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Foto di Giovanni Dall'Orto

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SPECIALE: IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DI ROMA E ANNULLA LA DECISIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE N U M E RO SPECIALE

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Pubblicazione Quindicinale Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma


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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma

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In copertina: "Colonna traianea", Roma

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Adalberto Bertucci

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La sentenza del Tar Lazio

Una vittoria di tutti i Consigli provinciali

Rubriche

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Pasquinate Questa Lista non s'ha da fare ...

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House Organ del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Pubblicazione quindicinale.

Direttore responsabile Antonio Carlo Scacco

Comitato scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte - Giuseppe Sigillò Massara - Pierluigi Matera Antonio Napolitano - Mauro Parisi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano

Progetto grafico e digitalizzazione Antonio Carlo Scacco

Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Andrea Tommasini Aldo Persi

Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma 00145 Roma - via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06/89670177 r.a. - Fax 06/86763924 Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico - Legge 11-11979 N.12

Per contributi e suggerimenti TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it

Questo numero è stato chiuso in redazione l'8 maggio 2011

ADALBERTO BERTUCCI

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E E D D II TT O O R R II A A LL E E

UNA VITTORIA DI TUTTI I CONSIGLI PROVINCIALI Care amiche, cari amici

questo numero è - davvero – un po’ speciale . Come anticipato nei titoli di copertina, è dedicato alla sentenza del TAR Lazio che ha annullato la decisione del CNO del 28 luglio 2010 che dichiarava nulla l’assemblea degli iscritti che aveva approvato il bilancio di previsione del Consiglio provinciale dell’Ordine di Roma per l’anno 2010. La decisione del CNO, poi annullata dai Giudici amministrativi, era seguito al ricorso di un collega romano, già cancellato dall’Ordine per mancato pagamento delle quote di iscrizione all’albo. In poche parole la decisione del Consiglio nazionale è stata ritenuta illegittima perché è andata addirittura oltre le richieste dell’(ex) collega: in preda ad una foga cassazionista degna di miglior sorte, il CNO ha dedotto (o meglio, secondo i giudici amministrativi, ha creduto di dedurre), ai fini dell’annullamento della delibera romana, una ridondante “pluralità di motivi … alcuni dei quali estranei alla materia del contendere”: in gergo più tecnico una decisione viziata da ultrapetizione e, pertanto, illegittima. Alcune considerazioni che si leggono nel dispositivo, poi, inducono a preoccupanti, quanto amare, riflessioni. Ad esempio le censure avanzate dal CNO verso il sistema di doppia convocazione della assemblea adottato dal Consiglio ro-

mano (nello stesso giorno), sono state così bacchettate dai giudici del Tar:” … il sistema di convocazione del CPO romano sembra proprio quello di altri consigli provinciali. Sono in atti … la convocazione del consiglio provinciale di Napoli del 23 novembre 2010 che per lo stesso oggetto ha fissato una sola convocazione alle ore 9. Non risulta che il Consiglio nazionale … abbia adottato i conseguenziali provvedimenti, in coerenza con quanto … ha contestato al Consiglio provinciale di Roma”. Il che tradotto in parole più chiare significa ( lo dicono i giudici, non noi) che esistono Consigli provinciali figli e Consigli figliastri: che poi questi ultimi siano proprio quelli che fanno una opposizione decisa e determinata alla attuale dirigenza di Categoria è, ovviamente, solo un puro e malaugurato caso. Ma preferiamo lasciare ai Colleghi il giudizio su questi episodi incresciosi e, tutto sommato, di piccola caratura. Il fatto importantissimo, e forse storico, che ci preme sottolineare è che questa non è una vittoria del Consiglio romano: è invece una vittoria ideale di tutti i Consigli provinciali, da quelli che contano migliaia di iscritti a quelli che ne contano poche decine, a difesa di una autonomia che, negli ultimi anni, ha subito una tanto progressiva quanto inesorabile erosione. Saremo in prima linea, come al solito, contro qualsiasi disegno di normalizzazione del libero pensiero e delle coscienze.

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LA SENTENZA DEL TAR Di seguito riportiamo la integrale sentenza del Tar lazio

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso n. 10021/10, proposto dal Consiglio Provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Stefano Crisci, Domenico Mariani e Francesco Buonanno e con questi elettivamente domiciliato in Roma, via Giulia Caccini n. 1 presso lo studio dell'avv. Crisci, contro il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Mario Sanino e Ludovico Grassi e con questi elettivaN U M E RO SPECIALE

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mente domiciliato in Roma, viale Parioli n. 180 presso lo studio dell'avv. Sanino, nonché nei confronti di Nicolino Marco Colabella, rappresentato e difeso dall'avv. Dario Di Gravio presso il cui studio in Roma, via Anapo n. 29, é elettivamente domiciliatoper l'annullamento, previa sospensiva, del provvedimento del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro del 28 luglio 2010 e della nota 3 agosto 2010, con la quale è stato comunicato al ricorrente l'esito del ricorso proposto dal dott. Nicolino Marco Colabella, nonché di tutti gli atti ad essi presupposti, connessi e conseguenti, anche non conosciuti e per il risarcimento dei danni subiti per effetto degli atti impugnati. Visti il ricorso ed i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro; Visto l'atto di costituzione in giudizio del sig. Nicolino Marco Colabella; Viste le memorie prodotte dalle parti in causa costituite a sostegno delle

rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla pubblica udienza del 20 aprile 2011 il Consigliere Giulia Ferrari; uditi altresì i difensori presenti delle parti in causa, come da verbale; Ritenuto e considerato, in fatto e in diritto, quanto segue: FATTO 1. Con ricorso notificato in data 12 novembre 2010 e depositato il successivo 19 novembre il Consiglio Provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma ha impugnato il provvedimento del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro del 28 luglio 2010 e la successiva nota di comunicazione del 3 agosto 2010. Espone, in fatto, che oggetto della controversia è la decisione del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro in data 28 luglio 2010 che ha dichiarato nulla l'assemblea degli iscritti che ha approvato il bilancio di previsione del Consiglio Provinciale dell'Ordine per

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IL CONSULENTE l'anno 2010. La decisione impugnata è stata assunta a seguito di irrituale ricorso proposto dal sig. Nicolino Marco Colabella, soggetto già coinvolto in un contenzioso con il medesimo Ordine Provinciale a causa di un mancato pagamento delle quote di iscrizione all'albo per diversi anni e in ragione del quale é stato dapprima sospeso e poi cancellato dall'Albo. Con tale ricorso il sig. Colabella aveva chiesto in via principale l'annullamento della delibera assembleare di approvazione del bilancio per violazione della L. n. 241 del 1990 e per conflitto di interessi; in via gradata che fosse ordinato all'Ordine Provinciale di Roma di emettere, con il proprio Consiglio di amministrazione, una delibera in cui venissero chiariti i vari punti enunciati nel ricorso da diffondere poi a tutti gli iscritti. 2. Avverso i predetti provvedimenti la ricorrente è insorta deducendo: a) Violazione e falsa applicazione artt. 14, 18, 19 e 23 L. n. 12 del 1979 — Incompetenza assoluta - Eccesso di potere sotto tutte le figure sintomatiche e, in particolare, per travisamento dei fatti, carenza di motivazione, contraddittorietà, illogicità, ingiustizia manifesta e sviamento della causa. Il Consiglio Nazionale non era competente a decidere il ricorso proposto dal sig. Colabella, non essendo titolare di una funzione giurisdizionale.

b) Eccesso di potere sotto tutte le figure sintomatiche ed in particolare per travisamento dei fatti, carenza di motivazione, illogicità, ingiustizia manifesta e sviamento dalla causa tipica Irragionevolezza e contraddittorietà con precedenti manifestazioni di volontà. La decisione impugnata si pone in palese contrasto con il comportamento costantemente tenuto dal Consiglio Nazionale nei confronti del ricorrente, avendo quest'ultimo sempre trasmesso copia dei bilanci e relativi allegati al CNO affinché ne fosse opportunamente notiziato, senza che il Consiglio Nazionale avesse mai mosso alcuna osservazione. c) Violazione e falsa applicazione artt. 24 e 111 Cost. e dei principi di difesa, del contraddittorio e della corrispondenza tra chiesto e pronunciato — Eccesso di potere sotto tutte le figure sintomatiche e, in particolare, per travisamento dei fatti, carenza di motivazione. illogicità, ingiustizia manifesta e sviamento della causa tipica -- Abnormità del provvedimento ed incompetenza. La decisione paragiurisdizionale del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro è viziata perché è stato accolto il ricorso del sig. Colabella per profili da questi non dedotti. d) Eccesso di potere sotto tutte le figure sintomatiche ed in particolare per travisamento dei fatti, carenza di motivazione, illogici-

tà, ingiustizia manifesta e sviamento dalla causa tipica. La decisione impugnata è illegittima perché viziata anche nel merito. 3. Il ricorrente chiede altresì la condanna del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro al risarcimento dei danni patiti e patendi per effetto del provvedimento illegittimamente adottato. 4. Si è costituito in giudizio il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, che ha sostenuto l'infondatezza, nel merito, del ricorso. 5. Si è costituito in giudizio il sig. Nicolino Marco Colabella, che ha sostenuto l'infondatezza, nel merito, del ricorso. 6. Con memorie depositate alla vigilia dell'udienza di discussione le parti costituite hanno ribadito le rispettive tesi difensive. 7. Con ordinanza n. 119 del 13 gennaio 2011 stata accolta la richiesta di sospensione dei provvedimenti impugnati. 8. All'udienza del 20 aprile 2011 la causa é stata trattenuta per la decisione. DIRITTO 1. Come si detto in narrativa, nel primo motivo dell'atto introduttivo del giudizio il ricorrente N U M E RO SPECIALE

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ha dedotto l'illegittimità del provvedimento impugnato, comunicato con successiva nota parimenti gravata, deducendo che con esso il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro "avrebbe emesso una decisione avente natura sostanzialmente giurisdizionale, che esula dalla generale funzione di vigilanza nei confronti del Consiglio provinciale, sulla cti legittimità avrebbe potuto decidere esclusivamente il giudice amministrativo". A questo riguardo il Collegio, pur accogliendo con l'ordinanza collegiale n. 114 del 13 gennaio 2011 l'stanza di sospensione cautelare degli effetti dell'impugnato provvedimento, ha osservato, richiamando l'art. 23, comma 1, lett. d), L. 11 gennaio 1979 n. 12, che "non risulta normativamente inibita al Consiglio nazionale la decisione dei ricorsi proposti avverso l'approvazione, da parte del Consiglio provinciale, del bilancio", atteso che le decisioni adottate dal primo, su ricorso del secondo, "hanno carattere amministrativo e non giurisdizionale", essendo rese da un organo istituito dopo il divieto di nuove giurisdizioni speciali fissato dall'art. 102, comma 2, Cost.. Avverso detta conclusione é insorto il ricorrente con la memoria depositata il 19 marzo 2011, assumendo che essa è (pag. 4) "priva di fondamento, viziata ed illogica e merita di essere ri-

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formata in sentenza". Ha quindi auspicato che il Collegio, in sentenza, provveda a correggere rerrore sui presupposti" nel quale è incorso. Osserva il Collegio che la contestazione del ricorrente si fonda solo su aggettivazioni, davvero inconsuete in una corretta dialettica fra procuratore e giudice, atteso che non é agevole individuare un seppur minimo nesso logico fra le stesse e le argomentazioni che seguono, e cioè che "dato come presupposto che il C.N.O. non è organo giurisdizionale, il Collegio non poteva concludere, come ha fatto, con l'affermazione della competenza del C.N.O. a decidere un ricorso relativo all'approvazione di un bilancio del C.P.O.; ricorso proposto soltanto in via amministrativa da uno degli iscritti al Consiglio Provinciale". Si tratta di conclusione non solo priva di supporto logico, atteso che non agevole comprendere perché alla (incontestata) inesistenza di una funzione giurisdizionale dovrebbe seguire, come corollario obbligato, l'inesistenza di un potere decisorio sul piano amministrativo in capo allo stesso soggetto, ma che trascura principi fondamentali in materia di ricorsi amministrativi che è davvero inutile richiamare, dovendosi ritenere noti a qualsiasi operatore del diritto. Di ancora minore spessore é la tesi secondo cui i bilanci dei Consigli provinciali costituirebbero materia estranea alla

competenza del Consiglio nazionale, essendo a questo proposito sufficiente il richiamo al cit. art. 23, comma 1 L. n. 12 del 1979, che fa riferimento allo "operato... di tali Consigli". 2. E' invece fondato il terzo motivo di ricorso, già valutato positivamente in sede cautelare, con il quale è stata dedotta l'illegittimità dell'impugnata delibera perché affetta dal vizio di ultrapetizione, essendo stata dichiarata nulla l'assemblea degli iscritti che ha approvato il bilancio di previsione del Consiglio Provinciale dell'Ordine per l'anno 2010 per vizi non denunciati dal sig. Colabella. Ed invero, i motivi dedotti dal sig. Colabella erano: a) violazione della I. n. 241 del 1990 per vizi relativi alla convocazione dell'assemblea, nonché b) conflitto di interesse tra il Consiglio Provinciale e la Fondazione Studi Oreste Bertucci. Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha invece accolto il ricorso per una pluralità di motivi, di cui solo due (convocazioni dell'Assemblea nello stesso giorno e mancata documentazione sui rapporti tra il Consiglio Provinciale e la Fondazione Studi Oreste Bertucci) risultano essere stati dedotti in via amministrativa dal sig. Colabella. Ha, in particolare, accolto il motivo relativo: a) alla doppia convocazione dell'Assemblea lo stesso giorno;

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IL CONSULENTE b) all'erronea convocazione dell'Assemblea, che non ha consentito ai partecipanti di ottenere le giuste informazioni relative ad un importante documento contabile quale è il bilancio di previsione di un ente pubblico come il Consiglio Provinciale di Roma; c) ai rapporti tra il Consiglio Provinciale di Roma e la Fondazione Studi Oreste Bertucci, ma non perché ha accertato la commistione del primo con la seconda quanto, piuttosto, per non essere stata prodotta "adeguata documentazione relativa ai rapporti sussistenti" tra loro. Un ulteriore profilo di illegittimità è stato riscontrato nella mancata esposizione, nel bilancio di previsione, dei residui attivi e passivi, secondo quanto espressamente previsto dall'art. 3, quarto comma del Regolamento per l'amministrazione e la contabilità. Tale motivo non era stato però dedotto in via amministrativa dal sig. Colabella, con la conseguenza che esso non poteva essere assunto tra i profili di illegittimità della delibera di approvazione del bilancio di previsione 2010 e, dunque, di nullità della riunione dell'Assemblea. Sotto questo profilo, dunque, la decisione del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro è viziata da ultrapetizione ed essendo stata adottata sulla base di una pluralità di motivi concorrenti, alcuni dei quali estranei alla materia del contendere siccome definita dal rag. Cola-

bella, è per ciò stesso illegittima. 3. In ogni caso osserva il Collegio, per quanto attiene al motivo afferente le modalità di convocazione dell'Assemblea, che nella stessa non é ravvisabile una violazione dei diritti del ricorrente il quale non può ritenersi pregiudicato dal ridotto intervallo temporale tra la prima e la seconda seduta atteso che non ha partecipato ai lavori non perché impedito dal ridotto spazio temporale a sua disposizione, ma perché ammalato, come dichiarato dal suo difensore nella camera di consiglio del 12 gennaio 2011 (v. verbale della camera di consiglio del 12 gennaio 2011). Né al rag. Colabella può riconoscersi la qualità di sostituto degli altri appartenenti alla categoria, che non hanno mosso eccezioni al modus procedendi del Consiglio provinciale. Merita aggiungere che il sistema di convocazione adottato dal Consiglio provinciale ricorrente sembra quello proprio anche di altri Consigli provinciali. Sono in atti la convocazione del Consiglio provinciale di Lecce del 23 luglio 2010, che per l'approvazione del bilancio ha fissato la prima seduta alle ore 8,30 e la seconda alle ore 9,30, nonché quella del Consiglio provinciale di Napoli del 23 novembre 2010 che per lo stesso oggetto ha fissato una sola convocazione alle ore 9. Non risulta se il Consiglio nazionale nell'esercizio del suo potere-dovere di vigilanza - abbia adottato i

conseguenziali provvedimenti, in coerenza con quanto sul piano del contenzioso ha contestato al ricorrente Consiglio provinciale di Roma. Aggiungasi, per mera completezza, che quand'anche il richiamo, nell'epigrafe del primo motivo del ricorso amministrativo, alla L. n. 241 del 1990 fosse da intendersi come esteso alla violazione delle regole che disciplinano l'accesso ai documenti, anche tale motivo sarebbe infondato atteso che il bilancio di previsione 2010 è stato rilasciato al rag. Colabella prima della assemblea, alla quale lo stesso non ha potuto partecipare, come si è detto, per motivi di salute. Per quanto attiene ai rapporti tra la ricorrente e la Fondazione Studi Oreste Bertucci, nel provvedimento impugnato il Consiglio Nazionale si limita ad affermare che la documentazione presentata dal ricorrente Consiglio provinciale con riferimento ai suddetti rapporti doveva considerarsi inadeguata senza null'altro aggiungere né fare un'integrazione istruttoria al fine di accertare se la denuncia del rag. Colabella fosse fondata o meno. Aggiungasi che detti rapporti sono in atto da tempo e, ove ci fossero stati dubbi in ordine alla loro legittimità, avrebbero dovuto formare ben prima oggetto di intervento e di richiesta da parte del Consiglio Nazionale tra i cui poteri/doveri rientra, ai sensi dell'art. 23, comma 1, lett. e), 1. 11 gennaio 1979 n. 12, la vigilanza sull'attiN U M E RO SPECIALE

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vità svolta Consigli Provinciali; 4. Per le ragioni che precedono il ricorso deve essere accolto, con conseguente annullamento degli atti impugnati. Deve essere invece respinta l'istanza risarcitoria avanzata dal ricorrente Consiglio provinciale in quanto non emergono dagli atti impugnati effetti veramente lesivi per lo stesso né essi sono stati individuati, comprovati e quantificati.

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Quanto alle spese di giudizio, può disporsene l'integrale compensazione fra le parti costituite. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l'effetto annulla i provvedi-

menti del Consiglio nazionale in epigrafe indicati. Rigetta l'istanza risarcitoria. Compensa integralmente tra le parti in causa le spese e gli onorari del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2011 - DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 03/05/2011

LA LISTA N.1 "AUTONOMIA E PREVIDENZA" E' SU FACEBOOK !

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QUESTA LISTA NON S'HA DA FARE ... Le vicende relative alla famosa "Terza Lista" Ancl sono a tutti note: alcuni coraggiosi hanno provato a presentarla ma hanno trovato sulla loro strada tali e tante "difficoltà" (chiamiamole così) da dover presto desistere dall'insano proposito. Una bella vittoria per la democrazia, non c'è che dire. Purtroppo per i nostri una terza Lista (che è poi la Lista numero 1), la Lista "Autonomia e Previdenza", è stata presentata ugualmente e capirete con quanto entusiasmo il Pensiero Unico abbia accolto la ferale notizia. Il nostro Pasquino, che in fatto di dispotismo e intolleranza ha maturato sul campo (anzi: sulla piazza) una lunga esperienza, è andato subito al nocciolo del problema e non si è fatto pregare nel suggerirci, da par suo, qual'è il vero contenuto di certe "democrazie" e di certe "scelte democratiche".

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‘A regola più meijo de la democrazzia

comma quattro, cinque e ventisette: ‘a norma ce l’ho tutta ne la mente e puramente poi volessi mette me faccio coijonà da desta gente? E se c’hai ancora dubbi fija mija c’è ‘na regola da tenesse a mente la più meijo de la democrazzia che capisce puro chi nun capisce ggnente!”

PP A A SS Q Q U U II N NA A TT E E

“Na’ terza lista ? ma mmanco pè ‘n mijone !” strillò SorTutto ner vedè quer foijo “nun sia mai che se mettesse in discussione nà delibberazzione der Consijo !

Così dicenno agnede ar finestrone, s’ affacciò fòra dar palazzo, e, rivorto ar popolo sovrano , strillò forte cor voscione: “Perché io sò io, e voi nun sète un c…o !”

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