Page 1

PERIODICO D’INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI CONVERSANO - MONOPOLI Anno 23 - Numero 10 - Dicembre 2018 www.conversano.chiesacattolica.it

CRISTO PASSA NELLA NOSTRA STORIA Gli auguri del vescovo Giuseppe

È

Tardo imitatore di Stefano da Putignano, Natività, XVIII sec., Chiesa di San Pietro Apostolo, Putignano

gio di Gesù. Lui passa nelle nostre vite, le attraversa con la sua presenza, con la sua Parola, con il dono dei sacramenti, nel volto del fratello e della sorella. Passa per rinsaldare il nostro rapporto con lui e per renderci entusiasti nella sequela e nella testimonianza. In questo passaggio/venuta di Gesù noi siamo chiamati ad attenderlo, a cogliere ogni occasione per poterlo vedere, come Zaccheo che salì sul sicomoro, a farlo entrare nella nostra casa, cioè nella nostra vita, per lasciarci trasformare dall’incontro con lui, dal suo amore. Solo così la nostra vita potrà essere autentica e felice. Riconosciamolo con gli occhi della fede! L’Avvento è perciò il tempo opportuno per ravvivare in noi la certezza che Cristo passa davvero nella nostra storia e in quella del mondo. Egli viene a dare un senso nuovo alla nostra vita.Valorizziamo al massimo i momenti di preghiera personale e comunitaria, che ci saranno offerti in questi giorni. Come sempre, il cammino di Avvento ha anche una connotazione di carità. Accogliamo il Signore Gesù che oggi passa attraverso il volto dei più deboli e dei poveri. La loro presenza, vero sacramento di Cristo, ci interpella a concreti gesti di amore. Ricordiamo sempre che solo un percorso di sincero rinnovamento interiore ci permetterà di vivere un Natale autenticamente cristiano, dove il Verbo di Dio, accolto nella fede, potrà farsi carne nella nostra carne per continuare a far fiorire nella nostra storia i semi del Regno che si sta costruendo nel concreto del vissuto quotidiano. È questo il mio augurio per tutta la nostra comunità diocesana per il prossimo Natale! La Vergine Maria, donna accogliente del Verbo della vita, interceda sul nostro cammino e ci aiuti ad intravedere Gesù che passa, per spalancargli con gioia le porte del nostro cuore. Augurandovi un buon cammino di Avvento e soprattutto un Natale ricco di luce, di speranza e di carità, tutti vi benedico. + Giuseppe Favale

IN EVIDENZA

ancora viva nel cuore dei diversi partecipanti al pellegrinaggio diocesano in Terrasanta l’esperienza spirituale vissuta nei luoghi dove Dio si è rivelato e si è fatto carne.Vedere, toccare, sentire il profumo di questa terra santificata dalla presenza di Dio è stato qualcosa di indescrivibile. Credo di interpretare i sentimenti dei pellegrini nel voler trasmettere all’intera Diocesi la gioia di un cammino fatto insieme in questi giorni, alla scoperta delle radici bibliche della nostra fede che ci fa credere in un Dio che non è rimasto lontano dalla vita degli uomini, ma vi è entrato pienamente diventando uno di loro. È quanto ci farà rivivere la liturgia nei prossimi giorni nel percorso di preparazione al Santo Natale. Iniziamo oggi il nuovo anno liturgico con il tempo dell'Avvento, tempo che richiama ciascuno di noi ad attendere alla scuola dei grandi profeti della Prima Alleanza la venuta del Signore Gesù, a saperlo accogliere ogni giorno nella nostra vita, a prepararci a celebrare il suo Natale, facendo nostri i sentimenti di coloro che sono stati protagonisti dell’Incarnazione del Figlio di Dio, in particolar modo di Maria e di Giuseppe. Nel nostro percorso pastorale diocesano, l’icona biblica scelta – l’incontro di Gesù con Zaccheo – tratta dal Vangelo di Luca (19,1-10), può aiutarci ad entrare nel cuore dell’Avvento. Zaccheo ha avuto la possibilità di vedere Gesù e di accoglierlo poi nella sua casa, perché Gesù “entrò nella città di Gerico e la stava attraversando” quando si incontrò con lui. Gesù continua a passare nelle nostre città perché vuole incontrarci per farci sperimentare la sua misericordia che fa sempre nuovo il cuore dell’uomo. È stato bello nel nostro pellegrinaggio in Terrasanta sostare anche a Gerico e rivivere l’esperienza di Zaccheo. Quel giorno, celebrando l’Eucarestia nel ricordo di quella pagina evangelica, ho pensato a tutti voi, cari amici, e ho chiesto al Signore di permettere a tutti noi in questo tempo di grazia di rivivere quell’esperienza. Come vorrei che anche per ciascuno di noi e per le nostre comunità possa essere vero e fecondo questo passag-

Venerdì 7 dicembre 2018 - ore19,00 Ordinazione presbiterale di don Francesco Ramunni Cattedrale, Conversano Sabato 15 dicembre 2018 - ore19,30 Concelebrazione eucaristica nei Primi Vespri della Madonna della Madia Concattedrale, Monopoli Domenica 16 dicembre 2018 Solennità di Maria SS.ma della Madia ore 5,00 Approdo della Sacra Icona Cala Batteria, Monopoli ore 6,00 Solenne pontificale Concattedrale, Monopoli Venerdì 21 dicembre 2018 - ore 9,30 Ritiro del clero Abbazia Madonna della Scala, Noci Venerdì 28 dicembre 2018 - ore 18,00 Ordinazione diaconale di Mikael Virginio Parrocchia S. Antonio, Polignano a Mare


SINODALITÀ

A

Chi dite che io sia? a cura di don Sandro Ramirez

mento z grazia e Un rin dro Ramir an S o t n a o ad er cur per av ubrica! r a t ques

lla domanda 23 del Catechismo di San Pio X (Chi è Gesù Cristo?) si rispondeva, magari anche imparandolo a memoria: “Gesù Cristo è la seconda Persona della santissima Trinità, cioè il Figliolo di Dio fatto uomo”. Definizione precisa, chiara, teologicamente ineccepibile. Forse correva il rischio di non scaldare il cuore. Per tutto quest’anno (siamo all’ultimo appuntamento) abbiamo cercato di rispondere alla domanda di Gesù: Chi dite che io sia? E tutto il cammino tendeva verso la possibilità di trovare una definizione di Gesù vera, evangelica, che scaldasse il nostro cuore a volte indurito dalla incapacità di cercarlo veramente il nostro Signore. Vi propongo questa. A me ha fatto bene. E mi fa bene ogni volta che la rileggo. È un po’ più lunga, difficile da imparare a memoria, forse meno precisa. Però ci presenta Gesù come un diamante dalle tante facce e la cui bellezza risplende solo quando riesci a dare uno sguardo d’insieme, non fissandoti su una faccia solamente. In Gesù coincidono gli opposti, in un armonia umano-divina che solo in lui trova perfezione e bellezza. “Gesù è un personaggio singolare e affascinante. Magnanimo e umile. Forte e mite. Totalmente libero e totalmente a servizio.Vicino al Dio santo e vicino all’uomo peccatore. Di viva intelligenza e squisita sensibilità. Elevato nel pensiero e semplice nell’esprimersi. Contemplativo e impegnato nell’azione. Profeticamente indignato verso i prepotenti e gli ipocriti e premuroso verso gli oppressi, i malati, i semplici e i bambini. Realistico nel valutare la fragilità e la malvagità umana e fiducioso nelle possibilità di conversione e di bene. Aperto all’amicizia e ai valori della vita e pronto ad accettare la solitudine e la morte. Soprattutto singolare, incomparabile nell’autorità e nel dono di sé”. (Catechismo degli Adulti, 213) Questo è il Gesù che amiamo e per cui vale la pena di vivere. E di morire.

S O M M A R I O Editoriale Cristo passa nella nostra storia + Giuseppe Favale Sinodalità Chi dite che io sia? a cura di don Sandro Ramirez Diocesi Humanae Vitae: 50 anni fa la pubblicazione don Biagio Convertini

1

2

3

Zone Pastorali “Nel mio nome scacceranno i demoni” (Mc 16, 17) don Vincenzo Togati 9 Voci dal seminario “Beati i poveri: felicità, amore, povertà” Martino Frallonardo 10 Memorandum ***

4

Concerto “Life”, di Vita e Speranza Martino Cazzorla

5

Una buona pratica don Antonio Napoletano

5

6

Reg. Tribunale di Bari n.1283 del 19.06.96 Direttore Responsabile: don Roberto Massaro

11

zione

a La red tti a a tu augur ee Natal Buon Nuovo Anno e c i l Fe

don Mauro Sabino don Pierpaolo Pacello Donato Marino Lilly Menga Anna Maria Pellegrini Francesco Russo Nicola Teofilo Angelo Coletta

Uffici Redazione: Via Dei Paolotti, 2 - 70014 Conversano Tel. 080.4958888 - Fax 080.4955851 Indirizzo di posta elettronica: impegno@conversano.chiesacattolica.it

Sito Internet della Diocesi di Conversano-Monopoli www.conversanomonopoli.chiesacattolica.it

Giovani e carità... per una Chiesa che condivide don Michele Petruzzi

7

Sostegno alle popolazioni del Venezuela

7

2

8

Redazione:

Il ruolo della comunità cristiana nel generare la fede Antonella Longo

Alla scoperta dei luoghi evangelici Eleonora Bellini

Verso il Sinodo a cura della Consulta diocesana di Pastorale Giovanile

Periodico d’informazione della Diocesi di Conversano – Monopoli

Grafica e Stampa: EVI S.r.l. - Monopoli

Si prega di far pervenire alla redazione eventuali proposte di pubblicazione entro il giorno 5 di ogni mese.

anno 23 • n. 10


Humanae Vitae: 50 anni fa la pubblicazione Un testo profetico, attuale su vita e famiglia, di San Paolo VI

Il 25 luglio l’Humanae Vitae, l’enciclica del Santo Papa Paolo VI dedicata all’amore coniugale, ha compiuto mezzo secolo. Quando l’enciclica fu resa nota, critiche e rilievi vennero dall’opinione pubblica, ma anche dall’interno della Chiesa. A distanza di cinquant’anni dalla sua pubblicazione, però, siamo ancora posti davanti a quello che potrebbe essere ritenuto il suo punto nodale; quello che, come spesso hanno ripetuto San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, può essere chiamato “profetico”. Lo troviamo nel n.9 dell’enciclica, dove Paolo VI evidenzia le note e le esigenze caratteristiche dell’amore coniugale. Nel cuore dell’Enciclica Paolo VI, cosi affermava: “Nell’amore non c’è solo l’amore. Vogliamo dire che nell’amore dell’uomo è racchiuso l’amore divino. Per questo il legame tra amore e fecondità è un rapporto così armonioso e segreto. Ogni autentico amore di un uomo e di una donna, ogni amore non egoista, tende a dar vita a un altro essere nato da questo amore… (HV, 9) La struttura del testo: Il testo è composto da tre capitoli e contiene un appello finale. • Il primo capitolo, il Santo Pontefice lo ha sviluppato dedicandolo agli «aspetti nuovi del problema e alla competenza del ministero». Nei 31 paragrafi che compongono il testo vengono indicate: — «le caratteristiche dell'amore coniugale»,

— della «paternità responsabile», — il rispetto della «natura e della finalità dell'atto matrimoniale». • Nel secondo capitolo, l'attenzione si focalizza sulle: — «Vie illecite per la regolazione della natalità» — e sulla «liceità dei mezzi terapeutici» — e del «ricorso ai periodi infecondi». • Nel terzo capitolo, una serie di appelli rivolti ai: — «pubblici poteri», agli «uomini di scienza», agli «sposi cristiani», ai «medici e al personale sanitario», ai «sacerdoti» e ai «vescovi», — infine, l’appello ai «venerati fratelli, dilettissimi figli, e a voi tutti, uomini di buona volontà» sulla «grande opera di educazione, di progresso e di amore alla quale vi chiamiamo». Possiamo oggi, evidenziare, che il documento di Papa Montini già 50 anni fa tentava una proposta teologica unitiva e non separatista. Lo stesso Luciano Moia, martedì 3 luglio 2018 su Avvenire cosi rifletteva sul valore dell’HV: «Ora, 50 anni dopo, la Chiesa, attraverso due Sinodi e due consultazioni mondiali, è arrivata a proporre su questi temi un altro documento (Amoris laetitia) che, lungi dal cancellare Humanae vitae – anzi riprendendone il nucleo fondante – ne sviluppa le indicazioni. Ma sul piano pastorale, come ha sempre ribadito papa Francesco, non su quello dottrinale. Sviluppare una dottrina non significa cancellarla. Significa adeguare le risposte ai tempi che si stanno vivendo. Saggezza che la Chiesa ha sempre esercitato». Anche ultimamente, Papa Francesco ha ricordato il santo papa Paolo VI che: «ebbe il coraggio di difendere l’apertura alla vita nella famiglia. Lui conosceva le difficoltà che c’erano in ogni famiglia, per questo nella sua Enciclica Humanae Vitae, era molto misericordioso verso i casi particolari, e chiese ai confessori che fossero molto misericordiosi e comprensivi con i casi particolari. Però lui guardò anche oltre: guardò i popoli della Terra, e vide questa minaccia della distruzione della famiglia per la mancanza dei figli. Paolo VI era coraggioso, era un buon pastore e mise in guardia le sue pecore dai lupi in arrivo” (del discorso all’incontro con le famiglie al Mall Of Asia Arena di Manila nelle Filippine). Infatti Papa Francesco, tra le grandi sfide che la famiglia è chiamata ad affrontare, ha citato anche i disastri naturali, la povertà e l’emigrazione: problemi che affliggono in modo particolare alcune parti nel nostro mondo. Ma, allo stesso tempo, il “materialismo” e “stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana” sono il frutto di una vera e propria “colonizzazione ideologica” che si avventa contro l’istituzione familiare. La “mancanza di apertura alla vita” è uno dei mali di cui soffre la famiglia che segue le sirene del relativismo e della “cultura dell’effimero”. La chiusura alla vita diventa poi un cancro all’interno della società che invecchia e muore, giacché – prosegue il pontefice “ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società stessa”. Don Biagio Convertini Direttore dell’Ufficio Diocesano della Pastorale della Salute

Papa Paolo VI

anno 23 • n. 10

3


Il ruolo della comunità cristana nel generare alla fede I catechisti in assemblea verso il nuovo itinerario diocesano per l’iniziazione cristiana

U

na domenica pomeriggio a Fasano, parrocchia La Salette, 4 novembre, 3 momenti, 15 gruppi di lavoro, 180 catechisti, 1 relatore: anche la nostra Diocesi, sotto la guida e la responsabilità del Vescovo, si appresta a tracciare un nuovo itinerario di Iniziazione Cristiana alla luce di Incontriamo Gesù, gli Orientamenti della CEI per l’annuncio e la catechesi in Italia. L’Ufficio Catechistico non vuole solo delegare questo lavoro ad una commissione, ma chiama a convegno i catechisti, coinvolgendoli nella riflessione di fondo necessaria a questo importante rilancio. Altri, prima di noi, hanno camminato nella medesima direzione: tra noi don Giorgio Bezze – direttore dell’Ufficio catechistico di Padova, membro dell’équipe del Progetto secondo annuncio –, che ha sperimentato per la sua Diocesi un itinerario ispirato al catecumenato. Il nostro vescovo mons. Giuseppe Favale ha accolto la proposta dello staff dell’UCD, diretto da don Peppino Cito, di lavorare secondo il modello laboratoriale, ha seguito i lavori per tutto il pomeriggio e li ha conclusi con una sintesi efficace. La preghiera iniziale, modulata – secondo la proposta della Catechesi con l’Arte – sulla contemplazione dell’immagine della Vergine ritratta dalla vetrata della chiesa ospite, è stata condotta da don Antonio Napoletano, responsabile dell’Iniziazione Cristiana nello staff dell’UCD. Un primo veloce confronto ha saggiato gli umori sul tema; don Giorgio ha poi offerto alcune tracce. A partire dalla consapevolezza di tutta la comunità circa i cambiamenti in atto, che fanno non-più-cristiana la nostra società, l'IC può rimettere in moto tutta l'azione pastorale, in quanto costituisce ancora una realtà che aggrega persone e generazioni. Di qui le domande ineludibili: chi è il cristiano in questo nuovo contesto? Quale modello adottare per l’ingresso nella fede? Quale comunità può sostenere questa ricerca? Solo una comunità cristiana di adulti che continua a diventare cristiana può entrare in un tirocinio di fede, che comporta una conversione a livello spirituale e comunitario e l’opzione per un modello missionario di comunicazione della fede. Che comunità siamo? Dentro alle nostre comunità c’è ancora fede? Domande da brivido… Trovare le risposte è impegnativo, ma possibile se si riesce a seguire alcune piste: essere 4

Don Giorgio Bezze

chiari negli obiettivi, far prendere coscienza dei cambiamenti, approfondire il percorso compiuto dalla Chiesa italiana attraverso la revisione dei percorsi dell’IC e la definizione del RICA, approfondire l’itinerario del catecumenato, coinvolgere i soggetti di partecipazione pastorale, investire sulla formazione dei catechisti, curare la preparazione degli accompagnatori degli adulti, avere a cuore le verifiche. Applauso convinto per il relatore e la sua esposizione chiara e puntuale; ma il lavoro nei gruppi è il clou dell’appun-

tamento. Tre domande-guida: quale cambiamento provoca a livello di parrocchia l’espressione entriamo tutti in tirocinio della fede? Circa il ripensamento del’IC, cosa è necessario approfondire/chiarire/creare/potenziare/eliminare? Se l’IC è compito di tutta la comunità cristiana, quali i passaggi operativi in relazione ai CPP, agli operatori pastorali, ai catechisti, ai presbiteri, ai genitori? Solo un assaggio delle risposte in assemblea: di sicuro interesse e valore, saranno presto offerte alla riflessione di tutti. L'entusiasmo e la generosità nello scambio di pareri e riflessioni sono segno di speranza e di fiducia per le nostre comunità, come ha rilevato il Vescovo raccogliendo le impressioni suscitate dall'intenso lavoro del pomeriggio. La sua benedizione e il suo sostegno hanno chiuso l'assemblea e aperto un sentiero: come in tutte le foreste e radure, il sentiero potrà essere tracciato solo con l'esperienza dei camminatori… ma siamo pellegrini, non viandanti: condividiamo la Meta, il nostro Signore e Salvatore. Verso di Lui vogliamo camminare, accompagnando i ragazzi e le famiglie del nostro tempo come comunità che generano ancora alla fede. Antonella Longo

La preghiera iniziale, modulata sulla contemplazione dell’immagine della Vergine ritratta dalla vetrata della chiesa ospite, è stata condotta da don Antonio Napoletano, responsabile dell’Iniziazione Cristiana nello staff dell’UCD.

anno 23 • n. 10


Concerto “Life”, di Vita e Speranza I Gen Rosso al Teatro Radar di Monopoli

D

opo le tappe a Torre no “Fino a quando” e “Prenditi Annunziata, Caserta, cura di me” che fanno parte San Benedetto del del repertorio 2003, in cui il Tronto, Taranto, Spinazzola, canto diventa salmo e preghiera, arrangiati nella vertutto esaurito anche a Monopoli, al Teatro Radar, per il sione acustica con chitarra, Tour LIFE del Gen Rosso, lo contrabasso e percussioni. scorso 12 novembre 2018. Un “Making space for love” riconcerto di vita e di speranza mette in movimento il concerin cui musica, canto, danza e to in un crescendo di ritmo sempre più calzante con “Non video hanno saputo creare quella giusta dimensione di dire mai la parola ormai” fino suoni e di animazione di puballa meditazione del canto blico. Ad introdurre il concerdello Spirito, “Cerco la tua to, il Sindaco di Monopoli, voce”. I Gen Rosso in concerto al Teatro Radar di Monopoli Angelo Annese, e il Rettore “Le mie mani”, brano tratdel Santuario e Basilica Mato dal musical “Streetlight”, donna della Madia, don Peppino Cito. Sul palco una band rinnoviene eseguito nella versione inglese, mentre dalle sonorità meditative di “Polvere dell’universo” si passa ai ritmi più intensi vata con i cantanti Michele Sole, Helânio Ferreira Brito, Adelson di “Un’altra umanità”, brano tra i più noti del complesso musicaOliveira e Raymund Barbosa Estrada, con i musicisti Emanuele Chirco alle tastiere, Giacomo Buffa al basso, Simone Oliva alla le, e ad “Hopes of Peace, semina la pace”, brano del 1988, assiechitarra e Enzo Augello alla batteria. In sala, presente anche me al “Resta qui con noi”, forse la canzone più nota e cantata dal José Juan Quesada Arroquia, Manager e Direttore Artistico, Franpubblico, tratta dal musical “Una storia che cambia”, e che da co Gallelli, Tour Manager, e Valerio Lode Ciprì, compositore 1984 chiude il sipario ad ogni concerto del Gen Rosso. della maggior parte dei brani del Gen Rosso e fondatore della Una due giorni intensa, a Monopoli. In mattinata il Gen Rosso ha incontrato trecento studenti del Polo Liceale “G. Galilei – M. band, nel 1966. Oltre novanta minuti di musica e spettacolo, aprendo il sipario con la versione inglese di “Dentro noi c’è una Curie” per un’ora di testimonianza sulle attività svolte nel sociaforza”, brano di Nando Perna, compositore del Gen Rosso e tra le, nelle scuole e nelle carceri. Nella serata di domenica 11 gli organizzatori del concerto. Poi, a seguire, le canzoni “SMSnovembre, dopo la partecipazione alla Santa Messa, nella BasiliSOS” e “Lavori in corso”, ripercorrendo la produzione musicale ca Cattedrale Maria SSma della Madia di Monopoli, il Gen Rosso del Gen Rosso negli ultimi trent’anni. ha presentato, in acustico, alcuni brani per raccontare la sua sto“Scegliendo” è brano di profonda intensità e riflessione, ria, il messaggio del “Movimento dei Focolari”, di cui è espresmentre “Dimensione indelebile” invita alla ricerca dell'identità sione artistica, e l’anticipazione del concerto Life. vera dell’uomo. Canzone di rabbia e appello alla natura è “Terra Altri momenti di condivisione dell’esperienza di arte e perché” che ha ricordato la testimonianza del Gen Rosso, qualcomunione sono stati vissuti da don Giorgio Pugliese che ha che giorno prima, tra le macerie di Amatrice. In scaletta seguoospitato alcuni dei componenti della band. Sulla pagina facebook “Gen Rosso Monopoli” si possono rivedere le fotografie del concerto, mentre sul canale YouTube della Diocesi ConversanoMonopoli c’è il concerto per intero ripreso e seguito da “Radio Amicizia”.

Una buona pratica Avanzi Popolo 2.0

Martino Cazzorla

L

a scorsa estate siamo stati contattati dall’APS Onlus di Bari “Farina 080” promotrice di un progetto denominato Avanzi Popolo 2.0. Questo progetto nasce con lo scopo di attivare azioni contro lo spreco di cibo, a partire dalla costruzione di canali di contatto tra i luoghi dove lo spreco si produce (famiglie, dettaglianti e ristoratori) ed i luoghi del bisogno. Il progetto ha tre importanti finalità: – quella sociale (aiutare chi non può permettersi il cibo e chi lo spreca); – quella ecologica (ridurre l'impatto ambientale che lo spreco di cibo genera); – quella culturale (avviare un vero e proprio percorso di sensibilizzazione e cambiamento a riguardo). Le loro attività spaziano dalla raccolta e redistribuzione di grandi quantità di prodotti alimentari verso i più bisognosi, all’organizzazione di seminari o eventi, fino al foodsharing che permette di condividere anche piccole quantità di cibo. Il contatto è avvenuto perché una coppia di sposi, che ha festeggiato il matrimonio nel nostro paese, ha chiesto a questa associazione una mano per recuperare il cibo non consumato al loro banchetto nuziale evitando così uno spreco insostenibile. La sensibilità di questi sposi ha trasformato gli “avanzi” in dono. L’associazione ha contattato la nostra Caritas per chiederci di individuare preventivamente un luogo del bisogno oltre che recuperare dalla sala le eccedenze alimentari e consegnarle a destinazione (le prassi operative di sicurezza per la raccolta ed il successivo trasferimento del cibo sono quelle della Caritas Italiana e della Fondazione Banco Alimentare). Sono diverse le coppie che stanno scegliendo, in questo modo, di condividere il loro banchetto nuziale con i più bisognosi. La speranza è che questa buona pratica si diffonda sempre più e diventi consuetudine. Papa Francesco ha detto in una udienza, a conclusione del ciclo di catechesi dedicato ai sacramenti, che “l’immagine di Dio è la coppia di sposi... siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore”; commentando ha continuato: “è nell’unione coniugale l'uomo e la donna realizzano questa vocazione nel segno della reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva”. don Antonio Napoletano

anno 23 • n. 10

5


Alla scoperta dei luoghi evangelici Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa

P

artecipando al pellegrinaggio diocesano in Terra Santa, abbiamo avuto il privilegio di costituire un piccolissimo anello della “catena ininterrotta di pellegrini che si sono succeduti nei secoli”. Ecco le tappe fondamentali di un'esperienza unica e pregnante che ci ha donato tanto in quanto cristiani e cittadini del mondo. La prima tappa del nostro itinerario è stata Acri, anticamente nota come Tolemaide, città citata già negli Atti degli Apostoli e che rappresentava il punto di approdo dei pellegrini provenienti che, dall’occidente, si recavano in Terra Santa. Qui abbiamo visitato la Chiesa di San Giovanni Battista, riportata alla luce, grazie anche al contributo della nostra diocesi. La seconda giornata è esordita con la celebrazione eucaristica nella Basilica dell’Annunciazione a Nazaret, in Galilea, eretta al di sopra della grotta in cui la storia della nostra fede cristiana ha avuto inizio. Lì nei pressi, è collocata anche la Chiesa di San Giuseppe, costruita al di sopra della casa di S. Giuseppe, dove Gesù è cresciuto, di ritorno dall’Egitto. Ci siamo recati, successivamente, presso la Basilica della Trasfigurazione di Gesù, sul monte Tabor, e a Cana di Galilea, dove è stato costruito un Santuario, nel luogo in cui il Signore ha compiuto il suo primo miracolo: la trasformazione dell’acqua in vino. Qui, le coppie di sposi hanno avuto l’opportunità di rinnovare le promesse matrimoniali. In serata, abbiamo partecipato alla processione mariana, tenutasi presso la Basilica dell’Annunciazione. Il terzo giorno ci siamo recati a Cafarnao, al memoriale di S. Pietro (dove è stata celebrata la Santa Messa), al di sotto del quale si trovano i resti della casa di S. Pietro, dove Gesù ha vissuto nei tre anni precedenti alla sua morte e ha compiuto numerosi miracoli, tra cui la guarigione del paralitico. Nello stesso sito si trovano anche i resti della Sinagoga in cui Gesù “insegnava”, in cui ha guarito l’indemoniato e dove ha pronunciato il discorso sull’Eucarestia. Abbiamo, poi, visitato il Santuario costruito in prossimità del luogo in cui il Signore ha pronunciato il discorso delle Beatitudini, il Santuario costruito dove Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci e la Chiesa del Primato di Pietro, eretta dove Gesù risorto appare agli Apostoli e affida a S. Pietro la guida della Chiesa. Infine abbiamo fatto un giro in barca sul lago di Tiberiade, durante il 6

Il vescovo con alcuni pellegrini

quale sono stati letti alcuni passi del Vangelo in cui si raccontano alcuni fatti prodigiosi avvenuti sul lago (Gesù che cammina sulle acque) e aventi spesso Pietro come protagonista. Il quarto giorno, dopo la Santa Messa celebrata nella Chiesa del Buon Pastore a Gerico, a pochi passi dal Sicomoro, dove Zaccheo era salito per poter vedere Gesù, siamo stati condotti sulle rive del fiume Giordano dove il Signore ha ricevuto il battesimo da parte di San Giovanni Battista e dove ciascun pellegrino ha potuto rinnovare il suo battesimo. Ci siamo, in seguito, diretti nelle vicinanze del Monte delle Tentazioni, area desertica in cui Gesù si è ritirato per quaranta giorni ed, infine, presso gli scavi di Qumran, che ospitavano, all’epoca di Gesù un insediamento di Esseni, comunità monastiche di origine ebraica, tra le cui attività vi era la ricopiatura di manoscritti (alcuni dei quali ritrovati all’interno di grotte presenti nei pressi del sito archeologico). Abbiamo trascorso il quinto giorno nei dintorni di Betlemme, partendo dalla visita al campo dove i pastori hanno ricevuto l’annuncio della nascita di Gesù dall’Angelo a Beit Sahur. Poi abbiamo visitato la Basilica della Natività e dopo la messa celebrata nella cappella di Santa Caterina, abbiamo visitato le Grotte sottostanti, legate al ricordo di San Girolamo, e la Grotta del Latte, in cui si dice che la Madonna abbia allattato Gesù. Nel pomeriggio ci siamo recati ad Ain Karem, dove si trova il Santuario della Visitazione, costruito sul luogo dove Maria va a trovare sua cugina Elisabetta e intona il Magnificat, ed il Santuario costruito sulla grotta in cui è nato San Giovanni Battista. In serata ci siamo recati alla Grotta della Natività dove si è svolta una suggestiva veglia di preghiera. Gli ultimi tre giorni del pellegrinaggio si sono svolti a Gerusalemme.

Siamo partiti da Betfage, dal Santuario delle Palme, luogo da cui ha avuto inizio l'ingresso di Gesù a Gerusalemme a cavallo di un asino, in accordo con le profezie di Zaccaria. Abbiamo visitato il Santuario dell’Ascensione, il Santuario costruito nel luogo dove Gesù ha insegnato agli apostoli il Padre Nostro, la Tomba di Maria dove è avvenuta l’assunzione, la grotta del Getsemani, dove il Signore è stato tradito da Giuda, l’Orto degli Ulivi con la Basilica dell’Agonia, dove Gesù chiede che non sia fatta la sua, ma la volontà del Padre. Nel giorno successivo ci siamo focalizzati sulla visita alla Basilica del Santo Sepolcro. Dopo la Santa Messa abbiamo visitato l’Edicola del Santo Sepolcro, costruita sul luogo della tomba del Signore; poi abbiamo visitato e pregato sul Calvario, in cui è stata issata la croce e la Pietra dell’Unzione dove Gesù è stato deposto subito dopo la sua morte. Successivamente, abbiamo visitato la cappella che conserva la roccia con la crepa che si è formata in seguito al terremoto verificatosi durante la morte di Gesù, la cappella in cui è stata ritrovata la Croce, la cappella costruita su quello che è stato il carcere di Cristo e l’altare della Maddalena. Nel pomeriggio abbiamo partecipato ad un incontro sulla Custodia della Terra Santa, recitato la Via Crucis nelle vie della Vecchia Gerusalemme e assistito alla chiusura della porta del Santo Sepolcro. Il pellegrinaggio è terminato con un giro delle mura e delle porte d’accesso alla città antica di Gerusalemme, a cui è seguita Santa Messa presso il Cenacolo e visita al luogo in cui è avvenuta l’Ultima Cena. Poi ci siamo spostati dove sono collocati i resti del monastero francescano lì presente in passato. Abbiamo visitato la Sinagoga al cui interno si trova la tomba di Davide ed infine la Basilica della Dormitio Mariae, dove la Madonna si è addormentata prima di essere assunta in cielo. Vorrei concludere il mio resoconto con una frase di Padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, che descrive al meglio il senso di questo itinerario: “Camminare sulle orme di Gesù è semplicemente la più bella descrizione di ciò che significa essere suoi discepoli, essere cristiani, e il pellegrinaggio mira principalmente a questo: aiutarci a percorrere il cammino della nostra vita seguendo Gesù”. Eleonora Bellini anno 23 • n. 10


Giovani e carità… per una Chiesa che condivide Laboratorio delle Caritas parrocchiali con l’Équipe pastorale giovanile

L

o scorso 28 ottobre, a Noci, circa 200 operatori delle Caritas parrocchiali si sono incontrati per l’annuale Laboratorio, avente come tema “Giovani e carità… per una Chiesa che condivide”. Per la prima volta abbiamo vissuto un’esperienza di formazione con gli amici dell’Équipe diocesana di pastorale giovanile, con don Stefano e don Francesco e con la presenza del nostro Vescovo Giuseppe. Partendo dall’icona biblica dell’incontro di Gesù con Zaccheo, le Caritas parrocchiali sono interrogate sullo stile da intraprendere per essere “sicomoro”, facilitatori verso i nostri giovani. I ragazzi vivono diverse povertà che vanno accolte, ma nello stesso tempo è importante riconoscere le potenzialità in termini di creatività e di servizio. È stato bello lavorare su stessi, facendo memoria di quelle occasioni che un po’ tutti abbiamo vissuto nel sentirci poco accolti. Siamo stati aiutati dalla Parola e dal confronto a chiamare per nome quei muri intergenerazionali e a centrare la nostra attenzione sugli atteggiamenti che possono fare da ponte.Tra le tante sollecitazioni, più volte è tornata la parola “fiducia”, da coniugare in termini di ascolto, di accoglienza reciproca, di stima, di condivisione, di gioia. Tutto ciò innesca la scelta di vivere “relazioni educative”, in una sorta di accompagnamento continuo all’interno delle Caritas e delle stesse comunità parrocchiali. Il tema ha permesso alle Caritas parrocchiali di riscoprire l’essere un organismo pastorale con “funzione prevalen-

I partecipanti al laboratorio caritas a Noci

temente pedagogica”, con l’obiettivo di animare tutta la comunità, all’attenzione ai poveri, evitando di ridursi a sterili enti assistenziali. Di qui l’impegno delle Caritas a proporre ai giovani, vicini e lontani dai nostri ambienti ecclesiali, esperienze di servizio nelle opere – segno che le nostre comunità hanno come servizio ai poveri. Sempre l’aspetto “giovani” ha permesso alle Caritas e alla stessa Équipe di pastorale giovanile di non pensarsi a compartimenti stagni, a piccoli orticelli, ma a sentirsi impegnati ad essere costruttori di comunità. In altri termini, dietro al nostro discernere sul mondo giovanile, il confronto è andato sul nostro

essere Chiesa.Il tema “giovani” ci ha ricordato che la carità o è giovane o non lo è, nel senso che solo la creatività, tipica giovanile, che si lascia guidare dal vento dello Spirito del Signore risorto, ci permette di essere solidali con chi è nella povertà o è considerato lo scarto della società. Tutti abbiamo preso l’impegno di essere meno operatori di un “servizio d’ordine precostituito” e invece, abbandonati i presunti mantelli di ipotetiche esperienze, di camminare insieme adulti e giovani, con una condivisione arricchente di risorse che Dio ha impresso nei nostri cuori per il bene di tutti. don Michele Petruzzi

Sostegno alle popolazioni del Venezuela Avvento di Fraternità 2018 Come da consolidata prassi, anche in questo Avvento la nostra Diocesi si impegna in gesto di carità che è preghiera e dono. Saremo vicini alle popolazioni del Venezuela colpite da una gravi crisi che ha diverse sfaccettature: la carenza e l’alto costo degli alimenti e dei medicinali, la violenza diffusa, l’insicurezza. Tutto ciò ha portato e sta portando diversi venezuelani ad emigrare verso i paesi vicini. In questo tempo intensifichiamo la preghiera per questi fratelli e sosteniamo con le nostre offerte ciò che Caritas Internationalis sta realizzando per rispondere ai bisogni di prima necessità e per la prima accoglienza dei venezuelani emigrati in Colombia e in Brasile.

anno 23 • n. 10

7


PROGETTI

CONSIGLI DEL MESE FILM - Alla ricerca di un senso, regia di Marc de la Ménardière, Nathanaël Cost FRA 2017

BRANO - Un progetto di vita in comune, L. Pausini

ITA 2018

La Parola ento raziam tta g n i r Un ole gelo C ad An er curato per av ubrica! r questa

I

l mito del successo aleggia frequentemente fra le menti dei giovani. La precarietà lavorativa e la scarsità di opportunità interessanti accrescono il desiderio di sbarcare il lunario in modo piuttosto evidente. Certo, una prospettiva considerevole, ma non dimentichiamoci di altri piani degni di nota. Fra i compiti più importanti dei giovani credenti vi è quello di creare, anzi progettare un mondo sulla base di migliori condizioni di vita per tutti, secondo il progetto di Dio. Dove per progetto si allude ad un cammino contraddistinto di attese e speranze per un futuro rigoglioso e sereno. Ciò che è certo è che l’attività umana, ossia l’insieme delle pratiche che nei secoli ha mirato a migliorare la vita di ognuno di noi, corrisponde alle intenzioni di Dio. Angelo Coletta

Racconto parrocchia/associazioni

N

ella mia esperienza di chiesa vissuta non posso nascondere quanto la parola “progetto” rientri a pieno nel programma principale di ogni parrocchia. Essendo stato a contatto con diverse realtà parrocchiali della diocesi, porto alla luce numerosi ricordi, in particolar modo le giornate legate focalizzate sul “fare esperienza”. Alla base di ogni evento il proget-

to rappresentava il momento topico, costituito da diverse fasi: il confronto, la discussione, la proposta, la decisione finale. Non si è mai verificata un'occasione in cui io (e chi era accanto a me) non si sia sentito parte di un programma, di un piano di lavoro: in primis la coesione ha garantito la riuscita di ogni progetto, dato che senza di essa non esiste squadra vincente; a seguire la volontà, l’ascolto e poi la comprensione. All’interno di ogni evento diocesano ho avuto modo di conoscere gente con l’esigenza di parlare, di raccontare e forse è questo uno degli aspetti più soprendenti del progettare insieme: scoprire l’altro, ammirarne i lati più belli e farne tesoro. È da qui che nascono le migliori relazioni, i più forti legami, i progetti più riusciti. Angelo Coletta

8

anno 23 • n. 10


ZONE PASTORALI

“Nel mio nome scacceranno i demoni” (Mc 16, 17) Convegno Internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti 24-29 settembre 2018

S

i è svolto a Roma, dal 24 al 29 settembre, il Convegno Internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie). L’evento, si è aperto con il messaggio di Papa Francesco, egli ha auspicato che il “significativo evento possa costituire un valido aiuto per quanti cercano, come buoni samaritani, di alleviare e guarire le ferite causate dall’opera del maligno, il quale, presente in diverse forme nella vita di tante persone, rende drammatica e più faticosa l’esistenza quotidiana”. È stata una sei giorni particolarmente significativa, un’occasione per riflettere sull’importanza e sull’attualità del ministero dell’esorcismo nella Chiesa. La Santa Messa di apertura è stata presieduta dal Card. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero il quale durante la celebrazione ha implorato l’aiuto di Dio sull’importante e delicato ministero degli esorcisti e la luce e la guida dello Spirito Santo sui lavori del Convegno stesso. Il tema della prima relazione, tenuta dal prof. Luigi Santopaolo della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, è stato: “Nel mio nome scacceranno i demòni” (Mc 16, 17). Orientamenti esegetici nella demonologia neotestamentaria”. Nella giornata di martedì 25 settembre, invece, padre Francesco Bamonte – Presidente dell’AIE – ha presentato i “Criteri di discernimento offerti ai Pastori d’anime per capire se una persona deve essere sottoposta alla valutazione di un sacerdote esorcista”, un argomento su cui si è ritornati in più occasioni. Mons. Rubens Miraglia Zani, ha concluso i lavori della giornata con una lezione divisa in due parti in cui sono stati analizzati i riti magici afro-brasiliani. Al centro della relazione di padre Piermario Burgo, che ha aperto la seconda giornata di lavori, il tema dell’esorcismo diagnostico. Nel terzo giorno del Convegno il sacerdote messicano don Rogelio Alcántara ha, invece, analizzato le problematiche teologiche e pastorali delle “preghiere di guarigione dell’albero genealogico” e fornito un contributo sui “criteri teologici e pastorali per un regolamento diocesano del ministero dell’esorcismo”. Particolarmente rilevante è stata la testimonianza di Mons. Giacomo Cirulli, Vescovo della Diocesi di Teano Calvi che ha raccontato come continua a svolgere il suo ministero di esorcista anche dopo aver ricevuto la consacrazione episcopale. Padre Benoît Domergue ha affrontato uno dei temi di più stretta attualità, anno 23 • n. 10

soffermandosi sulla connessione esistente tra un certo tipo di musica e il satanismo. Un pericolo su cui la Chiesa ha da tempo messo in allerta la società di oggi. L’ultimo giorno del Convegno si è aperto con la relazione di don Aldo Buonaiuto – coordinatore del servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII dal titolo “L’adorazione di satana nelle sette

e la soggezione diabolica”. I lavori del Convegno si sono conclusi con l’intervento del Cardinale Angelo De Donatis, Vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, e del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI. Il Cardinale De Donatis, ha espresso la particolare vicinanza del Papa al ministero degli esorcisti, e ha insieme offerto, una stimolante e incoraggiante riflessione sul ministero esorcistico. Il Vicario di Roma ha sottolineato inoltre la delicata responsabilità che ricade sui sacerdoti esorcisti a cui è richiesta “una speciale prudenza”. Il Cardinale Gualtiero Bassetti, ha riservato parole di vicinanza per i sacerdoti chiamati a svolgere un ministero così delicato: facendo ricorso ad una metafora utilizzata da Giorgio La Pira per i giovani, il porporato ha paragonato gli esorcisti alle rondini chiamati a portare la primavera laddove domina l’inverno.

EDIZIONI VIVEREIN

don Vincenzo Togati

70043 Monopoli (BA) C.da Piangevino, 224/A edizioniviverein@gmail.com

PAOLO VI SANTO a cura di Leonardo Sapienza La situazione della nostra società si è fatta così seria da far nascere in noi il bisogno di testimoni sicuri, si accresce il bisogno di fari e di bussole. Anche la canonizzazione di Paolo VI risponde a questa esigenza. Ci viene offerto un testimone che ci richiama alla santità. La caratteristica delle sue scelte e delle sue affinità spirituali avevano come loro centro unificante la figura di Cristo. Tutta la vita e il magistero di Paolo VI ci mostrano che la santità è possibile e doverosa. Non è la vocazione esclusiva ed eccezionale di alcune grandi anime. Per questo, auspicava: «Ogni onesta condizione di vita può non solo essere santificata, ma diventare santificante... Attendiamo medici, giuristi, parroci, studenti sugli altari. Lo stesso si pensa a fanciulli santi, a madri di famiglia sante, a uomini celibi santi... La Chiesa oggi tende ad una santità di popolo». E quanto Montini auspicava nel lontano 1957 oggi è confermato da Papa Francesco nella sua recente Esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”: la santità è una méta alla portata di tutti: «mi piace vedere la santità nel popolo...». ISBN 978-88-7263-584-1 • form. 12x19 • pp. 240 • € 15,00

PAOLO VI E MONS. ROMERO a cura di Leonardo Sapienza Paolo VI, il Papa del Concilio, e Romero, il primo martire del Concilio. Due Pastori, uniti nella santità, che in un’ora inquieta e confusa per la vita della Chiesa hanno saputo infondere speranze buone, speranze vere, speranze nuove agli uomini del loro tempo e a quanti si avvicinano al loro esempio e al loro insegnamento. ISBN 978-88-7263-586-5 • form. 12x19 • pp. 156•€ 10,00

9


VOCI DAL SEMINARIO

“Beati i poveri: felicità, amore, povertà” Traccia formativa: il cammino del Seminario Pontificio Regionale Pugliese Pio XI

A

nche quest’anno i giovani che si preparano all’ordine sacro del diaconato e del presbiterato, vivono un cammino comunitario che li vede immersi nella povertà per prepararsi ad essere uomini e preti felici perché capaci di vivere poveramente In modo particolare i seminaristi, guidati e stimolati dal rettore Mons. Giovanni Caliandro e dall’équipe degli educatori e dei padri spirituali, si pongono tale domanda esistenziale: “Davvero la povertà è una strada o un elemento dove abita e vive la nostra felicità? Esiste un legame tra povertà e felicità intesa come beatitudine?” . La povertà non è qualcosa che ci deve appartenere, né una qualità da acquisire ma già essa ci abita e ci attraversa in tutta la nostra umanità: l’uomo è povero! La sfida non è diventare poveri, ma scoprirla e valorizzare la povertà: la capacità di vivere riconoscendo se stessi come limitati e però preziosi perché guardati dal Padre che ci ama e si fida di noi, capaci di mettere al centro Dio e gli altri e di usare e relativizzare i soldi e i beni materiali, che sono nell'ordine dei mezzi e non dei fini.

I seminaristi teologi della nostra diocesi

Lo sguardo è orientato, in ogni momento, allo stile di vita e agli insegnamenti di Gesù povero tra i poveri: “da ricco che era, si è fatto povero per voi,

Ordinazione Diaconale Venerdì 28 dicembre 2018 alle ore 18,00, presso la Parrocchia S. Antonio di Padova di Polignano a mare, il nostro vescovo ordinerà diacono l’accolito Mikael Virginio della Parrocchia S. Maria Assunta di Polignano. Mikael, 24 anni, ha iniziato il suo cammino di discernimento vocazionale presso il nostro Seminario diocesano durante il II anno di scuola superiore. Ha proseguito la formazione presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI” di Molfetta e, parallelamente, ha conseguito il baccalaureato in Sacra Teologia presso l’Istituto Teologico “Regina Apuliae” della Facoltà Teologica Pugliese. Attualmente il vescovo, durante questo VI anno pastorale, lo ha inviato come collaboratore presso l’Unità Pastorale “Maria SS.ma della Madia” in Monopoli, chiedendogli anche di collaborare con l’Ufficio Catechistico Diocesano e con la redazione del notiziario diocesano Impegno.

10

perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2Cor 8, 9). E ancora la povertà è una lotta piena: un'arte dove si impara a lasciare tutto, a farsi in qualche modo da parte e a fidarsi di Dio ogni giorno. È capace di distacco non chi vive senza cogliere il valore delle cose materiali, ma chi sa riconoscerne la bellezza senza pretenderne il possesso. Per concretizzare questa riflessione, con gioia e desiderio di crescere i seminaristi vivono alcune esperienze di carità, orientando lo sguardo verso le diverse forme di povertà presenti nelle comunità cristiane (ammalati, anziani, diversamente abili, carcerati, immigrati, famiglie in difficoltà) per testimoniare l’amore di Dio che incontra e abbraccia ogni miseria. Siamo chiamati a riconoscere nella povertà un luogo privilegiato per incontrare il Signore, una realtà da guardare non con disprezzo ma con animo compassionevole per ricordare che ogni persona è creata, scelta, voluta e amata senza misura dal Signore. Martino Frallonardo IV anno

anno 23 • n. 10


MEMORANDUM radioamicizia Riprende da questo mese la Lectio Divina sul Vangelo della domenica. Quest’anno il commento alle letture dell’anno liturgico ciclo C sarà affidato a Mikael Virginio, la regia sarà curata da Paolo Battista. Potrete ascoltarla ogni sabato e domenica alle ore 17.00 sulle frequenze in FM oppure in streaming dal sito www.radioamicizia.como su dispositivi mobili scaricando l’APP gratuita “Radio Garden”

radioamicizia

Sabato 8 e domenica 9 dicembre RAI1 trasmetterà la celebrazione della messa delle 11,00 dalla Basilica Cattedrale di Monopoli

IL PRESEPE: UNA TRADIZIONE DA NON PERDERE Associazione ”Vivere In” in collaborazione con

Appuntamenti Dicembre 2 09,30 4 19,30 7

19,00

9 10

09,30 19,30

13 15

20,00 19,30

16

18 21 24

05,00 06,00 13,45 09,30 23,30

25

11,30

28

18,00

31

18,30

Gennaio 1 11,30 6

11,30

anno 23 • n. 10

Gruppo Samuel e Myriam – Seminario, Conversano Corso di formazione per la Consulta di Pastorale della Salute Seminario, Conversano Ordinazione presbiterale di don Francesco Ramunni Cattedrale, Conversano Ritiro USMI – Oasi S. Maria dell’Isola, Conversano Corso di formazione per la Consulta di Pastorale della Salute Museo diocesano, Monopoli Adorazione eucaristica vocazionale – Seminario, Conversano Concelebrazione eucaristica nei Primi Vespri della Madonna della Madia – Concattedrale, Monopoli Solennità di Maria SS.ma della Madia Approdo della Sacra Icona – Cala Batteria, Monopoli Solenne pontificale – Concattedrale, Monopoli Open day – Seminario, Conversano Ritiro del clero – Abbazia Madonna della Scala, Noci Il vescovo presiede la Messa della notte di Natale Cattedrale, Conversano Il vescovo presiede il Solenne pontificale del giorno di Natale Concattedrale, Monopoli Ordinazione diaconale di Mikael Virginio Parrocchia S. Antonio, Polignano a Mare S. Messa e canto del Te Deum – Cattedrale, Conversano

Il vescovo presiede il Solenne pontificale della Madre di Dio Concattedrale, Monopoli Il vescovo presiede il Solenne pontificale dell’Epifania Concattedrale, Monopoli

l’Ufficio liturgico della Diocesi di Conversano-Monopoli promuove il XXIII CONCORSO DI PRESEPI 2018

In cammino verso Gesù

I

l tema suggerisce di ripensare e realizzare scenicamente, in linea al tema generale proposto, al cammino di ciascuno di noi, al cammino di ogni famiglia, quello delle nostre città, delle Nazioni, dell’umanità intera per andare verso Gesù Cristo che è la Via, la Verità, la Vita; verso Gesù Cristo che è la fonte dell’Amore, della Pace, della Solidarietà. Con Gesù ogni uomo in cammino “è innalzato alla dignità” di figlio di Dio. Il Concorso di Presepi viene proposto a tre settori: — settore Famiglia; — settore Istituzioni (parrocchie, associazioni, comunità, attività commerciali); — settore Scuola, socio-intellettuale. A tutti i concorrenti sarà consegnato un attestato di partecipazione. Verranno assegnati tre premi per i rispettivi settori. I partecipanti devono far pervenire l’iscrizione presso l’Associazione VIVERE IN - C.da Piangevino 224/A, Monopoli, entro il 20 dicembre 2018 oppure via fax 080 6907026 o via e-mail: associazioneviverein@gmail.com Quota di partecipazione: € 10,00 Per info: 080 6907012 • 349 5926934 338 6463071 seguici su

f

11


CITTÀ DI MONOPOLI

DIOCESI DI CONVERSANO-MONOPOLI

COMITATO FESTA PATRIA MONOPOLI

MADONNA MADIA

f

Impegno Dicembre 2018  
Impegno Dicembre 2018  
Advertisement