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autorizzazione Tribunale di Pesaro n. 539 del 22/09/2006

anno 6 _ numero 33 luglio/agosto 2012 _ distribuzione gratuita

Claudio Cicoli: un primario a misura di mamma


www.più-magazine.it

Anno 6 - Numero 33 luglio_agosto 2012 Distribuzione gratuita Autorizzazione del Tribunale di Pesaro n. 539 del 22/09/2006 Editore Sara Parroni Anteprima Web s.r.l. Via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) C.F. e P.IVA 02404490415 Direttore responsabile Bruno Chiavazzo direttore@fanoinforma.it Redazione per inviarci i vostri comunicati redazione@fanoinforma.it

La copertina di questo mese

è dedicata a Claudio Cicoli, primario dell’unità di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale Santa Croce di Fano.

Hanno collaborato a questo numero Sara Parroni Bruno Chiavazzo Beniamino Mengacci Jacopo Frattini Federica Rossini Stefano Orciani Foto in copertina Redazione Impaginazione Anteprima Group s.r.l. Stampa Arti Grafiche Picene Telefono redazione 0721 831507 Per la tua pubblicità su Più Magazine telefonaci al numero 0721 831507 www.fanoinforma.it

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la via dell’informazione


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indice

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luglio_agosto

2012

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attualità

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L’atleta di Fano Maturità, i sogni dei giovani fanesi

11 salute & bellezza

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la via dell’informazione

Dietro le quinte del reparto di Ginecologia ed Ostetricia Dr.ssa Maria Capalbo: una donna al vertice dell’Area Vasta 1 Dall’ Asia un nuovo approccio all’abbronzatura

21 33 voci dal territorio

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Pedini Cucine: design e qualità internazionali Quando la crisi non fa paura Guerrieri: Agricoltori da 6 generazioni

cultura

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A tu per tu con Giuseppe De Leo, Presidente e Sovrintendente della Fondazione Teatro della Fortuna


37 44 54 32 viaggi

37 39

Gli Stati Uniti in jet privato. A piccolo budget Venezuela da sogno, tra Amazzonia e Caraibi

lifestyle

44 45 46 48 49

Check in…

Quest’anno l’high tech viene in vacanza con te… American Style Costume e accessori Preppy Style Moda uomo

sport

54 56 60

La dura vita dei figli d’arte

rubriche

32

Estate 2012 a tutto sport

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Smash... Smash

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buburger restaurant & coffe Il piatto è servito Rubrica L’avvocato Fano Eventi Notte dei Saldi”… è boom di presenze!!!

Range Rover Evoque: qualità, prestazioni e tecnologia dal cuore green

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attualità

L’Atleta di Fano

TRA LE STATUE A UN DI I IN UD IT SS CI VI LE : TRA MALIBÙ E FANO RESTITUITO HA O IC AT RI AD AR M IL E CH PIÙ ENIGMATICHE

Quella della statua bronzea del Lisippo è una questione non nuova e sicuramente ci vorrà ancora del tempo perché si possa giungere alla conclusione della vicenda. Nelle ultime settimane, tuttavia, si è assistito ad un’accelerazione nella controversia tra le parti che rivendicano l’appartenenza dell’opera e la possibilità di esporla nel proprio territorio. Ma facciamo un passo indietro, e ricostruiamo i passaggi che l’“Atleta di Fano” ha compiuto nel tempo tra travagliate vicissitudini e curiosità al limite del grottesco. Lisippo, scultore e bronzista greco, fu l’ultimo tra i grandi maestri della cultura greca classica che lavorò come artista ufficiale alla corte di Alessandro Magno: lo ritrasse numerose volte mettendo in risalto il proprio stile artistico caratterizzato da una grande attenzione per i dettagli e per la postura armonica del corpo, conferendo dinamicità e originalità alle figure.

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la via dell’informazione

Originario di Sicione, città dell’Arcadia sul Golfo di Corinto, nacque nel IV secolo a.c., si esercitò a lungo nella propria città per poi spostarsi in altri centri della Grecia, dedicandosi soprattutto alla tecnica della scultura bronzea. Purtroppo non rimangono tracce evidenti della sua produzione artistica, se non la recente attribuzione data per originale dell’Atleta Vittorioso, più notoriamente conosciuto come Lisippo o, oltreoceano, Getty Bronze: si tratta di una scultura risalente al periodo ellenistico, alta circa un metro e mezzo, senza piedi e del peso di circa 50 chilogrammi. Nel corso della storia sono state fatte svariate ipotesi in merito alla propria provenienza: la più accreditata è che la nave sulla quale viaggiava, proveniente dalla Grecia verso la nostra penisola, con la probabile intenzione di approdare nel porto di Ancona, sia naufragata a largo del medio Adriatico.


L’Atleta di Fano e nella pagina accanto il giardino del Getty Museum di Malibù dove è esposta la statua del Lisippo.

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L’atleta di Fano venne poi, casualmente, rinvenuto nell’estate del 1964 sui fondali adriatici a qualche miglio da Fano, quando il peschereccio italiano Ferruccio Ferri, lo trovò imprigionato nelle proprie reti. Secondo le testimonianze dei pescatori, il luogo del ritrovamento, sarebbe una zona dell’Adriatico chiamata Scogli di Pedaso, ma questo non è mai stato avvalorato con certezza ed è tuttora oggetto di dibattito tra gli esperti. Successivamente, la statua coperta di numerose incrostazioni, venne portata a terra e riposta nel sottoscala della proprietaria dell’imbarcazione: per paura che si diffondesse la notizia del rinvenimento dell’opera, decisero in seguito di sotterrarla in un campo agricolo di proprietà di un amico di famiglia. Ma la notizia non tardò a diffondersi soprattutto negli ambienti degli antiquari e dopo svariati passaggi, la statua fu clandestinamente acquistata nel 1977 dal Getty Museum di Malibù per una somma di quasi 4 milioni di dollari. Il Governo italiano, con il sostegno della regione Marche, da anni rivendica il diritto di rimpatriare l’opera, reclamandone il ritorno in Italia. Invece, il museo americano non ha intenzione di cedere la statua, dichiarando che lo Stato italiano ha diritto alle sole opere derivate da incauto acquisto e non su quelle acquistate tramite scavi illegali. Nel 2010 la vicenda trova slancio quando il gip Lorena Mussoni, firmò l’ordinanza di confisca dell’opera e, non più tardi di qualche settimana fa, ci fu la riconferma di tale sentenza da parte del gip Maurizio di Palma - Tribunale di Pesaro -, il quale ha stabilito il rimpatrio della statua in Italia bocciando di fatto il ricorso intrapreso dalla città di Malibù. Il sindaco di Fano, Stefano Aguzzi, si è così attivato, mobilitando le procedure necessarie, affinché l’opera tornasse nella nostra città, individuando la Sala Morganti come ipotetica collocazione, dopo la necessaria manutenzione e messa in sicurezza.

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Dopo numerose interviste ai cittadini fanesi, è emerso quanto sia importante e necessario per la città il rimpatrio della statua, non solo per il principio di causa, ma perché possa incrementare il patrimonio culturale e turistico del territorio. Purtroppo, c’è chi non la pensa allo stesso modo sostenendo che la statua attribuita a Lisippo, non dovrebbe essere collocata a Fano, in quanto priva dei requisiti necessari e dello spazio adatto ad ospitare un’opera di tale importanza. A sostenere tale inadeguatezza è l’ex presidente del Centro Studi Vitruviano, Paolo Clini, il quale giudica le mosse intraprese dal sindaco Aguzzi e dai suoi collaboratori per riportare in Italia l’opera come semplici “operazioni di propaganda” o semplicemente “schizofrenia culturale”. Secondo Clini le amministrazioni competenti dovrebbero presentare un progetto culturale, volto alla valorizzazione e alla “promozione” del bene. Al di la del teatrino politico, tutti noi cittadini di Fano vorremmo che il giovane Atleta vittorioso possa tornare nel nostro territorio, sostenendo quest’operazione tramite un apparato intellettuale ed amministrativo, capace di potenziare e “sfruttare” i benefici culturali, economici e turistici come beneficio alla città di Fano. La copia dell’Atleta di Fano collocata alla fine della passeggiata del Lisippo, in prossimità del molo di levante.


aattttuuaalliittàà

Maturità, i sogni dei giovani fanesi NISCONO

E MOLTI DEFI CH LO EL QU I ZZ GA RA I O UT COME HANNO VISS TA? IL PRIMO SCOGLIO DELLA VI La maturità è comunque, un rito di passaggio importante per la generazione dei giovani. Gli esami di maturità segnano un confine indelebile nella memoria di quanti li hanno affrontati. Sono “l’esame della vita”. Dopo il quale nulla sarà più come prima. Sia che si lavori, sia che si proseguano gli studi e allora gli esami si moltiplicheranno, fino a diventare una routine. La maturità non è solo una prova scolastica, ma può essere considerata come un test di vita con cui un giovane viene per la prima volta misurato e giudicato. Gli studenti in quel momento si trovano soli, hanno paura, sono tristi perché la maturità segna allo stesso tempo anche la fine di un ciclo: gli amici, le risate, le marinate, i primi amori, la vita che ti sorride e tu che ti senti invincibile. In quel periodo magico, caratterizzato da notte

prima degli esami di Venditti, che diventa un po’ la colonna sonora della vita, la tua mente è assediata da tanti pensieri che oscillano tra la matematica e quello che vuoi fare da grande. Proprio così, perché da quel momento in poi siamo tutti chiamati, come dicevano i latini, a prendere in mano il nostro destino sognando qualcosa di magico, realizzabile o irrealizzabile che sia. Ma come hanno vissuto i giovani fanesi la maturità? Glielo abbiamo chiesto direttamente all’uscita di scuola tra un sorriso e un in bocca al lupo. “Se ti dicessi - dichiara Eleonora - che non temo l’esame di stato ti direi una cavolata. Sono agitatissima e la paura nasce perché ci si trova ad affrontare una prova scolastica molto diversa da quelle di cui abbiamo avuto esperienza nel corso della carriera. Tutto ciò genera il dubbio

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attualità

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di non potercela fare e quindi la paura. Però già con le mie amiche stiamo cercando di organizzare tutti gli appunti di quest’anno, dividendoci tra di noi le materie con l’obiettivo di avere più materiale possibile. Infine, il peggio è rappresentato da mia mamma che aggrava la situazione poiché mi fa venire l’ansia ripetendomi tutti i giorni che fallirò tutte le prove”. Appena arriva all’uscita di scuola ha il sorriso ma appena gli chiediamo della maturità la sua espressione si incupisce quasi a voler nascondere la tensione.

In fondo, sono solo delle verifiche e quindi servirà essere abbastanza preparati. In caso mi trovassi in difficoltà c’è l’aiuto dei bigliettini o del cellulare”. “Poi le prove - sostiene Francesco - sono decise dal Ministero, in base ai programmi ufficiali nazionali e abbracciano gli argomenti svolti nel corso degli ultimi anni di studio. Nessun compito in classe richiede così tante conoscenze. Per di più, quest’ultimo è preparato direttamente dai nostri prof, che, tranne rari casi di infamia, ci chiedono solo le cose che abbiamo effettivamente studiato. Io voglio essere libero”.

“Devo proprio? Vabbè però - afferma Luca non scrivere che ho paura perché sto studiando poco…dì piuttosto che mi sto impegnando. A parte gli scherzi penso che non sarà una passeggiata ma nemmeno un’impresa titanica.

Allora non resta che fare a tutti maturandi un grande in bocca al lupo per il futuro e che possano vivere fino in fondo questo momento unico che resterà per sempre indelebile nella memoria dei ragazzi.

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Dietro le quinte del reparto di Ginecologia ed Ostetricia

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LTATI RAGGIU SU RI I A TR IO NC LA BI UN : LI IL DOTT. CICO ED I PROSSIMI OBIETTIVI L’ospedale di Fano ha aperto le porte alla redazione di PiùMagazine sulla realtà spesso sconosciuta del reparto di Ginecologia ed Ostetricia, una delle eccellenze del Santa Croce, considerato il punto di riferimento di tutto il comprensorio sia per le mamme in attesa, che per le diverse problematiche ginecologiche, funzionali, organiche ed oncologiche. Ad accoglierci, con entusiasmo e professionalità, il Dott. Claudio Cicoli - classe ’57 - che dal 2009 è a capo dell’unità ginecologica. Una breve visita che ci ha fatto intuire immediatamente con quanta serenità, tranquillità ed impegno il primario ed il suo staff collaborano fianco a fianco per offrire un ottimo rapporto medicopaziente. Non tutti sanno, che negli ultimi anni, il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia ha ricevuto direttamente dal Ministero della Salute un importante riconoscimento: due Bollini Rosa. Un risultato come approvazione dei servizi svolti per il parto indolore, per lo screening delle patologie cervicovaginali e tumori al collo dell’utero e, non ultimo, per l’assistenza che ogni giorno questo reparto offre. “Gli ospedali che si prendono cura delle donne si vedono da lontano”: questo lo slogan del progetto Ministeriale Bollini Rosa, i quali vengono assegnati alle strutture ospedaliere più virtuose ed attente alla salute femminile. Infatti, dal 2007, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna premia le Strutture di eccellenza nella cura delle patologie femminili con l’assegnazione di uno, due o tre Bollini Rosa. Tante, infatti, le attenzioni che il Santa Croce rivolge all’universo femminile. Fano è il primo Ospedale ad operare seguendo la struttura e l’organizzazione dell’Istituto Oncologico Europeo, con dei risultati che amplificano ed esaltano le prestazioni mediche ed il soddisfacimento delle pazienti. Se in tutta la provincia, sono circa 60 i casi oncologici annui, solo nei primi quattro mesi del 2012, Fano ne ha registrati 22. Questo denota grande fiducia da parte dei pazienti oncologici - i quali molte volte hanno bisogno di prestazioni extra settoriali - nei confronti del nuovo dipartimento chirurgico, dove le discipline di urologia, chirurgia e ginecologia si fondono in un’unica realtà operativa. Realtà che esercita il proprio impegno quotidiano utilizzando tecnologie all’avanguardia e collaborazioni interdiscipli-

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nari tra le varie equipe per il raggiungimento di risultati notevoli. In aggiunta, da poco più di un anno e mezzo, il reparto di Ginecologia ed Ostetricia ha stretto una collaborazione con il dipartimento interno di Urologia, per approfondire la conoscenza e la chirurgia sui casi di correzione del pavimento pelvico (la cosiddetta incontinenza urinaria): quindi, alle pazienti viene proposta la correzione chirurgica, dopo essere state sottoposte ad esami di laboratorio e strumentali. Da circa cinque mesi, sono organizzate due sedute mensili, in cui urologi e ginecologi si adoperano tramite la chirurgia a quattro mani, al fine di risolvere problemi inerenti la patologia del pavimento pelvico, rappresentata da prolassi utero-vaginali, prolassi vescicali ed incontinenze urinarie. Oltre ad un’equipe chirurgica-ginecologica, diretta dal Dott. Cicoli con la collaborazione del suo braccio destro, fedele sostituto, il Dott. Perrella, e ad un ottimo servizio rivolto allo screening preventivo della patologia cervico-vaginale seguito dalla Dott.sa Perolo e Dott.ssa Bardeggia, l’Ospedale


di Fano vanta eccellenti prestazioni di diagnosi prenatale coordinate dalle Dott.sse Olivi, Carletti, Gianfrini, e Vitali.

Nella foto centrale il team, tra cui il Dott. Perrella, con accanto la Dott.ssa Olivi e le ostetriche del reparto di Ginecologia e Ostetricia. In verde la capo ostetrica Floridi Simona e a destra l’anestesista Carvini.

Gli ambiziosi progetti, di non più di due anni fa del primario Claudio Cicoli, sono stati in breve tempo raggiunti e consolidati, superando di gran lunga i 1.000 parti all’anno: già nei primi quattro mesi del 2012 sono, infatti, stati effettuati 350 parti, tenendo conto che nei precedenti anni la media annua si aggirava sugli 800 parti. Per il Santa Croce, il superamento di tale soglia annua, si traduce come il conseguimento delle nuove linee guida Nazionali. Tanti servizi e ambiziosi obiettivi, quindi, che però devono fare i conti con le problematiche legate al personale: 4 pensionamenti in breve tempo che hanno interessato medici con esperienza ultra decennale (Dott. De Marchi, Dott. Roberti, Dott. Mariotti e la Dott.ssa Cesaro). “Il ringraziamento va a tutti i miei collaboratori – afferma il Dott. Cicoli – per il rapporto umano e professionale, che sono riusciti a mantenere, soprattutto negli ultimi sette mesi, periodo nel quale nonostante i tagli del personale, si sono impegnati, sotto la linea guida della Capo Ostetrica, Floridi Simona, a formare e mantenere una squadra di ostetriche di elevata qualità. Il peso del taglio del personale è stato ancor più evidente, in quanto è coinciso con un momento di grande richiesta dovuta anche alla riqualificazione del reparto. A questo, abbiamo cercato di rispondere mantenendo il medesimo standard dei servizi, implementando le ore giornaliere di lavoro, grazie alla volontà e alla capacità di tutto il mio staff”. “Si chiede – continua Claudio Cicoli – maggior attenzione da parte dell’amministrazione a colmare quelle carenze di personale e di risorse, che potrebbero metterci nella condizione di dar continuità a questo lavoro, che da tre anni ad oggi, siamo riusciti ad organizzare”.

Sopra un particolare della sala parto: un dettaglio della “liana”, lo strumento utilizzato nei momenti del travaglio.

Molteplici le prestazioni quotidiane offerte dal reparto di Ginecologia ed Ostetricia, come: assistenza di neonatologia di primo livello, guardia medica 24 ore su 24, sala operatoria con circa 1300 interventi all’attivo per patologie benigne e oncologiche grazie all’integrazione con l’unita operativa di chirurgia, urologia, oncologia e radioterapia; servizio di colposcopia per lo screening, ecografie, servizio gravidanza a rischio e gravidanza a termine. Nota di evidenza va data alla cura della gravidanza a rischio, dove ogni donna viene seguita passo per passo, garantendole un percorso adeguato ed ottimale, rassicurandola nel portare a termine la propria gravidanza senza rischi. Vien da se, pensare che per adempiere a tutte queste attività occorrono figure professionali presenti e preparate. Nonostante il taglio del personale effettuato negli ultimi 7 mesi l’equipe, capitanata dal Dott. Cicoli, è stato comunque in grado di coprire in maniera più che soddisfacente tutte le richieste, andando oltre le ore di lavoro contrattuali. Infine, ma non meno importante, la pratica del parto indolore, seguita dai medici Carbini e Battisti, con il supporto del Dott. Cecconi, del Dott. Rossetti, del Dott. Guidi e della Dott.ssa Fabi. Si tratta di un percorso, dove le donne interessate a questo servizio, vengono chiamate ad un colloquio informativo con l’anestesista che le mette a conoscenza di tutti i vantaggi e delle eventuali complicazioni derivate da questa tipo-

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Il Dott. Claudio Cicoli e il suo team. Sotto l’ingresso dell’Ospedale Santa Croce di Fano.

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Una delle sale parte presenti all’interno del reparto di Ginecologia ed Ostetricia.

logia di parto. Una volta informate, decideranno se usufruire o meno di tale tecnica, che al giorno d’oggi - a Fano - viene praticata su una media del 20% delle donne partorienti. Per essere più precisi, solo nel mese di aprile 2012, all’Ospedale Santa Croce sono stati effettuati ben 19 parti indolore: una soglia davvero alta. Questa tipologia di parto è un vero e proprio richiamo anche per quelle donne provenienti da altre zone territoriali, che scelgono Fano come

punto di riferimento per il parto. Il reparto, diretto e coordinato dal Dott. Cicoli, si conferma quindi come una delle punte di diamante non solo per la struttura Ospedaliera della Città della Fortuna, ma anche per tutto il comprensorio Regionale e non solo. Un esempio virtuoso in termini di servizi e di funzionalità, che in un momento di incertezza generale, andrebbe preso come punto di riferimento anche per gli altri poli sanitari. Nella foto il primario del reparto di Ginecologia ed Ostetricia, Claudio Cicoli, insieme a due neo genitori.

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La Dr.ssa Maria Capalbo, Direttore dell’Area Vasta 1.

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llez e b & e t salu

Dr.ssa Maria Capalbo: una donna al vertice dell’Area Vasta 1

ATO AVANTI CON RT PO TO EN AM OV NN RI DI UN AMBIZIOSO PROGETTO DRA FERMEZZA E SPIRITO DI SQUA In un momento attuale come quello che l’Italia, ed in generale tutto l’occidente, sta vivendo, l’espressione spending review è entrata a pieno titolo nel lessico nostrano. Rivedere le spese, razionalizzare i costi, ottimizzare le risorse: in nome di un nuovo efficientismo che riguarda tutti i campi del vivere quotidiano. A questo modus operandi non si sottrae il settore sanitario, una di quelle voci statali che pone l’Italia ai primi posti nel welfare, ma che qualche volta ha rappresentato casi di spreco di risorse pubbliche. Nell’ottica di un rinnovamento gestionale dell’offerta sanitaria nazionale, si inserisce un ampio programma che interessa anche le strutture della provincia di Pesaro e Urbino. Ne abbiamo parlato con la Dr.ssa Maria Capalbo, che abbiamo incontrato nell’ufficio della struttura Ospedaliera di Urbino. Calabrese d’origine e di formazione universitaria e professionale emiliana romagnola, con uno spirito costruttivo e un’innata voglia di fare, dal 1° ottobre scorso è stata nominata Direttore dell’Area Vasta 1. Le aree vaste sono state istituite con la nuova legge regionale del Sistema Sanitario Marchigiano. Si tratta di un importante progetto che prevede il confluire delle ex zone territoriali – quelle che eravamo abituati a chiamare Asl e poi Zone Territoriali – in cinque aree vaste, con l’obiettivo di riorganizzare la sanità in un’ottica di miglioramento dei servizi offerti al cittadino. L’Area Vasta 1 comprende le tre ex Zone territoriali di Pesaro, Urbino e Fano ed è costituita dai 60 comuni della nostra provincia, coprendo di fatto una popolazione di quasi 370mila persone. L’area Vasta 1 è costituita da cinque ospedali (Ur-

bino, Sassocorvaro, Cagli Pergola e Fossombrone), dai distretti sanitari, dai dipartimenti di prevenzione, di salute mentale e tossicodipendenze. Comprende tutte le strutture sanitarie e socio sanitarie della provincia (ad es. residenzialità e semiresidenzialità per anziani, per disabili, ecc.). “Nasce da obiettivi di efficacia e di efficienza perché – come ci illustra la Dr.ssa Capalbo – la sanità deve essere in grado di fornire al cittadino risposte omogenee, in sicurezza ed appropriate su tutto il territorio: da Urbino, Fano, a Pesaro. Dall’altro ottimizzando e rendendo più efficace l’interfaccia con i pazienti, migliorando lo standing e la qualità delle risposte del personale addetto ai front-office dove le richieste di informazioni e di interventi sono via via più pressanti. E non ultimo, nasce dalla convinzione di dover accrescere la capillarizzazione dei servizi di prossimità sul territorio, nonostante il periodo di crisi che stiamo vivendo”. In sintesi, Area Vasta è un intervento di appropriatezza dei diversi livelli assistenziali, migliorando l’offerta: “fare la cosa giusta, al paziente giusto, nel posto giusto”. In questi giorni si sta discutendo con tutti gli attori istituzionali il piano Area Vasta. Tale documento è un atto di programmazione triennale, coerente con il piano socio sanitario regionale, contestualizzato nell’AV1. La novità è data dal fatto che è un piano geograficamente inteso, sviluppato nelle parti di interesse comuni con l’Azienda Ospedaliera Marche Nord, al fine di costruire una vera e concreta integrazione ospedale territorio, con particolare attenzione alle fragilità.

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Un progetto variegato nei suoi effetti, che punta a ricollocare con appropriatezza i diversi livelli assistenziali, partendo anche dalla realizzazione del punto unico d’accesso per allocare le risorse in modo appropriato sul territorio interessato. Ecco dunque che in un quadro di profonda e migliorativa revisione dell’offerta sanitaria provinciale, non poteva mancare l’opinione autorevole della Dr.ssa Capalbo sul dibattito in merito alla realizzazione dell’ospedale unico Pesaro-Fano. A questo proposito, si dice convinta che un progetto di unificazione delle due strutture, possa costituire un punto di partenza per contenere costi e recuperare risorse, eliminando i “doppioni” e contribuendo ad ottenere un significativo risparmio da poter utilizzare per altre finalità programmatiche e per la realizzazione delle eccellenze e dell’alta specialità.

Una veduta dall’alto della struttura ospedaliera di Urbino.

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Molto spesso, la gestione della cosiddetta res publica viene criticata o è sinonimo di incoerenze e sprechi. L’incontro con la Dr.ssa Capalbo è, invece, la positiva testimonianza di come, con grinta e spirito collaborativo, si possa innescare un meccanismo virtuoso di rinnovamento nonostante le numerose difficoltà tecniche prima e ideologiche poi, e grazie ad un concreto impegno del proprio team di collaboratori, composto anche da tante giovani donne. “Crediamo molto nella filosofia di lavoro che abbiamo adottato: essere al servizio e non al potere, autorevolezza al posto dell’autorità ma soprattutto creare condivisione e compartecipazione anziché imposizione”. Un pensiero, quello della Dr.ssa Maria Capalbo, che riassume la frase con cui ci ha salutato: “Siamo qua per la gente”.


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llez e b & e t salu

Dall’Asia un nuovo approccio all’abbronzatura ATA

SEMPRE PIÙ MIR E ON ZI EN TT ’A UN A M A GI AG MAI PIÙ TINTARELLA SELV TTO IL SOLE ALLA CURA DELLA PELLE SO Si potrebbe dire Nicole Kidman docet: l’attrice nonostante le proprie origini australiane, rifugge l’abbronzatura anche durante la stagione estiva, mantenendosi sempre con una carnagione chiarissima. E se già nel diciottesimo secolo avere la pelle chiara era sinonimo di uno status sociale privilegiato, oggi la tintarella sembra imprescindibile ed un must per tutti i narcisi metropolitani. Abbronzatura a tutti costi quindi, durante tutto l’anno e a maggior ragione nei caldi mesi estivi. O forse no, perché la tendenza dell’effetto

super abbronzato sembra non essere più di moda. Si sta affermando, infatti, un approccio asiatico all’abbronzatura, almeno stando al congresso InCosmetics di Barcellona, svoltosi in aprile, che racchiude i maggiori brand cosmetici presenti sul mercato. Tutti concordi nell’affermare che Pale is the new tan, il pallore è la nuova abbronzatura dal momento che il concetto di protezione sarebbe finalmente radicato nella cultura del sole e della cosmetica. E’ assodato che il sole intenso accelera i processi di invecchiamento cutaneo e questo è ormai una consapevolezza certo più importante di un’abbronzatura selvaggia. Ecco quindi che è fondamentale scegliere spray o creme con i giusti fattori di protezione, per affrontare le lunghe giornate di mare e sole, in tutta sicurezza e rispettando quello che i dermatologi da anni ci insegnano.

Dior Bronze: fresca crema solare a protezione intensa per una pelle dorata. Tutti i solari Dior Bronze li puoi trovare presso Profumeria Taussi, C.so Matteotti 118, Fano.

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1. Clinians Sun: protezione media con DNA defense complex. 2. Collistar: crema viso a basso schermo solare che attiva e accelera l’abbronzatura. 3. Lancome Genefique soleil: olio a bassa protezione con proprietà anti-age.

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4. L’Oreal Paris Solar Expertise: latte solare Spf 20 con una mirata azione antinvecchiamento. 5. Rilastil: previene eritemi e scottature grazie al Pro-DNA complex. 6. Shiseido: spray leggerissimo Spf 15 adatto per corpo, viso e capelli. 7. Vichy Capital Soleil: Spf 50 per pelli molto sensibili, senza tracce lucide. 4

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Pedini Cucine: design e qualitĂ  internazionali Collezione Dune.

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LE CHIAVI PER GUARDARE AL

FUTURO

Il design Made in Italy parte anche dall’entroterra fanese e da una realtà imprenditoriale che da tempo contribuisce a scrivere la storia del gusto e della ricerca nell’arredamento. Con sede a Lucrezia di Cartoceto, quella di Pedini Cucine è una realtà virtuosa che, da più di 50 anni, definisce i canoni stilistici ed evolutivi della cucina. Cucina come cuore della casa e senza dubbio prodotto con il maggior potenziale in termini di coefficiente di innovazione sia dal punto di vista delle forme che delle tecnologie. Da soluzioni composte da singoli elementi di produzione artigianale, si è arrivati alle cucine di oggi che rispecchiano i modi di abitare e gli stili di vita attuali, nei comportamenti contemporanei del vivere le proprie abitazioni. Ne nascono proposte che vogliono essere a misura di famiglia, come se si trattasse di un abito da portare a lungo e con piacere: soluzioni come quelle di Pedini Cucine che esprimono pulizia formale, eleganza senza tempo e uno stile moderno fuori dalle mode. Caratteristiche che si individuano, ad esempio, nelle collezioni più recenti che pensano all’ergonomia domestica e si traducono in curve che fluiscono in alcuni modelli. “Se il corpo umano non ha spigoli, perché dovrebbe averli la cucina in cui i nostri gesti si confrontano quotidianamente? Modernità non deve significare secche geometrie ma equilibrio, semplicità ed armonia fra la cucina e le persone che vi vivono”: è questo il pensiero e la filosofia del Presidente Daniele Radi Temelini che oggi guida l’azienda con fiducia e lungimiranza verso nuovi progetti.

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Una composizione della collezione Artika.


Valori espressi dal pay off aziendale Il piacere della cucina che ha il doppio significato, ovvero quello di rispondere a due dei principali sensi, il “gusto”, il piacere del cibo, e la “vista”, il piacere di osservare un bell’oggetto: perché è innegabile che gustare il cibo circondati da una bella cucina diventi anche più piacevole ed esalti lo spirito conviviale. Pedini Cucine mette, dunque, al centro delle proprie collezioni l’uomo nella sua interezza e nel tempo ha saputo interpretare l’evoluzione della famiglia, cercando di offrire tutte le possibili soluzioni e anzi anticipando quello che si cerca o si desidera in una cucina. Il Presidente di Pedini Cucine, Daniele Radi Temelini.

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L’azienda esporta il proprio standard qualitativo e l’esperienza rigorosamente italiana in tutti i continenti, con il proprio mercato principale localizzato negli USA ma anche in mercati attivati di recente come Messico, Brasile, Colombia e Panama. Ma Pedini Cucine guarda anche alla propria realtà territoriale, valorizzando in un periodo di crisi, la struttura produttiva e l’indotto locale.

Infatti, è stato da poco inaugurato un nuovo showroom aziendale di 1000mq dove esporre con enfasi e passione il frutto di ricerca e qualità produttiva che si basa sul lavoro dei diversi collaboratori che, assieme al designer Domenico Paolucci e all’energia di Daniele Radi Temelini, affermano Pedini Cucine come brand di nicchia e design nel mercato delle cucine di arredamento.

In alto il nuovo showroom Pedini Cucine di Lucrezia di Cartoceto. A destra, una composizione della collezione Integra.

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Quando la crisi non fa paura

OLTRE L’OSTACOLO E OR CU IL E AR TT GE A O AN TANTE AZIENDE PROV LA QUALITÀ E E ON ZI VA NO IN L’ SO ER AV ATTR La crisi c’è ed molto forte. Moltissime aziende stanno chiudendo i battenti senza battere ciglio. Molti operai sono costretti a reinventarsi in un mondo del lavoro che non ha più paradigmi se non quelli legati alla flessibilità. Poi ci si mette anche Monti a dire che il lavoro fisso non ci sarà più. Ma nella lingua cinese, Crisi e Opportunità si scrivono con gli stesi acronimi. Questo per spiegare che le situazioni di incertezza a volte, possono rappresentare situazioni favorevoli per investire e per mettere in pratica le proprie idee, le proprie intuizioni. La crisi sta picchiando forte, ma in un certo modo questo non sembra spaventare alcuni temerari, che nonostante la situazione non del tutto favorevole, hanno deciso di aprire un attività. Per esempio Diego Agostinelli, è un 20enne fanese che ha deciso di aprire, insieme a suo cognato un locale proprio sulla spiaggia di Fano. Una struttura che di giorno prende le vesti di un ristorantino che dà dritto sul mare, mentre di sera si trasforma in uno dei punti di riferimento della movida fanese. “Ho deciso di aprire una mia attività, prima di tutto perché ne sentivo il bisogno e poi perché la situazione è favorevole dal momento che c’erano tutte le condizioni. Il locale si chiama Evoch ed è al Lido di Fano. Puntiamo prevalentemente ad essere un punto di riferimento per tutti i ragazzi fanesi che vogliono divertirsi all’insegna della spensieratezza”. Ma non hai un po’ paura della crisi? “Io sono giovane, non ho certo una grande esperienza ma ritengo che nel mercato del lavoro vadano avanti comunque coloro che hanno tanta

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passione ma soprattutto tante idee. Il mercato ha imposto un taglio netto alle spese ma se uno ha una buona idea alla fine viene sempre premiato. Poi sarà il tempo a dire se ho fatto la cosa giusta o meno. Io intanto ci credo e farò di tutto per dimostrare la validità del mio progetto”. Che difficoltà pensi di incontrare? “Certamente penso che ci saranno degli ostacoli. A partire dall’impegno quotidiano che un lavoro comporta. Io mi sono diplomato lo corso anno e questa è la mia prima vera esperienza professionale. Però amo il contatto con la gente e le pubbliche relazioni e quindi questo è un qualcosa di mio ed in cui credo molto”. Se dovessi dire dei buoni motivi affinchè un turista debba venire nel tuo bar, cosa diresti? “Che all’Evoch si mangia bene, si incontra delle bella gente e soprattutto ci si diverte. Insomma un locale che esce dagli schemi della normalità essendo caratterizzato da un concept nuovo. Dall’aperitivo al dopo cena”.


a i r a r g a a d n e L’azi 0 0 8 1 l a d , i r e i Guerr a v i t l o c e a r u c e r r e t e i r p o r le p e n o i s s a p n co attraverso o s r e v o t t e p s i il r i n o i z i d a r t e l

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Guerrieri: Agricoltori da 6 gene DA TRASMETTERE RE LO VA UN : 00 18 L DA A RR PASSIONE PER LA TE GENERAZIONI RE TU FU LE R PE A RS SO RI E COM In una realtà globale come quella odierna, spesso si è lontani dai processi di produzione veri, quelli della tradizione che per secoli hanno coinvolto chi lavorava la terra. Se da un lato questo è vero, dall’altro il mondo agricolo non può rimanere fermo nei vecchi schemi di lavorazione, rivolti esclusivamente ad un ambito ristretto o localistico: piuttosto, ha bisogno di un’importante sterzata, volta alla comunicazione e alla sensibilizzazione del consumatore

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finale su ciò di cui si nutre. Come molto spesso accade, infatti, non si è consapevoli della vera importanza che chi coltiva la terra ha nei confronti della comunità, ed è per questo motivo che i veri Agricoltori, quelli con la A maiuscola, si possono considerare “in via di estinzione”. Per capire più da vicino cosa sta dietro una realtà imprenditoriale legata al mondo rurale, siamo andati a visitare una delle più grandi aziende agricole dell’entroterra marchigiano, situata a pochi chilometri dal centro di Fano: l’Azienda Agraria Guerrieri. Agricoltori da 6 generazioni, ma soprattutto or-


erazioni gogliosi di esserlo dal 1800: è questo lo slogan che contraddistingue l’azienda e che racchiude l’amore e la passione per la buona terra e la genuinità dei prodotti, tra cui pasta, vino e olio senza tralasciare una produzione di purissimo miele. In questa azienda vengono coltivati con sentimento e rispetto oltre 207 ettari di terreno, diversificati nelle diverse colture così da ridurre i rischi di inaridimento del suolo e per poter assicurare lavoro per tutto l’anno ai 30 collaboratori fissi che, da generazioni, si dedicano quotidianamente a far accrescere questi territori. Ecco dunque, che dalla terra al prodotto finito, tutti i diversi passaggi sono garantiti dalla tracciabilità e dal controllo della filiera produttiva, che contribuiscono ad accrescere il valore dei prodotti che l’Azienda Guerrieri commercializza. “Non abbiamo avuto in eredità questa terra dai

nostri genitori, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”, ci racconta Luca Guerrieri che rappresenta la 5° generazione al timone dell’azienda. “Di estrema importanza è la continuità di questo progetto e la responsabilità che l’agricoltore deve avere, nel momento in cui ha un bene così importante fra le mani. Uno dei grandi mali della società attuale, sono state le persone che non hanno creduto fino in fondo in questa splendida attività, quella del coltivare e realizzare prodotti di alta qualità con un obiettivo quasi pedagogico del saper nutrirsi bene”. La nostra regione e il territorio della provincia di Pesaro Urbino, da sempre hanno una vocazione agricola di tradizione secolare: in questo senso gli agricoltori possono essere considerati come degli architetti del nostro paesaggio che custodiscono, solo nelle Marche, 9miliardi e 700milioni di

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metri quadrati di territorio. Le dolci colline, che Guerrieri definisce giardini a campo aperto, sono invidiate da tutto il mondo per la loro bellezza e per la qualità dei prodotti che sanno offrire. “A nostro avviso – continua Luca Guerrieri affiancato dal figlio Alberto –, essere agricoltori oggi, significa specializzarsi oltre misura, perché la competizione non è più semplicemente racchiusa in ambito locale, ma i nostri prodotti vengono confrontati quotidianamente con quelli provenienti da tutti i continenti. Quindi, sono necessari alta tecnologia ed alta professionalità, coniugate contemporaneamente con i ‘vecchi saperi’ di un tempo, perché il mondo agricolo ha un’esperienza che viene tramandata di padre in figlio: un vero e proprio tesoro di conoscenza e di aneddoti della

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tradizione”. L’azienda Guerrieri si distingue quindi, non solo per la passione e il desiderio di trasmettere alle nuove generazioni quei valori legati al buon cibo, ma anche per gli stessi principi che cerca di racchiudere in un buon bicchiere di vino. Infatti, l’etichetta Guerrieri è oggi sinonimo di una produzione d’eccellenza, tra cui rossi e rosati sia DOC che IGT, Moscati, Vini di Visciole e Vini bianchi. Proprio uno di questi vini è protagonista nello scenario internazionale con un importante riconoscimento. Quest’anno, infatti, l’Azienda Agraria Guerrieri, ha vinto importanti premi: con il vino Marche IGT Bianco “Guerriero Bianco” 2009 si è aggiudicata la medaglia d’oro alla 1^ Selezione Internazionale vini da pesce che, con oltre 600


vini partecipanti da 10 nazioni diverse: è un concorso molto importante, secondo solo al Vinitaly. Come se non bastasse, l’Azienda Guerrieri si è aggiudicata il premio “Marche”, perché con il vino vincitore ha ottenuto il punteggio più alto su tutti i vini marchigiani in concorso. Una realtà significativa dunque, che ha saputo rinnovarsi pur mantenendo inalterati i capisaldi della tradizione: aprirsi a nuovi mercati confrontandosi con altri paesi e competitor, trovando nella qualità e nel rispetto per le risorse il proprio punto di equilibrio. In quest’ottica promuovere attività come la Fattoria Didattica, perché per sensibilizzare la popolazione sull’importanza

che il cibo ha nelle nostre vite, si deve partire dai più piccoli che hanno un elevato potenziale di apprendimento unita ad una grande capacità di intuizione, ma a volte hanno delle mancanze su informazioni utili che la società non riesce a dare. Sostenere una cultura della qualità del cibo locale anche con politiche che incentivino il consumo di prodotti a chilometri zero, per dare ossigeno a piccole ma virtuose realtà che troppo spesso fanno fatica ad emergere schiacciate dalle Grandi Distribuzioni Organizzate. L’Azienda Agraria Guerrieri, è così l’esempio di come l’amore e la passione per la propria terra, uniti ad una lungimirante visione del futuro, possano dar vita ad una realtà solida gestita in ambito familiare che permette di trasmettere valori positivi e lavoro a diversi dipendenti.

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Il piatto è servito di buburger restaurant & coffe

Il piatto che vi proponiamo in questo numero è: Ravioli con ripieno di crema di ricotta al profumo di mare su una bisque di crostacei. Ingredienti: Per i ravioli: 300gr farina, 3 uova , sale q.b. Per il sugo: 4 scampi, 4 mazzancolle, 5 gamberi, 10 pendolini, olio, aglio, cipolla, vino q.b. Tutti in cucina!! Iniziamo facendo un vulcano di farina ed inseriamo al suo interno le tre uova iniziando poi ad intridere il tutto. Una volta ottenuto un impasto omogeneo lo stendiamo e con la parte superiore di una tazzina da caffe che fungerà da stampino andiamo a tagliare dei dischi. Prendiamo ora i nostri dischi di pasta all’uovo e ne sovrapponiamo uno sopra l’altro farcendoli con la crema di ricotta e chiudendoli ai lati con la pressione delle dita o di una forchetta. Pronti i ravioli iniziamo a fare un trito di aglio e cipolla e mettiamo in padella con un filo d’olio fino a quando non si sarà imbiondita, inseriamo poi il nostro pesce sgusciato ricordandoci di tenere i nostri gusci da parte. Sfumiamo con del vino ed una volta evaporato aggiungiamo i pendolini e un mestolo d’acqua e lasciamo bollire. Mentre il sugo si cuoce in un’altra padella prepariamo la bisque soffriggendo sedano carota e cipolla in un filo d’olio e facciamo rosolare bene i gusci. Sfumiamo con del vino e poi aggiungiamo dell’acqua lasciando bollire vino a che non si addensa

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Nella foto il piatto presentato dal ristorante Buburger.

e diventa cremoso e lo filtriamo. Una volta che sugo,e bisque son pronti in abbondante acqua bollente e sale scottiamo i nostri ravioli, gli scoliamo e finiamo la cottura con il sugo, saltiamo con un filo d’olio a fuoco spento. Procediamo con l’impiattamento... A centro piatto versiamo un mestolo della nostra bisque e ci adagiamo sopra i nostri ravioli e spolveriamo con del prezzemolo curandoci di lasciare i crostacei sopra ai ravioli, e ci siamo... Il piatto e servito!!! Il ripieno dei ravioli e realizzato con prodotti dell’alimentari della Rocca che come noi ha deciso di puntare tutto sulla qualità e prodotti a km zero. In compagnia della titolare Angela scegliamo l’ingrediente di oggi, all’interno della sua attività che propone pane e latte fresco, yogurt di latte di bufala o di mucca prodotti senza conservanti, senza coloranti e grassi idrogenati, mozzarella classica e di bufala, crema di ricotta e crema di robiola, burro biologico, gelato senza conservanti, pasta fresca, marmellate, torte, dolci e una vasta scelta di salumi e formaggi tra cui in esclusiva lo stracchinone nato dall’abbinamento di latte di mucca e bufala, in questa vera e propria boutique del gusto troviamo solo il meglio della nostra terra!! Da provare!!


SPETTACOLI DI NE IO AG ST A LL DE IO NC UN BILA

APPENA ULTIMATA

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cultura

A tu per tu con Giuseppe De Leo, Presidente e Sovrintendente della Fondazione Teatro della Fortuna La stagione teatrale 2011-2012 del Teatro della Fortuna appena conclusasi, è stata un successo sotto tutti i punti di vista. La presenza di personaggi illustri del calibro di Bocelli e la risposta del pubblico in termini di affluenza, con record di incassi e abbonamenti, hanno sicuramente soddisfatto a pieno tutte le aspettative. Ma com’è stato possibile tutto questo? Come si determina il successo di una stagione teatrale e come si organizza un programma adeguato? Abbiamo intervistato il Presidente della Fondazione Teatro della Fortuna, Giuseppe De Leo, che ci ha aiutato a far luce su i dietro le quinte di un’organizzazione così importante, lasciandosi sfuggire anche qualche sogno nel cassetto per il futuro.

Quali sono le strategie organizzative per realizzare una stagione teatrale come quella che si è appena conclusa? Una volta nominato Presidente e Sovrintendente della Fondazione Teatro della Fortuna ho iniziato a concepire il nostro teatro come una “fabbrica della cultura”: un teatro sempre aperto con un’attività diversificata (prosa, lirica, concerti, eventi, teatro per ragazzi) e di grande valore artistico che permettesse, da un lato, di adempiere al meglio

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agli scopi istituzionali e statutari della Fondazione, dall’altro, con un salto di qualità, di riconquistare un ruolo di primo piano nel panorama nazionale, prendendo le distanze dalla condizione di mera sopravvivenza in cui versano gran parte dei teatri italiani. Se si hanno queste ambizioni non si smette mai di lavorare all’organizzazione della stagione teatrale successiva.


Molti progetti nascono spontaneamente dall’attività sinergica con le associazioni e con gli enti con cui si lavora abitualmente o intessendo nuovi rapporti e collaborazioni, magari con artisti, musicisti e attori che si sono ospitati, altri ancora vagliando accuratamente le innumerevoli proposte di spettacolo che pervengono alla Fondazione. Proprio per non perdersi nel mare magnum delle idee ed organizzare una Stagione Teatrale al meglio è necessario quindi, prima di tutto, definire un progetto culturale, delineare cioè una strada da percorrere e degli obiettivi da raggiungere che siano compatibili con le risorse che si hanno a disposizione. Solo una gestione finanziaria trasparente, sostenibile e costantemente sotto controllo può, infatti, infondere fiducia in aziende ed istituzioni private che, soprattutto a seguito dei tagli drastici delle risorse statali al settore, sono diventate un capitolo di entrata fondamentale nei bilanci di ogni istituzione culturale. Colgo anzi l’occasione per ringraziare tutti i Soci e gli Sponsor che hanno scelto di sostenere l’attività della Fondazione, contribuendo attivamente così alla buona riuscita della stagione. Alla fase di raccolta e selezione delle idee, a cui lavoro assieme al direttore artistico Virginio FeNella foto: Marcello Giordani e Agata Bienkowska, a lato il presidente della Fondazione Teatro della Fortuna, Giuseppe De Leo, con il tenore Andrea Bocelli.

deli e al direttore musicale Roberto Parmeggiani, segue quella della presentazione e discussione dei nuovi progetti in Consiglio d’Amministrazione ed infine, quelli approvati dall’organo collegiale, vengono inseriti “ad incastro” nel calendario degli eventi della nuova stagione a seguito di un’elaborata operazione di analisi del contesto e di valutazione dell’arena competitiva, che compete

all’Ufficio Produzione. La “macchina teatrale” viene quindi azionata impiegando ogni stagione, a vario titolo (tra coristi, orchestrali, tecnici, dipendenti e collaboratori) circa duecento persone che, con impegno e passione, lavorano alla materiale realizzazione degli eventi. Quali sono state le maggiori novità che la nuova gestione del Teatro della Fortuna ha apportato e in termini di risultati, sono stati raggiunti gli obiettivi programmatici? Sono molto soddisfatto dell’andamento della Stagione 2011-2012: sorprendente è stata la risposta del pubblico, con un record di abbonamenti e di incassi, per la Stagione di Prosa e con una notevole affluenza anche per quanto riguarda la Stagione Lirico-Sinfonica. Segno che il nostro impegno nella realizzazione di una stagione di qualità è stato recepito e gradito dalla cittadinanza di Fano e non solo, dato che alcuni eventi hanno richiamato appassionati e pubblico specializzato anche da molto lontano. Al concerto di Bocelli, ad esempio, circa un terzo degli spettatori era di origine straniera, in gran parte provenienti da Gran Bretagna e Germania ma anche da paesi più distanti come Stati Uniti, Nuova Zelanda e Giappone. Anche le iniziative di Teatro&Scuola, rivolte alla formazione del pubblico più giovane con l’ormai consolidato festival “Fuoriclasse” a cui si è aggiunto il nuovo progetto del “Teatro in Inglese”, hanno raccolto l’adesione entusiasta di più di duemila professori e studenti. La Stagione Lirico-Sinfonica è stata accolta, poi, con unanime consenso dalla critica di settore, e non poteva essere altrimenti, dal momento che è stata caratterizzata dalla partecipazione di personalità artistiche di indiscussa fama nazionale e internazionale: Andrea Bocelli, Gianfranco Montresor, Giovanni Meoni, Michele Pertusi, Bruno Praticò, Marcello Giordani, Luca Canonici, Eva Mei, Paoletta Marrocu, Antonino Siragusa, Roberto De Candia, Gian Luca Pasolini, Agata Bienkowska, Luciana D’Intino, solo per citare alcuni dei celebri cantanti lirici che hanno calcato le scene del teatro polettiano; il virtuoso violino di Massimo Quarta e lo straordinario pianista Roberto Cappello, i grandi direttori d’orchestra Marcello Rota, Roberto Parmeggiani, Daniele Agiman e Sebastiano Rolli; nonché le piacevolissime sorprese di Anna Skibinsky e del direttore Sergio Alapont. È inoltre da sottolineare il notevole livello professionale ed artistico raggiunto dall’Orchestra Sinfonica Rossini e dal Coro del Teatro. Ma una delle maggiori novità di questa stagione, che mi auguro possa diventare un appuntamento fisso negli anni a venire, è stata quella di aver ospitato l’importante Concorso Internazionale di

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cultura Canto Lirico organizzato dalla Marcello Giordani Foundation in collaborazione con la Gerda Lissner Foundation e la Fondazione Teatro della Fortuna. Il concorso si è articolato in due selezioni, una prima americana che si è svolta al Metropolitan di New York, dal 27 febbraio al 3 marzo 2012, la seconda italiana che si è tenuta al Teatro della Fortuna dal 9 al 13 Maggio. Finalizzato alla scoperta di nuovi talenti, ha portato nella nostra città ben 150 candidati selezionati tra oltre 400 domande, provenienti da tutto il mondo ed ha permesso, inoltre, di scegliere dei giovani cantanti per l’allestimento dell’opera “Falstaff” di G. Verdi, in programmazione nel cartellone della stagione ufficiale del Teatro della Fortuna 2013.

Nelle foto: Michele Pertusi ed in basso a sinistra Virgilio Fedeli, Roberto Parmeggiani e Giuseppe De Leo.

Qual è l’evento in calendario che vi ha dato più soddisfazione in termini di immagine, ed entusiasmo del pubblico e quale la chiave del successo? Credo che la chiave del successo della stagione 2011/12 sia stata la qualità. Una qualità che abbiamo ricercato selezionando con cura l’offerta artistica e perseguito con l’attenzione per i dettagli e con il massimo impegno speso per l’organizzazione di ogni singolo spettacolo, affinché il prodotto finale risultasse all’altezza delle aspettative del pubblico, dei Soci, degli Sponsor. Indubbiamente nella stagione appena conclusa l’apice si è raggiunto con il concerto finale “Messa di Gloria” di Puccini in cui Andrea Bocelli è tornato ad esibirsi affiancato dal baritono Gianfranco Montresor: un evento mediatico-musicale che ha richiamato l’attenzione del pubblico internazionale sul Teatro della Fortuna. Vedere il teatro gremito, ascoltare gli applausi del pubblico entusiasta, che ha richiamato ben due volte il ce-

leberrimo tenore in scena per il bis, mi ha riempito d’orgoglio e mi ha dato la carica necessaria per affrontare la prossima, impegnativa, stagione. Il Teatro della Fortuna ha sempre avuto ospiti, rappresentazioni e concerti di livello internazionale: c’è però un evento o un ospite in particolare che avreste sempre voluto sul vostro palco, ma che ancora non siete riusciti ad ospitare? Certamente non sono mancati, e non mancheranno nemmeno nella prossima stagione teatrale eventi e ospiti di spicco al Teatro della Fortuna. Nonostante ciò sarebbe per me una grande soddisfazione ospitare quello che ritengo essere il più brillante showman d’Italia, l’unico capace di fare ridere senza mai scadere nel volgare, il solo in grado di mettere tutti d’accordo, adulti e bambini, destra e sinistra, grazie alla sua grande professionalità: Rosario Fiorello. Novità per il prossimo anno? Stiamo lavorando ad una grande iniziativa: il Fortuna Opera Festival ovvero il Festival dei cento giorni. Si aprirà il 1° gennaio e terminerà verso metà Aprile con un programma che dovrà prevedere tre opere e sei-sette concerti. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la proposta dandomi mandato nel perseguirla con, ovviamente, le necessarie coperture finanziarie. È certamente una sfida importante all’insegna della qualità che porterà il Fortuna Opera Festival ad incastonarsi tra i più rilevanti festival internazionali.

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Gli Stati Uniti in jet privato. A piccolo budget

PIÙ BELLI HI OG LU I A TR NI CU AL E AR TOCC SI PARTE DA NEW YORK PER AGARA, TORONTO, NI L DE E AT SC CA LE : DA NA DEGLI USA E DEL CA TRASFERIMENTI HI NG LU I DO AN IT EV . DC N HARRISBURG, WASHINGTO I AEREI PRIVATI. SU STRADA, GRAZIE A PICCOL RE UNA FORTUNA DE EN SP A NZ SE A M . CE LO E VE COSÌ IL VIAGGIO È COMODO

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viaggi

Il sogno americano? Costa 1149 euro. Questo è il prezzo di un viaggio che in realtà è un’esperienza senza compromessi. E che rende possibile un desiderio: scoprire gli Stati Uniti a bordo di jet privati da 30 posti. Evitando così lunghi trasferimenti su strada e noiosi stop intermedi. Ma soprattutto, ottimizzando i tempi e viaggiando super comodi. In soli sei giorni si toccano le città più interessanti della Costa Orientale, con una breve puntata fino in Canada. Ecco le tappe, che parlano da sole.

Si parte da New York in aereo privato verso le Niagara Falls. Qui, a bordo di un autobus deluxe, si fanno una serie di escursioni: Maid of the Mist, Journey Behind the Falls e Walk on White Water. Chi lo desidera, può sperimentare la nuovissima attrazione multimediale “Creation of Niagara Falls” in 4-D con tanto di veri spruzzi d’acqua e finire con l’IMAX Theatre per sapere tutto sui valorosi (o folli...) 
che hanno rischiato la vita per affrontare il salto delle Cascate. Quindi Toronto, in Canada, con salita alla CN Tower, la torre per le comunicazioni più alta del mondo. Seguita da una sosta a Niagara on the Lakes, cuore vinicolo del paese, per degustare i suoi celebri vini, primo fra tutti l’ice-wine, il vino dolce e liquoroso ottenuto con l’uva ghiacciata della vendemmia tardiva.
Ancora un breve volo e si arriva ad Harrisburg, capitale della Pennsylvania, ricca di testimonianze della guerra di Secessione e della Rivoluzione Industriale. Qui si fa tappa alla celebre fabbrica di cioccolato Hershey’s, con tanto di degustazione del loro miglior cioccolato e la possibilità per i più intraprendenti di creare la propria cioccolata.

date di partenza: martedì e mercoledì con date fisse.

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Giugno 6, 13, 20, 27
 Luglio 4, 11, 18, 25
 Agosto 1, 8, 15, 22, 29
 Settembre 5, 12, 19, 26
 Ottobre 2, 9, 16, 23, 30
 Novembre 6, 13, 20, 27
 la via dell’informazione Dicembre 4, 11, 18, 25


Quindi una visita tutt’intorno, dove vivono gli Amish, per concludere con un’autentica cena Amish, genuina e preparata esclusivamente con i prodotti freschi delle fattorie della zona.
Il piccolo jet fa quindi rotta su Washington DC, dove si visitano i Memoriali di guerra del Capitol Hill e della Casa Bianca, il Mount Vernon Estate and Gardens, la residenza del primo presidente degli USA, George Washington, il National Museum of American History, il Cimitero di Arlington e lo Smithsonian Institution’s National Air and Space Museum, che conserva la più grande collezione di aerei del mondo. Si ritorna infine a New York, per poter ammirare ancora una volta il panorama unico dei suoi grattacieli e delle mille luci. Ovviamente dall’alto. E il sogno continua... Perchè è possibile fermarsi alcuni giorni ad esplorare la Grande Mela, oppure rilassarsi su una spiaggia caraibica, dalla Florida a Cuba, da Barbados ad Antigua. Le quotazioni sono su richiesta.

Prezzi. Il tour di 6 giorni ALL AMERICAN EAST EXPERIENCE costa da 1149 euro a persona in camera doppia con mezza pensione. La quota comprende i trasferimenti interni con Jet privato da 30 posti, pullman con aria condizionata per gli spostamenti locali durante il tour, guida multilingue Italiano/Inglese, tasse incluse e servizio facchinaggio in albergo. Escluso il volo a/r dall’Italia a New York: prezzo da 670 euro (volo + tasse incluse).


Venezuela da sogno, tra Amazzonia e Caraibi PONENTI IM E, AT IN AM NT CO IN E ST RE TRA FO UN VIAGGIO CHE COMINCIA GGE DI FINE SABBIA IA SP SU E SC NI FI E E. AT IN AM CASCATE E LAGUNE INCONT ASPARENTI. TR E QU AC E Y AC IV PR DI A BIANCA, ISOLOTTI A PROV IL MEGLIO DI SÉ. DÀ I CU IN NE IO AG ST A LL RE NE UN MICROCOSMO DA SCOPRI RACAS A POCHE ORE DI VOLO DA CA


viaggi Dove dormire ARCIPELAGO DI LOS ROQUES In un angolo di paradiso che occupa solo un minuscolo punto sulla mappa del mondo, un centinaio di isole coralline e una miriade di isolotti immacolati dalle spiagge candide, formano lo splendido arcipelago di Los Roques. Unico atollo corallino dei Caraibi, Los Roques è ancorato a metà strada tra il tropico del Cancro e l’Equatore a 170 chilometri dalla costa venezuelana.

L’arcipelago è in grado di affascinare il viaggiatore con la sua seducente bellezza. Chi si spinge fino a qui non trova grandi alberghi, boutique di lusso, casinò, ma un pittoresco e colorato villaggio di pescatori sull’ isola di Gran Roque, l’unica abitata, dove sono presenti l’aeroporto e le posadas. Qui l’atmosfera é quella di altri tempi, le strade sono di sabbia e non ci sono auto.In questo angolo di paradiso si trovano la Posada Caracol e la Villa Caracol.

Sull’Arcipelago di Los Roques soffiano continuamente gli alisei, venti che mantengono l’arcipelago sempre ventilato e fresco. La temperatura media è intorno ai 28 gradi con una umidità di circa 80%. Non esiste una stagione delle piogge vera e propria, da ottobre a gennaio possono verificarsi alcune precipitazioni, in genere di breve durata e nelle ore notturne. La posizione geografica, a sud dei Caraibi, rende l’arcipelago di Los Roques irraggiungibile dagli uragani.

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CASA CARACOL Il complesso della Casa Caracol è stato costruito su una superficie di circa tremila metri quadrati dei quali seicento edificati. Il lodge è costituito da dieci cottage otto dei quali destinati alla clientela e distribuiti attorno ad

una piscina d’acqua dolce. I cottage sono circondati da una rigogliosa vegetazione tropicale creando una atmosfera di intimità e privacy che invita ad apprezzare le cose più semplici, come leggere un libro, riposare al bordo della piscina o assaporare un frutto appena colto. L’architettura è di stile locale e sono stati usati materiali tipici come il legno amazzonico, il ferro battuto, la pietra, la terracotta e l’argilla.

Le aree comuni, la reception, il bar, il ristorante, l’area lettura conversazione e relax, si collocano all’ombra di una struttura di palma e legno amazzonico, denominata con il termine indigeno “churuata”.

Per i più avventurosi, c’è il pacchetto “Il delta dell´Orinoco”, alla scoperta dell´Amazzonia venezuelana. Un viaggio lungo la costa orientale e attraverso il Parco Nazionale Mochina, il delta dell´Orinoco e la Gran Sabana. Per ammirare gli splendidi paesaggi creati dalla Laguna Canaima e da cascate suggestive come quella famosissima del Salto Angel. Pacchetto di 10 notti a partire da 1600 euro a persona (voli intercontinentali esclusi), da ottobre a maggio, per minimo due persone.

Pacchetto “Colori del Venezuela”, 12 giorni/10 notti per un viaggio dedicato alla natura venezuelana, dai tepuyes al Salto Angel e a Los Roques. Partenze giornaliere con minimo 2 partecipanti, quota individuale di partecipazione da Caracas (voli intercontinentali esclusi) a partire da 2490 euro. STATO - Venezuela PREFISSO - 0212 FUSO ORARIO - UTC 4:30 SUPERFICIE - 1930 KMQ ABITANTI - 5.452.320

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viaggi Un’immensa giungla amazzonica e uno splendido mare caraibico. Il Venezuela ha 3000 chilometri di coste con panorami mozzafiato Isole e atolli corallini, circondati da acque trasparenti e smeraldine, come Los Roques e Isla Margarita. E all’interno, nella parte meridionale del paese, nel cuore dell’Amazzonia vivono ancora tribù di indios, come gli Yanomani, che hanno avuto pochissimi contatti con la civiltà occidentale. Ci sono chilometri e chilometri di foresta attraversata dai sonnolenti meandri dell’Orinoco e dai suoi affluenti. 

 La porta d’entrata di questi due mondi è Caracas, la capitale. Una selva di grattacieli che la fa sembrare New York: cemento, vetro e acciaio. Con i suoi cinque milioni di abitanti, è una megalopoli sempre di corsa. E piena di contrasti: si lasciano i grattacieli, si prende l’aereo e in un’ora ci si ritrova nel bel mezzo del verde impenetrabile della foresta, interrotto solo dal blu-marrone dei fiumi e da isolate lagune. 

 Vista dall’alto, la giungla è un mare segnato dai “tepuis”, i monti di questa parte dell’Amazzonia. Enormi blocchi dalla cima piatta che si sollevano per mille e più metri e dai quali sgorgano copiose le acque di fiumi e torrenti. Il parco di Canaima è una delle grandi bellezze dell’Amazzonia. Si atterra su una striscia d’asfalto in mezzo alla giungla. L’abitato sorge sulle rive di uno stupendo lago alimentato dal Rio Carrao. Il colore delle acque è quello tipico dei fiumi dell’Amazzonia: rosso scuro, quasi fosse tè o Coca Cola; questo fenomeno è dovuto al tannino che si trova in alcune piante che entrano in decomposizione. Sul lago si getta un’imponente cascata, il salto Hacha. Voltate le spalle alla giungla, ancora in aereo, si sbarca sull’arcipelago di Los Roques, una delle gemme dei Caraibi. Si tratta di una quarantina di atolli e un’isola più grande, Gran Roque, la sola di origine vulcanica, l’unica ad alzarsi per un centinaio di metri sul livello del mare. È un paradiso per gli amanti del mare, delle immersioni e della vela. Indimenticabili sono le sue spiagge di sabbia bianca e morbida: strisce di luce che interrompono il blu turchino del mare.

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come arrivare Volo a/r da Milano e da Roma a Caracas a partire da 970 euro con Lufthansa.

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lifestyle

Check in… GAGLI

CON STILE AL CONTROLLO BA

Il trolley con tutte le sue comodità si sta imponendo sempre di più come compagno di viaggio ideale. Sono numerosi i modelli in commercio, di molteplici dimensioni e stili, composti con materiali di diversa qualità per una differente robustezza: la scelta del trolley può contribuire a fare la differenza tra un viaggio confortevole ed uno problematico.

Trolley medio con dettaglio “doppia G” by Gucci color beige-ebano con finiture in pelle marrone ed accessori metallici tono su tono esclusivamente Made in Italy. Dal manico estensibile alla doppia chiusura con cerniera e lucchetto è sinonimo di raffinatezza e di grande attenzione per i dettagli. (www.gucci.com)

È glossy style il trolley Pégase 45 di Louis Vuitton, realizzato in pelle Monogram e dotato di una cover protettiva esterna, presenta numerose e funzionali tasche con zip, scomparti e rotelline silenziose. Perfetto per donare un tocco di colore a qualsiasi viaggio. (www.louisvuitton.it)

È in pelle Saffiano quello proposto da Prada, con doppia impugnatura, lucchetto in metallo, finiture in acciaio lucido e una trama camouflage, vero must dell’estate 2012. (www.prada.com)

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Se si vuole viaggiare all’insegna della praticità senza rinunciare alla griffe, ecco il trolley Fendi. Dotato di una tasca frontale, permette di poter riporre qualsiasi cosa al suo interno con estrema facilità. (www.fendi.com)

La linea Essensis di Samsonite è stata progettata dalle donne per le donne. Questa accattivante collezione è il perfetto equilibrio tra eleganza e praticità. Il bellissimo disegno geometrico, ispirato al fiore della vita, in combinazione con materiale high-tech, dona ad Essensis un tocco femminile. (www.samsonite.it)

Il trolley Trussardi è un classico che non tramonta: disponibile in due colori, marrone e nero, è realizzato in pelle pregiata con lavorazione al laser. Perfetto per gli amanti dello stile semplice ma raffinato. (www.trussardi.com)


te di stare Telo Multi tasking. zione che permet un tif ul m lo te il , andoti con la Noto come Hi-sun tale relax, coccol to in le so il i rs casse ed è sdraiato a gode è infatti dotato di un -s Hi , ita er ef tua canzone pr re Mp3. ogni tipo di letto trasforma compatibile con all’occorrenza si ne zio ra ne ge a tim Questo telo di ul ssimo zaino. anche in un utili

Quest’anno l’high tech viene in vacanza con te… Siamo in piena estate, tempo di vacanze e di mare. A rendere ancor più divertenti le belle giornate trascorse sotto il sole, i gadget più innovativi che non possono mancare sotto l’ombrellone. High tech, smart ma con soluzioni pratiche e funzionali anche in condizioni estreme.

Difendi dall’acqua i tuoi gadget hi-tech. BeachBuoy è la nuova custodia impermeabile che ti permette di portare gli oggetti più delicati sempre con te. Dotata di un sistema di chiusura molto efficiente, BeachBuoy è impermeabile al 100%. Per coloro che vogliono godersi il proprio tablet anche in acqua, questa innovativa custodia è la soluzione ideale.

Smart Clock Dopo aver conosciuto I’m Watch, ultima trovata tecnologica completamente Made in Italy, non ne potrete più fare a meno. I’m Watch è il primo orologio al mondo che si può inserire di diritto nell’ormai nota categoria Smart. In grado di ricevere ed effettuare chiamate, mandare email, connettersi ai social network, I’m Watch è la chiara evoluzione dello smartphone.

Cuffie high tech Fili fastidiosi che si intrecciano ad ogni movimento sono solo un ricordo, grazie alla tecnologia Jabra sport. L’advanced multiuse, che supporta due dispositivi bluetooth contemporaneamente, permette di ascoltare musica e di ricevere chiamate in totale libertà. Le cuffie Jabra sport oltre ad essere resistenti a intemperie e ad urti, sono l’accessorio perfetto per l’attività fisica: permettono di misurare velocità, distanza e tempo trascorso, semplicemente premendo leggermente l’auricolare.

Alta definizione subacquea Per gli amanti dello Snorkeling oppure per tutti coloro che voglio semplicemente filmare le proprie imprese subacquee, Sanyo ha la soluzione ideale. Xacti e1 è una delle prime videocamere completamente waterproof. Facilissima da usare, anche per i cineasti alle prime armi, Xacti e1 si adatta in maniera automatica alla vasta gamma di luci presenti nei fondali marini, per riprese perfette anche nelle condizioni più difficili.

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Costume American style by Yamamay. Candy bag effetto glitter rosso, Furla. Ăˆ in morbida pelle il bracciale proposto da Swatch. Over printed short, firmato Maison Scotch. Sneakers All Star stampa America.

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1. È dedicata Olympic Rugby Team USA la nuova polo Ralph Lauren vestibilità custom-fit. 2. Custodia per iPhone in pelle “Guccissima” grey, Gucci. 3. Yellow color per il cronografo sportivo e resistente all’acqua proposto da Burberry Sport. 4. Sono dedicate alle prossime Olimpiadi di Londra le derby Stratford di Church’s.

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Range Rover Evoque: qualità, prestazioni e tecnologia dal cuore green

I LINEAMENTI NE ZA AN EG EL L’ E GN SI DE L L’INNOVAZIONE NE E ROVER EVOQUE: NG RA A OV NU LA NO UO NG TI CONTRADDIS UN’AUTOMOBILE LO SO A RL NI FI DE O IV TT DU RI SAREBBE

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lifestyle

Gerry McGovern, responsabile del design Land Rover, la definisce “la più bella Range Rover di sempre” e a guardare bene la nuova Evoque, si ha la sensazione che abbia davvero ragione. Quello che sicuramente colpisce a prima vista è il design, una linea più morbida, arrotondata, rispetto ai precedenti modelli della casa automobilistica inglese, che gli permette così di adattarsi alla perfezione all’ambiente cittadino, senza però perdere la sua vera e propria anima di fuoristrada. Evoque è la Range Rover più leggera e compatta della categoria, caratterizzata da un design esterno dai tratti futuristici, al punto da confonderla con un concept non ancora proposto sul mercato. Il taglio netto del tetto leggermente inclinato, la linea di cintura molto alta e il posteriore muscoloso. Le conferiscono uno stile originale, senza trascurare l’eleganza, mentre la parte anteriore per quanto arrotondata, ha uno sguardo intenso e accattivante, cosi da darle un carattere accentuato ed aggressivo quanto basta. La raffinatezza e l’alta qualità dei materiali ci fanno subito notare di essere all’interno di un prodotto Land Rover. Se all’esterno dominano linee e design super moderni, l’interno è un vero e proprio gioiellino architettonico, progettato per i gusti più svariati. Le finiture sono infatti personalizzabili in decine di varianti, dalla soluzione più sportiva, con colori sgargianti e audaci, a quella più lussuosa, con pelli pregiate che rivestono quasi interamente l’abitacolo e finimenti in radica o alluminio per dare un ulteriore tocco di classe. L’abitacolo Evoque oltre ad essere progettato stilisticamente ad hoc, è anche un concentrato delle ultime tecnologie presenti sul mercato. Al centro della plancia spicca la consolle di comando riservata alla navigazione e a tutte le informazioni

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di bordo, con display da 8 pollici completamente touch screen. A richiesta, è disponibile anche la versione Dual View, che permette di visionare sullo stesso schermo due cose differenti, cosi mentre il passeggero può godersi in tranquillità la visione di un dvd, il pilota può continuare a seguire la schermata di navigazione. Il quadro degli strumenti tradizionali anche se classicheggiante è sicuramente un altro pezzo di design moderno, grazie agli indicatori incorniciati singolarmente e alle superfici ricercate, con un’attenzione speciale ad ogni singolo particolare. Oltre all’accuratezza nel design, Range Rover Evoque eccelle anche nelle funzionalità. Problemi frequenti nelle auto di grossa cilindra, come l’eccessivo rumore prodotto dal motore sono finalmente risolti. Per chi vuole un’auto potente, con prestazioni importanti, ma allo stesso tempo poter godersi l’esperienza di guida senza dover sentire il rombo continuo del motore, Evoque è la soluzione ideale. L’ultima arrivata in casa Land Rover, ha infatti un motore vivace e fluido, capace di raggiungere i 100 chilometri orari in 8,5 secondi per una velocità di punta di quasi 200 km, evitando però inutili frastuoni. L’attenzione con cui si è cercato di individuare ogni singolo rumore all’interno del veicolo e test specifici, con speciali camere anecoiche, hanno consentito di correggere tutte quelle piccole fughe di rumore provenienti dal motore e hanno portato a creare una delle automobili più silenziose presenti sul mercato. L’auto è tanto raffinata e silenziosa quanto straordinaria nelle prestazioni. Grazie al concentrato di tecnologie presenti al suo interno, in particolare all’innovativo sistema Terrain Response, Evoque è in grado di affrontare qualsiasi tipo di superficie.


Questa nuova perla della tecnologia automobilistica dispone di 4 impostazioni, che rendono la trazione integrale, intelligente. Tale sistema agisce con particolari regolazioni del motore, dei sistemi di trazione, del giunto centrale e della trasmissione, cosi da avere una risposta ideale per ogni tipo di terreno che si va ad affrontare, migliorando l’aderenza e le capacità del veicolo su strada e fuoristrada. Un’altra novità portata dall’ultima arrivata in casa Land Rover è un rinnovamento dei sistemi HDC e GRC già presenti su alcune delle precedenti Range Rover. Stiamo parlando del sistema di control-

Sottolineiamo poi che l’85% di Evoque è costruito con materiali perfettamente riciclabili e questo ci fà capire come sia davvero possibile realizzare una grande auto, con un occhio di riguardo verso un tema fondamentale, come quello dell’ecosostenibilità.

lo della velocità in discesa (hdc), e in salita (grc). Il sistema, in presenza di una discesa improvvisa, legge la pendenza e regola sensibilmente la pressione del freno, evitando cosi di far prendere troppa velocità all’autovettura. Viceversa in salita, andrà ad agire rilasciando gradualmente i freni, cosi da permettere una partenza in totale comfort e sicurezza. L’attenzione dei progettisti Land Rover, infine, è stata rivolta anche verso l’ecosostenibilità. Range Rover Evoque si presenta infatti, come reale alternativa ai veicoli ibridi, grazie al motore turbodiesel eD4 da 150 cavalli nel modello Evoque 2WD che produce emissioni di CO2 pari a 135g per Km, grazie ai 16 kg di plastica riciclata e ai 21 kg di materiali naturali e rinnovabili presenti all’interno di ogni autovettura.

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Lo sapevi che...

12 da n’s World Car of the Year 20 me Wo tta ele ta sta è ue oq Ev Range Rover del settore automobilistico. te lis rna gio ate erm aff più 17 tra le ice ta disegnata dalla ex Posh Sp sta è ta ita lim rie se in e e ial amente Un’edizione spec ta dandole un carattere decis eta rpr nte rei a l’h e ch m, ha Victoria Beck lati più lussuosi. esclusivo esaltandone i suoi g ese dei responsabili marketin att le o rat pe su ha uto t’a es più: La domanda di qu nno assunto 3000 operai in ha ste hie ric le te tut a nte che per far fro noblesse oblige. tra onoscimenti internazionali, ric 0 11 ata dic giu ag s’è ue obilistica Range Rover Evoq lla prestigiosa rivista autom da ato gn se as o, nn ll’a de a ne il North cui macchin Design Car of the Year e infi rld Wo il are tic en dim a nz se Top Gear, American Truck of the Year.

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Range Rover

Evoque Scheda tecnica EVOQUE

Potenza KW (CV)

eD4 2.2 2wd

110 (150)

TD4 2.2 4wd

110 (150)

SD4 2.24wd

140 (190)

SI 2.0 4wd

177 (240)

Coppia massima Nm

380

400

420

340

Velocità massima km/h

180

185/182*

200/195*

217

Accelerazione da 0 a 100 km/h

11”2

10”8/9”6*

10”0/8”5*

7”6

Consumo medio litri/100 km

Nd

5,7/6,5*

5,7/6,5*

8,7

Emissioni di CO2 g/km Nd

Nd

149/174*

149/174*

199

Lung-Larg-Alt mm Capacità serbatoio litri

4355-1965-1605 (Coupè); 1635 (5p) 60

70

*= Con cambio automatico 55


La dura vita dei figli d’arte

ORME DI PAPÀ LE E AR LC CA RI DI A GN SO EA MANCINI

ANDR

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ROBERTO


sport A tu per tu con il giovane campione... Prigionieri o predestinati? Schiavi o privilegiati? I figli d’arte sono, a prescindere, persone speciali. Delle mosche bianche. Eccezioni che per forza o per amore si trovano sempre a dover confermare le regole e le gesta di quei padri che hanno ridisegnato la storia. La stessa sorte è capitata ad un certo Andrea Mancini ragazzo 20enne con il ciuffo ribelle biondo che spicca. Figlio di Roberto, calciatore di Jesi che è stato tra i più grandi in Italia. Gol, Assist, quando faceva l’attaccante. Rispetto, trofei e vittorie stanno contraddistinguendo invece la carriera da allenatore. Iniziata nel 2001 quando fu chiamato a succedere a Fatit Terim nella Fiorentina con la quale vinse subito una preziosa Coppa Italia. Addirittura nella stagione in corso ha riportato sulla bacheca del Manchester City la Premier League, trofeo che mancava da 44 anni. Andrea cosa vuoi fare grande? “Voglio provare a fare il calciatore di mestiere”. Spiega con il sorriso sulle labbra. “E’ una cosa che mi dà grande gioia e felicità. Insomma non riuscirei a stare senza correre su è giù per il campo da calcio sudando”. Cresciuto prima nelle giovanili del Bologna, per passare poi nella Primavera dell’Inter: squadra con la quale ha disputato un campionato Viareggio dove si è distinto particolarmente per le sue capacità, attirando su di se l’attenzione di molti addetti ai lavori. Successivamente è passato al Mancester City con papà Roberto per farsi le ossa e per capire come funziona il calcio: quello vero. “Al Manchester City ho appreso tante cose molto importanti. Ma soprattutto ho imparato ad avere una mentalità vincente; ma semplicemente parlare con campioni del calibro di Silva, Aguero e Balotelli mi ha dato tanto sotto questo aspetto. In quegli ambienti l’unica cosa che puoi fare è quella di crescere ascoltando i consigli che ti vengono dati”. Papà Roberto che ti dice? “Di stare tranquillo e di impegnarmi tanto. Soprattutto mettendoci tanta passione poiché l’unica strada per il successo è quella del sacrificio e della costanza. I grandi traguardi non si raggiungono in poco tempo e battendo le scorciatoie”. Arrivato all’Alma Juventus Fano a fine gennaio, Andrea Mancini ha voluto provare la prima esperienza vera di calcio, lontano da papà partendo

Andrea Mancini nel corso della stagione all’Alma Juventus Fano ha giocato con le scarpette personalizzate della Nike, come i veri calciatori. Se il buongiorno si vede dal mattino...

dai campi difficili della Lega Pro. “A Gennaio ho sentito il bisogno di misurarmi con una realtà nuova, che mi potesse dare nuovi stimoli e nuove energie. Devo dire che, a cercarmi, sono stati diversi club stranieri ma le loro offerte non mi convincevano fino in fondo. Poi c’è stato un colloquio con i dirigenti dell’Alma Juventus Fano che mi hanno messo davanti un progetto serio e valido sotto l’aspetto sportivo convincendomi così a venire a giocare nelle Marche. A Fano che esperienza è stata? “Ho trovato una realtà diversa rispetto a Manchester. Diversa la mentalità, diverso il gioco e la tipologia di allenamenti. Però ho assimilato in fretta il cambiamento mettendomi subito a disposizione. Sul piano umano è stata una bellissima avventura dal momento che ho conosciuto gente splendida e disponibilissima. Con i compagni di squadra si è instaurato da subito un bellissimo rapporto di amicizia che è andato al di là del rapporto professionale. Ma soprattutto mi è piaciuta tantissimo la città, bella e accogliente: a misura di uomo”. Il tuo futuro? “Adesso vedrò cosa fare. Non ho un progetto stabilito, aspetto che alcune situazioni si evolvano. Fano è stata una grande esperienza e porterò tutti i bei ricordi con me sperando che un giorno le nostre strade si possano ancora incrociare”. In bocca lupo Andrea, sperando che le tue doti ti possano portare lontano. Tanto lontano quanto tuo Padre Roberto. Insomma sperando che tu sia tale e quale a tuo padre.

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sport

Estate 2012 a tutto sport

TO IDEALE PER EN OM M IL È SE NE FA TE TA ES VI, L’ PER GLI INSAZIABILI SPORTI ALL’ARIA APERTA. O IT ER EF PR T OR SP O RI OP PRATICARE IL PR OSCOPIO RICCO DI ID LE CA UN N CO , TÀ VI TI TI PE PIENA DI EMOZIONI E COM OFFRIRE A TUTTI GLI R PE I IT ST LE AL E I AT ON ZI APPUNTAMENTI, SELE SVAGO ALL’INSEGNA DI NE IO AS CC ’O UN VE TI OR AMANTI DELLE DISCIPLINE SP CHE PIÙ DIFFICILI AN TI LA PA AI TA AT AD , TO EN DEL DIVERTIM La Città della Fortuna, deve ringraziare tutte le associazioni che con il loro impegno, ogni anno svolgono un ruolo importante per il nostro territorio, risaltando e valorizzando le capacità che questo tratto di riviera adriatica riesce ad offrire. Per la stagione 2012 i maggiori organizzatori a Fano sono il Csi, Sportland e la Beach House. Anche quest’anno, si sono riproposti gli eventi sportivi targati “CSI on the beach”, dal nome FanoEstate 2012, giunta ormai alla 17a edizione. Tutte attività principalmente svolte nella zona mare che non hanno solo un richiamo sportivo, ma anche turistico dal momento che le zone d’interesse sono: la pista del Lido, la pista di Sassonia, Bagni Carlo e Bagni Gabriele. “Sono tanti – spiega Francesco Paoloni, responsabile CSI Fano – i tornei che si ripropongono anno dopo anno, ma la novità di questa edizione è il torneo di calcio a undici, che, essendo stato il primo evento della stagione si è svolto nel campo sportivo del Vallato. Sottolineo che ogni torneo è dedicato a qualche evento o addirittura in memoria di qualcuno, ma soprattutto tramite questi tornei organizziamo una vera e propria raccolta fondi. Ultimo appuntamento, ma non meno importante, è la Corrifano, corsa podistica esclusivamente fanese che chiuderà in bellezza la stagione estiva”. Della serie, chi più ne ha più ne metta.

Il programma CSI: mercoledì 1 agosto: Premiazioni finali Calcio5, Calcio11, Beach Volley - “Gelateria Bon-Bon” Lido di Fano, diretta digitale Radio Fano, riprese televisive Fano TV, presenta Maria Elena Del Bianco (Radio Fano) dal 25 al 26 luglio: Torneo Beach Volley “Good Bye Summer” - Bagni Carlo sabato 22 settembre: 17a Corrifano (corsa podistica a Gimarra). Dopo il successo riscosso negli anni scorsi, per l’estate 2012, SPORTLAND, ha riproposto presso i Bagni Arzilla di Fano, eventi da non perdere. Gli organizzatori, prevedono presenze inaspettate, dal momento che ogni anno aumentano sempre più gli appassionati di discipline estive. Questi i tornei organizzati da Sportland: sabato 4 e domenica 5 agosto: Beach Tennis “36 ore no stop” sabato 18 e domenica 19 agosto: Beach Volley 2x2 misto “Memorial Zanvettor” domenica 26 agosto: Beach Tennis doppio misto sabato 1 e domenica 2 settembre: Beach Volley over 40 - 45 - 50 domenica 16 settembre: Beach Tennis “Master finale” femminile & maschile Dal 23 luglio al 12 agosto, protagonista sarà la pallavolo con il “6 Trofeo JSD”, composto da squadre miste in collaborazione con l’Associazione Rosciano Insieme - Rosciano di Fano.

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sport La BEACH HOUSE, è un centro di 11 campi da beach tennis e beach volley, di recente costruzione - ha compiuto un anno lo scorso 22 maggio: nasce dalla passione dei fratelli Lucarelli, Federico e Paky. Infatti, dopo il grandissimo successo ottenuto anche con la nuova struttura invernale, per l’estate 2012 hanno programmato una lunga serie di tornei nazionali in collaborazione con la FIT (Federazione Italiana Tennis). La particolarità di questi campi da gioco, è la loro composizione: sabbia bianca caraibica, circondati da un ambiente molto elegante e curato nei dettagli. Per tutti questi fattori, la Nazionale Italiana di

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Beach volley femminile, quest’anno ha scelto di allenarsi presso la Beach House, dove da mesi sta effettuano allenamenti in previsione delle Olimpiadi 2012. Di seguito i tornei di beach tennis organizzati dalla Beach House: 9 agosto: Doppio maschile – Open FIT 10 agosto: Doppio misto – Open FIT 30 agosto: Doppio maschile – Open FIT 31 agosto: Doppio misto – Open FIT 13 settembre: Doppio maschile – Open FIT 14 settembre: Doppio misto – Open FIT


sport

SMASH...

1. Racchetta Easy Yellow by MBT. 2. Mod. Olimpic Marco Garavini by Tom Caruso. 3. Racchetta beach tennis, mod. Match by Turquoise.

BEACH TENNIS:

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4. Pallina Dunlop Stage 2 per un livello di gioco medio. 5. Pallina Vision per i veri professionisti del beach tennis.

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6 e 7. Power Balance City. 8. Il concetto della vecchia “borraccia” si evolve per diventare un “way of life”, ovvero un vero e proprio accessorio personale da portarsi ovunque e da utilizzare in ogni situazione, by Contigo. 9. Elite, borraccia trasparente da 500ml, by MBT. 10. Conserva la bevanda fresca con un isolamento che dura 4 volte più a lungo delle bottiglie classiche: Camelbak. 11. Borsa Dunlop specifica per il beach tennis.

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13. Akley ha lanciato RadarLock, un nuovo occhiale da sole dalle prestazioni rivoluzionarie.

LO SPORT DELL’ESTATE È lo sport dell’estate, da giocare con gli amici in riva al mare: parliamo del Beach Tennis.

12. Racchetta beach tennis, mod. Flores Vision.

Versione light del tennis tradizionale, ma forse anche più divertente perché si svolge in un contesto vacanziero e tipicamente legato alla bella stagione. Ed è facile appassionarsi perché il Beach Tennis è sicuramente alla portata di tutti: dopo poche ore di pratica, infatti, si è già perfettamente in grado di disputare una partita. Se lungo i nostri litorali è tra gli sport più amati per trascorrere i pomeriggi tra un tuffo e l’altro, non dobbiamo dimenticare i giusti opzional per praticarlo sempre con stile e super preparati. Perché è giusto sapere che ci sono accessori e accessori e che spesso la qualità dei materiali, il design e la loro maneggevolezzapossono fare la differenza.

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14. Racchetta beach tennis mod. super carbon plus by Vision. 15. Wristbands nero by Nike. 16. Palla MBT intermedia adatta a ogni tipo di gioco. 17. Nike Performance tennis swoosh bandana. 18. Borsone Turquoise mod. I love.

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Violenza sportiva: quando una partitella tra amici trascende in un reato.. di Nicolò Marcello

In un mondo “calcio dipendente”, sono - forse - più frequenti le partitelle tra amici che le sfide tra professionisti: avete presente i noti match “scapoli / ammogliati”, “1a B / 1a B” dei tempi di scuola ? Si cerca sempre e solo di divertirsi, ma non è sempre così che va a finire, né nelle partitelle, nè nelle sfide agonistiche. Forse non ve lo ricordate, ma nel 2009 un calciatore di origini belghe, lanciandosi in un contrasto palesemente “duro” su una palla vagante, colpì un avversario, spezzandogli di netto una gamba; la giustizia sportiva decise per lui soltanto dieci giornate di squalifica. Altro esempio, qualche anno prima: in Olanda, un Giudice condannò a sei mesi di reclusione un giocatore ritenendolo colpevole autore di un fallo volontario che causò all’avversario gravissime lesioni fisiche. Qual è dunque il limite tra illecito sportivo ed illecito penale? In genere, l’attività sportiva comporta una certa dose di carica agonistica, carica che può condurre - a seconda delle discipline - al contatto fisico. Al fine di stabilire il confine fra rischio insito nella pratica sportiva e lesione è utile distinguere l’attività sportiva in tre categorie, (i) l’attività sportiva necessariamente violenta, come il pugilato; (ii) quella a violenza eventuale, ove il contatto fisico è possibile ma non necessario, come il calcio o il basket; (iii) le attività dove la violenza è - alla radice - esclusa dalla tipologia di attività esercitata (nuoto, tennis, l’atletica leggera). Ebbene, se l’ultima ipotesi non crea problemi di sorta, nelle prime due categorie occorre stabilire se - e quando - l’ordinamento consenta di ritenere non punibili le lesioni provocate nell’esercizio dell’attività sportiva.

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E’ questo il cd. “rischio consentito”: così sentenzia, in tempi relativamente recenti, un Tribunale Lombardo: “In tema di lesioni personali cagionate durante una competizione sportiva, la condotta lesiva può andare esente da sanzione penale se ricompresa nell’area del cd. rischio consentito, cioè il limite delineato dal regolamento tecnico della singola disciplina entro il quale lesioni personali provocate all’avversario non rilevano penalmente se riconducibili al normale svolgimento dell’azione sportiva. La violazione consapevole delle regole tecniche può, invece, comportare una responsabilità penale (per dolo o colpa) perché, in tal caso, la


condotta esorbita dalla carica agonistica e sfocia nella lesione penalmente rilevante. Ai fini della ricostruzione di una vicenda caratterizzata da reciproche lesioni riportate da due giocatori avversari nell’ambito di una medesima competizione va attribuita particolare rilevanza probatoria alla obiettività morfologica delle lesioni riportate da entrambi i contendenti (nel caso di specie, il Giudicante ha ritenuto le lievi lesioni al labbro occorse ad un giocatore in occasione di una concitata azione di calcio d’angolo come l’involontaria evoluzione dell’azione fisica legittimamente esplicata, lesioni rientranti in uno scontro di gioco teso ad una rude ma leale contesa della palla e rientranti, dunque, nell’area del c.d. ri-

schio consentito e penalmente irrilevanti, al più integranti illecito sportivo)”. Il che, in termini semplici, ci fa capire che saranno considerati meri illeciti sportivi e come tali non punibili penalmente, tutte quelle lesioni frutto di violazioni involontarie dei regolamenti poste in essere per incapacità, scarsa accortezza, semplice casualità, ecc.; saranno, per contro, considerati illeciti penali, con conseguente possibile applicazione della pena, tutte quelle lesioni cagionate volontariamente durante una competizione sportiva, laddove la gara sia solo un pretesto per l’offesa: tanto per capirci, vi ricordate quando Mike Tyson ha staccato a morsi un pezzo dell’orecchio di Evander Holyfield?

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“Notte dei Saldi”… è boom di presenze!!! Circa 50.000 visitatori provenienti non solo da Fano ma anche da tutto l’entroterra, hanno inondato la città della fortuna di emozioni, già illuminata dalle insegne dei locali e dalle vetrine dei negozi anche dopo il tramonto.

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Questa è stata la prima edizione della “notte dei saldi”, che si è svolta il 7 luglio scorso. La serata si è anche animata con musica ed intrattenimento, che sono andati avanti ad oltranza fino a tarda notte in un festoso clima estivo.


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Piu Magazine - Luglio Agosto 2012