieri dice di stare bene. «Vorrei dire a tutte le persone della mia famiglia, soprattutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei amici che sono trattato bene e sono in buona salute recita –vorrei fareuna richiesta speciale al governo degli Stati Uniti ... da parte della resistenza irachena, per la liberazione di tutti i detenuti che hanno resistito all’occupazione e che non sono mai stati coinvolti in crimini gravi contro i loro concittadini».

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2 In Italia e nel Mondo


Delbono, interrogatorio fiume per Cracchi

Ragazzi aggrediti all’uscita del centro sociale

BOLOGNA – Sette ore e mezza per ribadire la propria verità che «è solo una, ed è sempre quella». Una verità che Cinzia Cracchi, ex fidanzata ed ex segretaria di Flavio Delbono, ha ripetutoalpmMorena Plazzinelsuoterzo interrogatorio da indagata per peculato e abuso di ufficio, il più lungo della serie, tutto registrato. E, uscendo dalla procura, lady Cracchi (per la prima volta con i capelli lisci) non si è fermata a parlare con i giornalisti limitandosi a un tranquillizzante «Sono serena». Un match infinito (dalle 9 alle 16.30) da cui è emerso con chiarezza che almeno su un aspetto, ossia la consegna di due buste contenenti complessivamente 5.000 euro dati da Del-

ROMA– Tre ragazzi sono rimasti feriti in seguito ad un’aggressione avvenuta a Roma poco prima dell’alba di ieri all’uscita di un centro sociale della sinistra antagonista. Gli aggressori, secondo gli attivisti del centro sociale La Strada, che si trova nel popolare quartiere Garbatella, sarebbero stati quattro ragazzi incappucciati, che si sono dileguati. «Un’ aggressione fascista», l’hanno definita al centro sociale, un altro episodio di violenza a neanche 24 ore dagli attacchi incendiari ai gazebo del Pdl.

L’ex fidanzata ed ex segretaria dell’ex sindaco di Bologna risponde al pm

bono alla sua ex, le verità non collimano. Quella dell’ex sindaco di Bologna che, nelle dichiarazioni spontanee rese il 23 gennaio, ha ammesso di aver sborsato quei soldi, senza indicare quando. Quella della Cracchi, che ha negato di averli mai ricevuti. Infine, la versione di Luisa Lazzaroni, l’assessore comunale al welfare fedelissima di Delbono che, in un faccia a faccia convocato dal pm all’ora di pranzo, ha confermato(vis-a-vis conla Cracchi,e sentita solo come teste) che quelle buste gliele ha date. Senza conoscerne il contenuto, però. E di averlo fatto a fine 2008 (il 14 dicembre di quell'anno Delbono ha vinto le primarie per correre a Palazzo D’Accursio) e nell’autunno scorso, prima che la richiesta di archi-

viazione del fascicolo, allora contro ignoti, venisse archiviata dal gip. Così a fine confronto (richiesto a causa delle evidenti discrepanze Cracchi-Lazzaroni su tempi e motivi degli incontri tra loro, e durato circa 45 minuti), ciascuna delle due donne è rimasta sulla propria posizione. «Le versioni erano molto diverse, non posso aggiungere altro», si è limitato a dire il difensore della Cracchi, l’avvocato Guido Clausi Schettini, precisando che «gli atti sono stati secretati». Poi ha aggiunto: «La signora ha reso chiarimenti sia per quanto riguarda i viaggi, sia sugli incontri avuti con Delbono». Sul primo punto, Cinzia ha ribadito di aver partecipato alle missioni assieme a Delbono, ma a pagare

Cinzia Cracchi

era lui. Per quanto riguarda gli incontri con l’ex, invece, a renderli plausibili sonosoprattutto itabulati telefonici dei due cellulari dacui emerge che era più spesso Delbono a cercare Cinzia. Ora la palla passa all’ex sindaco che dovrà tornare in procura. Michele Suglia

Torna il maltempo nello Stivale. Tragedia nel Veronese

Arezzo, incidente sul lavoro

Neve e pioggia in tutta l’Italia Giovane ucciso da una valanga

Operaio cade sul gancio e muore

ROMA – Neve e pioggia in buona parte della penisola in questo primo week end di febbraio. Il maltempo ha fatto pure due vittime: una lastra di ghiaccio sull'asfalto è, infatti, con molta probabilità la causa di uno scontro frontale, sulla statale vigevanese, tra un pullman e un’auto a bordo della quale viaggiavano due sorelle di 51 e 42 anni residenti a Cesano Boscone (Milano). Alto il rischio valanghe in montagna: proprio sotto una slavina è morto un ragazzo nel veronese. Per parecchie ore, nella nottedi venerdì, le precipitazioni nevose hanno interessato soprattutto le autostrade del Nord-Ovest, ma non sono state segnalate criticità, ad eccezione dei tratti autostradali in prossimità delle principali aree metropolitane lombarde, dove si sono avuti rallentamenti a causa del consueto traffico intenso del venerdì. Dalla tarda serata di venerdì fenomeni di pioggia gelata si sono registrati su alcuni tratti dell’A26 tra Alessandria e Meina e della A1 tra Milano e Parma. Pioggia, invece, su tutta l’Emilia-Romagna. Neve sui passi e al valico dell’Autosole, nella zona di Pian del Voglio, ma c'è un miglioramento complessivo della situazione dopo la pioggia gelata che venerdì sera aveva portato alla decisione di chiudere tutti gli svincoli tra Fidenza (Parma) e Milano. Le abbondanti nevicate delle ultime ore hanno fatto crescere il rischio valanghe. Tre ragazzi sono stati travolti nel tardo pomeriggio di ieri da una valanga sul Monte Baldo nel veronese: uno è morto, un altro è disperso mentre il terzo, ferito, è riuscito a lan-

ilLotto Bari Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Palermo Roma Torino Venezia Nazionale

Soccorsi in montagna

ciare l’allarme. La valanga si sarebbe staccata in località Prai mentre i tre giovani, tutti di Malcesine due con gli sci e uno con lo snowboard, stavano scendendo in fuoripista. Slavine anche nellecchese, dove continuano le ricerche del gestore di un rifugio disperso da ieri mattina, e in Val d’Aosta (sette sciatori svizzeri sono stati travolti rimanendo però illesi). In Veneto l’indice di rischio è stimato nel grado 3 (marcato), su una scala massima di 5 punti. Il pericolo di slavine è uguale sia sulle Prealpi, dove i fenomeni sono stati più copiosi – da 45 a 50 centimetri di neve in quota – che sulle Dolomiti, dove sono caduti tra i

estrazione del 6 febbraio 2010

29 82 26 5 40 87 78 72 4 3 28

16 19 16 58 18 50 61 82 48 24 10

13 80 59 14 29 71 8 4 89 34 8

11 5 78 85 84 83 25 53 87 26 1

46 25 23 18 20 42 9 67 67 2 69

I NUMERI VINCENTI DEL "10 e LOTTO"

3 - 4 - 5 - 13 - 16 - 18 - 19 - 24 - 26 - 29 40 - 48 - 50 - 58 - 61 - 72 - 78 - 80 - 82 - 87

ilSuperEnalotto

Conc. n° 16

Montepremi 6.452.102,92 euro

jolly

24 - 40 - 43 - 51 - 53 - 88

31

punti 6 jackpot 136.035.059,23 punti 4 365,07 18,80 punti 5+1 - punti 3 punti 5 29.327,75 Num. Superstar 68

10 e i 20 centimetri. Nel primo caso, però, il distacco di valanghe spontanee può essere più facile lungo pendii ripidi a causa delle neve vecchia sottostante. Sulle Dolomiti invece il rischio può essere rappresentato anche dal semplice sovrappeso di uno sciatore. Anche in Piemonte, dove dopo le nevicate di venerd ieri è tornato a splendere il sole, cresce il pericolo di valanghe. È ora “marcato”(grado 3 su una scala che arriva fino a 5) e si attenuerà soltanto, e non in tutto l’arco alpino, lunedì, quando la regione sarà interessata da un abbassamento delle temperature. Tra 24 ore, comunque, è prevista una nuova

nevicata, dapprima sui rilievi meridionali e sulle pianure - informa il bollettino dell’Arpa – poi, da martedì, estesa a tutto il Piemonte. Disagi per il vento, invece, in Sardegna. Il forte maestrale ha causato ritardi nell’arrivo delle navi provenienti dalla penisola. In particolare il traghetto Domiziana della Tirrenia partito da Genova per Olbia è giunto in porto tre ore dopo il previsto mentre l’Aurelia, che collega Civitavecchia con Cagliari, attesa in mattinata, è arrivata solo nel pomeriggio. Il vento ha raggiunto punte di oltre trenta nodi (circa 60 chilometri all’ora) e ha interessato soprattutto il mar Tirreno.

AREZZO - E' stata una morte terribile, straziante, quella del titolare di una piccola ditta di carpenteria ad Arezzo avvenuta questa mattina. L’uomo, che aveva 48 anni, nello spostare un macchinario è scivolato finendo col viso su un gancio che gli è penetrato in un occhio e gli ha sfondato la scatola cranica, uccidendolo sul colpo. L’incidente è avvenuto ieri mattina alle 8. Luciano Tavarnesi, originario di Lucignano e residente ad Arezzo, si trovava nel capannone che usava come deposito assieme ad un collega. Aveva appena scaricato da un furgone un compressore compatto del peso di circa 12 quintali che doveva essere collocato in un annesso del magazzino. Secondo quanto testimoniato dal collega di Tavarnesi, l’imprenditore è scivolato sui gradini che collegano il magazzino al piccolo locale dove doveva essere ricoverato il pesante compressore ed è caduto sul macchinario col busto. Il viso ha colpito la superficie del compressore dove si trovava un grosso gancio che gli è penetrato nell’occhio sinistro e ha raggiunto il cervello, uccidendo l’uomo sul colpo. Immediati quanto inutili i soccorsi. Gli ispettori del servizio prevenzione della Usl, assieme ai vigili del fuoco e alla polizia hanno raccolto le prime testimonianze e verificato gli impianti all’interno del capannone. Il magistrato di turno ha concesso il nulla osta per la rimozione del cadavere che è stato subito trasferito all’ obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo. «Anche questa morte sul lavoro – ha detto il presidente della giunta regionale toscana Claudio Martini – è purtroppo una conferma di quanto ancora resta da fare, nonostante gli sforzi e anche qualche risultato raggiunto. Per questo voglio richiamare tutti coloro i quali hanno responsabilità in questo campo a mettere in atto azioni decise e incisive per contrastare gli incidenti sul lavoro e garantire ai lavoratori tutti la massima sicurezza». È intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale toscano, Riccardo Nencini: «Con amarezza – ha detto Nencini - vedo la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro è ancora dolorosamente aperta in Toscana e in Italia».

Manager di Facebook sposa Nasa in crisi: «Affitteremo una dipendente di Google Cape Canaveral ai privati» QUELLA tra Dave Morin e Brittany Bohnet è una storia d’amore che corre sul web, ma non è per niente virtuale. I due protagonisti di una vicenda che sembra uscita da un romanzo rosa, a pochi giorni da San Valentino, sono un platform manager che lavora per Facebook che ha chiesto la mano di una giovane e rampante impiegata di Google, avvicinando i due colossi del web. Per conquistare la sua bella, Dave Morin ga scritto "vuoi sposarmi?" con delle noci di cocco su una spiaggia delle Maldive e poi ha sorvolato la paradisiaca visione affittando un jet privato sul quale regala l'anello - con diamante -

alla giovane. La ragazza non ha potuto resistere alla corte di Dave e ha detto si alla proposta di matrimonio e in poche ore il futuro sposo aveva già postato le foto della romantica avventura su Flickr, avvicinando per una volta i due colossi della rete.

CAPE CANAVERAL – Mentre si mantengono bene le condizioni meteorologiche per il lancio della shuttle Endeavour domenica notte alle 4.39 ora locale (10.39 in Italia) scostando lo sguardo dalla rampa di lancio e guardando verso il mitico VAB, l’edificio dentro il quale si assemblavano i razzi Saturno per la Luna, si scorge un traliccio alto un’ottantina di metri. La sua costruzione è appena stata fermata per la scelta del presidente Obama di non tornare sulla Luna. Era la torre di lancio del razzo Ares-1 alto un centinaio di metri e doveva servire perlanciarenello spaziolanuova astronave Orion prima verso la stazione spaziale internazionale e nel 2020 verso il nostro

satellite naturale.Tutto cancellato. La nuova strategial’ha precisata nei dettagli l’amministratore della Nasa Charlie Bolden che ha spiegato: «Affitteremo gli impianti di Cape Canaveral ai privati e noi dobbiamo cercaredi attrarliasvolgerequi leloro attività».

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In Italia e nel Mondo 3

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

Il fatto del giorno: Tensione tra Fiat e governo, è scontro sugli incentivi La lunga storia degli aiuti di Stato

Pozzo senza fondo nel Sud Italia

Berlusconi assicura l’impegno

dal commento di Massimo Mucchetti

dal commento di Roberto Mania

dall’articolo di Filippo Caleri

In margine all’inaugurazione dell'anno accademico della Luiss, l'università della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo afferma che, lui presidente, la Fiat non ha ricevuto un euro di aiuti dallo Stato. E poi invita a non fare confusione: «Gli incentivi sono un sostegno ai consumi e non soldi che vengono dati alle aziende». Il dichiarato intento di contrastare la demagogia è lodevole, ma questa volta il presidente della Fiat sbaglia. E sbaglia due volte. In primo luogo, perché lo stimolo ai consumi determina maggiori vendite dei beni sussidiati, e dunque un maggior fatturato e un maggior profitto o, nei casi disperati, una minore perdita. [...].

Una montagna di soldi pubblici. Per decenni la Fiat è stata una tipica azienda da economia mista, un po’ privata e un po’ pubblica. Ha costruito impianti, ristrutturato fabbriche, ridotto la manodopera, investito in ricerca e innovazione sempre con l’aiuto dello Stato o delle Regioni interessate. Il Parlamento italiano ha approvato più di venti leggi ritagliate sulle esigenze contingenti di Torino, sui temi più diversi: dalla cassa integrazione alla rottamazione, dagli ecoincentivi alle politiche (anche fiscali) per il Mezzogiorno, fino all’innovazione tecnologica e alle barriere innalzate a protezione dell’industria nazionale contro all’epoca la temuta invasione giapponese. [...].

Il ministro Scajola risponde piccato alle parole del presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo che nega di aver ricevuto un euro dallo Stato. «Fiat è cresciuta anche con l’aiuto degli italiani e dei governi». Solo scaramucce. In realtà dietro le frizioni c’è la volontà di trovare un accordo per salvare Termini e la produzione. Lo dice anche Berlusconi: «Il Governo farà di tutto per salvaguardare il posto ai dipendenti Fiat». Insomma gli sforzi per scongiurare l'abbandono di Termini Imerese da parte della Fiat, o comunque per rendere indolore la sua partenza, ci sono tutti. Le polemiche fanno parte del gioco. Il governo non molla. [...].

La migliore di oggi

Fine di un amore

Sul tavolo 10 soluzioni per Termini

dal commento di M. Ferrante

dall’analisi di A. Barbera

Sergio Marchionne ha detto alla Stampa che gli incentivi prima o poi vanno eliminati, Silvio Berlusconi ha risposto che prende atto che c’è qualcuno a cui non servono e Marchionne nel pomeriggio si dice pienamente d’accordo con Berlusconi, se eliminasse gli incentivi. Forse governo e Fiat si stanno avviando verso la rimozione di un alibi reciproco, gli aiuti, gli incentivi, il residuo di un antico rapporto di mutuo scambio. Luca Germano, politologo dell’università di Trieste, si occupa di rapporti tra governo e grande impresa. [...].

Quale sarà l’alternativa a Fiat non è ancora deciso. Quel che è certo è che da ieri, dopo il vertice al ministero dello Sviluppo, sindacati e Regione Sicilia hanno preso atto della decisione del Lingotto di fermare la linea di produzione di Termini Imerese entro la fine del 2011. Il ministro Claudio Scajola ha dato mandato all’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri di valutare tutte le soluzioni. Le manifestazioni di interesse, riferiscono dal ministero, sarebbero salite a dieci. Quante di queste realistiche, resta da vedere. Al momento il progetto più dettagliato è del numero uno di Cape Natixis, Simone Cimino, che ha

Montezemolo ha ragione?

annunciato la firma di una lettera di intenti con la indiana Reva. Laproposta prevede la costituzione di tre società per lo sviluppo di auto elettriche e sistemi ad energia solare. Il piano, sulla carta, promette molto: 1400 assunzioni più un indotto per altre duemila persone. Regione e governo dovrebbero fare la parte del leone: su 930 milioni di investimento, la quota dei privati si fermerebbe a 170. Non si tratta comunque dell’unica possibilità. Arcuri hafra lemanialtre ipotesi:da Gian Marco Rossignolo alla Keplero del finanziere torinese Domenico Reviglio. I sindacati, ma ancor di più la Regione, spingono perché lo stabilimento siciliano continui a produrre auto. [...].

dall’intervista di Marco Bucciantini

L'io, ci ha detto Freud, gestisce i meccanismi di difesa. L'io di Montezemolo è una verità: «Da quando io sono alla Fiat non abbiamo ricevuto un euro dallo stato». Sullo stare in azienda si può discutere (1977, relazioni esterne), ma l'affermazione non è una barzelletta come dice il leghista Calderoli. Montezemolo è diventato presidente del gruppo industriale nel 2004 e da allora si ricordano soltanto incentivi governativi alla rottamazione. Che premiano Fiat per la sua quota di mercato del 30 per cento, i costruttori stranieri per il restante 70. Montezemolo ha poi ancora ragione se si considera la cassa integrazione non come aiuto di stato. Lo strumento è un sostegno alle imprese in difficoltà, ma viene dato appunto non alla sola Fiat, e ci mancherebbe in questi tempi bui per l'intero mondo del lavoro. [...].

Dice Montezemolo: Ia Fiat non ha mai avuto una lira dallo Stato. Dice Calderoli: è una barzelletta. Gli operai vivono con Ia diagnosi di disoccupati senza scampo. Non le sembrano dimenticati dal dibattito? «Sulla Fiat siamo al referendum ideologico : incentivi Si, incentivi No. Ma non è questo il problema, è una riduzione strumentale in assenza di una politica industriale del governo. La vicenda Fiat, e quella di tutte le aziende in difficolta, è la testimonianza dell'accettazione passiva della crisi, il governo attende che si risolva da sola. Così siamo a fare la conta dei di-

Taglio basso

Ecco l’Italia dei finti assunti e del lavoro nero Ricordate l'antico adagio? La madre degli stolti è sempre incinta. Va rivisto: è sempre incinta anche quella dei falsi braccianti agricoli. Anche perché, oltre al resto, frega gli assegni di maternità. Con i 98.376 smascherati nel 2009, dice l’Inps, i «furbetti del poderino» (finto) salgono negli ultimi 7 anni a 569.841. Pari alla popolazione di Genova. Con differenze tra regione e regione abissali: un imbroglione ogni 4.890.841 abitanti in Lombardia, uno ogni 151 in Calabria. Trentaduemila volte di più. Sia chiaro: gli ispettori dell’Istituto nazionale di previdenza sociale presieduto da Antonio Mastrapasqua non hanno dovuto occuparsi solo della truffa sui braccianti. Anzi, su un miliardo e 253 milioni di euro accertati di contributi evasi, quelli che riguardano l’agricoltura sono solo 295. E fanno impressione anche gli altri numeri. Secondo i quali non solo il 79% delle aziende visitate avevano dei dipendenti non in regola (con punte del 90% in Sardegna, dell’88% nelle

dall’articolo di Felicia Masocco

La Fiat è irritata, non le piace essere appaiata ad Alcoa, non prende i soldi e scappa. La Fiat fa la snob con il governo e lo gela. Prima Marchionne, poi Montezemolo hanno detto chiaramente che gli incentivi all’auto palazzo Chigi se li può anche tenere se intende usarli come arma di pressione per mantenere la produzione a Termini Imerese. Lo stabilimento siciliano chiude, punto. I vertici del Lingotto lo comunicano a mezzo stampa, i loro rappresentanti lo hanno ripetuto ieri all’incontro con i sindacati e gli uomini del ministero per lo Sviluppo. In pochi minuti la notizia è arrivata in Sicilia, alle linee di produzione. [...].

Altan su La Repubblica

Fassino: «Il rischio sociale dietro la porta»

dal commento di Francesco Paternò

dall’articolo di Gian Antonio Stella

La sfida del Lingotto

Marche e nel Molise ma anche dell’ 84% in Emilia-Romagna) ma le stesse regioni meno disinvolte col sommerso fanno segnare cifre da capogiro.C'era un’impresa su sei in nero tra quelle controllate in Piemonte, una su 9 in Lombardia e Veneto, una su 6 in Emilia... Per non dire dei lavoratori in nero trovati in giro per le fabbriche, i laboratori e soprattutto i cantieri edili: oltre 2 mila in Liguria, oltre 5 mila in Emilia e in Lombardia, oltre 3 mila in Veneto, oltre 6 mila in Piemonte. E stiamo parlando solo di quelli scoperti, probabilmente pochi rispetto al totale. Prova provata di come abbia ragione il professor Marzio Barbagli, il massimo studioso della criminalità in Italia, quando spiega che non sono i «vescovoni», i buonisti o le anime belle della Caritas ad attirare gli immigrati in Italia. Sono anche, se non soprattutto, tutti quelli italiani che offrono una quantità di lavoro nero impensabile negli Stati più seri: «La nostra è un’economia che ha caratteristiche strutturali che favoriscono l’immigrazione irregolare. [...]. dal Corriere della Sera

soccupati: oggi aggiungiamo i 600 della Glaxo di Verona, casa farmaceutica che chiude il centro ricerche, per trasferirlo si pensa - in Oriente. Ci lavorano tecnici e laureati: nella crisi non rischia il posto solo chi ha una bassa qualifica ma anche i colletti bianchi». Colpisce il crac dell'Eutelia, Ia crisi dei call center: perde il lavoro anche chi ha accettato posti flessibili, stipendi bassi con poche tutele. «Perché è la fine della grande illusione: nell'economia globale non si compete incidendo solo sui costi. In Italia non potrai mai pagare - per fortuna - il salario che viene corrisposto in Cina o in Bangladesh o in Romania. Gareggiare nel mercato

comprimendo i salari e i diritti è stato un inganno: ci sarà sempre un Paese dove produrre conviene di più. La sfida si vince sulla qualità, specializzando e migliorando la produzione. C'e un detto, fra i saggi dell'economia: vince la lepre e non il cane. Si salva chi sta davanti, non chi insegue, che infatti non finirà mai di inseguire, e di tagliare, e licenziare». Eppure sono in crisi aziende dalle grandi possibilità capaci di innovare. «Vediamo sui giornali la Fiat, la Merlo-ni, Alcoa, Telecom... ma si parla di queste aziende solo perché lo impone la dimensione, l'importanza territoriale. Il 98% delle nostre imprese ha meno di 30 dipendenti [...]».

La fotografia Washington, Eccezionale ondata di maltempo (Afp)

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Giorno per giorno: La settimana in Basilicata LUNEDI’

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Febbraio

L’ospedale di Tinchi

Tinchi, via la sala operatoria PISTICCI - Il Comitato Difesa Ospedale di Tinchi, alla fine, è stato costretto a rivolgersi alla Procura della Repubblica,perché daparte delladirezione dell'Asm alle manifestazioni dei cittadini in difesa dell'ospedale, alla venuta della troupe di Striscia la Notizia e a dodicimila firme di cittadini a sostegno delle proposte del Comitato, «risponde con l'arroganza e la provocazione», precisano. «Nel pomeriggio del 28 gennaio -si legge in una nota - i direttori sanitari di Matera, di Tinchi insieme ad altri dirigenti dell'Asm hanno convocato gli infermieri della sala operatoria dell'ospedale per comunicare che dovranno presentarsi presso l'ospedale di Policoro. La sala operatoria di Tinchi resterebbe “operativa” e con un solo infermiere solo il martedì e il giovedì e solo per i piccoli interventi».

MARTEDI’

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Febbraio

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Febbraio

Antonino Iamonte

Iamonte arrestato a Tito TITO - Abitava in centro. In una palazzina che affaccia sulla strada del calvario. E' lì che l'hanno prelevato gli agenti della Squadra mobile di Potenza. Antonino Iamonte detto Nino, 56 anni, era in soggiorno obbligato a Tito, alle porte di Potenza. Il suo è uno dei 67 nomi della mastodontica ordinanza di custodia cautelare emessa contro i componenti di una organizzazione criminale dedita al favoreggiamento e alla gestione dell'immigrazione clandestina. L'operazione, denominata “Leone”, è stata condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dal Servizio centrale operativo (Sco). Gli arresti sono stati eseguiti a Reggio Calabria, Milano, Brescia, Crema, Macerata, Siena, Piacenza, Avellino e Tito.

Nucleare, mobilitazione e referendum popolare

POTENZA - «Se vinco cambierò il nome della Basilicata in Lucania». «Mi trasferirò in Basilicata» e «non penso alla sconfitta: sarò il vincitore e rimarrò da vincitore». Un esordio col botto quello del candidato candidato governatore indipendente appoggiato da La Grande Lucania di Leonardo Pinto, Nicola Manfredelli e Nicola Piccenna. E’ cominciata a mezzogiorno di lunedì l’avventura politica lucana di Magdi Allam. Con la conferenza nella sala dell’Assostampa di Basilicata a Potenza. Il piglio di Allam è quello dell’uomo che sa quello che vuole. Dell’uomo che sa come trasmettere messaggi e idee sul perché della propria candidatura a presidente della giunta regionale «assumendo la missione di riscatto del popolo lucano da una profonda ingiustizia».

Magdi Allam

GIOVEDI’

Allam si presenta alla Lucania

MERCOLEDI’

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Giuseppe Postiglione

VENERDI’

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Febbraio

Il ministro Scajola

Nucleare, il Cdm impugna lo stop ROMA - Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola d'accordo con il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale, le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono la possibilità di costruire centrali nucleari sul loro territorio. La notizia ha cominciato a diffondersi ieri mattina, nel corso del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi. In particolare, nell'elenco delle leggi regionali all'esame del Consiglio dei ministri, con richiesta di impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale ex art. 127 della Costituzione, vi sono le leggi delle Regioni Puglia n. 30/09, Campania n. 2/10 e Basilicata n. 1/10.

Il Carnevale di Viggianello

Calcio connection chiesto l’immediato

Febbraio

POTENZA - Il sostituto procuratore antimafia Francesco Basentini ha depositato al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza Luigi Spina una richiesta di giudizio immediato nei confronti dei nove detenuti della Calcio connection: Giuseppe Postiglione, patron del Potenza Sport club (ieri presente in aula, visibilmente dimagrito), il boss Antonio Cossidente, Luca Evangelisti, Pasquale Giuzio, Aldo Fanizzi, Cesare Montesano, Alessandro Scavone, Michele Scavone ed Ettore Todaro. Il giudizio immediato è un rito speciale che prevede l’assenza dell’udienza preliminare. Può essere instaurato, come in questo caso, in seguito a una richiesta della procura, oppure in seguito a richiesta dell’imputato.

SABATO

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Febbraio

Il presidente De Filippo

Regionali, torna il “listino” POTENZA - Il “listino” alle prossime elezioni regionali ci sarà, come nelle precedenti votazioni per rinnovare l’amministrazione del massimo ente lucano, la lista maggioritaria collegate ai candidati presidenti. La decisione è stata assunta dal consiglio regionale su proposta del presidente della giunta regionale, Vito De Filippo, dopo che il consiglio dei ministri giovedì mattina aveva deciso di impugnare la legge regionale davanti la Corte costituzionale. Ma la questione non può certo esaurirsi con un semplice voto cautelativo da parte del consiglio regionale. Troppa importante l’esposizione mediatica, che l’abolizione e la corsa ad attribuirsene il merito, ha suscitato sulla stampa locale e presso l’opinione pubblica lucana nelle scorse settimane.

Tra storia e memoria

da http://salandraprc.blogspot.com

da http://naturalmentepollino.com/

da http://viaggionelpollino.com/

“La decisione del Governo Berlusconi di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le legge regionale della Basilicata (unitamente a quelle delle regioni Pugia e Campania) che impedisce di costruire centrali nucleari sul territorio lucano è una scelta sbagliata e miope, oltre che in palese violazione dei poteri delle Regioni italiane sancite dalla Costituzione e dalla riforma del federalismo”. E’ quanto afferma in una nota il segretario regionale del Prc di Basilicata, Italo Di Sabato che aggiunge: “La regione Basilicata è sotto attacco ed ha fatto benissimo ad opporsi alla dissennata rincorsa del nucleare , cui ricorre questo Governo infischiandosene della volontà popolare”. [...].

Il Carnilivaru i Pagghia (il Carnevale di Paglia) è tra le manifestazioni più antiche del Parco Nazionale del Pollino, che continua ancora a svolgersi a Viggianello (Pz) in contrada Pedali. La tradizione vuole che un fantoccio di paglia (Carnevale) viene condannato al rogo per aver portato via ai contadini tutti i prodotti della terra. Un Carnevale ozioso e vizioso che deruba la povera gente fin quando atturato dai gendarmi, viene portato davanti al giudice che gli comminerà la più alta delle pene: la condanna al rogo. Oggi l’evento pur mantenendo la tradizione è preceduto dalla sfilata dei carri allegorici, e solo al termine del corteo si svolge il processo a “Carnilivaru”. [...].

Pensiamo ogni giorno all'orrore al quale ha condotto un'idea basata sulla discriminazione e sulla diseguaglianza tra esseri viventi. Ciò, purtroppo, non appartiene solo al passato, ancora oggi ci sono movimenti politici che, invece di cercare di appianare gli squilibri esistenti, fanno leva sulle differenze tra bianchi e neri, nord e sud, immigrati e padani, cattolici e musulmani, ricchi e poveri. Voglio ricordare e sperare attraverso quel capolavoro che è la Costituzione della Repubblica Italiana (che qualche assurdo politicante attacca in continuazione) [...].

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Domenica 7 febbraio 2010


6 Primo piano

Domenica 7 febbraio 2010

Primo piano 7

Domenica 7 febbraio 2010 Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris durante il congresso di ieri a Roma

Lo scontro politico L’ex pm di Mani pulite convoca con una telefonata il sindaco di Salerno

Idv, Di Pietro accetta De Luca

Abbraccio finale tra Tonino e Bersani

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I NODI NEL PD

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Bersani frena: «Nessuna fusione» Il segretario alle prese con i casi Calabria, Puglia e Umbria di CRISTINA FERRULLI ROMA – E' il giorno degli abbracci con gli alleati della futura alternativa di governo per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. In mattinata con Emma Bonino, con la quale il feeling risale agli anni di governo, poi con Antonio Di Pietro, sul palco del congresso, per suggellare un’alleanzanonsempre roseefiori. E ancora, in serata, ancora con la candidata radicale alla Regione Lazio, che «va alla grandissima» e che nei sondaggi va meglio dei partiti. «Con un’Italia arischioautoritario, non possiamo fare distinguo tra gli alleati ma accorciare le distanze», è la linea del leader Partito democratico chesi rivolgea chi,dentro ilPd, guarda storto all’Udc o ai Radicali. La campagna elettorale è ormai alle porte e Bersani comincia a coniuga-

re le «poche parole» - lavoro, sociale, ambiente - che, secondo lui, servono a far emergere i veri problemi degli italiani. Alle regionali, è la previsione del segretario Pd, il governo non cadrà ma il voto sarà l’occasione «per dire che le cose non vanno, che bisogna fare di più e meglio» e che il governo la deve smettere di «dire sciocchezze» sulle tasse come sulla crisi economica, sul nucleare come sulla scuola. Ma oltre ad «incalzare il governo sui suoi errori», per il Pd le regionali sono un test per la futura alleanza di governo che vada dall’Udc all’Idv. Alleanza che per Bersani non vuol dire fusione. «Vado perchè so che Di Pietro è interessato alla fusione con me», scherza prima di lasciare gli ecodem del Pd e dopo aver incoraggiato Emma Bonino ad andare avanti così. Ma il sogno del leader Pd non è che l’Idv si

sciolga nel Pd anche perchè, ammette il segretario, «c’è già un pò di anarchismo e microfeudalizzazione», nodo che andrà affrontato dopo le regionali per arrivare a «mescolare» le varie anime. «Il nostro sogno – spiega Bersani – se così si può dire, è costruire rapidamente una vera alternativa di governo credibile per gli italiani». In Calabria, invece, nonostante l’auspicio del Pd a primarie di coalizione, Pippo Callipo ha risposto picche e non correrà per la sfida del 14 febbraio. Tutta interna, invece, la partita umbra che oggi, con le primarie, sceglierà il candidato «poi dopo il voto analizzeremo le vicende di alcune regioni, come Umbria, Calabria e Puglia». La vittoria di Vendola contro il candidato Pd Francesco Boccia è ancora fresco e provoca reazioni interne».

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Berlusconi «In Italia fatto meglio di tutti gli altri paesi»

LA POLEMICA

IL NUOVO CENTRO

Appello al Pdl

Il premier preoccupato

Casini: «In Puglia L’opposizione per il voto disgiunto» incalza sulla crisi di LUISA AMENDUNI

Genchi ironizza sull’aggressione a Silvio

Il leader centrista frena Bersani su Idv

L’ESPERTO di intercettazioni tradito da un normale microfono: Gioacchino Genchi, ospite al congresso dell’Italia dei Valori, si è forse lasciato prendere la mano dal clima antiberlusconiano che si respirava nella sala, e quando ha preso la parola, ha metaforicamente gettato la sua bomba. «Nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c'è nulla di vero», ha detto spiazzando la platea. Ha quindi parlato esplicitamente di una «pantomima coronata dall’uscita di quel fazzoletto nero ed enorme che sembrava quello di Silvan dal quale mancava solo che uscisse un coniglio». Ma non basta, Genchi, che si è fatto forte della sua «esperienza in polizia», ha anche citato, per mettere in dubbio anche quell'episodio, la vicenda del «cimicione enorme» che Berlusconi, allora all’opposizione, ritrovò nel suo studio accusando le procure rosse e che – ha affermato il consulente informatico – era chiaramente falsa». Sospetti pesanti che hanno fatto uscire dai gangheri il Pdl, ma che hanno indotto anche esponenti dell’Idv a prenderne le distanze, a cominciare dallo stesso Antonio di Pietro che in una nota ha definito “inimmaginabile e fantasiosa» la tesi del falso incidente.

ROMA – Nessuna alleanza possibile tra l’Udc e l'Idv. Pier Luigi Bersani deve capirlo una volta per tutte. E' chiaro il messaggio che il leader centrista, Pierferdinando Casini, manda al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Parlando ad una iniziativa dei Liberal Democratici, Casini ribadisce le sue critiche al leader Idv, spiegando che «è inutile che si metta il doppiopetto governativo al congresso. L'Idv è un ostacolo a qualsiasi alleanza di Governo e se Bersani non capisce che così l’Idv è solo funzionale a Berlusconi perchè è una caricatura della politica, più che ripeterglielo io non posso farci niente». Casini rivendica poi la «posizione coerente dell’Udc sulle alleanze per le regionali: «A nord vogliamo mettere una diga all’espansione della Lega e, per questo, ci alleiamo con il Pd. Ma a sud è difficile trovare una sintonia con chi ha amministrato ed è stato un esempio non di buon governo, come nel Lazio, in Campania e in Calabria». Sull’Udc Casini ha detto che «L'obiettivo è costruire un partito nuovo, capace di attrarre elettori non solo nell’area del centro e dei moderati, un partito con tanto di iscritti e tesserati che lavori per il dopo Berlusconi».

BARI – Pier Ferdinando Casini da Bari lancia un appello al Pdl per trovare un’intesa in Puglia in vista delle regionali, risponde per le rime a Bossi e, commentando la “ritrovata armonia”tra Di Pietro e il Partito democratico, si dice anche «molto preoccupato per il Pd». IL leader centrista non rinuncia alle battute ironiche contro Bossi e Di Pietro, «che non meritano –dice –di essere favoriti da un bipolarismo che in Italia non funziona». Ma è la vicenda Puglia, la competizione elettorale di marzo, a tenere banco. La vera alternativa «alla sinistra massimalista» di Nichi Vendola (Sel), presidente uscente della Regione Puglia, e, dopo le primarie, candidato del centro sinistra, per Casini ha un solo nome: Adriana Poli Bortone. È lei la «persona più forte da mettere in campo». Certo non sono necessari i sondaggi per fugare ogni dubbio: il Pdl – ammette – è più forte dell’Udc in Puglia, ma Adriana Poli Bortone ha carisma, ha «una caratura riconosciuta da tutti». Di qui l’appello al Pdl: «è ancora possibile fare un accordo accettando un ticket con la presidenza ad Adriana Poli Bortone e Rocco Palese alla vice presidenza». Ma una cosa è certa: se l’intesa con il Pdl non ci sarà, avverte Casini, «faremo appello al voto disgiunto, al centro destra e al centro sinistra». Le agenzie non fanno in tempo a battere la notizia che

il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto risponde: “Casini ha voglia di scherzare», cerca «di creare un clima di contrapposizione e di scontro che non fa bene a nessuno». Adriana Poli Bortone «è la migliore risposta che noi dell’Udc diamo» e «nel 60% del territorio nazionale – dice Casini – abbiamo un candidato nostro, alla faccia dei due forni, dei tre forni, delle campagne di intimidazione che sono state fatte contro di noi. Abbiamo una linea chiara, capisco che non piaccia all’on.Bossi». E a proposito di Bossi dice: «Anche oggi polemizza con noi e io vorrei dire all’on.Bossi: se non contiamo niente perchè vi occupate sempre di noi? Ci viene il dubbio di contare qualcosa». Ricorda poi la battaglia fatta in Parlamento «non contro il federalismo ma contro questo federalismo che finisce per essere distorsivo delle ragioni ad esempio di quelle delle regioni meridionali». Ed è proprio su questo tema che è nata una omogeneità politica con Poli Bortone. «Certo – conclude Casini – ciascuno di noi ha una storia diversa: io vengo dalla Democrazia cristiana, lei è il prototipo di una donna di destra che ha fatto una sua battaglia nella società, però abbiamo una cosa in comune: non vogliamo avere padroni, nè a destra, nè a sinistra, siamo allergici. E i padroni non sempre sono a destra, a volte ci sono forme di padronanza non meno insidiose anche a sinistra».

Battute ironiche su Di Pietro

di CRISTINA FERRULLI ROMA – Silvio Berlusconi è preoccupato per la situazione economica di alcuni paesi europei, come conferma il crollo della borsa di Madrid. «Noi invece stiamo meglio di tutti gli altri», è l’ottimismo sfoggiato dal presidente del consiglio che conferma il taglio delle tasse del governo. E si riapre con lo scontro con l’opposizione, con un botta e risposta con il leader Pd Pier Luigi Bersani. «Il governo da 20 mesi minimizza la situazione e questo ci ha provocato guai» attacca il segretario convinto che sulle tasse Berlusconi «prende in giro» gli italiani. Mentre il leader dell’Udc parla di un premier «fantasioso». Per il presidente del Consiglio, la ricetta economica del governo per affrontare la crisi ha funzionato. «Credo che la grave crisi economica – è la convinzione di Berlusconi – sia stata affrontata bene: non abbiamo aumentato le tasse e abbiamo superato con misure sagge e lungimiranti gli effetti peggiori della crisi». Anzi per il capo del governo non solo le tasse non sono aumentate ma sono diminuite «eliminando l’Ici» e agevolando le imprese per ben 2 miliardi di euro, pur nel rispetto dei conti. Ma l’opposizione non ci sta. «Non so in quale paese vive Berlusconi. Certo che l’Italia c'è ma il paese c'è poco», si chiede il capo dei democratici che da giorni incalza il governo chiedendo misure più incisive per situazioni di crisi come Alcoa o nella vertenza con la Fiat. Per Bersani, «l'Italia è nei guai, abbiamo 700 mila disoccupati e un milione di persone sotto ammortizzatori» e quindi più che mi-

Pierluigi Bersani

nimizzare il governo dovrebbe agire. E per l’opposizione è falso anche che le tasse siano abbassate. «Le tasse – attacca il leader Pd – sono cresciute e siamo arrivati al 23 giugno come giorno in cui finiamo di lavorare per lo Stato. È un record. Le tasse si fanno sentire sempre più per quelli che le pagano». Accuse che sembrano non intaccare la maggioranza che fa quadrato attorno al premier: “Berlusconi e il governo – replica tra gli altri il portavoce del premier Paolo Bonaiuti – hanno affrontato così bene la crisi da meritare i complimenti dei più grandi organismi economici mondiali come Ocse e Fondo Monetario e l’apprezzamento dell’Europa. Bersani lo lasciamo ai suoi abbracci con Di Pietro».

ROMA – Silvio Berlusconi rivendica i risultati del governo, a cominciare da quello di aver reagito “meglio di tutti gli altri» davanti alla crisi, evitando fra l'altro di far fare al Paese la fine di Grecia e Spagna. Sostiene di aver già abbassato le tasse, eliminando l’Ici e riducendo di 2 miliardi le imposte alle imprese. E in vista delle regionali punta sul rilancio del piano casa, che può dare una «sferzata» all’economia da 50 miliardi di euro e, novità, sul 'pollice verde’ dei candidati governatori. Competizione elettorale, precisa comunque il premier, che vede il centrodestra in netto vantaggio visto che i sondaggi attribuiscono alla maggioranza «quasi il doppio dei voti» del centrosinistra. Il leader del Pdl si sente già in campagna elettorale. Lo si capisce da come si rivolge alla platea di Cassano Magnago dove si inaugura l’apertura dei lavori della Pedemontana. Al telefono da Roma, esordisce con una battuta dal sapore leghista: «Sono rimasto qui per tenere sotto controllo la burocrazia romana», dice in cerca dell’applauso dei presenti. La competizione con il Carroccio, almeno nel Nord, si fa sentire. Come dimostra un siparietto con Umberto Bossi. Berlusconi veste i panni del presidente ecologista e chiede a Roberto Formigoni, anch’egli in sala, e agli altri candidati del centrodestra di «rendere più verde l’Italia». Il Senatur lo interrompe: «Silvio, lassa stà, ci pensa la Lega a rendere verde la Lombardia...». Pronta la replica ironica del premier: «Ne sono felice, però guarda che l’italiano che ha piantato più alberi in Italia sono io e quindi su questo siamo in competizione assoluta». Nonostante l’impronta ecologista, il Cavaliere rivendica la scelta dell’atomo. «Il rilancio del nucleare e delle altre fonti alternative – sostiene – renderà più leggere le bollette degli italiani e delle imprese». Ma è sul piano casa – già varato dal governo ma mai attuato nella maggior parte delle regioni – che punta per convincere gli elettori. Conferma così che i candidati governatori del centrodestra si impegneranno a dare immediata attuazione alle norme che consentono di ampliare le abitazioni fino al 35%. Un’operazione che, assicura, potrebbe dare una «sferzata positiva» all’economia da oltre 50 miliardi di euro. Il resto dell’intervento Berlusconi lo passa elencando le cose fatte: a partire dalla riapertura dei cantieri bloccati durante il governo della sinistra. Inoltre, aggiunge, abbiamo “affrontato e risolto emergenze vecchie e nuove», come quella dei rifiuti in Campania, la crisi di Alitalia, il terremoto in Abruzzo; ma anche avviato una «lotta senza quartiere» alle mafie e all’immigrazione clandestina. Insomma, dice, «credo di essere giustamente soddisfatto di quanto fatto fino adesso». L’Italia, prosegue, è «tornata protagonista in Europa» e la «diplomazia commerciale» ha garantito un ritorno di “diversi miliardi». E tutto ciò, sottolinea, a dispetto dalle difficoltà dell’economia mondiale. «Nonostante questa crisi l'Italia c'è e c'è soprattutto un governo che ha lavorato bene per tutti gli italiani», con misure «lungimiranti» che hanno aiutato le famiglie a basso reddito, gli anziani e tutti coloro che hanno perso il lavoro. Il tutto, sottolinea, senza aumentare le tasse ed anzi riducendole: «Noi abbiamo eliminato l’ici e tolto 2 miliardi alle imprese». Risultati sorprendenti visto che «in Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri». Anche grazie a questi successi, promette il Cavaliere, i candidati del centrodestra possono godere di consensi alle stelle: Formigoni, assicura, «è ben oltre il 60%». Numeri che rendono «certa» la vittoria in Lombardia, regione che –chiosa non senza ironia –oltre ad essere il «traino» del Paese «ha dato all’Italia grandi uomini come il premier». Prima di congedarsi una stoccata all’opposizione: Sono sempre arrabbiati e poi cercano di sfogarsi buttandomi addosso di tutto e di più, ma io – conclude – ormai sono immunizzato».

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ROMA – Antonio Di Pietro scende dalle barricate e chiede al congresso dell’Idv una svolta che porti ad un avvicinamento con il Pd di Bersani con l’obiettivo di unire le forze per «buttare a mare il governo Berlusconi». Una linea che ottiene il consenso dei delegati, all’inizio non proprio scontato, del Pd di Bersani ma non quello dell’Udc di Casini. Se era dato per certo che non avrebbe avuto problemi contro il candidato di bandiera Francesco Barbato, non era invece sicuro che l’ex Pm ce la facesse a uscire in alcun modo scalfito da un congresso vero, con tanti malumori della base. Di Pietro ce la fa con una mossa politica non scontata, un vero e proprio cambio di passo con il quale impone all’Idv di diventare partito non più di lotta ma di alternativa di governo. Una strategia che lo porta più vicino al Pd, come emerge in maniera vivida nell’abbraccio con Bersani alla fine del suo intervento. E che appare chiaro anche quando Di Pietro, con un colpo di teatro, porta al congresso Vincenzo De Luca e impone per acclamazione il sostegno dell’Idv alla sua candidatura in Campania. Con buona pace di Luigi De Magistris, vero sfidante di Di Pietro che però sembra dover attendere ancora un pò per tentare l’assalto alla presidenza. Magari quel 2013 dopo il quale Di Pietro fa sapere che si farà da parte restando a fare, in buona sostanza, il 'padre nobilè del partito. Plaude il Pd. Bersani valuta con favore il «passo» di Di Pietro verso una politica meno movimentista, ma l’Udc, che ha disertato il congresso, va all’attacco. La miccia dalla quale parte è l’intervento durissimo di Gioacchino Genchi al congresso che arriva ad avanzare dei dubbi sull'aggressione al presidente del Consiglio a piazza del Duomo. «Non è un partito serio» un partito che lascia spazio a Genchi per non riconoscere l’aggressione a Berlusconi, dice Casini. Di Pietro prende le distanze dall’ex consulente di alcune procure, e chiude così il caso. La giornata è comunque segnata dalla “svolta” di Di Pietro. La piazza non basta più per contrastare il governo, dice. «Se vuoi essere una opposizione che urla solo nelle piazze - sottolinea – va bene, c'è lo zoccolo duro che ci vota, poi, a seconda del momento puoi prendere il 2 o l’8%. Ma se guardiamo solo al voto della pancia questo alla fine dipende solo dal mal di pancia del mo-

mento, è un voto di diarrea politica». Il punto è che, però, in questo modo non si sconfigge il centrodestra. E «io non voglio morire all’opposizione di Berlusconi o aspettare che vada in pensione, voglio sconfiggerlo politicamente». E questo si può fare attraverso un’alternativa: «dobbiamo sapere che non possiamo farlo da soli, sennò restiamo settari». Insomma uniti perchè “dobbiamo buttare a mare il governo Berlusconi». Una svolta positiva per Bersani, quella di Di Pietro. «E' importante – commenta il segretario del Pd – dire di voler fare alternativa e non opposizione: mi fa piacere che l’Idv faccia un ulteriore passo in avanti in questa direzione». Certo, resta nel partito una linea alternativa e più movimentista a quella dell’ex pm che si fa sentire quando in sala arriva Nichi Vendola accolto da un coro “Nichi-Nichi”. È quella di De Magistris (che annuncia oggi che si iscriverà al partito) che non rinuncia a rimarcare alcune distanze, a partire dalla questione Campania: «De Luca? – dice a proposito dell’intervento del sindaco di Salerno chiamato da Di Pietro al congresso – non l’ho sentito. E comunque un nuovo sud può partire da Vendola, da me e da chi è nell’Idv ma non dalle favolette che ha raccontato De Luca al congresso». Se ne riparlerà comunque più avanti. Magari nel 2013, quando, ha sorriso Di Pietro, «mi chiamerete come socio onorario: il mio obiettivo è quello di passare la mano, ma solo dopo aver portato la nave in porto, ovvero dopo aver liberato il Paese da questo governo». Vincenzo De Luca, resta la sorpresa del primo congresso nazionale dell’Idv. Il candidato del Pd alle regionali in Campania, invitato in mattinata con una telefonata da Antonio Di Pietro, arriva nel primo pomeriggio a Roma, sale sul palco dove si impegna a «sottoscrivere un codice etico» e riceve una “standing ovation”dai delegati che gli danno così la loro investitura per la candidatura. La platea risponde così alla richiesta di Di Pietro di «una assunzione di responsabilità collettiva» sulla scelta del candidato per la Campania, ma non ascolta l’appello di Luigi De Magistris che su De Luca invece «non cambia idea». Soddisfatto, invece, il Pd. Pier Luigi Bersani fa visita al congresso poche ore prima che arrivi De Luca, quando è però già chiaro che si sta andando verso una intesa sul nome del sindaco di Salerno.

LA CRISI ECONOMICA

di FEDERICO GARIMBERTI

Svolta al congresso per il candidato in Campania isolato De Magistris che ribatte: «Non cambio idea» di TEODORO FULGIONE ed ALESSANDRA CHINI

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8 Primo piano

Domenica 7 febbraio 2010

VERSO LE ELEZIONI Intervista Magdi Cristiano Allam: come è nata la candidatura, l’iniziale a sponsorizzazione di Berlusconi, la scelta di essere alternativo alla destra e alla sinistra

Primo piano 9

Domenica 7 febbraio 2010

Ipse dixit La fede cristiana: solo recuperandola si potrà avere un cambiamento autentico, anche in Basilicata

L'emigrazione: «Faccio un appello al milione di lucani che stanno nel mondo: ripopoliamo la Basilicata, il loro contributo è fondamentale»

l voto coatto: «In questo momento c'è un 30% di lucani indecisi e un 15% che ha deciso di non andare a votare. La campagna elettorale è appena iniziata.

di ANDREA DI CONSOLI

Lo straniero: Se l'essere originari e nativi della Lucania fosse il presupposto che garantisce la competenza, l'efficenza e la capacità di dare delle risposte adeguate ai tanti problemi che ci sono in Lucania, non capisco perché oggi la Lucania sia una terra così degradata

«I lucani liberi a casa propria» che sono 131, tutti attanagliati da mille problemi. Io sono ovviamente consapevole della situazione demografica in Basilicata, sono consapevole che ci sono solo 12 comuni con oltre 10.000 abitanti, e che tutti gli altri comuni sono piccoli o piccolissimi. Ma vorrei dire che questa tipologia non appartiene solo alla Basilicata. Pensiamo alla Valle d'Aosta e al Trentino Alto-Adige, e cito queste due regione perchè hanno una vocazione turistica come la Basilicata. Anche lì noi troviamo una popolazione molto dispersa sul territorio, ma con un esito differente, perché le piccole comunità possono essere una straordinaria fonte di sviluppo se si individua un percorso di sviluppo che sia in sintonia col territorio. Se lo sviluppo invece viene affidato solo alla Fiat o all' Eni, o ad altri pescecani che arrivano in Basilicata con denaro pubblico per realizzare dei facili guadagni e, nel momento in cui se ne vanno, lasciano alle spalle disastri ambientali e disoccupazione, è chiaro che noi ci domandiamo se sia mai compatibile questa distribuzione demografica con un modello di sviluppo così rapace. E quindi che si fa? Però non è che la classe dirigente di oggi e di ieri non ci abbia pensato. Non siamo all'anno zero delle proposte politiche, insomma.

Sì, ma il modello di sviluppo noi lo dobbiamo parametrare sul territorio. Il ripopolamento della Basilicata deve essere una priorità assoluta, e poi dobbiamo incentivare la natalità, incentivare la famiglia, la cultura della vita. Dobbiamo però innanzitutto fermare l'emorragia dei giovani. Ci sono migliaia di giovani che emigrano perchè in Basilicata non hanno la possibilità di lavorare. L'emigrazione è uno degli eterni problemi della Lucania, lo saprà bene. Voglio fare attraverso il "Quotidiano" un appello al milione di lucani che stanno nel mondo. Chiedo loro caldamente di pensare alla possibilità di ritornare in Lucania per essere i promotori di una rinascita. Il loro contributo è fondamentale. Sono quindi per il ripopolamento della Basilicata, e per tutto ciò che serve a fare della Basilicata una terra capace di affermare il diritto dei lucani a potervi risiedere nella salvaguardia della loro dignità, con la schiena dritta, senza doversi sottomettere a un regime di sinistra che oggi ottiene il consenso ricattandoli con il voto in cambio del lavoro, della pensione e di altre prebende. Il suo movimento "Io amo la Lucania" si presenta come alternativa al Pd e anche al Pdl. Eppure all'inizio si parlava di una

sua candidatura in Basilicata a capo del Pdl, con tanto di avallo della direzione nazionale e finanche di Berlusconi. Cos'è successo nel frattempo? C'è stato un atto pubblico di Silvio Berlusconi in cui ha sostenuto il sostegno del Pdl nazionale alla mia candidatura. C'è stata una presa di posizione pubblica del Pdl nazionale, che risale al 20 gennaio, in cui si affermava che il Pdl sosteneva Magdi Cristiano Allam alla Regione Basilicata. Purtroppo si sono rimangiati la parola data, e si sono dimostrati inaffidabili. Questo mi ha incoraggiato ad andare avanti. Io non sono nè di questa sinistra nè di questa destra. E so che la maggior parte dei lucani perbene e onesti voterà me. "Io amo la Lucania" è l'unica vera alternativa, la garanzia di un cambiamento reale. In questa prima fase di programma elettorale lei sta molto insistendo sulla povertà dei lucani. Parto dai dati oggettivi. Oggi il 25% delle famiglie, parliamo di circa 80.000 persone, vive al di sotto della povertà. Circa il 10% dei lucani non ha i mezzi di sostentamento per sopravvivere. Circa 3.000 giovani ogni anno sono costretti a emigrare perchè non hanno prospettive di lavoro in Lucania, perché il 60% delle occupazioni disponibili provengo-

«Ho scelto la Basilicata come la mia patria definitiva» Incentivare la natalità, la famiglia, la cultura della vita Il consociativismo della politica lucana: i lucani sono oppressi, non sono pienamente a casa loro no dalla pubblica amministrazione Questo quadro evidenzia il fallimento sostanziale di un modello di sviluppo. Quindi c'è qualcosa che non funziona, che scoraggia gli imprenditori liberi a investire in Lucania, e che incoraggia i pescicane a venire in Lucania sfruttando i fondi dell'Unione europea. Onorevole Allam, immagino però che lei sia consapevole del fatto che buona parte dei voti in Lucania siano gestiti dai forzati del consenso. Il voto di scambio lascia margini risicati al voto libero di opinione. Ne è consapevole? Secondo varie rilevazioni ci sono in questo momento un 30% di lucani indecisi, che non sa chi votare, e poi c'è un 15% di lucani che ha deciso di non andare a votare. Io credo che se si sommano queste realtà, c'è una maggioranza che sicuramente non si riconosce nella classe politica attuale. Poi la campagna elettorale vera e propria non è ancora iniziata, e bisognerà sicuramente attendere per capirne toni e sviluppi, ma sono fiducioso, perché è indubbio che ci sia una maggioranza di lucani che vuole porre fine a questo degrado che c'è. Da dove partire? Bisogna mettere in cima al nuovo modello di sviluppo economico il turismo, l'agricoltura, l'artigianato, la piccola e media impresa. Il

turismo è da intendersi come un modello di sviluppo che metta insieme i trasporti, le navi, gli aerei, le automobili, le infrastrutture, che oggi mancano in Basilicata, e infine una politica edilizia che sia consona al turismo. Non è possibile promuovere il turismo e poi cementificare. E il tema energetico? Come si pone nei confronti del nucleare? Cominciamo da quest'ultimo tema così eliminiamo ogni equivoco. Io sono totalmente contrario all'uso della Basilicata come spazzatura delle scorie radioattive. Si tratterebbe di una grave violazione della salute e della prospettiva di valorizzazione turistica della Lucania. E questo è fuori discussione. Per quello che riguarda la politica energetica credo che si debba fare uno studio approfondito a partire da quelle che sono le moderne tecnologie in tema di energie pulite e alternative. E vorrei evidenziare come ci siano due approcci diversi al problema: il primo è di tipo centralista, e prevede centrali nucleari, pale eoliche, cellule fotovoltaiche; il secondo invece investe nella singola struttura abitativa, sia sul piano del consumo energetico, sia sul piano del riscaldamento. Io dico che dobbiamo valorizzare tutte le opportunità possibili, e fare in modo che il risultato corrisponda al minor dan-

no ambientale possibile. Dobbiamo però affidarci agli esperti, valorizzare al massimo le tecnologie verdi. Detto ciò è del tutto evidente che il turismo ambientale può davvero rappresentare il motore dell'economia lucana, a differenza del petrolio, perché è una risorsa rinnovabile e eterna. I lucani sono semplici e ospitali. I lucani hanno un cuore d'oro. Avrà certamente letto le cronache giudiziarie sorte intorno al cosiddetto filone "Toghe lucane". Pensa anche lei che in Lucania ci sia un comitato di affari comprendente politici, imprenditori e burocrati? Che il sistema politico in Basilicata sia corrotto questo non sorprende nessuno, perché il sistema è tutto marcio, è un sistema oppressivo, è un sistema che si basa sul ricatto, e in questo marciume non è difficile che accadano episodi di corruzione. Il contesto complessivo è un sistema dove non ci sono virtù e valori, ed è immaginabile che anche i singoli apparati dello Stato ne risentano, magistratura inclusa. Va bene, si sta facendo un'idea della Lucania e delle sue potenzialità. Ma sono in molti a pensare che lei, se non dovesse diventare Presidente della Regione, se ne tornerà a Strasburgo, e dimenticherà in fretta la Lucania. Ci garantisce che il suo impegno in questa terra

durerà anche negli anni a venire? Io considero la Lucania come la mia patria definitiva, la mia terra di residenza definitiva. Prenderò casa in Lucania, e qualunque sia il risultato delle elezioni, io continuerò a fare politica in Lucania. Io voglio portare avanti una missione che consenta ai lucani di essere liberi a casa propria. Come ha reagito il clero lucano alla sua candidatura? Negli incontri che ho avuto finora con i vescovi e i sacerdoti ho trovato ovunque grande simpatia, grande interesse, grande disponibilità. Ovviamente la Chiesa come istituzione non si pronuncia su un piano politico, ma è indubbio che la mia proposta politica è in totale sintonia con la dottrina sociale della Chiesa, con quelli che sono i fondamenti del cristianesimo: la sacralità della vita, la difesa della dignità della persona, la libertà di scelta. Con quali metodi sta costruendo la sua lista elettorale? Per quello che riguarda la lista dei candidati alle elezioni regionali, saranno tutti scelti dalla società civile. Ogni nome incarnerà una storia di grande autorevolezza, anche nella semplicità del percorso e del vissuto personale. Nel complesso, la mia lista verrà chiaramente percepita come la lista delle persone perbene e di buona

volontà. Sì, ma come la mettiamo con il poco tempo che ha a disposizione? Chi le garantisce che in così poco tempo avrà la possibilità di scegliere nomi giusti e persone serie e affidabili? Hai perfettamente ragione. Il tempo è sicuramente molto poco, quindi la presenza di collaboratori affidabili e bravi diventa fondamentale. Aggiungo tuttavia che, come spesso accade nella vita, spesso le scelte che facciamo sono scelte del caso. E c'è sicuramente la mano della Divina Provvidenza in quello che sto facendo. Quindi è verosimile che se io avessi davanti a me 6 mesi, i 30 nomi da inserire nella lista regionale sarebbero ancora più validi, ma nella vita bisogna comunque confrontarsi con delle contingenze. E io lo sto facendo fino in fondo. Cosa pensa del paesaggio e del territorio lucano? La Basilicata è soprattutto natura, campagna, paesi. Se la sente di confrontarsi anche con la solitudine di un paesaggio umano e naturale che è agli antipodi dei frastuoni delle grandi metropoli? Pur provenendo da una megalopoli come Il Cairo, quando mi trasferii da Il Cairo a Roma, nel 1972, con una borsa di studio per completare l'università a Roma, Il Cairo aveva 5 milioni di abitanti, mentre oggi ne ha oltre 17 milio-

ni. Io, forse in reazione a questa grandezza, ho sempre amato vivere nei paesini. Attualmente vivo in un paesino del viterbese. Sono perciò abituato al paesino, e amo vivere nel paesino, amo il rapporto con la gente, amo quando il rapporto con gli altri è caldo. Ha sentito ostilità in queste prime settimane di "discesa" in Lucania? Ci sono state delle aggressioni nei miei confronti, additando motivi razziali, sbandierando che un egiziano non ha i titoli per amministrare la Basilicata. Io invece mi sento italianissimo, vivo in Italia da quarant'anni. Voglio aggiungere che non soltanto questo non mi sorprende, ma mi incoraggia ad andare avanti, e mi ha convinto che l'investimento principale devo farlo nei confronti della gente comune. I miei interlocutori non sono chi sta al potere o chi fa la finta opposizione. Il mio interlocutore sono le persone comuni, la gente semplice, e voglio evidenziare la realtà dei fatti alla gente. Oggi esiste una storica opportunità di cambiare. Nel segreto dell'urna ciascuno sarà il protagonista del cambiamento, se lo vorrà. L'obiettivo finale è quello di far sì che i lucani possano essere, forse per la prima volta nella loro storia, veramente liberi e pienamente se stessi a casa propria.

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ONOREVOLE Magdi Allam, lei è consapevole di candidarsi a presidente della giunta regionale in una terra, la Lucania, dove storicamente il voto democristiano è molto forte e dove, negli ultimi anni, come un po' dappertutto, è in atto una forte scristianizzazione effettiva? E sa che quel che rimane del voto cattolico è intercettato da una classe dirigente che si ispira, sia pure a parole, alla dottrina sociale della Chiesa? Io sono molto fiducioso nella volontà di cambiamento di una maggioranza trasversale di lucani, perchè il livello di insofferenza nei confronti di un degrado generale, sia sul piano economico, sia sul piano socio-culturale, fa sì che la gente oggi sia disposta a tutto purché ci sia un cambiamento autentico. E questo cambiamento non potrà avvenire se non recuperando la fede cristiana, riconciliandosi con valori, tradizioni e regole che rappresentano l'identità autentica della popolazione lucana che, come hai giustamente ricordato, è da sempre terra di cattolicesimo convinto, ed è altrettanto vero il fatto che la scristianizzazione è un male presente in Italia, nel resto d'Europa e certamente la Lucania non è immune da questo male. Mi sembra però che in Lucania ci siano delle condizioni migliori rispetto ad altrove. Molti dicono: Magdi Cristiano Allam è un intellettuale di primo livello, ma non conosce i problemi, le persone e la storia della Lucania. Come risponde a queste legittime perplessità? Se l'essere originari e nativi della Lucania fosse il presupposto che garantisce la competenza, l'efficenza e la capacità di dare delle risposte adeguate ai tanti problemi che ci sono in Lucania, bene, non capisco perché oggi la Lucania sia una terra così degradata, non capisco perché il popolo lucano sia tra i più poveri d'Italia, nonostante sia potenzialmente tra i più ricchi. Io ritengo che oggi, a maggior ragione per il fatto che viviamo in un mondo globalizzato, anche se non si è nati in una regione, nel momento in cui ci si impegna a conoscere in modo approfondito le persone, si può essere promotori di una proposta politica alternativa e di rinnovamento anche in una terra dove non si è nati. Cosa significa per lei rinnovamento e alternativa? In primo luogo bisogna riformare una cultura politica che in Lucania ha accreditato sia la destra che la sinistra in un consociativismo che immobilizza e opprime i lucani, non consentendo loro di essere pienamente a casa loro, a subire il ricatto di chi in cambio della pensione o di un contratto di formazione, o di qualsiasi altro favore da parte dell'amministrazione pubblica, è costretto a dare il voto a Tizio, Caio e Sempronio. La Lucania, da questo punto di vista, è un regime comunista, perché la maggior parte dei lavori sono legati alla pubblica amministrazione. Io voglio cambiare tutto ciò, voglio contribuire a far sì che i lucani possano essere padroni a casa loro, che possa esserci un libero mercato, dove il bene comune sia garantito e dove il lavoro non sia una concessione, ma rientri in un contesto dove la meritocrazia e le regole valgano per tutti. Onorevole, lei sta iniziando lasua campagna elettorale in una Regione a bassa antropizzazione, in una Regione di appena 600.000 abitanti. Molto spesso le "relazioni corte" tra eletto ed elettorale sono esiti naturali, fisiologici. Non parliamo poi del problema dei paesi lucani,


Domenica 7 febbraio 2010

Verso le elezioni

Il sindaco di Melfi spiega perché lascia Nei prossimi giorni un incontro con Allam

E’ scontro tra Navazio e il Pdl Lui: «Mestieranti della politica». Il Popolo della libertà: «Superi le sue ambiguità» di EMILIO FIDANZIO MELFI - La decisione di lasciare il Pdl lucano da parte del Sindaco di Melfi Ernesto Navazio ha scatenato numerose reazioni. Molti gli attestati di stima ed espressioni di solidarietà pervenutegli, anche dalla base del Pdl, ma anche le puntualizzazioni forti da parte dei vertici del partito regionale, che sostengono di non aver mai fatto fuori ed escluso nessuno e che Navazio sia animato da spirito ed arrivismo personale. Non si è fatta attendere la reazione e la contro replica del primo cittadino federiciano: «Mi aspettavo gli strali e le bordate dei soliti mestieranti della politica che altro non sono che piccoli Vichinsky (un fedelissimo di Stalin nella condanna a morte di Trotsky ndr)», rimarca Navazio. E aggiunge: «Sfido tutti i vertici del Popolo della libertà di Basilicata ad un aperto confronto, nelle piazze, nei locali, dove vogliono loro, per vedere se riescono a sconfessare quanto ho sostenuto in questi ultimi anni e se quello che ho detto non sia la verità. Sarebbe anche la volta buona per discutere e dibattere visto che non ho mai avuto la possibilità di farlo se non attraverso i media. E’ il momento della catarsi nel popolo della libertà, era questa l’occasione giusta per formare un raggruppamento autorevole in cui ci si doveva mettere tutti, onorevoli, deputati, consiglieri, sindaci, se davvero si voleva vincere e cambiare. Invece noto che qualcuno non sa andare oltre la semplice denigrazione personale». Navazio di seguito snocciola tutto ciò che praticamente è avvenuto dal 2008 con la mancata elezione alle politiche, nel 2009, con il diniego a concorrere per le provinciali, ed ora cronaca recente alle regionali, con la mancata nomina sia in veste di presidente e poi anche l’impossibilità di gareggiare sul proporzionale. Insomma una serie di schiaffi in faccia che lo hanno portato alla scelta compiuta, quella di abbandonare il Pdl lucano. Particolare importante: non certo il partito berlusconiano a livello nazionale. Navazio crede ancora di potersi avvicinare politicamente al cavaliere di Arcore. Ecco perché starebbe valutando l’offerta propostagli da Magdi Allam ritenuto uomo assai vicino a Berlusconi. Tra lunedì e martedì prossimi Navazio incontrerà a Potenza il giornalista egiziano. La tentazione di candidarsi è forte, caldeggiata anche da chi gli sta vicino, e prescinde dalla possibilità strettamente legata all’eventuale elezio-

LA DICHIARAZIONE

Digilio: «Il nostro progetto non è affatto scalfito» IL senatore Egidio Digilio (Popolo della libertà), in una dichiarazione, ha detto che «il progetto del Pdl lucano non è minimamente scalfito nè da ripensamenti dell’ultima ora e tanto meno dal “nuovo guru della salvezza sulla terra” perché ha solide basi, ha consensi reali e non virtuali, legati solo ed esclusivamente a un sito internet, e soprattutto ha un futuro: il futuro è quello indicato dal presidente Gianfranco Fini: costruire la casa comune degli italiani e, per quanto ci riguarda, la casa comune dei lucani». Navazio

Dal Pdl uno scarno comunicato liquida il sindaco di Melfi: «Navazio chiude le porte al Pdl: il Pdl di Basilicata, invece, non ha mai chiuso le porte a nessuno, tanto meno a Navazio ricandidato a sindaco nel 2006 e sostenuto, lealmente, sino ad oggi. Pertanto - si legge nella nota - il suo atteggiamento appare pretestuoso e senza valide ragioni, se non quelle squisitamente di ordine personale legate alla sua carriera politica che non tiene conto del fatto che il Pdl di Melfi oltre ad esprimere il candidato presidente nella persona di Nicola Pagliuca, esprime il capogruppo Pdl alla Provincia e il vice coordinatore provinciale del partito. Alla luce di ciò si ha, quindi, la sensazione che lo stesso viva una eterna competizione con altri esponenti locali del Pdl e che confonda il “bene” della città di Melfi e del Pdl locale con la sua persona. Noi ci auguriamo, al netto delle sue “ambiguità”che ancora lo accompagnano (commissario Asi nominato dal centrosinistra), si schieri coerentemente accanto a noi in una campagna elettorale dagli esiti non scontati, che si preannuncia estremamente importante per il futuro della Basilicata».

ne. C’è voglia di misurarsi, far vedere che forza si ha, anche per far capire tangibilmente a qualcuno cosa si poteva fare se si fosse puntato su di lui ed il suo gruppo. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla carica di commissario Asi, una carica che Navazio ha dimostrato di saper gestire e che non gli dispiacerebbe che fosse riconfermata. In questo caso sarebbe controproducente una battaglia alle regionali, che potrebbe indispetti-

re chi avrà potere decisionale sulle nomine e che gradirebbe che Navazio in questo momento non facesse parte della competizione elettorale. Come si suol dire una pausa di riflessione in attesa di nuovi eventi, e perché no, nuove opportunità. Nel frattempo nonostante la contrapposizione netta all’interno del Pdl melfitano, l’amministrazione non sembra essere in pericolo. Punto primo perché Navazio all’interno, tra giunta e consiglieri, può conta-

re su un bel numero di fedelissimi, due perché buttare gioco a terra e far arrivare nuovamente un commissario sarebbe un suicidio per tutti, non dimenticando l’intesa siglata dalle parti, Melfi 2001, Forza Italia, An, relativamente al programma portato avanti dal sindaco Navazio. Dopo il precedente del dopo ’96, l’arrivo a Melfi di un commissario prefettizio sarebbe un clamoroso autogol. Per la serie, errare è umano, perseverare è diabolico.

IL LISTINO/1

LISTINO/2

RIFORMATORI

CATTOLICI

Bolognetti: «Fase gestita da ceto oligarchico»

Petrone: «E ora un governo di qualità»

Autilio: «In Basilicata la nostra casa comune»

Potenza: «Radici e principi evangelici»

IN UNO stato di diritto, il momento della presentazione delle candidature è il momento costitutivo della procedura elettorale e del formarsi dei poteri istituzionali. Come sia stata gestita, e come è gestita, questa importante fase dal ceto oligarchico partitocratico che governa la Lucania, è sotto gli occhi di tutti. Prima, lor signori, hanno approvato all'unanimità, il 14 gennaio, una nuova legge elettorale, tentando di spacciare un provvedimento figlio delle dilanianti faide partitocratiche, per una grande riforma. Poi, dopo aver approvato la legge, non rispettando il dettato costituzionale si sono guardati bene dal fornire chiarimenti sulla modulistica utile alla raccolta delle firme e informazioni che aiutassero ad interpretare la nuova legge. Viene da piangere a leggere le dichiarazioni del compagno/camerata Folino, il quale non ha ancora capito le ragioni che ci hanno portato a chiedere l'intervento del Governo e a valutare una richiesta di rinvio delle elezioni regionali in terra di Basilicata. Maurizio Bolognetti

LA CONCLUSIONE della vicenda legata alla riforma della legge elettorale regionale, con la decisione del Consiglio regionale di rimandarne l'applicazione alla prossima legislatura, in risposta all'impugnativa del governo, suggerisce diverse osservazioni. La riforma elettorale e quella dello Statuto regionale erano nel programma del centrosinistra, mai attuato; ora deve diventare centrale nell'impegno del centrosinistra, per avviare una interlocuzione vera con la società lucana sul suo assetto democratico. La necessità di abolire il listino, in teoria voluta da tutti, doveva suggerire non un espediente tecnico, ma una legge di riforma organica che contenesse anche una diversa impostazione del rapporto tra cittadini e Istituzioni. Noi abbiamo proposto una legge di questa natura, totalmente ignorata. I prossimi anni saranno decisivi per la Basilicata, per cui abbiamo bisogno di qualità e tenuta del governo regionale a cui Sinistra Ecologia Libertà non farà mancare il suo contributo di proposte e di iniziativa politica. Carlo Petrone Coordinatore Sinistra ecologia e libertà

L'ASSESSORE regionale alla formazione, Antonio Autilio (Idv), in una nota, ha detto che «il dibattito al congresso nazionale, come è stato riconosciuto dai dirigenti nazionali del Pd intervenuti, rappresenta un contributo importante per far nascere oltre che nel Paese anche in Basilicata la casa comune dei riformatori, in antitesi con quella dei conservatori , e allargando il fronte dei consensi per la conferma del centrosinistra alla guida della Regione con un programma all’altezza dei bisogni delle nostre comunità». Autilio ha aggiunto che «solo guardando lontano e sapendo che ci può essere una casa più grande della nostra, si possono determinare le condizioni per vincere la sfida elettorale e governare il nostro Paese, restituendo alla politica il ruolo di servizio dei cittadini per intercettare esigenze e bisogni collettivi. E’ questa anche una prospettiva che offriamo alla società civile e a quanti si mantengono ai margini della politica, attraverso nuovi stimoli per dare il proprio contributo civico. Ed è proprio quello che in Basilicata – ha concluso l’assessore – abbiamo fatto nella legislatura che sta per finire».

«IL “SOGNO” del presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco, di veder nascere in Italia una nuova generazione di politici cattolici può diventare realtà, a breve, almeno in Basilicata in occasione delle prossime elezioni regionali con l'affermazione di una classe dirigente responsabile con radici profonde ai principi evangelici». E’quanto sostiene il segretario regionale della Basilicata della Dc Giuseppe Potenza presentando la “giornata della preghiera per il lavoro”. «Domani in occasione della Santa Messa della domenica - spiega il segretario democristiano - i nostri iscritti e militanti ciascuno nella propria parrocchia pregherà per il lavoro che oggi è la prima grande emergenza sociale, a sostegno degli appelli che sono venuti negli ultimi tempi da numerosi vescovi italiani. Anche nella nostra regione quasi ogni giorno - continua - sono a rischio posti di lavoro. Vorrei ricordare l'ultima vertenza che riguarda 50 operai della Gdi cucine di Baragiano che non vogliamo lasciare soli ricordando le parole di Mosignor Todisco nell'omelia della Messa di Ferragosto celebrata al presidio degli operai della Lasme di Melfi».

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L’ANALISI

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Come rendere etico il listino di ADELTINA SALIERNO E adesso che il listino di maggioranza c'è, archiviati i commenti sulla decisione del Consiglio Regionale che, ripeto, mi ha profondamente amareggiato, perché non tornare al significato originario e “positivo”, sganciandolo da ogni possibile trattativa tra i partiti? A me pare questo un interrogativo tutt'altro che formale, né tanto meno da affidare al “buon senso” delle segreterie dei partiti e ancor meno ad esiti di “conclavi” di pochi (saggi e non) rinchiusi in una stanza. Una scelta di aprire il listino realmente alla società civile in tutte le sue diffuse articolazioni culturali, ideali, civili, sociali, dei mondi del volontariato, delle professioni e dello sport, al rinnovamento genera-

zionale e alla rappresentanza di genere, inoltre, è in qualche modo sollecitata dall'annuncio, in queste ore, della presentazione di liste cosiddette autonome che si aggiungono a quelle già annunciate. Si tratta di liste di un'associazione di giovani (che si somma ad un'altra caratterizzata dai temi ambientali ben radicati tra le giovani generazioni) e di una lista di imprenditori edili che, a parte la modalità impropria prescelta, comunque esprimono esigenze legittime di tutele imprenditoriali. Se dovesse affermarsi nella società civile lucana il principio che ciascuno deve fare una lista per tutelare un valore o magari una lobby è ovvio che ci troveremmo di fronte ad una situazione ingovernabile e di frantumazione che acuirebbe quella che già si profila attraverso un affollamento di liste e di candidati Presidente, senza prece-

denti. E' comunque anche questo il segnale che la “vecchia”politica non riesce più ad interpretare tutte le esigenze e i bisogni e ancor meno il comune sentire della gente. Il “rimedio”, nonostante la sconfitta per la mancata mini-riforma elettorale, adesso c'è. Basta solo acquisire la piena consapevolezza che è una strada utile, almeno al Pd e al centrosinistra e allo stesso Presidente, che potrà contare su una squadra di “pensatori” e comunque di gente con le antenne e i piedi sul territorio. Dunque un'occasione da non sprecare perché consentirebbe di rimediare anche ai problemi che, con la composizione delle liste si ripresenteranno a breve, del ricambio generazionale e del numero ridotto di donne, perché è ormai arcinoto che in questi meccanismi della politica i giovani e le

donne sono gli anelli più deboli, quelli che non sono in grado di reggere una competizione da migliaia di voti di preferenza. E credo nessuno possa più far ricorso all'”alibi” della “inadeguatezza” di giovani e donne rispetto alla macchina di una campagna elettorale che offre poche possibilità di tribuna e ancor meno di confronto su idee progettuali. La mia sollecitazione si riferisce anche ad un altro aspetto: a differenza del passato, quando qualche segnale di discontinuità pure è avvenuto, la scelta di candidati della società civile non deve risolversi nel classico “usa e getti”, nel senso che anche nel caso di non eletti si devono individuare strumenti e condizioni per avvalersi dell'impegno personale degli stessi candidati.

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10 Primo piano


L’ASSALTO ALLA DILIGENZA

l’Oroscopo ARIETE 21/3 - 20/4

di EMANUELE VERNAVA’ OVVERO le Amministrative di primavera Chiaramente da noi. In Italia. Stavolta, è una diligenza ricca. Quella che passeràil 28e il29 marzop.v.Le elezioniregionali, intredici regioni su venti. E, poi, come secondo o terzo premio della lotteria Italia, province e comuni. Non tutti, questi ultimi, necessariamente poco appetibili, perché quasi “desertificati”e, quindi, di scarsa utilità per il cursus honorum, pane e companatico, “importanza” e laute prebende, da estendere, se possibile, alla famiglia ea qualcheamico cui nonsi puòdir dino, soprattutto se ti ha aiutato. No, non sono qualunquista. Forse politicamente sì. Nel senso che rifiuto l'ideologia, lo dicevo qualche giorno fa. Perché l'ideologia ha bisogno di un capo, carismatico, in aeterno, come l'Unto del Signore. E al quale bisogna tributare onori e gloria, perdonargli tutto, anche se tocca la tua vita quando vuole, giovesco più del mito. Ma non pensiamo subito a Berlusconi e compagni, a D'Alema. Ma scendiamo dal vertice della piramide, fino agli ultimi della base. Ognuno è una fotocopia sempre più piccola del Capo. Il problema sarebbe inesistente, però, se tutti e fino al più piccolo fossero solo una “fotocopia”. Il guaio è che sono copie perfette sia pure sempre più minute. Cloni sempre più piccoli. L'intelletto “attivo” dei cloni però è una frazione non dell'Intelletto divino. É stato “plagiato”, in uno scambio osmotico, dal capo. E così tu puoi incontrare un'infinità di Berlusconi, di D'Alema, ma anche di Santanché, di Cicciolina (ve ne siete dimenticati?), molte volte più bravi dei capi. Proprio come in quella trasmissioni televisiva, non ricordo se su Rai1 o su Canale5, in cui spesso non riuscivi a distinguere, nel canto e nell'aspetto,la copia dal cantante vero,Celentano, Albano,ecc. Sequalchesociologo, chese ne intende, di società, volesse ricercare un metro per “leggere” gli obiettivi dei nostri politici, ma anche di tutti i “carrieristi” del nostro tempo, lo troverebbe immediatamente nella “determinazione” e nella “volontà ferrea” di farsi largo e conquistare il proprio posto al sole. Farsi largo con tutti i mezzi, a gomitate in una calca, con orditi quasi scientifici se si è un piccolo clone, con mezzi più elaborati e consistenti a seconda del livello politico a cui si aspira, fino alla “delegittimazione”, o alla eliminazione anche fisica, dell'avversario. Achille ed Ettore. Il loro duello, fino a quando la scuola farà leggere ai ragazzi la loro storia omerica, è attuale, non è mai finito. Come non è mai finito il nostro tifo per Ettore, lo sconfitto. “E tu onore di pianto, Ettore, avrai...”. Chissà perché molti di noi, o quasi tutti allora da ragazzi, hanno fatto il tifo per Ettore. Ma fare il tifo per chi è più forte è quasi un obbligo e una scelta necessaria nella storia umana. Chi era più forte, nel mondo primitivo, era una garanzia o comunque l'unica difesa che la tribù possedeva. Forte di muscoli. Ma anche oggi, il più forte deve avere anche i muscoli, come il nostro Silvio, il nostro D'Alema grande manovratore della sua barca. Ma anche i cloni più piccoli, quelli paesani, ti dicono che ti “proteggeranno”. Subito diventano dei patronus, o, detto in maniera meno colta, dei “protettori”. Ma, attenzione, “protettore” appartiene a due gerghi, nella nostra società, quello classico della malavita organizzata e quello della prostituzione, in gergo locale “magnaccio”. Ma l'obiettivo ferino di volersi accaparrare il meglio e il più, pare che ci sia anche nella Chiesa, tanto da indurre Benedetto XVI a dire che “Anche tra i sacerdoti sete di potere” (La Stampa del 4 febbraio 2010, p. 7). Dunque? “Che vuoi dire con queste chiacchiere?”, mi farà il mio oppositore. E che voglio dire, amico mio! Voglio dire che nella lottaper ilpotere,i plebeinonhannoalcuna intenzionedi creare una società più giusta, ma di prendere il posto dei patrizi, per fare le stesse cose, dominare sugli altri, crearsi privilegi e soprattutto organizzarsi per non perdere più la poltrona. “Aiutare” e “servire” chi ha bisogno appartiene all'utopia. Alla religione, in particolare a quella cristiana. Immaginiamo, però, che chi viene eletto ad una funzione pubblica debba guadagnare quanto guadagnava nella vita civile. Se disoccupato, guadagnare uno stipendio medio che gli permetta di gestire le proprie cose. Inoltre recuperare le spese di servizio con meccanismi che non induca “in tentazione”. A proposito vedi che succede in Inghilterra in questi giorni per oltre trecento deputati, condannati per aver gonfiato le liste di “spesa” a volte di poche decine di sterline. E non c' è immunità o altro che tenga, in Inghilterra. Da noi se ne sarebbe fatta una questione “ideologica”, magistratura contro il potere politico, Gasparri Cicchitto e Capezzone, per tacere d'altri, contro Di Pietro il “giustizialista”, in questi giorni individuato come strumento della Cia , per abbattere con “Mani Pulite” la “prima” Repubblica. Tornando al nostro “eletto”, se sapesse che dopo otto anni massimo, o più o meno questa la durata del “mandato”, dovrà ritornare allo status civile precedente, lavoro o disoccupazione, tu pensi che accetterebbe lo stesso di assumere una carica politica? E sapendo che non potrà capitalizzare i tanti “meriti” acquisiti per il proprio futuro e per quello di quanti glisono rimasti“attaccati”, tupensi chelo farebbe lo stesso? Ma non scherziamo! Il nostro “clone”, però, può stare tranquillo. Le mie, sono solo elucubrazioni che nessuno prenderà in considerazione. Forse perché siamo tutti “cloni”. Tutti cerchiamo il potere, forse inconsciamente anch'io, che mi sforzo da quando sono nato di non vivere per acquisire potere. Almeno in maniera consapevole. “O esecranda brama dell'oro, a che cosa non spingi l'animo degli esseri umani!”. evernava@msn.com

Il Sole è promettente, favorisce le situazioni attorno a te. Gli amici ti invitano, ti propongono dei programmi simpatici, Marte approva.

TORO 21/4 - 20/5

La giornata procede con soddisfazione grazie a Mercurio e Plutone. Sei brillante, simpatico, hai voglia di trascorrere il tempo insieme ai tuoi cari. Novità in arrivo.

GEMELLI 21/5 - 21/6

Con i parenti della dolce metà, però, muoviti con cautela: serpeggiano tensioni. Gli amici ti invitano, ti propongono dei programmi simpatici per la serata.

CANCRO 22/6 - 22/7

VIA DALLA PAURA

Sei molto più sicuro di te, hai le idee ben chiare su quello che puoi e vuoi ottenere dalla vita, ti lasci guidare dal tuo istinto che ben difficilmente può fallire.

di ANGELO LUCANO LAROTONDA

LEONE 23/7 - 23/8

segue dalla prima mortificherà le nostre ambizioni. O deluderà le nostre aspettative. O ci farà del male. Pensare all'esistenza di una forza esterna a noi alla quale addossare ogni responsabilità per gli errori commessi, beh, fa sempre comodo. Rimane comunque il problema centrale di tutto il discorso: il male. Il male “del” mondo. Il male “nel”mondo. Esso ci fa paura. A volerlo pensare in termini filosofici si dovrebbe concludere che il male, il molto male e il poco bene è uno degli enigmi più duri del nostro stare “al” mondo. In termini antropologici dovremmo dire che il male fa comunque capo all'uomo. Quel “comunque” può davvero preoccuparci. E' come dire che è l'uomo stesso a concepire e a gestire il male con cui danneggiare il prossimo. Il discorso potrebbe complicarsi. Torniamo allora ad Agostino. Ho sempre raccomandato ai miei studenti universitari la lettura di uno dei libri più intensi e più belli mai scritti, le “Confessioni”,. Qui però voglio ricordare alcuni passi de ”La Città di Dio”. E ricordo: “Un pirata cadde prigioniero nelle mani di Alessandro Magno, che, nell' interrogarlo, gli chiese chi gli desse il diritto di infestare i mari. Il pirata rispose con franchezza, ma anche con arguzia e verità: “Per lo stesso diritto con cui tu infesti tutta la terra. Io uso una piccola nave e sono chiamato corsaro, tu usi una grande flotta, sei chiamato imperatore” (Libro IV, 4). Chissà che risposta darebbe un lavoratore licenziato da una delle tante fabbriche della Basilicata a chi si ripresenta alle elezioni scortato da corazzate di imprenditori, palazzinari, professionisti e promettendo di mettere “tutti i lucani al centro del futuro”, di un futuro felice e senza Ingannatori! E ricordo: “I cittadini acclamano non coloro che curano i loro veri interessi, ma coloro che favoriscono i loro piaceri, che non comandano cose difficili, che non proibiscono la poco onestà”(II, 20). Chissà come prederebbero tali parole i sindaci delle notti bianche sprecone e quelli delle 'e-state in città' per divertire i paesani ma ignorando i vecchi seduti sulle consumate panchine a contemplare le loro ombre di solitudine estrema. Chissà cosa direbbero quei funzionari che esaltano i creativi “patti con i giovani”, tanto sterili quanto improduttivi, patti che, esauriti i

finanziamenti pubblici, gettano nuovamente sulla piazza gli stessi giovani, autoreferenziali, disoccupati ed incompresi. Chissà che interpretazione darebbero quegli altri dell' assessorato che fanno da garanti del business delle scandalose società dei corsi di formazione, gestite anche da parenti, amici e conoscenti dei vari consiglieri regionali. E ricordo: “Interessa che aumentino le ricchezze [anche personali] per sopperire agli sprechi continui, per cui il potente può asservire a sé i deboli, e i poveri debbono inchinarsi al fine di assicurarsi un pane e godere della sua protezione in una supina inoperosità: il clientelismo come ossequio all'orgoglio” (II, 20). No comment… E ricordo un'affermazione forse utile ai candidati nelle prossime elezioni (riconosco però che non ne necessato perché già sanno il loro mestiere): “I governanti non badano se i sudditi siano più o meno buoni, ma solo se sono sottomessi; le regioni obbediscono ai governanti non come difensori della moralità [politica], ma come dominatori e garanti di una vita tranquilla e un po' godereccia; li temono da servi sleali, e non importa se li onorano con sincerità o ipocrisia” (II, 20). E ricordo anche alcune domande dell' intelligente retorica agostiniana: “Tolta la giustizia, che altro sono i regni della terra se non bande di disonesti? E una banda di disonesti, cos'altro è se non un piccolo regno? Non sono forse queste bande, associazioni di uomini comandati da un capobanda, legati da un patto politico e che si dividono il bottino secondo una legge stabilita tra di loro e da loro accettata?” (IV, 4). Dice così ed io non commento. Chiudo con una parola di speranza riferita alle alleanze politiche: “Negli strumenti a corda o a fiato, oppure nel canto vocale, si deve produrre un accordo di suoni; se esso non varia e rimane monotono oppure stride, l'udito resta offeso. L'accordo risulta armonico dalla regolata intensità e diversità dei suoni. Così pure la Regione: essa si armonizza dalle ben regolate relazioni tra partiti, allo stesso modo dei suoni diversi, ma moderati con maestria in un perfetto accordo. Quello che i musici chiamano “armonia” , nella Regione è la concordia; concordia civile di una società, l'indispensabile vincolo che la fa sopravvivere e che assolutamente non può esistere senza la “giustizia”” (II, 21, 1). Questo ci potrebbe aiutare a non avere paura.

Non rimanere chiuso nel tuo guscio: hai ragione, Mercurio ti rende scontroso, ma tu vai controcorrente, dimostra che sai andare oltre certe avversità.

VERGINE 24/8 - 22/9

Giove incoraggia le nuove conoscenze, la vita sociale: Mercurio si occupa con successo delle gite fuori porta, protegge il tuo rientro in città. Il Sole è monello.

BILANCIA 23/9 - 22/10

Organizzati come preferisci: ti diverti lo stesso. Saturno rende scorrevoli i rapporti con i parenti anziani: sai comprendere le esigenze. Il partner non può dirti di no.

SCORPIONE 23/10 - 22/11

Giove favorisce le simpatiche tavolate familiari: sei goloso, ma modera la gola, se non vuoi pagare lo scotto. Quale? Chili di troppo, colesterolo alto.

SAGITTARIO 23/11 - 21/12

Tra gli amici sei brillante, ricevi complimenti e inviti, a letto ti piace stupire il partner con instancabile fantasia. Peccato solo per Venere che ti rende insofferente.

CAPRICORNO 22/12 - 20/1

Giove è molto ostile, il suo passaggio rivela tensioni familiari, mette l'accento sui problemi domestici. Calma: un solo problema alla volta.

ACQUARIO 21/1 - 19/2

Bella l'energia, in questa domenica griffata Saturno e Venere favorevoli: sei brillante, affascinante, l'autostima è alta. L'erotismo ti scalda il sangue nelle vene.

PESCI 20/2 - 20/3

Sensuale, determinato, malizioso: la giornata propone seduzioni speciali. Plutone è alleato, significa che la tua capacità erotica è straordinaria.

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Domenica 7 febbraio 2010


COSTITUZIONE ABOLIZIONE DEL LISTINO di GIOVANNI RIBELLINO LA recente prospettiva espressa dal Governo di poter promuovere una “questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale” (Art. 128 della Costituzione) sulla nuova normativa regionale, approvata il 19 gennaio scorso per l'elezione 2010 del Consiglio regionale di Basilicata, con conseguente possibilità di annullamento di tali Elezioni, a parere di chi scrive, è infondata. Innanzitutto va evidenziato che, in base all'art. 117 della Costituzione, è di esclusiva competenza dello Stato solo la materia elettorale che riguarda specificamente l'elezione del Parlamento. Mentre l'elezione del Consiglio regionale costituisce “materia concorrenziale” in base all'art. 122 della Costituzione, così espresso: 1) Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi”. Ciò premesso, va evidenziato che l'abolizione del listino, ponendo sullo stesso piano i candidati, risponde al principio dell'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, espresso dall'art. 3 della Costituzione. Tale principio di uguaglianza formale trova la sua specificazione anche nell'art. 48 della Costituzione (“Il voto è….uguale”). L'uguaglianza del voto, comportante anche una libera scelta da parte degli elettori, traducibile attraverso l'attribuzione del voto di preferenza, consiste anche nei medesimi effetti prodotti dallo stesso. Tali medesimi effetti sono perseguibili solo attraverso l'abolizione del listino, in quanto verrebbero aboliti dati privilegi. Pertanto, qualora la nuova normativa regionale elettorale possa risultare in contrasto con alcuni principi espressi dalla L. 23/2/1995 n. 43 (nuova normativa per l'elezione del consiglio delle Regioni a Statuto ordinario), sarebbero quest'ultimi ad essere disapplicati, poiché, a loro volta, in contrasto coi principi costituzionali di uguaglianza espressi. Tale disapplicazione deriverebbe dal noto principio della gerarchia delle fonti, in base a cui, tra norme contrastanti derivanti da fonti di grado diverso, prevale quella di grado più elevato. Nel caso in questione, gli articoli 3 e 48 della Costituzione essendo di grado più elevato (in quanto norme costituzionali), prevarrebbero sulla preindicata L. n. 43/1995, in quanto quest'ultima di grado inferiore rispetto ai primi.. Inoltre, a pare di chi scrive, sarebbe infondato il richiamo operato dal Governo della sentenza n. 4 del 2010 della Corte Costituzionale, in relazione all'art. 5 della L. cost. 1999 n. 1. In base a tale normativa, sarebbero “esigui gli spazi entro cui può intervenire il legislatore regionale in tema di elezioni del consiglio prima dell'approvazione del nuovo Statuto”. In pratica, si afferma che, poiché non è stato approvato il nuovo Statuto regionale, sarebbe illegittima la nuova normativa regionale approvata il

Domenica 7 febbraio 2010

DI PIETRO, DILLA TUTTA... di FRANCESCO TOSCANO RICONOSCO ad Antonio di Pietro molte qualità e non nascondo l'utilità, in un contesto paludato e corporativo come quello italiano, di una opposizione come quella messa in atto dall'ex magistrato di Mani pulite che non scade mai nel politichese e nelle frasi di circostanza. Riconosco inoltre il merito all'Idv, partito che fino ad oggi è riassumibile nella figura del suo fondatore, di avere detto parole forti e coraggiose in favore di personaggi scomodi come Forleo, Genchi ed altri, finiti nel mirino di poteri più o meno limpidi che mal sopportano i "non allineati". Ci sono evidentemente equilibri di sistema che sorvolano le categorie di giustizia, consenso e democrazia, ma che vivono e si reggono in virtù di schemi diversi e spesso inconfessati ed inconfessabili. Non che ci voglia una grande fantasia per capire chi siano i padroni del vapore e le loro, stucchevoli e trasversali, articolazioni politiche ed istituzionali, ma comunque, di sicuro, non è facile né conveniente disturbarli più di tanto. Specie all'ora di pranzo. Forleo insegna. Queste medaglie recenti guadagnate sul campo, però, non possono sanare vicende passate, con Di Pietro protagonista, che anche alla luce delle foto pubblicate dal "Corriere" cominciano a prendere forma. La superficiale valutazione che derubrica a evento irrilevante la

scena che ritrae Di Pietro a tavola, tra gli altri, con Contrada il 15 Dicembre del 1992, in prossimità dell'avviso di garanzia a Craxi e dell'imminente arresto dello stesso ex numero 3 del Sisde (nove giorni dopo la cena in oggetto), non può essere in coscienza accettata. Stupisce poi il taglio informativo de il giornale libero "Il Fatto" che ha trattato la vicenda in questione come un Fede qualsiasi tratterebbe vicende riguardanti Berlusconi. Non vanno dimenticati alcuni aspetti. Primo: all'epoca della cena Contrada era già un personaggio pubblicamente discusso. Alcuni pentiti come Mutolo avevano già parlato di lui e il giudice Signorino si era già suicidato. Due: all'indomani della vittoria elettorale di Berlusconi nel 1994, lo stesso neopremier offrì un ministero di prestigio a Di Pietro (l'Interno) che ascoltò l'offerta, rifiutandola, come recentemente ricordato da Italo Bocchino, nello studio Previti dove si era volontariamente recato. Tre: che alcuni alti dirigenti del Pci uscirono miracolati da "Tangentopoli" lo sa e lo disse pure Di Pietro. In un "Porta a Porta" di qualche anno fa rivolgendosi a D'Alema, il Tonino nazionale si chiese retoricamente "che fine avesse fatto il miliardo portato a Botteghe oscure da Raul Gardini". Insomma gli elementi da chiarire sono tanti e le ipotesi sono tutte aperte.

SVOLTA DEL GOVERNO E SCONCERTO LUCANO SCONCERTO per la china imboccata dal Governo nazionale, questa è l'unica reazione possibile per i lucani che hanno a cuore la propria terra. Ora la misura è colma. La chimica di Stato, che ha inquinato abbondantemente la Lucania, tanto da provocare un innegabile incremento delle malattie tumorali, è svanita come una zaffata di vapore di una vecchia locomotiva. L'industria del Nord ha goduto di finanziamenti statali, in perfetto stile mordi e fuggi, lasciando sul campo cassintegrati, disoccuppati, inquinamento e malattie. Pure il terremoto, evento disastroso per noi lucani, è diventato occasione per consistenti acquisti industriali, dirottati verso lidi estranei alle terre meridionali. Tutti hanno beneficiato del terromoto del 1980, anche i cinesi. Le rotte del nostro petrolio lucano, estratto dai pozzi in Val d'Agri, non sono note. È noto, invece, che alcune componenti aromatiche dei benzeni finiscono nel miele raccolto dalle api lucane. Si conosce benissimo l'ammontare delle royalties pagate dalle compagnie estrattive e si sa che sono le più basse al mondo. Il federalismo impostoci dalla politica che conta è 19 gennaio scorso, poiché sarebbe in violazione dell'art. 5 della L. cost. n. 1 1999. Tale tesi, però, non sarebbe attendibile in quanto quest'ultima disposizione, in base all'art. 15 “delle preleggi”, va intesa tacitamente abrogata dalla successiva preindicata disposizione espressa dall'art. 122 della Costituzione (L. cost. n. 3/2001 - Modi-

veramente strano: per il petrolio ci danno una miseria e le tasse che paga l'Eni finiscono ai lombardi i quali, nel miele, preferiscono l'essenza del bergamotto. Accadrà la stessa cosa per le nuove centrali nucleari? I presupposti ci sono tutti sarà il governo a decidere dove metterle e nessuno potrà impedirlo. Ma siamo proprio sicuri che i lucani sopporteranno anche questo? I parlamentari del Pdl sostengono che dobbiamo stare tranquilli perchè nella nostra regione non ci sono le caratteristiche territoriali ed ambientali per realizzare una centrale nucleare o il deposito nazionale per rifiuti radioattivi. Il governatore lucano e qualche assessore dissotterrano l'ascia di guerra e promettono battaglia. Si tratta di buoni propositi, smentiti da tanti esempi di svendita del nostro territorio. Non si può essere antinucleari in campagna elettorale, per conquistare simpatie e voti, e indifferenti, per circa mezzo secolo, di fronte ad impianti come quello dell'Enea. Le prossime elezioni regionali saranno una eloquente dimostrazione della intelligenza dei lucani. Leonardo Pinto presidente La Grande Lucania fiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). Infatti, ai sensi del testè citato art. 15 delle “preleggi”, l'abrogazione in questione deriverebbe dalla ragione in base a cui la “nuova legge (art. 122 L. cost. n. 3/2001) regola l'intera materia già regolata dalla legge anteriore” (art. 5 L. cost. n. 1/1999).

LE EMOZIONI DEI BAMBINI di SEBASTIANO ZIRPOLI* ALZI la mano chi non si è mai commosso incontrando lo stupore di un bambino che sgrana i suoi occhioni meravigliati mentre osserva instancabile e attonito il mondo che lo circonda. In quello stupore prendono forma e anima le tante emozioni che, senza sosta, sollecitano con forza la vitalità affettiva ed evolutiva di quel bambino. Queste sollecitazioni sarebbero eccessive e troppo intense per la sua capacità elaborativa se non fosse sostenuto, accompagnato e soprattutto educato da coloro che attendono a questo compito. I genitori innanzitutto, quindi gli educatori istituzionali ed infine le figure parentali più importanti quali i nonni e gli zii. Più in generale sappiamo bene che non esiste persona, quale che sia la sua età, che non viva nella propria quotidianità emozioni molto intense. La maniera giusta di vivere tali emozioni non è univoca, non è un abito adatto a tutte le taglie ed a tutte le occasioni. Ciascuno di noi mette in atto proprie strategie prima per elaborare, poi per assimilare e quindi per vivere queste grandi emozioni. In questa azione esistenziale i bambini sono più vulnerabili rispetto agli adulti perché nelle loro capacità mentali non esistono ancora gli strumenti in grado di aiutarli ad elaborare le situazioni emotive che sopraggiungono incessanti durante la loro esistenza così fragile. Lo sviluppo psico-emotivo di un bambino è ancora acerbo, non pronto a recepire ogni situazione, ogni avvenimento nel modo giusto ed intanto le emozioni associate a questi eventi non attendono, sono sfrontate, veementi, profonde, spesso molto di più di quelle degli adulti. Se, malauguratamente, i bambini non vengono aiutati a capire e ad elaborare queste loro emozioni, possono attuare comportamenti devianti o comunque non adeguati. Ne deriva una sofferenza psichica che comporta disagio non solo nella vita presente del bambino, ma, proprio perché inascoltata, anche in quella futura. La vita poi, con la sua irrazionale fatalità, non disdegna di riservare anche a questa fascia d'età momenti di sofferenza quali lutti in famiglia, violenze psicologiche e fisiche, separazione dei genitori e altre forme di maltrattamenti (umiliazioni, insulti, rifiuti, abbandoni, abusi sessuali o semplicemente trascuratezza) che danno origine a sentimenti ed emozioni di confusione, di rabbia, paura, sconforto, solitudine, sfiducia. Questi stati d'animo, se non vissuti nel modo giusto, implicano una profonda sofferenza che può esprimersi a volte attraverso comportamenti di aggressività verso gli altri e verso gli oggetti altre con atteggiamenti di isolamento, di chiusura al mondo circostante e di alienazione. Infine possono anche sfociare in disturbi alimentari, disturbi del sonno e disturbi vari del comportamento. Tanti bambini sono costretti, a causa di negativi atteggiamenti di incomprensione, a reprimere i loro sentimenti, anche se sappiamo che pur soppressi non scompaiono mai, ma, come diceva Freud, “proliferano nel buio”. Più questi sentimenti sono repressi, più diventano intensi e questa intensità acuisce una pressione inconscia che cerca disperatamente di riemergere, venire fuori. In effetti troppo spesso questi bimbi si trovano ad affrontare situazioni del genere da soli in quanto non trovano nessun adulto capace di comprendere le loro ansie e i loro turbamenti in maniera seria, intima, insomma con giusta empatia. Spesso i bambini, a causa delle difficoltà prima descritte, adottano comportamenti che andrebbero interpretati con serietà ed attenzione estreme. Ci sono bambini che non piangono mai o che al contrario piangono in continuazione evidenziando una diffusa ansia; incontriamo molti bambini che fanno capricci oppure attuano comportamenti compiacenti oltre un limite logico; troppi bambini sono iperattivi e di conseguenza non si concentrano durante le lezioni scolastiche, non vogliono fare i compiti, e vengono etichettati, con frettolosa analisi da parte degli educatori, come alunni svogliati. Il “fai da te” è un altro modo che il bam-

bino mette in atto per affrontare le proprie emozioni, e cioè, impara con molta difficoltà ed in maniera poco adatta a viverle da solo, una sorta di bricolage esistenziale. Quando si accorge di non poter contare su un aiuto concreto da parte dell'adulto allora dice a se stesso: “a nessuno importa di me, sia che io pianga o che stia male, perciò è meglio che me la cavi da solo, ci riuscirò, non ho bisogno di nessuno”. La mossa successiva è quella di non chiedere più aiuto, comprensione, consigli, perché si rendono conto che intorno nessuno li ascolta, nessuno li capisce. Questa incapacità elaborativa delle emozioni vissute li spinge inesorabilmente a tentare con ogni mezzo di annullare le emozioni stesse e così facendo non fanno altro che congelare qualsiasi sentimento che cerca di affacciarsi nella loro vita. Ed ecco che diventano prigionieri di schemi mentali fragili ed artefatti e come logica conseguenza i loro comportamenti assumono forme di strettissima chiusura ad ogni fantasia ed aspirazione . Senza la sensibilità attenta di un adulto, capace di accoglierlo, di interpretare le sue fragili emozioni non riuscirà mai ad uscire da questo malessere. Non possedendo l'esperienza di cosa significhi essere accolto e compreso da qualcuno, nella sua mente la confusione e la sofferenza si trasformeranno in un rumore interiore assordante. Le sue emozioni non espresse, il suo sforzo di tenerle sotto controllo o di congelarle, gli impediranno di vivere adeguatamente il suo presente, di percepire la realtà oggettiva che lo circonda. Molte volte i genitori non hanno colpa diretta per queste difficoltà dei loro figli. Si accorgono che qualcosa non va ma non riescono a trovare un modo di entrare in questo bunker che il bambino ha costruito e questo perchè, a loro volta, proprio questi genitori, sono stati a loro volta bambini inascoltati. Solo riuscendo a riconvertire il loro difficile percorso di vita, imparando cioè a rivalutare ed a rinnovare la loro esperienza infantile, saranno genitori emotivamente aperti, capaci pertanto di ascoltare e di comprendere le emozioni dei loro figli. Occorre trovare il coraggio di fare chiarezza nei propri vissuti, per poter diventare genitori capaci di aprirsi alle emozioni proprie e degli altri, finalmente liberi dai condizionanti vincoli della loro infanzia. In quel momento saranno certamente in grado di sentire e ascoltare le emozioni dei propri figli, quelle dette ed in special modo quelle non dette. Ma in che modo si può aiutare un bambino ad esprimere ed a gestire le proprie emozioni e soprattutto che tipo di aiuto possiamo assicurare a quei bambini che hanno un vissuto fatto di abusi, trascuratezza, indifferenza, abbandoni o semplicemente che hanno dei genitori così iperprotettivi da soffocarli senza lasciar loro lo spazio giusto alla espressività o infine che stanno vivendo situazioni di forte stress emotivo? La prima cosa da fare è quella di predisporsi ad una minuziosa ed attenta osservazione del comportamento del bambino. E' fondamentale osservarlo nei diversi ambienti in cui si muove (casa, ambienti di gioco, scuole), analizzare il suo comportamento (linguaggio corporeo, modi di relazionarsi, giochi e disegni). Altro fondamentale tassello per entrare nella psicologia del bambino è conquistato con la capacità di ascolto, un ascolto che abbandoni gli schemi “adulti” per riuscire a decifrare i codici infantili ed allo stesso tempo condividere le emozioni del bambino, siano esse di gioia che di rabbia, tristezza e odio, quelle dette e quelle non dette. Soltanto in questo modo potremo essere in grado di trovare delle soluzioni adeguate che possono aiutare il piccolo a vivere, elaborare oltre che esprimere le sue piccole/grandi emozioni. Le emozioni infantili hanno bisogno che venga ascoltata la loro voce, anche quando manca ancora il linguaggio verbale; un ascolto partecipato e ricco di empatia che incanali la loro tenera fase vitale nei giusti percorsi. I bambini hanno bisogno assoluto di noi.. non lo dimentichiamo mai! * psicopedagogista

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13 Domenica 7 febbraio 2010

Storia Le 64 lettere inedite di Giustino Fortunato all’insegnante lucano Carmine Cappiello

dimenticato

Il

figlio Sud

mai

di CHIARA LOSTAGLIO

ono state oggetto di intensi momenti di studio presso la Emeroteca Tucci di Napoli le “Sessantaquattro lettere inedite di Giustino Fortunato”, che fra il 1905 e il 1918 il meridionalista inviò all'amico Carmine Cappiello, insegnante e intellettuale di Rionero. In un apposito simposio, intellettuali, giornalisti e studiosi hanno trattato e dibattuto sul pensiero del grande meridionalista rionerese, e da quei confronti a più voci sono scaturite due pubblicazioni (edite dalla Emeroteca - Biblioteca Tucci) corredate di rare foto d'epoca, come la visita a Rionero del Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli. In copertina figura il monumentale Palazzo delle Poste di Napoli, sede della Emeroteca, che fu inaugurato nel 1936, su progetto di Giuseppe Vaccaro, e ritenuto il più bel palazzo delle Poste d'Europa, meta di studiosi ed architetti internazionali. L'altra pubblicazione ha per titolo “Attualità di Giustino Fortunato”, con gli atti del simposio ed una ricca mostra di storici periodici lucani, a partire dal “Corriere lucano” pubblicato a Potenza il 5 maggio del 1863. Dunque, due pubblicazioni di grande prestigio, che propongono forse il tassello più intimo riguardante la figura di Giustino Fortunato. In tale contesto storico anche la sua città natale, Rionero, si pone al centro delle passioni e dei “dolori” del meridionalista, in quello straordinario scambio epistolare.Quel “natio borgo selvaggio” così viene definito in una lettera, colma di un indubitabile tormento. Il destinatario delle missive, Carmine Cappiello, sarebbe quindi divenuto il nonno materno di Eugenio De Bellis, giornalista delle sede Rai di Napoli, custode dell'inedita corrispondenza che Fortunato spedì da Roma, da Napoli e da Gaudiano di Lavello, dalla tenuta che il fratello Ernesto aveva ristrutturato dopo i terribili anni post-unitari. «Certo tale carteggio - come ha scritto il Presidente della Tucci, Salvatore Maffei - non ha il valore storico delle lettere scritte da Fortunato ad Umberto Zanotti-Bianco o a Pasquale Villari, ma è un documento psicologico molto interessante perchè - sostiene - aiuta a conoscere meglio il personaggio che, in età avanzata, aveva conservato intatte sincerità estrema, forza polemica, capacità di adirarsi… Un uomo fatto come Madre Natura lo creò…». L'analisi di Fortunato è lucida ed impietosa, scrive la curatrice del testo Manuela Raiola: «Il suo pessimismo della ragione lo induce a guardare ai mali del Sud senza finzioni, senza retorica, con la forza di un padre che ama e vuol capire». Nella prima lettera spedita a Cappiello da Roma il 22 maggio 1904, Fortunato scrive: «…E' inutile dirvi quanto io arda dal desiderio di ammirare il bellissimo paesaggio de' laghi da voi riprodotto, col “lembo sublime di cielo”, col “verde fogliame de' colli…»Note poetiche quanto dolenti di chi vive la politica e i sentimenti con eguale inquietudine. Un dolore che proviene dall'antico disonore di aver visto il padre accusato ed imprigionato per favoreggiamento nei confronti del brigante Carmine Crocco. E poi le incomprensioni politiche di un parlamentare che ha sempre messo al primo posto il disagio del Mezzogiorno. Nelle lettere affiora il suo odio-amore verso la sua terra, con un interscambio di intensa umanità ed affetto fra i due amici. Carmine Cappiello, uomo elegante e sensibile, aveva trascorso qualche anno in America. Era ritornato a Rionero per sposare Giovanna Vigorito. Scriveva poesie ed insegnava nelle scuole l'inglese appreso in America. Maria, sua unica figlia, viene spesso citata da Fortunato negli scritti, e sarà lei ad ereditare il prezioso carteggio, di cui andrà fiera e che tramanderà al figlio, giornalista Rai.

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Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

Il personaggio Vito D’Eri

Un

volto allo

specchio

Vito D’Eri sul set della trasmissione in onda su Sky in cui affianca Lucio Dalla e personaggi come Marco Baldini e Michele Placido in una ipotetica sala operatoria

di VITO BUBBICO

ito D'Eri, classe 1956, è originario di Pisticci ma vive da trent'anni a Bologna, dove svolge in proprio il lavoro di imbianchino “con i fiocchi”, come ama dire ironicamente. Madre natura l'ha creato identico nell'aspetto ad un personaggio famoso dello star system italiano: Lucio Dalla. A vederli sembrano due gocce d'acqua, se non fosse per l'età che un pò li divide (Dalla è, infatti, nato il 1943, il 4 marzo per la precisione, coma da titolo di un suo indimenticabile successo). Avendolo conosciuto personalmente qualche estate fa (Vito con la famiglia torna ogni anno al suo paese e al suo mare) lo avevamo già fatto conoscere da queste colonne. Egli è persona seria e modesta. Non si è mai montato la testa per questa straordinaria somiglianza ed ha sempre continuato a fare con umiltà il proprio lavoro. Come ci ha spesso ripetuto, non ha mai pensato (almeno sino ad ora) di mettere a miglior frutto questa particolare situazione, nonostante possa vantare per davvero un’ amicizia personale e consolidata con il suo “sosia” più famoso e fortunato al quale ha offerto la sua immagine in diverse occasioni. Il primo incontro fra Vito D'Eri e Lucio Dalla è avvenuto il 12 agosto 1991 a Policoro, dove l'artista bolognese tenne un concerto. Scattò subito un feeling. Così nel 1994 ha duettato con l'artista nella tappa del Festivalbar di Ascoli Piceno e, sempre sul finire dello stesso anno, ha partecipato alla trasmissione "La notte degli angeli" su Rai Uno presentata da Bonolis e Alba Parietti. Nel 2002 Vito ha poi partecipato a tutte e cinque le puntate della trasmissione "La bella e la bestia" presentata dallo stesso Dalla e da Sabrina Ferilli. A giugno 2006, invece, so-

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stituì Lucio Dalla, addirittura, al concerto che Gigi D'Alessio tenne allo stadio olimpico di Roma davanti a 40.000 persone. Da quel fatidico agosto del 1991 a oggi, Vito, grazie a questa sua straordinaria somiglianza, ha partecipato a innumerevoli concerti di piazza e, persino, ad una rappresentazione teatrale scritta e diretta (due anni fa) sempre dallo stesso Dalla. Inoltre, ha preso parte a varie trasmissioni di sosia in Rai, ultima la rapida comparsata ad “Affari tuoi”. Però, quello che gli sta capitando in questi giorni, è qualcosa di più serio e corposo. Al punto da farlo uscire dal suo riserbo e fargli sentire il bisogno di comunicarci, con una telefonata discreta, al limite della timidezza che, perbacco, lo inorgoglisce proprio il fatto di vedere il proprio nome scorrere nei titoli di coda di un programma che va in onda da metà gennaio su Sky, accanto a personaggi del calibro di Michele Placido e Gianni Morandi. Ed infatti, questa, non è proprio una cosa ordinaria. Insomma, qui stiamo parlando del nuovo programma di Lucio Dalla dal titolo “L'angolo nel cielo”, in onda su Sky Uno-canale 109 ogni sabato, dal 16 gennaio 2010, alle 21.30 e che durerà per ben dodici puntate. In questo show Lucio Dalla si mostra come un "malato di sogni". Ed è attraverso la rappresentazione di un intervento chirurgico al suo cervello, ad opera del "dottore" Michele Placido ed altri improbabili chirurghi, che viene simulata l'uscita dalla sua testa di ricordi, immagini e storie che sono il bagaglio di riferimento delle sue canzoni. In questo suo viaggio incontra vari amici. Tra questi: Vincenzo Salemme, Luca Carboni, Da-

rio Argento, Fabrizio Frizzi, Enzo Iacchetti, Alessandro Haber, Giancarlo Fisichella, Gianni Morandi, Samuele Bersani, Marco Baldini, Luca Barbareschi, Enzo Decaro, Fabio Fulco, Bianca Guaccero e Vladimir Luxuria Giusto per elencarne una parte. Ed è tra di essi, appunto, che campeggia anche il nome del lucano Vito D'Eri il quale nel programma fa di tutto: balla, impersona diversi personaggi che popolano il set (dal barista all'infermiere) e, ovviamente, fa anche da controfigura al protagonista principale. A questo punto Vito D'Eri potrebbe definirsi a buona ragione, “il sosia ufficiale” di Dalla. Quantomeno il preferito, del grande ed eclettico musicista bolognese che con “L'angolo nel cielo” realizza il primo tentativo di “tour” all'interno della testa di un grande artista. Nel programma egli duetta con alcuni dei suoi più celebri amici e ripercorre la sua carriera attraverso inedite ed emozionanti immagini di repertorio. Uno spettacolo molto felliniano e a tratti straniante nel quale Dalla racconta, canta, riflette e gioca con i linguaggi televisivi, passando dal colore al bianco e nero in un mix di stili e registri. La musica dell'artista è il pretesto per affrontare temi eterni e di attualità come l'amore, la condizione umana, il sesso, l'ambiente, la guerra e l'amicizia, rimessi in gioco con un linguaggio che rispecchia la visione ironica e melanconica che Dalla ha del mondo e della società. Voglia di giocare, di sperimentare, di fare qualcosa di nuovo per un Dalla che si dimostra essere un grandissimo visionario e un uomo di tv. E' bello constatare che per dare corpo alla creatività di un artista di razza come Dalla ci sia bisogno anche dell'apporto di un figlio di questa terra. D'altronde come si dice : cosa vuoi di più. Dalla vita?

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Usi & costumi Carnevale e storia della città

Poveri tra

e felici

le tarantelle di LUCIO TUFANO

elle profonde longitudini del tempo, attraverso inverni lunghi glaciali, nel corso di epoche e consuetudini, la vicenda della frugalità e della condizione popolare si arricchiva di tutto quello che si ricavava dall'uccisione del porco, da quanto si conservava nella dispensa. Maccheroni a ferretto, cotiche e zappoli cucinati o estratti dalla salamoia delle sarole di creta, fagioli e trippe, salsicce e pezzente, braciole di puledro, strascinati al sugo ed orecchiette, arrosti di agnello e pasticci di patate, cacio ed uova. Dai vicoli della fame e dalle stamberghe sottoproletarie venivano gli asini ed i muli in direzione della cattedrale o, trainieri e mulattieri con i cavalli bardati di finimenti, sul monte Reale per la benedizione di Sant'Antuono. Ancor prima del 1820 non vi erano lampioni nelle vie della città e nelle foschie della sera, nel fumo dei camini, nel nevischio e dentro le furiose nebbie della tormenta, nei nugoli di coriandoli e di sghignazzi, di tizzoni che di rado squarciavano le tenebre sfilavano le infreddolite maschere, le pacchianelle. Poveri ed ingenui travestimenti, spesso naturali e di naturale stranezza, di facce e corpi nati e cresciuti solo per essere maschere, celebrazioni di mezzo inverno, pantomime, culto della campagna dentro la città, la temporanea liberazione dalle costrizioni sociali ed economiche, turbolenze e scherno del potere. Era il confine impalpabile tra il giorno luminoso, virtuoso ed il tempo della notte demonizzato dal chiasso e dalle cantine. Subentrava la not-

N

Dai vicoli della fame e dalle stamberghe sottoproletarie venivano gli asini ed i muli in direzione della cattedrale, sul monte Reale per la benedizione di Sant’Antuono te, il notturno reame dei «malandra», della paura, di «mammoni» e di frequentatori e vagabondi, di «malaintenzione», di malombre che le cortine di oscurità avvolgevano nel mistero senza volto, gli spiriti degli assassinati, le anime dannate dei suicidi, dei folletti e munacielli, il pianto dei bambini morti senza battesimo o sepolti in terra non consacrata, delle streghe che scivolavano repentine a spaventare i piccoli e le vecchie, in groppa alle scope. Angosce epocali e delle ore notturne, nella spasmodica attesa del sole e della stagione. Era questo il raffronto tra il macrocosmo rurale, il vivere nella campagna fruendo di più vasti orizzonti, di più ampi spazi, di plaghe fruttifere, di cupe foreste di santuari e di risorse mangerecce ed il microcosmo del centro abitato, in cui gironzolavano le figure festaiole vagando per i vicoli, di porta in porta, per sottani e portoni, attorno alle chiese ed al tribunale. Nella città le maschere dell'avventura picaresca erano numerose, assieme a quella della desolazione e della paura. Nei contadini che rientravano stanchi assieme alle bestie ansimanti, vivevano e parlavano gli antichi spiriti della terra, i demoni della fertilità e delle ere trascorse …, saggi e lenti patriarchi, risolutori degli enigmi della ruralità e delle colture, cono-

scitori delle erbe e del regno animale, timorati del diavolo, attori del grottesco e del laido, dell'escrementizio, esponenti antropomorfi della vita esoterica e della magia, meterologhi e segnalatori del vento. Emanavano l'odore della carnalità, il senso del sudare e del selvatico, tant'è che Emanuele Kant li aveva esclusi dalle categorie della estetica. Allora, i meandri della città, presidiati da qualche latrine, erano cosparsi di sottani col buiolo dietro le vecchie porte, antri bui e fetidi, quasi serbatoio di muffe e del fetore di muli e maiali, di galline in libertà sugli usci delle case. Se erano la notte e l'oscurità a colpire il viandante e a darne la dimensione più rivoltante, l'olfatto recepiva il respiro dei rifiuti dalle scarpate dei fumieri. Era quello il mundus subterraneus senza tombini e fognature. Pur tuttavia le grandi nevicate ammantavano di bianco, di fiabe e di innocenza, e dal cammaro (giorni dell'olio e del grasso) allo scammaro (giorni del magro) variavano con quelli della festa i riti culinari. Facce in nerofumo, tarantelle improvvise, «zumbi» e pernacchie, lunghe bevute dai fiaschi, grida allegre ed espressioni sfottitorie, farina a nembi e coriandoli sulla gente, strisce, sonetti, cimieri e pennacchi, cappelloni di cartone, pezze variopinte, occhialoni e mantelle di coperte, sotto le flebili luci dei fanali a petrolio. Scenate di disperata allegria nel soffio spietato del «pulvino», alla guisa di certe raffigurazioni di Pieter Bruegel che riportano lo scontro tra Carnevale e Quaresima. Dentro le case confortate dal calore dei camini e delle stufe, nei palazzi signorili, i borghesi panciuti con catene d'oro sul gilet ed orologio nel taschino

erano in fervore di letizia per tovaglia, tovaglioli e posate, per tavole imbandite ed affollate di parenti. Per le vie innevate, con le grondaie che piagnucolavano stalattiti di ghiaccio ed acqua gelata, i giovani intenti a sfrenarsi inscenavano un teatro burlesco. E nella gioia del mangiare e di qualche osteria, già il tocco delle campane serali avvertiva della subentrante mestizia di Quaresima, quasi ad ammonire come il «crepapelle» andasse frenato in tempo ad evitare la luttuosa e livida grande bouffe di un carnevale impazzito oltre le regole. Il piacere dell'orgia mangereccia, della trasgressione di quei giorni andava contro le invalicabili leggi fisiologiche e dell'equilibrio biologico scandito sulla bilancia del vuoto e del pieno. Infatti per i colti la metafora del Margutte ingordo e nano, spinto all'autodistruzione da un misterioso alito di morte, faceva, specie per i medici, da esempio e da misura alle giornate di bisboccia per i ricchi e da monito nella sobrietà contadina per cui la morte (il vecchio) era il preludio ineluttabile del giovane. I passi sincopati, intrapresi al ritmo degli organetti facevano indiavolate le giovani contadine e le coppie che si allacciavano per mano, tra il bussare dei tamburelli e le risate. Dentro le masserie delle campagne più vicine alla città c'era movimento per caldaie, pentole e derrate. I vecchi gualani ed il massaro, le famiglie compiaciute, il fuoco dei focolari, tutto faceva cordialità ed affiatamento. La sazietà delle pance, prese da un antico retaggio, il mito di cuccagna, la spensierata ebbrezza del bere e del desinare tra boccali e pietanze, nelle gioiose riunioni, travolti dalla frenesia del mascherarsi con il martedì grasso coronava, anche prima delle «ceneri», i brevi e pochi istanti di crapula.

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Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

Ente Parco della Murgia La sfida ecologica parte da Matera

VIVERE al verde di ANTONELLA CIERVO

assi e Gravina collegati da passaggi naturali e percorsi ecocompatibili, abitazioni costruite seguendo i principi dell’ecocompatibilità, illuminazione pubblica alimentata con pannelli

S

solari. Vivere verde è possibile, basta volerlo ed essere culturalmente preparati. La filosofia ambientalista si sta trasformando in una scelta di vita che, proprio nella città dei Sassi, riesce a trovare il luogo adatto in cui svilupparsi. Il rispetto del territorio non passa solo attraverso comportamentietici mada unattenta analisi che Roberto Cifarelli, presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana traccia con chiarezza. «Un recente convegno si è occupato delle ipotesi percorribili con la bioarchitettura, come tutte le città. Il problema è cominciare a farlo, a progettare, a prevedere interventi di recupero. Ci vuole una nuova visione culturale». Più della metà degli italiani sogna una casa “verde”, nel 63% dei casi con elementi ecosostenibili.InItalia,però, labioediliziaèancora uno strumento poco conosciuto e utilizzato. «Le murature delle case moderne sono realizzate in mattoni forati. Usando invece una pelle in laterizio e una in tufo che un materiale tipico delle nostre terre, si risparmierebbe molto. Manca, poi, la certificazione verde che impone sistemi ecocompatibili per gli edifici, come ad esempio i pannelli solari. Oggi gli impianti di illuminazione delle città sono ancora allacciati alla rete tradizionale. Si potrebbe, invece, usare il sistema che prevede pannelli solari direttamente sui pali o creare un impianto fotovoltaico per l’energia degli edifici pubblici o nelle scuole». Le buone pratiche, a Matera sono già realtà, come fa l’Ente Parco della Murgia materana a Jazz Gattini e Masseria Radogna. «Pannelli solari per circa 50 metri quadri e una potenza di 6kw alimentano entrambe le strutture - spiega Cifarelli - in luoghi nei quali

l’Ente Parco svolge attività di promozione ambientale».La cultura “verde” che da poche ore conta anche sulle strutture di Contrada Pianelle eParco deiMonaci (unapista campeste di tre chilometri le unirà) a Montescaglioso, contribuisce a trasformare Matera e il suo hinterland in un vero e proprio laboratorio dal quale nascono collane editoriali dedicate agli insetti, alla flora (che comprende 923 specie diverse che si sviluppano su una superficie di 8000 ettari) alla fauna (specie animali come l’istrice,lo scricciolo e ilColubro leopardino sono di casa nel territorio). «Il centro di educazione ambientale gestiti di Matera è una realtà in cui il rapporto con i giovani e le scuole si sviluppa dal 2002 con laboratori didattici, incontri periodici. A Montescaglioso è attivo anche il Centro di documentazione della Riforma fondiaria». Legambiente, Wwf e Ente Parco sono rappresentano l’avanguardia di un ecosistema che viene messo in pericolo ogni giorno, come dimostra la battaglia contro l’inquinamento del torrente Gravina sulle cui sponde si potrebbe sviluppare una fiorente attività escursionistica. «I centri di educazione ambientale

dovrebbero essere resi organici all’attività scolastica vera e propria». A pochi passi da uno straordinario scenario sull’intera città che si offre dal Belvedere. La masseria di Jazzo Gattini ospita ogni anno attività didattiche, incontri, manifestazioni che uniscono scoperta e valorizzazione della flora e della fauna,inunpercorso dicrescitaaconsapevolezza che i materani, ma non solo, dimostrano. « A Murgia Timone ci occupiamo di acqua, energia, agricoltura sostenibile - aggiunge Cifarelli - a Montescaglioso, invece, riserviamo più attenzione alla tradizione rupestre, alle masserie fortificate. In totale, ogni anno, le presenze sono 20 mila». Contrada Pianelle, che ospiterà il Centro di documentazione sulla riforma agraria è stato recuperato dalla ex scuola rurale nel villaggio realizzato dalla Riforma Agraria. Intorno

ci sono spazi didattici nei quali si applica la biodiversità locale. L’area di Parco dei Monaci, invece, si trova su un crinale nato da un nucleo di origine medievale dove nel XV secolo l’organizzazione agricolo-imprenditoriale si svolgeva all’internodi unacorte compostada differenti locali. Il presente per preservare il passato in un cammino che l’Ente Parco non compiesolo conescursioni einiziative maanche con attività che educano al senso del territorio, di quella storia millenaria sulla quale si cammina tutti i giorni a Matera.

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Musica “Voci scomposte” di Tony Cercola

Quando gli

ultimi

avranno VOCE di GIANLUCA IOVINE 'ultimo lavoro musicale di Tony Cercola e della sua band fa vibrare di ritmo l'austera “Saletta Rossa” della Libreria Guida a Port'Alba, a Napoli. “Voci scomposte” guida l'umanità di Napoli oltre lo smarrimento, e mira a preservare le mille voci del pianeta, in un racconto di tredici tavole musicali e pittoriche. Nasce così una session tra amici, che splende del grano della Lucania di Antonio Nicola Bruno, autore delle musiche di “Stelle d'Oro” cui offre voce ruvida, e note tagliate di basso e chitarra. Un piccolo capolavoro musicale, frutto di tre anni di studio tra etnie e suoni del mondo. Colori tanti, ma tra i trentotto artisti che hanno costruito l'album, è luminoso il verde mare da Salvador di Bahia di Carcarà, mago del birimbau. Passione scarlatta e nera nella voce di Rosarillo, viscerale argentina di Napoli, e la ritmica azzurra di Gianluca Mercurio, giovane erede di Cercola. Un disco contaminato e contaminante, che scava dall'interno le rocce immobili di violenza xenofoba sulla strada dell'unione. Piccole prove di audio, mentre un oscuro volto di Maradona veglia su tutto. Tony Cercola firma il libro degli ospiti, “Nella gioia dell'insieme. per la musica…”, mentre Antonio Bruno rievoca con Carcarà, “brasiliano dell'interiorità”, le contaminazioni tra i Tarantolati di Tricarico e la samba da tavolo di Beth Carvalho. Un Maestro di giornalismo, Luciano Scateni, improvvisa un'intervista tra tempo e musica, ed ecco sfilano il tempo di Tony Cercola, della sua musica, della città. Dallo scrigno, in pochi attimi, trae gemme di musica e umanità che fondono Mediterraneo di Ponente e Lucania rurale, Altopiano d'Africa e Brasile costiero. “Stelle d'Oro” è una preghiera impastata di sogni dorati, tra fusion e fado, ma anche la storia di un ragazzo di periferia e di una città spezzata tra borghesia e sottoproletariato, che alla musica chiede la salvezza dal degrado. Un ragazzo del bar, operaio in fabbrica, che non si separava mai dalla radio, rimediando una cicatrice a saracinesca già chiusa. Nel 1971 il sogno di RadioRai, in un talking sui vesuviani, e nel 1977, la tv di “Senza Rete”, e il destino tra “buatte” di caffè come percussioni e un padre, panettiere, che suonava la batteria tra bancone e bilancia. Quel 1977, Scateni chiese a Cercola di trasformare l'acqua del mare in note, suonando la città, suoi sogni di ali spezzate. Nei suoni di “Lumumba”, le ossessioni africane di una lingua inventata, tra Napoli e Bamako. Antonio Bruno cesella accordi in maggiore e regala un canto nomade sul dialogo tra bonghi e chitarra. Tornano le parole e il “Neapolitan Power” tra luci e ombre degli Ottanta, le opportunità di imparare nell'ascolto di artisti come Pino Daniele, Dario Fo, Brian Ferry, Mia Martini, Roberto Murolo, Billy Cobham. “Voci scomposte”, senza freni, da riportare in armonia, come quelle dei 22 ragazzi a scuola di ritmoterapia che Tony segue da vicino, contro il bullismo, «Svegliando con il ritmo la città passiva». Tra presente e futuro documentari da girare e concerto in Radio Vaticana, in un “anticanto” che in “Facimm'Ammuina” si fa risposta all'angoscia, alla paura del Vesuvio, della Guerra, della Vita, con la preghiera finale a un'immaginaria Madonna d'Africa. Suonare è una testimonianza difficile e necessaria, contro razzismo, multinazionali, distruzione dell'etica. Il ragazzo insonne che ascolta Radio Albania risponde a una domanda su Rosarno. Già, che accadrà quando gli Ultimi avranno voce? Con una società diversa, priva di poteri e caste il futuro potrà essere integrante, come a Napoli sarà in metà febbraio per rispondere alla pulizia etnica di Rosarno con esperimenti come “Ammiscammece”, cui “Mamme del Centro Storico” e “Comitato Rifiuti Ambiente” affidano l'abbraccio tra bambini di culture diverse. Il concerto prepara alla fine con la geniale “Effetto Domino” e ai disegni che Tony Cercola ha portato con sé: caricature infantili di musicisti e cowboys illustrano uno straordinario tango muto, che evolve in batucada e suoni d'Africa, tra bonghi imprendibili come serpenti. Poi, di nuovo Brasile acceso e malinconica Argentina. All'ascolto, l'ultima traccia dell'album ha le note ritmiche e dolenti di una candela nel buio: presagio e timore che le voci violate e morenti della Terra, smettano il loro canto di resistenza, spegnendosi tra bulldozer e roghi, fusti tossici e dollari. Eppure, il triste fading out di “Bolero romano” non è solo vita che va via, ma anche armonia ricomposta in un silenzio consapevole, incendiato dall'“ammuina” vitale; è spazio per nuovi pensieri da farsi piovere dentro, come pioggia buona, che ai Tropici sa accarezzare la terra e gli alberi.

L

A lato Cercola, in alto mentre si esibisce con Antonio Bruno

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Il racconto La storia di Niccolò fra astri e sogni

Egli sceglieva quella che per lui era più bella, forse perché più luminosa, e poi avviava il colloquio

di FRANCO CACCIATORE

E

Era fuggito dalla realtà che gli era estranea, divenendo cittadino senza patria

Recitava versi e brani di autori classici. In latino, da Ovidio ad Orazio; in greco: Saffo, Anacreonte, Euripide; in inglese, di Byron e Shakespeare, da lui preferiti. O suoi versi improvvisati: «L'amore cos'é?/Un'alba senta tramonto./L'amore cos'è?/Una notte senza buio./L'amore cos'è?/Un orizzonte senza fine./L'amore per te: /una vita senza tramonto, / una vita senza buio, /una felicità senza fine!» Il suo, un vero banco di prova per dire a se stesso di possedere ancora quell'antico bagaglio del sapere, che lo faceva il primo della classe. Dopo questa lunga, faticosa recita, madido di sudore, rimaneva immobile, con i suoi occhi fissi verso la stella, che non sempre rispondeva con immediatezza. A volte la risposta seguiva all'esibizione di Niccolò, altre avveniva dopo una lunga attesa. L'astro iniziava lentamente la sua trasmissione. Ecco una luce lunga, poi una breve. Era senz'altro una linea ed un punto e quindi una “n”. Proseguiva con due brevi. Erano due punti, una “i”. E poi una lunga, una breve, una lunga, una breve. Era la “c”.Identici segnali per un'altra “c”. E così via, via la stella trasmetteva il nome di Niccolò. Per lui era un'immensa gioia. Qualcuno, anzi una stella, l'aveva chiamato per nome. E il messaggio proseguiva, mentre la gioia di Niccolò saliva davvero alle stelle. Cosa gli trasmetteva ancora? Una lunga luce, tratto. Era una “t”. Due brevi, due punti, una “i”. Tre brevi e una lunga, era una “v”. Solo tre lunghe, una “o”. Poi due lunghe e una breve, era la “g”. Luce breve, lunga e due brevi, la “l”. E cosi ancora la “i” e la “o”. Poi una lunga e tre brevi, la “b”. Una breve, la “e”. Una lunga e una breve, era la

“n” ed infine, ancora una breve, un solo punto, di nuovo una “e”. La stella non solo aveva “pronunciato”il suo nome ma aveva aggiunto qualcosa di non ascoltato da tempo: “ti voglio bene”. La trasmissione poteva fermarsi qui o questo era solo l'inizio, al quale faceva seguito un'infinità di frasi d'amore. Poi ad un tratto il luccichio della stella si interrompeva. Era il segnale della fine del messaggio. Niccolò, al colmo della felicità, lasciava la sua postazione e andava via. Il giorno dopo, altra stella ed altro struggente colloquio d'amore. E così, l'una dopo l'altra, tutte le stelle finivano per corrispondere, anche alla pazzia, l'amore di Niccolò verso di loro. Anzi fra loro si stabiliva una vera gara a trasmettere frasi d'amore, le più dolci, le più calde, che potessero eguagliare e superare i sentimenti espressi, mimati da Niccolò con tanto fervore. Il loro era un amore platonico, ma intenso e vero, che appagava e tanto il nostro Niccolò. A volte dai suoi occhi sgorgavano grosse lacrime ed il suo cuore era gonfio di gioia. Per lui che viveva ai margini della società, quasi da reietto o peggio che viveva un'esistenza ai limiti del reale, quel colloquio diveniva una vera ragione di vita. Il giorno di burrasca, quando le stelle sparivano dal cielo, egli gironzolava smarrito, senza una meta, infinitamente triste. A vederlo così la gente gli gridava dietro:«Niccolò, stasera le tue stelle sono fuggite. Vero?». Ma egli rimaneva indifferente, non ascoltava e tirava dritto. II suo sonno da barbone, quella notte, sarebbe stato quanto mai agitato. La speranza era che all'indomani le stelle potessero riapparire. Niccolò viveva così fra terra e cielo e forse più in cielo che in terra. Ma da quando questo accadeva? Ricordarlo era difficile, quasi impossibile. La sua mente svagata non lo ricordava più e sembrava davvero che quello fosse stato da sempre il suo mondo. In lui erano stati cancellati i giorni di una gioventù passata, di una vita normale, l'abitare in una casa, il dormire in un letto. Fatti lontani. Fatti di una vita passata, sparita e che solo di tanto in tanto appariva a Niccolò come un sogno, un sogno sognato, di cui rimanevano labili ricordi. Ecco ad un tratto che il sogno, anzi la realtà di un tempo, appariva nitida e poi

Il suo nome era ispirato alla figura di Copernico tutto svaniva. Sì, Niccolò aveva avuto una famiglia, una casa, un lavoro. E dire lavoro è, senza dubbio, sminuire la reale portata della sua attività. Accreditato professore universitario, ma più che altro ricercatore e studioso. Giorno dopo giorno le sue sensazionali scoperte, particolarmente nel campo letterario, riscuotevano ammirazione e plauso nell'ambito accademico e no. L'unica a non partecipare, quasi che ne fosse avulsa, a questa sua realtà era la famiglia. Eppure moglie e figli erano di eguale cultura. Niccolò ci aveva provato in tutti i modi a coinvolgerli, ma in loro un'abulica risposta o peggio una noncuranza. Quasi che ne fossero del tutto estranei. Per Niccolò ogni rigetto, ogni passivo interesse ai suoi studi, era un'autentica ferita. Più che i comuni consensi a lui necessitava la partecipazione, il calore, l'interesse della sua famiglia. Purtroppo questo veniva sempre più a mancare. Così il suo vivere era divenuto come avvolto da una presenza assenza. C'era e non c'era. Quasi costretto a vivere in un limbo, non da lui costruito. Sempre più, per Niccolò un vivere che appariva qualcosa di astratto. Intorno a lui era calata una strana solitudine. C'era tutto un mondo che gli ruotava intorno e che sembrava ignorarlo. Con il passare del tempo questa sensazione diveniva sempre più pesante, ossessionante. Per lui una vera cappa di indifferenza. Il disagio di sentirsi fuori del mondo, quasi l'appartenere ad un altro pianeta. Di sentirsi avulso dalla realtà che lo circondava, sentirsi un qualcosa del passato e non più del presente. E così un giorno aveva deciso di tagliare

la corda. Di spezzare quel cordone ombelicale che lo teneva legato ad un mondo per lui inesistente. Così era fuggito da quella realtà che gli era estranea, divenendo un cittadino senza patria. Il suo, un girovagare di città in città. II vivere da accattone. Eppure in quella povertà sentirsi felice. Ogni volta intorno a lui in una stazione, sotto un ponte trovava una famiglia nuova, che l'accoglieva con affetto. La sua vita da barbone appariva sempre migliore di quella dalla quale era fuggito. In tutta quella miseria era riuscito anche a ritrovare l'amore. Un sentimento profondo per una donna dalle sembianze di una signora di altri tempi. Anche lei era fuggita da un mondo che l'aveva dimenticata. E lei aveva dimenticato anche il suo nome o forse l'aveva voluto cancellare. Niccolò la chiamava la “mia Gelsomina”, sentendosi lui, un quasi Zampanò. Insieme avevano iniziato un viaggio senza meta. Più il tempo passava, più il loro vincolo si rinsaldava. Estati dal caldo asfissiante, inverni dal freddo intenso. Ma il loro dormire sotto le stelle acquistava sempre più un fascino particolare. Entrambi si sentivano essenziali, l'uno importante per l'altro. Oramai, nel mondo di quei diseredati, Niccolò e la sua Gelsomina, erano divenuti un'istituzione. Sembravano fatti davvero l'uno per l'altro. Ma un giorno, un terribile giorno di un inverno durissimo, Niccolò al mattino nel risvegliarsi sentì al suo fianco Gelsomina

immobile. Le sue labbra accennavano un sorriso bellissimo. Non aveva resistito al gelo della notte e così era andata via, con un sorriso che diceva della felicità di quella nuova vita. Per Niccolò sembrò la fine. Di nuovo smarrito, solo, iniziò un altro suo viaggio verso l'ignoto. Alla fine in tanta solitudine, in tanto sconforto, ricordò quella mano paterna che lo conduceva là, lontano, per vivere quel mondo fantastico di un cielo stellato. Così Niccolò aveva iniziato quella strana frequentazione. E nelle stelle aveva ritrovato quell'afflato che gli mancava. Ma una notte senza stelle, con una tramontana che sibilava forte e gelida, egli non si addormentò come sempre avvolto nei suoi cartoni. Quella sera era riuscito a trovare un grosso scatolone, nel quale si era introdotto, per ripararsi dal freddo e dal vento. Al mattino i vari barboni che affollavano l'esterno della stazione erano spariti e così i loro cartoni, che nella notte avevano fatta da coperte. Rimaneva solo l'immenso scatolone. Passarono i netturbini e credendo che fosse uno dei soliti contenitori abbandonati, lo sollevarono per buttarlo nella spazzatura. Non tanto il peso, per essere Niccolò ridotto quasi ossa e pelle, quanto un certo non gradevole odore spinse un netturbino ad aprire lo scatolone. All'interno, Niccolò semiassiderato che non dava segni di vita. Solo a tarda sera, egli riaprì gli occhi. Forse un calore, oramai dimenticato, lo portò a risvegliarsi da quel sonno che sembrava infinito. All'improvviso, dopo un tempo trascor-

so senza tempo, si ritrovò, pulito come non mai, in un letto vero, mentre una mano di donna gli rimboccava le coperte. Un gesto antico e dimenticato, che ora tornava alla mente prepotentemente. Un gesto che lo riportava alla sua fanciullezza, quando la mano materna gli rimboccava amorevolmente le coperte. Poi la visione passò e Niccolò ricordò l'ultimo colloquio con la sua stella. Continuò così a parlarle. Grazie mia stella, diceva o meglio farfugliava, e, nel mentre, stringeva la mano di donna che gli era accanto. Ma la stella riuscì a comprendere quel suo dire ed ora, non più con l'alfabeto morse, ma con la sua voce, sommessamente gli sussurrò: «Sì, la tua buona stella questa volta ti ha aiutato e per davvero». Niccolò ritrovò, così, quel calore umano perduto, la nebbia della solitudine si dissolse, ma non smise il suo colloquio con la volta celeste. Non se la sentì di tradire quelle sue care amiche e continuò ad essere, ed ancora per tutti, l'uomo che parlava alle stelle.

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ra una serata, anzi una nottata straordinaria, dove tutto il mondo che ti circondava, appariva statico, immobile. Gli alberi non stormivano più: le loro fronde ferme assomigliavano a pinnacoli di cattedrali gotiche. L'acqua del torrente, con le sue cascatelle, non emetteva più la garrula voce, scorreva lenta e pigra. Solo in cielo risplendevano tante, tantissime stelle. Era una volta celeste trapuntata da cento, mille fiammelle. E la loro luce, in verità, non era fissa, ma tremula. Giungeva quasi ad intermittenza. Seduto su un ripiano, immobile anch'egli, qualcuno mirava quel cielo, in estasi. Sembrava, davvero, nell'attesa di un evento. Poi all'improvviso le sue labbra si incominciavano a muovere lentamente, sino ad apparire come in un colloquio fra sordomuti. Esse seguivano il ritmo della tremolante luce di quelle stelle. Pareva impossibile, quasi inverosimile, che quell'uomo potesse svolgere un dialogo così strano. Eppure quell'intesa esisteva. Era costui un tale Niccolò, il cui nome gli era stato dato dal padre in omaggio a Copernico, di cui era fervente sostenitore, in contrasto con alcuni, e non erano pochi, nonostante fossero passati i secoli, detrattori della tesi copernicana, che, ancora, appariva loro alla pari di un'eresia, quanto quella di Galilei. Lui al figlio, anziché leggergli libri di favole, gli declamava il “De revolutionibus orbium coelestium”, il testo di Copernico, nel quale l'astronomo polacco asserisce, e per primo, che la terra, assieme ad altri pianeti, ruota intorno al sole, in contrapposizione alla concezione tolemaica, che vedeva al centro del sistema il nostro pianeta. Così era cresciuto Niccolò e così gli era stata inculcata la passione per l'universo infinito, le galassie, i sistemi planetari e le stelle. E spesso, condotto per mano dal padre, era portato fuori città per osservare la bellezza di un cielo stellato. Oggi adulto, in lui era nato, anzi esploso, questo amore profondo verso le stelle. E notte dopo notte riusciva, ad occhio nudo, a trovarne delle nuove. Con loro intesseva quel dialogo che rasentava l'impossibile e forse anche l'incredibile. In paese questo strano comportamento di Niccolò era ben noto. Per tutti, anche con una certa ironia, era l'uomo che parlava alle stelle. Egli non ne faceva mistero, lo raccontava a tutti e a tutti riferiva puntualmente i messaggi che, notte dopo notte, le stelle gli trasmettevano. Alienazione mentale, tagliava corto la gente, aggiungendo: «Le stelle da che mondo è mondo non hanno mai parlato». In verità è così. Ma Niccolò stranamente riusciva a colloquiare con le stelle. Fra lui e gli astri v'era un qualcosa, quasi e per davvero, una corresponsione di amorosi sensi. Le stelle gli parlavano attraverso un singolare sistema, molto simile a quello dell'alfabeto morse, usato per le trasmissioni telegrafiche dì un tempo. Niccolò l'aveva imparato durante il servizio militare. E lui, un po' sognatore, ne era rimasto affascinato. D'altronde non poteva essere altrimenti e per la sua giovane età ed, ancor più, per essere imbevuto degli insegnamenti paterni. Così quello strano modo di comunicare faceva cavalcare la sua fantasia e quei segnali gli apparivano come provenienti o diretti a galassie sconosciute. Ora, per lui, quell'immaginario diveniva realtà. Il luccichio breve delle stelle era un punto, quello più lungo una linea. Ed ecco che all'improvviso il messaggio giungeva a Niccolò. Egli mimava con le labbra le parole e le stelle con la loro luce gli rispondevano. Quelle che Niccolò inviava erano autentiche dichiarazioni d'amore. Egli sceglieva la stella per lui più bella, forse perché più luminosa, e poi avviava il colloquio. Niccolò iniziava sempre con il ringraziare la stella per la rispondenza alla sua attenzione. Poi si infervorava, mimava il suo dire, le sue labbra a volte sembravano quelle d'un corista di un canto a bocca chiusa, altre volte sillabavano le varie parole. E dopo una serie di preamboli dichiarava il suo amore alla stella. Era, a volte, un amore alla follia, che Niccolò esternava, mostrando una profonda conoscenza letteraria.


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Domenica 7 febbraio 2010

Poesie “Arancio”

La cucina

La cucina

di FEDERICO VALICENTI ARANCIA IN PROSA

L'ARANCIA

“ Sono entrata in una foresta di arance. Mi e' stato aperto il grande cancello che ho varcata sperduta. Di fronte il sole, come un grande disco rosso, si nascondeva un poco alla vista, lanciando nella foresta di arance un rosa carico che scivolava nell'intrigo dei rami e restava sospeso, come impigliato tra gli alberi. Di fronte il viale, di lato alberi fitti e frescura e odore e colore filtrato, col mio passo che indugiava a sondare il terreno. Scuro, con foglie morbide come un tappeto, da cui si avvertiva una linfa che lasciava presagire una primavera dolce e tenera.” Mila Ambroselli ( L' incontro- anno 5° n°3 15/30/11/1996)

(Federico Garcia Lorca)

staccia NEI GIARDINI di Tursi te dall'Africa settentrionale, soprattutto Berberi che vennero coinvolte nell'espansione dell'Islam verso l'Occidente cristiano in funzione di contingenti maghrebini islamizzati. I Saraceni lasciarono profonde tracce nell'architettura e nel dialetto di Tursi. Le arance chiamate anche “portuall”ad indicarne le origini e la provenienza , ancora oggi in arabo la parola usata per parlare delle arance è burtuq_l che ha soppiantato del tutto la parola persiana n_ran_ da cui deriva arancia, che letteralmente significa "frutto favorito degli elefanti". Non si deve però dimenticare che in arabo burtuq_l indica l'arancia dolce, mentre n_ran_ l'arancia amara. Questa la Storia. La leggenda nar-

ra chei Saraceni portaronoin donole arance che mangiavano a fette con la cannella , cipolla , condite con un filo d'olio buttando le bucce.Le bucce delle arance venivano raccolte dagli abitanti del luogo e bollite in acqua dolcecosi da preparare il“giuleppo “ che, per non farle mangiare agli arabi musulmani, friggevano con il maiale. In seguito, durante le crociate, l' arancia venivano usata anche per ornare la testa del maiale ed esposta alla finestra per far sapere che in quella casa non vi abitavano musulmani. Tra tante varietà presenti nei giardini di Tursi , jardin in arabo, una in particolare attira l'attenzione, l'arancia “staccia”. Questa particolare arancia si presenta con delle caratteristiche uniche sotto molti aspetti, ha una forma oblata e schiacciata ai due poli, una buccia grossa, senza semi ed ha un peso medio molto elevato intorno ai 300g per frutto. Propria la sua forma contribuisce al nome dato all'arancia chesembra derivareda unvecchio gioco cheha origine moltoantiche simile al gioco delle bocce ma fatto con delle pietre a forma schiacciata chiamate “stacce”. Le notizie storiche sono poche e frammentate tramandate per lo più da tradizioni orali. L'unico dato certo è che in una pubblicazione del 1962 si fa riferimento all'arancia staccia riferendosi al fatto che questa cultivar ha esclusivamente un mercato locale ed è coltivato essenzialmente per il consumo famigliare, anche perché per le dimensioni non è possibile la sua commercializzazione. Frutto che non avendo un grande mercato rischia di estinguersi, alla faccia della biodiversità. Bisogna mettere in presidio i frutti in via di estinzione per non perdere la memoria delle tradizioni.

Federico Valicenti, uno dei nomi più prestigiosi della cucina lucana, è proprietario del ristorante che dà il nome a questa rubrica, Luna Rossa, a Terranova di Pollino. Tel.097393254 - 5

Tango Come arance rosse assaporo i giorni ora che ho incontrato te. Dolce e profumata ora è la mia vita e per questo: grazie a te. Ora io cammino tra le rose e quando è sera accanto a te riposo. Non è mai tempo di versi tristi e non verrà la stagione delle piogge. E non verrà la morte triste alla nostra porta a cantare le sue canzoni. (Luisa Zappa Branduardi - Tango-)

Ai fornelli Salsa d'arance 20 arance (3 kg) 3 kg di zucchero 1.500 lt acqua 250 gr di rhum Con un punteruolo bucate le arance e mettetele in acqua per 4 gg avendo cura di cambiare l'acqua 2 volte al giorno. Quindi prendete le arance e tagliatele a pezzi avendo cura di togliere i semi. Pesarli per regolarvi con lo zucchero che deve essere di uguale misura delle arance spezzettate mentre l'acqua della metà. Mettete a bollire le arance e dopo 10 minuti versate lo zucchero rimestando in continuazione . La salsa è pronta quando versandone una goccia su di un piatto questa si rafferma. Aggiungete il rhum o qualunque altro liquore di vostro piacimento e conservatela in appositi vasi di vetro. Arista di maiale con arance fritte 4 fette di arista di maiale 1 arancia 1 peperone secco sale qb olio extra vergine di oliva Far diventare croccante il peperone Sbucciare le arance togliendo tutto il bianco e tagliarle a fettine sottili In una padella versare l'olio quando è appena caldo rosolare le fette di arista, aggiungere le fettine di arance e cuocere per alcuni minuti a fuoco lento,

quindi sbriciolare il peperone crusco allungando con un cucchiaio d'acqua, salare, far amalgamare i sapori e servire caldo. Insalate di arance 4 arance agro dolci con la buccia sottile 1 peperone secco (o polvere di peperone) olio extra vergine di oliva sale pepe Sbucciare le arance e tagliare in senso circolare a fettine sottili. Allinearli sui piatti di portata e condirli con il sale, il pepe, il peperone frantumato a scaglie ,e un filo di olio extra vergine di oliva. Scorzette di arance al cioccolato Le bucce possono essere usate privandoli totalmente del bianco della pellicina, tagliate a listelli immergerli nel cioccolato fuso, scolate e asciugate su un foglio di carta oleata Cavolfiore alle arance “ ....tal caule ama il pepe e lo portogallo ....” Bartolomeo Scappi cuoco (c. 1500 - 13

aprile 1577) 1 cavolfiore 1 bicchiere di succo di arance agrodolci 3 dl olio extra vergine di oliva sale q.b. pepe q.b. Mondare il cavolfiore e tagliarlo a tocchi, cuocerlo per circa 10 minuti in acqua salata. Mettere da parte 1/2 bicchiere di acqua di cottura. Scolare il cavolfiore e versarlo su un piatto di portata, disporre i mazzetti in modo da comporre un bouquet e condire con olio sale pepe e il succo di arance, aggiungere l'acqua di cottura se vi piace più “bagnato”. Insalata di “saraco e arance 8 arance tipo sanguinelle (quelle per le spremute) 3 saraco affumicato (o aringhe) 2 cipolle a sponsale (quelle fresche con la coda verde, piccole) 1 cucchiaio di prezzemolo tritato sale pepe olio extravergine di oliva Sbucciate le arance e tagliatele a dadini, togliendo i semini, sistematele in una insalatiera, aggiungete le aringhe spezzettate e gli sponsali ben lavate, private delle code e tagliate a fettine sottilissime,condite con

olio, sale, pepe, aggiungendo per ultimo il prezzemolo tritato. Bucce di arancio al cioccolato 1 arancio 1 pezzo di cioccolato fondente Sciogliere in una casseruola il pezzo di cioccolato a bagnomaria Lavare molto bene le arance . Togliere le bucce e tagliarle a tocchi uniformi,senza asportare eccessivamente il bianco, quando il cioccolato è denso e caldo versare le bucce e farli bollire per qualche minuto. Toglierle ad una ad una con una pinzetta e farli raffreddare quindi servire Liquore all'arancia 500 gr alcol puro 500 gr zucchero 1 lt e mezzo di acqua 1 arancia grossa 10 chiodi di garofano una retina In un capiente vaso con chiusura a tappo versate l'alcol, prendete l'arancio, lavatela ben bene, anche con uno spazzolino se necessario, e “inchiodatela “ con i chiodi di garofano . Mettete l'arancio in una rete e sospendetela nel vaso con l'alcol, la rete con l'arancio deve lambire l'alcol; chiudete il vaso con il tappo a vite e fate stare cosi fin quando l'arancio non si sarà rinsecchita e l'alcol non diventerà torbido. Quindi mettete a bollire l'acqua e sciogliete lo zucchero, fate raffreddare e aggiungete all'alcol. Mischiate il tutto e imbottigliate. A volte per cambiare sapore alla ricetta aggiungete all'alcol una bustina di zucchero vanillina.

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LA STORIA ci racconta che gli arabi arrivarono in Basilicata durante l'anno 900 e l'anno 1000 da Bari, sede di un loro emirato dall' 847 all' 871. Si spinsero all'interno dell'Italiameridionalee sfruttandoifiumicome zone percorribili penetrarono in Basilicata. I Saraceni crearono a Tursi un insediamento ancora esistente chiamato Rabatana, da 'Rabhàdi', borgo, o Arabum tana a ricordo dei loro villaggi arabi. Questi quartieri ancora intatti testimoniano, al pari di Pietrapertosa e Tricarico dove esistono ben due rioni arabi la Rabata e la Saracena, della lunga permanenza della popolazione islamica provenien-

Lola Sotto un arancio lava fasce di cotone. Ha gli occhi verde e la voce viola Ah, amore sotto un' arancio in fiore! L'acqua del canale scorre piena di sole; nell'oliveto un passero canta ah, amore, sotto l'arancio in fiore! Quando Lola avrà finito il sapone verranno i toreri Ah, amore sotto l'arancio in fiore!


Domenica 7 febbraio 2010

Dati Uil Il lucano Vaccaro e il confederale Loy: «Se il buongiorno si vede dal mattino...»

I presagi della cassintegrazione L’ordinaria, ossia quella industriale, aumenta in un mese del 50,8 per cento GUARDARE all’andamento della cassintegrazione in Basilicata è un buon modo per capire come vada l’economia. E’ quello che ha fatto il segretario della Uil lucana, Carmine Vaccaro, traendone materia per preoccuparsi. Dice Vaccaro: «Lacrisi terminerà veramente quando cominceremo a creare nuovi posti di lavoro e i lavoratori in cassa integrazione avranno opportunità ed occasioni per ritornare in produzione«. Vaccaro commentando i dati del tredicesimo rapporto della Uil sulla cassa integrazione che registra nel mese di gennaio scorso in Basilicata un incremento del 50,8% delle ore concesse per l'ordinaria (legata all’industria) rispetto al mese precedente di dicembre 2009 e un decremento del 63% per la straordinaria (relativa ad altr comparti) , con un ammontare complessivo di 716mila ore (548mila per l'ordinaria e 168mila per la straordinaria). I lavoratori lucani interessati, a gennaio scorso, sono 4.217 con ol-

tre un migliaio in più per la cassa integrazione ordinaria. Significative le differenzazioni a livello provinciale, con la provincia di Potenza che sempre per l'ordinaria segna un aumento del 111% e del 42,9% per la straordinaria e quella di Matera decrementi dell'86% per l'ordinaria e del 72,9% per la straordinaria. «Se il buongiorno si vede dal mattino - commenta Vaccaro - il 2010 si preannuncia un anno difficile per le lavoratrici ed i lavoratori alle prese con crisiindustriali piùo menoprofonde. Poiché, stando alle dichiarazioni ufficiali governative, le risorse stanziate per il biennio 20092010 sono più che sufficienti per affrontare questa emergenza, e dato che il tiraggio di cassa comunicato dall'Inps per il 2009 è stimato al 53% del totale delle ore autorizzate, è quanto mai necessario, con queste risorse disponibili, procedere all'aumento del sussidio mensile della cassa integrazione, adeguandolo, come minimo, al costo della vita, insieme ad un rafforzamento delle

Operai fortunati: possono lavorare

politiche attive (formazione prima di tutto». «Dunque - prosegue - se dal punto di vista occupazionale il 2009 è stato un anno orribile abbiamo forti timori che anche nel 2010 proseguirà questa emorragia di posti di lavoro

e la tragedia sia destinata a continuare. Abbiamo davanti a noi un destino non esaltante e probabile con un continuo lento declino interrotto da qualche sussulto macroeconomico, ma con condizioni di vita peggiori rispetto a quelle di qualche an-

no fa, con un paese che vede aumentare le già notevoli differenze tra persone, ceti e territori». Per fare un raffronto con il dato nazionale, basti dire che a gennaio mezzo milione di lavoratori è stato coinvolto dalla cassa integrazione. Ilsegretario confederaleGuglielmo Loyfa il medesimocommento di Vaccaro, utilizzando le stesse identiche parole: «Se il buongiorno si vede dal mattino il 2010 si preannuncia un anno difficileper le lavoratrici e i lavoratori». Loy chiede anche di aumentare l'assegno mensile per i cassintegrati. Attualmente l’importo è fissato all’80% della retribuzione ma con un limite massimo che è di 886 euro (1.065 euro per chi supera i 1.917 euro mensili): il tetto va alzato o eliminatodel tutto–èla suaproposta– e l’importova calcolatosullostipendio effettivodel lavoratore,comprese indennità e premi. Ci sono i fondi non utilizzati per la cig, visto che le risorse stanziate per il biennio «sono più che sufficienti».

La proposta per lo sviluppo presentata in un convegno

Agricoltura, la Cia punta tutto sui circuiti commerciali brevi “CIRCUITI brevi di commercializzazione”: l’ultima frontieradi un’agroindustria consapevole, sostenibile e amante della natura. E’ il progetto della Cia, la Confederazione agricoltori, della Basilicata, presentato in una rinione ad hoc. Spiegano dai vertici della Cia lucana che si chiede una legge regionale di regolamentazione che completi in questo modo la normativa su “marchio lucano”e attraverso l'istituzione di un Albo delle aziende che fanno vendita diretta. La proposta serve per una verifica e un approfondimento del progetto economico del sistema Cia di Basilicata. «A testimoniare l'interesse per l'iniziativa - si legge in una nota - e a ribadire una volontà di avviare una cooperazione, all'incontro hanno preso parte rappresentanti regionali di Lega Coop, Agci , Confesercenti, Cna , Federalimentari, oltre a Federparchi Basilicata». Il comunicato ricostruisce anche l’andamento dell’incontro, distinto in due momenti. La mattinata alla presenza di Matteo Ansanelli, responsabile progetti innovativi della Cia nazionale, sono state presentate le proposte e le opportunità legate ai “circuiti brevi di commercializzazione” concentrando l'attenzione sulle norme, le discipline, la regolamentazione delle tante modalità di attivazione della vendita diretta. «Oltre ad approfondire idee progetto adattabili alla nostra realtà regionale - è scritto nella nota - valutando anche i cosiddetti casi di successo o iniziative piloti che hanno avuto positivi impatti a favore delle pmi agricole. In conclusione della mattinata sono stata

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I DATI

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Un marchio della “qualità lucana” Ecco in estrema sintesi alcuni punti del progetto economico e di prodotto Cia Basilicata. 1) Adeguato sostegno a tutte le forme e/o soluzioni tese a realizzare iniziative legate ai circuiti brevi di commercializzazione di prodottiagricoli,prevedendo unanormativadi regolazione regionalee l'albodei produttori della vendita diretta di Basilicata. a) Punti vendita, spacci aziendali, corner aziende agrituristiche, mercati degli agricoltori, punti degustativi, gruppi di acquisto, ambulantato agricolo, ristorazione privata e collettiva, circuiti gastronomici, ecc. b) Regala la Basilicata cosi come prevista nella nostra proposta di rete filiera corta 2) Modelli aggregativi di prodotto e di avanzate treproposte operative su tale tematica che sarà oggetto anche di attività e confronto congressuale. Attivare

aziende. a) L'impresa a rete e l'organizzazione sul territorio delle produzioni agro-alimentari. b) Intese economiche e di prodotto. c) I Patti economici e di filiera: - Il patto e le intese economiche con le Pmi regionali e locali della trasformazione. - Accordi e le intese di filiere, l'aggregazione delle produzioni, la trasformazione il commercio. Tutto questo accompagnato dalla definizione sul paio regolativi e disciplinare del marchio ombrello “Qualità lucana”, strumento di valorizzazione e sintesi della tracciabilità, della distintività e della riconoscibilità delle produzioni agroalimentari e del cosiddetto made in Basilicata.

una specifica misura sui Pif sui circuiti brevi di commercializzazione. Una legge regionale di regolamentazione

del sistema circuiti brevi di commercializzazione e vendita diretta di prodotti agricoli. Costituire (prevedendolo an-

Coltivatori al lavoro

che nella normativa regionale) un Albo delle Aziende che fanno vendita diretta». Poi, il resoconto del pomeriggio alla presenza di Ivan Nardone, Area Economica Nazionale: «Si è tenuto un confronto sul tema Associazionismo di prodotto, interprofessione, filiere agro-alimentari, i Bandi Pif opportunità per costruire un più forte sistema agro-alimentare lu-

cano. Sono state esposte e illustrate le proposte della Cia in materia, si è svolto un dibattito fortemente innovativo, che apre a nuove forme di relazioni economiche, che sono il preludio ad un rinnovato rafforzamento delle filiere nei vari comparti agricoli». Per la predisposizione di iniziative a valere sui bandi Pif, istituito alla fine dei lavori un tavolo di coordinamento

Servizi alle imprese, gli artigiani della Cna rivendicano un ruolo NEL Dipartimento Attività produttive della Regione è stato costituito un gruppo di lavoro costituito in seno a sulla rivisitazione dei modelli organizzativi dei Consorzi Asi con particolare riferimento ai servizi per le imprese. La Cna (Confederazioni artgiani) di Basilicata ha chiesto di farne parte con una nota inviata all'assessore Gennaro Straziuso e al direttore generale Andrea Freschi del Dice Leo Montemurro Segretario regionale Cna: «Il tema della erogazione di servizi, rispondenti alle esigenze delle imprese e vantaggiosi in termini di costo, è di sicura attualità soprattutto con riferimento a quanto accade in Provincia di Potenza ma

anche per le aree industriali del materano si pone il problema di come recuperare una costante e progressiva perdita di competitività che, di pari passo, ha determinato anche una perdita di attrattività del territorio rispetto alla possibilità di nuovi insediamenti produttivi. La nostra richiesta è giustificata dal fatto che le imprese artigiane rappresentano ormai una percentuale molto significativa sul totale delle imprese insediate nelle Zone Industriali esistenti nell'intera Regione». «Ragion per cui insieme con i colleghi delle Associazioni industriali è auspicabile anche la nostra presenza», conclude Montemurro.

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24 ore in Basilicata

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Vasto programma per i mesi a venire

Processo Panio Dopo la sentenza parla l’ex manager Asl 1

La cura dei vescovi per la vita pastorale lucana «Insensate e irragionevoli le accuse sulla mia gestione»

Le verità di Vainieri

C’E’ un aspetto del consorzio civile lucano che si chiama “vita pastorale” e riguarda il rapporto della chiesa con i suoi fedeli. Ne hanno parlato avantieri i vescovi della Conferenza episcopale di Basilicata. Sulla Giornata della vita e la Giornata del malato, i vescovi pongono in evidenza i contenuti dei messaggi diffusi per queste due ricorrenze annuali. “La forza della vita una sfida nella povertà” è il titolo del messaggio che il Consiglio episcopale permanente ha preparato in occasione della XXXII Giornata nazionale per la vita che sarà celebrata domani. Invece “La Chiesa a servizio dell'amore per i sofferenti” è il tema della XVIII Giornata mondiale del malato (11 Febbraio). Per questa giornata, Benedetto XVI richiama la missione salvifica di Cristo. «Egli, il Medico divino - si legge in un comunicato della Conferenza episcopale lucana - che “passò beneficando e risanando tutti”, ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo. L'attenzione è poi andata allapreparazione deigiovani dell'intera regione alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà a Madrid dal 16 al 21 agosto 2011. Il nucleo centrale della riflessione dei Vescovi ha avuto come oggetto il compito delle comunità cristiane di fronte alle varie povertà e sofferenze della nostra Regione». «I Vescovi - è scritto ancora - si sentono chiamati a offrire un contributo valido, in particolare, per quanto riguarda l'accoglienza dignitosa ai migranti e la loro condizione lavorativa. Anche la situazio-

L’arcivescovo Superbo

ne dei lavoratori lucani richiede una profonda e adeguata indagine, seguita da un efficace, pubblico approfondimento. Per questo motivo, è stata decisa la realizzazione di un evento pubblico, che possa avere una vasta risonanza. Esso sarà costruito intorno all'approfondimento del documento della Cei sul Mezzogiorno, di prossima pubblicazione, per diventare l'attualizzazione, per la nostra Regione, di quanto emergerà dalla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 Ottobre 2010». «Il Tema della Settimana sociale, Cattolici nell'Italia di oggi - Un'agenda di speranza per il paese - spiegano ancora i portavoce dei vescovi - ci conduce a proporre un'agenda di speranza per la Basilicata. Essa potrà avere una valenza educativa per i giovani lucani nella ricerca dignitosa del lavoro, mentre potrà essere un aiuto leale e convinto per quanti assumeranno, a breve, il compito di un servizio competente e generoso per la guida politica dei nostri paesi».

POTENZA - A processo ormai concluso prendono corpo riflessioni e scenari che vanno ben oltre le forme delle vicende giudiziarie. Le argomentazioni dell'accusa a distanza di nove anni appaiono lontane. Ora che i giudici hanno stabilito che dietro la defenestrazione del direttore generale dell'Asl di Venosa Giuseppe Panio non ci fu un ordito politico «finalmente si può commentare», dice Giancarlo Vainieri. Era lui, secondo l'accusa, l'uomo favorito dall'esclusione di Panio. Dopo due sentenze d'assoluzione si disvela anche un'altra verità, quella che riguarda il destino e l'assetto dell'ex Asl numero uno e il suo simbolico essere sul banco degli imputati, un luogo di decisioni e di scelte per le politiche del sistema sanitario locale e regionale, dove si sono confrontate, senza esclusioni di colpi, visioni, strategie di potere e di controllo sociale. Anche questo è stato il processo Panio. La gestione dell'Asl numero uno affidata a vainieri nel luglio del 2001 coincide con il radicarsi di una nuova fase nell'organizzazione e nel governo del sistema sanitario a forma aziendale. Sia pure in modo contraddittorio irrompono nuovi stili, un nuovo management, nuovi programmi meno legati alla visione giuridica e formale dei dirigenti della prima fase d'insediamento delle asl negli anni Novanta. Insieme al riassetto della rete ospedaliera conta la costruzione di una rete interconnessa di servizi, un'attenzione ai valori territoriali del servizio sanitario, l'introduzione di innovazioni e di sperimentazioni gestionali. E' un periodo di cambiamento negli assetti degli ospedali e nell'aspetto distrettuale del sistema salute quello di quegli anni. E proprio in quel momento scoppia il caso Panio. «Non ho paura dei miei ricordi - dice Vainieri al Quotidiano - Sento di dire qualcosa ora, con più distacco, da testimone di eventi importanti, nel pieno rispetto di tutti, in primo luogo della sfera politica che mi ha gratificato con la nomina a direttore generale della Asl uno e che poi ha non ha più voluto la mia conferma. Aspiravo a una riconferma nel 2004, pur avendo in se-

La sede dell’ex Asl 1 di Venosa

ria considerazione l'addensarsi mutevole delle variabili. Ritenevo di aver svolto sulla base degli obiettivi asssegnati dalla giunta e delle difficoltà strutturali dell'Asl un lavoro di trasformazione, riorganizzando i servizi in una logica di maggiore legame con il territorio. Certo è stato stroncatorio, intrusivo sul piano personale e ingiusto per i riflessi sociali il processo sommario che la gestione successiva ha compiuto. Si è travolto e coinvolto tutto e tutti: risorse umane, opere e lavori, attorcigliati in un sterile dimensione del non-agire. Ci vuole l'ottimismo della volontà per proiettarsi oltre l'inconcludenza dei cinque anni trascorsi. Chi ha serenità di mente e ossequio per se stesso e per la propria comunità non può che osservare l'insensatezza e l'irragionevolezza delle accuse strumentali propalate sulla mia gestione dell'asl». Vainieri la chiama «un'operazione di "nascondimento" della realtà». Perché «chi c'era ha visto -- dice - e perché la carica innovativa dei servizi era passata nella attività quotidiana dell'azienda portando risultati anche per gli effetti del deficit che è bene ricordarlo era calante negli anni dal 2000 al 2003». Secondo Vainieri «si è voluta porre una cesura, una inaudita separatezza, una inusuale discontinuità, forzando e calcando un'immagine denigratoria

della mia direzione, mettendo in discussione i piani e gli assetti della rete ospedaliera e territoriale». E chi è l'artefice di questa volontà? Vainieri risponde: «Mi sono chiesto e mi chiedo a cosa è servito tutto questo. Cambiare tutto per non cambiare niente. Questo tempo di inoperosità o di grandi proclami di rigore, di tagli per risanare dove non c'è da risanare». Poi si chiede: «Che cosa mi dispiace di più di questa vicenda?». E dice: «Non lo svolgimento, pure lungo, del processo, convinto dell'insussistenza delle accuse poi accolta dai giudici. Non mi ha sorpreso il ragionamento politico che si è potuto intravedere sotto la non conferma alla direzione dell'asl uno e il cambio degli assetti di vertice. Certo, dal punto di vista della mia evoluzione professionale, mi ha inquietato la rescissione anticipata del contratto di direttore generale alla Provincia di Potenza che il presidente altobello ha avuto la buona grazia di motivare con l'avvenuto raggiungimento degli obiettivi e con un non meglio precisato cambio di passo della sua amministrazione, velando probabilmente altre interpretabili motivazioni. Mi ha stupito e mi colpisce ancora quel bisogno di colpire un'immagine, una persona, prima con una mistificazione delle cose in pubblico e poi con il silenzio». fab. ame.

Secondo turno per eleggere il consiglio dell’Ordine Il 9 febbraio per chiedere conto degli impegni

Legali al ballottaggio Il Comitato acqua pubblica Quasi settecento i votanti fra gli aventi diritto POTENZA - Davanti all'aula in cui si svolgono le udienze fallimentari nel palazzo di giustizia di Potenza anche ieri si era formata una lunga fila, quella dei legali che intendevano inserire la propria scheda nell'urna. Lo spoglio è cominciato ieri pomeriggio. I risultati sono ancora incerti ma la prima sorpresa è arrivata con le misurazioni sull'affluenza al voto. Nella mattinata di ieri si è svolto il secondo turno delle elezioni per il consiglio dell'Ordine degli avvocati di Potenza. Nonostante la pioggia battente poco meno di 700 togati sono affluiti nel Palazzo di giustizia del capoluogo. Il 23 gennaio i votanti erano stati il 74 per cento degli iscritti, 659 su 890 aventi dirit-

to, un dato di per sé superiore alla media registrata nei distretti giudiziari di dimensioni simili a quello potentino. La maggiore partecipazione al secondo turno ha stupito in tanti, nonostante il moltiplicarsi di lettere e comunicati da parte dei candidati soprattutto negli ultimi giorni. Al primo turno erano stati eletti entrambi i capilista, il presidente uscente Michele Valente e il suo sfidante Enzo Sarli (a destra e a sinistra, rispettivamente, nella foto), già tesoriere nella passata consiliatura e recordman di preferenze. Restano da individuare gli altri tredici membri che definiranno la composizione del consiglio. l. a.

presidierà la Regione

MARTEDÌ 9 febbraio, durante i lavori dell'ultimo consiglio regionale, i componenti del Comitato per l'acqua pubblica effettueranno un presidio di protesta nella sede della Regione. Lo spiegano in un comunicato stampa diffuso ieri. Spiegano i portavoce: «Il 19 novembre il decreto legge n. 135, che impone a tutti gli enti locali Italiani di privatizzare -tra l'altro- la gestione delle proprie risorse idriche, è stato convertito in legge sulla base di un voto di fiducia, con una evidente prevaricazione tanto del Parlamento quanto dell'autonomia gestionale delle Amministrazioni locali. A segiuto di ciò il Presidente della Regione Basilicata Vito de Filippo, prese una netta posizione contro l'ipotesi di privatizzazione dei servizi idrici e dichirò che avrebbe proposto una dura opposizione all'attuazione del dispositivo di legge». «Ad oggi nulla, però- denunciano dall’associazione- èstatofatto.Nonostante lecontinue sollecitazioni da parte del Comitato Re-

Acqua a disposizione di tutti

gionale per l'Acqua Pubblica rivolte alla presidenza della giunta ed alla presidenza del consiglio della Regione Basilicata, non si è ritenuto opportuno porre l'argomento all'ordine del giorno nemmeno dell'ultimo consiglio regionale (9 febbraio 2010), quasi a sottolineare che la questione dei servizi idrici sia poco importante per la collettività lucana».

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Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

«No al giornalismo istituzionale» Aperture ai giovani, ai talenti. Novità per lo sport. Storie serali di cronaca PIU’ VOCE alla gente. Sarà questo il volto del tg diretto da Oreste Lo Pomo che dal primo febbraio è il nuovo caporedattore del Tg3 Basilicata, già vice caporedattore dal 2001. Lo Pomo è cresciuto professionalmente nella dimensione della line dopo esperienze importanti come inviato speciale per un decennio e dopo aver lavorato a “Viaggio nel sud”, una delle produzioni di Sergio Zavoli trattando temi come la criminalità organizzata nel Mezzogiorno, problemi sociali e questioni relative ai grandi processi di sviluppo. «Erano gli anni della progettazione e della realizzazione dello stabilimento Fiat di San Nicola di Melfi - ha detto - durante i quali la Basilicata guardava alla grande industria». In Rai ha percorso tutte le tappe: praticante, redattore ordinario, inviato speciale, vice caporedattore e ora la promozione come caporedattore. Tra le esperienze professionali precedenti al suo ingresso in casa Rai, ricorda quelle da collaboratore all'agenzia Ansa, con giornali economici come “Italia oggi” e “Capitale sud”, con radio e televisioni private, direttore di giornali come il primo magazine lucano “Il”. S i ritiene fortunato per questa esperienza variegata nel mondo dei giornalismi. Cos'è cambiato in Rai? «La Rai è cambiata nel corso degli anni, passando da una Rai che aveva un solo tg locale, quello delle 19.30 a diversi appuntamenti: dal giornale radio, a tre edizioni quotidiane del telegiornale, al settimanale a rubriche come “Buongiorno regione” della testata giornalistica regionale che ha inaugurato la stagione di servizio di mattina». Cosa significa per lei servizio pubblico? «Credo nella logica di un servizio pubblico per i cittadini legato alla pluralità delle fonti senza omissioni, reticenze e senza la libidine dello scoop a tutti i costi e all'esigenza di informare correttamente, dando voce alla gente, alle istituzioni senza prevaricazione della dimensione istituzionale su quella comunitaria». Entro due mesi la presentazione del piano editoriale territoriale. Quali sono le sue idee? «Nei prossimi giorni ci sarà un monitoraggio delle situazioni e incontrerò i settori produttivi dell'azienda (redazione, produzione, tecnici, segreteria di redazione, eccetera) perché il no-

Oreste Lo Pomo, nuovo caporedattore della Tgr Basilicata

stro è un lavoro di equipe. Se c'è collaborazione e collegialità nel rispetto dei ruoli, si fa un prodotto di qualità. Spazio alle inchieste con l'apertura del tg a un target variegato, trovando un punto d'incontro con i giovani e affrontando il mondo giovanile non in una dimensione didattico pedagogico, ma cercando di capirla dal di dentro con attese, delusioni, utopie e speranze. Spazio al volontariato, non solo nella logica delle storie, ma anche del lavoro quotidiano, di chi crede nella cultura dell'integrazione. Tra le altre anticipazioni, un restyling dello sport dando spazio agli sport minori e a quella grande platea di appassionati che lo vivono al di fuori dell'agonismo, ma anche alla cultura aprendo a nuovi linguaggi e a tutto quel mondo spesso marginalizzato dei talenti lucani, al lavoro cercando di capire le criticità, evitando gli stereotipi del burocratese ma, viaggiando nelle lotte, nelle tensioni, nelle vittorie e nelle sconfitte. Si tratta di linee guida da condividere con i colleghi, di un discorso che sarà meglio precisato dopo aver ascoltato anche cosa la comunità lucana si attende dal servizio pubblico perché senza un dialogo con la comunità non possono essere propagandate come condivise delle idee unilaterali. Tra le altre novità, rubriche serali che ripercorrono anche fatti di cronaca che ancora restano misteri in un'ottica che deve essere aggiuntiva rispetto all'efficace informazione presente in tutti i tg ai quali va data anche una differenzazione rispetto al target. La logica è quella della fidelizzazione dell'utenza. E’chiaro che il core business deve riguardare tutti gli ap-

LA Regione Basilicata compie 40 anni. Un’analisi di Nicola Savino, presenza politica di punta con il Psi. «PER l'autorevolezza e il prestigio delle Personalità chiamate a comporla, la “Commissione degli 80”ben potrebbe presiedere alla celebrazione del 150° dell’Unità, proprio per la convergenza di molteplici Istituzioni e... dintorni! Altra cosa è invece ricordare 40 anni di “storia”della Regione. I quali non si riferiscono a un singolo, ma ad un flusso di eventi: ad un processo complesso di scontri e - talvolta - di sintesi, ad intrecci di scelte e di realizzazioni. Insomma, al lungo e serrato confronto tra tradizioni culturali, interessi economici e movimenti politico-sindacali, che, in e da quel periodo, hanno segnato la Basilicata, dentro e fuori di essa. Ovviamente, rispetto ai40 anni, si

puntamenti informativi della giornata che vanno poi modulati anche in rapporto al piano editoriale del direttore di testata e a quelli che saranno i cambiamenti nelle rubriche nazionali della tgr». Novità per la radio? «Confermato il gr del mattino alle 7.20 come giornale di servizio. Maggiore approfondimento nel giornale delle 12.10 dove l'idea già percorsa di una sorta di filo diretto deve essere attualizzata alla luce della rapidità della notizia e del linguaggio radiofonico. Probabilmente, come annunciato dal direttore, potrebbe esserci una terza edizione pomeridiana». Cosa evitare? «L'errore che va evitato è quello di approfondire tutte le tematiche in chiave istituzionale. Occorre trattare le tematiche ascoltando i cittadini e poi le risposte istituzionali in modo da creare quel feedback virtuoso che deve essere proprio del servizio pubblico. Nei tg ci devono essere servizi e notizie e deve essere rispettata quella che nelle scuole di giornalismo viene chiamata l'agenda setting. Ogni tg, come ogni giornale, deve avere o almeno tentare, tutte le rubriche, dalla cronaca sindacale allo sport, alla cultura alla politica che ovviamente deve essere fatta con correttezza semmai anche con un pastone, evidenziando l'evoluzione del dibattito, ma anche le decisioni istituzionali, i provvedimenti, le leggi, le ricadute sulla comunità, le reazioni». Per la prossima settimana (probabilmente giovedì) è prevista la visita del direttore della Tgr, Alberto Maccari. Iranna De Meo

Guida delle trasformazioni Paternoster (Assostampa) sul ruolo di Cantore «DICIASSETTE anni fa in Basilicata c'era un solo quotidiano locale, qualche settimanale, le tv private si affannavano nel tentativo di resistere ai vincoli della legge Mammì del '90, di uffici stampa c'era solo qualche sporadica esperienza, di internet si aveva qualche notizia accennata considerato che solo quell'anno nacque il primo browser specifico per il web. Dal 1993 ad oggi il mondo dell'informazione è completamente cambiato e anche la Basilicata ha fatto grandi passi in avanti in questo delicato settore agganciandosi, pur con qualche ovvio ritardo, ai cambiamenti del mercato. Oggi possiamo scegliere fra tre quotidiani locali, diversi settimanali e affacciarci al mondo lucano attraverso tanti siti internet e qualche tv privata, sia sul digitale terrestre che attraverso il sistema satellitare. Se c'è una persona che, in questi anni, ha in qualche modo guidato le trasformazioni avvenute nella nostra regione nel settore dell'informazione, quella persona è Renato Cantore. Lo ha fatto da un osservatorio privilegiato, come quello della Rai. Ma lo ha fatto, soprattutto, dando vita, insieme ad altri colleghi, all'Associazione della Stampa di Basilicata e proiettando la nostra professione all'interno di una rete nazionale e internazionale. Prima di allora c'era l'Associazione della Stampa di Puglia e Basilicata dentro la quale, ovviamente, i lucani erano schiacciati dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Renato è stato il primo presidente dell'Associazione della stampa di Basilicata, il sindacato unico dei giornalisti. Ed è da questa postazione che ha meglio interpretato i cambiamenti che stavano avvenendo nella nostra professione intercettando, grazie alla sua straordinaria sensibilità, tutte le possibili opportunità che si aprivano nel mondo del lavoro. Da rappresentante di un sindacato ha avuto l'indiscutibile merito di aver guardato alla nostra professione, però, non solo in termini di occupazione e di rispetto del contratto, ma anche in termini di qualità, di crescita professionale. Come non segnalare la felice intuizione sua e di un altro collega, Gianni Mo-

linari, di dar vita ad un ente di formazione, il Formedia, per l'aggiornamento professionale dei giornalisti lucani. Per imparare a scrivere meglio, per guardare da vicino le trasformazioni economiche in atto come l'arrivo dell'euro, l'arrivo di internet, il digitale nel multimediale, e per offrire alle giovani generazioni gli attrezzi del mestiere per costruirsi un lavoro, solo per fare qualche esempio. Diversi colleghi, grazie anche a questa intensa attività, hanno trovato importanti occasioni di lavoro fuori regione. E, anche se qualcuno potrà legittimamente trovare qualche buon motivo per non essere d'accordo, il sistema dell'informazione oggi, in Basilicata, è decisamente migliore di quello di 17 anni fa. Ed è decisamente migliore di quello di molte altre regioni. Dieci anni fa, come solo le persone perbene sanno fare, Renato lasciò la guida del sindacato per guidare la redazione del Tgr Basilicata. Nessuno glielo avrebbe chiesto. Eppure lui decise con convinzione di fare quella scelta consapevole del difficile lavoro che l'attendeva e della necessità di promuovere un ricambio generazionale alla guida dell'Associazione. E tuttavia, in questi anni, non ha mai fatto mancare il suo sostegno, la sua collaborazione, il suo lavoro. E tutti noi lo abbiamo sempre voluto al nostro fianco affidandogli il compito di guidare il Formedia, ruolo che tutt'oggi ricopre con spirito di sacrificio e di volontariato. E se oggi il sindacato conserva la sua autorevolezza è grazie soprattutto a lui. Oggi, per Renato, sia avvia una nuova stagione di lavoro alla guida del Tgr Puglia. Un nuovo e prestigioso traguardo professionale lo attende. A Oreste Lo Pomo, di cui conosciamo bene sensibilità e capacità professionale, facciamo i più sinceri auguri per il nuovo incarico di caporedattore del Tgr Basilicata. Anche a Renato indirizziamo gli auguri più grandi e sinceri, ma solo perchè ci ha già assicurato che resterà al nostro fianco per molto altro tempo». Serafino Paternoster Presidente AssoStampa Basilicata

LAGUARDIA, TESORIERE ORDINE GIORNALISTI «Orgoglio per l’intera categoria» «LA NOMINA a caporedattori dei due affermati giornalisti lucani, Oreste Lo Pomo al Tgr Basilicata e di Renato Cantore al Tgr della Puglia è il giusto riconoscimento di un giornalismo di qualità che inorgoglisce l'intera categoria lucana, da sempre impegnata a garantire una corretta e puntuale informazione alle nostre comunità». E’ quanto ha dichiarato Gianluigi Laguardia, consigliere e Tesoriere dell'Ordine dei Giornalisti della Basilicata, che ha rivolto un augurio di buon lavoro al neo caporedattore del Tgr Basilicata Oreste Lo Pomo, «a continuare nella proficua strada intrapresa e un sincero ringraziamento a Renato Cantore per il generoso lavoro svolto in questi anni teso a garantire un servizio pubblico pluralista e di qualità, augurandogli nuovi e importanti successi per il lavoro che l'attende nella prestigiosa e vicina regione Puglia», ha concluso Laguardia.

Nicola Savino e le celebrazioni per i quarant’anni della Regione

La “dimenticanza” dei sopravvissuti pongono almeno due esigenze: ricostituire fatti e vicende ed individuarne - possibilmente - gli effetti; valutare le realizzazioni rispetto agli obiettivi,airapportidi forzaincampoetc. Se queste esigenze fossero fondate, soprattutto in una situazione ch'è a volte carente - come da fonti molto autorevoli - sul piano della stessa “registrazione tecnica” o verbalizzazionedegliAtti (parenemanchino…da taluni periodi, persino il commiato del Presidente Verrastro!!), perché non riunire i protagonisti anche della prima parte di questi anni, dal più al meno gallonato, dal Parlamentare al Consigliere semplice ai Dirigenti dei Partiti e dei Sindacati, peraltro

non... più numerosi? Sia per la “messa in ordine” o ricostruzione (nei limiti possibili) della stessa attività consigliare e per rievocare “pionierismo”e speranze degli anni 70, sia anche per formulare pareri in itinere sull'operato del Comitato storicoscientifico, che sarà sicuramente ben guidatoda Gp D'Andrea.Cioè da un Tecnico che insegna quanto il concetto di “obiettività”sia astratto e come ad essa si possa tendere soltanto attraverso il confronto dei diversi orientamenti e punti di vista. Riaggregare i protagonisti sopravvissuti avrebbe dunque (ancora) offerto l'opportunità, non sempre ripetibile, di dar voce e riconosci-

mento alle diverse posizioni ed orientamenti: anche a quelli che oggi il “bipolarismo” vuol dare per… evaporati o dispersi, ma dei quali proprio la “storia” non autorizza a negare il contributo. Non foss'altro che per rispetto dell'obiettività possibile! Un esempio? Almeno fino al ’94 e non solo alla Regione, con Verrastro - Azzarà - Michetti (anch'Egli da ricordare!) e Boccia, il contributo dei Rappresentanti Socialisti (PsiPsdi) fu ben marcato e determinante. E tuttavia, con i criteri adottati per comporre la Commissione (a parte la banale gaffe del terzo ex sottosegretario… dimenticato!), persino Fer-

nando Schettini, un personaggio che ha partecipato alla stesura dello Statuto e si è dedicato alla Regione per ben 20 anni, sarebbe stato semplicemente…sostituito(come delresto avvenuto all'ottimo Cascino!) magari da chi, per quanto bravo e rappresentativo, dal 70 al 90, nemmeno pensava di venire in Basilicata!! Non siamo dunque ad una banale dimenticanza, ma ad un grave errore d'impostazione. Che farebbe addirittura ipotizzare “cattive coscienze” verso le tradizioni socialista e liberale, se non apparisse - tanto è assurda - ulteriore segno dell'angustia dei... tempi. Di un atteggiamento che sembra aver scambiato per formalità celebrativa la seria rivisitazione di un pezzo della nostra storia! Una storia di certo minore, ma scritta tuttavia da molte più mani di quante non se ne vogliano oggi ricordare! Damnatio memoriae!?». Nicola Savino

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24 24 Ore in Basilicata Rai regionale Il nuovo caporedattore Oreste Lo Pomo anticipa cosa vuole cambiare


All’evento presenti giornalisti e Vittorio Sgarbi. Per dimostrare che non c’è solo il petrolio

La Valle dell’Agri in bella mostra I borghi dell’area restaurati meglio sono in vetrina al Made Expo di Milano IL CASO Val d'Agri al Made Expo di Milano. Nell'ambito dell'evento dedicato ai “Borghi e centri storici”, realizzato in collaborazione con Borghi srl e con il patrocinio del Ministero del Turismo, del Mibac e del Ministero dello sviluppo economico, giovedì 4 febbraio la Basilicata ha illustrato l'esperienza del Programma operativo Val D'agri nella ristrutturazione dei borghi della valle. Alla presenza di numerosi giornalisti e di Vittorio Sgarbi - oramai affezionato alla Basilicata e alle sue bellezze - che ha decantato i Sassi di Matera, la valle da tutti conosciuta per l'oro nero ha mostrato un volto nuovo, quello dei piccoli centri che testimoniando il passato, potranno diventare il patrimonio del futuro. «Un'esperienza di qualità nella riqualificazione dei borghi e dei centri storici», questa la motivazione della scelta del caso significativo della Val d'Agri per la III edizione del Made Expo, evento internazionale dedicato al design, l'architettura e l'edilizia che si è tenuto a Milano, presso il polo fieristico di Rho, dal 3 al 6 febbraio. E' proprio durante il convegno dal tema: “Le Reti dei Borghi italiani. Esperienze e buone prassi" che il caso della riqualificazione realizzata in Val d'Agri è divenuto centrale. In particolare sono stati trattati i casi di recupero delle strutture nei Comuni di Sasso di Castalda, Marsico Nuovo, Guardia Perticara, Aliano, Grumento Nova e Sant'Arcangelo, esempi di come gli edifici presenti nei borghi hanno riacquistato un volto nuovo ma rispettoso della loro storia e valenza architettonica. In un'ottica di valorizzazione dei borghi, di cui la Basilicata è ricca tra i 131 comuni, la Regione ha assicura-

I risultati estetici del Programma operativo

Nuovo look a Guardia Perticara, Sasso di Castalda e Aliano

Palazzo De Luca restaurato (immagini da “Borghi di Basilicata” del Po Val d’Agri)

to la sua presenza con uno spazio espositivo di 16 metri quadri, derivato dalla partecipazione congiunta del Dipartimento Attività Produttive, della Struttura di Progetto Val d'Agri e l'Agenzia di promozione territoriale. I “Borghi”, insomma, per valorizzare l'identità dei luoghi e lo sviluppo turistico e immobiliare dei territori, in grado di catalizzare una progettualità pubblico-privata, promuovere nuove forme di ospitalità turistica tipicamente Made in Italy (ad esem-

pio il cosiddetto “Albergo Diffuso”) e lo sviluppo di attività artigianali e commerciali, favorendo il recupero del patrimonio edilizio e paesaggistico tipico. Un “fenomeno” rispetto al quale l'evento “Borghi & Centri Storici” mira a divenire punto di riferimento per affrontare i temi della riqualificazione e valorizzazione dei borghi in una logica di integrazione tra nuovi modelli e stili di vita e innovazione di prodotti e servizi per il loro recupero. Francesca Gresia

Le interrogazioni del consigliere del Pdl all’assessore alla Salute

Cosa accade a Basilicata Soccorso? Di Lorenzo lo chiede a Potenza “CHE COSA succede a Basilicata Soccorso” è stato il tema della conferenza stampa svoltasi nella mattinata di ieri presso la sede di via Cappelluti a Matera del Consiglio Regionale e nella quale è intervenuto Pasquale Di Lorenzo, consigliere regionale di AnPdl e vicepresidente della Terza Commissione consiliare “Attività produttive”. Di Lorenzo ha sollevato alcune interrogazioni importanti sottoposte all'attenzione dell'assessore regionale alla Salute circa alcune carenze funzionali nell'attività correlata di Pronto Soccorso ed ambulanze in relazione ad importanti strumentazioni acquistate ma non ancora utilizzate. Più in particolare il consigliere Di Lorenzo ha dato attenzione a due segnalazioni molto importanti: la prima è relativa all'acquisto, per un costo stimato di 428 mila euro, di ecotomografi ovvero apparecchiature portatili per effettuare delle ecografie e da installare sulle ambulanze e per le quali non si sa quale destinazione abbiano avuto: «Questi strumenti sono fondamenti non solo per il loro livello di avanguardia tecnologica ma soprattutto perché permettono di effettuare ecografie dei pazienti già nelle ambulanze e quindi di avvertire previamente il pronto soccorso su quale sia la patologia da affrontare», ha dichiarato Di Lorenzo. Altra questione rilevata dal consigliere è invece relativa adaltre strumentazioniquali gli elettrocardiografi portatili che, installati sulle ambulanze, attraverso un collega-

Pasquale Di Lorenzo

mento di rete trasmettono le relative informazionidirettamente al pronto soccorso. «Gli elettrocardiografi sono già stati installati, il loro funzionamento è stato verificato e sono stati svolti anche

dei corsi di formazione per il loro utilizzo ma non sono funzionanti poiché all'interno del reparto di cardiologia manca il momento organizzativo necessario alla ricezione del messaggio - spiega Di

Lorenzo - Si tratta dunque, di questioni molto importanti poiché in entrambi i casi si parla di strumentazioni acquistate, testate e che possono realmente salvare delle vite umane soprattutto nel caso degli elettrocardiografi che permetterebbero agire ancor più prontamente sugli infarti». Ma l'attenzione del consigliere regionale è anche relative ad alcune segnalazioni circa la presenza di un clima poco favorevole all'interno della struttura del pronto soccorso ma soprattutto all'assenza di un protocollo d'intervento condiviso che rischia di minare l'ottimale funzionamento di un struttura fondamentale per il territorio. Milena Scalcione

Simonetti: iscrizioni aperte per il Premio Lucani Insigni SI POSSONO presentare le candidature per il Premio Lucani Insigni. Lo fa sapere Pietro Simonetti, presidente della Commissione regionale dei Lucani all'ester. Dice Simonetti: «La legge regionale n. 18 del 25 febbraio 2005 e successive modifiche ha la finalità di premiare annualmente otto personalità lucane e straniere, che vivono in Italia o all'estero, che si sono distinte per meriti raggiunti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario o per aver contribuito alla diffusione, nel mondo, dell'identità e della cultura lucana». «Le domande di candidatura precisa il dirigente dell’organismo

- possono essere presentate, tra gli altri, anche dalle Federazioni e dalle Associazioni del Lucani nel mondo e devono essere corredate da un dettagliato curriculum vitae e professionale della personalità designata. I soggetti interessati possono, pertanto, procedere alla presentazione delle candidature». Una Commissione, appositamente costituita, esaminerà e valuterà le richieste. Le domande, per l'anno 2010, devono essere presentate (all'Ufficio di Segreteria dell'Ufficio di Presidenza Consiglio Regionale della Basilicata, Viale Vincenzo Verrastro n.6 85100 Potenza) entro e non oltre il 28 febbraio prossimo.

Casa Levi ad Aliano

ECCO alcuni dei borghi che hanno trovato un nuovo volto architettonico grazie al Programma Operativo Val D'agri: - Aliano: Nascosto tra le cime argillose dei calanchi, tra il fiume Agri e l'affluente Sauro, è il piccolo paese dove Carlo Levi trascorse il suo esilio durante il regime fascista e dove trovò l'ispirazione per scrivere “Cristo si è fermato ad Eboli”. Un tuffo nel passato tra le abitazioni meglio conosciute come le “Case con gli occhi”, che appaiono come volti dai grandi occhi e dal lungo naso. La riqualificazione del centro storico ha consentito la realizzazione di oltre 50 posti letto di ospitalità diffusa (attualmente in via di completamento) e suddivisi fra un complesso nel comparto adiacente la casa Levi ed il blocco di casette presso l'anfiteatro. - Guardia Perticara, terra capace di raccontare l'età del ferro quando gli Enotri giunsero in Basilicata e nacque il “Castrum Perticari”, il borgo che ancora oggi è possibile scorgere tra i profili e le linee delle stradine strette, dei piccoli vicoli e delle case arroccate le une alle altre. Segnalato come uno dei

borghi più belli d'Italia, Guardia Perticara è il paese delle case in pietra. Nel cuore di piazza Europa, nota per le scene che Francesco Rosi girò per il suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, spicca Palazzo Montano. La sua ristrutturazione consentirà a breve un riutilizzo in parte come Museo Enotrio ed in parte come Municipio. Tale destinazione permetterà di liberare il prestigioso ex Convento, attuale sede comunale, anch'esso già staticamente ed esteticamente ristrutturato. - Sasso di Castalda: piccolo borgo medievale nascosto tra le montagne, a quasi 1000 metri di quota. Completamente abbandonato dopo il sisma del 1980, Palazzo De Luca rappresenta il cuore pulsante nell'intera storia del Comune di Sasso di Castalda. Edificato a cominciare dalla seconda metà del XVIII secolo, fino all'intervento del Programma Operativo Val d'Agri e dei Progetti Integrati Territoriali, il palazzo non aveva trovato un'adeguata dimensione finanziaria necessaria alla sua ristrutturazione statica e al suo recupero funzionale ed architettonico.

L’iniziativa di un gruppo bancario per finanziare progetti innovativi

Quando le idee nascondono talento Concorso per aspiranti imprenditori ANCHE i giovani della Basilicata possono partecipare al concorso per selezionare i migliori progetti di start-up (ossia, d’inizio impresa): “Il Talento delle Idee” è il titolo dell’iniziativa avviata da Unicredit Group con i Giovani Imprenditori di Confindustria. La Basilicata fa parte di una delle sei aree insieme a Umbria, Marche, Puglia, Campania e Calabria. I giovani imprenditori (di età compresa tra 18 e 40 anni), devono detenere, da soli o con altre persone, almeno il 51% del capitale di una società o voler avviare una nuova impresa entro i confini dell’Italia. Gli idonei a partecipare al concorso dovranno far pervenire le loro proposte im-

prenditoriali innovative, in formato elettronico, alla casella postale: talentodelleidee@unicreditgroup.eu. I 18 vincitori a livello locale concorreranno poi per l’assegnazione di tre premi in denaro a livello nazionale. La premiazione delle tre migliori proposte imprenditoriali a livello nazionale avverrà in uno dei Convegni annuali dei Giovani Imprenditori di Confindustria nel 2010. Per i primi tre classificati di ogni area sono previsti finanziamenti personalizzati e un programma di Master/Training, altamente qualificato. Il regolamento dell’iniziativa può essere consultato sui siti del Gruppo UniCredit e di Confindustria Giovani Imprenditori.

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Domenica 7 febbraio 2010 REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Inaugurazione simbolica della pista di ghiaccio. Previste esibizioni e spettacoli in maschera

Con i pattini nel centro storico Ventuno ragazzi al lavoro per un servizio che sarà offerto dalle 10 a mezzanotte NON ci sono punti di aggregazione, momenti di confronto, attrattive per i giovani. E ancora, il centro storico sta morendo, mancano iniziative. Queste le lamentele che arrivano quotidianamente dai cittadini del capoluogo lucano. Per andare incontro alle loro esigenze, dopo il successo di due anni fa, torna in piazza Prefettura l'Ice Park, la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Ieri pomeriggio il villaggio ha aperto le sue porte con una piccola quanto simbolica inaugurazione, nel rispetto del clima di raccoglimento attorno al dolore che ha colpito il primo cittadino per la scomparsa della moglie. «Fino all'ultimo - afferma l'assessore allo Sport Gaetano Sabatella - il sindaco si è preoccupato perché il tutto avvenisse come previsto, perché era in programma una manifestazione. Ci è sembrato più giusto così. Anche se non è presente in questo momento, è sua intenzione comunicare la sua più sentita partecipazione». Qualche palloncino, il taglio del nastro, l'augurio informale dell'assessore a tutto lo staff, un timido applauso e la pista - gestita dall'associazione Ice Park - apre ufficialmente al pubblico. Arredi in legno, servizio noleggio pattini e una

Alcuni scatti dell’inaugurazione della pista di ghiaccio in piazza Prefettura (Mattiacci)

pista di 20 per 30 metri. Ventuno ragazzi al lavoro - 5 per ogni turno con ilcompito di sorvegliarela pista e i suoi pattinatori. C'è anche un custode notturno, in servizio dalla

mezzanotte fino alle nove del mattino. La pista rimarrà in funzione tutti i giorni dalle 10 alle 24 fino al 14 marzo. Il costo del biglietto è di 6 euro e comprende il noleggio dei patti-

ni. Sono previste anche delle lezioni personali di istruttori qualificati, al costo di 10 euro. Il villaggio si offre ai suoi visitatori anche come teatro per spettacoli di vario genere. Dal-

l'esibizione dei campioni olimpionici Silvia Fontana e John Zimerman, al “Carnevale on ice” con in scena le più belle maschere tradizionali, fino al gran finale ricco di musica e animazione. «Lo scopo -commenta Sabatella - è quello di dare una piccola ma significativa risposta ai giovani che lamentano disagi per la mancanza di spazi e iniziative e di andare incontro, in questo grave periodo di crisi, ai commercianti del nostro centro storico, con una attrattiva che richiami molti visitatori». Perché il pattinaggio sul ghiaccio «anche se di nicchia - afferma Valerio Pallotta, responsabile dello staff - è più semplice di quanto possa sembrare. A chi non s'è mai cimentato in questo sport, può dare davvero delle sensazioni particolari. E poi - continua - noi garantiamo una continua assistenza, avvalendoci di uno staff più che qualificato». Ci sono solo poche e semplici regole da rispettare «come girare solo in un senso e non salire sulle balaustre. Per motivi di sicurezza, inoltre, abbiamo stabilito una presenza di massimo 150 persone a turno, nonostante la pista abbia una capienza maggiore». Non resta altro che buttarsi. Anna Martino

PROGETTO POLICORO

Orientarsi nel mondo del lavoro ORIENTARSI nel mondo del lavoro per un giovane che ha appena finito gli studi, è cosa difficile. La compilazione di un curriculum, per esempio, può rappresentare un ostacolo per chi non ha confidenza con questo tipo di strumento. Il Progetto Policoro della diocesi di Potenza, ha dato una risposta all'universo che ruota attorno al lavoro promuovendo una serie di incontri nelle scuole che ha come obiettivo quello di far "apprendere" ai ragazzi dell'ultimo anno, strumenti utili che possono spendere nel momento in cui escono dal percorso scolastico. Il primo di questi incontri c'è stato ieri mattina nell'Itis "Einstein" di Potenza. Gli studenti di quinto superiore, grazie alla guida di Raffaela De Nicola, animatrice del Progetto Policoro, e Rejane Miglionico delle Acli, hannopotuto riflettere sul mondo del lavoro visto nelle sue più svariate sfaccettature. Partendo dall'analisi economica della Regione, sia De Nicola che Miglionico hanno cercato di dare delle "coordinate" utili ai ragazzi, dando risposte ai quesiti che loro stessi gli proponevano. Attraverso anche supporti interattivi (la visione per esempio di "Corto precario" della regista Laura Laakso) si è poi giunti alla spiegazione su come si compila un curriculum secondo gli standard europei. Il progetto "Orientarsi. Verso il futuro protagonisti del proprio lavoro" è nato -- come la stessa De Nicola ha sottolineato - da un biso-

Una delle responsabili

gno urgente di concretezza e di presenza del Progetto Policoro tra i giovani, per poterli incontrare nei luoghi che vivono e offrire un servizio di orientamento e di accompagnamento. Le altre tappe del progetto sono: Lagopesole, Avigliano e il Convitto dell'Alberghiero. Il Progetto Policoro è un esempio di pastorale integrata della Chiesa cattolica. Attraverso l'interazione di tre uffici (la Pastorale giovanile, quella del Lavoro e la Caritas) con alcune filiere o associazioni cattoliche che operano sul territorio (come per esempio le Acli), la Chiesa vuole dare una risposta concreta alle tematiche legate al mondo del lavoro, primo fra tutti la disoccupazione. "Rappresentante" e "voce" del progetto nella diocesi è l'animatore di comunità che recepisce le linee guida dettate dai tre uffici e li porta sul territorio attraverso incontri nelle scuole, sui luoghi di lavoro nello stile della solidarietà e della comunione.

Piazza Bologna: rischio amianto ANCORA una denuncia sullo stato di degrado cittadino. A farla il coordinatore dei gruppi di opposizione nel consiglio comunale di Potenza Giuseppe Molinari, che evidenzia «la necessità di provvedere quanto prima alla riqualificazione dell'area adiacente piazza Bologna a Potenza dove esiste una situazione di degrado e abbandono che da anni è evidenziato dai residenti della zona, preoccupati anche per la presenza di amianto di cui è costituito il tetto di una struttura chiusa da anni e vicina ad alcuni palazzi. In questa zona del capoluogo prima c'era una scuola, un campo di bocce». Una struttura che una decina di anni fa era ancora utile, ma che oggi potrebbe essere dannosa. Molinari ricorda che «l'amministrazione comunale aveva promesso ai cittadini la bonifica dell'area ma la promessa a quanto pare non è stata mantenuta. Per questo ho chiesto che l'assessore competente in materia, quanto prima, spieghi in commissione come l'amministrazione intende procedere per riqualificare la zona in questione che potrebbe essere utilizzata come luogo di ritrovo per bambini ed anziani del quartiere. Le aree adiacenti piazza Bologna, via Pienza e via Torino comprese, necessitano - continua Molinari - di una maggiore attenzione da parte dell'amministrazione comunale che dovrebbe provvedere ad una manutenzione e pulizia frequente visto anche che proprio questa parte della città è molto trafficata».

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Potenza


Tragedia sfiorata a Canaletto: ferito non gravemente ventenne

Croce rossa e Giovani pionieri

Vola con l’auto davanti alla porta di un’abitazione

Un aiuto concreto per la popolazione di Haiti

UN’AUTO nel giardino di casa. Non capita a tutti di ritrovarsi “un’ospite” così insolito e inaspettato. Ma in pochi hanno la “fortuna” di abitare sulla strada, in prossimità di una provinciale su cui gli automobilisti sfrecciano senza alcun controllo. Per la precisione parliamo della sp 30, all’altezza di Canaletto, una contrada a pochi chilometri da Potenza. Ieri, probabilmente a causa della pioggia, uno di quegli automobilisti (che da Potenza andava in direzione Avigliano) ha fatto il “grande salto” e si è ritrovato proprio davanti al portone d’ingresso della famiglia Summa. «Non so neppure come spiegare quello che è successo - racconta Donato Summa, proprietario dell’abitazione - fortunatamente era una brutta giornata e noi eravamo in casa. Non voglio neppure pensare a cosa sarebbe potuto succedere se qualcuno di noi si fosse trovato fuori». Il ragazzo alla guida dell’auto (che probabilmente andava a una velocità sostenuta), arrivato in curva non è riuscito a controllare il mezzo. Così, intorno alle 9.30 di ieri mattina, la sua auto ha fatto un volo incredibile, decollando proprio davanti all’abitazione. Ed è, in effetti, andata bene un po’ a tutti. Ai residenti, protetti dalle mura di casa, e al giovane ventenne alla guida dell’auto, che è uscito con diverse escoriazioni e ferite tutto sommato lievi rispetto alla gravità dell’impatto. Il giovane, infatti, è stato trasportato all’ospedale

San Carlo di Potenza, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. «E’ successo già altre due volte - racconta Summa qui gli incidenti capitano spesso. Però le altre volte le auto si erano fermate al cancello. Stavolta abbiamo visto spostarsi la tenda della porta d’ingresso». Ancora sconvolto da una tragedia che fortunatamente è stata solo sfiorata, Summa racconta di quanto sia pericoloso vivere in prossimità di quella provinciale su cui gli automobilisti si sentono liberi di sfrecciare. Una preoccupazione manifestata anche dal consigliere comunale Rocco Do-

nato Summa. «Quello capitato oggi [ieri, ndr.] è solo l’ultimo episodio. Poco tempo fa, nei pressi di contrada Lagatone, un automobilista che percorreva quella strada ad alta velocità ha tamponato il pulmino dei ragazzi che erano andati a giocare a calcio e l’auto del padre di uno di loro. E’ chiaro che il pericolo c’è, è reale. Insomma, finora il morto non c’è scappato, ma per una pura casualità». Il consigliere, pertanto, chiede alla Provincia di intervenire tempestivamente, realizzando sulla sp 30 altezza Canaletto, Lagatone e Giuliano - delle bande rumorose che costringano gli automobilisti a rallen-

tare. «Il fatto è - continua il consigliere - che siamo in presenza di numerosi punti d’accesso ad aree private e, quindi, non è insolito che la strada provinciale sia percorsa quotidianamente da pedoni. Per esempio la domenica, quando anche molti ragazzi raggiungono la chiesetta di Canaletto dalle vicine abitazioni. La messa in sicurezza di questa strada è necessaria». In assenza, forse basterebbero un po’ più di controlli delle forze dell’ordine. Qualche sanzione in più, probabilmente, metterebbe un freno (è davvero il caso di dirlo) agli automobilisti indisciplinati. a.giacummo@luedi.it

Altobello ad Orvieto: «Nuove idee al servizio del Pd» UNA delegazione lucana partecipa al seminario finalizzato alla promozione di una fondazione/associazione che fa riferimento alla ex mozione congressuale del Pd legata al senatore Ignazio Marino. A comunicarlo Sabino Altobello, membro dell’assemblea nazionale del Pd. «E’in programma - fa sapere Altobello - per i giorni 6 e 7 febbraio ad Orvieto, alla presenza del segretario del Pd Bersani, l’avvio di una esperienza politica tesa a dare continuità e coordinamento al movimento delle primarie che, con un risultato di oltre 470 mila voti, ha rappresentato il legittimo riconoscimento di una originale ed innovativa proposta politica». «La mia opinione - commenta Altobello - è che questa esperienza che nasce ad Orvieto deve essere il luogo di elaborazione di idee al servizio del Pd capace di pro-

muovere la centralità della persona e il cambiamento partecipativo nel Pd e nella società. Non ci serve costruire una corrente, o aggiungerne un’altra - aggiunge Altobello - attorno a una persona. Occorre, invece, come ha sottolineato negli ultimi giorni Sergio Chiamparino, un nuovo Ulivo, un cantiere politico per la costruzione di un nuovo soggetto democratico che vada da Vendola a Casini capace cioè, di andare oltre il campo del Pd. Per dirla con Geffredo Bettini, un Pd aperto, in grado di raccogliere l’insieme delle energie democratiche, rompendo steccati e rappresentanze che non parlano più a nessuno. Le esperienze di questi ultimi giorni - conclude Altobello - dimostrano che questo campo esiste nella testa e nel cuore di tanti elettori e di tanti militanti».

UNA GIORNATA di speranza. Due stand, l'impegno a dare aiuto alla popolazione di Haiti, segnata dal terremoto del 12 gennaio scorso. Ieri mattina presso il supermercato Le Piramidi di viale del Basento e nel supermercato Di & Di di Francioso i responsabili della Croce Rossa e del Gruppo Giovani Pionieri Lucani hanno organizzato una raccolta fondi il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal tremendo sisma che ha devastato il povero stato caraibico. Anche per l’esperienza del terremoto del 23 novembre 1980, i potentini non potevano rimanere insensibili davanti ai bambini e alla gente di Port-au-Prince segnata dalle sofferenze. La Croce Rossa guidata da Mariangela Fortini e il Gruppo Giovani Pionieri Lucani, coordinato da Marcantonio Claps hanno svolto una campagna di sensibilizzazione e sostegno alle popolazioni. Grazie a un contributo in denaro, anche i cittadini di Potenza, apparsi piuttosto solerti, potranno contribuire alla ricostruzione dell'isola. Tutti hanno fatto qualcosa, chi donando 2 euro, chi 50. Ma l’importante è aver fatto qualcosa. La raccolta fondi nasce dalla volontà di non rimanere inerti davanti alle immagini strazianti mandate in onda dalle televisioni di tutto il mondo. Un gesto di speranza concreto potrebbe alleviare le sofferenze dei cittadini di Haiti così duramente

I volontari dell’iniziativa

segnati dalla tragedia e dalla disperazione. Mariangela Fortini a nome della Croce Rossa ha inteso evidenziare le caratteristiche salienti della giornata di sensibilizzazione e sostegno, partita alle 9 di mattina e conclusasi ieri sera alle 20: «La gente ha risposto perfettamente alle nostre sollecitazioni, i cittadini di Potenza hanno offerto un grosso contributo e dato un segno concreto di amore e fratellanza nei confronti della popolazione di Haiti. Una donna, commossa, ha dichiarato che avrebbe regalato anche il cuore ai bambini di Port-au-Prince». La Croce Rossa ha organizzato una nuova iniziativa di beneficenza sabato 13 febbraio: previsto anche il coinvolgimento delle scuole. Francesco Menonna f.menonna@luedi.it

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La teoria dei giochi nel volume di Argoneto

In viaggio con Kusturica Visioni d’Europa in biblioteca

Il giorno del ricordo per le vittime delle foibe

Giornata della vita, stasera una veglia di preghiera

“I RADIOHEAD , l’arcobaleno e il piede sinistro di Dio. Saggio sulla teoria dei giochi e le sue applicazioni”. Questo il titolo del volume, scritto da Pierluigi Argoneto, che verrà presentato il prossimo 12 febbraio, alle 17, nella biblioteca nazionale di Potenza. A introdurre i lavori Franco Sabia, direttore della biblioteca, e Gerardo Ferretti, presidente della Comunità montana Alto Basento. Oltre all’autore sono previsti gli interventi di Ettore Bove, docente dell’Università degli studi della Basilicata e Giuseppe Romaniello, presidente dell’Aif Basilicata. le conclusioni saranno affidate ad Anna R.G. Rivelli, docente del Galilei” di Potenza.

SARA’ proiettato mercoledì 10 febbraio “Papà è in viaggio d’affari”, di Emir Kusturica (1985). Il film rientra nella rassegna “Visioni d’Europa. Lezioni e proiezioni di cinema europeo”, che si terrà nella Biblioteca Provinciale, in via Maestri del Lavoro, 13. Orario di inizio previsto alle 18. Sarajevo 1949, dopo la scomunica del Cominform e il distacco da Mosca della repubblica titina: lo stalinismo degli antistalinisti dilaga, e ne fa le spese anche Mesa, rinchiuso senza processo in un campo di lavoro da dove esce nel 1952. In una certa misura la storia è raccontata attraverso gli occhi innocenti di Malik , piccolo sonnambulo e figlio di Mesa.

IL 10 febbraio si celebra il giorno del ricordo in onore delle vittime delle foibe. Perché quel tragico episodio della nostra storia non passi inosservato, mercoledì prossimo alle 11.30 nella sala conferenze del Mediafor il dirigente scolastico dell’Istituto magistrale, Antonio Signoretti, ha organizzato una mattinata di dibattito a cui parteciperanno di docenti Maria Pennacchia, Anna Bonomo, Enrico Scapati e Vincenzo Telesca. Parteciperà al dibattito anche Luigi Bottiglieri, docente molto documentato sulla vicenda. Prima degli interventi verranno proiettati filamti relativi alle foibe e all’esodo giliano-dalmata.

VEGLIA di preghiera staserai nella chiesa di Santa Maria del Sepolcro alle 20. Sarà organizzata dal Movimento per la vita italiano e il Centro di aiuto alla vita, due onlus che si occupano delle problematiche inerenti l’accoglienza e la difesa della vita a partire dal concepimento: il Movimento cura gli aspetti culturali e medico-scientifici mentre il Centro, parallelamente, offre sostegno alle madri in difficoltà rispetto ad una gravidanza inattesa o indesiderata, tentando di prevenire l’aborto. Come ogni anno, durante il mese di febbraio, le associazioni, in collaborazione con l’Ufficio di pastorale familiare della Diocesi, realizzeranno una serie di iniziative.

 LA MOSTRA 

IL CORSO

 L’INIZIATIVA DI LUISA TEMPONE 

IN mostra da questo pomeriggio, nella Pinacoteca provinciale, la rassegna "Patamacchine - Ovvero, come accadde che telefonando a Gigi, gli toccai un brufolo", omaggio alla Scienza delle soluzioni immaginarie. Un percorso interattivo per riflettere sulle contraddizioni della società contemporanea per iniziativa dell’associazione culturale “La luna al guinzaglio”. Dieci opere - ispirate alle “Macchine inutili” di Tinguely saranno esposte in un allestimento interattivo dedicato alla Patafisica di Jarry, la scienza delle soluzioni immaginarie. Le Patamacchine sono state costruite a partire da materiali di scarto o usati: in particolare sono stati utilizzati i Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), recuperati per la maggior parte all'interno della “PiActaforma” di Potenza (Piattaforma ecologica dell'Azienda comunale tutela ambientale, destinata alla raccolta di rifiuti ingombranti)eassemblati pressoil“Salone dei rifiutati”, laboratorio del riciclaggio creativo nonchè sede dell'associazione. Ogni venerdì, sabato e domenica, dalle 9 alle 20, fino al prossimo 14 marzo, i visitatori potranno utilizzare le Patamacchine, veri e propri oggetti meccanici instile “futuroretrò?”, elaborati congegni sospesi tra la realtà e il nonsense. La mostra presenta ulteriori spazi destinati all'Intrattieni, qui ciascuno potrà, giocando, mettere alla prova la propria immaginazione e riflettere sul percorso attraversato. Ironizzando sugli eccessi del futuro, dunque, le Patamacchine intendono far riflettere il pubblico sull'importanza delle relazioni umane e del rispetto ambientale, opponendosi, attraverso la creatività e la fantasia, alla logica dell'usa e getta.

Apre “La bottega del SotTeatro”

Uno sguardo fisso all’obbiettivo

C’E’ tempo fino al prossimo 22 febbraio per potersi iscrivere al sesto laboratorio teatrale de "La bottega del SotTeatro". I percorsi formativi avviati dal mese di novembre 2009 dalla compagnia “Abito in scena” di Potenza finora hanno riscontrato un interesse davvero significativo. Diversi i corsisti della città di Potenza ma anche provenienti dalla provincia. Nel 2009 inoltre ben due ragazze che hannoseguitol'anno precedenteilpercorsoproposto da Monica Palese e Leonardo Pietrafesa hanno superato i provini in due importante Accademie di teatro nazionali. «E' una grande soddisfazione per noi - dicono Monica Palese e Leonardo Pietrafesa fornire strumenti teatrali che i nostri corsisti possono successivamente sviluppare e utilizzare». Laformazione supportatada tecnicheteatrali fa sì che i partecipanti, lavorando con la mente, il corpo e le emozioni, acquistino maggiore consapevolezza di sé, del proprio ruolo e delle proprie capacità, e sviluppino la loro creatività, la capacità di comunicare e l'empatia. Inoltre il “fare teatrale” mette in gioco aumentando la sicurezza in se stessi e offre la possibilità di sperimentare aspetti diversi della propria personalità e di scoprire nuove potenzialità cambiando identità in scena. Il teatro può essere un mezzo divertente e ironico che rompe la monotonia, sdrammatizza la realtà e crea situazioni virtuali dove tutto può diventare possibile, dove la finzione può far emergere questioni altrimenti sommerse nel “non detto”, e dove i problemi possono essere affrontati anche da altri punti di vista con la possibilità dunque di trovare soluzioni alternative. Abito in Scena lavora da anni nella formazioneteatrale edèinoltreimpegnata dasempre in attività rivolte al superamento del disagio sociale. Nel SotTeatro, in vico Laura Battista, oltre ai laboratori teatrali vengono realizzate iniziative culturali che uniscono teatro, musica, poesia e cinema, nell'ottica di uno scambio continuo e di una crescita collettiva. Per ricevere informazioni sul nuovo laboratorio è possibile contattare i recapiti 0971/410017 e 340/3073530 o scrivere a laboratori@abitoinscena.it

Una vasca idromassaggio all’interno di un centro benessere

svolto di vincere la remora della stanchezza, dell'inedia e del logorio della vita moderna. Si è cimentata e in via della Acacie, tra alberi di betulle, querce, tigli e altri alberi profumati ha avviato un ampio e decoroso Centro benessere ad ampio spettro per consentire di migliorare la propria estetica e poter vivere più serenamente il rapporto con il proprio corpo. Ha poi avuto l'intelligenza di denominare tale centro “Malachite” prendendo spunto dalla conoscenza geomorfologica di questa pietra amuleto di colore verde bottiglia. Che, secondo l'interpretazione e la concezione dei Greci e dei Romani, produce effetti benefici di rilassamento sullo spirito, sulla psiche e la mente. La lodevole iniziativa, per la verità, ha preceduto il tema ampio del benessere fisico, spiritua-

le e sensoriale in un consistente ed ampio rapporto scientifico pubblicato nello stesso fine gennaio nella rivista mensile Ventiquattro, che è un inserto speciale de Il Sole 24 Ore. Al Centro Benessere Malachite si realizzano con il solarium, sauna, depilazione, massaggi, pedicure e trucco. Tra i massaggi, i più conosciuti sono praticati quelli classici, antistress, rassodanti e ayurveda. E ci sono quelli al miele e al cioccolato. Il trattamento è con fanghi, docce, bagni, idromassaggi, cromoterapia, bendaggio, ovviamente con aromi e fito-elementi. Era ora che anche Potenza si dotasse di una struttura di tale ampia e piacevole finalità terapeutica per ritrovare quella bellezza del proprio habitat (la scorza del nostro corpo) e soprattut-

to per consentire una pausa sì da ritrovare la serenità e la coscienza dei propri sogni, mentre la psiche potrà avvalersi dell'arricchimento di immagini, idee e ricordi. È stata tanto qualificata e lodevole l'accensione della lampada di questa iniziativa che l'inaugurazione è stata presieduta dal Sindaco Vito Santarsiero alla presenza di un folto gruppo di politici, assessori, consiglieri e uno stuolo di amici e conoscenti. Bisogna che il nostro Quotidiano della Basilicata - già ricco di tante encomiabili pagine di politica, scienze economiche, giuridiche, di cronaca e di sport dia spazio alla conoscenza di tali iniziative per spronare i giovani anche alla emulazione per una proficua occupazione escludendo il tanto deprecabile familismo amorale. Tommaso Marcantonio

FEDERICO GIASI per i suoi 15 anni . Nella foto con alcuni compagni di classe della quinta B del Liceo classico.

Sala 1 Baciami ancora 16.30 - 19.15 - 22 Sala 2 Cuccioli 16 Bangkok dangerous 18.30 - 20.30 - 22.30 Sala 3 Alvin Superstar 2 17 - 19 - 21 Sala 4 Avatar - 2D 18 - 21.15 Sala 5 Paranormal activity 18.30 - 20.30 - 22.30 Sala 6 Avatar - Visione in 3D 18.15 - 21.30 Sala 7 Tra le nuvole 17.45 - 20 - 22.15

DUE TORRI via Due Torri - 0971/21960 Avatar - Visione in 3D 17.30 - 21

DON BOSCO p.zza Cagliari - 0971/445921 Baciami ancora 21

Paranormal acivity KATIE e Micah sono una giovane coppia, da poco trasferitasi in un appartamento suburbano, che inzia ad essere disturbata da qualcosa nel bel mezzo della notte. Qualcosa che potrebbe essere paranormale. Un esperto del settore viene consultato, e gli rivela che quello che li tormenta non è un semplice fantasma, ma un demone

Bangkok dangeraus UNO spietato killer arriva in Tailandia per compiere una serie di omicidi su commissione: qui in seguito ad una serie di avvenimenti, la sua vita cambierà radicalmente. Joe (Nicolas Cage) è un killer senza rimorsi, si trova a Bangkok per assassinare quattro nemici di uno spietato boss . A questo scopo recluta Kong un ladruncolo di strada, il cui compito sarà quello di svolgere alcune commissioni per conto suo.

 NUMERI UTILI  Farmacie di turno TURNO NOTTURNO 7 FEBBRAIO 0971/21148

Perri piazza Matteotti, 12 TURNO FESTIVO 7 FEBBRAIO

0971/473447

Mallamo via Toti, 9/13

0971/21148

Perri piazza Matteotti, 12

Numeri utili Carabinieri

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Polizia

113

Vigili del fuoco ACI Soccorso Stradale Polizia Municipale Polizia stradale Trenitalia

115 803116 0971 415754 - 46507 0971 654111 0971 54546

Inps Antincendio boschivo Enel Italgas Guasti Acta Acqua Enel Protezione civile Acquedotto Lucano Prefettura Croce Rossa Anas Fondazione Antiusura Motorizzazione Esercito Avis Aias Difensore civico reg.

0971 335111 1515 0971 331111 800 900999 0971 55616 813294 800.900 800 0971 469274 0971 39211 0971 419111 0971 411510 0971 608111 0971 51893 0971 54726 0971 444819 0971 442991 0971 45090 0971 415150

Federconsumatori Adiconsum Adoc Basilicata Centro ascolto bullismo Acu (Ass. cons. utenti) Cif (Centro it. femminile) Telefono Amico Telefono Azzurro Telefono Donna Ass. Vola

0971 34444 0971411144 0971 46393 0971 1931646 097122308 0971 69169 199 284 284 0971 19696 0971 55551 097159331

Istituzioni Regione Basilicata Provincia Comune

0971 668111 0971 417111 0971 415111

Pronto soccorso Emergenza sanitaria

118

Ospedale San Carlo Pronto Soccorso Consultorio Asp

Ateneo

Centralino Rettore Direttore amm. Bibl. storico umanistica Bibl.tecnico scientifica Facoltà Agraria Facoltà Ingegneria Facoltà Lettere e Fil. Facoltà Scienze Provveditorato Ardsu Prevenzione e Protez.

611111 0971 612562 0971 26907 0971 310111 0971 201111 0971 202106 0971 202107 0971 202513 0971 202780 0971 205606 0971 205032 0971 202472 0971 202217 0971 443681 0971 507011 0971 205640

Biblioteche e musei

Biblioteca Nazionale Biblioteca Provinciale Archivio di Stato Museo Provinciale

0971 54829 0971 305013 097156144 0971444833

RISTORANTI POTENZA ANTICA OSTERIA MARCONI 0971-56900 C’ERA UNAVOLTA 0971-601217 AL DUOMO 0971-24848 MIMI’ 0971-37597 DUE TORRI 0971-411661 FILO D’ORO 0971-59245 LA TETTOIA 0971-24123 SINGAPORE SLING 0971-418112 TAVERNA ORAZIANA 0971-273233 ISUCCIO 0971-471312 LA PRIMULA 0971-58310 AL NORD 0971-480025 AL POGGIO 0971-472137 BACCO 0971-410220 FUORI LE MURA 0971-25409 MOZART 0971-441295 NINFE 0971-470750 AL DRAGO 0971-445470 TOURIST 0971-411396

LA TRATTORIA SARRICCHIO TRIMINIEDD TRE MARI

0971-53176 0971-444072 0971-55746 0971-56030

RISTORANTI AVIGLIANO LA CANTINA DI ROSA PEPE 0971-700955 LA TAVERNA DEI BRIGANTI 0971-865094 OSTERIA GAGLIARDI 0971-700743 AL VECCHIO LUME 0971-87080 DA TUCCIO 0971700311 HOTEL SUMMA 0971-82449 LA TORRE 0971-807524 LO SFIZIO 0971-85176 MILLE UNO 0971-700529 SACCO 0971-81382 RISTORANTI PIGNOLA LA TAVERNA DEL BOSCAIOLO 0971-420219 HURRICANE 0971-486204

IL TRIANGOLO L’OASI IL FORNO D’ORO

0971-420574 486010 0971-482020

RISTORANTI BRIENZA IMPERIAL 0975- 381070 HOTEL EDEN 0975- 384237 AGRITURISMO STELLA 320- 9788537 MACCHIA PAOLO 0975- 381210 RIO BRAVO 0975-384191 LOPARDO ANTONIO 0975-381365 RISTORANTI BELLA IL GROTTINO 0976-3369 LE TERME DI CARLUCCI 097673144 LE ANFORE 0976-803009 VERDI COLLI 0976-6107 RISTORANTI MURO LUCANO

IL CASERECCIO BARILE ANTONIETTA DELLE COLLINE LE TAVERNE MIRAMONTI

0976-72087 0976- 71409 0976- 2284 0976- 3464 0976- 2657

RISTORANTI ALBANO TOMACCI NICOLA 0971-981126 FONTANILI 0971-981126 IL RIFUGIO 0971-984599 RISTORANTI CALVELLO IL VOLTURINO 0971- 921227 PIETRAPANNA 0971- 921495 LA LANTERNA 0971- 921143 RISTORANTI TRIVIGNO LA PIETRA 0971- 981422 FORESTERIA DI SAN LEO 0971-981157

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Un lavoro realizzato con dei cartoni

A PARTE il tema della occupazione - anzi della disoccupazione - che impera in Potenza capoluogo e in Basilicata, raggiungendo cifre iperboliche (il divario tra attività cessate nel 2009 e quelle avviate è negativo per qualche centinaio di attività), spesso si accompagna il problema psicologico di tentazioni devianti. Ne sanno qualcosa i giovani e adulti fin verso i 50 anni per la disperazione che li attanaglia e l'abulia che non li spinge se non a vizi e conseguenti delitti. A cominciare dall'uso della droga per finire alle sconvolgenti liti in famiglia. Proprio Il Quotidiano della Basilicata recentemente ha segnalato il caso di un quarantaduenne in via Pienza che, per l'abbruttimento dell'uso di droga, ha accoltellato barbaramente il papà e un fratello. Ma come in tutte le situazioni c'è sempre il risvolto del bicchiere mezzo pieno. Una città quella di Potenza che non è proprio del tutto sonnolente e inetta. Anzi, sembra tutto il contrario proprio per lo stress continuo giornaliero. Corre la città e spesso, nonostante scale mobili (le ultime di Santa Lucia che collegano il rione Adriatico al Centro storico) ed ascensori, le strade sono intasate a tutte le ore. E in città si avverte l'esigenza di uno spazio di relax, di cura della propria immagine e di respiro per sentirsi sempre giovanili e gioviali. Anche i maschietti ora cercano il trucco, la depilazione, il sistema di qualche massaggio per sentirsi in forma. Per raggiungere lo scopo recentemente una simpatica e bella fanciulla, dalle ali di fata e dalla voglia di fare, che ha coniugato la soluzione dell'occupazione con quella di rendere un prezioso servizio alla collettività. Così, la intraprendente Luisa Tempone, capace per studi specifici e propedeutici, ha sfidato la ricerca di occupazione e di offrire a maschietti e gentil sesso il ri-

 CINEMA  RANIERI Tito scalo - 0971/629470

Una nuova ricetta per il benessere

Patamacchine Da oggi in mostra in Pinacoteca

 APPUNTAMENTI 

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Potenza Gli esponenti sindacali chiamano in causa la Regione

Vertenza Aias, chiesto un incontro POTENZA -Applicazione del contratto di lavoro, analisi della situazione in cui versano i lavoratori, arretrati degli stipendi e licenziamenti effettuati presso il centro di Muro Lucano. Questi gli argomenti che sono stati affrontati nel corso dell’incontro tra i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Fials ed esponenti del consiglio d’amministrazione dell’Aias. Il presidente del centro Aias di Potenza ha comunicato che gli aumenti delle tariffe, considerando per l'anno 2010 le stesse prestazioni effettuate nel 2009, comportano un incremento di 300.000 euro mentre la sola applicazione del nuovo contratto di lavoro al personale dipendente del centro di Potenza comporta un costo aggiuntivo che si aggi-

ra sui 420.000 euro. Il presidente ha inoltre ribadito che «a causa della frammentazione dell'assistenza su tanti piccoli comuni - si legge in una nota congiunta dei rappresentati sindacali - i costi di gestione delle prestazione aumentano a dismisura per trasporti e tempi di percorrenza che comunque vanno pagati tanto ai terapisti quanto a tutto il personale in forza portantini ed autisti». Il presidente dell'Aias del capoluogo di regione ha anche affermato che «tali costi non sono mai stati tenuti nella debita considerazione dalla Regione e dai comuni che beneficiano del servizio». Ed è per questa ragione che il presidente ha comunicato ai presenti che po-

trebbe aprirsi uno scenario che potrebbe comportare ulteriori 8 licenziamenti a breve termine. I rappresentati sindacali hanno chiesto con forza «il reintegro dei lavoratori del centro di Muro Lucano ed il riconoscimento, a tutti i lavoratori, degli arretrati previsti in sede di rinnovo del contratto nazionale di categoria e la corresponsione degli stipendi spettanti». Il diritto allo stipendio e al rinnovo del contratto «è, infatti, irrinunciabile - prosegue la nota - e non può in alcun modo essere scaricato il costo dei risparmi regionali e aziendali sulla pelle dei lavoratori». Il presidente non si è opposto alle richieste sindacali ma ha precisato che «data la grave crisi aziendale il ri-

spetto di tali richieste è subordinato al soddisfacimento delle richieste, contenute nel Piano di ristrutturazione, avanzate al tavolo tecnico istituito presso la Regione Basilicata». I rappresentati sindacali della Cgil, della Cisl, della Uil e della Fials - rispettivamente Di Bello, Sarli, Pisani e Latronico - hanno chiesto alla Regione Basilicata «la convocazione urgente di un tavolo tecnico al fine di trovare definitive soluzioni per una vertenza che si trascina ormai da troppo tempo». In caso contrario hanno preannunciato che metteranno in campo «tutte le azioni necessarie alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori dell'Aias di Potenza e al pieno rispetto del contratto di lavoro».

L’esterno del centro Aias

Potenza Vertice in Provincia con i rappresentanti dei comitati di quartiere delle contrade

«Interverremo sulla viabilità» Il problema è quella dell’assenza di sicurezza su alcune arterie stradali» POTENZA - Ilpresidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza e l'assessore alla Viabilità Nicola Valluzzi, su iniziativa del capogruppo e del consigliere del Pd Tommaso Samela e Antonio Salicone, hanno incontrato ieri mattina, nella sala Giunta di piazza Mario Pagano, Giovanni Caggiano, Salvatore Grieco, Rocco Pace e Ippolita Mecca, presidenti dei comitati di quartiere di Rossellino, Cerreta-Dragonara, Botte-Giuliano e San Nicola Avigliano. Aree, quest'ultime, in cui ricadono tratti di viabilità provinciale. Dall'incontro è emersa la necessità di interventi per la messa in sicurezza dei tratti viari in questione e dell'installazione di segnaletica verticale, per scongiurare pericoli derivanti, nel periodo invernale, dalla nebbia e dalla neve. È stata, inoltre, evidenziata l'esigenza di provvedere ad una manutenzione ordinaria delle arterie (sfalcio dell'erba, pulizia delle cunette e dei tombini) e a una pulizia del torrente Tiera. Su quest'ultimo punto il Lacorazza ha assicurato un intervento presso gli organi regionali competenti affinché la pulizia del corso d'acqua sia inserita nel progetto Vie Blu. La Provincia di Potenza ha offerto la massima disponibilità ad interessarsi e intervenire, compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione, sui problemi sollevati e a proseguire sulla strada del dialogo con i comitati di quartiere. «L'incontro - ha dichiarato il capogruppo Samela - è stato molto positivo perché ha inaugurato un costruttivo metodo di confronto con i comitati rionali, importanti istituti di partecipazione che, rappresentando e vivendo da vicino il territorio, possono fornire alle istituzioni, nell'ambito di un rapporto leale e trasparente, indicazioni utili sui problemi delle comunità e un aiuto nell'individuazione delle soluzioni. E' sempre più evidente, del

Un momento dell’incontro con i rappresentanti dei comitati di quartiere

la segnalazione Satriano: «Il sindaco e l’albero fobia» La situazione in una delle contrade di Satriano

resto, la necessità di instaurare un rapporto diretto con la Città capoluogo e di coordinare le azioni dei diversi livelli istituzionali, per evitare sovrapposizioni e nell'esclusivo interesse del territorio». Anche per il consigliere Salicone il confronto con i rappresentanti delle aree rurali è la testimonianza di un nuovo e più concreto rappor-

to tra Provincia e capoluogo. «Testimonia sostanzialmente - ha sottolineato - la convinzione che la città di Potenza vada rafforzata in tutte le sue realtà affinché, alla luce delle nuove e vecchie emergenze che la interessano, le venga attribuito un nuovo e più moderno ruolo, salvaguardando la qualità della vita dei suoi cittadini e l'indispensa-

bile necessità di un più proficuo rapporto con l'intero territorio regionale». Nei prossimi giorni Provincia e Comune di Potenza si confronteranno per coordinare eintegrare interventi anche a valere sulle risorse messe a disposizione per il Pisus (Programmi integrati per lo sviluppo urbano sostenibile).

Domani un convegno sull’edilizia sociale POTENZA - Si parlerà di edilizia sociale nel corso del convegno, organizato da Legacoop, in programma domani alle 16 nella sala Fortunato del Park hotel di Potenza. I centoventi alloggi di edilizia convenzionata che saranno realizzati a Potenza dalle cooperative di abitanti Domus e Sirio Habitat, entrambe aderenti a Legacoop Basilicata, presentano importanti elementi di innovazione. Il “Piano di edilizia sociale”, fortemente voluto dall'amministrazione comunale di Potenza, rappresenta così non solo un valido strumento per far fronte alle esigenze abitative della città, ma diventa l'occasione per operare un intervento tecnico altamente qualificato, in cui particolare attenzione è rivolta ai materiali, alla sostenibilità energetica e alle caratteristiche antisismiche delle strutture. E di questo si parlerà nel corso del convegno sul tema “L'edilizia sociale protagoni-

sta di qualità e innovazione” organizzato da Legacoop Basilicata. Dopo i saluti dell'assessore comunale all'Urbanistica Roberto Speranza, la relazione del presidente di Legacoop Basilicata Donato Scavone e le comunicazioni di Gianfranco Gazaneo e Donato Laus, presidenti rispettivamente delle cooperative Domus e Sirio Habitat, l'architetto Mauro Cammarelle e gli ingegneri Marco Vona e Giuseppe di Giacomo approfondiranno l'aspetto tecnico e illustreranno i sistemi all'avanguardia con cui saranno costruiti gli alloggi, pensati per soddisfare al massimo le esigenze abitative dei soci delle cooperative. Gli interventi del sindaco di Potenza Vito Santarsiero e dell'assessore regionale alle Infrastrutture, opere pubbliche e mobilità Rocco Vita lasceranno spazio al dibattito prima delle conclusioni di Luciano Caffini, presidente nazionale Legacoop.

SATRIANO - L'amministrazione comunale di Satriano deve avere un specie di albero fobia. Negli ultimi tre anni si sta distinguendo per tutta una serie di interventi che non sono certo figli di una spiccata vocazione ambientalista, ne frutto di anni di frequentazioni dei gruppi di esploratori cari a Baden Powell che diedero vita al culto dello scoutismo. L'albero non è certo al centro delle attenzioni del comune di Satriano, ne sanno qualcosa le oltre 10.000 piante tagliate nei Boschi Ralle, Difesa e Manca dei Nibbi. Boschi ad alto fusto completamente sventrati per mero scopo economico. Il tutto frutto delle picconate fito-sanitarie di qualcuno. Ma l'ultima impresa antibucolica è davvero incomprensibile. Vittime una sequela di pioppi ventennali. Impiantati con sforzo,

nella prima metà degli anni '80. Sacrificati sull'altare della potatura o, forse, per divenire i primi pali della luce con radici, capaci, negli anni di illuminarci sempre da piu' in alto! Nel frattempo quello che era diventato un viale alberato, ne piu' bello ne piu' suggestivo di altri, capace di dare refrigerio durante le calure estive ai pochi viandanti che ancora raggiungono i propri terreni a piedi, è diventato un raccapricciante set da “The day after”. Dove c'erano alberi rigogliosi, ora ci sono dei nerboruti pali simili a dei maggi vocativi ma non dissimili dai, posticci, vicini pali della luce. Tanto da confonderli. Probabilmente il tutto sarà frutto di una innovativa tecnica di sfrondatura, ma il risultato finale è a dir poco inquietante. Tonino Iallorenzi Consigliere comunale di “Insieme per Satriano”

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31 Avigliano L’amministrazione comunale ha bandito un concorso per diplomati e laureati

Quattro nuovi posti di lavoro La decisione è stata assunta con delibera di giunta dello scorso agosto AVIGLIANO – Dopo l'ingegnere e il vigile urbano, arrivano il geometra, lo psicologo e due responsabili di servizio nei settori anagrafe e contabilità. Il Comune di Avigliano ha disposto concorsi per il reclutamento di quattro figure tra laureati e diplomati. La pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avverrà la prossima settimana, presumibilmente tra le due uscite del martedì e del venerdì. Ad anticiparlo c'è una delibera di giunta (assenti gli assessori Lorusso del Pdci e Claps del Psi) che porta la data dello scorso 11 agosto. Assicurano dagli uffici del personale che l'incartamento è stato inviato alcuni giorni fa per la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, sezione concorsi. I posti sono per un diplomato e tre laureati. Al municipio cercano un geometra che abbia come requisiti il diploma in geometra e che sia iscritto al collegio dei geometri. Questi è chiamato a ricoprire un posto a tempo pieno e indeterminato nel settore urbanistica, lavori pubblici, manutenzione del territorio. Lo stipendio è quello previsto per la categoria C1. Ai laureati si dà qualche

Il sindaco di Avigliano

opportunità in più. In corso Gianturco cercano un responsabile di servizio nel settore affari generali e servizi anagrafici e un responsabile di servizio nel settore contabilità, finanze, attività produttive. Entrambi i futuri dipendenti riceveranno un trattamento economico equivalente a quello della catego-

ria D1. Per accedere a questi due concorsi, viene chiesto il diploma di laurea in Giurisprudenza, Economia e commercio, scienze politiche, o titolo equipollente se conseguito con il vecchio ordinamento. Ovvero laurea specialistica nelle classi corrispondenti, secondo il nuovo ordinamento universita-

rio. Un altro “dottore”, in questo caso uno psicologo, è chiamato a ricoprire un posto a tempo pieno e indeterminato nel settore dei servizi culturali e socio-assistenziali, categoria D1. Gli aspiranti concorrenti dovranno possedere uno tra i seguenti titoli di studio: diploma di laurea in Psicologia, diploma universitario in Servizio sociale o diploma di Assistente sociale, se conseguiti con il vecchio ordinamento, ovvero laurea specialistica nelle classi corrispondenti, secondo il nuovo ordinamento universitario. Così come avvenne anche per il concorso con il quale si sono reclutati 3 vigili urbani (un quarto preso con lo scorrimento della graduatoria), è stata posta la clausola circa il numero di domande che perverranno all'ente. «Qualora il numero delle domande di partecipazione ai predetti concorsi sia superiore a 150 – è stabilito nel documento della giunta – sarà valutata la possibilità di sottoporre i candidati a prova preselettiva». Espletata la prima selezione, solo i primi trenta candidati parteciperanno alla prova successiva. Gi.Sil.

Tolve La soddisfazione del primo cittadino Pasquale Pepe

Istituzione del Parco delle cantine «Un riconoscimento per il paese» TOLVE - Il Parco delle Cantine sta diventando realtà. Come per altri comuni lucani , anche il centro caro a San Rocco entrerà a far parte di questo circuito che garantirà notevole visibilità a livello turistico Dopo una lunga battaglia burocratica, così il sindaco Pasquale Pepe ai nostri taccuini: «Esprimo vivo compiacimento per l'approvazione da parte del consiglio regionale, nella seduta dello scorso primo febbraio, della proposta di legge istitutiva del “Parco urbano delle cantine di interesse regionale”» L’istituzione del Parco delle cantine rappresenta praticamente un importante passo in avanti in direzione del riconoscimento, della tutela e del rilancio delle peculiarità naturali e paesaggistiche della nostra terra. «Rappresenta - ha aggiunto il primo cittadino di Tolve - un provvedimento che, se utilizzato bene, può dare consistenti opportunità ai territori interessati, iniziando a rispolverare, anche sulla questione turismo, la rilevanza della questione identitaria che, oggi come non mai, si pone in una posizione di grandissima considerazione». E poi prosegue aggiungendo che «chiaramente, in qualità di sindaco del Comune di Tolve, non posso non esprimere grande soddisfazione per il fatto che il mio Comune, in un

primo momento escluso, sia stato inserito sin da subito nell'area territoriale del Parco delle cantine a seguito di mio emendamento proposto e conseguente audizione dinanzi alla terza commissioneconsiliare Permanete che all'unanimità ha condiviso le ragioni sottese alla mia posizione, dimostrando, a partire dal presidente Franco Mollica, una non comune sensibilità istituzionale». Ora i nuovi scenari saranno costituiti da: «l'approvazione di questa legge rappresenta per noi a Tolve la tappa fondamentale di un lungo percorso iniziato cinque anni fa con l'esecuzione di lavori che hanno consentito il consolidamento del sito, la pavimentazione di tutti i viottoli, la bonifica ambientale di tutta l'area: a giorni accenderemo, finalmente, anche una splendida illuminazione artistica che darà ancor più lustro a tutto il paesaggio». Conclude con i ringraziamenti: «Pertanto, nell'esprimere il più vivo ringraziamento al Consiglio Regionale di Basilicata per aver voluto approvare prima della scadenza del mandato elettorale questa legge, voglio augurarmi che abbia piena e celere esecuzione perché non possiamo più aspettare a rilanciare in un'ottica di sviluppo turistico questi splendidi siti che la natura ci ha offerto». Gianluigi Armiento

Il sindaco Pasquale Pepe

Pietragalla Le assicurazioni del sindaco Iacovera

Campo sportivo interdetto ai diversamente abili PIETRAGALLA - Interviene direttamente il sindaco di Pietragalla Rocco Iacovera sul problema legato all'accesso dei diversamente abili al campo sportivo comunale di Pietragalla che non presenta una rampa di accesso per chi è costretto a muoversi mediante una sedia a rotelle per raggiungere la tribuna dello stadio cittadino. Il sindaco Rocco Iacovera sottolinea che «gli atti con la Provincia di Potenza saranno perfezionati a breve ed esattamente entro questo mese di febbraio e successivamente subito dopo si passerà all'appalto dei lavori programmati per la soluzione definitiva del problema. In tal senso sono previste le tribune a servizio del campo da tennis, la rampa di accesso necessaria al superamento delle barriere architettoniche per raggiungere la tribuna dello stadio nonchè infine un apposito bagno per i disabili. Il finanziamento dell'amministrazione provinciale di Potenza è di trentamila euro a cui si aggiunge il finanziamento comunale dell'amministrazione municipale pietragallese che è di ventimila euro». Antonio Bevilacqua

Bergamasco ad Avigliano con “Oltre l’orizzonte”

L’ingresso dell’Unibas dove lavora Bergamasco

AVIGLIANO - L'orizzonte. Quello verso il quale scruta l'anima alla ricerca di Dio. L'orizzonte oltre il quale rivolge il suo sguardo Francesco Bergamasco, nella raccolta di poesie “Oltre l'orizzonte”, pubblicata per i tipi dell'Editrice Ermes, che è stata presentata ad Avigliano. E' la seconda opera del poeta pugliese di nascita ma stabilitosi ad Avigliano da quasi 30 anni. Ed è, spiega Carmen Lucia, che ha recensito la raccolta, «la continuazione del discorso avviato con il precedente libro, “Infischiandosene del tempo”, con il quale intesse un proficuo e consolidato dialogo, sia sul piano stilistico che contenutistico». La fede, il tema con cui nelle sue poesie si confronta Bergamasco. «Il desiderio - afferma ancora Carmen Lucia - di provocare l'interesse del lettore verso una fede che è costante occasione di riflessione». Nella vita del poeta la preghiera sembra occupare un posto centrale, poiché, pur essendo vissuta come gravida e faticosa, è la sola fonte in cui può germogliare la spiga dell'anima, centro di tutte le riflessioni religiose. «L'uomo non a caso, sembra dire Bergamasco, coglie in pieno il senso della sua origine divina solo quando si ferma ad ascoltare i palpiti dell'anima». E nelle poesie di Bergamasco, aggiunge il professor Rosario Coluccia, socio dell'Accademia della Crusca e segretario della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana, «è presente una sensibilità non comune, un'attenzione vera al dolore e alla condizione degli altri, sorrette da un sicuro impianto religioso. Caratterstiche cui corrisponde l'elaborazione della forma espressiva», che colloca Bergamasco, sostiene nuovamente Carmen Lucia, «nel solco della tradizione letteraria del Novecento, con una notevole

attenzione alla lezione di Filippo Tommaso Marinetti e del Futurismo, cui si deve l'uso della punteggiatura e di maiuscole e minuscole, per così dire, in libertà, come pure la costante presenza del verbo all'infinito, anche dove essa potrebbe apparire scorretta ed apparentemente sconsiderata, mentre in realtà è ispirata al desiderio di rendere eterni l'attimo e l'atto poetico, nonostante la precarietà del presente e la labilità della realtà conoscibile». Diversi sono nella raccolta i testi che con la loro cadenza e il loro ritmo riproducono, nella loro brevità e immediatezza, massime dal sapore antico, codificate dalla saggezza popolare e ora recuperate e rivestite di nuova luce. Oggi, Bergamasco, in passato a lungo agente di Polizia penitenziaria presso l'Istituto di rieducazione per minorenni di Avigliano, lavora presso l'Università della Basilicata. E l'Ateneo ha avuto un ruolo fondamentale nella pubblicazione dell'opera. E l'autore, nel momento in cui essa viene presentata, non manca di ricordare la figura del Rettore Antonio Mario Tamburro, scomparso pochi mesi fa, «un uomo, uno scienziato -afferma - che amava il dialogo, aperto al confronto con tutti. Un uomo che ha creduto in me nonostante i vari scontri dialettici avuti, e che ha contribuito profondamente alla realizzazione di questo libro, un libro di poesie religiose che declamano Dio in tutte le sue espressioni. Lui, il comunista ateo, ha fatto sì che l'Università prevedesse un fondo per chi scrive poesie, anche religiose. E alla domanda: chi era quell'uomo, io non posso che rispondere: Era un uomo, non importa se bianco o nero, di destra o di sinistra, ateo o credente. Era un uomo a immagine di Dio». Giancarlo Tedeschi

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Lavello, 3 giovani ai domiciliari per droga

Melfi, ampliamento per il Liceo scientifico

rata la patente. In un’altra operazione i carabinieri della compagnia di Melfi, coordinati dal capitano Antonio Contente, nel corso di una serie di servizi finalizzati al contrasto dei reati di tipo predatorio ed in danno delle fasce più deboli della società, hanno denunciato alla procura della repubblica di melfi un uomo ed una donna, B.A. e T.B., entrambi originari di Melfi, di etnia rom, per il reato di truffa. I due - che sono stati denunciati - spacciandosi per incaricati di inesistenti associazioni, si facevano consegnare somme di denaro da inviare alle popolazioni terremotate di Haiti.

MELFI - Ampliamento in vista per il liceo scientifico di Melfi. Nella giornata di ieri sono stati aggiudicati i lavori per un importo a base d'asta di 267.709,18 euro. L’ampliamento rientra tra i progetti selezionati nell'ambito di un concorso bandito dall'Inail per premiare gli interventi orientati a raggiungere un elevato grado di sicurezza degli edifici pubblici. Sulla parte esistente della scuola verranno dunque realizzati lavori di messa in sicurezza, di protezione antincendio e di adeguamento degli impianti, soprattutto per quel che riguarda quelli termici. I lavori si aggiungono ad un progetto di ampliamento della scuola già realizzato dal settore competente. Soddisfatto l’assessore provinciale alla Cultura, Francesco Pietrantuono. «La sottoscrizione del contratto per l'allargamento e il potenziamento del Liceo Scientifico - ha detto in una nota - è un ulteriore segno dell'efficienza dell'attuale amministrazione provinciale e prende sempre più corpo concretamente la realizzazione della Cittadella dei Saperi di Melfi. Ancora un risultato importante ad ulteriore dimostrazione dell'attenzione di una politica del fare verso il tema della scuola vero e fondamentale investimento per il futuro della nostra Regione».

A Ruvo del Monte due melfitani truffavano chiedendo soldi per Haiti

LAVELLO - Dovranno rispondere di detenzione ai fini di spaccio i tre giovani di Lavello arrestati dai carabinieri della compagnia di Venosa, coordinati dal luogotenente Salvatore Santoro. L’attività di polizia giudiziaria condotta dai carabinieri della stazione di Lavello guidati dal maresciallo Antonio Galgano e da quelli del nucleo operativo di Venosa ha permesso di rinvenire 51 grammi di marijuana, occultati all'interno dell'autovettura di proprietà di uno dei tre arrestati, sulla quale viaggiavano i giovani. I tre sono agli arresti domiciliari così come disposto dal pubblico ministero della procura della repubblica di mel-

Carabinieri

fi. Nel corso di altro servizio, finalizzato ad arginare l'uso smodato di sostanze alcoliche, hanno denunciato in statodi libertàun quartogio-

vane, anch'egli di Lavello perché sorpreso alla guida della propria autovettura in evidente stato di ebbrezza alcolica. Al giovane è stata riti-

Genzano La Sp 33 ridotta a poco più di un “tratturo” e sulla Sp 74 molte le buche presenti

Strade: solo peggioramenti La situazione delle arterie del comune bradanico in un anno non è cambiata GENZANO DI LUCANIA - È trascorso un intero anno da quando, dopo un'attenta ricognizione delle vie provinciali che si snodano nel vasto territorio di Genzano, mettemmo in evidenza - avvalendocidi esplicita documentazione fotografica e di dichiarazioni forti degli utenti abituali - il pietoso stato di abbandono delle stesse. In quell'occasione, ci venne istintivo veicolare il messaggio a mezzo di una metafora cinematografica. Paragonammo difatti questa zona dimenticata della Basilicata alle paludi e alle distese desolate del mondo di Fantàsia, dove il protagonista, un ragazzino, lotta per salvare la giovane e bella Imperatrice, assieme al suo regno, da una forza terribile, posta in essere da entità malvagie, la quale dilaga inesorabilmente. Il “mostro da sconfiggere”, assai simile al cielo nero che sembra mordere la luna all'orizzonte quando questa comincia a calare, ha un nome assai significativo: si chiama Nulla. Il paragone “mutatis mutandis” non ci sembrò allora - ed ancor meno ci sembra oggi - esagerato. Perché questa è una terra dal tempo lento, che a tratti sfiora il “non-tempo”, quindi il nulla, appunto. Lasciamo pure perdere il fatto che alla Lucania manca una importante

Le immagini di alcune strade del circondario di Genzano di Lucania parlano chiaro sul loro stato

arteria trasversale, da decenni in fase progettuale,ma mai“sfornata”, la quale, tra l'altro, renderebbe proprio l'Alto Bradano area privilegiata di sviluppo. Il vero scandalo emerge dalla constatazione cheanche quelpoco checi

Melfi, il vescovo incontra gli amministratori locali Il vescovo della diocesi di MelfiVenosaRapolla, Todisco

MELFI - Come di consueto, anche quest'anno, in occasione della ricorrenza liturgica di S.Alessandro, Patrono della città di Melfi e della Diocesi, il vescovo Todisco incontra gli Amministratori pubblici, i responsabili di Enti, gli Operatori pastorali. L'incontro, che si terrà a Melfi il prossimo 9 febbraio dalle

ore 17.30 alle ore 19.30, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile, verterà sui temi della “Sfida educativa” che è il progetto-proposta della Chiesa italiana per il prossimo decennio, nonché sul tema della pace indicato dal Santo Padre per l'anno in corso “Se vuoi coltivare la pace custodisci il creato”.

è dato può soddisfare al massimo esigenze ormai anacronistiche. L' erba sui cigli (rigorosamente privi di cunette) potrebbe nutrire caprette vaganti;lecorsie sonoancoraamisura di trattorini, vecchie Cinquecento e contadini col tascapane alle spalle; i

ponticelli in pietra, stretti e desueti, sarebberoalpiù comodiperdesinare intanto che l'appetito delle pecore sfumi con la luce nella sera. Tale, è il “quadro”, forse invisibile ai nostri occhi traviati dall'abitudine, ma che spiazza (da sempre) turi-

stie sventuratidi passaggio,sballottati come su una giostra nonché disorientati da una segnaletica (sia orizzontale che verticale) assente o contraddittoria, oppure sciolta dalla pressione dei lenti processi ossidativi e, non di rado, persino impallinata in pieno stile Far West. Idilliaco? Forse solo per qualche istante. Poi solo lacrimevole. Nominiamole pure, ora, queste strade tenacemente preservate nella “riserva-museo” in cui viviamo. La provinciale per Oppido-Potenza, ad esempio, ridotta ad una vera e propria “crosta” per svariati chilometri a ridosso del Bradano; o la sp 33, fondamentale per accedere alla 96 bis, che al più potrebbe ambire al ruolo di “tratturo”; poi c'è la sp 74, che paragonammo alla Valle della Tristezza del film “La storia infinita”, cui abbiamo accennato; infine la 105, la quale si inoltra in Puglia. Sull'altro versante, un indispensabile tratto, fondamentale peraccedere alLaterificio Pugliese, versa in condizioni ancora peggiori. A seguito dell'intervento giornalistico dello scorso anno, dall' “alto” fu dichiarato che c'era già un progetto in corso e che la viabilità sarebbe presto migliorata. Ma non è accaduto ancora nulla. Il Nulla, invece, continua a scorrere. Nero come la pece. Gianrocco Guerriero

Questa sera il giornalista scrittore terrà uno spettacolo nell’auditorium della scuola media

Genzano, la guerra secondo Biacchessi GENZANO DI LUCANIA Quello di raccontare le guerre che ancora infuriano da una parte all'altra del Pianeta, spesso mosse dai fili impugnati da potenti ed oscuri “burattinai”, è mestiere pericoloso forse più del combatterle. Soprattutto quando ci si ostini, contro ogni implicita prescrizione dell'invisibile “drago” atto a vomitare le fiamme monitorate della comunicazione globale, a voler portare a galla le “verità”: quelle semplici, fatte di uomini anziché di numeri, di specificazioni invece che di omogeneità create a tavolino, di visioni grandangolari piuttosto che di zoomate di comodo. Daniele Biacchessi mette in evidenza tutto questo nel suo ultimo libro “Passione reporter” (Edizioni Chiarelettere, 2009), vincitore del

Daniele Biacchessi

premio “Raffaele Ciriello” e già trasformato in spettacolo di teatro civile portato in giro per l'Italia. Stasera il giornalistascrittore, autore di ben 18 libri d'inchiesta, è atteso a Genzano per una serata or-

ganizzata (presso l'Auditorium delle Scuole Medie, a partire dalle 19) dall'Amministrazione Comunale e dallo Spazio Giovani. «Questo libro - chiarisce lo stesso Biacchessi - raccoglie storie di giornalisti italiani i

quali, in luoghi diversi del mondo, hanno raccontato dei più terribili conflitti armati. È un tributo a quei professionisti che si sono battuti per una informazione senza filtri, non inquinata dal potere e che hanno considerato il giornalismo alla stregua di una autentica vocazione». Raffaele Ciriello, il fotografo free-lance originario di Ginestra, ucciso a Ramallah nel 2002 dopo aver filmato un atto di repressione dell'esercito israeliano contro la resistenza palestinese, è uno dei protagonisti della “storia di coraggiosi uomini” messa su da Biacchessi, e non per niente la “prima nazionale” di questo coinvolgente spettacolo si è tenuta nel suo paese natale. Ora anche la comunità di Genzano è orgogliosa di ospitarlo. Gianrocco Guerriero

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Rotonda, lo scientifico Francavilla La chiesa locale celebra la “Giornata della vita e della famiglia” avrà la sua palestra La diocesi e l’emergenza educativa ROTONDA - Buona notizia per lo scientifico di Rotonda. Molto presto avrà la sua palestra. Nella giornata di ieri, infatti, sono stati aggiudicati i lavori per un importo di 592.000 euro. La nuova palestra sarà caratterizzata da strutture flessibili, materiali ecologici e nuove tecnologie per ogni tipo di sport, oltre che dalla completa accessibilità degli spazi e dei servizi da parte di tutti. «Prende sempre più corpo - ha sottolineato Vicino - l'idea di scuola lanciata da quest'Amministrazione. Gli ultimi due interventi aggiudicati testimoniano, infatti, l'impegno della Provincia sue due fronti: rendere sicuri gli spazi ma anche agire affinché la scuola possa diventare cen-

tro di aggregazione sportivo, culturale, sociale e civile. Il tutto sempre privilegiando la sostenibilità ambientale degli interventi, dal momento che la scuola del futuro deve essere aperta alla società e al territorio, sicura ma anche ecologica ed in grado di trasmettere ai cittadini di domani una diversa cultura del rispetto ambientale». Soddisfatto anche il consigliere provinciale di Idv, Carlo Tarantini: «Il progetto originario di impianto sportivo polifunzionale - ha spiegato - è stato ridimensionato proprio con l'obiettivo di dotare comunque il Liceo Scientifico e l'intera comunità di Rotonda di una struttura essenziale per consentire la pratica sportiva».

FRANCAVILLA IN SINNI - Nuovo appuntamento diocesano con la Giornata della Vita e della Famiglia che si terrà nel cineteatro Columbia alle ore 15. Al centro del dibattito le emergenze educative delle nuove generazioni che saranno trattate dal Giudice del Tribunale per i Minori di Salerno, Vincenzo Starita con una relazione dal tema: “Emergenza educativa e ruolo essenziale della Famiglia, della Scuola e della Chiesa nella formazione del Minore”. Come ben esplicitato nel rapportoproposta del Comitato per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana: «Nella coscienza condivisa, ai suoi diversi livelli, sembra smarrita non solo la pratica felice di processi educativi, bensì l’idea stessa di educazione. In ultima istanza sembra essere in crisi l’esperienza elementare e complessiva dell’educare alla vita e con essa l’interesse personale all’educazione, poiché

Il vescovo Nolè

neè stataforse smarritala chiaveinterpretativa e la motivazione essenziale.... L’urgenza maggiore allora non è di ridire metodi e contenuti (peraltro oggi molto problematici), ma di ritrovare il baricentro dell’esperienza educativa». Una crisi che deve fare i conti con l’idea che abbiamo dell’uomo e del futu-

ro perché: «non è sufficiente riflettere sulle metodologie pedagogiche, ma è necessaria una visione antropologica ed essenziale del fatto educativo come tale, che abbia il suo fondamento e il suo sviluppo in una concezione della persona e dell’esperienza umana, viste non come un ideale passato da contrapporre al presente, ma come una comprensione più profonda dell’umano, per un’iniziativa rinnovata e convinta». Tema già affrontato anche nel Convegno nazionale della pastorale giovanile dello scorso ottobre a Metaponto alla presenza di oltre 500 giovani provenienti da ogni parte della nazione. Al dibattito seguirà la testimonianza di Antonietta Raco, guarita dalla Sla nel pellegrinaggio a Lourdes dell’estate scorsa e le conclusioni da parte di S. E. Mons. Francesco Nolé, Vescovo di Tursi-Lagonegro. fra. gre.

L’evento annuale di turismo culturale rientra nell’ambito della Bit di Milano

Spinoso “bellezza” nazionale Il comune è tra i cinque siti più suggestivi che saranno presentati al “Bel Paese” SPINOSO - Spinoso e il lago del Pertusillo tra le cinque bellezze italiane inedite che saranno presentate al “Bel Paese, evento annuale internazione di Turismo culturale” in occasione della Bit (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano. Con il patrocinio del Comune di Milano, del Mibac, della Filitalia International di Philadelphia - USA, del Parlamento Europeo, l'iniziativa promossa dalla Globe Italia (Associazione di Promozione Culturale per la Storia e le Tradizioni degli Italiani in Patria e nel Mondo “Giuseppe Pitrè”) si terrà sabato 20 febbraio alle ore 10 presso il circolo della Stampa nella sala napoleonica o Bracco. Introdotto da Pier Paolo Poidimani, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, l'evento contemplerà le bellezze paesaggistiche, architettoniche, monumentali e tradizionali di alcuni dei territori più belli di Italia, alla presenza di numerosi addetti ai lavori. Ospitato, come ogni edizione, un paese straniero, per l'edizione 2010 sarà la volta del Venezuela, ben rappresentato dal vice console Luis O. Lugo con un invito a visitare uno dei luoghi più belli del mondo che in passato ha ospitato numerosi emigrati italiani in cerca di fortuna. La Basilicata entra così in un evento internazionale dedito alla valorizzazione dell'Italia, delle sue bellezze, dei suoi sapori gastronomici. La Basilicata della “Bella Scoperta 2009” mostra le sue peculiarità della valle

LE ALTRE ZONE SCELTE

Dal Golfo di Napoli a Santo Stefano a mare ECCO i quattro luoghi del “Bel Paese” che saranno presentati il 20 febbraio prossimo insieme al paese lucano. Fuscaldo: Luogo di nascita di Vienna, madre di San Francesco di Paola, il paese di pietra e di vento, solitario e severo è arroccato in posizione panoramica a circa 350 mt d'altezza e a meno di tre Km dal mare. Il Golfo di Napoli: Luogo di ritrovo Il Golfo di Napoli del turismo internazionale, il golfo con le sue isole si mostra imponente agli occhi dei visitatori tra tramonti mozzafiato e folclore napoletano. Tanti i ritrovamenti delle epoca romana e greca, da Ercolano a Pompei, da Oplonti a Stabia, le rive del golfo mostrano un

Sopra uno scorcio di Spinoso. Sotto il lago del Pertusillo

conosciuta solo per il petrolio, e non per il patrimonio artistico -storico e paesaggistico che ancora conserva. E' Spinoso che conquista un ambito posto nell'evento, il piccolo centro della Val d'Agri che si erge sulle acque del lago del Pertusillo.

Di origini non molto antiche, il borgo nacque da uno dei gruppi di fuggiaschi della vicina città di Grumento, allorché venne distrutta dalle fondamenta da orde barbariche saracene verso la fine del IX secolo o nel corso dell'oscuro mille. Meglio conosciuto come

il paese dei portali, Spinoso, come Fuscaldo, mostra i resti di un passato nobiliare che ben si inseriscono in una cornice naturalistica particolare, quale quella del Parco Nazionale della Val D'agri-Lagonegrese. Soddisfatto il sindaco Pasquale De Luise che ha commentato: «E' un'ottima

occasione per Spinoso ma soprattutto per la Basilicata, una vetrina per far conoscere le nostre bellezze, capaci di unire il passato al presente, la natura alla gastronomia. Il nostro territorio diviene protagonista in un evento importante, presentato in concomitanza con la Borsa Internazionale del turismo, un'ottima vetrina turistica». Prevista anche la consegna del premio “A. Stoppani”, geofisico ed etnoantropologo co-

passato senza eguali. Santo Stefano al Mare: Tipico borgo ligure di mare, alle cui spalle si estendono vaste coltivazioni floricole in serre e a piena aria, il piccolo centro mostra l'impianto urbano di Santo Stefano al Mare risalente al Medioevo ed è caratterizzato dalla odierna Piazza Cavour, dove si fronteggiano la chiesa parrocchiale e l'oratorio della prima metà del Cinquecento. Rocche e castelli dell'Ennese: Un viaggio nei numerosi e suggestivi castelli che rendono Enna e la Sicilia una delle terre più belle da visitare e scoprire. f.g.

masco vissuto nell'800 autore dell'opera il Bel Paese, una serie di conversazioni salottiere molto speciali sull'Italia. A conquistare l'ambito premio l'organo ufficiale della Camere di Commercio Italiane nel Mondo, “E' l'italia”, il Museo di Brera nel duecentesimo anno della fondazione, la Provincia di Savona e Nicola Fiasconaro, ambasciatore dell'arte dolciaria italiana nel mondo. Francesca Gresia

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Domenica 7 febbraio 2010


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REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

Il centrosinistra sostiene compatto Adduce ma si appella alla coerenza con i nuovi alleati

L’Udc diventa un caso lucano L’assenza al tavolo della coalizione e il sostegno a Tosto sono un affare regionale ADDUCE è il candidato del centrosinistra a sindaco di Matera ma lo strappo creato con l’Udc per la candidatura a sindaco di Angelo Tosto potrebbe avere ripercussioni anche sugli equilibri regionali. Nulla di definito al momento ma di certo qualche malumore in particolare nel partito Democratico e nei rapporti con l’Udc appare esserci se a chiare lettere la nota che annuncia l’ufficialità della candidatura di Adduce è anche un appello alla coerenza dell’Udc. «Lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale di Matera a soli due anni dall'inizio del mandato impongono al centrosinistra la costruzione di una nuova e trainante proposta di governo cittadino da presentare agli elettori. In questa direzione l'unità politica e programmatica del centrosinistra costituisce condizione fondamentale non solo per vincere la prossima competizione elettorale ma soprattutto per governare Matera la città capoluogo che merita un effettivo rilancio sullo scenario regionale, nazionale ed europeo» scrivono gli otto partiti che con una propria lista sosterranno il candidato Salvatore Adduce cioè Pd, Idv, Socialisti, Verdi, la Sinistra Unita, Popolari, Api, Lista Stella. «All'esito di un ampio confronto cui sono stati invitate tutte le espressioni del centrosinistra materano, le segreterie dei partiti Partito Democratico, Popolari Uniti, Alleanza per l'Italia, Italia dei Valori, Verdi, Sinistra Unita per Matera (SEL - PRC - PDCI), Socialisti (PSI) ed i rappresentanti della componente civica che ha dato vita alla Lista Stella apprezzano la proposta di candidatura a sindaco di Salvatore Adduce, condividendone la qualità ed autorevolezza. Ritengono che Salvatore Adduce possa rappresentare una guida autorevole per la città di Matera, capace di farsi garante dell'unità della coalizione e delle proposte programmatiche di innovazione condivise dal tavolo del centro sinistra con il prioritario obiettivo di coniugare l'esperienza con la necessità di un rinnovamento generale dell'azione politica per determinare una nuova sintonia fra il centro sinistra ed i cittadini materani». Poi la critica diretta all’Udc: «Alla riunione pur invitati non hanno partecipato i rappresentanti dell'Udc, partito che proprio recentemente ha siglato l'accordo per le elezioni regionali con il centrosinistra. L'indisponibilità dell'Udc a confrontarsi sul tavolo materano costituisce una contraddizione non auspicabile che rende necessario un rapido e definitivo chiarimento con i vertici regionali del centrosinistra. Si auspica infine che in-

Annuncio dei tre segretari provinciali

La Rosa Bianca sceglie di correre con Tosto C’è il sì di Mpa e Liberali

Michele Corazza

Salvatore Adduce e Angelo Tosto

No di Buccico a ricandidarsi Pdl spiazzato torno alla autorevole candidatura di Salvatore Adduce possano stringersi oltre alla coalizione di centrosinistra tutte le forze sane e propositive della società civile. Con loro, da oggi, avvieremo un dialogo franco e trasparente per raccogliere la massima condivisione sul programma del futuro della città, attivando da subito un tavolo programmatico aperto al contributo di quanti sono interessati al buon governo della città di Matera». Insomma via libera alla candidatura Adduce ma si apre un fronte critico con l’Udc. Un fronte che porterà a discutere la questione anche a livello regionale nel prossimo vertice del centrosinistra che è in programma per martedì. A chiarire la posizione del Pd è il segretario regionale Roberto Speranza che aggiunge: «io condivido a pieno il senso di quel comunicato, noi abbiamo raggiunto un accordo con l’Udc affinchè sostenga De Filippo ed entri a far parte del tavolo del centrosinistra. Il nostro auspicio è che questa convergenza coinvolga più amministrazioni» aggiunge ancora Speranza, «noi siamo convinti che questa è un’alleanza strategica ed in questo caso serve coerenza politica per una vicenda che non può essere considerata locale ma che

Giorni intensi nel centrodestra Acito l’alternativa

ha rilevanza regionale. Io credo che l’Udc avrebbe dovuto e dovrà partecipare al tavolo del centrosinistra, proporre le proprie istanze ed eventualmente i propri candidati e discuterne insieme al resto della coalizione». Insomma nessuna fuga in avanti ma la necessità di discutere delle scelte all’interno della coalizione. La questione sarà sul tavolo regionale di martedì e lì si capirà quale sarà la posizione di Mancusi e dell’Udc. Appare molto improbabile comunque, al di là delle scelte di partito che la candidatura Tosto che sta riscuotendo al momento una serie di adesioni possa essere messa in discussione: «Io vado avanti, queste domande non dovete porle a me» ha spiegato il candidato a sindaco al “Quotidiano”. Più complicata invece la situazione che riguarda il centrodestra con il no di Buccico che è arrivato ieri. Difficile trovare notizie ufficiali con l’unica eccezione del coordinatore cittadino Nicola Rocco che ha spiegato: «abbiamo appena ricevuto una risposta da Buccico. Al momento non so cosa aggiungere, posso dire che l’ipotesi di una mia candidatura tenderei a scartarla. Ci servirà qualche giorno per definire le cose».

Inutile invece cercare sia Buccico sia il segretario provinciale Latronico con quest’ultimo impegnato evidentemente a cercare una soluzione che garantisca una candidatura altrettanto prestigiosa per il Pdl. Oggi probabilmente ci sarà un primo confronto tra i vertici del partito alla ricerca della migliore soluzione possibile. Un’ipotesi che circolava con insistenza ieri sera e che da più parti veniva sostenuta portava ad una possibile richiesta di candidatura per il vicesindaco uscente Saverio Acito. Resta tutta da capire la reazione del diretto interessato e la reale volontà di scendere ancora nell’agone politico. Al momento però il Pdl si trova a dover verificare nuovamente le possibili soluzioni da trovare dopo la risposta negativa di Buccico. C’è da dire che il partito si troverebbe sostanzialmente spiazzato da una soluzione che, il vociare degli ultimi giorni rafforzava, ma che nel Pdl tutti cercavano di scansare e di esorcizzare. Ora la corsa verso un’alternativa è cominciata ed è probabile che si dovrà aspettare qualche giorno per saperne qualcosa di più. Piero Quarto p.quarto@luedi.it

Michele Corazza, segretario provinciale della Rosa Bianca, Nicola Andrisani dell’Mpa e Francesco Romito dei Liberali hanno annunciato ufficialmente il proprio sostegno ad Angelo Tosto come candidato sindaco della città di Matera. Sono già quattro in questo momento le liste che abbinano la propria presenza alle prossime elezioni Comunali al nome di Angelo Tosto e si tratta di Udc, Rosa Bianca, Mpa e Liberali. Altre novità dovrebbero arrivare nelle prossime ore per rimpinguare ulteriormente il numero delle adesioni. «Già nei giorni scorsi avevo espresso la necessità impellente di azioni realizzabili per consentire il rilancio della città di Matera attraverso un processo propulsivo che portasse alla costruzione di un comune vantaggio e che andasse oltre l’attività “predatoria” dei partiti» scrive Corazza. «Insieme al gruppo politico avevo quindi formulato la richiesta di un candidato alla carica di sindaco per le elezioni Comunali del 2010 che fosse coraggioso, carismatico e pro attivo, fuori dagli schemi del canonico equilibrismo politico ma nello stesso tempo di equilibrio». «Gli aderenti a La Rosa Bianca hanno condiviso la scelta, espressa dall’UDC, di Angelo Tosto come candidato alla carica di Sindaco di Matera. La valutazione, scevra dai condizionamenti regionalistici dei partiti e dalla logica spartitoria che li contraddistingue, è frutto esclusivamente della volontà di far ripartire la città attraverso forme innovative di coinvolgimento e di disponibilità. L’atto di coraggio dell’Udc che ha scelto, con la candidatura di Angelo Tosto, di distinguersi dagli altri schieramenti poli-

tici è coerente con la nuova fase, vissuta dall’Unione di Centro e dalla Rosa Bianca». Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Andrisani e Romito che annunciano come «le segreterie provinciali di Mpa e del Partito Liberale si sono incontrate nella serata di ieri per una valutazione congiunta della situazione attuale relativa alla campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Matera. Nel confermare che entrambi i movimenti politici scenderanno in campo con una propria lista, MPA e Partito Liberale manifestano interesse per la costituzione di un polo centrista e moderato che si proponga come seria alternativa al centro-sinistra ed al centro-destra. Auspicano che il nascente polo centrista possa essere motivo di aggregazione di tutte quelle forze moderate cittadine, non solo espressione di movimenti civici, ma anche e soprattutto emanazione di forze politiche nazionali. MPA e Partito Liberale manifestano, altresì, simpatia per il candidato sindaco Dott. Angelo Tosto e si dichiarano disponibili ad aprire con quest’ultimo un serio e positivo confronto sulle prospettive di sviluppo della Città di Matera, confrontandosi sui programmi e sugli uomini che si candidano ad attuarli. MPA e Partito Liberale auspicano», infine «una campagna elettorale pacata e costruttiva per il bene della Città di Matera e per questo motivo non mancheranno di confrontarsi, sui programmi, anche con i candidati alla posizione di Sindaco del centro-destra e del centro-sinistra , una volta che gli stessi saranno ufficialmente indicati dalle due coalizioni».

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Matera


Ma in alcune zone si lasciano le buste per terra, problemi anche a svuotare i cassonetti

Chiaroscuro sulla differenziata I cittadini si impegnano nella diversificazione dei rifiuti, migliora l’informazione È PARTITA, finalmente, una massiccia campagna di informazione per la raccolta differenziata. I miglioramenti sono evidenti anche se rimangono una serie di aspetti in chiaroscuro di fronte al nuovo servizio. Da alcune settimane spot televisivi e varie finestre informative vanno in onda con lo scopo di aiutare i cittadini ad orientarsi in questa operazione che dovrebbe venir naturale ma che invece ha bisogno di un’adeguato intervento informativo che spiega le diverse fasi del procedimento di raccolta. L'obiettivo della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani è la riduzione dello smaltimento dei rifiuti domestici nelle discariche mediante il recupero di tutti quei materiali che possono essere riciclati, riutilizzati oppure avviati a combustione per la produzione di energia. Il raggiungimento di tali obiettivi passa attraverso il più ampio coinvolgimento delle differenti fasce sociali, mediante azioni di sensibilizzazione, informazione e divulgazione, realizzabili in maniera efficace anche attraverso l'interessamento della popolazione scolastica. I ragazzi, nell'immediato, possono produrre un importante feedback nell'ambiente familiare e, nel lungo periodo, digerire i concetti di riutilizzo divenendo poi attori principali nell'attuazione della politica del riutilizzo. Differenziare i rifiuti significa anche risparmiare dal momento che, a regime, potrebbe consentire un risparmio annuo pari a un terzo del costo totale sostenuto per la gestione dei rifiuti urbani. I materani sembrano aver preso a cuore le ragioni ambientali ed economiche alla base della raccolta differenziata e hanno cominciato a gettare via i rifiuti con intelligenza dividendo scrupolosamente tra carta, plastica, vetro, rifiuti secchi e umidi. Anche se l’invito non viene raccolto da tutti, l’opera di sensibilizzazione avviene a macchia di leopardo con la necessità di far comprendere sempre di più la necessità di rispettare l’ambiente ed adeguarsi alle nuove segnalazioni che vengono date in quest’ultimo periodo. Non mancano infatti alcune zone della città in cui cittadini poco educati lasciano per terra la spazzatura non trovando più, come prima, i bidoni dove erano. Insomma si vede di tutto e di più. Oltre alle necessità di adesione dei cittadini che non sempre e dappertutto corrispondono alle reali esigenze vi è anche un servizio di raccolta che non è sempre efficiente ed adeguato alle necessità che pure vi possono essere. Infatti in molte isole ecologiche i cassonetti non vengono svuotati con la necessaria regolarità. Questo favorisce l'abbandono, ai bordi dei bidoni già pieni, delle buste con plastica, vetro o carta. È difficile che un cittadino, trovando il cassonetto pieno, si riporti in casa l'immondizia differenziata. La situazione interessa vari quartieri e andrebbe risolta rapidamente per

evitare di vanificare gli sforzi dei cittadini nel “buttare bene”. Così la soluzione più semplice è quella di lasciare i sacchetti nei pressi dell'isola ecologica, ma ciò provoca disordine e sporcizia. Insomma piccoli e gran-

di disguidi che possono essere anche normali in coincidenza con l’inizio di un nuovo servizio che dovrà dare importanti risultati, soprattutto in futuro, per la città di Matera e creare una nuova cultura. Giovanni Martemucci matera@luedi.it

A sinistra i rifiuti lasciati sulle scale in una zona nei pressi del centro storico, a destra cassonetti pieni e rifiuti che finiscono per essere depositati all’esterno

Ciclo di seminari del Circolo Levi con il docente Pasquale Ciriello

Procede la strada del Federalismo «Regioni con più poteri dei Lander» CIRCOLANO strane statistiche, sulla presunta superiorità del quoziente intellettivo dei ragazzi del Nord; «in politica la questione settentrionale ha invaso il dibattito, di un governo a forte trazione leghista». Considerazioni allarmanti, eppure espresse da un docente fra i più compassati degli accademici del paese, il Professor Pasquale Ciriello, Docente di Diritto costituzionale italiano e comparato presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, deputato e membro della Commissione Giustizia, a Matera per relazionare sul tema “Il Mezzogiorno tra Costituzione e federalismo”, nel corso del ciclo di conferenze organizzato dal Centro Carlo Levi, Presidente Alfonso Pontrandolfi. Vera lectio magistralis, eppure dal carattere empatico e cristallino, alla presenza del senatore Filippo Bubbico, il Professor Ciriello ha indagato finanche le ragioni storiche dell’avvento del federalismo nel Belpaese: «Sin

dall’istituzione delle Regioni abbiamo imboccato la strada che ha portato al decentramento inteso come trasferimento delle risorse agli enti più vicini al cittadino; oggi – ha sottolineato il professore – ci troviamo nella condizione per la quale le regioni italiane hanno poteri maggiori dei Länder tedeschi, nonostante la Germania sia una Repubblica federale. Ciò – ha sottolineato – proprio a seguito della diversità del federalismo tedesco, che ha concesso alla periferia i soli poteri di amministrazione». Maggiori interrogativi ha poi fatto destare la ricostruzione delle modalità con le quali l’Italia si avvia a sperimentare il nuovo federalismo fiscale, dopo averne approvato la normativa istituente. «Sin dall’inizioil MinistroTremonti non ha saputo fornire dati in relazione ai costi; eppure – ha rimarcato l’illustre docente – ricordo come il federalismo sia stato durante tutta la campagna elettorale la bandiera issate con-

tro glisprechi, mentread oggi,pur accettandone i costi che provocherebbe, non si sa quantificarli». Ma l’analisi di Cirielloè stataintesaa tracciareanche il cammino che pare aver intrapreso una certa anima di questo paese; i lidi immaginati assomigliano davvero ad un Altrove, un’Italia forse anche unita, ma dalle sole clausole imposte dalla Costituzione. «Sembra di andare verso un secessionismo dolce; va ricordato che il “modello lombardo” verso il federalismo è stato fortemente rivisto, con emendamenti nella massima parte del PD. Ma la partita – ha spiegato Ciriello – resta ancora tutta da giocare, con l’emanazione dei decreti attuativi, che potrebbero, attraverso tecnicismi sostanziali, portare ad un’Italia a varie velocità, forse anche all’abbandono del Sud, con la identificazione del suo destino con quello della criminalità». Eppure di fronte alle macerie che sembrano attenderci il Professor Ciriello non ha voluto dimenticare, a ri-

Pasquale Ciriello

prova dell’intimo legame che corre fra le città dello stivale, le parole con cui uno dei padri di questa paese, Giuseppe Mazzini, pronosticò il futuro della giovane nazione: “l’Italia sarà il paese che il Mezzogiorno sarà”. Enzo Scalcione matera@luedi.it

Indicazioni del Comune L’infopoint della Conciliazione per cooperative edilizie operativo in Tribunale da domani NUMEROSI sono i quesiti pervenuti all’Amministrazione comunale in merito alla convenzione di cui potranno avvalersi le cooperative edilizie osingoli soci,in regolacon il pagamento degli oneri di urbanizzazione e del costo del suolo per ottenere la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà. Allo scopo di ottenere detta trasformazione e l'eliminazione dei vincoli connessi alle originarie convenzioni, come quelli riguardanti il prezzo e le modalità di vendita dell'alloggio, potranno stipulare la convenzione le cooperative o ai singoli soci per i quali è decorso il termine di trenta anni dalla stipula della convenzio-

ne originaria. Lecooperative oi singolisoci per i quali il termine trentennale dalla stipula della originaria convenzione non è ancora spirato potranno comunque stipulare la convenzione, ma solo per conseguire la trasformazione del diritto di superficiein dirittodiproprietà; ma, perl'eliminazione deivincoli, dovranno attendere lo spirare del termine trentennale. Latrasformazione deldiritto di superficie in diritto di proprietà avverrà previo pagamento di un corrispettivo appositamente calcolato e consentirà l'eliminazione dei vincoli connessi alle originarie convenzioni.

SARÀ OPERATIVO da lunedì, a Matera, dalle 9.30, al 1° piano del Palazzo di Giustizia l'Infopoint sullo strumento della Conciliazione, frutto della collaborazione tra Camera di commercio, Tribunale e Ordine provinciale degli avvocati e procuratori. Il punto informativo, allestito dall'Ente camerale, sarà gestito per sei mesi come da protocollo di intesa tra le parti- da personale della Camera di commercio. Materiale informativo, procedure e consigli per attivare lo strumento della conciliazione saranno forniti, inizialmente, per due

giorni alla settimana. L'iniziativa, che rientra nel progetto “Conciliamo'' tende a valorizzare da un lato il ruolo della Camera di Conciliazione ed arbitrato istituita in seno all'ente camerale e, dall'altro, a valorizzare la cultura della composizione dei conflitti utile a prevenire l'ulteriore carico del Tribunale civile ma anche a definire liti pendenti, che potrebbero trovare una definizione nella sede della mediazione. Presso la Camera di commercio sarà attivo, negli orari di ufficio, un altro punto informativo sulla conciliazione, identico a

quello operativo in Tribunale. “L'Infopoint -ha detto il presidente della Provincia Angelo Tortorelli - è un punto di arrivo del progetto Conciliamo. E' un valido strumento sotto il profilo della tempistica e anche della sburocratizzazione delle procedure. Insieme al Tribunale, all'Ordine degli avvocati e procuratori e con il personale dell'ente attiveremo tutte le opportunità per far conoscere e far uilizzare appieno questo strumento nella riduzione dei contenziosi». matera@luedi.it

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Domenica 7 febbraio 2010


Agenda

Domenica 7 febbraio 2010

Open Days alla “Nicola Festa”

SI SVOLGE oggi alle ore 18 in piazza M. Bianco 12/13 l’inaugurazione del centro “Zerogravity”. Il centro si propone come contenitore di diverse attività rivolte a tutte le fasce d’età dai bambini di 2-3 anni agli adulti. Variegate le attività che potranno essere praticate: yoga, fisioterapia, massaggio terapeutico, ginnastica posturale dinamica (Fisiopilates) ginnastica dolce, ginnastica per le mamme in gravidanza, tecniche di potenziamento per gli sportivi e antigravity yoga. Quest’ultima disciplina è quanto di più innovativo c’è al momento nel panorama del fitness: c’è solo un altro centro in Italia che lo pratica, a Milano.

OPEN Days nella Scuola d’istruzione secondaria di primo grado “Nicola Festa. L’iniziativa degli Open Days si svolge oggi dalle 10,30 alle 12,30 nella sede dell’istituto, in via Lanera 59. A genitori e alunni sarà illustrata l’offerta formativa della “Nicola Festa”. Lo scopo è consentire una conoscenza più concreta e diretta delle risorse didattiche, ambientali e strumentali presenti nella Scuola d’istruzione secondaria “Nicola Festa”. Ad accogliere genitori e alunni, il dirigente scolastico Pancrazio Toscano, i docenti e il personale Ata.

 APPUNTAMENTI 

Yoga per tutte le età

 AZIONE VERDE 

 CINEMA 

Solidarietà per l’Africa

Comunale Matera - 0835334116 Avatar ore 17,00-21,00

Kennedy Matera - 0835334116

prof Michelangelo Ferrara

Paranormal Activity 17,30 -19,30 - 21,40

Duni Matera - 0835331812 Baciami ancora ore 19,00 - 21,30

Tanti auguri da tutti noi del “Quotidiano” a Michelangelo Ferrara (da Matera città dei Sassi e patrimonio dell’Umanità) per il suo ....esimo compleanno. Complimenti perchè questa è una delle tue pose migliori, ovviamente aspettiamo i soliti dolcini per festeggiarti come meriti.

E’ prorogata fino all’11 aprile prossimo al museo Ridola di Matera la mostra dedicata alla cura dei defunti nel materano tra l’età tardo antica e altomedioevale. Con questa esposizione si è dato avvio al primo di una serie di incontri destinati alla conoscenza e alla rivalutazione dell’archeologia post-antica del comprensorio materano. Perla primavoltaè statopossibile osservaredavicino evenire a contatto con tutta una collocazione dimanufatti non molto noti, che vanno da oggetti in metallo e vetro a quelli in ceramica. Grazie a questi materiali ritrovati si sono potuti ricostruire sia i rituali funerari tra IV e VII sec. d.C, che il contesto storico oltre a capire il territorio. Infatti,si èdesuntoeconstatato chelapresenzadi certireperti tra loro molto simili, nonostante la rarità dei pezzi, ritrovati in ambienti dissimili appartenenti a diverse parti dell’Italia meridionale, altro non sono che la testimonianza di una fervida attività commerciale. Il grande lavoro di ritrovamento degli oggetti scoperti lo si deve attribuire alla tenacia del fondatore del Museo Ridola, DomenicoRidola, e alla suaprimadirettrice Eleonora Bracco. Medico di professione e archeologo per passione, a lui si attribuisce la scoperta della presenza dell’uomo a Matera sin dal Paleolitico inferiore. Ridola ha infatti il merito di aver riportato in vita i segni della grande civilità della sua città, Matera, nel 1883. La mostra è aperta ogni lunedì dalle 14 alle 20 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 20.

RISTORANTI MATERA BASILICO IL CANTUCCIO IL CASINO DEL DIAVOLO IL TERRAZZINO KAPPADOR LA CANTINA DELLA BRUNA LA CANTIN DI LUCIO LA COLA COLA LE BOTTEGHE LE SPIGHE LUCANERIE OI’ MARI’ OSSIDISEPPIA TRATTORIA ANTICHI SAPORI LA TALPA RISTORANTE DA MARIO RISTORANTE VENUSIO RIVELLI SAPERE &SAPORI STANO CUCINA CASARECCIA

0835-336540 0835-332090 0835-261986 0835-332503 0835-268021 0835-335010 0835-344054 0835-336937 0835-344072 0835-388844 0835-332133 0835-346121 0835-388385 0835-386956 0835-335086 0835-336491 0835-259081 0835-311568 0835-346087 0835-344101

TRATTORIA DEL CAVEOSO TRATTORIA LUCANA BACCANTI AL FALCO GRILLAIO

Patron Antonio Matera La principessa e il ranocchio ore 17 - 18,35 Soul Kitchen ore 20,15 -22

Andrisani Montescaglioso - 0835208046 Baciami ancora ore 19 Sherlock ore 21,45

Holmes

Della Valle Ferrandina - 0835755226 Tra le nuvole 21,30

Hollywood Policoro Programmazione al botteghino

Baciami ancora OGGI dalle 18 alle 22 nella Tensostruttura di via Dei Sanniti (Serra Rifusa) “Opera Don Bonifacio Azione Verde” ha organizzato la quarta edizione della Mega festa di Carnevale. Lo scopo della manifestazione è legato alla realizzazione del Progetto Umanitario a favore dei bambini del Territorio della Diocesi Cattolica di Orlu - Nigeria. La festa in maschera è una occasione per creare un ponte di solidarietà tra i bambini materani e i bambini nigeriani. Musiche, magia, giochi, balli, zucchero filato e tante sorprese saranno gli ingredienti della festa animata da Mago Zeus, dal presentatore Saverio Pepe e dai Clown Clan che si esibiranno in uno spettacolo. Abbinata alla festa di carnevale, domani alle ore 21 si procederà all'estrazione dei biglietti della lotteria a premi. Si tratta della “Lotteria che fa sognare i bambini della Nigeria - terza edizione”. Il ricavato dalla vendita dei biglietti sarà infatti devoluto interamente ad ultimare la scuola secondaria e gli alloggi del Centro Polifunzionale in costruzione in Nigeria. Obiettivo della manifestazione di “Azione Verde”, divulgare il messaggio di solidarietà e fratellanza che l'associazione vuole trasmettere. L’associazione Azione Verde, il cui fondatore e presidente è Don Bonifacio Duru, sacerdote nigeriano della Diocesi cattolica di Orlu, in Imo State – Nigeria, è nata in Italia nel 2000. matera@luedi.it

0835-332892 0835-336117 0835-333704 0835-331128

RISTORANTI POLICORO MAGNA GRECIA 0835-980666 LA TANA DEL BLASCO 0835-973173 LO SGRANOCCHIO 0835-973964 PITTY 0835-981203 PICCADILLY 0835-981007 DA CICCIO 0835-971654 RE ARTU’ 0835-971716 CALLA 2 0835-981090 HERACLEA 0835-910144 RAGNO VERDE 0835-971736 RISTORANTI PISTICCI BORGO ANTICO 0835-583193 L’INCONTRO 0835-582467 MARACAIBO 0835-411847

RISTORAZIONE LUCANA NAPULE’

0835-581003 0835-581074

RISTORANTI NOVA SIRI E ROTONDELLA HOTEL IMPERIALE 0835- 536505 AL TORCHIO 0835-877410 AGRITURISMO LA COLLINETTA 0835-505175 GOLDEN FISCH 0835-877561 I BACCANTI WINE BAR 347-4203286 LA MANGIATOIA 0835-504440 SURIANO NICOLA 0835-504961 I TRE LIMONI 0835-556001 RISTORANTI SCANZANO JONICO TERMITITO 0835-930362 ANTICHI SAPORI 0835-954644 DUE PALME 0835-954780 FARO EUROPA 0835-950882 LE ROSE 0835-930040 LIDO SABBIA D’ORO 0835- 953140 MERLIN BLEU 0835-954458

Dieci anni di distanza ritorna al cinema l’amore di Carlo e Giulia, che ci avevano lasciato tra lacrime ed entusiasmi. Colonna sonora affidata a Jovanotti.

Avatar ENTRIAMO in questo mondo alieno attraverso gli occhi di Jake un ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle. Nonostante il suo corpo martoriato, Jake nel profondo è ancora un combattente.

Paranormal Activity KATIE e Micah sono una giovane coppia, da poco trasferitasi in un appartamento suburbano, che inzia ad essere disturbata da qualcosa nel bel mezzo della notte. Qualcosa che potrebbe essere paranormale.

NICOLAS VILLA MARY

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RISTORANTI BERNALDA PALATINUM 0835-745206 MASSERIA CARDILLO 0835-748992 MOJITO 0835-745439 FORLIANO 0835-629040 LA MASSERIA 0835-741838 LA LOCANDIERA 0835-543241 L’INCONTRO 0835-543291 AL VECCHIO FRANTOIO 0835-543546 CALLIOPE 0835-543113 RISTORANTI MIGLIONICO IL RITROVO DEL CIMA 0835-559918 TENUTA VOLPE 0835-559752 RISTORANTI TURSI PALAZZO DEI POETI

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Pisticci Il segretario cittadino del Pd interviene sul caso dell’ospedale di Tinchi

«E’ una rimodulazione confusa» PISTICCI – «Il Partito democratico di Pisticci ritiene ingiustificata la spoliazione dell’Ospedale di Tinchi fino a quando non sarà operativo il nuovo piano aziendale, pur nella consapevolezza di una necessaria riorganizzazione di cui sarebbe comunque opportuno conoscere tempi e modi». Ad affermarlo è il segretario cittadino, Enzo Montano. «Analogamente incomprensibile risulta una redistribuzione del personale a solo danno dell’organico in servizio al nosocomio di Tinchi. Se l’Azienda è unica l’eventuale rotazione del personale deve avvenire secondo regole valide per tutti. Ad esempio col parziale trasferimento, intempestivo e turbo-

lento, di parte della Chirurgia di Tinchi a Policoro, si osserva unaconfusa rimodulazione dell’organico che non riesce a individuare spazi e momenti utili ad una adeguata e proficua integrazione. Siamo convinti che il percorso della riorganizzazione, pur con le diversificazioni necessarie a garantire un servizio sanitario integrato ed efficiente, debba vedere il suo regolare svolgimento e compimento, ma non possiamo giustificare una logica che porti alla generazione di figli e figliastri. L’indispensabile contestualità dell’adeguamento dei vari presidi alle nuove destinazioni renderebbe più efficace un’opera-

zione di radicale cambiamento dell’organizzazione dell’offerta sanitaria. Al contrario, l’avvio di un percorso unidirezionale, in cui alla riduzione dei servizi si aggiunge la mortificazione delle professionalità, ci induce ad una certa diffidenza rispetto alle garanzie per la destinazione dell’Ospedale di Tinchi e più in generale rispetto alla riuscita dell’operazione di riforma della sanità. Ritengo altresì utile sottolineare – ha continuato Montano - che la prevista allocazione del Distretto della Salute (così come definito dalla legge di riforma) a Tinchi ci trova favorevoli, nella convinzione che ciò possa rappresentare una

scommessa di qualità per il futuro. Tale destinazione dovrà a nostro giudizio trovare rapida realizzazione e andrà sganciata dalla complessa definizione delle sedi delle comunità locali. La possibilità che a Tinchi venga istituita una sezione della Stella Maris è interessante e ci affascina, ma non può in nessun modo essere intesa come alternativa al Distretto della Salute, per noi imprescindibile. Non ci sottrarremo ad un confronto e ad una battaglia tesi a garantire il diritto ad una sanità di qualità, moderna e uguale per tutti, senza indugiare in inutili e dannose tentazioni demagogiche. Voglio esprimere preoc-

L’ingresso dell’ospedale di Tinchi

cupazione per i ritardi nella ristrutturazione e nell’adeguamento alle norme di sicurezza del Distretto di Pisticci Centro, temporaneamente trasferito presso i locali dell’ospedale di Tinchi. Sollecitiamo, pertanto, i proprie-

tari dell’immobile – ha concluso il segretario del Pd pisticcese - ad accelerare i lavori e invitiamo il Comune a predisporre un servizio navetta da Pisticci a Tinchi». Pierantonio Lutrelli provinciamt@luedi.it

Montescaglioso L’ex scuola rurale ha aperto i battenti dopo un lavoro di restauro

A Pianelle i testimoni della storia Inaugurato il Centro di documentazione della Riforma agraria dell’Ente Parco MONTESCAGLIOSO - Dopo diversi anni di abbandono, contrada Pianelle. Nell'ex scuola rurale, infatti, è stato inaugurato il Centro Visite e il Centro di Documentazione sulla Riforma Agraria e sul patrimonio rupestre lucano. All'interno del locale è possibile ammirare articoli giornalistici, fotografie e documenti d'epoca che testimoniano l'epoca del brigantaggio e delle lotte contadine che hanno visto proprio Montescaglioso tra i centri più attivi, momento storico di cui è stata recentemente celebrata la sessantesima ricorrenza. Nella stessa occasione è stata organizzata, in collaborazione con il Cea (Centro di Educazione Ambientale) di Montescaglioso e le classi della scuola elementare di Matera e Montescaglioso, “La festa degli Alberi”, con piantumazione di alcuni alberi da parte degli alunni. Erano presenti il senatore Filippo Bubbico, il presidente ed il consigliere provinciale di Matera, Franco Stella e Angelo Garbellano, il vice sindaco di Montescaglioso Fabio Disabato con l'assessore all'ambiente Antonio Quarato e la presidente di Consiglio comunale Anna Martinelli, il presidente dell'Ente Parco Murgia Materana Roberto Cifarelli, don Domenico Monaciello della Parrocchia di S. Lucia. Il taglio del nastro è stato affidato al sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di Montescaglioso, Dora Mazzoccoli, insieme ad un'alun-

na della scuola materana. Nel corso della manifestazione è stato presentato il quaderno “Matera e Montescaglioso tra lotte contadine e riforma agraria”, curato da Luigi Verdone. Cifarelli, nel suo intervento, ha spiegato che si tratta di un centro visite, per l'educazione ambientale e la ricerca documentaria. Uno degli obiettivi è il recupero delle strutture per l'avvio di un turismo culturale e ambientale, quale alternativa a quella balneare. Il presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, ha evidenziato il lavoro svolto dalla Provincia, dal Comune di Montescaglioso e dal Parco Murgia Materana per lo sviluppo del turismo ambientale. Il senatore Filippo Bubbico ha voluto replicare a quanti ritengono inutili i fondi da destinare ai parchi, evidenziando come il Parco Murgia materana e quello di Gallipoli Cognato diano continuamente dimostrazione di saper lavorare in maniera soddisfacente nonostante non ricevano risorse elevate. «Circoli virtuosi che si riescono ad innescare la giusta promozione per lo sviluppo». Oggi, intanto, è prevista una passeggiata nel Parco della Murgia materana: un percorso a piedi e in bicicletta nella pista campestre che da Parco dei Monaci conduce a Villaggio Pianelleattraverso il vecchio tracciato delle Ferrovie Calabro Lucane. Michele Marchitelli provinciamt@luedi.it

SOLIDARIETA’ Fondi per Haiti Anche l'Unicef di Ferrandina si mobilita per portare aiuto ai sopravvissuti del terremoto di Haiti. Dopo aver promosso una raccolta fondi nelle scuole cittadine di ogni ordine e grado, a cui gli studenti ferrandinesi hanno risposto con grande generosità, l'iniziativa benefica dell'Unicef prosegue nelle piazze. Due i punti raccolta fondi che i volontari allestiranno, a partire da stamattina, per quattro domeniche consecutive: uno in piazza De Gasperi, luogo di ritrovo dei giovani, e l'altro in piazza Plebiscito, cuore della vita pubblica cittadina. Per le disastrose conseguenze del sisma, circa 2 milioni sono i bambini a rischio di sopravvivenza. Bambini disperati. Feriti nel corpo e nell'anima. Separati dalle loro famiglie. Orfani. Obiettivo dell'Unicef è offrire loro una speranza di rinascita, assicurandogli attraverso la fornitura di ben i di prima necessità, acqua e vaccini la possibilità di non sopravvivere alle malattie, dopo essere sopravvissuti al terremoto. mar.aga

Pomarico Ripercorrono la vicenda familiare e denunciano alcune ingiustizie

La protesta on line degli Uricchio POMARICO - “Gli amministratori di Pomarico sono tutti cattivi”. L'assioma piace tantissimo a Paolo Uricchio. Il sito di Paolo Uricchio supera gli undicimila visitatori. Non vi ricordate di Paolo Uricchio? La memoria vada, tanto per cominciare e per fare un esempio, a mesi or sono, quando Uricchio piazzò dei water sul suo terreno. Ovvero nel quartiere Aldo Moro, di fronte alle attività commercialila cuinascitacontesta ea pochi metri dalla strada provinciale che permette d'entrare e uscire dal centro abitato. Lo spazio telematico di Paolo Uricchio propone, innanzitutto, e a parte termini che non è il caso di riportare in quanto mai accertati dalla magistratura, Pomarico come “Un simbolo del malessere

italiano e del Meridione”. Ma, sicuramente, una delle cose per le quali Paolo Uricchio non teme è il linguaggio a dir poco duro utilizzato. Tanto da mettere nella home page dello spazio: “Gentili visitatori di questo sito, volete scoprire i veri confini tra mafia, criminalitá organizzata e pubblica amministrazione in Italia?”. Incipit a dir poco chiaro. Però, per far tornare la mente a posizionarsi sulla questione che ha fatto partire le ormai antiche lamentazioni dell'Uricchio, è necessario riprendere il suo caso. E il cronista, in questo caso, si permette d'usare parole dello stesso autore delle proteste: “Siamo la famiglia Uricchio, una famiglia numerosa composta da 9 persone, padre madre e sette figli. Una famigliadi emigra-

ti. Una famiglia di gente onesta, cosa che in Italia è diventata una rarità. Siamo emigrati nel 1958 da Pomarico (Provincia di Matera) a Monaco di Baviera, Germania, perché a Pomarico non c'era nemmeno il pane per campare per una famiglia numerosa. L'ironia del caso vuole, che il capofamiglia, Uricchio Antonio è stato decorato dallo Stato Italiano al valore per meriti di guerra contro la Germania Nazista. Abbiamo acquistato a Pomarico ca. 10.000 mq di terreno in una zona, dove, con la Legge 167, doveva nascere un nuovo centro. Abbiamo quindi costruito a Pomarico, tra mille difficoltà e ostacoli, una casa e presentato progettidi sviluppo per creare lavoro autonomo. Leggete su questo sito co-

me questo ha portato al massacro della famiglia Uricchio, al saccheggio della proprietà acquistata a Pomarico ed al completo azzeramento del valore commerciale della stessa proprietà (...). Pensate che per isolarci e per metterci in gravissimo pericolo hanno ammodernato in casa nostra la Strada Provinciale, che costeggia la proprietà Uricchio a Pomarico. Il Sig. Uricchio Antonio, di conseguenza, è morto nel 1992 in un incidente stradale, davanti casa e sulla strada ammodernata”. Con accuse a praticamente tutte le Amministrazioni succedutesi. Le lamentele di Uricchio Paolo mai sono state recepite dalle istituzioni. Nessuna risposta. Nunzio Festa provinciamt@luedi.it

Dall’associazione intitolata a Nicola Lisanti

Da Ferrandina a Barisciano sette scaffali nuovi per la biblioteca

La consegna degli scaffali della bibilioteca (foto Scattino)

FERRANDINA - E' stata una festa di solidarietà e amicizia. Ad accogliere la delegazione dell'associazione “Per non dimenticare NicolaLisanti”il sorrisoe l'entusiasmodei 106 piccoli alunni dell'Istituto comprensivo di Barisciano, a cui sonostate consegnatesette librerienuove dizecca eun televisore 32 pollici per le attività multimediali. Insieme a loro la dirigente scolastica Rosa Quintina, le insegnanti e il sindaco del piccolo centro abruzzese Domenico Panone. Dopo le lacrime per i due edifici che ospitavano materne, elementari e medie resi inagibili dal terribile sisma del 6 aprile 2009, per gli alunni della scuola di Barisciano un sogno che diventa realtà: riavereuna scuola tutta nuova, accogliente e soprattutto sicura. Merito della Regione Piemonte che, dopo aver messo a disposizione i mezzi della protezione civile e l'aiuto dei volontari, si è fatta carico per intero della ricostruzione, realizzando una struttura di ben 850 metri quadrati. Ad appena due settimane dell'inaugurazione, il “regalo”dell'associazione di Ferrandina intitolata all'ex comandante della polizia municipale Nicola Lisanti, scomparso in un tragico incidente il 17 luglio 2004, insieme ai figli Francesco e Rocco, e al suocero Rocco D'Onofrio. La delegazione, guidata dalla presidente Rosa Luongo, composta dal comandante dei vigili Pasquale Sinisi, Franco Cristallo, Saverio Cosentino, Vincenzo La guardia e Rocco Scattino, è arrivata giovedì mattina con un furgone carico di mensole, scaffali e arredi per la biblioteca dell'Istituto e renderla finalmente fruibile. I fondi destinati alla borsa di studio “Noi e la strada”, istituita dall'associazione per educare i ragazzi alla guida sicura, quest'anno per volontà anche della vedova Antonietta, sono stati destinati ad una causa nobile: far rifiorire la vita e la speranza nelle terre d'Abruzzo martoriate dal terremoto. Il modo migliore per onorare la memoria della famiglia Lisanti, strappata alla vita dal terribile rogo di Fiano Romano sull'A1. A sancire l'amicizia non potevano mancare i “sospiri”di Ferrandina, che hanno consentito di chiudere in “dolcezza”una giornata indimenticabile. Margherita Agata m.agata@luedi.it

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Irsina Manieri e Sabatiello della juniores tornavano a casa

Scontro sulla Bradanica feriti due giocatori del Matera IRSINA - Potrebbe essere stata una manovra azzardata la causa dell’incidente che ieri sera ha provocato lo scontro tra due Golf bianche, nei pressi della diga del Basentello sulla 655 Bradanica al chilometro 105+300, su una delle quali viaggiavano Davide Manieri e Michele Sabatiello due giocatori della Juniores del Matera calcio, che avevano appena concluso l’incontro con l’Hinterreggio vincendo per 2-1. Il gol decisivo è stato firmato proprio da Manieri. I due giovani sono stati appena convocati nella rappresentativa juniores del girone H che si riunirà mercoledì prossimo a Francavilla Fontana, nel brindisino.

Durante il viaggio di ritorno verso Venosa, città della quale sono originari, i due ragazzi, in auto con i genitori procedevano dietro l’auto su cui si trovavano tre componenti della famiglia Milano di Irsina. Per cause ancora da accertare l’auto ha svoltato verso una piazzola di sosta in direzione opposta. Impossibile per la vettura dei due giocatori, evitare l’impatto che è stato improvviso ma, per fortuna, non ha provocato feriti gravi. Sette delle otto persone che si trovavano nelle due auto sono state ricoverate all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera per le ferite lievi riportate nello scontro.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia e dei Vigili del fuoco di Matera e i carabinieri di Irsina. Complicate, nella prima fase, le operazioni dal momento che la zona non è coperta da segnale telefonico. L’allarme, infatti, è stato lanciato da un automobilista di passaggio che ha dovuto percorrere alcuni chilometri prima di riuscire a prendere la linea e chiedere aiuto. Il tratto di strada in cui è avvenuto l’incidente è un rettilineo in cui, però, gli accessi interpoderali abusivi, ricavati in aree di sosta, sono numerosi. Antonella Ciervo a.ciervo@luedi.it

Da sinistra: Davide Manieri e Michele Sabatiello durante la partita di ieri

Tricarico «Stanziamenti fermi al triennio 2000/2002, Comuni costretti a razionalizzare i servizi»

«Più risorse per anziani e minori» La richiesta del presidente della Comunità Montana Auletta a De Filippo TRICARICO - Con una lettera inviata a fine gennaio il Commissario della Comunità Montana Medio Basento, Franco Auletta, ha richiesto al Presidente della Giunta Regionaledi Basilicataunincremento delle risorse per l'assistenza domiciliare per anziani, portatori di handicap e minori. Franco Auletta ricorda e fa presente che: «da alcuni anni è stata attivata nei nostri comuni l'assistenza domiciliare in favore di minori che vivono situazioni di disagio, anziani e portatori di handicap. I servizi, finanziati dalla Regione, rientrano nei Piani Sociali di Zona e sono gestiti per ambiti territoriali mediante il ricorso a soggetti esterni. Il nostro Ambito Sociale di Zona è il “Basento - Bradano” e comprende otto comuni Calciano, Garaguso, Grassano, Grottole, Ferrandina, Oliveto Lucano, Salandra e Tricarico. I vari servizi, dopo un avvio difficoltoso dovuto anche alle resistenze ad avere “persone

estranee”in casa, si sono radicati nelle comunità e le richieste di fruizione degli stessi sono divenute sempre più consistenti. Le famiglie hanno sentito la vicinanza dell'ente pubblico nel condividere le situazioni di difficoltà che erano chiamate a gestire. Al sollievo delle famiglie è seguita anche una discreta occupazione, seppur precaria e part-time, comunque, utilissima per il pagamento delle bollette e per far fronte alle spese quotidiane. Il lavoro, soprattutto nel campo dei minori, riguarda anche giovani laureati. Un modo concreto per “fermare” un po' di giovani nelle nostre piccole comunità. Ad un certo punto, i comuni hanno dovuto fare i conti con le risorse finanziarie rivelatesi del tutto insufficienti per soddisfare la crescente domanda di servizi». Poi Auletta entra nel merito delle risorse: «Le risorse regionali, per i quindici Ambiti Sociali di Zona, ammontano a

Franco Auletta

euro 10.548.549,38 e sono ferme agli stanziamenti previsti nel triennio 2000/2002, quindi da circa 10 anni. In questo arco di tempo la società è profondamente mutata nel-

le sue componenti umane, con l'aumento della componente anziana che, ora, registra una percentuale di circa il 25% sul totale della popolazione. I comuni, di conseguenza, sono

stati costretti a razionalizzare i servizi per contenerli nei modesti importi assegnati agli Ambiti di Zona. L'Ambito “Basento - Bradano” ha un fondo storico annuo di euro 515.000 da ripartire per i vari settori, disagio giovanile, minori, anziani, handicap. A partire dal mese di gennaio di quest'anno, inoltre, viene chiesta alle famiglie una contribuzione per fasce di reddito, persino per il servizio di assistenza erogato ai portatori di handicap con connotazione di gravità». Poi le considerazioni riguardanti soprattutto l'area Basento - Bradano: «Tutto ciò ha creato malcontento, sfiducia e ribellione anche perché le famiglie non sempre sono nelle condizioni di poter gestire, sotto il profilo economico, tali difficili situazioni. Il disagio sempre crescente ha portato ad una petizione popolare da parte di un gruppo di cittadini diretta a sensibilizzare le istituzioni competenti, in primis la Regione Basilicata, a dare

maggiore risalto alla questione sociale destinando più risorse per l'assistenza domiciliare. I servizi alla persona devono costituire una priorità nei programmi di governo degli enti territoriali ed in primo luogo della Regione». A chiudere la richiesta vera e propria: «A dire il vero, ho riscontrato grande sensibilità sul tema nei rappresentanti istituzionali della regione Basilicata. Nell'incontro avuto, giorni fa, con Marcello Pittella, presidente della IV commissione consiliare “Politiche Sociali”, ho appreso che già da quest'anno vi sarà un incremento del fondo regionale di circa un milione di euro (10% in più). Ma, l'incremento è del tutto insufficiente. Occorre un maggiore sforzo finanziario per portare le risorse ad almeno 15.000.000 euro e mi auguro che intorno a tale problema vi sia la convergenza di tutte le forze politiche». Paolo Paradiso provinciamt@luedi.it

Ricordate le attività principali, da “Campagna amica” alla filiera corta

Coldiretti, taglio del nastro per la nuova sede di Grassano

GRASSANO - E' stata inaugurata ieri, alla presenza dei massimi esponenti provinciali e regionali della Coldiretti , la nuove sede cittadina, nella centrale strada del paese via Meridionale, e affidata al giovane Francesco Lomurno. Prima dell'inaugurazione un dibattitosu tematichedi interessedel mondo agricolo a cui hanno preso

la sezione Coldiretti di Garaguso. I relatori dell'incontro hanno approfondito la normativa europea per i finanziamenti agli agricoltori e nello specifico quanto previsto dall'articolo 68 gli aiuti al reddito agricolo per la rotazione delle colture nei tre anni consecutivi. Inoltre la Coldiretti ha voluto evidenziare le azioni messe in campo nei mesi Un scorsi si tratta dell'iniziativa “Cammomento dell’incontro pagna amica” che ha visto coinvolto il mondo della scuola dove è stata Coldiretti data la possibilità di fare promozione dei prodotti del nostro territorio parte l'assessore alle attività pro- agli alunni; e l'impegno preso data duttive del comune di Grassano Do- l'esperienza positiva dei mesi scorsi menico Zacchei, il presidente Re- è stato quello di volere incrementagionale Coldiretti Giorgio Quarto, re le iniziative su tutte le piazze del il direttore regionale Giuseppe territorio regionale della cosiddetBrillante, il responsabile provin- ta “filiera corta”, la vendita diretta ciale del patronato Epac Simone dei prodotti evitando più passaggi Ferrucci, il dottor Petronella del Di- per ridurre il prezzo finale di merpartimento Agricoltura della Re- cato a vantaggio dei consumatori. «Il mio impegno - ha commentato gione Basilicata e Grazia Marra del-

Francesco Lomurno il neo responsabile della Coldiretti di Grassano sarà quello di ripristinare un servizio che era stato interrotto diversi anni fa. Mi rendo conto delle difficoltà che incontrerò perché, con la chiusura della sezione, gli agricoltori si sono visti costretti ad aderire ad altre sigle per ricevere informazioni e per la gestione delle proprie pratiche, intanto cercherò di partire con quello che ho trovato garantendo il mio impegno anche ad alcuni paesi limitrofi Tricarico Grottole e Calciano». Quali dunque le esigenze degli agricoltori, e quali le risposte? «Quelle che sono le esigenze degli agricoltori le so per esperienza personale in quanto provengo anch'io da una famiglia che conduce alcuni ettari di terreni. La certezza, a mio avviso, di quello che viene detto agli agricoltori è fondamentale, ma questo non dipende da noi operato-

ri del settore in quanto noi stessi ci affidiamo al Dipartimento Regionale al ramo, che allo stesso tempo si trova a dover gestire un'applicazione diversa da quanto programmato fino alla liquidazione dei finanziamenti per un sistema burocratico complicato». Quindi secondo lei la categoria è abbandonata a se stessa? «Questo è vero in parte in quanto il Dipartimento Agricoltura sta mostrando interesse al settore e sto pensando ai bandi PSR 2007/2013, che prevede incentivi proprio ai giovani imprenditori agricoli, ma manca il passaggio successivo vale a dire quello dell'immediatezza dell'espletamento delle pratiche , di vitale importanza per gli agricoltori perché a volte un finanziamento arriva quando ormai le aziende sono al limite delle proprie risorse». Giovanni Spadafino provinciamt@luedi.it

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POLICORO - Prove tecniche di “dialogo” tra Collina materana e Metapontino. I Comuni della costa jonica lucana e quelli dell'entroterra materano cominciano ad usare lo stesso linguaggio in termini di programmazione; e lo fanno grazie al Programma Operativo Fesr 2007/2013 che con il Piano di offerta integrata di servizi (P.O.I.S.) dell'asse VI “inclusione sociale”, indica la possibilità di mettere in campo una serie di interventi da attuare in favore delle popolazioni locali, con un occhio particolare verso i più deboli. E la partnership sottoscritta dall'ambito Metapontino -Collina Materana, composto da 17 comuni (Accettura, Alino, Cirigliano, Colobraro, Craco, Gorgoglione, Montalbano, Pisticci, Policoro, Rotondella, San Giorgio

Policoro Il Comune è capofila del gruppo dei Pois che riuniscono 17 municipalità

Oltre 13 milioni per i servizi sociali Lucano, San Mauro Forte, Scanzano jonico, Stigliano, Tursi e Valsinni, dalla Provincia di Matera e dall'Asm (Azienda sanitaria di Matera), ha dato una grande prova di concertazione e sensibilità nei confronti di anziani, disabili, minori, giovani e studenti. Poco più di 13 milioni di euro da spalmare su 4 assi di intervento (socio-sanitario, socioassistenziale, servizi per la comunità e allungamento dei tempi di apertura delle scuole), tenendo conto di due fattori fondamentali: la popolazione residente in ciascun comune dell'Ambi-

to e il tasso di spopolamento nei Comuni dell'entroterra. Metodologia unanimemente condivisa dai componenti della partnership, soprattutto dai sindaci dei piccoli centri, che hanno dato atto ai Comuni più grandi, in primis Policoro, capofila dell'Ambito, della sensibilità manifestata nei confronti delle popolazioni dell'entroterra. «E' stata una grande prova di confronto e partecipazione -ha sottolineato l'assessore alle Politiche sociali nonché vice sindaco di Policoro Rocco Leone- che ha portato ad una condivisione in termini di ripar-

tizione e programmazione. Dopo una mappatura demografica ed infrastrutturale, abbiamo fatto fronte comune per individuare le esigenze del territorio, con l'idea di realizzare, in particolare, case-famiglia per anziani, prevalentemente nell'entroterra, per disabili, lungo la costa jonica; ma anche spazi ricreativi, sportivi e culturali equamente spalmati sull'intero territorio; e, con l'aiuto dell'Asm, Punti sanitari spalmati in maniera capillare in ogni Comune dell'Ambito». Con la sperimentazione della

proposta alla Regione Basilicata, si apre la fase negoziale che porterà, salvo qualche piccola variazione di natura logistica, alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma tra Regione e Policoro, comune capofila, che darà ufficialmente il via ai lavori. provinciamt@luedi.it

Montalbano L’assessore Santochirico: «Spero che si approvi definitivamente il provvedimento»

I calanchi presto riserva naturale La Regione ha approvato il disegno di legge che tutela l’area di Tempa Petrolla POTENZA - La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, ha approvato il disegno di legge riguardante la istituzione della riserva naturale speciale “Calanchi di Montalbano Jonico. La Riserva naturale interesserà “Tempa Petrolla”, un’area che ricade sul versante occidentale della collina di Montalbano, e che racchiude un importante patrimonio anche dal punto di vista scientifico, essendosi formato nell’arco di oltre un milione di anni. `«Con questo provvedimento – dichiara Santochirico – la Regione compie un altro passo decisivo verso la definitiva tutela e verso il recupero e la riqualificazione di un paesaggio suggestivo, che integri conservazione e sviluppo. Il geosito di ‘Tempa Petrolla’ è, in effetti, un condensato di storia, economia e natura, e con l’istituzione della Riserva naturale diventerà anche unluogodi ricerca,laboratorioin cui la salvaguardia dell’ambiente si unisce alla ricerca di nuove strade per lo sviluppo. La Riserva naturale dei Calanchi – ha aggiunto Santochirico - si inserisce in una strategia di sistema per pianificare lo sviluppo sostenibile. Tra le colline di Montalbano, infatti, è possibile realizzare un modello che potrà essere valido ancheperil territoriocircostante,in grado di coniugare la tutela dell’ambiente con la crescita economica dellepopolazioni residen-

Montalbano, il sindaco precisa In riferimento alla notizia pubblicata dal Quotidiano, circa l'attribuzione della carica di vicesindaco all'assessore Salvatore Gentile all'interno della coalizione del centro-destra, il Coordinatore cittadino del Pdl di Montalbano, nonchè sindaco, Leonardo Giordano, precisa che la notizia è del tutto priva di fondamento. Al momento, inoltre, si legge nella nota diffusa dal Comune della cittadina, si è elaborato il programma, si sono individuati i criteri di massima circa la nomina dei componenti dell'esecutivo, si è nominata la commissione che dovrà predisporre la bozza di lista. Nulla si è deciso sulla carica di Vice-Sindaco e infine i criteri di massima verranno definiti prima della presentazione della lista e chiunque, tra i componenti della lista, rientrando in quei criteri, potrà aspirare a questa carica. provinciamt@luedi.it ti. Elementi centrali di questo modello di sviluppo sono l’agricoltura, il turismo naturalistico, i servizi ambientali, i centri di animazione culturale. Un primo e importante passo per la salvaguardia di unambiente naturale fragile, con il quale si dà ulteriore impulso ad una riflessione complessiva sulle scelte che potranno riguardare un’area protetta più vasta nel suggestivo paesaggio dei Calanchi. I calanchi – aggiunge Santochirico - rappresentano una risorsa di notevole importanza scientifica e naturalistica. I peculiari aspetti stratigrafico-paleontologici consentono di inquadrarli in un preciso contesto di dinami-

ca paleo-ambientale durante il Pleistocene inferiore-medio. L’istituzione dell’Area Protetta consentirebbe la bonifica delle piccole discariche abusive che deturpano i calanchi, recuperando un ambiente di alto pregio, oggi notevolmente degradato. L’individuazione di percorsi geologicoculturali tra i calanchi e l’inserimento di aree di sosta attrezzate con pannelli illustrativi delle problematiche geologiche più peculiari permetterebbero l’utilizzo del territorio finalizzato a scopi educativo-didattici e divulgativi per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza della protezione e valorizzazione

Policoro Incontro fra assessore Carbone, sindacati e produttori

«Servono mattatoi nuovi» POLICORO - L'assessore comunale all'Agricoltura, Saverio Carbone, ha incontrato istituzionalmente: sindacati agricoli, Apa (Associazione provinciale allevatori), amministratori del comprensorio e collina materana, compresa la Comunità montana del Basso Sinni e rappresentanti dell'Asm, dopo l'ultimo sequestro in ordine cronologico dell'ex mattatoio comunale di Policoro con le relative carni pronte al macello. «Dall'incontro è emersa la necessità, manifestata da tutti gli interlocutori -sostiene l’assessore Carbonedella costruzione di mattatoi in provincia di Matera dove ad oggi non ce n'è nemmeno uno, con gravi disagi per i tanti allevatori provinciali e soprattutto dell'entroterra materano che vivono di zootecnia, tra cui ci sono anche alcune aziende molto al-

l'avanguardia, non potendo coltivare, per ragioni morfologiche dei territori e condizioni meteo, ortofrutta. E su questo tema anche la Coldiretti si è schierata a favore degli allevatori in maniera responsabile anche per un secondo motivo. «I mattatoi ex novo, di cui noi chiediamo la costruzione in località facilmente raggiungibili - spiegano infatti i rappresentanti della associazione - sono il baluardo della carne di qualità e certificata contro le contraffazioni di importazioni di bovini, suini, ovini e quant'altro da Paesi soprattutto fuori dall'Ue, che spesso spacciano carne geneticamente controllata con quella “gonfiata”da anabollizanti o addirittura contaminata che causano infezioni mortali (vedi afta epizootica)». provinciamt@luedi.it

del patrimonio geologico. Gli scenari paesaggistici di notevole pregio e suggestione, unitamente agli innumerevoli reperti fossili, rendono quest’area un museo a cielo aperto». L’area da sottoporre a protezione sarà delimitata da cartelli segnaletici da parte dell’Amministrazione provinciale di Matera. Il provvedimento, inoltre fissa i divieti e gli obblighi insorgenti con l’istituzione della riserva e detta gli aspetti riguardanti la gestione della riserva che è delegata alla Provincia di Matera per quel che concerne gli aspetti amministrativi e pianificatori, mentre al Comune di Montalbano è affidata la gestione operativa. L’Amministrazione Provinciale provvederà ad elaborare il programma di gestione territoriale, integrato dai regolamenti applicativi, individuando gli interventi necessari a favorire le finalità istitutive della riserva; esso ha validità quinquennale ed è oggetto di aggiornamento ed integrazioni, nonché di eventuale riprogettazione. Esso prevede, inoltre che l’Amministrazione regionale si sostituisca all’Ente gestore, in caso di inerzia, e proceda alla redazione, adozione ed approvazione dello stesso. «L’auspicio è che ora – conclude Santochirico – il Consiglio regionale approvi definitivamente il provvedimento nell’ultima seduta di questa legislatura». provinciamt@luedi.it

Minori con hashish scoperti a Policoro POLICORO - Operazione di controllo del territorio dei carabinieri della compagnia di Policoro che ieri ha portato alla segnalazione di due minori, che, fermati e sottoposti a controllo, sono stati sorpresi in possesso di 10 grammi circa di hashish. Per loro è così scattata la segnalazione presso la Prefettura di Matera, mentre la droga è stata sequestrata. L’'attività di contrasto svolta dai carabinieri nell'intera provincia di Matera riguarda il fenomeno dello spaccio di droga, ma, anche e soprattutto, l'uso di stupefacenti da parte dei giovani, spesso minori dei 18 anni. In tale contesto, oltre ai quotidiani servizi volti a rintracciare e bloccare i canali di approvvigionamento della droga sia da parte dei piccoli spacciatori che da parte dei gruppi meglio organizzati, spesso suggellati con l'arresto degli autori in flagranza o con l'esecuzione di provvedimenti restrittivi, l'Arma di Matera è impegnata in un costante monitoraggio di tutte quelle località dove maggiore è la presenza di giovani e, di conseguenza, maggiore diviene il rischio di possibili infiltrazioni di soggetti dediti alla spaccio.

Montalbano Distretto salute

Capigruppo e sindaco contro la Asm

Il centro storico di Montalbano

MONTALBANO - Si è riunita la conferenza dei capigruppo di Montalbano Jonico per discutere della sede del Distretto della Salute. La Legge Regionale sul riordino del sistema sanitario - si legge in una nota - prevede che di norma tali istituzioni debbano essere allocate presso le sedi di Aziende sanitarie soppresse, salvo diversa determinazione della conferenza dei sindaci. La conferenza dei capigruppo consiliari, presieduta dal sindaco Leonardo Giordano, all'unanimità, ha condannato la pesante interferenza che sui sindaci e, contrariamente a quanto prevede la legge regionale, sta esercitando il direttore dell'Asm Matera Vito Gaudiano, il quale non perde occasione per esternare su cose che non sono di sua competenza. A novembre la conferenza dei capigruppo aveva chiesto al Commissario Prefettizio di Matera di essere ricevuta per esaminare, la questione con l’assessore regionale. Agliinizi didicembre questiaveva risposto che, in attesa della determinazione dei limiti delle comunità locali è praticamente vano affrontare l'argomento poichè il territorio di competenza dei distretti della salute coincide con quello delle Comunità Locali equesta tesigli erastata prospettata dallo stesso Direttore Generale dell'Asm. Questo fa pensare che quindi ogni decisione verrà presa dopo le elezioni e dopo che si saranno definiti gli ambiti delle comunità locali. «Ogniipotesi che alla dataodierna si prospetta - ha affermato il Sindaco Giordano - è purapropaganda elettorale, "captatio benevolentiae" dell'elettorato. E' strano che poi la consigliere regionale Adeltina Salierno che ha contribuito alla stesura della LeggeRegionale adesso,persoli scopielettorali si pronunci in contrapposizione alla legge». In conclusione la Conferenza dei Capigruppo eil sindaco hannoespresso solidarietà al comitato civico di Pisticci che rivendica per l'ospedale di Tinchi un destino migliore rispetto a quello di "scadere" in semplice Distretto della Salute. provinciamt@luedi.it

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Domenica 7 febbraio 2010


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Domenica 7 febbraio 2010

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Serie A Ancora senza vittorie la Vecchia Signora Del Piero raggiunge Boniperti a quota 444 Felipe Melo espulso nel finale di gara

La Juve non decolla a Livorno Filippini lancia i labronici, Legrottaglie sigla il pari per i bianconeri LIVORNO JUVENTUS

NAZIONALE

1 1

Addio agli oriundi Il ct Marcello Lippi “allontana” Amauri

LIVORNO (3-5-2): Rubinho 6; Perticone 6, Knezevic 6, Diniz 6; Raimondi 6 (15'st Marchini 6), Pulzetti 6.5 (36'st Moro sv), Mozart 6, A.Filippini 6.5, Vitale 7; Bellucci 6 (41'st Di Gennaro sv), Lucarelli 6. In panchina: De Lucia, Bergvold, Bernardini, Danilevicius. Allenatore: Cosmi 6 JUVENTUS (3-4-1-2): Buffon 6; Legrottaglie 6, Cannavaro 5.5 (6'st Zebina 5.5), Chiellini 6; Caceres 6, Candreva 6, Felipe Melo 5, Grosso 5.5 (30'st De Ceglie 5.5); Diego 6; Amauri 5.5, Del Piero 6 (39'st Giandonato sv). In panchina: Manninger, Marrone, Giovinco, Paolucci. Allenatore: Zaccheroni 6 ARBITRO: Brighi di Cesena 6 RETI: 26'pt Filippini, 42'pt Legrottaglie NOTE: Serata fredda, terreno in buone condizioni. Spettatori: 15mila circa. Espulso al 37'st Felipe Melo per doppia ammonizione. Ammoniti: Mozart, Cannavaro, Perticone, Lucarelli. Angoli: 5-3 per la Juventus. Recupero: 2'; 5'. di FRANCO ZUCCALA' LIVORNO – Ancora una delusione, la Juve. È cambiato l'allenatore, ma nelle sue due prime partite sono arrivati due pareggi non esaltanti. Il Livorno ha giocato meglio per una mezzora e il gol di Filippini (1,68, il più piccolo) ha messo in apprensione Zaccheroni che non ha visto certo la miglior Juve, in campo. Il pareggio di Legrottaglie, sempre di testa, ha rasserenato il nuovo tecnico bianconero. Nella ripresa la Juve è cresciuta, ma non è riuscita a segnare, anzi... L’espulsione di Melo l’ha costretta a difendere il pareggio. Il Livorno, dopo aver strappato un punto al Milan a San Siro, ha quindi tenuto testa alla Juventus. Zaccheroni in pochi giorni non è riuscito a dare un carattere vincente alla squadra bianconera. Il problema sta a monte: evidentemente non era stata molto azzeccata la campagna acquisti, poi i molto infortuni e una serie di risultati infelici hanno portato al cambio della panchina;

Filippini festeggiato da Bellucci sotto lo sguardo di Amauri. In alto Zac e Del Piero

ma finora, con la nuova guida, progressi se ne sono visti pochi. Si, l’impegno non è mancato, ma proprio questo è preoccupante: alla Juve scricchiolano evidentemente le basi e solo il recupero di tutti gli infortunati potrà dare a Zaccheroni la possibilità di lavorare con profitto. Per ora la Champions, traguardo minimo del club bianconero, sembra lontana, mentre con quest’altro buon risultato il Livorno può sperare con maggiori probabilità nella salvezza. Zac, privo degli squalificati Grygera e Sissoko, ha recuperato Buffon, Caceres e Grosso (esterni di centrocampo, entrambi non in grande serata). Difesa a tre con Legrottaglie (bene), Cannavaro (così co-

sì) e Chiellini (si è visto poco), mentre in mezzo ha dato fiducia a Candreva (ex molto atteso e efficace) e Melo (espulso: irruento). Lo stesso ha fatto in attacco con Diego (poco appariscente) dietro Amauri, isolato come Del Piero, che ha giocato la gara n.444 in bianconero raggiungendo il mitico Giampiero Boniperti. Il Livorno ha fatto centro su respinta juventina, dalla sinistra Vitale ha messo in mezzo e Grosso si è fatto anticipare da Filippini che – Pollicino fra i giganti- di testa ha insaccato. Al 42', Diego su punizione ha trovato la testa di Legrottaglie che ha pareggiato il conto. Altra Juve nella ripresa: più veloce, pericolosa, poi il rosso di Melo e qualche rischio.

Il Parma va ko al “Barbera”. In gol anche Cavani e Biabiany

Simplicio rialza il Palermo PALERMO PARMA

2 1

PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6; Cassani 6, Kjaer 6.5, Goian 6, Balzaretti 6.5; Migliaccio 5.5, Nocerino 5.5, Bresciano 6 (36' st simplicio 6.5); Pastore 7 (47' st Blasi); Cavani 6.5, Miccoli 6. In panchina: Benussi, Calderoni, Bertolo, Hernandez, Budan. Allenatore: Rossi 6 PARMA (3-5-1-1): Mirante 6; Zaccardo 6, Panucci 6, Paci 6; Valiani 6, Dzemaili 6 (31' st Lunardini 6), Morrone 6, Galloppa 6 (43' st Bojinov sv), Castellini 6; Jimenez 5.5 (16' st Lanzafame 6); Biabiany 5.5. In panchina: Pavarini, Dellafiore, Antonelli, Lucarelli,

Lanzafame. Allenatore: Guidolin 6 ARBITRO: Pierpaoli di Firenze 4 RETI: 17’st Cavani, 29’st Biabiany, 42’ st Simplicio NOTE: spettatori: 22.252 per un incasso di 295.429,00 euro. Angoli: 6-5 per il Palermo. Ammoniti: Miccoli, Mirante, Panucci, Paci, Nocerino. Recupero: 1’ pt; 3’ st. PALERMO – Il Palermo riprende la corsa per l’Europa e dopo lo stop di Bari supera al “Barbera” il Parma dell’ex Guidolin per 2-1. Il successo è meritato e va alla squadra che lo ha cercato con insistenza nonostante i pochi spazi disponibili. Il pubblico del “Barbera” riserva applausi all’ex

Guidolin (con lui in panchina Palermo in A dopo 32 anni e poi in Uefa) che si commuove; fischi invece per Zaccardo. Il Palermo parte in avanti, ma il Parma attua un gran pressing ed è bravo a chiudere tutti gli spazi. Al 4’ ottimo inserimento di Simplicio incredulo dopo il gol Pastore a sinistra e palla in mezzo all’area per Mirante. Al 27’ arriva il pari: Miccoli che però spara alto. Al Cavani resta a terra al limite 31’ il Parma perde per infor- dell’area dopo un fallo che tunio Dzemaili che è costretto Pierpaoli non fischia, il Para lasciare il posto a Lunardi- ma riparte, palla filtrante per ni. Nella ripresa al 17’ arriva Biabiany che, solo davanti al il meritato vantaggio: puni- portiere, insacca sul secondo zione di Miccoli e stacco di te- palo. Al 42’ il gol vittoria: assista di Cavani che infila il pal- st di Miccoli per l’ex di Simplilone all’angolo alla sinistra di cio che segna di destro.

ROMA – L’ultimo è stato detto una cosa giustissima Mauro German Camora- e normalissima: oggi nesi e, a meno di sempre Amauri è brasiliano quanpossibili ripensamenti dosaràitaliano seneripardell’ultima ora, sarà anche lerà». Ma forse la retromarl’unico dell’era di Marcello cia del tecnico azzurro è Lippi. Addio sogni di az- stata motivata dalla pessizurro per Amauri, se arri- ma stagione della Juvenverà il passaporto italiano tus e dello stesso Amauri grazie alla moglie non gli (per lui finora solo quattro servirà per andare in Suda- gol in 23 giornate), il granfrica con la nazionale ita- de campionato di Gilardiliana. Assieme alle sue so- no e Totti e il ritorno di Tono ridotte al lumicino le ni. Quello degli oriundi e speranze mondiali in azzurro anche per l’interista della nazionale è stato semThiago Motta, il romanista pre un rapporto tormentaRodrigo Taddei e il viola to. Il punto più basso di una Felipe. A certificarlo (ma parabola lunga oltre 80 anlasciandosi comunque ni fu la disfatta azzurra alla Coppa Rimet una via di fuga, in Cile del in casodi emer1962. Il loro genza) è stato avvento nel lo stesso ct azcalcio italiano zurro interverisale al 1927, nendo al proquando la gramma di RaFigc decise di dio1 di Simona chiudere le Ventura. «Tutfrontiere conti i calciatori sosentendo solo no sotto osseril tesseramenvazione - il ct to di giocatori pensiero - Gli di origine itaoriundi, oneliana ma nati e stamente, un Amauri (Juventus) residenti po’ meno: sono già sufficienti i calciatori all’estero. Da allora la stoitaliani». E ancora: «Man- ria del calcio è piena di nocano cinque o sei posti libe- mi di oriundi, anche celeri in nazionale, tutti i cal- bri. Fra questi i campioni ciatori sono oggi sotto os- del mondo Michele Anservazione. Gli oriundi dreolo (Uruguay), Enrico onestamente un pò meno: Guaita, Luisito Monti (Arsono già sufficienti i calcia- gentina), Raimundo Orsi, ai quali vanno aggiunti tori italiani». Lippi dunque, che fino a quelli di Juan Alberto qualche mese fa aveva la- Schiaffino e Alcide Ghigsciato aperte le porte della gia, che il titolo mondiale lo nazionale ad Amauri, vinsero nel ‘50 con l’Uruadesso sembra chiuderle. guay. Stesso discorso per Ancora a settembre i toni Josè Altafini a Svezia ‘58, erano molto diversi: Lippi con il Brasile. Come non riallora disse che solo in Ita- cordare poi l’argentino Anlia «siamo tutti un po’ re- gelillo, Renato Cesarini, stii, me compreso» nei ri- dal quale prende il nome la guardi degli oriundi, visti “zona” omonima, che da come un fatto “ideologi- sempre contraddistingue i co”», mentre in altri Paesi, gol negli ultimi istanti di come in Germania o Fran- gioco. O ancora gli argenticia, sono «il futuro della na- ni Pesaola e Puricelli, che zionale». Su Amauri anco- diventarono buoni allenara più esplicito fu il ct due tori. Un altro argentino oranni fa: «Ci conto, e co- mai entrato nella leggenda me...». E fino all’anno scor- del calcio è stato Omar Siso Amauri era invocato a vori, che in azzurro non gran voce di fronte a un at- riuscì mai a esprimere il tacco che non riusciva più a proprio talento. Dopo anni segnare. Poi però qualcosa di black-out, interrotto soè cambiato: prima le dichia- lo dall’italo-svizzero Rorazioni un po’ stizzite di berto Di Matteo,oggi rimaPazzini («non ha nulla di ne soltanto Camoranesi, italiano»), sottoscritte an- l’ultimo a tenere alta la banche dallo stesso Lippi: «Ha diera degli oriundi.

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Sport


Rugby 6 Nazioni. Subito in salita il torneo per gli Azzurri di Nick Mallett

L’Italia parte male a Dublino Vietato parlare del secondo “cucchiaio di legno” consecutivo per l’Italrugby DUBLINO – Dopo il disastroso Sei Nazioni del 2009 l’Italia riparte da Dublino nel modo in cui aveva chiuso l'anno scorso. Quindi perdendo, anche se ha l’attenuante di averlo fatto contro la squadra campione in carica, l’Irlanda del Grande Slam, che ha tutta l’intenzione di rivincere il torneo bissando anche l’impresa delle cinque vittorie in altrettanti incontri. Contro un’avversaria del genere, che ha ottenuto oggi il 12° risultato utile consecutivo pur avendo affrontato, nel novembre scorso, rivali del calibro di Australia e Sudafrica (al Croke Park i campioni del mondo sono finiti Ko), l’Italia ha fatto ciò che ha potuto, cercando di reggere un confronto che continua ad essere impari: non è un caso che gli azzurri non battano i verdi dal 1997 e che non ci siano mai riusciti nel torneo più antico del mondo. A ciò va però aggiunta l’aggravante di una prestazione fortemente negativa per l’incapacità di creare in attacco, visto che il gioco dei ragazzi di Mallett continua ad essere impostato sulla difensiva con giocatori che dovrebbero essere pronti ad utilizzare i palloni recuperati, ma non risultano abbastanza veloci nell’impostare la fase offensiva. Ci si sbarazza troppo in fretta dell’ovale, come se scottasse, e si calcia subito invece di provare a giocare e cercare l’uno contro uno. Se a ciò si aggiungono le troppe touches proprie regalate agli avversari, ben 7 su 19 una delle quali chiamata 'a duè su Del Fava e poi malamente sprecata (autentica 'autoretè costata una meta avversaria), si capisce come mai il Six Nations 2010, valore dell’Irlanda a parte, per l’Italrugby priva della “stella” Parisse non nasca sotto i migliori auspici, anche se non è ancora il caso di parlare del rischio del secondo cucchiaio di legno consecutivo.

Gli Azzurri cantano l’inno Nazionale. A destra, Kaine Robertson festeggiato da Tito Tebaldi dopo la meta

La difesa nel secondo tempo ha concesso solo 6 punti agli irlandesi, ma puntuale è arrivata la 44ª sconfitta in 51 partite dal 2000 ad oggi, che però non fa diminuire l’amore della gente, visto che a Dublino sono arrivati seimila tifosi azzurri e che per il prossimo impegno, Italia-Inghilterra di domenica 14 al Flaminio, c'è il tutto esaurito da un mese e mezzo. L’Irlanda che con il fuoriclasse O'Driscoll e l’ex missionario laico D’Arcy ha la migliore coppia di centri del mondo, oggi ha avuto molto anche dal n. 7 David Wallace (premiato come miglior giocatore in campo) e dall’ex lanciatore di disco e martello Healy, che vinto il duello in mischia con Castrogiovanni. La parte del leone nel tabellino l’ha invece fatta il solito O'Gara,

capocannoniere in assoluto nella storia del Sei Nazioni, che ha superato quota 500 punti segnati grazie ai 16 di oggi (prima di questo match era a quota 499). Contro rivali del genere, ben più consistenti dei samoani battuti ad Ascoli, e complice una prestazione negativa anche se così non l’ha vista Mallett, l’Italia è tornata alle vecchie abitudini, ovvero ad una sconfitta stavolta con poco onore. Di buono c'è stata la meta d’intercetto di Robertson sul 15 verde Kearney, e quella mancata di poco dai fratelli Bergamasco (gli unici che avevano ancora le gambe per spingere in attacco) nel finale. E serve a poco recriminare su certe decisioni dell’arbitro, il “casalingo” francese Poite, che non ha visto un “in avanti” sulla prima meta irlandese ed un placcaggio al

collo di O'Leary a McLean che avrebbe meritato il cartellino giallo dell’espulsione temporanea. Non è abitudine del rugby attaccarsi a certe considerazioni, e poi c'è la certezza che l'Italia di oggi a Dublino avrebbe perso lo stesso. TABELLINO IRLANDA - ITALIA 29-11 IRLANDA: Kearney; Bowe, O'Driscoll (cap), D’Arcy, Trimble (18'st Earls); O'Gara (30'st Wallace P.), O'Leary (40'st Reddan); Heaslip, Wallace D. (38'st O'Brien), McLaughlin; O'Connell (25'st Ryan), Cullen; Hayes (38'st Court), Flannery (18'st Best R.), Healy Allenatore: Kidney. ITALIA: McLean; Robertson (21'st Masi), Canale, Garcia, Ber-

gamasco Mi.; Gower (30'-40'st Bocchino), Tebaldi (30'st Picone); Zanni, Bergamasco Ma., Sole; Geldenhuys, Del Fava (10'st Bortolami); Castrogiovanni (18'st Aguero), Ghiraldini (cap, 38'st Ongaro), Perugini (38'st Castrogiovanni) Allenatore: Mallett. MARCATORI: p.t. 10' cp O'Gara (3-0); 14' mt Heaslip tr O'Gara (10-0); 27' cp Gower (10-3); 29' cp O'Gara (13-3); 34' cp O'Gara (163); 37' mt O'Leary tr O'Gara (23-3); 40' mt Robertson (23-8); s.t. 4' cp Bergamasco Mi. (23-11); 6' cp O'Gara (26-11); 32' cp Wallace P. (29-11). ARBITRO: Poite (Francia); g.d.l. Berdos (Francia), Garces (Francia). TMO: Warren (Inghilterra). NOTE: primo tempo 23-8. Esordio in Nazionale per Riccardo Bocchino, 33' pt. giallo Garcia (Ita).

Tennis Fed Cup. 1-1 nella prima giornata Vela. Domani la 33ª edizione della regata

Flavia Pennetta Coppa America al via tiene a galla l’Italia dopo tante polemiche ROMA – Flavia Pennetta tiene a galla l’Italia campione di Fed Cup in Ucraina. Al termine della prima giornata della sfida di Kharkiv, valida per i quarti di finale della coppa, il risultato resta in parità: 1-1. Nel primo singolare Francesca Schiavone ha dovuto cedere ad Alona Bondarenko 61, 6-4 in un’ora e trenta. Al ko della milanese ha rimediato la b.1 azzurra battendo Kateryna Bondarenko 7-5, 6-3 in un’ora e quaranta. Soddisfatta della sua partita la Pennetta: «Non era facile entrare in campo sotto uno a zero – spiega la brindisina – ma sono soddisfatta per come ho gestito un match che ho portato a Flavia Pennetta casa pur non giocando al decimo game con l’ucraina che ha massimo. Sono stata solida e concenchiuso 6-4. Alla fine 30 errori gratuiti trata nei momenti importanti, la diffeper la Schiavone. Con il singolare di renza l’hanno fatto la mia maggiore oggi la ventinovenne azzurra ha consapevolezza ed esperienza in ineguagliato il record di incontri giocati contri del genere». «Non mi aspettavo in Fed Cup che appartiene a Silvia Faun’avversaria così forte – ammette la rina: 34 (20 vittorie e 14 sconfitte). Schiavone -. Alona ha giocato meglio Ben diverso il match della Pennetta. del previsto, ha sbagliato pochissiNel primo set l’azzurra, dopo essere mo». A Corrado Barazzutti il compito salita sul 4-2, ha subito il contro-break di fare un primo bilancio di questa pridell’ucraina, ma ha nuovamente ma giornata: «Ovviamente avrei prestrappato il servizio alla rivale ferito chiudere sul due a zero – dice – nell’undicesimo game, chiudendo poi sono comunque contento del match di 7-5 al secondo set point con un gran Flavia. Per quanto riguarda Francerovescio. L’equilibrio si è rotto all’inisca, l’ho vista bene a tratti e va sottolizio nella seconda partita: 3-0 per l’azneato che la sua avversaria ha giocato zurra. Kateryna Bondarenko ha real massimo». cuperatoun break,manon ilsecondo. Nel primo match Alona BondarenOggiincampo PennettacontroAlona ko è subito scappata sul 5-0, Più equiBondarenko, a seguire Schiavone librata la seconda partita in cui l’azcontro Kateryna Bondarenko. In zurra haavuto una palla persalire sul chiusura il doppio con Errani e Vinci. 4-1, ma l’ha fallita. Il break decisivo al

PALERMO - Ore 10.06 di lunedì 8 febbraio. Finalmente dalle aule dei tribunali, la 33ª Coppa America si trasferisce nelle acque antistanti il porto di Valencia per la prima regata tra il «defender» Alinghi ed il challenger «BMW Oracle». Brad Butterworth contro Russel Coutts. Due dei più vittoriosi in assoluto nella più famosa delle regate. Insieme già ai tempi delle vittorie di Team New Zealand nel 1995, quando strapparono la celebre brocca agli statunitensi di Young America e nel 2000, quando la difesero contro «Luna Rossa» di Francesco De Angelis, per poi passare Ernesto Bertarelli, presidente di Alinghi sulla barca di Ernesto Bertain acqua. I motivi del contendere sorelli nel 2003 quando tolsero la copno stati molteplici. Dal luogo per le pa proprio ai loro ex compagni di regate, al tipo di imbarcazione, alle squadra. Ora si ritrovano avversari vele che Alinghi avrebbe fatto coin questa edizione 2010 che ha l’instruire negli Stati Uniti e non in Svizgrato compito di far dimenticare la zera, infrangendo una regola che prima disputata a Valencia tre anni vuole che la barca ed i suoi componeaddietro quando a gareggiare c'era nenti siano costruiti del Paese d’orisolo Butterworth,tanto datogliere il gine. Poi le ultime polemiche sull'orecord di vittorie al connazionale rario d’inizio dei match race, deciso portandolo a 16 contro i 14 del Ceo di da SNG per le 10.06 e che BMW OraBMW Oracle. Dai monocarena si è cle, invece, voleva fosse concordato. passati ai catamarani. Due enormi E per finire, la vernice usata dagli scafi di 30 metri collegati tra loro da statunitensi che fuoriuscendo da un due lunghe ali in fibra di carbonio, uggello posizionato nella parte procosì come le nere vele che svettano nel diera dei due scafi esterni, consentisole valenciano. Una lunga lotta, tra rebbe un migliore scivolamento sulla Sociètè Nautique de Genève (SNG), l'acqua dell’imbarcazione. Ma anche detentrice del trofeo e organizzatore in questo caso il team di Larry Ellidella nuova edizione ed il sindacato son non l’ha spuntata. del Golden Gate Yacht Club (GGCY) Le regate saranno messe in onda che ha cercato di vincere questa 33ª su La7 o SportItalia. edizione senza scendere nemmeno

TENNIS Starace in finale nel doppio di Santiago ROMA – Potito Starace si è qualificato per la finale del doppio nel «Movistar Open», torneo Atp da 398.250 dollari di montepremi in corso sulla terra battuta di Santiago del Cile. Nella notte italiana il 28enne di Cervinara e l’argentino Horacio Zeballos hanno sconfitto in semifinale con il punteggio di 64, 4-6 10-5 gli argentini Lukas Arnold Ker e Juan Monaco. Ultimo ostacolo la coppia prima favorita del seeding, quella formata dal polacco Lukasz Kubot e dall’austriaco Oliver Marach. Per Starace si tratta della quinta finale di doppio nel circuito maggiore (tre i titoli vinti).

OLIMPIADE La torcia olimpica arriva a Whistler WHISTLER (CANADA) - A meno di una settimana dalla cerimonia d’apertura dei giochi olimpici invernali di Vancouver, la torcia olimpica sbarca a Whistler, una delle sedi dei tanto attesi giochi sulla neve. Una folla festante ha accolto, nonostante il freddo e l’ora (erano le 7 del mattino), l’arrivo della fiaccola, attesa per venerdì a Vancouver dove completerà un percorso di oltre 45 mila chilometri tra le 1.036 comunità canadesi, trasportata da più di 12 mila tedofori. Come sempre uno spettacolo.

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Sport 41

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

Campionato di Seconda fermo Per il Melfi una pausa propizia DOMENICA inusuale senza partita per il Melfi ed i suoi tifosi. Una giornata diversa dal solito, al termine di una settimana di duro lavoro. La sosta è stata infatti utilizzata per svolgere un lavoro prettamente fisico come illustra Pasquale Sepe, preparatore atletico della compagine gialloverde: "Abbiamo fatto un lavoro prevalentemente atletico, di richiamo, come solitamente avviene quando c'è la sosta del campionato. Specificatamente abbiamo lavorato sulla potenza aerobica, misurando i parametri della forza. Una tipologia di lavoro molto importante che abbiamo avuto la fortuna di poter effettuare con il gruppo praticamente al completo". Un aspetto sicuramente positivo. Non vi sono infortunati nel gruppo e questo ha facilitato le cose: "Indubbiamente - rimarca ancora Pasquale Sepe -

Non abbiamo dovuto differenziare il lavoro, non essendoci infortunati da recuperare. Un bene ovviamente che ci ha consentito di lavorare con tutto il gruppo a disposizione. Questo ci consentirà di avere tutti i giocatori nelle migliori condizioni da qui in avanti, uscire bene dalla sosta e prepararci in modo preciso in previsione della gara con il Cassino". Una gara che il Melfi non vuole sbagliare. Martedì riprenderà la settimana tipo in funzione proprio della partita con i laziali del nuovo tecnico Sanderra. Il Melfi già con la Scafatese ha dovuto affrontare una squadra che veniva da un esonero e da un cambio tecnico. Fu vittoria per il Melfi al termine di una match assai vibrante. Un risultato che i fans gialloverdi sperano si ripeta anche con il Cassino. Emilio Fidanzio

Con la Spal c’è un passaggio fondamentale sul cammino della salvezza

Vincere sul campo Capuano: «Siamo assatanati, nonostante tutto quello che succede» SE L’APPROCCIO a questo Potenza-Spal dovesse essere quello dell’ultimo appuntamento di una squadra (e una società) che si sentono vittime sacrificali abbandonate al loro destino che si compierà tra appena due giorni, allora si può stare tranquillamente a casa. In poltrona a guardarsi la serie A e a mangiarsi la pasta al sugo. Se invece, al contrario, si vuole credere che ci si trovi al cospetto di una partita vera, in cui ci sono in palio i primi - pesantissimi - tre punti che servono come il pane a una classifica deficitaria, che ci sia la voglia di pensare che bisogna incitare chi scende in campo a essere più forti delle avversità, che si deve vivere costantemente alla giornata senza fare processi alle intenzioni, allora andare allo stadio oggi pomeriggio può significare molto. «Da quando io sono qui non si parla che di arresti, penalizzazioni, radiazioni, stipendi, processi. Ma se c’è ancora la speranza di affidarsi al risultato del campo, se ancora c’è qualcuno che considera viva questa squadra e questa società e vuole dare il giusto merito a chi si sta prodigando con il lavoro quotidiano, sportivo e amministrativo, allora pensiamo alla Spal», è stato il messaggio di

Berardi e Cardinale dopo il gol del vantaggio potentino nella gara di andata che si chiuse 1-1

Capuano che ha il giusto merito di deviare l’attenzione sul fatto sportivo, senza divagare con i pensieri e ipotizzare scenari da tregenda. Senza dover per forza considerarsi spacciati in un processo che, allo stato attuale delle cose, non si sa nemmeno se la Corte di Giustizia Federale vorrà riaprire. «Posso soltanto dire che dobbiamo lottare finchè siamo vivi

per tutti coloro i quali amano il Potenza e stanno lavorando per questa società e per questa squadra. Perciò posso garantire che in campo andrà una squadra assatanata, che si è preparata come per una finale di Champions League e con gente che è disposta a rompersi le gambe per battere la Spal». Un grido di battaglia che viene però mitigato dalla constatazione successiva: «se non vin-

Il tecnico definisce il Potenza “in Rianimazione”: «Se non facciamo i tre punti andiamo ai cipressi» Ferraresi al Viviani una volta soltanto 45 anni fa ciamo andiamo ai cipressi». Espressione fin troppo chiara per alludere a una morte anche sportiva se la squadra non dovesse centrare l’obiettivo dei tre punti. «Stimiamo la Spal che è una signora squadra e che non merita la classifica che ha, ma noi non abbiamo alternative rispetto a fare bottino pieno in una delle tappe che ci separano dal raggiungimento del nostro obiettivo. Sarà

lunga la strada ma finchè ci mantengono in vita, continueremo a lottare», dice l’allenatore. Capuano spiega anche lo stato di salute del Potenza, in attesa degli eventi che, giocoforza, vanno vissuti alla giornata senza nessuna possibilità di previsioni. «Il Potenza è in sala di rianimazione, non è ancora morto. Il nostro compito è quello di cercare in tutti e due i campi, sia quello sportivo che quello societario, di mantenerlo in vita e di farlo trasferire in un altro reparto dell’Ospedale. Poi, con il passare del tempo anche di farlo uscire in mezzo alla strada e di farlo guarire. Ma ci vuole tempo e pazienza». Ed allora, anche per vivere con il giusto spirito questa sfida comunque prestigiosa per la piazza calcistica (la Spal non gioca al Viviani dal 1965), è sacrosanto non pensare a che cosa accadrà di qui a due giorni. Se dovesse andare male anche questo pomeriggio, con una classifica che diventerebbe ancora più pesante, con una squadra prigioniera dei suoi limiti tecnici, il verdetto negativo del campo potrebbe anticipare una condanna alla retrocessione prima ancora di qualsiasi pronuncia della giustizia sportiva. Alfonso Pecoraro

La formazione Magliocco parte dalla panchina. Evangelisti preferito a Profeta

Cardinale in difesa e solo una punta ANCHE se mantiene un pizzico di riservatezza, è certo che Capuano ha scelto in anticipo la squadra. Lo si deduce quando dice: «Non ho ancora scelto il modulo di giooco (un attaccante più Catania o due attaccanti con il siciliano trequartista, ndr), ma è chiaro che devo tenere conto anche della condizione dei calciatori». Quindi il dubbio se schierare o no Magliocco dal primo minuto sembra essersi risolto a favore di una collocazione iniziale dell’attaccante in panchina, salvo poi impiegarlo quando, complice anche il terreno di gioco pesante, le squadre dovessero calare i ritmi. Detto quindi di uno schieramento solito (3-5-1-1) che prevede Catania libero di svariare sul fronte offensivo, agendo alle spalle di Pri-

IL PROGRAMMA DI LEGA PRO Prima Divisione Girone A Alessandria-Novara (posticipata a lunedì) Arezzo-Cremonese Como-Figline Foligno-Lecco Monza-Perugia Pergocrema-Viareggio Pro Patria-Paganese Sorrento-Lumezzane Varese-Benevento CLASSIFICA: Novara 50 punti; Cremonese 45; Arezzo 41; Varese 40; Benevento 39; Lumezzane 38; Perugia 35; Alessandria 33; Figline 25; Foligno 24; Lecco e Monza 23; Sorrento e Viareggio 22; Pro Patria e Como 21; Paganese 18; Pergocrema 17. Perugia e Figline penalizzate di 1 punto. DOMENICA LA PRIMA DIVISIONE OSSERVERA’ UN TURNO DI RIPOSO. SI RIGIOCA IL 21 FEBBRAIO

sco, la prima grande novità di giornata è il reintegro in rosa di Cardinale, che torna a occupare il suo ruolo di centrale di difesa al posto di

Taccola. Ad essere onesti, l’ex della Salernitana ha saltato di fatto solo la gara di Marcianise, visto che doveva scontare tre

giornate di squalifica dopo il rosso contro il Giulianova. Gli altri due a protezione di Tesoniero saranno Porcaro e Langella. Taccola non è stato nemmeno convocato. In mezzo al campo, Lucenti non ha recuperato (problema a un polpaccio, ma anche lui ormai è tornato in rosa), per cui sulle corsie andranno Iraci a destra e Frezza a sinistra, con Berardi (neo capitano) in mezzo. Semmai qualche dubbio potrebbe essere relativo all’impiego di De Simone a protezione della difesa o di Evangelisti in quel ruolo. Capuano ha lasciato intendere che il primo si è allenato bene, per cui dovrebbe esserci. A questo punto il sacrificato sarà Profeta, anche perchè gli under schierati (Porcaro, Tesoniero, Iraci e Prisco) bastano e avanzano. a.p.

Cardinale durante la partita di andata a Ferrara

Taccola e Lucenti infortunati Berardi è il nuovo capitano Quattro under certi nell’undici titolare

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42 Sport


TUTTO SULL’AVVERSARIA DEL POTENZA

L’ultimo arrivato Smith parte dalla panchina. Schiavon è la mente

Quintavalla al rientro FERRARA. Quanti guai per Notaristefano. Contro il Potenza, una sfida delicata per i nuovi scenari della bassa classifica, il tecnico si ritrova con l'organico ridotto all'osso. Una brutta gatta da pelare perché, nonostante i brillanti risultati delle ultime partite, la squadra ha appena un passo in più rispetto alle pericolanti ed il Potenza non vuole fare sconti anzi, il proposito è quello di dimezzare il divario in classifica. Capuano non ha tempo da perdere, Notaristefano non ha alternative da scegliere. Si deve accontentare di ciò che passa il convento; intanto, nella penuria di disponibilità, può considerarsi fortunato se riesce a disporre in campo lo stesso undici (o quasi) reduce dallo zero a zero casalingo contro il Taranto. Non dovrebbe cambiare, infatti, nella forma e nella sostanza il 4-4-2 caro al tecnico. A

conti fatti, il volto nuovo rispetto a domenica scorsa è quello di Quintavalla che ritorna sulla destra del centrocampo al posto di Rossi. Tutto ruota intorno alle defezioni pesanti che hanno ridotto all'osso l'organico. Agli infortunati Rossi e Lorenzi, infatti, nell'ultima settimana si è aggiunta l'indisponibilità di Meloni, che dopo uno stop di quattro mesi per una lesione al crociato del ginocchio, si è fermato nuovamente domenica scorsa nella fase di riscaldamento durante Spal-Taranto, riportando una lesione al menisco che necessiterà nei prossimi giorni di un intervento chirurgico ed un nuovo stop. All'attaccante sardo, si aggiungono, per noie muscolari, le defezioni di Ioime e Pedruzzi. Convocati in 18, compreso il portiere della Berretti, Righetti. Unico dubbio a centro-

Eros Schiavon

campo, con il neo acquisto Smit che dovrebbe partire dalla panchina. Il centrocampista serbo, giunto alla corte di Notaristefano nelle ultimissime battute di mer-

cato, già scalpita per un posto da titolare. Il tecnico non vorrebbe rischiarlo subito in una gara così importante. Probabile un suo impiego a parti-

ta in corso, tanto per fargli prendere confidenza nello scacchiere. Scivola ancora in panca Migliorini. Il centrocampista sconta in questa fase la fragilità fi-

sica. Buon passo ma scarsa propensione al sacrificio, contro il Potenza occorre quella dose di cattiveria agonistica che solo il tandem Schiavon-Bedin può garantire. I due avranno il loro bel da fare per incrociare i coltelli contro i referenti del folto centrocampo proposto da Capuano. Quintavalla ritorna dunque a destra, sull'out opposto galopperà ancora Valtulina in attesa dell'insediamento di Smit. In difesa solita linea a quattro imperniata sulla coppia centrale Bortel-Zamboni. Ghetti a destra e Cabeccia a sinistra completeranno il reparto. Nulla di inedito anche sul fronte offensivo. Bazzani e Cipriani sono inamovibili anche se il tecnico, a dodici gare dal termine, aspetta ancora notizie confortanti in tema di reti all'attivo. f.p.

Attacco di categoria superiore

Mister Notaristefano mette in guardia i suoi

Bazzani-Cipriani il meglio che c’è

Attenti alle provocazioni

Bazzani in uno stacco di testa

FERRARA. Due mostri sacri nel bel mezzo dell'attacco. Nessun problema, dunque, per la Spal ai nastri di partenza: Bazzani e Cipriani, il gioco è fatto. Tutto doveva filare liscio. E inveve il giochino s'inceppato sul nascere. Prima Cipriani e poi Bazzani si sono dovuti arrendere a qualche acciacco fisico di lunga data e, quando i malanni sono stati messi da parte, la coppia non è comunque riuscita a garantire il salto di qualità pronosticato in sede di mercato estivo. Problema gol risolto? Neanche per sogno, in una Prima categoria avara di soddisfazioni per bomber e mestieranti dell'aria di rigore, sconta le sue pene anche la Spal. Dolcetti prima, e Notaristefano poi, non hanno potuto beneficiare delle reti che i due arieti garantivano sulla carta. Una carta contraddistinta da un curriculum per nulla trascurabile. Attaccanti dal pedigree importante, due che hanno calcato i prati della massima serie attirandosi le attenzioni (meritate) delle grandi piazze. Ma allora, dov'è finito l'antico spirito di bomber? Bella domanda. Nessuno sa rispondere; un pò tutti, invece, fanno i conti con i numeri che finora hanno contraddistino questo cammino. Sette reti in due, quanto siamo lontani dalle aspettative della piazza.

L'ultima rete ad uso e consumo del tandem è stata realizzata a Terni: preziosa vittoria della Spal grazie al sigillo di Cipriani. L'attaccate bolognese in tutto ha realizzato quattro reti: le singole contro Cosenza, Reggiana e Giulianova completano il suo bottino. Una rete in meno invece per Fabio Bazzani, il fiore all'occhiello del mercato della Spal. Per l'ex ariete centrale della Sampdoria, che tra l'altro non va in rete da tre mesi, acuti contro il Portogruaro, il Rimini ed il Taranto. Sette reti in tutto. Inevitabile un chiarimento tecnico. Bazzani era alla ricerca di rivincite dopo le difficili esperienze di Pescara e Brescia. L'attaccante dopo un trascorso importante in massima serie (30 reti con le maglie di Perugia, Sampdoria e Lazio) ha deciso di scendere di categoria per ritrovare nuove motivazioni. Non tutto però è filato liscio. A Brescia, in cadetteria, s'è fatto notare per la sua irregolarità. Pescara gli ha detto male per i problemi societari. Ora il progetto di rilancio con la Spal in combutta con il partner Cipriani. Il bolognese pure è in cerca di rivincite, dopo i pesanti infortuni che ne hanno ostacolato la carriera. Insomma, due mostri sacri, ma tanta fatica. L'astinenza dal gol è ancora un problema. Andrea Buonaiuto

FERRARA. Trasferta insidiosa quella che attende la Spal a Potenza. Le ultime battute del mercato hanno intanto portato in dote all'organico dei biancazzurri un nuovo “colpo da 90”, Vlado Smit. L'esterno mancino serbo, classe 1980, è infatti arrivato a Ferrara lunedì in uno scambio alla pari con il Gallipoli, a cui è invece approdato il centrocampista Luis Centi. Un tassello importante, quello di Smit, che va a colmare la lacuna del mancino puro che mancava nell'organico guidato da Egidio Notaristefano. Il tecnico milanese è soddisfatto del rinforzo arrivato dalla finestra del mercato invernale, e partiamo proprio da qui per illustrare il momento in casa Spal: «Smit è un innesto di qualità - spiega il trainer biancazzurro -, un giocatore con caratteristiche che in rosa non avevamo. Ha qualità di cross, un bel calcio, e sicuramente può essere funzionale per il nostro gioco e per servire al meglio le nostre due torri offensive, Bazzani e Cipriani». Smit offre a Notaristefano diverse soluzioni tattiche: «Può giocare come esterno di centrocampo o difesa, e questo consente di poter pensare a più alternative. Il suo arrivo non significa, ad esempio, che Cabeccia non possa più giocare, sia perché Marco sta facendo molto bene, sia perché essendo un destro naturale potrei anche utilizzarlo in un ruolo dove le caratteristiche tecniche potrebbero essergli più congeniali». Nel mercato di riparazione non è arrivata la ciliegina del regista di centrocampo, ma il tecnico spallino non ne fa certo un problema: «Non era facile trovare un giocatore con quelle caratteristiche importanti, nella finestra invernale del mercato è rischioso andare a fare scambi al buio, perché non sai mai cosa può arrivare. In mezzo al campo restiamo così e sono fiducioso

«Partite come quella di oggi si giocano anche sul piano psicologico Capuano? Uno di sostanza e molto tranquillo nei confronti dei giocatori che ho a disposizione. Migliorini in panchina? Non è una bocciatura, Andrea ha qualità importanti, solo che nelle ultime due partite, per le caratteristiche di gara che andavamo ad affrontare serviva un centrocampo più muscolare». Proprio quello sull'asse centrale della linea mediana potrebbe essere il dubbio principale di formazione per il tecnico biancazzurro: «La squadra domenica scorsa con il Taranto ha fatto molto bene, soprattutto

in difesa, quindi potrei pensare ad una riconferma. Il dubbio potrebbe essere a centrocampo con la scelta dei due centrocampisti centrali. Smit? Non so ancora se partirà da inizio gara o entrerà a partita in corso». E infine, ecco il commento del tecnico sul Potenza: «Hanno caratteristiche ben precise, legate soprattutto al temperamento. Diciamo che è una squadra tecnicamente ben dotata, ma con un grande carattere, e questo può sicuramente fare la differenza. I pericoli? Il campo innanzitutto, ha

una superficie non regolare, la palla rimbalza male. E poi dovremo stare molto attenti a non cadere nei tranelli della provocazione, perché questo genere di partite si giocano anche e soprattutto sull'aspetto psicologico». Notaristefano conosce molto bene Eziolino Capuano, collega sulla panchina del Potenza: «Abbiamo svolto insieme il corso a Coverciano. Eziolino è un allenatore carismatico, deciso e determinato. A volte magari un po' teatrale, ma la sostanza è che riesce a trasmettere alla sua squadra il giusto carico di motivazioni. Sappiamo che il Potenza giocherà anche nel campo dei tranelli e della provocazione, per questo ho messo in guardia la mia squadra sin da inizio settimana. Se cediamo a questo tipo di tranelli, rischiamo di commettere un errore gravissimo». Federico Pansini

Notaristefano

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Sport 43

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

Primo impegno per un Foggia tutto nuovo

Ravenna prova a frenare la corsa del Verona Taranto a Reggio Emilia Pescara, dura ad Andria Andria

IL PRONOSTICO

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Pescara

Arbitro: VIVENZI di Brescia Assistenti: Di Lascio-Di Vuolo ANDRIA - Il tecnico Papagni conferma la PESCARA - Di Francesco vara il tridente squadra che ha ben figurato a Cosenza. Dife- per la trasferta di Andria. Il tecnico ha prosa con l'ex di turno Pomante, pescarese doc, a vato fino a ieri mattina i movimenti con il guidare un pacchetto arretrato che sembra centrocampo a tre, dove riprende un posto aver trovato i suoi automatismi. Mezavilla e da titolare Tognozzi supportato da Coletti e Chiaretti confermati a centrocampo dopo la Dettori. Sansovini punta centrale, Zizzari buona gara in Calabria con Anaclerio ed Ou- parte dalla panchina. Tra i diciotto si rivesmane Sy a guidare la fase offensiva andrie- de Bonanni, sulla via del completo recupese. Apprensione in settimana per l'attaccan- ro. Dubbio a sinistra tra Petterini e Vitale. te franco-senegalese che è rimasto fermo in Prima apparizione anche per l'ultimo arrivia precauzionale per un fastidio muscolare. vato, il difensore D'Alterio. ANDRIA (4-4-2): Spadavecchia; Pierotti, Si- PESCARA (4-3-3): Pinna; Zanon, Olivi, bilano, Pomante, Di Simone; Doumbia, Pao- Mengoni, Vitale; Coletti, Tognozzi, Dettolucci, Mezavilla, Chiaretti; Analcerio, Sy. A ri; Soddimo, Sansovini, Ganci. A disp.: Pridisp.: Sansonna, Ceppitelli, Iennaco, Polve- sco, Medda, D'Alterio, Petterini, Carboni, rini, Lacarra, Rizzi, Dionigi. All.: Papagni. Bonanni, Zizzari. All.: Di Francesco.

Foggia

IL PRONOSTICO

1

Ternana

Arbitro: DI FRANCESCO di Teramo Assistenti: Leonetti - Belmonte FOGGIA - Non ha alternative al successo il Foggia, guidato all'assalto della Ternana dalla carica dei neo acquisti portati dal mercato: ben otto, di cui quattro o cinque potrebbero esordiredal 1'.Inparticolare,si prevedeildebutto per Artipoli, Agnelli, Desideri, Millesi e, infine, Ceccarelli. Niente da fare per Di Dio, ex ternano, bloccato da una botta a una caviglia. I rossoneri tornano in campo dopo ben quindici giorni, essendo saltato il posticipo col Ravenna. FOGGIA (4-2-3-1): Bindi; Carbone, Burzigotti, Artipoli, Micco; Velardi, Agnelli; Mancino,Desideri, Millesi;Ceccarelli.A disp.:Milan, Sgambato, Visone, Trezzi, Morini, Mattioli, Caraccio. All.: Ugolotti

Lanciano

TERNI -Domenicali sembraorientato avarare una formazione con alcuni dei nuovi innesti giunti a gennaio. I cambiamenti riguardano difesa e attacco. Ad esordire in casacca rossoverde sarà Imburgia. A centrocampo nessuna variazionecon iconfermati Concas,Danucci, Di Deo e Piccioni. Ballottaggi in attacco: Noviello potrebbe cedere il posto all'ex di turno Ferrari, con Tozzi Borsoi a completare il reparto. TERNANA (4-4-2) Visi; Quondamatteo, Borghetti, Tedeschi, Imburgia; Concas, Danucci,Di Deo,Piccioni;Ferrari, TozziBorsoi. A disp.: Cunzi, Bertoli, Costantini, Procida, Lacheheb, Noviello, Balistreri. All.: Domenicali.

IL PRONOSTICO

1

Cosenza

Arbitro: DEL GIOVANE di Albano L. Assistenti: Passero - Napolano LANCIANO. Assenze pesanti per la Virtus di Pagliari: mancheranno per squalifica tre titolari, Di Cecco, Vastola e Sansone. A loro si aggiunge l' infortunato di lungo corso Zeytulaev. Esordirà dal 1' il neo acquisto Aquilanti: illancianesedoc, cresciutonellegiovanilidel Pescara, giocherà in mediana al fianco di Sacilotto. Amenta è convocato. Sulla sinistra si candida per una maglia di titolare l'attaccante Masini, mentre in avanti giocheranno Improta e Sinigallia. A destra agirà Turchi. LANCIANO (4-4-2): Chiodini; Colombaretti, Moi, Antonioli, Mammarella; Turchi, Aquilanti, Sacilotto, Masini; Improta, Sinigallia. A disp.: Aridità, Coppini, Oshadogan, Perfetti, Amenta, Colussi, Marfisi. All.: Pagliari.

Reggiana

COSENZA - Un punto nelle ultime tre partite. Non è un grande momento per il Cosenza. Toscano accantona il 3-4-3 e rispolvera il 4-42. Per quanto riguarda l'undici alcune scelte sono obbligate, visti gli infortuni di Danti e De Pascalis e la squalifica di Scognamiglio. Per cui, davanti a Petrocco, Bernardi e Di Bari saranno gli esterni con Porchia-Fanucci centrali. Le corsie esterne del centrocampo affidate a Virga e Maggiolini, in mezzo De Rose e Fiore. In avanti Scotto e Biancolino. COSENZA (4-4-2): Petrocco; Bernardi, Porchia, Fanucci, Di Bari; Virga, De Rose, Fiore, Maggiolini; Scotto, Biancolino. A disp.: Gabrieli, Musca, Ungaro, Roselli, La Canna, Olivieri, Marsili. All.: Toscano.

IL PRONOSTICO

1

Taranto

Arbitro: BARATTA di Salerno Assistenti: Caroti - Carmignani REGGIO. Si torna al trequartista: è questa REGGIO. Si torna al trequartista: è questa la novità principale. Una necessità legate la novità principale nella Reggiana. Una alle tante assenze che costirngono Domi- necessità legate alle tante assenze che conissini a ridisegnare la squadra. Conferma stirngono Dominissini a ridisegnare la in blocco per la difesa con Girelli, Stefani, squadra. Conferma in blocco per la difesa Zini e Mei. A centrocampo Viapiana sarà il con Girelli, Stefani, Zini e Mei. A centrocamvertice basso del rombo,Romizi graviterà a po Viapiana sarà il vertice basso del rombo, destra e Maschio a sinistra con Alessi alle Romizi graviterà a destra e Maschio a sinispalle di Temelin e Rossi. 18 convocati con stra con Alessi alle spalle di Temelin e Rossi. tre Berretti (Gualandri, Bovi e Guerra) e il 18 convocati con tre Berretti (Gualandri, giovane Castiglia. Bovi e Guerra) e il giovane Castiglia. REGGIANA (4-3-1-2): Tomasig; Girelli, REGGIANA (4-3-1-2): Tomasig; Girelli, Stefani, Zini, Mei; Romizi, Viapiana, Ma- Stefani, Zini, Mei; Romizi, Viapiana, Maschio; Alessi; Rossi, Temelin. A disp.: Man- schio; Alessi; Rossi, Temelin. A disp.: Manfredini, Gualandri, D'Alessandro, Bovi, Ca- fredini, Gualandri, D'Alessandro, Bovi, Castiglia, Ferrari, Guerra. All.: Dominissini. stiglia, Ferrari, Guerra. All.: Dominissini.

Cavese

IL PRONOSTICO

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Rimini

Arbitro: ZONNO di Bari Assistenti: Fiorucci - Bambini CAVA DE' TIRRENI - Rientrano D'Orsi RIMINI - La situazione infermieristica del Ri(in difesa) e Schetter (in attacco), scivola- mini è in netto miglioramento rispetto a qualno in panchina Bacchiocchi e Cruz rispet- che settimana fa, tanto che il solo Matteini (olto alla gara con la Reggiana. Inamovibili tre a Lebran, la cui squalifica rimane valida gli esterni Santarelli e Radi, resta da scio- anche dopo la partita saltata col Pescina per gliere soltanto un dubbio nel cerchio di neve) è indisponibile. Il tecnico Meloti dovrebcentrocampo: la qualità di Berretti o l'e- be riproporre il 4-2-3-1 con Frara avanzato a splosività di Maiorano? Probabile che la supporto dell'unica punta Longobardi, con spunti il secondo per alimentare la poten- isoliti Tulli e Nolé ai lati. Difesa obbligata col za fisica della mediana. ritorno tra i pali di Pugliesi, mentre l'unico CAVESE (3-5-2): Russo; Cipriani, Noce- dubbio è a centrocampo: Baccin o D'Antoni? rino, D'Orsi; Santarelli, Maiorano, Spi- RIMINI (4-2-3-1): Pugliesi; Catacchini, Vinelli, Favasuli, Radi; Bernardo, Schetter. tiello, Rinaldi, Regonesi; Cardinale, Baccin; A disp.: Pane, Rapino, Lagnena, Bac- Nolé, Frara, Tulli; Longobardi. A disp.: Torchiocchi, Berretti, Turienzo, Cruz. All.: naghi, Ischia, Marchi, D'Antoni, Giacomini, Stringara. Kirilov, Morante. All.: Melotti.

Giulianova

IL PRONOSTICO

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Portogruaro

Arbitro: BARBENO di Brescia Assistenti: Granella - Levato GIULIANOVA - Bitetto recupera Croce che ha scontato la giornata di squalifica ma deve rinunciare al terzino Lieti, appiedato per recidività in ammonizioni. Parte dalla panchina il neo-acquisto Maritato. Dubbio sul modulo: 4-3-3 tradizionale con Carbonaro-Melchiorri-Campagnacci come trio d'attacco oppure un 5-3-2 con Donato in difesa, centrale accanto a Vinetot e Garaffoni. Il tecnico deciderà prima della gara. GIULIANOVA (4-3-3): Gasparri; Sosi, Vinetot, Garaffoni, Migliore; Carratta, Croce, Censori; Carbonaro, Melchiorri, Campagnacci. A disp.: Buono, Rinaldi, Faragalli, Donato, Del Grande, Dezi, Maritato. All.: Bitetto.

Pescina

PORTOGRUARO - Via il talentuoso Diogo Felipe, ceduto alla Triestina, l'ultimo colpo del mercato è Gargiulo. Per il centrale difensivo si tratta di un ritorno. Al centro della retroguardia, a far coppia con Madaschi, rientra Siniscalchi, mentre l'infortunato Gardella è rimasto a Portogruaro, sugli esterni agiranno Cardin e Gotti. Centrocampo con Espinal, Mattielig e Scozzarella. Capitan Cunico trequartista, alle spalle del tandem d'attacco composto da Marchi ed Altinier. PORTOSUMMAGA (4-3-1-2): Rossi; Cardin, Siniscalchi, Madaschi, Gotti; Espinal, Mattielig, Scozzarella; Cunico; Altinier, Marchi. A disp.: Marcato, Pondaco, Gargiulo, Vicente, Puccio, Bocalon, Scapuzzi. All.: Calori.

IL PRONOSTICO

1

Marcianise

Arbitro: BERGHER di Rovigo Assistenti: Pastro - Schembri AVEZZANO - Qualche recupero e Bonetti sorride: 22 i convocati del tecnico biancoverde, traloro anche Molinari,N'Ze eChoutos. A casa Cesar che è in rotta con Bonetti. Tutti convocati i nuovi arrivi, e molti di loro potrebbero partire titolari. Certo di un posto Capparella. In attacco Dall'Acqua potrebbe soffiare il posto a Bettini. Dubbi in difesa. Molinari è convocato ma non è al meglio: potrebbe partire dalla panchina lasciando spazio al giovane Di Bella, classe '88. PESCINA (4-4-2): Bifulco; Birindelli, Molinari, Petitto, Pomponi; Capparella, Giordano, De Angelis, Rebecchi; Negro, Dall'Acqua. A disp.: Merletti, Di Bella, Locatelli, Bettega, Caccavallo, Choutos, Bettini. All. Bonetti.

Verona

MARCIANISE - Boccolini, a caccia di punti preziosi, potrebbe affidarsi al consolidato 44-2, con due esterni alti pronti a pungere al momento opportuno. In porta conferma per Fumagalli, davanti a lui Piscitelli, Murolo, Porpora e Tomi. A centrocampo D'AmbrosioeAlfanonel mezzoconRomanoeGalizia che potrebbero finire sulle corsie esterne. In attacco, infine, risulterebbe confermato il collaudato tandem Poziello-Tedesco. MARCIANISE (4-3-3): Fumagalli; Piscitelli, Murolo, Porpora, Tomi; D'Ambrosio, Alfano, Romano, Galizia; Poziello, Tedesco. A disp.: Mezzacapo, Filosa, Russo, Della Ventura , Di Napoli, Manco, Montanari. All.: Boccolini.

IL PRONOSTICO

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Ravenna

Arbitro: ZANICHELLI di Genova Assistenti: Russo - Sotgiu VERONA. Remondina conferma la squa- RAVENNA. Il Ravenna riparte da Verona dodra che ha battuto Cosenza e Ternana: par- po la sosta forzata di lunedì scorso e incontra te ancora con la formula con Berrettoni alle l'Hellas con due nuovi giocatori e una nuova spalle di Colombo e Di Gennaro. Garzon è in veste. L'arrivo di Correa detta all'allenatore vantaggio per una maglia da titolare su un cambio di modulo, dal 4-4-2 dovrebbe pasPensalfini. Sempre out Selva, che lavora a sare al 4-4-1-1 che significa sacrificare l'atCesenatico per recuperare la forma miglio- taccante Piovaccari per dare spazio al trere, come pure l'ultimo acquisto, Samuele quartista sudamericano. Come punta doDalla Bona, che sarà disponibile tra un paio vrebbe giocare Gerbino Polo. L'altra novità è di settimane. l'esterno destro Felci. Al centro della difesa VERONA (4-3-1-2): Rafael; Cangi, Cecca- dovrebbe rientrare Fasano. relli, Anselmi, Pugliese; Russo, Esposito, RAVENNA (4-4-1-1): Anania; Rizzo, SerafiGarzon; Berrettoni; Colombo, Di Gennaro. ni, Fasano, Biserni; Felci, Rossetti, Fonjock, A disp.: Ingrassia, Campagna, Comazzi, Toledo; Correa; Gerbino Polo. A disp.: Rossi, Pensalfini, Farias, Ciotola, Rantier. All.: Sabato, Anzalone, Cavagna, Sciaccaluga, Remondina. Piovaccari, Scappini. All.: Esposito.

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Ogni qualvolta è stato chiamato in causa l’estremo difensore si è fatto trovare pronto

Daniele Bruno: «Francavilla, io sono qui» FRANCAVILLA – Giornata di riposo quest’oggi per la formazione rossoblu, che ha cambiato il programma delle sedute di allenamento, terminate ieri mattina, anziché, come annunciato prima, questa mattina. In vista del match contro l’Ischia Isolaverde, il tecnico Ranko Lazic, vuole tenere alta l'attenzione del suo Francavilla. Tutto il gruppo, in questo periodo deve essere bravo a restare unito a centrare i propri obiettivi. A cominciare dal portie-

re Daniele Bruno, che ogni qualvolta è stato chiamato in causa ha sempre dato il suo valido apporto. «Purtroppo è un periodo che gira male – afferma l’estremo difensore rossoblu - un pò a causa delle squalifiche, ma anche per mancanza di fortuna, che in alcune gare è venuta a mancare. Poi la gara casalinga contro il Grottaglie – continua – ha limitato le nostre caratteristiche, a causa delle pessime condizioni del terreno di gioco, per via della pioggia».

Sinnici, che cercheranno a tutti i costi di restare nelle zone alte della classifica, che attualmente li vede in quinta posizione con trentotto punti. La sosta in campionato, arriva al momento giusto, in un periodo che la squadra non sta rendendo al massimo. «A mio avviso – dice Bruno - siamo una squadra che dal punto di vista della condizione fisica, ha delle potenzialità enormi, nonostante stiamo attraversando un periodo magro di risultati.

Sicuramente la sosta ci aiuterà molto dal punto di vista psicologico, per poi affrontare la partita casalinga con la giusta motivazione. Siamo un gruppo unito e lavoriamo l’uno per l’altro – dice - per raggiungere l’obiettivo dei play off. Un obiettivo – conclude il portiere Bruno – fortemente voluto da tutti noi». Per la gara in programma domenica prossima allo stadio “Nunzio Fittipaldi”, il tecnico Ranko Lazic, potrà contare su una squadra vogliosa di dimostrare

Daniele Bruno

tutto il suo valore. Ma soprattutto, per dimenticare i due ko consecutivi contro Grottaglie e

Neapolis Mugnano. Alla ripresa il Francavilla ospoiterà l’Ischia. Claudio Sole

Derby al Michetti Rimane in dubbio Lupacchio per la prima punta

Serve un Pisticci pratico La squadra di Arleo viene da 8 punti in 4 gare ma non basta QUESTA volta il derby tra Pisticci e Matera ha risvolti più pratici che fascinosi. La sfida è di cartello, mantiene tutta la sua aura di specialità, resta un appuntamento molto sentito dalle tifoserie (anche se quella del Matera non ci sarà per la scelta delle autorità competenti), ma rappresenta soprattutto un incontro decisivo ai fini della classifica del Pisticci. La squadra di Arleo, infatti, ha conquistato otto punti nelle ultime quattro partite, è riuscita ad abbandonare la penultima posizione rientrando nel gruppo play out ed ha bisogno ancora di punti per dare seguito alla sua corsa verso la salvezza. L'assenza dei tifosi ospiti toglie sicuramente tanto al clima derby. Anzi viene da chiedersi se, mancando i supporters di una delle due squadre, di derby vero e proprio si possa parlare ancora. Eppure i segnali dell'andata erano statiincoraggianti. Leduetifoserie nemmeno dettero vita agli sfottò, ma si limitarono ad ignorarsi facendo ognuna il tifo per la propria squadra. A Matera non ci fu alcun intoppo sotto il profilo della sicurezza ed il Pisticci uscì addirittura tra gli applausi da XXI Settembre dopo aver dominato e vinto incredibilmente quell'incontro, conclusosi con il sorprendente risultato di 0-3. Forse bisognava tener conto di questo aspetto, considerando anche i buoni livelli di sicurezza garantiti dall'impianto sportivo del Michetti. Alla fine, però, la scelta è stata un'altra ed ai botteghini del comunale di Pisticci sarà in vigore una restrizione di residenzialità. Entri se sei di Pisticci. Per l'occasione la dirigenza pisticcese ha indetto la giornata gialloble: pagano tutti, abbonati compresi, un biglietto unico di 10 euro. Le motivazioni della scelta vengono spiegate dal presidente Donato Panetta. “Chiediamo - spiega il massimo dirigente gialloble - un piccolo sacrificio ai nostri tifosi e sostenitori, abbonati compresi, perché questo è un momento importante e decisivo ed abbiamo bisogno veramente del contributo di tutti in tutti i sensi. Bisogna incitare la squadra sugli spalti, ma anche andare incontro alle esigenze di cassa di una società che ha fatto ulteriori sacrifici per allestire una formazione più competitiva rispetto a quella dell'andata nel tentativo di raggiungere la salvezza. Credo che la gente comprenderà questa nostra scelta, perché fare calcio a Pisticci è molto difficile, ma risulta quasi impossibile farlo in Interregio-

L’esultanza del Pisticci

ALL’ANDATA FINÌ 0-3 MATERA (4-4-2) Cottet 5; Milzi 5,5 , Martinelli 5,5 , Bartoli 5,5, Palladino 5,5 (11’ st De Vecchis 5,5); Salemme 5,5 (1’ st Carretta 5,5), Leta 5,5, Mazzoleni 5,5, Campo 5 ( 26’ st Martone 5); Genchi 5,5, Albano 5,5. A disp.: Mirabelli, Catalano, Logrieco, . All. Giusto PISTICCI (4-1-4-1) Marino 7,5; Angiò 6, Di Maria 6,5, Vallefuoco 7, Chiaffitella 6 (14’ st Di Noto 6); Guarino 6,5; Lavecchia 5,5 (28’ st Basile 6,5), Ferrentino 7, Farinola 7; Rovira 6 (16’ st Grieco), Polichetti 6: A disp.: Maida, De Biasi, Nencini, Truglio. All. Valente 8 ARBITRO: Cangiano di Napoli RETI: 36’ pt Vallefuoco (P); 10’ st Ferrentino (P), 38’ Basile (P) nale. Noi stiamo facendo il massimo, anzi più di quello che possiamo ed abbiamo bisogno di un piccolo aiuto ulteriore in questo momento straordinario. La società, pertanto, chiede un sacrificio a tutti quelli che amano i colori della propria città”. Sul piano prettamente calcistico resta un enigma la formazione con cui il Pisticci scenderà in campo. Arleo, che in rosa a questo punto ha numerose alternative, ha annunciatoche cambieràuomini e modulo rispetto a mercoledì scorso, ma i nodi da sciogliere sono tanti. Destano qualche preoccupazioni le condizioni di Lupacchio, che ha rimediato in settimana una botta alla caviglia e che rimane in dubbio. In attacco, comunque, ci sarà spazio sia per Parente che per D'Aniello oltre che per un under, probabilmente, Benegiano. A centrocampo la sorpresa potrebbe essere il materano Farinola. In difesa Arleo valuta anche l'opzione di giocare a tre schierando contemporaneamente Cocca, Di Maria e Malafronte. Probabile formazione: Marino; Cocca, Malafronte, Di Maria; Farinola, Cazzarò, Palladino, Polichetti; Benegiano, Parente, D'Aniello. Roberto D’Alessandro

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Sport 45

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

I tifosi della città dei Sassi i grandi assenti al Michetti I TIFOSI del Matera grandi assenti di una partita importante per le due squadre per i rispettivi obiettivi. Un derby diventato ancora meno prestigioso e monco. Eppure all’andata il pubblico materano ha dato una dimostrazione di cultura calcistica di grossa levatura. Perchè il Pisticci, che aveva giocato meglio del Matera senza ombra di dubbio, è uscito tra gli applausi dell’intero stadio “XXI Settembre-Franco Salerno”, non escludendo nemmeno il settore riservato ai gruppi organizzati. Peraltro, va detto che durante la gara d’andata non ci fu nemmeno un coro o uno sfottò tra le due tifoserie. Di pisticcesi anche in tribuna ce n’erano davvero tanti e non ci furono problemi, visto che molti di loro operano e

lavoriano nella città dei Sassi. Una decisione che lascia l’amaro in bocca ai gruppi del tifo organizzato che dovranno seguire la gara solo sui vari siti o dalle notizie che arrivano dai vari programmi che prevedono notizie sulla serie D. Forse si poteva anche ipotizzare una diretta televisiva, ma questa “tradizione” è legata a derby forse con maggior seguito di pubblico. Pur rispettando l’ordinanza del Prefetto che ha proebito la trasferta, la parte lesa di questa gara sono anche i tifosi in genere oltre a quelli cosiddetti organizzati. Perchè chi ama il calcio gli viene negata la possibilità di andare a seguire una trasferta della propria squadra del cuore a pochi passi da casa. r.carpentieri@luedi.it

Derby al Michetti Il bomber ago della bilancia dell’undici da schierare

Matera, dubbio Albano Diego Albano si dispera e in alto i tifosi uniti

Debutto in panchina per il neo tecnico biancazzurro Rizzo

ALBANO è tra i convocati. Potrebbe anche farcela, ma l’emergenza in attacco c’era e resta. Il polso della squadra è in condizioni ottimali, perchè l’arrivo del tecnico Roberto Rizzo ha azzerato tutti quanto esisteva nello spogliatoio. Un buon gruppo quello del Matera, ma è chiaro che chi giocava meno ora ho l’occasione per poter far valere le proprie ragioni dimostrando sul campo impegno e grande volontà nell’apprendere i nuovi schemi del tecnico. «C’è poco da stravolgere, perchè le caratteristiche dei giocatori in organico sono rimaste sempre le stesse e le rivoluzioni tattiche non sono mai consigliabili. Ho avuto grande disponibilità da parte di tutti-afferma il tecnico del Matera, Roberto Rizzo- e questo è senza dubbi un segnale molto positivo». Quali sono le condizioni dell’at-

taccante Diego Albano? « E’ tra i convocati. Di più non credo di poter aggiungere al momento. Chiunque andrà in campo lo farà con grande coscienza di quanto sia difficile e importante questa gara». Sono ventitrè i convocati, tra cui figura anche Eugenio Salemme riaggregatosi alla squadra da martedì scorso. Unico Juniores convocato è Paolo Giasi. Nella rifinitura di ieri mattina al “XXI SettembreFranco Salerno” il tecnico Roberto Rizzo ha mandato tra i pali D’Angelo, con l’altro D’angelo a destra e Conte a sinistra con Savino e Bartoli centrali. Sulle corsie esterne Alassani a destra e Carretta a sinistra, con Leta e Martone centrali e Mazzoleni poco più dietro. In avanti Campo e Albano dovrebbe essere la coppia. Se non giocherà Albano, tutto potrebbe cambiare a

VITTORIA SUL FIL DI LANA PER I RAGAZZI DI FRANCO DANZA UNA partita vera. Bella, interessante e ricca di colpi di scena. Un Hinterreggio d’applausi e un Matera che c’ha credito fino all’ultima energia andando a segno con Manieri al primo minuto di recupero. Due legni per l’Hinterreggio e il vantaggio, dopo un paio d’occasioni gettate al vento dai ragazi di Franco Danza. Ripresa con Cifarelli protagonista

nel negare il 2-0 ai calabresi. Poi Leccese di testa riesce a mettere le cose a posto, ma il Matera ci crede ancora e viene premiato dopo aver sfiorato il gol almento tre volte colpendo un palo con Manieri un minuto prima del gol vittoria e l’esplosione dell’urlo “la capolista se ne va”. r.carpentieri@luedi.it

trecentosessanta gradi. Perchè l’inserimento di un under in avanti potrebbe aprire nuovi scenari a centrocampo con l’inserimento di un under in avanti. Deciderà solo all’ultimo minuto Roberto Rizzo, perchè Albano, dodici gol finora in campionato è fondamentale anche nel tipo di gioco che il Matera attua, fatto di spizzate per l’inserimento di un centrocampista. Di fronte ci sarà una squadra motivata, ma il Matera vuole dimostrare di poter competere con qualsiasi squadra del girone se riuscirà a giocare crorta e con tanto sacrificio. In effetti, nelle difficoltà si vedono le qualità del gruppo e se Diegol non dovesse farcela ci sarà solo da aitarsi uno con l’altro e tentare di entrare nella difesa del Pisticci per vie esterne e non centrali. Renato Carpentieri

Roberto Rizzo e in alto Dimitri

Il diesse della Salernitana replica al suo ex atleta

Salerno: «Mai detto a Corino non allenare nella mia città» NICOLA Salerno, attuale diesse della Salernitana, resta sempre vicino e attento alle cose che accadono nella sua città nell’ambito sportivo. «Sono molto arrabbiato-afferma Nicola Salerno-perchè certe dichiarazioni fatte da Corino non mi sono piaciute. Non mi sono mai permesso di sconsigliargli di venire ad allenare il Matera come ha dichiarato ai media. Nel nostro mondo è impensabile che questa cosa accada, mi riferisco a sconsigliare di andare a guadagnare dei soldi ad un operatore del settore ed è ancora peggio ipotizzare di sconsigliare tale cosa nella mia città dove c’è una società importante della quale ho stima e simpatia. Magari l’ho messo in guardia perchè la piazza è importante e non la si può certo deludere. Matera è una piazza esigente dal punto di vista calcistico, ma non mi sognerei mai di sconsigliarla a nessuno ed in particolare ad un amico come Corino e che ho tenuto con me anche a Messina. Tengo a precisare che non c’è nulla né contro i miei concittadini, parlando in termini calcistiuci, né contro la società, come tale cosa detta da Corino può far sembrare». Ieri pomeriggio tutta la dirigenza era presente al Gaetano Scirea per la gara tra la Juniores e l’Hinterreggio. Chiaramente toccherà pescare anche dalle giovanili. A questo proposito c’è da salutare con grande soddisfazione la convocazione di Giuseppe Donadio, Davide Manieri, Nicola Sabatiello e Simone Cristofaro nella rappresentativa del Girone H e tutti e quattro dovranno essere a disposizione mercoledì 10 Febbraio 2010 alle ore 13.30 presso lo stadio comunale "Giovanni Paolo II" di

Nicola Salerno

Francavilla Fontana (BR). I quattro giovani atleti biancoazzurri sosterranno una seduta di allenamento in vista del Torneo Nazionale Giovanile Serie D organizzato dal Comitato Interregionale. Tornando alla gara di oggi, c’è da ipotizzare lo stesso shieramento difensivo di domenica scorsa dopo l’uscita di Martinelli. Infatti, il capitano biancazzurro non dovrebbe essere della gara. Ha recuperato e sarà a disposizione di Roberto Rizzo l’estrno Giovanni Campo. Qualche perplessità c’è anche per le condizioni non ottimali di Alessio De Vecchis che non dovrebbe farcela. r.carpentieri@luedi.it

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46 Sport


 TUTTO IL CALCIO REGIONALE GIOCA ALLE ORE 15 

Per Squicciarini il nuovo acquisto Ferragina

Fortis Murgia-Valdiano vale l’intera stagione MATERA - Si chiama Stefano Ferragina il nuovo acquisto del Fortis Murgia. L’attaccante di origini calabresi arriva alla vigilia di quella che è, probabilmente, la gara più importante della stagione per la formazione di mister Pasquale Squicciarini, ovvero la sfida con l’altra capolista del campionato di Eccellenza lucana, la Ruggiero Valdiano del tecnico Masullo. Un vero e proprio spareggio per la Serie D. Una di quelle gare da non sbagliare e bella da vedere (anche se sarà a porta chiuse, per via dell’ordinanza prefettizia che impone il divieto della presenza del pubblico all’impianto di via Laterza dello Scirea Matera). Entrambe le formazioni giungono a questa sfida, che sarà arbitrata dall’abruzzese Angelo Pasqua della sezione di L’Aquila che si avvarrà della collaborazione di Rocco Sapienza e Domenico Martone, nelle migliori condizioni possibili. Entrambi i tecnici avranno a disposizione l’intero parco giocatori per far si che la sfida

ATELLA-AC OPPIDO

R. TOLVE-VULTUR

Il nuovo acquisto Ferragina

sia più avvincente. All’andata la gara terminò con un pareggio a reti inviolate che metterà tutto in gioco questo pomeriggio, visto che nel computo finale della classifica saranno anche decisivi gli scontri diretti. Appuntamento, quindi, alle ore 15 per il fischio d’inizio della partitissima che vale una grande fetta della stagione Antonio Mutasci a.mutasci@luedi.it

FERRANDINA-POLICORO

Ambizioni a confronto

Si riparte da Bardi

Uno fisso anche on line

ATELLA –Al comunale della cittadina della valle di Vitalba si giocherà Atella Monticchio – Angelo Cristofaro Oppido. Sicuramente uno dei due match clou, che insieme alla gara Fortis Murgia – Ruggiero Valdiano presenta il calendario della 6^ giornata di ritorno. Un incontro molto atteso tra due formazioni che sinora hanno dato il meglio di loro tra le mura amiche mentre lontane dal proprio pubblico sono apparse piuttosto vulnerabili. Sarà quella odierna una partita aperta e certamente giocata con determinazione e massima concentrazione da entrambe le contendenti per almeno due buoni motivi. Da una parte sarà schierato l’undici locale che vorrà continuare ad allungare la striscia dei successi interni, dove ha ceduto soltanto al Fortis Murgia, portandolo a undici e dall’altra la squadra ospite, l’Angelo Cristofaro Oppido, alla ricerca della vittoria esterna che manca da diverso tempo agli uomini di mister Manniello. Una vittoria che di certo i bradanici vorranno fortemente conquistare con la segreta speranza di agganciare in vetta alla classifica le due battistrada Murgia e Valdiano nel caso lo scontro diretto tra le due dovesse finire in parità. Gli atellani, sesti in classifica generale a due punti dalla zona play off, dal canto loro, ce la metterannotuttaperagganciarein zonaplayoffaquotatrentacinque punti Ricigliano e Viggiano le due formazioni che precedono in classifica l’Atella Monticchio di mister Pasquale D’Urso. Un’altra buona ragione per conquistare l’intera posta in palio per Carriero e compagni è quella di riscattare la sconfitta (3-0) patita all’andata in quel di Oppido Lucano. Michele Rizzo

TOLVE - Corsi e ricorsi storici, e a venirci in aiuto è un post su facebook lasciato da un tifoso del Tolve. Era il 24 marzo 1997 quando si disputò per l'ultima volta Tolve - Vultur . Campionato di Eccellenza con il Rionero che si impose per due a uno. In panchina per i giallorossi c'era il compianto mister Di Tommaso. Quello fu l'ultimo anno di eccellenza al termine del quale il Tolve retrocesse in promozione insieme a Castelluccio ed Avigliano, mentre il campionato lo vinse il Lagonegro che lottò fino all'ultima giornata contro il Policoro di un indimenticato Felice Ragone. L'augurio dei tifosi bradanici è che non finisca come quella volta. In tutti i sensi. Lasciamo la storia e catapultiamoci ai giorni nostri. Al San Rocco va in scena la “prima”. Mister Bardi guida la squadra dalla scorsa settimana e siederà per la prima volta in questo campionato sulla panchina del team caro al presidenteGrignetti. Subitoungrossoproblema periltrainer potentino: chi sostituirà capitan Mazzacane al centro della difesa? Il centrale è stato squalificato per un turno. Servono punti immediati e trovare la via della rete che ormai è smarrita da un bel pezzo. Ieri si è discusso del futuro societario del Tolve ma il campo chiede risposte immediate. Arriva al San Rocco la Vultur Rionero lanciata all'inseguimento del treno di testa per cercare un piazzamento play - off. I vulturini sono reduci dall'affermazione di misura contro il Picerno, graziead una rete diLanciano. Per le 14:30si preannuncia terreno pesante a Tolve; il direttore di gara sarà Albano di Potenza con gli assistenti Macrì e Bonavoglia. Gianluigi Armiento

IL FERRANDINA PROVA a riprendere la corsa per la salvezza contro il Policoro. All'undici di mister Savoni il ko di Oppido non è andato proprio giù. Ad accrescere tra i rossoblu la voglia di riscattarsi da una prova opaca, la presenza del pubblico amico, seppur anche per questa domenica in numero ridotto. Per i lavori di adeguamento del campo sportivo Santa Maria, ormai in fase di ultimazione, il sindaco ha autorizzato solo 99 ingressi. Ma si tratta di un sacrificio destinato a durare davvero poco. Poi la partita domenicale tornerà ad essere un momento di aggregazione e di incontro per tutti gli sportivi ferrandinesi. Nella sfida con la formazione jonica, che, vista la classifica, si configura come un vero e proprio scontro diretto, mister Savoni potrà disporre dell'organico al gran completo. Unica defezione quella del centrale Troiano, fermato per un turno dal giudice sportivo. Ma le soluzioni tattiche non mancano per sopperire a questa assenza nello scacchiere difensivo. E le motivazioni per tornare al successo e riscattare la prima sconfitta arrivata dopo un ruolino di cinque risultati utili a fila anche. Sull'esito del risultato i tifosi non hanno dubbi. Il sondaggio pubblicato sul sito ufficiale della società (www.ferrandinacalcio.it il nuovo indirizzo), è plebiscitario: uno fisso. Sintomo evidente di crescente fiducia ed entusiasmo intorno alla squadra allestita nel mercato di riparazione dicembrino dal presidente Capalbo. Margherita Agata m.agata@luedi.it

VIGGIANO-GENZANOB.

BORUSSIA-IRSINESE

Campisano ok per i tre punti

Per gli jonici una formalità

VIGGIANO – Tornare a vincere. E’ quello che Villani chiede ai suoi ragazzi per riprendere la marcia interrotta nelle ultime giornate. Il Viggiano non vince dal 10 gennaio in campionato nella gara di Picerno con doppietta di Piscopia. Il successo interno manca da poco più di un mese contro l’Avigliano con rete decisiva dello stesso Piscopia. Perciò il tecnico dei biancazzurri vuole tornare ad ottenere un risultato pieno per restare nella scia delle prime in classifica. Al momento il Viggiano condivide il quarto posto con il Ricigliano (vittorioso 1-0 contro l’Avigliano). Bisogna vincere a tutti i costi perché il distacco sulle inseguitrici ai play – off è di appena tre punti su Atella e Murese e di quattro su Vultur Rionero e Borussia Pleiade. Tutte compagini che verranno affrontate in trasferta, eccetto l’Atella già sfidato, e ragion per cui battere il Genzano Banzi sarebbe di fondamentale importanza in questa fase della stagione dove non conta tanto il gioco ma più i risultati. A Villani infatti interessa a centrare il successo perché sta vedendo la squadra messa bene sotto il profilo del gioco ma carente in termini di punti. L’allenatore dei valligiani recupera Campisano dalla squalifica e Marsicovetere e Chirichella reduci dall’influenza. Però non potrà contare ancora su Salera che una settimana e mezzo fa ha subito una botta alla spalla nell’allenamento del venerdì e La Neve per squalifica. Biagio Bianculli

POLICORO - E' una gara senza rischi quella di oggi pomeriggio per il Borussia Pleiade, impegnato in casa contro il fanalino di coda Irsinese. E finalmente si torna a giocare al “Rocco Perriello”, indisponibile per le ultime tre giornate di campionato a causa delle non ottimali condizioni del manto erboso. Per i ragazzi di mister Viola, attualmente quinti in classifica insieme alla Vultur (31 punti), saràuna buona occasioneper allungare la scia di risultati positivi e preparare al meglio l'ultima parte del girone di ritorno, puntando non solo ad una tranquilla salvezza ma anche ad avvicinarsi sempre più alla zona play - off. Oggi pomeriggio non dovrebbero esserci sorprese: finora l'Irsinese, ultima in classifica a soli 2 punti, ha vinto un'unica gara, contro un Ferrandina a ranghi ridotti. Nelle altre partite sempre sconfitte per il team murgiano, spesso con un numero di gol subiti superiore alla media. Gli jonici vengono invece da due vittorie consecutive, contro il Banzi e la Vultur, e da un pesante pareggio maturato in casa della capolista Ruggiero Valdiano. Risultati che dimostrano la maturità agonistica di una squadra giovane ma ben impostata in campo, pronta a continuare a fare bene e a raggiungere importanti traguardi. Oggi Borussia in campo senza il portiere Coretti e il centrale Manolio, squalificati per una giornata per somma di ammonizioni. Guardando al risultato d'andata, ad Irsina i biancorossisi imposeroconun tranquillo3 a 1. Fischio d'inizio alle ore 15. Eleonora Cesareo

AVIGLIANO-MURESE

PICERNO-RICIGLIANO

Una sfida decisiva Caivano chiede per entrambe concretezza AVIGLIANO –Ancora una partita decisiva. Ancorauna voltadaaffrontare incondizioni di emergenza. Leit-motiv che si ripete per l'ennesima volta, nel corso di un'annata che fortunata l'Avigliano non può definirla. Stavolta mancheranno in tre. A far compagnia sulla panca dei puniti a Lorusso, al secondo turno di stop dopo l'espulsione presa nella partita contro il Policoro dalla panchina dopo esser stato sostituito, si aggiungono Carlucci e Di Pietro. Senza dimenticare l'impossibilità di disporre di Salbini dopo i problemi fisici che lo hanno costretto nelle settimane scorse addirittura ad un doppio ricovero in ospedale; e di Lasco, di cui si sono perse le tracce. E all'orizzonte, si profila la Murese. Imbattuta da quattro mesi. L'ultima sconfitta l'8 novembre a Oppido, poi una sequenza di 5 vittorie e 6 pareggi. La striscia positiva aperta più lunga, dopo quella del Fortis Murgia. Qualche pareggio di troppo in casa, a impedirgli di essere già oggi nel bel mezzo della zona playoff. Che tuttavia gli uomini di Lardo tengono sotto mira, pronti a saltarci dentro. Numeri che la dicono lunga sulle difficoltà che attendono un Avigliano che, dal canto suo, ha assoluto bisogno di mettere punti in un carniere che deve necessariamente appesantirsi, se i ragazzi di Filadelfia (per l'ultima volta costretto a seguire la squadra dalla tribuna) vorranno rimanere a contatto con le squadre che li precedono, per provare poi a uscire da quella zona playout sempre gravida di incognite e pericoli. Giancarlo Tedeschi

RICCA DI FASCINO è la sfida tra Picerno e Ricigliano in scena al “D. Curcio” con i padroni di casa impegnati nella rincorsa per uscire dalla zona play- out, missione non più impossibile. Di fronte però l'ostico Ricigliano, in piena corsa play off e che gode della difesa più forte del campionato con soli 10 gol subiti in venti giornate. I campani, reduci dalla vittoria di misura sull'Avigliano, si presentano a Picerno al completo e per Mister Dente l'unico dubbio di formazione è in attacco tra Falivena e Veglio, con il primo favorito. Perdita importante per Caivano invece, che non potrà schierare Cozzolino, operato nella giornata di venerdi. Per scardinare l'impenetrabile retroguardia campana, Mister Caivano si affiderà al suo classico modulo ad albero di Natale e alla fantasia di Giordano e Mastroberti già in grado di mettere in ginocchio l'Oppido nell'ultimo turno casalingo. A centrocampo, spazio alle geometrie di Castagno e alla solidità di Pezzullo, innesto importante. Caivano ha chiesto ai suoi concretezza sotto porta, vista la forza della difesa di Dente. La sconfitta di Rionero ha lasciato l'amaro in bocca al team picernesein virtùdi comeè maturato: una squadra in salute, che ha creato palle goal importanti e che alla fine è stata punita dalla ormai solite disattenzioni difensive. Ai fini della classifica per entrambe le squadre, importante sarà l'esito della gara tra Avigliano e Murese. Ambizioni play off e lotta per uscire dalle sabbie mobili, questo il lite motiv della ventunesima giornata. Maurizio Cardone

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Sport 47

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

BALVANO-SANTARCANGIOLESE

ROTONDELLA-VARISIUS

MIGLIONICO-SCANZANO

Per Turturiello è dura

A Nova Siri: campo inagibile

Motta non si fida di Calone

VIETRI DI POTENZA - Brucia ancora al Balvano la sconfitta al foto-finish subita domenica scorsa a Moliterno col gol di Petrocelli al 91'. Ed oggi, come domenica a Moliterno, non sarà assolutamente facile contro un avversario duro che occupa la quarta posizione in classifica: la Santarcangiolese, che domenica scorsa ha battuto il Bln Pignola con la rete di Armentano a dieci minuti dal termine. Ma oltre a ciò, saranno assenti per scontare la seconda delle due giornate di squalifica, ben tre difensori titolari: Iacullo V., Galante e Limmatola. Il Balvano non ha nessuna alternativa oltre che la vittoria. I punti che separano il Balvano (terz'ultimo col Rotondella a 17 punti) al Bella sono ben cinque. Ed il Balvano potrebbe approfittare di un passo falso del Bella (a Pignola) per andare sotto di due punti e non perdere il treno per la salvezza diretta. Da sfruttare anche il fattore campo: il Balvano in casa a Vietri di Potenza ha collezionato dodici punti dei diciassette totali. Nientemale peròil ruolinodi marciadella Santarcangiolese fuori casa, con quattro vittorie, un pareggio e cinque sconfitte.Mister Turturiellodel Balvanosiaffiderà aVillani a difendere la porta balvanese, con lo stesso mister in mezzo alladifesa conCozzie Simone.Centrocampoaffidato aipiedi di Cuozzo e Matturro, sperando nei gol di Iannone, Petraglia e dell'ottimo Galantucci. Mister Chiappetta dovrà fare a meno dell'attaccante Gallo, fermato dal giudice sportivo dopo l'espulsione rimediata domenica scorsa in casa contro il Pignola. Per il resto, dovrebbe essere confermata la squadra vittoriosa di domenica scorsa, con Cavallo al posto di Gallo. Claudio Buono

ROTONDELLA - Il Rotondella ha di nuovo le valigie in mano. Domenica 24 gennaio la squadra aveva potuto finalmente esordire sul proprio terreno di gioco di rione Mortella, rimesso a nuovo dopo i lavori di allargamento e contenimento di un movimento franoso. Appena due giorni dopo, però, quella frana si è ripresentata nonostante i lavori, restituendo un terreno pieno di pericolose buche.La situazione è disastrosa ed è molto probabile che la squadra non possa "ritornare a casa" prima della fine della stagione. Dovrà tornare, per ora, a ospitare gli avversari sul “neutro”di Nova Siri, anche se il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano, si è detto fiducioso per una rapida soluzione del problema. Arriva in questo momento non proprio felice il match casalingo si fa per dire - con il Varisius Matera, anche perché quella del campo è solo l'ennesima tegola su una squadra che non sta certo vivendo un buon momento.Gli jonici non vincono addirittura da nove giornate e per ritrovare il loro ultimo successo bisogna tornare addirittura al 22 novembre scorso. Da quel giorno sono arrivati tre pareggi e sei sconfitte.Non è molto più incoraggiante neppure il trend recente dei materani, che per l'ultimo successo devono tornare al 4 dicembre scorso. Le due squadre, insomma, non si affrontano nel loro momento migliore. Potrebbe essere un bene per lo spettacolo. La sete di vittoria, sentita soprattutto sulla sponda jonica a causa della classifica, è un ingrediente capace di accendere ognimatch. Ilmatchdi andata,conclusosicon unrocambolesco e spettacolare 2-2, lascia ben sperare in questo senso. Pino Suriano

MIGLIONICO-Sulla carta sembra una gara da tripla “S” per il fanalino di coda che giunge al “Michele Ditrinco” di Miglionico. Stante il biglietto da visita che la squadra ionica porta al cospetto del Miglionico, sembra uno “Scanzano Senza Speranza”. Ma, nel calcio si sa, le carte contano poco. Quello che contera' sara' il responso del campo. In erba e quasi immacolato quello di Miglionico e che ha visto, alla “prima”, soccombere l'antagonista principale dello Scanzano, il Lagopesole. 8 i punti per la squadra di mister Calone, con la prima vittoria domenica, in casa contro l'Irsina. Un Atletico in crescita. Dopo i soli 4 pareggi in tutto il girone di andata, 4 punti nelle 5 gg di ritorno, con gare perse per un gol di scarto. Il Miglionico di mister Motta deve fare molta attenzione ad uno Scanzano che giochera' in modo spregiudicato per recuperare il gap di 5 punti che lo separano dalla speranza play-out, Lagopesole. 36 punti, terzo posto e un attacco prolifico con Lambertini su tutti a quota 18, il Miglionico ha un unico obiettivo per cercare in classifica di avanzare. Tre punti conditi da bel gioco per far felici i suoi tifosi che accorreranno numerosi in uno stadio rigenerato. Zero finora le sconfitte casalinghe del Miglionico e zero le vittorie in trasferta degli ionici. Dopo il fischio di inizio, ore 15, il risultato di 0-0 ha poche speranze di durare per i 90 minuti visto lo scontro fra uno dei migliori attacchi contro una delle difese piu' battute. Antonio Centonze.

Paladino e soci galvanizzati dall’ultimo blitz

Il Moliterno a Grottole rischia la leadership GROTTOLE - Galvanizzati dalla vittoria esterna di domenica scorsa contro il Lagopesole e dall'ulteriore passo in avanti fatto in classifica, i biancazzurri affrontano con molto ottimismo la partita di questo pomeriggio contro la corazzata Moliterno nella prima delle due gare interne consecutive che li vedrà poi di fronte alla formazione di Pignola. Sulla scia positiva delle ultime giornate e sul buon gioco ritrovato, infatti, D'Ascanio può schierare quasi tutti i suoi effettivi per cercare di imporsi sui potentini che, comunque, hanno collezionato molti punti in più rispetto all'andata, quando le due squadre erano differenziate da soli due punti in classifica prima dello scontro diretto

PIETRAGALLA-PESCOPAGANO

BLN PIGNOLA-BELLA

I due tecnici Mister Tramutola non cambiano vuole rialzarsi MISTER Potenza recupera Pietragalla M. e Gorga ma deve fare a meno dell'under Potenza in attacco. La formazione che il mister bianco blu schiererà in campo non sarà comunque molto diversa dalla formazione tipo con Ciriello tra i pali; Pappalardo, Pietragalla M., Di Bello e Carlucci sulla linea difensiva; Gorga, Pallotta, Pietragalla L. e Di Tommaso a metà campo; Cammarota e Alfonso in attacco. Mister Toscano, invece, con ogni probabilità schiererà gli stessi undici che sette giorni fa hanno acciuffato in extra-time il Montescaglioso con Rosa, Roselli, Lanza V., Lanza A., Perillo, Tavarone, Papasso, Tummillo, Bergamasco, Iacoviello e Glorioso.I padroni di casa cercheranno di centrare la quinta vittoria consecutiva tra le mura amiche continuando così la striscia positiva di risultati che dura dallo scorso primo novembre. Il Pescopagano, invece, arriva a Pietragalla con l'intenzione di ritrovare la via del successo che ormai manca dallo scorso sei dicembre, quando tra le mura amiche capitolò il Lagopesole (1-0). Gli ospiti sono reduci da quattro pareggi e una sconfitta in queste prime cinque gare di ritorno, mentre il Pietragalla ha conquistato tre vittorie e due pareggi nelle ultime cinque apparizioni stagionali. Con dieci gare ancora da disputare, di cui sei tra le mura amiche e quattro in trasferta, il Pietragalla è ancora candidata alla vittoria finale del torneo. Inoltre, statistiche alla mano, oggi pomeriggio i bianco blu restano i favori del mach. Arbitrerà Colangelo da Potenza. Rocco De Rosa

PIGNOLA - Il pronto riscatto dopo l'amara delusione. Dimenticare in fretta il ko di Sant'Arcangelo e “rituffarsi” in campionato alla conquista dei play-off. Sarà questo il leitmotiv che accompagnerà il Bar La Notte Pignola di mister Tramutola alla delicata sfida “interna” contro il Bella. Un match non del tutto casalingo per l'undici pignolese, dato che l'atteso confronto si disputerà nuovamente presso l'impianto sportivo di Picerno, in notturna, a partire dalle ore 17. E' quasi impossibile giocare a Rifreddo per via del gelo, della neve, della nebbia e delle temperature polari che “avvolgono” la splendida località turistica, alle porte di Pignola. Ragone e soci avranno l'imperativo categorico di portare a casa i tre punti, perché se a domicilio tuttofila liscioper ilBar LaNotte, in trasferta la squadra cara al presidente Gerardi ha perso qualche punticino di troppo. E non sarà facile strappare l'intera posta in palio a questo Bella, che sprizza entusiasmo dopo aver fermato le due battistrada del torneo cadetto. La squadra di Del Pino, a domicilio, prima ha regolato di misura il Moliterno e, domenica scorsa, ha fermato il Pietragalla a reti inviolate. In trasferta, però, non ha mai conquistato il successo pieno. Ecco perché il Bella si trova ai margini della zona play-out. Del Pino potrà contare su Doino ed Innocenti dopo la squalifica; Tramutola nonavrà Deiacovo (fermatodal giudice sportivo). Terna arbitrale interamente moliternese:darà ilviaalle “ostilità”Amendolara, coadiuvato da Esposito e Sofia. Donato Pavese

Raffaele Paladino

che terminò con un pareggio che, comunque, risultò stretto soprattutto ai grottolesi. Il fattore psicologico sarà molto importante per i locali che, sul proprio terreno di gioco, riescono ad imporsi anche contro le

MONTESCAGLIOSO-LAGONEGRO

formazioni più ostiche da affrontare. L'unico rompicapo per D'Ascanio resta comunque la scelta su chi schierare in attacco visti i problemi fisici subiti nell'ultimo periodo da Bitetti e Moramarco. Rincuora, tuttavia, l'ottimo stato di forma delle due mezz'ala di centrocampo Di Pede e Buono, i migliori realizzatori della squadra in proporzione alle partite giocate. Da registrare inoltre la lunga striscia di imbattibilità casalinga di Paladino e compagni che nell'ultino anno hanno raggiunto un risultato positivo per il novantacinque per cento delle partite giocate. Come dire che per il Moliterno non sarà certo una passeggiata a Grottole. Carlo Amodio

REAL IRSINA-LAGOPESOLE

Momento-sì da allungare

Real Irsina alla svolta

MONTESCAGLIOSO. Questo pomeriggio, alle ore 15, al Comunale, la Polisportiva Libertas Montescaglioso ospita il Soccer Lagonegro allenato da mister Oliva. All'andata la gara si è chiusa sul punteggio di 1-1, con rete montese di Luigi Venezia. Si tratta dell'undicesima gara interna stagionale per la squadra di casa, reduce dal pareggio, per 1-1, ottenuto in trasferta sul campo del Pescopagano. I ragazzi di Montescaglioso, attualmente al settimo posto in classifica grazie ai 31 punti sinora ottenuti, vogliono prolungare il momento positivo che li vede imbattuti da 5 gare consecutive, durante le quali hanno conquistato 11 punti, frutto di 3 vittorie e 2 pareggi. Hanno sinora ottenuto, tra le mura amiche del Comunale di Viale J.F. Kennedy, 4 vittorie, altrettanti pareggi e 2 sconfitte. L'obiettivo èdi portarea 5le affermazioniinterne e salire verso i piani alti della classifica. Nelle ultime 3 esibizioni casalinghe, contro Rotondella (1-0), Miglionico (2 -1) e Atletico Scanzano (1 -0), i ragazzi allenati da mister Nicola Menzano hanno sempre saputo portare a casa i 3 punti in palio e gara dopo gara stanno dimostrando sempre più di essere squadra. Una conferma giunge dal numero di atleti andati sinora a segno: con il gol realizzato a Pescopagano, il centrocampista Francesco Casalingo è l'undicesimo elemento della squadra ad andare a segno. Bisognerà prestare la massima attenzione all'avversario: i potentini, con i loro 27 punti in classifica, seguono in graduatoria proprio la compagine montese. Michele Marchitelli

IRSINA – L'occasione è di quelle ghiotte, da non lasciarsi sfuggire, costi quel che costi. Con il Bella a Picerno a far visita al Bar La Notte, il Balvano che ospita la Santarcangiolese, una delle squadre più in forma del momento, e Varisius e Rotondella a confronto diretto, per il Real Irsina può essere davvero la giornata della definitiva svolta. Con una vittoria, per gli uomini di Rizzi potrebbe davvero incominciare la fuga decisiva, cheporti lontano dalle sabbiemobili della zona playout. C'è da dimenticare la brutta sconfitta di sette giorni fa sul campo di un Atlewtico Scanzano che tuttavia, e lo aveva già dimostrato in altre circostanze, è squadra del tutto diversa rispetto al girone di andata. E da vendicare lo smacco della partita di andata, persa in malo modo. Una partita che ricorda con tutt'altro animo il Lagopesole, in quella occasione capace di cavar fuori dal suo cilindro forse la miglior prestazione stagionale. E', oggi, un Lagopesole che arriva ad Irsina sulla scia di tre sconfitte consecutive, dopo quel pareggio di Nova Siri contro il Rotondella che aveva fatto sperare Alfano e i suoi ragazzi in una svolta. Un Lagopesole ancora una volta rimaneggiato (la squalifica di Telesca che va ad aggiungersi a quella di Mecca), che prova a fermare il periodo negativo e va, anch'esso, a caccia di punti, preziosi per tamponare il tentativo di rientro dello Scanzano e nel contempo per provare a guadagnare posizioni nella griglia di playout che per i federiciani sembrano essere davvero inevitabili. Giancarlo Tedeschi

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48 Sport


L’Aurora Tursi cerca i tre punti a Satriano MISSIONE vittoria. Recuperare punti sul secondo posto se è possibile. L’Aurora Tursi di Pino Angelino deve credere nell’obiettivo dei tre punti in quel di Satriano e cercare di ottenere più punti possibili per ridurre le distanze dal Valsinni. Le cinque vittorie nelle ultime sei partite giocate intervallate soltanto dalla sconfitta di Villa d’Agri (mancavano in quella circostanza Di Pede e Bavaro) hanno fatto capire che i sinnici vogliono tornare ai livelli di inizio stagione e non di disputare un campionato anonimo come si potesse pensare e il rischio c’era. Angelino vuole soprattutto vincere questa gara per recuperare i due punti persi all’andata. Quella volta lo 0-0 lo fece arrabbiare di brutto e la colpa era da additare al terreno di gioco ridotto a piccole dimensioni che non permise di attuare un gioco efficace e offensivo. Angelucci in quell’occasione fu contento ovviamente del punto ma affermò anche di aver visto la migliore squadra del girone. Il tecnico del Satriano che dovrà giocare senza molti elementi, tra cui Caselle, Petrucci, Bruno, Malziotti e Saganeiti almeno (la lista dell'infermeria potrebbe presentarne altri), è costretto a rivedere la rosa e ad organizzarsi di conseguenza per bloccare l’Aurora Tursi. Angelino non può ancora avere a disposizione Ciccimarra tra i pali per infortunio ma recupera Pecora assente domenica

IL DERBY ALL’ATLETICO. BENE ANCHE L’ALBATROS

contro il Grassano dove è stato schierato Vita, su cui due gol subiti non era stato esente da colpe. Inoltre il trainer dei tursitani deve fare i conti con l’assenza dello squalificato Digno e di recuperare quantomeno Albano dall’infortunio sostituito nella gara vinta di misura contro il Grassano da Policarpo che ha dovuto ricoprire l’insolita posizione di difensore centrale. L’attacco formato da Bavaro e Montemurro potrebbe bastare ed è invidiato. I loro gol nelle ultime giornate hanno rilanciato l’Aurora Tursi al terzo in classifica, che fino a due mesi fa sembrava una chimera dopo alcune vicissitudini creatasi intornoalla squadra,edora sipuòtornare asognare il salto di categoria. Magari sarà tardi per poter agguantare la piazza d’onore, ma se dovesse mantenuta questa posizione di classifica fino alla fine dell’anno costituirebbe un vantaggio per il ripescaggio nella categoria superiore. Il Satriano che ad inizio stagione puntava molto al terzo posto dovrà ricredersi e a pensare a chiudere il campionato in modo dignitoso. Sono nove i punti di distacco dal duo Aurora Tursi – Salandra e non sono pochi. In programma di giornata c’è Valsinni – Salandra e Angelino tifa per un pareggio ovviamente. Per ridurre le distanze dal Valsinni e staccare il Salandra. Bisogna sempre vincere prima di tutto e poi attendere. Biagio Bianculli

IL METANAUTO NE FA TRE AL VILLA D’AGRI

LAVELLO-FOGGIANO: E’ TESTA A TESTA

VIETRI, TRASFERTA DURA

CHIAROMONTE TIFA SAN MARTINO

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Sport 49

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

A Dilettanti Restano gli acciacchi di Amadori, Bonora e Provenzano

Matera punta sulla testa Ponticiello: «Dobbiamo essere convinti di giocarcela alla pari» «SIAMO convinti di potercela giocare alla pari, abbiamo lo stesso rendimento di Ostuni nelle ultime partite. E’ il nostro punto di partenza e dobbiamo crederci». Punta sulla psicologia, sulla determinazione, sulla testa giusta per giocare e vincere questa partita il tecnico della Bawer Matera, Ciccio Ponticiello al termine dell’ultimo allenamento in una settimana ricca, purtroppo, di una serie di piccoli e grandi contrattempi che mettono a rischio la presenza di numerosi uomini in casa materana. Amadori non si è praticamente mai allenato in settimana e la sua presenza è quasi certamente da escludere, dubbi permangono anche sul recupero di Bonora che ierihasvolto solounablanda corsetta e sulle condizioni della schiena di Provenzano che hanno fatto i capricci per l’intera settimana. Prudente sul recupero dei tre uomini il medico sociale Paolo Vizziello spiega: «impossibile al momento dire qualcosa di preciso, permangono dei dubbi sul recupero dei tre giocatori. Amadori in particolare ma anche Bonora hanno avuto problemi legati ad uno stato febbrile che non sappiamo se consentiranno un recupero in tempo. Provenzano subisce questi fastidi alla schiena ed anche per lui valuteremo all’ultimo secondo». Molti dubbi dunque e molte porte aperte sull’esito di queste incertezze in casa materana. Coach Ponticiello comunque non vuole lasciare niente di intentato e ci proverà a vincere questa sfida: «sarà difficile ma abbiamo la volontà di provarci, siamo molto determinati e dobbiamo essere spinti da un forte entusiasmo». Poi aggiunge sull’Ostuni: «si tratta di una squadra non semplice da affrontare, tra le migliori che il campionato può offrire, con un rendimento costante e qualità individuali molto buone. Non hanno particolari puntideboli, riesconoa garantire sempre delle buone situazioni. Bisognerà riuscire a gestire situazioni e ritmi nella maniera migliore». Matera sarà chiamata dunque a leggere al meglio i momenti e le iniziative e le situazioni

che si avvicenderanno in campo. Le difficoltà della sfida sono conosciute ma per la Bawer è chiara anche l’importanza. Ostuni può rappresentare infatti per il passpartout per provare a giocarsi fino all’ultimo le chance di play off. Soprattutto in vista di una doppia trasferta consecutiva fondamentale per il futuro di Matera. Molto passa dalla sfida contro l’ex Basanisi e contro il possente Morena per Matera. Per battere l’Ostuni la Bawer dovrà anche ottenere il sostegno del suo pubblico. Oggi la società aspetta, nella giornata biancazzurra con biglietto a 10 euro e senza abbonamenti e tessere di favore, un apporto speciale di tifosi che garantisca quella spinta in più per portare a casa i due punti. Piero Quarto p.quarto@luedi.it

L’AVVERSARIA

Davide Bonora limitato per l’intera settimana da postumi influenzali

C2, E’ l’ora del derby di Basilicata QUI CTR SENISE SENISE - Primo derby assoluto tra Ctr La Cascina Senise e la Lucos di Montescaglioso. La prima milita da anni nel campionato regionale di C2 campana e la seconda dopo tantissimi tentativi è riuscita nell'impresa lo scorso campionato. Le due compagini hanno anche superato lo scoglio della prima fase e lasorte gli ha assegnatolo scontro diretto. Che è al momento all'insegna della precarietà di punti. Trovandosi insieme a chiudere la graduatoria provvisoria a due punti. Due sole vittorie dopo quattro gare disputate. Per i cugini materani poi i due punti sono arrivato soltanto dall'ultima gara in ordine di tempo, disputata in casa contro il Cercola. Appuntamento ore 18, presso la palestra Itcg di contrada Rutalupo. Il Senise si presenta a questo importante incontro, con l'infermeria che più piena non poteva essere: Krteiber che non gioca da oltre un mese per problemi ad una spalla; Galindez che ha un ginocchio gonfio e che spera comunque di essere seppure a mezzo servizio; per Genovese invece, il problema sembra più serio e potrebbe aver conclusa la stagione a meno di un miracolo che tutti gli augurano; Filippo Ra-

QUI LUCOS MONTESCAGLIOSO

gazzo, ha rimediato una frattura frutta di un invito troppo violento da parte di un compagno, fatto sta che dovrà se possibile scenderein campocon lamaschera sul naso; perdura l'indisponibilità di Pernice oramai storica, giocatore sul quale aveva puntato la società; indisponibile anche il giovane Le Rose, vittima di uno stiramento ad una coscia. Insomma a conti fatti, abili ed arruolati sarebbero al momento, Rocco Palazzo, Christian Femminini, Lino Durante, Berardino Di Monte e la truppa dei giovani che come al solito è sempre più disponibile ma con le riserve del caso che valgono per loro stessi. Pur tra mille problemi, forse queste affermazioni possono rappresentare perlomeno una certa consolazione. Che di questi tempi non manca. I tifosi infatti, stanno seriamente pensando ad un pellegrinaggio, squadra al seguito, verso S. Giovanni Rotondo, per pregare sulla tomba di San Pio. La squadra, infatti, pensata per conquistare senza sforzi notevoli le prime posizioni di questo gruppo, rischia di precipitare inesorabilmente. Gianni Costantino sport@luedi.it

MONTESCAGLIOSO - La Lucos Ingest Montescaglioso di Vito Rocco Torraco è attesa, questa sera, alle ore 18, nel primo derby lucano in due anni di C2, girone campano: è, infatti, attesa sul campo della CTR Senise allenata dal tecnico Enzo Maria, subentrato a stagione in corso a Michele Di Gioia. La gara sarà diretta dal duo arbitrale composto da Sabatino Maglio (Avellino) e Roberto Tammaro di Mirabella Eclano. Le due squadre della Basilicata, già avversarie in serie D in precedenti stagioni, nella seconda parte della stagione 2009 -2010 hanno sinora raccoltosolo 2punti:sei montesisisono sbloccati nell'ultimo turno superando, al Palauditorium Karol Wojtyla, per 81 a 66, l'Associazione Pallacanestro Cercola, i potentini vengono, invece, da una sconfitta: hanno perso, per 80 a 59, sul campo della Zeta Euro System. La loro unica vittoria è stata colta alla terza giornata, quando hanno superato in casa la Baloncesto Napoli per 83-77. Ex della giornata, tra le fila montesi, Francesco Albanese. Il presidente della Lucos Ingest Montescaglioso, Rocco Santarcangelo, nell'immediata vigilia dell'impegno, ha

C2

sottolineato come la squadra favorita sia quella del Senise, potendo contare sul fattore campo e su giocatori di esperienza e talento come Femminini e Durante. Si è detto, inoltre, sicuro che la sua squadra si recherà in trasferta per giocare la sua partita secondo le capacità che le appartengono. Passando ad un'analisi di questa prima parte del Girone qualificazione, ha espresso il suo rammarico per i due punti non conquistati nella gara interna giocata contro l'Arzano. La partita, valevole per la seconda giornata di andata, è stata persa per 59-a 60, sconfitta che è arrivata negli ultimi attimi di gara, dopo essere stata condotta in vantaggio dai cestisti montesi per almeno 25 minuti. Per il resto, ha aggiunto il patron, la classifica attuale rispecchia l'andamento della squadra in questa prima parte. La speranza è quella di dare seguito alla buona prestazione contro il Cercola, potendo contare sul ritrovato Nicola Ottaviano, che, come ricordato dal presidente montese, può costituire un'altra risorsa sia in fase difensiva che nel tiro da 3 punti. Michele Marchitelli sport@luedi.it

Gir. Qualificazione UOMINI CLASSIFICA

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50 Sport


B Dilettanti Reggio Calabria più concreto. Serino non basta

Brusca frenata della Corporelle CORPORELLE 63 REGGIOCALABRIA 72 CENTRE CORPORELLE POTENZA: Saccoccio 11, Marino 4, Tombolini, Di Pierro 9, Serino 22, Viggiano ne, Corvo 3, Ginefra 2, Blardone ne, Nocioni 12. All. M.Paternoster. VIOLA REGGIO CALABRIA: Dip 15, Di Lembo 7, Niccolai 9, Pellegrino ne, Negri 17, Manzotti 4, Scozzaro ne, Roselli 2, Grasso 14, Dalla Vecchia 4. All. Bianchi. ARBITRI: Petraccaro di Salerno e Perrone di Napoli. PARZIALI: 16-18, 26-32, 45-52, 63-72.

Corvo in azione (foto Mattiacci)

LA LIOMATIC Viola Reggio Calabria fa sua la sfida con la Centre Corporelle Potenza. Vittoria meritata, quella dei calabresi più continui e costanti nel corso dei quaranta minuti di gara. Il complesso di Michele Paternoster ha cercato in tutte le maniere di impensierire i neroarancio reggini ma la maggiore consistenza tecnica del quintetto calabrese ha avuto la meglio. Nel primo quarto la gara è stata equili-

brata, le due formazioni hanno lottato gomito a gomito. In casa Centre Corporelle è il tandem NocioniSerino a fare la parte del leone contro la munita compagine di Bianchi che oppone un Negri in grande spolvero, coadiuvato da Dip. Nella Viola sono le bombe dell'ex Potenza 84 Sebastiano Grasso a dare consistenza al gioco in attacco, la Centre Corporelle tiene duro e resta in scia agli avversari, avanti di due lun-

ghezze sul 18 a 16. Nel secondo quarto Reggio Calabria mostra maggiore decisione in attacco e chiude ogni varco in fase difensiva. La partita però perde un protagonista chiave, si tratta di Pino Corvo che esce dal campo infortunato al 16' sul punteggio di 27 a 22 per gli ospiti. Reggio Calabria è sempre vivace, Potenza annaspa e chiude sotto il secondo quarto per 32 a 26. Nel quarto periodo di gioco i reggini giocano sempre meglio, grazie al tandem Dip-Negri, ben sostenuto da Grasso, mentre Dalla Vecchia deve fare i conti con i falli, Potenza chiude sotto di sette lunghezze la frazione di gioco nonostante un Serino in grande spolvero. Nel quarto periodo i reggini tengono testa alla reazione dei potentini, Nocioni tiene in scia la Corporelle al 37 (5960 e 61-62). A nulla servono le soluzioni di Paternoster per reggere l'urto, infatti prima Dip e poi Negri spengono le illusioni della Corporelle di vincere la partita. Reggio chiude sul 72 a 63 e festeggia una vittoria meritata svoltasi dinanzi a pochi intimi, forse un pessimo messaggio per chi ama il basket. f.menonna@luedi.it

B Donne, colpo esterno della Basilia in casa del Portici PORTICI BASILIA

52 60

PEGASO PORTICI: Iossa, Busiello 9, Ascione 11, Aprea 2, Cremato C. 10, Ugon, Di Fiore 12, Cremato A., Mallardo 4. All.: Grillone. BASILIA BASKET POTENZA: Aurigemma 2, Toscano ne, Imperiale 3, Petrazzuoli 9, De Luca 2, Carluccio 13, Crovatto 15, Filograsso 3, Stamegna 13, Marino ne. All.: Scarano. ARBITRI: Desposati di Casamassima e Mottola di Taranto. PARZIALI: 19-16, 26-36, 34-52. NOTE: Uscita per cinque falli Di Fiore. Fallo tecnico a De Luca. BELLA affermazione sul campo della Pegaso Portici, nel terzo turno di andata della poule promozione della B d’Eccellenza, per la Basilia Basket Potenza. Aurigemma e compagne si sono imposte in terra napoletana al termine di una partita che in avvio aveva proposto loro qualche difficoltà, legata anche all’ottima

vena offensiva della campane. Il primo quarto difatti aveva visto il Portici chiudere sul vantaggio (comunque risicato e non così preoccupante per le lucane) di 1916, ma dopo il primo intervallo corto le ragazze di Piero Scarano prendevano progressivamente le misure alle loro avversarie: ribaltando l’inerzia del match e cominciando a trovare quella fluidità di gioco (che partiva anche dall’ottimo atteggiamento difensivo) che gli permetteva di piazzare il primo, deciso break. Al ritorno negli spogliatoi dopo i primi 20 minuti era così 36-26 Basilia. E sulla scia dell’ottimo finale di secondo quarto le potentine partivano a spron battuto anche nella terza frazione. Mettendo immediatamente tra sè e le avversarie un gap di punti praticamente impossibile da colmare. Nonostante l’estremo tentativo di rientro di un Portici al quale non bastava il furore agonistico, negli ultimi cinque minuti, per rifarsi davvero pericoloso. lu.ca.

A Dilettanti Il tecnico Ciocca: «Proviamo a reagire e fare risultato»

Anche Antrops non al top Publisys a Ferentino senza Ruggeri e con il lituano in dubbio PRIVA di Massimo Ruggeri e con Gints Antrops in condizioni non perfette a causa di una tallonite fastidioda la Publisys Potenza affronta questo pomeriggio la trasferta di Ferentino nella gara della sesta giornata di ritorno del campionato maschile di serie A Dilettanti. Le condizioni del lettone preoccupano e non poco l'ambiente bianconero, la tallonite patita da Antrops mette in dubbio la presenza in campo dal primo minuto del giocatore lettone. Un quadro della situazione ovviamente poco positivo, quello della Publisys Potenza che affronta una squadra in salute e in netta crescita atletica. Se coach Friso può contare sulla ritrovata vena di Zaccariello, Ochoa e Modica, Ciocca si duoleper lecondizioni nonperfette di Antrops. La gara di questo pomeriggio sarà molto complicata per i bianconeri che proprio con il Ferentino hanno colto una delle due vittorie in questo campionato. Un dato chepuò dare conforto ma che deve far riflettere circa il reale cammino dei bianconeri finora. Il pronostico parla a favore dei laziali, protagonisti di un campionato estremamente positivo e ricco di soddisfazioni, venute meno finora alla Publisys Potenza. La squadra di Cesare Ciocca si è allenata ieri pomeriggio, scompaginando leggermente le abitudini del sabato, visto che l'allenamento canonico dei potentini avviene di mattina. Tante le chiavi di lettura in casa potentina per una gara che giunge a ridosso di due sfide consecutive casalinghe. La squadra di Cesare Ciocca non intende mollare la presa e cercherà a tutti i costi di vendere cara la pelle nel corso di una sfida molto importante sul piano psicologico. Arbitreranno la partita i signori De Gobbis di Trieste e Del Greco di Verona.L'analisi delpre-gara è toccata al coach Cesare Ciocca che ha dichiarato: “Affrontiamo una partita durissima. Non siamo molto fortunati, visto che Ferentino ha recuperato i suoi giocatori di punta. Friso potrà contare su tutto l'organico a disposizione. Gli esterni fanno paura, gli interni sono pericolosi. Fisicamente i laziali stanno messi meglio rispetto al Barcellona”. Il coa-

BASKET GIOVANILE

L’AVVERSARIA

Solo 4 punti per Aristide Landi nella vittoria dell’Italia con la Slovenia SOLO quattro punti, ma tanta sostanza e qualità per Aristide Landi nel corso della partita disputata e vinta ieri dalla nazionale under 16 di Gaetano Gebbia contro la Slovenia per 72 a 62. Le percentuali al tiro del giocatore potentino, in forza alla Virtus Bologna sono state limitate al rendimento offensivo. Landi ha tirato con 1/1 da due e 0/3 da tre. La nazionale azzurra ha meritato il successo nella sfida ieri a Konya nell'ambito del Turk Telekom Basket in corso di svolgimento in Turchia. Miglior marcatore della partita è stato Matteo Imbrò con 21 punti, bene Corrado Bianconi con 12. Landi pur non facendo registrare gli score delle precedenti esibizioni ha dato una mano al successo degli azzurri che ora affronteranno per il quinto posto la Germania, nel match in programma questa mattina alle 12:15. Come dire se son rose fioriranno. sport@luedi.it

Cesare Ciocca

ch della Publisys Potenza è categorico quando parla delle difficoltà del match: “In questa stagione tutto ci gira storto. Non posso mai svolgere gli allenamenti con la squadra al

completo. Non aggiungo altro, la situazione non è bella, bisogna però reagire e fare risultato”. Ciocca rincara la dose circa le difficoltà incontrate da quando allena la compagi-

ne potentina: “Lo ripeto non ho mai avuto a disposizione Ruggeri, durante le tante settimane di lavoro sono stato sempre in difficoltà nel lavorare al completo. In questi

giorni ho avuto a disposizione otto giocatori. La sfida di Ferentino non sarà agevole ma abbiamo il dovere di provarci”. Al Palasport di Via Aldo Moro di Ferentino la Publisys

cerca il riscatto dopo tre mesi di cocenti delusioni. Riuscirà nell'impresa? Se lo augurano tutti in casa bianconera. Francesco Menonna f.menonna@luedi.it

B Dilettanti Pubblico delle grandi occasioni al PalaCampagna

La Bbc Bernalda oggi si gioca l’intera stagione contro il Bari BERNALDA - Ci permettiamo di non condividere i toni usati per il match di questo pomeriggio al PalaCampagna (ore 18, arbitri Borrelli di Cercola e Napolitano di Acerra) che in questi giorni hanno descritto la sfida con il Cus Bari come il bivio decisivo dell'intera stagione; “la madre di tutte le partite”èstata la definizionepiù abusata, ma, pur essendo evidente che si tratti di una partita molto importante, non va dimenticato che dopo di essa mancheranno ancora sette turni alla conclusione della regular season, per cui una vittoria non darebbe la certezza di aver evitato l'ultimo posto e una sconfitta, ugualmente, non significherebbe necessariamente l'ultimo gradino della classifica il 28 marzo. Insomma il cammino è ancora lungo e il fatto che si tratti di un campionato più che mai “pazzo” rende spericolato fare previsioni; il che, è ovvio, non toglie nulla alla scontata considerazione che per

la BBC la conquista dei due punti e il ricacciare i pugliesi a quattro di distanza sarebbe un ottimo passo in avanti sulla strada della salvezza. L'avversario odierno è quanto di più ostico potesse capitare in questo momento: una squadra che viaggia, nonostante l'ultimo posto, sull'onda dell'entusiasmo dopo le vittorie con Catania e Reggio Calabria intervallate dal derby perso per soli due punti con la portaerei Bisceglie, un gruppo che, alla faccia di tutte le logiche cestistiche, sembra aver trovato gioco ed entusiasmo proprio ora che deve fare a meno di due totem come De Bellis (fuori per le note vicende di presunto doping) e Rusconi (che resta in panchina per dedicarsi allaguida tecnica),nonché del bomber Doati (andato via non si sa bene perché), quasi che queste ultime disavventure abbiano spinto gli altri giocatori a cementare il rapporto tecnico e tattico. Del resto agli universi-

tari non mancano nomi importanti, quelli che in questa fase stanno prendendo per mano la squadra, come il trentenne empolese Conti (ala di 200 cm.) già noto anni addietro con la maglia del Catanzaro, il lungo mantovano Simeoni (205 cm., '87) ex Genova e Palestrina, l'italo-elvetico Bazzoli (198 cm., '83) ex Riva del Garda e Senigallia, l'alessandrino Mossi (198 cm., '88) ex Valenza, e il giovane barese Barozzi (198 cm., '89) ex Montepaschi e Matera, oltre al mitico Rusconi che può entrare in qualunque momento a dar manforte. All'andata gli ionici si imposero per 65/63 lasciando agli adriatici i primi due quarti e imponendosi decisivamente negli altri due, con in evidenzatra i locali isoli De Bellis e Rusconi, e tra gli ospiti Marinelli, Delli Carri e Russo per lo score e Benenati per la prestazione complessiva. Ci sarà da soffrire fino all'ultimo battito di tabellone, l'adrenalina scorrerà a

Roberto Russo al tiro

fiotti sulle tribune di un PalaCampagna prevedibilmente affollato, saranno, come al solito, oggetto di particolare attenzione da parte dei tifosi i due signori in grigio, ma di certo c'è che assisteremo ad una battaglia sportiva tosta ed avvincente, con la speranza da parte bernaldese che alla fine ci sia da stappare qualche bottiglia di buon spumante lucano. Giovanni Palmieri sport@luedi.it

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Sport 51

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

B1 Donne Incide in modo irrimediabile l’assenza della palleggiatrice

Lore Lei, passaggio a vuoto Netta sconfitta in casa del Sabaudia per Pericolo e compagne SABAUDIA LORE LEI

3 0

25-21, 25-20, 27-25

SABAUDIA: Cimoli, Agola, Centi, Fiore, Liguori, Carminati, Scongnamillo (L), Vaccarella, Motolese, Blunda, Marinelli, Di Pierro. All.: Casalvieri. PM LORE LEI AVIS POTENZA: Pagano, Pierantoni, Rotondo, Pericolo, Franco, Composto, Ligrani (L), Magherini, Carbonara, Draganova. All.: Gagliardi. ARBITRI: Carcione e Noce.

NULLA da fare a Sabaudia per la PM Lore Lei Avis Potenza. Le ragazze di Nino Gagliardi in terra pontina non raccolgono nemmeno un set, rimediando una sconfitta pesante in funzione di una possibile (ma a questo punto sempre più complicata) rincorsa ai play-off. Quello che ha lasciato piuttosto perplessi, in una gara sicuramente condizionata dall’assenza della palleggiatrice titolare Masino, è stata l’assoluta incapacità di reagire da parte della compagine potentina. Che solo nel finale di terzo set ha provato a recuperare

una situazione già abbondandemente compromessa. Dovendosi però inchinare, anche in quella circostanza, alla superiore grinta e determinazione evidentemente messa sul campo di casa dalle indiavolate giallonere di coach Daniela Casalvieri. Su questo ha posto l’accento nella sua analisi della gara Michele Ligrani: «Pur non essendo a Sabaudia ha detto il presidente della Lore Lei -, ho avuto indicazioni di una prova decisamente al di sotto delle possibilità da parte della squadra.

La sola assenza di Serena Masino non può giustificare un punteggio così netto a nostro sfavore. Considerato che anche a Trani avevamo giocato con Pagano in cabina di regia, e in quella circostanza le cose erano andate in modo ben diverso». La delusione del massimo dirigente della PM è palpabile: «E’ vero che anche all’andata le laziali ci avevano proposto qualche difficoltà, ma contro un’avversaria che era a 12 punti in classifica si poteva e doveva indubbiamente fare qualcosa di più». lu.ca.

Il tecnico della Lore Lei, Nino Gagliardi

B1 Donne La Biamonte fa vedere il suo valore. Romanò e Marulli in doppia cifra

Master, la corsa riprende Il Matera sconfigge senza grossi assilli un Sambuceto mai domo MASTERGROUPMT SAMBUCETO

3 0

25-14, 25-19, 25-23

MASTER GROUP MATERA: Marulli 10, Romanò 11, Floridia, Cianflone n.e., Piscopo 6, Cacciapaglia (L), Picerno 3, Romano n.e., Russo n.e., Pontillo n.e., Donà 5, Biamonte 19. All. D’Onghia SAMBUCETO: Pedonesi n.e., Caldarelli D. 2, Pace 9, Caldarelli G. n.e., Floro 11, Speranza (L), Belfiglio 2, Spinosi 1, Canella 13, Di Valentino 7, Piazza 1, Diodato n.e. All. Negro ARBITRI: Notarnicola e Montanarelli di Bari NOTE: Battute vincenti Matera 4, Sambuceto 6, battute sbagliate Matera 3, Sambuceto 6. Parziali di gioco a 22’, 25’, 28’per un totale di un ora e 15 minuti. MATERA - Si ricomincia con una netta vittoria per 3 a 0 contro un Sambuceto che non aveva intenzione di mollare. Due set vinti senza troppa pressione, poi nel terzo set ci son voluti degli straordinari per recuperare il gap e vincere la partita. Una gara non entusiasmante per via della netta superiorità delle biancazzurre, il sestetto sceso in campo rispetto alle altre gare ha mostrato progressi, una intesa e meccanismi che vanno incastrandosi nei giu-

Daniela Biamonte e Melissa Donà

sti binari. Se proprio vogliamo trovare un appiglio, il calo di concentrazione che si concedono le ragazze di D’Onghia, prevalentemente contro le squadre deboli, da un certo punto di vista, si denotare quella mancanza di cattiveria agonistica che dovrebbe avere una forte squadra, che punta alla vittoria per il salto di categoria. Quella cattiveria che non deve venir fuori solo contro le blasonate del campionato. La gara inizia con il primo punto messo a segno da Noemi Piscopo, come sempre una

fase di studio e gara che si gioca sul punto a punto. Alla prima sosta tecnica 8-6 per la Master, si prosegue con le materane che cominciano a prendere un vantaggio di 4 punti che aumentano alla seconda sosta tecnica con il 16 punto messo giù dalla fast della Romanò, siamo 16- 13. La squadra gira bene, vincono il set concedono un solo punto alle avversarie. Nel secondo set il teorema è sempre lo stesso del primo, solo che durante la gara, arrivano delle pause di concentrazione, viene a mancare il guizzo

per stroncare il set. Sul 18-13 coach Negro chiama time out, per spezzare il ritmo di gara. Imperterrita la Master continua a mettere giù punti con la Donà e Biamonte, poi il rilassamento e le avversarie che si fanno sotto, l’esperienza delle più blasonate porta alla conquista del set con il punto della Piscopo. Il terzo set è quello più sofferto relativamente dalla Master, la convinzione di sbrigare una semplice pratica ha messo in bilico il set. Capitan Picerno e compagne si trovano sempre sotto con il punteggio a -4, coach D’Onghia sul 7-11 cambia la Piscopo con Nadia Floridia, cambio che non sortisce niente e materane sempre a rincorrere le avversare con la Canella che non sbaglia un colpo. Seconda pausa tecnica materane sotto 9-16, un set che sembra andare. Comincia a suonare la carica la Romanò, la lenta rincorsa per l’aggancio si concretizza con al 21 punto siglato da Marulli. Il sorpasso arriva con la Biamonte poi una fase combattuta ma nulla può il Sambuceto con un finale determinante della Marulli che consegna al coach il punto partita. Visi distesi tra lo staff e la dirigenza materana, pronti per andare ad espugnare il campo del Latina. Vincenzo Bochicchio sport@luedi.it

B2 Donne Espugnato il campo del Taranto con una prestazione gagliarda

Preziosa affermazione della Giocoleria TARANTO GIOCOLERIA POTENZA

1 3

22-25, 25-20, 20-25, 23-25

Massimo Telesca

INIZIA nel migliore dei modi il girone di ritorno per la Giocoleria Potenza. La formazione di Massimo Telesca è riuscita ad espugnare il campo del Taranto in quattro set, portando a casa i tre punti in palio in questa sfida. Non è stato facile mettere a tacere le pugliesi del tecnico Presta, considerando anche che le potentine hanno dovuto fare di necessità virtù con l’addio di Costanza Ghersetti. Quindi è il nuovo assetto scelto da Telesca a premiare l’Asci che solo nel secondo parziale cede qualcosa alle padrone di casa. Poi, seppur con parziali alti, non c’è più spazio per il Taranto che così si arrende alla voglia di Avena e com-

pagne che incamerano la prima vittoria del girone di ritorno. «In realtà è stata una partita altalenante - ha commentato il tecnico della formazione potentina Massimo Telesca - caratterizzata da alcuni nostri black-out, ma per fortuna siamo riusciti a non disunirci, cogliendo una vittoria davvero importante per la classifica, visto anche che si trattava di uno scontro diretto. Poi ci tenevamo particolarmente perchè all’andata non avevamo fatto una grande prestazione. Invece oggi (ieri per chi legge) abbiamo ripreso quanto avevamo lasciato nella gara di andata». E il Taranto? «Rispetto all’inizio del campionato ho visto una squadra che ha cambiato troppo, con alcune giocatrici fuori ruolo. Era una squadra un po’ appannata, ma siamo stati bravi anche noi a metterle in difficoltà». a.mutasci@luedi.it

B2 Donne Campane reduci da cinque vittorie

Petrone: «Proviamo a fermare il Battipaglia» Il capitano della Livi suona la carica

Pamela Petrone (foto Mattiacci)

SI RICOMINCIA. A due settimane dal finale-beffa di Molfetta, da dove comunque la Materman Nusco è rincasata con un punto pesante, le rossoblù di Enza Licciardi sono pronte a tornare in campo. E anche se al cospetto della Cofimar Battipaglia - reduce da cinque successi pieni consecutivi e lanciata verso un sempre più possibile aggancio ai play-off non sarà semplice strappare un risultato positivo, l'obiettivo con cui Benefico e socie si ripresentano stasera di fronte al pubblico della Caizzo non cambia: continuare a muovere la classifica. Per incrementare un bottino di punti che, viste le cinque lunghezze di vantaggio sul quintultimo posto e le tredici gare da disputare per chiudere la stagione, non può ancora concedere grossi margini di tranquillità alle potentine. «Ci proveremo anche contro il Battipaglia, squadra capace di dimostrare in tutto l'arco del campionato il suo valore e che può contare su diversi elementi di categoria superiore», annuncia alla vigilia capitan Pamela Petrone. Che ci terrebbe a festeggiare il suo compleanno, a fine partita, con un risulta-

to positivo. «Sarebbe davvero importante - si augura la schiacciatrice della Materman mettere a segno qualche altro punto. La fiducia nel gruppo non manca, perché sappiamo di avere la possibilità di far valere il fattore campo e contiamo su una condizione fisica tornata complessivamente buona. Gli ultimi due risultati positivi ci hanno dato un'ulteriore spinta, ed essendo al completo contiamo di riuscirci a giocare le nostre chance». Anche se per le rossoblù frenare la corsa della truppa di coach Caliendo, che oltre che sulle punte Lombardo e Borrelli in questa fase sta contando anche sul contributo del giovane opposto Morone, non sarà sicuramente semplice. Crescono intanto, al fianco delle atlete della prima squadra, anche le piccole promesse del settore giovanile della Livi Volley. Con la formazione under 14 che, nell'ultimo turno del campionato provinciale di categoria, ha messo a segno un bel successo in quattro set sulle pari età della Polizia Municipale Potenza. Luca Carlone sport@luedi.it

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52 Sport


B1 Uomini La Medical Center ha recuperato gli acciaccati grazie alla pausa

Cavaccini studia il Gela Il libero: «Sono una buon team, cambiata nell’organico» POTENZA - Si ritorna in campo. Dopo lo stop forzato necessario per dare spazio alla Coppa Italia di pallavolo, la Medical Center è pronta a ripartire. Oggi, alle ore 18, davanti ai propri tifosi, i rossoblu allenati da Giorgio Draganov scenderanno in campo contro i siciliani dell'Heraclea Volley Gela, “coinquilini” dei potentini con 21 punti in classifica. Non sarà dunque un match facile e, «consapevoli della difficoltà della gara - commenta il libero Mimmo Cavaccini - ci siamo preparati con impegno e tanto lavoro in questa settimana di pausa. Tutti abbiamo voglia di ottenere un risultato importante, anche perché abbiamo dimostrato di meritarcelo. Nelle ultime partite abbiamo “sfoderato”delle prestazioni belle ed entusiasmanti. I nostri risultati sono andati ben oltre le aspettative di inizio campionato e siamo in continua crescita. Ci manca un po' di esperienza, soprattutto nella gestione dei palloni che “scottano” ma, nonostante siamo una matricola, anche le squadre più forti hanno iniziato a temerci». All'andata i rossoblu hanno perso per 3-1 in casa dell'Heraclea Gela, dopo aver

Cavaccini in azione

comunque giocato una bella partita, punto a punto. «Era però un altro Gela - continua Cavaccini - che aveva iniziato questo campionato con altre ambizioni e partito con i “favori” dei pronostici. Insomma, una “signora squadra” che oggi si presenta a Potenza un po' cambiata nell'organico, con un palleggiatore e un opposto diversi (sono andati via due validi e forti elementi come Fabio Muzio e il “regista” Alessandro Ardu, ndr). Il nostro punto di forza rimane il fatto che siamo un

buon gruppo in grado di esprimere una gran bella pallavolo». La pausa campionato ha permesso alla Medical Center di recuperare energie e ad atleti come Minenna, Gribov e Torsello di riacquistare una buona forma fisica. «Siamo fiduciosi per questa gara - conclude il libero rossoblu - e guardiamo avanti in modo positivo, consapevoli che il nostro è un campionato che andrà giocato gara per gara e che bisognerà essere concentrati in ogni momento e lottare fino all'ultimo, con la grinta e la caparbietà che ci contraddistingue. Siamo consapevoli dei nostri mezzi e conosciamo il nostro valore. Nel girone di andata siamo stati capaci di mettere in difficoltà, non solo in casa ma anche in trasferta, molte squadre più forti di noi sulla carta. Dobbiamo solo continuare su questa strada, con umiltà e impegno. Abbiamo dimostrato che quando ci mettiamo cuore, grinta e determinazione non siamo secondi a nessuno. Ci crediamo tutti in questa squadra e in questo gruppo e siamo soddisfatti del cammino fatto finora». Anna Maria Calabrese sport@luedi.it

B1

serie

UOMINI Girone C CLASSIFICA

B2 Uomini Toma e Suglia chiudono in doppia cifra. Bene anche Lacalamita B2 Uomini Sconfitto il Nicosia

Matera solo al secondo posto Sidel, Narducci La squadra di Galtieri vince anche contro il Triggiano

parte col successo

TRIGGIANO PALLAVOLO MATERA

SIDEL LAGONEGRO NICOSIA

0 3

23-25, 18-25, 23-25

TRIGGIANO: Percoco (L), Azzone 3, Mirizzi 1, Colapinto 8, Ancona 4, Tria 8, Cisternino 15, Salatino 1. All. Sportelli PALLAVOLO MATERA: Suglia 15, Anselmo 6, Toma 15, Rinelli 8, Lacalamita 9, Albanese 1, Bisci (L). All. Galtieri ARBITRI: Valente e Caragnano’ NOTE: Battute sbagliate Pallavolo Matera 11, vincenti 2. Battute sbagliate Trivianum Triggiano 7, vincenti 4. Tempi di gioco 24’, 20’, 24’ per un totale di un’ ora e otto minuti NON perde colpi la Pallavolo Matera che ha iniziato bene anche il girone di ritorno. I ragazzi allenati da coach Galtieri si sono sbarazzati del Triggiano, superandolo per tre set a zero. Il match, giocato ieri sera, ha regalato tante emozioni agli spettatori perchè, a prescindere dal risultato finale, è stato giocato bene da entrambe le formazioni con i pugliesi che hanno messo in mostra una buona pallavolo maggiormente nel primo e nel terzo set. Ottima è stata la prova di capitan Suglia e compagni che hanno messo in cassaforte altri tre punti preziosi per la classifica. Nel primo e nel secondo gioco, sicuro protagonista è stato il capitano biancazzurro che ha disputato un’ottima gara, così come quella di Toma il cui gioco è andato crescendo durante i tre parziali; suo è stato il punto finale che ha permesso ai materani di portare a casa l’intera posta in

palio. Per quanto riguarda il Triggiano, il match ha messo in evidenza la differenza di divario tecnico rispetto alla Pallavolo Matera che, comunque, ha sbagliato molto in battuta avvantaggiando notevolmente i pugliesi. Il secondo set è stato meno impegnativo per i materani, mentre di diversa intensità l’ultimo gioco caratterizzato da continui capovolgimenti di fronte. Anche in questo caso, i ragazzi della città dei Sassi hanno dimostrato grande maturità e freddezza chiudendo il set con il punteggio di venticinque a ventitrè con un ottimo muro di

Toma su Cisternino. I biancazzurri, con questa vittoria, hanno confermato il secondo posto in classifica ora, però, non più in condominio con l’Ugento, che ieri ha perso tre ad uno contro la capolista Altamura uscendo dalla zona play - off. Zona promozione conquistata dalla Pallavolo Martina che ha vinto tre a due contro lo Squinzano. Saranno proprio i tarantini i prossimi avversari della Pallavolo Matera, domenica prossima al Pala Sassi, in un match di grande valore agonistico e tecnico. Lorenzo Tortorelli sport@luedi.it

25-19, 25-23, 19-25, 25-22

SIDEL INFISSI LAGONEGRO: Ruggiero S. 12, Ruggiero F. 6, Crusco, Luglio8, Ferro 5, Lopis 24, Galante 3, Riccio, Osnato, Manzolillo, Vaiana. All. Narducci. SAN FELICE DA NICOSIA: Lorenzini 15, Lagegi 1, Simao 6, Castrogiovanni 4, Santiglia G 25, Degliesposti 3, Lapoeta, Lango T, Presti, Crinò, Lofaro, All. Santiglia. ARBITRI: Visaggi e De Pascale Suglia in azione

B2 Uomini Nicodemo al completo contro il Caltanissetta

Il Lauria recupera Pesca RIPRENDEil gironedi ritornoeper laNicodemo è anche periodo di bilanci e notizie. Arriva in questi giorni dalla formazione lauriota la prima conferma relativa al centrale Pesca, che recupera del tutto il suo infortunio alla schiena che gli aveva procurato un stop di ben due mesi. Già nel derby di 15 giorni fa contro i cugini del Lagonegro, Pesca si era visto, ma a sprazzi, oggiinvece “ilsuo impegnoèpossibile”così come il tecnico Santomassimo afferma. “Il nostro cammino in campionato fatto fin ora- commenta il centrale lauriota- è stato buono, siamo messi bene” in una classifica che con oggi passa al giro di boa. Prima di archiviare il girone di ritorno la Nicodemo, la scorsa settimana ha partecipato alla gara di coppa Italia tenutosi a Bari, dove però si è fermato il cammino degli uomini di Santomassimo che hanno incontrato la formazione del Giarratana, impostasi per 3 a 0. Chiusa questa parentesi, in vista della partita odierna Pesca è soddisfatto della preparazione settimanale e parla dell'avversario, il Look Nissa, come una squadra compatta che ha un opposto molto forte. “Non è una formazione da sottovalutare- ha sottolineato mister Santomassimo riferendosi al Caltanissetta-la classifica conta poco, bisogna andare in campo per

3 1

Il centrale della Nicodemo Lauria, Pesca ha recuperato

vincere e guadagnare i tre punti”, ha concluso il tecnico. Dunque nonostante la classifica sia a favore della Nicodemo, che si è decisamente allontanata rispetto alla zona rossa, i laurioti sonomolto cautirispetto lagara dioggi, chedefiniscono comunque uno scontro tra una diretta avversaria per la salvezza. p.v.

ESORDIO vincente sulla panchina lagonegrese per il tecnico Narducci, che ha come primo impegno uno scontro diretto per la salvezza. Sul parquet dei lagonegresi arriva capitan Santiglia e compagni, con gli stessi punti degli uomini della Sidel e con la stessa necessità di far punti “salvezza”. Sestetto base rimaneggiato per mister Narducci che deve fare a meno di una sua pedina importante: lo sciacciatore Cimino, infortunatosi nell'ultimo allenamento di venerdì sera. Pur essendo orfana di Cimino, sostituito bene da Luglio, la Sidel scende in campo carica di buoni propositi e aggredisce subito il Nicosia, in un primo set ben gestito dai lagonegresi che agguantano così il primo vantaggio. Ci prova a riorganizzare le idee il Nicosia che riesce ad andare avanti di punto in punto nel secondo set, ma poi nell'ultimo break la spunta la Sidel. Ripartono i lagonegresi che nel terzo tempo, sembrano fermarsi per un attimo e seppur in vantaggio, non riescono a mantenere le tre

Lopis è il migliore della Sidel

lunghezze in più lasciando ai siciliani la possibilità di vincere il set. Ci riprovano così i ragazzi di mister Narducci a chiudere la partita nel quarto set mantenendo sempre le distanze e allontanando le speranze dei siciliani che sul finale si arrendono al servizio di Ferro e all'ottima prova di capitan Lopis. Aggiungono dunque tre punti d'oro alla propria classifica, gli uomini del presidente Cosentino che mettono a segno la prima vittoria del 2010, allontanando la serie negativa di sconfitte. “Venivamo da risultati non brillanti-ha commentato il dirigente Padula- e la vittoria di oggi ci restituisce la fiducia nella squadra e nei suoi mezzi, vista la buona prestazione dei ragazzi in uno scontro diretto che è stato combattuto e si è concluso bene per noi”. “La vittoria di oggi è il primo passo verso la salvezzaha sottolineato il tecnico Narducci- ma bisognerà fare ancora tanto con l'impegno di tutti”. sport@luedi.it

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Sport 53

Domenica 7 febbraio 2010


Domenica 7 febbraio 2010

Karate Per l’atleta azzurro arrivano i complimenti dai vertici della Federazione

D’Onofrio si tinge d’argento Secondo posto agli Europei di kumitè per l’atleta di Sant’Arcangelo Calcio a 5 C Donne Papandrea si arrende per 7-1

Espiscopia, amara sconfitta contro la Cavaliere Matera EPISCOPIA - Amara sconfitta per la Cavaliere che su un terreno al limite dell'impraticabilità e sotto una pioggia battente, cade clamorosamente in casa del Papandrea per 7 a 1. Continua la sfortuna sui portieri materani: dopo aver perso Giasi e Ciarfaglia, mister Francione deve fare a meno anche di Marta Mautidieri ed è costretto a schierare tra i pali prima Lucrezia Loschiavo e poi, nella ripresa, Sara Pisciotta. Poco da dire sulla gara, caratterizzata da ben quattro autoreti sfortunate da parte della Cavaliere che per tutta la gara cerca invano di reagire ma subisce l'euforia delle padrone di casa, aiutate dalla fortuna, dalla pioggia e dall'arbitro che, in diverse circostanze, si rivela molto "casalingo"

Una sconfitta da archiviare in fretta per riprendere il cammino verso il terzo posto già dalla prossima settimana, in cui a Matera arriverà il Pietragalla, battutto all'andata 10 a 1. La Cavaliere Matera attualmente occupa la quarta pozione in classifica con 25 punti. Emilia Manco sport@luedi.it

IL GIOVANE talento lucano del karate, Francesco D’Onofrio, non finisce mai di stupire. Dopo il bronzo ai campionati del Mondo del novembre scorso, è arrivata un’altra medaglia che arrichhisce ancor più il palmares del karateca di Sant’Arcangelo, anche se resta un po’ l’amaro in bocca per essere arrivati ad un passo dalla conquista della medaglia del metallo più prezioso, sfuggita davvero per poco. Prestigiosa prestazione, infatti, allo Sport Hall di Smirne per l'atleta lucano Francesco D'Onofrio che nella competizione di kumite categoria fino a 57 Kg, vede sfumare il titolo nella finalissima per 1-0. L'incontro principale era finito in parità 0-0 solo il prolungamento ha stabilito il verdetto per un punto a zero a favore del fortissimo ungherese D. Szegedi che ha vinto sull'unico attacco. Francesco D’Onofrio ha dominato la finalissima mostrando grinta e caparbietà approdando a quattordici anni già in vetta alle classifiche del karate mondiale. Le eliminatorie partono bene, si impone sul Montenegrino L. Malisic per 3-0, segue il cipriota L. Cristofi per 50, poi è la volta del Belga P. Paglierini per 6-0; in semifinale di pooul batte ai punti lo spagnolo P. Arenas e per ultimo, in finale di pooul batte il porto-

Francesco D’Onofrio gongola per la medaglia d’Argento in Turchia

ghese J. Sequeira per 6-0 accedendo alla finalissima contro l'ungherese D. Szegedi. I complimenti sono arrivati da tutta la Federazione Italiana in primis dal massimo dirigente azzurro Pelli-

Pallanuoto B Uomini Decisivo Jaleggio con un poker di marcature

cone. Segno, questo, che il lavoro di papà Vincenzo sta dando i suoi frutti, tanto da portare in alto il nome della Basilicata in Europa e nel Mondo. sport@luedi.it

BREVI

Basilicata, missione compiuta

C’è la Maratona per Figundio e Sarubbi

Centrata l’operazione riscatto con la vittoria sul Perugia

CHIAROMONTE - In grande forma gli atleti dell'ASD CorrerePollino che con Antonio Figundio e Stefano Sarubbi oggi correranno nel Salento con grandi ambizioni. Proprio il venticinquenne Sarubbi correrà la sua quarta Maratona e proverà a migliorare il personale di 3 ore e 18 minuti, conquistato proprio in occasione della scorsa edizione della Maratona del Salento. Anche il presidente Figundio, che vanta un personale di 2 ore e 55 minuti sulla distanza, prenderà parte alla sua undicesima gara lunga 42,195 km. Per il presidente del sodalizio del Senisese-Pollino, infatti, sarà la prima volta a Parabita, ma in passato ha già corso le Maratona di Roma (due volte), di Salerno, del Piceno (due volte), di Bari, di Reggio Emilia, di Vienna, di Londra e di Amsterdam. La partenza della gara è fissata per le ore 9, 30, dallo Stadio Capozza di Casarano, mentre l'arrivo è sito all'interno del parco comunale di Parabita. Dopo questo appuntamento, i due partiranno alla volta della MezzaMaratona Roma-Ostia in programma il 28 febbraio, e poi della Maratona di Roma il 21 marzo. Figundio, inoltre, in aprile volerà a Parigi per aggiungere al suo palmares la classica e partecipatissima Maratona della capitale Francese. Lucio Vitale sport@luedi.it

BASILICATA PERUGIA

12 5

BASILICATA NUOTO 2000 POTENZA: Pipicelli, Di Palma, De Torres, Vairo, Bruschini, Fortarezza, Perillo, Paulillo, Jaleggio, Varriale, Campese, Di Stasio, D'Abundo. All. Francesco Silipo. LIBERTAS RARI NANTES PERUGIA: Coviello, Malfagia, Menigatti, Bastianelli, Testi, Magnoni, Tortoioli, Ciucci, Pelaracci, Berardi, Corradi, Forti, Susak. All. Arcangeli. ARBITRO: Greco di Cosenza. RETI: Potenza: Di Palma, 2 De Torres, 2 Varriale, 3 Campese, 4 Jaleggio. Perugia: Susak, 2 Pelaracci, 2 Bastianelli. PARZIALI: 5-1, 7-3, 9-4, 12-5. VITTORIA facile facile per la Basilicata Nuoto 2000 Potenza nella gara disputata ieri pomeriggio contro il Perugia, al termine dell'incontro svoltosi presso la Piscina Felice Scandone di Napoli. La squadra di Francesco Silipo si è imposta nettamente per 12 a 5 al termine di una partita senza storia. Troppo netta è stata infatti la differenza tra le due squadre al termine del match, vinto con autorità dalla squadra potentina. Il successo è maturato nel corso del primo parziale, quando la maggiore organizzazione di gioco ha permesso ai lucani di fare il vuoto, mettendo a nudo le crepe degli umbri. Il tecnico Francesco Silipo ha gestito l'incontro con facilità facendo ruotare tutti gli atleti a sua disposizione. La squadra lucana ha fatto dell'applicazione difensiva il suo punto di forza per avere la meglio su-

gli ospiti. Perugia ha cercato di tenere testa agli atleti potentini solo nella seconda frazione di gioco, ma la mag-

giore consistenza tecnica e la migliore organizzazione complessiva degli atleti lucani ha fatto la differenza rendendo così vani gli

sforzi dei grifoni di tentare l'aggancio. Bene tutta la squadra potentina, ritornata sui livelli ben noti a tutti dopo l'inopinato scivolone di sette giorni fa a Roma contro il Tuscolano. La Basilicata Nuoto 2000 Potenza ha avuto in Jaleggio e Campese i propri trascinatori, i due infatti hanno segnato sette dei dodici gol complessivi della squadra biancoverde. Nel parziale conclusivo il tecnico Francesco Silipo ha potuto svolgere con maggiore insistenza il tournover schierando tra i pali il secondo portiere Vairo, che ha sostituito egregiamente Pipicelli. Un successo importante per gli atleti potentini, bravi a rendere inconsistenti le manovre dei perugini. Tre punti importanti per la Basilicata Nuoto in chiave futura. f.menonna@luedi.it

Pallanuoto B Donne Libertas Invicta al gran completo

A Potenza c’è il Catania RITORNA a giocare in casa la Libertas Invicta Potenza nella quinta giornata del campionato di serie B femminile di pallanuoto. La compagine allenata da Vincenzo Ostuni ospita, infatti, con inizio alle ore 16, presso la Piscina Comunale Michele Riviello di Parco Montereale la Brizz Catania. Il sette in rosa lucano sarà orfano di Graziadei, squalificata e Pepe infortunata. Per il resto le atlete sono tutte disponibili e grande determinazione in casa potentina per una partita molto importante sul piano della classifica e dei contenuti in campionato. La Libertas Invicta infatti, dopo la sconfitta di domenica scorsa a Cosenza non può fallire altri appuntamenti e sarà chiamata ad un pronto riscatto durante il match di questo pomeriggio. La compagine potentina si è allenata al

gran completo e non intende sottovalutare il Catania, avversario sempre temibile soprattutto sul piano tattico. La Libertas Invicta ha provato nel corso della seduta del venerdì sera le soluzioni tattiche migliori per venire a capo della compagine siciliana. In particolar modo l'attenzione di Vincenzo Ostuni si è concentrata sulle difese e sugli attacchi schierati, viste le caratteristiche tattiche delle catanesi, brave a fare del gioco ragionato il proprio punto di forza. Un match molto delicato, per Canosa e compagne che dovranno necessariamente vincere il confronto per ambire ad una posizione di classifica migliore rispetto a quella attuale. Il successo potrebbe essere un vero e proprio toccasana per tutto l'ambiente. Catania permettendo… f.menonna@luedi.it

CorrerePollino in Salento

Oggi la 18esima Coppa “Città di Terranova”

Battesimo per la scuola di sci TERRANOVA DI POLLINO - Mercoledì scorso presso la sala consiliare di Terranova, è stata inaugurata la “Scuola Italiana Sci Monte Pollino”. Cinque i maestri di sci che ne fanno parte, Leonardo Riccardi, Isabella Salamone, Rocco Salamone, Francesco Lufrano e Giovanni Izzi, hanno illustrato a tutti i presenti il loro progetto, augurandosi che lo stesso possa diventare un perno importante per il turismo invernale in tutta l'area del Pollino. Da non dimenticare i nove maestri di sci che hanno avuto i primi insegnamenti dal sodalizio terranovese e che oggi a loro volta danno lezioni ad appassionati e principianti che si avvicinano a questo sport. Piena soddisfazione viene espressa dai sindaci, i quali, si dicono pronti ad una collaborazione concreta con la scuola sci e con tutti i comuni del Pollino affinché si crei una sinergia tra i territori, diversificando così l'offerta turistica. I maestri, saranno già all'opera oggi, in affiancamento allo “Sci Club Terranova”, la quale, si appresta ad organizzare la 18esima Coppa città di Terranova, una classica dello sci di fondo dove sono attesi un centinaio di agonisti provenienti da tutto il sud dell'Italia. Stefano Riccardi

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06.30 -TelegiornaleTg4 - Rassegna 07:12 - FilmSegreti inconfessabili con Mary Tyler Moore, Liam Waite, Kathleen Quinlan - regia di Arvin Brown (USA) - 2003 08.55 -Sit ComNonno felice 09.30 -ShowArtezip 09.35 -NewsStorie di confine 10.00 -NewsS. messa 11.00 -RubricaPianeta mare 11.30 -TelegiornaleTg4 11:38 - NewsVie d'italia 11.40 -RubricaPianeta mare 12.10 -RubricaMelaverde 13.30 -TelegiornaleTg4 14.05 -RubricaDonnavventura 15.05 -TelefilmLe comiche di S. e O. 15.45 -FilmLa battaglia dei giganti con Henry Fonda, Robert Shaw, Robert Ryan - regia di Ken Annakin (USA) - 1965 18.55 -TelegiornaleTg4 19:19 - NewsMeteo 19:23 - TelegiornaleTg4 19.35 -TelefilmColombo

06.10 -TelefilmFlipper 06.40 -TelefilmKitchen Confidential 07.00 -Sit ComPhil dal futuro 07.40 -CartoniI puffi 10.55 -MiniserieMalcolm 11.20 -TelefilmChuck 12.25 -TelegiornaleStudio aperto 13.00 -RubricaGuida al campionato 13.50 -FilmGraystoke: La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie con Christopher Lambert, Andie MacDowell, Ralph Richardson regia di Hugh Hudson (USA) 1984 16.30 - Film Asterix conquista l'America -regia di Gerhard Hahn (Germania) 1994 18.30 -TelegiornaleStudio 18:58 - NewsMeteo 19.00 -TelefilmLa vita secondo Jim 19.30 -FilmSenti chi parla adesso con John Travolta, Kirstie Alley, Olympia Dukakis - regia di Tom

06.00 -TelegiornaleTg La 7 / Meteo / Oroscopo / Traffico 07.00 -AttualitĂ Omnibus Week-End 09.15 -AttualitĂ Omnibus Life Week-End 10.05 -RubricaMovie Flash 10.10 -AttualitĂ La settimana 10.25 -RubricaMovie Flash 10.30 -Film La vena d'oro con Mario Girotti, Bianca Maria Ferrari, Marta Toren, Richard Basehart - regia di Mauro Bolognini (Italia) - 1955 12.30 -TelegiornaleTg La7 12.55 -NewsSport 7 13.00 -TelefilmL'ispettore Tibbs 14.00 -RubricaMovie Flash 14.05 -TelefilmMiss Agathe 16.05 -TelefilmRegina di spade 18.00 -Film Milady con Michael York, Oliver Reed, Faye Dunaway - regia di Richard Lester (Panama, Spagna) - 1975 20.00 -TelegiornaleTg La7

20.40 -Gioco Affari tuoi 21.30 -MiniserieC'era una volta la cittĂ dei matti... 23.30 -Rubrica Speciale TG1

21.00 -Telefilm N.C.I.S. 21.50 -Telefilm Castle 22.35 -Rubrica La Domenica Sportiva

21.30 -Rubrica Presa diretta 23.25 -TelegiornaleTg 3 23.35 -TelegiornaleTg Regione 23.40 -Talk Show Tatami

20.40 -Show Striscia la domenica 21.30 -Show Amici

21.30 -Telefilm Comandante Florent 23.30 -Sport Contro campo

Ropelewski (USA) - 1988 21.25 -FilmRambo III con S. Stallone, R. Crenna, Marc De Jonge - regia di Peter McDonald (USA) - 1988 23.25 -FilmL'uomo senza ombra con K. Bacon, E. Shue, J. Brolin.

20.30 -Real TvS.O.S. Tata 21.35 -FilmIl colore della libertĂ con Joseph Fiennes, Dennis Haysbert, Diane Kruger - regia di Bille August (Germania, Belgio, Sudafrica, GB, Lussemburgo) - 2007 23.40 -RubricaReality

00.35 -TelegiornaleTG 1 00.55 -Previsioni del tempoChe tempo fa 01.00 -RubricaApplausi 01.55 -RubricaSette note Musica 02.20 -RubricaCosÏ è la mia vita ... 03.05 -CONTENITORE Rainotte

00.05 -TelegiornaleTg 2 00.15 -SportSuperbowl 2010 - Football americano 05:00 -Film TvDelitti privati con Edwige Fenech, G. Ferzetti 05.40 -VideoframmentiVideocomic

00.40 -TelegiornaleTg 3 00.50 -RubricaTeleCamere 01.40 -RubricaAppuntamento al cinema 01.50 -RubricaRainotte

00.50 -TelegiornaleTg5 01:21 - ShowStriscia la domenica 02.05 -FilmGun Shy - Un revolver in analisi con S. Bullock, L. Neeson, M. Pileggi - R. di E. Blakeney (USA) -

01.15 -TelegiornaleTg4 - Rassegna 01.30 -MusicaleClip Parade 4 02.10 -FilmC'ĂŠ...un fantasma tra noi due con Sally Field, James Caan, Jeff Bridges - regia di Robert Mulligan (USA) - 1982

01.35 -FilmProvincia meccanica con Stefano Accorsi, Valentina Cervi, Ivan Franek - regia di Stefano Mordini (Italia) - 2004 03.50 -MiniserieClasse di ferro

00.40 -NewsSport 7 01.10 -TelegiornaleTg La7 01.30 -RubricaMovie Flash 01.35 -FilmI fuorilegge del matrimonio con Ugo Tognazzi, Annie Girardot, Romolo Valli - regia di P. Taviani.

leTrame LA 7

ORE 10.30

RETE 4

ORE 15.45

LA VENA D’ORO

LA BATTAGLIA DEI GIGANTI

con Mario Girotti, Bianca Maria Ferrari, Marta Toren, Richard Basehart- regia di Mauro Bolognini (Italia ) - 1955

con Henry Fonda, Robert Shaw, Robert Ryan, Dana Andrews, George Montgomery, Charles Bronson, Telly Savalas - regia di Ken Annakin (Usa) - 1965

Maria vive con il figlio sedicenne Corrado in una villa nei dintorni di Roma. Rimasta vedova in giovane etĂ ha dedicato tutta la sua vita al figlio e fa vita ritirata. Un giorno Corrado conosce l'ingegner Manfredi, un archelogo che sta seguendo degli scavi nelle vicinanze della villa. I due fanno amicizia e Corrado ne approfitta per invitarlo a casa sua......

ITALIA 1

ORE 19.30

Dicembre del 1944: i nazisti sono vicini alla sconfitta. Questo almeno è ciò che pensano gli alleati. Solo il colonnello Kiley rimane in tensione, convinto che i tedeschi stiano preparando un clamoroso contrattacco. Infatti il colonnello Hessler, in barba a quel che pensano il generale Grey e il colonnello Pritchard lancia.......

ITALIA 1

ORE 21.25

SENTI CHI PARLA ADESSO

RAMBO 3

con John Travolta, Kirstie Alley, Olympia Dukakis, Lysette Antho - regia di Tom Ropelewski (Usa) - 1993

con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Marc De Jonge, Spiros Focas - regia di Peter McDonald (Usa) - 1988

La famiglia di James Ubriacco vive un periodo quasi felice: lui lavora (finalmente come pilota d'aerei) per la presidentessa di una ditta di cosmetici, lei ha perso il posto, ma deve badare ai due frugoletti. Si insinua però il sospetto che fra James e la sua boss ci sia del tenero. Poi arrivano due cani e, tra una cosa e l'altra, spariscono le nubi e torna il sereno.....

Rambo torna all'azione, dopo il Vietnam, andando in Afghanistan a liberare un ufficiale prigioniero dei russi che occupano il Paese. Riesce nell'intento e si schiera al fianco dei partigiani afghani che non sopportano il dominio dei carri armati sovietici, condotti da invasori piĂš feroci dei nazisti......

Portacravatte elettrico &UDYDWWH VHPSUH LQ RUGLQH H SURQWH DOO¶XVR &RQ ³7LH 5DFN´ LO SRUWDFUDYDWWHHOHWWURQLFRODFUDYDW WDJLXVWDQRQULPDUUjSLLQIRQGRDO FDVVHWWR  ,Q SRFKL FHQWLPHWUL q LQ JUDGRGLFRQWHQHUHEHQFUDYDWWH SL  GRSSL JDQFL SRUWD FLQWXUH 6L PRQWD YHORFHPHQWH VXOO¶DVWD SRUWDDELWL GHOO¶DUPDGLR H FRQ OD VHPSOLFH SUHVVLRQH GHL WDVWL SRWUDL IDU JLUDUH OH FUDYDWWH GD GHVWUD D VLQLVWUD R YLFHYHUVD /D OXFH LQFRU SRUDWDVLDFFHQGHDXWRPDWLFDPHQWH RJQL YROWD FKH SUHPL XQ WDVWR H WL SHUPHWWHGLYLVLRQDUHOHWXHFUDYDWWH FRPRGDPHQWH VFHJOLHQGR FRVu OD SLDGDWWDLQSRFKLVHFRQGL

DVROL

 

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Televisioni 55

Domenica 7 febbraio 2010


Il Racconto Niccolò che parlava alle stelle quando astronomia significa poesia

Il Carteggio Le lettere di Don Giustino a un intellettuale amico Televisione Satellitare E’ di Pisticci il sosia di Dalla che spopola nel suo show

Ambiente Il Parco della Murgia ai tempi della Green Economy

Musica I testi di un lucano per il Combat Rock di Tony Cercola

da pagina 13 a pagina 21

Anno 9 n. 38€ 1.00

www.ilquotidianodellabasilicata.it

Domenica 7 febbraio 2010

Direzione e Redazioni: POTENZA, via Nazario Sauro 102, cap 85100, tel. 0971-69309, fax 0971-601064; MATERA, Piazza Mulino 15, cap 75100, tel.0835256440, fax. 0835 256466

SPORT

Politica

Calcio Lega Pro Fermo il torneo di Seconda

Andrea Di Consoli intervista Magdi Allam

Torna Potenza-Spal al Viviani dopo 45 anni

“Come libererò la Lucania dai potentati”

Capuano: «Siamo assatanati»

Le trattative con Berlusconi, i progetti e i programmi Politica Melfi/2

Politica Matera/3

Volano stracci tra Navazio e il Pdl locale

La divisione tra Udc e Pd diventa caso regionale Ernesto Navazio

Serie D Turno di riposo per il Francavilla

E’ derby a Pisticci senza i tifosi del Matera Volley Angelo Tosto

alle pagine 8, 9, 10 e 34

Cambio in Tv

Montezemolo: anni e anni passati a ravviarsi il ciuffolo

Pallanuoto

Doppio Riscatto sorriso della nei Sassi Basilicata Basket A Dil.

Basket B Dil.

Oreste Lo Pomo svela ai lucani come sarà il suo tg

La Bawer Corporelle aspetta l’ex sconfitta Basanisi in casa

Il saluto di Assostampa a Renato Cantore

Basket C2 Per la prima volta in assoluto

a pagina 24

Il giorno di Ctr-Lucos Oreste Lo Pomo

di Angelo Lucano Larotonda

VIA DALLA PAURA LA bella fiction su sant'Agostinoèfinita.Hachiusoconle parole furono che anche di Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura”. E' qui il problema. Che non èda poco. Di chi non si deve avere paura? Di Satana (l'Ingannatore)? Per temerlo bisogna però credere nella sua esistenza. Diversamente, se laici o miscredenti, lo identificheremocon l'Altro diverso da noi. Lo chiameremo diavolo quando continua a pagina 11

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Il tecnico del Potenza Eziolino Capuano (foto Andrea Mattiacci)

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Kabul, Onu: attenti alla militarizzazione In rete un video con un americano in tuta mimetica dell’esercito degli Stati Uniti Dal vertice in...

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