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un Lento DecLino

giovani sempre meno incentivati a restare al paesello. e lo spopolamento delle aree interne sembra inesorabile.

inoltre AttuALitÀ Petrolio in Abruzzo La pillola cave tecnoLogiA cuLturA


La foto Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza, è il momento di fermarti a riflettere. Mark Twain

Caporedattore Antonino Dolce

~

Vice Pina Colamarino Redazione Jessica Chiacchia, Nicola Lucio Ciancaglini, Stefania Cionci, Gianni Cordisco, Fernando Crisci, Giordana D’Achille, Roberto De Ficis, Elena Falcucci, Valentino Giammichele, Giulio Giarrocco, Angelo Marchione, Daniele Roberti, Valentina Sciascia Le illustrazioni di pag. 8 e pag. 11 sono di Franco Sacchetti, quella di pag. 14 di Emma-o. Stampato in proprio Distribuito a: Fresagrandinaria, Furci, Lentella, San Salvo, Vasto (presso sede Arci). Contatti ilcingolo@gmail.com http://www.facebook.com/ilCingolo Supplemento di histonium.net, Reg. Tribunale di Vasto n. 106 del 25 maggio 2005, anno VI, num. 51. On-line su www. sansalvo.net da martedì 23 febbraio 2010.

Striscioni durante il No Cava Day a Vasto

Sommario Brevi/Brevissime ����������������������������� 3

Da Vasto

In copertina

Dalla “cava di sabbia” all’utopistica nuova politica ����������������������11

Effetto centrifugo �������������������������������������� 4 Altro che navigare, qui si affonda! ������������� 6

L’infezione ����������������������������������������������� 12

Attualità A macchia d’oil ������������������������������������������ 8 Pillola abortiva ������������������������������������������ 9

Da Lentella Ex-cave diventate discariche a cielo aperto ������������������������������������������� 10 L’ultimo anno di vita. Finalmente ������������ 10

editoriale Migliaia di adesioni ai tanti gruppi su Facebook, comunicati stampa, newsletter, mail, raccolta firme, fogli informativi, giornali locali, blog e siti internet sull’argomento e, soprattutto, associazioni, tante, e cittadini in prima linea per un obiettivo comune: scongiurare la realizzazione della cava di Punta Penna. Una mobilitazione come non la si vedeva da anni. Da Vasto arriva una 2

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lezione di impegno civile senza pari. Non cittadini che subiscono in silenzio gli eventi e le decisioni calate dall’alto, ma fautori del cambiamento e del ribaltamento di scelte non condivise, all’apparenza macigni insormontabili. Una cava per il ripascimento delle spiagge di Casalbordino; una cava da realizzarsi in uno dei tratti più belli, Punta d’Erce, Riserva Naturale. Dalle prime avvisaglie del pericolo sono partite le ricerche nei documenti ufficiali scoperchiando quelli che erano i progetti già stabiliti. Tante api opera-

Supposte informatiche il Cingolo culturale

Libri da comodino ������������������������������������13 Lui ����������������������������������������������������������� 14

Tempo libero

San Valentino ������������������������������������������ 15 TechTips �������������������������������������������������� 15

La data

21�03�1950 ����������������������������������������������� 16

ie che giorno dopo giorno, da un blog all’altro, di bocca in bocca han macinato dati controbattendo e smentendo le rassicurazioni dei lontani politici (che di fronte alla crudezza delle carte si rimpallavano la patata bollente nonostante facenti parte del medesimo schieramento). Un battere inesorabile, riunioni, assemblee, presenza ingombrante nel consiglio comunale, fino a quando è arrivata la notizia: la cava non si farà. Non pecore, ma cani da guardia per il bene comune. Antonino Dolce


brevi brevissime lentella, la lateRlite È oK? PeR PoRta nUoVa no Giovedì 21 gennaio è avvenuto un incontro in Comune tra Eugenio Caporrella (assessore all’Ambiente della Provincia di Chieti), Carla Di Biase (presidente della Commissione Urbanistica e Ambiente della Provincia), i consiglieri d’opposizione Camillo D’Amico (PD) ed Eliana Menna (IDV), il sindaco di Lentella, Carlo Moro e Pasquale De Fabritiis, responabile Laterlite (nel quale si produce argilla espansa e altro materiale isolante). L’incontro, al quale è seguito un sopralluogo della fabbrica, giunge dopo l’interrogazione in sede di consiglio provinciale da parte della Menna affinché si verificassero le condizioni dello stesso e il rispetto per l’ambiente. “L’impianto è un modello di azienda per il rispetto in materia ambientale” ha affermato Caporrella; soddisfatti anche gli altri rappresentanti. Di tutt’altro avviso l’associazione vastese Porta Nuova, che in un corposo comunicato stampa (http://www.scribd.com/ doc/26964512/Laterlite-17-02-10) ricorda un po’ di dati sull’impianto (capacità potenziale d’incenerimento di rifiuti pari a circa 24.000 tonnellate, ovvero il 17% della produzione nazionale che lo marchia come secondo più grande in tutta la nazione) e il mancato adempimento delle prescrizioni dell’AIA, come l’installazione a opera dell’ARTA di una centralina di monitoraggio dei fumi. Coletti denUnCia Relativamente all’andamento dell’Ufficio Servizi Attività Tecniche Territoriali ex Genio Civile, da qualche tempo di competenza della Provincia, dichiara l’ex Presidente Provinciale Sen. Tommaso Coletti: “Ormai sono passati quasi sette mesi e la situazione che ci segnalavano fino a poco tempo fa i tecnici era di una enorme quantità di opere in attesa pari a 15milioni di euro. Un caos creato ad arte per cacciare persone preparate professionalmente ma non allineate con la nuova amministrazione provin-

ciale”. Il Senatore lamenta la mancata concertazione con gli ordini professionali come avveniva in passato, utile anche per individuare professionalità, soprattutto giovani, per accedere a programmi e finanziamenti regionali, nazionali e comunitari. Fondi aggiuntivi al bilancio ordinario provinciale poiché c’è la possibilità di usufruire del fondo di rotazione: una voce di bilancio che pagherebbe il professionista solo nel caso in cui il progetto non venisse finanziato. Ricorda infine che “i territori si sviluppano quando bravi amministratori e grandi professionisti si uniscono e pensano a quale direzione prendere per tale sviluppo”. neW entRY nell’inFoRmaZione Da circa due mesi è on-line un nuovo “foglio informativo”, Il Cafone di Fontamara. Si legge dal numero 0: «Il Cafone di Fontamara è un giornale che si occupa dell’informazione abruzzese. Ambiente, Clima, Cultura, Attualità, Politica, Sviluppo Sostenibile, Mobilità Sostenibile, Decrescita Felice.» Indirizzo dal quale scaricarlo: http:// ilcafonedifontamara.wordpress.com/.

il Vastese sbaRCa sU google stReet VieW Se qualche mese fa vi siete imbattuti in un’automobile con uno strano marchingegno sul tetto, niente paura: si trattava della Google car. Il dispositivo in questione è un insieme di fotocamere che producono scatti a 360° durante il passaggio. Le immagini raccolte finiscono nel database di Google Street View, un servizio che vi consente di percorrere le strade cittadine e non attraverso il computer e la rete. La sensazione che si ha, è quella di camminare potendo ruotare la vista di 360°. Il servizio (gratuito) è nato nel 2007 e comprendeva solo cinque città americane. Oggi la copertura è aumentata a ritmi vertiginosi. Presumibilmente nel periodo estivo, è stata esportata buona parte dell’Abruzzo. Non solo Vasto, San Salvo e i centri maggiori, ma anche Fresagrandinaria, Furci, Lentella, ecc. Per iniziare il tour virtuale andate su http://maps.google.com/help/maps/ streetview/, o scaricate Google Earth (earth.google.com) e attivate l’opzione “Google Street View”, digitate l’indirizzo di vostro interesse e... buon viaggio.

Una veduta di Fresa da Google Street View

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in copertina | spopolamento

effetto centrifugo Pina colamarino – spinacolada@gmail.com

allo studio dei dati Istat e di quelli demografici relativi ai nostri comuni emerge che stiamo assistendo ad un lento (nemmeno tanto) e inesorabile esodo della popolazione verso la costa e non solo. Città come Vasto e San Salvo hanno da anni un costante aumento della popolazione a discapito del territorio collinare e montano (vedi tabelle). È quest’ultimo il dato che ci interessa (a prescindere dai numeri) nell’analisi dei quali vanno considerati quanti, pur risultando residenti, non vivono effettivamente nel paese, come gli studenti universitari. Ciò su cui rifletto da diverso tempo è il perché giovani (single, coppie, famiglie) scelgono di trasferirsi sulla costa investendo i propri risparmi e i propri sogni lì piuttosto che nel paese di nascita. È la tendenza dei nostri comuni in cui, evidentemente, qualcosa sta andando storto. Forse vale la pena che gli amministratori locali si pongano certe domande, più o meno queste:

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perché nel comune che amministro aumenta continuamente il fenomeno dell’emigrazione? Perché i giovani che possono permetterselo preferiscono andare via? Cosa potrebbe convincerli a restare o tornare? Mi interessa davvero che questo avvenga? Purtroppo la risposta a quest’ultima domanda sembra essere: NO, non mi interessa! L’atteggiamento dei nostri amministratori è miope, lo sguardo e l’interesse si spinge al massimo alla data delle prossime elezioni senza un piano, un programma concreto a lungo termine, utile alla comunità, alla sua crescita demografica e culturale. Coltivare talenti, incoraggiare idee, stimolare menti attive dovrebbe essere un investimento per l’intera comunità. Questo invece puntualmente non avviene finché poi, dopo troppi sforzi, chi ha la buona volontà abbandona la causa e cerca altri lidi dove poter mettere a frutto le proprie capacità. Ma non solo. In questi territori negli scorsi anni, diverse coppie in procinto di sposarsi o già con famiglia, pur volendo restare al paese, hanno dovuto acquistare un appartamento (magari con mutuo) in qualche triste condominio di Vasto –che a Vasto ci siano case per il doppio degli abitanti è un argomento che la dice lunga sulla gestione del territorio e la qualità dell’edilizia; argomento che, probabilmente, affronteremo presto– o San Salvo perché impossibilitati a costruire casa per vari impedimenti di natura tecnica o personale che nessuno ha avuto la volontà di risolvere (per esempio Piani Regolatori bloccati). Questi sono solo piccoli esempi, di fatto nessuna energia economica o di programma è mai spesa per incentivare i ragazzi a tornare al paese dopo gli studi, chi lo fa è spesso costretto dalla crisi del mondo del lavoro visto

che la vita nei piccoli comuni è più accessibile. Magari si potrebbe partire proprio da questo per costruire un piano di incentivi a rivalutare la vita nelle piccole comunità: il costo e la qualità della vita, creando servizi e infrastrutture che sviluppino questi aspetti. Niente di fantascientifico. Basterebbe incanalare i fondi in investimenti funzionali, tanto per fare un esempio, progettando strade di collegamento utili ai lavoratori pendolari piuttosto che strade nel deserto che non portano da nessuna parte; puntare ad una maggiore cura del paese, dell’aspetto ambientale e architettonico sviluppando anche un turismo sostenibile di concerto con le città della costa. Prevedere agevolazioni fiscali per coppie che decidano di risiedere nel paese, o per le famiglie numerose, molti paesi in via di spopolamento lo stanno facendo. Puntare sulle risorse naturali del territorio e le attività agricole piuttosto che impianti a forte impatto ambientale che arricchiscono pochi e pesano sulle


in copertina | spopolamento

generazioni future e su chi decide di investire nel paese. Insomma basterebbe fare tutto il contrario di quello che solitamente si fa o non si fa. Persino la “pazzia” del Min. Gelmini di chiudere le classi con meno di cinque alunni e dirottare i bambini in scuole di altri paesi (succede già a San Buono e Liscia) sarebbe bypassabile se gli amministratori non si facessero “sfuggire” le giovani coppie. Si coprono invece col dito dell’ipocrisia puntato a Marystar [cit. Littizzetto] e mai a se stessi. È fondamentale per queste piccole comunità sviluppare i servizi, sostenere l’artigianato, le attività autonome e il commercio che rendono la vita di un paese possibile. Non è pensabile vivere in un posto dove non c’è un’attività commerciale. Dove trovare il pane fresco, i quotidiani, il latte di giornata, la carne per la minestrina del bimbo o il prosciutto per fare bella figura con gli ospiti dell’ultimo momento? Come potrebbero vivervi degli anziani? Nessuna amministrazione pare preoccuparsi di queste attività che,

seppure private, sono veri e propri servizi fondamentali alla comunità, servizi a cui, in primis, dovrebbero ricorrere le amministrazioni e poi gli stessi cittadini, se ne capiscono il valore. Al contrario, quando si tratta di un’attività professionale o di maestranze che, rispetto all’acquisto di

prodotti, richiedono determinate capacità, esperienza ecc.si cerca il più vicino possibile, a prescindere dalle competenze. Non mi risulta che ci siano nei nostri comuni i “virtuosi” elenchi professionisti in cui chiunque, avendo i requisiti, può iscriversi e da cui le amministrazioni scelgono le figure più adatte in base al curriculum vitae, al fine di migliorare il paese. Se la risposta a tutto questo dire fosse la solita inappellabile scusa della mancanza di cassa, nel caso non si fosse capito che, soprattutto in un periodo di crisi economica come questo, ponendosi i suddetti obiettivi e facendo scelte oculate, uno sviluppo dei piccoli paesi è possibile con gli stessi fondi, suggerirei di utilizzare lo strumento “Comunità Montana” (che secondo la finanziaria 2010 potrebbero saltare) come si conviene (piuttosto che come slot machine distributrice di gettoni di presenza) e di uscire da visioni troppo municipalizzate dei comuni, ottimizzando la collaborazione tra piccoli comuni vicini.

Tabella n. 1 Numero di abitanti Lentella

Fresagrandinaria

Furci

Gissi

San Salvo

Vasto

2008

734

1�103

1�149

3�032

18�932

39�376

2009

736

1�100

1�146

3�025

19�017

39�707

Tabella n. 2 Età Ultimo rilevamento: agosto 2009

Da 0 a 18

Da 19 a 65

Oltre i 65

Lentella

12o

455

160

Fresagrandinaria

168

642

305

Furci

164

659

331

Gissi

492

1�827

699

San Salvo

3�716

12�520

2�410

Vasto

7�029

25�077

6�689

Grafico n. 1 Saldo naturale (nati - morti) | Saldo migratorio (immigrati - emigrati) 350

300

250

200

150

100

50

0

Fonti -50

Lentella

Fresagrandinaria

Furci

Gissi

San Salvo

saldo naturale

-6

-5

-3

-19

46

Vasto 23

saldo migratorio

8

2

0

12

39

308

Tabella n. 1: uffici anagrafe Comuni interessati. Tabella n. 2 e Grafico n. 1: ISTAT.

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in copertina

ALtro cHe nAvigAre, Qui si AffonDA! nicola Lucio ciancaglini – http://www.ilpaesedigissi.it – nicolaciancaglini@hotmail.it

rmai è acclarato che tra i servizi ritenuti indispensabili per la popolazione vi è la banda larga. In Italia, purtroppo, la situazione non è delle migliori. Da quanto emerge nel rapporto tra famiglie e nuove tecnologie presentato dall’Istat, solo il 34,5% dei nuclei familiari italiani ha una connessione a banda larga. Secondo i dati statistici in Italia, la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni, che possiedono un accesso a Internet da casa a banda larga, è pari al 39%, ben al di sotto della media europea dove il tasso di penetrazione è pari al 56%. Un risultato che ci colloca al quartultimo posto in Europa, davanti a Grecia, Bulgaria e Romania. Uno dei principali ostacoli alla diffusione della banda larga, è sicuramente l’alfabetizzazione informatica, infatti il 45% degli italiani (Istat 2009) non possiede un pc. Dal rapporto Between 2009, la mancanza di un personal computer nelle abitazioni non è imputabile a motivi economici, bensì a fattori culturali, molti ritengono il pc uno strumento inutile. Fattore aggiuntivo a causare ritardi della banda larga, è il digital divide, ovvero il ritardo infrastrutturale che oggi riguarda circa 8 milioni di persone, che attualmente, non dispone di un accesso alla banda larga. Un numero che sale a 22 milioni se si usa come parametro la connessione superveloce da 20 Mbps, attualmente garantita solo in alcune aree. Ulteriore dato su cui riflettere è l’ambiguità degli investimenti per potenziare l’infrastruttura esistente. In un primo momento il ministero dello sviluppo economico aveva promesso di stanziare 800 milioni di euro nell’ambito di un progetto di 1,47 miliardi (Piano Roma6

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Famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa a banda larga. (per 100 famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni) Fonte: Istat (2009) 0

10

20

30

40

50

60

70

Svezia

80 71

100

80

77 74

Olanda

76 74

Danimarca Finlandia

74

66

71

Lussemburgo

61

Regno Unito

62

Germania

55

Malta

55

Estonia

54

Austria

54

Slovenia Irlanda

54

43

Spagna

51

45

Polonia

51

38

Lituania

50

43

Lettonia

50

40

Repubblica Ceca

49

36

Cipro

47

33

Portogallo

39

Slovacchia

35

Italia

31

Grecia

33

22

Bulgaria

21 13

26

24

42 39

46

65 63

58

56

50

69

62

57 57

Francia

Romania

90

2009 2008


in copertina

gLOSSARIO

superi i 20 Mbps, ni) per garantire banda laRga: nell’accezione al contrario del la banda larga 20 comune indica l’insieme di resto d’Europa Mbps al 96% deltecnologie che trasmettono dove c’è già la 50 la popolazione e informazioni ad alta velocità, anche se non ancora si diMbps, che da noi 2 Mbps alla rescute su quanto debba essearriverà inizialstante parte enre veloce una tecnologia per mente solo nelle tro il 2012. Sucessere considerata “banda grandi città itacessivamente i larga”. liane, generando fondi sono stati mbPs: megabit per secondo, è un’evidente e ulcongelati in atun’unità di misura che indica la teriore disparità tesa che il paese velocità di trasmissione di dati su di trattamento esca dalla crisi, una rete informatica. tra le diverse salvo poi essere adsl: acronimo di Asymmetric aree d’Italia. nuovamente gaDigital Subscriber Line, è una tecQuello appena rantiti per la fine nologia che consente l’accesso a indescritto è uno del 2009. Nonoternet ad alta velocità. scenario disastante la volontà digital diVide: si intende il divario stroso, in quanto di investire con esistente tra chi può accedere alle dimostra il divafondi pubblici nuove tecnologie (internet, persorio abissale, in nel potenzianal computer) e chi no. termini di quamento della rete lità del servizio internet ad alta offerto, digital divide e alfabetizzaziovelocità, rimane il problema che siamo ne informatica, inoltre, aggiungerei in comunque indietro rispetto agli altri termini di innovazione tecnologica, tra paesi europei. In Finlandia, ad esemla nostra Nazione e il resto d’Europa. pio, si parla di Diritto alla Rete per far Il paradosso è che stiamo investendo arrivare i 100 Mbps in ogni abitazione nell’obsolescenza, ma in Italia non è entro il 2015, in paesi come la Grecia una novità. c’è un piano nazionale per portale la Se andiamo a ficcare il naso nelle quebanda larga a 50 Mbps, invece noi, che stioni di “casa”, in Abruzzo, la situaziosiamo in “leggera” controtendenza, ne è alquanto controversa, se da un lato come direbbe un comico genovese, abbiamo un tasso di alfabetizzazione non abbiamo alcuna offerta ADSL che

COPERTURA ADSL PER REGIONE Fonte: Beetwen (2008) 0%

20%

40%

60%

80%

100%

Puglia Lombardia Liguria Emilia Romagna Lazio Sicilia Piemonte Toscana Marche Campania Veneto Friuli Venezia Giulia Umbria Valle d'Aosta Trentino Alto Adige Calabria Sardegna Basilicata Abruzzo Molise

Copertura ADSL Digital Divide

informatica tra i più alti d’Italia, pari al 55% (Osservatorio Banda Larga 2009), dall’altro lato siamo penalizzati in maniera consistente per quel che riguarda il digital divide. Siamo una delle ultime regioni in Italia per copertura ADSL, solo l’85% della popolazione è raggiunto da tale servizio. In un master plan realizzato dalla società Between, per conto della Regione Abruzzo, viene evidenziato l’enorme carenza infrastrutturale della nostra regione. La mancanza di copertura viene giustificata, sempre secondo lo studio condotto da Between, dalla mancanza di investimenti per la predisposizione delle centrali telefoniche all’alta velocità. A farne le spese sono i piccoli comuni dell’entroterra, in particolare quelli della provincia di Chieti, dove circa il 35% della popolazione è in digital divide (rilevazione maggio 2007). Una notizia positiva in tal senso, viene dall’Amministrazione Provinciale, infatti, in un recente comunicato stampa ha dichiarato che è allo studio una possibile sperimentazione in collaborazione con l’Enel, per far giungere la banda larga ad ogni Comune della Provincia attraverso il rifacimento delle linee elettriche dorsali, specialmente nei piccoli Comuni montani e pedemontani, dove le compagnie telefoniche non investono nella realizzazione delle infrastrutture per l’accesso alla banda larga, in quanto ritenuto economicamente svantaggioso. Sempre più spesso si assiste a discriminazioni di questo tipo ai danni dei piccoli comuni, non solo per quel che riguarda la banda larga ma anche per servizi ben più importanti. A tale proposito, può essere utile pensare ai tagli nella sanità e nell’istruzione nel nostro territorio, con il ridimensionamento dei presidi ospedalieri e la chiusura delle scuole. In assenza di questi servizi essenziali, si ha un conseguente impoverimento economico del territorio, e congiuntamente si osserva lo spopolamento dei piccoli paesi, orfani dei loro giovani che non hanno alcuna prospettiva futura nei loro paesi d’origine. Occorre intervenire con politiche sociali ed economiche mirate per arrestare questa emorragia di persone, e garantire un servizio come la banda larga a tutti può essere un punto di partenza, sperando che non sia troppo tardi. il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

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attualità | petrolio

© Franco Sacchetti

© Franco Sacchetti

A MAccHiA D’oiL Pina colamarino – spinacolada@gmail.com

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Di nuovo, con il numero del Cingolo in uscita, è giunta una “ultim’ora”. Anche la L.R. n.32/09 è stata impugnata dal Governo centrale per illegittimità, proprio come sosteneva l’Avv. Massacesi. Infatti si sostiene che il settore della produzione di fonti di energia (in cui rientrerebbero gli idrocarburi), è materia da regolamentare con norme statali. Mentre l’azione, per la legge del 2008, avveniva contro l’amministrazione di centro sinistra, questa volta avviene contro la stessa maggioranza del Governo Berlusconi. Dichiarano Legambiente e WWF: “Come sta avvenendo per l’energia nucleare il Governo nazionale sembra intenzionato a privare le comunità locali, anche nella loro massima rappresentanza quali sono le Regioni, di qualunque potere decisionale su una materia fondamentale come la produzione energetica che pure si caratterizza per avere pesanti ricadute sul territorio, sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle loro attività economiche”.

FLASH

ome dicevamo nello scorso numero, la Giunta Chiodi il 30.11.2009 ha proposto il suo Disegno di Legge sul tema petrolio ad un mese dalla scadenza della legge firmata dalla precedente amministrazione regionale (L.Reg. 14/2008 recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 2/08: “Provvedimenti urgenti a tutela della costa teatina”). Dopo una lunga concertazione, la bocciatura degli emendamenti proposti dal capogruppo PD Camillo D’Alessandro, il voto contrario del PD e l’astensione dell’UDC, il disegno, il 18 dicembre, è diventato Legge Regionale n. 32. Questa vieta le attività di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi liquidi, in alcune aree come quelle sottoposte a vincolo, aree di elevata pericolosità, aree agricole destinate alla coltivazione di prodotti d.o.c., d.o.c.g., i.g.t., ecc. Associazioni ambientaliste, tecnici e politici, alla presentazione del DdL, ne hanno portato alla luce lacune e pericoli considerandolo in linea con quando indicato nella Legge Obiettivo del Governo che mette l’Abruzzo al primo posto tra i siti petroliferi nazionali. Associazioni ambientaliste hanno richiesto che la norma si riferisse anche alla tutela del tratto di mare antistante la costa abruzzese che è interessata “per oltre 5.600 km quadrati” da richieste e

concessioni già in atto per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. La loro proposta è di utilizzare il Piano di Gestione Integrata della Zona Costiera, previsto da una Direttiva Europea e dalla normativa italiana, già utilizzato con successo dalla Regione Emilia Romagna. Camillo D’Alessandro, appena uscito il DdL, ha elaborato una serie di emendamenti integrativi riproponendo alcuni commi abrogati della L.R. 14/2008, considerati di fondamentale importanza come quello che prevede strumenti di tutela della salute che vanno aldilà della semplice valutazione di Impatto Ambientale, come la Valutazione di Impatto strategico (VAS) da realizzarsi attraverso lo strumento della VIS (Valutazione di Impatto Sanitario). Tutte le proposte sono state bocciate, un’azione di chiusura che, ad esempio, per la VIS, non solo spalanca le porte alla costruzione del centro oli, ma anche ad attività altrettanto pericolose per la salute pubblica come inceneritori e discariche di rifiuti tossici e pericolosi . Per quanto riguarda invece il profilo tecnico/legislativo, secondo l’avv. Carlo Massacesi (come indica un parere del Servizio Legislativo della Regione a firma del suo dirigente), la legge “non è tale da poter rimuovere completamente i noti motivi di impugnativa avanzati dal Governo nel relativo ricorso attualmente al vaglio del Giudice delle Leggi”. La suddetta L. Reg. 14/2008, infatti, è stata impugnata dalla Presidenza del Consi-

glio dei Ministri per presunti profili di illegittimità costituzionale. La bocciatura dell’emendamento sulla tutela dell’area identificata come Parco della Costa Teatina ha liberalizzato definitivamente la messa in opera delle piattaforme offshore. A pochi chilometri dalla costa teatina tra San Vito e Ortona è infatti in arrivo “Ombrina mare 2”, una mega piattaforma petrolifera con permesso di coltivazione, della compagnia inglese Mog (Mediterranean Oil & Gas). Il 3 Dicembre 2009 il progetto di “Ombrina mare 2” è stato sottoposto al Ministero dell’Ambiente per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). «Piattaforme come questa rimangono in esercizio per un minimo di 20/30 anni», hanno ricordato i comitati, «e, secondo quanto dichiarato agli organi di stampa internazionali dalla stessa Società proponente, saranno scavati altri quattro pozzi, oltre a quello già esistente, per estrarre petrolio e gas. Del resto questo è solo l’ultimo atto di una serie di richieste di concessioni che riguardano il nostro mare». A settembre, infatti, la società canadese Vega Oil e la società irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7 km dal porto di Ortona con il progetto “Elsa 2”. Ad Ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri due permessi a 5 km dalla costa a largo di Casalbordino e Vasto. «Presto arriveranno anche le richieste per trivellare il teramano». Anche per questo, ancora una volta, ai cittadini l’onere di porre rimedio. E la storia continua...


attualità | salute

PiLLoLA ABortivA

QuereLLe e suA concLusione stefania cionci – cioncistefania@yahoo.it

l 10 dicembre 2009, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’autorizzazione all’immissione in commercio della pillola abortiva, viene dato in Italia il via libera definitivo all’aborto farmacologico. La Ru486, la cui sigla completa è RU-38486, non è altro che un ormone steroideo: il MIFEPRISTONE che consente di abortire senza ricorrere all’intervento che il farmaco possa essere utilizzato chirurgico attraverso un processo sisenza l’apposizione di un limite o un mile a quello che accade durante il cipreciso modo d’uso, altre si basano clo mestruale e, se comparato all’aborsolo su ragioni morali e etiche (come to chirurgico, rappresenta un grande sostiene il premio Nobel per la medipasso avanti, non subentrando i rischi cina Luc Montagnier) altre su motilegati all’intervento tradizionale o al vazioni religiose dovute alla presenza trattamento anestetico. L’impiego del della Chiesa nel nostro Paese e alla farmaco dovrà trovare applicazione componente cattolica del Parlamento, nel rispetto dei precetti normativi precome ha dichiarato lo stesso Baulieu visti dalla Legge 22 maggio 1978, n. in un’intervista. Certo è che non può 194 a garanzia e tutela della salute delritenersi che abortire con una pillola la donna; dovrà essere garantito il ripossa banalizzare la cosa rendendola covero in una delle strutture sanitarie più agevole in quanto equivarrebbe a individuate dall’art. 8 della predetta dire che la donna non aspettava altro legge dal momento dell’assunzione del che un mezzo più semplice e meno rifarmaco fino alla verifica dell’espulsioschioso per decidere del proprio corpo. ne del prodotto del concepimento. Il Le ragioni che portano una donna ad farmaco, scoperto nel 1982 dal ricercaabortire spesso sono molto più serie tore Étienne Émile Baulieu, utilizzato di quanto comunemente si pensi e nel resto del mondo già da 20 anni, in sebbene una pillola possa diminuire Italia ha trovato fortissime resistenze il dolore fisico, e anche i rischi, quela partire dal novembre 2002 quando lo psicologico rimane. il Comitato Etico delDunque, la pillola aborla Regione Piemonte utilizzato nel tiva, sebbene rispetto ai approvava un progetto resto del monmetodi tradizionali non di sperimentazione del rende indispensabile Mifepristone, in base do già da 20 l’ospedalizzazione, potrà alla Legge 22 maggio anni, in Italia ha essere somministrata 1978 n. 194. Da allora si trovato fortissi- esclusivamente in ospesono registrati una sedale entro la settima rie di tentativi di sperime resistenze settimana di gestazione; mentazione del farmaco la donna dovrà rimanere ricoverata seguiti da altrettanti blocchi, mancate dal momento dell’assunzione del farautorizzazioni, lungaggini burocratimaco fino alla verifica dell’espulsione che. Perché tante resistenze e polemidel prodotto del concepimento e sotto che per un metodo meno pericoloso e il controllo di un medico del servizio invasivo di un intervento chirurgico? ostetrico ginecologico cui è demanMolte di esse sono nate dal timore

data la corretta informazione sull’utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui rischi connessi, oltre all’attento monitoraggio per ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate. Il medico davanti ad una richiesta di aborto farmacologico manterrà comunque la facoltà di astenersi dalla somministrazione dello stesso, per ragioni morali ed etiche. Per saperne di più e avere informazioni sulle modalità di somministrazione del farmaco nel nostro territorio e all’organizzazione delle strutture sanitarie ho posto alcune domande ad un medico del reparto di ginecologia dell’ospedale di Vasto il quale mi ha chiarito che è ancora troppo presto perché venga data una risposta esaustiva circa le modalità di somministrazione presso la struttura ospedaliera vastese, mancando le linee guida a cui lo stesso ospedale dovrà attenersi. Pertanto maggiori informazioni sulla disponibilità del farmaco, le modalità di somministrazione, l’organizzazione della struttura potranno aversi solo tra qualche mese. In attesa di saperne di più vi lascio con una frase di Adriano Sofri: “Il corpo delle donne appartiene alle donne, e non c’è diritto di ingerenza umanitaria che possa violare questa sovranità personale fino a che la creatura che cresce dentro il corpo materno non ne sia staccata... Madre e nascituro sono invece due e tutt’uno”. il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

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da Lentella

AMBiente ex-cave diventate discariche a cielo aperto Antonino Dolce – http://pensierosso.blogspot.com – antonino.dolce@gmail.com

e foto scattate da un cittadino (presumibilmente tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio) hanno portato alla ribalta l’annoso stato di degrado che interessa l’ex-cava di gesso in località “Bocca di cane”, ormai diventata discarica abusiva e monumento all’inciviltà di quanti se ne servono. Qui giacciono, infatti, rifiuti di tutti i tipi e dimensioni: inerti, elettrodomestici e vecchi arredi, batterie, oli esausti, vernici. L’ex-cava è di proprietà della multinazionale BPB, afferente al gruppo Saint Gobain, come rivela il sindaco Carlo Moro sentito a riguardo, proprietaria anche di quella in contrada “Monaci” e di un’altra cava attiva nel territorio di Montenero. Il Comune, afferma Moro, non ha molti poteri, essendo, questo, un terreno privato. Un paio di anni fa gli ultimi contatti con i referenti della BPB, sentiti a proposito di un’eventuale bonifica e messa in sicurezza (mediante recinto) del sito, ma da allora pare essere calato il silenzio. Ma il primo cittadino si richiama soprattutto al buonsenso latitante ormai da decenni; a Lentella sono attivi tutti i sistemi di raccolta differenziata: quello delle batterie, degli oli esausti, dei medicinali scaduti, ecc. Per i rifiuti ingombranti è presente il servizio gratuito (su prenotazione) di ritiro porta a porta; inoltre, ricorda, i venditori di elettrodomestici sono tenuti a ritirare il vecchio, dato che nel prezzo del nuovo è compresa la tassa per il corretto smaltimento. Qualche giorno dopo aver sentito il sindaco, si è registrato un primo piccolo passo: grandi massi bloccano ora le due strade di accesso alla cava. A rimarcare l’emergenza ambientale su un po’ tutto il territorio è la venuta allo scoperto della vicenda di qualche mese fa. Nei primi di dicembre, durante le ore di buio è stato scaricato e dato alle fiamme un carico di pneumatici da trattore e camion presso l’altra ex-cava, quella di località “Monaci”; per spegnere l’incendio una squadra di vigili del fuoco ha la-

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il Cingolo espanso • 1, dicembre 2009

vorato fino alle prime ore dell’alba. Quel che resta è documentato dalle foto circolate in rete che, inoltre, evidenziano altri tipi di rifiuti, tra i quali una ventina di rotoli, presumibilmente, di lana di vetro.

AMBiente

Situazioni queste, sulle quali tutti potrebbero e dovrebbero fare di più, dagli enti alle associazioni, fino al singolo cittadino per non lasciare l’ultima parola al degrado e al lassismo.

L’ultimo anno di vita. finalmente

elena falcucci – todina81@tiscali.it Fatti di polietilene, un termoplastico ottenuto dal petrolio, dopo il loro utilizzo si fotodegradano decomponendosi in petro-polimeri più piccoli, tossici e dannosi che inquinano il suolo e le acque. Per essere dannosi, però, non serve aspettare la fotodegenerazione. Dal momento che riciclarli è più costoso che produrne di nuovi, vengono tranquillamente gettati ovunque, specialmente nei mari, nei fiumi e negli oceani, dove diventano persino parte della catena alimentare delle specie animali che vi abitano. Provocando danni irreparabili: gli uccelli restano incastrati e diverse specie di vita marina tra cui balene, delfini, foche e tartarughe muoiono a causa della loro presenza nelle acque di tutto il mondo. Per trovare qualche esempio non bisogna andare troppo lontano: 11 dicembre 2009, sette capodogli piaggiati in località Foce Varano, provincia di Peschici, Gargano, Puglia. Quattro di loro, tra cui

il capobranco, avevano ingerito sacchetti di plastica e altri rifiuti scambiandoli per cibo. Sono morti, trascinando verso questa triste sorte gli altri tre. E sì, mi riferisco agli odiati sacchetti di plastica. Persino in Africa li ho ritrovati: andando verso Ouarzazate, attraversando gli aspri Monti dell’Atlante, privi di vegetazione, ma animati e colorati da innumerevoli sacchetti... lascio immaginare la tristezza... Ora, però, siamo chiamati a prendere una posizione, a fare una scelta come popolo civile, se lo siamo. Così come hanno fatto Bangladesh, Cina, Irlanda (tassando i sacchetti ne ha ridotto il consumo del 90% - BC 2002), Rwanda, Israele, Canada, India dell’ovest, Botswana, Kenya, Tanzania, Sudafrica, Taiwan e Singapore. Infatti, dopo essere stata ritardata di un anno, dal 2011 entrerà in vigore la legge che proibirà la produzione e la commercializzazione dei sacchetti in plastica. Finalmente.

Ma abituarsi fin da ora a questo cambiamento può solo aiutarci a essere preparati. Basta averne voglia e cercare di seguire pochi e semplici accorgimenti. Usare da subito borse di juta, lino, cotone pesante sarà un vantaggio anche estetico dal momento che ce ne sono di bellissime e personalizzabili. E non pesa niente portarsele dietro. Non dobbiamo dimenticare mai che NOI singoli cittadini possiamo fare la differenza e cambiare la situazione attuale. Scegliere di boicottare la plastica e la vendita di prodotti super imballati, inoltre, aiuterà anche, e non poco, le finanze della famiglia e della comunità in cui si vive. Esiste un modo migliore per vivere e possiamo sceglierlo. Anzi, per un rispetto del senso civico che dovrebbe guidare le nostre coscienze, dobbiamo scegliere di cambiare. E di aiutare il pianeta. Se non lo fai non ti succederà nulla, ma se lo fai, TU ti sentirai meglio.


da Vasto

iMPegno civiLe Dalla “cava di sabbia” all’utopistica nuova politica roberto De ficis – http://robertodeficis.files.wordpress.com – rdeficis@gmail.com

a cava di sabbia a Vasto, di fronte la spiaggia di Punta Penna per cui era prevista l’apertura in questo mese di febbraio, non si farà. Il Consiglio Regionale d’Abruzzo, Deo gratias, si è pronunciato bocciando, all’unanimità, l’insano progetto. È stata una vittoria del buon senso, di un senso civile e lungimirante che partorisce una vittoria voluta, avviata, combattuta e vinta “dal basso”. A parte qualche ficcante e polemizzante “incursione” politica, ciò che ha vinto, questa volta, è stata la mobilitazione compatta e logica, disinteressata e apolitica della città di Vasto, e di tutti coloro (operai, commercianti, disoccupati, turisti, pescatori, medici, massaie, studenti, cani, gatti, pesci e uccellini e chi più ne ha più ne metta) che hanno difeso la spiaggia di Punta Penna da un potenziale scempio, da un qualcosa d’inconcepibile agli occhi di coloro che proprio non riuscivano a comprendere come possa convivere una cava di sabbia di così ampia estensione (un milione di metri cubi) con l’adiacente Riserva

Naturale di Punta d’Erce. Ma, per fortuna e soprattutto per il volere di molti, la cava non si farà. Deo gratias! Importante È stato il ruolo delle associazioni di città che hanno fatto da collante tra le varie richieste dei cittadini, come giusto che sia; l’associazionismo vive proprio di questo. Ma la mia domanda è: “Ma davvero c’era qualcuno che pensava come ‘buona, utile e necessaria’ una cava di sabbia davanti la spiaggia di Punta Penna?”. Questo fatto, questa eventualità, deve far riflettere. Ciò che, ormai, comanda non è più la politica (sempre più sprofondata nella “pochezza” in entrambi gli schieramenti destroidi e sinistroidi), ma sono gli imprenditori, le grandi aziende golose di grandi appalti, gli amici di amici, i proprietari terrieri, chi porta voti, chi “piazza” gente a lavoro, e via dicendo. Questa volta, ha vinto il Bene Comune, dunque, sull’interesse dei soliti pochi. Ha vinto quella che, a mio avviso, dovrebbe essere la vera direzione della politica moderna, utopisticamente slegata e lontana da intrecci loschi e danarosi, slegata dai “trafficanti di comando”. Ha perso, per una volta, l’abuso di potere di una politica sempre più distante e sempre meno umile. Una politica, ahimè, sempre meno politica.

Dimentichiamoci, e ricordiamocelo come un pezzo d’antiquariato, il caro e vecchio politico mosso dalla voglia di “fare bene”, dimentichiamoci la vera “passione politica” causa di martiri del passato, dimentichiamoci chi tiene “davvero” a cuore il nostro paese perché, sempre più spesso, chi comanda, È il dio denaro, il profitto, la mala gestione, la convenienza personale. La vera direzione della politica moderna dovrà, sempre di più, essere tesa all’ascolto della popolazione, una politica più umile, più “immersa” nelle necessità del popolo, nel tessuto della comunità che esige di essere governata nel miglior modo possibile. In questa “questione cava” È stata palese la dimostrazione che il popolo c’è e vuole tornare a dire la sua con più chiarezza e forza; ringraziando il cielo, aggiungerei. Deo gratias!

La raccolta firme contro la cava

il Cingolo espanso • 1, dicembre 2009

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supposte informatiche

L’infeZione

operazioni inutili o dannose. KEYLOGGER: sono programmi che rimangono in esecuzione captando PAnorAMicA su virus ogni tasto che viene digitato e poi e Antivirus trasmettono tali informazioni a un computer remoto, hanno in genere Daniele roberti – paranoiasoul@gmail.com lo scopo di intercettare password e numeri di carte di credito e inviarle tramite posta elettronica al creatore degli stessi. DIALER: questi programmi modificano il numero telefonico chiamato per CONOSCI IL TUO NEMICO... Molto la connessione a internet con uno a spesso mi sento dire “P.###! ho tariffazione molto speciale! preso un virus”. In realtà abbiamo un HIJACKER: causano l’apertura automamalware (codice di programma malvagio) di cui esistono varie tipologie, tica di pagine Web indesiderate. Se ecco le più comuni. si aprono improvvisamente pagine VIRUS: sono parti di codice che si indesiderate con signorine discinte, beh ora sapete il motivo!  diffondono copiandosi all’interno di altri programmi in modo da essere I RIMEDI Una rassegna sui migliori eseguiti ogni volta che il file infetto antivirus gratuiti e a pagamento. Coviene eseguito. Si trasmettono con lo minciamo con i primi, chiarendo un scambio dei file infetti tra gli utenti. punto fondamentale, usarli equivale I più pericolosi possono rendere il PC ad avere un ombrellino, quindi se inutilizzabile! pioviggina, meglio che niente ma se SPYWARE: “Software Spia”, esegue diluvia presto, sarete fracidi! Uomo avvisato. una ricerca dei siti visitati dall’utente AVIRA: a detta di molti il miglior antisenza il suo consenso per poi inviare pubblicità invasiva ad hoc! virus gratuito al momento disponibiTROJAN: “Cavallo di Troia”, è un le. Testato personalmente, funziona egregiamente su PC obsoleti. La verprogramma che si cela sotto un falso sione gratuita manca di alcune funsoftware, che noi riteniamo utile, per zioni importanti come il controllo celare le sue reali “intenzioni”. Una dei siti visitati, il parental volta lanciato l’eseguibile del procontrol, la protezione gramma, il Trojan infetta il PC. delle mail, l’anti-spyware. WORM: “Verme”, una volta sul PC, si La versione a pagamento diffonde da solo infettando a maccosta 19.95 € per un PC; chia d’olio tutto ciò con cui viene a mentre la versione istalcontatto, causando il rallentamento labile su tre PC differenti: del sistema con 49.95 €. LINK LINK: www.free-av.com/ da YoUtUbe Con FURoRe AVAST: provato e disinstallato Quanti di voi vorrebbero nel giro di poche settimane. Molscaricare filmati da Youtube? Ecco a te minacce non vengono rilevate, voi una soluzione on-line (non richiede inoltre trova molti falsi positivi l’installazione di programmi) dalla disarmante semplicità. Quando siete sul video che (scambia file in regola per file volete scaricare andate sulla barra dell’indirizzo dannosi!) Da evitare! e inserite la parola “kick” tra “www.” e “youtube”. SPYBOT SEARCH & DESTROY: Ad esempio, l’indirizzo è “http://www.youtube.com/ ottimo programma grawatch?v=1rcCmLBLJFM”? Cambiatelo in “http://www. tuito anti-spyware, offre kickyoutube.com/watch?v=1rcCmLBLJFM” e premete una buona protezione INVIO. Sarete re-indirizzati su un altro sito; comparirà una da cookie traccianti per serie di pulsanti corrispondenti al formato che vi aggrada di più: mp4, mpg, avi, flv, mp3. Selezionate il formato preferito fini promozionali o (la casella diventerà rossa) e cliccate su “GO” (verde, a destra). dannosi, da affiancare Attendete il caricamento e quando il suddetto pulsante diventa ad Avira, un must blu con la scritta “DOWN” cliccateci sopra col tasto destro e have! Se lo trovate scegliete “Salva destinazione con nome” (o “oggetto” a seconda utile potete donare del browser), scegliete dove salvare il file e il gioco è fatto! qualche euro all’au12

il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

tore, che dedica il programma “Alla ragazza più bella del mondo”. Come si può dire di no?  LINK: http://www.safer-networking. org/it/index.html COMODO ANTIVIRUS FIREWALL: difende il PC da intrusioni esterne, protegge la privacy e i dati dell’utente. Non l’ho provato personalmente , ma le recensioni in rete ne parlano bene. Passiamo ora ad analizzare tre dei migliori antivirus a pagamento. GDATA ANTIVIRUS 2010: provato sul mio vecchio PC con Windows XP, non rallenta il sistema tranne che per pochi istanti all’avvio, interfaccia semplice da usare, la scansione del disco fisso è molto veloce con una protezione totale del sistema. CONTRO: i frequenti aggiornamenti, rompono un po’ le scatole durante la navigazione. Costo download singola copia 24.95 €; download tre utenti: 34.95 €. LINK: www.gdata.it KASPERSKY ANTIVIRUS 2010: Uno dei migliori antivirus in commercio, è dotato di un motore di ricerca che riesce a individuare anche malware sconosciuti, richiede un PC discretamente poten- te altrimenti buonanotte! Costo per tre utenti 39.95 € LINK: www.kaspersky.com/it/ NORTON 2010: per molto tempo è stato sinonimo di antivirus, poi ha avuto un grosso calo con alcune edizioni di bassa qualità, la versione 2010 è tornata all’eccellenza classificandosi ai primi posti tra gli antivirus in commercio. Non è tra i più leggeri antivirus ma si arrangia da solo configurandosi al meglio ed entrando in azione in modo silenzioso. Consigliato a chi non vuole smanettare con le impostazioni. Il prezzo è un po’ alto rispetto alla media: 50 € per tre utenti. LINK: www.symantec.it Se avete richieste su argomenti da trattare scrivete a: paranoiasoul@gmail.com Alla prox!


il Cingolo culturale_libri da comodino

elogio dell’ozio Robert Louis Stevenson, Millelire

Euro 12,00

di passare la mia giornata disteso su un sofà, senza battere una palpebra [...]», oppure il caro Jean Jacques che, dall’alto della sua filosofia, scrisse: «Oserò qui esporre che cosa prescriva la più grande, la più importante, la più preziosa regola di tutta l’educazione: non già di guadagnare tempo, ma di perderne» (Emilio o dell’educazione). Insomma, cosa aggiungere? Buon otium (cum dignitate) a tutti! Giulio Giarrocco

La marcia dei frigoriferi verso il Polo nord Franco Sacchetti, Libreria Editrice Fiorentina, 2009, 216 pagine, 12 euro

i vErso iL po

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cruda tura, si speciali oni in terra osi in architet a di costruzi dedica alla tti, Laureat e o. Si interess e Marocco. Si di svilupp India Franco sacche dell’ecologia paesi in via studio in Italia, iando i temi nologia dei nze di . ioni, privileg e esperie e conduc fumetto, alle installazdell’Ecologist italiano al vignettista scrittura, ilità. È il della sostenib

Ei FrigoriFEr

chi planetaria, fritale su scala non i fe ambien dei ghiacci se ona alla di una catastroscioglimento i abband di bambin e dai rifiuti, per All’incombereil mondo dallo manipolo estiva eri, può salvare loro, anche un ta dall’afa dei frigorif Con scomparsa a” nel cuore Leonia, assedia goriferi? Nord. La la città di vvivenz re sul chetichella marcia verso il Polo di “sopra per riflette capacità in la nostra l’occasione può cominciare mettersi tale, sarà alla prova lettera mettendo metropoli occiden ione silenziosa che targli, raccon di una ricca di vita e sulla rivoluz al padre per del nostro il futuro nostro stile cucine. Valdo scriverà marcia verso Un raccon lunga calotta polare. e passo dalle nostre le tappe della bianco della o fare qualch dopo lettera, al grande foglio tutti possiam fino in quanto pianeta, lge tutti, coinvo cuore to che ci Nord. freddo del Terra c’è di più verso il Polo / ma cosa o che la Madre no ri sono freddi / lasciand apriran i frigorife egoismo mondo / / da tutto il “Dicono che che si chiude nel suo dalla febbre / frigoriferi di un uomo verrà il tempo in cui / e salveranno il mondo a lungo / verso anno Ma cuore perisca? caldo / Essi marcer o del loro degli uomini lo sportell freddo cuore causata dal . e tecil futuro” zza in habitat

La storia di una famiglia che si spende per gli altri e per l’ambiente. Insegnamenti preziosi che mette a frutto il piccolo Valdo quando decide di aiutare e seguire i frigoriferi nel loro viaggio verso il Polo Nord per salvare il mondo dallo scioglimento dei ghiacciai. Valdo racconterà, lettera dopo lettera, la sua “marcia verso il futuro” al padre rimasto solo nell’afa estiva della città di Leonia (assediata dai rifiuti e dalle cattive abitudini) mentre la moglie Vanessa è impegnata in una missione in Africa. La scomparsa dei frigoriferi sconvolgerà la ricca città occidentale mettendo a dura prova la capacità dei suoi abitanti di far a meno dell’indispensabile elettrodomestico, accecati dal proprio egoismo. Una fiaba per adulti ricca anche di riferimenti storici e geografici, raccontata da un giovane autore vastese che ha messo dentro molto di sè: l’ecologia, le esperienze, i viaggi, l’impegno per un futuro migliore. Un racconto che ci offre l’occasione di riflettere sul nostro stile di vita e sulla rivoluzione silenziosa che può cominciare dal microcosmo di ognuno di noi. Tutti possiamo fare qualche passo verso il Polo Nord. Il volume è arricchito da preziose illustrazioni dello stesso autore, un progetto grafico che dà un valore aggiunto alla storia. Dicono che i frigoriferi sono freddi / ma cosa c’è di più freddo del cuore di un uomo / che si chiude nel suo egoismo / lasciando che la Madre Terra perisca? Pina Colamarino

ri rigoriFE cia dEi F La mar ord L poLo n vErso i acchEtti Franco s

È PRimaVeRa Libro del 2008, edito dalla BeccoGiallo, è un’intervista a fumetti (specialità della casa) a Toni Negri, ex-leader del movimento Potere Operaio degli anni ‘70. La storia di un protagonista del fermento culturale di quegli anni accompagnata da ottime illustrazioni. Il pdf è scaricabile all’indirizzo: http://www.globalproject.info/it/ produzioni/E-primavera-Intervista-aAntonio-Negri/3078� Si legge sulla pagina web: Da oggi i contenuti di questo libro sono liberi. Un esperimento: non vogliamo più renderci complici nel limitare la diffusione della conoscenza. Testi e disegni siano dunque portati dal vento com’è per il seme. Buona lettura a tutti.

LETTURE GRATUITE

“Un libro per denunciare le violenze contro la nostra lingua, ma non chiedo condanne. Lo scopo è la riabilitazione. Scrivere bene si può. L’importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza. Questo è un libro ottimista, e ha un obiettivo dichiarato: aiutarvi a scrivere in maniera efficace convinto che si possa imparare a scrivere bene, senza troppa fatica, e divertendosi”. Così Beppe Severgnini, giornalista e scrittore dal 1979, presenta il suo volume, con cui dispensa semplici consigli per scrivere un’e-mail, una relazione; si tratta di piccoli trucchi (onesti) sulla punteggiatura, l’utilizzo di parole inglesi o come scegliere un aggettivo. Si parte dal Decalogo Diabolico e si arriva ai 16 Semplici Suggerimenti appresi da Montanelli e Flaiano. Alla fine di ogni capitolo un piccolo quiz. Con il suo linguaggio diretto e spiritoso, Severgnini riesce a rendere piacevole le lezioni regalando chicche rifacendosi a semplici esempi ed a “psicopatologie”, come quando dice di “voler saltare al collo” di chi utilizza insistentemente diminutivi: “contrattino”, “pensierino”. Il libro è anteriore allo scoppio della “bolla facebook”. Forse Severgnini è stato fin troppo ottimista, dando per scontato una conoscenza base della lingua italiana, della grammatica, della sintassi. La situazione invece, almeno a me, pare allarmante a partire dai ragazzini freschi di scuole elementari passando per i ragazzi più navigati e spesso (ahimè) laureati fino ai politici. Parole criptate, apostrofi negati, accenti di troppo, una confusione che rischia un effetto a catena devastante. Unico rimedio: LEGGERE un buon libro dove un piccolo errore (di stampa) può capitare e lo perdoniamo! Pina Colamarino

La marcia d

Beppe Severgnini, Rizzoli, 2007, 205 pagine, 17,50 euro

Non so se voi che leggete appartenete alla cultura dell’iperattività o della pigrizia, se pensate che l’ozio sia davvero il padre dei vizi o se lo ritenete il coronamento di tutte le virtù. In ambedue i casi vi invito a gustarvi questo illuminante libello dello scrittore scozzese che fu autore, fra l’altro, dei celeberrimi L’isola del tesoro e Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde. Fin da bambini siamo stati educati ad alzarci presto la mattina, a non sprecare il tempo, a non indugiare, distrarsi e tergiversare, a non stare con le mani in mano, a darci sempre da fare, in nome di una logica per cui lo scopo della vita è lavorare, produrre, guadagnare e anche, di conseguenza, stressarsi. «Dobbiamo rivalutare il significato di ozio dandogli la connotazione positiva di ricerca del piacere all’interno del difficile mestiere di vivere», questo in sintesi il messaggio, che viene però articolato in numerose argomentazioni, ognuna delle quali, scommetto, troverà d’accordo ciascuno di noi. Dopo la lettura di questo phamplet (che vi porterà via non più di un’ora, essendo in tutto ventisette paginette), interessante sarebbe scoprire i molteplici riferimenti che l’argomento ha nella letteratura e nell’arte. Leopardi, ad esempio, in una lettera alla sua amica Fanny Targioni-Tozzetti, confidava: «[...] io che non aspiro alla gloria, non ho torto

L’italiano. Lezioni semiserie

LEF

libri

Stampa Alternativa, 1877, 27 pagine, 1 euro. Scaricabile gratuitamente da: http://www.pedro.it/webs/ millelireonline.it/SchedeMOL/3_ stevenson/3_stevenson.htm

e Libreria Editric

Fiorentina

il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

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il Cingolo culturale racconta

Lui

di Daniele Roberti Musica consigliata durante la lettura Brano: Hey you Album: The wall (1979) Autore: Pink Floyd URL: http://www.youtube.com/watch?V=dszg6md3jpc

H

oward non riusciva a prendere sonno, si rigirava continuamente nel letto. Si liberò con rabbia dalle coperte che coprivano il petto nudo madido di sudore. Brutti ricordi e rimpianti occupavano la sua mente impedendogli di dormire. Dalla sola finestra nella camera, giungevano i suoni e il vociare allegro del paese in festa che lo invitavano ad alzarsi e uscire. Sapeva che facendolo avrebbe solo rimandato lo scontro a un’altra notte. Era giunto il momento di affrontarlo. Infine lo sentì arrivare. Lui era tornato. Aldilà dalla porta chiusa della sua camera lo attendeva. Bussava lentamente alla porta “Toc toc” il rumore di nocche sul legno rimbombava nella camera. Howard si mise seduto sul letto e fissò la porta, non era chiusa a chiave, e se anche lo fosse stato, sapeva che non sarebbe servito a nulla. Lui non aveva fretta, i colpi si susseguivano a pochi minuti uno dall’altro, “Toc toc” questa volta gli sembrava più deciso del solito, forse questa notte si sarebbe deciso a entrare. Erano anni, che nei momenti più bui della sua vita si faceva vivo, ma fino allora era riuscito a sfuggirgli.

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il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

Fissò il telefono sul comodino, accanto al letto e tese lentamente la mano, sarebbe bastata una telefonata a una voce amica e Lui sarebbe fuggito via come le altre volte. Ma rinunciò, era stanco di cercare aiuto. “Toc Toc”. “Vai via!” urlò scendendo dal letto “Lasciami in pace!” e cominciò a camminare su e giù per la stanza, si avvicinò alla finestra e spiò attraverso le fessure della serranda, vide gente passeggiare allegra lungo le strade abbellite dalle luci ornamentali e sentì una profonda amarezza pervadergli il corpo. “Toc Toc” di nuovo poi sentì un cigolio lento alle sue spalle. Quasi impercettibilmente la porta si stava aprendo. Howard, sentì un brivido lungo la spina dorsale e si diresse barcollante verso il comodino da cui estrasse una vecchia beretta cal.45. Quando, la sua mano strinse il calcio, il contatto della pelle con l’acciaio lo fece rabbrividire. Fissò ancora una volta il telefono, muto. “Suona ti prego” sussurrò. Il cigolio della porta lo riportò a girarsi verso di essa. “Maledetto mostro ti ammazzo” gridò e puntò la pistola. La porta si spalancò del tutto e Howard con gli occhi colmi di lacrime infilò la canna in bocca e schiacciò il grilletto. Il proiettile attraverso la sua testa in un attimo e il suo corpo dopo un ultimo sussulto, si accasciò a terra. Nella stanza calò un silenzio profondo mentre fuori la festa continuava. Note dall’autore Questo racconto è nato in una serata un po’ grigia, disteso sul letto prima di prendere sonno, pensavo a cosa scrivere per il Cingolo. Mi scervellavo pensando a qualcosa che mi spaventava, ragni, mostri sbavanti, vampiri? Poi mi resi conto che c è una sola cosa che spaventa qualsiasi uomo: la solitudine. Un demone che è in attesa perenne dietro la porta di ognuno di noi. Pronto a portarci via con lui, per sempre.


tempo libero sAn vALentino valentina sciascia – valentinasciascia@tiscali.it iamo ormai arrivati a febbraio e non possiamo fare a meno di non pensare a una famosa ricorrenza, per molti fastidiosa, che ricade il giorno 14: San Valentino! È considerata come la festa degli innamorati e quindi un giorno in cui bisogna dedicare più attenzioni del dovuto alla persona che si ama. La tradizione (non religiosa) vuole che in questo giorno si festeggi il proprio amato/a oltre che con il proprio affetto anche con un pensiero materiale garantendo così gioia sicura a fiorai e ristoranti in primis! È un giorno a cui tengono molto quasi tutti gli innamorati corrisposti ma d’altra parte “ferisce” chi in quel giorno vorrebbe essere festeggiato ma non lo è e così si ritrova a guardare le sdolcinerie con l’amaro in bocca (l’avranno inventato loro “san Valentino la festa di ogni cretino, che credeva di essere amato... ecc.”?!). Non tutti nella vita hanno il privilegio di poter amare liberamente e perciò questo

giorno non dovrebbe essere festeggiato solo per fede a una ricorrenza; si dovrebbe trascorrerlo nel modo più semplice e bello: amando. Oggi purtroppo il 14 febbraio ha assunto sfumature di significato che si allontanano da quelle che aveva inizialmente quando questa data è stata istituita come festa. Infatti se in questo giorno si festeggia San Valentino c’è un perché. Questa festa fu introdotta nel 496, circa due secoli dopo la morte di Valentino, da Papa Gelasio II. Il suo intento era quello di sostituire sia la festività pagana “I Lupercalia”, le feste in onore degli dei che tenevano lontani i lupi dai campi coltivati, sia una ricorrenza romana che prevedeva tramite un’estrazione (tipo lotteria) l’unione effettiva di due giovani i cui nomi venivano estratti a caso da un’urna, con una festa avente riferimenti cristiani e che aiutasse a diffondere maggiormente il messaggio d’amore che Valentino si era proposto di divulgare

nella sua vita. Si tramandano a suo carico varie leggende in cui è presentato come una sorta di protettore degli innamorati ai quali andava incontro, per esempio, ristabilendo la pace persa, dopo aver fatto volare intorno a loro dei piccioni (da questo episodio il termine “piccioncini”) oppure dopo aver dato loro una rosa da tenere in mano assicurando così una felicità duratura. Ma le sue azioni furono male interpretate e infastidivano anche l’imperatore folle Claudio II, il quale cercò di convertire Valentino, in quel tempo vescovo di Interamna Nahars (oggi città di Terni), al paganesimo senza riuscirci. Questa scelta gli costò la vita; nel 270 fu lapidato e decapitato. Quindi sapendo qualcosa in più sul perché di questo giorno dovremmo viverlo tutti con serietà, felicità e con qualsiasi forma di amore e imparare a farlo tutti i giorni. P.s. Auguri agli innamorati e ai miei omonimi!

TechTips

valentino giammichele – valegiammi@libero.it

Visioni Chi ha occhi per sentire, guardi pure. Sinestesia: solo le anime più affettate possono permettersela. Da ora non più! Trasfomare un colore in musica o una nota in un tratto sulla tela è possibile con “i2sm”, Image to Sweet Music (‘mazza! niente male come messaggio promozionale, mi pagassero almeno...). Scegliete un’immagine, apritela col programmino, settate a piacimento e sentirete, sentirete.

Roba da smanettoni “playtuts.it” Tutorial per editing grafico e video in ITALIANO. Così potrete ritoccare abilmente le vostre foto per Facebook eheh. CRaiglist è il più grande portale di annunci del mondo, di qualsiasi tipo. Nella sezione Missing Connections, una sorta di cerca persone, sono riportati gli incontri mancati che avvengono quotidianamente. Non-Incontri in Non-Luoghi che però

lasciano una traccia. Una pittrice newyorchese, Sophie Blackall, ispirata da questi eventi, li ha tradotti in quadri e probabilmente ne nascerà un film. Merita uno sguardo: missedconnectionsny.blogspot.com Ci siamo tutti noi! Alla prossima! il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

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la data 21.03.1950 Antonino Dolce – http://pensierosso.blogspot.com – antonino.dolce@gmail.com nche quella mattina gli abitanti di Lentella si ritrovarono per procedere alla realizzazione della strada di collegamento con la fondo valle Trigno. Era un lavoraccio con i pochi mezzi a disposizione in quel periodo, ma non era un lavoro come un altro: tanta fatica e tanto sudore non erano retribuiti. Si trattava dello sciopero alla rovescia: il lavoro mancava e la miseria era conosciuta da tutte le famiglie, la strada promessa, che poteva assicurare nuova occupazione e nuove prospettive tardava ad arrivare. Per questo ci si svegliava presto, si lavorava a quella strada gratuitamente, uomini e donne, e, la sera, si tornava protestando; si tornava anche con bandiere comuniste e nazionali, perché mica era un atto di sovversione (come nelle parole di Pierino Sciascia in 50° dell’eccidio di Lentella, Res Abruzzo). Si tornava e si depositavano gli attrezzi del mestiere nella Camera del Lavoro (che era anche sezione del Partito Comunista) ubicata nel piano terra del municipio in piazza Garibaldi. Quel 21 marzo ad accogliere il corteo ci sono le forze dell’ordine. La tensione, altissima già da giorni (il 14 marzo ci fu un lancio di lacrimogeni), è al culmine. Quando il corteo è ormai a pochi passi dal municipio partono colpi di arma da fuoco. A esploderli è l’appuntato De Vita, a terra restano Nicola Mattia e Cosmo Mangiocco. I feriti sono numerosi, alcuni sono stati raggiunti dai proiettili sull’autobus Celenza-Chieti in quel momento fermo in piazza. Nel fuggi fuggi generale le vittime vengono portate nelle misere abitazioni quel periodo, ma non ci sarà nulla da fare. La sera stessa verrà istituito il coprifuoco che permarrà per vari giorni. La sezione del PCI verrà setacciata e tutti i suoi iscritti saranno denunciati. Gli altri manifestanti, soprattutto chi ricopre un certo ruolo all’interno del partito fuggiranno attraverso le campagne per trovare riparo per settimane nelle sezioni di 16

il Cingolo ritardatario • 2, febbraio 2010

Vasto e San Salvo. Il giorno dopo ci saranno i funerali, vi partecipà una folla immensa accorsa da tutta la provincia; interverranno anche quattro deputati e Lentella sarà blindata con forze dell’ordine nascoste ovunque per evitare altri disordini e stroncare sul nascere nuove proteste. L’episodio è inquadrato in quegli anni ‘50 durante i quali la polizia di Scelba mieterà innumerevoli vittime in tutta l’Italia. Dopo sessanta anni, quello che passerà alla storia come Eccidio di Lentella, paradossalmente, spesso non è conosciuto dalle giovani generazioni locali, mentre all’epoca ebbe una eco vastissima. Le proteste per i morti di Lentella si allargheranno a macchia d’olio in tutta Italia e porteranno a nuove vittime della repressione. Il 22 marzo viene convocato uno sciopero generale dalla CGIL durante il quale verranno uccisi dalla polizia Attila Alberti (32 anni) a Parma e Francesco Laboni ad Avezzano. La tensione è destinata a rimanere alta ancora per anni. Chi cadrà sotto i colpi della polizia o dei carabinieri, nella maggior parte dei casi non avrà giustizia; gli assassini, al massimo, verranno trasferiti altrove, come è accaduto per i responsabili di Lentella. L’eccidio avrà un’importante risonanza anche in Parlamento. Durante il dibattito c’è chi come Bubbio, sottosegratario di Stato per l’Interno, avrà l’ardire di affermare che, nonostante il rammarico per i tristi avvenimenti, lo sciopero era immotivato perché quasi tutti gli aderenti erano proprietari terrieri. C’è chi non crederebbe alle proprie orecchie: furono considerati proprietari terrieri, quindi in grado di sopravvivere dignitosamente, tutti coloro che avevano un pezzo di terra, che in molti casi misurava un quarto di ettaro, se non meno. Anche Ercole Rocchetti (deputato DC) descrisse Lentella come “il più pacifico mondo la cui popolazione laboriosa è

occupata nel lavoro dei campi e in altri lavori”. Saranno i deputati Bruno Corbi e Silvio Paolucci (PCI), che hanno visitato Lentella in occasione dei funerali, a delineare il quadro della miseria che in quegli anni attanagliava le popolazioni contadine di tutta Italia: «Paese di miseria, paese senza strade, senza fognature, senza abitazioni, senza un segno di vita civile.[...] Io dirò soltanto come vivevano i due uccisi. Noi abbiamo visto. Ci siamo recati nelle case di questa povera gente. Cosimo Mangiocco era un giovane di 26 anni. Era già sposato, ma non poteva convivere con la compagna della sua vita, perché non riuscivano, in due, a procurarsi un letto. Cosimo Mangiocco, quando lo hanno riportato cadavere nella sua casa, non ha potuto esservi ospitato, perché la sua bara occupava troppo posto. È stato trasportato nella casa della sua giovane sposa: e Lia lo ha ospitato per la prima volta, cadavere, nel suo letto di vergine. E questo era il figlio di un proprietario! Il vostro Popolo, il giornale del Governo, così lo ha definito. L’altro, Nicola Mattia, padre di quattro figli di tenera età: quando lo hanno riportato a casa, non ha potuto entrare in quella stretta, unica stanza, in cui convivono 6 o 7 persone. Sapete perché? Perché si accede a questo buco attraverso una scala a pioli; e non è possibile trasportarvi un cadavere. Il suo povero corpo, crivellato di colpi, fu quindi ospitato nella casa di gente caritatevole vicina. E questi era il “proprietario mezzadro” di cui parlava il sottosegretario Bubbio! Non avevate il diritto di offendere, anche dopo morti, queste vittime del vostro e della vostra paura. Voi avete bisogno di morti». FONTI 50° dell’eccidio di Lentella, Atti del convegno, Camera del Lavoro di Chieti, RES Abruzzo. http://www.piazzacarlogiuliani.org/carlo/pernoncarli/01.php

il Cingolo n. 2  

La seconda uscita della rivista 'il Cingolo'

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