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Milano, uccide la moglie davanti Sanità, Montaguti all’asilo nido «È la Massoneria» MILANO – Aveva ancora il Brevi dal mondo

ROMA – La bufera che si sta abbattendo sul Policlinico Umberto I di Roma non accenna a diminuire. Stavolta a tuonare sull'ospedale è l’inchiesta della procura di Roma sulla gestione del Policlinico Umberto I e dell’università La Sapienza, che vede indagate complessivamente una ventina di persone. Tra queste c'è anche il direttore generale dell’ospedale Ubaldo Montaguti, che si è detto per niente scandalizzato e ha puntato il dito contro «la massoneria all’interno del Policlinico».

Gli omicidi decisi in azienda PALERMO – Era la base logistica ed operativa dei boss trapanesi, il luogo in cui venivano effettuati i summit mafiosi, ordinati gli omicidi e gestiti i traffici di droga. La “Calcestruzzi Mazara spa” era la sede di Cosa nostra a Trapani. Ieri mattina l'azienda è stata sequestrata da agenti della Squadra mobile di Trapani e dalla Guardia di finanza con un provvedimento del gip del tribunale di Palermo.

Pakistan, uccisi 45 talebani ISLAMABAD – Sono almeno 45 i talebani uccisi dal bombardamento americano che ha colpito il funerale di 6 ribelli vittime di un precedente attacco internazionale. Le bombe hanno colpito un villaggio nel South Waziristan, roccaforte dei ribelli dove si nasconde il terrorista Baitullah Mehsud, ricercato per l’omicidio dell’ex premier Banazir Bhutto.

Vagni, verso nuovi negoziati MANILA – Il governo filippino ha intenzione di sospendere le operazioni militari contro Abu Sayyaf allo scopo di riaprire un negoziato con il gruppo islamico che ancora detiene l’operatore italiano Eugenio Vagni. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno filippino Ronaldo Puno – secondo quanto si legge su Inquirer.net – spiegando che le operazioni militari hanno «intorpidito» il dialogo con i sequestratori.

suo piccolo in braccio, aggrappato al collo, quando è stata affrontata da suo marito davanti all’asilo comunale 'Cova' nell’omonima via di Milano. E qualcuno l’ha salvato, quel bambino, strappandolo alle braccia della madre poco prima che l’uomo estraesse il coltello spaccando il cuore della donna che voleva a tutti i costi. È morta così Monica Marra, 33 anni, uccisa da Massimo Merafina, 45 anni, impiegato alle Poste, l’uomo che aveva sposato e dal quale da quattro mesi era separata.

Mercoledì 24 giugno 2009

Il primo ministro israeliano in visita di Stato in Italia. Oggi vedrà Napolitano

Roma, Berlusconi appoggia Netanyahu L’Italia ha però chiesto a Tel Aviv di bloccare gli insediamenti in Cisgiordania

Netanyahu e Berlusconi

ROMA - Sì alla smilitarizzazione dello Stato Palestinese ma no a nuovi insediamenti israeliani nei territori occupati. È questa la posizione italiana sul crisi mediorientale espressa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo incontro di ieri a Palazzo Chigi con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. «Ci siamo permessi - ha spiegato il premier italiano nella conferenza stampa finale - di attirare l'attenzione sulla necessità di dare segnali significativi sul blocco degli insediamenti che altrimenti rap-

presenterebbero un ostacolo per la pace». Per il resto, Berlusconi ha promosso le posizione assunte dal nuovo governo di Tel Aviv e ha confermato il sostegno al rilancio del dialogo isrealo-palestinese per promuovere la pace in Medio Oriente. «Ho espresso apprezzamento - ha detto ancora Berlusconi - per le prospettive di smilitarizzazione dello Stato palestinese che ci sembra assolutamente doveroso e anche per il fatto che lo Stato di Israele debba essere riconosciuto». Entrambe le cose non possono comun-

que essere «pre-condizioni per l'avvio» ma «devono entrare nel futuro negoziato». Berlusconi ha poi rassicurato Netanyahu- che oggi verrà ricevuto al Quirinale dal presidente Napolitano sui rapporti tra Italia e il "nemico" Iran: «Abbiamo manifestato molta preoccupazione sulla situazione a Teheran, la ferma condanna alle dichiarazioni negazioniste pronunciate verso Israele e l'assoluta contrarietà all'ipotesi che l'Iran possa arrivare ad avere armamento nucleare». Serena Bruno

Lievitati i non ammessi (29.000). In rete i dieci comandamenti della maturità

Notte degli esami per 500.000 Questo l’esercito degli studenti che domani affronta la prima prova ROMA – Una canzone di Antonello Venditti prima e due film di Fausto Brizzi poi, hanno reso celebre la 'notte prima degli esami', croce e delizia per generazioni di studenti. E tra poche ore il rito si ripeterà per i circa 500 mila studenti che si accingono ad affrontare la «Matura» 2009, al via domani con il tema di italiano. C'è chi andrà a un concerto (tra i più gettonati Tiziano Ferro, i Metallica e il tributo a De Andrè della Pfm), chi si distrarrà andando a bere una birra con gli amici, chi trascorrerà la serata guardando le stelle in riva al mare in dolce compagnia, chi continuerà a ripassare freneticamente o chi navigherà su Internet alla ricerca della «dritta» dell’ultima ora o chattando con altri disperati maturandi. E proprio sul web imperversa il toto-traccia (si va dal boom dei social network alla politica di Gheddafi non trascurando l'ecologia e azzardando anche una riflessione sulle recenti elezioni in Iran) assieme alla consueta valanga di consigli anti-panico e sul look giusto per l’evento. In rete (su Skuola.net) anche «I 10 comandamenti della maturità»: Non crederai alle tracce dell’Australia; Non desiderare la tesina di altri; Onora la commissione; Cura lo «stile»; Pensa in positivo; Saggio è...Chi sa fare il saggio; Non dimenticarti di dormire; Non trascurare lo svago; Chi fa da sè fa per tre; Ricordati che la maturità non uccide. Per accedere al più importante appuntamento del per-

corso scolastico, quest’anno i ragazzi hanno dovuto conseguire nello scrutinio finale almeno la media del sei, calcolata comprendendo anche il voto sul comportamento. Per chi ha avuto il 5 in condotta niente ammissione all’esame di Stato. E il numero dei non ammessi quest’anno è decisamente lievitato: sfiora, infatti, quota 29 mila. Primo scoglio, come di consueto, sarà lo scritto di italiano, uguale per tutti gli indirizzi, in calendario per il 25 giugno. Sono confermate le tipologie adottate negli anni scorsi e dunque gli studenti potranno scegliere tra l’analisi di un testo letterario, la produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale

(questi due scelti tra i diversi ambiti di riferimento: storicopolitico, socio-economico, artistico-letterario, tecnicoscientifico), il tema di argomento storico o di attualità. Il secondo scritto, diverso da indirizzo a indirizzo (quest’anno al classico è uscito latino) si svolgerà il giorno successivo. L’ultimo scritto, l’ormai collaudato quizzone (definito anche quest’anno collegialmente da ogni commissione) è previsto per il 29 giugno, ma qualora la data coincidesse con il giorno festivo del Santo patrono, come accade ad esempio a Roma, slitterà a martedì 30 giugno. Soltanto dopo la correzione degli scritti scatteranno gli orali. Daniela Navi

Domani uno degli appuntamenti più importanti della vita

Nuova scossa (magnitudo 4.5 Richter) e nuova notte di paura per gli aquilani

Abruzzo, la Camera approva: il ddl è legge L'AQUILA - La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto terremoto. Il testo, già licenziato al Senato, è dunque legge. I sì sono stati 261 e 226 i no. Nove gli astenuti. L'opposizione ha votato contro il provvedimento, con qualche astensione, tra cui quelle di Roberto Giachetti del Pd e di Angelo Compagnon dell'Udc. Tra le misure chiave previste dal testo: la ricostruzione della prima casa, il contributo per il pagamento dei mutui (benché con un tetto), gli incentivi per le piccole imprese e lo spostamento del G8 all'Aquila. Intanto la terra continua a tremare. Mentre la Camera ha varato il disegno di legge di conversione del decreto terremoto, all'Aquila e dintorni si sono sus-

seguite nuove intense scosse di terremoto che nella notte hanno fatto tremare la città sconvolta dal sisma del 6 aprile scorso. La più forte, avvertita anche a Roma, si è registrata alle 22.58 con magnitudo 4,5 della scala Richter ed epicentro a Pizzoli. Altre sette scosse, di intensità minore, si sono succedute dopo la mezzanotte. La terra ha tremato di nuovo ieri mattina alle 10.35, magnitudo 3,5. Tanta la paura, nessun danni alle cose e alle persone. Fatto sta che migliaia di aquilani hanno trascorso la notte all'aperto e sotto la pioggia, mentre circa duecento persone, da pochi giorni rientrate nelle proprie abitazioni, si sono subito riversate in strada. «Abbiamo rivissuto i momenti dramma-

tici del 6 aprile, l'unica differenza è che questa scossa non è stata accompagnata dal boato. All'inizio abbiamo pensato che fosse ancora più forte», hanno commentato moltissimi aquilani. Chi era rientrato in casa, è scappato via: quanti avevano una soluzione alternativa, come la tenda o un camper, sono riparati lì, gli altri hanno dormito in macchina. Queste ultime scosse non modificano comunque i piani delle autorità locali sul cammino della ricostruzione. «Quanto accaduto riduce di certo la voglia di rientrare nelle case - ha dichiarato Massimo Cialente, sindaco de L'Aquila -. Certo non è un'iniezione di fiducia, ma bisogna andare avanti». Elisabetta Martorelli

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2 In Italia e nel mondo


Sarkozy spiazza tutti e nomina ministro il nipote dell’ex presidente socialista

Francia, Frédéric Mitterrand alla Cultura PARIGI – Non era solo un rimpasto di governo tecnico – giusto la sostituzione di due ministri eletti al Parlamento europeo, Michel Barnier e Rachida Dati – quello che aveva in mente Nicolas Sarkozy. No. Il presidente francese, rafforzato dal voto alle europee e dai sondaggi che mostrano la sua popolarità in decisa risalita, cerca di sfruttare il suo momento favorevole e piazza un buon colpo a sorpresa chiamando al ministero della cultura Frédéric Mitterrand. Un intellettuale dal cognome pesante, lo stesso che aveva

Ha 61 anni, nel 2005 ha rivelato la sua omosessualità. Vive e lavora a Roma

Frédéric Mitterrand

suo zio Francois, ultimo capo di Stato socialista, all’Eliseo dal 1981 al 1995, che ha segnato la storia recente della Francia. Ad annunciare che sarà ministro è stato lo stesso Mitterrand, anche se l’Eliseo non ha rilasciato alcun commento. Frédéric Mitterrand, 61 anni, sostituirà la troppo discreta Christine Albanel, alla quale viene rimproverata soprattutto la vicenda rocambolesca della legge contro la pirateria su Internet: approvata da una Camera, respinta dall’altra, di nuovo approvata, infine

bocciata dal Consiglio di Stato nella parte più controversa, quella che prevedeva la sanzione massima del taglio della connessione web per i pirati recidivi da parte di un’authority amministrativa. Attore, regista, scrittore, nella sua autobiografia un pò reale un pò sognata, La mauvaise vie, del 2005, rivela la sua omosessualità. Frédéric Mitterrand era stato nominato un anno fa direttore del prestigioso centro culturale francese di Villa Medici a Roma. Fausto Belia

Marocco, a Marrakech vince un sindaco donna È la prima volta per la meravigliosa città, una svolta rosa per l’intero Paese

Zahra Mansouri

Non saranno annullate le elezioni presidenziali. Mussavi contesta

PER la prima volta Marrakech avrà un sindaco donna. Si chiama Fatima Zahra Mansouri, 33 anni, membro del partito "Anthenticitè et modernitè" che ha vinto le elezioni con 6.015 voti. Fatima Zahra Mansouri è figlia di un ex vice-prefetto di Marrakech e ha studiato giurisprudenza in Francia. Ha battuto il sindaco uscente, Omar Jazouli, 75 anni, ed è diventata il secondo sindaco donna nella storia del Marocco, dopo Asmaa Chaabi, a capo della città di Essaouira dal 2003 ad oggi.

Washington

Scontro tra due treni Espulsi due diplomatici britannici. Brown ricambia subito nove morti

Iran, crisi con Londra

TEHERAN – Non saranno annullate le elezioni presidenziali del 12 giugno in Iran, che hanno visto rieletto il presidente Mahmud Ahmadinejad e che ieri il candidato moderato sconfitto, Mir Hossein Mussavi, è tornato a contestare. Lo ha fatto sapere il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere alla regolarità del voto, mentre la magistratura ha preannunciato «condanne esemplari» contro le centinaia di arrestati nelle manifestazioni dei giorni scorsi e un giornalista greco che lavora per il quotidiano americano Washington Times è stato arrestato. Tra l’Iran e la Gran Bretagna, accusata da Teheran di avere ordito un complotto contro le elezioni presidenziali, esplode intanto una crisi diplomatica. Il premier britannico Gordon Brown ha reso noto ieri che la Repubblica islamica ha espulso lunedì due diplomatici di Londra, la quale ha risposto espellendo a sua volta due diplomatici iraniani. La mossa iraniana, ha sottolineato Brown, è stata «ingiustificata» e sostenuta da accuse «completamente prive di fondamento». Secondo il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, Londra si sarebbe servita per il suo complotto sia dell’Intelligence sia dei suoi mezzi d’informazione. Domenica era stato espulso il corrispondente permanente della Bbc da Teheran, Jon Leyne. Ma più dure sono state le misure prese nei confronti di altri giornalisti. Ieri l’agenzia Fars ha dato notizia dell’arresto di un giornalista greco che lavo-

ilLotto Bari Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Palermo Roma Torino Venezia Nazionale

Militanti del partito di Ahmadinejad. Le uniche manifestazioni ammesse a Teheran sono le loro

ra per il quotidiano americano Washington Times, Iason Athanasiadis-Foden. Mentre non si hanno ancora notizie di un giornalista di Newsweek, Maziar Bahari, con doppia cittadinanza iraniana e canadese, arrestato nei giorni scorsi. Ieri la televisione di Stato iraniana ha trasmesso presunte confessioni di alcuni arrestati durante i disordini dei giorni scorsi, che hanno affermato di essere stati «provocati» dai canali televisivi in persiano della Bbc e della Voice of America e di avere approfittato degli incidenti per darsi al saccheggio. Sempre sul fronte internazionale, l’Iran ha accusato di «in-

estrazione del 23 giugno 2009

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ilSuperEnalotto

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Montepremi 4.497.734,32 euro

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punti 4 436,39 19,66 33.733,01 punti 3 - Num. Superstar 53

jackpot 77.524.166,27

terferenza» nei suoi affari interni il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che la notte scorsa aveva chiesto a Teheran «lo stop immediato degli arresti, delle minacce e dell’uso della forza» da parte delle autorità. «Ban Ki-moon, sotto l’influenza di alcune grandi potenze, sta ignorando la realtà delle elezioni in Iran e i suoi commenti sono chiaramente in contraddizione con i suoi doveri», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Hassan Qashqavi. Il Parlamento iraniano ha fissato ieri tra il 26 luglio e il 19 agosto il periodo nel quale il

presidente dovrà giurare per assumere la carica. Lo staff della campagna elettorale di Mussavi ha annunciato che pubblicherà prossimamente un rapporto completo su «brogli e irregolarità «compiuti durante lo scrutinio del 12 giugno. Ma il ministero dell’Interno, in un comunicato, ha invitato Mussavi ad accettare il risultato del voto, come aveva fatto in sostanza la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, parlando alla preghiera collettiva venerdì, sottolineando che il presidente in carica ha ottenuto «11 milioni di voti in più» rispetto a Mussavi. Alberto Zanconato

Internet e telefonini presto una rivoluzione DOPO i tanti rumors dei giorni scorsi ora Intel e Nokia scoprono le carte con un annuncio di quelli destinati a lasciare il segno: i due colossi intraprendono una collaborazione a lungo termine, finalizzata allo sviluppo di una nuova categoria di dispositivi e architetture di chipset per il mobile computing basati su architettura Intel. L'accordo è stato annunciato oggi durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, Anand Chandrasekher, vicepresidente e general manager dell'Ultra Mobility Group della società di Santa Clara e Kai Oistamo, executive vice president del settore dispositivi di Nokia. Si va quindi ben oltre le voci che parlavano di ac-

cordi per nuovi telefoni, piuttosto che per netbook. I prodotti che nasceranno dalla collaborazione tra questi due giganti, almeno nelle intenzioni, sono destinati a ridefinire il mercato dei dispositivi portatili, combinando le prestazioni dei pc con comunicazioni mobili a banda larga e connettività internet,.

WASHINGTON – Uno scontro tra due treni della metropolitana di Washington ha provocato lunedì la morte di almeno nove persone ed il ferimento di altre 76, sei delle quali sono in gravi condizioni. L’incidente è avvenuto poco dopo le cinque del pomeriggio ora locale (le 23 in Italia) in un tratto all’aperto della Red Line, tra le stazioni di Tacoma Park e Fort Totten, al confine fra la città di Washington e lo stato del Maryland. Un treno si è fermato ad uno stop e un convoglio che lo seguiva non si è bloccato, tamponando con grande violenza il treno fermo. L’impatto è stato così forte che la prima carrozza del treno investitore è salita sul tetto dell’ultima carrozza del treno fermo, in un groviglio di lamiere. Le squadre di soccorso hanno impiegato del tempo a raggiungere con scale di ferro i passeggeri rimasti intrappolati nella carrozza rimasta sospesa. Tra le vittime c'è anche la macchinista del treno investitore. Un primo bilancio parlava di sei morti. Poi, i soccorritori hanno estratto altri tre corpi dalla lamiere. «Molti passeggeri piangevano e gridavano dopo l’incidente chiedendo aiuto – ha raccontato un testimone – ma su tutto prevaleva un senso di stupore per quanto era appena accaduto». I due treni erano diretti verso Washington e non erano quindi così pieni, nell’ora di punta pomeridiana, come quelli in uscita dalla città. Il sindaco di Washington, Adrian Fenty, nell’annunciare il bilancio provvisorio dell’incidente, ha sottolineato che si tratta del peggior disastro della storia della metropolitana della capitale, inaugurata nel 1976. I primi dati sulla dinamica dell’incidente fanno pensare ad un mancato funzionamento dei meccanismi di sicurezza. Il presidente Barack Obama ha inviato un messaggio di cordoglio per le vittime dell’incidente. I responsabili della Washington Metro Transit Authority sperano di poter ristabilire per oggi la circolazione normale del servizio metro, che serve un’area abitata da oltre 3,5 milioni di persone. Michael Sproviero

Megan Fox: «Sarò bella ma ci vuole anche cervello» MEGAN Fox è diventata la "donna più sexy del mondo" grazie a un solo film, una splendida ragazzaccia che sta scalando tutte le classifiche della popolarità di Hollywood, seducente come una pin up ma anche svelta di parola e con un piglio da femminista. La 23enne ragazza del Tennessee, origini irlandesi, francesi e cherokee, sta per accendere di nuovo gli schermi con l'attesissimo seguito di Transformers, il kolossal d'azione diretto da Michael Bay sui robot più amati dai ragazzini, che invaderà anche le sale italiane da venerdì con 600 copie. "So di non essere Meryl Streep, ma so anche che posso crescere"

dice Megan. "Mi piace che attraverso il mio successo le adolescenti apprezzino il fatto di essere sexy. I maschi sono più forti, noi siamo più sensuali, arma che si può rivelare anche più potente. A patto che dietro l'immagine ci siano cervello e personalità".

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In Italia e nel Mondo 3

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Il fatto del giorno: ballottaggi, tiene il Pdl, il Pd non cede Sintomi di malessere nel Popolo delle Libertà

Milano va al centrodestra Il Premier deve tornare che tira sospiri di sollievo a essere quello di prima

dall’editoriale di Paolo Pombeni

dal commento di Gianluigi Paragone

dal retroscena di Francesco Verderami

Il segnale al Cavaliere arriva forte e chiaro: il mancato raggiungimento dell’obiettivo "vertiginoso" che si era fissato per le Europee non andava interpretato come uno scivolone momentaneo, ma andava colto come un sintomo di malessere nell’ampio sostegno popolare che lo aveva portato a Palazzo Chigi. Alla sua azione di governo e all’esigenza sempre più avvertita e diffusa dopo un buon inizio di passare dalle parole ai fatti [...]. Anche sulle elezioni amministrative erano state fatte da parte del Pdl considerazioni rivelatesi troppo ottimistiche. [...] Non è andata così ed è difficile sostenere che la ragione non stia in una certa disaffezione della gente all’immagine che il premier aveva costruito con cura e che si è incrinata negli ultimi mesi. [...]

Ha vinto Guido Podestà a Milano e questo tanto basta a Berlusconi per tirare un sospiro di sollievo. Podestà ha strappato la provincia milanese a Filippo Penati, candidato tosto, indiscutibilmente preparato, e che ha saputo attrarre consensi al di fuori delle appartenenze di partito. Speriamo di non perderlo di vista. Podestà ha vinto per una manciata di voti. Pazienza, avrà cinque anni di tempo per dimostrare di essere un buon amministratore. Se non riuscirà a concretizzare quel che di impegnativo ha promesso in campagna elettorale in tema di infrastrutture non avrà alibi, perché dovunque si giri, dal Comune al governo passando dalla Regione, avrà accanto a sé amministratori amici. [...]

[...] Ora che magistratura e media hanno squinternato il libro della sua vita privata [...] Berlusconi sa di avere un solo modo per tentare di uscire dall’angolo e riscattarsi politicamente: riproporre il profilo dell’«uomo del fare», che da presidente del Consiglio lavora nell’interesse del Paese. [...] Chissà se il Cavaliere due mesi fa [...] pensava davvero di trasferirsi al Colle. È certo che la scorsa settimana ha confidato di non puntare al Quirinale, «a me non interessa nulla la presidenza della Repubblica. Se e quando verrà il momento, il nostro candidato sarà Gianni». E «Gianni», Gianni Letta, che gli stava seduto a fianco, si è schermito con un sorriso dolente [...].

La migliore di ieri

Ma il vento ora cambia

Il centrosinistra recupera ma ancora c’è da fare

Il centro ci guadagna

dall’editoriale di Concita De Gregorio

dall’editoriale di Luigi La Spina

dal commento di Carlo Fusi

Sta cambiando il vento, dice la gente di mare in quei momenti in cui si ferma che pare bonaccia e si sente forte l’odore del sale. Gira il vento. Non c’è da cantare vittoria per aver mantenuto le città storiche, Bologna e Firenze. Sarebbe stato un disastro il contrario. Non bisogna spacciare le conferme per vittorie. Però non bisogna nemmeno dimenticare - questo sì che è un virus nazionale [...] - cosa proclamava trionfante il centrodestra alla vigilia del voto solo poche settimane fa: che avrebbe espugnato le roccaforti della sinistra, che avrebbe raso al suolo le amministrazioni «rosse». [...]

Ci sono i fatti, che contano. Ci sono gli effetti, che possono contare, e ci sono i commenti dei partiti, che contano nulla. Nel complesso turno elettorale di questo tempestoso inizio d’estate, i primi sono abbastanza chiari e, in generale, senza grosse sorprese. Prevedibile il fallimento dei referendum, ma le dimensioni della sconfitta impongono una riforma dell’istituto. Nei ballottaggi, il centrosinistra ha riportato un buon successo: ha respinto l’assalto alle città-simbolo del «cuore rosso» d’Italia, Bologna e Firenze. Ha ottenuto una netta vittoria con Emiliano a Bari e con Saitta alla provincia di Torino. Ha prevalso con Za-

nonato a Padova. Ma, per questo schieramento, il segno politico più significativo è avvenuto alla provincia di Milano, con l’unica vera grande sorpresa: il testa a testa che Penati, indietro di dieci punti al primo turno, ha imposto a Podestà. Il recupero del centrosinistra, rispetto alla sconfitta nelle amministrative di 15 giorni fa, si è poi confermato [...]. Gli effetti, naturalmente, sono meno evidenti. [...] Il calo dei consensi per Berlusconi, già rivelatosi due settimane fa, sembra essersi rafforzato dopo le ultime rivelazioni scandalistiche. Così è certamente mancato quel traino personale del presidente del Consiglio su cui contavano molti candidati del Pdl [...].

Vincino sul Foglio

Sono almeno due le indicazioni che arrivano dai ballottaggi, ed entrambe meritevoli di attenzione. La prima è che il Pd si prende una parziale e tuttavia significativa rivincita rispetto al voto europeo e al primo turno amministrativo di due settimane fa. Il centrosinistra mantiene città importanti e [...] fortemente simboliche. [...] La seconda considerazione riguarda la questione delle alleanze, in particolare con i centristi. L’obiettivo dell’Udc era di muoversi puntando ad essere l’ago della bilancia nel massimo dei casi possibile. Da questo punto di vista il responso delle urne può essere considerato senz’altro incoraggiante. [...]

Franceschini ora taccia

L’Italia è divisa a metà: e il monocolore può attendere

dall’editoriale di Mario Giordano

dal commento di Massimo Giannini

Alla fine qualcosa Franceschini la vince davvero: la palma del miglior comico dell’anno non gliela toglie nessuno. [...] È comparso sui teleschermi per celebrare la vittoria del Pd e annunciare l’inizio del declino del centrodestra. Che è un po’ come se Napoleone avesse festeggiato trionfante l’esito della battaglia di Waterloo. O come se Marcello Lippi oggi rilasciasse un’intervista per commentare il lento declino calcistico del Brasile. Ognuno fa ridere come può: Berlusconi racconta storielle, il leggenDario per cercare di tenergli testa si trasforma direttamente in una barzelletta. Guardiamo i numeri: si votava in 62 province. 50 le aveva il centrosinistra, 9 il centrodestra, 3 erano di nuova costituzione. Oggi il centrosinistra ne ha 28 e il centrodestra 34. A conti fatti, dunque, in questa tornata il centrodestra ha conquistato 25 province senza perderne neppure una [...].

L’Italia monocolore può attendere. L’Italia azzurra dalle Alpi alla Sicilia per ora esiste solo nei sogni del presidente del Consiglio. Le elezioni amministrative ci consegnano un Paese palesemente spostato a destra, ma non irrimediabilmente votato al berlusconismo. Da questo voto esce, ancora una volta, un’Italia divisa, frammentata e spaccata in due metà. Il Pdl cresce sul territorio ma non sfonda. Il sogno plebiscitario di Berlusconi svanisce nelle trame oscure della sua personale "Velinopoli". L’onda alta e lunga del berlusconismo si infrange sugli scogli di Casoria e sulle spiagge di Bari. Il Cavalie-

re ha dichiarato vittoria, ma subito dopo è tornato a parlare della sua vera ossessione - che gli ha fatto perdere voti - ripetendo le accuse di "attacchi eversivi" a Repubblica. C’è un dato quantitativo, che conferma il mancato sfondamento. E qui il giudizio non può prescindere dai dati di partenza, che erano già di per sé eccezionali. Il centrosinistra si presentava a queste amministrative forte del risultato clamoroso e irripetibile del 2004: aveva vinto 51 province e 26 comuni capoluogo, contro le 9 e 6 rispettivamente conquistate dal centrodestra. Cinque anni dopo, il 6 giugno scorso il centrodestra aveva avviato una promettente rimonta,

La fotografia

Berlusconi soddisfatto dal retroscena di Claudio Tito

"Pensavano di spazzarmi via. E invece anche stavolta gli italiani si sono schierati dalla mia parte". Il confine tra la sconfitta o la vittoria nei ballottaggi ha attraversato la provincia di Milano. Con l’affermazione di Guido Podestà, Silvio Berlusconi ieri sera ha tirato un sospiro di sollievo. Ne ha parlato con lo stato maggiore del Pdl riunito ad Arcore e subito dopo, con una nota, se l’è presa con "gli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale contro il presidente del consiglio e il suo governo". Insomma, il Cavaliere [...] ha telefonato al suo candidato per congratularsi e per liberarsi da un peso. Subito dopo ha chiamato il Senatur, quasi per rafforzare l’asse che ha resistito in tutte le regioni del nord. [...]

Parigi, Carla Bruni e Sarkozy ricevono l’emiro del Qatar e sua moglie (Ansa)

vincendo il primo turno e battendo il centrosinistra 26 a 14 nelle province e 9 a 5 nei comuni capoluogo. Quindici giorni dopo, il centrosinistra re-inverte la tendenza, vincendo i ballottaggi e superando il centrodestra 15 a 7 nelle province e 12 a 4 nei comuni. Il quadro complessivo di questo voto locale, dunque, ci consegna un sostanziale pareggio: la maggioranza in carica prevale in 33 province e in 13 comuni, mentre l’opposizione mantiene 29 province e 17 comuni capoluogo. Non proprio un Paese governato ovunque dal monocolore azzurro, insomma. Piuttosto, e ancora una volta, un Paese trasversalmente tagliato a metà [...]. La sesta colonna di Francesco Zardo

Fa un po' tristezza questa silenziosa morte del referendum, istituto che in agonia da decenni, se ne va via quasi senza che nessuno se ne accorga, in mezzo a un turbine di polemiche su altri fatti più o meno importanti: meno importanti se pensiamo al profluvio di titoli che riguardano le avventure galanti di Berlusconi. Non c'è dubbio che lo strumento referendum sia stato adoperato malamente e a casaccio, negli ultimi tempi. Quesiti che per essere compresi richiedevano una laurea in giurisprudenza: è normale che sulla gente non abbiano fatto presa. E allora addio referendum. Ma un'omelia se la merita, questo istituto, che è servito in qualche occasione alle persone per affermare il proprio pensiero, la propria volontà, e non quella di qualcun altro. Ed è un altro pezzetto di democrazia che, ahinoi, se ne va in soffitta.

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Scelti per voi: commenti, inchieste, reportage Cinepanettoni, Belen Rodriguez cambia squadra e dal gruppo di De Sica passa con Massimo Boldi

L’Ucraina e le sue madri che sono dovute partire

dall’articolo di Massimo Bertarelli

dal reportage di Andrea Galli

«Ha un viso che buca lo schermo», parola di Massimo Boldi. Evidentemente colpito, a differenza di milioni di telespettatori, dal pur apprezzabilissimo lato A della vezzosa Belen Rodriguez. Così, appena saputo che la magnifica argentina era stata scaricata dalla ditta De Laurentiis e dal cast di Natale a Beverly Hills, Boldi si è buttato a pesce e, chiamalo fesso, l’ha ingaggiata per il cinepanettone concorrente. Ovvero il suo. Una vendetta anti-De Sica dietro il reclutamento? Cipollino taglia corto, lasciando però trapelare un residuato di rancore: «Mi spiace, ma chi se ne frega delle scelte di Christian. Io vado per la mia strada!». Un bel colpo, non c’è che dire. Belen non sarà (ancora) Marlene Dietrich e nemmeno Giovanna Mezzogiorno, ma quando ancheggia fa tremare i lampadari e le luci degli studi. Per informazioni rivolgersi ai tecnici di Sarabanda (per i non addetti alle facezie televisive è il quiz musicale preserale di Italia 1), che di questi

Belen Rodriguez in posa per un calendario

tempi, se la vedono sculettare sotto gli occhi. Nelle vesti piuttosto ridotte, leggi bikini, ma che volete fa tanto caldo, di assistente alla conduzione, s’impegna da spalla, o da coscialunga se preferite, al presentatore ufficiale Teo Mammucari. Che per la verità in trasmissione la scruta con un certo signorile distacco, forse per non irritare la fidanzatavelina Thais, né soprattutto lo scorbutico superfotografo Fabrizio Corona, che di Belen

è l’attuale accompagnatore ufficiale. Guarda caso, proprio nei giorni scorsi il collerico reporter sarebbe stato contattato dal regista di Gomorra, Matteo Garrone, pronto a realizzare un film su di lui, o comunque a lui ispirato. E il chiacchierato fotografo avrebbe già designato l’attore più adatto a incarnarlo sullo schermo, Kim Rossi Stuart. Insomma, Fabrizio da una parte, Belen dall’altra, la

dall’articolo di Francesco La Licata

L’inganno di una mafia buona che colpisce i potenti per difendere i deboli è un male antico, di certo precedente al mito dell’Educazione siberiana che legittima un gruppo di criminali ad autodefinirsi «onesti» in contrapposizione ad un potere totalitario e perciò «disonesto». Per un siciliano è quasi una retrospettiva della propria storia scorrere il racconto di Nicolai Lilin. Un replay doloroso che - proprio per questo - non può contemplare la scelta di «dimenticare le categorie di bene e di male», come raccomanda lo scrittore Roberto Saviano af-

Diciamolo forte e chiaro la mafia buona non esiste fascinato dalla lettura del giovane ex combattente Urca, oggi tranquillo «artista del tatuaggio» in Piemonte. Dice Lilin che gli uomini della sua tradizione - per usare provocatoriamente il giro di parole che consentì a Joe Bananas di scrivere un libro senza mai pronunicare la parola «mafia» - non stuprano, non fanno usura né estorsioni. Possono rapinare e uccidere, ma

in presenza di un valido motivo. E’ lecito rubare e truffare, ma solo lo Stato e i benestanti. Anche l’educazione siciliana, l’etica di Cosa nostra, proibiva il furto tranne nelle case di chi non era sotto la protezione del boss. Le banche, poi, erano indicate come terra di rapina perché «quei soldi non sono di nessuno». In quanto alle estorsioni, bastava chiamarle in altro modo: per

(quasi) famiglia Corona irrompe a gran carriera nel mondo del cinema. La showgirl dunque è pronta al salto che potrebbe farne presto una star. Ammesso che non lo sia già. «Appena ho saputo che Belen Rodriguez si era sganciata dal cast di Natale a Beverly Hills, non ci ho pensato due volte e l’ho contattata immediatamente per il mio prossimo film», spiega Boldi. Che aggiunge: «Non conosco la Rodriguez, ma ho saputo che professionalmente mi stima. Ha un viso che buca lo schermo e sarei contento di lavorare con lei». Concludendo così: «Ancora mancano le firme, ma la sceneggiatura è quasi pronta: le riprese inizieranno ad agosto. Sarà una commedia rosa, ma Belen non sarà la mia amante, sarebbe un ruolo troppo scontato». [...]. Il fatto che il primo ciak avvenga in agosto [...] lascia supporre che il cinepanettone boldiano cambi ancora una volta collocazione nel calendario della prossima stagione, dopo la definitiva rinuncia al braccio di ferro natalizio con la corazzata di De Sica. [...]

esempio contributo per i carcerati o il Buon Natale per le famiglie dei picciotti. Persino l’alone del finto eroismo politico abbiamo conosciuto. L’abbiamo visto rappresentato dall’icona retorica di Salvatore Giuliano in groppa ad un destriero bianco, avvolto nel drappo giallorosso dell’Indipendentismo anticentralista della Trinacria. Sì, la conosciamo la solfa dell’omicidio visto come «ultima ratio» decretato contro chi «la malasorte se l’è cercata» [...]. Conosciamo l’assassinio camuffato da amministrazione della giustizia sostanziale, contrapposta all’immobilismo dei codici che pretendono le prove del reato. [...]

Tra zie, cognate e nipoti se ne sono andate in quindici. Tutta la colonna femminile di una famiglia. Quella dei Busko, che in ucraino vuol dire cicogna. A casa dei Kinashchuk, i vicini, son rimaste le piccole donne, cugine: le sorelle Maria e Cristina, di 13 e 15 anni; e un’altra coppia di sorelle, Anastasia e Sofia, di 12 e 13 anni, che allevano i fratellini Pavlov e Zacaria. I genitori vanno e vengono per l’Italia. I bambini crescono con al fianco una vecchietta del posto, che fa da mangiare e fa un po’ di tutto: insomma, si potrebbe dire, fa da badante. La vecchietta è pagata cinque euro al giorno dalla nonna dei bambini, Maria Kinashchuk, di 60 anni, che a Rimini assiste Flora, di 18 anni più grande, per novecento euro al mese. Questa Flora, anziana malata e bisognosa d’una persona al fianco che la pulisca, sorvegli e ascolti, irrompe al telefono con domande da innamorata gelosa e delusa: «Ma quando torni?». Maria tornerà dopo l’estate. «Devo fermarmi qualche mese», dice con venature di romagnolo nell’accento, «per vedere come vanno i ragazzi, che crescono soli». Non sono i soli: in Italia lavorano oltre centomila donne ucraine che qui hanno lasciato tra i due e i trecentomila figli. Siamo a Pristan, villaggio di trecento famiglie e di 103 bambini, e di oche, anatre e cavalli veri padroni del traffico sulle strade sterrate. La regione è quella di L’viv, nell’Ovest dell’Ucraina, la parte più anti-russa della nazione. Prima del regime dei sovietici ci furono i tedeschi, che rubarono di tutto, anche la terra, una terra ricchissima di miniere di carbone dove si scava fino a seicento metri con un ascensore che

scende (precipita?) a dieci metri al secondo facendo fischiare, anzi urlare, le orecchie. Nonna Maria se ne andò da questi posti undici anni fa. Era maestra, rimase vedova. Prima di partire imparò, da una concittadina emigrata e rimpatriata, «cinquecento parole in italiano». Per lo più erano aggettivi: onesta, lavoratrice, generosa, e via apprendendo. Con quel vocabolario in mano, girò a cercar lavoro. Lo trovò al nono giorno. Maria, dolcissima, presenta i nipoti uno a uno. La maggiore, Cristina, tiene in mano un cellulare, lo fissa, aspetta che suoni; lo mette in tasca, lo estrae e controlla casomai abbia perso una telefonata. Dopo dieci minuti, la chiama la mamma. Dice di aver appena spedito uno scatolone con pasta, tonno e salmone che in Ucraina sono di qualità scadente. Per i prodotti migliori, si deve ricorrere al contrabbando. Più che dei traffici sporchi, a L’viv, colta e ospitale città di quaranta chiese e un milione di abitanti, a 60 chilometri da Pristan, sono tuttavia alle prese con altri problemi, come confermano la polizia e il giornalista Omar Uzarashvili. Esperto di criminalità per il quotidiano da trecentomila copie «Vysokyi Zamok», Uzarashvili dice che «ogni giorno, in media, sei minorenni compiono rapine e scippi», e che nei sei «ci sono almeno due figli di una madre emigrata. Privi di custodi e di affetto, finiscono per strada, arruolati dalla criminalità ». L’ultimo l’hanno preso una settimana fa: aveva assaltato una gioielleria. Ci hanno messo poco, ad arrestarlo. La polizia ha avuto in eredità dal Kgb un controllo totale del territorio. Nulla le scappa. Infatti è molto temuta. Alla pari delle carceri, «terribili perché ti regalano brutte malattie». [...]

Niente quorum: referendum, ultimo atto Strumento ancora in vita solo per la Costituzione

Solo due italiani su dieci hanno votato un’istituzione destinata ai libri di storia

Diserzione da record

dall’articolo di Mario Cervi

dal commento di Michele Ainis

dal commento di Davide Giacalone

Il referendum vive ancora negli articoli della Costituzione italiana: ma come strumento di democrazia è morto. Il non raggiunto quorum di ieri - e non raggiunto in misura clamorosa - è equivalso ad un atto di decesso. Gli italiani, che da quattordici anni a questa parte avevano fatto naufragare ogni tentativo di risolvere per via referendaria problemi politici e istituzionali, hanno opposto non un no d’opposizione, ma un no d’indifferenza plateale - che è ancora peggio - ai quesiti di Mario Segni e Giovanni Guzzetta. Non si tratta più di discutere sulle ragioni del sì e sulle ragioni del no. Il dibattito si addice ai vivi, e il referendum non lo è più avendo perso la sua funzione di grande verdetto popolare su opzioni semplici e chiare. Era diventato il più delle volte un sofisticato congegno per raggiungere lo scopo che al referendum italiano - esclusivamente abrogativo - era in teoria vietato: quello di creare nuove leggi. È comprensibile adesso l’esultanza della Lega, che all’ultimo referendum s’è opposta perché l’avrebbe privata del potere di condizionare la maggioranza. Ma altre forze politiche che furono divise o incerte alla vigilia del voto devono affrontare, con minore passionalità del Carroccio, alcuni interrogativi. Perché il referendum è entrato in agonia? Cosa conviene fare di questo reperto di altre stagioni della Repubblica? Mi pare evidente che il referendum concepito dai Costituenti dovesse essere utilizzato per dilemmi di primaria importanza da sottoporre alle intelligenze e alle coscienze dei cittadini. Per questo si volle che la partecipazione popolare alle scelte fosse molto consistente (il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto). Il meccanismo funzionò a dovere per le decisioni cruciali: repubblica o monarchia, divorzio sì divorzio no, aborto sì aborto no. Craxi riuscì a mobilitare gli italiani - quasi l’80 per cento di partecipanti al voto - anche per quel referendum sui tagli alla scala mobile in cui gli italiani dimostrarono uno straordinario civismo, pronunciandosi per il sacrificio. [...]

Alla fine della giostra, il referendum abrogativo ha abrogato il referendum. Quando 8 elettori su 10 disertano le urne, quando i 3 quesiti elaborati da Guzzetta vanno a ramengo come i 21 che li hanno preceduti, quando insomma da 14 anni nessun referendum riesce a scavalcare il quorum, tanto vale fargli un bel funerale. Il referendum è morto, ne parleranno semmai i libri di storia, né più né meno dei plebisciti che a metà ‘800 scandirono l’unità d’Italia. O almeno è morta la creatura che negli Anni 70 ci consegnò divorzio e aborto, che negli Anni 80 ci tolse il nucleare, che negli Anni 90 - con altri due referendum sulle leggi elettorali - chiuse la prima Repubblica, inaugurando la seconda. Sicché, prima di ogni riflessione sul (non) voto, c’è subito un appello da rivolgere ai partiti: tirate fuori dalla tomba questo strumento di democrazia diretta, riscrivetene le regole, restituiteci la seconda scheda che nel 1947 i costituenti donarono al popolo italiano. Appello temerario, perché proprio i partiti hanno fin

Come, purtroppo, volevasi dimostrare: il referendum è morto. Ha votato solo un italiano su cinque, battendo i record del 2003 e del 2005, quando un quarto dei cittadini si scomodò per le servitù coattive o la procreazione assistita. In quest’ultimo caso si attivarono le gerarchie ecclesiastiche, invitando all’astensione, mentre adesso non c’è stato bisogno di alcuna sollecitazione. Per essere sicuri del fiasco, oltre tutto, si sono buttati al vento dei quattrini [...]. Dal 1997 ad oggi il quorum è mancato 25 volte, come a dire che alla grande maggioranza degli elettori italiani non sono sembrate altrettante occasioni per far contare le loro opinioni. Neanche hanno avuto tutti i torti, visto che, pochi anni prima, avevano votato in tantissimi e si erano massicciamente schierati a favore del cambiamento di roba che, mutando solo il nome, è ancora lì. Esempi? Il finanziamento pubblico dei partiti, il ministero del turismo, quello dell’agricoltura, la privatizzazione della Rai, e via andando [...].

Altri tempi. Pannella nell’81 parla del referendum sull’aborto

qui indossato i panni del carnefice. In primo luogo tenendolo per 22 anni in quarantena (la legge istitutiva è del 1970): chi nasce malaticcio, difficilmente diventerà un atleta. In secondo luogo frodando a più riprese i risultati, come accadde nel 1993 per il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti: abrogato dal 90% dei votanti, ma immediatamente riesumato sotto falso nome («rimborso elettorale»). In terzo luogo - e questa è storia più recente - organizzando l’astensione: siccome c’è un 20% d’italiani che non va mai a votare, basta convincerne

un altro 30% e il gioco è fatto. Ma davvero in questo gioco vince a mani basse il sistema dei partiti? No, nessuna democrazia - nemmeno la più partitocratica - può stare in piedi senza un popolo. E il popolo italiano di questi tempi non rifiuta solo i referendum, rifiuta per esempio le elezioni provinciali (55% d’astenuti ai ballottaggi), rifiuta governo e Parlamento (con un tasso di sfiducia 4 punti più alto rispetto alla media europea: Eurostat 2007), rifiuta in blocco anche i partiti (se ne sente rappresentato il 14,1% appena: Eurispes 2008). [...]

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Il presidente del Consiglio interviene per la prima volta sull’inchiesta di Bari

Escort «pagata da mandanti»

LA STAMPA ESTERA

Politica e scandali Guardian: «E’ il politico europeo più sessista»

Times: «Virile? No, sessualmente insicuro»

El Mundo: «La recita dell’utilizzatore finale»

Daily Telegraph: «Le first ladies boicottino il G8»

«SE si dovesse tenere, in Europa, un concorso per il politico più sessista, vincerebbe Berlusconi». Duro editoriale del britannico Guardian sul premier italiano. E poi «gli italiani non dovevano metterlo al potere per tre volte».

PER l’inglese Times il Cavaliere è una versione «esagerata, fumettistica, dello stereotipo dell'uomo italiano: vanesio, borioso, chiacchierone, accondiscendente e sessualmente insicuro».

LO spagnolo El Mundo, riporta l’ editoriale dal titolo "L'utilizzatore finale". Berlusconi «ha imposto il suo modello di tv alla società italiana, creando un talk show permanente davanti a un pubblico di “veline”».

SU "Daily Telegraph" la rilancia la proposta apparsa su Micromega perché le first ladies boicottino il G8, con un appello alle mogli dei Grandi firmato da tre accademiche italiane.

| L’ATTACCO | Famiglia Cristiana: «Premier indifendibile La Chiesa non tacerà per promesse o ricatti» Sciortino critica duramente il Cavaliere e invita i cattolici al dissenso

Dal settimanale “Chi” Berlusconi accusa la D’Addario ma lei replica: «Se ha le prove, vada dal giudice» di FEDERICO GARIMBERTI

ROMA – Dal piccolo confessionale mediatico che è “Colloqui col padre”, la rubrica del dialogo con i lettori, don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, lancia il suo affondo più duro contro Berlusconi. La vicenda personale del premier «è indifendibile», «non esiste una zona franca per la morale», tuona il sacerdote-direttore. Sia le domande che la risposta di don Sciortino non riguardano però soltanto il giudizio su Berlusconi ma anche l'atteggiamento della Chiesa italiana, giudicato troppo timido verso i comportamenti del premier. Chi esercita il potere, «anche con un ampio consenso di popolo, non può pensare – ammonisce Sciortino – di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il piatto di lenticchie da respingere al mittente». Il «piatto di lenticchie» sono probabilmente i fondi promessi per le scuole cattoliche e gli ospedali di proprietà ecclesiastica, nonchè la legge sul testamento biologico.

di Villa Certosa, in Sardegna, «è protetta secondo il massimo livello di sicurezza possibile rispetto alla sua vasta localizzazione». Così, si apprende da fonti informate, i direttori di Aisi ed Aise (i servizi segreti per la sicurezza interna ed esterna), Giorgio Piccirillo e Bruno Branciforte, hanno risposto al Copasir (Comitato parlamentare di sicurezza della Repubblica). Al centro dell’audizione, durata oltre due ore, 18 domande sui voli di Stato e sulle questioni legate alle fotografie scattate, in serie, fuori Villa Certosa. Non tutte le domande hanno ottenuto, secondo alcuni componenti del comitato, una risposta esaustiva ed alcuni dubbi sono rimasti. Per questo è attesa l’autorità politica: sarà, infatti, il sottosegretario Gianni Letta, la prossima settimana, a dire l’ultima parola sull'intera vicenda.

Antonio Sciortino

L’atteggiamento pro-vita, tenuto dal governo Berlusconi durante la vicenda Eluana, era stato apprezzato dal Vaticano e dalla Chiesa italiana. Ora Sciortino avverte: «La Chiesa non può abdicare alla sua missione e

ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla perchè taccia». PDL: «MORALISMO DA FARISEI» Immediate le reazioni nel Pdl. «Antonio Sciortino - commenta Maurizio Sacconi, ministro di Lavoro, Salute e Politiche Sociali - è tempestivo nell’esprimere sentenze definitive sull'etica privata. Gli sono sufficienti pochi indizi e non dubita neanche della loro veridicità. Per fortuna la Chiesa è altra cosa e non esprime giudizi sommari sulle persone». «Don Antonio Sciortino ci aveva abituato alla superficialità d’analisi condita da pregiudizio ideologico, ma dovrebbe sapere sostituendo il moralismo alla morale si rischia di fare la fine dei farisei», dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori. «Famiglia cristiana - afferma invece Daniela Santanchè, leader del Movimento per l’Italia - rappresenta solo un gruppetto eversivo all’interno della Chiesa e dunque Silvio Berlusconi non se ne deve proprio preoccupare».

Patrizia D’Addario; a sinistra la copertina di “Chi”

Dopo i ballottaggi il Carroccio esulta per Milano e Venezia

Oggi sarà ascoltato nel Cda, mentre sono rimandate le nomine

Voto, ora la Lega alza il prezzo

Rai, è bufera su Minzolini

Il Cavaliere: «Se per il Pd è una vittoria, vogliamo perdere sempre così»

Per Di Pietro è un «gossiparo» e invoca il licenziamento

di MARCO DELL’OMO ROMA – «Se questa per l’opposizione è una vittoria, noi vogliamo sempre perdere così...». Il giorno dopo i ballottaggi delle amministrative, Silvio Berlusconi sceglie l'arma dell’ironia per colpire il centrosinistra, e quella della matematica per illustrare la dimensione dell’affermazione della maggioranza: il centrodestra, che governava solo 9 delle province in palio, ora ne guida 34 e gli italiani amministrati da giunte imperniate sul Pdl passano, nelle province dove si è votato, da 5 milioni a 21 milioni. Berlusconi non è solo nello sbeffeggiare gli avversari. Da Ignazio La Russa («10-100-1000 di queste sconfitte») a Maurizio Gasparri («Franceschini ha subito una disfatta, che non se ne renda conto ci preoccupa per il suo futuro»), in tanti seguono le orme del premier. Ma c'è anche un altro motivo per il quale nel centrodestra si guarda con soddisfazione al risultato del voto: l’inchiesta di Bari, diventata di dominio pubblico proprio nell’intervallo tra i due turni delle amministrative, non ha spinto il Pd oltre una dignitosa tenuta delle posizioni. Insomma, «la politica del pettegolezzo non ha vinto», come osserva il sottosegretario Paolo Bonaiuti. Anche se è altrettanto vero che la vicenda delle ragazze ospiti di Palazzo Grazioli, con il suo strascico di polemiche, ha frenato l'avanzata del Pdl. Anche per questo motivo, nel centrodestra, più del Pdl, è la Lega Nord a sentirsi davvero vittoriosa. Determinante nella riconquista delle province del Nord finite a sinistra (come Milano e Venezia), soddisfatta per il flop del referendum elettorale, ora la Lega può alzare il prezzo: «Abbiamo un quarto dei voti della coalizione, un terzo dei voti

Roberto Calderoli

del Pdl. Quindi, se l’anno prossimo si vota in 13 regioni, ne vogliamo noi almeno tre del Nord», proclama il ministro Roberto Calderoli. Nonostante l’esultanza del centrodestra, nel campo dei Democratici non si respira aria di Caporetto. I risultati del Centro-Sud, la tenuta di alcune importanti realtà del Nord come Torino e Padova, e la stessa sconfitta di misura a Milano, fanno dire all’ex ministro del Pd Luigi Berlin-

guer che «la notte è passata». Ai Democratici si impone però il problema delle alleanze. L’Idv di Antonio Di Pietro o l’Udc di Pier Ferdinando Casini? Massimo D’Alema, che non ha mai nascosto di voler allargare l’alleanza all’Udc, vede «un’interessante capacità di costruire alleanze oltre il centrosinistra, e dove questo è avvenuto, ha dato risultati positivi». A chiedere chiarezza è il leader dell’Italia dei Valori, che fa sapere di non avere intenzione di aderire ad un’alleanza che veda tra i suoi soci anche i centristi dell’Udc: «Il Pd deve decidere che cosa vuole fare da grande e poi, solo dopo, possiamo parlare di possibili alleanze». Tra l’altro, osserva, «nelle recenti elezioni ha pesato per il Pd più l’Idv nelle situazioni in cui si è raggiunto un accordo». «Non staremo con un Pd – sottolinea Di Pietro – che sta con un piede in una scarpa con l’Udc, un piede in un’altra scarpa, e rischia di rimanere senza scarpe».

IL CASO Comunisti italiani, Rizzo “aiuta” Idv e Diliberto lo espelle dal partito ESPULSO, Marco Rizzo è fuori dai Comunisti italiani. La decisione è stata messa a verbale ieri dalla commissione di Garanzia del partito. L’accusa è quella di «comportamenti ostili» al Pdci durante l’ultima campagna ufficiale. Tradotto: di aver aiutato l’Italia dei Valori, e questo nonostante fosse anche candidato nelle liste dei Comunisti italiani. Rizzo, infatti, avrebbe dato il suo aiuto a Torino a Gianni Vattimo in corsa per Strasburgo, con Di Pietro. «Diliberto mi ha espulso – dice invece Rizzo – perchè ho chiesto conto di incontri con massoni ex P2». Incontri che però, è la controreplica, erano occasioni pubbliche, presenti i personaggi più disparati. Tutto finirà in tribunale: il segretario del Pdci querelerà l’ex compagno di partito.

di ELISABETTA STEFANELLI

Antonio Di Pietro

ROMA – Oggi niente nomine nel Consiglio di amministrazione della Rai, che pure doveva avere all’ordine del giorno quelle dei direttori di Tg2 e Raisport. Tutto rimandato alla prossima settimana quando si parlerà probabilmente di un pacchetto molto più consistente, che potrebbe comprendere quin-

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di anche Raidue, la radio e forse anche Raitre e Tg3. Nel Cda si parlerà ovviamente anche della tutt'altro che archiviata vicenda del direttore del Tg1 Augusto Minzolini ieri nel mirino del leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro e dell’assemblea nazionale dei Cdr Rai. In Cda ne parlerà senza dubbio il presidente Paolo Garimberti – che ha già in-

IPSE DIXIT

Oggi: «Privato messo sotto i riflettori per strumentalizzazioni politiche»

contrato Minzolini. Oramai quasi scontata sembra essere invece l’audizione del direttore del Tg1, ma anche degli altri due Tg, da parte della Commissione di Vigilanza che per oggi ha convocato l’ufficio di presidenza. A chiedere l’audizione è stata l’Italia dei valori che ieri ha rinfocolato il suo attacco al Tg1 mentre Sinistra e libertà manifestava a Viale

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Nel ’94: «E’ pubblico ogni aspetto della vita di un uomo politico»

Le contraddizioni del direttore del Tg1 impazzano sui blog MENTRE continuano le polemiche e critiche all’informazione Rai sul caso Berlusconi, il direttore del Tg1 Minzolini è intervenuto in diretta al Tg1 per giustificare la sua scelta: e cioè il “tono minore” sull'inchiesta di Bari e sulle frequentazioni del premier Berlusconi. «Voglio spiegare a voi telespettatori - ha detto - perché il Tg1 ha avuto una posizione prudente sull'ultimo gossip del momento: le famose feste nelle dimore private di Silvio Berlusconi. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c'è ancora una notizia certa o un'ipote-

si di reato che coinvolga il MA ieri, sui blog, rimbalpremier». zava anche una dichiara«Semplici - ha proseguito - zione che Minzolini rilaipotesi investisciò a “Repubgative e chiacblica” il 29 ottochericci si trabre 1994. Dove sformano in noil suo parere tizie da prima sul confine tra pagina per strupubblico e primentalizzazioni vato era molto politiche. In quediverso. ste settimane è «Le smentite stata messa sota ripetizione to i riflettori la affermò allora vita privata del Minzolini - ripremier in nome Augusto Minzolini velano che abdi un improvviso biamo una moralismo. Queste stru- classe politica nuova che mentalizzazioni non hanno non ha assimilato il fatto nulla a che vedere con l'in- che un politico è un uomo formazione del servizio pub- pubblico in ogni momento blico». della sua giornata e che de-

ve comportarsi e parlare come tale. Quattro anni fa scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a Tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo peccato di ipocrisia. Un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico».

Mazzini e l’assemblea dei Comitati di redazione Rai firmava un documento all’unanimità. «Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo Servizio Pubblico Radiotelevisivo», è stato il grido d’allarme dei giornalisti. Minzolini, punta il dito Antonio Di Pietro, è «un gossipparo», anzi «l'Emilio Fede del servizio pubblico» che toglie spazio alla politica e alle notizie in tv e per questo «andrebbe licenziato per giusta causa». Di Pietro annuncia che il suo partito ha scritto una lettera al presidente della Repubblica per presentargli il dossier su questo tema. Di Pietro però va oltre e denuncia le future nomine di Viale Mazzini. L’Idv «ha rifiutato la spartizione e un mercimonio di posti su cui a questo punto deve intervenire la magistratura». Le nomine però domani non ci saranno perchè il dg, sua è la competenza, non le porterà sul tavolo del Cda. Lo stallo rimane perchè l’accordo completo ancora non c'è. Pare risolta infatti quasi solo la casella del nuovo direttore del Tg2 che dovrebbe essere affidata a Mario Orfeo, mentre a Raidue rimane in corsa Susanna Petruni e comunque la direzione della rete è rivendicata dalla componente Forza Italia della maggioranza.

Intercettazioni la Fieg chiede la revisione del ddl Alfano LA Fieg (Federazione italiana editori giornali) informa su una iniziativa relativa al ddl intercettazioni e realizzata dalla Fieg in collaborazione con l'Enpa (Associazione europea degli editori di quotidiani). L’Enpa - di cui la Fieg è associata - ha inviato una lettera ai Senatori della Commissione Giustizia nella quale ha ribadito le preoccupazioni espresse dalla Federazione sul disegno di legge (ora all’esame del Senato) auspicando una revisione critica del testo. In particolare, si denunciano «i rischi di una eccessiva ed ingiustificata restrizione del diritto di cronaca con sanzioni, a carico di giornalisti ed editori, abnormi e sproporzionate». L'associazione europea auspica dunque una revisione critica del ddl Alfano che, ove approvato nella formulazione attuale, costituirebbe «un pericoloso attacco alla libertà e al diritto all’informazione». Intanto è stato elaborato un position paper, che sarà sottoscritto da tutti gli editori europei, da indirizzare alle istituzioni comunitarie, invitandole a pronunciarsi ufficialmente contro ogni tentativo di limitazione della libertà di espressione e di stampa.

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ROMA – Silvio Berlusconi esce allo scoperto e attacca, affrontando per la prima volta la scottante inchiesta di Bari. Lo fa dalle pagine del settimanale “di famiglia”Chi, che gli dedica una copertina dal titolo “Adesso parlo io”. Pur confermando di aver conosciuto Patrizia D’Addario, la donna che – secondo i verbali trapelati – dice di essere stata pagata dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini per passare la notte con lui, il presidente del Consiglio accusa: dietro di lei un «mandante» che l’ha pagata profumatamente. «Non è vero. Se ha le prove, vada dal magistrato. Altrimenti, si astenga da simili affermazioni», replica a stretto giro la “escort” barese. Mentre la sua amica trans, Manila GoCURIOSITÀ rio, sembra dar ragione al premier: «La conosco da 10 anni e penso che lei non sia capace di fare questo da Animale sola, qualcuno l’ha indirizzata in sbagliato». “esuberante” modo Così, nel giorno successivo a referendum e ballottaggi, sono ancolo battezza ra le vicende personali del premier Berluscane a tenere banco. E così – nonostante l’invito del VERONA - Il vecchio ministro La Russa a «non farsi decane lupo è ancora viare da problemi privati» e ad ocvigoroso, per questo cuparsi dell’azione di governo – doè stato battezzato po aver liquidato per giorni la vi'Berluscane' dal suo cenda come «spazzatura», Berlupadrone, un signore sconi decide di dare la sua versione di Verona. Ma qualdei fatti. E, fedele alla linea che si che vicino di casa ha tratta solo di «gossip», sceglie il setinformato della cosa timanale rosa Chi edito dalla “sua” i vigili urbani, che Mondadori. hanno multato l'uoLe anticipazioni dell’intervista, mo perché sul canconcessa nel fine settimana, escocello manca il cartelno proprio mentre è in corso una lo 'Attenti al cane', delicata conferenza stampa con il storpiato in 'Attenti al premier israeliano Banjamin NetaBerluscane'. La vicenda, ripor- nyahu. «Dietro l’inchiesta di Bari tata ieri da L'Arena, c'è qualcuno che ha dato un mandaha per protagonista to molto preciso e benissimo retriImerio Mariotto, pro- buito a questa signora D’Addario», prietario di altri tre accusa il Cavaliere, che ci tiene a cani (di cui uno bat- sottolineare di non aver mai «pagatezzato 'Noemi'), che to» una donna. E aggiunge, come non ha intenzione di nel suo stile: «Non ho mai capito abbassarsi a pagare che soddisfazione ci sia se non c'è il la sanzione da 55,60 piacere della conquista». E alla domanda se per la D’Addaeuro. Mariotto sostiene che Berlusca- rio non si fosse accorto di aver dane è stato chiamato vanti una «prostituta d’alto bordo», così per una “vivacità il presidente del Consiglio risponamorosa inversa- de: «Se sospettassi di una persona mente proporziona- una cosa del genere, le starei lontale all'età” ma è un no mille miglia». Berlusconi conferma anche di animale tranquillo, che "i cani femmina, conoscere Gianpaolo Tarantini, soprattutto se giova- l'imprenditore al centro dell’inni e ambiziose", po- chiesta barese. «Sono un garantitrebbero avvicinare sta e preferisco sospendere ogni senza timore di giudizio», su di lui, spiega però. La difesa si sposta sui servizi seavance. greti e sul sistema di sicurezza che lo protegge: l’obiettivo è rimandare al mittente le accuse di essersi esposto a possibili ricatti. «Nessuno dei miei ospiti è mai stato sottoposto a una perquisizione personale, se poi qualcuno abusa della mia cortesia, è un comportamento che squalifica lui, non me». Segue un violento attacco ai giornali: «Io non ho nulla di cui dovermi scusare, sono invece gli editori e i direttori dei principali giornali che debbono vergognarsi». Il premier parla anche della sua famiglia, per assicurare che «il fango» ha soltanto «unito ancor di più» lui e i suoi figli. Quanto alla separazione dalla moglie, Veronica Lario, «è stata una ferita molto dolorosa» ma, aggiunge, sono «sereno, triste ma sereno». 007 A COPASIR, NESSUNA FALLA NELLA SICUREZZA Intanto si riapre il capitolo della sicurezza del presidente del Consiglio e non ci sarebbe nessuna falla nell’apparato di protezione. In particolare, la sua residenza

di ELISA PINNA


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Il senatore Belisario dopo il ballottaggio mostra i muscoli

L’Idv non fa sconti

Pdl sotto accusa: tema dimissioni ma Latronico in difesa delle scelte

Anche l’Udc chiede spazio: idea presidente consiglio

di SALVATORE SANTORO POTENZA - “E’ passat a nuttata” ma nel Pdl la tensione si taglia ancora a fette. La sconfitta elettorale al ballottaggio patita da Molinari e dalla coalizione di centrodestra nei confronti di Santarsiero e il centrosinistra che ha portato il conto finale sul 3 a 0 per il Pd e i suoi alleati non è stata digerita bene. Da tanti dello stesso Pdl. E non sarà facile ripartire nemmeno nei prossimi giorni, come se niente fosse successo. Perchè se da un lato c’è una parte della classe dirigente pidiellina ricorda i punti guadagnati rispetto alle scorse elezioni sulla “corazzata” del centrosinistra lucano e parla di una politica delle alleanze che i suoi frutti li sta portando come dimostrerebbero la vittoria di stretta misura di Stella e Lacorazza al primo turno e la necessità di ricorrere al ballottaggio per la riconferma dell’ex sindaco più eletto d’Italia, Vito Santarsiero, dall’altro lato c’è chi chiede una resa dei conti interni. Non sono pochi infatti, quelli che, velatamente e no, chiedono l’azzeramento delle cariche di vertice del Popolo della libertà. All’origine del malcontento - oltre che la sconfitta - brucia, a diversi esponenti del Pdl,

l’aver candidato uomini provenienti dal centrosinistra alla poltrona di sindaco e di presidente della Provincia di Potenza. Oltretutto, un pezzo da novanta del Pdl di Basilicata e cioè il senatore Egidio Digilio anche storico ex segretario regionale di Alleanza nazionale di Basilicata e attuale coordinatore vicario del Pdl lucano non nasconde il proprio disagio e parla di proprie dimissioni possibili dalla dirigenza del partito. Digilio, che già in un’intervista al nostro giornale due giorni prima del ballottaggio aveva anticipato la proprio disponibilità a dimettersi in caso di 3 a 0 per il centrosinistra, ieri è tornato a parlare di «errori della classe dirigente locale del Pdl» e di necessità di «assumersi da parte di tutti le proprie responsabilità». Insomma è frattura. Il senatore Digilio in particolare ieri mattina, dopo aver reso noto di aver esaminato i risultati elettorali in un incontro con il coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, ha ribadito «la disponibilità immediata di rimettere l’incarico di coordinatore regionale vicario» con queste motivazioni: «La strategia del Pdl in Basilicata va ripensata. E’ necessario innanzitutto capire le motivazioni del “corto circuito” prodotto tra

i significativi consensi elettorali ottenuti alle Europee che ci hanno fatto diventare il primo partito regionale - e quelli deludenti alle amministrative. Con il ballottaggio per la elezione del sindaco di Potenza infatti l’obiettivo che ci eravamo posti di guidare i maggiori enti locali della regione, a parte alcuni comuni dove abbiamo eletto sindaci e maggioranza, non è stato raggiunto». In sintesi per Digilio c’è stato un corto circuito che non ha fatto raggiungere gli obiettivi prefissati. Pertanto prosegue, «tutto il gruppo dirigente del Pdl, senza esclusione alcuna, che ha condiviso unanimemente le scelte effettuate sia per le candidature principali che per le alleanze raggiunte con altre forze politiche del centro moderato che per i programmi, adesso deve riflettere, discutere, confrontarsi con lealtà e con lucidità senza far prevalere atteggiamenti di difesa che non hanno motivo di esistere. Per quanto mi riguarda, lo avevo detto alla vigilia della consultazione e lo ribadisco adesso: sono disponibile a rassegnare le dimissioni da coordinatore regionale vicario se ciò può servire a fare chiarezza e ad aiutare la discussione e le conseguenti coraggiose decisioni da prendere».

La disamina di Digilio che invita dunque a non assumere “difese di ufficio” prosegue: «Sapevamo che il nuovo soggetto politico appena nato avrebbe dovuto superare una prova difficile alla quale, evidentemente, non era ancora pronto e che il Pdl non aveva ancora avuto il tempo necessario di realizzare il progetto di partito unico in grado di mettere a sintesi le energie e le sensibilità differenti dei due partiti fondatori e ancor più di radicarsi sul territorio e tra la gente. Ma resta comunque la delusione profonda perché il messaggio degli elettori lucani è chiaro: siamo partito di governo del Paese, cresciamo nei consensi nazionali eppure a livello locale non riusciamo ancora ad affermarci come alternativa al centrosinistra». Digilio conclude però chiarendo che «non si tratta di rimettere in discussione alleanze quanto piuttosto la strategia politica che le sostiene». Questo da un lato. Dall’altro non ci sono risposte da parte dei dirigenti del Pdl alla nota di Digilio. «Si deve andare avanti» è il massimo ottenuto dal cronista. Ma in ogni caso dopo la dichiarazione a caldo del coordinatore regionale Guido Viceconte subito dopo il risultato del ballottaggio, «l’essere andati per la prima volta al

ballottaggio premia la scelta di essere andati oltre il Pdl» si insiste all’interno del nucleo decisionale del Popolo della libertà a guardare bene i dati elettorali «anche di chi nelle nostre liste ha preso pochi voti» e a considerare «che l’Udc per la prima volta non è stato con noi». In pratica la teoria è pressapoco questa: «Alle scorse elezioni eravamo al 18 per cento insieme all’Udc e ora siamo al 40 che sarebbe stato 46 insieme al partito di Casini. Questa è la via verso la vittoria». Ma c’è dell’altro. Il senatore Latronico utilizzando le vie ufficiali in serata ha diramato una nota in cui “ignora” completamente l’appello di Digilio e si lancia in un altro tipo di analisi. Queste alcune considerazioni del senatore Latronico: «Credo che i risultati elettorali ottenuti dal Pdl in Basilicata vadano osservati con la giusta attenzione. Intanto va riconosciuto che alle europee si è raggiunto un risultato che fa del Pdl il primo partito della regione; un risultato nè scontato, nè ininfluente, che conferma dopo le ultime elezioni politiche, come gli elettori lucani quando possono esprimere un libero orientamento, senza eccessivi condizionamenti, lo facciano a favore del Pdl e delle forze di centro destra».

Nessuna Caporetto dunque per Latronico. E poi l’invito: «Per quanto concerne il ballottaggio al Comune di Potenza, il traguardo del 40 per cento raggiunto grazie alla candidatura di Molinari, segna l'inizio di un percorso che va valorizzato nella prospettiva di costruire una possibile alternativa di governo in una regione in cui il divario tra le forze in campo era di stampo bulgaro, privando il presupposto di una concreta alternativa di governo». Per concludere l’auspicio di Latronico: « Il Pdl è chiamato ad essere sempre di più' il nucleo di aggregazione delle forze politiche, sociali e culturali e produttive che si pongono il tema di costruire un'alternativa di governo ad un sistema di potere che anche per l'assenza di ricambio, sta producendo una politica inadeguata, con pessimi risultati sul piano dell'efficacia delle azioni realizzate. Il Pdl ha lottato anche in queste ultime competizioni per portare una sfida reale al centro sinistra; i risultati ottenuti sono un altro passo avanti nella prospettiva del traguardo definitivo, ma la strada da percorrere non è sicuramente quella di rinchiudersi in una inconcludente e velleitaria difesa identitaria».

Finché dura inutile fare meglio... C’è una leggenda metropolitana che racconta che la destra, o il centrodestra (la necessità di schiaffarci sempre pure la parola centro è tipicamente dei paese cosiddetti morigerati, quasi che omettendola, sia da un lato che dall’altro, si offendesse il pudore comune), qui, dalle nostre parti, proprio non voglia vincere le elezioni. – Mi permetto di usare il termine di metropolitano, per il centro di Potenza, per gentile concessione del neo rieletto sindaco Santarsiero, il quale ci ha proiettati in questa direzione, almeno a parole -. Ebbene questa leggenda racconta di un (centro) destra con una decisa volontà di non provare neanche a vincere le elezioni amministrative. La tesi, sostenuta dalla maggioranza dei militanti di (centro)

destra, trova conferma, del resto, nei numeri. Infatti se la fede fosse monoliticamente di (centro) sinistra, non si spiegherebbero i trionfi del (centro) destra alle elezioni europee. Il Pdl parte dal 30 per cento e passa delle europee, appunto, per approdare ad un misero 12 per cento delle comunali. Il salto è vertiginoso, e non trova apparente logica giustificazione. Cosa induca una stessa persona a cambiare opinione così radicalmente, a seconda della competizione elettorale, rimane arcano inspiegabile. Ma così è. Allora il fenomeno va studiato. E alla fine, le ipotesi rimangono due: e cioè, scartata l’ipotesi del rimbecillimento istantaneo, quello che ti prende nel passaggio da una scheda all’altra, rimangono appunto due teorie.

Quella che ritiene che il Pdl di noialtri non vuole assolutamente vincere, e quella che ci racconta di una cromosomica incapacità, a causa della quale, quando a sorreggere il voto basta l’idea, sono rose e fiori, ma quando ci si mette di mezzo la classe dirigente del Pdl c’è il fuggi fuggi generale. Non mi sembra che esistano altre ipotesi. E, nell’un caso, come nell’altro, sarebbe il caso di intervenire. Drasticamente. Per qualcuno ci vorrebbe il classico calcio nel sedere, ma, per i più, come dicevamo, morigerati, sarebbe sufficienti accompagnarli gentilmente ma decisamente alla porta, sebbene tanta gentilezza forse non sarebbe meritata da chi, ancora ieri sera, ci racconta che il Pdl non avrebbe sbagliato neanche una mossa, o che finalmente

si è abbattuto il muro di Berlino (che, evidentemente, mani laboriose hanno ricostruito fra le prime consultazioni e il ballottaggio). Ma nel (centro) sinistra, non la pensano così. Ridurre un trionfo a conseguenza della incapacità o cocciuta volontà della controparte di vincere, suona riduttivo. Santarsiero ha vinto bene. I suoi detrattori tacciano. Va bene il connubio buche – con o senza acqua - e mostre, gallerie, sopraelevate, snodi galattici, e edifici abbandonati, Bucaletto e i rioni dormitorio. La città è ridotta ai minimi termini, ma Santarsiero è promosso con la lode. E questo è un dato di fatto ineccepibile. Il 59 per cento di quest’anno, ha più valore intrinseco del 74 per cento di cinque anni fa. Con un Pdl egemone in quasi tutta l’Ita-

lia, con un governo di (centro) destra, con le processioni dei ministri, con le promesse di babbo natale e con un malcontento pressocchè generale, non era tanto facile vincere così bene. Bravo Santarsiero e Pdl sonoramente bocciato, finanche dai suoi stessi elettori: questi mi sembrano gli oggettivi risultati. Infine è cresciuto il partito degli astensionisti. Non c’è da meravigliarsi. Con una città allo sbando la politica non può aspettarsi né entusiasmo, né partecipazione. E allora, se anche a Potenza, cresce la disaffezione per la politica, i partiti cominciassero a fare il mea culpa. Ma, forse, tutto sommato, neanche conviene. Finchè dura e finchè basta… è proprio inutile cercar di fare meglio. Luciano Petrullo

Attacchi ai big del centrodestra sul web

Lottino scrive a Bondi

Felice Belisario

Roberto Galante

Antonio Autilio

Emilio Libutti

Vincenzo Lofrano

perchè con la sua politica autenticamente innovativa, attenta ai bisogni dei cittadini e garante della legalità e della giustizia, il partito è capace di aggregare i voti del centrosinistra per favorire lo sviluppo della Regione. Questo, ovviamente a condizione che gli altri partiti della eventuale coalizione non pretendano di imporre uomini e programmi che nulla hanno a che vedere con il nostro modo di far politica e con il nostro progetto di rilancio economico e sociale a livello locale e nazionale». Quindi c’è anche il discorso su gli altri partiti che compongono l’alleanza che ha sostenuto Santarsiero. Udc compresa.

Ma da parte di Santarsiero, è immaginabile che il lavoro per la composizione della giunta sarà da svolgere nei prossimi giorni. Ieri, del resto, la prima giornata da sindaco rieletto è partita in ritardo per i festeggiamenti della vittoria che si sono protratti per tutta la notte precedente. In ogni caso c’è pure da “accontentare” le richieste dell’Udc. E sembra, secondo autorevoli indiscrezioni che entrambi i partiti che al secondo turno hanno sostenuto Santarsiero contro Molinari (se pur non con l’apparentamento ufficiale) puntino, anche se non espressamente alla presidenza del consiglio. Per l’Udc in particolare ottenere la postazione di presi-

dente del consiglio per l’eletto Emilio Libutti permetterebbe di fare spazio al primo dei non eletti, Vincenzo Lofrano che nonostante la non elezione ha ottenuto più di 500 voti. Discorso analogo però, si potrebbe fare anche per l’Idv nel quale c’è Roberto Galante che nonostante i suoi 800 voti e passa che gli hanno permesso di essere il primo degli eletti per via dei meccanismi elettorali non è stato eletto direttamente: l’Idv in consiglio regionale al momento ha un solo esponente ed è il candidato sindaco e attualmente assessore regionale, Antonio Autilio. E sembrerebbe che la questione non è delle più semplici da redimere nonostante all’esterno la versione ufficiale è quella di un “tutto va bene”. La verità è che all’interno dell’Italia dei valori gli equilibri sono tutti in via di definizione e non potrebbe essere diversamente per un partito in forte crescita di consensi ma anche con una classe dirigente che si sta irrobustendo di nuovi adepti giorno dopo giorno. Il tutto però si gioca anche in prospettiva elezioni regionali dove Galante potrebbe volersi misurare.

Bondi a Potenza

POTENZA - Neanche il tempo di finire di fare i conteggi che sul web il popolo del centrodestra lucano chiede il conto ai propri big il “conto” per la sonora sconfitta che si è completata con la vittoria di Santarsiero su Molinari. E c’è pure chi scrive direttamente a Sandro Bondi per chiedere l’azzeramento dei vertici locali del Pdl. E’ quello che ha fatto Fabio Lottino, presidente del’associazione “Potenza dei giovani” che nella lettera al numero due del Pdl chiede «a nome di tanti giovani di riformare il Coordinamento regionale, provinciale e comunale con nuove persone per una nuova era del Pdl». Lottino - che ricorda a Bondi i propri trascorsi nell’associazione giovanile di An e la propria candidatura alle ultime comunali nella lista civica a sostegno di Molinari - insiste sulla necessità di attuare un reale «cambio di passo» e poi critica la scelta di candidare Aurelio Pace e Peppino Molinari. Ma non solo. E’ polemica parta anche sul web. Su Facebook, in particolare, in poche ore è nato un gruppo in cui già dal titolo si comprende tutto: “Ed ora vogliamo le dimissioni di tutti i vertici del Pdl Lucano”. Il gruppo (in pratica un associazione virtuale all’interno del social network) è stato creato da Danilo Manicone (candidato consigliere comunale nel Pdl) che nella presenta-

zione scrive: «Dopo la schiacciante sconfitta alle amministrative lucane per 3 amministrazioni a 0 (brucia + di Italia - Brasile), chiediamo le dimissioni di tutta la classe dirigente del Pdl lucano. A cominciare dai responsabili regionali, passando per quelli provinciali, per finire a quelli comunali. Hanno peggiorato la situazione nelle opposizioni diminuendo la percentuale di preferenze e, di conseguenza, i consiglieri d'opposizione». E Manicone ha fatto subito proseliti considerando che in poche ore il gruppo ha raggiunto già i cento iscritti. Non pochi per una comunità tutta lucana. Ma il disappunto per come sono andate le cose si registra anche in altre bacheche. In particolare Alessandro Galella, anche egli candidato consigliere comunale nelle liste dei Dec ha aperto un dibattito che ha innescato numerose riflessioni e interventi. Galella partendo dal titolo, “Se al Serpentone vince Santarsiero e a Murate pure!!!???!!!” parla anche di un impegno che proseguirà anche dopo le elezioni con “incontri” e riunioni con tutti i giovani della coalizione di centrodestra per “stimolare” anche i vincitori. Tra gli altri è intervenuto nel dibattito anche il consigliere regionale e leader della Federazione di centro Francesco Mollica.

Il governatore calabrese insiste

Loiero pensa a De Filippo per un partito del “Sudd” LOIERO lancia l’idea di un Sud dei “governatori” contro i partiti del Nord. Anche con De Filippo. «Qualche mese fa ci siamo incontrati Lombardo, Bassolino e io e siamo arrivati alla conclusione che in queste condizioni il Mezzogiorno non può più stare». Questa la rivelazione del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, al quotidiano “Roma” in merito all’ipotesi di un movimento dei governatori del Sud. Un movimento di cui, come dichiara Loiero, «S'è parlato in maniera del tutto informale. Ogni giorno c’è un saccheggio di fondi destinati al sud. Abbiamo quindi valutato di riprendere un discorso il giorno dopo le elezioni perchè il nostro incontro non apparisse come un’operazione meramente elettorale. Ora si riprende e ne riparleremo di qui a poco». Insomma un movimento politico guidato dagli stessi governatori delle regioni meridionali per guidare la “riscossa” del Sud contro le politiche nazionale a svantaggio del Mezzogiorno. «Penso che le regioni meridionali – ha aggiunto Loiero commentando l’apertura ad un’ipotesi di dialogo fatta dal governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo – abbiano tutte gli stessi problemi e per gli stessi motivi e, pertanto, che sia normale e doveroso discuterne tutti assieme. Va letto in quest’ottica un dialogo tra il presidente di

A sinistra Agazio Loiero, sopra Vito De Filippo

una regione di centrodestra e quello di un presidente di centrosinistra. Per questo giudico molto positivamente qualsiasi passo che vada in tale direzione», e ancora: «So che Vendola è molto interessato a un progetto di difesa del Sud. Ma anche altri presidenti lo sono». E il ragionamento si allarga anche alla Basilicata e al suo presidente della giunta. Loiero infatti, sempre a Roma rivela: «Ho sentito Vito De Filippo, presidente della Basilicata, e anche lui avverte forte l’esclusione del Mezzogiorno dall’agenda di governo. Non dico che nel sud ci siano solo virtù civili e non sprechi, incrostazioni, collusioni. Ma nel nord ci sono formazioni politiche che hanno fatto una campagna elettorale tutta tesa a dimostrare

che il sud non abbia più diritto alle risorse perchè parassitario e malavitoso. È una cosa che non possiamo accettare». Ma all’ipotesi diretta della creazione di di un partito meridionalista che vada oltre gli schieramenti attuali, il presidente Loiero ha invitato a «non correre troppo. Tutti i presidenti citati nei partiti di appartenenza sono usciti bene nel confronto elettorale. Hanno dimostrato una propria forza importante che dobbiamo far valere all’interno dei nostri partiti. E se ci accorgiamo che le iniziative dei partiti guardano solo verso il Nord, perchè ormai la questione in Italia si è completamente capovolta, è diventata “settentrionale”, allora è chiaro che bisogna guardare oltre i partiti».

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Digilio non ci sta e chiede la resa dei conti

POTENZA - Dopo il voto si fanno già i conti nella maggioranza che ha vinto. E la strategie per la definizione della giunta comunale è il primo passo per comprendere come i vari partiti che hanno sostenuto la corsa vittoriosa al ballottaggio di Vito Santarsiero saranno rappresentati nei prossimi anni all’interno del centrosinistra. E’ chiaro però che la partita non si gioca solo sul tavolo comunale ma anche su quelli provinciali. Il tutto con uno sguardo alla coalizione che sarà per le elezioni regionali del prossimo anno. Senza contare che la maggioranza in consiglio regionale subirà aggiustamenti nelle prossime settimane. In ogni caso, ieri è uscito subito allo scoperto il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario, che in una dichiarazione, ha detto che «i risultati delle elezioni amministrative, alla luce di quanto avvenuto nei ballottaggi, confermano che l’Italia dei valori rappresenta l’unica forza politica determinante per la vittoria e la tenuta del centrosinistra nell’intera Basilicata». E quindi per Belisario «il contributo del partito è indispensabile per il futuro governo della Basilicata. Il voto dei cittadini ha evidenziato ampiamente la necessità di un cambiamento nel modo di fare politica e nel modo di guidare le strutture di governo locali. Una richiesta che sarà ancora più pressante per il governo della Regione e che deve quindi far riflettere in vista della prossima tornata elettorale». Insomma Belisario ricorda che senza Idv non si vince e soprattutto non si governa. Tanto che poi lo stesso Belisario aggiunge: «Il contributo dell’Idv sarà ancora più determinante


10 Primo piano

Mercoledì 24 giugno 2009

Primo piano 11

Mercoledì 24 giugno 2009

LA VITTORIA, I CORI E IL VINO Sul finire, va bene una strazzata

Santarsiero perde solo in due sezioni Resiste nei quartieri della critica

Inatteso consenso a rione Murate

Durante l’attesa dei risultati Santarsiero (in basso nella foto di Andrea Mattiacci) ha ri-sfogliato il programma. Adesso è quel foglio elettorale il nuovo punto di partenza. Dopo i cinque anni della programmazione e delle opere pubbliche, ha promesso per il futuro attenzione alle piccole cose.

LA festa è iniziata in serata, con quel piccolo corteo che dal comitato elettorale in subbuglio si è spostato prima in piazza Prefettura, poi in piazza Matteotti. Il comizio improvvisato, le bandiere - non solo del Pd - i candidati e i big di partito. Poi, mentre la stanchezza avanzava e la tensione si scioglieva, ha fatto il suo ingresso la goliardia. La festa - quella improvvisata e spontanea - del rieletto sindaco Santarsiero, lunedì sera, si è condita di Aglianico e cori da stadio, con il nome del primo cittadino a fare da schema base al ritornello ripetuto. Protagonista assoluta per un quarto d’ora, la Strazzata. Variazione locale al tipico prodotto culinario delle zone di cui lo stesso Santarsiero è originario. Chiuse in un pacchettino di pellicola trasparente e carta da cucina, fette di focaccia imbottite il giusto per accompagnare qualche sorso di rosso. Il bottino finisce in pochi minuti tra i presenti. Ma tanto il sorriso e le euforia, poco dopo la mezzanotte, andavano da sè.

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«Senza preconcetti»

POTENZA - A voler analizzare il voto sezione per sezione, quello che emerge è che il ballottaggio consegna la città alla guida di Vito Santarsiero con un quasi en-plain. Su 77 sezioni, solo due scelgono in percentuale il candidato avversario del centrodestra Giuseppe Molinari. E’ nel centro storico la sezione numero 3 che consegna due voti in più all’ex deputato. Ma nella totalità, la zona più antica della città non modifica la tendenza del primo turno che aveva visto - controcorrente rispetto ad altre consultazioni elettorali del passato - la vittoria del centrosinistra. Diverso è il caso di Gallitello, zona commerciale, a residenzialità in espansione. Ma anche sede del Nodo viario. Assegna a Molinari un vantaggio nettamente superiore: ne esce vittorioso per il 56,64 per cento, con un distacco di 76 voti. Quell’area è indubbiamente quella che paga maggiormente i disagi per i cantieri legati alla grande opera. Ma sempre in quella zona, il centrodestra ha individuato fina dall’inizio della campagna elettorale il proprio quartiere generale. Proprio i Dec hanno in zona un consenso diffuso. Fatto salvo lo sforzo che, rione per rione, ciascuno dei candidati in “bilico”, futuri amministratori in caso della vittoria dell’uno o dell’altro candidato a sindaco hanno profuso, ci sono risultati che hanno sorpreso anche i diretti interessati. Proprio Murate, il quartiere della battaglia e delle proteste contro le modifiche

La gioia del comitato di Santarsiero esplode dopo l’arrivo dei dati elettorali relativi a contrade e Bucaletto

alla viabilità cittadina per il Nodo complesso (che ne hanno fatto un passaggio obbligato e ne hanno aumentato la concentrazione di automobili) sceglie il sindaco uscente, dopo un quasi testa-a-testa del primo turno. Santarsiero recupera anche nelle campagne dove I Dec e il centrodestra in genere, al primo turno, avevano “espugnato” le roccaforti storiche dell’amministrazione uscente. Emblematico il caso di contrada Giarrossa. Al primo turno, Molinari era in vantaggio di circa 100 voti. Lunedì, a urne chiuse, risultato ribaltato con un vantaggio di 50 voti per Santarsiero. Se il centrosinistra riconferma il piccolo successo anche quello inaspettato nella Cittadella, è innegabile l’attesa spezzata per il cen-

trodestra in rione Coczzo. Il quartiere della “piazza rossa di cemento”, della “Nave” che nessuno vuole e che Molinari si era impegnato ad abbattere senza spese aggiuntive per i cittadini, ma grazie alla perequazione, nelle sezioni di via Tirreno sceglie “nettamente” Santarsiero. Risultato finale, più o meno, 62 a 38 per cento. E’ lo stesso centrodestra che prova ad analizzare il dato. Lorenzo Larocca, segretario cittadino del Pdl, senza sbilanciarsi, pure spiega che la vittoria di Santarsiero nasce proprio in quelle «contraddizioni». Ovvero, da un lato «i dati provinciale e comunale nella città di Potenza per il Popolo delle libertà», dall’altro «il consenso raccolto dal sindaco riconfermato proprio nei

luoghi di maggior critica al suo operato come Cocuzzo, Murate e Bucaletto». E’ chiaro che il risultato positivo che spiegano di aver raccolto è legato - dice - a «una efficace attività del Pdl di Potenza , con la buona scelta di candidati nei quattro collegi potentini che hanno portato il Pdl ad essere il primo partito della città con il 22,70 per cento dei consensi, ben oltre la media provinciale del 18,40. dato che testimonia che la minore pressione sull’elettorato premia il voto libero». Contemporaneamente, però, prosegue, «una più attenta composizione delle liste per il Pdl al Comune di Potenza avrebbe potuto portare maggior consenso, pur senza sottovalutare l’erosione di consensi operata al primo turno a danno del PdL dal Movimento per le autonomie». Quanto ai “luoghi di critica” che hanno confermato il sindaco uscente, Larocca ipotizza «una efficace azione di convincimento che con la sconfitta di Santarsiero le opere, seppure non gradite e discutibili, avrebbero fatto bella mostra di se senza alcuna progressione, nè variazione per molti anni. Cosa che ha convinto i residenti a scegliere la soluzione “per quanto brutta meglio finita che incompiuta”». E pensare che proprio sulla “Nave” e su Bucaletto, si erano spesi due membri dell’esecutivo Berlusconi (Bondi e Matteoli) giunti in visita a Potenza, in sostegno di Molinari. Nè ha pagato la promessa dei 100 milioni che proprio a quelle zone avrebbero fatto comodo per il risanamento e la riqualificazione, ma solo in caso di vittoria di Molinari.

DA DOVE ERA RIMASTO

La macchina SI è riposato, dopo aver risposto a tante telefonate. Ha passato del tempo in famiglia prima di rimettersi al lavoro. Il suo è un mandato no-stop - tempi burocratici a parte, per la proclamazione ufficiale, la nomina della giunta (con annesse consultazioni e dialoghi politici) e la convocazione del primo consiglio - da subito Santarsiero, fresco di riconferma, deve mettersi al lavoro per quel «progetto di città - come il sindaco stesso ha detto - che non deve essere abbandonato», pur in presenza di nuovi aggiustamenti. E mentre già parla dell’attenzione «alle piccole cose, alla quotidianità da migliorare», dopo la grande programmazione di cui adesso «si coglieranno i frutti», tra opere pubbliche e regolamento urbanistico, c’è anche la questione “gestione”. L’amministrazione è una macchia complessa, lo è di più se al ruolo di ente comunale, si affianca quello istituzionale di capoluogo. Allora, come ripete da tempo, è anche all’organizzazione che Santarsiero vuole dedicare atten-

amministrativa zione. Sembra stia pensando a rafforzare lo staff organizzativo, per poter controllare la tempistica degli interventi e dei provvedimenti in modo più efficiente. L’obiettivo è fare in modo che livello amministrativo e quello burocratico non si accavallino. Soprattutto, l’idea - l’impegno - è quello di rispettare con maggiore cura le scadenze. Ha sempre detto di «credere profondamente nelle qualità di tutto il personale che l’ente ha a disposizione. Sono una risorsa straordinaria». E poi ci sono quei frutti da raccogliere intorno a quei provvedimenti, come il Regolamento urbanistico e la pianificazione delle opere infrastrutturali, che dovrebbero arrivare a compimento. Poche settimane fa, la consiliatura si è inoltre chiusa lasciando in sospeso due questioni importanti. Presto - lo ha ribadito più volte - capire e decidere su come procedere. In gioco, la trasformazione dell’Acta in una spa e l’eterna vertenza inceneritore. Mentre già tocca ragionare anche sulla programmazione dei fondi 2007-13.

Questo contesto mi ha condizionato nell’assumere un atteggiamento defilato». Sperava «che il disagio fosse stato colto anche dai cittadini pronti a fare una scelta d’alternativa». Lui ha scelto «la collocazione civica e di centro, non quella di una lista con sigle di partito, dal nome indicativo “Per la città”». Adesso «voglio il dialogo, voglio costruire percorsi che i problemi li affrontino per risolverli. Non ho accettato la candidatura nella lista di Santarsiero, non potevo visto che non ho mai condiviso quel modo “solitario” di condurre l’amministrazione». Subito spazza via ogni dubbio su eventuali “rientri”. «Non traghetterò consensi da una parte all’altra. Il centrosinistra può attendersi da me solo una posizione corretta, senza alcuna possibilità di assoggettare il mio pensiero, a costo di essere inviso a tutti». Quello che manca davvero «è il simbolo socialista, scomparso per la terza volta consecutiva dalla competizione elettorale. Prima alle regionali, poi nelle liste del Senato l’anno scorso, oggi al Comune». Solo con un ritorno del simbolo Ps, potrebbe «cominciare qualunque valutazione». Per ora, «non farà certo il mio lavoro in aula mantenendo posizioni preconcette, decidendo se un provvedimento è buono o meno perchè lo fa una parte politica». Nè «farò sconti a nessuno. Sarò presente, pronto a difendere il bene della città». Convinto che è proprio nell’assemblea comunale «che si risolvono i problemi. Quello è il luogo giusto e lì non ha molto senso fare le barricate preconcette». Che poi a ben guardare «è il ruolo storico dei socialisti: laici, riformisti e capaci di valutare senza pregiudizi». sa.lo.

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«Non sono mai andato via» E’ VERO, da Santarsiero si è fatto “corteggiare” molto, «ma solo - dice lui - perchè avevo bisogno di dialogare con il sindaco uscente in modo franco». Teodosio Ciriello è un ex Pd, ma anche ex Dec. Lo stop ai “falotichiani” arriva quando «hanno scelto di schierarsi col centrodestra alle elezioni amministrative. Non mi sono mai mosso da dove stavo, sempre nel centrosinistra». Quella scelta, non gli è andata giù. Adesso torna in aula, da consigliere eletto nella lista in sostegno di Santarsiero. Ricorda una delle ultime conferenze stampa che videro protagonisti i Dec a Palazzo di città. Erano i giorni della discussione sul Regolamento urbanistico e la critica agli ex colleghi del Pd era forte. Ma proprio in quella occasione «ho ribadito al pubblico e agli stessi altri componenti del gruppo comunale dei Dec che era fondamentale la permanenza nel centrosinistra». Proprio Ciriello, tra i cinque del gruppo, aveva «un ruolo, almeno così credevo, di ancoraggio al centrosinistra. Ho spinto tanto sia per l’astensione sul Ru che sulla approvazione del bilancio. Non ho mai nascosto le perplessità sul Pd, un progetto tuttora valido, ma che nella concretezza ha tradito le attese». Le idee, i progetti, «poi devono fare i conti con gli uomini». Lo sa bene lui che «sono un “antesignano” del Pd, alla prima esperienza amministrativa, dieci anni fa, come

capogruppo comunale dei Democratici». Poi la Margherita e il Pd. Con l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Roberto Falotico, fondatore dei Dec, «ho condiviso la critica a un partito che aveva ormai perso l’orizzonte, ma sono sempre stato chiaro sul fatto che certe battaglie andavano comunque condotte nel centrosinistra». E quando i Dec sono andati dalla parte opposta «ho fatto una serena chiacchierata con Falotico. Tutto qui». Poi, alcuni giorni di «libertà», fino ai contatti con Santarsiero. Al sindaco non ha nascosto spiega - le perplessità, «errori su cui ha anche fatto ammenda». Come quello scarso dialogo con i consiglieri, a vantaggio delle segreterie di partito. Così, dopo gli ultimi due anni «passati in disparte, forse con meno entusiasmo» adesso torno «pronto a dialogare». Ritroverà ex colleghi di Dec e Pd. «Gli affetti sono altra cosa. Bella». s.l.

HANNO DETTO L’europarlamentare Gianni Pittella si dice sicuro che «con Vito Santarsiero vince la buona politica, vince un progetto di Città che fonda le sue radici sul futuro. Il Pd e il centro sinistra - aggiunge - si confermano ancora una volta forza di maggioranza e di governo, e la fiducia accordatagli dal popolo lucano, che non si fa abbindolare dalle bugie del centrodestra, ci carica di forti responsabilità e di sfide nuove ed ambiziose. Vito Santarsiero, uno dei migliori sindaci d’Italia, ci dimostra che è la buona Politica che vince e che fa la differenza e che ora dovrà puntare al rinnovamento e al cambiamento della sua classe dirigente aprendo

alle nuove energie lucane». «Prendiamo atto - fa eco Roberto Falotico, segretario regionale dei Dec - e rispettiamo la volontà popolare che si è espressa attraverso la più alta forma di democrazia e che ora si aspetta da noi l’esercizio di un’opposizione all’altezza delle necessità di tutti i cittadini». Ma «nella dimensione regionale i risultati prodotti in queste due occasioni di voto dimostrano che Dec ha fatto la sua parte. Confermando una presenza sul territorio e un consenso che premiano un soggetto politico nuovo. L’alleanza di programma con le altre forze politiche consentirà ai nostri rappresentanti di svolgere la doverosa

opera di contraltare nell'esercizio della cosa pubblica». Per il Partito socialista interviene il presidente del comitato regionale lucano del Ps, Antonio Giansanti che ribadisce «l’impegno dei socialisti a sostenere, dopo il successo del ballottaggio di ieri al quale hanno contribuito, il lavoro che attende il sindaco e la nuova giunta nel governo della città. La sintonia politica tra le giunte di centrosinistra è la condizione per rilanciare la coalizione intorno alla sfida riformista della qualità delle nuove amministrazioni locali affrontando in una sinergica azione di cooperazione istituzionale i problemi delle nostre comunità. I so-

cialisti faranno la propria parte». Nicola Becce, neoeletto consigliere comunale del Pdl spiega che «questa volta il sindaco e l’amministrazione di centrosinistra avranno una strada più in salita all’interno del consiglio comunale dove tutto il centrodestra sarà impegnato per controllare l’azione di governo e per proporre un’incisiva e costruttiva alternativa politico-amministrativa. Nonostante l’astensionismo si sia rivelato un boomerang significativo per il centrodestra, il dato numerico ottenuto deve rappresentare l’anno zero nella corsa alle prossime tornate elettorali». «Malgrado gli abbandoni verso

destra e verso sinistra la coalizione ha saputo mantenere nervi salvi e barra dritta e la gente ha confermato», dice Mario Petrone, coordinatore regionale diPsdi. Certamente, sono stati importanti gli accordi politici del centrosinistra con Idv e Udc, ma che la vittoria dipende, sostanzialmente, dalla tenuta dell’elettorato così come era. Ciò detto ben venga l’accordo politico e l’ampliamento della maggioranza. Naturalmente partendo da qui si constata che serve, assolutamente, una coalizione per governare e governare bene». Dai Circoli liberal di Basilicata giunge un «ringraziamento particolare ai circa 3.000 elettori poten-

tini che con il loro voto hanno voluto riporre la propria fiducia ai tanti candidati presenti nella lista dell’Udc capeggiata dal candidato sindaco Emilio Libutti e lanciare un segnale di cambiamento e di rinnovamento del “sistema politico e delle Istituzioni locali”». Ora, «terminata la competizione elettorale - continua la nota - è giusto ripensare ai problemi della città, per affrontare con senso di responsabilità e determinazione le tante questioni che assillano una comunità che si aspetta ora una nuova fase politico-programmatica che punti al rilancio della stessa attraverso un “Patto per il buon governo”.».

Michele Napoli, consigliere comunale del centrodestra commenta: «Prendiamo atto del verdetto delle urne e rispettiamo il voto degli elettori, ma sicuramente queste consultazioni elettorali hanno portato una serie di novità importanti per le forze politiche che contrastano il sistema di potere del centro-sinistra. Costringere Santarsiero a dover affrontare il ballottaggio, con il candidato della coalizione Molinari, ha rappresentato un importante elemento di novità che ha determinato una prima breccia in quel muro di potere alzato dalle forze di centro-sinistra che hanno impedito ai cittadini di esprimere un voto libero».

Dal Pdl, interviene il segretario cittadino, Lorenzo Larocca. Dopo gli auguri agli avversari, il commento. «Certo è singolare come la competizione elettorale sia stata giocata dal sindaco riconfermato sul tema del pseudo trasformismo di Molinari giovandosi poi, nel ballottaggio, proprio di tale caratteristica dei partiti che fino a qualche ora prima avevano minacciato sfracelli contro Santarsiero salvo poi accodarsi, con varie e probabilmente legittime ragioni, al corteo del vincitore». Dal risultato «si dovrà partire per rafforzare una classe dirigente che rappresenti nella nostra città e prossimamente nella nostra regione un’alternati-

va credibile». Il segretario cittadino dell’Mpa, Nino Garramone, spiega come «per quanto ci riguarda, l’Mpa nella città di Potenza ha ottenuto un ottimo risultato, è passato dallo 0,6 per cento al 4,3 per cento con il candidato sindaco Lacerra. Il nostro piccolo ma significativo successo - aggiunge - non può che migliorare fisiologicamente nel prossimo futuro, e contribuirà alla crescita, e alla qualità del governo provinciale e cittadino. Saremo propositivi nell’interesse esclusivo dei cittadini, a cominciare dalla squadra di governo cittadino che ci auguriamo sia composta da assessori competenti e che abbiano

già dimostrato di aver realizzato qualcosa di serio». Per Sinistra democratica interviene il segretario regionale Carlo Petrone. «La positiva conclusione del ballottaggio a Potenza, insieme con i risultati precedenti alle Province di Potenza e Matera, premiano lo sforzo unitario che il centrosinistra lucano ha profuso per evitare che anche in Basilicata il centrodestra potesse conquistare importanti postazioni di governo». In gioco, «una politica nuova e uno sforzo politico di tutti per renderla praticabile. Da questo risultato elettorale si può ripartire e la sinistra dovrà assumersi le proprie responsabilità».

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FELICE Scarano è «socialista fino al midollo», ma ha scelto, «non senza una tormentata riflessione» la collocazione nella lista “Per la città” a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Molinari dopo «aver passato gli ultimi cinque anni di legislatura con il capo chino» nella maggioranza di Santarsiero. Dell’amministrazione uscente «non ho condiviso numerose scelte, soprattutto in fatto di mobilità e ambiente. Perchè l’inceneritore è ancora chiuso? Perchè la discarica è arrivata all’emergenza e dobbiamo portare altrove i rifiuti con un aggravio di costi?». Quanto alla viabilità, «ancora è in vigore il piano d’esercizio che ho fatto da assessore, nella giunta Fierro. Solo che io ci era arrivato con l’appalto, abbattendo i costi. Da quattro anni siamo in regime di proroga». Ma «in questi anni ho scelto il basso profilo per rispettare il mandato ricevuto. I socialisti avevano anche un assessore in giunta.

Zona Gallitello roccaforte di Molinari La rimonta “clamorosa” è a contrada Giarrossa di SARA LORUSSO

RITORNI E ADDII


12 Primo Piano

Mercoledì 24 giugno 2009

Gay in Basilicata

L’artista, Gaetano Dimatteo, ricorda gli eventi che sconvolsero per una settimana l’identità lucana

Quel raduno dimenticato Nell’agosto del 1985 il Metapontino fu invaso dall’orgoglio omosessuale di ANTONIO CORRADO C'È un angolo nascosto della storia lucana, che affonda le radici negli albori dell'orgoglio omosessuale italiano. Un cono d'ombra, volutamente annebbiato da chi ha scritto e raccontato le vicende moderne della nostra antica regione. Cercheremo di portare la luce in questa pagina buia, ricostruendone le fasi con l'aiuto prezioso di uno degli antesignani del movimento gay lucano e nazionale, il pittore-scenografo di Nova Siri Gaetano Dimatteo. Siamo alle soglie degli anni Ottanta, quando la Basilicata pullulava di fremiti culturali, ma non era ancora pronta a ricevere nel suo grembo questo nuovo seme dell'intellighenzia italica, alimentato dalla poesia di Dario Bellezza, dalle arti visive e dalle menti brillanti come quella del giovanissimo Franco Grillini, oggi rappresentante istituzionale del mondo gay italiano; per non parlare dell'altrettanto giovane Nichi Vendola, una bella intelligenza del Sud, che solo oggi viene apprezzata a pieno. Ma non tutti sanno che, proprio in quegli anni, la Basilicata si gemellò con la Calabria per ospitare il primo raduno nazionale dell'orgoglio omosessuale. Era il 21 agosto del 1985, un'estate torrida vissuta da circa mille gay in riva al mare di Rocca Imperiale (Cs), nel pressi del piccolo villaggio-camping dello Scoglio Cervaro, a una manciata di chilometri da Nova Siri e, quindi, dalla Basilicata. La nostra regione fu interessata per un’intera settimana da marce e manifestazioni, che si svolsero lungo la fascia jonica, attirando i media di tutta Italia, compresi giornalisti di calibro che scrivevano per i principali quotidiani italiani. Da Rocca Imperiale a Metaponto, fu un susseguirsi di eventi a forte connotazione culturale, ma portatori sani di una nuova tendenza, l'omossessualità, che tanti politici lucani vivono e sostengono da quegli anni nel segreto del loro animo. Ma c'era anche un attivo Alberto Moravia, che con il celebre poeta novecentesco Enzo Cucchi, sostenne affettuosamente a distanza il raduno calabro-lucano. Gaetano Dimatteo era stato incaricato di seguire proprio l'aspetto comunicativo-organizzativo dell’evento, essendo certamente tra i primi omosessuali “orgogliosi” d'Italia. Ci racconta tutto come un fiume in piena, tanto che facciamo fatica a porgli domande specifiche. L'artista di Nova Siri chiarisce autonomamente tutti gli aspetti di questo “segreto storico”. «La Basilicata poteva essere candidata ad avere un buon ruolo nei raduni gay, ma non ci fu la cultura a livello istituzionale e politico per farlo. Il primo raduno nazionale si tenne il 1 agosto del 1979 a Isola Capo Rizzuto, in Calabria, seguito da un secondo appuntamento il 5 agosto del 1980

mune di Rotondella organizzò una serata mondanaculturale premiando con una targa il giovanissimo Nichi Vendola. La Basilicata, generalmente, non era ancora pronta, la nostra classe dirigente aveva eretGaetano to un muro verso il mondo Dimatteo omosessuale; eppure molti (primo da di questi personaggi, ancodestra) con i rappresentanti ra oggi in vita, erano intimamente vicini al nostro dell’intelmondo. Emergevano di lighenzia tanto in tanto frantumi di italiana. Al persone colte che non amacentro vano parlare di omosessuaAlberto lità in Basilicata, ma la praMoravia, ticavano eccome. Tutti peraffettuoso sonaggi molto in vista, non sostenitore ne faccio i nomi solo perché del mondo non è possibile, ma erano gay presenti anche ai raduni di Isola Capo Rizzuto. A Rocca Imperiale eravamo ospiti di Rosalba Cunetta, che ha accolto nel suo campeggio il grande fotografo Angelo Frontoni e Gil Cagnè, il visagista delle dive; c'erano i rappresentanti dello storico circolo “Mario Mieli” e il grande scrittore Biagio Arixi, che è rimasto innamorato di Nova Siri. Poi c'è stato Vanni Piccolo, grande esponente della sinistra storica italiana, che ha partecipato NOVA SIRI - «Ci sono diversi gay tra della violenta reazione di Scanzano al raduno come rappresenNova Siri e Policoro, che oggi vivono Jonico negli anni Ottanta, fu il pritante politico dell'omosesin una situazione di sconforto, io ri- mo gesto a livello nazionale, tanto da sualità mondiale; c'era Fecevo spesso segnalazioni e commen- suscitare la reazione rabbiosa anche lix Cossolo e Riccardo Peti amari. Bisogna lanciare loro un della stampa. C'è sempre stato un loso di Milano, fondatore messaggio di serenità». E' l'appello gioco a nascondere la diversità, tansul finire degli anni Settandi Gaetano Dimatteo per il nutrito to che quando qualcuno viene a trota del “Kitch”, primo locale mondo omosessuale lucano, che vive varmi, pensa sempre di arrivare a per gay nella città lombarancora una stagione di oscuranti- ora tarda e si vergogna a entrare dalda, chiuso d'imperio con la smo culturale: «In molti mi segnala- l'ingresso principale. Anch'io ho sua carcerazione. Lo riaprì no di subire quotidianamente gesti avuto e ho una vita di notorietà, lo didopo tempo a Fontana di di intolleranza e di derisione -conti- mostra il grande traffico di intelletTrevi, con il nome di “Sunua il pittore-scenografo di Nova Si- tuali e l'archivio fotografico stermiperstar”, autentico tempio ri- a loro dico: lasciateli perdere, il nato di cui dispongo. Segno che i della diversità, che ebbe sorriso come l'insulto fanno parte gay non sono solo ciò che si crede, da successo per un ventennio. della vita. Non date mai spazio agli noi dovrebbero prendere esempio i Peloso si innamorò della sfottò, sopportate perché un giorno giovani di oggi, visto che abbiamo Calabria, tanto da acquistacapiranno che tutti hanno il diritto vissuto e raggiunto il nostro succesre una casa a Rocca Impedi vivere liberamente la propria vita, so in periodi di oscurantismo ben riale, che divenne una cittasoprattutto quando ci si trova nella più pesante rispetto ai tempi moderdella dell'omosessualità. vivacità di scambi interpersonali ti- ni». Grillini era molto giovapici di una località balneare. Il caso a.corrado@luedi.it Un giovanissimo Gaetano Dimatteo ne nel 1985, ma già noto nel movimento; c'era Dario Bellezza, gli scrittori Luciano Massimo Consoli e Mario Metalli». Fu un grande evento, come conferma la presenza massiccia dei media nazionali, «ha funzionato anche dal punto di vista dell'immagine -racconta ancora Dimatteo- considerando che fu una tappa decisiva per l'affermazione del mondo gay in Italia. Oggi la fascia metapontina ha aperto i suoi orizzonti, ci sono spiagge, proprio a Scanzano, che rappresentano mete ambìte per omosessuali provenienti da tutto il Nord. Trovano un'accoglienza che noi non avemmo nel 1985; siamo stati proprio noi a rompere quel muro di oscurantismo. E' rimasto ancora un certo retaggio, che si manifesta, ad esempio, con la difficoltà di trovare lavoro in un villaggio turistico per chi è omoQui sopra Gaetano Dimatteo con la pittrice Novella Parigini, qui a sessuale. C'è una reticenza, destra con l’attrice Simonetta Stefanelli protagonista de Il Padrino anche della politica, comsempre a Isola. Ma il vero corso di questa cittadina no come appestati, perché del Corriere della Sera, mio battuta solo da grandi perevento corale fu quello di giovanissima, i commer- in quegli anni comparve la amico e compaesano. Nova sonaggi come Franco GrilRocca Imperiale, con le sue cianti decisero di operare paura dell'Aids, associata Siri fu coinvolta dall'evento lini, Nichi Vendola e il neo perché a Rocca Imperiale europarlamentare siciliano costole lucane. I gay ap- una serrata totale, rifiutan- proprio agli omosessuali». Un segnale forte di ribel- c'era solo il centro operati- Rosario Crocetta, cittadiprezzarono tantissimo l'ac- dosi anche di venderci delle coglienza di alcuni comuni bottiglie d'acqua; fu una lione dell'ancestrale cultu- vo del raduno, mentre nella no onorario di Nova Siri». vicina città lucana c'erano Un volto inedito della Basicome Nova Siri e Rotondel- mortificazione, seguita dal ra contadina lucana. «Eppure questo raduno tutte le comodità in termini licata, che si riscopre aula, mentre per Scanzano si lancio selvaggio di oggetti, deve aprire, purtroppo, anche per ferirci. Oltre a fu seguito dai principali or- ricettivi, con ristoranti e al- tentica testa di ponte nelpomodori e uova, infatti, ci gani di stampa nazionali, berghi. La nostra manife- l'affermazione dell'orgouna parentesi nera». Cosa accadde? «Durante lanciarono bottiglie e bic- c'era Silvana Mazzocci di stazione era soprattutto glio omosessuale italiano. la nostra sfilata lungo il chieri di vetro. Ci trattava- La Repubblica, c'era Tucci una fucina di cultura, il Coa.corrado@luedi.it

«I giovani devono resistere»

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Primo piano


Vacanze lucane

La crisi si fa sentire ma i marateoti sperano in una stagione ricca di soddisfazioni

Maratea: aspettando l’estate I luoghi, le manifestazioni e i problemi di una delle zone più belle della regione

Il porto

La costa

Macarro

E’ uno dei simboli di Maratea. Al molo hanno attreccato personaggi famosi come Briatore con la Gregoraci e il principe Filiberto di Savoia.

Non a caso è chiamata “La perla del Tirreno”. La caratteristica costa si distingue per i minuscoli lembi di sabbia che si alternano a promontori a picco.

E’ uno dei lidi simbolo di Maratea. Durante l’estate, infatti, si anima anche di notte con le caratteristiche feste sulla spiaggia a cui prendono parte moltissimi turisti.

di FRANCESCO ZACCARA MARATEA - “TERRITORIO, ospitalità e buona cucina, ci premiano. Mancano: attrazioni, svago ed eventi culturali”. Così un operatore turistico di Maratea disegna il biglietto da visita di una delle località turistiche più rinomate di Italia. La descrizione è quanto mai azzeccata. Il territorio. La costa alta e frastagliata, ricoperta dalla macchia mediterranea, con gli alberi che si spingono fino a pochi metri dal mare. Le incantevoli spiagge, dai fondali cristallini, incontaminati e profondi, popolati da una ricca fauna marina e custodi di tesori archeologici di inestimabile valore. Le numerose grotte carsiche. Ogni estate ammaliano una passerella di vip e di turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Le sorelle De Sio, Fabrizio Frizzi, Gianna Nannini, sono solo alcuni degli habitué. Poco più di 30 chilometri di costa da Punta dei Crivi, a la Spiaggia “Da Gnola” (a sud della secca di Castrocucco), che hanno ricevuto la Bandiera Blu dalla Fee e 4 Vele nella Guida Blu di Legambiente. Poi l'ospitalità e la cucina. Dai vicoli del centro storico, alle terrazze affacciate direttamente sul mare, è possibile trovare un'offerta alberghiera notevole e variegata. Si può trovare una pensione completa da 69 euro al giorno in camera doppia e sulla spiaggia si possono avere 2 sdraio e ombrellone a partire da 10

euro. E ancora tantissimi ristoranti dove è possibile gustare la cucina tradizionale. A tutto questa Maratea affianca un patrimonio storico culturale di tutto rispetto. 44 chiese disseminate sul territorio, ricche di opere d'arte. Musei, mostre allestite anche nei vicoli del centro torico a fianco le vetrine dei negozi, concerti di musica jazz. E ancora la Villa che fu dello statista lucano Francesco Saverio Nitti, il porticciolo nascosto ai piedi del monte San Biagio dove svetta la statua del Redentore (21 metri di altezza), l'isolotto di Santo Janni dove nidificano indisturbati i Gabbiani e si trovano le vasche di allevamento e preparazione del Garum (salsa di pesce cara ai romani). Il Castello abbandonato di Castrocucco. Eppure Maratea, meta del turista che predilige i luoghi incontaminati,

Anche quest’anno sventola la bandiera blu

soffre lacune che ogni anno diventano più pesanti. Perché mancano ancora, dicono gli operatori turistici di Maratea, spazi per il tempo libero e collegamenti veloci. Pesa molto soprattutto per il turismo estero, l'assenza di un aeroporto nelle vicinanze. Ma anche a causa del modo di fare vacanza che cambia, di turisti che prenotano all'ultimo momento, che restano solo per il fine settimana. Ed ecco allora che gli operatori sentono la necessità di provare nuove strategie. Di investire su internet, di collaborare tra addetti ai lavori e amministrazione comunale, di collegarsi con il resto del territorio, di puntare sul turismo culturale, di attrarre più giovani. Ed una prima risposta, oltre che dall'impegno del neo eletto sindaco Mario Di Trani ad incontrarsi per un confronto con il presidente dell'Apt di Basilicata Giampiero Perri, arriva da nuove associazioni che propongono sul territorio sport come parapendio e trekking e nuovi eventi culturali, con un occhio di riguardo al cinema e al

teatro. Una finestra su cui Maratea si è affacciata più volte trovando spazio nei racconti di Cesare Pavese (Fuoco Grande), di Ingeborg Bechmann (Tre sentieri per il Lago), nelle pellicole di Dino Risi (A Porte Chiuse, 1961 con Anita Ekberg), nella rassegna Io, Isabella International Film Week. Solo per citarne alcuni. C'è fermento, dunque, tra gli addetti ai lavori, le associazioni, la nuova amministrazione, in attesa che i turisti arrivino a riempire le spiagge e le piazzette del centro storico. Ci si prepara al meglio. Molti propostiti saranno ancora una volta rinviati all'anno prossimo. E le nuove iniziative daranno un soffio di aria fresca al programma. Forse il segreto del successo è proprio questo: cambiare, si. Ma non più di tanto.

Si muove l’associazionizmo palmente di parapendio, quindi di trekking e di escursioni in mountain bike e arrampicata. Recentemente, poi, affianco ad associazioni culturali come Amici di Maratea e Amici del Presepe, i giovani ne hanno costituito delle nuove: Le tre torri e Maratea Film Festival at work che puntano ad eventi culturali di rilievo internazionale. La prima dal 27 luglio al 2 agosto 2009 propone la rassegna “Incontro fra le arti”. Teatro e poesia saranno le protagoniste, insieme a seminari sull'Opera (Giovanni Agostinucci), sul teatro (Pino Strabioli) e il cinema (Donatella Baglivo). Per chiudere con la Grande notte dei film, condotta da Vincenzo Mollica e

PARLANO GLI OPERATORI

il concerto della Grande orchestra sinfonica di Kiev. Dal 23 al 30 agosto 2009, invece, si terrà la prima edizione di Maratea Film festival, nel corso della quale la Crle (Commissione regionale lucani all'estero) ha annunciato la premiazione di Francis Ford Coppola (regista), Lina Wertmuller (regista), Beniamo Placido (critico televisivo) e Gaetano Cappelli (romanziere). E sempre nel mondo del cinema si muove Io, Isabella Film Week, il festival dedicato alle donne e al documentario creativo che a Maratea ha trovato la sua location ideale, in programma dal 5 al 10 agosto. f. z.

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Partenza a rilento MARATEA - Giugno non è partito nel migliore dei modi. La presenza bassa di stranieri desta un po' di preoccupazione tra gli operatori. «La crisi c'è», dice Biagio Salerno, presidente del comitato Iniziativa Cittadina e proprietario di una struttura ricettiva a Castrocucco. «Dobbiamo investire su internet, affiancarci all'amministrazione comunale, collaborare tra noi operatori e commercianti con idee di sviluppo nuove. C'è bisogno di servizi collaterali alle strutture alberghiere, anche per richiamare un target giovanile che manca a Maratea. Chi ci sceglie, lo fa per l'ambiente e la balneazione. Ma noi dobbiamo pensare a manifestazioni per i più giovani. Dobbiamo farci conoscere. Chiedere attenzione alla Regione Basilicata. Servono investimenti sia pubblici che privati per valorizzare il territorio». «Il mare è la nostra prima risorsa - conclude Salerno - però c'è bisogno di sviluppo, di investimenti, di valorizzazioni storico-culturali». E su un turismo culturale e sulla possibilità di spostarsi sul territorio, da Maratea verso il Pollino, il Lago Laudemio, gli Scavi di Grumento Nova, le Terme di Latronico, si sofferma anche Enrico De Filippo, presidente dell'associazione di Commercianti “Dea Maris”. «Di persone in giro da metà aprile se ne vedono molte - dice De Filippo - anche stranieri. Ma non so che cosa lasciano nell'indotto perché consumano poco sul territorio. Siamo penalizzati sui trasporti. Dalla ferrovia dove Maratea ha perduto parecchie fermate, dai trasporti marittimi, perché non abbiamo nessun collegamento e

abbiamo registrato una flessione anche nella nautica da diporto. Per la crisi, molti hanno venduto la barca o ne hanno comprata una più piccola». Ma anche De Filippo è fiducioso. «Anche l'anno scorso abbiamo avuto poche prenotazioni, però poi le presenze sono state buone». Questo a causa di un turista che prenota all'ultimo momento, e si ferma solo nel fine settimana. A tutto questo, poi, si aggiunge un ormai cronico ritardo nella pubblicità del prodotto. «Siamo a fine giugno e attendiamo come si organizzerà l'estate conclude De Filippo - Ma il prodotto bisognerebbe venderlo prima. Sei mesi, 1 anno, prima». Mario Di Trani è il nuovo sindaco di Maratea ed ha già annunciato un incontro a Potenza con Perri dell'Apt sul «rilancio di Maratea». «Il programma per l'estate è quello che abbiamo trovato, perché a giugno non è pensabile inventarsi cose nuove, e un programma che ricalca quello delle estati precedenti - dice Di Trani - L'incontro con Perri è proprio nell'ottica di fare qualcosa che vada oltre il cartellone delle manifestazione di intrattenimento, bisogna fare qualcosa di più proprio sul piano della promozione». Sulla mancanza di infrastrutture aggiunge: «ovviamente queste sono cose che attengono più al privato, alla fantasia e alla capacità imprenditoriale del privato. E' vero tuttavia che il Comune deve incentivare, agevolare, facilitare i percorsi burocratici. Noi intendiamo avere frequenti contatti con il mondo imprenditoriale di Maratea proprio per incentivarlo su questa strada».

Nel mese di giugno si registrano meno turisti

Si lavora per offrire servizi di qualità ai visitatori

MARATEA - Vecchie e nuove associazioni, lavorano sul territorio per offrire servizi ai turisti, affiancandosi alla vasta offerta alberghiera e di ristorazione. Come il Centro sub Maratea, che offre escursioni in barca lunga la costa, corsi subacquei con rilascio del brevetto internazionale Ssi. Il Club dei Velieri del Mediterraneo, associato con armatori di tutta Italia, che offre attività di charter nautico nel Mediterraneo. C'è la possibilità di andare a cavallo, al Mararanch di Castrocucco che offre scuola e patente di equitazione, trekking. E di volare nei cieli di Maratea con la Flymaratea, associazione sportiva che si occupa princi-

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Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Lutto all’Unibas

Morto a 70 anni per una malattia fulminante. Ultimo saluto in Ateneo

Addio al rettore Tamburro Ricercatore e intellettuale abituato a far discutere e a sorprendere. Fino alla fine Iranna De Meo Si definiva uno scienziato. Amava i laboratori di chimica e lì passava ore e ore a fare ricerca. Da sempre, da quando era un giovane laureato, aveva fatto della ricerca il suo cavallo di battaglia. Parola d’ordine: qualità. Amante dei vini, della cultura in generale e della musica. Questo era Antonio Mario Tamburro, rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, morto nel tardo pomeriggio di ieri, all’ospedale San Carlo. Un personaggio amato per il suo indiscusso valore scientifico, ma che a volte, per il suo carattere poco “istituzionale”, non piaceva. «Con il professor Antonio Mario Tamburro il mondo accademico perde una straordinaria personalità. I suoi studi, la sua amata ricerca, i grandi risultati e la fama acquisita sul campo ne hanno fatto un Ricercatore necessario alla cultura non solo di questa piccola Regione in cui aveva scelto di vivere, insegnare e continuare a studiare. Ha creduto profondamente in questo Ateneo, è stato protagonista di battaglie e ha creduto in modo totale, disinteressato e schietto nella sua crescita. Raccogliamo tutti la sua eredità, sapendo che non sarà facile sopportarne il peso» scriveva ieri la segreteria del rettorato in una nota ufficiale. Da una quindicina di giorni Tamburro aveva scoperto, al San Raffaele di Milano, di avere un male incurabile, ma non si è arreso nemmeno nel letto dell’ospedale. Dal 9 giugno 2006 era alla guida dell’ateneo lucano dopo un’esperienza ventennale come docente di chimica (1986). Il suo mandato era in scadenza nel 2010, ma aveva chiesto e, ottenuto, di restare ancora per un biennio. Rinnovamento nella concezione d’intendere l’università e qualità dell’offerta formativa: questi i punti del suo programma elettorale. Particolare il suo rapporto con gli studenti. Era a loro fianco in ogni occasione. L’ultima battaglia da rivoluzionario sessantottino, come si definiva, lo scorso ottobre, contro la riforma Gelmini, come ricordano Ottavio Romanelli della Ful (Federazione universitaria lucana) e

IMMAGINI

L’inaugurazione dell’anno accademico

All’inaugurazione dell’anno accademico

IL CORDOGLIO Il Presidente della Regione, Vito De Filippo ha detto che «l'improvvisa e immatura scomparsa del Magnifico rettore dell’Università della Basilicata, Antonio Mario Tamburro, lascia un vuoto non soltanto nel mondo scientifico ma anche nella società lucana che ne ha sempre apprezzato l’acutezza degli studi e gli interventi sempre puntuali nel dibattito sullo sviluppo del territorio». De Filippo ha aggiunto che «Tamburro ha contribuito a qualificare l’Ateneo lucano, portandolo a livelli di eccellenza e facendolo diventare un punto di riferimento per la ricerca scientifica. Il mondo politico, sociale e culturale lucano – ha proseguito il Presidente della Regione – non dimenticherà i continui stimoli ricevuti da un 'polemista costruttivo, da un attento e scrupoloso ricercatore e da un affidabile docente». L'onorevole Salvatore Margiottaha detto che «noi lucani non lo dimenticheremo». Margiotta, che è anche docente all’Ateneo lucano, ha aggiunto «di aver sempre amato e apprezzato la sua profonda cultura, scientifica ed umanistica, la sua passione per la ricerca, la sua tensione ideale, la sua profonda umanità: qualità che ne hanno fatto il protagonista della vita accademica dell’ateneo lucano, sin dalla sua fondazione e dell’intera società di Basilicata». Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Prospero De Franchi ha aggiunto che « è stato un grande scienziato, studioso ed un uomo intraprendente, che attraverso l'insegnamento ha saputo dar lustro alla nostra regione e ha fatto crescere qualitativamente la nostra Università». «L'Università lucana ha perso un protagonista»: così il senatore Egidio Digilio (An). «Pur avendo un rapporto di aspra conflittualità dialettica c'è sempre stato tra noi rispetto dei differenti ruoli. Le frequenti divergenze di opinione non hanno mai intaccato la mia stima per un intellettuale che ha dato un'impronta, condivisibile o non, al nostro ateneo. Alla famiglia e al Senato Accademico le più sentite condoglianze». In una nota congiunta poi, Il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto e il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale Giacomo Nardiello hanno sottolineato «Scompare una figura prestigiosa di intellettuale moderno al servizio non solo dell’ateneo lucano ma di tutti gli atenei del Sud. Il suo impegno a difesa della ricerca e dell’attività didattica dell’Università contro i tagli del Governo, a favore delle università e i centri di ricerca privati e per rilanciare i piccoli atenei resterà un esempio per quanti hanno a cuore la istruzione e la formazione dei giovani specie nel Mezzogiorno».

Antonio Candela, segretario nazionale della Sui Genersi. Sempre presente. Sempre Sempre pronto al dialogo. Apprezzato per la sua sincerità, come ricorda il suo segretario particolare per tre anni, Lino Martinelli, per il suo essere anticonformista, per la sua capacità di stimolare alla dialettica. <<Era una persona di

grande lucidità – dichiara qualche collaboratore – intelligente e come tutti gli uomini dal carattere forte, provocava amore e odio. Mi ha colpito la determinazione di voler trasformare l’università, di voler dare un valore alle cose, di migliorare l’offerta didattica e formativa. Aveva una visione scientifica forte dell’uni-

versità, di tipo internazionale. Da apprezzare la sua capacità di stare sulle cose. I suoi modi informali mettevano in imbarazzo parecchie persone, ma questo era il segno della sua autenticità>>. Era fiero della sua piccola università, dei suoi diecimila studenti. Sapeva con non poteva avere grandi numeri e per questo puntava sulla qualità non solo didattica, ma anche dei servizi della città. Amante del vino e della cultura enologica, organizzava cene con amici con cui si intratteneva a discutere . Amava bere champagne, regalare cassette di vini, organizzare degustazioni e aveva una cantina fornita di etichette nazionali e internazionali. Gerardo Giuratrabocchetti, proprietario della Cantina del notaio, aveva con lui un rapporto particolare. <<Gli piaceva il vino e la chimica del vino – ha raccontato rammaricato - ma era incuriosito anche dalla storia del produttore e dal territorio. Spesso andava in Francia e univa l’utile (il lavoro accademico) al dilettevole, visitando diversi chateaux>>. Tra le etichette, preferiva “La Firma”, annata 2006, che aveva assaggiato in anteprima. <<Aveva la collezione dal 1998 al 2006 – ha detto fiero Giuratrabocchetti. Era una persona ironica che amava scherzare>>. La camera ardente è stata allestita questa mattina alle 9 nell’aula Quadrifoglio dell’Ateneo, nella sede di Rione Francioso, mentre i funerali si svolgeranno domani alle 11. Per ora, il mondo accademico tace. Il dolore assopisce anche i ricordi.

A un incontro con la stampa

Con gli studenti in piazza Prefettura

Nella redazione del Quotidiano

IL RITRATTO segue dalla prima

Ha contribuito a sprovincializzare la cultura lucana. Molti i detrattori

Era difficile avere un rapporto condiviso con il professor Antonio Mario Tamburro. La sua personalità eclettica non concedeva sconti. Soprattutto se ponevi critiche all'Università della Basilicata. E scontri ne abbiamo avuto molti. Ma sempre con lealtà. Ci siamo schierati però anche dalla sua parte. Soprattutto quando in una delle sue molto particolari inaugurazioni dell'anno accademico accompagnate al ritmo del Valse triste di Sibelius le aveva cantate a modo suo al potere politico e al Giornale di Berlusconi citando il suo amato Lenin con l'intercalare del celebre “Che fare?”. I parlamentari del centrodestra si erano alzati sdegnati creando una polemica ad arte che non aveva ragion d'essere. Scrissi un pezzo a sostegno della libertà di citazione e invitai il ret-

Scienziato “furioso”e compagno appassionato tore in redazione in segno di solidarietà culturale che venne molto apprezzato. Ha regalato alle nostre collezioni anche un paio di riflessioni sulla ricerca scientifica. Era un scienziato di altissimo livello. Non tutti lo avevano compreso in Basilicata. Il suo amico Franco Piperno ne parla come di un “ricercatore furioso”. Instancabile. Biofisico con conoscenze straordinarie sulla quantistica era approdato con successo alla chimica raggiungendo livelli straordinari nelle sue ricerche. Lo dimostra la sua quarantennale attivita' di ricerca nel campo della chimica biorganica dove ha studiato il

folding delle proteine. Ci lascia 174 pubblicazioni su riviste quasi esclusivamente internazionali. Nel 2002 era stato insignito della Laurea Honoris Causa dall'Università di Reims, Champagne-Ardenne in Francia. Era l'espressione più autentica di quella cultura sessantottina che aveva fatto degli studi il grimaldello per cambiare lo stato reale delle cose presenti riuscendo al pari di un Cohn-Bendit ad entrare nella stanza dei bottoni per non restare un parolaio. Il suo essere stato preside di Scienze e rettore dell'Università della Basilicata lo aveva sempre considerato “un impegno per la scien-

za” come ricorda un'intervista pubblicata in un libro della Bruno Mondadori. Triestino di nascita, aveva studiato e iniziato la carriera universitaria nella Padova intrisa dal fascino di Galilei e Toni Negri, sempre facendo vanto di quella formazione. Approderà poi in Somalia e in Basilicata. Nella nostra regione viveva da vent'anni apprezzandone il vino, il pensiero meridiano e l'agitazione di terra di frontiera. Non tutte le sue scelte di politica universitaria sono state condivisibili, ma ha sicuramente contribuito alla sprovincializzazione dell'intellettualità locale. Il prossi-

mo 3 settembre avrebbe compiuto settant'anni. Non era mancato chi aveva contestato la sua voglia di continuare a stare nella sua casa di sempre anche dopo il limite posto dai regolamenti. A far rispettare la norma ci ha pensato signora Morte. Lo ricordiamo protagonista di lezioni in piazza con i ritrovati giovani contestatori dell'Onda, appassionato cultore delle Voci di Sally, presentatore del suo romanzo biografico in una vineria di Rionero. Affabulatore raffinato, scienziato illuminista, sognatore materialista capace di sporcarsi sartraniamente le mani con la gestione del potere accademico. I suoi detrattori evitino santificazioni postmortem. Siamo certi non li avrebbe graditi. Ti sia lieve la terra compagno Tamburro. Paride Leporace

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14 Primo piano


Economia 15

Conti pubblici non sani e la situazione peggiorerà nel 2010

Nel 2005 utilizzato il 14% del Pil

Allarme Ue per il debito italiano «L’economia diventa vulnerabile»

Spesa pensionistica troppo alta critiche dall’Ocse

di UGO CALTAGIRONE BRUXELLES – Bruxelles promuove la prudenza del governo italiano nell’affrontare la recessione e sottolinea come la relativa solidità del sistema bancario e il basso indebitamento delle famiglie abbiano limitato le conseguenze negative della crisi. Ma lancia per l’ennesima volta l’allarme sull'elevatissimo debito pubblico del nostro Paese, che rende sempre più «vulnerabile» l’economia mettendone a rischio la crescita. Senza contare che la spesa pubblica continuerà a crescere significativamente, anche per le misure di sostegno al reddito adottate di recente. Nel Rapporto 2009 sullo stato delle finanze pubbliche nella Ue – pubblicato ieri dalla Commissione europea – viene dunque apprezzata l’azione dell’esecutivo italiano per sostenere le banche, a favore dell’economia reale, e contrastare la recessione. Gli stretti margini di manovra, dovuti a una situazione dei conti pubblici non completamente sanata, sono stati rispettati. E questa «risposta prudente» – sottolinea Bruxelles – «insieme alla relativa solidità del sistema bancario, ha contribuito a

contenere la percezione dei rischi derivanti dalla crisi finanziaria». Ma il debito pubblico – che nel 2008 si è attestato appena al di sotto del 106% e nel 2010 è previsto schizzare oltre il 113% – resta la nota dolente dell’Italia. La crisi finanziaria globale – si legge nel rapporto – mette in luce «la vulnerabilità dell’economia italiana che deriva all’elevatissimo debito pubblico», dovuto soprattutto – si sottolinea – «ai deficit accumulatisi nel passato». Fatto sta che gli spread tra i rendimenti dei bond italiani e quelli tedeschi «si sono allargati più che nella maggior parte degli altri Paesi della zona euro». La conclusione dell’Ue è quindi che «gli squilibri interni creati da un debito pubblico molto elevato colpiscono la vulnerabilità finanziaria dell’Italia e possono portare ad un costo relativamente alto del capitale per l'intera economia, pesando perciò sul potenziale di crescita». Nonostante questa situazione, però, Bruxelles sottolinea come «il bilancio dell’economia italiana mostri una posizione ampiamente equilibrata rispetto al resto del mondo». «Il che – si spiega – riflette una bilancia commerciale che negli ultimi decenni e

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DA ASPEN

stata complessivamente positiva sia sul fronte ei beni che dei servizi». E «l'assenza di maggiori squilibri esterni – prosegue Bruxelles – è anche lo specchio di una relativa solidità della posizione finanziaria nel settore privato. In particolare – si evidenzia – le famiglie in Italia hanno un livello di indebitamento relativamente basso e continuano ad accumulare notevoli risparmi. Questo – si aggiunge – è in parte dovuto a un comportamento precauzionale di fronte alla fragile situazione delle finanze pubbliche italiane». Per il resto il rapporto ribadisce come i piani europei di rilancio dell’economia – ad oggi «pari complessivamente a 600 miliardi di euro» – sia stati necessari. Ma come adesso «il loro successo dipenda da una strategia di uscita credibile dalla crisi». Strategia che deve puntare a una rapida riduzione dei deficit e dei debiti appesantiti dai piani anticrisi. Da attuare nel momento in cui si farà viva la ripresa, attesa nel 2010.

Messi sotto accusa i debiti del passato

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Il ministro invoca regole. Confindustria chiede minore pressione fiscale per le imprese

Tremonti all’attacco dei banchieri PER USCIRE dalla crisi ci vogliono nuove regole, maggior etica. E non bisogna usare «la testa dei banchieri» perchè così facendo «andremmo a sbattere». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non risparmia una nuova stoccata al mondo delle banche durante la conferenza internazionale organizzata dall’Aspen sul futuro del mondo dopo la crisi. Tremonti rilancia dunque il tema delle regole, anche perché «senza regole condivise dai popoli – teme il titolare di via XX Settembre – ci prepariamo a una nuova crisi». Il ministro parla di una visione «morale e più etica» della situazione perchè, dice, «credo sia difficile entrare nel nuovo secolo con le regole del vecchio», né è possibile avere «un mercato globale con diritto

locale che lascia ampi spazi all’anarchia». Insomma, serve una «convergenza tra economia e diritto a livello alto». Ma questo «non è facile», anche perchè a questo punto «servono criteri etici e morali superiori a quelli della moralità dei banchieri». E sulla necessità di rivedere le regole insiste anche il membro del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, che punta però il suo intervento sulla necessità che anche i Governi mettano a punto una loro “exit strategy” dalla crisi. «Le autorità di bilancio – spiega – devono pianificare strategie di uscita come stanno facendo le autorità monetarie. Non devono aspettare che le autorità monetarie lancino loro un’ancora di salvezza. Sarebbe un disastro». Serve inoltre un Fmi più forte e partire

con le riforme iniziando dal mercato del lavoro. Il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, chiede innanzitutto che venga ridotta la pressione fiscale su lavoro e imprese, rilancia sulla green economy e punta l’indice su un altro ostacolo sulla strada della ripresa: il protezionismo. Secondo Marcegaglia, ora si può guardare con più tranquillità alla situazione perchè il rischio del «crash finanziario» è alle spalle. Ma c'è una nuova ombra: le politiche protezionistiche messe già in campo da 47 Paesi, come indica una recente ricerca. Anche Marcegaglia condivide l’idea delle nuove regole ma avverte: «dobbiamo cercare di mantenere i mercati aperti. La chiusura del mondo sarebbe un danno per le imprese».

Sette mesi fa condanna della Corte di giustizia

Oggi le novità

Età pensionabile diversa per uomini e donne procedura contro l’Italia

Abi, conto alla rovescia per il direttore generale

si dalla sentenza della Corte, «nessuna misura attuativa» è stata ancora presentata a Bruxelles dalle autorità italiane. Questo nonostante le rassicurazioni date a più riprese dal governo: sia in una missiva inviata alla Commissione Ue nel gennaio scorso (nella quale si sottolinea la necessità di misure «flessibili e graduali») sia nel corso di alcuni incontri informali tra rappresentanti del ministero del lavoro e dell’esecutivo europeo, l’ultimo dei quali all’inizio di giugno. Se la procedura dovesse andare avanti, in assenza di decisioni da parte del governo, Bruxelles potrebbe portare l'Italia nuovamente davanti alla Corte Ue di giustizia. E stavolta il rischio sarebbe quello di una maxi-multa che gli esperti quantificano in diversi milioni di euro, ai quali si aggiungeranno le penalità di mora per ogni giorno di ritardo. Si tratta comunque di uno scenario – spiegano gli osservatori – al quale difficilmente si arriverà. Bruxelles infatti spera che Roma, passato il periodo elettorale, si metta al più presto in regola.

E' CONTO alla rovescia all’Abi per la nomina del successore di Giuseppe Zadra alla direzione generale dell’associazione delle banche. Oggi il comitato esecutivo dell’associazione, in seduta straordinaria e sotto la presidenza di Corrado Faissola, alzerà il velo sul nuovo assetto di comando. L’appuntamento è in agenda alle ore 18 e si terrà nella sede romana dell’associazione, a Palazzo Altieri. L’incontro fa seguito a quello di lunedì scorso che si è tenuto nella sede milanese dell’Abi, dove si è riunito il comitato dei saggi, che avrebbero incontrato i due candidati alla direzione generale, Giovanni Sabatini della Consob e Antonino Turicchi ex dg della Cassa depositi e Prestiti, con lo scopo di avere un quadro più completo ai fini della scelta da sottoporre all’esecutivo. E secondo le indiscrezioni raccolte i saggi avrebbero manifestato un certo gradimento intorno al nome del responsabile della divisione emittenti della Consob, Sabatini, già rappresentante in quota al Tesoro nel Cda dell’Alitalia sotto l’egida pubblica.

TUTTO è pronto per l’apertura di una nuova procedura di infrazione della Commissione Ue nei confronti dell’Italia, che non ha ancora equiparato l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico. Una situazione che Bruxelles giudica «illegale», perchè discriminatoria nei confronti del sesso femminile. La decisione sarà presa ufficialmente domani. L’esecutivo europeo invierà a Roma una lettera di avviso formale nella quale si chiederà alle autorità italiane di adeguarsi alla sentenza della Corte Ue di giustizia del 13 novembre scorso. Sentenza che condanna il nostro Paese per violazione del principio della parità di trattamento economico tra uomini e donne. In Italia, infatti, il regime previdenziale vigente prevede che nel settore pubblico (statali, dipendenti degli enti locali e delle aziende sanitarie locali) le donne vadano in pensione a 60 anni, mentre gli uomini possono restare al lavoro fino a 65 anni. La Commissione Ue nella lettera prenderà atto del fatto che, a distanza di sette me-

L'ITALIA è il Paese dell’area Ocse con il più alto livello di spesa pensionistica, pari al 14% del prodotto interno lordo nel 2005. Ma è anche il Paese dove le pensioni rappresentano la quota maggiore del totale delle spese pubbliche dell’area. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che nel Rapporto annuale 2009 bacchetta il nostro Paese osservando che l'applicazione delle riforme delle pensioni avanza «molto lentamente» rispetto agli altri Paesi. In Italia è «da qualche tempo» che la spesa pubblica per pensioni di vecchiaia e superstiti è la più elevata tra i Paesi Ocse. Nel corso del decennio 1995-2005, in particolare, la spesa previdenziale è aumentata del 23%: aumenti simili o superiori si sono avuti solo in Paesi come Giappone, Corea, Portogallo e Turchia. Ma le pensioni italiane rappresentano anche la quota maggiore del totale delle spese pubbliche tra i Paesi dell’Ocse: la spesa pensionistica in Italia assorbe circa un terzo delle uscite statali complessive (30%), ovvero quasi il doppio rispetto alla media degli altri Paesi Ocse. L’Ocse mette in guardia dal «rischio» che un sistema così concepito induca a sottrarre risorse di spesa pubblica ad altri settori preferibili, quali il welfare e l’istruzione. Quanto ai contributi pensionistici, in Italia raggiungono «quasi il 33% dei guadagni, contro una media del 21% negli altri Paesi Ocse». Particolarmente svantaggiate sono le donne: in Italia, come anche in Polonia, ci sono infatti «sostanziali differenze» tra uomini e donne, per cui le cui pensioni delle lavoratrici sono mediamente inferiori di un terzo rispetto a quelle dei colleghi maschi, soprattutto a causa dell’età di pensionamento inferiore per le donne.

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Italia / Mondo

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

SCIOGLIAMO LE RONDE NERE

La storia positiva di un ex emigrato

di FRANCESCO BOCHICCHIO

CON la riforma normativa preannunziata dalla maggioranza e soprattutto sostenuta dalla Lega, di legalizzazione di ronde di cittadini, senza armi, che presidino la città ed i punti più delicati, al fine di tutelare l'ordine, si stavano da tempo ipotizzando varie ronde, tra cui le ronde verdi della Lega: per ultimo, in via in vero minacciosa, si stanno ipotizzando le ronde nere, legate a movimenti neofascisti e con segni distintivi propri del fascismo. Chi scrive non è particolarmente favorevole alle ronde, in cui è agevole ravvisare un primo segno di difesa privata, con rischio di minacce all'ordine pubblico a causa di interventi, che pur nominalmente di tutela, in realtà siano aggressivi. Ma in un momento in cui l'ordine pubblico è a repentaglio e la sicurezza dei cittadini è sotto grave minaccia, non si può impedire alla società di mettere in essere forme di autotutela, anche potenzialmente pericolose, almeno fino a quando non diventino effettivamente illegali. Il pericolo di abuso cede di fronte all'effettività, almeno quale sentita come primaria e vitale, del pericolo attuale alla sicurezza dei citazioni. La profonda paura della criminalità comune che pervade la stragrande maggioranza dei cittadini onesti non può essere esorcizzata con ricorso a nobili petizioni di principio: fenomeni pur di per sé dubbi e inopinabili, quali le ronde, devono quindi essere consentite per non togliere ai cittadini una speranza e per non far nutrir loro un sentimento di impotenza e di abbandono. Ovviamente il tutto sotto la più ferrea vigilanza, al fine di impedire abusi e, con un'azione a medio termine che possa portare a rinunziare alle ronde una volta aumentato sensibilmente il tasso di sicurezza, ed una volta corrispondentemente aumentata la fiducia dei cittadini. Le ronde politiche sono per antonomasia minacciose , di abusi a carico degli avversari, ma fino a quando realizzate all'interno di un contesto democratico e di un movimento democratico, quale quello della Lega, sono tollerabili fino allo sconfino nell'illegalità. Diverso il discorso quando si parla di neofascismo: certamente, anche i neofascisti possono rivendicare la presunzione di legalità, fino a prova a contraria: ma non occorre dimenticare che , opportunamente, la Costituzione italiana (Disposizioni transitorie e finali, XII) vieta la ricostituzione del partito fascista, quale movimento politico sovversivo, violento e antidemocratico: con buona pace dei revisionismi, passati presenti e futuri, la Costituzione è nata antifascista e antifascista deve rimanere, in quanto la Repubblica è nata sulle ceneri del fascismo ed in opposizione allo stesso. Fino a quando si è al livello di partiti e di movimenti di opinione, il divieto va applicato con prudenza, per non impedire la manifestazione di opinioni, e non è quindi da scandalizzarsi, almeno in via teorica, che partiti come Forza Nuova siano rappresentati in Parlamento, e stesso discorso valeva fino alla svolta di Fiuggi per l'allora Movimento Sociale: è noto che Togliatti era fermamente contrario alla messa fuori legge del Movimento Sociale, e tale realismo non si colorava solo di opportunismo, al fine di congelare a destra il 6% dei voti, altrimenti destinati alla Democrazia Cristiana, ma era anche dettato dall'esigenza di non esasperare il clima di contrapposizione politica e di impedire che lo stesso sfociasse nella guerra civile tutt'altro che irrealistica. Ma quando si è al livello di gruppi tesi a presidiare la città, entrando in contratto con gli altri cittadini e con i movimenti avversari, è ovvio che la loro natura fascista trova espressione così diretta che il divieto della Costituzione è calzante: le ronde nere devono essere vietate e sciolte già adesso, prima che entri in vigore la nuova normativa. Sia ben chiaro, chi scrive non vede affatto concreto il pericolo di fascismo, ma vede concreti i pericoli di pericolose singole e specifiche manifestazioni fasciste che, in un periodo di grave crisi economica e di tendenza della maggioranza politica di centrodestra verso forme di democrazia autoritaria e plebiscitaria - con l'eccezione di Fini -, possono porre l'ordine civile in una fase di gravissima destabilizzazione. studiobochicchio@legalebochicchio.it

Ruolo e limiti del referendum di ALBERTO VIRGILIO segue dalla prima Va premesso che dal punto di vista sistematico il referendum previsto dal citato articolo ha una sfera di operatività limitata , in quanto può avere soltanto efficacia abrogativa di una legge o di un atto avente forza di legge , ma non può giammai assumere funzione legislativa in senso stretto , cioè diretta a introdurre nell'ordinamento nuove leggi. Dai connotati di eccezionalità e di limitatezza del referendum deriva la logica conseguenza che la proposta referendaria si risolve sempre in un invito al legislatore perchè provveda egli stesso ad eliminare la disposizione o le disposizioni che formano oggetto dell'istanza di abrogazione. Di fronte alla iniziativa referendaria il governo e il parlamento possono infatti rimanere inerti ( nel qual caso la consultazione popolare ha il suo normale svolgimento ) , ma possono anche mostrarsi sensibili alla sollecitazione proveniente da un cospicuo numero di cittadini , giudicandola meritevole di accoglimento e rendendo così superfua la consultazione popolare mediante una nuova legge , sempre che l'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ritenga la sopravvenuta normativa conforme allo spirito dell'istanza referendaria. Chiariti questi aspetti essenziali dell'istituto referendario , va comunque osservato che esso è principalmente preordinato alla decisione dei grandi temi che impegnano la coscienza collettiva ( come la pena di morte , l'aborto , il divorzio o altre norme di legge dello stesso rilievo sociale ). Il referendum di cui parliamo richiama in sostanza , sul piano della indagine storica , la “provocatio o appellatio ad populum” del diritto romano , che era previsto nei casi ritenuti di eccezionale gravità come le severe condanne inflitte in sede penale. L'istituto previsto nella Costituzione non si presta invece facilmente ( mediante la ri-

sposta con un semplice “si” o un semplice “no” ) alla soluzione di complesse e delicate questioni di tecnica giuridica su materie che normalmente richiedono ampia e approfondita discussione nella sede naturale del Parlamento , anche con riguardo a tutte le conseguenze che dalla disciplina in discussione necessariamente derivano o possono implicitamente derivarne sul piano del coordinamento con il panorama legislativo generale. Se si tiene conto di questa realtà , non sembra giuridicamente e politicamente corretto ritenere che il mancato raggiungimento del quorum sui tre referendum appena svoltisi vada interpretato come una consapevole volontà popolare di mantenere in vigore la legge elettorale ora esistente. Sembra invece che , al di là delle conseguenze connesse alla constatata invalidità dei tre referendum , si possa cogliere nella coscienza collettiva una sorta di imbarazzo , o addirittura di rifiuto , nel pronunciarsi su elementi di dettaglio della normativa elettorale , non facilmente percepibili dagli elettori nella loro reale portata e negli effetti che ne sarebbero scaturiti nel delicato settore della legislazione elettorale , sulla quale peraltro tanto si è sempre discusso ( e ancora si discute con opinioni diverse ) anche in sede parlamentare. La morale che si può trarre dalla vicenda esposta riguarda l'invito a tutte le forze politiche di affrontare con il dovuto rigore e con grande impegno la materia , nella prospettiva di fare in modo che le auspicabili nuove norme siano preordinate nella maggiore misura possibile a garantire che l'espressione del voto popolare sia effettivamente e genuinamente conforme alla volontà degli elettori , sia nella scelta della formazione politica sia in quella dei candidati. Questo è un aspetto essenziale della democrazia , che va salvaguardato con grande responsabilità ad opera di tutti , nell'interesse prevalente del Paese.

PAOLO Pascarelli, questo è il nome dell'imprenditore armentese. Ora subito qualche notizia circa una piccola storia. Egli nel 1980, come tanti lucani, prese la via dell'emigrazione interna a Milano. Qui rimase fino al 1999 svolgendo le mansioni di responsabile punto vendita presso una catena di supermercati. Era giunto a ricoprire la carica di Direttore quando decise di mettere a frutto la sua esperienza nella sua terra natia, cioè in Basilicata, in particolare ad Armento. Il suo titolare insistette tanto perché Paolo rimanesse a Milano. Ma ormai lo stesso aveva deciso di realizzare qualcosa di suo nel paese originario e non solo. Una volta giunto ad Armento e dopo aver disbrigato gli adempimenti burocratici, mise su un locale, supermarket, per la vendita di alimenti e generi vari, come detersivi, vernici ecc. Dette subito lavoro, e questo è l'aspetto più edificante e premiante, a due persone. Si organizzò al meglio, come ormai aveva imparato a fare. Ma non finisce qui. Paolo non poteva, per la sua particolare inclinazione commerciale, fermarsi ad un solo negozio. Nel 2004 approdò a Villa d'Agri, frazione del comune di Marsico Vetere Qui aprì un altro supermercato dando lavoro ad altri due collaboratori. L'impostazione fu simile al supermercato di Armento. La sua dinamicità lo porta a procurare col suo fiuto prodotti di alta qualità a buon prezzo (es. salsiccia di finissimo maiale, vini di qualità, ecc.). Sono trascorsi dieci anni e la sua attività, grazie al mestiere imparato a Milano, regge nonostante l'attuale crisi che attanaglia soprattutto le piccole iniziative. Grazie Paolo per aver fornito anche un buon servizio alla comunità lucana. Un augurio perché le attività vadano sempre meglio. L'iniziativa di Paolo può essere di stimolo per gli altri giovani di Armento e non solo… Paolo ti fermerai qui…? Non è vero? Gianni Saponara

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L’astensionismo che (forse) ci salverà di ANTONIO FORCILLO* segue dalla prima Talvolta, con l'astensionismo, ci si è trovati di fronte anche ad atteggiamenti avallanti o compiacenti i sistemi in essere, coincidenti spesso con sentimenti snob o di distacco, per voluta o egoistica rinucia. E sempre più frequentemente ci siamo trovati di fronte anche a un astensionismo per così dire tattico o, meglio ancora, opportunistico: per fare alcuni esempi, quello dei referendum o degli iter legislativi in Parlamento, oppure di soggetti che, per furbizia o altro, cercano di fondare nuovi partiti del non-voto, con l'intento unico di accedere, forse, al finanziamento pubblico o al rimborso elettorale da esso determinato… Dovevamo però aspettare questi ultimi frangenti del terzo millennio per vedere all'opera nuove forme di astensionismo, talvolta più pragmatiche, altre volte interpretanti sentimenti diffusi di pacifica reattività: “l'astensione non più quale strumento di sfiducia o rassegnazione, ma segnale ancor più forte di più profonda e democratica contestazione”. Quella che sta emergendo oggi, credo, sia proprio quest'ultima variante, a diffusione sempre più esponenziale. Gli astensionisti infatti, compreso il popolo delle schede bianche e nulle, in un solo anno in Italia sono raddoppiati passando dai circa dieci milioni delle politiche 2008 ai venti milioni delle europee 2009. Senz'altro è il primo partito, se lo si cataloga secondo un'ottica puramente numerica. Ma se il nostro astensionismo sta raggiungendo livelli così elevati, non è dato a nessuno di impadronirsi o racchiudere questa nuova forma contestativa nei classici parametri di una rappresentanza partitica, perché essa è sola espressione soggettiva di disillusione individuale, della quale nessuno può appropriarsi. In effetti gli astensionisti intesi come soggetti delusi da un certo modo di fare politica sono sempre esistiti, e sono quasi sempre stati caratterizzati da un loro defilamento irreversibile dai processi del consenso politico. E' la loro crescita numerica e abnorme che inizia a far paura! Per potersi fare carico globalmente dell'ampio e variegato popolo astensionista, che non è solo di sinistra come erroneamente qualcuno pensa -basta infatti verificare la flessione numerica dei consensi complessivi in entrambi gli schieramenti-, bisognerebbe avere una organizzazione socio-politica capillarmente diffusa sul territorio che ne interpretasse le motivazioni in un più ampio contesto, valutandone gli aspetti e le forme di diffusione negli strati sociali. Un'operazione comunque ardua e poco redditizia sotto tutti gli aspetti. Una cosa però sembra affiorare in tutta la sua piena dinamica: “l'immobilismo dell'attuale classe politica evita di entrare in sintonia con le problematiche degli astensionisti, che sono cittadini colpevolmente da essa trascurati, in certi casi ignorati, addirittura osteggiati pur se aspiranti a una società più civile,

giusta, rispettosa verso chiunque, quindi più democratica”. Gli astensionisti sono cittadini che non si sentono più rappresentati dagli schieramenti attuali o dai tradizionali partiti politici! In riferimento alla velocità evolutiva della nostra società, essi vorrebbero che la rappresentatività del popolo non fosse solo scritta sulla carta, ma divenisse metodo ampiamente praticato, discusso e trasparente, applicativo e garante della democrazia partecipativa. Se partiamo da quest'ultima considerazione, il gap democratico avvertito dagli astensionisti è subito spiegato: “esso prende origine proprio dalla degenerazione dei partiti, i quali, in questi ultimi anni, si sono evidenziati in tutta la loro valenza oligarchica, molto più marcata e aggressiva rispetto a qualche decennio fa”. Ed essendo ciò comunemente recepito e vissuto dalla società civile come effettiva condizione involutiva, è da lì che bisogna partire per arrestare questa crescente emorragia. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: anche questo tipo di astensionismo può avere senso, ed essere anzi elemento di indubbia efficacia sociale; “occorre imprimere ai partiti quelle richieste di svolte democratiche vere e necessarie, che partano finalmente dal basso per arginare i sistemi partitocratici fini a se stessi”. Se l'astensione porta a queste conclusioni essa può essere un bene pur se insufficiente. In ogni caso essa è atto che esprime la rinuncia dei cittadini alla partitocrazia, sancendone la presa di distanza, una sorta di “liberazione” dagli schemi di rappresentanza scarsamente o per niente democratici. E' a questo punto che ogni astensionista diventa “libero”, potenzialmente disponibile al processo di costruzione di un nuovo sistema, nel quale il rapporto con l'organizzazione politica e istituzionale possa fondersi e svilupparsi partendo da una concreta e più democratica base di confronto reciproco: “quella appunto caratterizzata dal dialogo partecipativo diretto e orizzontale, e non verticale o verticistico come invece accade nei vecchi partiti”. E' sostanzialmente da queste premesse che deve nascere non l'ennesimo partito, ma un nuovo metodo di impostazione sociopolitica, che prenda come garanzie democratiche l'esclusivo approccio democratico-partecipativo nelle singole realtà locali. In questa logica, dall'astensionismo puro si può passare a una organizzazione territoriale che favorisca l'aggregazione partecipativa. In tal caso la sua leadership può agire in due modi: o garantisce una turnazione di brevissimo periodo del direttivo (uno o due mesi) onde evitare forme di accentramento o consolidamento di effetti privatistici, oppure consegue lo stesso scopo disponendo di un direttivo che si astenga sia da candidature elettorali che da qualsiasi voto politico-amministrativo, al fine di esercitare un'attività non più condizionata dalla politica, evitando ac-

segue dalla prima Tutto ciò accade perché la politica è divenuta un bene scarso o deteriorato, non assolve più alla missione di prospettare uno scenario razionale e si nutre quindi di ingredienti subliminali, di allusioni e di metafore, proprio nel disperato tentativo di supplire alla morte dei sogni, alla fine delle attese e al crepuscolo delle speranze. In sintesi, se la PDL vince in forza del suo proporsi come “segno”, cioè come richiamo inconscio alla rivincita della libertà sul vincolo etico e sull'obbligazione solidaristica in nome di uno stato di natura, di un'innocenza ludica e infantile che trova nel suo capo una convincente proiezione, il PD perde perché è in mezzo al guado: non riesce a tradursi in un progetto che contemperi libertà e solidarietà e che si riempia di umanità e di vitalità civile, in un “ordine” delle cose future capace di dare consistenza al bisogno di sicurezza, di lealtà istituzionale, di reciproca affidabilità, di innovazione e di creatività ma anche di recupero delle sorgenti di valore. In una parola, non si manifesta capace di una nuova cultura civile. Parlo di un nuovo alfabeto della politica e di una “neolingua” che non rechi i graffiti, i gerghi, i riflessi di un mondo autoreferente e repli-

SPORCARSI LE MANI RIPARTENDO DALLE CITTà

rico di disegnare una nuova “egemonia” (che non è concentrazione di potere, risiko delle nomine, pianificazione delle carriere, ma una “visione del mondo, della storia e del futuro”: insomma una via di uscita dal presente come gabbia o come prigione). Ma cosa deve (e può) essedi VINCENZO VITI re il nuovo meridionalismo? Non una grottesca rielaborazione del “sudicante di se stesso, ma evo- più giusto. Savino sa bene che, una smo”, ma una proposta chi un sentimento civile edificante e ricco di senso. volta dismessi gli occhiali “per” il Paese, con un MezChe non si riduca, la nuova del pessimismo antropolo- zogiorno che si proponga lingua, a rivelare il fondo gico proprio degli intellet- come vetrina, come laboranichilista e narcisista di tuali che soffrono la banali- torio e come campo speriuna coscienza sperduta e tà del reale (e le sue crudeli mentale di una nuova culfutile, ma reclami se mai rappresaglie), sarà pur ne- tura di governo. Cioè di una nuova educazione sen- cessario sporcasi le mani, una cultura “generale” catimentale. O, per riprende- soffrire di qualche inge- pace di offrirsi come orizre Gioberti o Gramsci o Go- nuità o generosità, saltare zonte civile per l'Italia. Non si può non consentibetti o Romolo Murri (e po- il fosso e misurarsi con le tremmo continuare citan- “potenze” di un mondo che, re quindi con Leporace e do dal Pantheon storico- come per il presepe di con la sua coraggiosa lettuculturale), che incontri sul- Eduardo, “non ci piace”. ra dei fatti. E non si può la sua strada un autentico Ma che ci toccherà, tutta- non concludere con la considerazione che deriva dalprogetto di “formazione via, ancora frequentare. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° la complessiva analisi del morale e civile degli italiaIl Direttore Leporace in- voto: se il PD vince nelle citni”. Non in nome di quell'austerità pedagogica (tal- vece legge - da par suo - il ri- tà e arretra nelle periferie, è volta inquietante) che po- sultato di Potenza e lo iscri- possibile che ciò dipenda in trebbe sospettarsi, ma di ve in una dinamica politica parte dal fatto che il voto una “serietà”, di un rigore che ha bisogno di sortire “urbano” continua a esprinon dispotico o prescrittivo dal fortilizio urbano per mere una domanda di quama condiviso nel segno di contribuire ad una nuova lità civile a cui non sempre maturità e di libertà senza stagione del meridionali- e non dovunque il Partito è smo. Operazione che esige in grado di rispondere. aggettivi. Dalle città quindi(e queConcludo: diffidare del una grande lucidità non sofuturo e del suo temibile po- lo nell'analisi della preca- sto riguarda anche noi) tenziale escatologico è giu- rietà di un voto (che non è può partire quel disegno di sto. Ma costruirlo con la più “bulgaro”, ma è entrato rinascita del sentimento cipassione di chi sa che l'er- in una dimensione “uma- vile del Paese, su cui può esrore è una delle pratiche na”) ma nella elaborazione sere ricostruita una nuova umane più diffuse, è ancor di una linea che si faccia ca- identità nazionale.

I DISORDINI IN IRAN di Gaetano De Filippo I fatti che in questi giorni tengono il mondo con il fiato sospeso sono i disordini in Iran, susseguenti alla diffusione dei risultati elettorali, che hanno visto il trionfo del premier in carica Ahmadinejad. Risultato condiviso e giustificato anche dalla massima autorità islamica del paese, l'ayatollah Khameney. La vittoria viene contestata dall'oppositore più accreditato Mussavi e dai suoi sostenitori che sono scesi in piazza denunciando brogli ed incontrando la risposta violenta delle forze dell'ordine. Il sangue ha colorato le strade della capitale, giacché i tutori dell'ordine hanno tentato di soffocare la rivolta con la forza e precedendo a numerosi arresti. Sebbene non vogliamo entrare nel merito della vicenda, sia per il doveroso rispetto degli accadimenti interni di uno Stato Sovrano e sia perché siamo inguaribilmente rispettosi di qualsiasi dichiarazione proferita da chicchessia e, fino a prova contraria, la riteniamo assolutamente veritiera, sicché non dovremmo nutrire alcun dubbio sulla genuinità del risultato elettorale iraniano, riteniamo però di non poterci esimere dal fare qualche riflessione. Se è vero che il risultato elettorale è favorevole al leader in carica e peraltro con riscontri percentuali così schiaccianti, perché usare il pugno duro contro i dimostranti? Se non ci sono stati brogli, i disordini si sarebbero potuti facilmente sedare, chiamando il leader dell'opposizione con un suo team di esperti a verificare la linearità delle operazioni di voto, di lettura del risultato elettorale e di conteggio dei suffragi. Se tutto è stato fatto secondo le regole, addirittura non ci dovrebbero essere nemmeno remore ad aderire all'invocata ripetizione delle elezioni, perché gli elettori certamente non avrebbero difficoltà a confermare un voto così netto. Man mano che ci addentriamo nell'analisi dei fatti e procediamo in queste riflessioni le certezze espresse in premessa cominciano a vacillare e ci appaiono sempre i più labili. Dubbi sempre più forti ci assalgono. Ritecentramenti consociativi, per operare insomma a garanzia esclusiva dell'integrità del processo partecipativo. Una forma di astensione strategico-programmatica, questa, in cui la rinuncia di pochi può favorire la partecipazione di molti. In questo modo, il grup-

niamo che la verità, quella vera, non abbia bisogno della forza per affermarsi. Chi sa di avere dalla sua la forza della verità, cerca di affermarla e di farla trasparire con la logica del confronto e del dialogo e dimostrandola con ogni elemento razionale in suo possesso. Chi invece vuole imporre la sua verità con la forza, lascia trasparire in maniera inequivocabile che ha qualcosa da nascondere e che quella che vuol fare apparire come verità non è, forse, quella autentica. Ci chiedevamo da quali elementi, l'opposizione e le migliaia di dimostranti, abbiano dedotto che ci siano stati brogli e che gli stessi siano stati organizzati e pianificati da mesi. Ci domandavamo del perché se tali convinzioni siano poggiate su fatti concreti e non su sensazioni, tali fatti non siano stati resi noti all'opinione pubblica, per convincere tutti della loro fondatezza. Ora ci rendiamo conto che se, per effetto di certi comportamenti, le nostre certezze sono diventati dubbi, per le stesse ragioni i dubbi degli Iraniani benpensanti siano diventati certezze, ma nel senso inverso.

po dirigente astensionista garantisce così di essere immune da ogni effetto corruttivo, clientelare o di convenienza conseguente alla sua funzione. In conclusione, grazie a ciò potrà finalmente prendere corpo la fase-due della ricostituzione di sistema,

A confortare quanto siamo andati deducendo si sentono già le prime timide ammissioni da parte governativa che riconoscono brogli marginali ed ininfluenti ai fini del risultato complessivo: solo tre milioni di voti attribuiti indebitamente ad Ahmadinejad. Si è aperta un'altra ferita sanguinante in questo angolo di mondo. Si è scritta un'altra pagina nera di una storia, fatta di violenza, di soprusi, di scarsa considerazione della vita umana e di mancanza di rispetto dei più elementari diritti della persona. Un pagina nella quale sotto un velo di appariscente democrazia, si nasconde una delle più bieche e violente dittature. Abbiamo la sensazione che la realtà sociale anziché evolversi tenda ad un'involuzione. Che la storia non vada avanti ma indietro. Tutto il mondo tifa ed è vicino a quegli Iraniani che, memori della loro cultura e della loro storia, manifestano rivendicando la loro esigenza di democrazia e di libertà. Che rivendicano soprattutto il loro diritto a vivere un'esistenza dignitosa.

quella che permetterà di ricostruirlo dal basso, capace quindi di invogliare direttamente i cittadini ad una massiccia affluenza partecipativa sia nelle discussioni preventive, sia nelle fasi progettistiche elettorali, ma soprattutto nell'intero percorso di una

filiera condivisa della cosa pubblica. *Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa (organo dirigente astensionista-programmatico del Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto)

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Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

24 ore in Basilicata

La Regione presenta due bandi da 80 milioni di euro per la Val d’Agri e la Valbasento

Ossigeno per i polmoni lucani «Un’iniziativa per rafforzare il tessuto imprenditoriale sano e vitale della Basilicata» POTENZA - Valbasento e Ugualmente innovativi soVal d’Agri attendono nuove no i sistemi di incentivazioindustrie. Per dare una ne, un mix tra contributi in svolta al loro destino che conto interessi e in conto casembra oggi compromesso pitale con il supporto del da un esodo costante e da Fondo di garanzia: tutti una moria di aziende con strumenti a disposizione tanti licenziamenti. Occor- delle aziende che possono rono certezze e nuove dispo- scegliere in base alle loro nibilità. E proprio per que- esigenze e alla capacità fista finalità, la Regione Basi- nanziaria». «Si tratta di un licata ha approvato due ban- primo terreno di esplorazione - commendi, con relatita l’assessore vi finanziaalle Attività menti. «Non produttive, si tratta di Gennaro erogare soldi Straziuso a imprenditoche apre le ri inaffidabili porte ad altri e non sempre investimenti onesti – è stasu tutto il terto detto alla ritorio regioconferenza nale. C’è un stampa di grande intepresentazioresse, per ora ne dell’iniziainformale, a tiva - ma di infar decollare centivare insediamenti quelle voloncerti da parte tà concrete di di alcune “fare induaziende in stria” in Basiqueste aree. licata, ricorCon questi rendo a probandi si socedure snelle stanzierà una e veloci e in- La platea intervenuta domanda che staurando un all’incontro Il tavolo dei relatori con al centro il presidente De Filippo e gli assessori Santochirico e Straziuso (f. Mattiacci) vogliamo anrapporto più corare a dei costruttivo criteri forti. tra il mondo delle imprese e gli istituti di La Regione potrà anche decredito. Con i bandi appro- cidere di rimpinguare i fonvati dalla Giunta regionale di che adesso ha già destinainizia la verifica di una nuo- to, ma lo farà solo di fronte va politica che ha l’obiettivo ad investimenti credibili. di rafforzare il tessuto im- Importante sarà l'attività di prenditoriale sano e vitale asseveramento da parte delSINDACATI soddisfatti per i bandi Carmine Vaccaro, segretario pro- rà la risposta da parte delle imprese. della Basilicata, incentivan- le banche che ci auguriamo vinciale Uil Potenza. Manca però Sarà importante anche avviare in“Valbasento” e “Val d’Agri”. do allo stesso tempo attività siano anche disponibili ad «E’ un passo avanti – commenta ancora un tassello: dobbiamo cerca- vestimenti nei settori meno esposti una anticipazione, di per se innovative, quali quelle leNino Falotico, segretario generale re sempre più di offrire ai futuri in- alla concorrenza internazionale ed gate all’agroindustria, stessa segno di credibilità e della Cisl Basilicata – che offre un vestitori una “convenienza logisti- alla domanda estera, a partire dalla all’energia e all’automoti- di bontà dell’investimento». “antipasto” di finanziamenti, per ca”. E’ sicuramente positivo il fatto creazione della filiera energetica, ve». «Si tratta di un investi- «Per quanto concerne i banprepararsi al momento in cui ci sarà che si premino le aziende virtuose con produzione da fonti rinnovabimento rilevante – ha soste- di “Valbasento” e “Val il rilancio vero e proprio degli inve- in Basilicata, ma diventa necessario li. nuto il presidente della Re- d’Agri”– ha specificato StraÈ importante ciò che è stato detto anche attrarre nuovi imprenditori, stimenti. gione, Vito De Filippo – ziuso – sono ammissibili inRiteniamo che questa iniziativa puntando sul risparmio energetico in conferenza stampa circa l'attività quantificato in 80 milioni di vestimenti non inferiori a debba essere completata con ulte- e migliorando i trasporti. Inoltre, è di asseveramento da parte degli istieuro: 50 milioni per la Val- cinque milioni di euro per riori provvedimenti utili a rafforza- importante che ci sia una diffusione tuti finanziari e lo spostamento basento rivenienti dai vec- un massimo di contributi di sempre più marcato verso una re gli strumenti di credito e la logi- capillare di questi bandi. chi programmi “Valbasen- dieci milioni, con una graIn Basilicata, a volte, siamo un po’ “qualità dell’occupazione”, puntanstica. Diventa anche importante to” e “Pia-Treviso”, 30 milio- duazione di agevolazioni creare uno sportello unico per flui- pigri sul fronte della comunicazio- do sui giovani laureati. ni di euro per la Val d’Agri che va dal 30 per cento per le Esiste però ancora un limite: lo dificare l’insieme delle procedure. Il ne». provenienti dalle royalties. grandi imprese al 50 per «Un buon punto di partenza – sot- strumento presentato non è intetutto con lo scopo di rendere realNon sono intaccate le risor- cento a favore delle piccole». grato con la formazione. Chi prepatolinea Antonio Pepe, segretario mente “appetibile” il nostro territose investite con i program- Gli avvisi saranno pubblicario dall’esterno e rafforzare le im- provinciale Cgil Potenza – in questa rerà i lavoratori alle richieste delle mi operativi 2007-2013, né i ti sul prossimo numero del imprese?». fase di gravissima crisi economica. prese già esistenti». fondi Fas che pure conten- Bollettino Ufficiale della Re«Una buona iniziativa – afferma Si tratterà adesso di capire quale saan. ma. ca. gono importanti misure a gione, in uscita il 1° luglio. sostegno dello sviluppo proAnna Maria Calabrese duttivo nei prossimi anni. Con una forzatura linguistica possiamo definire in bandi in questione come un “test” per saggiare la tenuta e la risposta del nostro tessuto produttivo. In una delle più difficili fasi di congiuntura economica, nelle aree della Valbasento e della SUI bandi presentati dalla Regio- sogno di test ed esperimenti ma di Val d’Agri, dove già esisto- ne per incentivare lo sviluppo in- posti di lavoro stabili e di aziende no insediamenti produttivi, dustriale di Val d’Agri e Valbasen- ed imprese solide e non come le ulattraverso queste risorse si to è intervenuto anche Filippo time insediate nell’area industriacercherà non solo di argina- Massaro, presidente del Csail. le di Viggiano che hanno chiuso i re la perdita di posti di lavo«Il governo regionale fa ricorso battenti al primo colpo di vento di ro, ma di creare nuova occu- a 30 milioni di euro di derivazione crisi di mercato. pazione in settori solidi delle royalties del petrolio della Quello che pertanto non ci condell’economia lucana o che Val d’Agri per fare un “test” sulla vince – aggiunge il presidente del L’area industriale della Valbasento per la propria specificità ri- nostra imprenditoria. Csail – è la solita strategia, sempliteniamo siano trainanti per Davvero singolare la nuova ini- cemente ritoccata con qualche miil futuro». «Rispetto ai vec- ziativa, dopo le altre precedenti sura per spendere più velocemen- fare autocritica e preferisce archi- to del fallimento totale. chi meccanismi – ha rimar- negative, per dissipare ulteriori te le royalties, senza alcun con- viare in fretta i risultati deludenti Anche su questo bando, non apcato De Filippo – sono messe risorse finanziarie dell’attività trollo sulla efficacia degli investi- del Po Val d’Agri con tutti i bandi pena saranno completate le procein campo procedure più estrattiva in Val d’Agri» commen- menti e il mantenimento degli im- sinora pubblicati e finanziati per- dure e concessi i finanziamenti, snelle, da concludersi in sei ta Massaro. ché basterebbe una verifica di sono certo che la Corte dei Conti pegni per i nuovi posti di lavoro. mesi, per dare certezze al La verità è che la giunta regio- quanto speso e quanti posti di la- avrà materiale sufficiente per in«Il popolo del petrolio – dice anprogetto di investimento. cora il presidente – non ha certo bi- nale non ha alcuna intenzione di vori stabili creati per rendersi con- dagare».

Per Cgil, Cisl e Uil è «un buon punto di partenza» ma premono su logistica e formazione

Sindacati soddisfatti con riserva

Massaro, presidente Csail, avanza dubbi sull’annuncio

«E’ la solita strategia»

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Crob L’Istituto di Rionero aspetta da mesi la scelta del vertice al ramo indirizzo e verifica

AAA cercasi presidente consiglio Ad aprile il ministero della Salute ha sollecitato De Filippo a risolvere la questione RIONERO IN VULTURE - Al Crob Irccs di Rionero in Vulture manca ormai da mesi il presidente del consiglio di indirizzo e verifica. Una figura essenziale per il corretto funzionamento della struttura e per lo smaltimento delle pratiche che richiedono la firma del presidente insieme a quella del direttore generale. Dopo la nomina dei membri atti a comporre il consiglio di indirizzo manca la scelta del presidente. Il compito di scegliere la figura da destinare al vertice spetta al presidente della Regione Vito De Filippo. Le normative e gli standard che regolamentano l’attività degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sono precise e rigide e prevedono tassativamente la costituzione del consiglio nella sua completezza, pertanto la Regione Basilicata è stata ritenuta inadempiente dal Ministero della Salute. I membri scelti il 28 marzo scorso a comporre il consiglio di indirizzo e verifica sono quattro, tre scelti dal Consiglio regionale ed uno direttamente dal ministero. Si tratta di Donato Grieco ex amministratore unico Crob che ha portato la struttura al passaggio a Irccs lo scorso anno, Marco Salvatore direttore scientifico Crob Irccs, Nicola Grande, medico, mentre la scelta del mi-

Il Crob di Rionero

nistero è ricaduta su Mariano Pici coordinatore regionale Pdl e dirigente medico del San Carlo di Potenza. La funzione del consiglio di indirizzo e verifica consistono nel definire gli indirizzi strategici

dell’Istituto, particolarmente in materia di ricerca, e approvare i programmi annuali e pluriennali attività, su proposta del direttore generale che ha funzioni di gestione della struttura ospedaliere. Il consiglio ha inoltre il

compito di esprimere il proprio parere preventivo obbligatorio al direttore generale sui bilanci preventivi e di esercizio, sulle modifiche al regolamento di organizzazione e funzionamento, sugli atti di alienazione del patri-

monio e sui provvedimenti in materia di costituzione o partecipazione a società, consorzi, altri enti ed associazioni. Così come previsto dal decreto legislativo 288 del 16 ottobre 2003 che disciplina il riordino degli Irccs, deve essere rispettato “il principio di separazione delle funzioni di indirizzo e controllo da quelle di gestione e di attuazione”. In base al decreto legislativo il ministero della Salute già dal mese di aprile ha sollecitato il presidente della Regione Basilicata ad una risposta tempestiva sulla nomina del presidente, da scegliere tra i componenti del consiglio di indirizzo e verifica. Il Crob con il passaggio a Irccs è divenuto un ente a rilevanza nazionale dotato di autonomia e personalità giuridica, deve perciò mantenere standard di eccellenza al fine di perseguire finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell'organizzazione e gestione dei servizi sanitari, con l’erogazione di prestazioni di ricovero e cura di alta specialità. La palla passa dunque al presidente della Regione, in attesa, l’istituto lucano resta la cenerentola della classifica nazionale sull’eccellenza degli Irccs. Lucia Nardiello

Sono 2.850 gli ettari che potranno ospitare nuove produzioni

Danni all’agricoltura e animali selvatici

Valbasento, svincolate le aree esenti da fenomeni di inquinamento

Emergenza cinghiali La Cia chiede interventi urgenti

VALBASENTO - Circa 2.850 ettari di superficie nell’area industriale della Valbasento potranno ospitare nuovi insediamenti produttivi, in quanto esenti da fenomeni di inquinamento. Il ministero dell’Ambiente ha dato seguito alla sollecitazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, affinché le aree risultate non contaminate venissero svincolate dal sito da bonificare. «Con questo provvedimento – afferma Santochirico – viene garantita alle imprese la possibilità di effettuare investimenti che consentano di mantenere e rilanciare la competitività del sistema produttivo, grazie anche ai bandi presentati oggi (ieri ndr) dalla Regione, per un importo complessivo di 80 milioni di euro, 50 dei quali destinati proprio alla Valbasento. La strategia regionale per la bonifica dei siti inquinati e per il sostegno alle attività economiche – aggiunge Santochirico – prosegue, nonostante i limiti e gli ostacoli posti dal Governo nazionale che ha cancellato i fondi destinati al disinquinamento della Valbasento e della zona industriale di Tito». Lo scorso mese di marzo, infatti, il Governo ha deciso di utilizzare diversamente le risorse del Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) che erano già state assegnate al Programma straordinario nazionale per il recupero economico produttivo dei siti industriali inquinanti. I suoli svincolati sono quelli ricadenti negli ambiti comunali di Salandra (75 ettari), Ferrandina (1.100 ettari), Pisticci (330 ettari) Grottole (303), Miglionico (203), Pomarico (839).

CAMPANELLI D’ALLARME

Letto di alghe sul fiume Basento

Alcune immagini del fiume

SARÀ’ stato il caldo della settimana scorsa: il livello dell'acqua sceso di molto, e la temperatura assieme. Ma non basta. Le immagini parlano chiaro. C'è un letto di alghe che a tratti affiorano in superficie, e nascondono il fiume allo sguardo di chi ci passa vicino, come un tappeto. Li chiamano indicatori biologici. Fenomeni del genere descrivono bene le alterazioni dei fiumi, più in generale il loro stato di salute. Il Basento è inquinato, e anche questa è cosa già nota. Va male sotto Picerno, zona ricca di insediamenti per l'allevamento intensivo di maiali, molto male sotto Potenza per la presenza di diverse industrie pesanti, meglio quando si arriva alle Dolomiti. I lavaggi del fiume riescono da soli a depurare tanta parte degli scarichi inquinanti, ma c'è un limite anche a questo. Sotto Tricarico una cosa così sembra nuova. E pensare che qualche ragazzo ancora si

avventura a pesca di carpe. A questo punto diventa quasi impossibile risalire ai responsabili. Se c'è stato uno sversamento abusivo di liquami di fogna, reflui di stalla, acque di lavaggio, fanghi, o altro. Se qualcuno ha esagerato con i concimi, sarà difficile da individuare. In questi casi l'unica cosa da fare è la prevenzione. La speranza degli sciocchi è che ci pensi il fiume a riequilibrare le sostanze presenti nell'acqua, prima di arrivare sulle spiagge di Metaponto, prima che passi qualche controllo indipendente, tipo Goletta verde, e scopra che il mare non è più tanto pulito. L'anno scorso è già successo in un punto verso la foce del Terzo Cavone. Inquinamento da feci. Se il pericolo per i bagnanti dovesse spostarsi più a nord, sarebbe un colpo insopportabile per le imprese turistiche messe in ginocchio quest'inverno dall'erosione straordinaria del litorale. le. am.

POTENZA - «Ormai è emergenza. I danni all'agricoltura dagli animali selvatici (in particolare i cinghiali) diventano sempre piu' ingenti». E' questo quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori ricordando che «lo scorso anno furono raccolte oltre 500 firme tra gli agricoltori e piccoli coltivatori a sostegno della petizione popolare promossa dalla Cia per sensibilizzare gli organi competenti ad assumere misure ed azioni tempestive per far fronte alla grave situazione creata dalla inarrestabile ed incontrollata proliferazione di cinghiali che dal Parco Regionale di Gallipoli-Cognato (area protetta) si inoltrano nelle contrade rurali e quindi nelle aziende agricole del comprensorio a caval-

lo tra il Materano e i Potentino. Le aziende più colpite sono quelle di Tricarico, Castelmezzano, Pietraperosa e Accettura». La Cia ha denunciato che «la presenza di cinghiali è la maggiore causa di danni alle coltivazioni agricole, in particolare dei vigneti. Anche orti e campi di mais sono teatro di incommensurabili disastri. Se non affrontato il problema nel suo complesso rischia di degenerare superando il limite di sopportazione degli agricoltori» .La Cia chiede peranto l’adozione di un programma di abbattimento selettivo al fine di ripristinare il giusto equilibrio di tale specie nell’ambito del nostro territorio e tutte le misure al fine di indennizzare i danni provocati dalla fauna selvatica.

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Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Il Consiglio regionale approva la proposta di legge per la sua istituzione

Nasce il Garante dell’infanzia della Basilicata POTENZA - Il Consiglio regionale della Basilicata, riunitosi ieri a Potenza, ha approvato all’unanimità due proposte di legge. La prima, di iniziativa dei consiglieri Di Sanza e Pittella (Pd), De Franchi e Flovilla (Cp-Rb), Lapenna (Fi-Pdl), Scaglione (misto-Pu), Salvatore (Ps), e dell’ex consigliere di An, Egidio Digilio, riguarda le “Norme per la prevenzione della diffusione di malattie infettive” e stabilisce in particolare che “le strutture sanitarie pubbliche e private di cui all’articolo 4 del Dpr 14 gennaio 1997, le strutture penitenziarie, le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado e gli studi odontoiatrici, avranno l’obbligo di provvedere almeno una volta all’anno ed ogni qualvolta sia necessario, a proprie spese, all’ispezione e controllo igienico - sanitario dei sistemi di condizionamento dell’aria e di ventilazione, dei sistemi di distribuzione e raccolta idrica e degli ambienti in generale”. Particolare attenzione andrà riservata nei controlli degli “agenti biologici” classificati come patogeni e infettivi dalle autorità statali e sanitarie. Funzioni di vigilanza e ispezione saranno affidate ai dipartimenti di prevenzione della Asl. La seconda proposta di legge approvata all’unanimità, che raccoglie le propo-

ste presentate a suo tempo dalla consigliera Mastrosimone (misto-Adc), dall’ex presedente del Consiglio regionale, Maria Antezza e dai consiglieri Simonetti (Prc) e Pittella (Pd), prevede l’istituzione del “Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. La Regione Basilicata, in conformità alle convenzioni internazionali ed europee ed agli accordi internazionali sui diritti del fanciullo “riconosce e difende i diritti e gli interessi delle bambine, dei bambini e degli adolescenti di ogni colore, religione, cultura ed etnia presenti sul territorio regionale”. E’ istituito presso il Consiglio regionale il Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, “che svolge la propria attività in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione e non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico e funzionale, al fine di assicurare l’attuazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei minori, di favorire lo sviluppo di tutti gli aspetti della loro personalità ed affermare le loro pari opportunità stimolando la rimozione di ogni tipo di disuguaglianza”. Viva soddisfazione per questa approvazione è stata espressa dalla consigliera Mastrosimone che in una nota ha sottolineato

come l’istituzione del Garante «E’ stata voluta fortemente da noi consigliere regionali ed ha ricevuto una larga approvazione da parte dei soggetti coinvolti nell'indagine partecipata, promossa dal Consiglio regionale della Basilicata, tra studenti e genitori residenti in Basilicata che ha consentito di ripensarla ulteriormente e riscriverla alla luce degli esiti delle indagini conoscitive effettuate». In sede di controllo il Consiglio regionale ha poi approvato a maggioranza (nove favorevoli, quattro astenuti e quattro contrari) una variazione al bilancio di previsione – esercizio 2009 - del Parco di Gallipoli - Cognato. Sempre a maggioranza (nove favorevoli, quattro astenuti e quattro contrari) l’Assemblea, su proposta dell’assessore alle Attività produttive Straziuso, ha inoltre deciso il rinvio in Commissione della proposta di legge sulla “Norma speciale in materia di impianti e distribuzione di carburanti”. In apertura di seduta il consigliere Fierro (Udc) ha presentato un ordine del giorno, sottoscritto dagli altri consiglieri presenti in Aula, che impegna il presidente della Giunta regionale “a porre in essere tutte le utili iniziative sul piano istituziona-

La sede della Regione

le affinché la sede distaccata della Facoltà di Scienze Motorie di Potenza continui la sua attività accademica, anche in considerazione delle implicazioni sociali e culturali che essa determina nel contesto civile della Basilicata”.

Vietri All’indomani della notifica dei 18 avvisi di garanzia, l’ex sindaco, Felice Grande, si difende

«Dimostrerò la mia innocenza» Le accuse vanno dall’abuso d’ufficio ad ingiusti vantaggi patrimoniali VIETRI DI POTENZA – «Ho fiducia del lavoro della Magistratura, chiederò subito di essere ascoltato e porterò con me tutti i documenti ufficiali per rispondere a tutte le accuse a me rivolte»: sono queste le prime parole di Felice Grande, ex sindaco di Vietri dal 95’ al 2007, all’indomani dei diciotto avvisi di garanzia inviati a lui e a componenti della ex amministrazione di Vietri, insieme a tecnici e responsabili comunali, riguardanti accuse che vanno dall’abuso d’ufficio ad ingiusti vantaggi patrimoniali e mancanza di rispetto delle pubbliche procedure. Riguardo a ciò, l’ex sindaco ci dice che «si risponderà con gli atti, con le carte, perché abbiamo lavorato alla luce del sole, in una sala consiliare, senza alcun abuso». «C’è una conclusione di indagini su ex consiglieri, segretario comunale e tecnici, non esistono atti di giunta su cui si basano le indagini, quindi non bisogna tirare in ballo la giunta comunale da me guidata nei dodici anni». «Sono singoli provvedimenti –ci rivela Felice Grande- per singole persone, tutta la giunta non ci azzecca niente». Gli indagati dalla Procura di Potenza sono diciotto, tutti di Vietri, tra cui l’ex sindaco (per lui la maggior parte delle accuse si basano sull’abuso d’ufficio), l’ex vice-sindaco, consiglieri, alcuni assessori, il segretario comunale, l’ex co-

Le precisazioni di De Biase

«Sono totalmente estraneo alla vicenda»

Il comune di Vietri

mandante dei vigili urbani e tecnici e progettisti, oltre ad alcune persone esterne alla cosa pubblica per fatti riguardanti una cooperativa di una società. Il sostituto procuratore della Repubblica, Laura Triassi, ha contestato agli indagati anche questioni riguardanti la recente campagna elettorale del 2007. «In quell’occasione, ero a

fine mandato – dice Felice Grande - non avevo nessun interesse a fare, come si dice, “favori” per carpire voti, assolutamente no, non sono stato candidato come non sono stati candidati i miei ex assessori, ma solamente tre consiglieri». Le indagini riguardano fatti fino ad aprile 2007, e sarebbero state condotte anche con intercet-

tazioni ambientali. Infatti alcune cimici sarebbero state messe nella stanza del sindaco e in quelle di alcuni tecnici comunali. «Sicuro di aver lavorato tranquillamente e senza aver abusato –conclude l’ex sindaco- dimostrerò con i documenti la mia totale innocenza». Claudio Buono

Spacciava sostanze stupefacenti nelle discoteche e nei locali notturni fiorentini

Ventottenne di Lagonegro arrestato per droga FIRENZE - Operazione antidroga dalla Toscana alla Basilicata. Nelle prime ore di ieri mattina, nell’ambito di una vasta operazione antidroga coordinata dalla Polizia di Stato della Questura di Firenze è stato arrestato anche un giovane ragazzo lucano che viveva a Firenze. L’operazione ha visto coinvolte trenta persone destinatarie di misura restrittiva cautelare in carcere nonché circa cinquanta indagati con perquisizioni domiciliari, emesse dal competente giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale fiorentino, personale della Sezione Antidroga della locale Squadra Mobile. A Lagonegro, è stato arrestato un 28enne, dimorante a Firenze, responsabile di spaccio continuato di sostanze stupefacenti nell’ambito delle discoteche e locali notturni fiorentini. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato trasferito in carcere.

Il tribunale di Lagonegro

VIETRI DI POTENZA – Le indagini della Procura di Potenza hanno creato un vero e proprio “terremoto giudiziario” in paese. Se ne parla ovunque. Ma c’è chi non ci sta, chi dice di non far parte di questa inchiesta, ma che è stato tirato in ballo. Stiamo parlando di Michele De Biase, imprenditore edile ed attuale capo-gruppo di opposizione in Consiglio Comunale. «In relazione all’articolo di ieri apparso sul Quotidiano riguardante l’inchiesta già citata, il sottoscritto, indicato alla fine dell’ articolo, senza alcuna precisazione o collegamento riconducibili alla suddetta inchiesta, precisa di non essere destinatario di alcun avviso di chiusura delle indagini da parte della Procura, dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti così come vagamente narrati in articolo». De Biase non ha ricevuto alcun avviso di garanzia dalla Procura, e come lui stesso ribadisce, «c’è la totale estraneità alla vicenda giudiziaria che vede coinvolte diciotto persone, ed il sottoscritto sottolinea che, all’epoca in cui si sarebbero svolte le vicende, non rivestiva alcuna carica politica, né, tantomeno, ha mai usufruito di benefici o favori da qualsivoglia amministrazione in carica». «Mi meraviglia, inoltre, di come la “fonte” dell’articolo abbia impropriamente indicato il mio nome, omettendo di segnalare con altrettanta facilità altri nomi di persone che, pur come il sottoscritto estranee alla vicenda, hanno avuto il “privilegio” di non essere menzionate». Lo stesso De Biase ha annunciato azioni penali nei confronti di chiunque abbia tentato in «così squallida e misera maniera di ledere la sua onorabilità personale e politica mai prima d’ora scalfita». «Evidentemente - conclude - la mancata citazione di altre persone “privilegiate” ha avuto il subdolo scopo di denigrare il mio nome». c. b. Egregio dottor De Biase Il Quotidiano non aveva alcuna intenzione di denigrarla ma solo quella di fare cronaca. E, come oggi, resta a disposizione per qualunque chiarimento vorrà fornire

ERRATA CORRIGE NELL’articolo pubblicato ieri a pagina 19 dal titolo “Indagata l’ex giunta comunale”, è stato erroneamente riportato il nome di Carmine Natiello al posto di quello di Innocenzo Natiello. Ce ne scusiamo con l’interessato e con i lettori.

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20 24 Ore in Basilicata


In discussione i programmi del Lingotto e il braccio di ferro sul recupero produttivo Per carenza risorse Vigili del fuoco in Alla riunione anche il segretario nazionale Bruno Vitali agitazione

Fiat, a Melfi attivo Fim

POTENZA – La Fim Cisl Basilicata riunirà questa mattina a Melfi, alla presenza del segretario nazionale Bruno Vitali, i delegati sindacali della Sata e dell'indotto per fare il punto sullo stato delle relazioni industriali con il gruppo Fiat. L'assemblea si terrà alla sala Murano in via Gabriele D'Annunzio a partire dalle 10. In agenda i programmi annunciati giovedì dal Lingotto al governo e alle parti sociali per il biennio 2009-2010, in particolare quelli che interessano lo stabilimento di Melfi, ma anche questioni squisitamente locali, come il braccio di ferro sul recupero produttivo e la plurisettimanale. Incassate le aperture di Marchionne sul futuro di Melfi nello scacchiere internazionale della Fiat, il segretario generale della Fim Cisl lucana, Antonio Zenga, invita il gruppo torinese a “riannodare il dialogo con le parti sociali” e ribadisce le proposte che il sindacato ha sottoposto al tavolo negoziale con la Sata. La Fim chiede in particolare la concessione della cassa integrazione ordinaria per le giornate perse durante la mobilitazione della ex Ergom e il ricorso allo straordinario con una maggiorazione salariale per fronteggiare il buon andamento della domanda. La Fim si dice inoltre disponibile a discutere di solidarietà verso i lavoratori in cassa integrazione straordinaria di altri stabilimenti Fiat purché siano al contempo salvaguardate le esigenze dei disoccupati lucani e dei lavoratori precari con i contratti in scadenza, a partire dai ventitré interinali della Plastic Components ancora senza lavoro. Intanto ieri a Torino la Fiat ha fornito i dettagli del piano di riorganizzazione degli stabilimenti della Cnh Italia (macchina movimento terra e agricole) preannunciato lo scorso 18 giugno a Palazzo Chigi dall’Amministratore Delegato Sergio Marchionne. In tale piano si prevede la concentrazione delle produzioni del settore movimento terra nei siti di S. Mauro Torinese e Lecce, con la conseguente chiusura dello stabilimento di Imola ed intendendo ricollocare i 460 addetti con indefinite soluzioni interne ed esterne . La Fiat ha inoltre annunciato l’avvio della cassa integrazione straordinaria, essendo a scadenza la cassa ordinaria che ha toccato la quota di 46 settimane di utilizzo, e la mobilità ordinaria su tutti gli stabilimenti allo scopo di accompagnare alla pensione. Le sigle sindacali Fim Fiom Uilm e Fismic nazionali intendono sottoporre al Governo l’urgenza di adottare ammortizzatori sociali alternativi alla Cigs, quale la proroga della cassa ordinaria oltre le 52 settimane. Fim Fiom Uilm e Fismic inoltre ritengono inaccettabile che la riorganizzazione di Cnh passi attraverso la chiusura di uno stabilimento mentre vanno esplorate tutte le possi-

STAGIONE ESTIVA

Il Pollino si prepara a contrastare gli incendi

Lo stabilimento di San Nicola di Melfi

bili soluzioni anche coinvolgendo le istituzioni locali e Governo Centrale. Nelle prossime settima-

ne si avvierà il negoziato per provare a modificare il piano industriale della Cnh Italia.

POLLINO - Il Piano antincendio Boschivo 2009, approvato dal direttivo del Parco Nazionale del Pollino, sarà presentato domani, alle 11 a Rotonda, nella sede del Parco (Complesso monumentale Santa Maria della Consolazione). Nell'occasione spiega una nota - il Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone e Paolo Gonzales, in rappresentanza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, consegneranno i nuovi mezzi, quelli acquistati dal

Parco e quelli assegnati dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al CFS e alle Associazioni di volontariato di Protezione civile. Saranno, inoltre, sottoscritti i cosiddetti "contratti di responsabilità" con le 17 associazioni che collaboreranno, anche quest'anno, alla realizzazione del Piano che potrà beneficiare anche delle azioni avviate nell'ambito di un altro progetto, "Costruiamo una rete di Protezione civile", finanziato da Fondazione per il Sud.

Vie Blu Lettera a sindacati e istituzioni. La Cgil: «Approfondiremo»

Un gruppo di lavoratori denuncia i “maltrattamenti” di un dirigente POTENZA - Non c’è pace per i lavoratori del progetto “Vie Blu”, il progetto regionale finanziato con fondi della Comunità europea e gestito dal settore Pianificazione territoriale e Protezione civile della Provincia di Potenza, che tante volte negli ultimi mesi sono finiti alla ribalta delle cronache per i ritardi registrati nell’avvio dei lavori e per i mancati pagamenti. Questa volta però la questione è diversa e piuttosto delicata. Questa volta i lavoratori, o almeno alcuni, denunciano maltrattamenti ai loro danni da parte di una delle persone che all’interno del progetto occupa un posto dirigenziale. Lamentele non del tutto nuove ai sindacati che già in passato sembrano aver ricevuto segnalazioni in

Una delle ultime proteste dei lavoratori

proposito. Oggi quelle lamentele si sono trasformate in una lettera che “una rappresentanza dei lavoratori del progetto Vie Blu”, così si firmano mantenendo rigorosamente l’anonimato, ha inviato a diversi rappresentanti istituzionali chie-

dendo «di provvedere all’immediata rimozione da ogni incarico del dirigente e di adottare gli opportuni provvedimenti disciplinari». In sostanza il gruppo di lavoratori lamenta l’utilizzo di un linguaggio “colorito” da parte del dirigen-

te, un linguaggio definito «lesivo della dignità umana e lavorativa» nonché atteggiamenti e comportamenti che creano «una generale atmosfera di terrorismo psicologico» tra i lavoratori. Accuse, ovviamente da provare e che per il momento restano solo il testo di un documento anonimo, nei confronti delle quali però, Vincenzo Esposito, segretario della Flai Cgil Basilicata, annuncia «un approfondimento del discorso nel corso delle assemblee con i lavoratori che erano già in programma nei prossimi giorni». La Cgil, infatti, insieme alle segreterie regionali di Faicisl e Uil è tra le sigle sindacali alle quali la lettera è stata indirizzata. m.boggia@luedi.it

POTENZA - Il coordinamento regionale Fp Cgil vigili del fuoco di Basilicata sostiene e condivide la proclamazione dello stato di agitazione della categoria confermato a livello nazionale contro il Governo e il ministro degli Interni «che si legge in una nota - puntualmente continuano a disattendere le promesse e gli impegni assunti per trovare risposte ai problemi dei Vigili del Fuoco». «Il Corpo dei Vigili del Fuoco –spiega un comunicato stampa - è da sempre in prima fila per la salvaguardia e la sicurezza delle persone, dell'ambiente e delle infrastrutture e non crediamo serva sempre rimarcarlo, come viene fatto a titolo pubblicitario in questo periodo che ci vede impegnati nell'emergenza terremoto. Sta di fatto che le misure decise dal Governo, contenute nelle varie ordinanze di protezione civile e nel decreto legge del 28 aprile 2009 – prosegue la nota sindacale - hanno solamente risposto alla situazione di emergenza, ma non hanno individuato soluzioni organiche alle esigenze organizzative e finanziarie del Corpo dei Vigili del Fuoco né hanno risollevato le condizioni economiche del personale VVF che, emergenza terremoto a parte, lavora quotidianamente per assistere i cittadini dagli eventi, ordinari ed eccezionali, che ne mettono a repentaglio l'incolumità e la sicurezza. I vigili del fuoco continuano a lavorare al servizio della gente senza sbandierare proclami o accendere polemiche e, malgrado le note carenze strutturali di uomini, mezzi ed attrezzature, operano con impegno e generosità come da tutti indistintamente riconosciuto». «Come Coordinamento Fp Cgil dei vigili di Basilicata - continua la nota - abbiamo però il dovere di denunciare le molteplici carenze organizzative e la totale indifferenza delle istituzioni nei confronti delle legittime rivendicazioni dei lavoratori. In questi ultimi anni a fronte di un progressivo miglioramento degli standard operativi e di un notevole aumento delle specializzazioni e competenze del Corpo non è stato corrisposto ai lavoratori un benché minimo riconoscimento economico, né hanno trovato risposta le varie richieste di veder riconosciuto il proprio lavoro come usurante, di adeguamento retributivo ad altri corpi dello stato o di adeguamento di personale e di mezzi».

Film Commission in Regione

Di Sanza (Pd) plaude all’annuncio di Autilio «E’ un’iniziativa che sosterrò in modo convinto» POTENZA - Il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza, è intervenuto in merito all’annuncio dell’assessore regionale, Antonio Autilio, di dotare anche la Regione Basilicata della “Film Commission”. «E’ una iniziativa - dice Di Sanza che sosterrò in modo convinto. Una convinzione, la mia, che nasce dal lontano 2003, anno in cui per la prima volta depositai una proposta di legge regionale denominata appunto: “Film Commission Basilicata”. Il territorio lucano, come sappiamo, ha delle peculiarità architettoniche e storiche tali da rendere naturali eventuali set cinematografici. Non è un caso che molti Comuni lucani siano stati scelti e continuano ad essere scelti per importanti film nazionali ed internazionali. L’iniziativa legislativa – continua Di Sanza - era tesa a promuovere servizi di informazione, assi-

stenza ed organizzazione con l’obiettivo di attrarre e localizzare sul territorio lucano produzioni cinematografiche, televisive, audiovisive o multimediali. A ciò si aggiunga che, sin dal 2003, con il presidente della Giunta regionale vi era già una univocità di vedute sul tema, tant’è che era stato inserito nel programma politico come obiettivo da realizzare». «Alla luce di ciò – ricorda Di Sanza - nel 2005 riproposi al Consiglio regionale il progetto di legge, con l’auspicio che venisse accolto positivamente dalla Giunta e dall’intera Assemblea consiliare, mentre nel 2006, depositai un emendamento alla legge finanziaria regionale con cui proponevo di istituire un fondo che avrebbe sovvenzionato la medesima Film Commission. Tanto per dimostrare quanto sono certo che una struttura del genere pos-

sa contribuire a promuovere l’immagine della Regione Basilicata a livello nazionale ed internazionale ed offrire alle imprese del settore ed ai giovani lucani opportunità di sviluppo ed occupazionali. Quindi – conclude Di Sanza – voglio complimentarmi con l’assessore Autilio per aver posto all’attenzione della politica regionale un tema che può essere occasione di sviluppo occupazionale e turistico per la nostra regione e dichiarare la mia disponibilità a collaborare fattivamente ove si riterrà di tradurre in azioni concrete quanto annunciato». «Anche la Basilicata, come è già avvenuto per tante altre regioni italiane, deve dotarsi di una Film Commission per promuovere e valorizzare il territorio come location e luogo di lavoro per le produzioni cinematografiche e televisive» que-

Antonio Autilio

sto ribadiva Autilio lunedì che, in veste di coordinatore degli assessori regionali alla Cultura, ha partecipato al “Film Commission Day” che si è tenuto in Roma presso la Casa del Cinema organizzato dall’Italian Film Commissions con il patrocinio dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero. Le Film Commission italiane hanno compiuto dieci anni e rappresentano un punto di riferimento su quasi tutto il territorio nazionale per il mondo della produzione cinematografica, televisiva, pubblicitaria e documentaristica, nazionale ed internazionale.

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24 Ore in Basilicata 21

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

In consiglio regionale Sergio Lapenna, dopo 14 mesi, riapre la questione San Carlo

Si torna a parlare delle cimici Tra un mese Woodcock dovrà chiudere le indagini prima di trasferirsi a Napoli «SIAMO all'epoca del febbraio 2008, un periodo un po' tortuoso, un periodo carnevalesco… “campi magnetici… trasmissione di onde in prossimità del gruppo operatorio… interferenze sulle apparecchiature… rischi per l'incolumità dei pazienti”». E’ la denuncia del direttore generale, Rubino Grieco, del San Carlo dell'epoca, riletta ieri mattina in consiglio regionale, a distanza di quattordici mesi, dal consigliere regionale Sergio Lapenna, che aveva avanzato subito la questione. Tutta colpa delle cimici. Era una fredda mattina d'inverno, e due squadre erano all'opera per piazzare delle microspie al San Carlo. Si sapeva che c'era un'indagine sul principale nosocomio lucano dai contorni ancora poco definiti. La struttura è quella che è, e per sentire cosa si dicono in certi uffici, bisognava stendere centinaia di metri di cavo per collegare i radiotrasmettitori alla centrale elettrica. Due squadre di tecnici erano al lavoro, ma il personale del San Carlo si era accorto che c'era qualcosa che non andava. Non risultava nessuna richiesta di intervento. Quando è arrivata la polizia, le due squadre erano andate via lasciando il lavoro a metà. Apriti cielo. La relazione predisposta dai consulenti del San Carlo, ha evidenziato subito che l'intervento non era stato eseguito in condizioni di sicurezza, innanzitutto per gli operato-

Parla il preside Adele Trotta

Da venti anni il “Da Vinci” attende una sede

Una veduta del San Carlo

ri, che avevano messo a repentaglio la loro stessa vita. Inoltre l'aver lasciato il lavoro a metà, un doppino penzoloni collegato a un interruttore in tensione vicino ai serbatoi di gasolio, avrebbe potuto innescare un'esplosione disastrosa, e, per finire, sia i cavi che le radiotrasmittenti collocati nei pressi delle sale operatorie avrebbero potuto produrre interferenze nelle apparecchiature per la chirurgia e il monitoraggio «mettendo a rischio l'incolumità dei pazienti».

Italtractor, cigs a rotazione

Venne presentata una denuncia contro anonimi in procura, ma da allora non se ne è saputo niente. «Siamo in attesa che le autorità competenti ci facciano una relazione, o quanto meno ci facciano sapere che cosa è successo». Questa è stata la risposta dell'assessore alla salute Antonio Potenza. L'ipotesi è che le cimici servissero al pm Henry John Woodcock, che il San Carlo negli ultimi mesi l'ha esplorato in lungo e in lar-

go. Il Quotidiano ne ha già dato la più ampia informazione nello scorso mese di gennaio. Si attende solo di capire se il pm che si è occupato del caso riuscirà a chiudere le indagini prima del trasferimento nella nuova sede del Tribunale di Napoli. È questione di un mese, o poco più. Quello che è certo è che non sarà un addio senza uno strascico di aspre polemiche. Leo Amato

Stm, ricollocati in sei su diciotto esuberi

Un momento dell’incontro in Confindustria

(f.M.)

ITALTRACTOR: Cassa integrazione a rotazione fino al prossimo 2 agosto. In seguito a «una riduzione dei volumi produttivi per contrazioni di commesse», è necessario il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, a rotazione, per i 320 lavoratori dello stabilimento Italtractor di Potenza, in cui si producono pezzi per veicoli industriali. È quanto scritto nel verbale firmato in serata, a Potenza, nella sede di Confindustria Basilicata, al termine di un incontro tra i sindacati, le Rsu dello stabilimento e i rappresentanti della Italtractor (Gruppo Ito). La cassa integrazione, con so-

spensione o riduzione dell’orario di lavoro, sarà applicata fino al 2 agosto prossimo, con decorrenza da ieri. Inoltre per la gestione complessiva della riduzione dell’attività produttiva, si terrà conto dei residui di ferie e dei permessi. Al termine dell’incontro il verbale è stato approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori: «Siamo riusciti a evitare gli esuberi – ha detto il segretario regionale della FiomCgil, Giuseppe Cillis – annunciati in precedenza dall’azienda nell’incontro dell’11 giugno». Entro la fine di luglio è previsto un nuovo incontro tra le parti sociali.

SONO attualmente sei gli ex lavoratori del reparto carpenteria dello stabilimento Stm, l’ azienda di Tito Scalo che produce pezzi per veicoli, ricollocati in altre aziende dell'indotto Stm, in seguito alla chiusura della linea. Con questi sei lavoratori si raggiunge così il 33 per cento delle ricollocazioni (su diciotto persone impiegate nel reparto) necessario per la prosecuzione della cassa integrazione straordinaria biennale. L’ammortizzatore sociale era stato attivato a partire dal 9 marzo scorso. Questi gli aspetti più im-

portanti emersi ieri sera, a Potenza, nella sede di Confindustria Basilicata, nel corso di un incontro tra i rappresentanti dell'azienda e i sindacati. Uno dei 18 lavoratori, inoltre, ha rassegnato le dimissioni, rinunciando alla cassa integrazione. Nello stabilimento di Tito lavorano una settantina di persone. I sindacati, infine, «prendono atto - è scritto nel verbale di incontro - di quanto attuato da parte aziendale e ribadiscono la necessità di continuare la gestione attiva» degli undici esuberi rimanenti.

L'ISTITUTO Tecnico Commerciale Da Vinci attende, da anni, una nuova sede a misura di nuova didattica, ma soprattutto a misura d'uomo, visto che la scuola vive tanti disagi soprattutto di natura strutturale. Ora, che il nuovo edificio scolastico è in via di ultimazione in Via Ancona, quello da tanto tempo promessola Da Vinci, sembra che ci siano pronti già altri pretendenti, come il liceo scientifico Pasolini che attualmente si trova ubicato in un'area alquanto disagiata, l'Istituto d'Arte, perché in ristrutturazione e, ultimo, sembra anche il Liceo Scientifico Galileo, per via della sua capienza non proporzionata alla sua popolazione scolastica. «Eppure - dice la preside Maria Adele Trotta - la nostra scuola attende da 20 anni una nuova struttura, sempre promessa e mai portata a termine». La popolazione scolastica del Da Vinci è dislocata su tre sedi, presso la sede centrale, piazza Bonaventura, presso la scuola media Torraca, in via Manhes, nei locali di un'ex camiceria, in viale Marconi. Immaginiamo il cambio ora dei professori e poi nel traffico cittadino, senza possibilità di parcheggio. Nella ex camiceria, poi, la situazione è davvero al limite della legalità: aule anguste e ambienti igienicamente discutibili. Ma i problemi più grandi sono di natura logistica, di gestione ma soprattutto di natura didattica, e poi i giovani studenti stentano, così dislocati, a sviluppare il senso di appartenenza. Di qui la necessità di avere, a stretto giro di tempo, una nuova sede «che, da tempo ci è stata promessa cosi si esprime la preside Trotta - e non intendiamo condividerla con nessuno, anche perché crediamo di averne diritto, in quanto siamo stati, a memoria storica, il primo Istituto tecnico della città e inoltre, dal 1989, è in atto presso di noi una sperimentazione linguistica che ha formato diverse generazioni di giovani, ed oggi aspira, con la riforma della scuola superiore, a partire dall'anno scolastico 2010- 2011, a diventare scuola polivalente in cui coabitino l'istituto tecnico e il liceo linguistico. Nonostante il calo demografico registrato nella nostra regione e nonostante i tanti disagi, come i locali angusti e freddi, una struttura poco adatta ad una didattica laboratoriale, stiamo cercando - continua il dirigente scolastico -

Adele Trotta

di dare risposte qualificanti». Per la verità, la preside Trotta ha avuto, nel corso del corrente anno, due contatti con l'ex presidente della Provincia Savino Altobello, nel mese di marzo e nel mese di maggio. «Ho ricevuto dall'ex presidente solo rassicurazioni verbali - dice la preside - ma mai certezze ufficiali, speriamo di averne dalla nuova gestione». «Ho incontrato anche il sindaco Santarsiere che ci ha promesso, a stretto giro di tempo - dice la preside di realizzare la strada di accesso, ma anche qui solo promesse verbali, del tipo, si dovrà provvedere, si dovrà fare, ma senza certezze ufficiali». La nuova scuola non la chiede a viva voce solo il dirigente, ma anche l'intero collegio dei docenti che, nell'ultima seduta del giorno 19 giugno scorso, ha manifestato l'idea di un'azione forte, per far raggiungere i tanti disagi che si vivono nelle diverse sedi, alle istituzioni. «Io sono particolarmente indignata dei silenzi delle istituzioni - dice la preside - perché sarebbe un dovere civile, per chi noi deleghiamo alla gestione della cosa pubblica, di dare risposte alla gente, ma soprattutto alle giovani generazioni». Io, invece, commenta Trotta «faccio continuamente esperienza di quanta disattenzione si usi nei confronti soprattutto dei giovani. L'anno scolastico prossimo partiremo con un progetto “Costituzione e cittadinanza”». «Mi chiedo - conclude Trotta - di quale cittadinanza possiamo parlare, se per realizzare una struttura ci impieghiamo 20 anni e mi chiedo ancora, i giovani, così, come possono avere fiducia nelle istituzioni?». Antonio Monaco

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Potenza


La vittoria di Vito Santarsiero raccontata attarverso le immagini «Allora, come stiamo andando? I primi risultati sono positivi?» chiede il sindaco appena giunto nel suo comitato elettorale. Arrivano i primi dati certi: sezioni 13 e 17, Santarsiero è in vantaggio. Più passa il tempo, più la sala si riempie. Santarsiero e lo schermo sono accerchiati. Il tempo passa, le sezioni scutrinate aumentano. Santarsiero è in vantaggio su Molinari ma ancora non riesce a rilassarsi. Lui attende delle risposte importanti: le campagne, rione Cocuzzo, Bucaletto. Poi, la notizia della vittoria a Rossellino. Tira un sospiro di sollievo. Poi cominciano ad arrivare i primi risultati delle campagne. Vittoria per Santarsiero sia a Giarrossa che a Pian di Zucchero. Applausi. Alcuni ormai sono certi della vittoria. Anche a rione Cocuzzo. Santarsiero è in vantaggio. Ormai la tensione comincia a sciogliersi. Una rappresentante di lista gli porge un fascio di ginestre raccolte nelle campagne di Rossellino. Gli ultimi seicento voti, e si poi finalmente si festeggia. Arrivano le prime congratulazioni.

Le foto scattate nel comitato elettorale di Parco Aurora e che testimoniano l’attesa e il momento della vittoria

(foto Andrea Mattiacci)

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Potenza 23

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

ANTICA OSTERIA

...piantala di riposarti.....

MARCONI

0971-56900

AL DUOMO

0971-24848

MIMI’

0971-37597

DUE TORRI

0971-411661

FILO D’ORO

0971-59245

LA TETTOIA

0971-24123

TAVERNA ORAZIANA 34044

Filomena Lacerra che oggi festeggia il suo cinquantesimo compleanno. Auguri da tutta la famiglia

ISUCCIO

0971-471312

AMBROSIA

0971-34501

LA PRIMULA

0971-58310

AL NORD

0971-480025

AL POGGIO

0971-472137

BACCO

0971-410220

FUORI LE MURA

Oggi per te è davvero un giorno speciale. Auguri ad Alessia Zaccagnino per il tuo quarto compleanno, dai genitori Vito Zaccagnino e Rosa Menonna, dai nonni Donato Zaccagnino e Donata Salvatore, dalla sorellina Vanessa Zaccagnino e dagli zii Nicola Genovese, Rosa Zaccagnino e Francesco Menonna che ti vogliono un mare di bene.

Dente..............................0971/21148 via Pretoria, 25 PRONTO SOCCORSO Guardia medica Polizia San Carlo

SI terrà domani, a partire dalle 9.30, nella sede di via della Meccanica a Potenza, il duecentotrentacinquesimo anniversario della fondazione del corpo della Guardia di Finanza. Alla cerimonia interverranno le massime autorità religiose, civili e militari, nonché i gonfaloni e le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma. Durante la manifestazione verrà tracciato un bilancio delle attività svolte.

AMBULANZE Pronto soccorso Croce azzurra Croce amica Croce verde Croce rossa

•DON BOSCO• chiuso •MULTISALA RANIERI• area industriale di Tito Sala 1 Un’estate ai caraibi 17.30 - 19.45 - 22 Sala 2 Una notte da leoni 18.30 - 20.30 - 22.30 Sala 3 La ragazza del mio migliore amico 17.45 - 20 - 22.15 Sala 4 Terminator 18 - 20.15 - 22.30

Sala 5 Moonacre 18 Uomini che odiano.... 21 Sala 6 Una notte al museo 2 17.30 - 19.45 - 22 Sala 7 Angeli e demoni 19 - 21.30 •DUE TORRI• chiuso

NINFE

0971-470750

0971-612694 0971-444228 0971- 445041 0971- 23800 0971- 411510

0971-

AL DRAGO

0971-445470

TOURIST

0971-411396

LA TRATTORIA

0971-53176

SARRICCHIO

0971-444072

TRIMINIEDD

0971-55746

TRE MARI

0971-56030

OSTERIA GAGLIARDI

0971-310310 0971-612564

AVIGLIANO

0971-700743

•Difensore civico comunale 0971-415150 FINO AL 30 GIUGNO Potenza, Palazzo di Città “C’ERA UNA VOLTA LA LIRA” Mostra fotografica di Michele Di Pietro

•Federconsumatori 0971-34444 •Adiconsum 0971-411144 •Adoc Basilicata 0971-46393 - 46390

DOMANI Potenza, Camera di commercio, ore 18 “SVILUPPO SOSTENIBILE E TEMATICHE AMBIENTALI”

•Acu -Ass. consumatori utenti 0971-22308 •Consultorio via P.Petrone 0971-51520

“Publicinvasioni” DAL 2 al 4 luglio prossimo la sala del campanile ospiterà, nell’ambito di “Arte in transito”, la manifestazione “Pubblicinvasioni”, un workshop diretto da Marcello Maloberti e dedicato al rapporto tra arte e pubblicità… Pubblicinvasioni è un workshop ideato dall’associazione culturale AmnesiacArts. Pensato come un laboratorio di arte contemporanea multidisciplinare, è basato sull’osservazione del carattere fortemente comunicativo dell’arte contemporanea e del suo continuo dialogo con il linguaggio pubblicitario. Dieci giovani artisti residenti in Basilicata, sotto la guida di Marcello Maloberti, saranno chiamati a riflettere sul rapporto arte/pubblicità e a creare delle opere d’arte sotto forma di cartelloni pubblicitari pensati per gli spazi della città di Potenza

0971-441295

E PEPERONCINO 44462765

TURNO NOTTURNO.......... 24 GIUGNO

Festa delle Fiamme gialle

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FARMACIE Mamma e babbo come eravate giovani quando vi siete promessi amore eterno. Il Signore vi accompagna da 25 anni. Buon anniversario a Gaetano e Anna da Mariapiera Barrotta e da quanti vi vogliono bene.

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IL 28 GIUGNO Potenza, Sala dell’Arco, ore 15.30 “CENTRO STUDI E FORMAZIONE COSTELLAZIONE FAMIGLIA” Workshop sulle Costellazioni Familiari 'Riconoscere ciò che è'

•Consultorio corso Umberto I, 22 0971-26385 •Cif (Centro italiano femminile) 0971-69169 •Telefono amico 199284284 •Telefono Azzurro

FINO AL 30 GIUGNO Biblioteca nazionale “UN TRENO PER IL NORD” Storia di emigrati italiani 1961 - 1971

0971-19696 •Telefono Donna 0971-55551

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24 Potenza


Il presidente della Provincia, Piero Lacorazza punta sulle politiche del lavoro e sul sapere

Formazione e nuove strategie Si apre un nuovo percorso per rispondere ai bisogni reali dei cittadini IL presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza ha preso parte, ieri mattina, al comitato di sorveglianza del Programma operativo Fse 20072013. «Con la sottoscrizione dell'intesa interistituzionale tra Regione Basilicata e le due Province si è aperta - ha sottolineato - una nuova fase delle politiche regionali e provinciali in materia di promozione dell'orientamento, dell'istruzione e formazione professionale e delle politiche attive del lavoro. L'obiettivo è quello di costruire, attraverso un percorso sinergico, risposte concrete ai bisogni di apprendimento, di opportunità, di esperienza e di lavoro che il territorio esprime. In tale ottica lo strumento da attivare è sicuramente il Pfl (Patto formativo locale), ossia un modello innovativo di sperimentazione nel campo della formazione integrata, capace di capitalizzare l'esperienza del Pit (Progettazione integrata territoriale) e di agganciare

Il presidente della Provincia Lacorazza

istruzione, formazione e mondo del lavoro, investendo sulla valorizzazione delle risorse umane». «E’ necessario - ha concluso nelle prossime settimane, anche alla luce di bandi e di orientamenti che la Regione dovrà assumere, riaprire il confronto con le Province, affinché l'inte-

sa interistituzionale possa determinare significativi orientamenti non solo sulle risorse, ma anche e soprattutto sulla visione strategica, sul modello organizzativo, sui servizi, sui tematismi e sul partenariato». Il presidente è inoltre intervenuto a “Vita indipendente” il primo di una serie di workshop

sul tema della disabilità e dell'inclusione, nell'ambito del progetto “Le chiavi di scuola”, promosso dall'Agenzia per l'orientamento e la formazione (Apof-il) della Provincia di Potenza, dall'Associazione italiana formatori, dalla Federazione italiana per il superamento dell'handicap, in collaborazione con l'associazione “Potenzialmente onlus”, “La luna al guinzaglio”, “L'oasi Wwf” del Pantano di Pignola e l'Associazione italiana persone down. «Le varie attività del workshop - ha sottolineato - rappresentano esempi di buone prassi di inclusione scolastica e formativa rivolte alle persone diversamente abili, per sperimentare un efficace modello di comunità educante ed inclusiva. La rete di competenze e professionalità espressa da questi workshop è anche terreno fertile per implementare politiche che innalzino la qualità della vita per tutti e trasferiscano valori di solidarietà, rispetto e integrazione».

Domani Perniola al teatro Stabile

Comunicazione Miracoli e traumi QUALE influenza ha la comunicazione massmediatica sulla cultura, la politica, sull'arte nella società contemporanea? A questo attualissimo interrogativo vuole rispondere l'incontro con Mario Perniola in programma domani alle 17.30 presso il teatro Francesco Stabile, in occasione della presentazione, in anteprima nazionale, del suo ultimo libro appena edito da Einaudi, dal titolo “Miracoli e traumi della comunicazione”. Continuano, dopo Cacciari, gli incontri del giovedì di “Arte in transito. Paesaggio urbano e arte contemporanea” - nella sezione “Narrazioni urbane” progetto ideato e curato da Basilicata 1799 con la compartecipazione della Regione Basilicata e il ministero per i Beni e le attività culturali. Rinviato a settembre l'incontro con Marc Augé e Giacomo Marramao, è la volta di un altro grande protagonista della riflessione estetologica e sociale. Mario Perniola insegna estetica all'Universitario Tor Vergata di Roma, saggista e scrittore, tra i suoi saggi più celebri ricordiamo “Il sexy appeal dell'inorganico”, “L'arte e la sua

ombra”, che hanno contribuito ad innovare l'interpretazione dei fenomeni artistici ed estetici contemporanei. A discutere insieme con lui il giornalista de La Repubblica, Antonio Gnoli, e la professoressa Mariapaola Fimiani, direttrice del dipartimento di filosofia dell'Università di Salerno. Perniola torna dopo alcuni anni dall'altro libro, Contro la Comunicazione (sempre edito da Einaudi), ad occuparsi in modo diretto e polemico delle questioni riguardanti la comunicazione , uno dei pochi a uscire fuori dal coro rispetto all'imbarazzante silenzio della discussione pubblica su queste tematiche. Per Perniola, come affermava provocatoriamente in quel testo ( un esplicito manifesto critico), la comunicazione ha colonizzato ogni aspetto della vita sociale ed è l'opposto della conoscenza, nemica delle idee perché le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L'alternativa è un modo di fare basato su memoria e immaginazione, su un disinteresse interessato che non fugge il mondo ma lo muove. In quest'ultimo

Mario Perniola

lavoro l'attenzione si sposta dal confronto tra comunicazione ed estetica, a quello tra comunicazione e storia. Come raccontare il periodo che va dalla fine degli anni Sessanta ad oggi? Avvenimenti quali il 68 francese, la rivoluzione iraniana del 79, la caduta del muro di Berlino dell'89 e l'attacco alle torri gemelle de 2001, fatti che hanno avuto grandissime conseguenze su tutti gli aspetti della vita individuale e collettiva, destabilizzando radicalmente le istituzioni, i costumi sessuali e il modo di sentire d'intere generazioni? Per Perniola per com-

prendere quanto è avvenuto, le categorie tradizionali della cultura e della politica sembrano inadeguate. E' nato un nuovo regime di storicità, caratterizzato di fenomeni che sono vissuti ora come miracoli ora come traumi, perché inaccessibili a una spiegazione razionale e a una narrazione coerente.“Le sue tesi possono risultare provocatorie e molto critiche, non sempre accettate pacificamente. «Sicuramente - ha affermato Francesco Scaringi, curatore dell'incontro - sono così stimolanti da non rimanere indifferenti».

Centro per l’impiego Cinquecento domande per soli 15 posti «SONO stati premiati i candidati che sono riusciti a dimostrare di aver compiuto una ricerca continua e attiva del lavoro». La responsabile del Centro per l'impiego della Provincia di via del Basento, a Potenza, ci mette la firma. «Sono arrivate sollecitazioni da tutte le parti. Il fatto che le selezioni coincidessero con la campagna elettorale ha fatto gola a molti, per questo abbiamo adottato il massimo della trasparenza». Cinquecento domande per quindici posti. La dottoressa Annamaria Longobardi non nasconde una certa soddisfazione. «Trenta giorni per far conoscere l'azienda e le prospettive per i potenziali candidati. Poi la raccolta dei curricula, e la ricerca dei profili compatibili nella banca dati del Centro impiego, dove vengono archiviati i risultati delle selezioni già effettuate. Abbiamo fatto una prima scrematura secondo i parametri imposti dall'azienda, una catena di negozi di abbigliamento che ha appena aperto anche a Potenza. Siamo passati da cinquecento candidati a 210, e il 18 e il 19 maggio scorso i nostri referenti, la dottoressa Angela Tucci e la dottoressa Mariarosaria Accosto, li hanno esaminati uno a uno, alla presenza del direttore del personale e di uno psicologo dell'azienda. Il colloquio motivazionale durava circa una mezz'oretta. Siamo arrivati a una lista finale di dieci persone, che sono state assunte e sono già in servizio da una settimana, ma è ancora possibile che vengano ripescati altri cinque, sei nominativi, in aggiunta ai primi dieci». Novecento euro al mese, s'intende al netto delle trattenute, per i neo assunti senza esperienza; mille euro, tondi tondi, per quelli più esperti. «Stare sul mercato del lavoro significa informarsi e andare alla ricerca delle opportunità. Starsene a casa con le mani in mano, è controproducente anche per quelli che hanno un titolo di studio. Le aziende cercano persone dinamiche, intraprendenti, e responsabili. È un dato di fatto con cui bisogna fare i conti, specialmente quando arriva un gruppo da fuori, come è successo in questo caso». Altro che parcheggi all'università. Il Centro impiego raccoglie annunci anche da fuori regione: 10 cuochi, 30 camerieri, 25 commis di sala, pizzaioli, lavapiatti, e addetti alle pulizie a Mestre (VE); 200 addetti all'inventario per tutta l'Italia; un ingegnere di processo, un programmatore di ambienti Windows, e un analista programmatore senior a Napoli, e un ingegnere meccanico ad Atella. Un'agenzia privata di Cosenza, operante nel settore della sicurezza, cerca persone, uomini e donne, per il servizio di vigilanza nei centri commerciali. Una battuta sui concorsi in Regione. I centri per l'impiego avrebbero tutte le carte in regola per occuparsi della selezione, invece si pensa di affidare il servizio a una ditta privata già individuata l.a.

L’atrio della scuola media “la Vista” trasformato in un laboratorio artistico DUE IDEE, altrettanti progetti tecnici e laboratoriali. E' stato questo il senso della realizzazione, presso la scuola media Luigi La Vista di Potenza, dei laboratori artistici e tecnici, svolti grazie alla formazione didattica da oltre cento alunni, guidati dai docenti di educazione artistica Domenico Salvatore e Margherita De Francesco e dalla docente di educazione tecnica Anna Lippolis. Decoupage, disegni, modelli artistici dalla preistoria ai giorni nostri, figli dell'intenso lavoro svolto dai cento alunni che hanno condiviso con i propri docenti la fase laboratoriale. Maglie, porcellana, mattonelle e quant'altro stanno arricchendo l'atrio della scuola di rione Francioso, grazie all'idea del docente Domenico Salvatore, che di concerto con i colleghi e il corpo do-

cente ha avviato tali laboratori, grazie ad una prima fase e l'input venuto dall'esperienza svolta presso l'istituto comprensivo di Pietragalla. Piccoli artisti crescono, dunque vista la passione che ha accomunato gli addetti ai lavori durante le fasi di lavorazione, avvenuta su base disposta nella ceramica. Dall'esperienza di Pietragalla, il docente Domenico Salvatore ne ha saputo trarre il dovuto insegnamento, anche grazie ad un viaggio a Colasarda, nei pressi di Olbia che ha consentito al docente di Avigliano di conoscere uno degli allievi di Pablo Picasso, ovvero Mourot, che insieme a Picaut ha conosciuto il celeberrimo artista catalano, producendo opere consegnate nei luoghi di punta del panorama turistico nazionale, vedi Porto Rotondo e Porto Cervo, oltre alla

Costa Smeralda e alla Francia del sud. Anna Lippolis ha curato con gli alunni la produzione di maglie di vario colore, mentre Domenico Salvatore e Margherita De Francesco hanno curato tutti gli aspetti creativi e artistici, dalle mattonelle, alla ceramica, dai quadri alla riproduzione delle opere salienti di Bruno Munari, che hanno attirato l'attenzione degli alunni e dell'intero corpo docente. La cottura avvenuta artigianalmente è stata curata da Rocco Spera, artigiano di Sant'Angelo Le Fratte che ha mantenuto fervidi contatti con la scuola potentina. I ragazzi hanno usato i colori a tempera, gli acquerello, per comporre le decorazioni che hanno inteso delineare i percorsi storici e culturali, vissuti ed è il caso di dire con la mano morbida degli alunni. In poco tempo l'atrio della scuo-

Alcuni dei manufatti realizzati dagli studenti

(foto Mattiacci)

la media Luigi La Vista è diventato un vero e proprio laboratorio artistico e tecnico, figlio delle motivazioni dei tre insegnanti e del lavoro dei cento alunni che hanno lavorato diligentemente per completare le opere presenti. Costumi e tradizioni locali si sono intersecate a meraviglia nel duro e continuo lavoro degli alunni, seguiti passo dopo passo dai propri inse-

gnanti. Chi entra nell'atrio della scuola media Luigi La Vista, pensa di essere per un breve lasso di tempo in un piccolo museo, figlio dell'indiscutibile passione degli operatori didattici della struttura didattica potentina. Provare per credere, anzi provare per comporre. Francesco Menonna f.menonna@luedi.it

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Potenza 25

Mercoledì 24 giugno 2009


26 Baragiano Il paese si prepara a celebrare la figura del sacerdote venuto a mancare due anni fa

In ricordo di padre Gioacchino Quattro giorni all’insegna incontri e riflessioni sulla virtù del sacerdozio SARANNO quattro giorni di intensa riflessione, quelli programmati a Baragiano in onore di Padre Gioacchino D'Andrea, scomparso due anni fa che, come recita il programma fu “Sacerdote francescano al servizio di Dio e della storia.” Non casualmente questo servo di Dio, che operò con tanto zelo, sia in Basilicata che in Campania, nel suo testamento spirituale scrisse, fra l'altro, “ Mi sono dedicato alla ricerca unicamente per il desiderio di conoscere, per giudicare correttamente intorno al vero e al falso…Al di là della brulicante violenza della storia, ho cercato ad ogni costo, un segno contrario. Ci resta il Vangelo. E non è poco”. Una sintesi, molto eloquente tra l'altro, di come Padre Gioacchino, ha interpretato il suo ruolo di Sacerdote, con una missione sempre svolta nel segno dell'obbedienza, del rispetto delle virtù, dei voti fatti al Signore e del prossimo che egli considerata come fratello. Queste virtù saranno sottolineate dal Ministro Provinciale dei Frati Minori di Napoli, Padre Agostino Esposito,. che interverrà alla celebrazione conclusiva del ricordo del confratello, a conclusione di quattro giorni di preghiere e riflessioni, dal 24 al 27 giugno prossimi, fra i quali gli incontri

Padre Gioacchino D’Andrea

con i ragazzi e i giovani dei quali egli aveva grande considerazione. Padre Gioacchino, infatti, fin dai primi anni del suo ministero sacerdotale, è sempre stato coinvolto nella formazione dei giovani frati, come formatore e come Lettore dei testi sacri e della loro interpretazione. Il “nostro Lettore” così amavano chiamarlo i suoi

discepoli, è stato un uomo della grande tenacia, esercitata soprattutto nella ricerca e nello studio silenzioso. Egli amava trascorrere intere giornate immerso fra i libri della Biblioteca Provinciale alla quale ha dato un rinnovato impulso, senza che questo gli impedisse di vivere gli impegni di vita fraterna. Caratterialmente riservato era sempre pron-

to,però, a rispondere ai quesiti dei giovani o ai confratelli che lo interrogavano su questioni teologiche o legate alla vita francescana. Padre Gioacchino D'Andrea, che era nato a Baragiano il 23 dicembre 1922, proprio per le sue approfondite conoscenza sul poverello d'Assisi e per i suoi scritti, venne chiamato Giovanni Francesco. Morì a Napoli il il 27 giugno del 2007, e proprio per ricordare la sua serena scomparsa, avvenuta due anni fa, il Comune di Baragiano e la Parrocchia di Santa Maria Assunta, hanno varato un intenso programma diretto a ricordare uno dei figli più amati della terra lucana, che operò a lungo a Napoli, nel seminario di Nola e in altre scuole francescane. Uno dei suoi contributi più significativi è stato quello portato quale membro della Società Napoletana di Storia Patria e dell'Associazione del Medio Volturno e di altre associazioni culturali,. Il programma allestito dal Comune e dalla Parrocchia di Baragiano, hanno proprio lo scopo specifico di allargare la conoscenza sulla statura culturale,oltre che sacerdotale, di questo figlio del comune lucano, che non tutti conoscono. Vittorio Sabia

LE TAPPE DELLA SUA VITA PADRE Gioacchino (Francesco) D'ANDREA era nato a Baragiano il 23 dicembre 1922 da Vincenzo e Giovanna Esposito. Nel 1934 fu accolto nel Collegio Serafico di Aiola dove ha frequentato le scuole medie, nel 1938 fu rivestito dei “panni di prova” e iniziò il Noviziato a Piedimonte Matese. L'otto dicembre del 1939 emise la professione temporanea e fu trasferito prima a Portici, poi a Grumo Nevano dove frequentò il Ginnasio e il Liceo. Compì gli studi di Teologia a Castellammare di Stabia. In questo stesso comune emise la professione solenne e il 20 luglio del 1947, a Napoli, nella Chiesa di S. Lucia al Monte, fu ordinato Presbitero dal vescovoAurelio Marena. Conseguì il dottorato in Sacra Teologia all'Antonianum di Roma, e nello stesso Istituto, il diploma di Paleografia, Diplomatica e Archivista e successivamente il diploma di Biblioteconomia e in Studi Pratici di Lingua Francese. Un curriculum straordinario che gli consentì di diventare

Commissario agli Archivi e alle Biblioteche delle Case della Provincia, direttore della Biblioteca Provinciale “P. Ludovico da Casoria”, quella della Casa conventuale di S. Chiara in Napoli e archivista e cronista della Curia Provinciale. Tutti incarichi svolti sempre con grande passione e professionali, che non gli impedirono di visitare, di tanto in tanto, il suo paese natale che aveva sempre nel cuore. Numerose anche le sue pubblicazioni, fra le quali, “I frati Minori napoletani nel loro sviluppo storico”, il “Repertorio bibliografico dei frati Minori Napoletani”, “L'Archivio S. Giacomo della Marca in Napoli”. Padre Gioacchino ha anche collaborato attivamente con riviste scientifiche. Alla sua morte, avvenuta il 27 giugno 2007, furono celebrate le esequie prima a Napoli (dove era approdato nel celebre Monastero di Santa Chiara), e poi a Baragiano dove è stato tumulato per sua espressa volontà. Voleva tornare tra la sua gente v.s.

La città di Gianturco è quella dove si è votato di meno

Referendum, gli aviglianesi disertano in blocco le urne AVIGLIANO – Avigliano sotto media. Bocciati in Italia, i guzzettiani referendum elettorali hanno subito una bocciatura ancor più sonante ad Avigliano. Inferiore al dato nazionale quello dell’affluenza alle urne nelle 11 sezioni del territorio aviglianese: sei punti percentuali in meno per i primi due quesiti, ancor più netta, sia pure per qualche decimale, la differenza per il terzo. Che, pure, è stato, in analogia con quanto avvenuto su scala nazionale, il più votato, o se si preferisce il meno rifiutato, segno che si è compreso come dei tre fosse il solo che avrebbe potuto sortire un minimo di effetti positivi. Mai raggiunti i duemila votanti, e percentuali di affluenza rimaste poco al sopra del 17%: 17,3 per entrambi i quesiti che chiedevano l’attribuzione del premio di maggioranza non più alle coalizioni ma alle singole liste; 17,7 per quello che voleva impedire le candidature multiple. A tener bassa la media dell’affluenza alle urne hanno contribuito soprattutto le donne, più degli uomini nelle liste elettorali, recatesi ai seggi in numero inferiore, percentuali comprese fra il 15,4 e il 15,7%. Ma anche fra gli uomini l’affluenza alle urne si è mantenuta abbondantemente al di sotto della soglia del 20% (19,4 per i quesiti 1 e 2, 19,8 per il terzo). Con queste cifre, ovvio che, per quel che conta, il “Sì” sia stato largamente maggioritario (è evidente che a recarsi alle urne siano stati soprattutto coloro che ritenevano fondati i motivi che avevano spinto Gazzetta, Segni, Parisi e,

inizialmente, prima del cambio di posizione in extremis, Di Pietro a promuovere la consultazione). E allora, non sorprende che fra le schede votate i “Sì” siano stati, per tutti e tre i quesiti, superiori rispetto al dato nazionale: 81,7 contro 77,9% per il primo; 81,6 rispetto al 77,9 per il secondo; 88,6 in rapporto all’ 87,4 per il terzo. E in assenza di dati politici particolarmente significativi, quel che si può fare è andare alla ricerca di curiosità. Per esempio, il fatto che in nessuna delle undici sezioni ci sia mai stata una coincidenza fra i voti espressi a favore del “Sì” e del “No” né su tutte e tre, né su soltanto due delle schede. Oppure, il mancato raggiungi-

mento della “doppia cifra”, mutuando il linguaggio del basket, per le schede verdi (quelle relative al terzo quesito) con la croce sul “No” in due sezioni (la numero 5 e la numero 7, dove i “No” sono stati rispettivamente 7 e 8). E infine, il numero di schede bianche e nulle: rispettivamente 48 (2,8%) e 35 (2,1%) per il primo quesito; 51 (3%) e 34 (2%) per il secondo; 20 (1,2%) e 34 (2%) per il terzo, dove il rapporto fra bianche e nulle si è invertito a favore di queste ultime. Archiviata la tornata referendaria, l’attenzione torna ora indietro di due settimane. Agli esiti, cioè, delle elezioni europee e, soprattutto, di quelle provinciali, termometro significativo di quanto potrà accadere fra una

decina di mesi, in occasione delle prossime comunali. Fari puntati, in particolare, sul Partito democratico, che dopo la batosta di due settimane fa incomincia la riflessione interna: in settimana convocato il direttivo

Pantano, al via i workshop ”Per una società inclusiva” PANTANO - Ha preso il via ieri il progetto formativo “Per una società inclusiva” Si tratta, in pratica, di 4 ciclo di 4 workshop del progetto “Per una società inclusiva”, percorso formativo sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale. Il primo workshop, dal titolo “Vita indipendente”, si è tenuto ieri dalle 8 alle 19 presso l’Oasi Wwf di Pantano a Pignola. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto

“Le chiavi di scuola” ed è promossa dall’Agenzia per l’orientamento e la formazione della Provincia di Potenza, dall’Associazione italiana formatori felegazione di Basilicata, dalla Federazione italiana per il Superamento dell’handicap, in collaborazione con l’associazione “Potenzialmente onlus”, l’associazione “Persone down”, l’Oasi Wwf del Pantano di Pignola, l’associazione “La luna al guinzaglio”. Il percorso ha visto una

serie di sessioni formative: “Per una società inclusiva: sui temi della disabilità e dell’inclusione”, “La vita indipendente” Lectio magistralis a cura di Giampiero Griffo. Poi c’è stata la presentazione del sito internet dedicato al progetto “Le chiavi di scuola” a cura dell’associazione Potenzialmente Onlus. A chiudere la giornata di studio il gruppo Marco Smiles Quintet con la performance “Diversity jazz”.

che dovrà discutere sui motivi di una così netta debacle: sarà la prima occasione per capire quanto agitate siano le acque nel partito e quali possano essere gli scenari interni futuri. Giancarlo Tedeschi

Un sorriso per 25 bimbi ucraini L’ASSOCIAZIONE “Io vivo - un sorriso per sorridere” è nata nel capoluogo dall'iniziativa di un gruppo di amici che, per un caso straordinario della vita, hanno avuto il piacere di entrare in un piccolo istituto di accoglienza per minori della cittadina Ucraina di Ivankov, nella Provincia di Kijevskaja, a circa 50 chilometri da Chernobyl. Dalla forza di esperienza umana vissuta, nasce questa Onlus, che si propone di realizzare progetti di ospitalità terapeutica presso famiglie italiane per questi bambini, cercando di rendere migliore la loro vita, in attesa di una definitiva sistemazione. Il primo progetto, Estate 2009, sta per realizzarsi. Venerdì 26 alle ore 21,00 arriveranno, infatti, a in Piazza Zara, della città 25 bambini ucraini con 2 accompagnatrici. I bambini saranno ospitati presso famiglie di Potenza, Melfi, Rionero in Vulture, Tolve e Castelluccio.

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Mercoledì 24 giugno 2009


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Il Quotidiano incontra i sindaci/12 Parla il primo cittadino Gerardo Mariani

Un impegno al giorno per Muro I problemi urgenti: la Nerico-Baragiano, i canoni enfiteutici e le infrastrutture sindaco murese annuncia una “battaglia ad oltranza perché la Nerico-Muro non può essere una questione infinita”. Cosa farà nei primi 100 giorni? «Abbiamo restituito il Comune ai cittadini. Ora il nostro leit motiv è un impegno al giorno per i primi 100 giorni. Ma lo stato di abbandono della macchina amministrativa e il vuoto assoluto di progettualità per lo sviluppo di Muro ha contribuito ad accompagnare il paese verso un lento declino. Ora il nostro impegno, che la cittadinanza ci ha concesso, ci impone di lavorare per risistemare e avviare più cose al giorno. La Nerico-Muro ne è un esempio. È in dirittura d'arrivo l'avvio dei lavori del Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Diga. In pochi giorni abbiamo svolto due incontri con i tecnici per il Piano Regolare, abbiamo sbloccato i fondi per la ricostruzione per le prati-

che giacenti e messo in cantiere interventi nel centro storico. Avviata anche la pratica per la riqualificazione dei prefabbricati e ripreso i contatti con il centro Aias». E per i canoni enfiteutici? «Col primo consiglio comunale revocheremo la delibera. Ora i cittadini possono stare tranquilli». Da consigliere regionale a sindaco. Cosa l'ha spinta a scendere nuovamente in campo a partire dal suo paese natio?

Incontro tra sindaco e dirigenti

Satriano Elezioni

MURO LUCANO - Nell'arco di 40 anni è lungo il suo curriculum politico. Prima sindaco, Commissario e poi Presidente dell'Apt. Da vice presidente dei lucani nel mondo a consigliere regionale del Rinnovamento Italiano ora Gerardo Mariani fa il suo rientro nella sua “roccaforte” politica- amministrativa di sempre. Così la sua Muro Lucano ancora una volta non lo delude. Anzi, gli conferisce il titolo di primo cittadino lucano, capeggiando una lista civica di giovani “Per Muro”. Dopo oltre un anno di Commissariamento la macchina amministrativa è già all'opera. Nel suo studio Mariani conserva carte su carte che fanno luce sulle priorità imminenti da affrontare. Dalla Nerico - Muro Lucano ai canoni enfiteutici. Non sorvola nemmeno sulla questione Aias e sull'attesa ricostruzione post-sisma. E sul gap infrastrutturale che da anni mina l'area del Marmo il

Quale futuro per la Fc Satriano SATRIANO - Dopo che la scorsa settimana il direttivo della F.C. Satriano si era dimesso, consegnando il titolo nelle mani del sindaco, si è tenuto lunedì pomeriggio, presso la Sala Consiliare, un incontro pubblico sul futuro della squadra di calcio del paese. Presenti all'incontro Michele Miglionico, primo cittadino di Satriano, i consiglieri di maggioranza Nanni Antonio, Cavallo Rocco, Muro Rocco e Palermo Giuseppe e di minoranza Iallorenzi Antonio e Muro Sante. La cittadinanza non è intervenuta in maniera massiccia, hanno contribuito alla discussione pochi calciatori e qualche ex dirigente. Dall'incontro è emersa, ovviamente, l'esigenza di trovare un nuovo gruppo di persone che, con passione e amore verso il calcio, voglia prendere in mano il destino della squadra. Ricordiamo che la società F.C. Satriano quest'anno, a settembre, compie 30 anni di attività ininterrotta, confermandosi una tra le più longeve del calcio lucano. Il 15 Luglio scade il termine per presentare l'iscrizione al campionato di I Categoria dove ha militato l'anno scorso. Se nel giro di pochi giorni non si riuscirà a formare un nuovo direttivo in grado di prendere in mano la situazione, l'amministrazione comunale ha dichiara-

to di assumersi l'onere di non far scomparire il calcio a Satriano. Il gruppo di minoranza presente all'assemblea pubblica ha manifestato l'intenzione di voler fare la sua parte, in questo anno di transizione, se dovesse prefigurarsi una situazione del genere che in ogni caso tutti scongiurano. Entrambi gli schieramenti sperano che la soluzione arrivi da un'iniziativa di privati, questo infatti sarebbe un indicatore dell'attaccamento della cittadinanza alla squadra di pallone. In ogni caso la discussione ha portato a un nulla di fatto. Tra i presenti non è uscito il nome di un traghettatore che possa fungere da punto di riferimento in queste fasi incerte. Tra le proposte avanzate c'è quella di costituire una società con molti azionisti per distribuire su più spalle sia il peso economico che le responsabilità. I pochi giocatori presenti hanno deciso di organizzare un incontro tra tutti i calciatori satrianesi, compresi quelli che l'anno scorso a causa di divisioni interne hanno giocato in altre squadre. La riunione si terrà questa sera presso la sede provvisoria della Protezione civile. L'esito della discussione di sicuro non risolverà il problema ma servirà per dare indicazioni importanti agli eventuali nuovi dirigenti. Rocco Perrone

Socialisti Buoni risultati SATRIANO - «Una crescita costante e continua». E’ questa la considerazione dei socialisti dopo i risultati delle elezioni del 6 e 7 giugno scorso. Se ne è discusso in un incontro alla presenza del consigliere regionale Rocco Vita. Il segretario Mario Lorenzino, nel suo intervento ha sottolineato come, alle Europee e alle Provinciali con Gaetano Sabbatella, i Socialisti sono cresciuti in termini percentuali e di voti, sia rispetto alle politiche di un anno fa che alle stesse Provinciali del 2004. Alle Europee, ha sostenuto Lorenzino, «anche da noi, si è pagato lo scotto di un simbolo nuovo , sconosciuto a molti per il poco spazio che i “media” hanno concesso a “Sinistra e Libertà”, la federazione politica capeggiata da Niki Vendola, che vedeva all'interno la presenza dei Socialisti. Un progetto politico che non voleva essere solo un cartello elettorale per superare lo sbarramento del 4% (superato nella circoscrizione Sud con oltre il 5,5 %) ma una proposta di una moderna idea di sinistra, democratica, riformista e laica in linea con le più grandi democrazie europee». «Bisogna a questo punto sostiene ancora Lorenzino seguire con attenzione l'evolversi di questo progetto che può rappresentare una novità per la costruzione di una nuova sinistra di governo». In merito alle elezioni per il sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale, Lorenzino ha sostenuto, «che i tre candidati socialisti, al termine di una campagna elettorale per loro non facile, hanno ottenuto un risultato lusinghiero e di tutto rilievo».

«Mi sono ricandidato alla carica di sindaco perché ho un grande debito verso i muresi. Ho sentito la necessità, il peso morale e politico di dare a Muro e al Marmo Platano una leadership forte, tenuto conto che quest'area potrebbe esprimere più consiglieri regionali o provinciali ma nelle scorse competizioni elettorali non è stato così». Per una frammentazione politica o per altro? «Certo, la frammentazione dei partiti e la commissione di destra e sinistra erano già il segnale che il Marmo Platano avrebbe perso la rappresentanza provinciale. Ora mi impegno ad indire riunioni coi sindaci dell'area e dei paesi confinanti per programmare azioni e strategie rivolte alla crescita dell'area, affinchè Muro divenga di nuovo il baricentro dello sviluppo dell'area». Da Presidente di Basilicata Turismo cosa propone

per Muro? «Tra gli obiettivi vi è in primis l'agricoltura, il Piano Energetico Intercomunale per rimpinguare le casse di tutti i comuni dell'area ma abbiamo già attivato una concertazione con la Chiesa per lo sviluppo del turismo religioso grazie a dei contatti col Ministero per l'Ambiente. In cantiere anche la valorizzazione del Vucculi». Una chat col sindaco. Perché ha attivato una piattaforma on-line? «Abbiamo attivato un portale di informazione dove sarà possibile seguire i consigli comunale video ripresi e mandati in streaming. Attivata anche una chat con me su www.isolalibera.com. Si punta ad una comunicazione istituzionale a 360 gradi in modo trasparente e propositivo che tenga conto delle istanze dei cittadini, perché sarò il sindaco di tutti». Angela Scelzo

Convocato il primo consiglio MURO LUCANO - Questo pomeriggio alle ore diciotto, i muresi assisteranno al primo consiglio comunale della amministrazione Mariani. Il primo punto all'ordine del giorno, come prescrive la legge, sarà improntato sulla verifica delle condizioni di eleggibilità seguito dal giuramento e l'elezione del Presidente del consiglio comunale e del vice presidente. Successivamente, il neoPrimo cittadino presenterà le linee programmatiche che contraddistingueranno l'azione di governo del paese durante tutto l'arco del sindacato. gio. pe.

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Mercoledì 24 giugno 2009


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Sarconi La statua di San Pio al centro della polemica

Problemi alle colture

La rotatoria della discordia Petizione contro il progetto

Senisese, maltempo si contano i danni in diversi paesi

SARCONI - “Petizione cittadina contro la realizzazione della rotatoria stradale”. Questo l'oggetto di una raccolta di firme in atto da qualche giorno nel centro valligiano. Promotore della stessa un comitato spontaneo di cittadini, costituitosi immediatamente dopo la delimitazione del sito, sede dei lavori, da parte dei tecnici del comune e dell'impresa esecutrice. I lavori da eseguirsi rientrano nell'ambito della sistemazione della viabilità urbana, ed interessano uno slargo all'ingresso del paese in cui è collocata una statua di San Pio da Pietrelcina. Lavori questi finanziati dal POR Val d'Agri, attraverso la cui realizzazione l'amministrazione comunale si propone di adeguare e migliorare la funzionalità della viabilità comunale oltre a rendere apprezzabile l'impatto visivo del centro storico. Lavori che, almeno relativamente a questo sito, non trovano concordi i promotori della petizione. Nella stessa, infatti, è lamentato come questa opera non migliorerebbe affatto le condizioni del traffico cittadino, in quanto trattasi di una zona di traffico non critica rispet-

Sopra la strada come appare oggi. Sotto il progetto di come sarà

to ad altre del paese. Peraltro, è detto ancora nella petizione, si trova in prossimità di un ampio parcheggio realizzato solo da qualche mese e con un incrocio già ben regolato. I lavori previsti, ci si lamenta, comportano “la quasi totale eliminazione” della villetta antistante la

statua di San Pio, riducendo la zona ad incrocio e mero passaggio di veicoli in girotondo, con grandi difficoltà per raggiungere la statua. Si chiede, inoltre, che i fondi destinati a tale lavoro vengano ad essere utilizzati per “altre e più prioritarie sistemazioni del traffico cittadino”, con messa in posa di dossi e realizzazione di sensi unici. In conclusione è chiesta l'immediata sospensione dell'iter del procedimento in atto; che le ragioni e le motivazioni alla base del provvedimento vengano discusse in un pubblico incontro con i cittadini; che il Sindaco e l'amministrazione sentano il dovere di considerare seriamente la possibilità di “non realizzare” l'opera e destinare i fondi ad altre priorità o, almeno, ad una “modifica sostanziale” del progetto. L'amministrazione, dal canto suo, dichiara che finora agli uffici del Comune non è giunto nulla di ufficiale e, seppur rispettando la libertà di opinione di ogni singolo cittadino, invita a voler prendere visione degli atti progettuali prima di aderire a qualsivoglia iniziativa. Gerardo Tempone

Lauria

Benzinai, stato di agitazione LAURIA - Stato di agitazione tra i distributori di carburante. In particolare i gestori dell'aree di servizio di Galdo sulla SalernoReggio Calabria, si sono dichiarati preoccupati per il blocco delle trattative tra sindacati, gestori e compagnie e la sospensione degli accordi sul prezzo massimo che dal prossimo primo luglio significherà il pieno più caro in autostrada da 1 a 5 centesimi. «Ci hanno chiuso le porte in faccia - dicono - e noi non possiamo andare avanti così». Per questo aderiranno allo sciopero nazionale indetto per l'8 e 9 luglio. Alla base della protesta c'è il rifiuto delle compagnie petrolifere di procedere all'adeguamento del margine unitario pro-litro, che costringe «fatalmente al declino ed al fallimento l'impresa esercita dal Gestore». fra. zac.

SENISE – Un inizio di estate insolito quello che si sta vivendo nell’area del Senisese-Pollino. Il maltempo che si è abbattuto nell’intera area, non si vedeva da molti anni, stando a quanto hanno dichiarato gli abitanti del posto. Infatti, nella mattinata di domenica, lampi tuoni e tantissima pioggia hanno dato il buon risveglio alle comunità dell’area. I danni maggiori, si sono verificati a Cersosimo, San Paolo Albanese e Francavilla in Sinni, dove oltre alla tanta pioggia ha fatto la comparsa anche la grandine, con chicchi di ghiaccio anche di notevoli dimensioni. A Cersosimo, piccolo comune della Val Sarmento il forte maltempo ha mandato in tilt la rete elettrica, lasciando senza corrente elettrica per parecchie ore gli abitanti. I fulmini, hanno causato un guasto alle cabine elettriche, provocando disagi dalla ore 10.00 di mattina, fino alle 15.00 del pomeriggio, orario in cui l’elettricità è tornata alla normalità. Tanta grandine e pioggia

anche a San Paolo Albanese, con problemi durante la consueta messa della domenica mattina, che per circa due ore, ha costretto i fedeli, a restare senza luce nella chiesa di paese. A Francavilla in Sinni invece, i danni più seri per la forte grandinata. Nelle contrade Bruscata, Piano Rivitale e San Biase, vento e grandine hanno distrutto seriamente le colture orticole e i vigneti: «Per circa mezz’ora – dichiara il signor Giuseppe – è caduta una quantità di acqua mista a grandine che negli ultimi anni, non si era mai vista in quest’area. I tuoni facevano tremare i muri delle case, per quanto erano violenti, e purtroppo a farne le spese –conclude - anche la mia vigna, che curo per uso familiare, che è andata letteralmente distrutta dalla furia della grandine». Al buio per circa due ore, anche le abitazioni delle contrade, con gli abitanti che hanno avuto davvero paura per la forte ondata di maltempo. Claudio Sole

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Lavello Il 29 giugno prossimo summit alla presenza dell’assessore regionale Viti

Gaudiano, prosegue la conta dei danni LAVELLO - Prosegue la conta dei danni a seguito del violento nubifragio e della tromba d'aria che si è abbattuta nella zona di Gaudiano di Lavello domenica scorsa alle 13.30 circa. Nella giornata di ieri il sopralluogo da parte dei tecnici della Regione Basilicata che stanno procedendo alla stima dei danni ed alla verifica delle aree colpite e dei raccolti irrimediabilmente distrutti. Incontri anche all'interno delle associazioni di categoria allarmate per un fenomeno che si era mai registrato prima d'ora . Particolarmente attenta

l'amministrazione comunale , con l'assessore all'agricoltura che si è recato nell'immediatezza dei fatti sui luoghi colpiti . Solidarietà e interventi immediati da parte del primo cittadino Antonio Annale e di tutta la giunta comunale. L'amministrazione Annale ha diffuso nella mattinata di ieri un altro comunicato stampa “Continua - si legge - il lavoro si stima dei danni derivati dal nubifragio di domenica 21 us, dalla mattina di oggi sono al lavoro dei tecnici e funzionari della Regione Basilicata accompagnati dal-

l'assessore all'Agricoltura del Comune di Lavello, per la delimitazione della zona interessata dalla calamità”. “Oltre al lavoro di stima dei danni continua, sul fronte amministrativo, il lavoro per dare le prime risposte agli agricoltori, in questa direzione lunedì 29 giugno alle ore 16,00 il Sindaco e gli amministratori incontreranno l'assessore Regionale all'agricoltura Vincenti Viti e i rappresentanti delle associazioni di categoria nonché gli agricoltori di Lavello”. Intanto cresce la stima dei danni .

Cifre che si attestano su oltre 2000 ettari di terreni investiti dalla grandine e da violenti nubifragi. Colture pregiate come pomodori ed altri completamente compromesse per oltre 300 ettari. Cifre preoccupanti che non lasciano ben sperare nell'imminenza della apertura delle campagna dell'oro rosso 2009. Un settore martoriato quello dell'agricoltura che accusa , dopo i violenti eventi meteorologici, una battuta di arresto non indifferente. Si spera di un cospicuo ed immediato aiuto da parte delle istituzioni ma so-

I danni del maltempo

prattutto in un rilancio del settore con iniziative di ampi respiro. Nei prossimi giorni si conosceranno con certezze i dati dei danni mentre la viabilità nella zona di

Gaudiano sembra essere ripristinata completamente grazie all'intervento della Protezione Civile e della Provincia di Potenza. Daniele Masiello

Melfi Sul giovane pendono altri capi di accusa: minacce e lesioni nei confronti della donna

Arrestato per violenza sessuale Il ventiquattrenne fermato avrebbe più volte abusato di una ragazza MELFI - E’ lunedì pomerig- dell’Arma sono risaliti al gio in un bar del centro sto- giovane e lo hanno arrestarico. Lei sta bevendo una to. Non è finita qui. I carabiconsumazione al bancone. nieri hanno ricostruito il Lui, un ventiquattrenne rapporto tra i due giovani e già noto alle forze dell’ordi- hanno scoperto un retrone per reati contro la perso- scena agghiacciante. Le inna e il patrimonio, la vede, dagini, infatti «hanno perentra nel caffè e senza trop- messo di acclarare - spiega pe spiegazioni si scaglia la nota dei militari dell’Arma - come contro di lei. l'arrestato, Si è consumain più occata così sotto sioni, nel gli occhi di diperiodo versi testicompreso moni, l’ennefra gennaio sima violene marzo za subita dal2009, avesla donna. Non se sottopoè la prima sto la donvolta che cana a ripetupitava. Lei, ti atti di infatti, conoviolenza, sceva bene I carabinieri di Melfi procuranquell’uomo. dole, nel Aveva avuto mese di una relazione, finita qualche mese fa. marzo 2009, lesioni gravisIl ventiquattrenne, invece sime. In quella circostanza, non si era rassegnato e minacciò la ragazza di morstando a quanto risulta te se avvesse riferito l'accadalle prime indagini, la se- duto, tanto che la giovane guiva spesso. Fino all’epi- dichiarò ai sanitari che l'alogo di lunedì. Per fortuna vevano curata, di essersi sul posto sono intervenuti i imbattuta in un sinistro carabinieri della compa- stradale». Il ventiquatgnia di Melfi chiamati da trenne dovrà rispondere chi ha assistito alla scena. dell’accusa di violenza sesArrivati sul posto i militari suale, minacce e lesioni.

INTERROGAZIONE DEI SENATORI RADICALI PORETTI E PERDUCA

Il caso Fenice sbarca sui banchi di Palazzo Madama MELFI - La questione Fenice sbarca sui banchi di palazzo Madama. I senatori radicali Poretti e Perduca, infatti, hanno depositato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente e al ministro del Lavoro perchè facciano chiarezza sulla vicenda relativa all’inquinamento della falde acquifere. A comunicarlo è il segretario dei radicali lucani, Maurizio Bolognetti. «In attesa di poter conoscere le risposte dei ministeri interpellati, spiega quest’ ultimo - riproponiamo all'Arpab e a Fenice Spa il seguente quesito: da quanto tempo andava avanti la “piccola” perdita a livello della vasca di raccolta per determinare il tasso di inquinamento registrato in data 3 marzo? Settimane, mesi, anni? Il gravissimo incidente verificatosi, rilevato in data 3 marzo 2009, ha determinato un gravissimo inquinamento delle falde acquifere circostanti il termodistruttore Fenice». «L'Arpab - ha continuato Bolognetti - ha rilevato la presenza di pericolosi inquinanti, quali mercurio, nichel, tricloroetilene, tetracloroetilene, floruri, sostanze altamente

cancerogene. Tutta la vicenda, gioverà ribadirlo, è stata gestita da Arpab e Fenice Spa con uno scarso o nullo livello di trasparenza. A tal

Atella Cittadini in fermento. Ma il sindaco rassicura tutti sul futuro dell’area

«Quegli alberi non si devono toccare» ATELLA - I cittadini del quartiere di nuova espansione in via delle magnolie ad Atella sono in fermento. Motivo del dissenso sono 12 cipressi, che insieme ad altre piante, compongono un viale alberato a costeggiare la strada principale. Il viale è ampio ed ha da un alto le nuove abitazioni e dall’altro i cipressi. Oltre la strada dal lato dei cipressi campeggia un’area verde che accoglie un piccolo parco giochi, un vialetto alberato, un campetto in via di costruzione ed alcune panchine. Insomma, un bel vedere e soprattutto una zona che si presta alle esigenze delle giovani famiglie che popolano il quartiere. Un posto dove i bambini possono

giocare tranquilli lontani dalla automobili ma vicini a casa. Un luogo dove portare a passeggio il cane o semplicemente rilassarsi sotto le fronde di un arbusto. E’ difficile trovare un’area così nelle nuove aree di espansione, per questo lo sgomento dei cittadini è stato grande alla comparsa di croci rosse fatte con lo spray sul tronco di 12 dei cipressi. Si tratta di piante ormai diventate altissime, più delle palazzine a due o tre piani che costituiscono l’isolato. Alberi che sono diventati compagni, vicini di casa bene accetti che riparano dal sole e fanno compagnia. La comparsa dei segni rossi ha scatenato il timore dell’abbattimento. Il lato costeggiato da-

gli alberi non ha il marciapiede, ma dicono i cittadini, «si potrebbe costruire la pavimentazione intorno ai tronchi così come è sempre stato fatto, inoltre, sono piante ormai adulte sarebbe davvero un grande peccato tagliarle via». «Gli alberi non si toccano» dicono i cittadini di Atella che si chiedono a cosa serva l’abbattimento degli arbusti. Sulla questione Roberto Telesca sindaco della cittadina contattato telefonicamente ha tranquillizzato i cittadini. «Stiamo predisponendo un progetto di riqualificazione dell’area che prevede il diradamento di alcuni alberi ammalati o troppo vicini e una nuova piantumazione». Sul segno rosso dice «non in-

dica l’abbattimento, ma uno studio in atto che prevede anche la progettazione del marciapiede e di un secondo filare di piante». Per quanto riguarda i tempi di attuazione prosegue “«non è un intervento che si farà nel breve termine, è un progetto che prevede la ricostruzione di tutta l’area con un ampliamento del parco giochi e la costruzione del campo di calcetto». «I cittadini sono preoccupati ingiustamente perché verranno coinvolti nel progetto ed ascolteremo le loro proposte». L’area resterà verde, anzi «sarà potenziata affinché diventi un punto di riferimento per i giovani» conclude. Lucia Nardiello

proposito chiediamo nuovamente all'Arpab di pubblicare sul suo sito i dati di cui è in possesso. Il presidente della Ola (Organizzazione lucana ambientalista), Pietro Dommarco, dalle pagine del Sole24ore del 17 giugno, in merito all'inquinamento prodotto da Fenice Spa e ai monitoraggi, dichiarava: “Non è più possibile pensare che il limiti elevati di sostanze cancerogene ritornino miracolosamente entro la norma, senza che vi siano precise azioni di bonifica da parte dell'azienda.” In questa Regione siamo da tempo abituati ai “miracoli”, ma purtroppo non abbiamo ancora sviluppato un sufficiente stato di assuefazione». «Prima o poi - avverte il segretario dei radicali lucani - toccherà anche occuparsi di un'altra grave “emergenza” ambientale inerente il Sito di interesse nazionale di Tito. Un contesto ambientale che, a leggere documenti del ministero dell'Ambiente, ancora nel novembre 2008, dopo anni di attesa, risultava “caratterizzato da una pesante contaminazione da tricloroetilene».

Maschito, ripartono le attività della pro loco MASCHITO - Dopo alcuni mesi d'incertezza, si è avviata l'attività della proloco “Frà Rosario Adduca” di Maschito. La proloco, intitolata al frate redentorista, cui Maschito ha dato i natali e per il quale si è avviato il processo di beatificazione, ha un nuovo direttivo. Il gruppo di dirigenza si compone di sei membri: Filomena Civiello (vicepresidente), Giuseppe Auletta, Mario Saponara, Antonio Sciarillo, Vincenzo Veltri e alla carica di presidente Antonio Maulà, che subentra ad Anna Bochicchio. Tra i primi obiettivi, un allargamento del numero dei componenti del direttivo e una divisione marcata dei compiti di cia-

scuno con veri e propri settori di competenza. Nella visione del neo presidente, una proloco che diventi punto di riferimento di tutti e valido coordinamento tra le associazioni locali. Tanti i progetti possibili da mettere in campo per raggiungere un interesse molto sentito a Maschito, recuperare le tradizioni arbereshe e quelle provenienti dalla civiltà contadina. Tra le prime iniziative un viaggio, il prossimo 27 giugno a Minturno, in provincia di Latina. Motivo del viaggio, riscoprire attraverso le opere e i luoghi, i passi di quei concittadini che fuori da Maschito, hanno realizzato opere meritorie.

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REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

L’Intervento

Craco

Miglionico

Scempio al paese vecchio

Pronta la squadra di governo

Riti satanici e furti tra le rovine

Oggi l’ufficialità nel primo consiglio

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Gli ultimi dettagli decisi dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

Una festa transennata Lungo tutto il percorso barriere antipanico e leggere

TRANSENNE antipanico in piazza Vittorio Veneto e in piazza San Francesco e transenne leggere lungo tutto il percorso, da via XX Settembre a via del Corso. E' la decisione presa ieri dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito per mettere a punto gli ultimi dettagli sul 2 luglio. Sono stati confermati due maxi schermi (uno in piazza Vittorio Veneto sotto la prefettura, un altro nei pressi dell'ex Upim, in piazza San Francesco) sui quali si potrà seguire in diretta ogni fase della festa e il ridimensionamento del numero dei cavalieri. Nello specifico, saranno 80 al mattino (compresi i minori di età non inferiore ai 14 anni e in possesso di

patentino) mentre nella processione serale per la scorta al Carro trionfale di cartapesta dovranno essere 65 e tutti maggiorenni. Tra questi, una parte potrà accompagnare il carro fino a piazza San Francesco, assistere ai tre giri e, se le condizioni lo permetteranno, potranno anche seguire il manufatto a ritroso. Per quanto riguarda i fuochi pirotecnici, saranno utilizzati quelli in assenza di rilascio di parti incandescenti, per evitare eventuali incendi. E' stata contattata una ditta specializzata nella produzione di fuochi di questo tipo per cui non ci sono rischi: nel 2008, infatti, incendi che si verificavano negli anni precedenti in occasione del 2 luglio nel Parco della

Murgia sono stati evitati grazie all'utilizzo di questi accorgimenti. Al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Giovanni Francesco Monteleone, hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza), della forestale, il consigliere Adriano Pedicini delegato dal Comune, il presidente della provincia Franco Stella (per lui, neo eletto, è stata la prima riunione) accompagnato dal comandante della polizia provinciale, il presidente del comitato organizzatore Franco Palumbo e il presidente dei cavalieri. Rossella Montemurro r.montemurro@luedi.it

CLIK SULLA CITTA’

“I love Matera”, comunicazione alternativa su spille e t-shirt LA vista dei Sassi fa battere il cuore. Chi vede Matera se ne "innamora" perdutamente tanto da volerlo dichiarare con l'immagine del proprio cuore che ridisegna l'evocativo profilo dei Sassi. Il desiderio di promuovere il nostro territorio, fondato sul sentimento autentico di attaccamento e valorizzazione dello stesso, si concretizza nei primi gadgets targati “I love Matera”(cartoline, spille e t-shirt) e nella realizzazione del sito web ufficiale www.ilovematera.com, pietre fondanti per l'evoluzione dell'idea iniziale. “I love Matera” nasce dalla volontà di creare una comunicazione alternativa per esprimere «l'amore per la città di Matera», un sentimento profondo, innato per gli abitanti del luogo e spontaneo per i visitatori della nostra città dai suoi mille volti nascosti. Fra le diverse idee creative è prevalsa la volontà di rivisitare il celebre logo “I love New York” del famoso de-

Cartapesta e Fondazione anche la Cna è d’accordo

signer Milton Glaser ideato per promuovere il turismo della città di New York. L'icona, in perfetto stile pop, ormai conosciuta da tutti, è stata reinterpretata associando l'universale simbolo d'amore con il simbolo della nostra città, affiancandoli dalla dichiarazione d'amore più famosa al mondo “I love ...”. «La campagna muove dal basso - spiegano in una nota i promotori - non ha al momento legami con le istituzioni e vorrebbe diventare anche uno stimolo per tutti gli operatori del turismo a Matera. L'iniziativa punta ad innescare un sentimento contagioso che possa portare i suoi frutti per la città costantemente nel tempo, così come accaduto a seguito della campagna marketing newyorkese. Il sito internet diventerà il legame attivo che farà in modo che l'iniziativa non si limiti alla sola realizzazione dei gadgets, già veicoli promozionali in giro per il mondo, bensì alla presenza sul web di una originale vetrina per la città».

SULLA futura creazione della Fondazione della cartapesta, proposta dal presidente della Camera di commercio, Angelo Tortorelli, interviene anche la Cna, con una nota. «L'accoglimento da parte del presidente della Camera di commercio Angelo Tortorelli della proposta avanzata dalla Cna di dare vita alla Scuola della cartapesta attraverso la costituzione di una apposita fondazione è motivo di grande soddisfazione e rappresenta una ulteriore tappa di avvicinamento alla realizzazione del progetto complessivo che prevede l'avvio della scuola e del museo, senza trascurare l'apporto alle attività della Fondazione assicurate da una struttura collaterale produttiva vera e propria». Lo sostiene il segretario regionale della Cna, Leonardo Montemurro che aggiunge nella nota diffusa dall’associazione: «A questo punto è chiaro a tutti che il partenariato economico cittadino e provinciale rappresentato dalle Associazioni di categoria dell'artigianato e del commercio e dalla Camera di commercio di Matera, sta dimostrando con atti concreti di voler dare una soluzione definitiva al problema della trasmissione dell'antico sapere dei Maestri cartapestai, onde salvaguardare e valorizzare ulteriormente la tradizionale festa del 2 luglio. Di contro - prosegue nella sua nota il segretario regionale della Confederazione Nazionale degli Artigiani aspettiamo ancora una risposta dall'Amministrazione comunale in merito ai tempi di appalto dei lavori di demolizione e ricostruzione dei fatiscenti capannoni attuale sede della “fabbrica del Carro”, e a questo punto ci aggiungerei anche la richiesta, che sarà recapitata nei prossimi giorni per i canali ufficiali, al comune di entrare a far parte della costituenda Fondazione. Fondazione che ha già raccolto l'adesione del neo Presidente della Amministrazione Provinciale Franco Stella . La Cna - conclude nel suo intervento, Leonardo Montemurro - è fermamente convinta del fatto che questo progetto si inserisca nell'operazione più ampia del rilancio complessivo dell'artigianato artistico sul territorio lucano. Si tratta infatti di una risorsa sulla quale si deve puntare nell'ottica di implementazione delle politiche collaterali a sostegno del turismo». matera@luedi.it

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Matera


Il governo lucano contesta all’azienda di aver abbandonato le sorti del territorio materano

Natuzzi, il no della Regione Rifiuta di firmare l’accordo a Roma e rilancia sul recupero del comparto LA Regione Basilicata non firmerà con le industrie Natuzzi alcun accordo di programma, perchè ha abbandonato la provincia di Matera, ma è disposta a sottoscriverne un altro che comprenda l’intero settore del distretto del mobile imbottito. Lo ha detto ieri a Roma, presso il ministero per lo sviluppo economico, il dirigente del Dipartimento regionale Attività produttive, Vito Laurenza, che ha annunciato la pubblicazione di un bando dotato di risorse per 50 milioni di euro dall’1 luglio 2009. La notizia è stata riferita da Mino Paolicelli, coordinatore degli stabilimenti Natuzzi delle province di Bari, Taranto e Matera. All’incontro, presieduto dal dirigente del Ministero, Giampietro Castano, hanno partecipato segretari nazionali e territoriali pugliesi di Cgil, Cisl e Uil e di settore, e amministratori dei comuni di Santeramo in Colle, Cassano Murge, Altamura (Bari) e Ginosa (Taranto). L'incontro – secondo quanto si è appreso – è servito a chiarire finalità e contenuti di accordo e contratto di programma». Per quest’ultimo strumento la Natuzzi si è impegnata a presentare un piano per la prima decade di settembre. Si è insediato, inoltre, il gruppo di lavoro per l’accordo di programma che coinvolgerà sindacati, Ministero, Regione Puglia e Natuzzi. L’incontro di Roma segue all’accordo siglato il 16 giugno scorso presso il Ministero del Lavoro sulla questione della cassa integrazione straordinaria. Il Gruppo Natuzzi, in una nota, ha informato che «oggi sono state avviate le consultazioni per l’attivazione di una programmazione negoziata finalizzata al rilancio dell’impresa e alla ricollocazione dei collaboratori in esubero». «Oggi – ha detto Francesco Basile, di-

Vertice Comune-Aql presto la nuova sede

Strappo fra Regione Basilicata e Natuzzi. L’ente non firmerà l’accordo perchè l’azienda ha abbandonato l’area di Matera

rettore centrale risorse umane ed organizzazione della Natuzzi – abbiamo iniziato un percorso che aiuterà sia il Gruppo Natuzzi che l’intero Distretto del Mobile imbottito ad uscire dalla crisi e ad impostare le basi per la sal-

vaguardia del territorio e di chi in esso opera. Oggi è stato il primo passo di questo cammino che nei prossimi mesi ci vedrà impegnati per il raggiungimento di questi importanti obiettivi».

LE principali problematiche in comune tra amministrazione comunale ed Acquedotto Lucano S.p.a. sono state al centro di un incontro tra il sindaco Emilio Nicola Buccico e il direttore generale di Acquedotto Lucano Gerardo Marotta, tenutosi ieri al Palazzo Municipale. In particolare, sono state definite le questioni inerenti l'assegnazione ad Acquedotto Lucano di alcuni immobili ex Enel ubicati in via Lucana quale nuova sede dell'ente, nonché i tempi e le modalità per il pagamento dei lavori realizzati negli anni

precedenti da Acquedotto Lucano nel Borgo La Martella. “Si tratta di questioni giacenti da anni, che abbiamo ripreso in maniera propositiva e collaborativa - afferma il sindaco Buccico -. Con i dirigenti di Acquedotto Lucano è stata subito trovata sintonia e unità di intenti: stiamo portando avanti una buona collaborazione, che proseguirà nella completa disponibilità di entrambe le parti al fine di portare a soluzione le antiche problematiche e realizzare importanti progetti”.

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IL Comitato esecutivo Unatras riunitosi nei giorni scorsi, nel riconoscere alcune positività nelle intenzioni del Sottosegretario Giachino, ha avanzato forti critiche al comportamento del governo, che ha presentato nuovi ulteriori impegni e non provvedimenti concreti. «L'Esecutivo Unatras afferma Giuseppe Stella, presidente Fita Cna - ha inoltre ritenuto di verificare se entro il prossimo 30 giugno verranno mantenuti gli impegni presi, decidendo di dare mandato alla presidenza per l'attuazione del fermo dei servizi su tutto il territorio nazio-

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Autotrasportatori fermi a luglio se non saranno mantenuti gli impegni presi

Critiche al governo dell’Esecutivo Unatras nale nella seconda settimana di luglio. Relativamente alla parte economica - continua il presidente Stella - sulla nota dell'Agenzia delle Entrate per l'utilizzo del credito sulle tasse auto, fornire dati certi è di particolare importanza perché le imprese se ne potrebbero avvalere per i versamenti delle imposte dirette da effettuare entro il 6 luglio. Bisognerebbe inoltre co-

noscere i tempi di pubblicazione dei Dpr su formazione e aggregazione e dell'emanazione dei decreti attuativi. Indispensabile - prosegue la nota - la costituzione commissione per incentivi relativi al biennio 20052007 per erogare 15 milioni già stanziati da tempo. Necessaria la spendibilità delle risorse disponibili in cassa per i pedaggi autostradali e variazioni di cas-

sa, così come assicurato dall'inizio dell'anno per assegnare i trenta milioni di euro “tagliati”. E’ stato annunciato ma non presentato un possibile emendamento per trasferire sessanta milioni di euro alla riduzione dei pedaggi, già assegnati dalla finanziaria, come concordato. E’stata annunciata la firma di un decreto, senza neppure mostrarlo, per

l'assegnazione dei cinquanta milioni del fondo di garanzia e si sono date certezze. Sulla parte normativa, invece, i tempi per la pubblicazione del parere del Consiglio di Stato e della costituzione della Consulta sono incerti. Si rammenta che tale costituzione è attesa da tre anni; l'atto formale della costituzione dell'Autorità di controllo è stato prean-

nunciato per la fine del mese di giugno. Il provvedimento già era stato garantito entro il 22 marzo anche se su tale aspetto è necessario il concerto di più dicasteri; la circolare interpretativa sulla scheda di trasporto e sui tempi massimi di carico e scarico, convenuta nell'ultima riunione non è stata invece predisposta; gli emendamenti sul codice della strada sono ancora da rivedere. Verranno sottoposti alla approvazione quelli sulla responsabilità condivisa e sulla esigibilità delle sanzioni per gli esteri». matera@luedi.it

La banca locale è stata condannata a risarcire e rimborsare gli interessi più le spese processuali

Bond, risarciti con 36mila euro La vittoria di due pensionati dopo cinque anni di battaglie giudiziarie QUASI cinque anni di battaglie giudiziarie ma alla fine due pensionati di Matera saranno risarciti con 36 mila euro da una banca locale per l'acquisto di obbligazioni (bond) della Parmalat. Lo ha stabilito il Tribunale di Matera con sentenza depositata il 30/4/09 (presidente dott. Giuseppe Attimonelli, estensore dottor Antonello Vitale). La banca è stata anche condannata a rimborsare gli interessi e la rivalutazione, nonché a pagare le spese processuali. Nella sentenza si legge: «La condotta della Banca convenuta risulta quindi essere censurabile, per l'inosservanza delle regole poste a presidio della valutazione dell'idoneità dell'operazione quanto alle caratteristiche soggettive dell'investitore, dell'adeguatezza dell'operazione e, soprattutto, dell'osservanza dei doveri inerenti alla relativa informazione nei confronti dei clienti, obblighi specifici rientranti nel più generale dovere di diligenza». I fatti risalgono al settembre 2003, allorquando i coniugi R.D. (autotrasportatore in pensione) e C.M. (casalinga) acquistavano bond della Parmalat che, appena tre mesi dopo, andava in default mandando in fumo i risparmi di migliaia di risparmiatori italiani, tra cui anche quelli dei coniugi lucani (ben 145.000 risparmiatori in tutta Italia per complessivi 20 miliardi di euro). I pensionati materani, tuttavia, non si sono dati per vinti e, assistiti dall'avvocato Massimo Melpignano dell'Adusbef di Bari, hanno infine ottenuto il riconoscimento delle proprie ragioni. Il dottor Vitale del Tribunale di Matera, nella lunga sentenza depositata, ha rilevato come la banca non avesse fornito agli investitori tutte le informazioni relative al prodotto finanziario, cioè sui rischi specifici di una obbligazione ad alto rischio, emessa in uno stato estero ed effettuata in conflitto di interessi con la banca. Scrive il giudice lu-

Imprenditrici a lezione di psicologia con Vera Splepoj

Il crack dei bond argentini e delle azioni di Parmalat avevano rovinato centinaia di migliaia di investitori che oggi vengono risarciti

cano che ... «Se la banca avesse correttamente informato il cliente, è presumibile che lo stesso, non risultando essere provato il profilo di rischio e I'attitudine ad investimenti di tipo speculativo, non avrebbe investito i propri risparmi in titoli speculativi e rischiosi quali bond Parmalat; il default, con sospensione del pagamento degli interessi e il mancato rimborso del capitale investito, ha determinato un

pregiudizio nella sfera patrimoniale del cliente, direttamente riconducibile alla violazione degli obblighi informativi, violazione che non ha consentito all'investitore né di prendere adeguatamente contezza delle caratteristiche di rischio dall'operazione dl investimento, né di poter valutare la possibilità di disinvestirnento, né di poter valutare la possibilità di disinvestimento in fase successiva».

Iniziative promozionale messe a punto dal consorzio di tutela

Weekend con i Vini Matera Doc PER il prossimo fine settimana, da sabato 27 a domenica 28 giugno 2009, il Consorzio di tutela Vini Matera Doc ha promosso la seconda edizione del "Matera Wine Festival" un programma di iniziative rivolte alla conoscenza ed alla promozione della produzione vitivinicola regionale. Infatti il programma dei due giorni prevede la degustazione dei vini delle otto aziende del Matera Doc, ma anche degli altri Doc di Basilicata: Aglianico del Vulture, Grottino di Roccanova e Terre dell'Alta Val d'Agri. Inoltre, l'iniziativa ospita il Consorzio di Tutela Vini dell'Oltrepò Pavese, che riunisce attualmente 228 aziende, di cui 6 Cantine Sociali con i loro 1165 soci totali e costituisce uno dei più rilevanti aggregati produttivi d'Italia. Il presidente del Consorzio "Matera Doc", Michele Dragone, chiarisce i motivi dell'inedito confronto: «Il nostro è un consorzio giovane ma determinato nell'affrontare tutte le tematiche di qualità e marketing necessarie per affrontare i mercati internazionali; per questa

ragione siamo onorati di beneficiare dello straordinario insegnamento che il Consorzio dell'Oltrepò Pavese, la cui prima organizzazione risale al 1961, è in grado di riservarci». Il calendario dei due giorni prevede la dislocazione, in piazzetta Pascoli, di una decina di stand che proporranno l'assaggio di prodotti tipici lucani, a cui si affiancheranno le degustazioni guidate dei vini Doc di Basilicata e dell'Oltrepò Pavese, coordinate dalla delegazione materana dell'Associazione Italiana Sommelier. Sabato mattina (Palazzo Gattini, ore 11), un convegno sul tema "Vino e Territorio" riporterà testimonianze e valutazioni delle aziende del comparto e degli operatori istituzionali sulle prospettive di promozione e salvaguardia del territorio in funzione della produzione vitivinicola. Il Consorzio ha ideato con la Cooperativa Artezeta e con l'Associazione Guide Turistiche Autorizzate di Basilicata, il tour "Le Cantine dei Sassi". Domenica all 22 in piazzetta Pascoli concerto del Karisma Quintet.

L'Adusbef, che ha attivo il numero verde 800984786 dedicato alle vittime del sistema bancario, è l'associazione dei consumatori che difende i diritti degli utenti delle banche. Fra le sue battaglie si ricordano quelle sull'anatocismo, sui mutui, sui bond Argentina Cirio Parmalat, sui derivati e da ultimo per i truffati del crack della banca americana Lehman Brothers. Biagio Tarasco

DONNE imprenditrici, psicologia e crisi economica. La Camera di commercio di Matera e il comitato Imprenditoria femminile hanno organizzato, nell'ambito di un nuovo ciclo di iniziative a sostegno della crescita delle imprese rosa, un workshop formativo sul tema “Psicologia della crisi nell'imprenditoria femminile- prospettive, atteggiamenti, problem solving strategico”. L'appuntamento è a Matera, sabato 27 giugno presso il salone dell'Ente camerale dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18. Docente del seminario è la psicoterapeuta Vera Splepoj, presidente della Federazione italiana degli Psicologi. Il workshop sarà diviso in tre parti: la prima, tecnica, tratterà il concetto di crisi, ambivalenza, cambiamento, rischio, struttura del comportamento e capacità progettuale, creatività soggettiva e di gruppo; seguirà l'analisi psicologia di gruppo, che consisterà nell'individuazione e analisi della percezione soggettiva e di gruppo. Le conclusioni insisteranno, soprattutto, sui concetti di progetto, creatività e flessibilità. «La ripresa - ha detto Rosa Gentile, vice presidente della Camera di commercio e presidente del comitato per l'imprenditoria femminile - di un nuovo ciclo di incontri formativi sull'imprenditoria femminile, in una fase difficile dell'economia locale e nazionale è un contributo per affrontare la crisi e individuare percorsi e strategie che favoriscano la ripresa economica. Per farlo occorre mettere in campo tutte le potenzialità delle risorse umane, accanto a spirito di sacrificio e impegno, facendo sistema. L'intervento della dottoressa Slepoj, che abbiamo avuto modo di apprezzare in un altro ciclo di incontri, sono certa che sarà di supporto alla nascita di imprese guidate da donne e di sostegno alle idee-progetto che potranno portare valore aggiunto all'economia materana». Per informazioni sulla partecipazione al workshop contattare la sede del comitato per l'Imprenditoria Femminile allo 0835/338450 negli orari di ufficio. matera@luedi.it

Abbonamenti Casam Nuovi punti vendita NUOVI siti per il rinnovo degli abbonamenti del trasporti pubblici urbani di Matera. La Casam ha trasferito i suoi uffici in via della Scienza Zona Paip 1. A partire dal 20 giugno scorso scorso, il servizio di rinnovo abbonamenti al trasporto pubblico urbano, essendo la sede decentrata, la Casam ha allargato ad altri due punti vendita di tessere e rinnovi. Presso l'agenzia viaggi Travel Top di via Passarelli 5 dal 28 al 3 del mese successivo alla scadenza dell'abbonamento, nei giorni feriali escluso sa-

bato e festivi a partire dalle 9 fino alle 13 e dalle 16 alle 21. Presso la Tabaccheria Sassone in via Lucana 8 il servizio è disponibile dal 20 al 10 del mese successivo alla scadenza dell'abbonamento dal lunedì al sabato escluso i giorni festivi dalle 8 alle 13,30 e dalle 16 alle 21. Il tesserino di riconoscimento sarà rilasciato a vista presso gli uffici della Casam in via della Scienza oppure il giorno seguente la richiesta presso il punto vendita Casam di via Passarelli 5. matera@luedi.it

Vertenza Sisas la Cgil scrive al Comune Sulla vicenda dei 21 lavoratori ex dipendenti della Sisas, i sindacati hanno chiesto un incontro con l’amministrazione comunale di Matera. «Cgil , Filcams Fisascat uiltucs, chiedono un incontro urgente al fine di riprendere il confronto sulla vertenza riguardante i 21 parcheggiatori materani, dal 1°gennaio 2009 senza lavoro e senza salario». nella nota, i sindacati sottolineano l’urgenza della risoluzione della vicenda. «Confidando in celere riscontro, si resta in attesa di tempestiva convocazione - si legge infatti nella comunicazione inviata.

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Gli scarti si intravedono da una porta di ferro che è stata divelta e conduce in una grotta

Pneumatici e rifiuti nei Sassi Abbandonati a pochi metri dalle chiese di Madonna delle Virtù e S. Nicola dei Greci RIFIUTI nei Sassi. Una grotta in via Madonna delle Virtù piena di rifiuti speciali si trasforma in “monumento” all’incuria da ammirare. L’insolito sito turistico è poco distante dal complesso rupestre di San Nicola dei Greci. Oltre un anno fa il Quotidiano si occupò della vicenda, segnalando il ritrovamento dei rifiuti che si risolse con la chiusura della casa. Una porta in ferro divelta da alcuni giorni permette, invece, a chi si addentra per ammirare le bellezze storiche dei Sassi di trovarsi di fronte ad una vera e propria discarica di rifiuti, frutto di lavorazioni di carrozzeria smaltiti irregolarmente. Due ambienti comunicanti tra loro fanno emergere una situazione di degrado nascosta sino a qualche tempo fa dietro una porta di ferro segnata dalla ruggine. La volta degli ambienti è annerita a causa di un incendio sprigionatosi all'interno, mentre il resto è un cumulo di rifiuti. La porta semi aperta incuriosisce i tanti visitatori degli antichi rioni in tufo e lo spettacolo che si presenta è indecoroso. Cento metri quadrati di rifiuti speciali ed urbani quali demolizioni edili, ferraglie arrugginite, cerchioni e carcasse di autovetture, pneumatici, vecchi elettrodomestici, contenitori in metallo e plastica, legno e vetro, celati per anni dietro una porta di cui nessuno si è mai interessato e che con molta probabilità risulta essere di proprietà dell'amministrazione comunale. Ancora un fenomeno di abbandono di rifiuti non controllato. Oggetti di in-

Illustrate tecniche e modalità di intervento

Vigili del fuoco e Italgas Intesa per fronteggiare tutte le emergenze

Immagini eloquenti della cava a pochi passi dalla Madonna delle Virtù

dubbia provenienza che meritano di essere approfonditi per risalire a chi ha deturpato i rioni Sassi. Il dubbio è lecito: cosa si nasconde dietro le altre porte degli immobili dei Sassi? Possibile che nel corso del tempo nessuno si sia mai accorto di questo? Perché dopo oltre un anno dall'articolo nulla è stato fatto? Interrogativi che meritano una risposta affidata innanzitutto

ad un intervento di bonifica prima ancora di una risposta e di una maggiore sensibilizzazione da parte di chi è preposto alla tutela del patrimonio storico della città. Una questione che meriterebbe una maggiore sensibilizzazione da parte dei cittadini per la tutela del territorio in merito ad un tema che deve essere affrontato dagli enti preposti in maniera risolutiva per l' individuazio-

ne di discariche controllate. Uno spettacolo, quello offerto ai turisti, non certo edificante per una città che si candida a diventare la capitale Europea della cultura nel 2019. Al già noto problema del torrente Jesce ora si aggiunge un‘a casa’area piena di rifiuti scaricati abusivamente in malafede da cittadini che poco rispetto hanno per la città.

IL Distretto Sud di Italgas ha organizzato, ieri presso l'Hotel Palace, un convegno sulla prevenzione e gestione delle emergenze, per illustrare tecniche, modalità di intervento ed attrezzature nella prevenzione e gestione delle emergenze sulle reti gas. Relatori sono stati il direttore Eduardo Pastore ed il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Emanuele Franculli. Sono intervenuti sindaci e rappresentanti dei Comuni della provincia di Matera. L'incontro, svolto in due moduli, ha sommato l'esperienza organizzative dei Vigili del Fuoco di Matera con l'Italgas. Nella prima parte, sono stati approfonditi i dettagli tecnici di Italgas. Nella seconda, nel piazzale della caserma di via Timmari dei Vigili del Fuoco, sono stati esposti e illustrati gli automezzi utilizzati da Italgas per il pronto intervento, le attrezzature impiegate per la ricerca preventiva delle dispersioni e per la verifica dello stato della rete di distribuzione, il sistema di telecontrollo che permette di sovrintendere e gestire le operazioni di ottimizzazione del flusso

del gas. I partecipanti si sono soffermati in particolare sulle attività svolte dalle unità operative dedicate alla gestione delle emergenze, nonché sul funzionamento del Centro Chiamate e sull'attivazione delle strutture di Pronto Intervento. «Il Centro Chiamate Italgas - ha spiegato Eduardo Pastore - è attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno. Raccoglie, registra e cataloga tutte le segnalazioni di guasti e dispersioni che arrivano al numero verde 800900.999, unico su tutto il territorio nazionale in cui è presente Italgas. Al verificarsi di un'emergenza il Centro Chiamate attiva tempestivamente i tecnici del Pronto Intervento». «Il senso di questa manifestazione è assicurare una sinergia tra gli enti che si occupano di sicurezza. - ha affermato Emanuele Franculli - In questo settore è necessaria la divulgazione d'informazioni. L'installazione di caldaie, secondo norme di sicurezza, e la manutenzione ordinaria degli impianti sono i punti fermi per prevenire incidenti da fughe di gas». Nunzio Longo

Ieri incontro nella sede di Matera centrale

«Il rilancio passa anche dalla sicurezza nelle infrastrutture pubbliche»

I vertici delle Poste presentano ai clienti il postino telematico

Edilizia scolastica anticrisi

Incontro diretto fra Poste italiane e i clienti della sede materana. “Disegniamo il futuro - Dialogando con i consumatori” è stato il tema dell'incontro che si è svolto ieri mattina a Matera presso la sede della Filiale delle Poste di via del Corso tra i manager dell'azienda e le Associazioni dei Consumatori che si sono confrontati sui prodotti e servizi offerti da Poste Italiane. Erano presenti i rappresentanti di: Adiconsum provinciale Matera, Cittadinanzattiva Matera, Adoc Basilicata, Adoc provinciale Potenza, Movimento Difesa Cittadini Basilicata, Federconsumatori Basilicata. Per Poste Italiane erano presenti: Antonio Toma, responsabile Supporto Operativo Sud 1, Roberto Falorni, responsabile recapito Area Logistica Territoriale Sud 1, Nicola Summo, referente presidio Centro-Sud operazioni corriere espresso e pacchi, e Romelia Zarrillo della Direzione Centrale Attività Associazioni Consumatori. Nel corso dell'incontro, organizzato con l'intento di rafforzare il contatto diretto tra l'azienda e i consumatori attraverso le loro associazioni, i responsabili di Poste Italiane hanno illustrato le attività dei vari settori in cui operano. E' stato annunciato inoltre l'avvìo, a settembre, del progetto “postino telematico”. I portalettere saranno dotati di un “palmare” che consentirà di rendere più efficienti e sicure le operazioni di consegna della posta registrata e, in seguito, permetterà ai clienti di pagare bollettini, raccomandate e assicurate nonché di eseguire operazioni di ricarica del telefonino Poste Mobile. Dal 1999 Poste Italiane ha instaurato rapporti con le Associazioni aderenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti coinvolgendole in molti progetti. Sono nate così iniziative mirate alla tutela dei consumatori, a partire dalla procedura di conciliazione. Si tratta della soluzione extragiudiziale delle controversie che consente di riconoscere un rimborso ai clienti che hanno subito un disguido, prevista dal 2002 per i prodotti postali ed estesa dal 2006 anche al conto BancoPosta. Lo scorso mese di maggio è stato inoltre siglato un accordo innovativo tra Poste Vita e Associazioni dei consumatori per una procedura di Conciliazione sulle polizze index linked Programma Dinamico. matera@luedi.it

Cgil, Cisl e Uil illustrano la ricetta per superare lo stallo CGIL, Cisl e Uil si incontrano sullo stesso tavolo di confronto, unitamente ai comparti dell'edilizia e della scuola per proporre un nuovo piano di rilancio dell'economia del Mezzogiorno. Il punto di partenza di questa nuova azione di risollevamento è stato esposto nella mattinata di ieri in una conferenza stampa alla presenza delle rispettive segreterie provinciali che hanno proposto un programma di opere pubbliche relative alle infrastrutture ed all'edilizia scolastica mantenendo come punto fermo il principio del lavoro in sicurezza. «La nostra proposta parte dal presupposto che l'esistenza della crisi non vuol dire rimanerne impastati senza possibilità d'uscita - ha dichiarato Manuela Taratufolo, segretario provinciale Cgil La nostra, infatti, si pone con una spinta propulsiva centrata sul valore del lavoro sicuro e regolare ma anche sul rilancio dell'economia dei singoli comuni provinciali partendo dall'edilizia e dalla scuola, due settori all'apparenza molto diversi ma che oggi si fondono in termini di rilancio edilizio mirato a garantire sicurezza nelle infrastrutture pubbliche». Si tratta, dunque, della programmazione di azioni per la messa in sicurezza di opere pubbliche tra le quali scuole ed ospedali ma anche strade, tutte opere che richiedono un investimento inferiore ai cinque milioni di euro e perciò fattibili. «C'è necessità di avviare un percorso che possa organizzare risorse e coinvolgere tutti gli enti che hanno a che fare con le opere infrastrutturali- ha dichiarato Giuseppe Amatulli, segretario provinciale Cisl -Infatti sono già state stanziate risorse per ben 200 alloggi Ater, di cui 100 solo a Matera, i

Un momento della conferenza stampa

cui lavori però non sono stati ancora avviati e ci sono ancora tanti interventi medio piccoli per i quali non si può più aspettare. Queste esigenza, se soddisfatte possono dunque mettere in sicurezza infrastrutture essenziali ed al tempo stesso rilanciare l'edilizia che determina il 12% del Pil nazionale». Il prossimo passo, dunque, sarà quello di attivare presso la Provincia di Matera un dialogo tra Ater, Acquedotto Lucano, parte dell'Anas nonché il Consorzio Industriale per creare sistema e cantierizzare dove è possibile. Alcune delle opere pubbliche da realizzare nella Provincia di Matera nel-

l'anno in corso sono la costruzione del collegamento della strada provinciale Matera-Montescaglioso Scalo, completamento della ex S.S. 175, messa in sicurezza della ex S.S. 176 mentre per l'edilizia scolastica è previsto l'eseguimento dei lavori di adeguamento alle norme di sicurezza del liceo “Duni”, del liceo pedagogico, dell'I.T.I.S. e dell'I.T.C. “Olivetti” di Matera, lavori di adeguamento sismico dell'I.P.S.I.A. di Ferrandina. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Franco Coppola, segretario provinciale Uil. Milena Scalcione

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Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

TAXI MATERA 3332685173

Marco

Giuseppe

Liscio Matera - Roma - ore 4 da lunedì a sabato. roma - Matera-ore 15 da lunedì a sabato (Eurfermi); 20.40 da lunedì a sabato (Arnia). MateraPisticci ore 6.15 - 14 da lunedì a sabato. piazza Matteotti pisticci-matera : 14.15 20.05. Chiruzzi Il venerdì ore 19 Metaponto, Pavia, Milano, Como; da Pisticci Scalo ore 19.30 da Salandra ore 19.50 Servizi sita matera-metaponto ore: 6.30 -12 -14.10- 18.10

Cronista delle emozioni SARA’presentato venerdì 26 giugno alle 18 nella Sala Carlo Levi di Palazzo Lanfranchi il volume “Diario di una cronista delle emozioni” (Arduino Sacco editore) di Assunta Basentini. Oltre all’autrice interverranno il sindaco di Matera Emilio Nicola Buccico, il presidente del tribunale per i minorenni Pasquale Andria, la giornalista del Quotidiano Lucia Serino, l’editore Arduino Sacco. Coordina Oreste Lo Pomo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Basilicata.

“Campolibero” sul voto

GRASSANI&GAROFALO Policoro-Salerno-Napoli Andata (giorni feriali) ore 6.45-9 (Salerno)-10 (Napoli). Ritorno ore 14 (Napoli), 15 (Salerno), 18 (Policoro). A Marco Chiaromonte per i 18 anni auguri da mamma, papà e Giovanni

Al tanguero Giuseppe auguri appassionati dagli amici del Quotidiano e di Videouno

“IL voto delle Europee e delle Provinciali, cosa dicono gli elettori”: è questo il titolo dell’incontro promosso dall’associazione politica e culturale “Campolibero” che si terrà oggi alle ore 19 presso la sala conferenze dell’Ente Parco della Murgia, in via Sette Dolori n. 10. L’incontro sarà animato dal giornalista Pasquale Doria e dal blogger Donato Mola.

Anniversario della Finanza IN occasione delle celebrazioni per il 235mo anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di finanza, venerdì 26 giugno alle 19, si terrà presso il Cinema Comunale una manifestazione promossa nell'ambito delle iniziative che si svolgeranno in tutta Italia. Alla manifestazione che avrà luogo nella città dei Sassi saranno presenti i vertici del corpo, a cominciare dal comandante provinciale colonello Salvatore Luongo.

SERVIZI SOCIALI

FARMACIE DI TURNO dalle 8.30 alle 8.30 VEZZOSO Via Lucana 289 PRONTO SOCCORSO Guardia medica Ambulanza Croce Azzurra

0835/310004

Croce verde Sert Cooperativa Associazione

0835/262260 0835/336882 0835/331314

0835-310066/310045 0835/253704 “Jan Patocka” 0835/333604 “Matera gioca” 0835/312005

emergenza sanitaria

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Mirabilia Dei di Sansone L'ARTISTA materano Andrea Sansone, dopo aver avviato la sua attività artistica a Monza, ritorna nella città dei Sassi per presentare la sua prima mostra personale di "arte sacra". Mirabilia Dei offrirà ai visitatori la possibilità di ammirare dipinti, riproduzioni, affreschi, bozzetti a matita e tante altre opere d'arte. Si tratta naturalmente di opere a tema religioso che creano un percorso attraverso le meraviglie di Dio, dalla creazione dell'uomo al giudizio universale. E le opere saranno esposte non a caso in una delle più belle chiese presenti al piano del centro storico cittadino, quella del Purgatorio. Appuntamento per l'inaugurazione sabato 27 giugno alle ore 17 presso la chiesa del Purgatorio in via Ridola a Matera. Si potrà visitare fino all’undici luglio.

Mostra di Basaldella SARA’ inaugurata sabato 27 giugno alle 17,30 a Matera la mostra di scultura dedicata quest'anno a Dino Basaldella. Per introdurre l'interessante antologica, venerdi 26 giugno, alle ore 19,30, nell'atrio di ingresso del Musma, Museo della Scultura Contemporanea (Palazzo Pomarici - Via San Giacomo - Sasso Caveoso), verrà proiettata una serie di documenti televisivi e cinematografici sullo studio, sulle opere monumentali e sulle mostre di Dino Basaldella nel Castello di Udine, nel Castello di San Giusto a Trieste e in Villa Manin a Passariano. Oltre a una nutrita serie di testimonianze da parte di artisti, architetti e critici, sarà interessante ascoltare Dino Basaldella nella sua intervista concessa a "L'Approdo" nel 1966. All'evento prenderanno parte Caterina Basaldella, Alberto Zanmatti e Giuseppe Appella.

•Consultorio 800216916 •Fondazione antiusura 0835-314616 •Volontariato vincenziano 0835-314140 •Unitalsi 0835-334383 •Associazone Alba 0835-262899 •Avis 0835-243253 •Associazione Tolba” 0835.333522 •Cittadinanzattiva - Tdm 0835-253225 •Caritas 0835-330060 •Federconsumatori 0835-334203/339-1353033 •Aism 0835/336803 •Domos Basilicata 0971991676

•il cenacolo 0835/256309 •Le Botteghe 0835/344072

PROROGATA AL 15 SETTEMBRE PROFILI DI DONNA Prorogata fino al 15 settembre prossimo la mostra “Profili di donna.Personaggi femminili e divinità nell'Odissea e nella mitologia greca”. La mostra, al museo Ridola, intende presentare le donne e le dee nell'Odissea e nella mitologia greca,figure arcaiche ma simili alla donna contemporanea,spazi simbolici da cui partire per comprenderne il ruolo umano e sociale nel corso dei secoli. Nel percorso viene illustrata l'esperienza singolarissima di Eva Palmer,un'americana dall'animo greco legata alla riproposizione di grandi temi dell'archeologia e dell'antico, esempio precoce di buone pratiche di valorizzazione di siti archeologici che organizzò nel 1927 e nel 1930 le Feste Delfiche, di cui si presenta un raro filmato dell'epoca . Sono esposti eccezionali reperti archeologici, testi dall'Odissea, pagine di autori italiani e stranieri che dal mito hanno tratto ispirazione. Il Museo Ridola, , il più antico museo statale della regione, è stato istituito il 9 febbraio 1911 con la donazione gratuita allo Stato delle collezioni del Senatore Domenico Ridola., costituite prevalentemente da reperti archeologici, frutto di un'intensa attività di ricognizioni e ricerche condotta a partire dal 1872 nel territorio intorno a Matera.

•orient express 0835/256452 •basilico 0835/336540 •Trattoria del corso 0835/332892 •Il Casino del Diavolo 0835/261986 •Rivelli 0835/211568 •Oi Marì 0835/346121 •RISTORANTE LE SPIGHE 0835/388844 •DA MARIO RISTORANTE 0835/336491

•cream irish pub 0835-268820 •caffè Mulino 0835-334294

•COMUNALE• Matera 0835-334116 Mooanacre - I segreti dell’ultima luna 18 - 19,45 - 21,40

•CINEMA ANDRISANI• Montescaglioso 0835-208046 Terminator Salvation 19,30 - 21,45

•KENNEDY• Matera 0835-310016 Cash 17,30 - 19,30 - 21,30

•CINEMA DELLA VALLE• Ferrandina 0835-755226 Antichrist 21,30 • CINEMA HOLLYWOOD• Via Pitagora Chiusura estiva CINEMA MOJTO Feisbum 22,15

•CINETEATRO DUNI• Matera 0835-331812 Sala Riservata •PATRON ANTONIO• Via XX Settembre, 14 Un’estate ai Caraibi 18 - 19,50 - 21,45

•BIBLIOTECA PROVINCIALE 0835-330671 Orario 8.30 - 18.30 dal lunedì al venerdì Orario: 8.30 - 13.30 il sabato (chiuso la domenica) •MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO Orario 9 - 20 dal martedì alla domenica Orario 14 - 20 solo il lunedì 0835/310058 pinacoteca d’Errico 0835/310137 •PINACOTEC D’ERRICO 0835/310137

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Pisticci Scongiurato il peggio anche per le 28 dipendenti in bilico, alcuni servizi verranno esternalizzati

Club Med, siglata l’intesa per le riassunzioni PISTICCI - La stagione turistica si accorcia, anche per via della crisi, ed i villaggi tendono ad individuare soluzioni che consentano di contenere la spesa. Accade così che il Club Med di Pisticci (anche se sulle guide e la segnaletica il suo nome è associato a Metaponto), già costretto ad aprire in ritardo rispetto al solito, decida di esternalizzare alcuni servizi, come quelli legati all'ingaggio del personale di addetti per le camere. E' di qualche giorno la notizia che la gara, per quest'attività, è stata vinta dalla Basilicata Lavoro, una cooperativa sociale del gruppo Rucireta di Marconia. In tal modo la gestione del settore, quantomeno, non è andata fuori dai

confini territoriali. Ma le 28 lavoratrici che negli anni passati operavano nel comparto dietro chiamata diretta del Club Med hanno comunque visto minacciato il loro futuro occupazionale. Alla fine, per fortuna, non rimarranno senza lavoro. E' stato proficuo, infatti, l'incontro tenuto ieri in palazzo Giannatonio a Pisticci tra i rappresentanti di Basilicata Lavoro, gli stagionali rappresentati dall'Ugl ed il Comune di Pisticci che ha fatto da mediatore. Al termine della discussione è stato possibile trovare una soluzione in grado di evitare gli scenari peggiori. In tal senso l'interlocuzione tra Basilicata Lavoro, dispo-

nibile a rivedere alcuni aspetti del contratto proposto, e l'Ugl, ha prodotto buoni frutti. La società cooperativa, pertanto, dopo aver già assunto 13 persone, confermando tutte quelle già impiegate nel settore negli anni passati, si è detta disponibile ad assumere, sulla base delle richieste del Club Med (che dovrebbero essere crescenti in vista dell'alta stagione), anche le altre 15 unità, a patto che tutti facciano qualche sacrificio. Il contratto proposto, infatti, è un part time di 5 ore al giorno per 6 giorni alla settimana (considerando che Basilicata Lavoro era partita da 3 ore e 20 minuti), rispettoso

di tutte le norme previste dalla legge e destinato ad essere esteso alle unità ancora disoccupate sulla base del criterio di anzianità. Per coloro che, inoltre, nella stagione turistica in corso, dovessero superare le 70 giornate lavorative, Basilicata Lavoro si impegna all'accompagnamento fino al fatidico 78° giorno, quello utile per maturare la disoccupazione, anche attraverso la destinazione a mansioni non attinenti alla pulizia. «E' un accordo giusto - ha detto l'avvocato Rossana Florio, in rappresentanza di Basilicata Lavoro - fatto nell'interesse di tutte le parti in causa e che tutela le lavoratrici lasciate fuori improv-

visamente». Per Luigi D'Amico dell'Ugl si tratta di «una intesa soddisfacente per tutti, in quanto un part time all'80% era il massimo che si potesse ottenere assieme all'impegno relativo ai 78 giorni. Per il futuro aspettiamoci altre esternalizzazioni e, pertanto, ci sarà da vigilare con attenzione». «La soluzione del problema - ha concluso l'Assessore Comunale Gaetano Tricchinelli - è motivo di grande soddisfazione per il nostro Comune, soprattutto in relazione al punto di partenza di venti giorni fa, quando sembrava ci fossero dei rischi addirittura per la stagione intera del Club Med».

Rischi che adesso appaiono scongiurati anche se le problematiche e le dinamiche del comparto vanno tenute sotto costante osservazione soprattutto in prospettiva futura. Roberto D’Alessandro

Miglionico Il consiglio comunale si riunirà nel castello del Malconsiglio. Le prime indiscrezioni

Verso il nuovo esecutivo Sarà designata oggi la squadra che governerà per il prossimo quinquennio MIGLIONICO - Dopo le 18,30 di quest'oggi, Miglionico conoscerà i nomi associati ai ruoli, della nuova squadra che lo governerà per il prossimo quinquennio. “Miglionico cambia davvero-centrosinistra per Miglionico”, impostasi con 1074 voti, sulla lista “Pdl-Berlusconi” e con un margine di 441 voti, ha convocato, il primo consiglio comunale aprendo la sala convegni del Castello del Malconsiglio. All'ordine del giorno, oltre alla convalida degli eletti e al giuramento del sindaco Angelo Buono, ci sarà la comunicazione della nuova Giunta comunale. Manca il crisma dell'ufficialità, ma indiscrezioni e ragionamenti logici, dettati anche dalle preferenze ricevute e dalle competenze acquisite da ciascun consigliere, portano Domenico Guidotti (128 preferenze) e Domenico Musillo (100) a ricoprire ruoli in Giunta. Rispettivamente come assessore al Bilancio e ai Lavori Pubblici e Urbanistica. Anche la carica di vice-sindaco dovrebbe venir fuori da questo ballo a due. A ricoprire la carica di assessore allo Sport sembra designato l'indipendente Michelangelo Piccinni, forte delle 93 preferenze. Un assessorato alla Partecipazione Sociale sembra di prossima creazione e ad appannaggio della

Il sindaco Angelo Buono

rappresentante di Rifondazione, Mariangela Bertugno suffragata da 69 preferenze. Deleghe di responsabilità saranno assegnate in aggiunta ai previsti 4 assessorati. Per il settore Agricoltura e turismo, la delega potrebbe essere affidata per la competenza specifica, all'indipendente dottore in agraria Giuseppe Antoccia (71 preferenze). Altre deleghe dovrebbero riguardare il Sociale con l'incarico assegnato ad Antonella Rondinone (66

preferenze) e l'istituzione di un “Forum Giovanile” cui sembra candidato ad assumere ruoli di responsabilità un indipendente: Orazio Amati (55 preferenze) o Sabino De Lucia (72 preferenze). Altre deleghe specifiche potrebbero scaturire anche successivamente, in dipendenza da esigenze particolari e per un migliore approccio a problematiche e situazioni che si venissero a creare. Per la carica di capogruppo all'interno del Consiglio, pochi dubbi. Il designato dovrebbe essere il più anziano della compagine governativa, il pidiessino sessantaseinne Domenico Laterza (67 preferenze). Dopo la presentazione della giunta alla cittadinanza il consiglio dovrebbe proseguire subito con la discussione degli altri 4 punti all'ordine del giorno: indirizzi generali di governo - discussione e approvazione; legge 21.12.2005, n. 270: “modifica alle norme per l'elezione della camera dei deputati e del senato della Repubblica”- art. 10. costituzione della commissione elettorale comunale; art. 96 d.lgs. 18.08.2000, n. 267. individuazione degli organi collegiali ritenuti indispensabili; legge regionale 20.06.1979, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni con approvazione del piano del diritto allo studio anno scolastico 2009-2010. Antonio Centonze provinciamt@luedi.it

Valbasento Alcuni lavoratori hanno atteso invano i segretari territoriali

L’assemblea sindacale si tinge di giallo VALBASENTO - Si tinge di giallo un'assemblea sindacale che si sarebbe tenuta (mai come in questi casi il condizionale è d'obbligo) lunedì scorso nei locali di Tecnoparco nell'area industriale della Valbasento. Alcuni lavoratori hanno atteso inutilmente la presenza dei segretari territoriali di categoria che nei giorni scorsi con una richiesta formale ne chiedevano l'assemblea. Delusione per i lavoratori che hanno sfidato la pioggia torrenziale pur di conoscere le posizioni del sindacato ed avere un confronto in vista dello sciopero di otto ore indetto per oggi per il «rilancio del settore chimico-farmaceutico e delle attività industriali dell'Eni» che inte-

resserà le 1800 aziende italiane del settore chimicofarmaceutico e dell'intero Gruppo Eni (chimica, estrazione, raffinazione, gas). Tra i 240.000 lavoratori che incroceranno le braccia ci saranno anche i lavoratori dell'area industriale della Valbasento. «Le conseguenze della crisi - accusano le Federazioni dei chimici e dell'energia Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil- sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nel settore chimico-farmaceutico (81miliardi di euro di fatturato, il 9% del pil): riorganizzazioni, licenziamenti, aumento a dismisura della cassa integrazione, mobilità, possibili chiusure di stabilimenti, mancate conferme di lavoratrici e la-

La Valbasento

voratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti “a rischio” nell'indotto e nelle aziende in appalto. All'Eni - continua la nota chiediamo di recedere dal

suo disimpegno nei suoi settori industriali (chimica, raffinazione, estrazione e gas) e sviluppare la sua attività industriale per non disperdere l'enorme patrimonio di conoscenze e competenze presenti nelle sue società, restare e investire nell'integrazione tra siti produttivi, nella verticalizzazione delle produzioni, impegnandosi nella raffinazione, nell'esplorazione, nella ricerca. Non vediamo altro modo concludono i sindacati - per salvaguardare la produzione, i siti industriali, l'occupazione ed uscire dalla crisi a testa alta e competere ad armi pari in campo internazionale». Michelangelo Ferrara provinciamt@luedi.it

Valbasento Il grido di allarme dei sindacati

«Miopia industriale di governo e Regione sul ruolo dell’Eni» VALBASENTO - Quello che la Filcem Cgil va predicando dal convegno del 2005 "Dalle cattedrali nel deserto al deserto senza cattedrali" tenutosi nella sala conferenza di SniaRicerche, oggi diventa lo slogan di tutta la Fulc nazionale. La miopia industriale del governo e anche della Regione Basilicata sul ruolo dell'Eni ha portato a dissipare tutto quello che il presidente Colombo era riuscito a costruire con il ritrovamento di un piccolo giacimento di gas a Pisticci. Questo il grido di Maurizio Girasole, esponente della Cgil, che di fatto accompagna lo sciopero di oggi proclamato per 8 ore nel settore settore chimico-farmaceutico e delle attività industriali. Nel comunicato, diramato dalla FilcemCgil si parla di ben 240.000 lavoratori che oggi incroceranno le braccia in tutto il paese. «Oggi - si legge nella nota - è sciopero generale di otto ore in tutte le 1.800 aziende italiane del settore chimicofarmaceutico e dell'intero Gruppo Eni (chimica, estrazione, raffinazione, gas). Previsti a Roma continua la lettera di protesta - due presidi, rispettivamente alla presidenza del Consiglio dei ministri e presso la direzione generale di Eni; il terzo a Milano davanti la sede di Federchimica, l'associazione degli imprenditori dell'industria chimica associata a Confindustria. Le conseguenze della crisi accusano le Federazioni dei chimici e dell'energia Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil che hanno proclamato lo sciopero - sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nel settore chi-

mico-farmaceutico ( 81miliardi di euro di fatturato, il 9% del pil): riorganizzazioni, licenziamenti, aumento a dismisura della cassa integrazione, mobilità, possibili chiusure di stabilimenti, mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti “a rischio” nell'indotto e nelle aziende in appalto. Così come per Fiat e Alitalia, la chimica non è da meno: i sindacati rivendicano da tempo un intervento diretto del Governo italiano, «affinchè si passi dalle parole ai fatti - dicono i segretari generali di Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Alberto Morselli, Sergio Gigli, Augusto Pascucci - e il Paese torni concretamente a ragionare sul futuro della chimica, in assenza del quale sarà inevitabile la dispersione di un significativo patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche e un ulteriore deterioramento della bilancia commerciale dei prodotti chimici, con conseguenze imprevedibili sull'occupazione, sulla bilancia dei pagamenti e sul resto dell'economia industriale». Al governo si chiede di assumere con determinazione l'impegno per una nuova fase industriale rivolta alla difesa e allo sviluppo delle piccole e medie imprese. All'Eni si chiede di recedere dal suo disimpegno nei suoi settori industriali (chimica, raffinazione, estrazione e gas). Filcem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil chiedono al gruppo Eni di disporre al settore industriale una parte significativa delle sue enormi risorse finanziarie. Fabio Sirago

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Mercoledì 24 giugno 2009


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Varata la nuova giunta, tutti di età media sui 40 anni e senza deleghe specifiche

Gorgoglione è in mano ai giovani GORGOGLIONE - E' pronta la nuova squadra di governo del piccolo centro di Gorgoglione, balzato per mesi agli onori della cronaca nazionale per i risvolti delle indagini sul “Totalgate”. Oggi la cittadina materana ai confini con il Potentino, 1.087 abitanti a 800 metri sul livello del mare, si gioca la sua seconda chance con il sindaco Giuseppe Filippo, già consigliere di maggioranza nella passata amministrazione Tornetta e consigliere all'ex Comunità montana (oggi in fase di accorpamento nella competente Comunità locale). E' una giunta di giovani tutti di età media sui 40 anni, quella di Filippo, nata prevalentemente sulla scorta di accordi e disponibilità personali, piuttosto che delle preferenze. Del resto come sarebbe possibile fare il contrario, in un centro con una manciata di elettori. Nessuno dei designati ha una propria delega, tutti indistintamente sono chiamati in giunta a esprimere il proprio parere su argomenti tradizionalmente appartenenti ai classici dicasteri comuna-

li. Giuseppe Berardi ha avuto l'incarico di vice sindaco, al seguito c'è Maddalena Abbondanza, seconda degli eletti, poi Michele Arcangelo Alianelli e Giuseppe Viola. L'incarico di vice sindaco sarà poi oggetto di avvicendamento tra i primi degli eletti a metà mandato. «Sto cercando di studiare tutti i progetti della passata amministrazione rimasti in sospeso. -ha dichiarato il sindaco Filippo al Quotidiano, forte di una continuità con la precedente amministrazione- Intendo riorganizzare leggermente anche la macchina comunale, per renderla più efficiente». Tra le priorità del piccolo centro, c'è sicuramente quella di intercettare canali di finanziamento regionali e comunitari, essendo il bilancio di Gorgoglione nella media nazionale di basso respiro finanziario. Infatti, abbiamo contattato il sindaco proprio durante un'audizione presso la Regione Basilicata sulle opportunità di spesa dei fondi Val D'Agri, nel cui Piano Gorgoglione rientrerebbe secondo i dettami della legge 40. «Poi c'è la

carta importante delle royalties dirette ci spiega ancora il sindaco- ovvero quelle che la Regione stanzia senza vincolo di spesa e potrebbero servire a rilanciare concretamente il nostro comune». Sì perché Gorgoglione oggi beneficia solo di royalties indirette, cioè vincolate a determinati capitoli di spesa. La maggioranza di Filippo contempla al suo interno anche una costola della precedente minoranza di centrosinistra, che dovrebbe garantire oculatezza e pluralismo, ma anche una certa discontinuità con il passato da dimenticare. Dall'altra parte, nell'attuale minoranza, c'è la candidata a sindaco, Clementina Leone, che ambiva a costituire la vera novità rispetto al passato e che oggi annuncia impegno costante per fungere da stimolo e controllo sull'azione amministrativa. Visti i precedenti, ci si auspica un maggiore coinvolgimento di ognuno (maggioranza e opposizione) nella gestione del piccolo comune. Chi vivrà, vedra. Antonio Corrado

Il Municipio di Gorgoglione

Irsina «I guai sono iniziati quando una questione cittadina ha assunto rilevanza provinciale»

«Crisi, ora il Pd deve decidere» Amaro sfogo dell’ex sindaco, Domenico Amenta, sulla caduta della maggioranza IRSINA - Dopo un lungo periodo di silenzio, conseguente alla caduta del consiglio comunale di Irsina, interviene l’ex sindaco Domenico Amenta. Lo fa attraverso uno lunga lettera al Quotidiano, della quale abbiamo estrapolato alcuni fatti salienti. Amenta si sofferma su tutta la sua storia, che lo ha visto impegnato dal momento in cui è stato candidato fino ad oggi: «Certo che a seguito di quanto accaduto nelle vicende politicoamministrative di Irsina, se ne sono dette tante. esordisce Amenta- La circostanza che era in corso una campagna elettorale tra le più accanite e avvelenate a livello nazionale, ha fatto sì che le questioni locali assumessero nei discorsi rilevanza anche oltre i confini cittadini. Allora è successo che la questione di Irsina -accusa Amenta- abbia assunto una rilevanza provinciale e regionale. Raramente è capitato di assistere a cadute di stile tanto in basso. Ho voluto fare questa premessa per evidenziare la particolarità anzi sicuramente l'unicità del caso; sfido a trovare un altro caso analogo, dove una parte di una maggioranza bulgara, chiedendo aiuto all'opposizione, fa cadere l'amministrazione comunale, tutto nel pieno della campagna elettorale e a meno di un anno dalla normale scadenza del mandato. A tutto questo non esistono evidentemente giustificazioni, forse qualche spiegazione la si deve ricercare da lontano, dalla elezione del 2005. Quando, cioè, si doveva indicare il candidato sindaco scegliendo tra i tantissimi aspiranti e tra le trappole dei rispettivi veti incrociati. In tali difficoltà, e ormai alla scadenza della presentazione delle liste, la scelta ricadde sul sottoscritto, residente a Matera da oltre 30 anni, assente da Irsina e che da poco aveva concluso

Il Municipio di Irsina, recentemente a governo commissariale

la vita lavorativa sempre fuori delle mura domestiche. Vorrei accennare anche alle difficoltà e al tempo impiegato per la costituzione della Giunta; alle difficoltà connesse alla sostituzione di un assessore di coalizione». Amenta elenca tutta una sequela di fatti legati al difficile rapporto instauratosi negli ambienti della maggioranza. «Intanto il tempo passa -afferma Amenta- e siamo arrivati ai giorni e alle vicende attuali, che hanno origine dalla indicazione del candidato alle provinciali del 6 e 7 giugno scorso. E' stato detto da parte di alcuni che il metodo non doveva essere quello, che le indicazioni delle “audizioni” con i componenti del direttivo andavano in altre direzioni, che il sindaco non doveva votare (in nome di chissà quale principio), che le operazioni di voto avvennero a scrutinio segreto, che la votazione avvenne ad ora tarda, quando cioè alcuni erano già andati via, ed altro ancora. Il punto è -sostiene Amenta- però che la scelta ricadde su un nominativo “diverso” da quello indicato e forse già deciso in altra

sede in rapporto ad equilibrio di postazioni, ancor prima dei lavori del direttivo del circolo. L'esito delle votazioni che per altro si tentò di evitare o rinviare su richiesta della stessa candidata antagonista, che pure rappresenta l'espressione più alta della democrazia, non fu accetto da chi era risultato minoranza. Due giorni dopo -accusa Amentainfatti, 5 componenti del

direttivo nonché amministratori comunali, con lettera dai toni aspri ed offensivi, comunicavano di autosospendersi da partito. Nella nota, si offendevano i partecipanti alla riunione con frasi del tenore: “Vulgata nuovista di soggetti poco avvezzi al rispetto delle regole; rancorosi personaggi di lungo corso; vuoto politico, inconsistenza programmatica, rampantismo, slealtà”, rivolte a soggetti che hanno sempre dato il loro contributo di altissimo profilo di idee e contenuti senza mai per altro pretendere nulla; e riferito alle nuove leve che hanno accolto l'invito ad avvicinarsi alla politica: “Evanescenza, incapacità di guida, sconcertante immobilismo politico”, rivolto personalmente alla segretaria di circolo». Nella parte finale del documento, Amenta elenca una ventina di punti che evidenziano tutte le attività e i progetti sostenuti nei suoi quattro anni di mandato, con un invito alla dirigenza del partito: «Credo che il Partito deve farsi carico di questa situazione e assumere le decisioni più opportune». Mimmo Donvito provinciamt@luedi.it

Una strada migliore per i piccoli centri GORGOGLIONE - La Provincia di Matera ha pubblicato il bando per i lavori di adeguamento alle esigenze di messa in sicurezza della strada provinciale, ex Statale 103, di collegamento tra i centri di Gorgoglione, Cirigliano e Stigliano, con la trasversale bassa statale numero 653 “Sinnica” e numero 407 Basentana. L’impegno di spesa a base d’asta è di 80mila euro. L'impresa aggiudicataria dovrà realizzare le opere entro 60 giorni. Le domande dovranno pervenire presso la sede dell’ente entro il 14 luglio. provinciamt@luedi.it

La ex Ss 103

Pg Salandra al Meeting di Pesaro

«Un’esperienza indimenticabile» SALANDRA - «E' stata una esperienza unica per i miei ragazzi, che con orgoglio hanno raggiunto la finalissima arrendendosi per due a tre. I ragazzi hanno vissuto una favola trascorrendo cinque giorni a pesaro a 700 Km da Salandra in albergo sul mare sentendosi a tutti gli effetti campioni del calcio. Si sono sentiti tutti come i loro beniamini». E’ il commento di Antonio Giannini, primo allenatore del Pg Salandra, all’indomani della partecipazione della squadra al XIV Meeting Polisportivo nazionale Us-Acli di Pesaro. «Aver conquistato il secondo posto in classifica a livello nazionale è un vanto per tutta la Comunità di salandra e per l'intera provincia di Matera. Il merito di tutto ciò va hai ragazzini che hanno dato l'anima e il cuore in tutte le partite. Ovviamente a questi ragazzini ci sono i sacrifici dei loro genitori, che li hanno sempre seguiti ed educati allo Sport. Un pubblico ringraziamento doveroso al sindaco, Geppino Soranno, ed a tutta l'amministrazione comunale di Salandra , alle imprese Soldogas e Gruppo Iula per la loro sensibilità avuta durante l'intero anno sportivo. Mi auguro che l'anno prossimo si ripeta e si migliori questa esperienza bellissima». Soddisfatto anche Matteo Lamarra, difensore centrale del PG: «Ho partecipato per la prima volta con molto interesse a questo campionato nazionale di calcio. I momenti più belli sono stati due: il primo quando ho fatto Gol su pu-

nizione ai quarti di finale;contro il Santa Maria Veneranta ; Il secondo quando abbiamo fatto l'ingresso in campo per disputare la finale». Mario Novello, secondo allenatore PG Salandra, sostiene che: «E' stata una esperienza bellissima perché è stata la mia prima volta come allenatore di una squadra che ha partecipato ad un meeting nazionale di calcio dell'Us acli. Leader dell'organizzazione sportiva e per l'attenzione ai8 giovani calciatori. La nostra squadra, che ha conquistato il secondo posto , ha avuto apprezzamenti a livello comportamentale e calcistico per aver convocato baby calciatori bravi anche sotto l'aspetto tecnico». Gianfranco Laviola, vice presidente Us Acli e capo delegazione della rappresentativa illustra: «L’ottima la performance della squadra del PG Salandra che ha rappresentato la provincia di Matera al meeting nazionale, allenata da Antonio Giannini e da Mario Noviello che hanno messo in campo una forte compagine che nonostante abbia dominato la finalissima che assegnava il primo posto ceduto per tre a due contro il forte Teramo. Ottimo il comportamento in campo e fuori dei baby calciatori improntato alla lealtà sportiva ed alla socializzazione». Francesco Nola, consigliere nazionale US Acli, infine commenta: «Con il prossimo anno saremo presenti con più squadre con la gioia dei partecipanti e di Vincenzo Casati responsabile nazionale US del Meeting». provinciamt@luedi.it

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Mercoledì 24 giugno 2009


39 Il sindaco: «Puniremo i trasgressori del divieto di accesso», dichiarata l’emergenza sanitaria

Riti satanici a Craco Vecchia Segni inequivocabili di messe nere tra le rovine disabitate e depredate dai ladri CRACO - Furti, abbandono indiscriminato di rifiuti urbani, escrementi di animali ovunque e persino tracce inequivocabilli di riti satanici, officiati tra i muri cadenti di Craco Vecchia. Una situazione insostenibile, che ha costretto il neo sindaco, Pino Lacicerchia, a dichiarare lo stato di emergenza igienico-sanitaria nel centro storico, dalla Fontana Piscicchio alle immediate aree limitrofe. Scenari inquietanti, quelli di vedere trasformato il paese vecchio in una sorta di chiesa di Satana. «E' una situazione che si è incancrenita negli ultimi anni -spiega Lacicerchia sentito dal Quotidiano- a causa dello stato di abbandono e trascuratezza in cui sono rimaste le rovine». Il sindaco evidenzia, in particolare, l'escalation di furti che si registra da tempo: «Rubano di tutto, dai mattoni agli embrici, ai pezzi di balconate. L'area disabitata è da sempre interdetta al pubblico, ma in tanti non rispettano il divieto ed entrano a rischio della loro stessa sicurezza, depredando ciò

L’antica città di Craco oggi disabitata per una storica frana

che c'è. Per scongiurare questo fenomeno -prosegue Lacicerchia- intendo adottare la linea dura». A conferma di questa intenzione, il sindaco ha emesso lo scorso 11 giugno un'ulteriore ordinanza di divieto, rafforzata con multe dai 25 ai 500 euro. «Il centro storico di Craco Vecchia -scrive Lacicerchia nell'ordinanza- per il suo fascino architettoni-

co, paesaggistico e culturale, riveste un rilevante interesse; constatato che gli immobili del centro disabitato versano in uno stato di abbandono da circa trent'anni e che adesso sono diventati un serio pericolo per la loro staticità e che in questi anni sono stati mete di sciacalli, che hanno rubato ringhiere, pavimenti, infissi e altro materiale di sicuro valore

artistico». Alla luce di ciò, Lacicerchia ha incaricato la Polizia municipale di vigilare sul rispetto dell'ordinanza, senza esitare a comminare le sanzioni previste a chi la violasse. «Ci sono anche chiari segni di riti satanici -spiega il sindaco al Quotidiano- officiati tra i muri della città vecchia, probabilmente di notte». Un fenomeno preoccupante, che rischia di alimentare l'insana passione per il maligno. Ma come faranno i turisti a visitare Craco Vecchia, ormai noto set cinematografico internazionale? «Niente paura -spiega Lacicerchia- stiamo predisponendo un nuovo servizio comunale per il trasporto e la guida dei turisti attraverso gli itinerari più suggestivi e sicuri di Craco Vecchia. Sarà attivo da luglio, ma presto ne divulgheremo i particolari». Quindi, Craco Vecchia è destinata a divenire un autentico monumento, da non inquinare con rifiuti, intrusioni illegali e, peggio ancora, messe sataniche. Antonio Corrado a.corrado@luedi.it

Il consigliere Di Sanza fiducioso dopo l’incontro con il ministro

Caso Falcone, Bolognetti chiede un’audizione in consiglio regionale ROTONDELLA - «L'idea del presidente della giunta regionale Vito De Filippo di porre in sede di conferenza Stato-Regioni la questione dei nostri connazionali detenuti all'estero è opportuna e condivisibile. Allo stesso presidente De Filippo chiediamo di adoperarsi per rendere possibile un'audizione di Giovanni Falcone in consiglio regionale». E’ quanto afferma in un comunicato Maurizio Bolognetti, segretario Radicali Lucani. Bolognetti auspica che possa esserci il diritto di visita quanti sono detenuti in carceri stranieri. «Occorre inoltre operare - afferma - per favorire il raggiungimento di un accordo bilaterale con l'India che consenta il rimpatrio dei nostri connazionali che, in attesa di ulteriori gradi di giudizio, potrebbero scontare la pena in Italia. Giovanni Falcone, dopo l'incontro avuto con il ministro

Frattini nella giornata di lunedì e gli impegni assunti da quest'ultimo, ha deciso di sospendere lo sciopero della fame. A partire dalla mezzanotte di oggi, in 23 continueremo con uno sciopero della fame a staffetta della durata di 24-48 ore, per chiedere a tutte le istituzioni lucane di sostenere concretamente la famiglia Falcone». Su Facebook è attivo il gruppo “Sosteniamo Falcone” grazie all'iniziativa di Rocco Zotta e Armando Bronzi. Soddisfazione per l'incontro che Giovanni Falcone è riuscito ad ottenere con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è stata espressa dal consigliere regionale del Pd Antonio Di Sanza. «La determinazione e la forza di volontà di Giovanni Falcone e dei tanti amici che lo stanno sostenendo in questa battaglia - dichiara Di Sanza - sono stati finalmente premiati.

Questa importante novità, raggiunta anche grazie all'impegno del presidente della giunta regionale Vito De Filippo, se da un lato impegna direttamente il Ministro degli Esteri italiano ad individuare una soluzione diplomatica sulla vicenda di Angelo, dall'altro, per fortuna, interrompe lo sciopero della fame di Giovanni Falcone. Una protesta legittima ma preoccupante che, comunque, è servita a sottoporre alle autorità competenti italiane la opportuna attenzione sul caso. Il ministro Frattini sappiamo essere una persona seria e siamo certi che gli impegni presi con Giovanni Falcone saranno rispettati. Sento di esprimere - conclude Di Sanza - la mia vicinanza a Giovanni per la sua battaglia a difesa dei diritti umani». provinciamt@luedi.it

Lucania Turismo doc è partner

Scopri Giotto Concorso Pit TURSI - Tre strutture dell’associazione di operatori turistici “Lucania turismo doc” hanno aderito all’iniziativa del Progetto integrato territoriale (Pit) Metapontino, “Giotto e il Trecento”, mettendo in palio 5 weekend per 10 persone, che saranno ospitate gratuitamente nel nel prossimo mese di settembre. Si tratta di “Palazzo dei Poeti” di Tursi, “Akiris Rta” e “Castroboleto” di Nova Siri. «L'iniziativa è lodevole spiega Franco Garofalo, presidente del sodalizioperchè evidenzia la sinergia fra pubblico e privato circa la promozione mirata in ambienti culturali; infatti, solo attraverso la cultura possiamo promuovere meglio il nostro territorio». Giotto e il Trecenco è un concorso nazionale (in palio cinque weekend per altrettante coppie di visitatori) per segnalare e valorizzare i beni culturali del comprensorio attraverso la presenza del trittico di Tursi alla mostra romana dedicata a “Giotto e il Trecento”. Quanti nel mese di giugno a Roma visiteranno presso il Complesso del Vittoriano la mostra Giotto e il Trecento (che chiude i battenti il prossimo 29 giugno) e individueranno il capolavoro del Maestro di Offida (“Madonna con il Bambino in trono fra angeli”), una tempera su tavola proveniente dalla chiesa della Rabatana di Tursi, potranno vincere un weekend in Basilicata per settembre, ospiti del Pit Metapontino. L'iniziativa è stata promossa dal Pit Metapontino nell'ambito di una campagna di comunicazione finalizzata a presentare ciò che in questi anni è

stato realizzato, con la progettazione integrata, negli undici Comuni che vi hanno preso parte, e soprattutto a far conoscere lo straordinario patrimonio storico-culturale, oltre che paesaggistico, del comprensorio. In palio, dunque, per quanti parteciperanno all'originale concorso, un weekend tutto compreso per cinque coppie di visitatori, che potranno così conoscere i luoghi da cui il trittico proviene: la Rabatana e gli altri borghi ricchi di arte, cultura e spiritualità del Basso Sinni, i singolari splendidi calanchi argillosi di Montalbano e dei paesi vicini, le spiagge sabbiose della costa jonica, le ricchissime aree archeologiche della Magna Grecia. E in queste terre potranno ovviamente assaporare le produzioni di qualità di uno dei principali distretti ortofrutticoli del Mediterraneo. Al concorso si partecipa semplicemente inviando, insieme alle proprie generalità, il biglietto d'ingresso alla mostra Giotto e il Trecento (su cui deve essere annotato il numero di presentazione dell'opera) all'indirizzo: Pit Metapontino, piazza Maria Ss D'Anglona, 75028 Tursi. Tra tutti i titolari dei biglietti d'ingresso (contrassegnati dal numero di esposizione dell'opera) pervenuti entro e non oltre il 10 luglio 2009 saranno estratti a sorte cinque vincitori. Ogni vincitore avrà diritto ad un weekend per due persone in una struttura ricettiva del Metapontino. I risultati dell'estrazione saranno resi noti attraverso il sito bassosinni.it/arte/concorso-maestrodioffida.htm a partire dal 15 luglio 2009. a.corrado@luedi.it

L’appello ai prof per il pensionamento: «Siateci quando i vostri alunni inciampano nella vita»

Il preside Zaccone saluta la sua scuola TURSI - Il preside, Aldo Mario Zaccone, dopo nove anni passati a dirigere l'Istituto Comprensivo “Albino Pierro” lascia la scuola e va in pensione. Lo ha comunicato all'ultimo Collegio docenti che si è svolto nel pomeriggio di mercoledì scorso. Era l'ultimo atto ufficiale con i docenti delle scuole medie, materne ed elementari. Subito dopo ha invitato gli insegnanti che hanno lavorato in passato con lui. Erano presenti almeno in cento fra insegnanti e collaboratori scolastici. Ci sono stati i saluti del vicario prof Antonio Rondinelli, della segretaria Enza Cosma ed alcuni docenti

hanno indirizzato parole di augurio per una nuova vita, lontano dai banchi di scuola, dove il preside Zaccone (lo hanno voluto chiamare così e non dirigente) ha passato i suoi quaranta anni di attività da insegnante di lettere prima e da dirigente dopo. Il preside ha ringraziato dicendo: «Sono un uomo fortunato, me ne vado amato e stimato da voi e con un po' di malinconia. L'augurio che vi faccio è quello di onorare bene la vostra professione. Vi ricordo una massima: i vostri alunni inciampano lungo il cammino della vita. Siateci quando loro ne avranno bisogno».

Il giorno dopo c'è stato il pranzo al ristorante “L'Incontro” con l'immancabile taglio della torta, la musica e lacrime di commozione del preside. C'era Felice D'Oronzio, anche lui pensionato da qualche anno, che ha ricordato in primi anni passati con Zaccone ad insegnare nella scuola media di Colobraro assieme al prof. Vincenzo Cavallo. «E' stato un momento straordinario. Il preside Zaccone ha saputo mediare e risolvere le relazioni con il personale, le famiglie ed i ragazzi. -ha concluso il preside ZacconeGaleotta fu la musica (c'era il disco: I migliori anni

della nostra vita) e poi sono scoppiato in un doveroso pianto». Ha ricordato il fratello Giuseppe, docente di lettere, scomparso da qualche anno ed i genitori. «Non dimentichiamoci mai delle nostre origini umili, quella classe contadina che si è sacrificata per farci studiare. Abbiamo avuto nove anni per fare mille discorsi. Ormai tutto è alle spalle. Ho amato tutte le scuole dove sono andato. Sento che sarò ancora con voi. Ringrazio i professori Salvatore Gravino e Roberto Martino che hanno collaborato nella scuola media», ha concluso. Salu-

La foto di gruppo con il preside Zaccone

ti anche da Gino Ragazzo, Ivana Cosma e Giuseppe Lasalandra, presidenti del consiglio di Istituto in questi nove anni e si è respirata un'atmosfera d'altri tempi. Zaccone è stato preside a Sassuolo, Albano di Luca-

nia, San Giorgio Lucano, Gorgoglione, Policoro e Tursi. Un bel saluto di chi rappresenta un pezzo imporante della storia scolastica di Tursi. Salvatore Martire provinciamt@luedi.it

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Policoro Maldigerito l’appoggio, risultato vincente, di Antonio Di Sanza al cugino Serafino

Il Pd cerca di ricucire lo strappo Incontro con la segretaria provinciale Ferrara dopo le dimissioni interne POLICORO - Continua la fase turbolenta all'interno della sezione del Partito democratico di Policoro, iniziata all'indomani delle elezioni provinciali con le dimissioni del segretario e capogruppo consiliare, Piero Manolio e Gianluca Marrese, a causa della non esaltante performance elettorale del candidato alle provinciali, Nicola Montesano, che non è stato riconfermato consigliere. Per il momento, però, seppur dimissionari, entrambi restano al loro posto. Manolio si è dimesso per senso di responsabilità a seguito di una sconfitta del partito, che con molto garbo aveva definito “sfilacciato”. Marrese, invece, se l'era presa con il consigliere regionale Antonio Di Sanza, accusandolo di aver fatto votare suo cugino Serafino Di Sanza, consigliere provinciale eletto nella “Lista Stella” che, piaccia o non piaccia, a Policoro ha avuto maggiore appeal del Pd. Entrambi, comunque, avevano chiesto e auspicato chiarezza. Così, domenica scorsa, se ne è cominciato a discutere in un faccia a faccia a trecentosessanta gradi, alla presenza della segretaria provinciale del partito, Anna Ferrara. Quest'ultima ha fatto presente come il Pd, nato da Ds e Margherita non sia riuscito nemmeno a raccogliere il cinquanta per cento dei consensi che nel 2004 erano stati ben 2850. Allora i Ds elessero con 2.000 voti il loro candidato, Franco Labriola, che ha ricoperto per tutta

Antonio Di Sanza

la legislatura appena terminata il ruolo di assessore alla Provincia. I secondi candidarono Rocco Di Leo e, seppur senza eleggerlo, ottennero 850 consensi. Montesano ne ha presi 1.120. un'emorragia elettorale che non è stata tamponata nemmeno dopo le elezioni comunali del 2008, quando il candidato sindaco Antonio Di Sanza, non fece mistero di non essere soddisfatto del consenso che gli ex diessini entrati nel Pd avevano ottenuto. L'ex assessore provinciale, Franco Labriola, e il capogruppo dimissionario Mar-

rese (entrambi ex Ds), che sono stati tra i principali sostenitori della candidatura di Montesano, hanno rigettato questa accusa, e, nel caso di Labriola, con toni veementi nei confronti della segretaria. Così è accaduto che l'incontro non è stato altro che l'ennesima occasione per Antonio Di Sanza di evidenziare la sua linea vincente alle scorse Provinciali. Infatti, l'unico a essere stato eletto nel collegio Policoro 1, è stato proprio suo cugino Serafino Di Sanza. Elezione che pesa come un macigno nel “Pd con l'etichetta” e che il consigliere regionale non ha fatto mistero di aver sostenuto. Tra l'altro ribadendo come, il voto più politico, quello delle Europee sia andato senza dubbio al Pd. Ma nel caso di Serafino Di Sanza, ricordiamo che nel 2006 fu tra i primi a Policoro a parlare di Partito democratico, e lo fece pochi mesi dopo la sua elezione a sindaco nel centrosinistra da indipendente, non stando né con gli allora Ds e né con la Margherita. Poi la caduta prematura della sua amministrazione sotto la scure dei Ds lo aveva allontanato dal Pd, nonostante ne avesse sostenuto pure l'associazione costitutiva. Ora sta di fatto che se ne riparlerà tra una settimana, (dopo le nomine della giunta provinciale?), ma la sensazione è che sia Manolio che Marrese resteranno con una rinnovata fiducia unanime ai loro posti. Pierantonio Lutrelli provinciamt@luedi.it

Rotondella, strali al primo Consiglio La minoranza contesta il programma e annuncia battaglia su tutti i fronti ROTONDELLA - Pronti, via! Neppure il tempo di partire ed è subito battaglia nel nuovo consiglio comunale di Rotondella. E' durato poco più di dieci minuti il clima di concordia bipartisan, che di solito accompagna gli esordi istituzionali. Giusto il tempo di ascoltare le linee programmatiche del nuovo sindaco, Vincenzo Francomano, e le parole distensive di Rudy Marranchelli, consigliere di minoranza. Poi la parola è passata a Vito Agresti, nominato ieri capogruppo della minoranza, e il clima si è infiammato. L'ex sindaco ha attaccato subito: «La nostra -ha detto- non sarà un'opposizione dura, ma durissima. Saremmo anche disposti a collaborare sui grandi orientamenti, ma a quanto pare non se ne vedono. Il sindaco non fa cenni allo sviluppo del mare e si limita a parlare dell'ordinaria amministrazione». Immediata la risposta di Francomano, che non si è risparmiato, a questo punto, qualche richiamo all'uscente amministrazione Agresti, che avrebbe «lasciato situazioni assolutamente prive di programmazione, come per la pulizia dell'arenile», e che «per lo sviluppo del mare, non è stata certo più attiva delle amministrazioni precedenti». Alla prima votazione è subito arrivata la conferma del clima. Per

l'approvazione delle linee programmatiche espresse dal sindaco, la minoranza, compatta, ha votato contro. Poi si è passati alla scelta del presidente del Consiglio. Francomano aveva proposto di offrire l'incarico a un consigliere d'opposizione, ma Agresti e i suoi hanno rispedito l'invito al mittente. Ruolo assegnato, perciò, al consigliere Salvatore Fortunato, eletto senza i voti dell'opposizione. Scelti anche i due vice presidenti: Giuseppe Labattaglia per la maggioranza, Annunziata Bianco per la minoranza. La maggioranza ha inoltre nominato il suo capogruppo nella persona del consigliere Antonio Divincenzo, primo eletto della lista con oltre cento preferenze. Anche le votazioni si sono svolte tra piccole polemiche e incomprensioni su questioni formali. Insomma, la temperatura è alta. Il clima appare totalmente diverso da quello percepito nella prima uscita del consiglio di Nova Siri, dove la concordia l'ha fatta da padrona. Del resto c'era da aspettarselo. La campagna elettorale appena trascorsa ha portato con sé una serie di veleni che difficilmente potranno essere sopiti in breve tempo. E poi c'è il risultato elettorale, che ha mostrato un paese praticamente spaccato in due. Pino Suriano

Scanzano Concorso per studenti delle Medie e di IV e V elementare

Poesia e narrativa, premiati giovani talenti “A fior di penna” Autovelox in servizio sulle arterie principali SCANZANO - Mentre imperversava la bufera di acqua e grandine che nei giorni scorsi si è abbattuta sul metapontino, presso una gremita sala consiliare e alla gradita presenza del primo cittadino Salvatore Iacobellis di Scanzano Jonico, si è svolta la II edizione del Concorso letterario “A fior di penna” riservato ai ragazzi della scuola media e da quest'anno, esteso anche ai bambini delle classi 4°e 5° della scuola elementare. La serata è stata molto suggestiva, soprattutto perché alla lettura delle opere dei giovani autori, si avvicendavano le note dell'orchestra, composta dagli allievi che frequentano i corsi di strumento musicale. “Fra musica e parole”, questo il titolo dato alla serata. I musicisti in erba, guidati dai loro insegnanti Nicola Milano, Francesco Paolicelli, Antonio Tremamondo e Natalia Bonello che ha diretto anche l'orchestra, hanno contribuito a suscitare nei presenti forti emozioni. L'alunno Vincenzo Cerbino, esperto di informatica, ha dato un rilevante contributo alla riuscita della serata. I ragazzi vincitori sono

stati premiati dai dirigenti scolastici G. Di Matteo e Concetta Fichera con diplomi e premi; gli elaborati sono stati letti alla platea dall'insegnante Camilla Chiurazzi, dalla professoressa Rosa Nobile e dal signor Nicola Rimoli che accompagnati dalle note musicali, hanno reso le parole davvero magiche. «Tale progetto è nato nella nostra scuola già sette anni fa, con l'intento, non solo di promuovere negli alunni l'amore per la lettura avviandoli così alla comprensione del testo, ma soprattutto per raggiungere quello che è l'obiettivo più difficile, ovvero la produzione scritta», ha dichiarato la referente, professoressa Margherita Mastrosimone. Lo spirito del concorso, come afferma il dirigente scolastico G. Di Matteo «nasce affinché gli alunni esprimano con la penna il fior fiore dei loro pensieri». Questi i nomi dei ragazzi premiati: Per la categoria “preadolescenti” (riservata agli alunni della scuola secondaria di I grado), Sez. Diario: D'Aloia Alessio (1°posto). Sez. Racconto: Sarandria Gaspare (1°posto);

Due scatti sull’iniziativa alla scuola di Scanzano Jonico

Sabato Luana(2°posto). Sez. Poesia: Eriona Aiazi (1°posto); Bodlli Batram (2°posto); Flagello Davide Daniel (3°posto). Menzioni particolari a Ciaglia Stefano e a Pellegrino Francesco. Poesia in lingua Inglese: Lucia Benedetto (1°posto). Sez. Poesia in vernacolo: Brogna Giuseppe (1°posto); Lisbona Maria (2°posto). Sez. Lettera: Lucchetti Donatella Ylenia (1°posto); Sabato Maria (2°posto). Per la categoria “junior” (riservata agli alunni delle classi 4° e 5° della scuola secondaria elementare): Sez. narrativa: Piccolo Alex (1°posto); Sarubbo Giuseppe (2°posto); De Santis Serena (3°posto). Sez. poesia: Di Santo Valeria (1°posto); Prete Luca (2°po-

sto); Mattia Passarelli (3°posto); Santarsiero Annalucia (3° posto ex aequo). Menzioni particolari: a Mastantuono Rosaria e a Manolio Davide. Sez. Fumetto: Giuseppe Di Canio (1°posto). Sez. Lettera: Madio Chiara (1° posto); Boccarelli Antonio (2°posto). Sono stati poi premiati per la velocità di lettura l'alunno Michele Montemurro e per la comprensione l'alunno Antonio Bruno. Sulle note dello splendido arrangiamento “Un saracino in America” si è conclusa così una significativa serata dove le parole hanno incontrato la musica creando un'atmosfera davvero fatata. Roberto Martino provinciamt@luedi.it

OCCHIO all’autovelox sulle principali arterie stradali ella provincia. Anche in questa settimana, infatti, fino a domenica, per fornire un'adeguata informazione all'utenza, la polizia ha reso noto che: «Nell'ambito delle iniziative tese a contrastare il fenomeno infortunistico connesso al mancato rispetto dei limiti di velocità -si legge in un comunicato della sezione polstrada provinciale- la sezione di Matera e i comandi della polizia municipale di Aliano Bernalda, Montalbano, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano, Stigliano, Tursi e Valsinni, dal 22 giugno al 28 giugno predisporranno servizi per il controllo della velocità con l'impiego di dispositivi elettronici secondo le modalità previste dall'artcicolo 4 del Dl del 20/06/2002, convertito in legge 1 agosto 2002 nr. 168, che consente la contestazione differita delle violazioni, anche in prossimità di cantieri e in particolare sulle Statali Jonica, Sinnica, Basentana e Val D’Agri». La polizia stradale ricorda che le violazioni conseguenti al mancato rispetto dei limiti di velocità sono sanzionate a norma dell'art. 142 c.d.s. Che prevede le seguenti sanzioni: Fino a 10 km/h in più - sanzione amm.va compresa tra 38 e 155 euro; oltre i 10 km/h e sino a 40 km/h in più - sanzione amm.va compresa tra 155 euro e 694 euro, con decurtazioni di cinque punti sulla patente; oltre i 40 km/h e sino a 60 km/h in più, sanzione amm.va compresa tra 370 euro e 1.485 euro, con decurtazioni di punti dieci sulla patente, nonché la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi (per i titolari di patente da meno di anni tre la decurtazione è di punti venti). Oltre i 60 km/h - sanzione amm.va compresa tra 500 e 2.000 euro, con decurtazioni di punti dieci sulla patente nonché la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi (per i titolari di patente da meno di anni tre la decurtazione è di punti venti). Sanzioni pesanti per cui è quantomai opportuno moderare la velocità. provinciamt@luedi.it

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La crisi azzurra «Non ci sono più i Baggio, i Totti e i Del Piero Io sono pronto a mettermi da parte, ma chi verrà al mio posto? Bisogna tornare al 4-4-2»

«Calcio italiano da rifondare» Fabio Cannavaro è duro: «Sono stati fatti tanti errori, dobbiamo rimediare» di FRANCESCO GRANT

EUROPEI UNDER 21

ROMA – Generazione di fenomeni. In tempi di facili ironie, come quelle denunciate dalle «mummie» azzurre a proposito delle critiche post Egitto, la definizione appare perfetta per il grido d’allarme lanciato da Fabio Cannavaro. «Non è solo la nazionale, qui bisogna ricostruire il calcio italiano: io di fenomeni emergenti, in giro, non ne vedo», dice il capitano dell’Italia sulla via del ritorno dal Sudafrica. «E’ il momento più brutto della gestione Lippi - aggiunge - non della mia carriera: delle 126 partite giocate, non è che le ho vinte tutte. Certo, dispiace aver celebrato il record e tornare a casa così. Ma condizione fisica e voglia non erano quelli giusti». Voglia di rimanere in corsa a parte, la spedizione fallimentare in Confederations ha rappresentato per tutti il gruppo azzurro una sorta di sveglia. Sui problemi del rinnovamento post-mondiale. Ma anche sullo stato di un calcio impotente nelle coppe europee, non competitivo a livello economico, incapace di attrarre campioni, perfino abile nel lasciarli andar via. E soprattutto avaro di nuovi talenti superiori alla media. L’argomento sarà pure un’autodifesa dei veterani, ma il dato snocciolato da Cannavaro è incontestabile. «I Totti, i Baggio, i Del Piero, non ci sono più - dice, a bordo del charter Johannesburg-Roma - Dimentichiamo che aver vinto il Mondiale ha salvato il nostro calcio per due anni. Guardiamo le Coppe, guardiamo il campionato: tanti errori sono stati fatti, e ora bisogna porre rimedio. Penso agli stadi, certo, ma anche ai settori giovanili. Mi dicono che anche lì è caccia allo straniero: nulla in contrario, ma non dovrebbero servire a far crescere i talenti che abbiamo? Ai giovani difensori bisogna tornare a insegnare la marcatura, il controllo dell’uomo, maggiore attenzione, non seguire sempre la linea. Oggi invece sei alto, bello, biondo, fai un dribbling: e allora giochi». Eccola, la mancanza di grandi difen-

Acquafresca trascina l’Italia in semifinale Venerdì c’è la Germania

Gattuso e Pirlo ieri mattina a Malpensa al rientro dal Sudafrica Sopra: Cannavaro e Lippi

sori in grado di ricalcare le orme di Scirea, Gentile, Baresi, Maldini, Nesta. E di prendere il posto di Cannavaro. «La Russa dice che Lippi ha il cuore tenero? È la solita storia. Se vi sta bene, mandate a casa tutti i campioni del mondo - la replica Ma bisogna vedere chi viene dopo. Questa storia dei vecchi oramai è una moda. Se do fastidio, il mio posto è a disposizione: ma decide l’allenatore, io non mi sento vecchio e se sono qui non è solo perchè ho alzato la Coppa. Il problema non è mai il singolo - aggiunge Cannavaro - Noi

siamo ancora mentalmente forti, magari dopo il Mondiale qualcuno continua, altri smettono, e qualcun altro dirà: ah, però...». Ci sono poi giocatori sulla soglia della nazionale. «Non è vero che Cassano non è qui perchè non lo vuole il gruppo - la precisazione - Io, Gattuso, Buffon, siamo molto legati ad Antonio. Ma paga i suoi errori del passato, glielo dico spesso. Il 44-2? Eravamo più equilibrati. Così giocano anche le inglesi, dal Liverpool al Manchester. E quelle sono le nostre origini».

Conte-Bari: divorzio. C’è Ventura Il Chelsea vuole Pirlo e Pato PALERMO –Olf Mellberg e Jimenez salutano la serie A. Il difensore svedese è stato ceduto al club ateniese dell’Olympiacos «a titolo definitivo per un importo di 2,5 milioni. Giunto a parametro zero dall’Aston Villa la scorsa estate, Mellberg chiude la sua parentesi alla Juventus con

un bottino di 37 presenze ufficiali (27 in campionato, sei in Champions League e quattro in Coppa Italia) e due gol, segnati entrambi all’Olimpico di Roma, il primo alla Lazio e il secondo alla Roma». Luis Jimenez giocherà nel West Ham dopo la conclusione positiva della riunione tra Rinaldo Ghelfi, vicepresidente dell’Inter, Rocco Dozzini, agente del centrocampista cileno, e Gianluca Nani, direttore tecnico del club londinese. L’ex centrocampista di Ternana, Fiorentina e Lazio si accaserà in prestito alla corte di Gianfranco Zola. L’altra notizia del giorno, piuttosto inattesa, riguarda una panchina, quella del Bari. Separazione consensuale tra il tecnico Antonio Conte e la società del presidente Vincenzo Matarrese. Il tutto a distanza di poche settimane

dalla conferma dell’allenatore che ha riportato il Bari in serie A e le voci che lo volevano alla Juve. Sulla panchina pugliese siederà Giampiero Ventura. Il presidente dell’Udinese, Giampaolo Pozzo ha rivelato alcuni retroscena relativi a Totò Di Natale: «E’ vero che il Napoli mi ha cercato per prenderlo dopo Quagliarella. Il fatto è che sembrava che anche il nostro attaccante volesse andarsene. Poi però è stato lo stesso Di Natale a rifiutare la destinazione dicendo che voleva rimanere ad Udine». Ancelotti, tecnico del Chelsea, oltre a Pirlo (che però ieri di ritorno dal Sudafrica ha detto che per ora sta bene in rossonero, ma il Milan vuole venderlo per fare cassa) vorrebbe Pato. Abramovich potrebbe offrire 35 milioni di euro più il cartellino di Drogba.

Europei Under 21

Si qualifica la Svezia MALMOE (SVEZIA) – Dopo il ko contro l’Italia, Svezia ancora travolgente. I padroni di casa battono 3-1 la Serbia nell’ultima giornata del gruppo A e conquistano la semifinale degli Europei Under 21 (affronteranno l’Inghilterra), chiudendo il girone al secondo posto dietro agli azzurri. A brillare la stellina svedese Marcus Berg che, al 7', mette dentro con un sinistro su assist di Bajrami dalla sinistra. La Serbia si innervosisce subito e non è neanche fortunata. Al 14’Berg firma il 2-0 si rigore. La Serbia prova a reagire e ci riesce con Kacar che, al 28’, mette dentro sugli sviluppi di un corner. Al 29’ Tovoinen approfitta di uno svarione difensivo e supera il portiere con un bel tocco per il 3-1 che la Svezia manterrà nella ripresa.

L’abbraccio tra Cigarini e il match winner Acquafresca

ITALIA 2 BIELORUSSIA 1 BIELORUSSIA (4-4-11): Chesnovski 6,5; Osipovich 6, Shitov 6, Bordachov 5,5, Verkhovtsov 6; Krivets 5, Kislyak 6,5 (37'st Volodko sv), Sivakov 6,5, Kovel 6; Afanasiev 6,5 (22'st Gigevich 5,5); Komarovski 5 (36'st Yurchenko sv). In panchina: Gomelko, Kovalevskiy, Martynovich, Balanovich, Sachivko, Putilo, Veretilo, Yanushkevich. Allenatore: Kurnenin 6 ITALIA (4-3-3): Consigli 6,5; Motta 6, Andreolli 6, Bocchetti 6,5, Criscito 5; Marchisio 6,5, Cigarini 6,5 (40'st Morosini sv), De Ceglie sv (14'pt Dessena 6); Abate 6 (17'st Candreva 6,5), Acquafresca 7, Giovinco 6,5. In panchina: Sirigu, Seculin, Marzoratti, Ranocchia, Pisano, Poli, Cerci, Paloschi. Allenatore: Casiraghi 6,5 ARBITRO: De Bruyn (Bel) 6 MARCATORII: 45'pt Kislyak, 47'pt Acquafresca (R); 30'st Acquafresca. NOTE: primo tempo 1-1. Ammoniti: Komarovski, Sivakov, Marchisio, Bocchetti, Kislyak. Angoli: 7-4 per l’Italia. Recupero: 2', 4'. HELSINGBORG

(SVE-

ZIA) – Chiusura di girone in testa a 7 punti, appuntamento a Goteborg per la semifinale con la Germania. L'Italia under 21 prosegue il suo Europeo qualificandosi tra le migliori quattro dopo aver vinto, meritatamente, l’ultimo match del gruppo A contro la Bielorussia. Una doppietta di Acquafresca, due legni colpiti (Bocchetti e Giovinco), una pioggia di occasioni da rete sprecate: il risultato di 2-1 va anche stretto ai ragazzi di Casiraghi, che però centrano l’obiettivo e volano in semifinale, certi di poter giungere fino in fondo. Vantaggio della Bielorussia al 45' pt con un bel destro di Kislyak che brucia Consigli e gela gli azzurrini. Che però hanno il merito di reagire subito e di trovare, quasi allo scadere del recupero, il rigore del pari per un mano di Afanasiev: dal dischetto Acquafresca è gelido. Giusto il vantaggio azzurro al 30' st: Candreva ha ancora un’illuminazione e stavolta Acquafresca si trova con il pallone praticamente dentro. L’Italia che riesce ad andare avanti nel torneo e “vendica” l’eliminazione della Nazionale “maggiore” in Confederations. E regala a Casiraghi la sua prima semifinale da ct degli azzurrini.

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Sport


Mercoledì 24 giugno 2009

La cifra proposta dal sindaco Navazio è insufficiente: serve l’aiuto di tutti

Melfi, una fase cruciale Va valutata anche la “proposta Bifulco”. Ma sarà linea-verde ARCHIVIATO felicemente il discorso iscrizione, ora arriva il difficile per il Melfi calcio. Nonostante l'impegno di Navazio che ha comunque prodotto qualcosa, il peso della gestione del club resta sulle spalle di Maglione e del suo gruppo. Non sono stati trovati altri soggetti in grado di intervenire, i Moretti hanno dichiarato di non essere interessati, e sarà inevitabilmente ancora il gruppo storico legato e vicino al presidente, a dover portare avanti il discorso, sobbarcandosi l'onere della gestione. In totale sul tavolo non è stata racimolata la cifra tanto attesa. Al netto dell'Iva non si raggiungono i 300.000 euro. La gestione del campionato, considerando che si dovrà far fronte alla costruzione per intero del nuovo organico, comporta l'esborso di una cifra molto maggiore, nell'ottica di un torneo che si preannuncia difficilissimo, con squadre importanti ed ambiziose, grandi piazze e voglia di ben figurare. Salvarsi risulterà più complicato del solito e l'inevitabile politica dei giovani che si dovrà necessariamente intraprendere, dovrà risultare oculata e più che mai attenta onde evitare di dover ricorrere al dispendioso mercato di riparazione. Ecco perché da come si evince anche dal comunicato emesso dalla società, è molto rilevante che i tifosi facciano la loro parte in maniera massiccia. Assicurare un pieno di abbonamenti, riveste una duplice funzione. Da un lato fornire linfa energetica

IL TESTO DEL COMUNICATO Tifosi gialloverdi abbonatevi L’appello del Cda IL CONSIGLIO di amministrazione della A.S. Melfi a fronte dell'impegno del Sindaco Navazio che ha trovato nuovi sponsor ed altri imprenditori interessati al progetto calcistico, ha deciso di iscrivere la squadra al prossimo campionato di Seconda Divisione. Ringraziando il primo cittadino per la proficua collaborazione, il Cda della AS Melfi tiene a precisare che in ogni caso gli sforzi per programmare la nuova stagione e garantire continuità al progetto, restano notevoli ed importanti. A tale scopo è bene sottolineare che occorre la massima partecipazione da parte di tutte le componenti che gravitano attorno al Melfi calcio. Per questa ragione resta fondamentale proseguire l'opera di ricerca di altre forze economiche ed il coinvolgimento del maggior numero di persone, come auspicato e ribadito dallo stesso Sindaco. E' altresì necessario fornire un forte segnale di amore e di attaccamento ai colori sociali come quello che compie questo Consiglio di amministrazione accollandosi ancora una volta la gestione della prossima stagione calcistica. Invitiamo quindi tutti i tifosi del Melfi calcio a sostenerci e a starci vicino, attraverso la sottoscrizione dei nuovi abbonamenti. Più siamo e più forti saremo. E' il momento di restare uniti e far sentire il nostro amore. Abboniamoci. Il presidente del CdA

Il patron del Melfi Maglione

al presidente ed ai soci, dall'altro garantire un effetto casalingo per le partite interne. In parole povere la Seconda Divisione deve adesso essere difesa da tutta la città, con i tifosi veicolo fondamentale di entusiasmo e di partecipazione. Solamente così il Melfi potrà competere con le grandi, quest'anno davvero tali, emulando le gesta passate in cui Davide seppe battere Golia. Nel frattempo la società sta vagliando il dà farsi relativamente alla cessione delle quote, al massimo il 40 %. Promotore del grup-

po di imprenditori laziali interessati al progetto, è l'ex direttore Sportivo, Giuseppe Bifulco che chiuse anzitempo la sua avventura gialloverde, nel lontano 2003, per incomprensioni con Palumbo e parte di quella società. Bifulco è rimasto legato in qualche modo al Melfi e dopo tre anni nel settore giovanile della Roma vorrebbe ritornare con un ruolo operativo in un club professionistico. Melfi sarebbe l'ideale. Piazza che già conosce e dove si può fare calcio in maniera non esasperata, priva di grosse tensioni, facendo

leva su un programma di valorizzazione giovanile. Occorre trovare un’intesa. In soldoni per il Melfi il gioco deve valere la candela. Traducendo, molto dipenderà da quanto questo gruppo laziale è disposto ad investire. Al Melfi le competenze e le conoscenze di Bifulco farebbero comodo, un ruolo decisionale si potrebbe anche cedere, a patto però che gli investitori di fuori regione, siano pronti ad immettere contante sonante e cospicuo nelle casse del club. Nelle prossime ore sono attese notizie a riguardo. Emilio Fidanzio

Taranto

Vicina la soluzione delal crisi LA CRISI societaria del Taranto è ad un passo dalla risoluzione. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la volontà di passare la mano, il presidente Gigi Blasi sta ritornando sui suoi passi grazie ad un nuovo possibile socio: Enzo D’Addario. L’imprenditore, che ha interessi nel campo automobilistico, sta trattando col patron da giorni ed è vicino all’ingresso in società. Insomma, si va verso una società con Blasi e D’Addario al 50% con un programma di cinque anni con la serie B nel mirino. “Credo che questa soluzione sia la migliore – ha detto Blasi – perché tutti conoscono D’Addario e, così facendo, daremmo continuità al lavoro svolto precedentemente. Le novità? Ci saranno mercoledì. Io, comunque, devo ancora convincermi se rimanere o no...”. E Taranto spera.

Mercato

Marcianise su Battista IL MARCIANISE vuole il centrocampista Raffaele Battisti del Cosenza. Il calciatore è un pallino del nuovo tecnico Fofò Ammirata, ma allo stesso tempo rientra nei piani del club rossoblù, neopromosso in Prima Divisione. La Paganese ha ingaggiato con contratto biennale l´estremo difensore Davide Faraon. Nella sua carriera ha vestito la casacca biancoscudata del Padova (C1 - stagione 2005/06) mentre nelle ultime tre quella del Taranto (C1) totalizzando complessivamente 22 presenze in campionato. Francesco D'Arrigo sarà l'allenatore del Manfredonia anche per la prossima stagione. Il Sorrento ha rescisso consensualmente il rapporto che legava il calciatore Giorgio La Vista al sodalizio costiero.

Premio speciale

Capuano miglior tecnico campano IL TECNICO del Potenza è stato eletto miglior allenatore della Lega Pro. Tale importante riconoscimento è stato attribuito dall’Associazione Allenatori Campania. Oggi alle ore 20, presso l’Hotel Cala Moresca a Capo Miseno di Bacoli (in provincia di Napoli), sarà il presidente dell’Associazione Allenatori Campania Nino Scarfato a consegnare il premio attribuito a Capuano al suo “prossimo” secondo a Potenza, Raffaele Esposito. Infatti Capuano non potrà essere alla manifestazione perché è a Coverciano dove sta sostenendo il master per il titolo di allenatore di A e B.

CALCIO AMATORIALE. PATERNO IN FESTA CON IL “TORNEO DELLA MADONNA”

Basta un guizzo di Blasi per la vetta Prima vittoria per il Limanti Ma il Pantano fa un figurone con la doppietta di Raso e il gol di Caso ACQUAREGGENTE PANTANO

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ACQUAREGGENTE (4-4-2): Grosso E.; Logiurato E. (46' Coviello), Giordano An., Giordano Al., Marsicovetere F.; Giordano M. (46' Cappa) (86' Logiurato C.), Blasi, Innella, Marsicovetere A.M. (62' Logiurato L.); Petrone (46' Fortunato A.), Notarfrancesco C.. A disp.: Notarfrancesco R., Ginefra. PANTANO (4-4-2): Bocca, Fortunato R., Latorraca D., Tulimieri, Martelli; Latorraca C. (65' Di Vincenzo), Mazzei, Fronticcia, Notarfrancesco R. (88' Bitetti); Votta, Grosso M. (52' Riviello). A disp.: Barbante. ARBITRO: Petrocelli. RETI: 24' Fronticcia (P) (rig.), 89' Blasi (A). NOTE: Espulsi: Mazzei (P) per proteste; Innella (A) per fallo di reazione. PATERNO - Con un guizzo del capocannoniere Blasi allo scadere, Acquareggente riesce a mantenere ben salda la vetta della classifica seppur in condivisione con Giardini. Davvero un punto d'oro quello conquistato dalla blasonata formazione contro un'agguerrita Pantano che ha giocato una partita di ottimo livello, peccando, però, di ingenuità e di nervosismo. L'inizio del match è di marca Pantano. Al 4' Fronticcia salta un paio di uomini ed offre un assist al bacio per M. Grosso che a tu per tu con l'omonimo estremo difensore avversario fallisce clamorosamente. Pantano capisce di dover approfittare del momento di appannamento di Acquareggente ed alza ancor più il ritmo. Al minuto 24 Votta va via in velocità e, scattato sul filo dell'offside, salta E. Grosso a cui non resta altro da fare che atterrare la punta avversaria. Penalty sacrosanto che Fronticcia capitalizza al meglio centrando una merita-

ta rete del vantaggio (24'). Acquareggente sotto nel risultato, prova a reagire ma Pantano, solida ed organizzata, non si disunisce. Nella ripresa Acquareggente scende in campo con ben altro piglio. La prima occasione della ripresa è targata Pantano con un piazzato di Mazzei (59'). Un minuto più tardi Cappa impegna Bocca nella parata a terra e lancia il primo, vero segnale di riscossa dell'Acquareggente. Pantano in inferiorità numerica e, complice la stanchezza dovuta all'impegno profuso nella prima frazione, comincia a scricchiolare. Al 66' Blasi manda al lato da ottima posizione. Passano 4' e Bocca si esalta. E all'89', quando i giochi sembravano fatti, Blasi realizza l'insperato pareggio. Nuario Fortunato

LIMANTI LESORTI

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LIMANTI (4-4-2): Notarfrancesco R.; Votta, Marino M. (80' Bove), Riso Mario, Grosso (85' Mazzini); Coiro (82' Marino G.), Caso, Bitetti V. (80' Fortunato), Blasi L.; Raso (63' Lavecchia) (71' Riso Marco), Notarfrancesco U. (46' Cimetti). LE SORTI (4-4-2): Laino (46' Botta); Russo A., Russo R., Pasquariello, Scorcia; Notarfrancesco A., Nasca (52' Barbieri D.), Riso R. (80' Notarfrancesco E.), Bitetti R. (52' Magaldi); Blasi C. (78' Maulella), Barbieri F.(46' Saccende). ARBITRO: Falasca. RETI: 19' e 32' Raso (L), 45' Bitetti R. (L.S.) (rig.), 89' Caso (L) (rig.).

NOTE: Espulsi: Riso Russo A. (L.S.) per proteste. PATERNO Arriva alla terza giornata del “Torneo della Madonna” la prima vittoria per Limanti. Il match viene inaugurato da una buona occasione per Limanti con U. Notarfrancesco che di testa sfiora la rete del vantaggio (5'). Al minuto 12, sugli sviluppi di un'azione da corner, è L. Blasi a sfiorare il vantaggio con uno stacco di testa. Le Sorti non ci sta e non disdegna piacevoli sortite offensive. Al 19’ Limanti passa: Raso vince un paio di rimpalli e piazza l'acuto. Alla mezz'ora Limanti potrebbe raddoppiare ma, sul traversone dalla sinistra di L. Blasi, U. Notarfrancesco non riesce ad impattare la palla. E' solo il preludio al gol che arriva al 32' e che coincide con la doppietta di Raso, abile a sfruttare un'incertezza dell'estremo difensore avversario Laino. Dieci minuti più tardi Le Sorti imbastisce una buona trama che porta il giovane R. Bitetti alla conclusione dalla distanza, R. Notarfrancesco è costretto a rifugiarsi in angolo. Sullo scadere della prima frazione, Votta è costretto ad agganciare in area l'indemoniato e funambolico F. Barbieri: per il signor Falasca è calcio di rigore. R. Bitetti accorcia le distanze con classe e freddezza (45'). Nella ripresa Botta rileva Laino tra i pali per Le Sorti. Il giovane portiere sarà assoluto protagonista del secondo tempo della partita. Nel giro di 15' respinge gli assalti di Limanti, portati dai vari V. Bitetti, Raso e L. Blasi, con interventi d'istinto e con un vero e proprio prodigio. Le Sorti, anche grazie alla tenuta del proprio estremo difensore, riesce a mantenere una sola rete di distacco e prova a ripartire in velocità con ficcanti iniziative. Allo scadere, però, deve capitolare quando lo specialista Caso sfrutta la massima punizione accordata per un fallo sul neo entrato Mazzini (89'). n.f.

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42 Sport


I campani bloccano Alfano, ma propongono Farina o Petrocco: si tratta

Asse Potenza-Cavese Per la difesa Sgarra dell’Andria o Ischia che torna al Frosinone CINQUE GIOCATORI A META’ UNO snodo decisivo per il mercato del Potenza può essere la risoluzione della compartecipazione di Matteo Berretti con l’Arezzo. La trattativa si svolge in prima persona tra i due patron, Postiglione e Mancini. Il Potenza si è visto già recapitare un’offerta per la seconda metà del cartellino, inferiore però rispetto alla valutazione della prima, venduta per poco meno di 300mila euro. La proposta toscana al momento non soddisfa Postiglione, intenzionato a non svendere un elemento di assoluto valore, pur essendo reduce da un’annata opaca. All’Arezzo un centrocampista con le caratteristiche di Matteo serve di sicuro (per varie ragioni dovrebbero andar via Bricca, Matute, Togni e Miglietta), ma se Mancini non dovesse alzare la posta è immaginabile che sia il Potenza a riscattare l’intero cartellino, superando la più recente offerta dell’Arezzo. La chiusura del cerchio, in un senso o nell’altro, potrebbe esserci già nelle prossime ore, scongiurando cosi’ la sfida alle buste. A conferma di ciò, una nota apparsa sul sito del Potenza spiega come Postiglione “si libererà di Berretti solo per un’offerta pari o superiore al valore della prima metà, cifra che eventualmente potrebbe addirittura migliorare gli scenari di mercato”. Nel far pendere la bilancia, un peso potrebbe averlo anche il gradimento espresso da Capuano sull’ipotesi di inserire Berretti nel suo progetto tattico. A Milano incontro fissato anche con il presidente del Grosseto Camilli per discutere dell’accoppiata Suppa – Scardini. Per il primo, esiste già l’accordo sulla cifra del riscatto a favore della società maremmana. L’intento però è sedersi a tavolino per discutere delle due posizioni nel complesso, quindi è lecito immaginare che l’esito della contesa – qualunque esso sia – riguardi entrambi i giocatori classe ’88. Altro appuntamento sull’agenda del patron quello con il ds del Chievo, Giovanni Sartori. Il Potenza l’estate scorsa prelevò il giovane D’Aguanno dal Trapani proprio con i veronesi. La compartecipazione sul siciliano potrebbe essere rinnovata, soprattutto se dovesse andare in porto la cessione ai gialloblu di metà cartellino del rumeno Radu, appetito dal Chievo per il campionato Primavera. Pietro Scognamiglio

IL POTENZA sta allestendo la strategia per sciogliere il nodo relativo alle comproprietà: dalla due giorni di Milano, domani e venerdì, la società rossoblù conta di venire fuori con un’altra ingente somma di euro, che potrebbe essere reinvestita tra difesa e attacco. Delle singole situazioni dei rossoblù riferiamo a parte, ma appare evidente come, in questa fase, sia proprio questo l’argomento principale che, di fatto, ha rallentato qualche altra operazione. Il tema dominante di giornata parte dal centrocampista Alfano: l’intesa tra le parti è stata trovata ampiamente e lo stesso atleta si è detto entusiasta di giocare alle dipendenze di Capuano. Ma la Cavese non vuole liberare gratuitamente il centrocampista. L’operazione si è quindi rallentata. Postiglione, però, può scendere a patti con una società che sta cercando di liberarsi dei contratti più onerosi (Farina, Lacrimini, Nocerino, Petrocco) e già l’ha fatto, in direzione Potenza, per Frezza e Aquino. Ebbene, il Potenza è interessato ad alcuni di questi elementi, in particolare a Farina e al portiere Petrocco. Per dare una mano alle casse salernitane, in ogni singola trattativa il Potenza potrebbe inserire anche Alfano. Di Farina scrivevamo, giorni addietro: lunga carriera in C e da tre anni a Cava, difensore centrale di 30 an-

Ischia della Cavese

ni. Oggi l’occhio cade su un altro ex della Cavese, Michele Ischia: 31 anni, in prestito a Cava e reduce da 55 partite di B con il Frosinone, dove rientra quest’anno. Fa gola Capuano e potrebbe essere tra i papabili a vestire il ruolo di difensore centrale dei tre previsti dal modulo del tecnico. Ma accanto a quello di Ischia, in queste ore, potrebbe venir fuori un nome nuovo per la retroguardia del Potenza in via di definizione. E’ quello di Gianluca Sgarra, nell’ultima stagione all’Andria. Ha 31 anni ed ha sempre giocato in piaz-

ze di prestigio per la terza serie: Viterbo, Pisa, Foggia, Ancona. Sono 8 stagioni consecutive che gioca in C1 e sempre per campionati importanti. Tanto per l’uno, quanto per l’altro, però, i giorni giusti dovrebbero essere i primi della prossima settimana, quando il quadro delle comproprietà (che saranno risolte il 30 giugno) sarà più chiaro e il Potenza potrà meglio gestire le sue finanze. La forza della società rossoblù, in questi giorni, è rappresentata dal buon nome che sta circolando in Italia sul progetto che ha in mente la società che si è legata a un tecnico benvoluto e che, nonostante il tempo di crisi economica, ha chiaramente fatto vedere che ha i soldi per puntare giocatori di prima fascia. Non è quindi un problema se, nell’ultima settimana, si è verificato un rallentamento delle trattative in atto. Per il momento, ma anche nella sede milanese dove la società sarà presente con il suo patron per la definizione delle comproprietà, si stabiliranno contatti con dirigenti di società e con procuratori e quello che oggi può sembrare un orizzonte ben definito di uomini e strategie potrebbe subire una brusca accelerata e far schizzare ancor più su le quotazioni dell’ambizioso Potenza. Alfonso Pecoraro

Domani e venerdì le trattative. Il 30 si aprono le buste per chi non trova accordi

Si trattano le comproprietà Analizziamo la situazione in Prima, categoria a cui ambisce il Potenza Tanti nomi prestigiosi e un bel po’ di euro, almeno in teoria. Quella di venerdi’ è la prima data significativa del calciomercato estivo 2009: si proverà a risolvere consensualmente le comproprietà. In caso di mancato accordo, appuntamento al 30 giugno per la sempre affascinante apertura delle buste. Ma entriamo nel dettaglio per i club di Prima Divisione. Tanti occhi addosso li avrà Arezzo del vicinissimo nuovo tecnico Leo Semplici, l’artefice del miracolo Figline: diritto di riscatto sulla metà del camerunense Matute fissato a 75mila euro, ma l’Udinese è pronta a riprendersi il promettente centrocampista versando il doppio nelle casse toscane e girando qualche altro elemento alla società amaranto. Per quanto riguarda Ranocchia, il Genoa deve pagare una ricca seconda tranche da 2 milioni e mezzo, riducibili inserendo anche qui una contropartita tecnica. Con il Sassuolo si va invece verso il rinnovo della compartecipazione di Martinetti, che verrebbe così allungata fino al 2010 con posticipo automatico del secondo pagamento da parte del club emiliano. Il Foggia ha situazioni interessanti, potenzialmente adatte a rinvigorire il bilancio per la prossima stagione che il presidente Capobianco ha annunciato al ribasso dopo il forfait di alcuni soci: dovrebbe rientrare a Pescara Tommaso Coletti, che ha estimatori anche in B. In discussione con il Frosinone le posizioni dell’ex potentino Di Roberto e del portiere Zappino, ma è probabile che arrivi anche un premio per la valorizzazione di Troianello, che era in prestito alla corte di Novelli con il cartellino a metà tra lo stesso Frosinone e il Chievo. Si parlerà anche di Mattioli con il Lecce e del baby Velardi con il Palermo. Il Foligno dovrà mettersi

d’accordo con l’Empoli per l’esterno Baldanzeddu, con il Siena per l’ex rossoblu Iadaresta (a concluso la stagione a Vibo), con il Parma per il figlio d’arte Matteo Mandorlini e con il Chievo per Lispi. Il Pescara ha diverse importanti situazioni aperte di non facile risoluzione. l’ex gioiello della Primavera Zappacosta, in prestito alla Pro Patria, con tutta probabilità verrà riscattato dalla Fiorentina che ne detiene la prima metà ed è pronta a mandarlo in B. Particolare anche la situazione di Ciccio Dettori: era ad Avellino in prestito con diritto di riscatto a favore dei campani per la comproprietà fissato a 150mila euro. Sicuramente tornerà a Pescara visti i disastri societari in Irpinia, combattuto tra le lusinghe di Cuccureddu che vuole trattenerlo e quelle del Piacenza in B. Tommaso Romito è in compartecipazione con il

Napoli e resterà in Abruzzo, mentre è in sospeso il brasiliano Irineu, classe ’89 in gran spolvero nella Primavera del Lecce. Ma per trattenerlo in Salento la società giallorossa dovrebbe esercitare il riscatto sulla metà fissato a ben 250mila euro, ipotesi ai limiti dell’impossibile. La Cisco Roma farà suo l’ariete Daniel Ciofani versando alla presidente Caldora 100mila euro. Tavolo complesso tra Paganese e Salernitana per Francesco Scarpa: il presidente Trapani ha incassato 150mila euro per la prima metà del giocatore che ha ben figurato in granata. Forte di alcuni interessamenti (Piacenza, Benevento) la Paganese intende sparare alto sul prezzo: Fabio Brini ha però chiesto esplicitamente a Lombardi la conferma dell’esterno. Verso il rinnovo l’intesa siglata a gennaio con il Gela per il laterale clas-

se ’85 Giovanni Esposito. Il Taranto discuterà soltanto col Lecce della compartecipazione libera su Davide Giorgino, destinato a seguire Gigi De Canio (almeno in ritiro) anche se piace molto a Gino Dimitri, ds del Gallipoli. Il Sorrento rinnoverà con la Lazio per Daniele Greco, mentre rientra ad Udine l’inutilizzato attaccante Albin Hodza. De Giorgio dovrebbe rientrare a Frosinone dal Perugia, mentre il giovane mediano Compagnone non verrà riscattato dal Marcianise per essere girato altrove dalla Sampdoria. La Ternana spera di monetizzare cedendo all’Inter la seconda metà del cileno Jimenez (la prima è stata valutata sei milioni di euro), ma la compartecipazione potrebbe essere rinnovata con il prestito del giocatore al West Ham di Zola. Il promet-

tentissimo attaccante Scappini rientra alla Samp, per lui possibile un prestito in B. Rilevante la posizione del difensore centrale Ferrario, da due anni a Ravenna. Benevento impegnato solo con Roma e Frosinone per due gioiellini della Berretti scudettata. In casa Lanciano dovrebbero rimanere Morante (troppo alto il suo ingaggio, il Verona ne fa volentieri a meno) e Margarita, che per ragioni di famiglia vorrebbe restare in rossonero. Con l’Empoli per Prevete e con la Samp per l’attaccante Romeo gli appuntamenti della Cavese. L’Avellino, in piena crisi societaria, chiude il quadro e fa storia a sé: in biancoverde non rimarrà nessuno, il primo pensiero sarà iscrivere la squadra, l’unica delle campane a non essere mai fallita nella sua storia. Pietro Scognamiglio sport@luedi.it

Jimenez dell’Inter

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Sport 43

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Aquaro piace pure al Campobasso, una pista porta alla punta Picci Situazione col comune in stallo

A Francavilla nubi minacciose Cristian Pablo Ferreyra e Costa per il centrocampo? sul calcio sinnico

Matera, nuove piste

SEMBRA partita aperta tra Matera e Campobasso. Due squadre importanti e dalle tradizioni calcistiche notevoli che, stranamente, si ritrovano a rincorrere lo stesso giocatore. Era accaduto con Genchi e Bertoli e si potrebbe ripetere con l’attaccante Aquaro dell’Agnone, squadra di serie D dove militavano i molisani. La motivazione di questa concorrenza sta nel fatto che Enzo Nucifera, l’anno scorso a Chieti, quest’anno si è spostato a Campobasso e quindi mira agli stessi obiettivi di Pino Giusto con il quale ha lavorato in tera teatina. Il Matera non dovrebbe essere sulle tracce di un terzo attaccante, visto che c’è anche Ancora in organico (una pista porta ad Antonio Picci, ex Pizzighettone e Brindisi, venticinquenne figlio del tecnico ex Matera Pasquale Picci). Ma serve il centrocampista. L’argentino Gasperini si è accasato al Neapolis, ma l’interesse per un italoragentino che avevamo più volte sottolineato nei giorni scorsi nopn è scemato. Il nome che circola è Cristian Pablo Ferreyra che ha vin-

Ferreyra ed a fianco Costa

to il campionato con il Pro Vasto. Stranamente sulle tracce del giocatore c’è anche Nucifera, quindi il Campobasso. Come dire riecco l’antagonismo. Ovviamente i vari nomi circolati, sono tutte piste sule quali il Matera ha preso contatti ma non ha chiuso. Cristian Pablo Ferreyra classe 1975, ex centrocampista della Curi Angolana, protagonista in passato a Celano è un giocatore che rispecchia, nel ruolo, le esigenze del Matera. Alcune

indicazioni di radio tifo portano a Daniele Costa 26 anni, ex Chieti, Real Montecchio dopo aver vestito le maglie dell'Angolana, dell Andria e del Manfredonia. La pista che portava ad Emanuele Gambino non era infondata, ma unilaterale nel senso che il ragazzo avrebbe voluto una seconda possibilità di dimostrare il suo indiscusso valore ma non rientra nei piani della società . Mercato in fermento per quanto riguarda i centrocampisti,

Secondo memorial Leonardo Lapolla Prima giornata

Lapolla Senior come un diesel LAPOLLASEN. OSP.M.D.G.

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LAPOLLA SENIOR: Cappiello V., Altezza, Marsico F., Ciardiello, Scasciamacchia, Cristallo, Rillo, Venezia, Volpe, Marsico A., Gagliardi, Losito, Bochicchio, Abdul, Motta. All. Emanuele Lapolla OSP. MADONNA DELLE GRAZIE: Turturiello, Grassani, Guanti, Di Pede, Cappiello D., Santarsia, Papangelo, Selvaggi, Giaccia, Festa, Moliterni, D'Adamo, Massaro, Contini, Virelli, Bruno. All. D'Adamo ARBITRO: Calia. (Festa- Maragno) RETI: al 4', 15' Selvaggi, 10' Gagliardi, 12' Marsico A., 30' Volpe, 34' Ciardiello rig. MATERA - Inizia con una vittoria il Lapolla Senior, dopo la delusione dello scorso anno, il figlio maggiore del compianto Leonardo Lapolla vuole cominciare bene con una squadra ben attrezzata per la vittoria finale. Chi ben incomincia è a metà dell'opera, anche se la vittoria è stata sudata contro una squadra che ha ceduto nella ripresa sul piano fisico. I ragazzi dell'Ospedale sono i primi ad affacciarsi nell'area avversaria passando subito in vantaggio al 4' con un preciso cross di Virelli per la testa di Selvaggi che centra il bersaglio. La risposta arriva al 10' con il pareggio, preciso passaggio di Marsico A. per Gagliardi che non sbaglia infilando il gol pareggio. Due minuti dopo, siamo al 12'da calcio d'angolo battuto da Gagliardi, la palla precisa sulla testa di Marsico sul secondo palo che viene depositata in rete. E' il momento caldo della gara, Selvaggi palla al piede da fuori area lascia partire un tiro che si infila nell'angolo. Un botta e risposta che fa divertire il pubblico presente. Al 25' azione confusa in area, la palla dopo una deviazione arriva tra i piedi di Volpe che deve solo spingerla dentro la porta. Ancora Volpe al 30' ma questa volta con esito negati-

calcolando che Menolascina si è accasato a Terlizzi e Tatomir non si muove da Chieti c’è da sondare piste alternative. Ma è chiaro che non è facile, anche se la società ha ammesso con grande schiettezza che è in trattative con quattro centrocampisti ma ne prenderà solo due. Potrebbero essere due con caratteristiche diverse. Infatti, solitamente Pino Giusto non disdegna di giocare con due punte e un centrocampista con spiccate doti offensive che agisce o a destra o dalla parte opposta. Quindi, non c’è da meravigliarsi se ci saranno novità in tal senso. «Stiamo lavorando-afferma Giuseppe Fragasso- e nei prossimi giorni concretizzeremo il lavoro che stiamo facendo giorno dopo giorno. Abbiamo i nostri parametri e questi devono cozzare con i nostri obiettivi. Questa è la linea che ci siamo dati e continueremo su questa strada. Chiunque viene qui deve sapere che c’è una linea che va rispettata e noi non faremo pazzie che potrebbero rovinarci gli equilibri che sono stati creati». Renato Carpentieri

FRANCAVILLA – La formazione della F.C. Francavilla, ancora non conosce il suo destino, perchè tutto dipende dalla volontà dell’amministrazione comunale. Se la vicenda che riguarda i settantamila euro da restituire alla società, per la messa in sicurezza dello stadio “Nunzio Fittipaldi” dovesse trovare una via di uscita, allora la dirigenza rossoblu si metterebbe subito intorno ad un tavolo per discutere le strategie da adottare. Come prima cosa, far rientrare ai loro posti l’ex presidente Franco Cupparo, e i due vice presidenti Giovanni Mele e Luigi Abitante. Poi, cominciare a discutere su eventuali nuovi azionisti da inserire nell’organico societario, per ripartire con la costruzione della rosa, con acquisti e cessioni. Quindi, fondamentale una volta risolta la questione con il comune, convincere Cupparo a tornare a capo della società, perché se così non dovesse essere, allora il tutto sarebbe ridimensionato, visto che negli ultimi anni l’imprenditore edile, ha sborsato parecchi soldi per la causa rossoblu. Pochi

Nunzio Marsico risponde a Farinola ed è pari tra Fc Matera e Forza Matera F.C.MATERA A.C.FORZAMATERA

1 1

F.C. MATERA: Bellosguardo, Martulli, Perrone, Masciandaro, Paternoster, Farinola D., Cifarelli, Assali, Martemucci, Domenichiello, Iosco. Rega, Marsico N., D'Adamo, Bongermino, Eletti, Di Simine, Fabiano, Onofrio, Armaioli R. All. Onofrio FORZA MATERA: Di Mola, Lamacchia, Acito, Giroletti, Gagliardi, D'Aria, Cancellieri, Biondino, Armaiuoli M., Farinola A., Esposito, Cascini, Cambio, Lapacciana, Di Cecca. All. Liuzzi ARBITRO: Maragno. Ass. Calia, Festa. RETI: al 25' Farinola A., 30' Marsico N. NOTE: Ammonito al 30' Perrone La formazione del Lapolla Senior

vo sbaglia a porta vuota mandando alto. La seconda parte della gara è tutta della Lapolla Senior che domina, non corre rischi e si porta in avanti al 34' con Gagliardi che viene atterrato da Turturiello che si fa male ed esce, l'arbitro concede

il rigore trasformato da Ciardiello. Al 35' clamoroso palo di Volpe, poi la gara vede la Lapolla Senior dettare i ritmi di gioco, fino a chiudere con Gagliardi che spara su D'Adamo in uscita. Vincenzo Bochicchio

giorni fa, in un intervista il direttore generale della società, Antonio L’Amico, aveva espressamente detto che l’assenza in società di Franco Cupparo, avrebbe avuto un’azione negativa sulle sorti della società, sostenendo addirittura che con la sua assenza, sarebbe stato inutile allestire la squadra per la prossima stagione. In effetti, il discorso non fa una piega, perché se bisogna partecipare ad un torneo, soltanto per fare la presenza e poi retrocedere, allora è meglio non iscriversi affatto. Intendiamoci, per disputare un campionato tranquillo, senza rischiare la zona play out, servono non meno di 500 mila euro. Soldi, che occorrono per affrontare le spese di un’intera stagione, dagli stipendi alle trasferte per poi coprire eventuali costi imprevisti. Una somma di denaro, abbastanza consistente, che soltanto con la presenza in società di Franco Cupparo, potrebbe essere sostenuta. Ma adesso, prima di fare dei calcoli è giusto aspettare come il comune intende comportarsi Claudio Sole

PAREGGIO con botta e risposta in 5 minuti. La terza gara della serata mostra due squadre ben assimilate, forse tra quelle che possono dire al loro fino alla fine. Di poco superiore si è mostrato in campo il Forza Matera, con elementi dotati di maggior esperienza, basti notare in campo Giroletti, Esposito che nonostante l'età ha i piedi ancora fatati con i lanci precisi anche da 50 metri. Farinola Antonello

ed Armaioli spine nel fianco, e Biondino instancabile distributore di palloni. Nel Matera spicca la tecnica e la bravura di Davide Farinola fino a quando non esce per infortunio. Difesa granitica con Martulli e Masciandaro, Paternoster Domenichiello e Iosco che si danno un gran da fare. La gara è la più equilibrata, le azioni arrivano immediatamente. Al 1' minuto Armaiuoli azione solitaria invece di tirare tenta di evitare il portiere, che invece gli soffia la palla. Al 3'e 4' davide farinola con due belle azioni sulla fascia destra d'attacco, impensierisce la difesa con due cross che non trovano pronti i compagni di squadra e la difesa spazza. Poi è Bellosguardo che si esalta al 16' con un doppio intervento prima su tiro di Armaiuoli devia, la palla finisce tra i piedi di Esposito che calcia a botta sicura ma ancora il portiere para. Azione di contrattacco, lancio preciso per Antonello Farinola che si invola verso la porta battendo il portiere in uscita. Il vantaggio dura poco, entrato Marsico N. alla prima occasione utile che gli capita non sbaglia siglando il pareggio. Vicino al gol Farinola A. colpendo la palla di testa, il portiere devia con l'aiuto della traversa e palla in angolo. Ultima azione di Marsico che esalta Dimola. vi.bo.

VINCE LA PAURA DI PERDERE LAPOLLA JUN. VIGILI D.FUOCO STADIO XXI SETTEMBRE “FRANCO SALERNO

0 0

LAPOLLA JUNIOR: Amoruso, Fiore, Perna, Albano, Dilena, Cambio, Festa, Lapolla, Ventura, Iasiuolo, La macchia, Sacco, Ricciardi, Zaccaro, Tataranni, Bitetti, Ferrante, Andriotti. All. Scasciamacchia VIGILI DEL FUOCO: Gianpietruzzi, Catanese, Tataranni, Battilomo, Iannella, Grande, Santochirico, Duni, Dubla, Gammarota, Cristallo, Grittani, Manicone, Rondinone, Bressan, Rizzi. All. Cesare Calia ARBITRO: Festa. Ass. Calia, Maragno NOTE: Ammonito: Cambio FINISCE a reti bianche l'incontro tra Lapolla Juinior e i Vigili del Fuoco. Una gara che ha dato pochissime emozioni, giunte solo nella seconda parte di gara. Tutto il primo tempo la partita si è svolta prevalentemente a centrocampo, appena vicini all'area di rigore le rispettive difese riuscivano ad avere la meglio nei confronti degli attacchi avversari, solo tiri da fuori area senza impensierito i portieri. Povera di azioni, la

partita vede un predominio territoriale e di possesso palla da parte della Lapolla Junior, ma a conclusioni in porta neanche l'ombra, e gioco che ristagna a centrocampo. La ripresa si presenta un po' più vivace ma niente di che. La prima azione che si potrebbe segnalare arriva al 46' con un tiro telefonato di Ventura che finisce tra le braccia di Gianpietruzzi. Al 50' Perna da buona posizione spara alto. L'unico pericolo vero, arriva al 55' con un tiro cross di Ventura che prende la direzione del sette alla destra del portiere. Un grande volo che fa gridare al miracolo, vede la palla quasi dentro, invece viene deviata in angolo da Gianpietruzzi. I Vigili del Fuoco rispondono al 58' con un tiro di Grande dalla distanza, a parabola la palla sembra scavalcare il portiere che invece non si fa sorprendere. L'ultima azione degna di nota arriva al 60' sui piedi di Albano, in piena area da buonissima posizione, il calciatore tira un tiro troppo centrale che finisce tra le braccia del portiere, sprecando così l'ultima occasione proprio sul fischio finale dell'arbitro Festa che chiude l'incontro a reti inviolate. vi.bo.

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44 Sport


14°Torneo della Bruna del Csi Rinviata la gara Prestampa-Manicone

Calcio a 5

Sassone già qualificato Il pareggio consente a Ciardiello e soci di superare il primo ostacolo ESPULSI ANGELO VENEZIA E DE BELLIS LUCANIA SER T.SASSONE

5 5

LUCANIA SERVICE: Rubino, Di Gioia, Cristallo, De Bellis, Onofrio, Gaudiano, Rondinone, Paterino, Ciardiello, Conterosito. TABACCHERIA. SASSONE: Festa, Marsico, Venezia T., Di Pede, Barbafolta, Scasciamacchia, Tataranni, Antezza, Venezia A., Veglia. All. F.Barbafolta. ARBITRI: Barbone e D'Agostino. RETI: 11' pt Rondinone; 17' pt Gaudiano; 23' pt De Bellis; 25' pt De Bellis; 2' st Barbafolta; 4' st Venezia A., 9' st Barbafolta; 11' st Venezia A., 17' st Venezia A., 27' st Rondinone. NOTE: ammonito Rondinone; espulsi Venezia A. e De Bellis per proteste. LUCANIA Service e Tabaccheria Sassone danno vita, forse, alla gara più emozionante del torneo. Alla fine il risultato è 55. Con questo punto, Sassone arriva a quota 10 ed è promossa al turno successivo. La prima occasione capita sui piedi di Barbafolta, il cui tiro va a fil di palo. All'11' il vantaggio di Lucania Service: Gaudiano serve Rondinone solo in area, e l'ex Iula batte Festa. Il gol dà coraggio alla formazione in nero che, poco dopo, sfiora il raddoppio con Gaudiano. Raddoppio che arriva al 17': triangolazione Rondinone-Cristallo-Rondinone, assist per Gaudiano che supera Festa. Sassone ha l'occasione per dimezzare, ma il tiro di Barbafolta finisce sul palo esterno. Poi, in due minuti, c'è

NON C’È STATA MAI PARTITA PARA. QUINTO 3 AUT. PIOGGIA 13

Angelo Venezia eVito Rondinone

doppia gloria per De Bellis: al 23' ruba palla a Barbafolta, chiede ed ottiene il triangolo con Rondinone e, giunto in area di rigore, batte Festa. Poi all'ultimo minuto della prima frazione, deve solo appoggiare in rete un assist sempre di Rondinone. Si va così al riposo sul 40, vantaggio ormai sicuro, se non fosse che nel calcio non esistono partite scontate (ne sa qualcosa il Milan). Nella ripresa La Lucania Service rallenta, forse conscia di aver già in pugno la gara, mentre Sassone, che non ha più nulla da perdere, attacca. Ovviamente si creano spazi per il contropiede. Al 2' Venezia A. serve Barbafolta che batte Rubino. Due minuti dopo, errore di Di Gioia, Barbafolta assiste Venezia A. che fa 2-4. Ciardiello ha la chance del

quinto gol, ma è bravo Festa a respingere il tiro. Al 9' Venezia A. per Barbafolta che a volo di sinistro batte Rubino. Circa 120 secondi dopo discesa di Antezza sulla sinistra, cross al centro dove accorre Venezia A. per il 44. Sassone ora crede al clamoroso sorpasso, mentre Lucania Service non si capacita della rimonta subìta. Al 17' Venezia A. va via sulla sinistra e, col mancino, indirizza la palla sul palo opposto rispetto a quello coperto da Rubino: 4-5. Gli animi si surriscaldano, complici alcuni contrasti troppo duri e a farne le spese è De Bellis, colpito da Di Pede.. Il pareggio si concretizza al 27' con Rondinone che, lasciato solo in area, batte Festa con un bel rasoterra. Nicola Guanti

PARAFARMACIA QUINTO: Andrisani G., Andrisani N., Morcinelli, Sardone, Ventura, Rizzi, Fortunato, De Nittis. AUTOCAROZZERIA PIOGGIA: Faccia, Carriero, Vrapi, Vizziello, Gammarota, Conte, Contini, Manicone. ARBITRI: Cosola e Cuscianna RETI: 5' pt Ventura; 6' pt Conte; 11' pt Manicone; 16' pt Conte; 18' pt Conte; 25' pt Manicone; 1' st Carriero; 3' st Conte; 5' st Gammarota; 9' st Carriero; 15' st aut.Morcinelli; 16' st Gammarota; 18' st Fortunato; 20' st Contini; 22' st Contini; 26' st Rizzi. NOTE: ammonito Andrisani N. per gioco falloso L'AUTOCARROZZERIA Pioggia tiene fede al suo nome e sconfigge con una pioggia di gol la malcapitata Parafarmacia Quinto per 13-3. Solo la matematica tiene vive le speranze di qualificazione per Andrisani e compagni. Eppure le cose si erano messe bene per i 'farmacisti': al 5' Rizzi serve Ventura che batte Faccia. Neanche il tempo di gioire che Pioggia pareggia: Vrapi per Carriero, cross in area e Conte batte Andrisani G. All'11' Manicone si libera di Sardone e dalla distanza trova l'angolo alto alla sinistra del portiere: 1-2. Nel giro di 2 minuti, poi, il risultato si arrotonda: al 16' azione tutta di fino, Carriero serve di tacco Conte che, sempre col tacco, supera Andrisani G. Al 18' Manicone ancora per Conte per il poker. La risposta di Quinto è af-

Andrisani e Vrapi, sotto Ventura e Carriero

fidata a Ventura, ma il suo pallonetto è sventato da Faccia. Azione successiva e Carriero va via di forza sulla sinistra, tiro violento col mancino e palo pieno. E' il preludio al quinto gol dei 'carrozzieri', che giunge al 25' con Manicone, con un tiro secco. La ripresa si apre col gol di Carriero, che deve solo spingere la palla in fondo al sacco. Ormai la Parafarmacia Quinto è col morale a terra e Pioggia infierisce: c'è gloria, nell'ordine, per Conte, Gammarota, Carriero.

GIRONE A

GIRONE B

GIRONE C

CLASSIFICA

CLASSIFICA

CLASSIFICA

Quinto è anche sfortunata quando Morcinelli, per anticipare Conte, devia nella propria rete un cross di Gammarota. Palla al centro e Gammarota supera ancora una volta Andrisani G. Al 18' Andrisani N. imbecca Fortunato che tocca la palla quel tanto che basta per ingannare Faccia. Nella Autocar.Pioggia entra Contini, e anche per lui c'è spazio nel tabellino dei marcatori, due volte nel giro di 2 minuti. Il gol di Rizzi al 26' serve solo per le statistiche. n. g.

GIRONE D CLASSIFICA

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Sport 45

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Seconda partecipazione, ma a fine luglio la Pielle ricambia la visita

Voci fiere d’Abruzzo La comitiva di Roseto non vuole parlare di terremoto ma di basket MATERA - Roseto degli Abruzzi fa il bis. Anche quest'anno, infatti, la cittadina in provincia di Teramo partecipa alla manifestazione internazionale, Minibasket in Piazza, con la società Scuola Minibasket Roseto. Per il secondo anno consecutivo, dunque, i mini cestisti abruzzesi prendono parte all'importante kermesse materana che, anno dopo anno, continua a regalare nuove e forti emozioni per una comitiva reduce dal terremoto che ha scosso e colpito anche i rosetani. "E’ vero. Ma parliamo di basket. Il torneo è unico - ha affermato Pierpaolo Di Gianvittorio, istruttore della Scuola Minibasket Roseto. E' il secondo anno che vi prendiamo parte ed anche questa volta abbiamo accettato con grande entusiasmo l'invito di Sergio Galante . Non potevamo assolutamente saltare questo importante appuntamentro che permette ai nostri ragazzi di crescere sia dal punto di vista sportivo che umano; con la Pielle poi si è creato un bel rapporto di amizia, a fine luglio organizziamo un torneo a Roseto ed al quale giocano anche i mini cestisti materani". Cosa l'ha maggiormente stupita nella scorsa edizione? "Sicuramente la serata della finale. Vedere la piazza di Matera diventare un palazzetto del minibasket, vedere tanta gente che segue la manifestazione provoca un'emozione stupenda. L'anno scorso sono rimasto sbalordito, non immaginavo che questo evento potesse mobilitare un'intera città, anche per questa ragione conservo in maniera indelebile l'immagine di piazza Vittorio Veneto gremita di gente". Per i tanti bambini, il torneo del Minibasket in Piazza diventa davvero una scuola non solo di pallacanestro ma anche di vita, proprio perchè regala loro la possibilità di

Un momento della presentazione al Duni, sotto i ragazzi in piazza Vittorio Veneto

confrontarsi con coetanei di cultura, abitudini e tradizioni diverse. Il pallone a spicchi, dunque, diventa il mezzo per socializzare, per sorridere, per scherzare e per comunicare anche se si parla una lingua diversa. "La bravura del comitato organizzativo è proprio questa; l'abilità di far partecipare tanti bambini, di mettere insieme realtà diverse, squadre che provengono da ogni parte del Mondo. Questo è qualcosa di unico - ha continuato Di Gianvittorio. L'anno scorso siamo arrivati al venticinquesimo posto, quest'anno siamo abbastanza competitivi ma questo aspetto ci interessa relativamente. Il nostro principale obiettivo è quello di far socializzare i bambini. La gente materana è davvero generosa, non fa mancare niente ai nostri ragazzi - ha concluso Di Gianvittorio". Lorenzo Tortorelli

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46 Sport


Il coach: «Questa è soprattutto un’esperienza di vita per i ragazzi»

«Spirito internazionale» Casali del San Giovanni Valdarno è ospite di varie famiglie gravinesi PRIMA esperienza nella città dei Sassi per i toscani del San Giovanni Valdarno. Nella diciassettesima edizione del Minibasket in Piazza, una delle novità assolute è rappresentata dalla squadra di coach Sergio Casali. La prima impressione, per la squadra che alloggia a Gravina in Puglia presso le famiglia di altri minicestisti, è stata molto positiva, contraddistinta soprattutto dal carattere internazionale della kermesse organizzata dalla Pielle Basket Matera. «Ho trovato un’ambiente stupendo -ha commentato coach Sergio Casali- soprattutto per lo spirito internazionale della manifestazione». Una grande esperienza per i piccoli atleti toscani, che prescinde dal mero momento agonistico e competitivo, contribuendo alla crescita personale di ognuno di essi. «Questa è soprattutto un esperienza di vita per i nostri ragazzi -ha continuato l’allenatore del San Giovanni Valdarno- quello che nel momento di crescita è più importante. Anche se il livello agonistico conta, infatti, penso che alla fin fine passi in secondo piano di fronte ad esperienze del genere. Pensare che ho portato anche mio figlio in squadra proprio perchè credo nell’importanza delle esperienza che regalano queste manifestazioni». Complimenti alla Pielle Basket Matera

Le squadre impegnate nelle gare al Circo di ieri (foto Videouno)

per l’organizzazione di un evento di grande portata da parte dei toscani. «Abbiamo vissuto bellissimi momenti durante la visita del Carro Trionfale della festa -ha ripreso Casali- oltre che durante la sfilata, momento davvero magico con una coreografia stupenda realizzata anche grazie alle luminarie accese per l’occasione. Coreografia migliore non poteva esserci. Unica delusione, naturalmente non legata all’organizza-

zione, è arrivata dal tempo, che in questi primi giorni ci ha deluso un pò». Ottima l’accoglienza delle famiglie di Gravina per i piccoli cestisti di Valdarno, con grande soddisfazione da parte di tutta la dirigenza toscana. «Abbiamo trovato famiglie gentilissime a Gravina, che ci hanno fatto sentire davvero la loro calda accoglienza -ha ammesso il tecnico del San Giovanni- dimostrando la veridicità della sacralità dell’ospite nel Sud Italia». Nella

mattinata di ieri la squadra ha partecipato alla visita guidata dei Sassi di Matera per poi trasferirsi sui campi da gioco. Dal punto di vista tecnico, il torneo ha destato subito una buona impressione nel tecnico toscano, che ha individuato una decina di formazioni più competitive delle altre, con degli ottimi fondamentali e ben organizzate in tutti i settori del campo. «Dal punto di vista tecnico -ha spiegato Sergio Casali- ci sono

circa 10 formazioni che si dovrebbero contendere la vittoria, una delle quali potrebbe essere il Roseto degli Abruzzi, ottima compagine completa in tutti i reparti. Poi ci sono anche i venezuelani del Caracas e probabilmente anche il Padova, considerando che non ho avuto la possibilità di visionare tutte le squadre. Tutte le altre sono, invece, abbastanza livellate». Francesco Calia sport@luedi.it

Roma concede a Bitonto solamente due punti Un’azione delle gare al Palasassi che hanno aperto la kermesse Due momenti delle gare di ieri al Circo

SUBITO tutti in campo per la prima giornata della diciassettesima edizione del Minibasket in Piazza. Le compagini, arrivate da tutte le parti del mondo tra sabato e domenica, si sono subito ritrovate in campo nella mattinata di lunedì, prima di procedere con la sfilata e la presentazione del torneo alla città in serata. Si sono subito messe in luce le compagini storicamente più accreditate come i venezuelani del Caracas ed il Roseto degli Abruzzi. I giovani minicestisti provenienti dal Sud America hanno subito regolato i pugliesi di Gravina, realizzando 64 punti e subendone solamente 7, come contro il Manfredonia, ai quali sono stati inflitti gli stessi punti da Caracas, con soli 6 canestri concessi agli avversari. Esordio positivo anche per la compagine libanese del Mouttahed Beirut, che ha superato l’Elbazan Albania per 49 a 12. Nella seconda giornata, però, la squadra del Libano è stata regolata dalla Lbl Caserta per un solo punto, 17-16. L’altra squadra favorita per la sua completezza, il Roseto degli Abruzzi, è partita bene rifilando 83 punti ai malcapitati piellini della squadra arancio. Gli abruzzesi si sono subito dimostrati ottimi in tutti

i fondamentali e nel gioco di squadra, candidandosi per arrivare sino in fondo alla manifestazione organizzata dalla Pielle Matera. Sorpresa positiva è arrivata dall’ottima prestazione del Patavini Padova, che ha superato per 80 a 7 il Manfredonia nella prima gara, accreditandosi come una delle possibili out sider del torneo. La squadra bosniaca di Sarajevo ha esordito, invece, con una sconfitta contro il Cisterna, 40-26 il risultato, mentre gli algerini della F Setif si sono imposti a Corato conto la locale squadra dell’Olimpia, con il punteggio di 67-20. La squadra che ha realizzato il maggior numero di punti in una gara è stato il Dolo, squadra veneziana che ha raggiunto quota 96, subendone 16 dal Rutigliano nella prima giornata, subito incalzati dai 101 punti realizzati da Roma nella seconda giornata contro la Pielle Arancio in una delle gare disputate presso il Centro Commerciale materano “Il Circo”. I materani della Pielle Matera Nero, sono partiti molto forte nella diciassettesima edizione del Minibasket in Piazza, dimostrando tutta l’intenzione di fare bene nel torneo di casa. f.c.

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Sport 47

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Beach Badminton Alle finali nazionali per scuole secondarie

Basket A Dil.

Rato fedeltà decennale Prestazione incoraggiante per Giuseppe Ferrenti a Potenza

Venosa sfiora il podio VENOSA - Si sono disputati lo scorso 18 e 19 giugno a Gaeta (Lt) le finali nazionali di Badminton dei Giochi Sportivi Studenteschi 2009, categoria Juniores all'interno della kermesse annuale dei Giochi del Mare con il IV trofeo di Beach-Badminton., organizzate dalla Federazione Italiana Badminton. Il Badminton da pochi anni si pratica nelle scuole. E' uno sport di facile apprendimento e molto coinvolgente. Per praticarlo servono due racchette ed una rete centrale posta a m.1,55. Si colpisce un volano in materiale sintetico. Si gioca singolarmente ed a coppia. Il campo di gara, per il singolo, è di m.13,40x5,18, per il doppio m. 13,40x6,10. Ogni incontro si disputa al meglio dei due set vinti su tre. Vince il set il giocatore, o la coppia, che arriva per primo a 11 punti. Alle gare di Gaeta hanno partecipato le scuole vincitrici delle finali regionali, una per ogni Regione. Per la Basilicata era presente il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Venosa, che in questa specialità sportiva domina da qualche anno, nonostante abbia una carenza di impianti sportivi. I ragazzi si allenano in una piazzetta vicina la scuola e, in caso di cattivo tempo nell'aula magna su un campo improvvisato e per niente delimitato da linee. La rappresentativa venosina era presente con Giuseppe Ferrenti fre-

Ferrenti a sinistra con Visentin a fine partita e la coppia di Venosa Ferrenti-Antenori impegnata nel doppio misto contro la Lombardia.

quentante la V A, alla sua prima esperienza nazionale e Paola Antenori della classe 2^ B, già nel passato presente alle finali nazionali. Gli alunni e le alunne presenti in rappresentanza delle proprie scuole hanno disputato un torneo di singolo maschile e un torneo di singolo femminile che ha dato titolo di campione italiano studentesco-categoria juniores maschile e juniores femminile. Successivamente l'alunno e l'alunna della medesima Regione hanno partecipato ad un torneo di dop-

pio misto come squadra rappresentativa regionale per fregiarsi del titolo di campione italiano di doppio misto. Nel singolare maschile, Giuseppe Ferrenti si è piazzato, sorprendendo tutti data la sua giovane età ed alla sua prima esperienza nazionale, al 5° posto finale, fallendo per un soffio il podio. Nei suoi quattro incontri individuali è stato battuto di poco dal solo rappresentante della Lombardia, Francesco Milani per 11-8 e 11-10, mentre ha battuto il rappresentante

del Veneto, Michel Visentin per 711, 11-6 e 11-2, quello della Campania Fabio Maio per 11-9, 10-11 e 1110 e quello del Trentino Stefano Marzana per 11-5 e 11-7. La ragazza Paola Antenori si è piazzata al 10° posto finale vincendo due partite su quattro. Nel doppio misto la coppia di Venosa si è piazzata al 7° posto finale su 16 coppie partecipanti, battendo la Sardegna per 11-9 e 11-3 e la Liguria per 11-8 e 11-1, perdendo contro la Lombardia, la scuola che ha vinto la finale di doppio, ed il Friuli. Abbastanza felice Giuseppe Ferrenti di questa sua prima esperienza nazionale, figlio di un Docente di Educazione Fisica che ha saputo trasmettergli i valori dello sport, è stato anche intervistato, tra i tanti ragazzi presenti, da Rai 3 Lazio riferendo: “ non pensavo mai di piazzarmi al 5° posto, ad un soffio dal podio. Il Badminton, l'ho appreso solo da due anni e lo ritengo uno sport piacevole e divertente dove tutti si possono avvicinare per la semplicità di regole e del gioco. Queste finali servono a fare amicizia con altri coetanei, ho condiviso la camera dell'albergo ed il tempo libero con il rappresentante della Calabria e della Lombardia, la Regione, quest'ultima, che mi ha battuto nella partita decisiva impedendomi di salire sul podio”. Lorenzo Zolfo

Basket Il cestista rionerese alle Universiadi

Cutolo a Belgrado UNA GRANDE vetrina, una soddisfazione immensa. Donato Cutolo, giovane cestista di Rionero in Vulture, è stato convocato dal coach Giovanni Benedetto per le Universiadi di Belgrado che avranno luogo nella città slava dal 30 giugno fino al 14 luglio. Il cestista farà parte della selezione under 22. L'atleta lucano, nato a Padova, il 29 dicembre del 1987 ha dunque coronato un sogno, lungo una stagione, peraltro vissuta intensamente. Un talento naturale, esploso an-

che in questa stagione. Va detto che nella stagione agonistica 2007/2008 a mantenere alto il gonfalone del basket lucano è stato il gaucho Bruno Cerella, tesserato per la Mach 20 Potenza. Cutolo ha fatto registrare ottime prestazioni durante il campionato maschile di serie A Dilettanti, disputato nelle fila dello Jesolosandonà Basket. L'avventura per Donato Cutolo, sotto la guida tecnica del coach Giovanni Benedetto, ex Edilnova Potenza, nella stagione agonistica 1996/1997 comincerà gio-

vedì con il raduno di Caorle, in provincia di Venezia che terminerà il prossimo ventisette giugno. Nella comunità sportiva rionerese la notizia della convocazione di Cutolo, fratello di Costantino, già salito alla ribalta delle cronache nazionali per alcune convocazioni è stata appresa con ovvia soddisfazione. Una gioia immensa, che Cutolo al suo ritorno potrà condividere con i suoi amici e gli allenatori che lo hanno fatto maturare nella città vulturina, su tutti Antonio Rende che ha sempre credu-

MATERA OPEN 2009

to nelle possibilità tecniche e umane dell'atleta lucano. Per la società dello Jesolosandonà Basket si tratta di una doppia soddisfazione, vista la convocazione di Donato Cutolo e Riccardo Casagrande. Nella stagione appena conclusa Cutolo ha segnato con una media di 14.1 a partita, catturando 5.1 rimbalzi a partita con 30.6 minuti disputati nella stagione regolare, nei playout invece l'esterno rionerese ha avuto una media di 5.6 rimbalzi e 34.3 minuti di media partita. Numeri che

Donato Cutolo

hanno convinto il selezionatore azzurro Giovanni Benedetto a convocare Donato Cutolo nella nazionale italiana che prenderà parte alle Universiadi di Belgrado. f.menonna@luedi.it

Tennis Oggi altre gare

Natali si ritira e Cristofaro trova Divuolo QUESTI i risultati del primo turno del torneo nazionale Fit Open 2009, in corso di svolgimento sui campi del Circolo Tennis in viale delle Nazioni Unite a Matera. PRIMO TURNO: Francesco Faggella b. Nicola De Cesare 6-1; 7-5; Mario Carnevale b. Mattia Campus rit. Yari Natali b. Lorenzo Montegiorgi 6-3; 6-2; Roberto D'Adamo b. Italo Notarfrancesco 2-6; 62; 7-5; Laerte Di Falco b. Savino Lapalombella 4-6; 6-3; 6-0 SECONDO TURNO: Il programma delle gare di ieri, valide per il secondo turno ha visto Massimo Bosa-Roberto D'Adamo duellare nel terzo set, ma il risultato premia Bosa ( 4-4; 6-2; 2-6); Cesare Gallo-Mario Carnevale Pierfrancesco PrudentiniLaerte Di Falco: 1-6;4-6 Cosimo Munzone-Francesco Faggella si gioca oggi Alberto Cristofaro-Yari Natali è terminata con il ritiro di Natali sul 5-2 di Cristofaro r.carpentieri@luedi.it

Rato

DIECI anni di passione, un contributo in termini di esperienza davvero eccellente, un personaggio dentro e fuori lo spogliatoio. Antonino Rato, capitano di lungo corso della Levoni Potenza è stato riconfermato dalla società che lo ha legato contrattualmente per una stagione al quintetto allenato da Antonio Paternoster nella prossima stagione. Temerario nella vita di tutti i giorni, dove la calma e la sua serenità nell'affrontare i problemi ma versatile e grintoso sul parquet dove ha spesso risolto i dilemmi dei tanti allenatori incrociati sulla propria strada. L'estroso atleta reggino ha detto nuovamente sì alle lusinghe del sodalizio di Francesco Petrullo che già nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione agonistica, svoltasi sabato nello store della Benetton, servita a presentare anche il coach Paternoster aveva annunciato la conferma e il matrimonio con il giocatore reggino, ormai fortemente legato sul piano umano ed emotivo alla Levoni Potenza, dove ha stabilito un rapporto davvero entusiasmante, rafforzato dalla presenza in qualità di allenatore delle giovanili della società satellite della Potenza 84, vale a dire la Timberwolves con Gianfranco Pace, Titti Barbato, Donato Fiore, Antonio Statuto, Vincenzo Bochicchio. Un personaggio simpatico che ha dato tanto e continuerà a dare molto, ne siamo convinti per le fortune della Levoni che grazie al suo contributo ha ottenuto il salto di categoria, sotto la guida tecnica di Giampaolo Di Lorenzo, quando la squadra portava la denominazione di Mach 20. Rato e la Levoni sono ormai una certezza per una società che grazie all'esperienza e al carisma, mai messo in discussione del suo capitano hanno potuto far breccia nella tifoseria. I canestri, le penetrazioni, i palloni recuperati, la difesa arcigna su ogni avversario hanno testimoniato nel corso di questi splendidi dieci anni l'attaccamento alla maglia del capitano calabrese. Un calabrese trapiantato in città che ha saputo farsi apprezzare. La conferma, legittima e meritata assume il valore di una nuova stimolante e appassionante consacrazione ai ranghi di capitano. Paternoster, Petrullo e Rato, tre uomini sicuri, ora la Levoni cerca di fare centro. Francesco Menonna f.menonna@luedi.it

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48 Sport


Atletica Otto corridori della Podistica Ferrandina si sono difesi con grinta

Stregati dalla notte romana E’ stato il trentesimo appuntamento ufficiale dall’inizio dell’anno Taekwondo Campionato italiano

Conte si ferma ai quarti di finale SI E' FERMATA ai quarti di finale la corsa di Donato Conte nei campionati italiani assoluti di taekwondo di Cercola. L'atleta della Korea Taekwondo Potenza, iscritto nella categoria - 58 chilogrammi cinture rosse ha dovuto cedere le armi al forte lottatore De Mattei, del Tiger Team di Fondi, in provincia di Latina, seguito nella gara napoletana dal maestro Massimo Altobelli. La gara tra i due atleti è stata tirata e combattuta, e si è decisa nelle fasi convulse a favore dell'atleta laziale. La manifestazione è stata di buon livello tecnico e ha visto il lottatore potentino cercare in tutti i modi di far risultato contro il forte avversario De Mattei. Al potentino è venuta a mancare d'incanto la capacità di far male che ne ha contraddistinto per tante gare il rendimento e i risultati. Per la Korea Taekwondo Potenza si è trattato di un risultato ugualmente positivo visti gli sforzi del maestro Massimo Fabrizio e del preparatore atletico Michele Ruoti. Due anni fa, proprio Donato Conte riuscì nell'impresa di arrivare sul podio grazie alla classe immensa e alla forza fisica di cui dispone. Nel corso della gara di Cercola l'atleta potentino ha pagato lo scotto dell'assenza di allenamenti che ne hanno di fatto condizionato la prestazione sul difficile tatami campano. Nelle prossime gare Donato Conte potrà rifarsi e dare soddisfazioni al maestro Massimo Fabrizio e al presidente Rosanna Carritiello. f.m.

LA NOTTE DI ROMA strega l' Asd Podistica Ferrandina. Il fascino di una gara podistica in notturna a Roma ha coinvolto otto atleti dell' Associazione sportiva dilettantistica materana che sabato scorso hanno partecipato alla prima edizione della Mezza Maratona di Roma. Oltre tremila i podisti al via in una gara altamente suggestiva che ha preso il via alle ore 23.00 da via di San Gregorio a sud dell' Arco di Costantino ed è proseguita per Via delle Terme di Caracalla e l' Appia Antica per far ritorno da via Ardeatina e concludersi in via di Porta San Sebastiano. Lo spettacolo sull' Appia Antica è stato reso suggestivo da 2000 fiaccole ad olio che hanno delimitato i bordi della carreggiata indicando il difficile percorso sui sanpietrini. La serata con un caldo umido insopportabile non ha fatto registrare tempi eccelsi anche da parte da parte dei top runners, infatti il keniano Nicodemus Biwott si è aggiudicato la mezza romana in 1h06'11". La spedizione ferrandi-

Il gruppo dei ferrandinesi a Roma

nese in terra laziale si è ben comportata con il duo Marco Saponara (1h40'47) e Francesco Mangieri (1h41'51"), mentre il trio Pennuzzi-Zaltini-Lacarpia ha disputato una gara a ritmo costante trascinandosi dietro di loro Ierinò, Selvaggi e Cerabona. La RomaMezzaMaratona ha avuto anche valenza sociale promuovendo la campagna di sensibilizzazione

contro l'uso delle droghe "Vita senza Droga" un progetto che da 2 anni accompagna alcuni dei più grandi eventi italiani di sport per diffondere il messaggio insito nello slogan. I podisti aragonesi insieme agli altri partecipanti hanno sostenuto questa campagna correndo con la t-shirt ufficiale dove era stampato lo slogan "Vita Senza Droga".

Calcio a 5 Torneo dei Silenziosi Cinque team in gara

I PROTAGONISTI

Lauria, quattro vittorie

Le squadre partecipanti

POTENZA - Alla presenza di Rocco Conte , Delegato Regionale; Vito Barbuzzi , Presidente; Domenico D'Alessandro, Vice Presidente; Luigi Lamastra , Consigliere; Domenico Venneri , Segretario, dell'ASD-GSC Silenziosi, si è svolto, presso la struttura sportiva di Malvaccaro, il quarto torneo Regionale Basilicata FSSI di calcio a 5 organizzato dal Gruppo Sportivo e Culturale dei Silenziosi Potentini. Il torneo, articolato in 10 partite da 40 minuti ciascuna, ha visto la partecipazione di cinque squadre che hanno dato vita alla manifestazione di fronte ad un folto pubblico di sostenitori delle rispettive squadre realizzando 118 reti. Il torneo, iniziato alle ore 10,00 con la gara inaugurale tra il Paternicum e Melfi, si è concluso alle 18,00 con la finale tra il Melfi e Lauria giunti a pari punti all'ultimo incontro. Il coriaceo Melfi, va in vantaggio con un spettacolare goal di Camassa. Nonostante la grinta e l'agonismo, cede al Lauria che lo batte vincendo meritatamente il torneo. Il quintetto diretto da Forastiero Nicola, imbattuto a punteggio pieno, miglior attacco, difesa, e miglior marcatore con Melatti capocannoniere del torneo, sfoggiando tecnica, classe, velocità, e perfette triangolazioni, porta a casa il trofeo. Tutti gli uomini impiegati nelle gare hanno dato lustro alla manifestazione con im-

pegno e attaccamento ai colori sociali, dimostrando di non cedere nulla all'avversario di turno. Nelle gare disputate sono emerse giocate di livello superiore rispetto alla categoria in cui, oltre a Camassa, hanno realizzato eurogol Ciabarra del Lauria, Campagna della Titese e Iliceto sempre della Titese con punizioni a schema e Foscolo ha messo a segno nell'ottava partita un goal di tacco. Alla quarta partita Mbaya su punizione, trafigge Troiano piazzando la sfera sotto il sette. Gli estremi difensori hanno parato l'impossibile malgrado le reti subite, come il portiere del Melfi Biasi, che incassa 7 reti nella finale, risultando il migliore del torneo, le improvvise avanzate in attacco del portiere Pizzarro del Lauria e il suo omologo Troiano che ha trasformato l'unico calcio di rigore concesso ai danni del Lauria nell'ottava partita. Esce a testa alta il Paternicum del puntiglioso Mbaya, e del bomber Parretta schierando tra i pali un portiere non di ruolo, che non ha sfigurato, e del giovanissimo Fecarotta (classe 93) chiudendo ultimo in classifica a zero punti. Bene il Potenza che salva la faccia battendo proprio il Paternicum nella nona partita. Gli organizzatori hanno consegnato una targa ricordo alla nostra testata giornalistica. Leonardo Martino sport@luedi.it

GSCS POTENZA: Battista, Campagna, Lomuto, Greco, Di Martino, Di Paola, Gigante, Silvano, Collazzo. Allenatore: Campagna Donato GS LATITESE: Troiano, Gramazio, Ferrandino, Lotito, Delle Grazie, Iliceto, Gennarini, Foscolo. Allenatore: Lotito Gerardo GS LAURIA: Bloise, Ciabarra, Forastiero Luigi, Melatti, Giosia, Forastiero Nicola, Luca, Pizzarro. Allenatore: Forastiero Nicola GS MELFI: Biasi, Sisti, Binetti, Di Vito Massimo, Pelliccotta, Di Vito Stefano, Camassa. Allenatore: Catanzaro Rocco DEAF PATERNICUM: Fusillo Maurizio, Marzigno, Mbaya, Parretta, Fusillo Luciano, Fecarotta. Allenatore: Fusillo Maurizio

Classifica marcatori Melatti (Lauria) 12 Forastiero L. (Lauria) Camassa (Melfi) 10 Parretta (Paternicum) 9 Di Paola (Potenza) 7 Forastiero Nicola (Lauria) Ciabarra (Lauria) Pelliccotta (Melfi) 6 Luca (Lauria) Delle Grazie (Latitese) 5 Sisti (Melfi) Iliceto (Latitese) Silvano (Potenza) Fecarotta (Paternicum) Marzigno (Paternicum) 4 Giosia (Lauria) Di Vito M. (Melfi) Greco (Potenza) Mbaya (Paternicum) 3 Ferrandino (Latitese) Gramazio (Latitese) Campagna (Potenza) Di Martino (Potenza) 2 Foscolo (Latitese) Troiano (Latitese) 1

Il Lauria

Il Melfi

Il Potenza

La Titese

Il Paternicum

RISULTATI E CLASSIFICA FINALE Risultati: paternicum - melfi 6-11 potenza - latitese 2-4 lauria - potenza 9-2 latitese - paternicum 7-6 paternicum - lauria 1-13 melfi - latitese 4-2 potenza - melfi 4-7 latitese - lauria 2-13 paternicum - potenza 7-10 melfi - lauria 1-7 Classifica: LAURIA 12 melfi 9 la titese 6 potenza 3 paternicum 0

Con la gara romana l' Asd Podistica Ferrandina ha raggiunto le 30 partecipazioni a gare ufficiali dall' inizio dell' anno a testimonianza di una costante attività agonistica da parte di tutti gli iscritti. Nel mese di luglio il sodalizio podistico aragonese ha programmato impegni a Mottola, San Severino Lucano, Adelfia e Tursi sport@luedi.it

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Sport 49

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Originale presentazione del volume Scarabocchi in do maggiore

Morelli il poeta clown di FRANCESCO MENONNA POTENZA - Una lettura leggera, veloce, scandita dai passi salienti dell'opera, un poeta illuminato e vestito da clown. Luca Morelli, ha presentato presso il Ridotto del Teatro Francesco Stabile di Potenza, la sua prima opera dal titolo: “Scarabocchi in do maggiore”. Opera brillante, leggera e sensibile agli umori della gente, quella prodotta da Luca Morelli, grazie alla casa editrice Arduino Sacco che ha dato la propria disponibilità a rendere fattibile il progetto letterario di Luca Morelli. Cappello bianco bordato di nero, barba folta, guanti bianchi, pantaloni neri, scarpe bianche e l'immancabile bastone, tipico dei clown, Luca Morelli ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico presente nel corso della prima della sua opera inserita nel cartellone culturale del Comune di Potenza, nell'ambito della rassegna dal titolo “Lettere d'autore, incontri con gli scrittori”. Luca Morelli, lucano doc, padre materano, madre potentina, nato a Chiari in provincia di Brescia il 17 gennaio 1983, ha dunque fornito una presentazione quanto mai prospettica, figlia del buon umore che la lettura del testo impone. La sua opera è viva, eccentrica, vissuta e versatile, sempre al passo con le suggestioni dei lettori, grandi e piccini che si divertono nel leggere l'opera adatta a tutti i gusti letterari.

L'umile intrattenitore, come ama definirsi lo scrittore Morelli chiede ai suoi lettori quella versatilità genuina e sempre affabile. Le migliori attrazioni da ciclostile, hanno reso frizzante l'atmosfera irrobustita dalla presentazione a mò di mago con tanto di coriandoli del suo volume. Un video scherzoso, ha ulteriormente accresciuto l'interesse dei presenti. Un libro tutto da scoprire, con la naturalezza dei giorni che scorrono via inesorabili, ma con la consapevolezza di potere e dover far centro nei cuori dei lettori. Un testo attuale, dove è possibile credere che quanto rappresentato nelle pagine, ben 153, sia tutto finto e i lettori possono farsi ingannare benevolmente dagli scarabocchi. Attori, clown, pompieri, prostitute, pittori e bambole di legno che prendono vita dalla forza dell'amore, uomini soli, teatri, il circo e tante altre sfaccettature della vita quotidiana, attendono i curiosi nel sipario del libro di Luca Morelli. Chi legge il libro, ride o piange, nelle otto storie, altrettante esibizioni che hanno la pretesa giustificata di ammaliare il curioso. Tutto grazie alle migliori attrazioni da ciclostile. Morelli saluta il pubblico all'ingresso con il linguaggio internazionale e lascia la platea tra gli applausi clowneschi che il suo libro ama far vivere nella sua intensa passione e la forza della magia, quella vera. f.menonna@luedi.it

Luca Morelli e la copertina del libro

IL CONCERTO

L’orchestra del Conservatorio di Matera al Festival internazionale di Ischia GRANDE ed importante riconoscimento per l’Orchestra del Conservatorio Duni di Matera. Domani sera, presso il Giardino La Mortella di Ischia, presso lo splendido scenario offerto da Villa Walton l’organismo sinfonico dell’Istituzione materana è stato invitato alla rassegna Internazionali Festival delle Orchestre Giovanili. La stagione di musica sinfonica al Teatro Greco, come quella di musica da camera, viene svolta in collaborazione con scuole di musica ed istituzioni na-

zionali ed internazionali. Quest’anno saranno presenti oltre all'l’Orchestra del Conservatorio Duni di Matera diretta da Paolo Manetti; la Eton College Chamber; Vargons Youth Orchestra; la Yale University e la Southbank Sinfonia. Questi concerti vengono sempre svolti da musicisti giovani (età massima 32 anni), per dare seguito alla volontà espressa da William Walton, che La Mortella potesse aiutare i giovani talenti a spiccare il volo. cultura@luedi.it

LA RICORRENZA di CHIARA LOSTAGLIO LE PIÙ antiche credenze popolari d'Europa, consideravano la notte fra il 23 e il 24 di giugno la più breve dell'anno: con il solstizio d'estate infatti il sole raggiunge il punto più alto dello zodiaco celeste. Tanti sono i riti e i culti fra i più diversi e suggestivi che hanno accompagnato questo appuntamento: nel Nord celtico il solstizio era la notte degli incantesimi, delle streghe, dei falò e delle licenze amorose; in Germania nella Notte di Walpurgis antiche dee pagane radunavano i loro seguaci sulla vetta di oscure montagne; in Inghilterra fate e folletti ispiravano sogni e fantasie amorose. Anche dalle nostre parti la notte si rivestiva di riti propiziatori e, con il Cristianesimo, è diventata la Festa di San Giovanni. Proprio per scongiurare goffi e talvolta orridi “scherzi” di spiriti e folletti, la tradizione imponeva di trascorrere la notte nelle vicinanze delle chiese, attorno ai falò, danzando e banchettando. Ingrediente essenziale di queste cene popolari è stata la lumaca, nelle sue denominazioni più variopinte del dizionario popolare. Dal “ciummache” del Lazio al “lumaghitt” lombardo, al “ciammaruche” lucano (o almeno nell'area del Vulture) alle più generali “chioc-

Le lumache piatto propiziatorio del solstizio d’estate

Lumache e girasoli

ciole”, i piccoli molluschi gasteropodi erano già noti e commestibili fin dall'era romana, conosciuti in latino come “Helix pomatia”. In molte credenze hanno svolto una funzione di buon auspicio. In alcune rappresentavano un simbolo di fertilità e si riteneva che conciliassero le amicizie, gli amori e i legami di “comparatico” (specie al Sud). Assumevano particolari effetti proprio se venivano consumate nel solstizio d'estate. Essendo le loro corna da sempre considerate simbolo di discordia, si riteneva che seppellite nello stomaco ed affogate di buon vino, si cancellavano rancori e ruggini personali. Un tempo anche la medicina ufficiale ne consigliava il consumo: recitava così un antico manuale “efficace medicamento per il fegato ed in caso di esaurimento”. I contadini tornavano dalla campagna con sacche colme di “ciammaruche” che venivano cucinate in succulenti sughi sui quali campeggiava il peperoncino. Ora non restano che sbiaditi ricordi di quelle passate civiltà, di quella contadina, alla quale tuttavia tendono solo alcune sparute trattorie locali anche in Basilicata che cercano di far sopravvivere questa antica tradizione culinaria. cultura@luedi.it

CARNET All’Atrio tra “Forme e colori” MATERA - Al Circolo Culturale “L'Atrio” la collettiva “Forme e colori” di Maria Antonella D'Agostino e Giacinto Chita. La presentazione dell'esposizione del poeta, Michele Martinelli. Si tratta una rassegna «accattivante per gli elementi che sono opere degli artisti e che hanno due modi diversi di interpretare il pensiero artistico nella elaborazione personale dei concetti, degli oggetti, delle cose». Maria Antonella esalta la poesia e la consacra nel lavoro della creazione del “libro-oggetto” la cui composizione cromatica e aggiuntiva di altri effetti scenici come la rosa, la collana, le conchiglie, l'orologio inserito nel libro che è “mummificato” ne evidenziano un effetto di gran fascino. Giacinto Chita realizza sintesi con ferro acciaioso che staglia nello spazio espositivo i profili di Matera con la cattedrale e i Sassi, le fontane che hanno “dissetato” la popolazione materana grazie all'acqua che sgorgava dal Frida. La mostra resterà aperta sino al 25 giugno con orari dalle 19,30 all 21,30. cultura@luedi.it

Galà degli eventi con Ulderico e i 3mendi SENISE - Il mondo dell’associazionismo dell’area del SenisesePollino organizza a Senise per domani, alle 21, la prima edizione del “Gala degli Eventi”, promosso da Apt Basilicata e organizzato dall’Associazione Agoraut e dalla testata giornalistica online Lasiritide.it. L’iniziativa – riferisce una nota degli organizzatori - punta a stimolare azioni di cooperazione tra le varie associazioni, a far conoscere i numerosi eventi promossi da ciascuna realtà e a creare una sorta di coordinamento implicito di tali eventi. Ospiti del gala saranno “I 3mendi”, il trio cabarettistico di Brienza e Ulderico Pesce, che presenterà una parte del suo nuovo testo teatrale dedicato alle vicende della realizzazione dell’invaso di Montecotugno. Si parlerà anche del progetto ArtePollino, dell’inaugurazione delle sculture di Marino di Teana e del macroattrattore sull’invaso di Montecotugno. Prevista la presenza tra gli altri del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo e del direttore generale dell’Apt Basilicata, Gianpiero Perri. cultura@luedi.it

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Cultura&Spettacoli


Applausi per la prima dell’ultima pellicola della trilogia del regista Andrisani Tornese a Matera

Non solo casting «In nome nessuno»

La locandina del film e il regista e attore Antonio Andrisani

“Il cavaliere scuro” un super eroe nei Sassi di MARIA ANNA FLUMERO MATERA- Lunedì e martedì sera con Bruce Wayne. Una pellicola per il sociale. Successo per la due giorni materana de “Il cavaliere scuro - Benvenuti in una città senza regole”. Il film di e con il perseverante regista Antonio Andrisani ha colpito nel segno. Tra surrealismo e verità impregnate di ironia spazio alla riflessione. Il 22 e il 23 giugno scorso, presso il Cinema Duni di Matera, alle ore 21.30 la proiezione de “Il Cavaliere Scuro” che ha divertito la platea non solo lucana. «Metà dell' incasso è stato devoluto in beneficenza per i terremotati dell' Abruzzo». Commedia interamente girata a Matera con attori volutamente locali. « “Il Cavaliere Scuro” va a chiudere la trilogia cinematografica sul tema del lavoro - ha precisato dal palco durante la prima il regista, con una simpatica maglietta nera illuminata dal mitico pipistrello - e sulle distorsioni del mondo lavorativo, aperta con “31”, nel 2005, e proseguita nel 2006 con “Al proprio posto”. Ancora una volta, al centro dell' opera ci sono “i disagi legati al mondo del lavoro e gli effetti che essi provocano sull'identità della persona». Pur se in chiave ironica, il tema del lavoro continua a far riflettere su quello che è ormai una piaga importante del nostro territorio. Per la prima volta in un film del regista appare in alcuni momenti il dialetto materano, utilizzato non come “escamotage” per suscitare facile ilarità ma per accentuare il discorso sulla materanità presente nell'opera. «Ci sono piccole capatine in dialetto - ha dichiarato per i nostri lettori Antonio Montemurro, alias Alfre-

do. Nella vita culturale cittadina il maestro e Presidente della compagnia di vernacolo “Talia Teatro” ha proseguito - interpreto un maggiordomo paterno e surreale, ai limiti della realtà. Il ruolo del servo maggiordomo non mi interessava ma poi ho capito che era un ruolo molto interessante. Per me che faccio teatro queste diverse esperienza cinematografiche con Antonio sono im-

portanti, lui in questo caso mi insegna». L'uomo pipistrello interpretato dallo stesso Andrisani è una figura inerme. Un latin lover che non riesce con le sue incursioni a incidere sulla realtà e quindi a determinare un cambiamento. Il suo senso del bene e del male ne fa un eroe che alla fine è destinato a ripristinare lo status quo. L'arcinemico? E' inter-

pretato dal giornalista Sergio Palomba che regala una complessa performance. La pellicola è stata prodotta grazie al partner “Banca Popolare di Bari” e media Partner “Egghia!”. Realizzazione “Logic Film”, musiche Giuseppe De Florio e fotografia Antonio Rosano. Lodevole l'impegno di tutto il cast: Emanuele Giordano, Franco Burgi, Eustachio

Scarano, Gianni Macina, Gianfranco Ferrara, Mara Spinelli, Armando Gurrado, Ele Cappiello, Paride Pace, Gabriella Iacovone, Tonino Manicone, Giulia Cifarelli, Dalia Gravela, Roberto Linzalone, Pierfrancesco Natale, Francesco Gravela, Rocco Scarangella, Giuseppe Paradiso, Antonio Petrozza, Vincenzo Gatta e Marco Giuseppe Albano. cultura@luedi.it

IL DOCUMENTARIO

Viaggio in corto nel lavoro che non c’é Quattordici minuti di interviste taglienti e ironiche firmate Foschino MATERA - “Il lavoratore scuro”. Un documentario complementare e sincero. Prima del film “Il cavaliere scuro - Benvenuti in una città senza regole” è stato presentato il documentario di Francesco Foschino. Il lavoro ha richiamato i temi cardine con i volti e, soprattutto le voci di materani segnati dalla perdita della dignità lavorativa. Interviste taglienti e ironiche. Un documentario travolgente. Emozionate. Quattordici minuti di pura adrenalina e riflessione. Il primo documentario per Foschino e anche per la sua associazione, “Qui Matera libera”, presieduta da Gianni Petrino. «L' idea è stata di Antonio Andrisani - ha affermato Foschino a margine della prima per i nostri lettori che desiderava un documentario prima del film con i due temi basilari e in coerenza con la pellicola, ovvero Batman e il tema del lavoro, ma tutto in prospettiva materana». Ha precisato: «La tempistica ci ha visti impegnati in un paio di settimane tra lo scorso mese di maggio e giugno. Un ringraziamento speciale va a Mimmo Savino, all'associazione “Kafila” e a tutti quelli che hanno partecipato». Come mai gli intervistati, ex lavoratori, non erano ripresi in volto? Schiettamente ha risposto: «E’ stata una richiesta degli intervistati che noi abbiamo rispettato in pieno».

Il regista Francesco Foschino

Alcune frasi hanno creato attimi da vera pelle d'oca. Molto intensa quella di un padre di famiglia che ha detto: i nostri figli non hanno futuro perché non hanno un loro presente. Ma anche quella di un altro padre amareggiato: «io non mi sveglio, lo sono già perché devo pensare come fare per fare mangiare la mia famiglia». Testimonianze di vita impregnate di dignità sotterate. Donne, uomini, giovani e tanti bambini segnai da un futuro davvero “scuro”. Nell'arco del lavoro, magistralmente montato da Foschino, sketch e immagini dello stabilimento abbandonato della Barilla, della Val Basento, la stazione fantasma e tan-

te zone industriali deserte e capannoni in stato di vero abbandono. Sorrisi strappati dalle dichiarazioni video di Gaetano Danzi, un collezionista di Batman «uno dei più forniti a livello nazionale» -ha affermato lui stesso nelle prime battute. E ai due grafici ed artisti materani: Pino Oliva e Peppino Barberio. Immancabile anche “il desiderio di fare Batman” espresso dal regista de “Il cavaliere scuro” Antonio Andrisani. «Un desiderio che risale al 1989, in realtà è solo un pretesto. La maschera mi ha così permesso di parlare di lavoro e di tutte le tematiche connesse che affliggono i nostri concittadini». m.a.flum

MATERA - "In nome di nessuno". Dal 15 giugno, presso l'hotel “San Domenico” è partito il casting per un nuovo film che sarà girato prossimamente nella città dei Sassi. Casting ancora aperti fino a venerdì prossimo. Per partecipare è necessario avere un'età compresa dai 18 ai 90 anni, documenti identificativi e una fototessera. La pellicola, "In nome di nessuno", è diretta dal regista Marco Tornese ed è prodotto dalla “Macromaiora Film”. La storia è stata scritta dalla romana Sara Paolini. La produzione girerà a Matera per quattro o cinque settimane nei prossimi mesi estivi. Matera, location avvenente. I rioni in tufo e non solo, sempre più fonte di abbaglio per case di produzioni cinematografiche nazionali. «Il film è ambientato nella Basilicata degli anni '80 - ci ha raccontato in un break il produttore e direttore artistico Giuseppe Digilio - tra i protagonisti di fama mondiale anche nomi imponenti quelli della messinese Maria Grazia Cucinotta, del romano Raoul Bova e il palermitano Enrico Lo Verso». La trama? Un medico trasferito a Matera vive la nostra provincia e un serie di situazioni. Primo film per “Macromaiora Film” a Matera? «Certo. In passato c'era conflitto di interessi per il ruolo istituzionale di assessore provinciale alla Cultura. Fino agli ultimi giorni del mio ruolo ho cercato di apportare innovazione nel mondo del teatro e del cinema. A bilancio chiuso siamo soddisfatti». Tra le ultime iniziative anche il primo festival del teatro amatoriale, “Teatriamo”. Al casting si sono presentati alcuni di quegli attori che hanno partecipato? «Sì. Fino ad oggi abbiamo provinato circa seicento persone, non solo lucani». Ecco quanto detto dal regista Tornese che era anche membro della giuria della rassegna Teatriamo. Come ha trovato i volti? «Facce davvero interessanti idonee anche per piccoli ruolo o veri figuranti, comparse». Spazio anche alla formazione? Digilio e Tornese hanno annunciato per i lettori de “il Quotidiano della Basilicata” la nascita della “Lucania Accademia” nei primi di settembre. m.a.flum

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Cultura e Spettacoli 51

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Azimut live premia i Fools di FABIO SIRAGO BERNALDA - L'Azimut live Music Fest: un evento dai grandi numeri. E non solo per la grande presenza di pubblico ma anche per i partecipanti, per gli addetti ai lavori, per gli enormi sforzi portati in campo e per l'immagine della città di Bernalda che è stata esportata in questa due giorni di musica. Si può dire che l'Azimut live Music Fest di fatto ha aperto l'estate bernaldese 2009. L'evento, organizzato dall'Azimut e dall'imprenditore locale Piero Natale, ha visto, in questi due giorni, la città bernaldese riempirsi di turisti come non mai in questo periodo; questo a sottolineare che gli appuntamenti socio-culturali sono il giusto richiamo per giovani e non. A prendere parte a questo grande appuntamento sono state ben diciotto band di artisti musicali che hanno portato in scena una loro canzone inedita. La due giorni dedicata alla

music ha visto lo start alle ore 22. Palcoscenico di questo appuntamento è stato il bellissimo Corso Umberto, davanti all'Azimut Cafè. A sfidarsi, a colpi di note musicali, sono stati i Verdelirio di Potenza, gli U'Papun di Bari, i Nuclide di Crispiano, i Lupi nella Notte di Ferrandina, Angela Filomeno di Mottola, i Libido di Ferrandina, gli Armonica di Matera, i Skalento di Lecce, gli Airbag di Ferrandina, The Fools di Bari, i Flyswatter di Martano, i Nausicaa di Grottaglie, i Sound Ray di Santeramo, The Random di Matera, Pietro Verna di Adelfia, i Liverside di Rionero, Claudio Lay di Siena e i Peloso Folk di Irsina. Il vincitore? Bene lo sveleremo alla fine dell'articolo; prima di questo volevo parlare dell'organizzazione e del grande lavoro che Piero Natale, ancora una volta, ha fatto. Prima di tutto volevo esaltare la continuità degli appuntamenti ai quali l'imprenditore bernaldese ci ha abituati in questi anni,

poi volevo elogiare la qualità dell'evento che ha portato in scena insieme al suo staff, che di fatto lo ha aiutato in questi mesi che hanno preceduto la prima edizione dell'Azimut live Music Fest. «Non posso che essere felice - ha detto Pero Natale - al termine delle due serate. In questi mesi - ha continuato il giovane imprenditore - abbiamo lavorato bene e tanto. Volevo ringraziare tutti gli sponsor. Un grazie particolare va ad Antonio Petrozza e a Vincenzo Petrocelli per l'aiuto che mi hanno dato nel gestire le band. Il nostro evento ha registrato circa 4.000 presenze in due giorni; ma non solo questo, infatti, abbiamo avuto la presenza di ben 18 band, e a loro e a tutti gli accompagnatori è stato offerto un posto per dormire. Infatti, abbiamo occupato un albergo intero e ben 11 case prese in locazione per questo appuntamento. Numeri che fanno pensare a quanto si è prodotto. Questo per noi è solo l'inizio,

Una delle band in gara all’Azimut festival

infatti pensiamo alla continuità dell'Azimut live Music Fest; una richiesta questa che è giunta direttamente dalle band e dalla gente. Vorrei terminare - ha concluso Natale - con i ringraziamenti al service di Donato Gallitelli, ai fratelli Puntillo, per la collaborazione, e a tutti coloro che hanno preso parte all'Azimut live

Music Fest». Vi avevamo lasciati con il fiato sospeso ed ecco che è arrivato il momento di svelarvi i vincitori del primo Azimut live Music Fest: The Fools, i quali si sono aggiudicati il primo premio che consiste in un videoclip professionale del valore di 2.000 euro diretto dai Puntillos. cultura@luedi.it

Appassionato excursus musicale di Pasquale Perrone al Festival di Rivello

Il “Charleston” del lucano Ranauro apre Musicultura

Lungo gli itinerari della chitarra di GIOVANNI DE NOIA RIVELLO - Seguendo gli “Itinerari della musica per chitarra di autori italiani”, domenica sera Pasquale Perrone e la sua chitarra si sono fermati nella chiesa bizantina di San Michele dei Greci a Rivello. Patrocinata dall'Associazione Amici della Musica del Lagonegrese, dal Ministero per i beni e le attività culturali, dalla Regione Basilicata, dal Comune di Rivello e dalla Fondazione del Festival della Chitarra, la tappa rivellese della “Festa Europea della Musica” è stata dedicata a Mauro Giuliani, Luigi Legnani, Angelo Gilardino, Mario Barbieri e Pino Racioppi, compositori rappresentativi della produzione chitarristica degli ultimi due secoli. Allievo del maestro Racioppi e diplomato da soli due anni, il giovane e promettente chitarrista originario di Santa Domenica Talao ha esordito con la Gran Sonata Eroica op. 150, dedicata a Napoleone Bonaparte dal grande virtuoso e compositore Mauro Giuliani. Denominato il “Paganini della chitarra”, visse la sua maturità artistica a Vienna agli inizi dell'Ottocento. Fra i maggiori compositori italiani di musiche per chitarra, Giuliani fu particolarmente prolifico e produsse più di duecento opere. Di notevole qualità risultano soprattutto le musiche da camera e i concerti per chitarra e orchestra. In particolare il primo concerto op. 30, secon-

do - per numero di esecuzioni - solo al concerto d'Aranjuez di Joaquin Rodrigo. Perrone ha poi eseguito cinque dei trentasei Capricci di cui è composta l'Opera 20 di Luigi Legnani, compositore che dopo l'esordio come tenore a Ravenna, conseguì il vero successo solo nel 1819, quando si esibì come chitarrista alla Scala di Milano. In questo periodo, dominato dai grandi virtuosisti, Legnani suonò con Paganini e Franz Liszt. Passando agli autori del Novecento, il concertista ha proposto tre brani dagli “Studi di virtuosità e trascendenza” di Angelo Giardino, definiti da John W. Duarte "pietre miliari del nuovo repertorio della chitarra". Concertista, compositore e musicologo vercellese di fama internazionale che con la sua opera ha fortemente influito sull'evoluzione della chitarra quale strumento protagonista del novecento, Angelo Gilardino ha rico-

perto il prestigioso incarico di direttore artistico della Fondazione “Andrés Segovia” di Linares (Spagna) dal giugno del 1997 alla fine del 2005. Perrone ha poi eseguito “La Serra”di Mario Barbieri. L'autore non fu un chitarrista di formazione. Studiò composizione a Napoli ma il suo amore per la chitarra classica fu duraturo. La sua opera più nota è appunto “La Serra”, ciclo di sette preludi recante ciascuno il titolo di un fiore. A conclusione del concerto, molto apprezzato dal pubblico presente, Pasquale Perrone ha proposto “Interludio”, un brano del suo maestro Pino Racioppi. Dopo aver affrontato da autodidatta lo studio della chitarra classica e della sua letteratura, il maestro ha fondato l'associazione "Amici della Musica del Lagonegrese" con lo scopo di diffondere la cultura musicale in un' area geografica, la nostra, esclusa da attività concertistiche. Nel 1980 l'incontro col maestro Angelo Gilardino diventò decisivo per la realizzazione a Lagonegro del Festival Internazionale della Chitarra, giunto ormai alla sua XXV edizione. Diplomato in Didattica della musica, il maestro Racioppi si dedica all'attività didattica, concertistica, e compositiva, nella quale vanta parecchie pubblicazioni fra le quali per le edizioni Berben - le “Lezioni di Chitarra”, “Frammenti” e “Interludio” e - per le edizioni Brigante - una “Sarabanda”. cultura@luedi.it

Il duo Manupuma

di ROSSELLA MONTEMURRO PRESENTERANNO una formazione d'eccellenza e, sabato prossimo, sul palco dell'Arena Sferisterio di Macerata in linea con il brano “Charleston”, accosteranno “costumi di scena” originalissimi, sospesi tra passato e presente. Perché, afferma il lavellese Michele Ranauro «tutto questo aderisce totalmente alla teoria del contrasto, niente è monocromatico». Manupuma and The Bulletz sono tra gli otto vincitori della XX edizione del Musicultura Festival, che questa sera, alle 22, aprirà ufficialmente i battenti con il concerto in piazza Battisti dei nuovi talenti della canzone popolare e d'autore. «L'esperienza di Musicultura la stiamo vivendo in maniera felice, e ci aspettiamo che apprezzino la nostra arte. Quello che ne verrà di bello è sicuramente accettato da noi in maniera positiva - spiega Ranauro - Porteremo sul palco una formazione quasi inedita perché c'è con noi un bassista americano, Von Washington, che è stato il bassista di Zucchero, c'è il mio batterista fidato, Ferdinando Masi dei Bluebeaters, ci siamo io e Emanuela (la cantante dei Manupuma and the Bulletz, ndr) e un ragazzo che lancerà campioni elettronici, che farà un po' di atmosfera». Una performance acustica e visiva che di certo non passerà inosservata. «Saremo vestiti in una maniera particolare. Un'amica di Emanuela che fa la costumista alla Scala e sta curando i vestiti in una maniera pazzesca. Usciremo veramente “fuori” parecchio». Dalla giuria del Musicultura Festiva, “Charleston” è stata definita «una sceneggiatura con flash originali, ben abbinata a suoni asciutti di chiara ispirazione jazzistica». Ranauro, diplomato al conservatorio di Bari, ha vinto una borsa di studio a New York, dove si è fatto le ossa in jam sassion estenuanti e ha avuto la fortuna di suonare con Dizzy Gillespie. A Milano, invece, l'appuntamento con il destino: Emanuela, la cantante di questo progetto, bagaglio da attrice e istinto naturale per il cabaret. Da questo incontro intenso, un'alchimia di idee, passione e note, nasce la loro musica. In principio si tratta di colonne sonore, musiche per cortometraggi, documentari e spot tv. Un'intesa che presto culmina nel progetto Manupuma and the Bulletz, un viaggio nelle profondità dei rispettivi percorsi artistici. E con Emanuela e Michele, tra voce e piano, l'ironia riesce anche a diventare arma contro il disagio. Intanto, bisognerà attendere ottobre, per ascoltare il nuovo album di Ranauro,“Piano Solo”. r.montemurro@luedi.it

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52 Cultura e Spettacoli


Bloccata la pellicola a causa del copione. Continuano le voci sulla rottura della coppia più bella di Hollywood

Pitt, stop al film di Soderbergh. E aleggia la crisi con la Jolie di ALESSANDRA MAGLIARO ROMA – Davvero una congiuntura d’astri sfavorevole per Brad Pitt: mentre siti e blog di tutto il mondo aggiornano continuamente il gossip sulla clamorosa rottura della beautiful coppia Brad Pitt – Angelina Jolie nonostante smentite ufficiali di entrambi i portavoci, alla vigilia delle riprese di Moneyball, il nuovo film che avrebbe dovuto interpretare diretto

MAX Brogan (Harrison Ford) è un agente tutto d’un pezzo dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) di Los Angeles. Uno che ha ha giurato di far rispettare le leggi sull'immigrazione e di occuparsi sopratutto di salvaguardare quelle migliaia di persone che cercano di entrare negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore. È la storia di Crossing Over di Wayne Kramer, che sarà nelle sale italiane il 26 giugno distribuito da 01. Gli Stati Uniti offrono una speranza ai molti clandestini che cercano di entrare, ma questa ha spesso un costo troppo alto. A parte quelli che ottengono la cittadinanza legalmente, spesso attraverso un lungo processo burocratico, ci sono quelli che non ci riescono e si ritrovano, da clandestini, in un paese dove virtualmente tutto può essere comprato. E la valuta sono sesso, violenza e tradimento. Attraverso le vite di Brogan, del suo collega dell’Ice Hamid Baraheri (Cliff Curtis), di Denise Frankel (Ashley Judd), un avvocato difensore, e di suo marito Cole Frankel (Ray Liotta), che giudica l’ammissibilità dei permessi, nel film c'è insomma il racconto di come il problema immigrazione vada ben oltre il loro lavoro quotidiano. E i loro destini si intersecano, per necessità o per caso, con quelli dell’operaia messicana Mireya Sanchez (Alice Braga), della sorella di Hamid Baraheri, Zahra (Melody Khazae), della ragazza del Bangladesh Taslima Jahangir (Summer Bishil), del musicista inglese Gavin Kossef (Jim Sturgess), dell’attrice

da Steven Soderbergh (stessa coppia di Ocean's Eleven) è arrivato un brusco e inatteso stop. La Columbia Pictures, produttrice del film, lo ha bloccato, sembra, secondo The Hollywood Reporter, a causa del copione già più volte riscritto. La pellicola doveva essere interpretata da Brad Pitt e Demetri Martin (il giovane comico protagonista di Taking Woodstock di Ang Lee). Commedia incentrata sul mondo del base-

ball, con protagonista il general manager dell’Oakland Billy Beane (Pitt) e la storia di come abbia raggiunto il successo creando un club di baseball e usando le tecnologie informatiche per disegnare i suoi giocatori, Moneyball potrebbe essere prodotto da un altro studio. Intanto Brangiolina, la coppia Jolie-Pitt, si affanna a smentire il gossip con azioni umanitarie. Ciò nonostante non c'è giorno in cui siti e blog non parlino di crisi. Il magazine

National Enquire meno di un mese fa aveva dedicato la copertina alla presunta rottura di Brangelina: «It's Over», è finita, aveva titolato, «Absolutely not true», assolutamente non vero, erano state le parole dei portavoci a Us Magazine per la smentita ufficiale. I rumor vanno avanti da tempo e non ci sarebbe motivo di dare loro credito visto che pochi mesi fa avevano affibbiato alla Jolie una terribile malattia che la stava consumando.

Nel nuovo film è un agente che aiuta gli stranieri entrati negli Usa

Harrison Ford eroe degli immigrati BELLEZZA

Miss Italia, la Fiorenza accede alle prefinali di SAVERIO ALBANESE

Harrison Ford

australiana Claire Shepard (Alice Eve), e dell’adolescente coreano Yong Kim (Justin Chon). Tra le storie raccontate quella di una madre single deportata senza il suo bambino; di una liceale i cui temi provocatori attirano l’attenzione dell’Fbi; di una attrice disposta a prostituirsi per ottenere la carta verde; di un musicista senza soldi che cerca di co-

struirsi una carriera e, infine, di un adolescente coreano diviso tra due mondi. L'autore e regista Wayne Kramer, che ha esordito nel 2003 con The Cooler, ha voluto per Crossing over gli stessi collaboratori, come il direttore della fotografia James Whitaker, lo scenografo Toby Corbett, al montaggio Arthur Coburn e la costumista Kristin Burke.

STEFANIA Fiorenza nata a Caserta il 21/01/1990, alta un metro e 73, occhi e capelli castano chiari, è stata la vincitrice del Concorso “Miss Tv Sorrisi e Canzoni Web” che le consentirà di accedere direttamente alle prefinali nazionali in programma dal 24 al 28 agosto a Salsomaggiore Terme. La 19enne di Marcianise, che dopo aver conseguito la maturità classica, si è iscritta a Lettere e Filosofia all'Università di Santa Maria Capo Vetere, lo scorso anno aveva partecipato a qualche selezione. Ama leggere e ballare: da otto anni studia danza moderna e jazz e fra poco si diplomerà

Esordio come regista d’opera

NUOVO ricovero in ospedale per Farrah Fawcett, poche ore dopo l’annuncio che la sessantaduenne attrice gravemente malata di cancro si sposerà con il suo compagno Ryan O'Neal. Una fonte vicina alla protagonista di «Charliès Angeles» ha riferito alla rivista «People» che le sue condizioni non sono buone. O'Neal ha fatto sapere di esser pronto a sposare la Fawcett, che ha definito «l'amore della mia vita», non appena il suo stato di salute lo consentirà.

VALERIA BRUNI TEDESCHI

Ruolo nel film di Muccino

L'ATTRICE Valeria Bruni Tedechi, sorella della premiere dame di Francia Carla Bruni sarà una delle protagoniste del film «Baciami ancora» diretto da Gabriele Muccino. Lo anticipa il portale cinemotore che aggiunge il suo nome a quelli già annunciati di Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria, Sabina Impacciatore e Vittoria Puccini. r. c.

Torna Crozza su La7 Il comico in due puntate. Forse ci sarà Barbareschi MAURIZIO Crozza in due puntate, in attesa di tornare con un suo one-manshow, la conferma di personaggi come Ilaria d’Amico, Marco Paolini, Vicky Cabello, il probabile arrivo di Luca Barbareschi, la messa in onda di un nuovo programma economico. La7, la tv di Telecom Italia Media, ha presentato ieri il palinsesto dell’autunno 2009. Un’offerta completa e di alta qualità, ha sottolineato il vicepresidente del gruppo, Giovanni Stella, nonostante l’azienda sia ancora impegnata nella ri- Maurizio Crozza duzione delle perdite. Cardine della programmazione l’informazione (l'area news è diretta da Antonello Piroso), con i Tg, i reportage di Reality, Omibus, L’infedele con Gad Lerner, Exit con Ilaria D’Amico e Lilli Gruber con Otto e mezzo. A questi si aggiungerà un programma economico curato da Myrta Merlino e verrà occupata anche la fascia pomeridiana dedicata a cronaca e attualità con Luisella Costamagna. Smentito l’arrivo di Enrico Mentana. «Ci siamo visti – ha detto Stella – ma non si è parlato di nulla del genere». Presenta qualche novità anche l’area intrattenimento. In particolare per quanto riguarda Maurizio Crozza, che, per il momento torna con due

Farrah Fawcett

anche in queste specialità. Papà Nicola è operaio alla Barilla, mamma Cecilia invece è casalinga. Suo cugino è Clemente Russo, argento a Pechino, conosciuto dal grande pubblico per la partecipazione alla terza edizione del reality “La Talpa”.

Woody Allen rifà “Gianni Schicchi” ca e la lirica, e che qui ha finito per evitare il lieto fine sentimentale e punire con la morte il protagonista che ha preso in giro tutti. Allen si è difeso dicendo che questo è il suo Gianni Schicchi, realizzato per vivere in teatro e coinvolgere le persone, «cosa che non si fa col rigore filologico e formale». Ecco così, dopo la proiezione dei titoli di testa ironici e cinematografici, la casa di Firenze dove tutto si svolge che pare trasportata in un vicolo di Napoli, tanto è tappezzata di panni stesi; i costumi dei protagonisti ispirati a una Sicilia anni '50 e Gianni Schicchi che pare una sorta di Al Capone, mentre il testamento di Buoso Donati è nascosto in una pentola che non può essere che di spaghetti. Col risultato che il pubblico americano si è divertito dall’inizio alla fine e le cronache parlano di risate continue. Il regista di Manhattan si è ispirato soprattutto alla commedia all’italiana.

Nuovo ricovero

Valeria Bruni Tedeschi

Presentato il palinsesto. Prevista una fiction su Calciopoli

di PAOLO PETRONI

FARRAH FAWCETT

Stefania Fiorenza

«Puccini a modo mio»

PER il suo esordio come regista d’opera lirica, «quella italiana, la mia preferita», come ha sempre detto, Woody Allen ha scelto un Puccini che fosse nella sua vena e che ha piegato alle sue intenzioni, quello comico del Gianni Schicchi che, dopo il debutto a Los Angeles quasi un anno fa, a settembre, venerdì ripropone al Teatro Nuovo per la serata inaugurale del Festival di Spoleto, subito dopo il concerto d’apertura al Teatro Romano, omaggio a Giancarlo Menotti con tutte sue musiche. «Mettere in scena questa mia prima opera è stato davvero eccitante, un divertimento grande anche perchè questa è un’opera non molto impegnativa, il racconto di una burla e come tale invita al gioco e alla risata», spiega l’attore-regista americano che ha avuto sempre una vera passione per la musica classi-

PERSONAGGI

speciali a gennaio. Il comico genovese, presente alla conferenza stampa in Triennale, ha tenuto uno dei suoi monologhi scherzando anche su ciò che gli è stato offerto a La7. In realtà un paio di scatti del comico genovese che è uscito e rientrato dalla sala, ha indotto i giornalisti a ripetute domande sul suo utilizzo. «Crozza avrà una parte forse non importantissima quantitativamente ma importantissima qualitativamente – ha risposto Stella – Comunque anche i programmi, come molti prodotti ad eccezione di qualche buon vino o formaggio, si deteriorano». «Quindi io sono deteriorato», ha replicato Crozza che all’annuncio di Stella dell’intenzione di portare a La7 Luca Barbareschi si è coperto il volto con le mani e ha esclamato: «l'avevo detto che piuttosto che prendere me era meglio se facevate un programma su veline e f...e». Tra gli altri progetti, ha reso noto il direttore di rete Nello Tombolini, c'è quello di una fiction su Calciopoli, che potrebbe andare nelle prossime stagioni. Per quanto riguarda l’aspetto economico sia Stella, che l’ad Mauro Nanni e Urbano Cairo (concessionario della pubblicità), hanno ribadito i risultati positivi.

EX DEL GRANDE FRATELLO

Rottura in diretta

Federica Rosatelli

"RAGAZZI, oggi facciamo un po' di spettacolo": ha esordito così l'architetto Nicola, del Grande Fratello, durante la festa di Mediaset per il passaggio al digitale terrestre a Roma. Dal palco, accanto a Barbara D'Urso, ha silurato la fidanzata Federica, anche lei del Gf, e l'ha insultata pesantemente. La storia iniziata davanti alle telecamere è così finita davanti alle telecamere. La causa sarebbe stata un tradimento dell'ex modella.

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Spettacoli e televisione 53

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

l’Oroscopo ARIETE 21/3 - 20/4

Estate dietro l'angolo. Fate le valigie senza pensare troppo ad una vacanza di qualità. In amore afferrate l'attimo.

TORO 21/4 - 20/5

Non lasciatevi distrarre da troppe questioni secondarie: nel lavoro puntate dritto all'obiettivo. Nuove stimolanti amicizie.

GEMELLI 21/5 - 21/6

Non aspettati che sia la sorte a migliorare l'andamento del vostro lavoro. È ora di rimboccarsi le maniche. In amore lasciatevi trasportare

CANCRO 22/6 - 22/7

Mostratevi disponibili con i superiori ed elastici aggiornando il vostro progetto di lavoro. In amore le cose procedono in maniera discontinua.

LEONE 23/7 - 23/8

Incertezze nel lavoro, passi importanti vanno fatti solo se ci sono risorse sufficienti. Guardate al futuro con ottimismo anche in amore

VERGINE 24/8 - 22/9

Tutte le vostre energie devono essere concentrate ora su un unico obiettivo professionale. Momenti indimenticabili in serata.

ilCruciverba

ilRebus

BILANCIA 23/9 - 22/10

Finora nella professione avete indovinato ogni passo, ogni mossa. Ma non è il caso di mostrarsi troppo sicuri. Un amore impaziente.

SCORPIONE 23/10 - 22/11

Vi capiteranno occasioni uniche per trovare nuovi spazi, nuovi settori interessanti per gli affari. In amore la strada è in salita.

SAGITTARIO 23/11 - 21/12

In questo periodo negli affari dovrete concentrarvi al massimo anche perchè non tutti i collaboratori sono efficienti. Bene il cuore.

CAPRICORNO 22/12 - 20/1

Mantenete il controllo e la lucidità mentale per sciogliere eventuali nodi nel lavoro. In amore siete troppo arrendevoli.

Soluzione _____________________________________

ilSudoku

di Pasquale Grande

Completare lo schema inserendo in ogni casella vuota un numero da 1 a 9, in modo tale che ogni riga , ogni colonna e ogni riquadro di 3x3 caselle, contengano, in qualunque ordine, tutti i numeri dall’ 1 al 9.

ACQUARIO 21/1 - 19/2

Riuscirete a superare ogni ostacolo lavorativo grazie alla determinazione e fiducia in voi stessi. In amore cercate di sciogliervi.

leSoluzioni

PESCI 20/2 - 20/3

REBUS:

irachena SC è = Ira che nasce

Saprete muovervi con grande presenza di spirito e questo negli affari vi aiuterà parecchio. In amore giocate a carte scoperte.

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54 Rubriche


PRIMA SERATA

20.30

SPORT

21.05

TELEFILM

21.10

TALKSHOW

23.30

ATTUALITÀ

21.10

SHOW

21.10

FILM

21.10

FILM

Xavi

Squadra speciale cobra 11

Federica Sciarelli

06.45 -AttualitàUnomattina Estate 07.00 -TelegiornaleTg 1 07.35 -RubricaTg Parlamento 08.00 -TelegiornaleTg 1 08.20 -RubricaTg 1 Turbo - di motori 09.00 -TelegiornaleTg 1 09.30 -TelegiornaleTG1 - Flash 10.40 -Telefilm14° Distretto 10.55 -EVENTO Roma. Corte dei Conti Giudizio di Parificazione del Rendiconto Generale dello Stato. 11.30 -TelegiornaleTg 1 12.05 -TelefilmLa Signora in giallo 13.30 -TelegiornaleTelegiornale 14.00 -RubricaTg 1 Economia 14.10 -ShowVerdetto finale 15.00 -TelefilmUn medico in famiglia 3 16.50 -RubricaTg Parlamento 17.00 -TelegiornaleTg 1 17.15 -EVENTO 235° Anniversario di Fondazione della Guardia di Finanza Folklore 18.50 -QuizL'Eredità 20.00 -TelegiornaleTelegiornale 20.10 -RubricaRai Sport - Conf. Cup

06.25 -DocumentarioSannio, terra d'acqua e di miele 06.50 -RubricaTg2 Medicina 33 06.55 -RubricaQuasi le sette 07.00 -RubricaCartoon Flakes 09.55 -RubricaGrazie dei fiori 10.25 -RubricaUn mondo a colori - Files 10.40 -AttualitàTg2punto.it 11.25 -TelefilmAmerican Dreams 12.05 -TelefilmDesperate Housewives 13.00 -TelegiornaleTg 2 Giorno 13.30 -RubricaTg 2 Costume e società 13.55 -RubricaMedicina 33 14.00 -Miniserie7 Vite 14.25 -TelefilmOne tree Hill 15.15 -TelefilmBeyond the break 16.00 -TelefilmAlias 16.40 -TelefilmLas Vegas 17.25 -TelefilmDue uomini e mezzo 18.05 -TelegiornaleTg 2 Flash L.I.S. 18.10 -NewsRai Tg Sport 18.30 -TelegiornaleTg 2 19.00 -Miniserie7 Vite 19.25 -Sit ComPiloti 19.35 -TelefilmSquadra speciale Lipsia

07.30 -AttualitàTGR Buong. Regione 08.00 -NewsRai news 24 Morning news 08.15 -RubricaLa storia siamo noi 09.15 -FilmIl postino suona sempre due volte con L. Turner - regia di Tay Garnett (USA) - 1946 11.05 -RubricaCominciamo bene Estate 12.00 -TelegiornaleTg 3 12.25 -RubricaCominciamo bene Estate 13.05 -Soap OperaTerra nostra 14.00 -TelegiornaleTg Regione 14.20 -TelegiornaleTg 3 14.50 -RubricaVerba volant 15.00 -RubricaQuestion Time 15.40 -TelegiornaleTG3 Flash L.I.S. 15.45 -RubricaTrebisonda 16.00 -NewsMillenium News 16.30 -SportCampionato italiano - Ciclismo 17.15 -TelefilmSquadra Speciale Vienna 18.00 -RubricaGEOMagazine 2009 19.00 -TelegiornaleTg 3 19.30 -TelegiornaleTg Regione 20.00 -AttualitàBlob 20.10 -TeleromanzoAgrodolce

06.00 -RubricaTg 5 Prima pagina 07.55 -NewsTraffico 07:57 - Previsioni del tempoMeteo 5 / Borse e Monete 08.00 -TelegiornaleTg5 - Mattina 08.30 -Sit ComFinalmente soli 09.00 -Film TvUna tartaruga di nome Josef con Axel Skogberg, Leo Holm, Emma Engström - regia di Erik Leijonborg (Svezia) - 2004 11.00 -RubricaForum 13.00 -TelegiornaleTg 5 13:40 - Soap OperaBeautiful 14.10 -TeleromanzoCentoVetrine 14.45 -FilmL'amore a portata di mouse Perfect romance con Kathleen Quinlan, JR Bourne - regia di Douglas Barr (Canada/USA,) - 2004 16.30 -TelefilmSettimo Cielo 17.30 -TelegiornaleTg5 minuti 17.35 -TelefilmCarabinieri 18.50 -QuizSarabanda 20.00 -TelegiornaleTg 5

07.30 -TelefilmT.J. Hooker 08.30 -TelefilmMiami Vice 09.50 -Soap OperaFebbre d'amore 10.00 -Soap OperaVivere 10.35 -TelefilmGiudice Amy 11.30 -TelegiornaleTg 4 11.40 -TelefilmDoc 12.25 -TelefilmDistretto di polizia 13.30 -TelegiornaleTg 4 13:54 - Previsioni del tempoMeteo 13:58 - TelegiornaleTg4 14.05 -RubricaSessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 -TelefilmIl fuggitivo 16.10 -Soap OperaSentieri 16.40 -FilmNon più di un dono con Renato Pozzetto, Maddalena Crippa - regia di Berto Pelosso (I) 1989 18.45 -TelegiornaleAnteprima TG4 18.55 -TelegiornaleTg 4 19:19 - Previsioni del tempoMeteo 19:23 - NewsTG4 19:37 - ShowIeri e oggi in tv 19.50 -Soap OperaTempesta d'amore

07.00 -TelefilmHercules 07.50 -Cartoni 09.45 -TelefilmYoung Hercules 10.20 -TelefilmXena 11.15 -TelefilmBaywatch 12.15 -RubricaSecondo voi 12.25 -TelegiornaleStudio Aperto 12.55 -Previsioni del tempoMeteo 13.00 -NewsStudio Sport 13.40 -CartoniDragon Ball GT 14.05 -CartoniDetective Conan 14.30 -CartoniFuturama 15.00 -TelefilmDawson's Creek 15.50 -TelefilmIl Mondo di Patty 16.50 -Sit ComHannah Montana 17.40 -CartoniBakugan 17.55 -CartoniGormiti il ritorno dei signori della natura! 18.10 -CartoniSpongebob 18.30 -TelegiornaleStudio Aperto 18.55 -Previsioni del tempoMeteo 19.00 -NewsStudio Sport 19.25 -Sit ComLove bugs 19.40 -Sit ComBuona la prima 20.15 -GiocoMercante in fiera

06.00 -TelegiornaleTg La 7 / Meteo / Oroscopo / Traffico 07.00 -RubricaOmnibus 09.15 -AttualitàOmnibus Life 10.10 -NewsPunto Tg 10.15 -RubricaDue minuti un libro 10.20 -RubricaMovie Flash 10.25 -TelefilmCuore e batticuore 11.25 -RubricaMovie Flash 11.30 -TelefilmMike Hammer 12.30 -Telegiornale Tg La7 12.55 -NewsSport 7 13.00 -TelefilmL'ispettore Tibbs 14.00 -FilmL'isola sul tetto del mondo con David Hartman, Donald Sinden, Jacques Marin - regia di Robert Stevenson (USA) - 1974 16.00 -RubricaMovie Flash 16.05 -TelefilmStar Trek Classic 17.10 -DocumentarioLa7 Doc 18.05 -TelefilmDue South 19.00 -TelefilmThe District 20.00 -Telegiornale Tg La7

20.30 -Sport Spagna - Stati Uniti 22.40 -Telegiornale Tg 1 22.55 -Rubrica Passaggio a Nord Ovest

20.30 -Telegiornale Tg 2 20.30 21.05 -Telefilm Squadra Speciale Cobra 11 22.40 -Telefilm The Dead Zone 23.35 -TelegiornaleTg 2

20.35 -Soap OperaUn posto al sole 21.05 -TelegiornaleTg 3 21.10 -Talk ShowChi l'ha visto? 23.10 -ShowPaola Cortellesi in "Non perdiamoci di vista short" 00.00 -TelegiornaleTg 3 Linea Notte 00.10 -TelegiornaleTg regione

20:30 - Show Paperissima Sprint 21.10 -Telefilm La scelta di Laura 23.30 -Attualità Matrix

20.30 -Telefilm Nikita 21.10 -Show La sai l'ultima? 23.05 -Telefilm The Unit

21.10 -FilmJumanji con K. Dunst, B. Hunt - regia di Joe Johnston (USA) - 1995 23.20 -Film Wrong Turn con D. Harrington - regia di Rob Schmidt (USA) - 2003

20.30 -Attualità Otto e mezzo 21.10 -Film Bugsy con Warren Beatty, Annette Bening, Harvey Keitel - regia di Barry Levinson (USA) - 1992

00.00 -TelegiornaleTg 1 00.40 -RubricaSottovoce 01.10 -RubricaArt News 01.40 -VideoframmentiSuperStar 02.10 -FilmC'eravamo tanto odiati 03.45 -Serie TvCompagni di scuola

23.50 -RubricaLa storia siamo noi 00.50 -Talk ShowXII Round 2089 01.20 -TelegiornaleTg Parlamento 01.30 -RubricaReparto corse 02.15 -TelefilmNebbie e delitti 2 03.50 -VideoframmentiCercando Cer-

01.10 -RubricaRai Educational 02.10 -RubricaFuori orario 02.15 -AttualitàRai News 24 03.40 -RubricaRiflettendo con... 03.45 -AttualitàUsa 24 H 04.10 -AttualitàDentro la notizia

01.30 -TelegiornaleTg 5 Notte 02.00 -ShowPaperissima Sprint 02.45 -TelefilmThe Guardian 03.40 -TelegiornaleTg 5 Notte 04.15 -TelefilmSquadra emergenza 05.30 -TelegiornaleTg 5 Notte

00.50 -TelefilmNYPD 01.40 -TelegiornaleTG4 02.05 -FilmDue vite, una svolta con A. Bancroft, S. MacLaine - regia di Herbert Ross (USA) - 1977 04.10 -TelefilmL.A. Dragnet

00.50 -NewsStudio Sport 01.15 -TelegiornaleStudio Aperto 01.30 -MusicaleTalent 1 Player 02.30 -TelefilmSix Feet Under 03.45 -FilmAlien Autopsy - Una storia vera

23.45 -ShowVictor Victoria Hot 01.00 -TelegiornaleTg La7 01.20 -RubricaMovie Flash 01.25 -AttualitàOtto e mezzo 02.05 -TelefilmAlla corte di Aliice 03.05 -RubricaDue minuti un libro

Alessio Vinci

leTrame LA 7

ORE 14.00

L’ISOLA SUL TETTO DEL MONDO con D. Hartman, D. Sinden, J. Marin - regia di Robert Stevenson (Usa) - 1974 Agli inizi del secolo una spedizione guidata da sir Anthony Ross e dal professor Ivarsson, esperto in geologia e in culture primitive parte per la Groenlandia alla ricerca del figlio di Ross là scomparso. Li accompagna il capitano Brieux, inventore e costruttore dell'Hyperion, un dirigibile di nuova concezione. Il gruppo raggiunge un lembo di terra che nonostante sia circondata da...

LA 7

ORE 21.10

CANALE 5

ORE 14.45

L'AMORE A PORTATA DI MOUSE PERFECT ROMANCE con K. Quinlan, JR Bourne - regia di Douglas Barr (Usa) - 2004 Tess vuole aiutare sua figlia Jenny, ancora provata psicologicamente da un recente divorzio, cercando per lei un nuovo compagno. In un sito Internet per cuori solitari conosce il professor Peter Campbell e intraprende una fitta ed appassionata corrispondenza spacciandosi per Jenny. Dopo due mesi, Tess decide di far incontrare la figlia e Peter e...

ITALIA 1

ORE 23.20

BUGSY

WRONG TURN

con W. Beatty, A. Bening, H. Keitel - regia di Barry Levinson (Usa) - 1992

con D. Harrington, E. Dushku, E. Chriqui regia di Rob Schmidt (Usa) - 2003

Benjamin "Bugsy" Siegel, gangster psicopatico e incallito donnaiolo, con i soci Charley "Lucky" Luciano e Meyer Lansky, controlla il racket del gioco d'azzardo a New York. Mandato in missione a Los Angeles, conosce Virginia Hill, avvenente attrice di cinema, e se ne innamora. Una volta eliminato il boss locale, i suoi progetti si fanno ambiziosi: decide infatti di aprire con Virginia...

Chris si sta recando con la propria automobile a un appuntamento, ma siccome è in ritardo decide, malauguratamente, di prendere una scorciatoia che attraversa una zona boschiva. Qui si scontra con un auto ferma sul ciglio della strada. In cerca di aiuto il ragazzo si inoltra nella vegetazione, non sapendo che quelle zone sono infestate da esseri mostruosi e affamati di carne umana...

La sai l’ultima?

Jumanji

Bugsy

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Televisioni 55

Mercoledì 24 giugno 2009


Silvio frena. La sua forza centrifiga diventa centrifuga.

SEXGATE

SVILUPPO LUCANO / 1

SVILUPPO LUCANO /2

Silvio: «D’ Addario pagata per deporre contro di me» Veronica? Ferita dolorosa

Ottanta milioni per Val d’Agri e Valbasento La Regione presenta 2 bandi

Natuzzi, la Regione non firmerà l’accordo Perché ha lasciato Matera

a pagina 7

a pagina 18

Anno 8 n.136€ 1.00

www.ilquotidianodellabasilicata.it

a pagina 33

Mercoledì 24 giugno 2009

Direzione e Redazioni: POTENZA, via Nazario Sauro 102, cap 85100, tel. 0971-69309, fax 0971-601064; MATERA, Piazza Mulino 15, cap 75100, tel. 0835-256440, fax 0835-256466

Digilio conferma le dimissioni, il centrosinistra lucano vuole cambiare

Università a lutto

L’otto settembre per il Pdl È sindrome da sconfitta RUOLO E LIMITI DEL REFERENDUM di ALBERTO VIRGILIO

Digilio

Santarsiero

SPORCARSI LE MANI RIPARTENDO DALLE CITTÀ di VINCENZO VITI BELLA e intelligente la riflessione di Giulio Savino che, come gli antichi aruspici, interroga, nel numero di ieri del Quotidiano, il “mondo dei segni” per comprendere dove va il mondo e dove il mondo possa essere indotto ad andare. Il mercato dei voti, sostiene Savino, è governato da una “semiologia impazzita” nella quale l'elemento onirico, la fuga verso il futuro come felicità o come terra promessa, diviene talmente ossessivo da prevaricare perfino il segno sinistro (o destro) delle facce poste a certificazione della promessa elettorale. segue a pagina 17

IL DOPO VOTO I nuovi equilibristi di coalizione con Idv e Udc Agazio Loiero invita De Filippo nella Lega Sud

L'ESITO negativo sui tre referendum riguardanti la legge elettorale , per non essere stato raggiunto il quorum del 5O% + 1 dei voti espressi , come richiesto dall'art. 75 della Costituzione ai fini della validità di questa eccezionale forma di intervento diretto del corpo elettorale nel potere di normazione , induce a una riflessione di principio sull'istituto in esame e sulla sua funzione. segue a pagina 17

L’ASTENSIONISMO CHE (FORSE) CI SALVERÀ

SCIENZIATO “FURIOSO” E COMPAGNO APPASSIONATO

di ANTONIO FORCILLO

di PARIDE LEPORACE

COLl termine astensionismo è uso comune definire atti di rinuncia dell'elettorato, alcuni noti, altri un po'meno.Ad esso sono state attribuite nei decenni diverse interpretazioni, più o meno variegate, adducenti spesso ad aspirazioni anarchiche, sobillatorie, cospiratorie, fino a materiali manifestazioni di volontà soppressorie della politica e dei suoi apparati di potere. segue a pagina 17

IL rettore rosso ci ha lasciato. E ci lasciano la sua carica di giocosa eversione, l'amore per la cultura, il gusto dello sberleffo, la passione di essere immerso nel mondo universitario diventandone alfiere contro i fortilizi di quell'ufficialità che non ne amava look e comportamenti. continua a pagina 14

alle pagine 8,9,10, 11 e 23

a pagina 14

INTERCETTAZIONI

L’istituto di Rionero è in attesa da mesi della nomina al ramo di indirizzo e verifica

ALLARME EUROPEO DEGLI EDITORI

Crob, voto minimo e si cerca anche il presidente

L'ENPA - l'associazione europea degli editori di quotidiani - interviene nell'ambito del dibattito relativo al disegno di legge sulle intercettazioni. In una lettera inviata ai componenti la Commissione Giustizia del Senato, gli editori europei condividono le posizioni espresse dalla Fieg, denunciando i rischi di una eccessiva ed ingiustificata restrizione del diritto di cronaca e giudicando le sanzioni previste a carico di giornalisti ed editori “abnormi e sproporzionate”. Richiamando l'Italia al rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti umani e, quindi, anche del diritto alla libertà d'espressione, l'associazione europea auspica una ragionevole revisione critica del ddl Alfano.

a pagina 19

Gay in Basilicata

Quel raduno d’agosto che sconvolse la Basilicata a pagina 12

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E’ morto Tamburro Un rettore “contro” Nei quartieri popolari di Potenza ignorata la protesta di Molinari


Vacanze lucane

La crisi si fa sentire ma i marateoti sperano in una stagione ricca di soddisfazioni

Maratea: aspettando l’estate I luoghi, le manifestazioni e i problemi di una delle zone più belle della regione

Il porto

La costa

Macarro

E’ uno dei simboli di Maratea. Al molo hanno attreccato personaggi famosi come Briatore con la Gregoraci e il principe Filiberto di Savoia.

Non a caso è chiamata “La perla del Tirreno”. La caratteristica costa si distingue per i minuscoli lembi di sabbia che si alternano a promontori a picco.

E’ uno dei lidi simbolo di Maratea. Durante l’estate, infatti, si anima anche di notte con le caratteristiche feste sulla spiaggia a cui prendono parte moltissimi turisti.

di FRANCESCO ZACCARA MARATEA - “TERRITORIO, ospitalità e buona cucina, ci premiano. Mancano: attrazioni, svago ed eventi culturali”. Così un operatore turistico di Maratea disegna il biglietto da visita di una delle località turistiche più rinomate di Italia. La descrizione è quanto mai azzeccata. Il territorio. La costa alta e frastagliata, ricoperta dalla macchia mediterranea, con gli alberi che si spingono fino a pochi metri dal mare. Le incantevoli spiagge, dai fondali cristallini, incontaminati e profondi, popolati da una ricca fauna marina e custodi di tesori archeologici di inestimabile valore. Le numerose grotte carsiche. Ogni estate ammaliano una passerella di vip e di turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Le sorelle De Sio, Fabrizio Frizzi, Gianna Nannini, sono solo alcuni degli habitué. Poco più di 30 chilometri di costa da Punta dei Crivi, a la Spiaggia “Da Gnola” (a sud della secca di Castrocucco), che hanno ricevuto la Bandiera Blu dalla Fee e 4 Vele nella Guida Blu di Legambiente. Poi l'ospitalità e la cucina. Dai vicoli del centro storico, alle terrazze affacciate direttamente sul mare, è possibile trovare un'offerta alberghiera notevole e variegata. Si può trovare una pensione completa da 69 euro al giorno in camera doppia e sulla spiaggia si possono avere 2 sdraio e ombrellone a partire da 10

euro. E ancora tantissimi ristoranti dove è possibile gustare la cucina tradizionale. A tutto questa Maratea affianca un patrimonio storico culturale di tutto rispetto. 44 chiese disseminate sul territorio, ricche di opere d'arte. Musei, mostre allestite anche nei vicoli del centro torico a fianco le vetrine dei negozi, concerti di musica jazz. E ancora la Villa che fu dello statista lucano Francesco Saverio Nitti, il porticciolo nascosto ai piedi del monte San Biagio dove svetta la statua del Redentore (21 metri di altezza), l'isolotto di Santo Janni dove nidificano indisturbati i Gabbiani e si trovano le vasche di allevamento e preparazione del Garum (salsa di pesce cara ai romani). Il Castello abbandonato di Castrocucco. Eppure Maratea, meta del turista che predilige i luoghi incontaminati,

Anche quest’anno sventola la bandiera blu

soffre lacune che ogni anno diventano più pesanti. Perché mancano ancora, dicono gli operatori turistici di Maratea, spazi per il tempo libero e collegamenti veloci. Pesa molto soprattutto per il turismo estero, l'assenza di un aeroporto nelle vicinanze. Ma anche a causa del modo di fare vacanza che cambia, di turisti che prenotano all'ultimo momento, che restano solo per il fine settimana. Ed ecco allora che gli operatori sentono la necessità di provare nuove strategie. Di investire su internet, di collaborare tra addetti ai lavori e amministrazione comunale, di collegarsi con il resto del territorio, di puntare sul turismo culturale, di attrarre più giovani. Ed una prima risposta, oltre che dall'impegno del neo eletto sindaco Mario Di Trani ad incontrarsi per un confronto con il presidente dell'Apt di Basilicata Giampiero Perri, arriva da nuove associazioni che propongono sul territorio sport come parapendio e trekking e nuovi eventi culturali, con un occhio di riguardo al cinema e al

teatro. Una finestra su cui Maratea si è affacciata più volte trovando spazio nei racconti di Cesare Pavese (Fuoco Grande), di Ingeborg Bechmann (Tre sentieri per il Lago), nelle pellicole di Dino Risi (A Porte Chiuse, 1961 con Anita Ekberg), nella rassegna Io, Isabella International Film Week. Solo per citarne alcuni. C'è fermento, dunque, tra gli addetti ai lavori, le associazioni, la nuova amministrazione, in attesa che i turisti arrivino a riempire le spiagge e le piazzette del centro storico. Ci si prepara al meglio. Molti propostiti saranno ancora una volta rinviati all'anno prossimo. E le nuove iniziative daranno un soffio di aria fresca al programma. Forse il segreto del successo è proprio questo: cambiare, si. Ma non più di tanto.

Si muove l’associazionizmo palmente di parapendio, quindi di trekking e di escursioni in mountain bike e arrampicata. Recentemente, poi, affianco ad associazioni culturali come Amici di Maratea e Amici del Presepe, i giovani ne hanno costituito delle nuove: Le tre torri e Maratea Film Festival at work che puntano ad eventi culturali di rilievo internazionale. La prima dal 27 luglio al 2 agosto 2009 propone la rassegna “Incontro fra le arti”. Teatro e poesia saranno le protagoniste, insieme a seminari sull'Opera (Giovanni Agostinucci), sul teatro (Pino Strabioli) e il cinema (Donatella Baglivo). Per chiudere con la Grande notte dei film, condotta da Vincenzo Mollica e

PARLANO GLI OPERATORI

il concerto della Grande orchestra sinfonica di Kiev. Dal 23 al 30 agosto 2009, invece, si terrà la prima edizione di Maratea Film festival, nel corso della quale la Crle (Commissione regionale lucani all'estero) ha annunciato la premiazione di Francis Ford Coppola (regista), Lina Wertmuller (regista), Beniamo Placido (critico televisivo) e Gaetano Cappelli (romanziere). E sempre nel mondo del cinema si muove Io, Isabella Film Week, il festival dedicato alle donne e al documentario creativo che a Maratea ha trovato la sua location ideale, in programma dal 5 al 10 agosto. f. z.

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Partenza a rilento MARATEA - Giugno non è partito nel migliore dei modi. La presenza bassa di stranieri desta un po' di preoccupazione tra gli operatori. «La crisi c'è», dice Biagio Salerno, presidente del comitato Iniziativa Cittadina e proprietario di una struttura ricettiva a Castrocucco. «Dobbiamo investire su internet, affiancarci all'amministrazione comunale, collaborare tra noi operatori e commercianti con idee di sviluppo nuove. C'è bisogno di servizi collaterali alle strutture alberghiere, anche per richiamare un target giovanile che manca a Maratea. Chi ci sceglie, lo fa per l'ambiente e la balneazione. Ma noi dobbiamo pensare a manifestazioni per i più giovani. Dobbiamo farci conoscere. Chiedere attenzione alla Regione Basilicata. Servono investimenti sia pubblici che privati per valorizzare il territorio». «Il mare è la nostra prima risorsa - conclude Salerno - però c'è bisogno di sviluppo, di investimenti, di valorizzazioni storico-culturali». E su un turismo culturale e sulla possibilità di spostarsi sul territorio, da Maratea verso il Pollino, il Lago Laudemio, gli Scavi di Grumento Nova, le Terme di Latronico, si sofferma anche Enrico De Filippo, presidente dell'associazione di Commercianti “Dea Maris”. «Di persone in giro da metà aprile se ne vedono molte - dice De Filippo - anche stranieri. Ma non so che cosa lasciano nell'indotto perché consumano poco sul territorio. Siamo penalizzati sui trasporti. Dalla ferrovia dove Maratea ha perduto parecchie fermate, dai trasporti marittimi, perché non abbiamo nessun collegamento e

abbiamo registrato una flessione anche nella nautica da diporto. Per la crisi, molti hanno venduto la barca o ne hanno comprata una più piccola». Ma anche De Filippo è fiducioso. «Anche l'anno scorso abbiamo avuto poche prenotazioni, però poi le presenze sono state buone». Questo a causa di un turista che prenota all'ultimo momento, e si ferma solo nel fine settimana. A tutto questo, poi, si aggiunge un ormai cronico ritardo nella pubblicità del prodotto. «Siamo a fine giugno e attendiamo come si organizzerà l'estate conclude De Filippo - Ma il prodotto bisognerebbe venderlo prima. Sei mesi, 1 anno, prima». Mario Di Trani è il nuovo sindaco di Maratea ed ha già annunciato un incontro a Potenza con Perri dell'Apt sul «rilancio di Maratea». «Il programma per l'estate è quello che abbiamo trovato, perché a giugno non è pensabile inventarsi cose nuove, e un programma che ricalca quello delle estati precedenti - dice Di Trani - L'incontro con Perri è proprio nell'ottica di fare qualcosa che vada oltre il cartellone delle manifestazione di intrattenimento, bisogna fare qualcosa di più proprio sul piano della promozione». Sulla mancanza di infrastrutture aggiunge: «ovviamente queste sono cose che attengono più al privato, alla fantasia e alla capacità imprenditoriale del privato. E' vero tuttavia che il Comune deve incentivare, agevolare, facilitare i percorsi burocratici. Noi intendiamo avere frequenti contatti con il mondo imprenditoriale di Maratea proprio per incentivarlo su questa strada».

Nel mese di giugno si registrano meno turisti

Si lavora per offrire servizi di qualità ai visitatori

MARATEA - Vecchie e nuove associazioni, lavorano sul territorio per offrire servizi ai turisti, affiancandosi alla vasta offerta alberghiera e di ristorazione. Come il Centro sub Maratea, che offre escursioni in barca lunga la costa, corsi subacquei con rilascio del brevetto internazionale Ssi. Il Club dei Velieri del Mediterraneo, associato con armatori di tutta Italia, che offre attività di charter nautico nel Mediterraneo. C'è la possibilità di andare a cavallo, al Mararanch di Castrocucco che offre scuola e patente di equitazione, trekking. E di volare nei cieli di Maratea con la Flymaratea, associazione sportiva che si occupa princi-

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Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Lutto all’Unibas

Morto a 70 anni per una malattia fulminante. Ultimo saluto in Ateneo

Addio al rettore Tamburro Ricercatore e intellettuale abituato a far discutere e a sorprendere. Fino alla fine Iranna De Meo Si definiva uno scienziato. Amava i laboratori di chimica e lì passava ore e ore a fare ricerca. Da sempre, da quando era un giovane laureato, aveva fatto della ricerca il suo cavallo di battaglia. Parola d’ordine: qualità. Amante dei vini, della cultura in generale e della musica. Questo era Antonio Mario Tamburro, rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, morto nel tardo pomeriggio di ieri, all’ospedale San Carlo. Un personaggio amato per il suo indiscusso valore scientifico, ma che a volte, per il suo carattere poco “istituzionale”, non piaceva. «Con il professor Antonio Mario Tamburro il mondo accademico perde una straordinaria personalità. I suoi studi, la sua amata ricerca, i grandi risultati e la fama acquisita sul campo ne hanno fatto un Ricercatore necessario alla cultura non solo di questa piccola Regione in cui aveva scelto di vivere, insegnare e continuare a studiare. Ha creduto profondamente in questo Ateneo, è stato protagonista di battaglie e ha creduto in modo totale, disinteressato e schietto nella sua crescita. Raccogliamo tutti la sua eredità, sapendo che non sarà facile sopportarne il peso» scriveva ieri la segreteria del rettorato in una nota ufficiale. Da una quindicina di giorni Tamburro aveva scoperto, al San Raffaele di Milano, di avere un male incurabile, ma non si è arreso nemmeno nel letto dell’ospedale. Dal 9 giugno 2006 era alla guida dell’ateneo lucano dopo un’esperienza ventennale come docente di chimica (1986). Il suo mandato era in scadenza nel 2010, ma aveva chiesto e, ottenuto, di restare ancora per un biennio. Rinnovamento nella concezione d’intendere l’università e qualità dell’offerta formativa: questi i punti del suo programma elettorale. Particolare il suo rapporto con gli studenti. Era a loro fianco in ogni occasione. L’ultima battaglia da rivoluzionario sessantottino, come si definiva, lo scorso ottobre, contro la riforma Gelmini, come ricordano Ottavio Romanelli della Ful (Federazione universitaria lucana) e

IMMAGINI

L’inaugurazione dell’anno accademico

All’inaugurazione dell’anno accademico

IL CORDOGLIO Il Presidente della Regione, Vito De Filippo ha detto che «l'improvvisa e immatura scomparsa del Magnifico rettore dell’Università della Basilicata, Antonio Mario Tamburro, lascia un vuoto non soltanto nel mondo scientifico ma anche nella società lucana che ne ha sempre apprezzato l’acutezza degli studi e gli interventi sempre puntuali nel dibattito sullo sviluppo del territorio». De Filippo ha aggiunto che «Tamburro ha contribuito a qualificare l’Ateneo lucano, portandolo a livelli di eccellenza e facendolo diventare un punto di riferimento per la ricerca scientifica. Il mondo politico, sociale e culturale lucano – ha proseguito il Presidente della Regione – non dimenticherà i continui stimoli ricevuti da un 'polemista costruttivo, da un attento e scrupoloso ricercatore e da un affidabile docente». L'onorevole Salvatore Margiottaha detto che «noi lucani non lo dimenticheremo». Margiotta, che è anche docente all’Ateneo lucano, ha aggiunto «di aver sempre amato e apprezzato la sua profonda cultura, scientifica ed umanistica, la sua passione per la ricerca, la sua tensione ideale, la sua profonda umanità: qualità che ne hanno fatto il protagonista della vita accademica dell’ateneo lucano, sin dalla sua fondazione e dell’intera società di Basilicata». Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Prospero De Franchi ha aggiunto che « è stato un grande scienziato, studioso ed un uomo intraprendente, che attraverso l'insegnamento ha saputo dar lustro alla nostra regione e ha fatto crescere qualitativamente la nostra Università». «L'Università lucana ha perso un protagonista»: così il senatore Egidio Digilio (An). «Pur avendo un rapporto di aspra conflittualità dialettica c'è sempre stato tra noi rispetto dei differenti ruoli. Le frequenti divergenze di opinione non hanno mai intaccato la mia stima per un intellettuale che ha dato un'impronta, condivisibile o non, al nostro ateneo. Alla famiglia e al Senato Accademico le più sentite condoglianze». In una nota congiunta poi, Il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto e il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale Giacomo Nardiello hanno sottolineato «Scompare una figura prestigiosa di intellettuale moderno al servizio non solo dell’ateneo lucano ma di tutti gli atenei del Sud. Il suo impegno a difesa della ricerca e dell’attività didattica dell’Università contro i tagli del Governo, a favore delle università e i centri di ricerca privati e per rilanciare i piccoli atenei resterà un esempio per quanti hanno a cuore la istruzione e la formazione dei giovani specie nel Mezzogiorno».

Antonio Candela, segretario nazionale della Sui Genersi. Sempre presente. Sempre Sempre pronto al dialogo. Apprezzato per la sua sincerità, come ricorda il suo segretario particolare per tre anni, Lino Martinelli, per il suo essere anticonformista, per la sua capacità di stimolare alla dialettica. <<Era una persona di

grande lucidità – dichiara qualche collaboratore – intelligente e come tutti gli uomini dal carattere forte, provocava amore e odio. Mi ha colpito la determinazione di voler trasformare l’università, di voler dare un valore alle cose, di migliorare l’offerta didattica e formativa. Aveva una visione scientifica forte dell’uni-

versità, di tipo internazionale. Da apprezzare la sua capacità di stare sulle cose. I suoi modi informali mettevano in imbarazzo parecchie persone, ma questo era il segno della sua autenticità>>. Era fiero della sua piccola università, dei suoi diecimila studenti. Sapeva con non poteva avere grandi numeri e per questo puntava sulla qualità non solo didattica, ma anche dei servizi della città. Amante del vino e della cultura enologica, organizzava cene con amici con cui si intratteneva a discutere . Amava bere champagne, regalare cassette di vini, organizzare degustazioni e aveva una cantina fornita di etichette nazionali e internazionali. Gerardo Giuratrabocchetti, proprietario della Cantina del notaio, aveva con lui un rapporto particolare. <<Gli piaceva il vino e la chimica del vino – ha raccontato rammaricato - ma era incuriosito anche dalla storia del produttore e dal territorio. Spesso andava in Francia e univa l’utile (il lavoro accademico) al dilettevole, visitando diversi chateaux>>. Tra le etichette, preferiva “La Firma”, annata 2006, che aveva assaggiato in anteprima. <<Aveva la collezione dal 1998 al 2006 – ha detto fiero Giuratrabocchetti. Era una persona ironica che amava scherzare>>. La camera ardente è stata allestita questa mattina alle 9 nell’aula Quadrifoglio dell’Ateneo, nella sede di Rione Francioso, mentre i funerali si svolgeranno domani alle 11. Per ora, il mondo accademico tace. Il dolore assopisce anche i ricordi.

A un incontro con la stampa

Con gli studenti in piazza Prefettura

Nella redazione del Quotidiano

IL RITRATTO segue dalla prima

Ha contribuito a sprovincializzare la cultura lucana. Molti i detrattori

Era difficile avere un rapporto condiviso con il professor Antonio Mario Tamburro. La sua personalità eclettica non concedeva sconti. Soprattutto se ponevi critiche all'Università della Basilicata. E scontri ne abbiamo avuto molti. Ma sempre con lealtà. Ci siamo schierati però anche dalla sua parte. Soprattutto quando in una delle sue molto particolari inaugurazioni dell'anno accademico accompagnate al ritmo del Valse triste di Sibelius le aveva cantate a modo suo al potere politico e al Giornale di Berlusconi citando il suo amato Lenin con l'intercalare del celebre “Che fare?”. I parlamentari del centrodestra si erano alzati sdegnati creando una polemica ad arte che non aveva ragion d'essere. Scrissi un pezzo a sostegno della libertà di citazione e invitai il ret-

Scienziato “furioso”e compagno appassionato tore in redazione in segno di solidarietà culturale che venne molto apprezzato. Ha regalato alle nostre collezioni anche un paio di riflessioni sulla ricerca scientifica. Era un scienziato di altissimo livello. Non tutti lo avevano compreso in Basilicata. Il suo amico Franco Piperno ne parla come di un “ricercatore furioso”. Instancabile. Biofisico con conoscenze straordinarie sulla quantistica era approdato con successo alla chimica raggiungendo livelli straordinari nelle sue ricerche. Lo dimostra la sua quarantennale attivita' di ricerca nel campo della chimica biorganica dove ha studiato il

folding delle proteine. Ci lascia 174 pubblicazioni su riviste quasi esclusivamente internazionali. Nel 2002 era stato insignito della Laurea Honoris Causa dall'Università di Reims, Champagne-Ardenne in Francia. Era l'espressione più autentica di quella cultura sessantottina che aveva fatto degli studi il grimaldello per cambiare lo stato reale delle cose presenti riuscendo al pari di un Cohn-Bendit ad entrare nella stanza dei bottoni per non restare un parolaio. Il suo essere stato preside di Scienze e rettore dell'Università della Basilicata lo aveva sempre considerato “un impegno per la scien-

za” come ricorda un'intervista pubblicata in un libro della Bruno Mondadori. Triestino di nascita, aveva studiato e iniziato la carriera universitaria nella Padova intrisa dal fascino di Galilei e Toni Negri, sempre facendo vanto di quella formazione. Approderà poi in Somalia e in Basilicata. Nella nostra regione viveva da vent'anni apprezzandone il vino, il pensiero meridiano e l'agitazione di terra di frontiera. Non tutte le sue scelte di politica universitaria sono state condivisibili, ma ha sicuramente contribuito alla sprovincializzazione dell'intellettualità locale. Il prossi-

mo 3 settembre avrebbe compiuto settant'anni. Non era mancato chi aveva contestato la sua voglia di continuare a stare nella sua casa di sempre anche dopo il limite posto dai regolamenti. A far rispettare la norma ci ha pensato signora Morte. Lo ricordiamo protagonista di lezioni in piazza con i ritrovati giovani contestatori dell'Onda, appassionato cultore delle Voci di Sally, presentatore del suo romanzo biografico in una vineria di Rionero. Affabulatore raffinato, scienziato illuminista, sognatore materialista capace di sporcarsi sartraniamente le mani con la gestione del potere accademico. I suoi detrattori evitino santificazioni postmortem. Siamo certi non li avrebbe graditi. Ti sia lieve la terra compagno Tamburro. Paride Leporace

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Mercoledì 24 giugno 2009

SCIOGLIAMO LE RONDE NERE

La storia positiva di un ex emigrato

di FRANCESCO BOCHICCHIO

CON la riforma normativa preannunziata dalla maggioranza e soprattutto sostenuta dalla Lega, di legalizzazione di ronde di cittadini, senza armi, che presidino la città ed i punti più delicati, al fine di tutelare l'ordine, si stavano da tempo ipotizzando varie ronde, tra cui le ronde verdi della Lega: per ultimo, in via in vero minacciosa, si stanno ipotizzando le ronde nere, legate a movimenti neofascisti e con segni distintivi propri del fascismo. Chi scrive non è particolarmente favorevole alle ronde, in cui è agevole ravvisare un primo segno di difesa privata, con rischio di minacce all'ordine pubblico a causa di interventi, che pur nominalmente di tutela, in realtà siano aggressivi. Ma in un momento in cui l'ordine pubblico è a repentaglio e la sicurezza dei cittadini è sotto grave minaccia, non si può impedire alla società di mettere in essere forme di autotutela, anche potenzialmente pericolose, almeno fino a quando non diventino effettivamente illegali. Il pericolo di abuso cede di fronte all'effettività, almeno quale sentita come primaria e vitale, del pericolo attuale alla sicurezza dei citazioni. La profonda paura della criminalità comune che pervade la stragrande maggioranza dei cittadini onesti non può essere esorcizzata con ricorso a nobili petizioni di principio: fenomeni pur di per sé dubbi e inopinabili, quali le ronde, devono quindi essere consentite per non togliere ai cittadini una speranza e per non far nutrir loro un sentimento di impotenza e di abbandono. Ovviamente il tutto sotto la più ferrea vigilanza, al fine di impedire abusi e, con un'azione a medio termine che possa portare a rinunziare alle ronde una volta aumentato sensibilmente il tasso di sicurezza, ed una volta corrispondentemente aumentata la fiducia dei cittadini. Le ronde politiche sono per antonomasia minacciose , di abusi a carico degli avversari, ma fino a quando realizzate all'interno di un contesto democratico e di un movimento democratico, quale quello della Lega, sono tollerabili fino allo sconfino nell'illegalità. Diverso il discorso quando si parla di neofascismo: certamente, anche i neofascisti possono rivendicare la presunzione di legalità, fino a prova a contraria: ma non occorre dimenticare che , opportunamente, la Costituzione italiana (Disposizioni transitorie e finali, XII) vieta la ricostituzione del partito fascista, quale movimento politico sovversivo, violento e antidemocratico: con buona pace dei revisionismi, passati presenti e futuri, la Costituzione è nata antifascista e antifascista deve rimanere, in quanto la Repubblica è nata sulle ceneri del fascismo ed in opposizione allo stesso. Fino a quando si è al livello di partiti e di movimenti di opinione, il divieto va applicato con prudenza, per non impedire la manifestazione di opinioni, e non è quindi da scandalizzarsi, almeno in via teorica, che partiti come Forza Nuova siano rappresentati in Parlamento, e stesso discorso valeva fino alla svolta di Fiuggi per l'allora Movimento Sociale: è noto che Togliatti era fermamente contrario alla messa fuori legge del Movimento Sociale, e tale realismo non si colorava solo di opportunismo, al fine di congelare a destra il 6% dei voti, altrimenti destinati alla Democrazia Cristiana, ma era anche dettato dall'esigenza di non esasperare il clima di contrapposizione politica e di impedire che lo stesso sfociasse nella guerra civile tutt'altro che irrealistica. Ma quando si è al livello di gruppi tesi a presidiare la città, entrando in contratto con gli altri cittadini e con i movimenti avversari, è ovvio che la loro natura fascista trova espressione così diretta che il divieto della Costituzione è calzante: le ronde nere devono essere vietate e sciolte già adesso, prima che entri in vigore la nuova normativa. Sia ben chiaro, chi scrive non vede affatto concreto il pericolo di fascismo, ma vede concreti i pericoli di pericolose singole e specifiche manifestazioni fasciste che, in un periodo di grave crisi economica e di tendenza della maggioranza politica di centrodestra verso forme di democrazia autoritaria e plebiscitaria - con l'eccezione di Fini -, possono porre l'ordine civile in una fase di gravissima destabilizzazione. studiobochicchio@legalebochicchio.it

Ruolo e limiti del referendum di ALBERTO VIRGILIO segue dalla prima Va premesso che dal punto di vista sistematico il referendum previsto dal citato articolo ha una sfera di operatività limitata , in quanto può avere soltanto efficacia abrogativa di una legge o di un atto avente forza di legge , ma non può giammai assumere funzione legislativa in senso stretto , cioè diretta a introdurre nell'ordinamento nuove leggi. Dai connotati di eccezionalità e di limitatezza del referendum deriva la logica conseguenza che la proposta referendaria si risolve sempre in un invito al legislatore perchè provveda egli stesso ad eliminare la disposizione o le disposizioni che formano oggetto dell'istanza di abrogazione. Di fronte alla iniziativa referendaria il governo e il parlamento possono infatti rimanere inerti ( nel qual caso la consultazione popolare ha il suo normale svolgimento ) , ma possono anche mostrarsi sensibili alla sollecitazione proveniente da un cospicuo numero di cittadini , giudicandola meritevole di accoglimento e rendendo così superfua la consultazione popolare mediante una nuova legge , sempre che l'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ritenga la sopravvenuta normativa conforme allo spirito dell'istanza referendaria. Chiariti questi aspetti essenziali dell'istituto referendario , va comunque osservato che esso è principalmente preordinato alla decisione dei grandi temi che impegnano la coscienza collettiva ( come la pena di morte , l'aborto , il divorzio o altre norme di legge dello stesso rilievo sociale ). Il referendum di cui parliamo richiama in sostanza , sul piano della indagine storica , la “provocatio o appellatio ad populum” del diritto romano , che era previsto nei casi ritenuti di eccezionale gravità come le severe condanne inflitte in sede penale. L'istituto previsto nella Costituzione non si presta invece facilmente ( mediante la ri-

sposta con un semplice “si” o un semplice “no” ) alla soluzione di complesse e delicate questioni di tecnica giuridica su materie che normalmente richiedono ampia e approfondita discussione nella sede naturale del Parlamento , anche con riguardo a tutte le conseguenze che dalla disciplina in discussione necessariamente derivano o possono implicitamente derivarne sul piano del coordinamento con il panorama legislativo generale. Se si tiene conto di questa realtà , non sembra giuridicamente e politicamente corretto ritenere che il mancato raggiungimento del quorum sui tre referendum appena svoltisi vada interpretato come una consapevole volontà popolare di mantenere in vigore la legge elettorale ora esistente. Sembra invece che , al di là delle conseguenze connesse alla constatata invalidità dei tre referendum , si possa cogliere nella coscienza collettiva una sorta di imbarazzo , o addirittura di rifiuto , nel pronunciarsi su elementi di dettaglio della normativa elettorale , non facilmente percepibili dagli elettori nella loro reale portata e negli effetti che ne sarebbero scaturiti nel delicato settore della legislazione elettorale , sulla quale peraltro tanto si è sempre discusso ( e ancora si discute con opinioni diverse ) anche in sede parlamentare. La morale che si può trarre dalla vicenda esposta riguarda l'invito a tutte le forze politiche di affrontare con il dovuto rigore e con grande impegno la materia , nella prospettiva di fare in modo che le auspicabili nuove norme siano preordinate nella maggiore misura possibile a garantire che l'espressione del voto popolare sia effettivamente e genuinamente conforme alla volontà degli elettori , sia nella scelta della formazione politica sia in quella dei candidati. Questo è un aspetto essenziale della democrazia , che va salvaguardato con grande responsabilità ad opera di tutti , nell'interesse prevalente del Paese.

PAOLO Pascarelli, questo è il nome dell'imprenditore armentese. Ora subito qualche notizia circa una piccola storia. Egli nel 1980, come tanti lucani, prese la via dell'emigrazione interna a Milano. Qui rimase fino al 1999 svolgendo le mansioni di responsabile punto vendita presso una catena di supermercati. Era giunto a ricoprire la carica di Direttore quando decise di mettere a frutto la sua esperienza nella sua terra natia, cioè in Basilicata, in particolare ad Armento. Il suo titolare insistette tanto perché Paolo rimanesse a Milano. Ma ormai lo stesso aveva deciso di realizzare qualcosa di suo nel paese originario e non solo. Una volta giunto ad Armento e dopo aver disbrigato gli adempimenti burocratici, mise su un locale, supermarket, per la vendita di alimenti e generi vari, come detersivi, vernici ecc. Dette subito lavoro, e questo è l'aspetto più edificante e premiante, a due persone. Si organizzò al meglio, come ormai aveva imparato a fare. Ma non finisce qui. Paolo non poteva, per la sua particolare inclinazione commerciale, fermarsi ad un solo negozio. Nel 2004 approdò a Villa d'Agri, frazione del comune di Marsico Vetere Qui aprì un altro supermercato dando lavoro ad altri due collaboratori. L'impostazione fu simile al supermercato di Armento. La sua dinamicità lo porta a procurare col suo fiuto prodotti di alta qualità a buon prezzo (es. salsiccia di finissimo maiale, vini di qualità, ecc.). Sono trascorsi dieci anni e la sua attività, grazie al mestiere imparato a Milano, regge nonostante l'attuale crisi che attanaglia soprattutto le piccole iniziative. Grazie Paolo per aver fornito anche un buon servizio alla comunità lucana. Un augurio perché le attività vadano sempre meglio. L'iniziativa di Paolo può essere di stimolo per gli altri giovani di Armento e non solo… Paolo ti fermerai qui…? Non è vero? Gianni Saponara

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La cifra proposta dal sindaco Navazio è insufficiente: serve l’aiuto di tutti

Melfi, una fase cruciale Va valutata anche la “proposta Bifulco”. Ma sarà linea-verde ARCHIVIATO felicemente il discorso iscrizione, ora arriva il difficile per il Melfi calcio. Nonostante l'impegno di Navazio che ha comunque prodotto qualcosa, il peso della gestione del club resta sulle spalle di Maglione e del suo gruppo. Non sono stati trovati altri soggetti in grado di intervenire, i Moretti hanno dichiarato di non essere interessati, e sarà inevitabilmente ancora il gruppo storico legato e vicino al presidente, a dover portare avanti il discorso, sobbarcandosi l'onere della gestione. In totale sul tavolo non è stata racimolata la cifra tanto attesa. Al netto dell'Iva non si raggiungono i 300.000 euro. La gestione del campionato, considerando che si dovrà far fronte alla costruzione per intero del nuovo organico, comporta l'esborso di una cifra molto maggiore, nell'ottica di un torneo che si preannuncia difficilissimo, con squadre importanti ed ambiziose, grandi piazze e voglia di ben figurare. Salvarsi risulterà più complicato del solito e l'inevitabile politica dei giovani che si dovrà necessariamente intraprendere, dovrà risultare oculata e più che mai attenta onde evitare di dover ricorrere al dispendioso mercato di riparazione. Ecco perché da come si evince anche dal comunicato emesso dalla società, è molto rilevante che i tifosi facciano la loro parte in maniera massiccia. Assicurare un pieno di abbonamenti, riveste una duplice funzione. Da un lato fornire linfa energetica

IL TESTO DEL COMUNICATO Tifosi gialloverdi abbonatevi L’appello del Cda IL CONSIGLIO di amministrazione della A.S. Melfi a fronte dell'impegno del Sindaco Navazio che ha trovato nuovi sponsor ed altri imprenditori interessati al progetto calcistico, ha deciso di iscrivere la squadra al prossimo campionato di Seconda Divisione. Ringraziando il primo cittadino per la proficua collaborazione, il Cda della AS Melfi tiene a precisare che in ogni caso gli sforzi per programmare la nuova stagione e garantire continuità al progetto, restano notevoli ed importanti. A tale scopo è bene sottolineare che occorre la massima partecipazione da parte di tutte le componenti che gravitano attorno al Melfi calcio. Per questa ragione resta fondamentale proseguire l'opera di ricerca di altre forze economiche ed il coinvolgimento del maggior numero di persone, come auspicato e ribadito dallo stesso Sindaco. E' altresì necessario fornire un forte segnale di amore e di attaccamento ai colori sociali come quello che compie questo Consiglio di amministrazione accollandosi ancora una volta la gestione della prossima stagione calcistica. Invitiamo quindi tutti i tifosi del Melfi calcio a sostenerci e a starci vicino, attraverso la sottoscrizione dei nuovi abbonamenti. Più siamo e più forti saremo. E' il momento di restare uniti e far sentire il nostro amore. Abboniamoci. Il presidente del CdA

Il patron del Melfi Maglione

al presidente ed ai soci, dall'altro garantire un effetto casalingo per le partite interne. In parole povere la Seconda Divisione deve adesso essere difesa da tutta la città, con i tifosi veicolo fondamentale di entusiasmo e di partecipazione. Solamente così il Melfi potrà competere con le grandi, quest'anno davvero tali, emulando le gesta passate in cui Davide seppe battere Golia. Nel frattempo la società sta vagliando il dà farsi relativamente alla cessione delle quote, al massimo il 40 %. Promotore del grup-

po di imprenditori laziali interessati al progetto, è l'ex direttore Sportivo, Giuseppe Bifulco che chiuse anzitempo la sua avventura gialloverde, nel lontano 2003, per incomprensioni con Palumbo e parte di quella società. Bifulco è rimasto legato in qualche modo al Melfi e dopo tre anni nel settore giovanile della Roma vorrebbe ritornare con un ruolo operativo in un club professionistico. Melfi sarebbe l'ideale. Piazza che già conosce e dove si può fare calcio in maniera non esasperata, priva di grosse tensioni, facendo

leva su un programma di valorizzazione giovanile. Occorre trovare un’intesa. In soldoni per il Melfi il gioco deve valere la candela. Traducendo, molto dipenderà da quanto questo gruppo laziale è disposto ad investire. Al Melfi le competenze e le conoscenze di Bifulco farebbero comodo, un ruolo decisionale si potrebbe anche cedere, a patto però che gli investitori di fuori regione, siano pronti ad immettere contante sonante e cospicuo nelle casse del club. Nelle prossime ore sono attese notizie a riguardo. Emilio Fidanzio

Taranto

Vicina la soluzione delal crisi LA CRISI societaria del Taranto è ad un passo dalla risoluzione. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la volontà di passare la mano, il presidente Gigi Blasi sta ritornando sui suoi passi grazie ad un nuovo possibile socio: Enzo D’Addario. L’imprenditore, che ha interessi nel campo automobilistico, sta trattando col patron da giorni ed è vicino all’ingresso in società. Insomma, si va verso una società con Blasi e D’Addario al 50% con un programma di cinque anni con la serie B nel mirino. “Credo che questa soluzione sia la migliore – ha detto Blasi – perché tutti conoscono D’Addario e, così facendo, daremmo continuità al lavoro svolto precedentemente. Le novità? Ci saranno mercoledì. Io, comunque, devo ancora convincermi se rimanere o no...”. E Taranto spera.

Mercato

Marcianise su Battista IL MARCIANISE vuole il centrocampista Raffaele Battisti del Cosenza. Il calciatore è un pallino del nuovo tecnico Fofò Ammirata, ma allo stesso tempo rientra nei piani del club rossoblù, neopromosso in Prima Divisione. La Paganese ha ingaggiato con contratto biennale l´estremo difensore Davide Faraon. Nella sua carriera ha vestito la casacca biancoscudata del Padova (C1 - stagione 2005/06) mentre nelle ultime tre quella del Taranto (C1) totalizzando complessivamente 22 presenze in campionato. Francesco D'Arrigo sarà l'allenatore del Manfredonia anche per la prossima stagione. Il Sorrento ha rescisso consensualmente il rapporto che legava il calciatore Giorgio La Vista al sodalizio costiero.

Premio speciale

Capuano miglior tecnico campano IL TECNICO del Potenza è stato eletto miglior allenatore della Lega Pro. Tale importante riconoscimento è stato attribuito dall’Associazione Allenatori Campania. Oggi alle ore 20, presso l’Hotel Cala Moresca a Capo Miseno di Bacoli (in provincia di Napoli), sarà il presidente dell’Associazione Allenatori Campania Nino Scarfato a consegnare il premio attribuito a Capuano al suo “prossimo” secondo a Potenza, Raffaele Esposito. Infatti Capuano non potrà essere alla manifestazione perché è a Coverciano dove sta sostenendo il master per il titolo di allenatore di A e B.

CALCIO AMATORIALE. PATERNO IN FESTA CON IL “TORNEO DELLA MADONNA”

Basta un guizzo di Blasi per la vetta Prima vittoria per il Limanti Ma il Pantano fa un figurone con la doppietta di Raso e il gol di Caso ACQUAREGGENTE PANTANO

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ACQUAREGGENTE (4-4-2): Grosso E.; Logiurato E. (46' Coviello), Giordano An., Giordano Al., Marsicovetere F.; Giordano M. (46' Cappa) (86' Logiurato C.), Blasi, Innella, Marsicovetere A.M. (62' Logiurato L.); Petrone (46' Fortunato A.), Notarfrancesco C.. A disp.: Notarfrancesco R., Ginefra. PANTANO (4-4-2): Bocca, Fortunato R., Latorraca D., Tulimieri, Martelli; Latorraca C. (65' Di Vincenzo), Mazzei, Fronticcia, Notarfrancesco R. (88' Bitetti); Votta, Grosso M. (52' Riviello). A disp.: Barbante. ARBITRO: Petrocelli. RETI: 24' Fronticcia (P) (rig.), 89' Blasi (A). NOTE: Espulsi: Mazzei (P) per proteste; Innella (A) per fallo di reazione. PATERNO - Con un guizzo del capocannoniere Blasi allo scadere, Acquareggente riesce a mantenere ben salda la vetta della classifica seppur in condivisione con Giardini. Davvero un punto d'oro quello conquistato dalla blasonata formazione contro un'agguerrita Pantano che ha giocato una partita di ottimo livello, peccando, però, di ingenuità e di nervosismo. L'inizio del match è di marca Pantano. Al 4' Fronticcia salta un paio di uomini ed offre un assist al bacio per M. Grosso che a tu per tu con l'omonimo estremo difensore avversario fallisce clamorosamente. Pantano capisce di dover approfittare del momento di appannamento di Acquareggente ed alza ancor più il ritmo. Al minuto 24 Votta va via in velocità e, scattato sul filo dell'offside, salta E. Grosso a cui non resta altro da fare che atterrare la punta avversaria. Penalty sacrosanto che Fronticcia capitalizza al meglio centrando una merita-

ta rete del vantaggio (24'). Acquareggente sotto nel risultato, prova a reagire ma Pantano, solida ed organizzata, non si disunisce. Nella ripresa Acquareggente scende in campo con ben altro piglio. La prima occasione della ripresa è targata Pantano con un piazzato di Mazzei (59'). Un minuto più tardi Cappa impegna Bocca nella parata a terra e lancia il primo, vero segnale di riscossa dell'Acquareggente. Pantano in inferiorità numerica e, complice la stanchezza dovuta all'impegno profuso nella prima frazione, comincia a scricchiolare. Al 66' Blasi manda al lato da ottima posizione. Passano 4' e Bocca si esalta. E all'89', quando i giochi sembravano fatti, Blasi realizza l'insperato pareggio. Nuario Fortunato

LIMANTI LESORTI

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LIMANTI (4-4-2): Notarfrancesco R.; Votta, Marino M. (80' Bove), Riso Mario, Grosso (85' Mazzini); Coiro (82' Marino G.), Caso, Bitetti V. (80' Fortunato), Blasi L.; Raso (63' Lavecchia) (71' Riso Marco), Notarfrancesco U. (46' Cimetti). LE SORTI (4-4-2): Laino (46' Botta); Russo A., Russo R., Pasquariello, Scorcia; Notarfrancesco A., Nasca (52' Barbieri D.), Riso R. (80' Notarfrancesco E.), Bitetti R. (52' Magaldi); Blasi C. (78' Maulella), Barbieri F.(46' Saccende). ARBITRO: Falasca. RETI: 19' e 32' Raso (L), 45' Bitetti R. (L.S.) (rig.), 89' Caso (L) (rig.).

NOTE: Espulsi: Riso Russo A. (L.S.) per proteste. PATERNO Arriva alla terza giornata del “Torneo della Madonna” la prima vittoria per Limanti. Il match viene inaugurato da una buona occasione per Limanti con U. Notarfrancesco che di testa sfiora la rete del vantaggio (5'). Al minuto 12, sugli sviluppi di un'azione da corner, è L. Blasi a sfiorare il vantaggio con uno stacco di testa. Le Sorti non ci sta e non disdegna piacevoli sortite offensive. Al 19’ Limanti passa: Raso vince un paio di rimpalli e piazza l'acuto. Alla mezz'ora Limanti potrebbe raddoppiare ma, sul traversone dalla sinistra di L. Blasi, U. Notarfrancesco non riesce ad impattare la palla. E' solo il preludio al gol che arriva al 32' e che coincide con la doppietta di Raso, abile a sfruttare un'incertezza dell'estremo difensore avversario Laino. Dieci minuti più tardi Le Sorti imbastisce una buona trama che porta il giovane R. Bitetti alla conclusione dalla distanza, R. Notarfrancesco è costretto a rifugiarsi in angolo. Sullo scadere della prima frazione, Votta è costretto ad agganciare in area l'indemoniato e funambolico F. Barbieri: per il signor Falasca è calcio di rigore. R. Bitetti accorcia le distanze con classe e freddezza (45'). Nella ripresa Botta rileva Laino tra i pali per Le Sorti. Il giovane portiere sarà assoluto protagonista del secondo tempo della partita. Nel giro di 15' respinge gli assalti di Limanti, portati dai vari V. Bitetti, Raso e L. Blasi, con interventi d'istinto e con un vero e proprio prodigio. Le Sorti, anche grazie alla tenuta del proprio estremo difensore, riesce a mantenere una sola rete di distacco e prova a ripartire in velocità con ficcanti iniziative. Allo scadere, però, deve capitolare quando lo specialista Caso sfrutta la massima punizione accordata per un fallo sul neo entrato Mazzini (89'). n.f.

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42 Sport


I campani bloccano Alfano, ma propongono Farina o Petrocco: si tratta

Asse Potenza-Cavese Per la difesa Sgarra dell’Andria o Ischia che torna al Frosinone CINQUE GIOCATORI A META’ UNO snodo decisivo per il mercato del Potenza può essere la risoluzione della compartecipazione di Matteo Berretti con l’Arezzo. La trattativa si svolge in prima persona tra i due patron, Postiglione e Mancini. Il Potenza si è visto già recapitare un’offerta per la seconda metà del cartellino, inferiore però rispetto alla valutazione della prima, venduta per poco meno di 300mila euro. La proposta toscana al momento non soddisfa Postiglione, intenzionato a non svendere un elemento di assoluto valore, pur essendo reduce da un’annata opaca. All’Arezzo un centrocampista con le caratteristiche di Matteo serve di sicuro (per varie ragioni dovrebbero andar via Bricca, Matute, Togni e Miglietta), ma se Mancini non dovesse alzare la posta è immaginabile che sia il Potenza a riscattare l’intero cartellino, superando la più recente offerta dell’Arezzo. La chiusura del cerchio, in un senso o nell’altro, potrebbe esserci già nelle prossime ore, scongiurando cosi’ la sfida alle buste. A conferma di ciò, una nota apparsa sul sito del Potenza spiega come Postiglione “si libererà di Berretti solo per un’offerta pari o superiore al valore della prima metà, cifra che eventualmente potrebbe addirittura migliorare gli scenari di mercato”. Nel far pendere la bilancia, un peso potrebbe averlo anche il gradimento espresso da Capuano sull’ipotesi di inserire Berretti nel suo progetto tattico. A Milano incontro fissato anche con il presidente del Grosseto Camilli per discutere dell’accoppiata Suppa – Scardini. Per il primo, esiste già l’accordo sulla cifra del riscatto a favore della società maremmana. L’intento però è sedersi a tavolino per discutere delle due posizioni nel complesso, quindi è lecito immaginare che l’esito della contesa – qualunque esso sia – riguardi entrambi i giocatori classe ’88. Altro appuntamento sull’agenda del patron quello con il ds del Chievo, Giovanni Sartori. Il Potenza l’estate scorsa prelevò il giovane D’Aguanno dal Trapani proprio con i veronesi. La compartecipazione sul siciliano potrebbe essere rinnovata, soprattutto se dovesse andare in porto la cessione ai gialloblu di metà cartellino del rumeno Radu, appetito dal Chievo per il campionato Primavera. Pietro Scognamiglio

IL POTENZA sta allestendo la strategia per sciogliere il nodo relativo alle comproprietà: dalla due giorni di Milano, domani e venerdì, la società rossoblù conta di venire fuori con un’altra ingente somma di euro, che potrebbe essere reinvestita tra difesa e attacco. Delle singole situazioni dei rossoblù riferiamo a parte, ma appare evidente come, in questa fase, sia proprio questo l’argomento principale che, di fatto, ha rallentato qualche altra operazione. Il tema dominante di giornata parte dal centrocampista Alfano: l’intesa tra le parti è stata trovata ampiamente e lo stesso atleta si è detto entusiasta di giocare alle dipendenze di Capuano. Ma la Cavese non vuole liberare gratuitamente il centrocampista. L’operazione si è quindi rallentata. Postiglione, però, può scendere a patti con una società che sta cercando di liberarsi dei contratti più onerosi (Farina, Lacrimini, Nocerino, Petrocco) e già l’ha fatto, in direzione Potenza, per Frezza e Aquino. Ebbene, il Potenza è interessato ad alcuni di questi elementi, in particolare a Farina e al portiere Petrocco. Per dare una mano alle casse salernitane, in ogni singola trattativa il Potenza potrebbe inserire anche Alfano. Di Farina scrivevamo, giorni addietro: lunga carriera in C e da tre anni a Cava, difensore centrale di 30 an-

Ischia della Cavese

ni. Oggi l’occhio cade su un altro ex della Cavese, Michele Ischia: 31 anni, in prestito a Cava e reduce da 55 partite di B con il Frosinone, dove rientra quest’anno. Fa gola Capuano e potrebbe essere tra i papabili a vestire il ruolo di difensore centrale dei tre previsti dal modulo del tecnico. Ma accanto a quello di Ischia, in queste ore, potrebbe venir fuori un nome nuovo per la retroguardia del Potenza in via di definizione. E’ quello di Gianluca Sgarra, nell’ultima stagione all’Andria. Ha 31 anni ed ha sempre giocato in piaz-

ze di prestigio per la terza serie: Viterbo, Pisa, Foggia, Ancona. Sono 8 stagioni consecutive che gioca in C1 e sempre per campionati importanti. Tanto per l’uno, quanto per l’altro, però, i giorni giusti dovrebbero essere i primi della prossima settimana, quando il quadro delle comproprietà (che saranno risolte il 30 giugno) sarà più chiaro e il Potenza potrà meglio gestire le sue finanze. La forza della società rossoblù, in questi giorni, è rappresentata dal buon nome che sta circolando in Italia sul progetto che ha in mente la società che si è legata a un tecnico benvoluto e che, nonostante il tempo di crisi economica, ha chiaramente fatto vedere che ha i soldi per puntare giocatori di prima fascia. Non è quindi un problema se, nell’ultima settimana, si è verificato un rallentamento delle trattative in atto. Per il momento, ma anche nella sede milanese dove la società sarà presente con il suo patron per la definizione delle comproprietà, si stabiliranno contatti con dirigenti di società e con procuratori e quello che oggi può sembrare un orizzonte ben definito di uomini e strategie potrebbe subire una brusca accelerata e far schizzare ancor più su le quotazioni dell’ambizioso Potenza. Alfonso Pecoraro

Domani e venerdì le trattative. Il 30 si aprono le buste per chi non trova accordi

Si trattano le comproprietà Analizziamo la situazione in Prima, categoria a cui ambisce il Potenza Tanti nomi prestigiosi e un bel po’ di euro, almeno in teoria. Quella di venerdi’ è la prima data significativa del calciomercato estivo 2009: si proverà a risolvere consensualmente le comproprietà. In caso di mancato accordo, appuntamento al 30 giugno per la sempre affascinante apertura delle buste. Ma entriamo nel dettaglio per i club di Prima Divisione. Tanti occhi addosso li avrà Arezzo del vicinissimo nuovo tecnico Leo Semplici, l’artefice del miracolo Figline: diritto di riscatto sulla metà del camerunense Matute fissato a 75mila euro, ma l’Udinese è pronta a riprendersi il promettente centrocampista versando il doppio nelle casse toscane e girando qualche altro elemento alla società amaranto. Per quanto riguarda Ranocchia, il Genoa deve pagare una ricca seconda tranche da 2 milioni e mezzo, riducibili inserendo anche qui una contropartita tecnica. Con il Sassuolo si va invece verso il rinnovo della compartecipazione di Martinetti, che verrebbe così allungata fino al 2010 con posticipo automatico del secondo pagamento da parte del club emiliano. Il Foggia ha situazioni interessanti, potenzialmente adatte a rinvigorire il bilancio per la prossima stagione che il presidente Capobianco ha annunciato al ribasso dopo il forfait di alcuni soci: dovrebbe rientrare a Pescara Tommaso Coletti, che ha estimatori anche in B. In discussione con il Frosinone le posizioni dell’ex potentino Di Roberto e del portiere Zappino, ma è probabile che arrivi anche un premio per la valorizzazione di Troianello, che era in prestito alla corte di Novelli con il cartellino a metà tra lo stesso Frosinone e il Chievo. Si parlerà anche di Mattioli con il Lecce e del baby Velardi con il Palermo. Il Foligno dovrà mettersi

d’accordo con l’Empoli per l’esterno Baldanzeddu, con il Siena per l’ex rossoblu Iadaresta (a concluso la stagione a Vibo), con il Parma per il figlio d’arte Matteo Mandorlini e con il Chievo per Lispi. Il Pescara ha diverse importanti situazioni aperte di non facile risoluzione. l’ex gioiello della Primavera Zappacosta, in prestito alla Pro Patria, con tutta probabilità verrà riscattato dalla Fiorentina che ne detiene la prima metà ed è pronta a mandarlo in B. Particolare anche la situazione di Ciccio Dettori: era ad Avellino in prestito con diritto di riscatto a favore dei campani per la comproprietà fissato a 150mila euro. Sicuramente tornerà a Pescara visti i disastri societari in Irpinia, combattuto tra le lusinghe di Cuccureddu che vuole trattenerlo e quelle del Piacenza in B. Tommaso Romito è in compartecipazione con il

Napoli e resterà in Abruzzo, mentre è in sospeso il brasiliano Irineu, classe ’89 in gran spolvero nella Primavera del Lecce. Ma per trattenerlo in Salento la società giallorossa dovrebbe esercitare il riscatto sulla metà fissato a ben 250mila euro, ipotesi ai limiti dell’impossibile. La Cisco Roma farà suo l’ariete Daniel Ciofani versando alla presidente Caldora 100mila euro. Tavolo complesso tra Paganese e Salernitana per Francesco Scarpa: il presidente Trapani ha incassato 150mila euro per la prima metà del giocatore che ha ben figurato in granata. Forte di alcuni interessamenti (Piacenza, Benevento) la Paganese intende sparare alto sul prezzo: Fabio Brini ha però chiesto esplicitamente a Lombardi la conferma dell’esterno. Verso il rinnovo l’intesa siglata a gennaio con il Gela per il laterale clas-

se ’85 Giovanni Esposito. Il Taranto discuterà soltanto col Lecce della compartecipazione libera su Davide Giorgino, destinato a seguire Gigi De Canio (almeno in ritiro) anche se piace molto a Gino Dimitri, ds del Gallipoli. Il Sorrento rinnoverà con la Lazio per Daniele Greco, mentre rientra ad Udine l’inutilizzato attaccante Albin Hodza. De Giorgio dovrebbe rientrare a Frosinone dal Perugia, mentre il giovane mediano Compagnone non verrà riscattato dal Marcianise per essere girato altrove dalla Sampdoria. La Ternana spera di monetizzare cedendo all’Inter la seconda metà del cileno Jimenez (la prima è stata valutata sei milioni di euro), ma la compartecipazione potrebbe essere rinnovata con il prestito del giocatore al West Ham di Zola. Il promet-

tentissimo attaccante Scappini rientra alla Samp, per lui possibile un prestito in B. Rilevante la posizione del difensore centrale Ferrario, da due anni a Ravenna. Benevento impegnato solo con Roma e Frosinone per due gioiellini della Berretti scudettata. In casa Lanciano dovrebbero rimanere Morante (troppo alto il suo ingaggio, il Verona ne fa volentieri a meno) e Margarita, che per ragioni di famiglia vorrebbe restare in rossonero. Con l’Empoli per Prevete e con la Samp per l’attaccante Romeo gli appuntamenti della Cavese. L’Avellino, in piena crisi societaria, chiude il quadro e fa storia a sé: in biancoverde non rimarrà nessuno, il primo pensiero sarà iscrivere la squadra, l’unica delle campane a non essere mai fallita nella sua storia. Pietro Scognamiglio sport@luedi.it

Jimenez dell’Inter

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Sport 43

Mercoledì 24 giugno 2009


Mercoledì 24 giugno 2009

Aquaro piace pure al Campobasso, una pista porta alla punta Picci Situazione col comune in stallo

A Francavilla nubi minacciose Cristian Pablo Ferreyra e Costa per il centrocampo? sul calcio sinnico

Matera, nuove piste

SEMBRA partita aperta tra Matera e Campobasso. Due squadre importanti e dalle tradizioni calcistiche notevoli che, stranamente, si ritrovano a rincorrere lo stesso giocatore. Era accaduto con Genchi e Bertoli e si potrebbe ripetere con l’attaccante Aquaro dell’Agnone, squadra di serie D dove militavano i molisani. La motivazione di questa concorrenza sta nel fatto che Enzo Nucifera, l’anno scorso a Chieti, quest’anno si è spostato a Campobasso e quindi mira agli stessi obiettivi di Pino Giusto con il quale ha lavorato in tera teatina. Il Matera non dovrebbe essere sulle tracce di un terzo attaccante, visto che c’è anche Ancora in organico (una pista porta ad Antonio Picci, ex Pizzighettone e Brindisi, venticinquenne figlio del tecnico ex Matera Pasquale Picci). Ma serve il centrocampista. L’argentino Gasperini si è accasato al Neapolis, ma l’interesse per un italoragentino che avevamo più volte sottolineato nei giorni scorsi nopn è scemato. Il nome che circola è Cristian Pablo Ferreyra che ha vin-

Ferreyra ed a fianco Costa

to il campionato con il Pro Vasto. Stranamente sulle tracce del giocatore c’è anche Nucifera, quindi il Campobasso. Come dire riecco l’antagonismo. Ovviamente i vari nomi circolati, sono tutte piste sule quali il Matera ha preso contatti ma non ha chiuso. Cristian Pablo Ferreyra classe 1975, ex centrocampista della Curi Angolana, protagonista in passato a Celano è un giocatore che rispecchia, nel ruolo, le esigenze del Matera. Alcune

indicazioni di radio tifo portano a Daniele Costa 26 anni, ex Chieti, Real Montecchio dopo aver vestito le maglie dell'Angolana, dell Andria e del Manfredonia. La pista che portava ad Emanuele Gambino non era infondata, ma unilaterale nel senso che il ragazzo avrebbe voluto una seconda possibilità di dimostrare il suo indiscusso valore ma non rientra nei piani della società . Mercato in fermento per quanto riguarda i centrocampisti,

Secondo memorial Leonardo Lapolla Prima giornata

Lapolla Senior come un diesel LAPOLLASEN. OSP.M.D.G.

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LAPOLLA SENIOR: Cappiello V., Altezza, Marsico F., Ciardiello, Scasciamacchia, Cristallo, Rillo, Venezia, Volpe, Marsico A., Gagliardi, Losito, Bochicchio, Abdul, Motta. All. Emanuele Lapolla OSP. MADONNA DELLE GRAZIE: Turturiello, Grassani, Guanti, Di Pede, Cappiello D., Santarsia, Papangelo, Selvaggi, Giaccia, Festa, Moliterni, D'Adamo, Massaro, Contini, Virelli, Bruno. All. D'Adamo ARBITRO: Calia. (Festa- Maragno) RETI: al 4', 15' Selvaggi, 10' Gagliardi, 12' Marsico A., 30' Volpe, 34' Ciardiello rig. MATERA - Inizia con una vittoria il Lapolla Senior, dopo la delusione dello scorso anno, il figlio maggiore del compianto Leonardo Lapolla vuole cominciare bene con una squadra ben attrezzata per la vittoria finale. Chi ben incomincia è a metà dell'opera, anche se la vittoria è stata sudata contro una squadra che ha ceduto nella ripresa sul piano fisico. I ragazzi dell'Ospedale sono i primi ad affacciarsi nell'area avversaria passando subito in vantaggio al 4' con un preciso cross di Virelli per la testa di Selvaggi che centra il bersaglio. La risposta arriva al 10' con il pareggio, preciso passaggio di Marsico A. per Gagliardi che non sbaglia infilando il gol pareggio. Due minuti dopo, siamo al 12'da calcio d'angolo battuto da Gagliardi, la palla precisa sulla testa di Marsico sul secondo palo che viene depositata in rete. E' il momento caldo della gara, Selvaggi palla al piede da fuori area lascia partire un tiro che si infila nell'angolo. Un botta e risposta che fa divertire il pubblico presente. Al 25' azione confusa in area, la palla dopo una deviazione arriva tra i piedi di Volpe che deve solo spingerla dentro la porta. Ancora Volpe al 30' ma questa volta con esito negati-

calcolando che Menolascina si è accasato a Terlizzi e Tatomir non si muove da Chieti c’è da sondare piste alternative. Ma è chiaro che non è facile, anche se la società ha ammesso con grande schiettezza che è in trattative con quattro centrocampisti ma ne prenderà solo due. Potrebbero essere due con caratteristiche diverse. Infatti, solitamente Pino Giusto non disdegna di giocare con due punte e un centrocampista con spiccate doti offensive che agisce o a destra o dalla parte opposta. Quindi, non c’è da meravigliarsi se ci saranno novità in tal senso. «Stiamo lavorando-afferma Giuseppe Fragasso- e nei prossimi giorni concretizzeremo il lavoro che stiamo facendo giorno dopo giorno. Abbiamo i nostri parametri e questi devono cozzare con i nostri obiettivi. Questa è la linea che ci siamo dati e continueremo su questa strada. Chiunque viene qui deve sapere che c’è una linea che va rispettata e noi non faremo pazzie che potrebbero rovinarci gli equilibri che sono stati creati». Renato Carpentieri

FRANCAVILLA – La formazione della F.C. Francavilla, ancora non conosce il suo destino, perchè tutto dipende dalla volontà dell’amministrazione comunale. Se la vicenda che riguarda i settantamila euro da restituire alla società, per la messa in sicurezza dello stadio “Nunzio Fittipaldi” dovesse trovare una via di uscita, allora la dirigenza rossoblu si metterebbe subito intorno ad un tavolo per discutere le strategie da adottare. Come prima cosa, far rientrare ai loro posti l’ex presidente Franco Cupparo, e i due vice presidenti Giovanni Mele e Luigi Abitante. Poi, cominciare a discutere su eventuali nuovi azionisti da inserire nell’organico societario, per ripartire con la costruzione della rosa, con acquisti e cessioni. Quindi, fondamentale una volta risolta la questione con il comune, convincere Cupparo a tornare a capo della società, perché se così non dovesse essere, allora il tutto sarebbe ridimensionato, visto che negli ultimi anni l’imprenditore edile, ha sborsato parecchi soldi per la causa rossoblu. Pochi

Nunzio Marsico risponde a Farinola ed è pari tra Fc Matera e Forza Matera F.C.MATERA A.C.FORZAMATERA

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F.C. MATERA: Bellosguardo, Martulli, Perrone, Masciandaro, Paternoster, Farinola D., Cifarelli, Assali, Martemucci, Domenichiello, Iosco. Rega, Marsico N., D'Adamo, Bongermino, Eletti, Di Simine, Fabiano, Onofrio, Armaioli R. All. Onofrio FORZA MATERA: Di Mola, Lamacchia, Acito, Giroletti, Gagliardi, D'Aria, Cancellieri, Biondino, Armaiuoli M., Farinola A., Esposito, Cascini, Cambio, Lapacciana, Di Cecca. All. Liuzzi ARBITRO: Maragno. Ass. Calia, Festa. RETI: al 25' Farinola A., 30' Marsico N. NOTE: Ammonito al 30' Perrone La formazione del Lapolla Senior

vo sbaglia a porta vuota mandando alto. La seconda parte della gara è tutta della Lapolla Senior che domina, non corre rischi e si porta in avanti al 34' con Gagliardi che viene atterrato da Turturiello che si fa male ed esce, l'arbitro concede

il rigore trasformato da Ciardiello. Al 35' clamoroso palo di Volpe, poi la gara vede la Lapolla Senior dettare i ritmi di gioco, fino a chiudere con Gagliardi che spara su D'Adamo in uscita. Vincenzo Bochicchio

giorni fa, in un intervista il direttore generale della società, Antonio L’Amico, aveva espressamente detto che l’assenza in società di Franco Cupparo, avrebbe avuto un’azione negativa sulle sorti della società, sostenendo addirittura che con la sua assenza, sarebbe stato inutile allestire la squadra per la prossima stagione. In effetti, il discorso non fa una piega, perché se bisogna partecipare ad un torneo, soltanto per fare la presenza e poi retrocedere, allora è meglio non iscriversi affatto. Intendiamoci, per disputare un campionato tranquillo, senza rischiare la zona play out, servono non meno di 500 mila euro. Soldi, che occorrono per affrontare le spese di un’intera stagione, dagli stipendi alle trasferte per poi coprire eventuali costi imprevisti. Una somma di denaro, abbastanza consistente, che soltanto con la presenza in società di Franco Cupparo, potrebbe essere sostenuta. Ma adesso, prima di fare dei calcoli è giusto aspettare come il comune intende comportarsi Claudio Sole

PAREGGIO con botta e risposta in 5 minuti. La terza gara della serata mostra due squadre ben assimilate, forse tra quelle che possono dire al loro fino alla fine. Di poco superiore si è mostrato in campo il Forza Matera, con elementi dotati di maggior esperienza, basti notare in campo Giroletti, Esposito che nonostante l'età ha i piedi ancora fatati con i lanci precisi anche da 50 metri. Farinola Antonello

ed Armaioli spine nel fianco, e Biondino instancabile distributore di palloni. Nel Matera spicca la tecnica e la bravura di Davide Farinola fino a quando non esce per infortunio. Difesa granitica con Martulli e Masciandaro, Paternoster Domenichiello e Iosco che si danno un gran da fare. La gara è la più equilibrata, le azioni arrivano immediatamente. Al 1' minuto Armaiuoli azione solitaria invece di tirare tenta di evitare il portiere, che invece gli soffia la palla. Al 3'e 4' davide farinola con due belle azioni sulla fascia destra d'attacco, impensierisce la difesa con due cross che non trovano pronti i compagni di squadra e la difesa spazza. Poi è Bellosguardo che si esalta al 16' con un doppio intervento prima su tiro di Armaiuoli devia, la palla finisce tra i piedi di Esposito che calcia a botta sicura ma ancora il portiere para. Azione di contrattacco, lancio preciso per Antonello Farinola che si invola verso la porta battendo il portiere in uscita. Il vantaggio dura poco, entrato Marsico N. alla prima occasione utile che gli capita non sbaglia siglando il pareggio. Vicino al gol Farinola A. colpendo la palla di testa, il portiere devia con l'aiuto della traversa e palla in angolo. Ultima azione di Marsico che esalta Dimola. vi.bo.

VINCE LA PAURA DI PERDERE LAPOLLA JUN. VIGILI D.FUOCO STADIO XXI SETTEMBRE “FRANCO SALERNO

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LAPOLLA JUNIOR: Amoruso, Fiore, Perna, Albano, Dilena, Cambio, Festa, Lapolla, Ventura, Iasiuolo, La macchia, Sacco, Ricciardi, Zaccaro, Tataranni, Bitetti, Ferrante, Andriotti. All. Scasciamacchia VIGILI DEL FUOCO: Gianpietruzzi, Catanese, Tataranni, Battilomo, Iannella, Grande, Santochirico, Duni, Dubla, Gammarota, Cristallo, Grittani, Manicone, Rondinone, Bressan, Rizzi. All. Cesare Calia ARBITRO: Festa. Ass. Calia, Maragno NOTE: Ammonito: Cambio FINISCE a reti bianche l'incontro tra Lapolla Juinior e i Vigili del Fuoco. Una gara che ha dato pochissime emozioni, giunte solo nella seconda parte di gara. Tutto il primo tempo la partita si è svolta prevalentemente a centrocampo, appena vicini all'area di rigore le rispettive difese riuscivano ad avere la meglio nei confronti degli attacchi avversari, solo tiri da fuori area senza impensierito i portieri. Povera di azioni, la

partita vede un predominio territoriale e di possesso palla da parte della Lapolla Junior, ma a conclusioni in porta neanche l'ombra, e gioco che ristagna a centrocampo. La ripresa si presenta un po' più vivace ma niente di che. La prima azione che si potrebbe segnalare arriva al 46' con un tiro telefonato di Ventura che finisce tra le braccia di Gianpietruzzi. Al 50' Perna da buona posizione spara alto. L'unico pericolo vero, arriva al 55' con un tiro cross di Ventura che prende la direzione del sette alla destra del portiere. Un grande volo che fa gridare al miracolo, vede la palla quasi dentro, invece viene deviata in angolo da Gianpietruzzi. I Vigili del Fuoco rispondono al 58' con un tiro di Grande dalla distanza, a parabola la palla sembra scavalcare il portiere che invece non si fa sorprendere. L'ultima azione degna di nota arriva al 60' sui piedi di Albano, in piena area da buonissima posizione, il calciatore tira un tiro troppo centrale che finisce tra le braccia del portiere, sprecando così l'ultima occasione proprio sul fischio finale dell'arbitro Festa che chiude l'incontro a reti inviolate. vi.bo.

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