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PERIODICO D’INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI CONVERSANO - MONOPOLI Anno 22 - Numero 10 - Dicembre 2017 www.conversano.chiesacattolica.it

“UN BAMBINO È NATO PER NOI, CI È STATO DATO UN FIGLIO!” (IS 9, 6)

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M.I. Rupnik, Natività, Cappella S. Pietro Canisio - Roma

ne del Dio Amore, che aveva parlato molte volte e in diversi modi nei tempi antichi e che poi, nella pienezza dei tempi, ha parlato a noi per mezzo del Figlio (cf Eb 1,1-2). Mettendoci alla scuola dei tanti uomini e donne che nella speranza hanno saputo attendere il compimento delle antiche promesse, impariamo anche noi a leggere i segni della visita di Dio nella nostra vita e rendiamoci capaci di fare spazio alla Parola viva ed eterna che vuole venire ad abitarci. Un Avvento vissuto nell’ascolto e nella docilità alla Parola potrà farci esclamare con stupore e amore nella notte della luce: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio!” (Is 9, 6). E riconosceremo nel Bambino nato da Maria il dono più grande che il Padre ci ha fatto e ci sentiremo amati da Lui, con un amore che ci farà trasalire di gioia indicibile, quella gioia che poi naturalmente dovrà diffondersi attorno a noi. Sarà questo il vero Natale! + Giuseppe Favale

IN EVIDENZA

ra non molti giorni, quando si metterà in moto la macchina pubblicitaria e inizierà la corsa verso gli acquisti di fine anno, molti probabilmente si accorgeranno che si avvicina il Natale. Ma quanti si renderanno conto di quel che realmente significa e rappresenta questa festa? Quanti ancora sapranno guardare con tenerezza a quel Bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia? Forse in qualcuno affioreranno ricordi legati ai bei tempi della fanciullezza, con l’immancabile bagaglio di nostalgie e rimpianti per giorni che non tornano più. Ci sarà anche chi, purtroppo, rimarrà insensibile al pur minimo riferimento religioso della festa, avendo scelto di rinunciare a tutto ciò che ha a che fare con Dio. E non mancheranno neppure coloro che, ancora affascinati dal messaggio di pace che promana dal presepe, si lasceranno spronare a qualche gesto di bontà. Ma la verità del Natale, e l’evento a cui si richiama, quanti lo coglieranno in profondità? Un Dio che si fa uomo, Dio che “svuotò se stesso assumendo la condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil 2, 7), riesce ancora a provocare e a scuotere le coscienze? Che cosa straordinaria! La nostra umanità fragile e limitata è assunta da Dio. L’infinito, Colui che l’universo non può contenere, si raccoglie nel grembo di una Donna e prende il nostro corpo mortale per rivestirlo di immortalità. Il Natale di Gesù è l’esaltazione più vera della dignità dell’uomo. Non si può celebrare il Natale e rimanere insensibili dinanzi alle tante ferite che avviliscono l’umanità delle persone, il più delle volte causate da quei meccanismi perversi che nascono da cuori prigionieri dell’egoismo. Gesù nasce per farsi solidale alla storia di ogni uomo e per trasmettere la gioia di sentirsi amati da un Dio che è Padre. Si può rimanere indifferenti dinanzi a questa Buona Notizia? Si può vivere superficialmente il Natale fermandosi solo al clima festaiolo dello stare insieme in famiglia tra brindisi e scambi di auguri? Carissimi fratelli e sorelle, ritorniamo alle sorgenti della nostra fede e riassaporiamo la bellezza della storia della nostra salvezza, dove Dio è il grande regista e noi protagonisti con Lui, non certo semplici spettatori di fatti remoti. Siamo protagonisti, perché destinatari ancora oggi di parole e gesti che rivelano la tenerezza di un Dio che ama stare tra gli uomini, non solo perché sue creature ma soprattutto perché capace di donarsi nel Figlio fatto carne. E di quel Dio incarnato noi siamo oggi i discepoli e i testimoni! In questo anno pastorale, in cui come comunità diocesana ci siamo rimessi in cammino per riscoprire la bellezza del volto di Gesù Cristo, Signore e Maestro, diamo al Natale la possibilità di svelarsi nella sua pienezza di evento che rivela l’Amore trinitario. Le nostre Liturgie natalizie, celebrate con gioioso coinvolgimento, siano i luoghi dove tutti possano sperimentare che il nostro Dio non è lontano, nel cielo, ma è con noi, in mezzo a noi, perché è l’Emmanuele! La condizione per tutto ciò è vivere intensamente l’Avvento, tempo prezioso per ripercorrere la storia di rivelazio-

15 dicembre 2017 – ore 9,30 Ritiro del Clero Concattedrale - Monopoli IX CENTENARIO DELL’APPRODO DELLA MADONNA DELLA MADIA 15 dicembre 2017 18,30 Solenne pontificale presieduto da S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Francesco Monterisi – Concattedrale, Monopoli 16 dicembre 2017 - Solennità della Madonna della Madia 05,00 Approdo della venerata icona – Cala Batteria, Monopoli 06,00

Solenne pontificale presieduto da S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Francesco Monterisi – Concattedrale, Monopoli


SINODALITÀ

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Stile sinodale a cura di don Francesco Zaccaria

inisce, con il presente numero di Impegno, questa rubrica, che per più di un anno ha offerto stimoli e riflessioni per la riscoperta della sinodalità nella Chiesa. Non si chiude però l’attenzione della nostra Diocesi su questo tema, perché lo stile sinodale non è un argomento che passa, ma un modo di essere Chiesa, oggi, nel quale dobbiamo crescere e al quale ci dobbiamo sempre esercitare. Proprio insieme a questo numero di Impegno vi raggiunge una piccola pubblicazione, voluta dal Vescovo e curata dal Coordinamento Pastorale, che raccoglie una buona parte del lavoro di sinodalità e discernimento che ha caratterizzato il nostro percorso diocesano e lo riconsegna alle comunità come patrimonio da non disperdere ma da continuare a far crescere a livello locale. Non un “progetto” pastorale ma un “percorso” pastorale che comprende gli orientamenti del Vescovo, i frutti dell’ascolto e del discernimento comunitario, le proposte degli uffici diocesani e così via, per lasciare spazio al protagonismo delle comunità, per alimentare esperienze di sinodalità a livello locale, per integrare e non sostituire la progettazione parrocchiale e zonale. Questo è lo scopo della pubblicazione Guardare Gesù, Guardare con Gesù: vuole essere uno strumento per i presbiteri, gli operatori pastorali e i consigli pastorali, per continuare a tenere gli occhi sul Signore Gesù, nei tanti modi in cui Lui si manifesta oggi, e imparare a guardare con i suoi occhi il mondo che ci circonda, sempre in maniera comunitaria e sinodale, cioè in autentico stile ecclesiale. Questo non è di certo un obiettivo raggiungibile in uno o due anni pastorali, ma un compito che ci portiamo per i prossimi tempi e che raggiungeremo, con l’aiuto di Dio, se tutti faremo la nostra parte: vescovo e presbiteri, laici e associazioni ecclesiali, parrocchie e zone pastorali, uffici di curia e organismi diocesani, etc. Ci rimangono come guida le parole e gli esempi di Papa Francesco, che ha chiamato la Chiesa a celebrare un nuovo Sinodo su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” nel 2018: «perché la Chiesa non è altro che il “camminare insieme” del Gregge di Dio sui sentieri della storia incontro a Cristo Signore» (papa Francesco, 17 ottobre 2015).

S O M M A R I O Editoriale

“Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio!” (Is 9, 6) + Giuseppe Favale Sinodalità Stile sinodale a cura di don Francesco Zaccaria

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Diocesi Una esperienza forte, tanti spunti per il futuro don Michele Petruzzi 3 Sostegno per i ragazzi disabili di Betlemme Équipe Caritas Diocesana

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Conoscere e dialogare con gli ambiti di zona Équipe di formazione Caritas Diocesana 4 La bellezza del Figlio di Dio Francesca Solenne Educare alla ricerca di Dio Luigi Pugliese Vita religiosa L’inizio delle attività dell’USMI suor Marilou Corvero Luna c.a.e.

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La Giornata Pro Orantibus suor Marilou Corvero Luna c.a.e.

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Anno Oronziano Anno giubilare oronziano Gruppo di lavoro

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IX Centenario Convegno Diocesano di Mariologia a Monopoli Anna Maria Pellegrini

OrAscolta... il progetto degli oratori A.N.A.S.P.I. don Mario Lamorgese

Reg. Tribunale di Bari n.1283 del 19.06.96 Direttore Responsabile: don Roberto Massaro Redazione:

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Zone Pastorali Confraternita Maria SS. Addolorata di Noci: 2007-2017 Emilio Mastropasqua 8

don Mauro Sabino don Pierpaolo Pacello Donato Marino Lilly Menga Anna Maria Pellegrini Francesco Russo Nicola Teofilo Angelo Coletta

Uffici Redazione: Via Dei Paolotti, 2 - 70014 Conversano Tel. 080.4958888 - Fax 080.4955851 8 Indirizzo di posta elettronica:

Apostolato biblico “Inizio del vangelo di Gesù cristo, Figlio di Dio” (Mc 1, 1) don Leo Giuliano 9

impegno@conversano.chiesacattolica.it

Sito Internet della Diocesi di Conversano-Monopoli www.conversanomonopoli.chiesacattolica.it

Voci dal seminario Se non è divertente non è sostenibile! Giuseppe Cantoro 10 Memorandum

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Periodico d’informazione della Diocesi di Conversano – Monopoli

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Grafica e Stampa: EVI S.r.l. - Monopoli

Si prega di far pervenire alla redazione eventuali proposte di pubblicazione entro il giorno 5 di ogni mese.

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Una esperienza forte, tanti spunti per il futuro Momento diocesano nella Giornata Mondiale dei Poveri

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l 19 novembre, a Monopoli, la Diocesi ha proposto un momento di fraternità alle famiglie bisognose presenti nel territorio, agli operatori Caritas e a tutte le comunità parrocchiali. La risposta è stata importante, con la partecipazione di 270 persone, insieme ad altri momenti fraterni che altre parrocchie o zone pastorali hanno voluto realizzare in loco. La Giornata ha avuto 3 momenti importanti: la catechesi con alcune immagini mariane, il pranzo e la Celebrazione eucaristica nella Concattedrale presieduta dal nostro vescovo Giuseppe. La gratitudine va ai tanti che hanno permesso questa esperienza: all’Ufficio Catechistico, in particolare all’équipe di catechesi con l’arte, ai tanti volontari che si sono adoperati per l’allestimento delle 3 sale da pranzo, al nostro vescovo che ha condiviso i vari momenti, a coloro che hanno fatto pervenire l’invito. Andando oltre la cronaca di un tempo bello vissuto insieme, la sensazione provata in questa esperienza è quella di aver toccato con mano la gioia di stare insieme, di condividere un momento di riflessione passando da una immagine sacra all’esprimere una preghiera, di mettere in comune il pranzo, di ritrovarci nel Signore presente nella Parola e nell’Eucaristia. E tutto ciò senza distinzioni tra poveri e ricchi, aiutati ed aiutanti, assistiti ed assistenti, ma semplicemente persone, uomini e donne, credenti o in cerca di Dio, da fratelli e sorelle. Questa esperienza ci ha fatto comprendere il senso di questa Giornata dei poveri istituita da papa Francesco, occasione

per sentirci comunità con i poveri. Abbiamo ricevuto spunti per i futuri progetti, perché non siano meramente assistenzialistici, ma proiettati alla edificazione della fraternità, segno del suo Regno. don Michele Petruzzi

Sostegno per ragazzi disabili di Betlemme Avvento di Fraternità 2017

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l nostro vescovo Giuseppe ci invita in questo tempo forte dell’Avvento ad offrire la nostra preghiera e il nostro contributo economico verso una casa per ragazzi disabili a Betlemme, la Hogar, gestita dalle Suore del Verbo Incarnato. Questa struttura è molto conosciuta anche da diverse persone della nostra Diocesi che per diversi periodi vivono esperienze di volontariato.

Attualmente ospita 14 bambini e 16 bambine disabili o gravemente ammalati, offrendo accoglienza, vitto, alloggio, cure necessarie e percorsi riabilitativi ed assistenziali. Tra le tante necessità, urge in questo momento il rinnovo delle carrozzine (per avere una idea una carrozzina costa intorno a 1300 euro). Il contributo delle nostre comunità parrocchiali sarà offerto proprio per l’acquisto di questi strumenti indispensabili. L’ubicazione di questa benemerita struttura, a Betlemme, ci rimanda al Bambino Gesù che ci prepariamo ad accogliere nella nostra vita. Questa accoglienza oggi si fa carne attraverso questi piccoli che, sostenuti dalle suore e dai volontari, vivono un cammino per trovare la gioia e la dignità. Il sogno è che da questo progetto condiviso in Avvento possa sorgere in altri il desiderio di vivere un’esperienza di servizio e di fraternità a Betlemme. Per l’animazione dell’Avvento di Fraternità, oltre al sussidio e al manifesto, è possibile realizzare un incontro-testimonianza su richiesta nelle parrocchie o nelle zone. L’équipe Caritas Diocesana

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Conoscere e dialogare con gli ambiti di zona Laboratorio per gli operatori Caritas parrocchiali

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o scorso 5 novembre si è tenuto, presso la parrocchia del Sacro Cuore di Monopoli, un incontro di formazione teorico-pratica organizzato dalla Caritas diocesana Conversano-Monopoli al fine di promuovere la conoscenza dell’organizzazione dei Piani di zona, dei servizi territoriali attivi e delle misure finalizzate ad arginare le nuove forme di povertà. Nella prima parte teorica dell’incontro, si è discusso della funzione dei Piani di Zona. Importante è stato il contributo della dirigente dei servizi sociali del Comune di Putignano, Dott.ssa Pamela Giotta, che con il suo intervento ha illustrato i servizi attivi nei vari settori e le nuove norme per accedere al RED (Reddito di Dignità regionale), strumento di contrasto alla povertà assoluta molto valido in quanto prevede un ampio percorso di inclusione sociale e di accesso a nuove opportunità di inserimento socio lavorativo, grazie al supporto formativo e ai servizi sociali alla persona e alla famiglia connessi alle specifiche situazioni di bisogno. Proprio per questo motivo è emersa la necessità fondamentale di continuare a sostenere e rinforzare la realizzazione di interventi in sinergia tra centri di ascolto Caritas, molto vicini alla persona dal punto di vista umano e materiale, e i servizi sociali territoriali. Dopo la celebrazione della S. Messa, ai 150 partecipanti è stato proposto un laboratorio esperienziale in cui simulare una co-progettazione tenendo conto dei servizi presenti sul territorio e dei servizi di accompagnamento parrocchiale attraverso l’analisi di cinque casi reali. I partecipanti provenienti da tutta la diocesi si sono divisi in 5 gruppi sperimentandosi in altrettante cinque aree di fragilità sociali quali minori, violenza di genere, disabilità, emergenza abitativa e immigrazione, formulando ipotesi di risoluzione di problemi rispetto ai casi esaminati discutendone tra loro e in una seduta plenaria di brainstorming con l'ausilio di strumenti quali carte servizi, ecc. Forte l’entusiasmo e positivi i feedback di tutti i volontari Caritas che hanno partecipato all’incontro di domenica 5 novembre, momento di condivisione non solo di saperi ma anche di relazioni in cui ci si confronta nel quotidiano e per le quali si necessita di formazione specifica secondo appropriate metodologie di ascolto e di accoglienza. Questo incontro organizzato dall’équipe di formatori diocesani Caritas è il primo di una serie di iniziative che saranno offerte a tutte le zone pastorali che ne faranno richiesta nei prossimi mesi. L’équipe di formazione Caritas Diocesana

La bellezza del Figlio di Dio

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i è svolta domenica 5 novembre a Monopoli la seconda edizione del Convegno Diocesano dei Catechisti voluta dal nostro Vescovo Giuseppe. Cornice degna del tema è stata la bellissima Chiesa di S. Domenico di Monopoli. Il relatore, don Antonio Scattolini, della diocesi di Verona, esperto in catechesi con l’arte, nonché mentore dell’Équipe di Catechesi con l’arte (ECA) dell’Ufficio Catechistico Diocesano di Conversano Monopoli, ha offerto, rivisitando espressioni artistiche antiche e moderne, una carrellata di immagini sulla figura e sull’opera di Gesù di Nazaret, dall’Incarnazione alla sua ascensione al cielo. “È bello Gesù”, ecco l’intercalare del relatore davanti a ciascuna delle opere d’arte passate in rassegna, quasi a spingere lo sguardo dei presenti verso un atto di fede veicolato dallo stupore: da Giotto a Salvator Dalì, i catechisti hanno potuto riscoprire, attraverso la bellezza artistica, la bellezza del volto umano e divino del Figlio di Dio: volto bambino, volto di adolescente, volto provato dalla solitudine nelle tentazioni, volto sfigurato durante la passione, volto glorioso nell’ascensione. La relazione del prof. Scattolini ha così voluto offrire ai catechisti presenti sia un contenuto teologico/cristologico, sia una trama documentaria artistica utile al loro servizio eccle4

siale. La via della bellezza, tanto caldeggiata da papa Francesco nell’Evangelii gaudium (n.167), sta appassionando molti gruppi parrocchiali di catechisti. Al termine della relazione, dopo la dovuta risonanza da parte dell’assemblea, il Vescovo ha dato il mandato ufficiale ai catechisti presenti, come segno e tipo del mandato dato dai parroci nelle singole comunità. Molto prezioso il servizio offerto da Radio Amicizia che ha mandato in diretta l’evento. È ancora possibile rivederlo per intero sulla pagina facebook della diocesi. Francesca Solenne

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Educare alla ricerca di Dio Giornata Diocesana degli Animatori, degli Educatori e dei Catechisti dei Giovani

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a ricerca di Dio è un tema che da sempre affascina non soltanto il mondo cristiano, ma l’essere umano in quanto tale. È una di quelle domande alle quali non sempre è facile trovare delle risposte, soprattutto quando non si ha un’adeguata conoscenza di sé. Come lo stesso papa Francesco ha dichiarato durante un’udienza lo scorso aprile: “La Fede non è la ricerca di Dio ma la sua ricerca di noi!”. È stato questo il fil rouge dell’incontro organizzato, lo scorso 10 Novembre, dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Vocazionale, le Associazioni diocesane che fanno servizio ai giovani e l’Associazione “Pietre vive” di Monopoli. La serata, suddivisa in due parti, ha visto la partecipazione di numerosi Animatori, Educatori e Catechisti dei giovani, ma anche docenti di religione e diversi presbiteri i quali, presso la Chiesa di San Domenico, hanno ascoltato con estrema attenzione le relazioni dei due docenti della Facoltà Teologica Pugliese intervenuti: il prof. don Jean Paul Lieggi e la prof.ssa Annalisa Caputo. I docenti hanno saputo sviluppare in maniera davvero magistrale e con modalità dinamiche, grazie all’usilio di immagini, testi e video, il tema della Ricerca di Dio. Il nostro Vescovo Giuseppe, nel suo saluto iniziale, ha voluto sottolineare l’importanza dell’argomento della serata per la crescita dei giovani ed ha stimolato i presenti ad essere co-responsabili della ricerca di Dio di tutti i ragazzi che si incontrano a scuola o nelle diverse realtà parrocchiali. Dopo i due interventi, tutti i partecipanti si sono spostati in via Argento per la seconda parte dell’incontro: un workshop nella “Cripta di Romualdo” della Basilica Concattedrale della Madonna della Madia. Qui, in piccoli gruppetti, guidati dai referenti dei gruppi diocesani, è stato possibile fare un viaggio nella storia, attraverso millenni compiuti “alla ricerca di Dio”. Nel sito archeologico, curato dall’Associazione culturale

“Pietre vive”, si sono mostrati i resti della Cattedrale romanica, le tombe di un cimitero paleocristiano e i fori delle palafitte risalenti addirittura a 4.000 anni fa. Molto interessante e bella è stata la descrizione di un architrave in pietra (XII secolo) raffigurante il tema della salvezza. Risalendo dal viaggio nella storia, attraverso la sacrestia della Basilica, ci si è ritrovati in un ambiente etereo e molto suggestivo. La chiesa, semibuia e riempita dalla melodia soave e delicata di un’arpa suonata dal vivo, sotto lo sguardo della Vergine della Madia, si è lasciata “scoprire” in totale libertà dai partecipanti che hanno potuto vivere l’esperienza di mettersi in “ricerca”. Il percorso è stato molto intenso per tutti i partecipanti, che si sono lasciati attrarre dai vari angoli della Basilica e dai suoi tesori, come l’Altare dei Martiri, o la Cappella delle travi, fino alla meravigliosa Cappella della Madonna della Madia interamente ricoperta di marmi policromi, con la Riza che ripetutamente veniva fatta abbassare e sollevare per produrre un effetto ancora più suggestivo della vista dell’icona. L’esperienza, sicuramente arricchente, potrà essere ripetuta anche dai gruppi che lo desiderano rivolgendosi all’Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile. Riprendendo le parole del Papa: “Il cristianesimo è grazia, è sorpresa e presuppone un cuore capace di stupore”. La serata che abbiamo vissuto ci ha permesso di toccare ognuno di questi elementi! Luigi Pugliese

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VITA RELIGIOSA

L’inizio delle attività dell’USMI Le religiose della Diocesi insieme per i ritiri mensili

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omenica 8 Ottobre 2017 alle ore 9.00, presso la sede del Seminario Vescovile “San Michele Arcangelo” di Conversano, si è tenuta l’apertura dell’anno pastorale U.S.M.I. della Diocesi Conversano-Monopoli con il ritiro spirituale per tutte le consacrate.

L’incontro è iniziato con il saluto e la presentazione del programma per il nuovo anno pastorale a cura della segretaria dell’U.S.M.I. Diocesana, che ha invitato vivamente tutte le religiose della diocesi a partecipare al ritiro mensile ogni seconda domenica del mese presso l’Oasi di “Santa Maria dell’Isola” . Successivamente mons. Vito Domenico Fusillo, relatore e nostra guida spirituale dei ritiri mensili, dopo l’invocazione allo Spirito Santo ha tenuto la “Lectio divina” e ci ha ulteriormente illustrato le linee pastorali del nuovo anno. Le meditazioni sono state profonde e toccanti, calate nella realtà dell’esistenza e quindi percepite dalla nostra esperienza personale e comunitaria. La mattinata ha avuto seguito con l’Adorazione Eucaristica, il silenzio e il raccoglimento personale, l’adesione al sacramento della Riconciliazione, e si è conclusa con la celebrazione eucaristica e il ringraziamento al Signore per la numerosa partecipazione all’apertura del nuovo anno pastorale 2017 2018. suor Marilou Corvero Luna c.a.e.

La Giornata Pro Orantibus Incontro di preghiera

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l Vescovo Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Giuseppe Favale e il Vicario Generale Mons. Vito Domenico Fusillo e l’U.S.M.I. Diocesana di Conversano-Monopoli, in occasione della Giornata mondiale dedicata alle religiose e ai religiosi di vita claustrale, si sono riuniti in preghiera con la celebrazione dei vespri e celebrazione eucaristica presso il Monastero dell’Immacolata Madre della Chiesa – Castellana Grotte (Ba) dimora delle Monache Benedettine Celestine, guidata da Madre Gertrude Civisca. La Giornata “Pro Orantibus” è legata alla memoria liturgica

della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, perché nell’offerta radicale della Vergine di Nazareth a Dio si riconosce pienamente l’ideale della vita consacrata e invita anche alla preghiera per quanti hanno abbracciato la vita contemplativa e hanno fatto della preghiera la propria missione. Durante l’omelia il Vescovo ringrazia Dio per la presenza orante delle monache contemplative che si consumano al servizio della preghiera ed esorta ai presenti di prendere Maria come maestra di una vita consumata nell’amore e per amore. suor Marilou Corvero Luna c.a.e.

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ANNO ORONZIANO

Anno giubilare oronziano Il programma delle iniziative

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a comunità ecclesiale di Turi, si accinge a vivere un singolare Anno di grazia, in ricordo del 1950° Anniversario del Martirio del suo Patrono, il vescovo Sant’Oronzo, avvenuto in Lecce, all’alba del 26 agosto del 68 d.C.. Per solennizzare l’Anno Giubilare Oronziano, la Santa Sede – a seguito di specifica richiesta, avanzata dall’Arciprete di Turi, Don Giovanni Amodio ed avallata dal nostro Vescovo, S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Favale – ha concesso, tramite la Penitenzieria Apostolica, l’Indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, da lucrarsi da tutti coloro che (confessati, comunicati e pregando secondo le intenzioni del Sommo Pontefice) visiteranno – dal 3 dicembre 2017 al 28 ottobre 2018 – la chiesa e la sottostante Grotta, dedicate a Sant’Oronzo. Lo stesso privilegio è stato esteso alla Chiesa Madre, durante la celebrazione della sacra Undéna, dal 15 al 27 agosto 2018. L’Anno Oronziano, si aprirà, dunque, con solenne rito, nel pomeriggio del 3 dicembre 2017, Prima Domeni-

ca di Avvento e culminerà il 26 agosto 2018, con la Festa Patronale. Per questo Evento straordinario, che desidera abbracciare tutta la Diocesi di Conversano-Monopoli, si stanno, ovviamente, programmando celebrazioni, manifestazioni culturali, giornate di studio e altre iniziative, che il Gruppo di Lavoro, appositamente costituito, sta tuttora calendarizzando. Ne sarà data notizia, di volta in volta, attraverso Impegno. Vi invitiamo e aspettiamo tutti a Turi, per visitare la Grotta, pregare, meditare e festeggiare insieme Sant'Oronzo, che, per primo, ed a prezzo della vita, ci ha fatto dono inestimabile della Fede in Cristo Gesù. Il Gruppo di Lavoro

Convegno Diocesano di Mariologia a Monopoli Per il IX Centenario dell’approdo della Sacra icona della Madia

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rande partecipazione di fedeli per il Convegno Diocesano di Mariologia organizzato a Monopoli nell’ambito delle iniziative per il IX Centenario dell’approdo della Sacra icona della Madia. Tre intense giornate di riflessione e di studio pensate per aiutarci a riscoprire la figura di Maria nel nostro tempo, attraverso un approccio teologico e sociale e per approfondire i vari aspetti della pietà popolare legati al culto mariano. Il prof. Michele Antonio Ziccheddu, teologo e iconografo, durante la prima serata ha affrontato il tema dell’iconografia nella storia della Chiesa e di come nel tempo è cambiato l’utilizzo delle sacre icone. Circa l’icona della Vergine della Madia ha confermato essere di scuola costantinopolitana databile, molto probabilmente, fra l’undicesimo ed il dodicesimo secolo. Il prof. Roberto Cipriani, ordinario di Sociologia all’Università Roma Tre, ha anno 22 • n. 10

evidenziato l’intreccio di relazioni fra fede, devozione e tradizione del culto mariano nella nostra società. Analizzando i dati relativi ad alcune indagini sociologiche riguardanti la religiosità in Italia, ha potuto affermare che il culto di Maria è ancora ben presente. L’ultima sera il prof. Salvatore Perrella, docente di Teologia dogmatica e Mariologia attraverso l’indicazione di alcuni brani biblici, ci ha aiutato a cogliere il valore di Maria nella storia della Salvezza, sottolineando come il culto mariano deve necessariamente fondarsi sulla Parola di Dio, altrimenti il rischio è quello di cadere nella superstizione devozionale. Il Vescovo Favale concludendo i lavori del convegno si è complimentato con i relatori e gli organizzatori per aver pensato “Un percorso che ci ha portato a contemplare innanzitutto l’icona della Madonna della Madia. E ci ha aiutato a

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econdo la Passio oronziana, Egli nacque in Lecce, da una famiglia patrizia. Convertitosi al cristianesimo verso l’anno 58 d.C., ad opera di un discepolo di Paolo di Tarso, di nome Tito Giusto, cambiò il proprio nome da Publio in ORONZO, che, secondo antiche accezioni, ha il significato di “rinato”, “risorto”. Tito Giusto tornò a Lecce e lo portò con sé a Corinto, per presentarlo a San Paolo, che lo consacrò primo vescovo della Japigia (l’odierna Puglia), dandogli quale compagno di apostolato il laico Giusto. Tornati nel Salento, predicarono Cristo e convertirono tanti. Scatenatasi l’atroce persecuzione, decretata dell’imperatore Claudio Nerone (64 d.C.), essi furono esiliati ed intrapresero, così, un lungo viaggio missionario, che li portò in vari città e villaggi della Puglia e della Lucania. Stettero ad Ostuni, poi a TURI. Qui trovarono rifugio nella GROTTA, che da Lui prese il nome. Dalla nostra cittadina si recarono a Siponto poi anche in Lucania e a Taranto, per tornare, quindi, a Lecce. Li furono entrambi arrestati e condannati a morte. La sentenza fu eseguita dopo undici giorni di vessazioni, nelle campagne di Lecce, presso l’attuale santuario di “Sant’Oronzo fuori le Mura”, appunto il 26 agosto del 68 d.C. Turi lo proclamò suo Patrono nel 1731.

IX CENTENARIO leggere la presenza di Maria nella storia dell’umanità e delle comunità cristiane”. Sabato 18, presso la Basilica Cattedrale di Monopoli, si è svolta la Celebrazione Eucaristica conclusiva presieduta da S.E.R. Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo-Prelato di Pompei. Anna Maria Pellegrini

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Confraternita Maria SS. Addolorata di Noci: 2007-2017 Un traguardo da celebrare

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uest’anno è molto caro alla nostra Confraternita perché ricorre il X anniversario della sua rifondazione. La Confraternita Maria SS. Addolorata di Noci ha alle sue spalle una storia plurisecolare, infatti fu istituita il 17 settembre del 1747. Inoltre, ha avuto la grazia di essere fondata dal Servo di Dio Padre Raffaele Manca S. J., che giunse a Noci nel 1735 per predicare delle missioni e dare nuovo impulso alla vita spirituale, al Paese. Nel mese di ottobre, in cui ricorre il giorno della morte di P. Raffaele, ci siamo recati, per la prima volta, a Torricella (TA) per un pellegrinaggio sulle orme del nostro fondatore e insieme ai cittadini torricellesi, custodi delle reliquie del Servo di Dio, abbiamo pregato fraternamente. La rifondazione della Confraternita è avvenuta il 13 giugno 2007. La volontà di rifondarla è nata dalla necessità di riappropriarsi dell’antico ardore religioso che animò i primi confratelli e dalla necessità di creare un’associazione che potesse

costituire un’oasi di crescita di fede e che potesse servire il territorio con il suo operato. In questi dieci anni ci siamo occupati sia di culto che di cultura. Oltre alla cura dei riti e delle tradizioni legate alla vita religiosa nocese, abbiamo avviato una serie di opere di restauro e di promozione culturale e artistica. Nel 2011, grazie all’interesse del mio predecessore, il prof. Pierluigi Perrone, e al generoso finanziamento della Cassa di Risparmio di Puglia, è stato avviato il restauro della Chiesa del Carmine, la nostra sede, che dopo due anni è tornata a splendere nel-

la sua bellezza originaria. Altre iniziative sempre in questo campo sono state il restauro della tela seicentesca raffigurante la Madonna del Carmine e quello dell’antico gruppo statuario di Sant’Antonio che dà il pane ai poveri. In ambito culturale, inoltre, la Confraternita negli anni ha promosso diverse conferenze storiche e artistiche sul territorio, ultima è stata quella sulla figura di P. Raffaele Manca. Infine, a mio parere, è stata fondamentale la collaborazione con l’ambito parrocchiale che ha permesso, con il tempo, di far conoscere sempre più la Confraternita non come una realtà isolata, chiusa nei retaggi del passato, ma come un’associazione “giovane” che sa guardare al futuro nel solco della tradizione, imparando anche ad aiutare i nostri fratelli in difficoltà non solo dal punto di vista materiale, ma anche e soprattutto da quello spirituale. Emilio Mastropasqua

OrAscolta… il progetto degli oratori A.N.S.P.I. Il cammino diocesano della nostra associazione

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a quasi un anno il nuovo direttivo zonale della nostra diocesi è all’opera per sostenere e rendere qualitativamente superiore la proposta dei 14 oratori presenti sul territorio. È un lavoro di coordinamento, che è partito dalla lettura delle varie realtà, attraverso i rappresentanti di ogni oratorio di cui è composto il direttivo, e la rilevazione dei bisogni di tutti gli associati. In questi mesi ha iniziato a prendere forma il progetto formativo che come zonale si intende portare avanti nei prossimi anni. Una formazione continua che permette, agli animatori ed educatori presenti nei nostri oratori, di esplicitare l'intenzionalità educativa di tutte le tecniche e i linguaggi comunicativi tipici dell’ambiente Anspi. Già vari appuntamenti formativi – vissuti a Castellana Grotte e Cozzana nel mese di Giugno e Monopoli a Ottobre – hanno segnato il calendario come tempo opportuno e proficuo da dedicarsi per cogliere gli obiettivi di una proposta educativa estiva con Momo, attraverso il sussidio per il Grest, e invernale col sussidio OrAscolta, che nei ritmi settimanali intende portare avanti. Un’altra occasione formativa è stata vissuta il weekend 25/26 novembre presso Villa Speranza in Ostuni: un corso intensivo dedicato agli animatori per riscoprirsi chiamati a tale vocazione, per definire l’identikit dell’educatore e per riscoprire le buone prassi oratoriali da mettere in pratica nel proprio servizio. Un altro progetto formativo in cantiere è previsto nel periodo primaverile sul tema della presenza delle famiglie in oratorio – tema già intrapreso nello scorso anno e che giungerà ad un seconda fase di sviluppo. In questo anno pastorale il tema delle attività invernali, che 8

l’oratorio Anspi percorrerà, è quello dell’Ascolto, come già il titolo del sussidio OrAscolta ci suggerisce. L’icona biblica di riferimento è il brano evangelico della visita di Maria ad Elisabetta. Maria che ascoltando le parole dell’Angelo velocemente si mette in cammino verso la casa di sua cugina. Maria, in tal modo, è l’immagine perfetta di chi sa ascoltare, cioè accoglie con attenzione quel messaggio e lo fa diventare vita. Una parola proferita che diventa disponibilità al servizio di Dio. In questo mondo in cui viviamo ascoltare è diventata una sfida innovativa. Sfida poiché chiede di mettere da parte la pretesa di possedere tutta la verità e la conoscenza per aprirsi ad un confronto con l’altro, il mondo e Dio per crescere nell’amore reciproco e nella santità. Pertanto, il sussidio presenta, di settimana in settimana, il Vangelo della domenica con una riflessione e delle attività, giochi e tecniche tipiche dell’Anspi, piccoli esercizi per allenarci alla palestra della Parola di Dio. Non mancheranno, anche in questo anno, delle proposte sportive: in fase di progettazione vi è un torneo zonale di calcio e di pallavolo. Infine, stiamo organizzando la seconda edizione della festa zonale degli oratori, ad Aprile, con tanti giochi, divertimento e voglia di essere un’unica famiglia. L’oratorio, così come lo pensiamo noi, è il tempo e lo spazio dove la grande ‘famiglia’ parrocchiale si incontra, dove nel dialogo tra generazioni si mettono le basi per una crescita umana e spirituale comune, dove si prepara il terreno per una nuova semina di Dio. don Mario Lamorgese anno 22 • n. 10


APOSTOLATO BIBLICO

“Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1, 1) Presentazione del Vangelo di Marco

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l Vangelo di Marco ci accompagnerà in questo nuovo Anno Liturgico. È il più antico dei Vangeli presenti nel canone del Nuovo Testamento. Scritto in un greco elementare, poco ricercato, il Vangelo predilige termini concreti, ricorrendo a un linguaggio più sobrio rispetto agli altri. Secondo la testimonianza di Papia di Gerapoli (prima metà del II sec.) e attraverso l’analisi interna al testo è possibile affermare che fu scritto da un certo Marco o meglio Giovanni Marco, d’origine giudaica. Questi conosceva il greco e l’aramaico, e aveva familiarità con le tradizioni e le consuetudini giudaiche del tempo, sebbene in molti casi debba tradurle e spiegarle a causa dei destinatari. Così, ad esempio, in Mc 7, 2-4: 14, 9 (cfr. anche 7, 11.14-23). Inoltre, dove ricorrono termini in lingua aramaica, questi vengono tradotti (Mc 3,17; 10, 46; 11, 9-10; 14,36.45; 15,22.34) così come per alcune parole latine che vengono traslitterate in greco o costruzioni latine e, ancora, parole greche che vengono tradotte in latino (Mc 12,42; 15,16). La datazione oscilla tra il 65 e il 70 d.C.: i destinatari sembrano attendere come imminente la venuta nella gloria del Signore (Mc 13), attesa quest’ultima che solo più tardi tenderà ad affievolirsi a causa del ritardo. Il rimando a un clima di persecuzione (Mc 8, 34-9, 1; 13, 9-13) fa pensare che l’evangelista scrisse il suo Vangelo in un momento di particolare avversione per la sua comunità. In Mc 13, 5-8 si richiamano guerre, pestilenze e terremoti che sembrano riflettere la situazione degli 60 del I sec. d.C. Il luogo della stesura, prestando fede alla testimonianza di Papia, è Roma. Su quest’ultimo, poi, anche i dati che si desumono dal testo sembrano confermarlo. Ed è proprio il contesto romano a determinare lo scopo del vangelo. In un ambiente ostile (persecuzione di Nerone) è facile venir meno alla fede in Gesù, per questo l’intento dell’evangelista è di confortare e consolidare la fede principiante dei credenti di Roma. Immersi come erano in uno spazio-tempo pagano, tra celebrazioni imperiali, fasti e culto degli dèi, i credenti sono invitati a fissare il proprio sguardo su Gesù per conoscerlo sempre di più e seguirlo fino ai piedi della croce, giungendo così a fare la propria professione di fede in colui che vince la morte.

I singoli episodi non sono giustapposti, come potrebbe apparire a una prima lettura, ma sono parte di una narrazione ben organizzata. Quest’ultima è finalizzata a porre al centro Cristo Gesù, Figlio di Dio! Intorno ai due titoli cristologici ruota tutta la struttura del Vangelo. Per questo motivo è possibile individuare, in linea di massima, la seguente composizione: 1. Introduzione e antefatti (Mc 1, 1;15); 2. Predicazione del regno (Mc 1, 16; 8, 26) che prepara la confessione messianica di Pietro “Tu sei il Cristo” (Mc 8, 27-33); 3. Viaggio e ministero di Gesù a Gerusalemme (Mc 8, 34; 15, 41) che conduce fino alla passione-morte, riconoscendo nel crocifisso il “Figlio di Dio” (Mc 15, 39); SepolturaRisurrezione e Conclusione (Mc 15, 42; 16, 20). Il contenuto della missione di Gesù è l’irruzione del regno di Dio. Il Messia confessato non è potente e glorioso, ma umiliato e sofferente. La croce svelerà tutto di lui. L’identità di Gesù, in quanto Messia e Figlio di Dio, s’intreccia con l’esperienza dei discepoli: la prima fonda la seconda. La domanda su Gesù suscita e motiva la sequela dei discepoli.

don Leo Giuliano

Distribuzione del Vangelo di Marco nel Lezionario Domenicale-festivo Tempo di Avvento I Domenica: Mc 13, 33-37; II Domenica: Mc 1, 1-8 Tempo di Natale Battesimo del Signore: Mc 1, 7-11 Tempo di Quaresima: I Domenica: Mc 1, 12-15; II Domenica: Mc 9, 2-10; Domenica delle Palme: Commemorazione dell’Ingresso: Mc 11, 1-10; Messa: Mc 14, 1-15, 47 Tempo di Pasqua Ascensione del Signore: Mc 16, 15-20 Tempo Ordinario; Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: Mc 14, 12-16.22-26; III Domenica: Mc 1, 14-20; IV Domenica: Mc 1,21-28; V Domenica: Mc 1, 29-39; VI Domenica: Mc 1, 40-45; VII Domenica: Mc 2, 1-12; VIII Domenica: Mc 2, 18-22; IX Domenica: Mc 2,23-3,6; X Domenica: Mc 3, 20-35; XI Domenica: Mc 4, 26-34; XII Domenica: Mc 4, 35-41; XIII Domenica: Mc 5,21-43; XIV Domenica: Mc 6,1-6; XV Domenica: Mc 6, 7-13; XVI Domenica: Mc 6,30-34; XXII Domenica: Mc 7, 1-8.14-15.2123; XXIII Domenica: Mc 7, 31-37; XXIV Domenica: Mc 8,27-35; XXV Domenica: Mc 9,30-37; XXVI Domenica: Mc 9, 3843.45.47-48; XXVII Domenica: Mc 10, 2-16; XXVIII Domenica: Mc 10,17-30; XXIX Domenica: Mc 10,35-45 ; XXX Domenica: Mc 10, 46-52; XXXI Domenica: Mc 12, 28b-34; XXXII Domenica: Mc 12, 38-44; XXXIII Domenica: Mc 13, 2

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VOCI DAL SEMINARIO

Se non è divertente non è sostenibile! Un esperienza di gioia e di formazione per la vita

“Il Signore mi diede dei fratelli”. È questo il tema della traccia formativa di quest’anno del nostro Seminario Regionale, un tema che è immagine concreta della nostra comunità, formata da centottant’otto giovani provenienti dalla nostra regione in discernimento vocazionale e in preparazione ad un eventuale ministero presbiterale a servizio delle nostre diocesi. “Mi diede dei fratelli”; siamo tanti giovani che non hanno scelto con chi stare non hanno scelto quali fratelli mettersi accanto, ma è il Signore che “mi diede” dei fratelli con i quali essere immagine splendente della comunità d’amore che nel Signore deve fondarsi e motivarsi. Di fondo però c’è la diversità di ciascun individuo, al quale il Signore ha donato dei carismi e dei talenti che non necessariamente sono di natura pratica, ma che tutti devono concorrere per il bene dei fratelli. Ecco allora che l’équipe formativa del seminario, ha pensato di proporre un’esperienza concreta che mettesse alla prova il nostro essere comunità e che allo stesso tempo ci motivasse nel crescere insieme per mettere in comune le capacità di ciascuno, pratiche e meno pratiche, per costruire il gruppo, la famiglia, la comunità di cui siamo parte, ma dalla quale spesso ci assentiamo estraniandoci nelle nostre idee e nei nostri pensieri. Tutto questo è stato possibile grazie “all’OASIS GAME”, un progetto con una sua metodologia nato in Brasile, che ha come obiettivo il lavoro collettivo e la facilitazione dei processi comunitari. Sono stati in mezzo a noi sette “facilitatori”, che sono degli esperti di questo progetto e di questi processi educativi, i quali hanno seguito i singoli gruppi di lavoro in vista della ristrutturazione delle sale dei singoli gruppi, che doveva essere operato direttamente da noi stessi seminaristi. Prima di passare alla fase pratica del progetto, è importante sottolineare che in tre incontri i facilitatori hanno cercato di “formare” i singoli gruppi al progetto con il suo relativo fine per il massimo risultato, che evidentemente non erano i restauri ma il lavoro di gruppo e comunitario. il progetto in sé, si fonda su

sette passi, che costituiscono la filosofia di base dell’operare: OSSERVAZIONE APPREZZATIVA, guardare all’abbondanza dove gli altri vedono la scarsità; AFFETTO, per creare relazioni piuttosto che paure e giudizi; SOGNO, che costituisce la base per il cambiamento; PRENDERSI CURA, di se stessi e degli altri, perché la gente vuole partecipare se il processo è soddisfacente; AZIONE, che si concretizza nel lavoro pratico per rendere possibile l’impossibile; CELEBRAZIONE per riconoscere e celebrare il contributo di tutti e di ciascuno; RI-EVOLUZIONE, si apre un nuovo ciclo di sogni e trasformazioni. Gli incontri formativi tenuti dai facilitatori ci hanno aiutati ad entrare nei singoli passi attraverso un lavoro fatto su noi stessi e sul gruppo e attraverso delle attività molto pratiche e laboratoriali che hanno contribuito a perfezionare l’essere del gruppo. Siamo passati poi alla fase della progettazione del restauro in sé, cercando di mettere in equilibrio i sogni che ciascun componente del gruppo ha espresso e di qui poi il mandato dei facilitatori per cercare tutto il materiale utile alla realizzazione del progetto possibilmente a costo zero, quindi tutto attraverso donazioni materiali che avremmo potuto trovare. Ad ogni gruppo è stata data una piccolissima somma di denaro al quale si sarebbe potuti attingere in caso di necessità. La sfida era lasciare intatta la somma che a fine lavori sarebbe stata data in beneficienza, come poi è avvenuto. Dopo la fase di ricerca dei materiali siamo passati al lavoro pratio effettuato in sole dieci ore. Il risultato esteriore è stato eccellente. La particolarità sta nel fatto che adesso ogni sala è immagine del gruppo che l’ha realizzata e in ognuna di esse, ogni suo abitante potrà specchiarsi in quel lavoro fatto dalle proprie mani. Il frutto più bello è stato quello di intessere relazioni molto più vere e profonde con persone che sono al nostro fianco con le quali viviamo ma che spesso in cuor nostro non abbiamo mai considerato. E allora a conclusione dei lavori possiamo dire con una sola voce:“Quanto è bello e soave che i fratelli vivano insieme”. Giuseppe Cantoro

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MEMORANDUM

VIVERE IN

XXII CONCORSO DI PRESEPI Con Gesù per tracciare nuovi sentieri

l Concorso di Presepi promosso dal Movimento di Spiritualità “Vivere In” per l’anno 2017 viene proposto a tre settori: —settore Famiglia, ambito di accoglienza armoniosa e serena; —settore Istituzioni (parrocchie, associazioni, comunità, attività commerciali) ambito di accoglienza e armonia fra tutte le classi sociali; —settore Scuola, ambito di sviluppo socio-intellettuale.

www.vivere.in

Il Concorso è finalizzato alla raccolta di fondi per le missioni di solidarietà realizzate dal Movimento “Vivere In”.

seguici su

Appuntamenti Dicembre 2 19,00 3

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Gennaio 1 11,30 6

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Celebrazione per la discesa dell’Icona della Madonna della Madia – Concattedrale, Monopoli Apertura anno oronziano – Parrocchia Matrice, Turi Apertura giubileo parrocchiale – Parrocchia S. Filippo Neri, Putignano Giornata di ritiro e di fraternità per i diaconi permanenti C.da S. Bartolomeo – Monopoli Festa di S. Lucia Messa – Chiesa S. Lucia, Monopoli Messa – Cattedrale, Conversano Ritiro del Clero – Concattedrale, Monopoli Solenne pontificale presieduto da S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Francesco Monterisi, inviato speciale di Sua Santità Concattedrale – Monopoli Solennità della Madonna della Madia Patrona della città di Monopoli e della Diocesi Approdo della venerata icona – Cala Batteria, Monopoli Solenne pontificale presieduto da S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Francesco Monterisi, inviato speciale di Sua Santità Concattedrale, Monopoli Messa per il 30° anniversario di morte del diac. Pasquale Topputi – Parrocchia S. Maria del Carmine, Monopoli Il vescovo celebra la S. Messa nella Notte di Natale Cattedrale, Conversano Il vescovo celebra il Solenne Pontificale nel Giorno di Natale Concattedrale, Monopoli Celebrazione del Te Deum – Cattedrale, Conversano

Il vescovo celebra il Solenne Pontificale nella Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio – Concattedrale, Monopoli Il vescovo celebra il Solenne Pontificale dell’Epifania Concattedrale, Monopoli

È disponibile, dal 27 ottobre scorso, la pagina Facebook della nostra diocesi. Uno strumento che permetterà una più ampia comunicazione della vita diocesana nell'immenso scenario del web. Circa novecento utenti si sono iscritti in questi pochi giorni e, grazie alle condivisioni, oltre un migliaio hanno visualizzato i vari contenuti. Molto apprezzate le dirette video del Convegno dei Catechisti e del Convegno di Mariologia svoltisi a Monopoli e che continuano ad essere disponibili sulla pagina. Chiunque si può iscrivere digitando su Facebook: Diocesi Conversano – Monopoli

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Impegno dicembre 2017  
Impegno dicembre 2017  
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