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Direttore responsabile Bruno Chiavazzo

mercoledì 22 gennaio 2014

Fanoinforma registrazione n. 10 del 22/10/2012 presso il Tribunale di Pesaro, proprietà Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091, stampato a cura di Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091.

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anno 3 - numero 12

Biogas infinito FANO - L’amministrazione comunale torna a gridare allarme sulla vicenda del biogas facendo un appello ai consiglieri regionali affinché “non cedano agli ordini di partito e valutino secondo coscienza” la proposta di legge che proroga di 60 giorni la possibilità per le aziende di presentare la Valutazione d’Impatto Ambientale. Proposta di legge che dovrà prima passare in Commissione Ambiente della regione e poi discussa in consiglio regionale. Il riferimento

normativo è quello approvato dalla giunta regionale il 16 dicembre scorso, a ridosso delle festività natalizie. L’assessore all’ambiente Luca Serfilippi questa mattina, ha voluto fare il punto della situazione, tornando a puntare il dito contro la Regione. “La legge regionale 3/2012, sulla base della quale la Regione Marche ha autorizzato decine di centrali sul territorio spiega Luca Serfilippi -, è stata dichiarata incostituzionale nei punti relativi, proprio, alla Valutazione

d’Impatto Ambientale. Per di più, nel caso delle centrali di Tombaccia e di Caminate sarebbero scaduti i termini per l’inizio lavori e non sono state nemmeno stipulate le polizze fideiussorie a tutela del Comune”.Serfilippi ha spiegato che questa proposta di legge “è uno strumento con cui si vuole resuscitare gli impianti decaduti che non hanno i requisiti idonei per poter essere in regola. Inoltre la Via dovrebbe essere un parere preventivo e dovrebbe far parte di

quella documentazione necessaria per presentare la domanda di autorizzazione. Pertanto, la giunta regionale non può ancora una volta, con un blitz, autorizzare questi impianti senza ascoltare le esigenze dei territori e dei cittadini residenti nelle zone interessate, senza tenere conto dei pareri rilasciati da Arpam e Asur. Questa nuova proposta di legge serve solamente a dare una facciata di legalità alle autorizzazioni, che invece dovevano essere annullate in autotutela,

Rovinelli (Idv): “Che fine ha fatto il Santa Croce?” Il consigliere provinciale definisce “vergognosi” i tempi d’attesa dell’ospedale. “I cittadini non meritano questo calvario, soprattutto quando si parla di sanità” FANO - Il Santa Croce torna a far discutere, questa volta ad attaccare l’ospedale fanese è il consigliere provinciale Federico Rovinelli, indignato sui tempi d’attesa definiti da lui “vergognosi”. “Che fine ha fatto il Santa Croce? - chiede polemico Rovinelli - Questa è la domanda che molti cittadini fanno quando chiamano il Cup per prenotare delle visite. Oltre alla struttura in muratura, esiste ancora il servizio medico? A me sembra proprio di no. Un edificio lasciato al proprio destino del quale solo pochi stanno decidendo che fine farà”. Il consigliere provinciale porta poi ad esempio una sua esperienza personale per mettere in luce quelle che sono secondo lui le criticità più gravi: “Nel 2011 sono stato inserito nella lista di attesa per fare una semplice operazione. Nell’agosto 2013, non

essendo stato ancora ricontattato nonostante le mie condizioni fisiche pessime, ho deciso di andare direttamente al reparto di chirurgia. L’unica cosa che sono stati in grado di dirmi è che la lista di attesa era ancora molto lunga e che forse, sarei stato chiamato nel 2014. Dopo due anni di attesa - continua

- mi sono deciso a chiamare per una visita privata e nell’arco di 3 settimane, l’equipe chirurgica del San Salvatore di Pesaro mi ha operato”. Per rafforzare la sua tesi, il consigliere provinciale riporta anche un altro esempio più recente: “Questa mattina - aggiunge Rovinelli - ho chiamato il Cup per prenotare

un’ecodoppler. Purtroppo non è stato possibile prenotare la visita al Santa Croce di Fano perché nel computer dell’operatore non risultava il nome dell’ospedale fanese ma solo quello del San Salvatore di Pesaro. Tutto questo è vergognoso, i cittadini non meritano un simile calvario, soprattutto quando parliamo di sanità”.

a seguito di quanto sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale. Perciò, mi auguro che i consiglieri regionali di maggioranza e minoranza si comportino secondo coscienza e siano consapevoli che dietro questa partita c’è una responsabilità dei dirigenti della Regione”. “A tal proposito - conclude Luca Serfilippi - chiederò un incontro urgente con il presidente della Commissione Ambiente Enzo Giancarli”. Jacopo Frattini

Statale bloccata dai lavori, insorgono i cittadini FANO - Oltre un’ora per percorrere poco più di 5 chilometri. È il tempo che gli automobilisti fanesi questa mattina hanno impiegato per arrivare dal centro a Fosso Sejore. L’intasamento del traffico, talmente intenso da creare code fino a viale Gramsci, è stato causato dai lavori di rifacimento del manto stradale sulla Statale Adriatica e ha costretto gli automobilisti a muoversi a passo d’uomo fino al termine del cantiere, a Fosso Sejore. Alle proteste dei cittadini, “lavori di questo tipo devono essere fatti durante le ore notturne e non alle 8 di mattina”, risponde l’assessore all’Urbanistica Mauro Falcioni: “Le operazioni che hanno causato i disagi sono di competenza dell’Anas, che ha dato il via ai lavori senza interpellare nessuno del Comune di Fano”.


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anno 3 - numero 12

Basta un poco di zucchero... per Chef in the City Cake Edition

FANO - Non c’è solo la pasta di zucchero da poter lavorare ma anche il pan di spagna, i bignè, le creme e, soprattutto, la fantasia dei concorrenti da sfruttare in ogni modo. Questo, e molto altro, è Chef in the City - Cake Edition, la prima sfida di pasticceria amatoriale della città che, sabato mattina, chiude le iscrizioni. Ad oggi sono tutte donne le candidate a preparare opere dolci da sottoporre alla giuria tecnica e popolare che siederà agli aperitivi al Bon bon,

L’Altro Caffè by Guerrino e Caffè Centrale, i locali che collaborano all’evento. Per partecipare basta presentarsi negli uffici di Anteprima Web, in via Nolfi 56 a Fano (2° piano), sottoscrivere il regolamento e pagare la quota di iscrizione di 20 euro. Per informazioni è possibile consultare la pagina facebook “Chef in the City”, il profilo twitter @chefinthecityPU o chiamare al numero 0721.803497.

Mancinelli e il piano scolastico “politicizzato” L’assessore è convinto che le proteste contro le indicazioni per iscrivere i figli alle medie sarebbero stati strumentalizzati da qualcuno FANO - In questi giorni sono state tante le critiche che i genitori hanno riservato al nuovo piano territoriale per le scuole secondarie di primo grado redatto dall’assessore Franco Mancinelli e dai dirigenti scolastici. Madri e padri degli alunni lamentano come il piano leda la “libertà di scelta” nell’iscrivere il proprio figlio in un istituto piuttosto che in un altro. La discussione ha coinvolto anche i social network in cui le istanze dei genitori hanno trovato unità. A difesa degli obiettivi e del metodo del piano scolastico, l’assessore ai Servizi educativi Franco Mancinelli ha detto: “L’obiettivo del progetto è quello di evitare l’’emotiva’ concentrazione di iscrizioni in una scuola e un eccessivo sbilanciamento tra gli istituti nella formazione delle classi, con evidenti conseguenze negative sia nella didattica che nella gestione delle risorse di personale e strutture. A monte di questo disagio c’è la mancata formazione degli istituti comprensivi, per il cui adempimento la legge pone il termine del 2016, ma ciò non esime i responsabili, i Comuni in accordo con le dirigenze scolastiche,

di predisporre, appunto, un piano territoriale provvisorio che abbini le scuole primarie alle secondarie di primo grado, crei verticalità e razionalizzi il flusso delle iscrizioni allontanando i sorteggi e lo smembramento delle classi di provenienza”. Mancinelli continua garantendo che il piano “è stato fatto, con sensibilità e professionalità da parte degli uffici dell’assessorato

e grande senso di collaborazione e di responsabilità dei dirigenti scolastici. I criteri adottati sono stati condivisi da tutti i dirigenti e consigli di circolo e d’istituto con eccezione della Gandiglio. Il consenso di cinque consigli su sei è un risultato notevole se si pensa che la scuola è un mondo complesso. Ricercare l’unanimità può essere meritevole ma significherebbe votarsi all’immobilismo”.

In conclusione Mancinelli punta il dito contro coloro che avrebbero strumentalizzato la vicenda politicamente. “Quanti cercano di volgere a proprio vantaggio politico il dissenso legittimo di alcuni genitori - specifica Franco Mancinelli - danneggiano la scuola che oggi più che mai richiede a tutti responsabilità, condivisione e assunzione di ruoli educativi”. Jacopo Frattini

Le Terme di Macerata Feltria sono salve... e più fanesi Imprenditori locali hanno costituito una società, di cui chebolletta ha il maggior numero di azioni, che ha acquistato il 69% di Pitinum Thermae Spa FANO - Parla anche fanese il “recupero” delle Terme di Macerata Feltria, da ieri ufficialmente “salve”. Nella mattinata è stato infatti acquistato il 69,397% del capitale sociale di Pitinum Thermae Spa messo all’asta dal Tribunale di Urbino. Una buona notizia, considerato che in molti temevano che nessuno avesse la “forza economica” e l’interesse per acquisire il pacchetto di maggioranza delle Terme. Alla fine però, una cordata legata al territorio, racchiusa in una società denominata “Montefeltro Holding Company srl”, ha presentato l’offerta aggiudicandosi, come unica partecipante all’asta, le 4.921 azioni in vendita per un totale di 1.473.347,40 euro. Della cordata, chebolleta Spa detiene il maggior numero di azioni. Insieme all’azienda fanese, già impegnata nel mondo dell’energia elettrica e del gas, ci sono anche molte altre realtà della provin-

cia di Pesaro e Urbino che hanno deciso di unire le forze per mantenere in vita le terme di Macerata Feltria. Terme che rivestono un’importanza strategica non solo per i Comuni confinanti ma per tutto il Montefeltro, sia dal punto di vista economico-turistico sia da quello occupazionale. L’obbiettivo di chebolletta Spa e delle altre figure (professionisti, imprenditori locali e privati) era fare in modo che le Terme avessero non solo un presente garantito ma anche un futuro che, fino all’altro ieri, sembrava tutto tranne che roseo. Ora che il 69,397% di Pitinum Thermae è di nuovo “garantito” (il 13,087% è in mano al Comune di Macerata Feltria mentre il 17,516% a privati diversi) si dovrà lavorare in sinergia per fare in modo che questa importante struttura riesca a ritagliarsi un ruolo da attore protagonista nel mondo termale della nostra regione. Le Ter-

me ricoprono un ruolo importante sotto il profilo delle cure mediche (anche convenzionate) e si possono effettuare terapie riabilitative, riabilitazione sportiva e rieducazione posturale globale. Grazie

poi alla presenza dell’l’Hotel Terme Alessandra Gonzaga SPA, a 4 stelle, riescono a garantire un’ospitalità di alto profilo e si pongono come punto di riferimento per la ricettività di tutto il Montefeltro.

Fanoinforma n. 12 - 22 gennaio 2014  

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