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Direttore responsabile: Bruno Chiavazzo

mercoledì 30 gennaio 2013

Numero Verde gratuito

Fanoinforma registrazione n. 10 del 22/10/2012 presso il Tribunale di Pesaro, proprietà Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091, stampato a cura di Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091.

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anno 2 - numero 20

Pdl all’attacco

FANO - Sui derivati il Pdl non ha intenzione di mollare la presa e chiede un passo indietro, cioè le dimissioni, di coloro che sono coinvolti in questo sperpero di denaro pubblico. Se ieri era stato il consigliere provinciale Mattia Tarsi a tornare sull’argomento che lui stesso aveva “lanciato” già lo scorso anno,

oggi è il capogruppo fanese Marco Cicerchia a puntare il dito contro la Provincia ed in particolare contro i rappresentanti fanesi in giunta e cioè Renato Claudio Minardi, Massimo Seri e Davide Rossi. Cicerchia chiede le loro dimissioni perchè avrebbero potuto fare qualcosa per impedire che l’ente di viale Grasci “gettasse dalla fi-

nestra oltre due milioni di euro”. “La responsabilità, secondo il capogruppo del Pdl di Fano non è solo della giunta guidata da Palmiro Ucchielli. “Loro hanno sottoscritto quei derivati ma nel 2009, quando si è insediato Matteo Ricci, la Provincia avrebbe potuto chiudere quella posizione anche in considerazione

del fatto che il differenziale ogni anno peggiorava. L’assessore al Bilancio Renato Claudio Minardi, insieme ai suoi colleghi fanesi Massimo Seri e Davide Rossi, sono responsabili di questa cattiva gestione di denaro pubblico ed oggi si devono fare un esame di coscienza. Mi chiedo, perchè non sono inter-

Vendere sì, ma senza...svendere

venuti quando avrebbero potuto farlo? Perchè non hanno vigilato sull’operazione? Perchè non hanno chiesto al resto della giunta di mettere la parola fine a quel cattivo investimento? Credo che un passo indietro sia doveroso e per rispetto dei cittadini dovrebbero dimettersi”. Corrado Moscelli

La Meloni a Fano

L’assessore Santorelli presenterà presto il piano di alienazioni per finanziare i lavori pubblici

FANO - Un grande progetto di vendita immobiliare per finanziare le opere pubbliche e la riasfaltatura delle strade senza svendere in alcun modo il patrimonio appartenente al Comune. Il “Piano delle alienazioni”, così viene chiamata la vendita degli immobili pubblici che hanno una certa appetibilità,

sarà presentato per l’approvazione in consiglio comunale il prossimo 6 febbraio da parte dell’assessore al Bilancio Alberto Santorelli, con lo scopo di recuperare una somma di circa 5 milioni di euro, il budget necessario per sovvenzionare i lavori pubblici. “Come ogni anno - dichiara Santorelli - questo pia-

no mette in vendita quella parte del patrimonio pubblico che non ha una rendita particolarmente importante ma che non viene nemmeno svenduto”. Tra gli immobili di rilevanza, un terreno nell’ex zona zuccherificio a destinazione direzionale commerciale del valore di 3,8 milioni di euro e l’ex area mattatoio ora PEEP per l’edilizia abitativa alla base d’asta di 1,6 milioni. “Un altro valore aggiunto - sottolinea Santorelli - è l’appartamento di nostra proprietà nel complesso del Frusaglia, locale molto richiesto, che avrà una base d’asta di 200 mila euro e che ora per giunta ha perso il vincolo di casa popolare, che è stato spostato sull’attuale sede dell’Ente Carnevalesca, che a sua volta si sposterà su piazza Andrea Costa”. Se le vendite andassero a buon fine già

con questi tre immobili, sarebbe raggiunta la quota dei cinque milioni di euro. “Insieme a questi - afferma l’assessore al Bilancio Alberto Santorelli - abbiamo aggiunto alcuni fabbricati rurali, terreno annesso, con una richiesta che parte dai 200 ai 300 mila euro ciascuno, appezzamenti agricoli per un valore medio di 60 mila euro e il polo estrattivo in località Caminate che parte da una base di 1,1 milioni di euro”. Lo stesso Santorelli in conclusione ha poi evidenziato come all’interno del piano alienazioni potrebbero finire anche alcuni locali ad uso commerciale. L’intento, comunque, è quello di cercare di far di tutto per non venderli nella speranza che questa rimanga un’estrema ratio. Alessandro Bianchi

FANO - E’ arrivata scura in volto con un ritardo di 45 minuti strascico, forse, della serata precedente trascorsa a Ballarò. Ad accogliere questa mattina al Caffè Pascucci Giorgia Meloni, candidata alla Camera per Fratelli d’Italia, c’erano, tra gli altri, Francesco Cavalieri ed Elisabetta Foschi. La Meloni, nonostante il viso piuttosto crucciato, ha sfoggiato un monologo senza pause che ha riscosso consensi tra i presenti, in cui ha toccato uno ad uno i punti saldi della sua campagna. A partire dall’abolizione dell’Imu, battaglia questa che la accomuna al suo ex partito.

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anno 2 - numero 20

Storia di un “parcheggiatore” abusivo Un senegalese ci ha raccontato perché chiede l’elemosina nelle aree di sosta, tra lacrime e rabbia FANO - Sono solitamente etichettati come “disturbatori”, seccatori, come individui invadenti solamente da evitare. Stiamo parlando degli extracomunitari che popolano i parcheggi fanesi e che cercano di guadagnare qualche euro, dando indicazioni su come parcheggiare o al limite vendendo accendini e fazzoletti. Un fenomeno che soprattutto negli ultimi tempi si sta espandendo a dismisura anche sul nostro territorio, attirando l’ira e l’insofferenza di quelle persone che si vedono attorniati e circondati (anche in maniera piuttosto insistente a volte) da queste persone. Quello che la maggior parte delle volte sfugge agli occhi della gente, è che dietro ad ognuno di loro c’è una storia di povertà e a volte di costrizione. Abbiamo chiesto ad uno di loro di raccontarci come è arrivato a questo mestiere improvvisato. Il ragazzo in questione è un 32enne senegalese, vive a Fano da 10 anni e si è trasferito dalla sua terra d’origine, lasciando una moglie e tre figlie sperando in un lavoro in Italia che gli avrebbe permesso di mantenere la famiglia. “All’inizio sono riuscito a lavorare abusivamente in un cantiere navale. Purtroppo è fallito e sono stato costretto ad iniziare questa vita”. La vita di cui parla consiste nel-

Rapine e aggressioni: Roberto Zaffini chiede prevenzione

lo svegliarsi all’alba, comprare da negozianti cinesi “la merce” ossia accendini, calzini, fazzoletti, e cercare di rivenderli ad un prezzo leggermente più alto. “Quando va bene - continua il senegalese - riesco a guadagnare cinque euro al giorno, che però devo utilizzare per pagare l’affitto alla fine del mese. Il mio obiettivo è quello di tornare in Senegal dalla mia famiglia, perché ormai in Italia la situazione è diventata quasi peggiore. Purtroppo il biglietto costa circa 400 euro e io non voglio andare a rubare”. E’ una voce carica di angoscia, quella con cui il ragazzo ci spiega la sua situazione, che si trasforma in rabbia quando pensa alle sue tre figlie. “Questa non è vita, questo è uno schifo, a volte per riuscire a mandare qualche euro in Senegal non mangio per giorni, un essere umano non dovrebbe vivere così, in nessuna parte del mondo”. Purtroppo la storia di questo senegalese, come sicuramente quella di tanti altri, ha anche un retroscena che però nessuno di loro vuole raccontarci. Alla domanda: “I soldi che guadagni rimangono a te o c’è qualcuno che vi gestisce?” Il ragazzo si irrigidisce e scoppia in lacrime chiedendoci di non fargli più domande. Stefano Orciani

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FANO - Dopo l’ultimo episodio di cronaca ai danni di una benzinaia di Fossombrone interviene il consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Zaffini. “L’ennesimo atto criminale verificatosi nel nostro territorio che si aggiunge per l’inaudita violenza subita dalla vittima, alla violenta rapina compiuta alla gioielleria Perugini in pieno centro a Fano. I tanti tragici eventi di questi ultimi tempi,

dimostrano come non possiamo non mettere tra i principali punti in agenda la sicurezza dei nostri cittadini. Questo tema mi sembra ingiustamente spazzato via dalla odierna campagna elettorale. Chiediamo allora un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine con azioni mirate e preventive”.

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Auto in fiamme all’ex Foro Boario Probabilmente è stato un corto circuito a ridurre la Mercedes in cenere. Ingadano i Carabinieri di Fano FANO - Sarebbe partito da un corto circuito l’incendio che questa mattina, intorno alle 4,45, ha ridotto in cenere una Mercedes Classe A al Foro Boario. A dare l’allarme al centralino dei Vigili del Fuoco è stato un netturbino che proprio in quel momento si trovava nei pressi del parcheggio ed ha notato l’auto avvolta dalle fiamme. La vettura era ferma da due giorni perché

in precedenza si erano verificati problemi all’impianto elettrico e sembrano essere proprio questi i motivi scatenanti dell’incendio. Il mezzo, intestato ad una donna, ma utilizzato da un uomo della zona, secondo i Carabinieri che sono intervenuti per i rilievi di legge, non si sarebbe, infatti, incendiato per cause dolose ma molto probabilmente per un problema di natura elettrica. Il rogo, dopo aver

avvolto la Mercedes, si è poi rapidamente esteso ad un Fiat Doblò e ad una Fiat Bravo, che fortunatamente non hanno riportato ingenti danni alla carrozzeria. In un primo momento si poteva pensare che l’incendio fosse d’origine dolosa perché il Foro Boario è stato tea-

tro più volte di episodi di cronaca. Uno dei più ricordati risale al 2011, quando furono sparati sette colpi di pistola verso un pregiudicato catanese che al momento dell’agguato si trovava insieme alla madre dell’ex compagna. Federica Rossini

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Fanoinforma n.20 - 30 gennaio 2013