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Anno XXVII - no 5 Settembre/Ottobre 2013

Via Palmieri, 47 Milano - Spedizione in abbonamento postale - 45% - art.2 comma 20/b legge 662/96 - Fil .di Milano


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ADERENTE ALLA FEDERAZIONE MONDIALE DELLE ASSOCIAZIONI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI (F.W.V.F.A.)

S ETTEMBRE /OTTOBRE 2013

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RIVISTA UFFICIALE DELLʼASSOCIAZIONE NAZIONALE VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI

Direttore Responsabile Antonio Ascanio MANGANO Segreteria Editoriale Fabio MARANGONI

Comitato di Direzione PRESIDENTE NAZIONALE: Roberto MUGAVERO PRESIDENTE DʼONORE: Gino GRONCHI VICE PRESIDENTI NAZIONALI: Luca BONELLO, Rolando FAGIOLI e Giuseppe PARRINELLO CONSIGLIERI NAZIONALI: Lorenzo AROSIO, Sergio AURELI, Claudio BALLESIO, Paolo BARBIN, Alberto BIDDOCCU, Diego CORIASCO, Erminio CAPPARONI, Paolo CORBETTA, Giancarlo GIACHINO e Damiano LANDI.

Inviato di Redazione Francesco MAZZILLI

Impaginazione e Grafica SATECO sateco.tel@fastwebnet.it

Editore incaricato, ufficio abbonamenti Sede centrale Sicurezza Aziendale s.r.l. Via Palmieri, 47 - 20141 Milano tel. 02/89.500.256 - fax 02/89.500261 Agenzie per lʼItalia CEAT tel. 02/89.500.256 DIFFUSIONE S.M. tel. 055 2590284 Stampa: LITOGRAFIA STEPHAN – GERMIGNAGA (VA) Abbonamenti: Gratuita a Comandi e Distaccamenti dei VV.F. Sostenitori € 70,00 Benemerito da € 70,00 in su Una copia € 8,00 Arretrati € 10,50

L’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari è estranea alla gestione economica della rivista. Gli articoli firmati corrispondono al pensiero dell’articolista e non impegnano né la Rivista né l’Associazione. La Redazione si riserva il diritto di rifacimenti e correzioni di quegli articoli che a sua discrezione riterrà opportuno modificare. E’ vietata la riproduzione anche parziale di articoli, fotografie, disegni qui pubblicati, Il personale addetto alla raccolta di abbonamenti, non appartiene al Corpo Nazionale VV.F.

Garanzia di riservatezza per gli abbonati L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilita di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione, scrivendo a: Sicurezza Aziendale srl - Via Palmieri, 47 20141 Milano. Le informazioni costudite nell’archivio elettronico dell’Editore saranno utilizzate al solo scopo di inviare la rivista o comunicazioni concernenti l’abbonamento (Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali). Pubblicità Inferiore al 70%

Aut. Trib. Milano n. 855/89

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DI COPERTINA PER GENTILE CONCESSIONE

FSP (FEDERAZIONE SVIZZERA DEI POMPIERI) RADUNO INTERNAZIONALE DI INTERLAKEN.

EDITORIALE DEL PRESIDENTE

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EDITORIALE [A LATO]

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IL CAPODISTACCAMENTO DI BONDENO DECORATO CAVALIERE

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POMPIERI DATUTTO IL GLOBO IN SVIZZERA PER IL RADUNO

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MUGAVERO A COLLOQUIO DAL NEO CAPO DIPARTIMENTO

NON CADIAMO NELLʼEQUIVOCO DELLʼ ”INSUBORDINAZIONE“ !

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SCIENZA DELLE COSTRUZIONI E SQUADRE VVF

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ENNA: IL RUOLO DEI VVFVV NELLA GESTIONE DEL STU

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TREVIGLIO: CONCERTO ESTIVO DELLA BANDA DEL CNVVF CAMBIA LA LEGGE SULLA PROTEZIONE CIVILE

SPECIALE VIA PALESTRO

IN MEMORIA DI MAURIZIO BERARDINUCCI

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NO A 500MILA EURO PER LE VISITE MEDICHE DEI VVF VOLONTARI

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VVFVV ASOLANI AMPLIANO LA CASERMA, MA ANCHE LE VEDUTE

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IL CAMPIONE MONDIALE DI CANOTTAGGIOÈ UN VFV

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GARA DʼANTICHE POMPE A MANO

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RECENSIONI: SPEGNERE, SCAVARE, SALVARE

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VALLE DʼAOSTA - UN UNICO CORPO VVF

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Via Palmieri, 47 - Spedizione in abbonamento postale - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Fil. di Milano


EDITORIALE

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La ripresa delle attività subito dopo la pausa estiva, che ha comunque visto i Vigili del Fuoco volontari ininterrottamente impegnati nel presidio e nella garanzia del soccorso tecnico urgente sul territorio, è stata caratterizzata essenzialmente da tre importanti eventi. Primo tra tutti l’incontro con il nuovo Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Prefetto Alberto di Pace, durante il quale sono state presentate le strategie, iniziative ed obiettivi dell’attività associativa assieme ad un esame dello stato relativo alla componente volontaria VVF. A tale proposito l’Associazione ha manifestato piena disponibilità alla collaborazione per il necessario contributo nella crescita e nello sviluppo del volontariato dei Vigili del Fuoco anche attraverso la prosecuzione dell’ormai decennale politica di impegno finanziario dell’ANVVFV la quale, grazie all’infaticabile ed insostituibile attività di Vigili, Soci, Delegazioni e Sezioni, contribuisce al sostegno delle attività svolte nei Distaccamenti volontari del Corpo attraverso la cessione in comodato d’uso o donazione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti ed il finanziamento di iniziative sempre legate alle attività dei VVF volontari. Nell’incontro è stato anche sottolineato come, una delle cause dell’attuale situazione di disagio, sia dovuta altresì ad un impianto normativo complesso e stratificato spesso non aderente, in termini di flessibilità ed adeguatezza, alle reali esigenze della componente volontaria dei Vigili del Fuoco e per le quali urgono delle idonee politiche di sviluppo ed innovazione. Il secondo evento da segnalare è stato lo svolgimento di una riunione del Coordinamento Regionale Associativo della Sicilia in occasione del Convegno, organizzato dalla Sezione Provinciale ANVVFV di Enna e a cui hanno partecipato diversi componenti del Consiglio Nazionale, dal titolo “Il ruolo dei Vigili del Fuoco Volontari nella gestione del Soccorso Tecnico Urgente Proposte e Azioni Migliorative”. L’incontro, oltre ad essere un’occasione di confronto, scambio e dibattito, ha sottolineato la vivacità, la vitalità ed il dinamismo della componente volontaria VVF in luoghi, come appunto la Sicilia ma come tutto il meridione del nostro paese più in generale, nei quali solo fino a 15 anni fa risultava impensabile la presenza del nostro volontariato. Ciò testimonia quindi che, anche se con grande sforzo ed impegno, una politica di crescita dei Vigili del Fuoco volontari sul territorio sia non solo possibile ma molte volte attuabile con risultati molto più incoraggianti di quanto atteso. L’ultimo evento, ma sicuramente non per importanza, è stato lo svolgimento del 6° Campionato Italiano VVF di Calcio dedicato alla memoria del Vigile del Fuoco Volontario Francesca Passini, Capo Distaccamento della Sede di Pievepelago, Comando Provinciale VVF di Modena, deceduta in servizio in un incidente stradale l’1 aprile 2012. L’evento, durante il quale grande partecipazione e vicinanza è stata tributata dal Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Prefetto Alberto Di Pace, e dai colleghi tutti del Corpo, a partire da quelli del Comando Provinciale modenese, ha dimostrato ai nostri occhi quello che è ovvio ma che molte, troppe volte, dimentichiamo: che i Vigili del Fuoco, permanenti e volontari, sono veramente una grande famiglia dove insieme si opera, si vive, ci si confronta e si discute ma nella quale si sa anche essere profondamente uniti nell’affrontare le difficoltà ed il dolore come quello della perdita di un collega.

w w w. a n v v f v. it Francesca, come i tanti Vigili permanenti ma anche volontari caduti in servizio in questi anni, ha testimoniato con la sua vita una passione ed un sacrificio che difficilmente possono essere spiegati a parole ma che ogni Vigile del Fuoco ben conosce e sente profondamente dentro di sé. Per questo a Francesca e tutti i colleghi scomparsi dobbiamo un concreto tributo: svolgere con sempre maggior impegno, responsabilità e determinazione il nostro servizio affinché gli ideali, per i quali hanno lottato, sia coloro che ci hanno preceduto sia quelli che sono scomparsi, possano vivere per sempre. Roberto Mugavero

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Mentre stiamo per chiudere l’edizione, apprendiamo che, dopo lunga agonia, è deceduto il vigile permanente Maurizio Berardinucci, quarantasettenne gravemente ferito in seguito all’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio a Città Sant’Angelo, nel pescarese. Era uno dei fondatori del distaccamento volontario di Montesilvano. Un abbraccio alla famiglia e ai colleghi. Siamo stati ospiti dei cugini valdostani che – a Fénis, Comunità Montana Monte Emilius – si sono riuniti per l’annuale assemblea. Riconfermata da tutti, in primis dal governatore Rollandin e dal Comandante dei VVF, lʼunicità del Corpo Valdostano dei Vigili del fuoco, nelle due componenti, professionale e volontaria.

A Troina, nel messinese, un convegno sul volontariato pompieristico: in Sicilia, nellʼarco di 15 anni, sono stati aperti e resi operativi 18 distaccamenti di VVF volontari a tutela della popolazione. Ci sono speranze di servire meglio i cittadini delle zone ancora sguarnite del resto della Penisola? Con la collaborazione della Federazione Svizzera dei Pompieri (FSP) un saggio sulla scienza delle costruzioni rapportata all’intervento di soccorso antincendi. Sempre gli elvetici – a Interlaken – hanno organizzato il secondo imponente raduno internazionale di pompieri: a issare bandiera e scala italiane, cʼerano i cugini VVF volontari del Trentino. Buona lettura Ascanio

direttorevfv@me.com twitter@pompieri

https://www.facebook.com/pompieri.vfv

h t t p s : / / t w i t t e r. c o m / p o m p i e r i

Hanno collaborato: Federico Cecchetti, Clara Rùsi, Marc Knöri, Clara Rüsi, Francesco Mantineo, Alessandro Cecutta, Sergio Salemi, Federico Baldassari, Andrea Rabbolini e Matteo Pettigiani.

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EDITORIALE [ A LATO ] EDITORIALE [ A LATO ] EDITORIALE [ A LATO ]

Cari lettori/pompieri, come promesso, in queste pagine troverete uno speciale sulla strage di via Palestro: dopo vent’anni, i racconti dei colleghi, le comunicazioni di sala operativa, le testimonianze dei primi soccorritori. Tre VVF, un vigile urbano ed un venditore ambulante vittime di una strage mafiosa volta a ricattare lo Stato.

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menti volontari (Arruolamento di neo personale volontario, visite mediche, situazione previdenziale, corsi di formazione per neo VVFVV e patenti di guida, ecc.)

· Sullʼimpellente necessità di convocare lʼAssociazione in seno alla Commissione Mista (Dipartimento VVF/Associazione) per approfondire quanto sopra e per collaborare alla stesura definitiva del nuovo Regolamento che dovrà sostituire il DPR 76/2004.

Mugavero a colloquio dal neo Capo Dipartimento Ad un mese dal proprio insediamento, il Prefetto Di Pace ha convocato il presidente dellʼANVVFV Roberto Mugavero. I due hanno discusso delle principali problematiche inerenti il volontariato VVF e sulla

necessità dʼidonee politiche di carattere legislativo e tecnico-organizzativo. a cura di Fabio Marangoni – Segretario Generale ANVVFV

IL

10 settembre il Presidente Roberto Mugavero ed il vice Presidente Rolando Fagioli sono stati ricevuti dal neo Capo Dipartimento Pref. Alberto DI PACE in un incontro che inizialmente doveva essere “conoscitivo” ma che successivamente si è dilungato affrontando, in via generale, alcune problematiche del personale volontario.

Nell’incontro, durato circa un’ora e mezza, è stata sottolineata la disponibilità dell’Associazione a collaborare con il Dipartimento soprattutto in veste di risorsa competente per le problematiche del Corpo nazionale e più in particolare per quelle inerenti il volontariato VVF ·

Sulle principali criticità gravanti sui distacca-

Il Capo Dipartimento è stato pertanto informato:

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· Sui cospicui finanziamenti che lʼAssociazione (pel tramite dei Distaccamenti/Delegazioni e Sezioni) destina al Ministero dellʼInterno sotto forma di automezzi, materiali ed attrezzature e formazione. Questo aspetto ha suscitato stupore nel pref. Di Pace che ha sostenuto di essere completamente allʼoscuro di quanto e quale fosse lʼimpegno finanziario dellʼANVVFV a sostegno dei VVF e, per questo, ha chiesto in tempi bevi una dettagliata relazione sui quanto da noi fatto a favore del CNVVF negli ultimi anni. ·

Sulle problematiche legate


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allo svolgimento del servizio di soccorso (carenza di volontari e di autisti, insufficienza di personale operativo qualificato – es. CSV –)

· Sulla non omogenea applicazioni delle disposizioni del Dipartimento, e più in generale su articoli di legge, da parte dei singoli Comandi provinciali.

E’ stato detto al Prefetto che una delle cause di tale situazione è da identificarsi essenzialmente in un impianto normativo e regolamentare della componente volontaria VVF stratificato, complesso e molto spesso non più aderente, in termini di flessibilità, adeguatezza e rispondenza, alle reali e correnti necessità. Per questo è stata ribadita la necessità di una reale e concreta strategia, sia nello sviluppo sia nell’organizzazione e nel funzionamento della componente volontaria del Corpo Nazionale, attraverso idonee politiche di carattere legislativo, normativo e tecnicoorganizzativo che possano innovare questo peculiare,

unico e particolarissimo tipo di volontariato svolto all’interno di un Corpo dello Stato. Al termine dell’incontro da entrambe le parti è stata manifestata la volontà di indire un nuovo appuntamento ove si possano definire in concreto le azioni per un effettivo rilancio della nostra componente. Prima dell’incontro con il Prefetto di Pace il Presidente Mugavero ed il Vice Presidente Fagioli hanno avuto un incontro con l’Onorevole Giuseppe Zamberletti il quale ha ribadito il proprio sostegno al volontariato dei Vigili del Fuoco quale efficacissima e ottimale risposta alle esigenze di un capillare e rapido intervento e soccorso a favore della popolazione in caso di emergenza sull’intero territorio nazionale.

Le immagini sono relative all’addestramento iniziale del corso base 120 ore.

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Repubblica che accompagna la decorazione a Cavaliere della Repubblica assegnata a Michele Marchetti, capo distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Bondeno, per gli interventi portati avanti durante il sisma dello scorso anno quando, tra le altre cose, non esitò a disubbidire allʼordine di riposarsi posto da un superiore perché secondo lui la situazione non lo permetteva.

IL CAPODISTACCAMENTO DI BONDENO DECORATO CAVALIERE

Coordinò sq. VVFV sul sisma emiliano, pur con salute precaria Il terremoto cʼera appena stato e la situazione nel ferrarese era drammatica: un operaio da ricercare sotto le macerie dʼuna ditta crollata. Pur conscio della propria grave condizione di salute, il capo squadra volontario Michele Marchetti disubbidì allʼordine del comandante provinciale, la situazione non permetteva chʼegli andasse a riposare. Plauso anche dal presidente nazionale ANVVFV Mugavero.

a cura della redazione

“Per lo straordinario impegno profuso durante le prime ore del 20 magio 2012 e per gli interventi posti in essere durante gli eventi del sisma del 2012, in un comune duramente colpito dal sisma, per il crollo di un capannone industriale che provocò la tragica morte di un operaio. In tale circostanza Michele Marchetti, pur cosciente della sua grave condizione di salute che lo avrebbe potuto esporre a pericolo della sua stessa incolumità, non esitò a recarsi immediatamente al distaccamento dei vigili del fuoco di Bondeno, da dove, indossata la divisa, si portò sul luogo del crollo del capannone per dirigere la squadra dei vigili volontari di Bondeno che in quelle fasi concitate è stato il principale punto di riferimento”. Recita così il testo redatto dal Presidente della

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“Non è che chiunque disubbidisca al comandante poi ottiene una medaglia”, dice scherzando Cristiano Cusin, comandante provinciale dei vigili del fuoco che, tra l’altro, si dice dubbioso che il numero unico per le emergenze (NUE112) funzionerà mai dopo che il sindaco Alan Fabbri ha raccontato alcuni aneddoti in cui spiega che, parlando coi suoi concittadini, ha scoperto che in alcuni casi anziché al 115 alcune persone telefonano direttamente al cellulare di Marchetti. “È una persona che si è distinta, oltre alla sua attività di volontariato, per la sua disponibilità. Questo è un momento che dà lustro alla nostra comunità”, ha continuato Fabbri.

“Siamo talmente abituati alle brutte notizie e alle emergenze che quando accadono momenti del genere rischia di scappare la lacrimuccia”, dichiara durante la cerimonia la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, subito seguita dal prefetto Provvidenza Raimondo: “La presidente parla delle emozioni che si rincorrono in questi momenti, ma queste emozioni sono una risposta allo straordinario lavoro che ha fatto e fa questo territorio”. “Il momento del terremoto – ha continuato il prefetto -, ci ha fatto capire quanto sia straordinario e importante il volontariato tutto”.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari, Roberto Mugavero è rimasto colpito dallo spirito d’abnegazione del CSV, tanto che ha dichiarato: «Non è nello stile dei VVF celebrare o, peggio, celebrarsi; ma il Capodistaccamento di Bondeno, ha più che meritato lʼonorificenza assegnata dal Capo dello Stato. Desidero congratularmi con Michele Marchetti a nome dellʼANVVFV e di tutti i vigili del fuoco volontari dʼItalia.».

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NON CADIAMO NELL’EQUIVOCO DELL’ ”INSUBORDINAZIONE“ !

Piuttosto che una riforma, o uno stravolgimento, del DPR 76/2004, sʼapplichi puntualmente la norma esistente. Specialmente ora che lʼavanzamento in carriera del personale permanente sʼè sbloccato - e lʼorganico dei “qualificati” sta, man mano, risistemandosi – si pensi a smuovere anche la situazione del personale volontario. Il legislatore non ha certo previsto che le squadre di VVF volontari possano operare senza figure di comando/coordinamento, e la questione della “subordinazione” (ai soli permanenti di pari grado) è, in fondo, un falso problema. a cura di Federico Cecchetti

IL

Principio della Subordinazione Gerarchica del Personale Volontario al Personale Permanente di pari grado o superiore, e che, per i non addetti ai lavori, fa sì che un Vigile del Fuoco Permanente, su di un intervento, possa trovarsi a dover essere subordinato ad un Capo Squadra Volontario e che un Capo Squadra Permanente lo sia nei confronti di un Capo Reparto Volontario o che un Capo Repar to Permanente possa esserlo nei confronti di un Funzionario Tecnico Antincendi Volontario, ma anche che allo stesso tempo un Vigile del Fuoco Volontario, subordinato lo sia sempre, ma proprio sempre, non è affatto un problema! Tutt’al più è una problematica temporanea ben avviata a soluzione! Chi lo definisce un problema, probabilmente, non è propriamente in buonafede, e certamente non ha, non può, o non vuole avere, una visione d’ampio respiro per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il Principio, espresso dal Legislatore nel D.P.R. 76/2004, non è stato buttato lì a caso, come sta a dimostrare anche una recente ed importante Pronuncia del Consiglio di Stato (Affare n° 04258/2010; il CdS – esaminando lo schema di regolamento di servizio del CNVVF – ribadì che ai fini gerarchici, il personale permanente è sovraordinato solo al personale volontario di pari grado. NdR).

Esso è parte fondamentale di un concetto di organizzazione del lavoro nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che, oltre a promuovere integrazione e sinergia tra la Componente Permanente e quella Volontaria del Corpo, non vuol prendere neanche un momento in considerazione il fatto che ci possano essere degli Operatori del Soccorso Tecnico Urgente mandati e/o lasciati completamente allo sbando, senza un vertice di riferimento, di coordinamento e supervisione sullo scenario dell’intervento operativo. Esprime perciò un Valore, da tutelare e promuovere! In questi ultimi anni, e per varie ragioni, c’è stato di fatto il blocco delle progressioni di carriera del Personale Permanente. Si è così accumulato un notevole ritardo nella formazione di nuovi Capi squadra e Capi Reparto. Di pari passo sono cresciuti i malumori verso la Componente Volontaria del Corpo Nazionale, vista, è proprio il caso di dirlo, come fumo negli occhi, come l’origine cioè di tutti i mali. Ma per fortuna questo 2013 sembra proprio segnare un vero anno di svolta. Risolte finalmente molte delle cause e rimosso l’inceppo, il meccanismo delle progressioni di carriera si è nuovamente rimesso in moto. Sono stati for mati nuovi Capi Repar to Permanenti e conseguentemente sono partiti anche i nuovi Corsi per Capi Squadra. C’è stato addirittura un seppur timido passo verso l’obiettivo di mantenere inalterato per il futuro l’Organico del profilo di Vigile del Fuoco Permanente. Quando a breve, tutto tornerà nel giusto alveo delle cose ordinarie, e le legittime aspirazioni dei Vigili del Fuoco Permanenti avranno cominciato a trovare quelle giuste soddisfazioni che meritano, dovranno anche riaprirsi le porte a tutte quelle previste forme di avanzamento nell’impiego del Personale Volontario. Nuovi Capi Squadra Volontari prima di tutto! E non tanto perché qualcuno lo voglia più di qualcun altro, o per compromessi al ribasso di qualunque natura. Ma perché, molto più semplicemente, i Principi dell’Ordinamento della Repubblica prevedono che debbano essere assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Quella Buona Amministrazione insomma che deve rendere effettivamente attuabile in concreto quel bel Dispositivo di Soccorso Tecnico Urgente delineato anche nel nuovo Regolamento di Servizio del C.N.VV.F. entrato in vigore ormai da oltre un anno. Un Regolamento che, a ben vedere e neanche troppo velatamente tra le righe, reclama a gran voce la puntuale applicazione della Normativa che regolamenta la Componente Volontaria piuttosto che la sua revisione con il più che probabile conseguente stravolgimento. E non già con tempi biblici, ma alla maniera di quelli operativi e tipici dei Vigili del Fuoco. A SIRENE SPIEGATE!

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POMPIERI DA TUTTO IL GLOBO IN SVIZZERA PER IL RADUNO Il secondo raduno internazionale di Interlaken dal titolo «Salvataggio e lotta contro

lʼincendio» si rinconferma una stimolante piattaforma dʼinterscambio dʼesperienze e

competenze. Nonostante il tempo non proprio clemente, sono giunti 14mila pompieri

e membri dei servizi di soccorso un poʼ da tutto il globo. Per lʼItalia una rappresentanza dei vigili del fuoco volontari trentini che hanno issato delle coreografiche scale controventate, una rarità da queste parti.

Negli stessi giorni sʼè svolta la seconda «International Firefighter Challenge»

che ha visto la squadra lituana di Utena vincitrice assoluta.

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MEETING

la fanfara "automontata".

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opo un anno d’intensi preparativi effettuati da un comitato responsabile dell’organizzazione molto impegnato, si è tenuta la 2a Festa internazionale dei pompieri Interlaken 2013 che appartiene ormai alla Storia. Durante il fine settimana del 10 al 12 maggio pompieri, membri dei servizi di soccorso, gruppi d’intervento e numerosi fan, così come delle famiglie intere e dei visitatori interessati, hanno letteralmente invaso l’aerodromo di Interlaken. Un magnifico incontro che si è svolto con la partecipazione di diversi specialisti, dei pompieri provenienti dalla Svizzera e dall’estero, dei mini pompieri, simbolo del cambio della guardia, e di numerosi simpatizzanti. Un solo elemento è venuto tuttavia a turbare la festa: le condizioni meteorologiche, visto il freddo e la pioggia che hanno fatto da padroni venerdì e sabato. Nonostante questo i visitatori sono stati almeno 14.000 senza contare alcune migliaia di spettatori che sono venuti ad assistere alla grande sfilata della domenica a Interlaken. Purtroppo si aspettavano maggiori presenze…accidenti al brutto tempo!... Per fortuna le condizioni meteorologiche sono state più clementi il sabato, questo ha permesso ai visitatori di scoprire i numerosi e appassionanti aspetti di «Code 3800»: una preziosa e stimolante piattaforma di scambi e di competenze, l’opportunità di far vivere il senso di camerateria, di festeggiare insieme, di allacciare nuovi contatti e rinforzare le amicizie già esistenti.

Le dimostrazioni dal vivo Vero e proprio fulcro dell’incontro, le impressionanti, e a volte molto spettacolari, dimostrazioni dal vivo hanno funzionato perfettamente. Quello che le circa 25 organizzazioni partecipanti hanno dimostrato – senza esser-

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si esercitate sulla totalità degli esercizi presentati – ha suscitato meraviglia e ammirazione. È sotto la direzione di Daniel Banholzer, presidente della federazione cantonale dei pompieri di Bernfire e Thomas Dummermuth, vice-comandante del corpo pompieri di Bödeli-Interlaken e in collaborazione con Walter Pfammatter di Swissfire che sono state presentate le venti appassionanti dimostrazioni dal vivo – che hanno toccato undici tipologie d’intervento diverse in modo molto vicino alla realtà – secondo scenari minuziosamente preparati.

Essendo il tema principale della manifestazione «Salvataggio e lotta contro lʼincendio», le varie situazioni proposte sono state presentate sia al suolo che nei cieli, grazie anche alla collaborazione di quattro compagnie di elicotteri e delle forze aeree dell’Esercito svizzero. Le due dimostrazioni più impressionanti sono state quelle chiamate «Crash Down», presentazione della gestione di un evento maggiore in collaborazione con il battaglione di aiuto in caso di catastrofi dell’Esercito svizzero, e quella chiamata «Earth and Sky», che presentava la lotta contro il fuoco di boschi durante la quale c’era un massiccio intervento di elicotteri. In tutti i casi, la grande zona riservata alle dimostrazioni è stata presa d’assalto dal pubblico. C’è da sottolineare che a livello svizzero e internazionale, «Code 3800» costituisce, per la popolazione, l’unica possibilità nel suo genere di assistere da così vicino a degli interventi complessi durante i quali intervengono, in stretta collaborazione e pompieri e loro partner di soccorso. Le dimostrazioni tecniche effettuate dai colleghi pompieri olandesi e dagli specialisti delle autoscale Metz hanno perfettamente completato l’esauriente scaletta delle dimostrazioni.

I concorsi In totale, più di quaranta squadre di pompieri hanno partecipato al secondo «International Firefighter Challenge» e trenta squadre al Campionato svizzero dei mini pompieri allo scopo di conquistare un posto sul podio…e i meritati onori. Il concorso internazionale del venerdì è stato vinto dalla squadra lituana di Utena, che è arrivata davanti a quelle di Delémont e di Thun. Gli spettatori del Campionato svizzero dei mini pompie-

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MEETING ri, che si è tenuto sabato e domenica, sono rimasti entusiasti dallo spirito di squadra e le favolose prestazioni fornite dai giovani. Se i percorsi di qualifica di sabato si sono svolti in condizioni meteorologiche piacevoli, la domenica le squadre finaliste hanno dovuto battersi non solo contro i loro avversari, ma anche contro la pioggia e il freddo. Durante queste prove si sono qualificate per le finali le seguenti squadre: 1. Bödeli-Interlaken, Team 2 2. Hirschthal 3. Bödeli-Interlaken, Team 1 4. Klus 5. Matterhoreblitz 6. Reinach 7. Sarmensdorf 8. Mittleres Wynental

Salvataggi con tecniche di derivazione alpinistica quelli effettuati dall'elicottero REGA.

In finale i mini pompieri locali del corpo di Bödeli hanno vinto due medaglie su tre, vincendo l’oro (squadra 2) e l’argento (squadra 1). Hanno condiviso il podio con i loro colleghi di Hirschthal AG, squadra che è arrivata al terzo posto.

Veicoli, musica e sfilata Il grande villaggio dei pompieri, con il suo viale dei veicoli, è stato il vero cuore sociale di «Code 3800». È lì che i visitatori, piccoli e grandi, hanno trovato, oltre a una ricca offerta culinaria, motivo di divertimento grazie alle varie attrazioni che vi sono state presentate e le numerose formazioni musicali che vi si sono prodotte: dalla fanfara dei pompieri al gruppo delle cornamuse. Seguendo l’interesse del momento era possibile assistere al RescueTraining, percorrere l’esposizione di veicoli da collezione, partecipare alle attività organizzate da Famigros, andare al Kids Corner o ancora visitare l’esposizione speciale dell’Esercito svizzero. Al calare della notte, è stato offerto al pubblico presente un ricco programma di attrazioni che andava dall’indiavolato Firefighters Party all’esuberanza della festa organizzata nel Party Hangar o ancora al piacer di assistere alle prestazioni dei vari DJ e dei gruppi che s’esibivano sul palco.

Importante presenza internazionale Le dodici delegazioni internazionali composte da rappresentanti dei pompieri, così come gli invitati politici di alto livello provenienti dagli Stati Uniti (New York City e Scottsdale), da Mosca/Russia, da Cusco/Perù, da Utena/Lituania, da Trebon/Cechia, da Bled/Slovenia, dall‘Italia (Merano e Trentino), da Zaanstreek/Olanda, dal Belgio e da Berlino-Zeuthen/Germania, hanno conferito un prestigio tutto particolare alla manifestazione.

Ognuna di queste delegazioni si è armoniosamente integrata, sia partecipando ai vari concorsi che al Firefighters Party hanno sfilato durante la grande manifestazione della domenica. Tutti i colleghi pompieri provenienti dall’estero erano regolarmente presenti all’International Meeting Point, a disposizione dei visitatori per rispondere alle domande, per discutere o per posare per una foto. La grande sfilata della domenica, condotta da 118Swissfire e dagli ospiti internazionali (e durante la quale non ha piovuto!), è stato il bouquet finale della festa. I circa cinquanta «quadri» presentati durante il corteo, accompagnati da veicoli e da diverse formazioni musicali, sono stati una bel biglietto da visita del mondo dei pompieri. Il futuro Numerosissimi spettatori e partecipanti, i membri dell’organismo responsabile dell’organizzazione e numerosi partner sono dello stesso parere: la storia di «Code 3800» deve continuare. La Festa internazionale dei pompieri può decisamente ancora svilupparsi e diventare IL grande appuntamento annuale dei pompieri e dei loro partner.

La 3a Festa internazionale dei pompieri Interlaken «Code 3800» si terrà dal 16 al 18 maggio 2014.

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PREVENZIONE Conoscenze nel campo dellʼedilizia aiutano a padroneggiare lʼintervento di spegnimento.

SCIENZA

DELLE COSTRUZIONI

E SQUADRE

VVF

A cura di: Marc Knöri, Corpo pompieri professionisti Basilea Clara Rüsi, sostituta redattrice capo “118 Swissfire” rivista dei pompieri svizzeri (che ringraziamo per la collaborazione).

Anche se sono principalmente utilizzate nellʼambito della prevenzione incendi, le conoscenze nel campo della scienza delle costruzioni sono tuttavia importanti per le squadre di vigili del fuoco… e questo non soltanto quando il fuoco sta già svolgendo la propria opera distruttiva. Normalmente le forze dʼintervento si concentrano principalmente sulla costruzione e/o sui suoi punti chiave. Tuttavia, per poter anticipare lo sviluppo di un incendio, è altrettanto utile conoscere il comportamento dei vari materiali di costruzione quando sono esposti alle fiamme e al calore.

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PREVENZIONE

Cosa significa esattamente «scienza della costruzione»? Chi cerca il significato di nozioni quali «conoscenze o scienze della costruzione» cadrà rapidamente su rinvii alla tecnica della costruzione. Quest’ultima fa una distinzione tra la costruzione in superfici e il genio civile. Per le forze d’intervento, sono necessarie delle conoscenze d’entrambi i settori per poter far fronte ai vari tipi di situazioni. Nel presente articolo parleremo più precisamente del campo delle costruzioni in superficie. Come indicato dal nome, questo settore raggruppa le opere di superficie, quelle quindi che si elevano al di sopra del terreno. Questi edifici possono essere classificati in diverse categorie. Nella costruzione di un edificio vengono utilizzati molti tipi di materiali diversi, come per esempio: - lʼacciaio e il cemento armato; - gli elementi in muratura; - il legno e i pannelli di legno; - il vetro; - le tegole; - i materiali sintetici; Esistono inoltre anche diversi generi di costruzione come per esempio: - la costruzione massiccia, la costruzione con muri interni portanti e la costruzione in ossatura; - la costruzione in muratura e la costruzione in legno. Lo scopo e l’utilizzo concreti previsti per un dato edificio – abitazione, lavoro, commercio, deposito, edificio pubblico, casa per anziani, trasporti, tempo libero, ecc. – influenzano la scelta dei materiali. Possiamo distinguere, per comodità, gli edifici in: - duri; - misti; - teneri. V F V S E T T E M B R E / O T TO B R E 2 0 1 3

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PREVENZIONE elementi di separazione sono assemblati col medesimo materiale. La situazione è diversa nel caso di una costruzione ad ossatura o intelaiata, che troviamo in molti edifici storici nei quali le forze verticali vengono esercitate su delle pile o delle traverse tra le quali si trova una separazione che non ha nessuna funzione portante. Un altro sistema di struttura conosciuto è la costruzione a muri interni portanti. La costruzione in pietra è una forma di costruzione massiccia che risale al medioevo, ma gli edifici in muratura dei secoli successivi (che rappresentano la maggior parte delle costruzioni) erano Un edificio costruito con materiali detti «teneri» anch’essi delle costruzioni massicche prende fuoco è spesso impossibile da salvare. ce. Le pareti esterne delle costruzioni massicce nelle quali sono state praticate delle aperture per le porte e le finestre, vengoSe mettiamo in relazione queste definizioni con i mateno chiamate facciate perforate. La nozione di costruzioriali utilizzati, la classificazione significherà: ne massiccia non è associata automaticamente a deterduri = acciaio, cemento armato, muratura; minati tipi di materiali, ma le caratteristiche tecniche fonmisti = muratura, costruzione in legno damentali di certi materiali di costruzione sono tuttavia o pannelli di legno; determinanti per il loro uso abituale. teneri = costruzioni in legno o pannelli di legno. La muratura è utilizzata principalmente per la costruzione massiccia, la si utilizza tuttavia anche come materiaUna proporzione di legno/muratura del 20% o 50% o le di separazione tra gli elementi portanti di una costruancora del 30% o 70% in un edificio ha certamente zione intelaiata. un’influenza sulla prevenzione, ma la regola per i VVF è Il cemento armato è utilizzato sia per la costruzione che il legno brucia meglio e più in fretta che la pietra o massiccia che per la costruzione a ossatura; vista la l’acciaio – un’evidenza senza dubbio, ma con quali conforma lineare naturale del materiale, il legno è utilizzato seguenze! principalmente nella costruzione a ossatura e in quella intelaiata. Viene tuttavia utilizzato anche per la costruzione massiccia. L’importanza dei sistemi di costruzione Genere di costruzione e modo dʼintervenire Il genere di costruzione è un elemento di valutazione particolarmente importante per le forze d’intervento. Il modo d’intervento consiste, la maggior parte delle volte, in una tattica offensiva che mira lo spegnimento del fuoco dall’interno verso l’esterno partendo dal «lato Tenere sempre d’occhio la costruzione. intatto». La struttura portante gioca in questo caso un Il soffitto può essere stabile o no, secondo il ruolo importante e bisogna accordarle la massima attenmateriale utilizzato. Se necessario, assicurarsi zione poiché, finché resta intatta il rischio di crollo è la collaborazione di uno specialista in statica. minimo, contrariamente a quando essa è indebolita dall’incendio. Per quanto concerne il sistema portante, possiamo ricordare che, nella costruzione massiccia, non esiste una differenza fondamentale tra gli elementi portanti e gli elementi di separazione che suddividono i vari locali. Nella costruzione massiccia, il sistema portante e gli

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PREVENZIONE massiccia in legno è in aumento. Per via della forma lineare dopo la trasformazione - invece - l’acciaio viene utilizzato esclusivamente nelle costruzioni a ossatura. La costruzione a muri interni portanti è una forma d’edificazione nella quale le pareti portanti sono disposte in modo trasversale. Queste pareti sopportano il carico dei soffitti (solette) e del tetto. In questa configurazione, le pareti longitudinali e le separazioni interne non esercitano nessuna funzione statica, lasciando in questo modo molta libertà per quanto concerne la concezione delle facciate, per esempio per le vaste superfici vetrate. Le Armatura messa integralmente a nudo dal calore. separazioni interne possono essere tra l’altro delle costruzioni molto leggere, per esempio costruzioni secche, e la superficie disponibile tra i muri interni portanti può essere strutturata con una grande flessibilità in funLa costruzione a ossatura designa un tipo di sistema zione dei bisogni. portante nel quale l’opera grezza si compone di elementi assemblati che servono innanzitutto a sopportare l’asConsiderando la libertà offerta, la costruzione con muri sieme. Il risultato è una struttura portante la cui funzione portanti interni si situa tra la costruzione massiccia e la è simile a quella di uno scheletro. Questo scheletro costruzione a ossatura. Non è raro trovare questi due tipi viene in seguito rivestito con una facciata, mentre per di sistemi portanti in una sola ed unica costruzione. Si l’interno vengono utilizzate separazioni generalmente utilizza questo genere di costruzione soprattutto per l’enon portanti. Contrariamente a quello che succede nella dificazione di case da appartamenti. In questi casi la costruzione massiccia, gli elementi portanti verticali sistemazione longitudinale degli appartamenti negli edidella costruzione a ossatura non hanno alcuna funzione fici è vantaggiosa poiché permette di trarre profitto delle di separazione. Esistono tuttavia delle eccezioni, spegenerose aperture della facciata esterna. I muri interni cialmente in alcuni tipi di costruzioni con elementi preportanti assicurano in questo caso una separazione fabbricati (per esempio le case con ossatura in legno), modulare, generalmente tra i vari appartamenti, efficace nelle quali gli elementi portanti sono anch’essi prefabbrisia sul piano acustico che quale elemento taglia fuoco. cati come quelli destinati alle separazioni interne. Il cemento armato è incombustibile, ma le tensioni create dalla temperatura, la pressione del vapore e la dilatazione dell’armatura causano lo scoppio del cemento così come delle perdite di rigidità dell’acciaio.

Importanza dei materiali utilizzati nelle strutture portanti

Struttura portante in acciaio Le strutture portanti in acciaio sono incombustibili e sono idonee per vari utilizzi. Tuttavia, esposte al fuoco, possono perdere la loro capacità portante a partire da una temperatura di circa 470 °C per via della dilatazione generata dal calore. L’occhio umano però percepisce le prime modifiche della colorazione solo a partire da una temperatura di circa 570 °C (marrone scuro). Per la protezione incendio, le strutture portanti in acciaio possono essere ricoperte da pannelli di gesso, fibrocemento al silicato, da micascisto espanso, da pannelli agglomerati

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PREVENZIONE Le strutture portanti in acciaio sono incombustibili e sono idonee per vari utilizzi. Tuttavia, esposte al fuoco, possono perdere la loro capacità portante a partire da una temperatura di circa 470 °C per via della dilatazione generata dal calore.

con cemento, da calcestruzzo leggero o da cemento cellulare, o ancora essere rivestite con uno strato intumescente.

allo scopo di migliorarne le caratteristiche di resistenza (utilizzando per esempio dei cavi tesi) si parla di cemento precompresso.

La nozione di costruzione metallica designa la parte dell’edificio nella quale è stato utilizzato principalmente l’acciaio per la struttura portante. Le travi metalliche laminate, le lamiere e i tubi in acciaio e recentemente anche dei pezzi in ghisa vengono fissati utilizzando chiodi o viti o ancora saldati per ottenere la struttura portante. Un altro componente fondamentale della costruzione in acciaio è la placca chiodata che assicura il fissaggio tra le travi del sistema portante. Oltre alla costruzione in acciaio, esiste anche la costruzione mista acciaio-cemento e la costruzione a ossatura in acciaio.

Muratura Ne esistono diversi tipi, sia per quanto concerne i materiali di costruzione utilizzati che per il modo di utilizzarli. La costruzione di questo genere più comune è il muro di mattoni. I materiali utilizzati possono essere appunto i mattoni in terra cotta, i mattoni silico-calcarei, i mattoni di cemento, i mattoni di cemento leggero (argilla-cemento espanso). Questi materiali possono servire a migliorare la resistenza al fuoco. La nozione di muratura designa una forma di costruzione massiccia. La muratura è un ramo specifico della costruzione, ricco di una lunga tradizione, che si distingue dagli altri campi quali la costruzione in acciaio, in cemento armato o in legno, per le tecniche e i materiali utilizzati. La muratura si caratterizza per l’impiego di elementi resistenti alla compressione, come i mattoni, che sono assemblati con o senza malta.

Cemento armato Il cemento armato non è combustibile, ma le tensioni create dalla temperatura, la pressione del vapore e la dilatazione dell’armatura causano lo scoppio del cemento così come delle perdite di rigidità dell’acciaio. È per questo motivo che è importante raffreddare con acqua le parti in cemento armato. La resistenza al fuoco può essere accresciuta con l’ausilio di un rivestimento adeguato del cemento armato: minimo. 2 cm: R 30/R 60 (icb); minimo 3 cm: R 90 (icb) La costruzione in cemento armato è un tipo di costruzione massiccia che utilizza il cemento, resistente alla compressione, e l’acciaio dell’armatura, resistente alla trazione. Dei rinforzi in acciaio inossidabile o in resina armata in fibra di vetro sono utilizzati nei punti sensibili. Se il cemento viene sottoposto a una tensione artificiale

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Legno Il legno si presta bene alla trasformazione e può essere utilizzato sia per la struttura portante che per i pavimenti, i soffitti, i rivestimenti e altri svariati usi. Il legno è combustibile e la sua carbonizzazione inizia già a 100 °C. La carbonizzazione al posto della combustione offre una certa protezione contro la dispersione delle braci. La velocità di combustione è di circa 1 mm al minuto, quindi approssimativamente 3 cm in mezz’ora. Per noi, questo fenomeno molto visibile può essere ben valutato. La

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PREVENZIONE costruzione in legno è un ramo specifico della costruzione la cui storia risale molto nel tempo e che si differenzia dagli altri settori quali per esempio la costruzione in muratura, la costruzione in cemento armato o la costruzione metallica, per via delle tecniche e del materiale che utilizza. La costruzione in legno è spesso associata ad altre tecniche. Esistono per esempio dei soffitti con travi di legno in costruzioni in muratura, delle carpenterie che riposano su strutture in muratura o in cemento, delle ossature di tetto in legno, delle capriate in legno massiccio o in legno lamellare per capannoni e numerose altre applicazioni. In questi ultimi anni sono stati costruiti numerosi edifici prefabbricati in legno. Essi presentano spesso una grande efficacia energetica e hanno un costo inferiore ad altri tipi di costruzione. La costruzione prefabbricata in legno più utilizzata è quella con pannelli di legno. Placche metalliche chiodate Bisogna ancora citare le costruzioni assemblate con placche metalliche chiodate. Questi connettori vengono utilizzati per l’assemblaggio di elementi portanti in legno. In presenza di temperature elevate, una tale struttura perde molto rapidamente la sua capacità portante e il tetto crolla. In caso di incendio in una costruzione di questo genere, l’edificio può crollare in meno di 20 minuti. La durata di resistenza al fuoco del tetto è di zero minuti! Anche nel caso di un incendio scoppiato nel deposito dei rifiuti a fianco di un supermercato così costruito, il fuoco può estendersi rapidamente al tetto o al doppio soffitto, causandone il crollo. Le placche metalliche chiodate sono spesso utilizzate negli edifici con i tetti di grande superficie con un solo spiovente senza pilastri di sostegno intermediari tipici dei supermercati o altri commerci al dettaglio. Le costruzioni in legno con placche metalliche chiodate costituiscono un pericolo molto grande in caso di incendio poiché il fuoco danneggia molto più rapidamente questo genere di strutture che quelle con travi massicce a causa delle ridotte dimensione dei connettori metallici e della presenza di grandi superfici in legno. Ne risulta una rapida carbonizzazione della superficie in legno con conseguente perdita di stabilità delle connessioni a placche metalliche e il rapido crollo, senza segni

annunciatori, del tetto che dispone di deboli riserve statiche. Importanza della formazione Nel corso della formazione dei pompieri, specialmente di quelli che dovranno procedere all’attacco interno, bisognerebbe mettere l’accento sull’importanza delle strutture portanti e dei materiali utilizzati, poiché il capo intervento (da noi il ROS NdR) spesso non è in grado di poter fare una buona valutazione della situazione dall’esterno. È dunque importante avere delle conoscenze della teoria della costruzione poiché è solo conoscendo i materiali e le loro caratteristiche, mettendole in relazione con il loro utilizzo e il genere di costruzione, che potremmo anticipare l’evoluzione degli eventi e aumentare le possibilità di successo della missione. Buone conoscenze della tecnica della costruzione migliorano la sicurezza delle forze d’intervento.

Travi metalliche: il calore ne riduce la stabilità! Cemento armato: possibile esplosione e instabilità in presenza di calore intenso. Cemento armato e travi metalliche: raffreddare continuamente! Muratura: buona resistenza al fuoco!

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CONCERTO ESTIVO DELLA BANDA DEL CNVVF STREPITOSO SUCCESSO A TREVIGLIO

Un acquazzone estivo non ha spaventato centinaia di cittadini che hanno applaudito a lungo

la Banda, al gran completo, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. LʼInno Nazionale, seguito da standing ovation, ha meritato addirittura un inaspettato bis. Il concerto è stato organizzato dai VVF volontari di Treviglio e dalla Sezione di Bergamo della nostra ANVVFV. a cura di Luigi Minuti

L’

8 agosto 2013 verrà certamente iscritto tra le date memorabili di Treviglio, la città della Pianura Lombarda coi suoi trentamila abitanti, sede di uno storico Distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari. Grazie all’iniziativa di questi - in particolare del cav. Rolando Fagioli, già comandante del Distaccamento ed ora Vice Presidente dell’Associazione Nazionale, nonché del CS Gianpietro Cattaneo, Segretario Provinciale – di invitare la Banda Musicale del Corpo Nazionale ad esibirsi nel prestigioso

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Palazzetto dello Sport dedicato a Giacinto Facchetti l’indimenticabile terzino dell’Inter e della Nazionale di calcio che qui era nato e si era formato. L’invito, azzardato ma sincero, è stato benevolmente accolto ed ecco la Banda al completo - accolta dal caloroso applauso di centinaia di cittadini presenti nonostante l’improvviso maltempo che aveva costretto gli organizzatori a cambiare il luogo d’incontro – pronta per la sua attesa esibizione, magistralmente diretta dal Maestro Donato di Màrtile.

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Ad attendere l’orchestra c’erano tutte le autorità locali, dal sindaco Giuseppe Pezzoni al presidente del Consiglio Comunale avv. G. Luca Pignatelli, dal Vice Questore aggiunto dirigente del locale Commissariato di PS, dott. Angelo Lino Murtas, ai Comandanti delle Compagnie dei Carabinieri, Capitano Antonio Berardi, e della Guardia di Finanza, Maggiore Emanuele Chietera. Poi i rappresentanti della Polizia locale di Treviglio e dei paesi limitrofi, gli esponenti della Banca di Credito Cooperativo, Roberto Aresi e Franco Riz, dall’Amministratore delegato della società idrica Cogeide Spa, dott. Davide Antonio Ceresoli che ha gentilmente offerto il ricco buffet di fine serata.

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Tico;

quelli del Comandate provinciale dei Vigili del Fuoco di Bergamo dott. ing. Giulio De Palma, del Sindaco Pezzoni e dell’esponente della BCC dott. Aresi, cui è seguita la puntuale e magistrale esecuzione dei pezzi musicali in programma: di Julius Fucik: Florentiner March; di Giuseppe Verdi: La Forza del Destino; di Nino Rota: La Strada (tratto dal film omonimo); di Giacomo Puccini: Nessun Dorma, dall’opera ‘Turandot’; di Giuseppe Verdi: l’immortale ‘Aida’; di Zequinha de Abreu: Tico

di Ennio Morricone: Moment for Morricone e infine di Michele Novaro: Il Canto degli Italiani ovvero l’Inno Nazionale seguito dal pubblico stante con rispetto ed emozionata partecipazione. La standing ovation che ne è seguita gli ha meritato l’inaspettato bis, sono seguiti i ringraziamenti degli organizzatori mentre col lento deflusso dalle volte del palazzetto si sentivano gli echi ripetuti delle manifestazioni di giubilo e di soddisfazione per una serata davvero indimenticabile.

Accanto alle autorità un folto e variegato pubblico di ogni età, gioiosa in particolare la presenza di numerosi bimbi al seguito dei genitori che proprio non volevano perdere questa esibizione davvero unica per la città di Treviglio. Poco dopo le ore 21, l’apertura della manifestazione con il discorso del promotore, il Comandate emerito Rolando Fagioli, cui sono seguiti V F V S E T T E M B R E / O T TO B R E 2 0 1 3

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to mondiale e nella struttura del Corpo Nazionale. Mugavero in particolare si è soffermato sul fatto che con l’abolizione della leva obbligatoria è venuta a mancare una componente numerica fondamentale nella gestione dei macro-emergenze territoriali; da qui, l’importanza strategica di uno sviluppo capillare di una componente altamente qualificata, quale quella dei vigili del fuoco volontari. Alla relazione del nostro Presidente Mugavero è seguito il lavoro del Vice Presidente, Funzionario Volontario Giuseppe Parrinello a cui è toccato il compito, non certamente semplice, Il Vice Presidente Giuseppe Parrinello di presentare l’attuale struttura normativa che regola la componente volontaria, ovvero il D.P.R. 76/2004. Giuseppe, presentando l’evoluzione storica delle norme e dei regolamenti che nel corso degli anni hanno interessato la componente volontaria, ha voluto evidenziare Sabato 28 settembre, nella splendida cornice della sala che molti elementi pregnanti dell’atcongressi la cittadella dellʼoasi, ha avuto luogo un congresso tuale strumento normativo, sono organizzato dalla sezione provinciale di Troina (En) e dal rimasti praticamente lettera morta. Coordinamento Regionale Sicilia ANVVFV, dal titolo: Il Ruolo dei Vigili L’occasione è stata anche importandel Fuoco Volontari nella Gestione del Soccorso Tecnico Urgente te per sottolineare come la nostra associazione sia fortemente impeProposte ed Azioni Migliorative. gnata con l’Amministrazione Centrale per una revisione del a cura dellʼIng. Francesco Mantineo* D.P.R. che possa veramente essere strumento funzionale e di sviluppo della componente olta la rappresentanza dei Vigili Volontari, provevolontaria per i prossimi anni. nienti dai distaccamenti di tutte le sezioni costitui-

Il Ruolo dei Vigili del Fuoco Volontari nella Gestione del Soccorso Tecnico Urgente

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te (Enna, Catania, Palermo, Messina) ed anche dei distaccamenti delle sezioni in fase di costituzione (Trapani).

L’evento è stato organizzato al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica in generale e la classe politica in particolare sull’importanza dei presidi volontari dei vigili del fuoco sul territorio. I lavori sono stati aperti dal Presidente Nazionale Prof. Ing. Roberto Mugavero che ha presentato una relazione sul ruolo ed i compiti dei vigili del fuoco volontari in ambi-

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L’ultima relazione presentata è stata quella del sottoscritto, il quale ha mostrato ai convenuti lo sviluppo dei presidi volontari in Sicilia a partire dall’apertura del primo distaccamento, ovvero quello di Troina, avvenuto 15 anni orsono, fino ai giorni nostri con l’apertura del distaccamento di Frazzanò (ME) che porta il numero complessivo dei presidi a 18. Mostrata la casistica degli interventi per i vari distaccamenti, mettendo così in evidenza l’importanza di avere un presidio territoriale ai fini della tempestività del soccorso. Di questa testimonianza si sono resi partecipi le numerose personalità presenti

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per l’occasione ed in particolare i sindaci: Dott. Sebastiano Fabio Venezia (sindaco di Troina - EN), Dott. Calì Salvatore (sindaco di Cesarò - ME), Dott.ssa Calì Ausilia (Vice Sindaco di Maletto - CT) unitamente al Comandante della Polizia Municipale Cap. Antonino Parrinello. Interessante e costruttivo il dibattito seguito a conclusione dei lavori congressuali, in particolare sono intervenuti: L’ing. Giovanni Donzuso, Funzionario VVF di Enna, responsabile del distaccamento di Troina; L’Onorevole Maria Greco (Deputata Nazionale del PD); Gli Onorevoli Mario Allone e Edmondo Tamajo (Deputati della Regione Sicilia); Il Comandante provinciale di Enna dell’Arma dei Carabinieri Colonnello Baldassare Daidone; Il Sostituto del Questore Dott. Alleri (ENNA); Il Commissario del Distaccamento Forestale di Troina Saraniti.

Il Presidente Nazionale Prof. Ing. Roberto Mugavero

La consegna della targa ricordo al

Particolarmente emozionante è stata la consegna di una targa ricordo al Capo Reparto VVF in pensione Callozzo Peo Giuseppe, istruttore Guida che ha formato i primi autisti del distaccamento di Troina e che ha sempre mantenuto uno stretto rapporto professionale e di amicizia con i volontari ennesi. A conclusione del congresso si sono svolti i lavori del Coordinamento Regionale Sicilia focalizzati su una relazione del Dott. Demetrio D’Antimo che ha illustrato le modalità della corretta amministrazione delle sezioni provinciali e Delegazioni.

Sostituto del Questore di Enna, Dott. Alleri.

La Sicilia negli ultimi anni ha contribuito fortemente allo sviluppo della nostra Associazione prova ne è, la nascita (o la ripresa, dopo anni di inattività) in poco più di un anno delle Sezioni Provinciali di Enna, Messina e Palermo e la prossima costituzione della Sezione Provinciale di Trapani. Autore di questo importante traguardo è certamente il Vicepresidente Nazionale Giuseppe Parrinello che con il suo lavoro meticoloso ed instancabile costituisce un punto di riferimento per tutta la componete volontaria nazionale ed in particolare per i VVFV siciliani. (*) Francesco Mantineo, Presidente della sezione Messinese dellʼANVVFV

nonché capo distaccamento volontario di Moio Alcantara.

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informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, di un nuovo comma all’art. 42, che riguarda gli obblighi di pubblicazione sugli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente. La legge di conversione 119/2013 ha apportato inoltre alcune modifiche al dl 93/2013 che riportiamo di seguito:

Delibera dello stato dʼemergenza. La legge precisa che, oltre a durata ed estensione territoriale dello stato di emergenza, la delibera dispone anche sull’esercizio del potere di ordinanza. Viene così integrato il comma 1 dell’art. 5 della 225/1992.

CAMBIA LA LEGGE SULLA PROTEZIONE CIVILE, AL DIPARTIMENTO AVRANNO UNA BANDIERA E DIVISE DIVERSE DAI VOLONTARI. QUALCHE NOVITÀ ANCHE PER I VVF Il 17 ottobre 2013 sono state emanate Nuove disposizioni di protezione civile; è infatti entrata in vigore la legge 119. Nuove norme sulla delibera dello stato dʼemergenza; abrogato il preventivo controllo della Corte dei Conti sulle ordinanze. I dipendenti del DPC avranno unʼuniforme che li distinguerà dai volontari gialloblu, e il Dipartimento avrà la propria bandiera. Quindici milioni di euro in più ai VVF per la sola attività di “soccorso pubblico” e gli automezzi confiscati alle mafie potranno essere destinati anche al CNVVF, oltre che alle forze di polizia.

Il testo coordinato del decreto legge 93/2013 è pubblicato nella G.U. del 15 ottobre È entrata in vigore la legge n. 119 del 15 ottobre 2013, che converte con modifiche il decreto legge n. 93 del 14 agosto “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province”. La legge, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2013, contiene norme in materia di protezione civile. In particolare l’art.10 del testo conferma alcune disposizioni contenute nel dl 93/2013: le modifiche all’art. 5 della 225/1992 sullo stato di emergenza e sul potere di ordinanza; l’introduzione al decreto legislativo n. 33/2013, che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di

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Controllo della Corte dei Conti. Gli emendamenti apportati al dl 93/2013 dalla legge 119 abrogano il controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti sui provvedimenti commissariali adottati in attuazione delle ordinanze. Il controllo era stato introdotto dal decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10. La modifica è prevista nel comma 4 bis dell’art. 10 della legge 119.

Uniforme e bandiera. La legge 119/2013 introduce inoltre nuove disposizioni riguardanti l’uniforme del personale e la bandiera del Dipartimento della Protezione Civile. Il provvedimento infine prevede disposizioni per la funzionalità del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, potenziandone l’operatività. La legge di conversione introduce inoltre l’art. 11 bis che prevede l’assegnazione di risorse per attività di progettazione preliminare di interventi per la valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente. Novità sulla durata dello stato di emergenza, sugli ambiti di intervento definiti dalle ordinanze di protezione civile e sulla definizione delle risorse necessarie a far fronte alle emergenze: questi sono alcuni dei cambiamenti introdotti dal decreto legge n. 93 del 14 agosto 2013 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province”.

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Il decreto legge, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 16 agosto 2013, passerà ora al vaglio del Parlamento per la conversione in legge, che dovrà avvenire entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. Il decreto legge prevede all’art. 10 disposizioni che riguardano la protezione civile. In particolare, modifica nella legge n. 225/1992 alcuni commi dell’art. 5, che riguarda lo stato di emergenza e il potere di ordinanza; introduce al decreto legislativo n. 33/2013, che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, un nuovo comma all’art. 42, che riguarda gli obblighi di pubblicazione sugli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente; infine, abroga il comma 8 dell’art.1 del decreto-legge n. 245 del 30 novembre 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 27 gennaio 2006, “Misure straordinarie per fronteggiare lʼemergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania ed ulteriori disposizioni in materia di protezione civile”. Rispetto alle modifiche all’art. 5 della legge n. 225/1992, elenchiamo le principali novità:

- Durata dello stato di emergenza. Cambia la durata dello stato di emergenza che ora può estendersi fino a 180 giorni, invece dei precedenti 90, ed essere prorogato fino a ulteriori 180 giorni, invece di 60. La modifica è introdotta nel comma 1-bis dell’art. 5 che sostituisce interamente il precedente comma 1-bis.

- Amministrazione competente in ordinario. L’amministrazione competente in ordinario non è più individuata nella delibera con cui è dichiarato lo stato di emergenza - com’era previsto dal precedente comma 1 dell’art. 5 -, ma è direttamente individuata nell’ordinanza per favorire e regolare il subentro dell’amministrazione pubblica competente in ordinario, emanata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile almeno dieci giorni prima della scadenza dello stato di emergenza.

L’emanazione di quest’ordinanza era già prevista dal comma 4-ter dell’art. 5.

- Ambiti delle ordinanze. Nel comma 2 dell’art. 5 sono elencate le attività che possono essere disposte tramite ordinanze, entro i limiti delle risorse disponibili, che sono: a) organizzare e effettuare i servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione interessata dall’evento; b) ripristinare la funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche; c) realizzare interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo strettamente connesso all’evento, dando priorità a quelli finalizzati alla tutela della pubblica e privata incolumità; d) fare una ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate, e dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio, da realizzare sulla base di procedure definite con la stessa o un’altra ordinanza; e) avviare l’attuazione delle prime misure per far fronte alle esigenze urgenti definite dalla lettera d), secondo le direttive dettate con delibera del Consiglio dei Ministri, sentita la Regione interessata. Rispetto quindi a quanto previsto dalla legge n. 100/2012, il decreto legge n. 93/2013 introduce la possibilità che con le ordinanze di protezione civile si dispongano gli interventi, anche

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strutturali, per la riduzione del rischio residuo e si avviino le prime misure per il ripristino di strutture e infrastrutture e per il risarcimento dei danni.

- Risorse indicate nella delibera dello stato di emergenza. La delibera con cui è dichiarato lo stato di emergenza individua le risorse finanziarie da destinare agli interventi per l’emergenza nell’attesa della ricognizione dei fabbisogni effettivi ed indispensabili che farà il Commissario delegato. La delibera autorizza la spesa nell’ambito dello specifico stanziamento del “Fondo per le emergenze nazionali” e individua, in particolare, la quota di risorse destinate alle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione interessata dall’evento (attività previste dalla lettera a del comma 2, art. 5). Se il Capo Dipartimento della Protezione Civile verifica che le risorse destinate alle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione risultano o stanno per risultare insufficienti rispetto agli interventi da realizzare, presenta tempestivamente una relazione motivata al Consiglio dei Ministri, perché siano presi provvedimenti per integrare le risorse. Queste novità sono inserite nel comma 1 dell’art. 5 che sostituisce interamente il precedente comma 1. - Fondo per le emergenze nazionali. Il Fondo da cui vengono attinte le risorse per fronteggiare le emergenze è definito “Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento della Protezione civile”, e sostituisce il “Fondo Nazionale”, previsto dal precedente comma 5-quinquies. Per il finanziamento delle prime esigenze di questo Fondo è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per il 2013.

Art. 11 Disposizioni per il potenziamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco 1. Limitatamente alle attività di soccorso pubblico rese dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco in contesti emergenziali dichiarati ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’interno - Missione “Soccorso Civile” - Programma “Prevenzione dal rischio e soccorso pubblico“ un fondo per l’anticipazione delle immediate e indifferibili esigenze di spesa, dotato di uno stanziamento di 15 milioni di euro per l’anno 2013. A decorrere dall’anno 2014, lo stanziamento del fondo e’ determinato annualmente con la legge di bilancio. 2. Una quota del fondo di cui all’articolo 2, comma 6sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, pari a euro 15 milioni, e’ assegnata per l’an-

Il dl n. 93/2013 introduce anche un nuovo comma all’articolo 42 del decreto legislativo n. 33/2013 che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Con l’introduzione del comma 1-bis i Commissari delegati svolgono direttamente le funzioni di responsabili per la prevenzione della corruzione e di responsabili per la trasparenza. Queste figure sono previste rispettivamente dall’art. 1, comma 7, della legge n. 190/2012 e dall’articolo 43 dello stesso decreto legislativo n. 33/2013. Infine il dl n. 93/2013 abroga il comma 8 dell’art. 1 del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21 che prevedeva presso il Dipartimento della Protezione Civile la costituzione di un nucleo composto da personale dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato per svolgere attività di monitoraggio e di accertamento delle iniziative adottate dalle strutture commissariali.

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no 2013 per le finalita’ di cui al comma 1, mediante le procedure di cui all’articolo 5, comma 1, del decretolegge 20 giugno 2012, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131. 3. Ai fini della regolazione delle somme anticipate a valere sul fondo di cui al comma 1, restano acquisite all’erario, in misura corrispondente, le risorse rimborsate a qualsiasi titolo al Corpo nazionale dei vigili del fuoco per le spese sostenute in occasione delle emergenze. 4. Alla ripartizione delle risorse del fondo di cui al comma 1 in favore degli stanziamenti della stato di previsione del Ministero dell’interno - Missione “Soccorso Civile”, ivi compresi quelli relativi al trattamento economico accessorio spettante al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, si provvede con decreti del Ministro dell’interno, da comunicare anche con evidenze informatiche al Ministero dell’economia e delle finanze, tramite l’Ufficio centrale del bilancio.

((4-bis. Al comma 5-bis dellʼarticolo 40 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo le parole: “organi di polizia” sono inserite le seguenti: “e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”; b) dopo le parole: “finalità di giustizia,” sono inserite le seguenti: “di soccorso pubblico”.

4-ter. Dopo il comma 12 dellʼarticolo 48 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e successive modificazioni, eʼ inserito il seguente:

“12-bis. Sono destinati in via prioritaria al Corpo nazionale dei vigili del fuoco autocarri, mezzi dʼopera, macchine operatrici, carrelli elevatori e ogni altro mezzo per uso speciale, funzionali alle esigenze del soccorso pubblico”)).

5. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 8, comma 4, le parole “e le forze di polizia” sono sostituite dalle seguenti: “le forze di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco”;

b) all’articolo 71, dopo il comma 13, è inserito il seguente: “13-bis. Al fine di garantire la continuità e l’efficienza dei servizi di soccorso pubblico e di prevenzione ed estinzione degli incendi, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco può effettuare direttamente le verifiche periodiche di cui al comma 11, relativamente alle attrezzature riportate nell’allegato VII di cui dispone a titolo di proprietà o comodato d’uso. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco provvede a tali adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.”; c) all’articolo 73, dopo il comma 5, è ((aggiunto)) il seguente: “5-bis. Al fine di garantire la continuità e l’efficienza dei servizi di soccorso pubblico e di prevenzione ed estinzione degli incendi, la formazione e l’abilitazione del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco all’utilizzo delle attrezzature di cui al comma 5 possono essere effettuate direttamente dal Corpo nazionale medesimo, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”. V F V S E T T E M B R E / O T TO B R E 2 0 1 3

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Saranno fiori bianchi Speciale via Palestro – 20 anni

«Carlo La Catena, Sergio Pasotto, Stefano Picerno, tre colleghi che con la festa nel cuore sono andati incontro ad una sorte maledetta. Li ricordiamo e ricordiamo a noi stessi che la convivenza civile e la libertà dalle mafie sono frutti da coltivare e conservare con la forza perseverante della partecipazione.» (Silvano Barbéri – Comandante Provinciale VVF Milano)

Tratto da “Saranno Fiori Bianchi” di Alessandro Cecutta e Sergio Salemi (vigili del fuoco)

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M

ilano, martedì 27 luglio, una sera afosa d’una città semideserta; persino Corso Buenos Ayres – solitamente gremito d’auto e pedoni – è stranamente tranquillo. Intanto nella vicina caserma dei Vigili del Fuoco di Via Benedetto Marcello la squadra è appena rientrata da un intervento per una persona bloccata in ascensore. “Finalmente si può brindare oggi è il compleanno del Paso: «Auguri Sergio... auguri per i tuoi 34 anni!» e tra un pasticcino e un bicchiere di spumante, si sentono le risate di Stefano, Paolo, Antonio, Massimo, Carlo e Antonino che festeggiano nella sala mensa della caserma.”

Ore 23:04 Nella sala operativa dei vigili del fuoco di via Messina un telefono squilla. Il centralinista nota che si tratta della linea telefonica diretta dei vigili urbani. “Il vigile Giorgio alza la cornetta e risponde:

«Vigili del fuoco.» «Qui i vigili urbani, potete inviare una vostra squadra in Via Palestro, cʼè una nostra pattuglia in posto che ci ha segnalato una vettura dalla quale sta uscendo del fumo.» «Va bene ora provvediamo!» La solita routine, una richiesta d’intervento normalissima e dopo aver riagganciato la cornetta mi giro verso il capo squadra responsabile della sala operativa: «Scusa Leone, hanno appena chiamato i vigili urbani per segnalarci del fumo che esce da una vettura in via Palestro, posso inviare una squadra?» «Va bene, chiama sulla diretta quelli di Marcello che è zona loro.» Alzo il telefono della linea diretta e immediatamente il vigile ausiliario mi risponde: «Si dimmi.» «Manda lʼautopompa a Milano via Palestro allʼaltezza del padiglione di arte contemporanea, per fumo da vettura, cʼè una pattuglia della municipale in posto.»”

rio, legge l’indirizzo e si avvia verso l’autopompa. Paolo monta al posto di guida, mette in moto il 160 mentre Stefano al suo fianco gli dice: «Andiamo in via Palestro.» Paolo ingrana la seconda, accende la sirena e parte; Intanto i vigili dietro si stanno preparando, mentre indossano l’elmetto e il nomex, tra una battuta e l’altra c’è chi chiede: «Allora chi la fa?» «Ma si dai, la faccio io, è un poʼ di tempo che non ne faccio una.» Mentre Carlo e Massimo guardano gli altri parlare si sentono un po’ smarriti, sono ancora vigili in prova, hanno appena finito il corso, gli altri sono chi più chi meno già navigati, per loro questo genere d’intervento è ordinaria amministrazione. L’autopompa a sirene spiegate esce da via San Gregorio e curva a destra in Buenos Aires, le strade sono praticamente deserte, il 160 prende velocità, attraversa piazza Oberdan, Paolo mette la quinta mentre entra in Corso Venezia. «Dai siamo quasi arrivati, certo che con le strade così vuote si arriva in un attimo.» Appena superato il museo di scienze naturali Paolo comincia a scalare, quinta bassa, doppietta, quarta alta, curva a destra ed entra in via Palestro.

Mentre i vigili sono ancora in sala mensa a brindare per il compleanno di Sergio, il tutto viene interrotto dal suono della campana e l’annuncio dell’altoparlante: «Deve uscire l’autopompa per principio d’incendio vettura.» E i vigili esclamano: «Che sfiga, proprio ora!» «Vabbè dai, metti la bottiglia in fresco nel frigo.» «Si va bene, i pasticcini li finiamo quando rientriamo.»

Nel frattempo la prima partenza della sede centrale si trova a Bollate per un incendio vettura, manca ancora qualche minuto per ultimare lo spegnimento per poi cominciare il rientro verso la sede centrale.

I ragazzi raggiungono la rimessa, mentre Stefano passa per il centralino e si fa consegnare il biglietto dall’ausilia-

“Paolo supera l’auto e si posiziona sul fianco della Fiat Uno, i vigili scendono dall’autopompa mentre

Ore 23:08 «Autopompa Marcello in Posto!» dice Stefano via radio. «OK Marcello.» risponde la sala operativa.

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Stefano Picerno

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Carlo La Catena

Alessandro Ferrari scende dalla pattuglia e va loro in contro. Stefano e Sergio si avvicinano alla Uno, notano che i finestrini sono leggermente abbassati e l’abitacolo è invaso dal fumo. Immediatamente Massimo apre una portiera facendo fuoriuscire dall’abitacolo tutto il fumo che svanisce subito, poi un altro vigile apre il cofano per controllare il motore e li ci rendiamo conto che non c’è niente. «Che strano qui non brucia niente proviamo a vedere nel baule.» Dopo aver aperto il portellone vediamo che all’interno c’è un grosso pacco avvolto con lo scotch e qualche filo che fuoriesce. Il Paso non esita subito a dire: «Sarà una cazzata... ma se questa è una bomba?» Stefano senza neanche pensarci prende subito sul serio le parole di Sergio e grida: «Allontaniamoci tutti!» Immediatamente noi e i vigili urbani decidiamo di spostarci nelle due direzioni opposte della via Palestro per fermare il traffico e facciamo allontanare la gente attorno. Cominciamo subito l’evacuazione delle poche persone che si trovano in giro, c’è un camper di villeggianti che facciamo subito andare via. Paolo monta sull’autopompa per allontanarsi mentre Stefano si mette alla radio per comunicare alla centrale la situazione: «Sala operativa Milano da autopompa Marcello.» «Si avanti Marcello.» «Nel baule della macchina cʼè un grosso involucro, uno scatolone fasciato con carta da pacchi con dei fili ed esce del fumo, si presume che sia un ordigno.» «Va bene ok allontanatevi e mantenete una distanza di sicurezza, noi allertiamo la Polizia.»”

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Sergio Pasotto

Alessandro Ferrari

La sala operativa si mette subito in comunicazione via radio con Picerno:

«Se vi è possibile andate a vedere il numero di targa e mantenetevi il più possibile in zona di sicurezza!»

Intanto l’autopompa si allontana di una ventina di metri considerato il fatto che, se si dovesse usare il naspo, ci si trova a una distanza non troppo lontana per operare. “Paolo si mette di traverso in mezzo la strada per bloccare le auto che arrivano da piazza Cavour, innesta la presa di forza e scende dirigendosi al vano pompa, tira giù il naspo e rimane con gli altri vigili vicino l’autopompa per monitorare la situazione, mentre Massimo è andato avanti per fermare le auto.” Anche Alessandro e Catia – i due VVUU che avevano dato l’allarme - salgono immediatamente sulla pattuglia, mettendosi subito in comunicazione con la loro centrale

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operativa: «Qui cʼè unʼautobomba allertate gli artificieri!» “Alessandro ingrana la marcia e sgommando fa un’inversione con l’auto e ci portiamo in direzione di Corso Venezia fermandoci all’altezza di Via Marina in mezzo la strada che, guardando verso il PAC dove si trova la Uno, fa una leggera curva al punto che l’auto in questione non si vede.” Catia scende dall’auto per far deviare le macchine in arrivo verso Via Marina. “Mentre sto facendo viabilità, Alessandro sta effettuando delle comunicazioni via radio con la centrale operativa. Per un secondo distolgo l’attenzione da quello che sto facendo e guardo verso la nostra macchina, mi accorgo che Alessandro si sta allontanando dalla nostra pattuglia dirigendosi verso la Uno, non ho nemmeno il tempo di realizzare questa cosa che comincio a gridargli: «Alessandro, ma dove vai! Non andare! Eʼ pericoloso!» Per un breve istante lui gira il capo e con lo sguardo rassicurante mi dice: «E va bene... SARANNO FIORI BIANCHI!» E così si allontana scomparendo dietro la curva mentre continuo a chiamarlo. Contemporaneamente vedo lampeggiare la spia della radio, mi metto in comunicazione con la centrale operativa: «Guardate che il collega si sta dirigendo verso lʼauto per vedere la targa.» «Si, ci è stata richiesta dalla Polizia, se si riesce a vedere... sono stati allertati gli artificieri!» risponde la centrale operativa.” Ore 23:10 Catia è seduta in auto in comunicazione radio con la sua

centrale operativa. Paolo ha appena tirato giù il naspo dell’autopompa e al suo fianco ci sono Antonio e Antonino. Massimo è corso più avanti verso Piazza Cavour per fermare le auto. Stefano, Sergio, Carlo e Alessandro si stanno per incrociare provenendo dai due lati opposti di via Palestro verso la Fiat Uno per l’ultimo sopralluogo... Un fascio di luce bianca intensa, un bagliore che da terra va a toccare il cielo... uno scoppio fortissimo, fuoco da tutte le parti e subito dopo silenzio totale con un rumore in sottofondo di fiamme che divampano. L’esplosione si propaga con un’intensa onda d’urto che spazza tutto ciò che ha intorno, riducendo in mille pezzi la Fiat Uno, provocando un cratere nel terreno fino a raggiungere una tubazione del gas, creando immediatamente un incendio. Stefano, Sergio, Carlo e Alessandro sono i più vicini e sono investiti dall’esplosione. Gli altri sono spazzati a

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della radio che si accende durante le comunicazioni. Mi rispondono, ma non riesco a comprendere quello che mi stanno dicendo.” Il personale della prima partenza, che sta rientrando in sede da Bollate, ascolta la comunicazione radio. “Rimaniamo tutti senza fiato, mentre sentiamo Paolo gridare via radio: «Manda, manda, manda, qui è scoppiato tutto, non sento niente, manda altri mezzi!!!» Non serve nemmeno che la sala operativa ci chiami che il capo squadra Franco Dondi mi dice: «Bobo vai in via Palestro!» Accendo la sirena e comincio a schiacciare l’acceleratore, qualche istante dopo la sala operativa ci chiama proprio per inviarci sul luogo dell’esplosione. terra dallo spostamento d’aria che porta detriti di ogni genere. Fortunatamente la maggior parte dei pezzi esplosi volano sopra di loro colpendo le parti alte dell’autopompa, il motore della Uno li sorvola, finendo diverse decine di metri più avanti. Catia prende immediatamente la radio e chiama la sua centrale operativa: «Cazzo! Eʼ esplosa!!! Mandate i soccorsi!!!» urla via radio. «Lʼabbiamo sentita anche noi.» risponde l’operatore della centrale. “Scendo dall’auto e grido alle persone di allontanarsi, giro per la strada senza sapere cosa fare. Mi sento sola, isolata come se fossi in guerra!” “Cerco un volto conosciuto ma non trovo nessuno per avere conforto, sono abbandonata in balia degli eventi.”

Ci troviamo alla rotonda prima dell’ospedale Sacco, distiamo circa una decina di chilometri. A sirene spiegate cerco di andare il più forte possibile, mi sembra che l’autopompa vada più lenta che mai e i minuti che trascorrono mi sembrano ore.” Intanto Paolo, dopo aver chiamato rinforzi via radio, scende dall’autopompa. “Vedo Antonio a terra che si tiene la gamba, il suo sguardo incrocia il mio e gli dico: «Tutto bene?» «Vai a vedere gli altri!» mi risponde con voce dolorante indicandoli.” “Mi guardo attorno per capire cosa fosse successo, tutto

Paolo, investito dall’onda d’urto è caduto a terra sul fianco sinistro dell’autopompa. “Non capisco cosa sia successo, il tempo di riprendermi, mi alzo tutto dolorante per la caduta e senza pensare a niente corro sul mezzo per chiamare aiuto via radio, passo davanti al muso del camion e salgo dal lato del capo.” “Cerco di parlare, ma non capisco se mi hanno ricevuto. Sento un rimbombo continuo nelle mie orecchie, poi realizzo di non sentire più bene, quando vedo la luce della selettiva

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è illuminato a giorno dal fuoco, corro avanti fino a incontrare Massimo e Antonino, anche loro un po’ malconci per la rovinosa caduta a terra.” «Andiamo a vedere come stanno gli altri.» Poco più avanti, li troviamo riversi a terra... Cerchiamo di prestare loro i primi soccorsi, spengo con le mani delle fiammelle sulla giacca di uno di loro e tento un accenno di rianimazione mentre per gli altri non c’è ormai nulla da fare. Massimo prende il naspo dall’autopompa e comincia a gettare acqua per tenere sotto controllo il fuoco che si è creato per la rottura della tubazione del gas. ”Negli stessi istanti un’ambulanza della croce bianca sta transitando in Piazza Repubblica, all’altezza di piazza Cavour il mezzo di soccorso viene intercettato da una gazzella di Carabinieri e indirizzato verso via Palestro. Gente sconvolta che scappa correndo lungo la via piena di macerie, in mezzo a tutta quella confusione si trovano davanti a un motore fumante scaraventato via dall’esplosione. Un carabiniere va incontro ai volontari indicando che poco più avanti, di fronte alle fiamme, giacciono dei corpi esanimi a terra. Si richiede subito via radio l’intervento di altre ambulanze.” Intanto la prima partenza sta percorrendo a tutta velocità le vie della città. “Le strade sono semideserte, il Bobo è concentratissimo nella guida, Franco è preoccupato e i vigili seduti dietro non parlano.” “Passiamo via Mac Mahon, via Cenisio, poi giriamo per i Bastioni di Porta Nuova, nessuno ancora immagina cosa sia accaduto, il Cicalone ad ogni curva si tiene saldo e pensa che non ha mai visto il Bobo correre così forte.” I soccorritori della Croce Bianca trovano delle persone a terra adagiate contro il marciapiede, sono semicoperte da polvere e calcinacci. “A stento si riesce ad intravvedere una divisa. Sono vigili del fuoco. Poco distante da loro c’è anche un vigile urbano. Ci dividiamo in due coppie e tentiamo una disperata rianimazione. «Dove sono le altre ambulanze?» gli attimi sembrano ore. Ore 23:21 Si sente il fischio di una sirena che arriva da piazza Cavour, è la prima partenza della centrale. «Prima partenza in posto!» “Il capo squadra Dondi capisce subito la gravità della situazione e con voce concitata dice a Bobo: «Vai più avanti, vai più avanti!» E subito via radio chiede rinforzi.”

Dalla sede centrale di via Messina partono in successione l’autolettiga e l’autopompa Sardegna. In quegli ultimi metri percorsi con l’autopompa, Franco vede in tutta la sua cruda realtà l’effetto devastante dell’esplosione. “Un caos impressionante: gente che corre ovunque, fiamme altissime dovute alla fuoriuscita del gas dalle condotte sotterranee, alberi con rami spezzati, un distributore di benzina divelto e i cavi dell’elettricità a terra che sfiammano.” “Scendiamo dall’autopompa e cominciamo a vedere a terra i corpi, Angelo corre subito verso il personale sanitario per assistere i colleghi feriti, Cicalone e gli altri stendono le tubazioni mentre il Bobo si occupa della pompa. Il caposquadra invece sta facendo una veloce ricognizione, alza lo sguardo e vede sui rami degli alberi brandelli di vestiti, poi si guarda attorno... è preoccupato, ha paura che ci sia un’altra bomba.” Dopo un paio di minuti, qualcuno avverte i soccorritori delle Croce Bianca che all’interno dei giardini pubblici c’è un altro corpo immobile. “Con la luce di una pila ci addentriamo nel parco, scorgiamo un corpo a faccia in giù, distante circa una cin-

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incidente e comincio ad organizzare le vetture per andare a prendere i familiari e portarli negli ospedali.” Tutti i feriti oramai sono stati trasportati negli ospedali, sul posto rimangono solo forze dell’ordine e vigili del fuoco; è arrivato anche il pool di mani pulite. Sgomento e rabbia è il sentimento provato dai pompieri che, nonostante la stanchezza per il duro lavoro, rifiutano di ricevere il cambio. Nessuno parla di ciò che è successo, ma tutti soffrono in silenzio per la tragica scomparsa dei colleghi.

quantina di metri dal punto dello scoppio; è un cittadino di nazionalità marocchina, scaraventato laggiù forse perché si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.” “Intanto sul posto è giunta anche l’automedica di rianimazione dell’ospedale di Niguarda, tentiamo anche per l’extracomunitario il tutto per tutto.” “Ad un certo punto della rianimazione alzo gli occhi e vedo al mio fianco il notissimo oncologo professor Veronesi che ci esorta: «Andate avanti così ragazzi, state andando bene, forse ce la fate!» L’equipaggio dell’automedica prosegue al nostro posto la rianimazione per quasi 40 minuti ma senza risultato. Il povero marocchino è giunto al policlinico ormai deceduto, la nostra corsa è stata inutile.”

Ormai è l’alba, un nuovo giorno sta cominciando, tutto intorno desolazione e tristezza... Arriva il pulmino con il personale del turno montante per il cambio e i vigili fanno rientro in sede centrale dopo questa tragica notte, che li segnerà per sempre. C’è chi non riesce più a trattenere le emozioni per questa terribile esperienza, qualcuno scoppia a piangere. E’ difficile parlare e negli anni per molti rimarrà sempre una sofferenza da portare con sé, senza riuscire a condividerla.

Il vigile Mauri – al centralino del 115 - si occupa di avvisare i familiari. “Ho già conferma che i vigili Carlo La Catena e Stefano Picerno sono deceduti, ci è stato comunicato ufficialmente dal caposquadra Dondi.” Ad un tratto squilla il telefono, è un signore preoccupato: «Sono un parente di Stefano, i giornalisti hanno telefonato a casa di sua moglie e le hanno detto che il marito è stato coinvolto in un incidente grave!» «Sappiamo solo che si trova allʼospedale, stia tranquillo, inviamo subito una macchina a prendervi.» “Intanto chiamo gli ospedali per sapere le condizioni dei colleghi e mi confermano che anche Sergio Pasotto è deceduto.” “Chiamo subito sua madre dicendole che c’è stato un

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entre andiamo in stampa, apprendiamo che, dopo lunga agonia, è deceduto il vigile permanente M a u r iz io Berardinucci, quarantasettenne gravemente ferito in seguito all’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio a Città Sant’Angelo, nel pescarese.

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Era uno dei fondatori del distaccamento volontario di Montesilvano. Lo ricorda commosso l’attuale capodistaccamento Gi a ll u ca Buccella: “Nel dicembre 1999 quando venne aperta la nuova caserma, Maurizio era tra i fondatori ed ha prestato servizio in modo continuativo fino al 2007, anno in cui è rientrato nella graduatoria per concorso a vigile permanente. E’ comunque restato sempre orgoglioso d’aver fatto parte del nostro distaccamento volontario.” Il collega scomparso risiedeva a 700 metri dalla caserma montesilvanese, era quindi uno dei primi a giungere al suono dell’allarme, ai tempi del servizio volontario a chiamata. “Ora verrà ad abitare ancora più vicino - dice commosso Buccella - il cimitero dista soli 250 metri dalla nostra caserma; con tanto orgoglio posso dire che MAURIZIO ERA UNO DI NOI!”. Col collega salgono a cinque le vittime dell’esplosione della fabbrica di fuochi pirotecnici dello scorso luglio. Quella seconda esplosione che, a distanza di 20 minuti dalla prima, sorprese lui e gli altri vigili, uccidendo sul colpo il figlio del titolare della fabbrica, il ventiduenne Alessio Di Giacomo. Con la prima deflagrazione erano invece deceduti il padre Mauro di Giacomo, il fratello Federico e il nipote Roberto. Altri quattro vigili della squadra restarono feriti; Maurizio, in un primo momento era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara per poi venir trasferito al Gemelli di Roma. Le condizioni erano rimaste gravi, poi peggiorate negli ultimi giorni, sino al decesso. Maurizio Berardinucci era sposato e padre di tre figli.

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Lo stesso comma 7 dell’articolo 9 della legge di stabilità prevede anche che le risorse derivanti dall’alienazione dei velivoli della flotta di Stato affluiscano all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze finalizzate alle esigenze di protezione civile per il potenziamento del concorso aereo di Stato per il contrasto agli incendi boschivi.

Il Governo non trova 500mila euro per le visite mediche dei VVF volontari ma stanzia 5 milioni per 4 elicotteri del CFS Il Governo stanzia 5 milioni in più per gli (4) elicotteri

del Corpo Forestale dello Stato e boccia emendamento da 500mila euro per visite mediche aspiranti VVFV dei

Ad agosto il presidente del Consiglio Enrico Letta aveva annunciato la decisione di ridurre da 10 a 7 il numero dei velivoli della flotta aerea di Stato, definita ‘’inadeguata’‘ e ‘’in eccesso’‘, con la cessione di un Airbus 319 e due Falcon 900 per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro. Risorse che una volta incassate, aveva spiegato il premier, sarebbero andate ad aumentare il budget a disposizione della Protezione civile per il concorso aereo al contrasto agli incendi boschivi.

La Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha respinto soli distaccamenti volontari. La flotta (flottina) degli Erickson la proposta - al Senato era passata all’unanimità - che prevedeva era in carico al DPC, col passaggio al CFS “servono risorse “visite mediche” a carico apposite”. I Canadair, invece, dalla scorsa estate hanno dellʼAmministrazione per quei VVFV reclutati per le esigenze dei la livrea del CNVVF; pur non avendo, questʼultimo, distaccamenti volontari. Gli aspiranti vigili del fuoco volontari conticompetenze sugli incendi di bosco dagli anni ʼ70. nueranno quindi a sborsare centinaia d’euro (circa 500, dopo un recente aumento del 60% delle tariferranno stanziati 5 milioni di € in più a partire fe) per pagarsi da sé gli accertamenti sanitari dʼindal 2014 per garantire il funzionamento della gresso. flotta aerea antincendio del Corpo forestale Sarebbero bastati 500.000 euro all’anno - detraibili dagli dello Stato. stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale richiamato in servizio “ventigiornista” - tanto aveva deciso Palazzo Madama su proposta di gruppi politici della Le risorse aggiuntive arrivano dalla Legge di stabilità, Lega Nord, del PD e del PDL, ma la Camera non ha senal vaglio del Senato, e servono in particolare a sostetito ragioni. Grosso l’impegno dal mondo del nostro nere i costi di quattro elicotteri Erickson S64F la cui volontariato VF (da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto gestione, fino allo scorso giugno a carico del e Piemonte) che aveva collaborato alla stesura della proDipartimento della Protezione civile, è stata affidata al posta, oltre cha alla sensibilizzazione degli esponenti Corpo forestale dello Stato “che necessita pertanto - si politici. spiega nella relazione - di risorse apposite”.

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a Canottieri Sebino ha scritto una nuova pagina della sua gloriosa storia: nelle finali concluse sul torrido campo di regata del Campionato Mondiale U23 di Linz, in Austria, l’equipaggio 4 di coppia Pesi Leggeri formato da Paolo Ghidini-SC Sebino Lovere, Michele Quaranta, Francesco PegoraroSisport FIAT, Matteo MulasLavoratori Terni, ha conquistato l’oro, portando alla nazionale un magnifico risultato che viene condiviso con orgoglio dalle società di provenienza dei quattro atleti, fusi in un fluido e vigoroso equipaggio sui campi di allenamento di Sabaudia grazie alla direzione del tecnico federale responsabile del settore maschile Spartaco Barbo. L’equipaggio ha dimostrato una maturità straordinaria e la capacità di gestire il campo di gara con lucida determinazione, riuscendo in poche battute a cambiare le coordinate agli avversari e a trasformare radicalmente gli esiti delle eliminatorie precedenti. A dare una precisa idea dell’intensità della finale, ecco la cronaca riportata dalla Federazione Italiana Canottaggio:

IL

CAMPIONE MONDIALE DI CANOTTAGGIO

È UN

VIGILE

DEL

FUOCO

VOLONTARIO

Il ventenne Paolo Ghidini, in servizio al distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Lovere (Bergamo), ha conquistato lʼoro in Austria, assieme al suo equipaggio. Paolo è figlio e nipote “dʼarte”, il bisnonno è stato pompiere volontario a Lovere, mentre il papà “ora CRE a Clusone”, ha inziato come volontario a Lovere. a cura di Federico Baldassari

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“E’ nel gruppo il quattro di coppia azzurro e alla prima rilevazione del tempo transita terza dietro a Francia, prima, e Germania, seconda. Ma la barca azzurra non ha difficoltà e, non paga del terzo posto, porta il ritmo a 37 colpi e appaia la Germania ai 700 metri, anche se mantiene la terza posizione. Ai 1300 metri la barca azzurra è già seconda mentre viene risucchiato anche il distacco dalla Francia che entra in difficoltà e ai 1500 metri l’Italia passa in vantaggio con autorevolezza al punto che sul finale transita in solitaria davanti a tutte con un distacco abissale sugli avversari.


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Italia campione del mondo con 5.55.14. 2^ Francia con 5.58.06. 3^ Germania con 5.59.23. Seguono Argentina, Danimarca e Stati Uniti”. Grazie a questa vittoria l’Italia conserva il titolo di specialità, del quale si era fregiata già lo scorso anno, e raggiunge un palma res di 3 ori (4+ maschile e 2- maschile, oltre a questo 4x PL) che procura grande soddisfazione già con questa prima giornata di finali. Dal canto suo la Canottieri Sebino, con Paolo Ghidini sul podio mondiale, vive una nuova puntata di un racconto di successi internazionali che parte dal primo dopoguerra, passando dal bronzo singolo di Francesca Bentivoglio ai mondiali del 1987, per arrivare sino al più recente bronzo di Matteo Macario in 8+ ai mondiali del 2010. Una nuova puntata che, grazie al più alto gradino del podio toccato in campo mondiale, rimarrà sicuramente nella memoria del sodalizio come la puntata più avvincente. L’esultanza di Paolo si trasferisce in pochi secondi alla sede sociale e al paese di Lovere dove Paolo è nato e cresciuto, dividendo il proprio impegno tra studio e canottaggio, con una costante presenza in Sebino dove l’atleta, sotto la guida del direttore Tecnico Carlo Babaglioni, ha percorso una lunga e proficua strada di crescita sportiva, sino a divenire uno degli atleti di spicco della ben fornita scuderia biancazzurra. Nato a Lovere il 6 agosto 1992, Paolo Ghidini è figlio e nipote d’arte in quanto il padre ha iniziato la carriera pompieristica nel distaccamento di Lovere come volontario. Permanente dal 1982, ora CRE al distaccamento di Clusone. A sua volta il bisnonno di Paolo era pompiere volontario nella caserma di Lovere. V F V S E T T E M B R E / O T TO B R E 2 0 1 3

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VOLONTARI ASOLANI

AMPLIANO LA CASERMA, MA ANCHE LE VEDUTE Sʼè svolta in ottobre lʼinaugurazione della nuova ala della sede del distaccamento

volontario di Asolo, nel trevigiano. Quaranta mq. in più che permetteranno il ricovero dʼun

nuovo mezzo AIB. Il taglio del nastro sʼè svolto alla presenza dʼautorità provinciali e locali;

il comandante dei VVF ha evidenziato la rilevanza di questo presidio volontario a tutela del territorio. I pompieri asolani, in luglio, avevano anche visitato il Comando Provinciale milanese e incontrato i capi distaccamento volontari per uno scambio dʼesperienze. a cura della redazione

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el riconoscere al distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Asolo i meriti per la collaborazione ed il servizio svolto nel territorio asolano e nei comuni dell’area Pedemontana, l’Amministrazione di Asolo ha concordato con il Comando Provinciale di Treviso, la concessione di un’ulteriore porzione dell’edificio comunale di Casella d’Asolo in Via Giorgione 75. I nuovi locali concessi, di oltre 40 mq, permettono di ampliare lo spazio destinato a magazzino/deposito, consentendo di ottimizzare l’autorimessa per il ricovero di un ulteriore mezzo in uso al distaccamento quale il fuoristrada Mitsubishi L200 Autorità civili e militari posano davanti alla caserma con modulo antincendio boschivo. Al rinnovata - in prima pagina mezzi del Museo VVF Milano. taglio del nastro, sabato 26 ottobre alle ore 15.00, erano presenti il sinIl distaccamento forte di 20 uomini assicura attraverso daco Loredana Baldisser, il comandante dei carabinieri reperibilità e presidi il soccorso in 12 comuni della zona di Asolo Patrizio Rebeschini ed il comandante provinciapedemontana della provincia di Treviso ed il supporto al le dei vigili del fuoco dott. Ing. Agatino Carrolo il quale ha comando provinciale, portando a termine fino a 200 lodato l’attività del distaccamento e ne ha sottolineato interventi l’anno. l’importanza per il territorio in cui svolge la propria attività. Invitata alla manifestazione anche una delegazione Al fine d’ampliare le proprie conoscenze, una delegaziodel gruppo di volontari della protezione civile locale. ne del distaccamento di Asolo, il 28 luglio scorso, aveva visitato la sede centrale dei VVF milanesi. Particolare attenzione era stata dedicata ai mezzi operativi e ai nuclei specialistici, ma fu altrettanto prezioso l’incontro con alcuni capi distaccamento volontari della provincia di Milano.

Taglio del nastro da parte de Comandante Prov.le di Treviso, Carrolo.

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Un vero e proprio scambio d’opinioni ed esperienze: formazione del personale, motivazione, modalità d’allertamento; tempi di risposta e copertura fasce orarie, tra gli argomenti trattati. Seguì la visita al museo del Comando, il pranzo presso la sala mensa, insieme ai cugini permanenti in servizio presso la sede centrale. La gita a Milano fu anche l’occasione per visitare la Città, i monumenti ed i caratteristici scorci.

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GARA

D’ANTICHE POMPE A MANO

La tradizionale gara s’è svolta quest’anno ad Almese (Torino): vincitori i campioni in carica, i vigili del fuoco volontari di Caselle Torinese; secondi i padroni di casa, i VVFV di Almese. Alla competizione ha partecipato anche personale dei distaccamenti provinciali permanenti e una rappresentativa Svizzera. Testo e foto di Matteo Pettigiani

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In alto: Natale ZANIOLO ex capo distaccamento a Vérres (AO) attivo per 25 anni nella sezione di Aosta della ANVVFV (quando anche i VVF della VDA erano sotto il Corpo Nazionale). Natale non perde una “gara pompe” da quando è stato istituito questo concorso e i giovani pompieri partecipanti - all’ultima edizione di Almese - avrebbero esclamato: “Quel vecchietto, nel lancio della manichetta, ci frega sempre!”.

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TRADIZIONI ria andò al Distaccamento Permanente di “Susa 92”. Si trattò comunque d’un ex equo con i vincitori assoluti di quest’anno, la squadra del distaccamento volontario di Caselle Torinese. I vigili del fuoco volontari di Almese effettuano circa 200 interventi i soccorso l’anno ed intervengono – in prima istanza – anche nelle municipalità di Villardora e Rubiana; capita però che vengano inviati negli altri comuni del circondario.

L’

estate scorsa, in piazza ad Almese (Torino), si sono affrontate 8 squadre provenienti da tutta la provincia e composte sia da personale permanente che volontario. La gara vedeva i vari gruppi intenti ad effettuare un percorso con vecchie pompe a stantuffi. La prova d’abilità verteva nello scarrare la pompa, prepararla per il funzionamento, distendere le tubazioni e mettere in pressione la condotta con la sola forza delle mani. Le squadre, composte da massimo da 10 membri, dovevano pompare a braccia per 2 minuti, durante i quali venivano valutati: la distanza del getto d’acqua, il tempo per effettuare la prova (dal via alla fine della prova). Altro parametro, l’originalità delle divise indossate, il lancio della manichetta, e lo stato di conservazione ed efficienza delle antiche “trombe da incendjo”. Presente anche una squadra svizzera.

Le prime notizie, invece, che s’abbiano dei Pompieri a Caselle Torinese, risalgono al 9 ottobre 1791, nell’ordinato del Comune in cui compaiono i primi nomi di pompieri ed un elenco di interventi soprattutto incendi con una moltitudine di particolari. Negli anni seguenti vi sono elencati una serie di incendi, le prime spese per l‘acquisto di una pompa sostenute dai cittadini e così via fino al 1961. La situazione cambiò con la soppressione dei singoli Corpi esistenti a livello provinciale, e con la conseguente creazione di un unico Corpo Nazionale, il quale, nella sua nuova dimensione unitaria, viene organizzato in Comandi Provinciali, a loro volta articolati in Distaccamenti e posti di vigilanza. A ciò si affiancò l’im-

Prima classificata, la squadra campione in carica del distaccamento volontario di Caselle Torinese, seconda quella del distaccamento volontario che ospitava la gara, quella di Almese. La prima edizione di questa competizione si svolse a Borgone Susa (Torino) nell’estate del 2008, la vitto-

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TRADIZIONI portante novità istituzionale degli Ispettorati di zona (ora direzioni regionali), aventi il compito di realizzare il coordinamento funzionale dei Comandi Provinciali. Si delineò così in tutta la provincia di Torino e nella Regione del Piemonte una struttura antincendi organizzata, come tutt’oggi, da distaccamenti Permanenti e Volontari distribuiti nella provincia; tra questi trovò spazio il Distaccamento di Caselle inquadrato nella prima cintura della città di Torino oltre ad essere uno dei primi dieci più operativi ed attrezzati della provincia. Anche il Distaccamento di Caselle subì la nuova organizzazione, magistralmente gestita dal Capo Squadra Vol. Geom. Carlo Pidello che con la sua preparazione riuscì a condurre i suoi 10 pompieri o meglio secondo le nuove regole i suoi Vigili del Fuoco - nella trasformazione in atto su tutto il territorio regionale. Gli anni ‘70 videro entrare nel Distaccamento una nuova generazione di Vigili Volontari. All’inizio degli anni ‘80 il distaccamento dovette affrontare una profonda crisi esistenziale, in quanto la forza in carico non poteva consapevolmente gestire il costante aumento di interventi sui

quali il Comando Provinciale di Torino chiamava ad operare. Inoltre molti Vigili che erano in forza operativa del Distaccamento dovettero abbandonare l’attività lavorativa svolta a Caselle, durante la crisi industriale che falciò parecchie fabbriche del Comune, per recarsi durante il giorno presso la nuova attività, principalmente svolta a Torino. Questo causò al Distaccamento l’impossibilità operativa durante le ore diurne della giornata, per questo venne meno l’affidabilità del Distaccamento stesso a tal punto di prospettare la chiusura della sede volontaria agli inizi degli anni ‘80. Questo fu il dilemma che dovettero affrontare i giovani che si affacciavano al Volontariato operativo presso il Distaccamento, l’ingresso delle nuove leve diede immancabilmente un tale impulso da ri-coinvolgere i veterani in questa nuova ondata di entusiasmo, voglia di emergere e di distinguersi. Nel 2012 i VVF volontari di Caselle hanno espletato 211 interventi di soccorso tecnico e antincendi (82 nel proprio municipio, 40 a Borgotaro T.se, 55 a Leini, 22 nel capoluogo torinese, e 12 in altri comuni). Il mezzo di soccorso più all’avanguardia è un “Polisoccorso” Mercedes Sprinter attrezzato per incidenti stradali, infortuni sul lavoro e persone intrappolate.

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saggio non solo i rappresentanti del personale volontario VF – in primis il Presidente Cappelletti che ha relazionato sull’attività del 2012/2013 – ma soprattutto il Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Rollandin e il comandante del Corpo Valdostano VVF Coriale.

Valle d’Aosta - Volontari e Professionisti resteranno un unico Corpo VVF Quasi 1.500 vigili del fuoco volontari, una caserma ormai in ogni municipalità della Valle. Ripianato il monte ore formativo con oltre diciottomila ore tra formazione in aula ed esercitazioni sul campo. 164 nuovi formatori volontari, e tempestività anche negli interventi in alta quota con moduli elitrasportabili. Una cultura dʼefficienza e professionalità propria di tutto il Corpo Valdostano dei VVF, nelle due componenti: volontaria e professionale. a cura di Antonio Ascanio Mangano fotografie di Andrea Rabbolini

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onostante si trattasse d’una giornata uggiosa, l’assemblea annuale del personale volontario del Corpo Valdostano dei vigili del fuoco – svoltasi a Fénis l’ultima domenica di settembre – è perfettamente riuscita. Il sistema di 76 caserme (una per ogni municipalità), rette da 1500 VVF volontari, viene riconfermato più che attuale: e per la pronta risposta in caso di soccorso tecnico urgente, e per la risoluzione di piccole e grosse calamità locali. Smentite quindi le voci che rivolevano i pompieri valdostani (i soli volontari) alle dipendenze della protezione civile regionale. Il Corpo Valdostano dei vigili del fuoco resterà uno e indissolubile, nelle due componenti professionale e volontaria. A sostenere quest’ultimo pas-

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Ripianata completamente – e zittita la polemica – la situazione dell’addestramento obbligatorio non eseguito da alcuni VVF volontari. Quasi 5.300 ore di formazione effettuate quest’anno, e tredicimila ore di esercitazioni sul campo; recuperato quindi anche l’arretrato. La commissione, in seno al Consiglio del Personale Volontario, ha esonerato infine 44 volontari dall’attività nei propri distaccamenti (in 450 avevano ricevuto una Raccomandata dal Comando del Corpo Valdostano VVF – la situazione s’è poi rivelata meno grave NdR). Ad Accogliere gli intervenuti, domenica a Fénis, c’era innanzitutto, il primo cittadino Giusto Perron con l’uniforme da VF, così come altri colleghi sindaci intervenuti da altri comuni della Valle. Perron ha detto di “un’assemblea fortemente voluta” dal proprio municipio, dal distaccamento VVF locale, e dalla Comunità Montana Monte Emilius. “Una cultura di volontariato che viene da lontano; attività che sʼè trasformata man mano anche con la crescita professionale dei pompieri volontari”.


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Il presidente del Consiglio del Personale Volontario, Valerio Cappelletti – dopo aver salutato le autorità intervenute e i colleghi Flaim (per i VVFV trentini) e Gronchi per l’ANVVFV – è entrato nel vivo dell’attività svolta dalla componente volontaria del Corpo Valdostano VVF. 1.459 i vigili del fuoco volontari attivi nei settantasei distaccamenti; 56 gli aspiranti vigili iscritti nel 2013 e 16 gli onorari. 164 nuovi formatori volontari. Presso la Scuola di Formazione sono stati effettuati – anche col concorso di formatori volontari - 4 corsi di base per nuovi iscritti, 2 corsi per capi squadra volontari, oltre che corsi d’aggiornamento per tecniche di taglio ed estrazione feriti, e autorespiratori. In dicembre 18 formatori si recheranno alla SFO di Montelibretti (Scuola Formazione Operativa del CNVVF) per un corso d’aggiornamento. Diverse anche le attività del Consiglio stesso e delle commissioni: l’inventario di mezzi e attrezzature, anche in previsione di nuovi acquisti (70.000 gli euro a bilancio per le manutenzioni). Assegnati due nuovi Land Rover a Saint Pierre e Ayas e distribuite le nuove ricetrasmittenti (400MHZ), ogni distaccamento ne ha ora a disposizione 6. Stilata la bozza di regolamento disciplinare. Attività complessa quella della commissione “Soccorso in quota e testate di valle”: moduli elitrasportabili vengono verricellati nelle zone impervie di montagna, non raggiungibili coi normali mezzi antincendio. Un esempio la manovra al rifugio Grand Tournalin di Ayas (2.700 mt): in 20 minuti le squadre di VVF volontari erano sul luogo, entro un’ora eseguito l’intervento di ricerca e soccorso d’un infortunato in locale invaso dal fumo. «Un segnale dʼefficienza e di rispetto nei confronti della popolazione delle nostre montagne» ha detto Cappelletti nella sua relazione. Riviste anche le assicurazioni per il personale volontario: indennità giornaliera, indennizzo in caso d’infortunio, e aumento dei massimali in caso d’inabilità o morte. 734 gli interventi di soccorso svolti dalla componente volontaria – attivata dalla CO del 115 - nell’arco del 2012, che diventano oltre mille se aggiunti ai 300 interventi di protezione civile eseguiti su richiesta dei sindaci. La comunità montana col primato d’interventi è stata la Monte Cervino (235 chiamate), quella col numero più basso la “Città d’Aosta” (8 interventi) con volontari atti-

Pag 40 in basso da SX: André Laniece (vice presidente Consiglio Regionale V.d.A.); Gronchi, Flaim, il presidente della R.A.V.A. Rollandin, Cappelletti e il C.te Coriale. Sopra: La scala aerea consegnata al distaccamento di Valtournenche.

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vati assai raramente forse proprio per la vicinanza alla sede del Corpo Professionale. Cappelletti ha ribadito che «La particolarità del volontariato nei VVF in Valle d’Aosta è la completa gratuità; dobbiamo rivedere anche il sistema dei rimborsi per non dare adito a fraintendimenti». I volontari hanno, tra l’altro, rinunciato al pagamento delle ore di formazione e attività locale in caso di manifestazioni (danaro che è restato ai distaccamenti per il proprio sostentamento). Il presidente dei volontari ha ringraziato i datori di lavoro che permettono ai propri dipendenti d’assentarsi per soccorso o aggiornamento (pur essendo un obbligo di legge) e ricordato in maniera particolare le famiglie dei pompieri. Concludendo il suo intervento Cappelletti ha letto i dati d’una statistica europea con VF per numero d’abitanti: la Valle d’Aosta si conferma all’avanguardia e in linea con gli altri Paesi Mitteleuropei con 1 VF ogni 74 abitanti. In Germania ve n’è uno ogni 59; uno ogni 78 in Lussemburgo; 1 ogni 57 in Trentino Alto Adige. Infine un pompiere ogni 1.760 abitanti in Italia, che nell’elenco si classifica anche dopo la Grecia.

«Il nostro sistema – ha concluso Cappelletti – è un organismo che funziona e che dà sicurezza agli abitanti. Una struttura dove i professionisti (pochi ndr) affiancano i volontari (tanti e distribuiti capillarmente ndr); i vigili di ruolo sono per noi una guida, un esempio di professionalità da seguire.».

Il nostro direttore A.Ascanio Mangano col presidente dei VVFV valdostani, Cappelletti e l'alter ego trentino Flaim. Volontari e Allievi di Valtournenche posano insieme alle autorità - davanti all'AS assegnata.

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Il comandante del Corpo Valdostano dei VVF, Salvatore Coriale, ha affermato che la cultura d’efficienza e prontezza è propria di tutto il Corpo, nelle due componenti (volontari e professionisti). Ha ribadito che non c’è – e non dovrà esserci - differenza di formazione tra chi opera volontariamente e chi è assunto in ruolo. Coriale ha voluto ricordare quanto sia importante il concorso dei VVF volontari sia sugli interventi di soccorso e protezione civile (es. frana di Courmayer), sia per la diffusione della cultura della sicurezza nelle scuole. Riallacciandosi alla diatriba sul monte ore formativo ha menzionato “il valore dell’impegno dei VVF volontari che sono per la Valle d’Aosta un patrimonio da preservare, nel rispetto delle regole, e che nessuna polemica potrà scalfire l’unicità e la professionalità del Corpo”. Prima di consegnare le chiavi d’una autoscala al distaccamento di

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Valtournenche – cittadina di montagna con palazzi e alberghi che fino a ieri doveva attendere l’intervento d’una scala aerea da Aosta – ha esclamato: «Viva il Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco!». Il Presidente della Regione Autonoma, Augusto Rollandin, ha salutato l’amico Gronchi e le autorità, «Tutti in Valle possono contare sulla vostra presenza» - ha detto rivolgendosi ai volontari – ha ricordato come i VVFV siano il collante della comunità, oltre che “un’organizzazione che funziona e funziona bene”. «Guardo con grande interesse al Trentino Alto Adige, è giusto osservare ed eventualmente copiare.» - ha detto rivolgendosi al presidente dei VVFV trentini Flaim, poi ha detto ai pompieri volontari - «Siete gente motivata, mi piace il modo in cui vi approcciate alle situazioni. La gente apprezza, sa quanto valga il vostro intervento immediato, anziché aspettare che arrivino da fuori.». Concludendo l’intervento, Rollandin s’è impegnato ad “accrescere l’efficacia e l’efficienza del sistema; affinché la famiglia dei VVF volontari possa andare avanti con questo spirito.”. Il Presidente della Federazione dei Corpi VVF volontari della Provincia Autonoma di Trento – Alberto Flaim – ha ricordato che «I pompieri volontari sono una risorsa importantissima, anche a sostegno delle nostre economie (il personale non è un costo ndr), una risorsa vera, una risposta importante.» - poi, riferendosi agli allievi e ai nuovi ingressi - «Abbiamo un legame con la storia, col territorio, con le famiglie che ci affidano i propri ragazzi per la tutela antincendio delle nostre comunità.». L’intervento del presidente d’onore Gronchi è stato – come sempre – il più applaudito: «Cari amici siete una realtà straordinaria, dimostrazione di partecipazione democratica, che sia dʼesempio per il mondo sociale del nostro Paese». Il Cavaliere ha lodato “lʼanomalia italiana dʼuna piccola regione che ha dimostrato di poter essere modello anche per lʼEuropa” e di questo s’è congratulato anche col presidente Rollandin. Ha fatto, infine sorridere, mentre ricordava che persino lo Zambia ha 6.000 VVF volontari, mentre quelli nei distaccamenti del CNVVF non saranno più d’ottomila. A proposito di “sostegno alle economie” – di cui diceva il collega trentino – Gronchi ha voluto ricordare che un intervento tipo dei VVF in Europa costa alla comunità 400 euro, in Italia arriva a costarne quattromila, per via d’un Corpo Nazionale formato quasi esclusivamente da permanenti.

i VVF volontari che hanno superato i 65 anni d'età, ma resteranno onorari. L'intervento del presidente della Regione Autonoma, Rollandin. La benedizione di uomini e mezzi di soccorso.

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SPEGNERE SCAVARE SALVARE

90 anni di altruismo e solidarietà dei vigili del fuoco volontari di Sopramonte (Trento) di Graziana Vecchietti

Il governo austriaco, con legge 28 novembre 1881 (dal Bollettino delle leggi e Ordinamenti per la Contea Principesca del Tirolo e per il Voralberg), ribadisce la competenza dei comuni in merito alla “polizia sugli incendi”. Ai municipi con almeno 50 case viene fatto obbligo di formare un corpo di pompieri volontari o a trovare forme associative con altri comuni. Un anno più tardi il Comune di Vezzano informa che nel Distretto l’unico Corpo di Zappatori Pompieri è quello del proprio paese e invita Sopramonte a dotarsi almeno d’utensili da custodire in apposito magazzino e riservati per solo caso di disastri (20 secchie, 6 mannaje da zappatore, 4 cordini di salvataggio, 4 lanterne, 2 anghieri, due scale non troppo pesanti). Nella missiva Vezzano suggerisce l’istituzione d’un corpo di pompieri comunali e aggiunge che, in caso di mancanza di denaro per l’acquisto degli attrezzi, il nascente Corpo avrebbe potuto unirsi a quelli di: Calavino, Pardegnone, Ranzo e Baselga. Nonostante le multe comminate e le lettere di sollecito ricevute, Sopramonte fatica a dotarsi d’un proprio copro di pompieri. Nel 1886 il comune fa presente alla Giunta di Insbruck d’essersi munito d’una pompa con relativi attrezzi ma che, nonostante l’affissione dell’avviso, nessun cittadino s’è presentato per l’arruolamento. Occorrerà attendere la fine della Grande Guerra (con 44 compaesani caduti sui vari fronti) per leggere la delibera comunale del 28 ottobre 1921 sull’istituzione del Corpo Pompieri di Sopramonte, ma i volontari non fanno neppure in tempo a rodarsi che - dopo la marcia su Roma dell’ottobre 1922 e la salita al potere del Partito Nazionale Fascista - anche a Sopramonte cambia lo scenario politico. L’obiettivo del nuovo governo è quello d’accentrare il più possibile e accorpare le istituzioni medie, insomma il contrario di quanto fatto fino ad allora in quelle terre montane. Nel 1925 vengono sciolti tutti i Corpi Pompieri e agli uomini viene concessa l’opportunità di fare domanda come effettivi. Dopo il secondo conflitto mondiale (in paese non fecero ritorno 17 soldati) anche a Sopramonte viene rifondato il Corpo Volontario; la legge 20 agosto 1954 n°24 scioglie infatti l’85° Corpo di Trento e istituisce il Servizio Antincendi della Regione. Il Comune di Trento determina d’istituire nel proprio territorio undici Corpi di Vigili del Fuoco Volontari, per Sopramonte l’organico sarebbe stato di 12 vigili. Da allora ai nostri giorni, attraversando incendi locali e calamità nazionali, passando per le olimpiadi del CTIF e ai gruppi allievi. L’ultima parte del libro è dedicata a Sergio Cappelletti “da vigile a presidente della Federazione VVFV del Trentino”. Cappelletti è stato comandante del Corpo VVF Volontari di Sopramonte dal 1980 al 1990.

Sopramonte è una frazione di Trento che conta 2859 abitanti. Si trova abbarbicata sul versante occidentale del Monte Bondone ad un’altitudine di 623 m e dista circa 7 km da Trento, a cui è collegata attraverso le gallerie del Bus de Vela. Sopramonte è stato comune autonomo fino al 1926, anno in cui venne aggregato come frazione al comune di Trento.

Storicamente, l’attuale frazione veniva chiamata Ovéno, mentre il termine Sopramonte indicava tutti i villaggi della zona. Oggi il toponimo Ovéno è ricordato nel nome della principale piazza del paese.

Lʼautrice: Graziana Vecchietti 53 anni, nata a Sopramonte, ha curato la ricerca storico-fotografica per il libro “L’ultimo filò”. Coautrice con Gianni Cortella e la Comunità di Bondone-Baitoni del volume “Un prete con noi – Don Dino Menestrina”. Autrice dei volumi: “1927-2007 gli ottant’anni dell’Asilo di Sopramonte” “Inchiostro, asticciole e pennini – viaggio nella storia dell’istruzione elementare a Sopramonte”. E’ corrispondente per il settimanale “Vita Trentina”.

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