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martedì 13 agosto 2013

Direttore responsabile Bruno Chiavazzo

Fanoinforma registrazione n. 10 del 22/10/2012 presso il Tribunale di Pesaro, proprietà Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091, stampato a cura di Anteprima web s.r.l. - via Nolfi, 56 - 61032 Fano (PU) - Tel. 0721/831507 Fax 0721/837091.

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anno 2 - numero 159

Omicidio premeditato FANO - Pare avesse annunciato le sue intenzioni anche con due lettere, una rivolta all’ex marito, una al padre di lei, nelle quali si indicava, con chiarezza, la volontà di uccidere la sua ex. E’ in stato di fermo Vittorio Ciccolini, l’avvocato penalista 45enne di Verona accusato dell’omicidio volontario della 31enne Lucia Bellucci, originaria di Pergola, residente a Pinzolo (Trento), con la quale aveva avuto una relazione conclusasi qualche tempo fa. Per lui, appassionato di tennis e belle auto, un professionista di successo, la doppia aggravante di

premeditazione e porto d’armi. L’omicidio, è avvenuto venerdì sera, dopo che i due avevano cenato in un ristorante di Spiazzo Rendena. Lui, che pare abbia fornito una “confessione”, l’aveva invitata a trascorrere una serata fuori, per concludere in buoni rapporti la loro relazione. Una trappola. Pare le avesse raccontato di aver trovato un’altra donna, di essere sereno. Dopo aver mangiato e bevuto sarebbero saliti in macchina. Raggiunta la periferia di Pinzolo, lui l’avrebbe aggredita, cercando di strangolarla. Non riuscendoci,

avrebbe preso il coltello e colpita due volte. La morte intorno alle 10 del sabato mattina. L’uomo pare abbia provato a nascondere il corpo nel baule della sua Bmw cabrio grigia ma il vano, troppo piccolo, l’avrebbe costretto a viaggiare, per più di 100 chilometri, con il cadavere di Lucia nel posto del passeggero. Pare che l’uomo, durante il viaggio abbia anche provato a suicidarsi. Ciccolini avrebbe quindi raggiunto Verona e parcheggiato l’auto nel garage di casa della madre, fuori per le vacanze. A quel punto sembra che l’avvocato abbia iniziato

Le vittime di violenza raddoppiano rispetto al 2012 I dati del Centro “Parla con Noi” fotografano una situazione preoccupante

FANO - La violenza è in aumento. A testimoniarlo sono i dati del Centro Antiviolenza provinciale “Parla con Noi”. Le donne vittime di aggressioni e persecuzioni che si sono presentate, nel mese di luglio 2013, nella struttura di via Diaz 10 a Pesaro, sono raddoppiate rispetto a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso. “Il Centro - commenta Lucilla D’Orazio - è sempre più conosciuto, e forse abbiamo avuto più utenti anche per questo ma il dato è comunque preoccupante e le violenze sono di certo in aumento”. Dello stesso parere Marina Bargnesi, psicologa e psicoterapeuta del “Dipartimento di Salute Mentale” di Fano: “Il fenomeno che più fa riflettere che abbiamo riscontrato è che le aggressioni sono sempre più violente e, a farle, sono sempre più spesso

Marina Bargnesi, psicologa persone ‘normali’, ben inserite nel contesto sociale. Sono uomini ‘invisibili’, impensabili come potenziali carnefici.Sono per la gran parte persone che non hanno disturbi psichici o che, se li hanno, non sono considerati talmente gravi da essere oggetto di cure”. Bargnesi ricorda che i nuovi stru-

menti normativi “come il decreto legge antiviolenza, hanno snellito la burocrazia e i tempi d’azione e prevedono un’assistenza legale gratuita alle donne che la richiedono”. La psicologa ricorda poi che “sono numerosi gli sportelli a cui le vittime si possono rivolgere per chiedere aiuto tra cui il Centro antiviolenza provinciale, il Dipartimento di salute mentale e le forze dell’ordine. Il mio invito è a cercare di riconoscere nel quotidiano, la pericolosità di certe persone. E’ bene ricordarsi, poi, che la violenza si ripete: l’azione di un violento è molto probabile venga replicata”. E non bisogna isolarsi: “Chi usa della violenza sulle donne spesso cerca di far ‘terra bruciata’ intorno a sé”. a.g.

a vagare per la città. Nel frattempo le forze dell’ordine, allarmate dal datore di lavoro dell’hotel di Pinzolo, dove Lucia lavorava, un ragazzo di San Lorenzo in Campo, hanno iniziato a controllare le zone che frequentava. Lo hanno trovato che girovagava, cercando di nascondersi, nei Bastioni che circondano Verona. Quando l’avvocato ha visto i militari si è messo a correre in direzione del centro storico. Aveva quasi raggiunto il suo studio quando una pattuglia dei carabinieri di Verona lo ha bloccato. I militari hanno quindi iniziato

a perquisire la sua abitazione. Nell’auto la scoperta del corpo di Lucia. Le indagini hanno portato anche al ritrovamento di due lettere scritte, dal 45enne, una destinata all’ex marito di Lucia, l’altra al padre di lei. In particolare in quest’ultima si legge, con chiarezza, la volontà di uccidere la donna. Le forze dell’ordine stanno verificando se le missive erano state inviate o meno. Oggi pomeriggio l’autopsia sul corpo della 31enne. I funerali si svolgeranno nel duomo di Pergola con probabilità venerdì.

Sconvolti i colleghi: “Eravamo una grande famiglia ” FANO - Lo Chalet del Brenta è sconvolto per l’omicidio di Lucia Bellucci, uno dei dirigenti dell’hotel di Madonna di Campiglio. “La nostra è una grande famiglia - racconta il titolare Massimo Biagiali -, Lucia mi trattava quasi come un padre, e questa vicenda ci ha scosso. Sapevamo che usciva con questo avvocato. All’inizio le dissi scherzando ‘a te piace solo perché gioca bene a tennis’. Lei mi sorrise senza rispondermi”. E’ stato proprio dall’albergo trentino che è partita la chiamata ai carabinieri sabato scorso, come racconta Biagiali: “Mio figlio Paolo, direttore, era molto legato a lei che era sua coetanea. Sabato sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro stagionale. Lucia aveva lasciato Pergola e il suo centro benessere Beauty Box, per iniziare a lavorare in Trentino.

Doveva iniziare il turno alle 17. Era molto puntuale. A quell’ora mio figlio Paolo l’ha chiamata ma non ha avuto risposta, ha controllato se l’auto era parcheggiata in hotel. Era lì. Poi ha bussato in camera. Nessuno rispondeva quindi ha forzato la porta. Lucia non c’era. Si è preoccupato e ha chiamato i carabinieri”. Biagiali ricorda che “la sorella Elisa insisteva per farle fare una denuncia per stalking, dopo i tanti messaggi che l’avvocato le inviava, prima romantici, poi minacciosi, poi ancora romantici, ma Lucia non ne era convinta”. “Non immaginavamo che una storia durata qualche mese - dice Biagiali - avesse questo epilogo. Solo quando abbiamo saputo che i carabinieri avevano trovato il cellulare di Lucia abbandonato lungo la strada, abbiamo capito”:


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anno 2 - numero 159

Alma Juventus Fano: arriva l’attaccante Cicino

FANO - “Cercavo una squadra importante che credesse in me con un progetto ambizioso”. Si presenta così, convinto e determinato, Luigi Cicino, il nuovo attaccante granata. “Questa è una piazza importante - dice Cicino - ambiziosa ed esigente, perché la voglia di calcio è tanta. Senza dubbio vengo carico e spinto dal desiderio di fare una bella stagione e togliermi qualche soddisfa-

zione personale. Mi metto a disposizione del tecnico Omiccioli di cui tutti parlano molto bene”. Cicino sul campionato sillaba: “Ci vuole organizzazione e una società solida in grado di affrontare le varie problematiche. Grandi nomi non sono sinonimo di successo, i curriculum non scendono in campo. Sono la ‘fame’ e la coesione del gruppo il segreto per raggiungere i propri obiettivi”.

Santorelli: “La nostra giunta ha reso la piazza viva” L’assessore replica a Pd e grillini su tavoli e sedie di piazza XX Settembre contestati dalla Soprintendenza FANO - “Dal 2004, le attività in piazza XX Settembre, così come in tutto il centro storico, si sono moltiplicate grazie ad un’elasticità e agilità amministrativa che hanno permesso, soprattutto a molti giovani, di investire e avere opportunità di lavoro”. L’assessore alle Attività commerciali, Alberto Santorelli risponde alle critiche piovute sull’Amministrazione comunale da parte di Pd e Fano a 5 Stelle, dopo che la Soprintendenza aveva contestato l’arredo di piazza XX Settembre. I primi hanno difeso l’Ente affermando che “lo sviluppo delle attività di somministrazione deve essere sostenuto secondo linee guida condivise anche con la Soprintendenza”. Simile l’intervento dei “grillini” che invitano gli amministratori a “contattare preventivamente la Soprintendenza e a stilare dei regolamenti che ne contemplino le osservazioni così da non avere più sorprese”. Da qui la replica dell’assessore Santorelli: “Seguendo i suggerimenti di Soprintendenza, Pd e Fano a 5 Stelle, avremmo dovuto fare dei tavoli di concertazione per decidere se fosse stato il caso di

Per contattare la redazione di Fanoinforma invia una mail a redazione@fanoinforma.it fare un piano del colore degli arredi della piazza, chiedere almeno una decina di pareri, interpellare qualche ordine professionale, scegliere con il pantone i colori che si possono utilizzare, indirizzare i commercianti ad un certo tipo di materiale, riunire poi la commissione edilizia ed altro ancora”. Questo avrebbe fatto sì, secondo Alberto Santorelli, che “in pochi

avrebbero resistito alla scommessa di investire in un momento di crisi e di credere nelle potenzialità della città”. “Lasciare la libertà di esprimersi e di impegnarsi secondo le proprie possibilità - sottolinea l’assessore - ha prodotto la moltiplicazione delle imprese e la vivibilità della piazza e del centro. Questo ha portato ad avere luoghi unici come la

piazza principale di Fano. Oggi sarebbe impensabile rinunciare alla spinta romantico-emotiva che dona alla città grazie alle iniziative messe in campo”. Santorelli conclude: “Se non avessimo agito in questo modo avremmo avuto commercianti, o potenziali tali, sfiancati dalla burocrazia. Io starò sempre dalla parte di chi investe e crede nella città”.

Il turista Marco Trabucchi: “Difendere la “vivacità” della piazza”

Di origini veronesi dice di aver trovato a Fano un “ambiente che rincuora nei momenti tristi” FANO - Qui di seguito la lettera di un turista veronese, Marco Trabucchi, sulla discussione sull’arredo di piazza XX Settembre. “Nella mia maturità - scrive Trabucchi - ho scelto Fano come residenza satellite della mia città nativa. Quando il mio lavoro prima, i miei doveri di nonno poi, lo permettono vengo qui dove ho trovato conoscenti, amici ma soprattutto ho trovato un ambiente che rincuora anche i momenti tristi. Le voglio dire che il nocciolo di questa mia preferenza sta proprio nelle frequentazioni della spiaggia Sassonia, e della piazza centrale (XX Settembre) che sono tanto spesso ridenti di giovani e giovanissimi come difficilmente si può vedere altrove. Si scende alla spiaggia al mattino ed è tutto un passeggiare tra battigia e ombrelloni di nonni

all’inseguimento di nipotini dispotici, di mamme che attendono la cicogna, di giovani che ripassano i compiti. Ci si siede al tavolino dopo cena e dopo un po’ la piazza diventa il cortile di un asilo, diventa il campo di calcio delle parrocchie e dei tempi passati, diventa un insieme di voci e di movimento che rallegrano il cuore e fanno pensare che c’è ancora chi crede nel futuro e non si rinchiude solo nel passato, chissà se poi glorioso. Lei capisce, e vorrei che lo capisca anche il Sovrintendente alle belle arti delle cui ‘grida’ ho letto sul giornale questa mattina, che questa che io le ho descritto è ‘la città che vive’, questa è la città che guarda il futuro, questa è la città che vogliono anche i turisti. Certo ci sono i tavolini del bar che

non s’intonano ad alcuni palazzi d’epoca, ci sono i ciclisti che passano in piazza a vedere e a raccogliere gli amici, ci sono i concertini di giovani artisti”. “Prima di prendere improvvide decisioni - conlude Trabucchi - suggerirei di farsi un giro nelle città d’arte italiane, magari anche solo

Venezia, Verona, Firenze, e poi discutere con la cittadinanza. Perché sono i cittadini che fanno la città, sono i cittadini che le danno la vita e la speranza per quella continuità nel tempo che altrove, dove i cittadini sono magari immersi nel riserbo serioso di un museo, proprio non si vede”.

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