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Direttore responsabile Bruno Chiavazzo

lunedì 4 marzo 2013

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anno 2 - numero 46

L’ultima speranza FANO - “Ci siamo portati il bambino, perché il giudice che questa mattina ha negato l’utilizzo delle staminali del metodo Vannoni, deve vedere con i suoi occhi che dando”. È l’urlo di una coppia di Cuccurano, che questa mattina si è presentata al tribunale di Pesaro per protestare contro una decisione che prevede di bloccare la procedura per l’utilizzo del sistema della di 26 mesi è affetto dal morbo di

La lista civica del sindaco contraria alla divisione di Marotta FANO - Per la lista civica La Tua Fano dividere la frazione di Marotta da Fano è una scelta illogica e per questo motivo sabato gli esponenti della lista civica hanno incontrato i residenti: “Siamo contrari a questa ipotesi e proseguiremo nell’attività di sensibilizzazione per difendere l’integrità del territorio fanese, contro una decisione anacronistica voluta solo dalla politica, che rischia di dividere una comunità anche nei rapporti sociali. Nei prossimi giorni studieremo insieme agli avvocati comunali la possibilità dell’eventuale ricorso al Tar contro il provvedimento regionale. Inoltre continueremo anche nelle prossime settimane il volantinaggio a Marotta”.

Krabbe, una malattia degenerativa dalla quale non è possibile avere scampo. A detta dei genitori, che si sono informati in tutto il mondo sull’esistenza di una cura, l’unico spiraglio di luce sarebbe proprio quello delle staminali di Vannoni della Stamina Foundation, in questi giorni rese famose dal programma di Italia Uno, Le Iene. “Il 6 febbraio il Tribunale di Pesaro - racconta il padre del piccolo - aveva dato il via libera per l’utilizzo di questo metodo tanto che

sono stato convocato dall’ospedale civile di Brescia per eseguire il carotaggio che darà vita alla coltura delle cellule mesenchimali da Questa mattina la procedura è stata bloccata e ci è stato detto che possiamo continuare con le cellule staminali dell’Aifa, totalmente inutili per il problema di nostro La coppia, comunque, non rinuncia alla possibilità di dare un piccolo spiraglio di vita al proprio bambino. Questa mattina si è reca-

ta nella sede del Tribunale di Pesaro per protestare contro questa dequalcuno ci darà il via libera per trascineranno via i carabinieri”. Il aveva presentato alcuno sintomo ed era allegro e vivace. Poi il morbo di Krabbe gli ha tolto la possibilità di muoversi a suo piacimento e di comunicare in maniera corretta. Pian piano divenportare a morte certa.

“Il primo novembre - continua il che già camminava correttamente, ha ricominciato a gattonare, ad talmente paralizzato. Non capisco perché ci venga negata l’unica possibilità sulla quale possiamo sperare, pur assumendoci tutte le responsabilità del caso. qualcuno non ci darà ascolto, noi da qui non ci muoveremo”. Stefano Orciani

Il comitato Pro Marotta Unita contro La Tua Fano Criticato il volantinaggio fatto sabato scorso dalla lista civica del sindaco Stefano Aguzzi FANO - “I marottesi sono stanchi di essere strumentalizzati e trattati elettorale per i politici di turno e torio per essere noi i protagonisti del nostro futuro”. Ad intervenire è il Comitato Pro Marotta Unita che non risparmia critiche a La Tua Fano dopo che la lista civica del sindaco Aguzzi ha effettuato un volantinaggio nel quartiere piuttosto criticato. “Non si erano mai visti tanti assessori e amministratori come in questa occasione - dicono dal Comitato - (erano infatti presenti l’assessore Riccarne per discutere con i cittadini di tanti problemi ormai noti, tra cui la mancanza di uno scolmatore, il dissesto del sottopasso delle rane,

la riduzione dei servizi, hanno impegnato il loro tempo per fare volantinaggio contro il referendum per Marotta Unita. Se protagonisti dell’episodio fossero stati semplici cittadini, avrebbe avuto un significato minore, ma dalla lista del sindaco Stefano Aguzzi e dai suoi assessori ci saremmo aspettati un comportamento più corretto e meno strumen-

tale. Dire infatti che gli immobili perderebbero valore, che la farmacia verrebbe chiusa, oppure che si alimenterebbero dei campanilismi tra i cittadini con l’univuol dire mentire sapendo di mentire, con il puro obiettivo di trasmettere timore a quei cittadini che vedono invece nel progetto di Marotta Unita una prospettiva di sviluppo e ottimizzazione ammi-

nistrativa del territorio marottese. Non abbiamo mai ricevuto tante attenzioni dagli amministratori fanesi come in questi giorni, dopo la decisione della Regione Marche di far votare al referendum i residenti di Marotta di Fano, questo ha alimentato dissapori e attriti da parte degli amministratori spingendoli ad utilizzare argomenti palesemente non veritieri. Ha fatto clamore infatti il ricatto del sindaco Aguzzi di non compiere i lavori necessari per aprire la scuola materna in Via Damiano Chiesa e permettere ai bambini di Marotta di avere aule adeguate e confortevoli. Cosa si nasconda dietro questo atteggiamento così aggressivo non è ancora chiaro e non sappiadata del referendum, ne se verrà presentato ricorso al Tar”.


lunedì 4 marzo 2013 www.fanoinforma.it

anno 2 - numero 46

La Caritas si presenta con il suo “Open Day”

FANO - Sabato 9 marzo, sarà il “Caritas Day”, la giornata in cui la Caritas Diocesana di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola aprirà le sue porte alla cittadinanza con una serie di iniziative gratuite in via Rinalducci 11. In programma visite guidate, dalle 10 alle 13 al Centro di Ascolto diocesano, Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, Laboratorio di promozione caritas, Sala della Pace, Servizio Ci-

vile Volontario. Il pomeriggio sarà dedicato al X° anno della Scuola di Educazione alla Pace “Carlo Urbani”. Gli appuntamenti si svolgeranno al Centro Pastorale Diocesano di via Roma 118 dalle 15.30. Prevista la partecipazione di Giuseppe Marasso e Angela Dogliotti, del Movimento Nonviolento italiano, Luciano Benini, responsabile della Scuola di Pace e del vescovo Armando Trasarti.

Alma sconfitta con un tiro in porta Con il Santarcangelo la prima di una serie di sfide decisive che non si possono perdere Fano – Quando non gira non c’è niente da fare. L’Alma fa la partita ed il Renate la vince. Alla squadra lombarda è sufficiente un tiro in porta per portarsi a casa il massimo della posta con il minimo sforzo. Nei novanta minuti il club marchigiano ha imposto le proprie trame obbligando i padroni di casa a concentrarsi sulla parte difensiva. Poi il rammarico aumenta se si pensa che la difesa granata è riuscita a mettere il bavaglio al secondo miglior attacco del campionato non concedendo nessuna occasione, se non il colpo di testa vincente di Gavazzi a dieci minuti dalla conclusione. A complicare la situazione, le vittorie delle squadre concorrenti per la salvezza che hanno portato a casa punti preziosi allungando proprio sulla squadra fanese. Mister Gadda sa che il calcio è questo e vuole ripartire dalla grande prestazione dei suoi. “Siamo tutti dispiaciuti perché abbiamo dimostrato ancora una volta di poter giocarcela alla pari con chiunque. A mio avviso la sconfitta è del tutto immeritata. Siamo stati bravi a non concedere, in sostanza, nien-

te ad uno dei migliori attacchi del campionato”. Se parliamo di pec-

che Gadda spiega che: “Se devo trovare degli errori commessi dai

miei ragazzi posso dire che dovevamo essere più incisivi davanti, dovendo finalizzare meglio le palle gol create nella prima frazione di gioco. Negli ultimi minuti, dopo lo svantaggio, avremmo potuto giocare con più lucidità. Comunque accetto il risultato, nonostante a mio avviso non sintetizzi nel modo giusto la partita nei novanta minuti”. Guardando la classifica, Gadda sa che la prossima sfida in casa contro il Santarcangelo non può essere sbagliata, se si vuole sperare ancora nella salvezza. “Guadagnare un punto non ci avrebbe cambiato molto. Se avessimo vinto, allora avremmo compiuto un importante passo in avanti. Comunque ora non dobbiamo sbagliare gli scontri diretti e già con il Santarcangelo domenica in casa abbiamo la prima di una serie di sfide decisive. Nel corso del campionato ci sono appelli in cui occorre rispondere presente. Se l’Alma giocherà come fatto oggi e la scorsa domenica a Castiglione, allora potrà giocarsi tutte le proprie carte, con la consapevolezza di poter decidere il proprio futuro”.

Un sopravvissuto ai campi di concentramento La V A della Luigi Rossi riporta i racconti di un prigioniero della II guerra mondiale FANO - Il 5 febbraio, a breve distanza dalle commemorazioni del 27 gennaio, Giornata della Memoria in cui vengono ricordati gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la scuola primaria Luigi mossi ha voluto sottoporre questo importante tema alle classi quinte ospitando un reduce del conlitto. Di seguito viene riportato il testo scritto da alcuni alunni della classe V A. “Il cinque febbraio scorso, un signore 92enne molto lucido e arzillo, è venuto alla scuola L. Rossi. Le tre quinte si sono riunite in palestra per ascoltare le sue esperienze nei campi di concentramento. Ha iniziato il suo discorso raccontando del suo addestramento da soldato: un addestramento durissimo. Il 92enne raccontò poi, che fu fat-

to prigioniero dai tedeschi. Questi cercarono di ucciderlo più di una volta, insieme ad altri due ufficiali, mettendoli in una fossa profonda un metro con i mitra puntati in testa, ma un contrordine del comandante fermò i soldati. La mattina facevano la conta dei prigionieri che non tornava mai e stavano le ore di fuori a -20° C. Per traspor-

tarli da un campo all’altro viaggiavano nei vagoni del bestiame dove stavano 40 uomini e 8 animali, dormivano uno attaccato all’altro per carenza di spazio. Quando scesero dal treno il 92enne riuscì a prendere una rapa che mangiò subito. Per avere del pane bisognava pagare con gioielli; l’uomo pagò con il suo orologio e prese tre pagnotte, chiese a sua madre

del pane che appena arrivato risultò essere ammuffito. Per questo lo mise in una bacinella d’acqua bollente e riuscì a mangiarlo. Lui e suoi compagni quando dovevano fare qualche pasto, tiravano a sorte: quello che veniva scelto, doveva dividere tutta la minestra ( il brodo ) con i suoi compagni, e quando aveva finito, raschiando sul fondo della padella, poteva trovare un boccone solido. Poi quando erano sui treni, tutti insieme, si dovevano muovere contemporaneamente, perché altrimenti poteva succedere qualcosa di veramente molto brutto”. Per la classe 5°A L. Rossi Maria Attili Margherita Benelli Francesca Caselli Marta Gerardi

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Fanoinforma n.46 - 4 marzo 2013