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BIOmail magazine

n . 18

ovem bre - D i_ cem bre Marzo Marzo --NAprile Aprile 2014 2014 _ n.20 n.20 2013

Comunicazione ecologica di Antico Molino Rosso

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Come migliorare

Biologico è meglio

i cibi proposti dal mercato

Certificazioni Per un prodotto sicuro e di qualità

AKRUX®

L'importanza di una certificazione

Semi di lino Proprieta' e virtu'

Malto Bio Sapore bio genuino

PMI & Social Media

Per il business e la crescita professionale

Ricette bio

Pan di sole e Pizza Napoletana

RICETTE

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biologiche

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n.20 _ Marzo - Aprile 2014

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Marzo - Aprile 2014 _ n.20

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Sommario 5

18 Piante spontanee e

Come migliorare i cibi proposti dal mercato

domestiche Pasqua

di Gaetano Mirandola

6

Nuove Certificazioni

7

Grano Duro Cappelli AKRUXÂŽ

di Matteo Carletto

11

Malto Bio

di Domenico Federico

& Social 13 PMI Media di Mattia Aganetti

8

14 Earth Day fondi di 15 Icaffè gratitudine 16 La di un animale

Semi di lino

sofferente

di Deborah Virgilio

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19 bio 20 Vetrina Marzo - Aprile il bio 21 Conoscere leggendo Pan 22 Miscela di Sole Bio Colorare le uova con i fiori

Ricetta Bio

RICETTE biologiche

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Pizza Napoletana

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Come migliorare i cibi proposti dal mercato Noi siamo causa e anche effetto Più passa il tempo, ed ormai ho sorpassato i 50 anni, e più mi rendo conto che il mio lavoro, è costituito, e di energie dedicate all’organizzazione, e di energie dedicate allo studio. É un mix fra studio e conoscenza che ha uno scopo ben preciso. Richiamare all’attenzione più persone possibili, in merito alla necessità di conoscere gli ingredienti dei prodotti alimentari, quando facciamo la spesa.

prodotti convenzionali) sono al di sotto o invece, come spesso ho constatato, al di sopra. Perchè erroneamente chiamati convenzionali? Per il semplice motivo che i prodotti che derivano dalla terra, attraverso trattamenti chimici di sintesi, per me sono PRODOTTI TRATTATI. Mentre il Biologico, da sempre, è il convenzionale.

Per quale motivo richiamare all’attenzione? Acquistiamo e ci cibiamo di molti prodotti, dando per scontato, che se li troviamo in vendita sullo scaffale, essi siano inevitabilmente buoni, sani e controllati, ma non è così.

E’ importante conoscere i microingredienti che compongono i nostri cibi (al di là che siano permessi dalla Legge Europea) e la lista degli additivi e conservanti, normalmente utilizzati negli alimenti, pur essendo in buona parte ingredienti con effetti collaterali cattivi e poco raccomandabili. Ma io che sono un consumatore, non mi posso accontentare del fatto che sia consentito o meno dalla Legge Europea. Li voglio conoscere perché sono per noi.

Alcuni di essi, invece, contengono degli ingredienti , o delle componenti, che hanno effetti collaterali piuttosto pesanti. E allora la nostra domanda o il nostro pensiero è: Se sono proposti dal mercato, sicuramente saranno buoni e controllati; ed è proprio qui che ci sbagliamo. In Italia, paese dalle mille risorse, e dai cento mila problemi, dobbiamo pensare con razionalità che alcuni prodotti alimentari, pur essendo in vendita nel mercato, sono composti da ingredienti, che si potrebbero evitare tranquillamente, come per esempio l’infinita lista di ingredienti non consentiti in Agricoltura Biologica o in cibi biologici, come additivi e conservanti, e che i controlli multiresiduali, purtroppo vengono effettuati soltanto sui prodotti bio. Soltanto analisi microbiologiche, e niente multiresiduali, invece, in quelli che vengono considerati erroneamente prodotti “convenzionali”. Per esempio non vengono effettuate analisi multiresiduali su nessun prodotto “convenzionale”, per capire se i limiti fissati per Legge (per i

Essi si suddividono tra: • Coloranti (da E100 a E180); • Conservanti (da E200 a E285); • Antiossidanti e Acidificanti (da E300 a E 385); • Antiossidanti sintetici, Emulsionanti, Antiossidanti (da E400 a E495); • Esaltatori di sapidità (da E620 a E640); • Edulcoranti (da E950 a E967, E420, E421) • oltre agli additivi alimentari

extravergine, anche convenzionale, servono minimo 5€ al litro, se trattasi di prodotto su grande scala di produzione. Raccogliere le olive, portarle al frantoio, spremere l’olio, imbottigliarlo, e tutto il contorno di attività, sono la prova concreta, che al di sotto di 6€ al litro, l’olio è senza dubbi tagliato con altri ingredienti, o non è olio extravergine d’oliva. Se noi abbiamo questa conoscenza, e non acquistiamo l’olio, marchiato extravergine, che invece non lo è, il mercato stesso, sarà costretto a cambiare. Quindi noi consumatori siamo piena causa, ma anche effetto, di ciò che il mercato propone. Celarsi con la solita scusa, che oggi non ci sono soldi, e quindi pensare che 1 litro di Olio Extravergine di Oliva venduto 7€ al litro, esso sia caro, rispetto a quelli di 3€ che si trova sullo scaffale, è un grande errore che purtroppo stiamo già pagando caro, ma che in futuro peggiorerà ancora di più la situazione. Quindi cerchiamo di essere maggiormente EFFETTO e più CAUSA, così cambieremo l’offerta e il mercato stesso.

Ecco perchè è importante riflettere sul fatto che noi siamo sia causa che effetto Per fare un esempio semplice, possiamo utilizzare come oggetto del ragionamento 1 litro di olio extravergine d’oliva, che sul mercato varia di prezzo, dai 3€ ai 20€ al litro. È stato statisticamente provato che per produrre un litro di olio

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Gaetano Mirandola Amministratore

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Nuove Certificazioni

Ulteriore garanzia di un prodotto sicuro e di qualità

E’ con molta soddisfazione ed un pizzico di orgoglio che Antico Molino Rosso desidera comunicare a tutti gli affezionati lettori e clienti che siamo ufficialmente certificati UNI EN ISO 9001:2008 ed IFS Food Vs 6.

Ma qual è il significato di queste certificazioni? La norma UNI EN ISO 9001:2008, ampiamente diffusasi negli ultimi anni, è uno standard volontario atto a stabilire dei requisiti per un buon Sistema di Gestione per la Qualità. Destinata ad aziende ed organizzazioni, non fa distinzione di ambito e pertanto può essere applicata a qualsiasi realtà produttiva e non solo alle aziende che producono generi alimentari. Tra i capisaldi della norma rientrano un’organizzazione orientata al cliente, il coinvolgimento del personale, un approccio basato sui processi e l’obiettivo di un miglioramento continuo.

IFS (acronimo di International Featured Standard) Food Vs 6 è

anch’esso uno standard volontario, ma specifico per le aziende produttrici di alimentari. La norma stabilisce delle norme di comportamento per il personale e delle specifiche da

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rispettare per quanto riguarda gli ambienti produttivi, i processi ed i prodotti. Sono previsti specifici elementi di un sistema di gestione atto a garantire la qualità e la sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, basato sulla metodologia HACCP. Per raggiungere queste certificazioni volontarie sono stati impiegati investimenti e risorse, con lo scopo di poterVi garantire un prodotto sempre più sicuro e di qualità, obiettivo da sempre nel credo di Antico Molino Rosso.

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Matteo Carletto Ufficio Qualità


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Grano duro Cappelli AKRUX®

Ora più che mai l’importanza di una certificazione.

La raccolta 2013 dell’Akrux® si presenta con una notizia straordinaria: il grano duro bio Cappelli Akrux® si è dotato della certificazione della rintracciabilità UNI EN ISO 22005. L’Istituto di Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA) ne ha ricevuto l’incarico. Dare garanzie sulla purezza del seme e della granella prodotta, tramite il marchio Akrux®, è stata da sempre la mission che la Pure Grain s.r.l. ha voluto dare ai propri clienti. Così oggi, oltre al disciplinare di produzione, controlli sistematici in campo e controlli sulla raccolta della granella, il fiore all’occhiello è diventata la rintracciabilità di prodotto. ICEA ha controllato circa 30 aziende Agricole produttrici del Cappelli Akrux® dandone pareri favorevoli sulla purezza del prodotto. I territori di produzione sono stati le regioni Marche, Lazio e Puglia.

Cappelli Akrux®, inoltre si è utilizzato solo seme certificato ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette). La conclusione del lavoro di ICEA è stato quello di verificare lo stoccaggio della granella, tutta la granella è stata stoccata in silos adeguati e non è stata miscelata con altre varietà di grano duro. Non finisce qui, infatti il lavoro futuro di ICEA sarà quello di certificare tutte le az. di trasformazione della granella, farina e semola del Cappelli Akrux®. Con la certificazione UNI EN ISO 22005 la Pure Grain s.r.l. è convinta di poter dare a tutti i consumatori la certezza assoluta della purezza del grano Cappelli Akrux®. Per maggiori informazioni:

www.akrux.it

Il lavoro di ICEA è stato minuziosissimo nei controlli, infatti è risultato che tutte le az. agricole produttrici di Cappelli Akrux® hanno perfettamente attuato sia il disciplinare di produzione per le pratiche agrarie dell’agricoltura biologica (Reg. Cee 834/2007 e 889/2008), sia il disciplinare di produzione del

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n.20 _ Marzo - Aprile 2014

Semi di lino Proprietà e virtù

Il lino è una pianta erbacea della famiglia delle Linaceae alta circa 60 cm che cresce una volta l’anno, e dai suoi frutti nascono capsule contenenti semi piccoli e neri oppure arancioni. Molto diffuso sin dall’antichità veniva coltivato in Etiopia e in Egitto, infatti della sua presenza sono state trovate tracce sotto forma di fibre e tessuti tinti. Da tempo impiegato in molti settori, con il lino si possono creare tessuti, carta, tinture, medicinali, gel per capelli ma anche il famoso olio utile per la bellezza e salute personale. I semi di lino contengono Omega 3 ma anche Omega 6 e 9, ovvero gli acidi grassi utili per le nostre membrane cellulari e per la conservazione della loro integrità. Utili anche per il buon funzionamento delle cellule cerebrali, nonché guardini del livello di glucosio nel sangue. É utilizzata come alternativa alla farina bianca nella produzione di pane, dolci e biscotti.

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Semi di Lino: fibre e salute Il lino contiene molte fibre, oltre agli acidi grassi, sali minerali, proteine, acido linoleico e lignani e per questo è un valido antiossidante naturale. I semi di lino sono ottimi amici del sistema cardiovascolare, tanto da stabilizzare il battito cardiaco. Per un giusto consumo e utilizzo, oltre a un perfetto assorbimento, è bene consumare i semi macinati sul momento, così da quantificare la giusta dose e garantire un perfetto assorbimento intestinale. Si può mescolare con insalate, cibi, altri impasti e farine, o può essere macinato e bevuto a stomaco vuoto, magari la mattina, aggiunto all’acqua o al succo di frutta. È un perfetto sostitutivo dell’uovo e dei grassi tipo il burro, le dosi sono 1 cucchiaio di semi con tre di acqua al posto dell’uovo e tre cucchiai di semi di lino e due di acqua per ogni cucchiaio di burro.

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Interessante questa sostituzione tecnica perché, oltre ad abbattere i grassi tossici nel nostro corpo, aiuta nella pulizia dalle scorie intestinali. I miracolosi semi di lino possono agire positivamente sulla vitalità ed energia personale. Per ripulire l’intestino dalle scorie basta versare in un bicchiere d’acqua naturale un cucchiaio di semi di lino. Lasciandolo in infusione per una notte intera, coperto da un piattino, si consente ai semi di liberare una sostanza gelatinosa utile a lenire e cicatrizzare le infezioni intestinali. La mattina si filtra il tutto e si beve l’acqua a digiuno.


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Malto Bio

Sapore bio genuino Farina, acqua, lievito e sale sono la base comune a quasi tutte le preparazioni dei lievitati nella panificazione. Con solo questi quattro ingredienti si possono fare una moltitudine di prodotti. Anche con la stessa ricetta, cambiando soltanto i tempi e i metodi di lavorazione, possiamo avere una pizza tonda alta e morbida o una pizza al taglio croccante. Sulla base di questi prodotti poi, possiamo aggiungerne altri, come zucchero, uova, burro, latte, ecc., per fare dolci come cornetti, brioches, panettoni o qualunque altro dolce lievitato. Nell’ambito della panificazione casalinga, solitamente, non si hanno esigenze particolari che ci portano a dover usare ingredienti diversi da quelli di base per poter fare una pane sano, buono e riconoscibile, come parlavamo in un articolo precedente, ma ci sono delle eccezioni e delle casistiche che ci portano a prendere in considerazione l’utilizzo dell’unico miglioratore di origine naturale che mi sento di consigliare: il malto. Ne avrete di sicuro già sentito parlare, molto spesso infatti ricevo domande sul suo utilizzo circa le quantità, quando metterlo, a cosa serve, ecc.. Per rispondere a questi quesiti è necessario conoscere la materia prima in oggetto. Il malto è un prodotto derivato dalla germinazione dei cereali, anche se il più usato è decisamente l’orzo, che si è dimostrato il più adatto a questo scopo. L’orzo viene pulito, bagnato e fatto germinare, dopodiché si procede con l’essiccazione e la

torrefazione. Semplificando possiamo dire che a seconda di come avvengono questi processi, possiamo avere dei malti con caratteristiche differenti che si possono riassumere in quantità di zuccheri e quantità di enzimi presenti al suo interno. Da questo possiamo intuire quanto il malto possa essere importante per il lavoro dei lieviti nei nostri impasti, perché i lieviti stessi si nutrono di zuccheri, quindi con maggiori quantità di quest’ultimi avremo una fermentazione e di conseguenza una lievitazione migliore, ma è altresì importante che questi zuccheri vengano continuamente prodotti e in questo ci vengono in soccorso gli enzimi. Possiamo schematizzare quindi che l’aggiunta di malto negli impasti ci può servire per: . velocizzare i processi di fermentazione/lievitazione; . migliorare la struttura del prodotto finito, grazie ad una migliore lievitazione; . migliorare il colore del prodotto finito, grazie ad una maggiore presenza di zuccheri che possono caramellare in cottura; . migliori profumi e sapori del prodotto finito. Le quantità di malto da utilizzare non dovrebbero mai superare i 15 g per Kg di farina, pena effetti collaterali che porterebbero ad avere problemi al posto dei vantaggio appena citati. A questo punto vi domanderete perché non utilizzare sempre il malto, se apporta tutti questi benefici. La risposta è abbastanza

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semplice, visto che abbiamo capito che il malto tende a velocizzare tutti i processi a carico dei lieviti. Quando ci troviamo a dover produrre del pane con un procedimento abbastanza veloce (3-4 ore), aggiungere malto può migliorare il nostro prodotto, mentre se dobbiamo fare processi che prevedono tempi più lunghi o l’utilizzo del frigo, andare ad aggiungere malto sarebbe controproducente, perché andremmo a velocizzare dei processi che stiamo cercando di rallentare usando il frigo o mettendo poco lievito. Anche in casi di impasti indiretti, come con biga e poolish aggiungere il malto nel secondo impasto ci aiuta a reintegrare gli zuccheri oramai consumati nel pre-impasto e accorciare i tempi per arrivare alla cottura. In conclusione possiamo dire che il malto può essere molto utile ma, come tutte le cose, se utilizzato con criterio e in modo corretto.

Domenico Federico Tecnico Panificatore

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PMI & Social Media

Per il business e la crescita professionale Si potrebbe pensare che il Social Media (quello fatto bene) sia un’attività destinata a grandi brand o grandi aziende che hanno la possibilità di investire grosse somme di denaro. In Italia ci sono molte piccole aziende che con modesti investimenti riescono ad ottenere dei ritorni grazie al self-made e riescono grazie a budget ridottissimi a garantirsi una presenza online efficace e continua. In una recente ricerca condotta da LinkedIn, sono state analizzate 998 piccole aziende, e i dati principali emersi sono:

• i social media per le PMI sono utilissimi sia per il business che per la personale crescita professionale; • esiste una correlazione tra spesa sui social e ROI (Return Of Investment);

Dall’indagine è emerso che 4 su 5 PMI utilizzano i social media per il business al fine di promuovere la propria attività e aumentare la sua conoscenza sul territorio. Il 60% degli intervistati, infatti, ha come obiettivo attirare nuovi clienti e, dunque, si individua nei social media la strategia più efficace per aumentare la brand awareness, avere un contatto diretto con il pubblico, vendere i prodotti e acquisire nuovi clienti. L’81% delle aziende, infatti, già utilizza una strategia social mentre solo il 9% non la usa ma ha l’obiettivo di farlo. Si

deduce che l’utilizzo dei social media è in crescita come la spesa destinata ad esso rispetto all’anno precedente e che è il canale sul quale al momento si fa più affidamento dato che ad un investimento maggiore corrisponde un maggior ritorno. 2 su 5 PMI utilizzano il canale social per restare in contatto con i clienti e assisterli al bisogno. Il 90% inoltre ritiene che siano fondamentali per il branding, per distribuire contenuti generati attraverso strategie di content marketing, per far conoscere l’azienda e per il passaparola. I Social Media diventano il canale per eccellenza attraverso il quale il manager della piccola azienda può coltivare la sua formazione personale sia in termini di apprendimento, per imparare ad essere più credibile o osservare quanto già fatto da competitor, sia per acquisire nuove potenziali collaborazioni lavorative, tutto

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questo avviene quasi nel 50% dei casi. I contenuti da cui si apprende di più sono articoli o news di settore, testimonianze o recensioni di clienti e testimonianze e recensioni di esperti. A maggior spesa è quasi scontato aspettarsi una maggiore resa e pare che da questa indagine sia emerso proprio questo: questo vuol dire che i canali rendono e bene. Per quanto divertente e giocoso sia utilizzarlo, resta sempre un potente canale di marketing che, oltre all’impegno, richiede anche un investimento in tempo, denaro e formazione. GUARDA L’INFO-GRAPHIC SCANSIONA LA PAGINA CON LAYAR

Mattia Aganetti Grafico

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Earth Day

Il 22 Aprile celebra l’ambiente!

La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione che vuole coinvolgere più nazioni possibili, ad oggi coinvolge precisamente 175 paesi. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo.

le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

GUARDA IL VIDEO SCANSIONA LA PAGINA CON LAYAR

I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare

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Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra

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I fondi di caffè

Una risorsa green sorprendente I fondi di caffé non sono solo rifiuti organici da buttare nell’umido ma si prestano a molteplici utilizzi dal compostaggio alle creme estetiche!

di caffè per rendere più acido il terreno per le piante di tipo acidofilo (ideale come additivo per esempio per chi ha le rose sul balcone o in giardino).

Sono ottimi come fertilizzanti naturali perché sono ricchi di sostanze nutritive ma si può anche preparare un’ottimo esfoliante per la pelle oppure un impacco per capelli: basta applicare il caffè avanzato sui capelli prima dell’ultimo risciacquo ed il risultato è davvero meraviglioso!

Ma non finisce qui. Da alcune ricerche è emersa la possibilità di utilizzo per la produzione di un bio-combustibile e la possibilità di realizzare dispositivi per la rimozione dei metalli pesanti da acque contaminate.

Ma i modi di impiego sono tantissimi e possono, senz’altro, contribuire a tenere pulito l’ambiente. Si possono eliminare i cattivi odori, spargendo la polvere sul fondo del bidone della spazzatura così come nel frigo. Inoltre si possono tenere lontani formiche e altri animaletti, lasciando una “traccia” di caffé nei buchini dove si pensa che si annidino. Ne hanno paura perché “annegano” dentro la polvere finissima. Per distogliere i gatti dall’orinare nei vasi di fiori, spolverizzare la terra con il caffé. Non ne sopportano l’odore pungente. Come anti-macchia sono molto efficaci, basta cospargere il punto dove c’è lo sporco e strofinare. Se poi avete un bel mobile in legno scuro che si è graffiato, il fondo ridotto ad una pasta se mescolato ad una crema, servirà a coprire i segni. Senza contare le virtù dei fondi

Anche il design però vuol dire la sua: è il caso dell’olandese Matthijs Vogels, uno studente dell’Accademia di Design di Eindhoven, che dai fondi di caffé ricava persino le tazzine ed i piattini, ovviamente compostabili. Infine, l’azienda londinese Re-worked ha sperimentato un metodo per trasformare i fondi di caffé in oggetto di arredamento come tavoli e sedie. Il materiale ecologico, inventato dal gruppo di designer dell’azienda, si chiama Curface, ottenuto mescolando al caffé la plastica riciclata. Insomma, i fondi di caffé sono un materiale davvero eclettico e siamo certi che, dopo avere letto queste poche righe su alcune sorprendenti modalità di riuso, non li vedrete più come rifiuto, ma come vera risorsa!

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n.20 _ Marzo - Aprile 2014

La gratitudine che ti puo’ donare un animale che soffre

Nel periodo estivo, vivo con mio marito in un piccolo borgo residenziale, in collina, a soli 2 km da Peschiera del Garda, Verona. Ho adottato tre gatti speciali, Harry, regalato da una famiglia che non lo poteva più tenere, Ilaria e Nina invece tramite la LAV (lega anti vivisezione), della quale quando posso, la sostengo con grande felicità, per il lavoro che svolgono i volontari, che amano veramente gli animali, perché anche loro conoscono i diritti degli animali, e ne hanno compreso l’amore che rilasciano, con grande appagamento per me, o per loro. Da aprile 2013, nel residence, dove appunto girano diversi gatti abbandonati, alcuni dei quali sono ammalati e andrebbero semplicemente aiutati un pochino, tra questi ho avuto modo di conoscere ed aiutare, come potevo, Fiori, un meticcio bianco e grigio, triste, ma sereno, Dante un gatto dal pelo bianchissimo e bello con qualche macchia nera, e Mario un Main Coon di razza, chiamato gatto gigante per le sue dimensioni, davvero giganti, dal pelo lungo, di colore bianco completamente e gli occhi azzurri come il mare.

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Le persone che incontravo nel villaggio mi parlavano di un gatto grosso, cattivo, che picchiava gli altri gatti, e qualcuno, addirittura che bisognava farlo sparire, perché trattasi di un gatto pericoloso. Una sera l’ho avvicinato portandogli del cibo di qualità, e ho notato che era un gatto magro, triste, forse ammalato, ma soprattutto affamato, che il sabato e la domenica si barcamenava, cercando nei rifiuti, la sola sopravvivenza. Ho iniziato a dargli da mangiare tutte le mattine e tutte le sere, notando in lui un recupero del peso, un miglioramento del suo manto davvero unico. Il primo novembre sono ritornata a Buttapietra con mio marito per l’inverno, per essere vicini al lavoro, ed ho affidato Mario ad una persona speciale, Monica, mia vicina di casa, nel residence. Monica non la conoscevo molto bene, ma ho avuto modo di scoprire in lei una persona con una spiccata sensibilità e dolcezza, direi adorabile. In effetti lei di sua spontanea volontà, ha voluto continuare a prendersi cura di Mario, durante la mia assenza, perché aveva capito che Mario appunto, non era assolutamente

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un gatto cattivo, aggressivo, o pericoloso, ma un animale dolce ed affettuoso. Alla fine di febbraio 2014, mi chiama Monica facendomi presente la sua preoccupazione per Mario il quale non mangia più, e sta dimagrendo e peggiorando, e quindi decidiamo insieme di portare il gatto in una clinica veterinaria, per capire il suo stato di salute. Dopo 15 giorni Mario è morto. Sia per me che per la mia amica Monica, è stato un dolore grande, ma nel contempo una

gratitudine verso Mario, per aver dato nel nostro piccolo, tutto quello che potevamo dare, e nell’aver ricevuto da Mario, con i suoi sguardi, un grazie vero, ogni volta che lo guardavo nel suo dolcissimo musetto. Uno dei miei obiettivi, perciò, è quello di continuare a ricevere gratitudine, donando, un po’ di amore a queste povere creature indifese, che come Mario, hanno avuto davvero tanto bisogno. Grazie a lui ho capito quanto c’è da fare ora ed in futuro senza

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perdere inutile tempo in cose futili. Ci sono gatti di razza, acquistati per capriccio ed abbandonati in un triste destino. Magari con i soldi utilizzati per acquistare il Main Coon (circa 1.000,00 Euro), si poteva prendere del cibo da donare ai gatti bisognosi, in grado di donarci tanta gratitudine, con i loro sguardi pieni di grazie, di cui noi tutti ne abbiamo un grande bisogno.

Deborah Virgilio Commerciale

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n.20 _ Marzo - Aprile 2014

Piante spontanee e domestiche Ecologia urbana

Le piante spontanee

Le domestiche vivono nei parchi, nei nostri angoli verdi e negli orti cittadini, mentre quelle spontanee riescono a colonizzare le aree marginali della città. Le trovate, per esempio, lungo le rotaie del treno, nel fosso o nell’aiuola semi abbandonata, eppure sono spesso portatrici di sogni mai realizzati. Avete presente l’ailanto che cresce tra le rovine di una casa abbandonata? Ebbene, questa pianta che proviene dalla Cina, prima di diventare un’infestante, era considerata di gran pregio e gli uomini vi riponevano talmente tante aspettative da nominarla “albero del paradiso”. Infatti su questa pianta vive (o meglio, viveva) una falena molto grande e bella in grado di produrre tantissima seta. Quindi ecco che l’ailanto, dopo aver nutrito così tanti sogni, ora vive,

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dimenticato, ai margini della città. Ma sono tante altre le piante che si trovano nelle periferie, i cui semi sono spesso trasportati dal vento, che si adattano molto bene alla modeste condizioni che i luoghi marginali offrono.

E quelle domestiche

E le piante coltivate? Da dove provengono? Giungono dalla notte dei tempi, notte in cui gli esseri umani, assettati di bellezza, adornarono le loro spoglie capanne portando piante dalla foresta o dalle praterie in cui prima vivevano felici. Poi, attraverso la selezione artificiale, esse sono state “forgiate” per accontentare l’idea di bellezza dell’uomo. Passando dai luoghi naturali a quelli artificiali, esse sono diventate serve degli uomini e traditrici dei loro amici più stretti: gli insetti.

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Certo, perché i fiori altro non sono che dei colorati e profumati inviti per gli insetti, che arrivano in massa per succhiare la gocciolina di nettare contenuta nel calice, sporcarsi di polline e quindi depositare i granuli in un altro fiore, perpetuando la magia della vita. Il tradimento risiede proprio in questo: se analizzate il calice delle più comuni piante ornamentali non troverete alcuna gocciolina di nettare e quindi non ci sarà alcun insetto a visitare il fiore bellissimo, ma senz’anima. Non solo: anche i petali delle piante domestiche sono al servizio dell’uomo e non degli insetti. Si dà il caso, infatti, che a noi vertebrati faccia letteralmente impazzire il rosso e quindi vogliamo attorniarci di petali vestiti con questo colore. E gli insetti? A loro “i vermigli fior” proprio non piacciono, tanto è vero che nemmeno li vedono. Questi piccoli animali sono ciechi al colore rosso: per loro le meravigliose rose vermiglie, vanto di ogni giardiniere, sono solo dei pezzetti di foglie di colore nero.


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Pasqua

Colorare le uova con i fiori

Gli insetti nelle città

Questo fatto è piuttosto problematico dal punto di vista ambientale, dato che questo nostro gusto estetico è discriminatorio contro gli insetti impollinatori, che non entrano nelle città. Non è solo un fatto di gusto: anche molti insetti parassiti o predatori degli insetti dannosi si nutrono di nettare. L’equazione che ne risulta è semplicissima: mancando il nettare, mancano gli insetti utili, mentre prosperano quelli dannosi.

studia quelle piante che da una parte si possono adattare bene alla vita cittadina, mentre dall’altra sono in grado, grazie ai fiori ricchi di speciale nettare, di attirare gli insetti benefici.

Raccogliere fiori di tulipani, margherite e alcune foglie. Ritagliare un quadrato di carta crespa colorata 10x10. Adagiare sopra fiori e foglie e, successivamente, l’uovo.

Per saperne di più, visita www.entomologia-antea.it

Chiudere tutto assieme con un filo di cotone bianco. Riempire una pentola d’acqua e far bollire le uova. Una volta raggiunta l’ebollizione , scolare le uova, tagliare il filo e il gioco è fatto!

Ne sanno qualcosa i proprietari di rose, che ogni anno vedono i germogli delle loro beniamine ricoprirsi di manicotti diafidi. E che dire degli ortisti urbani? I poveretti devono costantemente combattere contro uno stuolo di nemici delle piante che si vogliono divorare i frutti delle loro fatiche. E allora? Allora interviene la ricerca in entomologia applicata, che

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n.20 _ Marzo - Aprile 2014

Vetrina bio Marzo

Aprile

RICETTE

RICETTE

biologiche

biologiche

Mix Pan di Sole bio 1kg.

Mix Pizza bio 1kg.

Pan di sole ottenuta dalla miscelazione di farine di grano tenero italiano con semi di girasole, lino e fiocchi di avena.

Preparato per pizza con lievito di pasta madre, buonissimo

Consigli di utilizzo: Adatta per pane di piccola e grande pezzatura, grissini, pane in cassetta e pan bocconcini.

Lievito madre essiccato bio 80g

Mix Pane bio 1kg.

Lievito di pasta madre di frumento bio.

Miscela speciale per pane ottenuta da una miscela di farine di frumento semintegrali, con aggiunta di germe di grano e malto

Consigli di utilizzo: Adatto alla produzione di pane, dolci lievitati, pizza con i vantaggi di maggior durata del prodotto e profumo pi첫 deciso e intenso, rispetto al lievito secco.

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Consigli di utilizzo: Adatta per pizza fatta in casa sia tonda che in teglia.

Consigli di utilizzo: Preparazione del pane con il classico procedimento artigianale ma anche con le moderne macchine del pane.

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Marzo - Aprile 2014 _ n.20

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Conoscere il biologico leggendo

Biolcalenda

Cucina naturale

La Mia Cucina Vegetariana Bio

Sette Green

Rosaspina

Facciamo il pane

Edilibri Edizioni

TerraNuova Editore

Cucinare i legumi

Conoscere e cucinare i cereali

TerraNuova Editore

Giunti Demetra

Confetture al naturale

Il grande libro dell’ecologico

TerraNuova Editore

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n.20 _ Marzo - Aprile 2014

RICETTE biologiche

Pan di Sole Bio Pane buono e sicuro

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Ingredienti

Ricetta

Farina Pan di Sole 500g

Unire in una ciotola capiente acqua, farina, lievito di pasta madre e sale e impastare velocemente per 3 - 4 minuti in modo da creare un composto ancora grezzo. Far riposare coperto per 20 minuti. Riprendere l’impasto ed impastare altri 5 minuti aggiungendo l’olio extravergine di oliva, fino ad avere un impasto liscio e ben formato. Far lievitare al caldo fino al raddoppio. Rilavorare poi l’impasto, dare la forma a filone e mettere in uno stampo tipo plum-cake precedentemente unto. Far lievitare al caldo fino al raddoppio e infornare a 200-220°C per circa 50 minuti. Togliere il pane dallo stampo e cuocere altri 10 minuti.

Acqua 300g Lievito pasta madre 10g Sale 10g Olio Extra Vergine Oliva 15g.

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Marzo - Aprile 2014 _ n.20

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RICETTE biologiche

Pizza Napoletana Bio Il vero gusto della pizza

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Ingredienti

Ricetta

Preparato per pizza con lievito di pasta madre 500g

In una ciotola mettere tutta l’acqua alla giusta temperatura, unire metà della farina precedentemente setacciata fino ad avere un composto ancora non ben amalgamato; a questo punto aggiungere tutto il sale e la restante farina poco alla volta, sempre mescolando. Aggiungere l’olio a filo della ciotola e impastare per un altro minuto. Il composto non deve essere liscio e levigato, deve essere ancora grezzo. Far riposare 15-20 minuti, coperto. Riprendere l’impasto e impastare per 30 secondi. A questo punto l’impasto è pronto. Far riposare per 30-40 minuti, coperto. Dividere in porzioni da 280g e formare una palla se per pizza tonda, altrimenti 650g se per teglia da 30x40cm. Far lievitare fino al raddoppio. Stendere l’impasto: cuocere subito se fate la pizza tonda, altrimenti far lievitare ancora fino al raddoppio se fate la pizza in teglia. Condire a piacere.

Acqua 325 ml Olio extravergine d’oliva 10 g Sale marino o integrale 10 g

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n.19 _ Gennaio - Febbraio 2014

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Comunicazione ecologica di Antico Molino Rosso

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