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Anno 2

Periodico della Sez. A.N.P.I. Grugliasco “68 Martiri”

n° 4, aprile 2012

Torna la primavera, torna anche la nostra Gru Partigiana! La Sezione è più attiva che mai, in particolare per questo 25 Aprile che ci vede per il secondo anno organizzare il pranzo della Liberazione e il pomeriggio di festa. Inoltre per la prima volta stiamo collaborando organicamente con la splendida Compagnia di Teatro “Via Artisti” per uno spettacolo innovativo sull’eccidio dei nostri 68 Martiri del 29 e 30 aprile. Siamo attivi, e pieni di energie e pronti a nuove esperienze nel segno della Resistenza e dell’Antifascismo. Purtroppo la situazione politica nazionale contrasta con forza con questo fermento locale, prospettando un futuro carico di limiti alla democrazia, ai diritti, alla cittadinanza. La facoltà di legiferare è sempre più demandata al Governo, e il Parlamento si limita sempre più ad essere luogo di passaggio del potere esecutivo. In compenso il Parlamento ha cambiato la Costituzione senza alcuna autorevolezza in quanto non rappresenta il popolo italiano. La sovranità che, art.1, appartiene al Popolo, sta scomparendo del tutto, esautorando quest’ultimo da qualunque possibilità di decidere la direzione politica ed economica del nostro Paese. Questo 25 Aprile, in particolare, vogliamo celebrarlo ricordando che i partigiani hanno combattuto proprio affinché la nostra Patria potesse autodeterminarsi in forza della volontà popolare, fedele ai valori espressi nella Costituzione. Ora e sempre Resistenza! Sommario a pagina 2 


SOMMARIO NOTIZIE DALL’ A.N.P.I. 3 4 5

Campagna di obbedienza civile Comunicato sulle elezioni cittadine Corso di formazione ANPI Provinciale

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di

Fulvio

INIZIATIVE 6 8

9

Una nuova primavera di Enrica 8 dicembre 2012: il Giuramento è sempre valido di Riccardo Presidio Antifascista

ATTUALITA’ 10 11

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Se il lavoro fonda la Repubblica… Un vento fresco di Francesca

La Redazione

da sinistra:

Silvio Vaudagnotto, Alessia Teofilo, Tania Nico, Fulvio Grandinetti, Gloria Fabbri, Riccardo Piccoli in foto al Col del Lys, lungo un cammino partigiano

di

Fabrizio


ANPI Provinciale aderisce alla campagna “Obbedienza Civile” per l’acqua bene comune Torino, 1° marzo 2012 Cari compagni, vi comunichiamo che il coordinamento dell’ANPI Provinciale, riunitosi sabato 11 febbraio, ha deliberato di confermare la propria partecipazione alle attività del Comitato Acqua Bene Comune. Dopo la vittoria dei Referendum di giugno, la battaglia portata avanti oggi dal Comitato rimane coerente con la volontà popolare espressa con il voto e si pone come obiettivo il rispetto degli esiti referendari. La campagna di “Obbedienza Civile” nasce a livello nazionale per far rispettare il secondo dei quesiti referendari di giugno, quello che prevedeva la cancellazione dalla tariffa del servizio idrico della remunerazione del capitale investito (7%). Questo intervento di riduzione delle bollette, di cui dovevano farsi carico i singoli gestori, non è ancora stato portato a termine, sebbene una sentenza della Corte Costituzionale dichiari immediatamente applicabili i risultati di questi Referendum. La campagna è lo strumento che i Comitati si sono dati per informare i cittadini e per coinvolgerli nell'applicazione dei risultati referendari. Su tutto il territorio nazionale stanno nascendo sportelli che forniscono informazione e supporto ai cittadini che vogliono vedere rispettato il referendum, attraverso la diffida e il reclamo verso i gestori inadempienti alla legge (disobbedienti). L'ANPI Provinciale ha scelto di aderire alla campagna e pertanto invita tutte le sezioni che lo volessero, a segnalare la propria disponibilità ad offrire questo servizio di sportello nella propria sede. Diventa per noi un momento di apertura alla cittadinanza e uno strumento per agire nel concreto per difendere la grande vittoria popolare di giugno. Invitiamo le sezioni a partecipare, indicando un iscritto che si renda referente per lo sportello e disponibile per una formazione breve dedicata sull’argomento (un incontro in fascia pomeridiana serale). A.N.P.I. Provinciale

L’ANPI di Grugliasco ha aderito alla campagna di “obbedienza civile” come deliberato dal Comitato di Sezione del 9 Marzo 2012 e ha individuato il proprio referente nel giovane compagno Livio Sera.

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA.


Comunicato sulle elezioni cittadine Grugliasco, Venerdì 30 Marzo 2012 La Sezione ANPI “68 Martiri” di Grugliasco invita tutta la cittadinanza a partecipare massicciamente al voto delle elezioni comunali di Grugliasco previsto per il 6 e 7 maggio 2012, secondo lo spirito dell'art. 48 della Costituzione che afferma: "Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico [...]". La Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco invita tutta la cittadinanza a esprimere preferenza di voto alle forze politiche antifasciste che: - si impegnano di fatto a rispettare e promuovere la i valori della Guerra di Liberazione, la memoria della strage nazifascista dei 68 Martiri di Grugliasco, l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza; - si impegnano esplicitamente e concretamente a rispettare il risultato dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 sull'Acqua Bene Comune, grande vittoria democratica sancita dal voto della maggioranza degli italiani. La Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco invita inoltre tutti i propri iscritti che hanno scelto di candidarsi in liste e coalizioni diverse e/o tra loro concorrenti, a non strumentalizzare l'Associazione per fini elettorali, nel rispetto dello spirito unitario caratterizzante le forze politiche che guidarono la Resistenza contro i nazifascisti e ispirarono la Costituzione repubblicana. Ora e sempre Resistenza! Il Comitato di Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco


Corso provinciale di formazione Conoscere per trasmettere e militare con coscienza e metodo La commissione “Giovani e Istruzione” dell’ANPI Provinciale di Torino, costituita nel marzo 2011 a seguito del congresso, raccoglie oltre 20 ragazzi tra i 18 e i 35 anni provenienti da 12 Sezioni diverse. La commissione ha realizzato nel corso del 2011 alcune iniziative: istituzione di una mailing list per tenere in contatto tutti i giovani ANPI della Provincia, volantinaggio alla fiaccolata del 24 aprile a Torino, partecipazione al campeggio resistente al Col del Lys. Quest’anno la commissione sta organizzando alcune importanti iniziative, principalmente le seguenti: 1) Il concorso "Adotta un articolo della Costituzione, mutuato dall'ANPI Provinciale di Savona, vedrà la partecipazione oltre 80 soggetti tra associazioni, gruppi, comitati, scuole e singoli cittadini. Questi soggetti organizzeranno attività a tema dell'articolo adottato con il supporto e/o la partecipazione dell'ANPI Provinciale durante la premiazione che avverrà in occasione della 67° Festa di Liberazione 2 5 Aprile 2012. 2) Il questionario sulle attività nelle scuole, rivolto alle Sezioni ANPI, riguarda la conoscenza del rapporto tra l’ANPI e le scuole. Rappresenta un primo passo per la raccolta dati sulle attività che l’ANPI svolge nelle scuole e con le scuole, in modo da sapere quali sono le diverse esperienze sul territorio provinciale. In particolare, è utile per avere un’idea dello “stato dell’arte” sul tema e avviare un’analisi più approfondita sulla relazione tra l’ANPI e il mondo scolastico di ogni ordine e grado, quindi sul rapporto tra l’ANPI e le nuove generazioni. 3) Il corso di formazione per gli iscritti ANPI nasce dal fatto che si stanno avvicinando all’ANPI tanti giovani e meno giovani che sentono la necessità di conoscere la storia, di capire fino in fondo la Resistenza e la Costituzione della Repubblica Italiana, di sentirsi parte a tutti gli effetti della nostra Associazione: l’ANPI è in crescita, abbiamo il dovere di contribuire tutti a farla crescere bene, nel rispetto dello spirito e degli ideali della Guerra di Liberazione. In particolare si vuole assicurare all’ANPI una continuità nella qualità, oltre che nella quantità, valorizzando le capacità e le conoscenze degli iscritti, investendo nella loro formazione. Infatti il corso ha due obiettivi principali: - formare persone in grado di costituire un punto di riferimento per l’ANPI presente e futura; - formare persone con adeguate conoscenze storiche e pedagogiche in grado di affiancare i Partigiani nelle scuole. Il corso è stato pensato per i giovani, sarà rivolto a tutti e verrà attivato dal 2012 secondo due differenti livelli: - primo livello: lezioni di storia a Torino (con supporti multimediali, filmati e presentazioni), visite a musei e trekking su alcuni sentieri partigiani della provincia, con cadenza mensile; saranno previsti anche alcuni incontri pubblici rivolti a tutta la cittadinanza con il coinvolgimento di personalità di primo piano; - secondo livello: per chi oltre al primo livello ha tempo e vuole approfondire, abbiamo previsto un laboratorio di formazione per gruppi tematici, più ristretto nel numero, che produrrà anche materiale scritto che sarà condiviso e messo a disposizione di tutte le Sezioni. 4) Il convegno su Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torinese aderente al movimento "Giustizia e Libertà", che nel 1968 fondò il club di Roma riunendo scienziati e luminari di tutto il mondo per studiare l'impatto dell'attività umana sul pianeta e trovare soluzioni concrete per la sua sostenibilità. Un'iniziativa preziosa e utile per collegare la Resistenza ai limiti dello sviluppo e ai beni comuni, a cui il popolo italiano ha dimostrato di essere sensibile con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno. Le iniziative della commissione si svolgono nell’ambito della “nuova stagione” dell’ANPI, per migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione associativa all’interno dell’attuale contesto sociale, culturale e politico.


UNA NUOVA PRIMAVERA 67° Anniversario dei Caduti del Cippo a Givoletto Domenica 26 Febbraio 2012 ci siamo tutti riuniti per celebrare il 67° Anniversario dei Caduti del Cippo di Givoletto, accompagnati da una giornata insolitamente primaverile che sembrava presagio di un nuovo risveglio... Questa commemorazione è nata per ricordare il 23 Febbraio 1945, giorno in cui furono trucidati dai fascisti repubblichini in località Barriere nove partigiani, tra cui un bambino, Domenico Luciano. Aveva soltanto undici anni e si trovava in un cascinale, quando l'edificio fu circondato dalle milizie fasciste. Ne sortì, alle prime luci del giorno, un conflitto a fuoco che durò sino a che i partigiani non finirono le munizioni. Il comandante del gruppo, gravemente ferito, disse allora a Domenico di sventolare una bandiera bianca in segno di resa. Domenico non aveva nulla di bianco che la sua maglietta. Se la tolse e cominciò a sventolarla. Fu abbattuto da una raffica di mitra. Dopo la tragica morte del bambino, i partigiani sopravvissuti allo scontro, ricordando Luciano Domenico, ne parlavano come di "Undici" e ricordavano quel combattimento come quello di "Undici, maglietta e bandiera bianca". Un altro ragazzo solo tredicenne, Augusto Romanetto, detto “Tredicino”, riuscì a salvarsi miracolosamente rifugiandosi in una cascina. Grazie alla prontezza del contadino Giovanni Castello, detto “Buc”, il quale finse fosse suo figlio, esortandolo ad andare a prendere la legna per la madre, lo sottrasse alla cattura dei fascisti ed alla morte certa. I partigiani: Guido Carbi, Enrico Ribotta (mio nonno) e Augusto Romanzetto, tutti e tre scomparsi recentemente; testimoni di questo eccidio, negli anni ne hanno, conservato il triste ricordo, tramandandolo agli alunni delle scuole, facendosi promotori della commemorazione, della realizzazione del Cippo come luogo di memoria e dell’intitolazione della scuola elementare di Givoletto a Domenico Luciano. Questa manifestazione negli anni è sempre più cresciuta con la partecipazione della cittadinanza e dei bambini della scuola elementare e delle Autorità, grazie anche al contributo delle amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni. Da poco sono entrata a far parte della Sezione A.N.P.I. intercomunale di Alpignano (Givoletto) per capire più da vicino il grande operato svolto da questi partigiani, nel tenere sempre vivo il ricordo della Resistenza nelle persone. Inoltre, da quando mio nonno è mancato, ho sentito la necessità di mettermi all’opera per proseguire il suo lavoro: la mia paura più grande è che senza di lui la sua Memoria di partigiano si possa dissolvere nell’aria. Fin dalle prime riunioni, mi sono trovata subito coinvolta nell’organizzazione della commemorazione del Cippo e mi sono subito resa conto di quanta energia i nostri partigiani mettevano nella preparazione di queste giornate. Durante gli incontri, mi sono resa conto, purtroppo, della scarsa presenza dei giovani di Givoletto nell’A.N.P.I. e perciò mi sono sentita in dovere di divulgare tra le mie conoscenze, il più possibile, l’invito a partecipare alla commemorazione. Domenica mattina, davanti alla chiesa di San Secondo, infatti, eravamo tantissimi! Dopo la Santa messa, ci siamo avviati in corteo fino al cippo, abbiamo intonato l’inno nazionale e ascoltato il discorso del


Sindaco, Carlo Altilia. Subito dopo, i bambini delle classi 4° e 5° elementare accompagnati dalle insegnanti e dai genitori, hanno realizzato una emozionante rappresentazione sui temi della libertà e democrazia, leggendo alcune poesie di famosi autori. Un ex allieva della scuola elementare ha anche letto il tema da lei scritto anni fa, dopo un incontro a scuola con mio nonno, il partigiano Enrico Ribotta detto “il Lungh”; ricordandoci l’importanza della testimonianza diretta con le nuove generazioni, che i nostri partigiani hanno sempre ritenuto fondamentale. Molto toccante, è stato il momento in cui i bambini hanno recitato la poesia “la farfalla gialla”, scritta da un poeta ebreo Pavel Friedmann nel campo di concentramento di Terezin. Al termine della recita, una farfalla gialla volava fra i presenti, posandosi poi sui disegni realizzati dagli alunni della scuola; nella mia mente mi ha subito toccato un tenero pensiero….. quella farfalla era mio nonno volato tra di noi per ringraziare da vicino i suoi bambini! Infine gli alunni hanno deposto sul Cippo e nell’aiuola vicina numerose farfalle gialle di cartoncino per ringraziamento ai caduti e ai partigiani che con il loro sacrificio durante la Resistenza hanno reso libera l’Italia dal giogo nazifascista. Il Presidente della Sezione Intercomunale di Alpignano, Luciano Rosso, ha consegnato la tessera ANPI per l’anno 2012 al Sindaco, ricordando l’importanza di questa unione tra l’A.N.P.I. ed i Sindaci dei Comuni quali rappresentanti di tutta la popolazione. Inoltre il Presidente Luciano Rosso ha espresso a nome dell’A.N.P.I. la volontà di aprire una nuova via di comunicazione con i giovani affinché essi si facciano portatori della memoria della Resistenza e dei valori antifascisti e possano così difendere la democrazia. Questo per me è un punto molto importante, perché come ho potuto provare sulla mia pelle, essere divulgatori di una memoria non vissuta può essere difficile. Ma solo con l’unione delle forze tra Giovani e adulti, possiamo far si che il ricordo delle lotte partigiane non vada perduto, ma anzi diventi una base per ogni nostra resistenza personale o collettiva. La strada di ritorno dal Cippo, per me, è stata tutta un ripercorrere i momenti in cui la Resistenza a fatto parte della mia vita, fino a questa stupenda e coinvolgente giornata; ora forse mi tocca, ci tocca, tirare le somme di tutto questo e pensare al futuro. Un futuro dedicato alla memoria, ma soprattutto di resistenza . Molto è stato fatto da quel 23 febbraio del 1945 e molto ancora verrà fatto; con la promessa però di poterci unire tutti: giovani e adulti, anziani e bambini, donne e uomini; aiutandoci l’un l’altro, per mantenere acceso nei nostri cuori il desiderio di libertà. Ah! Dimenticavo… Come hanno detto gli alunni della scuola elementare di Givoletto un MONDOGRAZIE! A loro, alle insegnanti, a chi si è impegnato nell’organizzazione della commemorazione, ai partecipanti e a voi lettori! Enrica Ribotta, militante A.N.P.I. Sezione intercomunale di Alpignano


8 dicembre 2011, il Giuramento è sempre valido 8 dicembre 1943: l'Italia, senza più un esercito e abbandonata dal suo Re, è sola sull'orlo dell'abisso. Gli Alleati sono sbarcati in Sicilia e le colline del meridione sono ormai campi di battaglia. Al nord, traditori e tedeschi controllano le valli, saccheggiando uccidendo a loro arbitrio; i nazisti bruciano le cascine, la pianura padana è in fiamme - l'intera penisola sembra sul punto di sprofondare nel caos. È la festa dell'Immacolata, e un gruppo di giovani che hanno sfidato il freddo implacabile e la repressione si ritrova in un luogo concordato nei boschi della Val di Susa. Insieme, essi giurano di combattere con ogni mezzo per la libertà dell'Italia, e di non darsi pace finché anche l'ultimo tedesco non sarà stato scacciato dalla loro terra, finché i traditori fascisti non saranno stati annientati fino all'ultimo. Il luogo in cui si ritrovarono era il Pian della Garda, e quei ragazzi sarebbero diventati i partigiani della Val di Susa. 8 dicembre 2011: l'Italia è di nuovo in pericolo. La crisi economica miete posti di

lavoro a migliaia, il governo è caduto, i diritti degli operai vengono calpestati dalla FIAT che cancella il contratto nazionale. Tagli pesantissimi colpiscono l’artigianato, le pensioni, il diritto alla salute e all’istruzione; l'esercito viene schierato in Val di Susa nel tentativo di arginare la protesta. La sinistra, divisa e priva di punti di riferimento, lascia spazio ai razzisti e ai secessionisti, e le masse, spinte dalla disperazione e dal vuoto politico, si avvicinano al delirio populista, xenofobo e neofascista. La Costituzione stessa, nata dalla Resistenza, è in pericolo. È in queste condizioni che al Pian della Garda, in un inverno non meno spietato, quest'anno si ritrovano i rappresentanti di tutte le sezioni A.N.P.I. della zona, uniti per rinnovare un antico giuramento. Ci sono gli anziani, reduci indistruttibili con la saggezza dei vecchi guerrieri, ci sono i giovani della Nuova Stagione, i rappresentanti del Col del Lys e gli alpini del battaglione di San Giorio, ci sono i No Tav con le loro bandiere, persino la banda folk antifascista Malecorde al completo. Ma c'è qualcun altro. Sono invisibili e silenziosi, ma tutti sanno che sono lì. Sembra quasi di vederli, i fantasmi dei partigiani della Val di Susa, i ragazzi morti a vent'anni con un grido di battaglia sulle labbra. Ci guardano dal costone della montagna, con i loro sten a tracolla e la sacca

delle bombe a mano, un mezzo sorriso sui volti sfocati, come nelle vecchie fotografie. Forse non sapremo mai che cosa stanno pensando. Al giuramento della Garda loro non sono mai venuti meno: vi tennero fede nel 1944, quando attaccarono il presidio tedesco di Bussoleno, uccidendo quindici nazisti prima di sparire nei boschi, o quando pochi mesi dopo fecero crollare la montagna stessa sulla colonna fascista, che a fine giornata contava 61 effettivi in meno. Vi tennero fede nel ’45, quando si unirono alle brigate che riconquistarono Torino, e pochi giorni dopo a San Gillio e Givoletto, dove parteciparono alla distruzione della 34° divisione di fanteria meccanizzata tedesca che aveva devastato Grugliasco. Riesco a sentire i loro sguardi su di noi, che quasi settant’anni dopo siamo qui, sulla stessa montagna, per rinnovare il loro giuramento, il Giuramento della Garda. Stanno per finire i discorsi, i saluti, le strette di mano, tra poco sarà ora di andare; ci ritroveremo l’8 dicembre del prossimo anno, di nuovo insieme, al Pian della Garda. Ma sul fianco della montagna riusciamo ancora a vederli, i partigiani che giurarono nel ’43: mentre i loro profili sfocano e poi svaniscono nella nebbia, alzano il braccio e ci salutano col pugno chiuso. Sanno che il loro giuramento non sarà mai dimenticato.


Calendario Presidio Antifascista per la Pace e la Democrazia (meteo permettendo e salvo imprevisti) I cittadini potranno trovare: pubblicazioni sulla Resistenza, volantini dell’ANPI Nazionale e Provinciale, notizie sulle attività della Sezione, materiale informativo sull’eccidio dei 68 Martiri, informazioni sulla “campagna di obbedienza civile” per l’acqua pubblica e in particolare copie della Costituzione della Repubblica. Sarà inoltre possibile, soprattutto per i più giovani purché maggiorenni, iscriversi all’ANPI. Sabato 5 maggio all'inizio di viale Gramsci dalle 15.00 alle 18.00 Domenica 6 maggio in piazza 66 Martiri dalle 9.30 alle 12.00 Sabato 12 maggio all'inizio di viale Gramsci dalle 15.00 alle 18.00 Domenica 13 maggio in piazza 66 Martiri dalle 9.30 alle 12.00 Sabato 19 maggio all'inizio di viale Gramsci dalle 15.00 alle 18.00 Sabato 26 maggio all'inizio di viale Gramsci dalle 15.00 alle 18.00 Domenica 27 maggio in piazza 66 Martiri dalle 9.30 alle 12.00

Domenica 3 giugno, Palio di Grugliasco, via Lupo lato Monumento ai Caduti e alla Pace Sabato 9 giugno Festa dei giovani al Parco Le Serre dalle 15.00 alle 18.00 Sabato 16 giugno all'inizio di viale Gramsci dalle 15.00 alle 18.00 Domenica 17 giugno in piazza 66 Martiri dalle 9.30 alle 12.00 Sabato 23 giugno all'inizio di viale Gramsci dalle 15.00 alle 18.00 Domenica 24 giugno in piazza 66 Martiri dalle 9.30 alle 12.00

Passa a trovarci!


Se il lavoro fonda la Repubblica... “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Articolo 1, primo comma, della Costituzione. In forza di questo articolo, che pone il lavoro come spina dorsale della Repubblica e mette i lavoratori al centro della politica dello Stato, anche la nostra Sezione A.N.P.I. ha da sempre diretto il proprio interesse e portato la propria solidarietà a tutte quelle realtà dove i lavoratori si trovano, per tanti motivi, in una situazione di sofferenza. Inutile dire che in periodi di crisi, indotta o “naturale” che sia, queste situazioni vanno tristemente a moltiplicarsi, richiedendo maggior attenzione e sensibilità da parte di tutte le componenti della società. Ultimamente siamo stati presenti al presidio permanente degli operai della De Tomaso (ex Pininfarina, ed ancora presente in via Pininfarina, Borgata Lesna), dove i lavoratori ormai stremati da numerosi mesi di cassa integrazione, stipendi che non arrivano, incertezza del proprio posto di lavoro. Un dramma che tocca 900 operai e relative famiglie. Una situazione che, anche solo respirandola dal presidio, ci fa chiedere: “dov’è lo Stato, il Diritto, la Costituzione? Se questo è la condizione delle fondamenta della nostra Repubblica, cosa ci attende poco più in là?” La seconda situazione, solo apparentemente distante dalla prima, ci è addirittura venuta a cercare. E’ infatti solo grazie ad una lavoratrice che ci ha raggiunti su facebook, che siamo venuti a conoscenza di una mobilitazione locale dei lavoratori del commercio contro un decreto del Governo Monti votato in Parlamento che rende, tra le altre cose, il 25 Aprile un giorno di lavoro come un altro. Sotto vi riportiamo parte del comunicato rilasciato il 23 aprile 2012 dal Coordinamento Filcams CGIL “Le Gru”. “(…) Questa decisione è stata resa possibile formalmente dal recente decreto liberalizzazioni di gennaio 2012, con il quale si è lasciata alle imprese totale discrezione su giorni e orari di apertura delle attività commerciali: (…). Il solo risultato grave e dannoso che si è verificato va a scapito dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici del settore, numericamente la maggioranza assoluta degli addetti, che hanno visto peggiorare le loro condizioni di vita e il loro diritto alla conciliazione tra lavoro e vita privata e familiare: infatti, sono moltissimi i lavoratori e le lavoratrici che sono di fatto obbligati a lavorare domenica e festivi. La mancanza di rispetto per una delle festività fondanti la nostra Costituzione repubblicana è sicuramente condannabile già solo a livello di principio, ma diventa ancora più grave e non condivisibile dal momento che limita il diritto di festeggiare le giornate simbolo della nostra storia come lavoratori e come cittadini. Offre inoltre un modello di valori che nulla hanno a che fare con quanto commemoriamo nella giornata del 25 aprile per futili motivi e senza utilità sociale autentica. Per questi motivi e per permettere a tutti i lavoratori e le lavoratrici di godere delle festività fuori dai luoghi di lavoro è stata proclamata unitariamente dalle segreterie provinciali di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL l'astensione dal lavoro per le categorie del commercio e terziario per i giorni 25 aprile e 1 maggio. Ringraziamo l'attenzione mostrata dall'ANPI 68 Martiri di Grugliasco nel diffondere le istanze dei lavoratori e delle lavoratrici delle Gru e chiediamo la solidarietà da parte della cittadinanza e delle autorità cittadine tutte, insieme all'invito ad astenersi dalla spesa i giorni festivi e di domenica, perché la festa valga davvero per tutti.” E dovere di tutti i cittadini vigilare su questo tema, non solo perché domani potrebbe toccare a chiunque di noi, ma perché si tratta delle fondamenta della nostra Repubblica, senza le quali perdiamo ogni cittadinanza.


UN VENTO FRESCO Le donne per una democrazia paritaria Art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (...)" Ne siamo sicuri? La società, il nuovo governo eguagliano davvero tutti i cittadini senza distinzione? O si è "costretti" a declinare questi diritti per bene della comunità, per sanare questo profondo debito pubblico tagliando direttamente i fondi delle tasche dei già poveri? Per dire NO alle ingiustizie lavorative e sociali, per cercare un compromesso a queste riforme così nocive, le Donne di "Se non ora, Quando?" l'11 dicembre 2011 si sono nuovamente riunite in molte piazze italiane sotto lo slogan "se non le donne, chi?" con l'obiettivo di sottolineare come non sia pensabile far ripartire l'Italia senza mettere al centro misure che consentano alle donne di esprimere tutto il loro potenziale. In altre parole, si vuole far capire che l'uscita dalla crisi passa attraverso il lavoro e il welfare per le donne e per questo serve una democrazia paritaria. Così anche la nostra piazza Castello alle due in punto si è vista inondare da bandiere e adesivi rosa, un maroso di sirene di tutte le età e di tutte le professioni, di diverse etnie e svariati credo. Lì tutte insieme per confrontarsi e per urlare che non basta volere più rappresentanza, più potere, più posti nelle istituzioni politiche, bisogna avere le proposte e portare un punto di vista femminile nei contenuti. E' toccato alle Primule Rosse, gruppo ormai famoso nel nostro contesto Resistente, aprire la manifestazione con antichi canti femministi, riscaldando così il rigido clima invernale. Si sono susseguite sul palco donne, mogli,

madri, studentesse, immigrate, precarie, pensionate, sindacaliste, tirocinanti, disoccupate, speranze, denunce e tristi realtà. Un pomeriggio denso, colmo di proposte, incitamenti, sorrisi, indignazione, ma soprattutto carico di voglia: voglia di rimboccarsi le maniche, ancora, com'è già avvenuto nella nostra Storia, voglia di riscossa e desiderio di valorizzare le nostre capacità, le nostre doti, le nostre instancabili vite pronte ad assumersi non solo il peso di una carriera, ma anche quello di una famiglia, il peso dei cittadini del futuro, i nostri figli. Noi donne siamo forti per costituzione, sopportiamo carichi fisicamente e moralmente superiori al nostro, non ci bastiamo; nasciamo altruiste, scherzosamente ci definiscono crocerossine, ed è così, vogliamo sostenere anche noi il peso di questa crisi, ma lavorando e non venendo messe da parte, né noi, né tanto meno i nostri diritti di lavoratricidonne. Seneca diceva: "Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna": è realmente così? No, la Grande Donna non ha bisogno di nascondersi dietro larghe spalle, la Grande Donna sta a fianco e addirittura davanti, non ha paura di mostrarsi, e non per il suo corpo, ma per le sue idee. Le Grandi Donne fanno sentire la loro voce e scendono in piazza, annodano le loro vite come tanti gomitoli di lana colorati, fino a formare una maglia calda resistente, così unite mano nella mano marciano verso la vera uguaglianza. All'imbrunire, quando la voce era finita, ma gli argomenti no, è salito un forte e fresco vento, pieno di prospettive e promesse. Che fosse davvero il vento della riscossa?

"Avanziamo marciando e marciando a lottare anche per gli uomini perché son figli nostri e grazie a noi torneranno a vivere una vita che conoscerà la dolcezza" da “Bread and Roses” (canto popolare femminista)


A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'Italia Ente Morale D.L. N°224 del 5 Aprile 1945 Sezione “68 Martiri” di Grugliasco

DIFENDI LA DEMOCRAZIA! ADERISCI ALL’A.N.P.I.! Cos’è l’A.N.P.I.? L’A.N.P.I. è l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, fondata nel 1944 ed elevata a Ente Morale il 5 Aprile 1945, aperta a tutti i cittadini democratici e antifascisti che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza e si impegnano a continuarne il cammino. Cos’è la RESISTENZA? La RESISTENZA è il termine che indica l’impegno comune di liberi individui, partiti, movimenti e forze armate che si opposero politicamente e militarmente alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana di Benito Mussolini e all’occupazione nazista del Terzo Reich. La Resistenza costituisce il fenomeno storico in cui si individuano le origini della Democrazia e della Repubblica italiana. Perché aderire all’A.N.P.I.? Per vivere attivamente il proprio impegno civile quotidiano. Per tutelare la Costituzione dai tentativi di stravolgimento. Per condividere i valori di Libertà, Democrazia e Antifascismo. Per la Giustizia e per la Pace, per la tutela dei Beni Comuni. Per essere Cittadini del Mondo.

GENERAZIONE DOPO GENERAZIONE GLI STESSI VALORI Info e contatti: Fulvio 349/8880282 Sede: riunione venerdì 21.00-23.00 in Sezione, via La Salle 4 a Grugliasco Sito web: www.anpigrugliasco.blogspot.com Facebook: ANPI Grugliasco e-mail: anpi.grugliasco@gmail.com


La Gru Partigiana n° 4, aprile 2012