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Antonello Ghezzi

ALL THE STARS, ALL THE SEAS Curated by Giusy Ragosa


ANTONELLO GHEZZI Mille sono le idee che si possono avere di fronte ad un foglio bianco o ad uno spazio vuoto, ANTONELLO GHEZZI , con le sue opere, ci invita ad accoglierle tutte e senza paura. Come un Cicerone contemporaneo, ANTONELLO GHEZZI ci apre la strada e fa da esempio, incarnando quell’essere umano creativo che esiste in ognuno di noi al di là dei ruoli sociali. Deresponsabilizzandosi, la società affida all’artista i compiti della creazione e del cambiamento sociale. L’individuo è cosi da questi compiti svincolato e agisce inconsapevole del suo potenziale che lo vede creare al quotidiano relazioni e storie, a cui la società non sa dare né importanza né valore. ANTONELLO GHEZZI lavora da quasi dieci anni per ricordarci che quelle relazioni e quelle storie sono ricche e prodigiose. A creare una scala di valori è, per il duo bolognese, un materiale prezioso come l’oro: il magico. Una componente misteriosa come l’amore, perché difficile da riconoscere e da scovare e poiché, nella lingua viva, non bisogna aver timore a chiamare le cose col loro nome più bello, lasciatemi parlare di taumaturgia. In greco, ergia è l’azione o l’opera che funge da supporto per far emergere il thauma, ovvero la meraviglia. Tradizionalmente, questo potere era riservato ai santi o ai sovrani di stirpe divina ed era riferito alla capacità di operare miracoli, spesso di guarigione. Taumaturgo è quindi colui che riesce con magia a cambiare le cose in meglio. Taumaturgico può essere un sorriso, come quello da dedicarsi nell’opera Mind the door! se si vuole oltrepassare la porta. Taumaturgico può essere un saluto, come quello che gli artisti fecero al sacerdote bolognese che gli concesse lo spazio per realizzare il progetto Grazie per avermi salutato. Taumaturgi possiamo essere noi tutti, nella misura in cui abbiamo il potere di migliorare con un semplice gesto lo scorrere della vita, meravigliando e meravigliandoci. Di questa meraviglia talvolta non si riesce a godere, poiché seduti sopra un trono troppo alto. L’uomo di questo secolo nasce Re. Con una scenografica democrazia, ognuno vive la sua piccola monarchia e può avere il proprio regno fotografato sempre in tasca, conquistando luoghi e persone da aggiungere alla propria galleria. Che non vi sono né Re né regni ce lo ricorda il progetto Never Ending Night, mostrando il cielo come


un’immensa distesa blu, indivisibile e impossibile da fotografare. Gli artisti collaborano con l’Istituto Nazionale di Astrofisica per svelarci che siamo tutti sotto la stessa coperta blu e permetterci di alzare gli occhi al cielo e desiderare. Tra gli obbiettivi del progetto vi è l’idea di trasmettere in tempo reale molteplici cieli, accorciando le distanze e oltrepassando le frontiere. L’uomo ha gestito la storia pensando che tutto quello che fosse sotto i suoi piedi gli potesse appartenere, non rendendosi conto che vive e muore ai piedi delle stelle. I progetti che hanno animato la carriera di questo giovane binomio sono molti – Io e te, Guardami ancora, Driftwords, Comizi d’amore – e tutti caratterizzati dalla forza destabilizzante del semplice. Una forza genuina spesso in contrapposizione con la tendenza contemporanea che cerca di affascinare con rebus estetici, troppo spesso già risolti. Nel progetto Blow, per esempio, ANTONELLO GHEZZI ci trasforma in creatori di destini, grazie allo strumento giocoso della bolla di sapone. Per creare bisogna soffiare, il soffio è cio ` che ci anima, una respirazione che ci mette in contatto con i ritmi del naturale. Questa respirazione, con la performance Blow si rivela creativa, perché in realtà lo è sempre stata. ANTONELLO GHEZZI ancora una volta da’ forma a pulsioni vitali positive, utilizzando materiali improbabili. Con la bolla una parte noi se ne va, disegnando una sfera perfetta. ‘Genitori’ di questa nuova storia tonda, non sappiamo quale sarà il suo destino, non ne siamo i proprietari, possiamo solo ammirarla e sperare. Condividere, sperare ed amare sono motori di azioni troppo buone che è meglio nascondere se non si vuole essere vezzeggiati di ingenuità e di innocenza. Poiché motori troppo fragili per costruire reami forti, la società dei tutti Re si impegna a reprimerli, ma cio ` nonostante questi, senza pudore si affermano forti e meravigliosi. Di questa forza e di questa meraviglia ANTONELLO GHEZZI si nutre, per spodestarci da un trono obsoleto di cui non avevamo mai avuto desiderio.

Scritto da Giusy Ragosa


ALL THE STARS, ALL THE SEAS CATALOGUE 1

Shooting stars

2014

Live radio broadcast from the radio telescope of Medicina

The sound of a wish

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Nuvola #2

2016

Window, ink

Thoughts in the clouds, thoughts by the window

3

Here

2017

Series of 23 prints

We are here, you are here. On earth under the same sky

4

Palestine-Israel

2017

Glass, paper, driftwood, clip, bulb, cable

There is no wall who can divide the sky

5

‫عىل هذه الرضام يستحق‬ ‫الحياة محمود درويش‬

2016

Mirror, driftwood, bulb, cable

What on earth makes life worth living

6

‫لول فسحة املل‬

2016

Mirror, driftwood, bulb, cableMirror, driftwood, bulb, cable

We can survive thanks to this little light of hope

7

All at Sea

2016

Borken mirrors, ink, driftwood, candles

To all who are adrift, to all seas

8

Don’t Forget The Magic

2017

Mirror, driftwood

Don’t forget the magic

9

Nuvola 3

2016

Ink on broken mirror, wood, old light, bulb, cable

Thoughts in the clouds

10

Don’t Forget The Magic

2017

Mirror, led strip, cable

Don’t forget the magic

11a

Sogno

2017

Mirror, wood

Where you would like to be

11b

Nuvoletta

2017

Frame, glass, ink

Where you would like to be

12

Know Yourself

2016

Mirror, led strip, cable

Know yourself

13

Ciel Étoilé

2016

Mirror, driftwood, bulb, cable, ink

The sky over the sea, every day

14

Don’t Forget The Magic

2017

Blue pigment on canvas, old frame, led strip, cable

Don’t forget the magic

15

Ciels Etoilés

2015

Mirrors, wood, candles

Where you look at when dreaming

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Cieli stellati (serie)

2016

Series of 8 monotypes (15 x 21 cm) and 8 monotypes (27 x 38 cm)

One sky many skies

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Blow

2017

Project

Soapy bubbles against the walls

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Never Ending Night

2013

Project

The live streaming of a starry night. A shooting star for everyone

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Mind The Door!

2012

Automatic door, mini computer, webcam, cables

The smile can open doors

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Io e te

2016

Interactive installation

Me and you to light a street lamp

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Altrove

2015

Performance and photo

Tables and chairs went to see the sunrise at the beach

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Lucciole

2012

Recycled plastic cans, solar rechargeable lamps

A firefly dedicated to those who are in the dark

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T’oracolo

2010

Performance, installation

The question is the answer

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Toilet Project

2010

Performance

A blitz in the “Art System”


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A

N

K

S

La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura ad Atene. Si ringrazia l’Istituto Italiano di Cultura e tutto il suo personale, Nick Tancock, Periklis Douvitsas, La Casa Editrice Nefeli, Sophie Claire Del Bianco, Neri Torcello, Mariano Araneo, Luca Naldi, L’Istituto Nazionale di Astro Fisica, Il Radio Telescopio di Medicina, Silvia Mollicchi, Anna Martini, DULCOP, FOUAR Restaurant Atene.

The exhibition has been realized in collaboration with the Institute of Italian Culture in Athens. We would like to thank the Institute of Italian Culture and all the staff, Nick Tancock, Periklis Douvitsas, the Nefeli Publishing House, Sophie Claire Del Bianco, Neri Torcello, Mariano Araneo, Luca Naldi, The Italian Institute of Astro Physics, The Medicina’s Radio Telescope, Silvia Mollicchi, Anna Martini, DULCOP, the FOUAR Restaurant.


Intervista ANTONELLO GHEZZI

Giusy Ragosa: Nadia ANTONELLO, chi è Paolo GHEZZI? Nadia Antonello: Paolo Ghezzi è un inarrestabile sognatore che ama le persone, il passato, il futuro e la poesia. GR: Paolo GHEZZI, chi è Nadia ANTONELLO? Paolo Ghezzi: Nadia Antonello è un’amica entusiasta, un’imperterrita positiva e poi la mia complice, in questo nostro ambizioso progetto. GR: Com’è nato ANTONELLO GHEZZI? Antonello Ghezzi: Nei sotterranei dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ci siamo raccontati un’idea: si assomigliava così tanto che decidemmo di provare a farla insieme. L’esperimento riuscì e si decise di andare avanti. Entrambi sognavamo che l’artista fosse il nostro lavoro. GR: Cosa vi unisce artisticamente? AG: La passione per le faccende poetiche del nostro tempo e il desiderio di vivere in un’avventura. GR: Toilet Project è uno dei vostri primi progetti, potete descrivercelo? AG: Era un blitz nei bagni delle fiere d’arte, il primissimo lavoro, all’inizio del 2010. Abbiamo scherzato sul linguaggio dei critici e sullo spaesamento che l’arte può suscitare, scrivendo un comunicato stampa in piena regola che descriveva le opere che il pubblico avrebbe incontrato visitando i servizi. In realtà le installazioni erano gli arredi del bagno già esistente ma spostavamo l’attenzione sulla percezione dello spettatore, cercando di divertire e di divertirci! GR: Cosa vi ispira e vi influenza al quotidiano? AG: Tutto o quasi tutto, a volte dobbiamo fare uno sforzo per non far nascere un nuovo progetto perché troviamo sempre stimoli nuovi. GR: Le vostre opere spesso legano storie passate a istanze presenti, ne è esempio Grazie per avermi salutato, com’è nata quest’opera? AG: Decidemmo di aprire un portone chiuso

da anni. Iniziarono così numerose ricerche che ci portarono alla scoperta di una lunga storia che arrivava dal passato. Il luogo magico in questione era diventato un vecchio cinema che per secoli fu un approdo per i pellegrini spagnoli diretti verso Roma. Era il 2011 e ben altri “viandanti” cercavano di raggiungere le nostre coste. L’installazione si combinò così con un accordo verbale del responsabile del cinema di non dimenticare il compito con cui era nato quel tetto. GR: Tra i vostri motti “Don’t forget the magic”, perché incitare al magico e che ruolo ha per voi? AG: Forse continuiamo a ricordarlo perché è importante anche per noi, perché è molto facile dimenticarlo, e se ce lo dimenticassimo tutto perderebbe di senso, tutto si sprecherebbe. È come un bigliettino sul tavolo con scritto non dimenticarti la luce, serve per risparmiare sulla bolletta, per non uscire di casa con le luci accese ma può voler dire anche di portarne un po’ con sé, di essere illuminati e di illuminare. GR: La vostra forza sta nel riuscire a creare delle collaborazioni uniche. Imprese, istituzioni e privati partecipano alla realizzazione dei vostri progetti, tra i più collaborativi Never Ending Night, potete raccontarci questa avventura? AG: E’ perché abbiamo fiducia nella gente. È come quando ci si perde per strada in un paese straniero: ci sentiamo smarriti ma se tiriamo giù il finestrino e chiediamo a qualcuno, ecco che può nascere una nuova storia. Allo stesso modo abbiamo un’idea e iniziamo a parlarne, a chiedere aiuto e poco a poco si forma un gruppo di persone sconosciute che ci stanno aiutando. Never Ending Night è il tentativo di mostrare una stella cadente a tutto il mondo, nello stesso istante, in diretta, perché siamo tutti sotto lo stesso cielo e perché è sempre il momento di credere nei desideri. GR: Tra i tanti materiali utilizzati vi è lo specchio, come ci siete arrivati e in che modo vi è utile questo supporto, cosi connotato nella storia dell’arte? AG: Per noi lo specchio è un diretto coinvolgimento di chi guarda l’opera. Le scritte che fluttuano al suo interno o i cieli stellati che imprimiamo nell’argentatura sono pensati per


posizionarsi all’altezza degli occhi dello spettatore per creare una lettura interna ed emozionale. Non sono oggetti ma installazioni composte da uno specchio e una persona davanti allo specchio.

in cui senti di aver fatto qualcosa di bello e di importante, ogni volta in cui pensi che quella opera doveva proprio essere realizzata, perché era giusto che esistesse. Intervista realizzata da Giusy Ragosa

GR: Cosa vi nutre di più artisticamente? AG: La quotidianità, la realtà e le persone intorno a noi. Le nostre opere sono dedicate alla gente che cammina per strada o che si incontra per caso, quella che spesso non trovi in una galleria o in un museo. GR: Perché invitare le persone a sorridere di fronte ad una porta automatica con il progetto Mind the door? AG: Perché finché ci sarà qualcuno che sta facendo un sorriso, ci sarà ancora speranza. GR: Ormai da tempo l’arte contemporanea gioca a interagire con lo spettatore, che ruolo date a quest’ultimo nelle vostre opere? AG: Lo spettatore è sempre presente nei nostri lavori. Da quando l’opera è ancora un’idea, a quando è finita ed esposta. Senza lo spettatore non esisterebbero nemmeno le opere. GR: Vi sono stati degli artisti che vi hanno particolarmente influenzati? AG: Bruno Munari, Cesare Pietroiusti, James Turrell, Tino Sehgal, Eva Marisaldi, Maurizio Cattelan, Alberto Garutti e Mona Hatoum. GR: Che importanza date all’estetica dell’oggetto finito? AG: Non molta. L’estetica che risulta dall’oggetto finito è un’idea che ha preso una forma. Ciò che ci importa molto invece è quell’incontro tra l’idea e chi ne viene a contatto, ma in realtà la vera estetica prende forma nella mente e si spera nel cuore del destinatario. GR: Tra le vostre performance vi è BLOW, che tipo di esperienza propone questo progetto? AG: Se vuoi abbattere un muro, se vuoi rispondere ad una violenza, ad un sopruso, prendi un tubetto di bolle di sapone e soffia, soffia e continua a soffiare. GR: Quale è stato il momento più bello che la vostra professione di artisti vi ha offerto? AG: Ogni momento di libertà, ogni momento

Interview ANTONELLO GHEZZI

Giusy Ragosa: Nadia ANTONELLO, who is Paolo GHEZZI? Nadia Antonello: Paolo Ghezzi is an unstoppable dreamer who loves people, the past, the future, poetry. GR: Paolo GHEZZI, who is Nadia ANTONELLO? Paolo Ghezzi: Nadia Antonello is an enthusiastic friend, ambassador and my accomplice in this ambitious project. GR: How was ANTONELLO GHEZZI created? Antonello Ghezzi: In the basement of the Academy of Fine Arts in Bologna. We shared the same vision, so it seemed natural to try to achieve it together. The experiment succeeded and we’ve been able to move forward as artists. GR: What do you share artistically? AG: A passion for the poetry of our time and the recognition that life is an adventure. GR: Toilet Project was one of your first projects, can you describe it? AG: It was a kind of bathroom blitz at Bologna’s annual art fair, our very first work, in 2010. We wanted to play on the language of art criticism and the disconnect that art can create, by writing a hand out describing the pieces the audience would encounter while visiting


the lavatories. In fact the “installations” were the facilities that were already there, but the idea was to shift the visitor’s perspective while poking fun at the nature of contemporary art and providing people with something to smile about while otherwise engaged in their most mundane of activities… GR: What inspires you and influences your daily life? AG: All or almost everything. Sometimes we have to make an effort not to create a new project because we are always finding new stimuli. GR: Your works often link past stories to present instances, for example Thank you for welcoming me, how did this work come about? AG: We decided to open a door that had been closed for many years. Our research uncovered a history with deep footprints in the past – what was now a cinema had previously been a resting place for Spanish pilgrims on their way to Rome. It was 2011 and other “pilgrims” were beginning to arrive in Bologna – we could feel the past reverberating in the present. The installation, and the history, thus became an intrinsic part of the present-day cinema. GR: What do you mean by your motto: “Don’t forget the magic”? AG: In a way it is an aide memoire, to remind us that wonder – and wonder is the soul of magic – is the essential ingredient to our work, so we mustn’t leave it out! Otherwise our work would lose its meaning. It’s like leaving a note on the kitchen table – Don’t forget the magic! GR: Your strength lies in being able to create unique collaborations. Businesses, institutions and individuals are involved in the realization of your projects. Among the most collaborative was Never Ending Night… AG: That’s because we trust people. It’s like getting lost in a foreign country: you might feel lost but as soon as you wind down the window and ask someone, so begins a new story. When we have an idea and start talking about it, we begin asking for help and gradually assemble a diverse range of individuals to help us. Never Ending Night is our attempt to show a star falling all over the world, at the same

instant, live, because we are all under the same sky, and there is always time to wish upon a star. GR: Mirrors are commonly used in your work… AG: The mirror creates a direct link between the work and its observer. The texts existing within the starry skies are set at eye-level to create an inner dialogue. What we are trying to achieve are not objects but installations that draw the individual into the artwork “through the looking glass”. GR: What nourishes you artistically? AG: Daily living and the people around us. Reality. The democracy of ordinary life – people walking in the street or meeting by chance, the kinds of people who may not wander into an art gallery or museum but share with us that common sense of magic. GR: Why did you invite people to smile in front of an automatic door with the Mind the Door project? AG: Because while someone is still smiling, there’s still hope… GR: What role does the spectator play in your work? AG: The spectator is always present, from the very beginning. There would be no work without an audience. GR: What artists have particularly influenced you? AG: Bruno Munari, Cesare Pietroiusti, James Turrell, Tino Sehgal, Eva Marisaldi, Maurizio Cattelan, Alberto Garutti and Mona Hatoum. Interview by Giusy Ragosa

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ANTONELLO GHEZZI ALL THE STARS, ALL THE SEAS Επιμέλεια έκθεσης: Giusy Ragosa Ιταλικό Μορφωτικό Ινστιτούτο 8 Ιουνίου – 16 Ιουλίου 2017 Η Nadia Antonello και ο Paolo Ghezzi ξεκίνησαν την καλλιτεχνική τους πορεία στην Mπολόνια, το 2009, και έχουν παρουσιάσει τα έργα τους σε σημαντικά κέντρα της Ιταλίας και του εξωτερικού. Μεταξύ άλλων, έχουν ήδη εκθέσει τα έργα τους στο BIEL Center της Βηρυτού, στο Usina del Arte του Μπουένος Άιρες, στην Εθνική Πινακοθήκη της Μπολόνια και στην Μπιενάλε της Μόσχας. Οι καλλιτέχνες κατόρθωσαν να ξεχωρίσουν στο σύγχρονο καλλιτεχνικό στερέωμα με δυναμικότητα και ενάντια στις τάσεις της εποχής με ένα έργο όπου η προτεινόμενη εικόνα, πέρα από αισθητική ή εννοιολογική, κάνει κλικ, γίνεται ένας διακόπτης ικανός να αποδώσει το προφανές, αυτό δηλαδή που γίνεται αντιληπτό από τις αισθήσεις, εκείνη την εσωτερική ποίηση της ζωής, πολύ συχνά παραμελημένη από την άυλη φρενίτιδα του αιώνα μας. Οι καλλιτέχνες μας συμβουλεύουν: «Don’t forget the magic». Η ομορφιά του απλού αντικαθίσταται από τη γοητεία του περίπλοκου. Αυτός είναι και ο τρόπος με τον οποίο οι δυο καλλιτέχνες επεμβαίνουν στους χώρους του Ιταλικού Ινστιτούτου, προτείνοντάς μας ένα ταξίδι πραγματικό και φανταστικό, πάνω και κάτω από μια μεγάλη μπλε κουβέρτα. Ο ουρανός και η θάλασσα ή καλύτερα ALL THE STARS, ALL THE SEAS, μας οδηγούν σε ένα ταξίδι όπου αποστάσεις και διαφορές αποκτούν νέα μορφή και σημασία. Οι ουρανοί που παρουσιάζονται στα έργα είναι ουρανοί τοποθεσιών στις οποίες ο άνθρωπος θέλησε να κατασκευάσει τείχη, αλλά υπάρχουν και ουρανοί άλλων πόλεων, οι οποίοι δημιουργήθηκαν χάρις σε μια ευφυή συνεργασία με το INAF (Εθνικό Ινστιτούτο Αστροφυσικής της Ιταλίας). Το φως που απελευθερώνεται από αυτά τα αντίγραφα των αστερισμών μέσα σε αυτούς τους πολυποίκιλους ουρανούς, που φωτίζουν

τις νύχτες ανθρώπων διαφορετικών στον ίδιο μοναδικό κόσμο, θα φωταγωγήσει το Ιταλικό Ινστιτούτο και το κοινό του. Για τους καλλιτέχνες βρισκόμαστε όλοι κάτω από τον ίδιο ουρανό, συνεπώς ο θεατής θα έχει τη δυνατότητα στο έργο Shooting Stars, χάρις σε ένα ειδικό μηχανισμό, να κάνει μια ευχή ακούγοντας ζωντανά τον ήχο ενός διάττοντος αστέρος. Ή θα μπορεί να δει την εικόνα του να αναπαράγεται σε ένα από τα Star Maps. Επίσης το κοινό θα μπορεί να ταυτιστεί ή να αναρωτηθεί μπροστά σε φράσεις που έχουν χαραχθεί σε ορισμένα έργα: Όνειρο, Μπορούμε να επιβιώσουμε με αυτό το λιγοστό φως ελπίδας, Γνῶθι σαὐτόν... πώς θα ακουστούν στην σκέψη του θεατή, σαν επιβεβαίωση ή σαν ερώτημα; Αφήνοντας τους ουρανούς, κατεβαίνουμε προς τις θάλασσες. Πόσο έχει αλλάξει η ευαισθησία προς τη θάλασσα; Χώρος εξάπλωσης για τον άνθρωπο, σύμβολο περιέργειας και ανακάλυψης, η θάλασσα σήμερα μετατρέπεται σε φράχτη που μας προστατεύει, ένα ασφαλές σύνορο όπου πίσω του μπορούμε να βρούμε καταφύγιο. Οι καλλιτέχνες χρησιμοποιούν τις θάλασσες σαν οδό οπτικής επικοινωνίας, για τη μεταφορά νέων οραμάτων. Στο έργο All at sea, κομμάτια από ξύλο που ξέβρασε η θάλασσα συγκεντρώθηκαν από τις παραλίες και συνδυάστηκαν από τους καλλιτέχνες σε ένα μοναδικό κάδρο. Αυτή η άφιξη μιλάει για αναχωρήσεις όπως η ένωση μιλάει για χωρισμούς. Το καλλιτεχνικό ντουέτο κατορθώνει να διεισδύσει με ευαισθησία σε δυνατά θέματα του παρόντος και του παρελθόντος: ένα πραγματικό ταξίδι με ξεναγό τις αισθήσεις. Πληροφορίες: www.iicatene.esteri.it www.antonelloghezzi.com


ANTONELLO GHEZZI ALL THE STARS, ALL THE SEAS Curated by Giusy Ragosa The Institute of Italian Culture of Athens June 8th – July 16th 2017

The Institute of Italian Culture of Athens is delighted to present Italian art collective ANTONELLO GHEZZI . Formed in Bologna in 2009, young duo Nadia Antonello and Paolo Ghezzi have appeared at prestigious exhibitions across Italy and abroad, including the Biel Center in Beirut, Usina del Arte in Buenos Aires, the Moscow Biennale, and the National Gallery of Bologna. ANTONELLO GHEZZI has distinguished itself in

the crowded contemporary art world by disrupting our expectations of art and finding the extraordinary in the seemingly every day. ‘Don’t forget the magic,’ the artists insist, rehabilitating the beauty of the simple over our fascination with the complex. A door can open with a smile, a workplace wall can tell your fortune, or, as is the case from the June 8 to July 16 this year in Athens, the Institute of Italian Culture will be transformed into ALL THE STARS, ALL THE SEAS. Visitors will step throughstars capes as they are viewed by those on Earth, at war and peace, imprisoned or free. Made in collaboration with INAF, the Italian Institute for Astrophysics, the pinpoint-precise light from multiple constellations will illuminate a journey across a divided world united by a common heaven. ‘A shared sense of wonder is an abiding theme of our work,’ said ANTONELLO GHEZZI. ‘We want to interrupt the autopilot of our ordinary lives with unforgettable moments of magic.’ Like... the sound of Shooting Stars. At the forefront of using technology to create art, the collective has worked with scientists to bring you the sound of a shooting star live, at the very moment it tracks across the sky. Visitors will also be able to reflect on themselves in Star

Maps. The artists demand more of us in other works – bringing a literal quality to the word “reflection” – look in the mirror and reflect on this: to Dream, to Look Again... the commandment of the Oracle to Know Thyself runs deep in these works. We plunge from the heavens into the sea – that other undiscovered country, full of yearning and menace, that makes each object its own. In All at Sea the artists paired driftwood and glass to create a unique union between nature, fabrication and reflection. ALL THE STARS, ALL THE SEAS is produced by

the Institute of Italian Culture of Athens. Info: www.iicatene.esteri.it www.antonelloghezzi.com Contacts: Artist: nadia@antonelloghezzi.com Curator: giusy.ragosa@gmail.com


ANTONELLO GHEZZI ALL THE STARS, ALL THE SEAS Curata da Giusy Ragosa Istituto Italiano di Cultura, Atene Dall’8 giugno al 16 luglio 2017

L’Istituto Italiano di Cultura di Atene è lieto di presentare la mostra del collettivo di artisti italiani, ANTONELLO GHEZZI. Formatosi nel 2009 a Bologna, il giovane duo, composto da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi ha esposto in luoghi di prestigio in Italia come all’estero. Tra le istituzioni in cui hanno già esposto il BIEL center di Beirut, la Usina del Arte di Buenos Aires, la Pinacoteca Nazionale di Bologna e la Biennale di Mosca. ANTONELLO GHEZZI ha saputo distinguersi nel panorama creativo contemporaneo imponendo con forza, anche in contro tendenza, un’opera in cui l’immagine proposta, più che estetica o concettuale, diventa un déclic, un interruttore capace di rendere fenomeno, cioè percepibile ai sensi, quella poesia intrinseca alla vita, troppo spesso trascurata nella frenesia immateriale del nostro secolo. “Don’t forget the magic” ci suggeriscono gli artisti. La bellezza del semplice si sostituisce al fascino del complicato. Questa è la maniera in cui i due artisti intervengono anche nello spazio dell’Istituto di Cultura, proponendoci un viaggio fisico e immaginario sopra e sotto una grande coperta blu. Il cielo e il mare, o meglio ALL THE STARS, ALL THE SEAS, ci guidano in un viaggio in cui distanze e differenze assumono nuove forme e nuovi significati.

di Cultura. Per gli artisti, siamo tutti sotto lo stesso cielo e per questo motivo hanno creato un dispositivo che permetterà allo spettatore di esprimere un desiderio ascoltando in diretta il suono di una stella cadente, nell’opera Shooting Stars o riflettere sé stesso in una delle Stars Maps. Il pubblico potrà inoltre riconoscersi di fronte al verbo inciso, di alcune opere; Sogno, Possiamo sopravvivere con questa piccola luce di speranza, Conosci te stesso, suoneranno all’orecchio dello spettatore come pensieri o come domande? Lasciando i cieli, si scende verso i mari. Quanto è cambiata l’idea del mare? Legato all’uomo come simbolo di sconosciuto, di scoperta e di curiosità, oggi stanno diventando delle frontiere. ANTONELLO GHEZZI si serve dei mari come via di comunicazione visiva, per traghettare nuove visioni. Nell’opera All at Sea, i legnetti portati dal mare sono stati raccolti sulle spiagge e abbinati dagli artisti ad uno specchietto unico. Questo arrivo parla di partenze come questa unione parla di separazioni. Con sensibilità il giovane duo riesce ad immergerci in tematiche forti presenti e passate, un vero viaggio in cui da cicerone la faranno i sensi. ALL THE STARS, ALL THE SEAS è una mostra

I cieli proposti nelle opere, sono cieli di luoghi in cui l’uomo ha voluto costruire muri o cieli di città qualunque, realizzati grazie ad un’intelligente collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica. La luce sprigionata dai disegni esatti delle costellazioni di questi molteplici cieli, che illuminano le notti di persone diverse su uno stesso mondo, illumineranno il pubblico dell’Istituto

prodotta dall’Istituto Italiano di Cultura di Atene. Info: www.iicatene.esteri.it www.antonelloghezzi.com Contatti: Artista: nadia@antonelloghezzi.com Curatore: giusy.ragosa@gmail.com


Ιταλικό Μορφωτικό Ινστιτούτο Αθηνών Πατησίων 47 - 10433 - Aθήνα Tηλ: +30 210 5242646, fax: +30 210 5242714

www.iicatene.esteri.it www.facebook.com/IICAtene www.twitter.com/IICAtene

Catalog ag june17 online  

Catalogue of the art exhibition ALL THE STARS, ALL THE SEAS, at Italian Institute of Culture, in Athens

Catalog ag june17 online  

Catalogue of the art exhibition ALL THE STARS, ALL THE SEAS, at Italian Institute of Culture, in Athens

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