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BENESSERE

in 15 SECONDI

112 IN QUESTA FOTO, IL TOCCO DELL’OPERATORE È UNO DEGLI ELEMENTI SU CUI SI BASA IL METODO GRINBERG

La

SAGGEZZA del

TM DONNA

corpo

ROMPERE GLI SCHEMI, AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CON UN ATTEGGIAMENTO NUOVO, CORREGGERE LE ABITUDINI NOCIVE, LE POSTURE SCORRETTE, LE CONVINZIONI LIMITANTI ACQUISITE NEGLI ANNI. RAGGIUNGERE PIENEZZA E BENESSERE. È POSSIBILE CON IL METODO GRINBERG. VEDIAMO COS’È.


S

iamo fatti di corpo paura, ha una ripercuse mente. Il primo, sione a livello fisico, se sempre sotto i rifletnon viene risolta rimane tori, è oggetto di cure atimpressa nel corpo. Non tente, lo si cosparge di crepossiamo pensare di conme, lo si massaggia, lo si trollare ciò che avviene al sottopone ad allenamenmondo e tutti i suoi fenoti e sedute di ginnastica meni. A volte le circostanper renderlo sempre più ze che ci mettono in diftonico, gli si infliggono ficoltà provengono daldiete e trattamenti più o l’esterno ma è fondamenmeno adeguati per tratale avere coscienza di cosformarlo in un’icona di me noi ci raffrontiamo ad eterna giovinezza. Ma esse. Sono innumerevoli quanti di noi lo ascoltano i casi che il metodo Grinveramente? Ben pochi. In berg tratta con successo, realtà, la nostra sfera mendai dolori cronici ai trautale è molto più sviluppami post-operatori, a prota e di solito prende il soblemi respiratori, digestipravvento, decidendo covi, infiammatori, ad allersa è bene per noi e impogie, a situazioni di recunendo la propria volontà pero dopo malattie, deal corpo. Dovrebbe far rigenze ospedaliere, operaflettere il fatto che non nezioni chirurgiche, ma ancessariamente questo ci che condizioni di scarsa porta a star bene. Anzi. E SOPRA , ANTONELLA CATELLI, TRAINER DIPLOMATA E OPERATRICE vitalità, affaticamento, DEL METODO GRINBERG allora è il caso di interrostress, insonnia, e, in ulgarsi su cosa significhi star bene e da cosa dipenda. tima istanza, infelicità. «Normalmente, quando si prova Star bene è la base della vita, che include essere fisicadolore, si trattiene il respiro, esattamente il contrario di mente sani, rilassati, fiduciosi, con una forte volontà, l’abiquello che si dovrebbe fare», esordisce Antonella Catellità di saper intessere semplici e chiare relazioni umane e li, trainer diplomata e operatrice del metodo Grinberg, di rispettare il proprio cuore. (www.metodogrinbergtrainer-antonellacatelli.com) e Il Metodo Grinberg ha come scopo quello di insegnare membro della Iagmp (International Association of Grinalle persone a risvegliare l’attenzione e la percezione su berg Method Practitioners) con studio a Chiasso; «‘rechi siamo, la nostra natura e come ‘funzioniamo’. È una spirare’ il dolore, entrarci dentro con il respiro (senza cosa semplice e geniale: basta portare l’attenzione al corcercare di comprenderlo, di spiegarlo, ma solo dandopo per scoprire quali meccanismi abbiamo messo in atto gli attenzione) permette invece di scioglierlo». E spiega che ci impediscono di raggiungere il benessere. Il nostro ancora: «Se intervengo con il cervello e con la pretesa corpo registra e conserva la memoria di quello che ci cadi capire, diminuisce la capacità di percepire, quindi pita nel corso della vita. Ogni trauma, ogni dolore, ogni l’esperienza diventa meno intensa». Qualsiasi esperien-

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BENESSERE A SINISTRA, NEGLI INCONTRI DI GRUPPO SI OTTIENE LA CONSAPEVOLEZZA DEL CORPO ANCHE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO

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za dolorosa la viviamo comunque con il corpo, si imprime nel corpo. Se i nostri automatismi legati al dolore non sono stati sciolti, restano nel nostro modo di essere. Reagendo con un rifiuto, opponendoci ai problemi, adottiamo degli schemi difensivi o di resistenza che, a lungo andare, portano a disarmonie prima, e a disturbi fisici poi. Bisogna fare attenzione a riconoscere i diversi meccanismi che il corpo mette in atto per proteggersi dal dolore: le articolazioni vengono caricate in modo disarmonico, cosa che provoca contrazioni e tensioni in altre zone del corpo: un problema al ginocchio si può trasformare successivamente in uno all’anca, alla colonna vertebrale e via di seguito. Le tensioni fanno sì che il potenziale del corpo non sia utilizzato al 100%. Grazie alla consapevolezza, si può arrivare a dipanare questa complessa matassa e a scioglierne i nodi. «Non importa con quale tipo di dolore si ha a che fare – se fisico, psichico o emotivo – se si è disposti a sperimentarlo pienamente nel corpo e senza idee preconcette, se ne consente la trasformazione», afferma Antonella Catelli, che prosegue: «nel corpo ci sono già tutte le risorse per star bene. Bisogna essere d’accordo col fatto di essere pienamente un corpo e acutizzare i sensi. Avere cura dell’insieme di noi stessi e rispetto dei doni che sono in noi». Reagendo diversamente possiamo uscire dalla schiavitù che ci siamo creati e dai suoi schemi. E, come sostiene la trainer, «quando si lascia la prigione, viene a galla il motivo per cui l’abbiamo costruita». È un processo attivo, che implica l’assunzione della propria responsabilità personale nella guarigione e non dipende da nessun altro. L’insegnante (si badi bene, insegnante, non terapeuta), è presente con la sua attenzione per aiutarci a riprendere la nostra sensibilità nei confronti del corpo e dei suoi inascoltati messaggi. «Per liberarsi da qualcosa che fa male, bisogna passarci in mezzo, non vicino», sostiene Antonella Catelli, che ricorre a questa affascinante metafora: «Di solito non si vuole attraversa-

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re il fiume, si vuole essere già sull’altra sponda, quasi per incanto. Si ha paura di bagnarsi, non si intende far fatica, si preferisce assumere un farmaco. Se ci si ritrova sempre di fronte alla stessa domanda quando si vede un fiume e se si continua a evitarla, si limita la nostra libertà. Non sappiamo cosa troveremo nell’acqua, cosa ci succederà. Ma sicuramente se si sceglie di attraversare il fiume, ci si sentirà molto più soddisfatti, più forti, poiché ci si è messi alla prova e si sa che si è stati capaci di farcela». Non è un caso che Avi Grinberg, l’autodidatta israeliano che elaborò questa disciplina, l’abbia chiamata ‘metodo’, parola derivante dal greco methodos, che significa “strada con la quale raggiungere un fine”. Il processo di crescita personale innescato dal metodo Grinberg è un’esperienza sistematica di apprendimento che inizia con la definizione del proprio scopo. Il lavoro può essere individuale o di gruppo. Quello individuale inizia con l’analisi del piede, grazie alla quale s’identificano i punti deboli, gli schemi e come questi si manifestano nel corpo, e le zone sulle quali lavorare durante le sedute successive. Nel corso degli incontri l’insegnante aiuterà con il tocco, e tutta una serie di interventi atti a far sviluppare la consapevolezza della persona. Negli incontri collettivi non si utilizza il tocco, ma ci si focalizza sulla respirazione, sul movimento, sugli esercizi fisici e sulle tecniche per aumentare la capacità di prestare attenzione, in un cammino che costruisce la base per prendersi cura di sé, nella propria interezza. Per sempre, e con una consapevolezza nuova. Alcuni operatori Grinberg ticinesi sono impegnati in un progetto sul dolore. Si tratta di una ricerca scientifica interna, i cui risultati saranno raccolti ed entreranno in un database del Metodo. Chi soffrisse di dolori e volesse collaborare, sarà accompagnato nel corso di quattro sedute gratuite in un percorso di appropriazione e riconoscimento della propria sofferenza, per imparare a prendersene cura e arrivare a trasformarla. Non è la prima volta che ha luogo un’iniziativa del genere, e in base all’esperienza passata si è riscontrata una diminuzione del dolore dell’80% in sole cinque sedute per coloro che corrispondevano alle condizioni richieste. Oltre a Chiasso, esistono dei centri in cui si pratica il metodo Grinberg a Lugano e a Bellinzona (www. ilmetodo.ch). Per saperne di più sul metodo, consultare il sito www.grinbergmethod.com. Anna Martano Grigorov


Grinberg Method Antonella Catelli