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Maturità, i sogni dei giovani fanesi NISCONO

E MOLTI DEFI CH LO EL QU I ZZ GA RA I O UT COME HANNO VISS TA? IL PRIMO SCOGLIO DELLA VI La maturità è comunque, un rito di passaggio importante per la generazione dei giovani. Gli esami di maturità segnano un confine indelebile nella memoria di quanti li hanno affrontati. Sono “l’esame della vita”. Dopo il quale nulla sarà più come prima. Sia che si lavori, sia che si proseguano gli studi e allora gli esami si moltiplicheranno, fino a diventare una routine. La maturità non è solo una prova scolastica, ma può essere considerata come un test di vita con cui un giovane viene per la prima volta misurato e giudicato. Gli studenti in quel momento si trovano soli, hanno paura, sono tristi perché la maturità segna allo stesso tempo anche la fine di un ciclo: gli amici, le risate, le marinate, i primi amori, la vita che ti sorride e tu che ti senti invincibile. In quel periodo magico, caratterizzato da notte

prima degli esami di Venditti, che diventa un po’ la colonna sonora della vita, la tua mente è assediata da tanti pensieri che oscillano tra la matematica e quello che vuoi fare da grande. Proprio così, perché da quel momento in poi siamo tutti chiamati, come dicevano i latini, a prendere in mano il nostro destino sognando qualcosa di magico, realizzabile o irrealizzabile che sia. Ma come hanno vissuto i giovani fanesi la maturità? Glielo abbiamo chiesto direttamente all’uscita di scuola tra un sorriso e un in bocca al lupo. “Se ti dicessi - dichiara Eleonora - che non temo l’esame di stato ti direi una cavolata. Sono agitatissima e la paura nasce perché ci si trova ad affrontare una prova scolastica molto diversa da quelle di cui abbiamo avuto esperienza nel corso della carriera. Tutto ciò genera il dubbio

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Piu Magazine - Luglio Agosto 2012  

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