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Direttore responsabile Bruno Chiavazzo

mercoledì 15 gennaio 2014

Fanoinforma registrazione n. 10 del 22/10/2012 presso il Tribunale di Pesaro, proprietà Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091, stampato a cura di Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091.

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anno 3 - numero 7

Divertimento in regola

FANO - E’ nato un polverone dopo che l’associazione “Amare Fano” ha sottolineato la necessità di regolamentare l’attività dei locali del centro storico, annunciando anche la raccolta di 400 firme a suffragio di questa esigenza. Cosa si sostiene nella petizione è ancora un mistero perché del documento non c’è traccia, ma una cosa è certa: i gestori dei locali non hanno gradito l’intervento di “Amare Fano” e non hanno utilizzato mezzi termini per replicare a una proposta giudicata “generalista e politicizzata”. “Penso - commenta Herry Bellagamba dell’Urban Island - che un periodo più tranquillo di questo non ci sia mai stato in città. Sia-

mo già sotto il controllo continuo delle forze dell’ordine, alle 2 la musica finisce, mentre alle 3 gli alcolici non vengono più serviti. Stiamo cercando di investire nella città, trattenendo i giovani all’interno del nostro territorio, e quello che riceviamo in cambio sono le polemiche, infondate, di persone in grado solo di criticare”. “Sopra il mio locale - afferma Marco Mercanti, de Il Vicolo - ci abitano 3 famiglie e vi posso assicurare che dal giorno della nostra apertura, mai una volta si sono lamentate per questi presunti schiamazzi. Non capisco proprio cosa vogliano regolamentare, visto che, per quanto mi riguarda, siamo a norma anche con il volume della

musica e vi assicuro che i decibel devono essere davvero bassi. A mio avviso si tratta solo di un attacco politico e per farlo c’è chi ha utilizzato noi esercenti”. Lo stesso pensiero è condiviso anche da Nihad Idriz del Caffè Darderi: “Le regole le seguiamo tutti, con i controlli che subiamo sarebbe impossibile fare altrimenti. È ovvio che, anche se chiudiamo negli orari prestabiliti dalla legge, poi non possiamo costringere le persone che rimangono fuori dal locale a chiacchierare, ad andare a casa”. Incredula difronte alla petizione anche Giorgia Gaggi del Caffè Pascucci che aggiunge: “La storia che il centro al mattino sareb-

be invaso dai bicchieri rotti mi fa proprio ridere. Dalle 11.30 tutte le persone che escono dal mio bar, hanno solo plastica in mano. Tra l’altro, per agevolare il lavoro degli operatori ecologici, la sera raggruppiamo l’immondizia che si forma vicino al locale. Queste persone per criticare si attaccano a tutto”. Agli esercenti si aggiunge, come presidente dell’associazione “Apriamo il Centro”, anche Filippo Bacchiocchi: “Sono d’accordo che chi sbaglia debba pagare ma la situazione non è così tragica come viene descritta. È inutile criticare, solo per il gusto di farlo. Se si limitano ulteriormente i locali, poi si rischia di farli chiudere, si perdono posti di lavoro e non mi

I locali fanesi? Per i pesaresi sono “da imitare” Parlano i giovani che frequentano Fano: “E’ una città viva, con bei posti dove far serata e c’è rispetto per chi vive in centro storico” PESARO - “A Pesaro si parla del divertimento fanese. Se ne parla spesso e bene”. E’ un immaginario positivo quello che i “cugini” pesaresi hanno delle serate trascorse nella città della Fortuna. Chi frequenta Fano dopo il calar del sole dice di aver passato delle ore “fantastiche”, come spiega Valentina Ceccolini: “L’ultima volta che ci sono stata il centro storico era pieno di gente, tutti i localini e i bar erano aperti, tutte le persone in giro stavano in piazza o nelle viuzze senza il terrore di essere infastiditi da qualche ubriaco. Ho notato anche il rispetto di chi vive in centro storico. Dovrebbe essere sempre così e i Comuni dovrebbero dare più incentivi per tutelare chi ha ‘il coraggio’ di aprire in centro storico”. Per Enrico Lugli, Fano “è meglio di Pesaro, dove non è rimasto davvero nulla. Lì i locali

sono più carini e non ho mai visto alcun spettacolo ‘sopra le righe’ di ubriachi o sporcizia a terra”. Anche se, per Davide Binda, “non c’è troppa differenza tra le proposte di divertimento delle due città”, Fano è sfruttata meglio: “Sia il lungomare che il centro mi sembrano più vivi e ricchi di locali e la sera non ho mai trovato nulla di diverso dal movimento che si trova ovunque ci siano attività dedicate ai giovani”. “Ammetto che per quanto riguarda il divertimento giovanile - dice Massimiliano Santini - Fano mi ha dato l’impressione che, per alcune proposte, potrebbe insegnare qualcosa a noi pesaresi”. Mai visto “esagerazioni” in centro? “No, non ho mai visto nulla di esagerato o sentito parlare di questo tra i miei amici o tra i giovani”. Alessandra Gasparini

Arianna Angeloni

Enrico Lugli

Massimiliano Santini

Valentina Ceccolini

sembra il caso in un periodo di crisi come questo”. Anche alcuni dei residenti sostengono che la petizione fatta da “Amare Fano” sia del tutto fuori luogo. “Abito a due passi dalla piazza - racconta Pietro Marcucci - e solitamente il sabato sera alle 11 sono a letto. Riesco a dormire senza problemi”. “Io abito in centro - aggiunge Elisa Ruca del forno Longhini - e tutta questa necessità di imporre ulteriori limitazioni ai locali proprio non la vedo. Finalmente, grazie ai bar che negli ultimi anni hanno aperto in città, abbiamo un centro storico vivo. Dovremmo aiutarli e non criticarli”. Stefano Orciani

Mai generalizzare FANO - Innanzitutto partirei da un concetto di fondo: eliminerei la parola “movida” che a mio avviso con l’argomento in questione c’entra ben poco. Qui in ballo c’è la capacità di divertirsi dei giovani fanesi e la responsabilità, in termini di regole, dei gestori dei locali. Se qualcuno raccoglie 400 firme per denunciare una mancata regolamentazione viene da pensare che alle spalle ci sia una lamentela di persone (residenti?) a cui l’attuale regolamentazione dei locali crea un danno. Di contro ci sono gli esercenti dei locali (molti giovani) che sostengono di rispettare le norme e di essere un servizio per la città. Dove sta la verità? Di solito sta nel mezzo anche se non è sempre così. A mio avviso l’errore più grande sta nell’aver generalizzato. La gran parte dei locali fanesi le regole le rispetta e non crea problemi nemmeno ai residenti. Forse sarebbe stato opportuno puntare il dito contro chi è “fuorilegge”, facendo nomi e cognomi. Sparare nel mucchio, tanto per farlo, non risolve il problema e fa nascere il sospetto che si voglia colpire un bersaglio differente. co.mo.


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anno 3 - numero 7

Il Tar riassegna la “Dini Salvalai” alla Sport Management

FANO - Ennesimo colpo di scena per la gestione della Dini Salvalai: il Tar di Ancona ha riassegnato la gestione dell’impianto alla Sport Management. Delusione nel presidente della Fanum Fortunae, Giorgio Andrea Ricci che afferma: “Siamo rammaricati di questa sentenza arrivata l’altro giorno. Nel frattempo abbiamo già predisposto con i nostri legali un ricorso al Consiglio di Stato contro la sen-

tenza del Tar della quale nessuno conosce ancora le motivazioni. Resta il dispiacere per i disagi per l’utenza, disagi in alcun modo riferibili alla società, e per la sorte dei collaboratori che, con passione e professionalità, hanno lavorato in piscina da settembre”. Ricci conclude affermando: “Speriamo che venga fatta giustizia, trovando una conclusione”.

Crisi abitativa: stasera il consiglio comunale SamueleMascarin(Su):“Proporròuntavolodicrisicongiuntoperevitareglisfratti”.GiacomoMattioli(Ltf):“LaRegionedevecambiareleregole” FANO - Questa sera il Consiglio comunale discuterà di “crisi abitativa” con l’intento di affrontare un fenomeno che sta toccando sempre di più il tessuto sociale cittadino. Tra gli interventi che saranno discussi anche l’ordine del giorno di Samuele Mascarin, consigliere di Sinistra Unita, che ha sottolineato: “Il contesto di crisi economica, occupazionale e sociale che investe il nostro Paese ha avuto e ha forti ricadute anche nella nostra città. I numerosi tagli e le contestuali restrizioni di spesa imposti dai governi nazionali agli enti locali hanno indebolito sempre di più i bilanci e le risorse delle comunità locali. I centri per l’impiego ci descrivono una situazione drammatica: nel 2013 sono oltre 7mila disoccupati a Fano. Nel Consiglio monografico di stasera proporrò che sindaco e giunta comunale promuovano un tavolo di unità di crisi congiunto che coinvolga il Prefetto, il Questore, il presidente del Tribunale e le associazioni degli inquilini con l’obiettivo di rinviare il più possibile gli sfratti, siano essi per finita locazione o per morosità incolpevole”. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale - conclude Mascarin -. Così recita

la nostra Costituzione e le istituzioni hanno il dovere di garantire questo elementare diritto”. Giacomo Mattioli capogruppo de “La Tua Fano”, oltre a mettere in evidenza la drammaticità che coinvolge la mancanza di una casa per un numero sempre più crescente di persone, illustra quali sono stati i rimedi messi in campo dall’amministrazione: “Il ‘disagio abitativo’

è un fenomeno sociale in crescita, in Italia e anche nel nostro territorio provinciale. Il Comune, già dal 2008, ha istituito ‘l’Ufficio casa’ per affrontare con attenzione e concretezza la fase di disagio attraverso interventi rivolti in particolare ai nuclei familiari monoparentali con figli minori a carico. “Non da ultimo - conclude Mattioli -, l’amministrazione ha attua-

to una nuova modalità di gestione della graduatoria aperta per l’assegnazione delle case popolari. Resta comunque la necessità di procedere alla revisione dell’attuale normativa regionale che stabilisce, tra gli altri, i criteri per le assegnazioni degli alloggi nonché il funzionamento dell’intero sistema regionale delle politiche abitative ormai obsoleto”.

A Sant’Orso il secondo appuntamento di Sanchioni

Il candidato sindaco di “Prima Fano”: “Cultura e turismo occupano un ruolo primario”. Aguzzi sottolinea il ruolo del quartiere nella città

FANO - Secondo appuntamento con i cittadini per il candidato sindaco della lista civica “Prima Fano” Daniele Sanchioni che ieri sera ha incontrato i residenti del quartiere Sant’Orso nella sede del Circolo Anziani. A prendere posto vicino a Sanchioni anche il sindaco Stefano Aguzzi che ha voluto ricordare quanto il quartiere si distingua per la sua presenza attiva nella vita cittadina. “Sant’Orso - ha detto il primo cittadino - è un quartiere che in tutte le altre città, ma non in questa, sarebbe chiamato ‘quartiere dormitorio’. Invece ha un suo centro commerciale, scuole, associazioni e una viabilità di cui, nonostante il grande numero di residenti, non possiamo lamentarci”. Dopo una breve presentazione di Palmiro Del Bianco, esponente della lista nonché residente a Sant’Orso, è stato lo stesso Sanchioni a parlare di sé a partire dalla motivazioni che lo hanno spinto a

candidarsi: “Sono figlio di operai e la mia vita è sempre stata nel settore dell’agricoltura ma non condividevo più la linea politica del Pd, i giochi di potere e la lentezza decisionale che lo contraddistingue. La nostra lista mette prima di tutto le problematiche della città, prima di tutto devono venire quegli inte-

ressi volti a migliorare la qualità della vita di tutti, la politica deve dare prima di tutto quelle risposte che servono alle persone oggi ma che guardano anche al futuro con senso di responsabilità, una responsabilità che io vivo in prima persona”. Sanchioni ha concluso, dicendo:

“Il turismo e la cultura occupano un posto centrale nel programma di ‘Prima Fano’. Il turismo è il settore trainante del piano di rilancio. Sanchioni suggerisce di rivedere con le associazioni di categoria la tassa di soggiorno non escludendo la possibilità di toglierla”.


Fanoinforma n. 7 - 15 gennaio 2014