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Periodico edito dall’ANPI provinciale di Modena - Anno XXI N. 3 - giugno 2010 - € 0,50

L'impegno continua

Difendiamo la Democrazia tracciata dalla Costituzione Non ci sono dubbi, le celebrazioni dell’anniversario della Liberazione, il 25 aprile, sono state partecipate e programmate nel modo più ricco e vario. Sono state capaci di sollecitare l’attenzione di molti cittadini giovani e meno giovani. Molti i giovani e ragazzi che si sono recati, con i loro insegnanti, a visitare i luoghi di memoria, ad ascoltare testimonianze rese da partigiani e partigiane, a riflettere sul valore e del ruolo assolto dalla Resistenza, dall’antifascismo per la costruzione del nostro stato democratico. Tutto ciò ci conferma la grande importanza che assume la conoscenza della storia, italiana ed europea del 900. Quella storia il cui valore culturale e formativo non è certamente nei percorsi del Ministro dell’istruzione Gelmini. Va detto anche che è sull’onda di quelle celebrazioni così estese e per il richiamo insistente e convinto del Presidente della Repubblica che “finalmente” quest’anno il 2 giugno (giornata della scelta repubblicana) ha avuto, nella nostra provincia un risalto nuovo anche con l’impegno fondamentale delle Amministrazioni comunali e provinciale. Resistenza & Antifascismo Oggi

Il filo conduttore di questa ampia attività, è rappresentato dal tema di fondo: la difesa e l’applicazione della Costituzione italiana, contro pericoli reali di disattenderne gli obiettivi e contestarne i valori fondamentali. Questo impegno politico e culturale non può allentarsi, ma occorre consolidarlo ed ampliarlo: il perché di questo appello è sotto gli occhi di tutti, e vogliamo metterne in risalto gli elementi più eclatanti. Per lungo tempo, mentre chiudevano i luoghi di lavoro, si smobilitavano i cantieri, migliaia di lavoratori andavano in cassa integrazione, categorie intere di pensionati e di giovani pagavano pesantemente il peso di questa crisi economica. Il governo di centro – destra ne ha minimizzato e negato gli effetti pesanti. Ma poiché i nodi vengono al pettine, ora siamo di fronte ad una “manovra finanziaria” straordinaria di 25 miliari di euro. Una manovra pesante con misure che, se approvate dal Parlamento, sono ancora una volta, a carico dei meno abbienti e di quanti da sempre ne sopportano i peso maggiore, fiscalmente e moralmente. E’ una manovra

miope oltre che strabica. E’ completamente priva di ogni misura che tagli nel vivo i grandi capitali economici e finanziari; sono assentii provvedimenti seri e nuovi per fare cessare l’odiosa prassi della evasione fiscale, non c’è alcuna proposta per fare riprendere lo sviluppo dell’intera economia e con la ripresa del lavoro la ripresa dei consumi. CONTINUA A PAGINA 2

Dal governo Berlusconi una 'stangata' postale Il governo ha cancellato le agevolazioni postali per la stampa delle associazioni “no profit”. Con Decreto del 31 marzo 2010 ha di fatto cambiato le tariffe dal 1° aprile 2010, passando da 6 centesimi a 28 centesimi di euro (ogni copia spedita). Così si sopprime il diritto di informare ed essere informati. Noi possiamo solo contare sul sostegno dei nostri associati. Continuiamo a sperare nell’esito della sottoscrizione a sostegno di questo giornale per mantenerne l’attuale periodicità. Aprile 2009

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CONTINUA DALLA PRIMA Se guardiamo ai tagli operati nella finanza pubblica: scuola, università, ricerca, cultura; finanza dei Comuni, Province e Regioni. Tutto ciò è a scapito delle famiglie, del loro tenore di vita, ma in particolare si colpiscono le giovani generazioni togliendo loro una buona formazione, una valida crescita morale e sociale. Ma poi si grida agli sprechi: bene, d’accordo, togliamo gli sprechi, quelli che vediamo e dei quali leggiamo tutti i giorni: le speculazioni finanziarie di lor signori, i regali agli amici degli amici, togliamo di mezzo l’odiosa prassi degli arricchimenti illeciti! No, la strada seguita è un’altra: si tagliano i miseri fondi riconosciuti ai musei, ai luoghi di memoria, all’Istituto storico delle lotte di liberazione presieduto

dal Presidente Scalfaro, per non parlare del grande taglio a tutto il tessuto culturale nazionale. Inoltre questa maggioranza di centro–destra persiste nell’azione nefasta tesa a smontare, pezzo per pezzo questa nostra democrazia. Ciò avviene quando si afferma che non è permesso alla maggioranza di governare per la presenza di una “Costituzione catto – comunista”, nascondendo le divisioni della stessa maggioranza, ne sono la prova i decreti governativi, mai così numerosi, sui quali è impedita la discussione parlamentare con l’imposizione dei numerosi (o abituali) voti di fiducia; quando si teorizza e si legifera contro la libertà di informazione, quando si vogliono togliere strumenti di indagine moderni, dalle mani degli organi inquirenti

Alla scuola San Geminiano di Cognento

ALUNNI ITALIANI E TEDESCHI INSIEME PER RICORDARE

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nche quest’anno i ragazzi della Scuola elementare S. Geminiano di Cognento (Modena), hanno voluto portare il loro saluto e assicurare il loro ricordo al cippo dei Caduti Partigiani e dei caduti civili per motivi bellici. Cosa che puntualmente fanno tutti gli anni, ottimamente preparati dai loro insegnanti. Quest’anno c’era una novità, oltre agli scolari di Cognento c’erano anche bambini tedeschi con due loro insegnanti in visita alla scuola, i quali hanno voluto partecipare alla commemorazione dei Caduti partigiani. La colonna degli scolari è arrivata al cippo preceduta da due vigili e dalla corona di fiori offerta dalla Circoscrizione, portata a spalla da

due bambini. Dopo che la Vice presidente della Circoscrizione Elisa Caselgrandi ha portato il saluto, la manifestazione è stata tutta dei ragazzi italiani e tedeschi. Tutti, bambine e bambine, hanno esternato parole di pace, amore, fratellanza ripetutamente; tutti preparati dai rispettivi insegnanti, hanno detto frasi lunghe e corte, tutte inneggianti soprattutto alla pace. L’Inno di Mameli e altri cori hanno contribuito a commuovere molti dei presenti genitori e nonni. La conclusione fatta da un cittadino a nome dell’ANPI, ha concluso l’iniziativa con una poesia che allego, essendogli sembrata adatta all’uopo. BRUNO GIBERTINI

e dei magistrati, quando si vogliono togliere di mezzo i controlli e gli organi costituzionali di garanzia. Ecco le ragioni della ferma protesta e della mobilitazione degli antifascisti e partigiani. Moltiplicheremo le nostre iniziative, le promuoveremo e chiederemo su questi temi l’impegno di altre associazioni, movimenti, sindacati, partiti che come noi siano fermi nell’impegno per fermare questa deriva populista, qualunquista ed autoritaria. Continueremo a promuovere iniziative per fare conoscere la Costituzione, per farla apprezzare e per difenderla, per denunciare il malcostume, per difendere i diritti della persona, del cittadino, dei lavoratori e di quanti vogliono vivere nella onestà, nella sicurezza, in un paese democratico. AUDE PACCHIONI In concomitanza della commemorazione del 25 Aprile 2010, l’impegno dell’ANPI, di MEMO e dell’Istituto Storico, nella divulgazione nei confronti degli studenti delle scuole primarie e secondarie di Modena e della Provincia si è concretizzato nella realizzazione di: n° 37 LABORATORI che hanno visto coinvolti circa 1.751 alunni; n° 34 VISITE GUIDATE che hanno visto coinvolti circa 832 alunni; n° 60 INTERVENTI DIDATTICI che hanno visto coinvolti circa 1.803 alunni e 54 docenti; n° 28 TESTIMONIANZE che hanno visto coinvolti circa 1.550 alunni e n° 5 Testimoni Partigiani (Pioli Ibes, Tirabassi Bruno, Bompani Ezio, Gherardini Renato e Gibertini Bruno)

RESISTENZA OGGI: Direttore Responsabile: Rolando Balugani - Proprietario pro tempore: Aude Pacchioni, Presidente ANPI Provinciale Responsabile di Redazione: Garagnani Fabio Comitato di Redazione: Galantini Cesare, Garagnani William, Bompani Ezio, Croce Anna Maria, Amendola Marco, Solieri Laura, Trebbi Alessandro. Redazione e Amministrazione: via Rainusso, 124 - 41100 Modena - tel. 059/826993 - fax 059/828568 E-mail: anpimo@libero.it ; anpi.due@alice.it. Sito internet: www.emilia-romagna.anpi.it/modena Fotocomposizione e Stampa: Nuovagrafica, Carpi

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Resistenza & Antifascismo Oggi


A Sassuolo, in occasione del 25 aprile

IL RICORDO DI GIROLAMO ANDREOLI

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uest’anno all’interno delle celebrazioni del 25 aprile a Sassuolo uno spazio di riguardo è stato dedicato, per iniziativa dell’ANPI –Sassuolo, alla memoria del sassolese dott. Girolamo Andreoli, alla cui famiglia l’Amministrazione Comunale ha consegnato una targa alla memoria. La responsabile dell’ANPI di Sassuolo Antonia Bertoni ci spiega le ragioni di tale scelta: "Sono diverse: prima di tutto vogliamo come associazione far conoscere ai giovani e ai sassolesi che non hanno vissuto quegli anni il carattere corale della partecipazione alla lotta di resistenza al fascismo totalitario: a fianco della componente comunista, nella figura di Ottavio Tassi, si misero in luce a Sassuolo altri protagonisti di primo piano fra i quali Andreoli, Mussini, Dal Borgo, Carani . In secondo luogo crediamo nel valore etico offerto da figure esemplari, come quella che abbiamo ricordato il giorno della Shoah, mi riferisco al medico sassolese antifascista dott. Giuseppe Moreali che contribuì a salvare i ragazzi ebrei di Villa Emma, o come il dott. Girolamo Andreoli che prestò la sua opera per i malati, per i prigionieri inglesi, per gli ebrei e per i partigiani". Chi era Girolamo Andreoli? "Era nato a Mantova nel 1899, era figlio di un ufficiale di carriera, un generale di divisione tra i più decorati di Modena (la Francia gli conferì la Croce di Ferro). Girolamo si laureò in medicina a Modena e divenne medico condotto a Sassuolo, professione che svolse dal 1928 al 1961.I sassolesi lo ricordano come il “ medico dei poveri”, per l’assoluta dedizione al dovere e mancanza di interesse personale: a qualsiasi ora del giorno e della notte era a disposizione dei malati. La comandante partigiana Norma Barbolini lo descrive come accogliente e riservato, caratteri che ne facevano una persona gentilissima". Durante il ventennio quale fu il suo rapporto con il fascismo? "Girolamo Andreoli non era un politico in senso stretto, ma era un uomo indipendente, che si permetteva di criticare in piena libertà di pensiero, e soprattutto di parola, il regime, forte della sua professione e della stima di tanta gente. Ciò Resistenza & Antifascismo Oggi

tuttavia attirò su di lui, e non meno sulla sua famiglia, ostilità e rancori destinati a durare.Per fortuna la dirittura morale e lo zelo professionale catturarono il rispetto di molti pazienti fascisti che gli sottoscrivevano la tessera del partito fascista, indispensabile per poter esercitare la professione di medico: ricordiamo che già il dott. Moreali, antifascista, si era dovuto trasferire da Sassuolo a Nonantola, se voleva esercitare in pace. Quando nel 1944 Andreoli fu arrestato “per intelligenza col nemico”, cioè perché dava aiuto a prigionieri inglesi in fuga ed ebrei, al processo l’avvocato Peroux che lo difendeva addusse a testimonianza un

capoguardia fascista sassolese che giurò sulla fede fascista dell’Andreoli, per salvarlo dalla condanna. Scarcerato, Andreoli amava ripetere, “per insufficienza di prove”! E’ illuminante anche il suo comportamento successivamente all’entrata in guerra dell’Italia: nel 1941, nonostante un’imperfezione, compì regolarmente, come capitano medico, la campagna di Jugoslavia: “Per permettermi di criticare questo governo – disse- non debbo sottrarmi al mio dovere”. Era fatto così". Quando il suo impegno si fece più politico? "Andreoli era un antifascista e un uomo d’azione; ascoltava “Radio Londra” e si era avvicinato sin dal 1942 al Partito d’Azione, risorto a Modena. Fu naturale per lui collaborare con Ottavio Tassi dirigente sassolese del Partito comunista, uomo moderato e dialogante, con l’avv. Stefano Mussini, vecchio antifascista ed ex dirigente del Partito popolare, con l’industriale Dal Borgo, che avevano costituito a Sassuolo, poco dopo il 25 luglio e la caduta di Mussolini, uno dei primi comitati antifascisti della provincia. Nei

45 giorni Andreoli si espose pubblicamente nella critica al regime poi dopo l’8 settembre 1943 si impegnò nell’organizzazione clandestina di aiuto a prigionieri ed ebrei, quindi come già detto nell’aprile del 1944 fu imputato di vilipendio al fascismo ed assolto per insufficienza di prove. Da quel momento Andreoli non fu più al sicuro a Sassuolo e fu costretto a rifugiarsi in montagna, portando con sé i due figli, il maggiore, Carlo Alberto, chiamato alla leva dalla repubblica di Salò, e il minore, Giuseppe, studente in medicina. I figli entreranno nelle formazioni partigiane e parteciperanno alla Resistenza nella nostra montagna inquadrati in formazioni diverse. Nella casa di famiglia, dove era rimasta da sola la moglie, fu installato il comando tedesco: i tedeschi ben sapevano di abitare in casa di ribelli!" Il nome di Girolamo Andreoli è da quel momento legato all’Ospedale partigiano di Fontanaluccia… "Sì, l’iniziativa della costituzione dell’ospedale partigiano nel territorio libero della Repubblica di Montefiorino partì dai dirigenti della formazione Barbolini, e in particolare da Norma Barbolini, che tra l’altro aveva già avuto occasione di conoscere e di apprezzare la generosità delle suore dell’Ospizio di Santa Lucia di Fontanaluccia, aperto da don Mario Prandi, presso cui in precedenza erano stati curati alcuni partigiani feriti. La sede fu quindi individuata nella scuola elementare a Casa Cerbiani, il materiale fu in parte “inventato”, in parte arrivò dai lanci alleati e dagli ospedali di Pavullo e Sassuolo, oltre che da Ottavio Tassi. Il dott. Andreoli diresse l’Ospedale, coadiuvato da luglio dal dott. De Toffoli, dal dott. Angelo Comini, dal dott. Poggipollini e da alcuni studenti in medicina, tra i quali il figlio Giuseppe. Il 30 luglio, con l’inizio del rastrellamento tedesco della Repubblica di Montefiorino anche “l’ospedale” si trovò nella bufera e i malati furono trasferiti. Le scuole con l’ospedale vennero incendiate dai tedeschi. L’ospedale sarà poi di nuovo ricostituito e suddiviso tra l’Ospizio di don Mario Prandi, sempre diretto dal dott. Andreoli, e Casa Cattalini di Civago. Il dott. Girolamo Andreoli continuò nel dopoguerra la sua professione di medico condotto e ginecologo, contribuendo alla riorganizzazione dell’Ospedale civile di Sassuolo". Giugno 2010

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Nelle due foto sopra: momenti delle celebrazioni del 25 aprile a Camposanto Nella foto sotto: un momento delle celebrazioni al Forte Urano, Castelfranco

L a l et t e ra

Pubblichiamo la lettera di una giovane iscritta dell’Anpi abruzzese che ha scritto le sue impressioni dopo aver visionato il documentario dell’anpi di Carpi “La battaglia di Rovereto”: Ciao! Mentre ti scrivo questa mail sono molto emozionata, perché ho appena visto il DVD che mi hai spedito e mi risuonano ancora nella testa tante cose.. le note della musica di sottofondo, le parole con cui un partigiano ha definito cos’è per lui la libertà, la poesia “22 aprile” recitata con tanta passione.. rivedo ancora gli occhi così vivi dei partigiani.. Ti ringrazio tanto per avermi spedito il DVD come mi avevi detto.. Quando l’ho ricevuto ho provato una grande gioia, e oggi pomeriggio (il primo di vacanza), ne ho approfittato per vederlo

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Nella foto sopra: la copertina della pubblicazione 'adottare un monumento', iniziativa della classe II B di Saliceto Panaro Nella foto sotto: un momento delle celebrazioni di San Damaso, alla presenza del presidente della Circoscrizione 3, Bertacchini.

con calma.. Innanzitutto, complimenti per il lavoro che avete fatto, e soprattutto grazie per averlo svolto, perché così diffondete un pezzo di storia che è poco conosciuto.. io ad esempio non avevo mai sentito parlare della Battaglia di Rovereto.. Quindi grazie per avermi trasmesso questa vostra esperienza e questa vostra e nostra storia, che ora potrò aggiungere nella mia memoria.. e così ricordare con sempre maggiori conoscenze, chi sono e da dove vengo, da dove viene la mia libertà, chi ha dato la vita anche per me.. Se puoi, ringrazia tu da parte mia - puoi dire “da parte di una ragazza abruzzese” :) - i partigiani che sono stati intervistati nel video! Spero che, se un giorno verrò lì da voi, potrò stringergli la mano! Grazie di cuore per quello che avete fatto! Cercherò, come sarà più possibile, di

diffondere questa storia.. A maggior ragione ora che il Ministro della Pubblica Istruzione ha eliminato dai programmi scolastici di storia la Resistenza... Sai, un giorno mi sono trovata a parlare di Resistenza con un ragazzo, e della necessità di dover resistere anche oggi.. E questo ragazzo, avvilito e disilluso, mi ha detto che tanti parlano ma nessuno fa niente! Beh, io penso che ognuno si aspetta che “gli altri” facciano “qualcosa”, ma che in fondo non si ponga la domanda “ma io faccio qualcosa?”.. Ecco, io voglio impegnarmi ogni giorno per resistere, e un modo è quello di diffondere, in mezzo a tanta ignoranza che dilaga soprattutto tra i giovani come me, quel che è stata la Resistenza! Grazie di cuore!! A presto... CATERINA Resistenza & Antifascismo Oggi


Il 25 aprile, al Quirinale

MEDAGLIA D'ORO AI NIPOTI DI MARINELLI

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L'istanza venne inoltrata dal Comune di Zocca il 28 maggio del 2008 ed è stato così riconosciuto l'impegno, la forza morale, il coraggio e gli indomiti ideali di libertà e di giustizia. Zosimo Marinelli fu antifascista sin dagli anni '20, e costituì una delle prime formazioni partigiane in provincia di Modena. Venne arrestato grazie ad una spiata e fucilato insieme ai suoi compagni il 27 gennaio 1944 presso il P0ligono di tiro di Borgo Panigale, dopo un processo farsa. In occasione del 2 giugno 2010, festa della Repubblica, il presidente Napolitano ha inoltre consegnato la medaglia d'oro anche a 46 ex deportati dei lager originari della provincia di Modena.

Il 25 aprile alla Circoscrizione 2

A Ravarino

stata l'unica Medaglia al merito civile conferita 'ad personam' dal Presidente Giorgio Napolitano in occasione dello scorso 25 aprile. A riceverla i nipoti di Zosimo Marinelli, Gloria (nella foto sotto), Giuliano, Maurizio ed Enzo Mazzucchi, ed il sindaco di Zocca, Carlo Leonelli, accompagnati nell'occasione da Rolando Balugani, autore del libro "Marinelli, apostolo della Resistenza".

Come sempre ricchissimo il calendario di eventi che ha coinvolto scuole e altri enti della Circoscrizione 2 a cavallo del 25 aprile. L’unione delle forze tra scuole Bersani di Albareto, Cooperativa Il Girasole, Parrocchia di Albareto, Polisportiva Forese Nord e Circoscrizione ha dato vita a una bellissima recita dei bambini che ha avuto come tema la Resistenza e i suoi valori e a una bella festa nel campo vicino la scuola. 500 ragazzi hanno poi assistito alla lettura animata sul tema “La Scuola al Tempo dei Figli della Lupa”, la cui mostra fotografica è stata esposta alle scuole Marconi, alle scuole Ferraris e al Circolo XXII Aprile nel periodo di aprile. Il 24 aprile agli orti di Modena Est circa 200 persone hanno partecipato alle celebrazioni , così come altrettante hanno affollato il Circolo XXII Aprile il giorno stesso del 25, dove si sono svolti una recita dei ragazzi del Gavci e una parata con la banda patrocinate dalla Circoscrizione 2, presente all’evento. Infine ricordiamo l’affollata inaugurazione, il 23 aprile a Modena Est, della sala intitolata a Mirco Sighinolfi, alla presenza del sindaco Pighi, di Aude Pacchioni, di Antonio Carpentieri (presidente Circoscrizione 2), di rappresentanti della CGIL e dei famigliari. Resistenza & Antifascismo Oggi

L'ANPI IN FESTA GUARDA AL FUTURO

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ltre 160 persone hanno partecipato alla prima festa dell’Anpi di Ravarino, organizzata lo scorso 17 aprile nella grande sala del circolo Arci. Dopo una gustosa cena a base di polenta e costine, la serata è proseguita con musiche, balli e poesie dialettali di Chira Sentimenti. All’iniziativa hanno partecipato alcuni ex partigiani e rappresentanti dell’Anpi provinciale di Modena, tra cui la presidente Aude Pacchioni (nella foto) che, nel suo intervento di saluto, ha ricordato l’importanza dei valori che hanno animato la Resistenza e la Costituzione: «ogni cam-

biamento della Costituzione deve essere fatto tenendo come riferimento quegli stessi valori di libertà e democrazia». Sul palco con lei anche il sindaco, Marino Gatti (nella foto), e la responsabile dell’Anpi di Ravarino, Luisa Guizzardi. La serata ha visto la partecipazione straordinaria del disegnatore di Rainews 24, Gianni Carino, che ha realizzato per i presenti simpatici ritratti e caricature. L’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, raccoglie i cittadini che credono nella validità dei principi della Costituzione e su questo tema si propone di organizzare anche a Ravarino diverse iniziative.

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Tesseramento 2010

GLI ARTISTI SI ISCRIVONO ALL'ANPI

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olti i nuovi iscritti all’ANPI di Modena nel 2010, e una iniziativa importante e significativa è stata realizzata a Roma. L’idea di Dacia Maraini e Concita De Gregorio di aprire una campagna di tesseramento tra gli artisti, lanciata in una conferenza stampa il 21 giugno presso la sede nazionale dell’Associazione a Roma, ha già dato i frutti sperati. Infatti, si apprende dall’Unità del 22 giugno scorso, che si sono iscritti all’ANPI, con una motivazione significativa: (“Mi iscrivo all’ANPI perché la Resistenza non sia solo memoria del passato ma esercizio del presente”): Andrea Camilleri, Giuliano Montaldo, Giancarlo De Cataldo, Romana Petri, Rosetta Loy, Frabrizio

Gifuni, Simona Marchini, Sandra Petrignani, Fabiuo Bussotti, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia, Mario Monicelli, Neri Marcorè, Emma Dante, Marco Paolini, Gigi Proietti, Moni Ovadia, Ugo Gregoretti, Marco Bellocchio, Giorgia, Monica Guerritore, Sabrina Ferilli, Massimo Carlotto, Roberta Torre, Irene Grandi, Matteo Garrone, Francesca Archibugi, Valentina Carnelutti, Emanuela Giordano, Beppe Sebaste, Lidia Ravera, Silvia Nono, Flavia Gentili, Italo Spinelli, Francesca Comencini, Cristina Comencini, Ellekappa, Staino, Liliana Cavani, Serena Dandini, Riccardo Milani, Piera Degli Esposti, Vincenzo Cerami, Ascanio Celestini, Margherita Hack, Eugenio Finardi, Lucio Villari, Pierluigi Meneghetti, Mario Prosperi, Rossella Or, Lisa Ginzburg, Luca Archibugi, Nadia Urbinati, Roberto Citran.

L’UOMO ONESTO Vedo un’ombra che cammina, dondola, inciampa, sembra andare su una strada in salita, mi domando! E’ un nuovo modo di ballare? Lo guardo bene: no! E’ un essere umano, umiliato e offeso! Dimmi, gli chiedo, sei forse da Cernobil venuto? O fra i dimenticati sei di Seveso! Non sarai spirito temuto, disperso fra le tante ciniche guerre, che di sangue hanno il mondo sommerso? NO! NO! Sono un operaio, sono disoccupato, di onestà sono accusato; dondolo, inciampo, perché sono affamato; non posso curarmi e sono ammalato: Sto ballando come vede, la ballata dell’onesto che non cede, della pecorella che smarrita non è, che lotterà ancora per gli altri e per sé!!! PIK inaugurazione, il 23 aprile a Modena Est, della sala intitolata a Mirco Sighinolfi, alla presenza del sindaco Pighi, di Aude Pacchioni, di Antonio Carpentieri (presidente Circoscrizione 2), di rappresentanti della CGIL e dei familiari.

ANPI DI MODENA: È BOOM DI ISCRITTI GRAZIE AGLI ANTIFASCISTI Comitato Provinciale di MODENA

Totale iscritti 2009: 5.556 di cui

Partigiani combattenti e patrioti: 1.108 Antifascisti: 4.448 uomini: 2.875 donne: 1.573 di cui fino a 35 anni: 1.095 da 35 a 60 anni: 2.168 oltre 60 anni:1.185

Totale iscritti antifascisti dopo il Congresso di Chianciano: fino a 35 anni: 464 da 35 a 60 anni: 907 oltre 60 anni: 447 di cui uomini: 1.063 donne: 755

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Resistenza & Antifascismo Oggi


A Carpi: la Resistenza in concerto. La cronaca del 21 aprile

UN VIAGGIO NEI CANTI PARTIGIANI

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anca ancora un po’ all’inizio del concerto, dentro ancora le prove, ma fuori c’è già una lunga fila brulicante e ordinata, che parte dal teatro e, come un lungo serpente, attraversa la grande piazza arrivando fino ai portici, una soffusa luce turchese di crepuscolo la avvolge… sono proprio in tanti! I giovani volontari dell’Anpi si preparano a distribuire il programma della serata…20:30 le porte si aprono, nonostante la folla, la fila si dirama sobriamente riempiendo a poco a poco il teatro. Un brusio delicato anima la sala colma, ma appena le luci si spengono il silenzio è assoluto! Tutti aspettano l’inizio…si respira un’atmosfera epica. …come nelle tiepide sere d’estate, quando fuori dalle case, gli anziani iniziano a raccontare le loro storie e i bambini, catturati da quelle parole d’una volta, vive e commosse, ascoltano in silenzio coi loro occhi increduli, come trasportati in una favola…così le parole della lettrice, accompagnate da una serie di fotografie che scorrono alle spalle dei musicisti e seguite dalla musica della Filarmonica Città di Carpi e dalle canzoni dei Modena City Ramblers danno inizio al racconto…un percorso che disegna la resistenza attraverso il canto partigiano! Dalla guerra alla lotta di Liberazione,

Resistenza & Antifascismo Oggi

l’8 settembre annuncia un nuovo corso…come il “vento” anche la banda inizia sussurrando le prime note del brano d’apertura,“Fischia il vento”, un incipit solenne che sa raccogliere e liberare quella silenziosa emozione che avvolge il teatro. Il ritmo parte lento, poi incalza, splendidi la fisarmonica e il clarinetto… sulle ultime note il pubblico si unisce ai musicisti… “a conquistare la rossa primavera, dove sorge il sol dell’avvenir”… è ormai svelato il senso della serata! Capitolo secondo “Shota”…in questo pezzo la banda è sola, i MCR ascoltano con il pubblico, mentre la lettrice ci spiega che con l’armistizio l’esercito italiano è allo sbando, la resistenza prende corpo, in gesti non ancora organizzati, ma mossi del sincero amore per la Patria e così ci racconta della Divisione Italiana Garibaldi, che non accetta la resa ai tedeschi e, con i simboli e i distintivi dell’esercito italiano, combatte con Tito! Dall’universale al particolare, con il terzo brano il racconto arriva proprio qui vicino, a casa Cervi, nella nostra pianura, forse per questo l’emozione si fa più forte, le parole di papà Cervi risuonano nell’aria… “dopo un raccolto ne viene un altro!” e il sacrificio dei suoi sette figli non è stato inutile, tra qualche giorno, come tutti gli anni, saremo di nuovo a Campegine, nella loro bella casa, per festeggiare tutti insieme il 25 aprile. I MCR accompagnati dalla banda, eseguono “La pianura dei sette fratelli” che, come una ninnananna, avvolge il pubblico che si commuove! Il concerto procede con due pezzi eseguiti dalla Filarmonica; il primo irlandese ci ricorda un’importante azione congiunta tra partigiani delle Brigate Gufo e Garibaldi e truppe d’assalto inglesi, l’ “Operazione Tombola”, con questo brano si ricorda un aneddoto simpatico: il segnale convenzionale che diede il via all’attacco fu la musica di una cornamusa suonata da un soldato inglese; il secondo è un brano Klezmer classico, che ci racconta della Brigata Ebraica in Italia, che proprio a Brisighella fu autorizzata ad utilizzare per la prima volta una bandiera propria…è un successo per il clarinetto! Riprendono i MCR con un loro pezzo “Al Dievel” la storia di Ger-

mano Nicolini, il comandante Diavolo, che dalla resistenza, con una medaglia d’argento al valor militare, ancora oggi è testimone di quella esperienza; poi di nuovo un pezzo tradizionale, rielaborato, “I ribelli della Montagna” ….“la giustizia è la nostra disciplina, la libertà l’idea che ci avvicina”, un brano molto bello, l’atmosfera è ormai corale, l’emozione si tocca. Poi la storia di una crudele rappresaglia, 23 giugno1944, nella località La Bettola di Vezzano sul Crostolo, unica “Superstite” Liliana, che “…per molti anni ha sognato gli spari…oggi nonna di tanti nipoti, a volte si sveglia con gli occhi aperti nel buio e rivede la Bettola in fiamme”. Il concerto entra nel vivo dell’esperienza della resistenza con gli ultimi brani che raccontano il senso di quella storica scelta che cambiò le sorti del nostro paese e la vita di tante donne e tanti uomini: …“lungo il sentiero dei nidi di ragno nasce la storia di questo paese…dal fuoco della rivolta e dal sogno di chi non si arrese”, dal “Il sentiero”, un brano che si ispira al testo di Italo Calvino del 1947; “…tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuor, la speranza è la nostra compagna, avevamo la vita oltre il ponte, vedevamo a portata di mano l’avvenir di un mondo più umano e più giusto, più libero e più lieto” da “Oltre il ponte”di I. Calvino e S. Liberovici; mentre tra il pubblico e tra i musicisti c’è chi alza il pugno, chi si commuove, chi sembra trovarsi proprio li in quei luoghi, in quei giorni, come una volta o per la prima volta, è un’emozione forte sentire che tutti, dal più piccolo al più grande, cantano insieme perché attraverso quel canto si onora la memoria, si crea un ponte tra chi ha combattuto e chi oggi si sente figlio di quella lotta! Un canto corale che unisce tutti in un sentimento di partecipazione e di identità! Il concerto si avvia alla conclusione con “Bella Ciao”, si rompono le righe e dopo i primi, più istintivi, tutto il pubblico si alza in piedi, per sentirsi ancora più partecipe, per liberare l’emozione, per ringraziare chi ha pensato e realizzato un momento veramente bello! Si esce dal teatro pieni di gioia e commozione, i giovani dell’Anpi salutano il pubblico distribuendo le ultime locandine, che finiscono immediatamente… anch’io ne prendo una…la voglio conservare! ENZA COZZOLINO Giugno 2010

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A Cavezzo, la testimonianza di Ibes Pioli

RESISTENZA, DEMOCRAZIA E NUOVE GENERAZIONI

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urante la mattinata dello scorso 11 maggio a Cavezzo si è tenuto un incontro-testimonianza di Ibes Pioli per gli studenti delle classi terze medie. Questa iniziativa è nata da una collaborazione tra l’Anpi provinciale di Modena, l’Amministrazione Comunale di Cavezzo e la sezione locale dell’Anpi, che negli anni hanno lavorato insieme nella promozione di una serie d’iniziative rivolte ai ragazzi delle scuole, al fine di diffondere la conoscenza dei temi legati alla Resistenza e all’Olocausto. L’incontro con la Sig.ra Pioli ha rappresentato uno strumento di approfondimento e di riflessione per gli studenti su temi legati alla nostra storia recente relativa alla guerra e al regime totalitario fascista. Infatti, soltanto chi ha vissuto questo periodo storico nella sua drammaticità, può trasmettere il valore della democrazia, intesa come un regime nel quale i diritti civili e politici e le libertà sono costituzionalmente garantiti ed esercitati pienamente. La pratica tipicamente democratica di sedersi ad un

tavolo per discutere di temi importanti al fine di giungere ad una decisione condivisa, potrebbe sembrare ovvia ai più giovani, al contrario è il frutto di lotte e contrapposizioni civili forti. Mai come oggi è necessario raccontare la storia a scuola e spiegare come si è giunti a godere di tutta una serie di diritti e tutele, che vanno difesi e preservati. At-

traverso le vivide parole di Ibes Pioli che raccontavano il nostro passato di Resistenza, si è trasmesso ai ragazzi un bel messaggio di pace e democrazia, con l’auspicio che possano trarvi il dovuto insegnamento. LISA LUPPI ASSESSORE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE

L'ASSALTO ALLA NAVE PACIFISTA IN MEDIO ORIENTE: L'ULTIMO ATTO DI UNA GUERRA LUNGA 60 ANNI Solo poche settimane fa abbiamo assistito ad un altro episodio di quella che possiamo definire, ahimè e senza tema di smentita, una guerra che dura ormai da oltre 60 anni. L’attacco di Israele alle navi dei pacifisti non è che l’ultimo di una miriade di sanguinosi episodi che minano alle basi non solo la tranquillità dei civili, la convivenza dei popoli dell’area mediorientale e i rapporti internazionali, ma anche e soprattutto i principi fondamentali di fratellanza e tolleranza predicati da quelle religioni in nome delle quali spesso si compiono stragi sanguinose e spesso

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fratricide. E, soprattutto, che coinvolgono sempre i civili, gli innocenti. Un attacco, l’ultimo, che forse è senza precedenti, per la violenza usata, per l’obiettivo (un’imbarcazione che sì aveva violato il blocco navale ma che era zeppa di pacifisti) e soprattutto per le reazioni internazionali che ha scatenato: reazioni fermamente e finalmente di condanna, anche e soprattutto da parte di quegli organismi (Nato e ONU) che sono i più influenti a livello mondiale. La stessa segretaria di stato americana, Hillary Clinton, ha definito intollerabile la situazione di Gaza, asserendo, senza prendere una posizione decisa contro Israele, ma in maniera forte e convinta, come «vada rispettata l’esigenza israeliana di sicurezza tanto quanto le richieste palestinesi di assistenza umanitaria e l’accesso regolare ai mezzi di ricostruzione». Dura anche la reazione delle Nazioni Unite, che pur non contando sull’unanimità dei consensi, ed anzi vedendo al proprio interno più fronti, hanno comunque condannato sen-

za mezzi termini l’accaduto, auspicando un’inchiesta rapida e giusta e soprattutto trasparente. Reazioni internazionali che inizialmente hanno stizzito Israele. Il documento stilato a New York si conclude con l’esortazione che le parti in causa diano «prova di moderazione ed evitino ogni atto unilaterale e di provocazione». Purtroppo inviti di questo genere (provenienti da tutto il mondo, o quasi) non vengono quasi mai accolti. Nemmeno quando a condannare le violenze è il Santo Padre. E allora ci chiediamo quanto andrà avanti ancora questa situazione di stallo e di guerra, per quanto ancora i campi profughi e milioni di persone saranno ridotti alla fame e vessati dai carroarmati, per quanto ancora il terrorismo e la vera o presunta difesa da esso continueranno a uccidere persone che chiedono solo una casa e una vita dignitosa, niente più. E a cui del petrolio, degli affari internazionali, delle zone militari e della guerra non importa proprio nulla. ALESSANDRO TREBBI Resistenza & Antifascismo Oggi


Riforma costituzionale?

LA PAROLA A VALERIO ONIDA

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econdo noi, quando abbiamo discusso per fare questa iniziativa, c’è da essere davvero preoccupati, perché c’è un metodo molto confuso nel proporre questo tema, ci sono misure che vengono adottate che fanno pensare che la Costituzione la si voglia quasi svuotare, toccando cioè provvedimenti che davvero mettono in discussione i principi e le fondamenta che stanno alla base della nostra democrazia” ha detto Aude Pacchioni nell’introdurre l’incontro promosso dal coordinamento per la difesa della Costituzione – Modena “Modifiche costituzionali: servono davvero? E quali?” con Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, avvenuto il 18 maggio 2010 a Modena nella Sala Gorrieri di Palazzo Europa. “Questo tema di cambiare l’assetto democratico del Paese per noi è molto serio e per fortuna ritroviamo attorno ad esso un’attenzione rinnovata anche e soprattutto da parte dei giovani, che esprimono la necessità di capire, di conoscere”. “Questo argomento fa parte di un mito, il mito della grande riforma costituzionale iniziato negli anni Ottanta, quando alla base della necessità di riformare stavano le accuse di debolezza dell’esecutivo e di vizio di eccesso di consociativismo della nostra politica” ha esordito Valerio Onida “Dossetti definiva questo un “mito sostitutivo” cioè adottato per sostituire problemi più grandi che non si volevano affrontare. Talvolta, comunque, sembra che le forze politiche considerino le riforme costituzionali come un terreno ideale o per avviare processi di convergenza o, al contrario, in caso di

situazioni in cui una maggioranza vuole affermare la propria autosufficienza. Se c’è, invece, un terreno che dovrebbe stare lontanissimo dai rapporti di forza, dalle contingenze politiche, è proprio quello della Costituzione, che dovrebbe rimanere sempre un terreno comune estraneo alle discussioni e alle divisioni politiche. Ciò di cui si parla quindi è un mito, un mito pericoloso perché come tutti i miti nasconde la realtà, ovvero la realtà costituzionale così come si è delineata a partire dagli anni Ottanta ad oggi, in cui ritroviamo un quadro completamente opposto. Come si fa oggi a sostenere ancora che l’Italia ha un esecutivo debole che debba essere rafforzato costituzionalmente? Cito semplicemente quattro esempi: l’abuso dei decreti legge, l’abuso delle deleghe legislative, l’abuso della questione di fiducia, l’abuso delle ordinanze d’urgenza che sono tutti strumenti a disposizione del Governo cioè dell’esecutivo. E tornando al consociativismo, si può dire davvero che oggi ci sia un eccesso di negoziazione tra maggioranza e opposizione? Non è il contrario? La maggioranza tiene alta la bandiera della propria autosufficienza e all’oppo-

sizione, oggi più che mai, si supplica di fare appunto opposizione! La realtà dei fatti quindi smentisce quotidianamente il mito della grande riforma costituzionale. Garantire la Costituzione è garantire l’unità. Il punto è che mentre noi continuiamo a discutere sui modelli, quello che rischiamo davvero è che deperisca il funzionamento corretto del sistema costituzionale. Il discorso da fare, lo slogan da seguire, deve essere questo: la Costituzione va attuata bene, quindi vanno combattute le degenerazioni, gli abusi, i distanziamenti rispetto alla corretta applicazione di essa. Ma mentre il discorso riformistico va in direzione opposta, il rischio è che piano piano si perda non solo il senso di questa parte della Costituzione (ovvero l’equilibrio dei poteri, il modo in cui sono articolati) ma si perdano l’anima, i contenuti essenziali perché quelli che davvero sono a rischio sono gli ideali costituzionali.” LAURA SOLIERI

Strage di Monchio, Susano, Costrignano

ANPI PARTE CIVILE NEL PROCESSO CHE CONTINUA AD OTTOBRE

L'

ANPI di Modena è parte civile nel processo realtivo alle stragi di Monchio, Susano e Costrignano. Riconosciuta come erede, in forma statutariamente riconosciuta, delle formazione che costituirono "centro di riferimento collettivo di grandissima parte della popolazione italiana che, animata dal medesimo sentimento di restituire in maniera definitiva al Paese libertà e democrazia, ha agito nelle più svariate forme, anResistenza & Antifascismo Oggi

che non necessariamente armate", l'Anpi è stata ammessa come parte civile poiché portatrice dell'interesse protetto dal provvedimento penale e come oggetto danneggiato dagli eventi in causa. Gli imputati chiamati a rispondere a titolo di concorso in omicidio plurimo e pluriaggravato per i fatti del 18 marzo 1944 sono sette, compresi due militari tedeschi ritenuti responsabili del cannoneggiamento che, nella prima mattina del 18 marzo,

colpì gli abitanti delle tre località oggi comprese nel territorio del Comune di Palagano, e fece da appoggio all'avanzata del Reparto esplorante della Divisione Goering. Oltre all'Anpi sono stati riconosciuti come parte civile anche 69 familiari delle vittime, molti dei quali furono tesimoni diretti dell'uccisione dei civili. La trattazione del processo è stata rinviata al 12 ottobre, mentre le ultime due udienze si sono svolte nel mese di maggio. Giugno 2010

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Le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia

A PROPOSITO DEL BINOMIO RISORGIMENTO-RESISTENZ

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l 4 novembre 1944 un fante, un marinaio, un aviere e un partigiano salirono la scalea dell’Altare della Patria per rendere omaggio al Milite Ignoto. La guerra di liberazione era ben lungi dall’essere conclusa, ma anche con gesti simbolici come questo si cercava di ribadire la continuità della costruzione della nostra Patria (termine recuperato ad un uso non nazionalistico e non fascista da Carlo Azeglio Ciampi), celebrando le tappe fondamentali della sua formazione. Salendo le scalee del Vittoriano, ideato e pensato per celebrare l’Unità dell’Italia, si voleva ricordare il Risorgimento: rendendo omaggio al milite ignoto, ivi poi collocato, veniva rievocata la Grande guerra (secondo momento fondativo dello Stato italiano); infine la corona d’alloro, portata insieme da tre rappresentanti dell’Esercito e da un partigiano, era un esplicito riconoscimento al valore militare della Resistenza, intesa come nuovo Risorgimento. I partigiani, insomma, venivano collocati nel ruolo di liberatori della patria dallo straniero: simbolicamente accanto ai corpi dei volontari che, nell’Ottocento, avevano combattuto nelle Guerre di Indipendenza e nell’impresa dei Mille. La lotta per la liberazione della patria dallo straniero è il punto di più incontestato contatto tra il Risorgimento e la Resistenza, è la motivazione iniziale alla lotta di liberazione che si evince da un gran numero di testimonianze di partigiani, come ad esempio quella di Ermanno Gorrieri, che affermò: “All’inizio la mia Resistenza fu più patriottica che politica”. E si trattava di una lotta di straordinario valore unitario, perché come ha detto di recente Carlo Azeglio Ciampi, se ci fosse stato un sentimento di divisione, quando l’Italia è stata fisicamente divisa, dall’8 settembre 1943 fino al 25 aprile del 1945, questa divisione sarebbe stata resa permanente. Più in generale il Risorgimento e la Resistenza ebbero in comune l’amore per la libertà e l’odio contro la tirannide: coniugati naturalmente, in contesti storici profondamente diversi. Nell’Ottocento fu forte l’influenza politico/culturale della Rivoluzione francese, che indusse i patrioti a battersi per conquistare le libertà liberali (di stampa, 10

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di associazione, d’intrapresa e di un assetto non autoritario dello Stato). Un secolo dopo i partigiani, al di là della lotta contro il nazifascismo, si posero anche l’obiettivo della giustizia sociale, sotto l’influsso della Rivoluzione d’Ottobre e delle idee del cattolicesimo sociale come quelle, ad esempio, di don Giuseppe Dossetti. Idee e influenze che trovarono il loro punto d’incontro (non di compromesso) nella Costituzione repubblicana. Scavando nelle vicende del Risorgimento e della Resistenza, si possono trovare, comprensibilmente, molti altri punti di contatto dei due momenti fondativi dello stato italiano. Uno forse dei meno indagati, ad esempio, è il ruolo delle donne. Queste ebbero invece un posto importante anche nel Risorgimento. Ci furono donne che comandarono formazioni di volontari, come quella aristocratica napoletana che guidò 200 patrioti della sua città nelle Cinque giornate di Milano, o di altre donne, come le ausiliarie della Giovine Italia, che durante l’esperienza della Repubblica Romana furono in prima linea a raccogliere e a disinnescare le bombe. E altre ancora fecero le staffette o curarono i feriti come a Solferino, in quella che fu la più tragica battaglia di tutto il Risorgimento, dove si contarono

alla fine della giornata oltre 30000 tra morti e feriti gravi. Le donne che parteciparono alla Resistenza furono certamente più numerose (35.000 solo quelle ufficialmente riconosciute come partigiane combattenti) ma soprattutto, insieme all’impegno militare, seppero raccogliere idealmente dalle patriote dell’ottocento il testimone della partecipazione alla politica come strumento dell’emancipazione femminile, che fece un importante passo avanti con la conquista del diritto al voto il 2 giugno del 1946. Oltre questi e ad altri elementi di continuità e di contatto tra Risorgimento e Resistenza che hanno permesso di definirli come primo e secondo Risorgimento, perché il primo fondò lo Stato unitario italiano e il secondo lo rifondò come stato democratico e repubblicano, vanno segnalate anche alcune tra le differenze che li contraddistinsero. Una di queste riguarda il ruolo dei cattolici nel Risorgimento e nella Resistenza. Infatti, mentre nell’Ottocento, esauritasi l’esperienza del cattolicesimo liberale, il ruolo dei cattolici fu sostanzialmente in linea con l’invito di Pio IX al disimpegno dalla politica, nella Resistenza i cattolici, sul scia del pensiero politico elaborato dal Partito Popolare, furono presenti at-


ZA E DELL'UNITA' D'ITALIA tivamente nelle formazioni partigiane e, terminata la guerra, diedero il loro contributo alla stesura della Costituzione e guidarono per decenni i governi della Repubblica. Non meno rilevanti furono le differenze legate alla questione meridionale. Infatti, conclusasi la fase risorgimentale con la proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861, iniziò la dura piemontizzazione del meridione che, oltre all’inserimento di personale del Nord negli uffici pubblici, conobbe un momento duramente cruento nella lotta al brigantaggio, condotta dal generale Cialdini al comando di un contingente di circa 100.000 uomini. Differente fu l’approccio verso il meridione del rifondato Stato repubblicano. Infatti, già nel 1946 venne riconosciuta una speciale autonomia alla Regione Siciliana, poi confermata nel testo definitivo della Costituzione del 1948. Approccio diverso che però non è stato in grado finora di risolvere in modo soddisfacente i problemi del meridione, contrassegnati dal tradizionale ritardo economico e dalla endemica presenza della delinquenza organizzata. Quanto alla composizione sociale dei due movimenti, la diversità è chiara. Se il Risorgimento (a parte, ad esempio, la ribellione siciliana e le Cinque Giornate di Milano) fu prevalentemente borghese, la Resistenza vide anche l’adesione di più ampi ceti popolari. Rimane da chiedersi, al termine di questo beve excursus, quale sia lo stato di salute dell’idea d’Italia unita, sottopo-

sta com’è al bombardamento mediatico di forze politiche che, avendo scoperto la forte suggestione del “divide et impera” di antica memoria, cercano di enfatizzare le differenze tra Nord e Sud, di contrapporre gli italiani agli stranieri o di mettere in conflitto gli interessi di categorie diverse di lavoratori: come stabilizzati contro precari, o artigiani contro dipendenti del pubblico impiego La risposta che viene data a questo quesito dai tanti interventi che accompagnano la fase preparatoria delle celebrazione dei 150 dell’Italia è ovviamente articolata, ma sostanzialmente sintetizzabile in due correnti di pensiero: una pessimista e l’altra più ottimista. Le riassumo schematicamente, riportando le tesi di due volumi usciti in questi ultimi giorni. La prima fa riferimento al saggio dal titolo “Né stato né nazione. Italiani senza meta”, Laterza, 2010, nel quale lo storico Emilio Gentile sostiene che in un mondo sempre più contraddistinto dagli stati nazionali (e di nazioni che aspirano a diventare stati nazionali), il nostro paese si distingue per andare nella direzione opposta fino a versare in una condizione quasi agonizzante. L’altra tesi, quella ottimistica, è l’idea chiave del volume intitolato “Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano”, Il Mulino, 2010. In questo saggio-intervista, curato da Arrigo Levi, Carlo Azeglio Ciampi riprende la sua quasi missione di “maestro di italianità” per ribadire la sua idea di Italia forte proprio perché “unita nelle diversità”, di un’Italia che ha dato prove di unità in momenti ben più

difficili degli attuali. Ciampi sostiene, infatti, con forza che : “Un paese che per motivi esterni, la guerra, viene diviso in due parti, e rimane fisicamente diviso per quasi due anni, e che poi si trova concorde per ricongiungersi , è un paese che si sente unito, che vuole essere unito”. Volendo schematicamente concludere credo che si possa ragionevolmente sostenere, con ottimismo, che i valori fondanti e unificanti del nostro Paese sono tuttora vivi e vitali. L’Italia è infatti anche oggi il paese della solidarietà che si esprime in mille modi: da quelli più discreti del volontariato politico, sindacale, cooperativo, assistenziale, ecc. a quelli più eclatanti che emergono in occasione delle grandi calamità, come per il terremoto dell’Abruzzo. Circostanza nella quale, al di la dell’esecrando uso politico che ne fece il governo, emerse la straordinaria solidarietà degli italiani verso le popolazioni colpite, con la determinante presenza sul campo delle associazioni di volontariato e con l’altrettanto notevole donazione di fondi da parte di centinaia di migliaia di italiani di ogni parte del Paese: di italiani, appunto! Che gli ideali e i valori più umani e profondi del Risorgimento e della Resistenza siano ancora vivi lo dimostra anche il fatto “che il partito che era nato per il separatismo, la Lega, ha modificato il proprio taglio: ha declassato il suo obiettivo dal separatismo al federalismo” (Ciampi, op cit. p.169). Pertanto: “Si può considerare solo penoso che da qualunque parte, nel Sud o nel Nord, si balbettino giudizi liquidatori sul conseguimento dell’Unità, negando il salto di qualità che l’Italia tutta, unendosi, fece verso l’ingresso a vele spiegate nell’Europa moderna. Mentre chi prova a immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale, attraverso secessioni o separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio. Nel buio di un mondo globalizzato che richiede coesione degli Stati nazionali entro un’Unione più fortemente integrata e non macroregioni allo sbando.” (Giorgio Napolitano, Marsala, 11/05/2010) WILLIAM GARAGNANI Resistenza & Antifascismo Oggi


La presenza femminile nei mezzi d'informazione

DONNE E MEDIA: SPESSO CORPI SENZA PENSIERI

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l Centro Documentazione Donne di Modena, nei giorni scorsi, si sono svolti due incontri, sul tema: “Giornalismo al Femminile” promossi dal Comitato “Progetto Verso la Casa delle Donne di Modena”. Interessanti gli argomenti dei laboratori ed autorevoli gli interventi. Relatrice del primo incontro sul tema “Parole e presenze. La rappresentazione e la rappresentanza femminile attraverso stampa e media” è stata Daniela Brancati. Giornalista professionista, imprenditrice e dirigente d’azienda nel settore della comunicazione, saggista e scrittrice è stata la prima donna a dirigere un telegiornale nazionale (1994 Tg3 Rai). “Le donne nei media – dice la Brancati – sono molto rappresentate, ma hanno poca rappresentatività. Non esiste programma che non usi e abusi dell’ immagine della donna. Ma è un’immagine poco rappresentativa perché la donna in tv è quasi sempre solo un corpo e poco si sa del suo pensiero. La sua competenza, la sua intelligenza non appaiono. Questo è un aspetto culturale che pensavamo di aver superato con il quale invece ci troviamo di nuovo a fare i conti e forse in modo ancor più forte del passato. Tutto questo accade nonostante la presenza delle donne tra gli operatori dell’informazione e i giornalisti sia notevolmente aumentata.Molte donne… non accettano più questo modello così lontano dalla realtà femminile e gli stereotipi sessisti che le penalizzano e le offendono”. La giornalista racconta poi dell’attrice, premio Oscar, Marion Cotillard che l’inverno scorso è stata testimonial di una campagna pubblicitaria americana, alquanto provocatoria, che è diventata una delle più cliccate sul web. Il prodotto reclamizzato erano dei piccoli seni finti da applicare sulla fronte. L’attrice appare nello spot con questi falsi seni posti sopra gli occhi ed esclama: “Guardami negli occhi”. La Cotillard ha rivolto una critica agli americani che – sostiene l’attrice - al contrario dei francesi, soprattutto nell’ambito lavorativo, non la guardano negli occhi, ma nel decolletè. Il secondo appuntamento verteva, invece, sul tema “La notizia al femminile, quando la notizia è di linguag12

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gio giornalistico e genere”. Quanto è adeguato l’uso della lingua italiana nei confronti della donna? Come vengono descritte, oggi, le donne attraverso la comunicazione e quale tipo di messaggio viene veicolato dal linguaggio televisivo? A rispondere Cecilia Robustelli, docente di Linguistica all’Università di Modena e Reggio Emilia e Loredana Cornero della Rai Relazioni istituzionali e internazionali. “Il maschile neutro è una favola, non esiste”, afferma la Robustelli. “La presenza per l’uso di questo genere riflette solo l’ esitazione ad accettare che certe figure professionali siano riconducibili alle donne. Non è vero che certi femminili suonino male, la fonetica non c’entra è solo una questione di abitudini alle parole nuove. Sì, dunque a ‘questora’, ‘prefetta’, ‘sindaca’, ‘deputata’ e ‘assessora’ “ Da non dimenticare anche ‘avvocata’, bandito invece ‘vigilessa’. Eh sì, trattandosi di un aggettivo è corretto dire la vigile. Cecilia Robustelli, sostenitrice di un uso della lingua italiana rispettoso dell’ identità femminile, informa che “In altri Paesi, come Francia, Austria e Svizzera, si usa normalmente il linguaggio di genere anche negli atti ufficiali. Da noi l’incertezza che aleggia sull’uso del femminile è sotto gli occhi di tutti, prova tangibile ne sono i giornali”. E la tv? chiedo a Loredana Cornero “Quando si parla di linguaggio televisivo non si può alludere esclusivamente a quello verbale. Ogni inquadratura ha un significato all’interno della grammatica televisiva, nulla è casuale: ogni taglio, ogni “frame” rispecchiano il messaggio che si vuole mandare”. La donna come ne esce? “Diciamo che bisogna fare dei distinguo: sicuramente ci sono delle figure femminili anche autorevoli e sicuramente ci sono delle immagini femminili molto poco autorevoli. Indubbiamente la cosa che più interessa è che l’immagine che viene rimandata è un modello unico, un modello molto classico, che fa sì che le donne siano sempre belle, giovani,magre e preferibilmente bionde, non so il perchè, anche se l’Italia

ha una percentuale di bionde bassissima… E quindi, sicuramente, soprattutto per quel riguarda l’intrattenimento, un modello abbastanza limitato; l’altra parte, se guardiamo anche la fiction e il telegiornale le cose vanno un po’ meglio…certo è che se ci sono dei dati, per il telegiornale, delicati… ancora le immagini delle donne come testimoni piuttosto che come soggetti della notizia. Una grande percentuale di donne come vittime rispetto agli uomini, una rappresentazione delle donne anche spesso come moglie di…, figlia di… quindi in ruoli che non sono principali…donne come oggetti e non come soggetti… Diciamo che se la televisione deve essere lo specchio della realtà, non ci riesce”. “E’ ovvio che non è solo la televisione, ci sono i giornali,c’è la pubblicità, c’è la radio e c’è internet. Internet nella sua completa libertà, nel grande marasma di cose che ci riesce di cercare può avere delle derive sessiste veramente sconvolgenti! Ma è chiaro che la televisione è molto più pervasiva, arriva nel 99,9% delle case degli italiani, delle italiane; è anche vero che quasi il 70% degli italiani, delle italiane si forma unicamente dalla televisione …” La notizia al femminile: il punto di vista della donna, nell’informazione può fare davvero la differenza? Può considerasi un valore aggiunto? “Io sono sicura di sì,è chiaro che un punto di vista femminile è un valore aggiunto, ma non perché in competizione a quello maschile, ma perchè è in aggiunta, un’aggiunta di valore. E’ anche vero che non sempre, non solo, quando la giornalista è donna, quando la regista è donna,quando l’autrice è donna necessariamente, automaticamente, c’è questa aggiunta di valore è anche vero che dobbiamo tutti insieme lavorare, il percorso non è ne facile ne breve…dobbiamo percorrerlo.” Interessanti sono stati anche gli interventi da parte del pubblico di giornaliste, delle operatrici del settore. Molte le giovani che vedono il mestiere come un’occasione per dare un contributo serio all’informazione spesso vittima Resistenza & Antifascismo Oggi


della commistione tra i vari poteri nonchè condizionata dall’ottica maschile. Si sfoga una giornalista raccontando di come, mentre commentava in diretta la visita del Capo dello Stato ed il discorso rivolto agli imprenditori, il suo direttore l’abbia interrotta per chiederle, invece, di raccontare l’abbigliamento delle signore presenti. Un’altra giovane collega, che è anche editrice, spiega le difficoltà - che però non l’hanno fermata - di fare giornalismo in una realtà come quella di Napoli, occupandosi di inchieste scottanti e di quante volte si è sentita minacciare ed invitare a lasciare l’attività per occuparsi invece, in quanto donna, della casa e di fare la calza. Poi ci sono le tante che vivono il pre-

cariato, che hanno timore di far sentire la propria voce perché quella situazione le pone in una condizione di “ricattabilità” e non se la sentono di contrastare chi è gerarchicamente superiore, accettando, spesso, sperequazioni sessiste. C’è chi lamenta di come – intervistando per la carta stampata – si veda preferire il collega perché essendo maschio ha più autorevolezza. Si chiedeva, avvilita, come poter cambiare le cose. Bhè, ci siamo passate un po’ tutte: farsi accettare per quel che si è veramente non è facile. Talune (speriamo che la Cotillard non venga a saperlo) contano proprio sulla loro avvenenza, ma chi non ha questa carta da gioca-

re (o non vuole usarla) spesso ha vita dura. Ben vengano i seminari, le tavole rotonde, ma serve soprattutto un coordinamento, un “manifesto” sottoscritto, ovviamente, da chi lo condivide e che contenga i punti salienti – da cui non si può prescindere – perché le giornaliste e le operatrici del settore, possano svolgere dignitosamente il proprio lavoro. A tutte dedico quella che è la poesia preferita da Nelson Mandela nonché mantra della Nazionale Sudafricana di Rugby e che qui riporto volutamente declinata al femminile: “Sono la padrona del mio destino, la capitana della mia anima”. CHIARA RUSSO

Primo maggio 2010

A PORTELLA DELLA GINESTRA PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE

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uando ci è giunto l’invito a partecipare all’iniziativa che l’ ANPI nazionale, in collaborazione con la CGIL di Palermo avevano organizzato per commemorare i lavoratori trucidati il 1° Maggio 1947 a Portella della Ginestra in provincia di Palermo, sono rimasto entusiasta dell’iniziativa in quanto coglieva in pieno una delle chiavi di rilancio della nostra Associazione: difendere e promuovere i principi della nostra Carta Costituzionale attraverso manifestazioni pubbliche di grande rilievo in collaborazione con altre associazioni culturali o politiche. Modena ha organizzato un gruppo assieme all’ANPI di Reggio Emilia e ben presto i 54 posti disponibili purtroppo si sono esauriti. Al momento della partenza e per tutto il viaggio di andata mi restava comunque un dubbio: era

Resistenza & Antifascismo Oggi

giusto un impegno così gravoso per l’ANPI di Modena nell’ affrontare un viaggio così lungo, con l’incognita di un fallimento in una Regione ad altra infiltrazione mafiosa e governata dal Centro-destra? Venerdì 30 Aprile, nel pomeriggio abbiamo partecipato a Palermo all’incontro delle associazioni Provinciali ANPI che avevano aderito, con la CGIL provinciale di Palermo seguito da un monologo dell’attrice Ivana Monti, il saluto di Ottavio Terranova, Presidente dell’ANPI di Palermo, la proiezione di un filmato di memoria dell’ eccidio di Portella e del Movimento dei braccianti Siciliani con l’ introduzione del prof. Giuseppe Carlo Marino, il saluto di Maurizio Calà, segretario provinciale della CGIL; ha concluso, per l’ANPI il sen. Luciano Guerzoni. Fuori programma si è formata una delegazione formata dalle autorità presenti in sala e dagli occupanti del nostro pullman, che ha reso testimonianza all’ “albero di Falcone” in pieno centro di Palermo. La mattina del 1° Maggio abbiamo presenziato

alla deposizione delle corone nel cimitero di Piana degli Albanesi, nel tempietto che ospita le salme delle vittime di Portella della Ginestra; successivamente si è formato un corteo molto partecipato, che ha visto la presenza dei medaglieri dell’ANPI e delle nostre bandiere al fianco delle bandiere della CGIL e dei partiti di Centro-sinistra. In tarda mattinata il corteo ha raggiunto Portella della Ginestra e sul luogo dell’eccidio si è svolta la manifestazione conclusiva durante la quale abbiamo ascoltato le parole di Kikki Ferrara, segretaria della camera del lavoro di Piana degli Albanesi; Susanna Camusso della segreteria nazionale della CGIL; Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI. Durante il viaggio di ritorno, seduti comodamente in aereo, seppur spossati dalla stanchezza accumulata in tre giorni intensi ed emozionanti, eravamo tutti soddisfatti ed orgogliosi; i dubbi che io avevo alla partenza erano completamente fugati, la manifestazione era riuscita con successo (la cosa non era affatto scontata) e per noi ne era sicuramente valso la pena. Con questa partecipazione l’ANPI di Modena inoltre ha sicuramente dimostrato che è in grado di portare avanti impegni anche gravosi e nell’occasione ha collaudato la “compatibilità” tra i nonni PARTIGIANI ed i giovani ANTIFASCISTI e verificato la potenzialità di quanto si possa fare assieme. BERGONZINI DANIELE Giugno 2010

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Ce lo ricordano le alte e attualissime parole di Piero Calamandrei

COLPIRE LA SCUOLA PUBBLICA: RISCHIO DEMOCRAZIA ficazione della scuola, dell’università e nere le risorse dovute dal Ministero, i della ricerca. Una vera e propria concui debiti ammontano a 200mila euro n governo che colpisce la scuola troriforma di carattere classista, che medi per ogni scuola. pubblica mette a grave rischio la deescluderà sempre di più da una scuola I parlamentari del PD a Modena e in mocrazia, come ci ricordano le alte e di qualità tanti giovani che non potrantutta Italia il 31 maggio u.s hanno viattualissime parole di Piero Calamanno permettersela. Non la scuola voluta sitato le scuole, parlato con i dirigenti drei. dalla Costituzione (art. 34 “La scuola è e con i docenti, hanno visto gli effetti Il governo Berlusconi ha stretto la aperta a tutti”), non la scuola del “non disastrosi dei tagli del governo. Effetti scuola pubblica in una doppia morsa uno di meno” che intende realizzare il ulteriormente aggravati dai nuovi tagli dagli effetti devastanti. Con la legge PD, ma quella che 133/2008, la L'ATTUALITÀ DELLE PAROLE alle scuole private. A “quelle” scuole seleziona e dicosiddetta “finanDI PIERO CALAMANDREI private. Così la scuola privata diventa vide sulla base ziaria estiva”, TreDiscorso al III Congresso dell’Assouna scuola privilegiata. delle condizioni monti ha tagliaIl partito dominante, non potendo economiche e to alla scuola 8 ciazione a difesa della scuola nazioapertamente trasformare le scuole di sociali di parmiliardi di euro e nale, Roma, 11 febbraio 1950, Pietro stato in scuole di partito, manda in matenza. Il governo oltre 132mila do- Calamandrei: lora le scuole di stato per dare la presta aprendo un centi e personale "[…] Facciamo l’ipotesi, così astratvalenza alle sue scuole private. Attengrande varco a fanon docente in 3 zione, questa è la ricetta. Bisogna tevore della scuola anni. Con l’attuale tamente, che ci sia un partito al potere, nere d’occhio i cuochi di questa bassa privata, a pagamanovra il gover- un partito dominante, il quale però forcucina. L’operazione si fa in tre modi, mento, per pochi no colpisce con malmente vuole rispettare la Costituve l’ho già detto: rovinare le scuole di privilegiati. particolare durez- zione, non la vuole violare in sostanza. stato. Lasciare che vadano in malora. A Modena, come za le retribuzioni Non vuole fare la marcia su Roma e Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loin Emilia-Romadel personale della trasformare l’aula in un alloggiamento ro bisogni. Attenuare la sorveglianza gna, la scuola sta scuola, riducendo- per manipoli; ma vuole istituire, senza e il controllo sulle scuole private. Non resistendo: genile dell’11-15%, in parere, una larvata dittatura. Allora, controllarne la serietà. Lasciare che vi tori, insegnanti e una misura assai che cosa fare per impadronirsi delle insegnino insegnanti che non hanno studenti, partensuperiore a quella, scuole e per trasformare le scuole di i titoli minimi per insegnare. Lasciare do da una scuola ad esempio, degli stato in scuole di partito? Si accorge che gli esami siano burlette. Dare alle migliore rispetto a alti dirigenti dello che le scuole di stato hanno il difetto scuole priva te denaro pubblico. Quetante altre realtà Stato (- 2,5%). È di essere imparziali. C’è una certa resto è il punto. Dare alle scuole private del Paese, non stato stimato che sistenza; in quelle scuole c’è sempre, denaro pubblico. […]" intendono rassemediamente ogni perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue gnarsi alla sua dedocente perde qualificazione. nel suo percorso un’altra strada (è tutta un’ipotesi teoriCome sempre, professionale dai ca, intendiamoci). Comincia a trascugli enti locali sono 29mila ai 42mila rare le scuole pubbliche, a screditarle, vicini alla scuola, euro: in un parola ad impoverirle. Lascia che si anemizzima non possono è costretto a la- no e comincia a favorire le scuole priessere chiamati a vorare gratis per vate. Non tutte le scuole private. Le svolgere un ruolo un anno. Inoltre, scuole del suo partito, di quel partito. di supplenza delle vengono eliminate Ed allora tutte le cure cominciano ad risorse tagliate dal le risorse previste andare a queste scuole private. Cure Ministero. Regioper premiare gli di denaro e di privilegi. Si comincia perne ed Enti locali, insegnanti migliori. fino a consigliare i ragazzi ad andare a come hanno fatto Il governo sceglie queste scuole, perché in fondo sono nel passato, dedi mortificare co- migliori si dice di quelle di stato. E mavono promuovere loro che operano gari si danno dei premi a quei cittadini una forte innovanella scuola, ben che saranno disposti a mandare i loro zione della scuola sapendo che le figlioli invece che alle scuole pubbliche pubblica, per diloro remunerazioni fenderla e renderla più capace di istruidi 212 docenti a Modena nel prossisono tra le più basse a livello europeo re ed educare i giovani in una società mo anno scolastico, a fronte di un aue che una scuola di qualità è fatta da tanto cambiata. È un impegno primamento di oltre 1000 ragazzi. docenti competenti e motivati. rio: un Paese che non investe sui Si tratta di un attacco senza preInoltre, le scuole sono mortificate dai giovani e sul sapere non può avere cedenti alla scuola pubblica, messo mancati trasferimenti ministeriali anche futuro! in atto dal governo Berlusconi, non per per il funzionamento corrente. Più volte MARIANGELA BASTICO sciatteria, ma per un progetto consai genitori, i docenti, i dirigenti scolastici pevole di impoverimento e di dequalimodenesi hanno manifestato per otteSENATRICE

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Resistenza & Antifascismo Oggi


Contro la violenza sulle donne

IMMAGINI AMICHE: LA NUOVA CAMPAGNA DELL'UDI

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ntra nel vivo la nuova campagna nazionale dell’Udi-Unione Donne in Italia contro la violenza sulle donne, “Immagini amiche” (www.udinazionale. org), presentata anche a Modena l’8 marzo scorso nella “Giornata Internazionale della Donna”. Il contrasto alla violenza, culminato nel 2009 nelle iniziative Udi della “Staffetta di donne contro la violenza alle donne” che ha attraversato l’intero Paese, facendo tappa in 200 città, tra cui Modena e Carpi, ha messo in luce la vastità del fenomeno della violenza sessuata, il “femminicidio”, per i numeri, agghiaccianti, delle donne morte ammazzate per mano di uomini violenti, ma anche per le molteplici forme nelle quali si manifesta la violenza. A partire dalle immagini. Proprio su questo tema interviene la nuova campagna, ideale proseguimento della Staffetta, per sensibilizzare verso gli stereotipi e la pubblicità offensiva nei riguardi delle donne, la più visibile delle violazioni contro il genere femminile. Con la campagna “Immagini amiche” si chiede ad ogni città, ad ogni Comune, di applicare la Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini, approvata anche con il voto italiano, che invita gli Stati membri a in-

tervenire con adeguati provvedimenti nel contrasto della diffusione di modelli violenti nella relazione tra i sessi. La campagna “Immagini amiche”, che nei prossimi mesi sarà a Modena con numerose iniziative, incontri, dibattiti e mostre, è aperta a tutte le donne: alle commissioni Pari Opportunità, alle insegnanti, ai coordinamenti femminili dei sindacati, delle organizzazioni di categoria e di impresa e dei partiti, alle associazioni femminili e alle tante ragazze (e ragazzi) nelle scuole e nelle università, alle casalinghe, alle operaie, alle imprenditrici, alle donne nelle Istituzioni, alle tante donne giovani e meno giovani che hanno un lavoro precario. Perché ovunque c’è bisogno di immagini amiche. Nel programma nazionale rientra la recente istituzione del “Premio Immagini e Città amiche” che ha ottenuto il sostegno dell’Ufficio del Parlamento europeo per l’Italia e il Patrocinio della Ministra per le Pari Opportunità e che intende incoraggiare una diversa generazione di creativi/e, più attenta e socialmente responsabile, passando dalla denuncia di ciò che non va alla visibilità di pratiche ed esempi positivi. Al premio nazionale, promosso dall’Udi, hanno aderito molte personalità del mondo intellettuale, rappresentanti della creatività, delle aziende, giornalisti, docenti universitari, associazioni

femminili e donne. Tra gli strumenti della campagna, i “Quaderni bianchi”, libretti compilati dalle donne che aderiscono all’iniziativa, sui quali trascrivere le azioni promosse e quelle in programma, gli impegni sottoscritti dalle istituzioni e dagli operatori dei settori coinvolti, la verifica di quegli stessi impegni ma anche considerazioni, riflessioni ma anche esempi positivi o dannosi. Alla chiusura della mobilitazione, prevista per il prossimo 25 novembre, i quaderni saranno consegnati da una delegazione Udi al Parlamento Europeo insieme all’Anfora, per evidenziare la continuità simbolica con i messaggi che migliaia di donne hanno voluto affidare al simbolo della Staffetta. Nel modenese, ha già aderito alla campagna il Comune di Pastiglia, primo tra i comuni della nostra regione, su interessamento di Serena Ballista, consigliera delegata alle Pari Opportunità. Mentre l’appello dell’Udi di Modena ha sollecitato l’intervento dell’Istituto nazionale per l’Autodisciplina Pubblicitaria che si è pronunciato, chiedendone il ritiro, contro una campagna pubblicitaria del mobilificio Bassano Outlet di Castellarano (RE), per il carattere violento e lesivo della dignità delle donne dei suoi contenuti.

Il Governo torna sui suoi passi. Il Comunicato dell'Anpi nazionale

ANTIFASCISMO E RESISTENZA DI NUOVO NELLE SCUOLE

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l Comitato Nazionale dell’ANPI, riunitosi il 6 aprile u.s., prende atto della decisione del Ministro dell’Istruzione di reinserire il tema dell’Antifascismo, della Resistenza e della Lotta di Liberazione negli orientamenti didattici elaborati dalla competente commissione ministeriale. Considera questo un passo significativo per completare un impianto culturale inadeguato all’origine a comprendere pienamente la storia del novecento. La Resistenza e la Lotta di Liberazione hanno un valore educativo-patriottico perché rappresentano l’unità delle donne e degli uomini che si opposero Resistenza & Antifascismo Oggi

al nazifascismo in nome di una nuova società assolutamente democratica: le partigiane e i partigiani e la popolazione antifascista che li sostenne, i patrioti, gli IMI, i gruppi di combattimento, i militari in Italia e all’estero, i deportati nei campi fascisti e nazisti, gli internati e, infine, anche la popolazione civile fecero una lotta contro Germania e R.S.I. in nome dell’Italia intera e seguendo le disposizioni del legittimo governo italiano che aveva dichiarato guerra alla Germania il 13 ottobre del ’43. A Parigi, al Trattato di pace del ’47, le potenze vincitrici riconobbero all’Italia la qualifica di Paese cobelligerante proprio per l’impegno, le vittorie e

i martiri partigiani. Senza quella lotta, alla quale concorsero tante culture democratiche diverse, la Costituzione non avrebbe quei contenuti di civiltà e di democrazia che le sono riconosciuti in tutto il mondo democratico. Pertanto al positivo reinserimento dell’Antifascismo, della Resistenza e della Lotta di Liberazione negli orientamenti didattici è ferma opinione dell’ANPI vi debba seguire anche una programmazione didattica di merito. La Segreteria Nazionale dell’ANPI e le associazioni provinciali sono impegnate a far conoscere le motivazioni storiche e didattiche e la proposta contenuta in questo documento in tutte le sedi istituzionali e sociali. Giugno 2010

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BLOCCO DEI RISARCIMENTI DALLA GERMANIA: LA PROTESTA DELL'ANPI E' arrivata sino alla Commissione parlamentare la protesta dell'Anpi modenese sul blocco dei risarcimenti provenienti dalla Germania. A comunicarlo è stato il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, con lettera indirizzata all'Associazione. Questo il testo del cmounicato dell'Anpi: "L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della provincia di Modena – ANPI – esprime profondo sdegno per quanto stabilisce il decreto legge del 28 aprile n. 63/2010, che riguarda “Disposizioni urgenti in tema di immunità di stati esteri dalla giurisdizione italiana” che blocca l’azione di risarcimento del danno, da parte della Germania, alle vittime degli eccidi e stragi commessi da militari tedeschi durante l’occupazione dal 1943 al 1945. Questa decisione provoca profondo sconforto alle famiglie delle vittime che aspettano, dopo 65 anni, di avere giustizia. I famigliari delle 136 vittime civili della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero, ora Comune di Palagano e allora Comune di Montefiorino, che guardano, con la speranza di avere giustizia, alle conclusioni a cui arriverà il processo relativo a quei fatti, in corso presso il Tribunale Militare di Verona, rivolgono invito a che si voglia ritirare questo decreto. L’ANPI di Modena, rivolge a tutti i deputati e senatori un caloroso invito a che sia risparmiata alle famiglie delle vittime un’altra negazione morale e materiale".

STRAGE DI MONCHIO, SUSANO, COSTRIGNANO: L'ANPI COMUNICA E RICORDA Comunichiamo, come si legge anche a pagina 5 di questo giornale, che all’esito dell’ultima udienza celebrata davanti al Tribunale Militare di Verona il 24 Maggio scorso, il Presidente del Collegio ha rinviato la prosecuzione delle udienze per il giorno

12 ottobre 2010 alle ore 10.00 E’ stato previsto a partire da questa data un calendario di 3-4 udienze settimanali per i mesi di ottobre, novembre e dicembre in cui verranno sentiti i testimoni diretti e non diretti dei fatti del 18 marzo ’44. E’ con viva soddisfazione che informiamo tutti i familiari delle vittime degli eccidi del 18 marzo ’44 che tutte le azioni civili da loro promosse nei confronti dei 7 imputati Stark, Olberg, Winkler, Osterhaus, Odenwald, Heinroth e Koeppe e l’autorizzazione a citare il responsabile civile sono state ammesse dal Tribunale Militare di Verona. A partire dal mese di ottobre prossimo inizieranno dunque le udienze riservate ai testimoni nel corso delle quali verranno ricostruiti i fatti di eccidio del 18.03.1944. A sinistra: l’On. Massimo D’Alema sfoglia il libro su Rubes Triva scritto da Andrea Giuntini e Giuliano Muzzioli e presentato all’auditorium Marco Biagiiii di Moden ail 27 maggio 2010

Dal primo luglio obbligatorio l'attestato di Certificazione energetica anche per le locazioni

ASSPI: UN NUOVO SERVIZIO PER SOCI E CITTADINI

L'

Attestato di Certificazione Energetica è un documento che descrive i consumi di energia di un immobile. E’ obbligatorio dal 1° luglio 2010 anche per le locazioni, in base alle direttive europee 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia e 2006/32/CE concernente l’efficienza negli usi finali dell’energia, dal DL 19/08/2005 n.192, ripresi dalla Delibera dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna n.156/2008. Assicura a chi compra un immobile – e da ora anche a chi affitta – la conoscenza dei consumi e dei costi energetici dell’edificio. La Certificazione, ha durata decenna16

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le ed è rilasciata da un professionista accreditato dalla Regione; riporta i dati relativi all’efficienza energetica degli edifici e i suggerimenti in merito

agli interventi più significativi, e meno dispendiosi, per il miglioramento della classe. Il sistema di classificazione è basato su otto classi di prestazione energetica, dalla classe A+ alla classe G, come per gli elettrodomestici. ASPPI ha istituito un servizio gratuito di assistenza per le procedure ne-

cessarie nelle pratiche. Rivolgendosi ai nostri uffici, gli addetti raccoglieranno i dati necessari per ottenere la Certificazione e consegneranno l’Attestato a perizia avvenuta. ASPPI ha convenzionato tecnici professionisti, autorizzati dalla Regione, per la produzione dell’attestato. Il compenso delle prestazioni tecniche e dei sopralluoghi richiesti è definito da convenzioni del tutto concorrenziali alle medie di mercato. Ulteriori informazioni sulla nuova normativa sono reperibili presso le sedi ASPPI della provincia e sul sito www. modena.asppi.it .

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Mutilati ed invalidi di guerra

UNA PRESENZA VIVA, MA CON POCA RICONOSCENZA

L'

ANMIG, Associazione tra Mutilati ed Invalidi di Guerra, da oltre 90 anni partecipa attivamente alla storia d’Italia con la propria testimonianza dei valori di pace, democrazia e solidarietà, ma con ben pochi concreti attestati di riconoscenza da parte del Paese, che i Mutilati e gli Invalidi hanno onorato col loro sacrifico. I più “giovani” hanno almeno 85 anni e la loro vera gioventù l’hanno sacrificata per l’Italia, con le privazioni di un‘intera generazione e con la loro carne martoriata. Ora che l’età aggrava la loro condizione, lo Stato sembra essersi dimenticato di loro. Nelle ricorrenze la bandiera associativa non manca mai, a memoria e monito che la loro doveva essere finalmente l’ultima delle guerre; ma quando si tratta di concedere un riconoscimento tangibile, atto a lenire, almeno economicamente, le difficoltà, allora solo confortevoli parole di solidarietà, compassione, promesse e null’altro, da governi e da parlamentari. L’ultimo recente incontro dei nostri dirigenti nazionali con i rappresentanti delle commissioni bilancio della Camera della maggioranza per ottenere finalmente dopo vent’anni di attesa, un impegno concreto circa la vecchia promessa del modesto adeguamento delle pensio-

ni nella misura contenuta del 20% si sono registrati ancora belle parole ma nessun impegno da parte del Governo e del parlamento. Ancora una volta si è avuta fumata nera. Chissà se lo stesso Socrate, prima di bere il calice di cicuta, in analoghe condizioni e di fronte a tanta indifferenza, direbbe ancora di accettare serenamente ciò che gli veniva imposto, come lieve sacrificio a fronte di quanto lo Stato aveva fatto per lui. Certo, il supporto sanitario ed assistenziale, negli anni, è migliorato, come per tutti, da parte di Regione ed Enti Locali, anche se l’attuale situazione economica del Paese ed i sacrifici, a cui tutti siamo chiamati, non fanno presagire nulla di buono. Tuttavia lo spirito di dedizione ai valori di pace, democrazia, solidarietà e memoria, che ha nutrito tutta la loro vita, fin dalla gioventù, impone, quasi naturalmente, di continuare nella testimonianza, con un impegno civile di alto profilo, che non chiede ricompense, ma che dona generosamente. Ed ecco allora le concrete iniziative ed attività che l’Associazione dei Mutilati ed Invalidi di Guerra promuove e realizza, offerte soprattutto alle giovani generazioni, perché non dimentichino, nella convinzione che non ha futuro, chi non ha memoria del passato. La Sezione di Modena dell’AN-

MIG ha aderito all’iniziativa del Treno per Auschwitz che, da qualche anno, raccoglie adesioni e consensi; ed ha sensibilizzato tutte le associazioni mutilati della regione perché si associno all’iniziativa del treno per il campo di sterminio, ricordiamo le numerose assemblee di studenti, organizzate nelle scuole, essi ascoltano con grande attenzione i ricordi di questi nonni speciali, fino a farsi essi stessi portavoce di memoria attiva. La presenza dell’ANMIG nella provincia di Modena è, oggi più che mai, viva, con il supporto a mostre e seminari su tanti temi sia storici, come ad esempio, il tragico periodo coloniale italiano, sia di grande attualità, come il ventennale della caduta del muro di Berlino; oltre che con il recupero e la valorizzazione della propria documentazione archivistica e bibliotecaria di cui, da oltre 90 anni, è la gelosa custode. Nel 150° dell’Unità d’Italia, da questa documentazione sarà ricavato un volume di ricerca storica, come contributo di testimonianza e di partecipazione continua, che i figli ed i nipoti dei Mutilati ed Invalidi di guerra, ora, a pieno titolo, entrati nell’Associazione, intendono proseguire, ad onore del prezioso lascito etico dei loro Padri. ADRIANO ZAVATTI VICE PRESIDENTE ANMIG-MODENA

La manovra del governo:

PERCHÉ L'AUSER É CONTRARIA Affrontare le cause e le conseguenze della crisi economica e finanziaria che attraversa il mondo e il nostro Paese era necessario. Quindi vi è una grave responsabilità negativa da parte del Governo che non possiamo lasciare passare sotto silenzio. Per l’AUSER la manovra è: • iniqua perché colpisce solo una parte della popolazione: i più deboli e in modo quasi vendicativo il pubblico impiego e la scuola, e non fa pagare niente alle grandi ricchezze e ai percettori di grandi redditi; • assurda, perché colpisce la ricerca, l’università, la cultura, la scuola e la sicurezza; • vergognosa perché colpisce i portatori di handicap e con la scusa dei falsi invalidi colpisce gli invalidi veri; perché questo è il significato di elevare dal 74 all’85% il grado di invalidità per avere diritto all’assegno; • dannosa, perché non prevede niente o poco, per Resistenza & Antifascismo Oggi

incentivare la ripresa economica e per creare posti di lavoro; • punitiva, perché con la drastica riduzione delle risorse a Regioni e Comuni, mette di fatto in discussione il livello e la qualità dei servizi sociali rivolti ai cittadini, pertanto causando un peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, dei giovani e dei disoccupati e delle famiglie. Quindi una manovra che non solo mette, e come, le mani nelle tasche dei cittadini, ma gli porta via anche una parte di servizi essenziali. Ecco perché l’AUSER è contro e ne chiede una profonda e radicale modifica, affinché sia salvaguardato il livello e la qualità dei servizi sociali e le condizioni di vita dei ceti più popolari e sia incentivata la ripresa economica e l’occupazione. Giugno 2010

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Avvenimenti significativi della Resistenza modenese nei periodi luglio - 10 settembre 1943 - luglio - 10 settembre 1944 Luglio 1944: nascono in pianura le prime Squadre di azione patriottica (SAP), che alla fine di agosto saranno raggruppate sotto un comando provinciale. 1 luglio 1944: il partito fascista repubblicano si trasforma in organizzazione militare, nascono le brigate nere. A Modena viene costituita la brigata nera “Mirko Pistoni”. A Bologna Franz Pagliani costituisce la brigata mobile “Pappalardo”, che opererà anche nella bassa modenese. 4 luglio 1944: i Gap della zona di Carpi procedono al ritiro delle cinghie delle trebbiatrici, inizia in tutta la provincia la lotta contro la trebbiatura del grano, per evitarne la requisizione da parte dei tedeschi, momento centrale della Resistenza in pianura. L’intreccio tra la lotta e le richieste di modifica dei patti agrari porta all’adesione di massa della popolazione contadina alla Resistenza. I partigiani possono contare in pianura su una fitta rete di recapiti, basi, rifugi. 4 luglio 1944: a Bologna fucilazione di 10 partigiani per rappresaglia, cinque sono di Modena: Giuseppe Balocchi, Danilo Barca, Paolo Bononcini, Luigi Labanti, Cesare Palmini. 5 luglio 1944: Piandelagotti fu assalita e in parte incendiata dai tedeschi. Tuttavia gli stessi tedeschi furono sconfitti grazie anche all’intervento del Battaglione russo. In quella occasione rimasero uccisi Attilio Orlandini ed Evangelista Rovatti. I tedeschi catturarono il comandante partigiano capitano Enzo Feliciani e Don Elio Monari (M.O.v.m.), fucilati alle Cascine (FI) il 23 luglio 1944. 9 luglio 1944: a Montese i fascisti catturano, torturano brutalmente e infine uccidono tre disertori: Telesforo Biolchini, Mario Covili, Mario Facci. 10 luglio 1944: sono caduti Corrado Genasi, in uno scontro armato a Piandelagotti, Francesco Giorni e Pietro Maletti fucilati a Bologna. 11 luglio 1944: eccidio della famiglia Piccinini di Nonantola: il padre Ernesto ed i figli Ettore e Bruno. 12 luglio 1944: 68 prigionieri del Campo di concentramento di Fossoli sono fucilati nel tiro a segno di Cibeno di Carpi. La strage fu originata da un attentato avvenuto a Genova che aveva causato la morte di sette tedeschi. Fatto sconosciuto nel modenese e qui effettuato con la solita ferocia in proporzione di 10 a 1. 13 luglio 1944: a Piandelagotti, Comune di Frassinoro, durante una battaglia sono caduti i partigiani Giuseppe Bernardi e Vito Rodo della Brigata A. Corsini. 13 luglio 1944: manifestazione popolare per ottenere la distribuzione di generi alimentari a Modena. 13 – 17 luglio 1944: con l’inasprirsi della repressione dei nazifascisti, si moltiplicano gli scontri nei quali perdono la vita i partigiani Ettore Benedetti, durante uno scontro a Modena; Orlando Ninnoli a Dignatica di Prignano durante un combattimento; Mauro Capitani (M.B.v.m.) fucilato a Modena in via Albereto il giorno 16; Gervasio Marchetti e Francesco Pasquesi, uccisi a Pievepelago il 16, nel corso di un rastrellamento; Giuseppe Fortuzzi a Monfestino il giorno 17, nel corso di uno scontro armato in località Varana; Umberto Bonetti fucilato a Spilamberto dai fascisti. 15 luglio 1944: i partigiani di Montefiorino respingono un patto proposto dai tedeschi, che prevede il rispetto della zona partigiana in cambio della cessazione di attività militari contro le linee di comunicazione. 18 luglio 1944: rappresaglia di Ciano di Zocca effettuata dalla banda fascista Zanarini, con l’impiccagione di 20 cittadini e partigiani: Amilcare Aureli, Silvio Balestri, Giuseppe, i fratelli Pietro e Raffaele Balugani, Walter Degno, Lino Bononcini, Ferriero Colzi, Leopoldo Gelli, Umberto Gherardi, Ezio Lolli, Massimo Nobili, Remo Odorici, Giuseppe Pedretti, i fratelli Pierluigi e Silvio Poggi, Ivo Sassi, Giuseppe Teggi, Eraldo Deodori, Timoleone Tonioni. 20 luglio 1944: a Modena le SS fucilano due partigiani rastrellati giorni prima: Luigi Pini e Angelo Valente. Sono in realtà due agenti di polizia che collaborano con i partigiani. 18

Giugno 2010

22 luglio 1944: sciopero dei trebbiatori di Portile (MO). In questi giorni sono segnalate manifestazioni popolari a Castelfranco Emilia e in altre località del modenese. 24 luglio 1943: si riunisce il Gran Consiglio del fascismo, viene votato un ordine del giorno che formalizza la crisi del regime. Il giorno dopo viene arrestato Mussolini e nominato capo del governo il maresciallo Badoglio. Manifestazioni spontanee per festeggiare la caduta del fascismo avvengono in tutta la città. Non c’è alcuna reazione da parte della milizia e del Partito fascista. A Portile viene incendiata la Casa del fascio. 25 luglio 1944: Combattimento tra tedeschi e partigiani al Passo delle Cento Croci. Cade il comandante di battaglione Celeste Guidoboni. 25 – 30 luglio 1944: è il periodo del grande scontro culminato con la battaglia contro la Repubblica di Montefiorino. I tedeschi fecero confluire ingenti forze nella nostra provincia, anche in previsione che il fronte alleato superasse gli Appennini. Tutto ciò comporta il moltiplicarsi degli scontri con i partigiani. Nelle diverse circostanze caddero i seguenti partigiani: Vittorio Porta, deceduto all’ospedale di Concordia per le ferite riportate; Edmondo Sacchetti, fucilato in uno scontro a Toano (RE) il 25; Orlando Cassanelli catturato ed ucciso a Guiglia il 28; Ricciotti Mannini caduto a Veggia il 29; Arrigo Benedetti caduto a Modena il 30; Egidio Servi fucilato a Pievepelago il 30; Ennio Parmeggiani fucilato a Modena il 30, per avere aiutato i partigiani. 26 luglio 1943: astensioni dal lavoro alla FIAT grandi motori, alla Corni, alla Rizzi e alle Vinacce. Manifestazioni popolari a Modena e Mirandola. A Carpi viene ucciso Riccardo Benetti davanti alla casa di un gerarca fondatore del partito fascista. Il generale Roatta emana una circolare con la quale si ordina di reprimere ogni manifestazione. Nei cinque giorni successivi al 25 luglio si conteranno 83 morti, 308 feriti e oltre 1.500 arresti in Italia. 26 luglio 1944: al ponte del Pescale (Prignano) moriva il partigiano Giorgio Rustichelli della Brigata “Costrignano”. 28 luglio 1943: viene costituito a Modena, promosso da comunisti, socialisti, azionisti e anarchici, il Comitato Italia Libera. Analoghi Comitati si formano a Nonantola e Mirandola. Per tutto il ventennio il regime aveva dovuto fare i conti con una certa presenza antifascista. Scioperano gli operai di alcune fabbriche modenesi, in particolare le Acciaierie Ferriere, la Maserati, le Fonderie Riunite e la FIAT Grandi Motori. Alcuni operai dell’AVIO Costruzioni e dell’oleificio Benassati vengono arrestati. Scioperano anche alla Sipe di Spilamberto, gli operai formano un corteo che viene bloccato dalla forza pubblica. 29 luglio 1944: la Repubblica di Montefiorino viene attaccata da reparti di artiglieria e mezzi corazzati tedeschi. Nonostante l’ordine di “filtrare” nello schieramento nemico e di sganciarsi, alcune formazioni locali continuano ad opporre un’ostinata difesa per 4/5 giorni. In questa azione cadono: Romeo Capellini e Leandro Ferrari a Montefiorino; Giancarlo Fritelli a Carpiteti (RE); Alfonso Nocetti a La Gatta (RE). Dopo il rastrellamento le forze partigiane si riorganizzano, nasce così la Divisione “Modena”, per un totale di circa 2.000 uomini. 30 luglio 1943: A San Giacomo Roncole (Mirandola) esce il giornalino “Piccoli apostoli” l’appello ai padri di famiglia di Don Zeno Saltini. 30 luglio 1944: 20 detenuti nel carcere di S. Eufemia di Modena vengono trucidati per rappresaglia dai fascisti in Piazza Grande. Tra questi, 9 erano partigiani:Geminiano Bisi (M.A.v.m.), il padre Giulio Bisi, Gino Borelli, Franco Garavini, Gino Giovetti, Antonio Martelli, Nansen Neri, Agostino Rapini e Renzo Volpi e gli altri 11 che si trovavano in carcere per diverse cause. A Modena tedeschi uccidono tre civili che non si fermano all’alt. 31 luglio 1944: a seguito di un sabotaggio del giorno prima, vengono prelevati 5 partigiani precedentemente arrestati e detenuti


nel “Forte Urbano” di Castelfranco E., e fucilati a Modena in località S. Lazzaro: Walter Atti, Ettore Ferrari, Riccardo Masseria, Carlo Monteverde, Adorno Rossi. I cadaveri furono lasciati esposti per due giorni sulla Via Emilia. A S.Anna Pelago i nazisti fucilano tre civili, fra cui una ragazza. 1 agosto 1944: viene chiuso il campo di concentramento di Fossoli. Gli ebrei modenesi passati per il campo e uccisi ad Auschwitz risultano essere 13. 2 agosto 1944: a Barigazzo (MO) impiccati 4 partigiani, tra cui 2 fratelli, catturati in occasione del passaggio della Via Giardini: Olindo e Primo Lanzotti, Loris Ferrarini e Rolando Casoli. Al passo delle Forbici, comune di Frassinoro, durante una cruenta battaglia caddero 8 partigiani della Brigata Stella Rossa tra i quali due di nazionalità russa: Francesco Alberini, Ruggero Bruni, Renzo Canelli, Adelmo Cuoghi, Isacov Otecsei, Grigori Kanovalenko, Sergio Lenzi, Amedeo Roncaglia. 6 agosto 1944: reparti tedeschi devastano il centro di Montefiorino. Altri centri della zona libera (Piandelagotti, Villa Minozzo, Toano, Ligonchio) subiscono la stessa sorte. Nello stesso periodo i tedeschi operano lo sgombero di parte delle popolazioni di Fanano e Montese, per l’avvicinarsi della linea del fronte. 7 agosto 1944: strage di 9 antifascisti e partigiani perpetrata sul sagrato della chiesa di Rovereto di Novi. E’ nota come la “strage degli intellettuali”: prof. Alfredo Braghiroli, Aldo Gerusi, Jones Golinelli, Silvio Manfredini, il figlio Luigi Manfredini, dott. Francesco Maxia, prof. Roberto Serracchioli, prof. Barbato Zanoni, Canzio Zoldi. 9 agosto 1944: a Stuffione di Ravarino fucilati per rappresaglia tre ravarinesi in seguito all’attacco partigiano che portò alla distruzione di una camionetta tedesca: Basilide Bonzaghi, Giovanni Zecchini, Terzo Calvi. 11 agosto 1944: Imponenti forze nazifasciste circondarono la Brigata A. Corsini che era in sosta nel luogo di Rocchetta Sandri , Sestola – Fanano. Nel combattimento che ne seguì caddero 14 partigiani: Riziero Agostini, Dario Baldini, Oliviero Ballanti, Vittorina Bedonni, Danilo Battelli, Franco Bolelli (M.A.v.m.), Senesio Cerchiari, Mario Daccomi, Enrico Mazzoni, Seminio Palmieri, Osvaldo Piccioli, Renzo Piccioli, Fernando Predieri, Mario Zoboli (M.A.v.m.). 13 agosto 1944: rappresaglia di Ospitaletto di Marano, con l’impiccagione di 6 partigiani e 8 civili. Poche ore dopo sempre nello stesso luogo furono fucilati altri tre partigiani catturati. Alcune case del paese furono incendiate: Geo Balestri, Dario Borelli, Aldo Casalgrandi, Antonio Maccaferri, Luciano Orlandi (M.A.v.m.), Primo Terzi, Augusto Cavedoni, Giuseppe Leonelli, Telemaco Pradelli. A Fanano, Modena, vengono impiccati quattro partigiani: Michele Danieli, Domenico Mazzotto, Alfredo Pavonessa, Luigi Russo. 14 agosto 1944: nei boschi di Monte Modino, Farneta di Montefiorino, informati da una spia, ingenti forze naziste sorpresero i partigiani della Brigata Bigi e nel combattimento che ne seguì caddero 8 partigiani: Giorgio Brandoli, Amilcare Cassinardi, Fernando Baschieri, Carlo Pellati, Domenico Sentieri, Natale Mandreoli, Mario Biondi, Leonardo Violano. 16 agosto 1944: dopo un ampio rastrellamento nella zona, rappresaglia in Piazza Martiri a Carpi con la fucilazione di 16 ostaggi di cui 8 cittadini e 8 partigiani della Brigata Dimes: Arturo Aguzzoli, Augusto Artioli, Remo Brunatti, Enzo Bulgarelli, Dino Corradi, Umberto De Pietri,Walter Lusvardi, Giuseppe Zanotti. 16 agosto 1944: rappresaglia a Ravarino: 5 partigiani della Brigata W. Tabacchi vengono fucilati per un presunto attentato ad un fascista. Essi sono: Elio Barbieri, Giuseppe Benfatti, Lauro Bertelli, Belisle Borsari, Mario Morselli. 17 agosto 1943: sciopero alla FIAT – Oci e alla Manifattura Tabacchi per ottenere il licenziamento di ex squadristi. Alcuni docenti della Facoltà di Medicina votano per un ordine del giorno di condanna del fascismo. 18 agosto 1943: sciopero per la Pace alle officine Taddeo Giusti. I carabinieri arrestano i componenti della commissione interna, che vengono processati e condannati ad un anno e sei mesi dal

Tribunale militare di Bologna. 17 agosto 1944: a Selva di Puianello ed Ospitaletto di Marano nuovo scontro tra ingenti forze tedesche ed i partigiani della Brigata “Folloni”. I tedeschi hanno incendiato case, impiccato un partigiano ed in combattimento ne sono caduti altri 10: Gino Cavani, Agostino Longini, Ivaldo Maccaferri, Guido Malferrari, Dario Morelli (M.A.v.m.) Livio A. Pelliccioli, Giorgio Fontanelli, Corrado Tagliavini, Luciano Scandellari, Amerigo Vandini. Nella stessa battaglia cade in mani nemiche Antonio Ferrari, studente universitario, che dopo aver subito inenarrabili torture, è stato fucilato il 25 agosto sempre a Ospitaletto di Marano. Questo episodio è ricordato insieme a quello del 13 agosto. 21 agosto 1944: a Ganaceto, Modena, impiccati 4 partigiani dai fascisti per rappresaglia dopo il ferimento di tre soldati tedeschi: Vittorio Golfré padre di Bruno Golfré, Aristide Nini, Franco Prestendo. 25 agosto 1944: a Monzone di Pavullo fucilati 2 partigiani in seguito al combattimento di Montefiorino: Ivo Camatti e Marino Donati. 29 agosto 1944: a Migliarina di Carpi sono trucidati per rappresaglia 4 partigiani di diverse Brigate: Romano Bianchini, Erio Fieni, Dante Loschi e il figlio Fernando Loschi. In una furiosa battaglia a Sant’Antonio in Alpe – Molazzana contro ingenti forze nemiche, caddero 19 partigiani della Brigata “Gruppo Valanga delle Alpi Apuane” di cui 4 modenesi: Ettore Bruni (M.A.v.m.), Renzo Sassi (M.A.v.m.), Edoardo Bergamini, Rubino Olivieri. 30 agosto 1944: a Bologna vengono fucilati due partigiani di Manzolino: Arturo Garagnani e il fratello Celestino Garagnani. Fucilati a Casa Durini – Fanano, 4 partigiani della Brigata “Scarabelli” catturati il 25 agosto: Bruno Bonucchi, Bruno Tonioni, Giuseppe Venturelli e Vasco Venturelli. 1 settembre 1943: il Comitato Italia Libera chiede al generale Negro la consegna di armi per costituire reparti di volontari, ma ottiene un netto rifiuto. 7 settembre 1944: i partigiani attaccano la caserma della Gnr di S. Possidonio. 8 settembre 1943: viene data comunicazione della firma dell’armistizio con le Forze militari alleate. La famiglia reale fugge a Brindisi. L’Italia viene occupata dalle divisioni tedesche. I partiti antifascisti costituiscono il Comitato di Liberazione Nazionale. In Germania oltre 600.000 soldati italiani preferiscono rimanere in prigionia piuttosto che aderire al fascismo. Migliaia di italiani partecipano alla Resistenza nei paesi occupati dai nazifascisti. I partigiani combattenti all’estero risultano essere 907 (164 caduti), così ripartiti: 177 in Jugoslavia, 45 in Albania, 669 in Grecia e 16 in Unione Sovietica. Numerosi anche i partigiani stranieri combattenti nella Resistenza italiana. A Modena combattono 195 stranieri (13 caduti). Tra questi 121 russi, che formano il Battaglione russo d’assalto, 25 tedeschi, 10 austriaci, 9 jugoslavi, 9 polacchi e anche alcuni greci e neozelandesi. 8 – 9 – 10 settembre 1943: tentativi di resistenza all’occupazione tedesca a Sassuolo e Modena. Alcuni soldati del 36° fanteria, tenuti prigionieri alla Cittadella, riescono a fuggire attraverso le fognature grazie all’aiuto di alcuni giovani. Gli allievi ufficiali dell’Accademia, al campo Piane di Mocogno, rimasti isolati si disperdono: un gruppo combatterà poi nella Resistenza in Piemonte, mentre il comandante dell’Accademia Militare, Giovanni Duca, verrà trucidato dalle SS. A Carpi la folla tenta di assalire le case di alcuni fascisti, ma l’intervento dei carabinieri provoca la morte di tre antifascisti: Venerio Guerzoni, Umberto Malatesta, Ivo Prandi. Chiusa dai tedeschi la Sipe di Spilamberto, licenziati 5.000 operai. La popolazione da l’assalto ai magazzini di generi alimentari A Maranello, un gruppo di fascisti entra in una camerata del 36° Reggimento fanteria ed apre il fuoco contro due antifascisti: rimane ucciso Demos Malavasi di Novi di Modena, mentre il secondo, Mario Ricci, riesce a fuggire in montagna dove inizierà a organizzare, col nome di Armando, i primi gruppi di partigiani. Resistenza & Antifascismo Oggi


Foto

I PERCORSI DELLA MEMORIA Dov’è Nome Cos'e' Sacrario dei caduti partigiani della Provincia di Modena

Viene considerato il luogo simbolo della memoria. Posto ai piedi della Torre Ghirlandina di Modena, raccoglie le foto dei 1.174 caduti partigiani per la libertà.

Montefiorino (Mo), via Rocca 1. Tel. 0536/965139 Fax 0536/965535

Museo della Repubblica Partigiana di Montefiorino

Frutto di un progetto realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della guerra di liberazione, il Museo rappresenta una tappa obbligata per affrontare lo studio della Resistenza e della seconda guerra mondiale. Il percorso si snoda tra oggetti, testi narrativi, immagini e filmati d’epoca nella suggestiva ambientazione della Rocca medievale.

Monchio di Palagano (Mo), a pochi Km. da Montefiorino. Gestione Centro Servizi Franchini Silvia Tel. 0536/966302 Cel. 339/8872403 info@vallidelcimone.it

Memorial Santa Giulia

Teatro di una delle prime stragi tedesche (marzo 1944). Nel Parco quattordici artisti hanno realizzato altrettante sculture poste in cerchio ai piedi della salita che porta alla chiesetta di Santa Giulia che comunicano artisticamente l’universalità dei valori di dignità, libertà e giustizia che animarono la lotta di liberazione.

Carpi (Mo), Via G. Rovighi 57. Tel. 059/688272 Fax 059/688483 fondazione.fossoli@ carpidiem.it

Fondazione ex Campo Fossoli

Gli obiettivi della Fondazione sono il recupero e la valorizzazione della memoria storica dell’ex Campo di concentramento di Fossoli (che dal 1942 fu destinato all’internamento di prigionieri di guerra) ma anche la promozione di attività rivolte all’educazione alla pace e ai diritti umani.

Gestione Fondazione ex Campo Fossoli

Museo al Deportato di Carpi

Il percorso museale si sviluppa attraverso tredici sale caratterizzate da un’ambientazione di grande impatto emotivo. La continuità delle sale è scandita dall’incisione alle pareti di frasi scelte tra le “Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea”. Nella “Sala dei nomi” sono invece incisi i nomi di oltre quattordicimila deportati italiani nei campi di concentramento nazisti.

FONDAZIONE VILLA EMMA Via S. Rocco, 19/a Nonantola (MO) Tel. e Fax 059/547195 www.fondazionevillaemma.org segreteria@fondazionevil laemma.org

Centro per la pace e l’intercultura “Villa Emma”

Tra il luglio ‘42 e il settembre ‘43 vi soggiornarono due gruppi di ragazzi ebrei, che furono nascosti e sottratti così alle deportazioni tedesche. Attualmente si può usufruire di un itinerario didattico che si snoda in tre momenti: conoscenza delle fonti, visita ai luoghi, conversazioni con i testimoni.

Castelfranco E. (Mo), via Forte Urbano Tel. 059/927277. Fax 059/927277.

Forte Urbano Castelfranco Emilia

Costruito da Papa Urbano VIII nel 1634 come baluardo di difesa dai modenesi. Fu poi adibito a lazzaretto, poi a prigione per reati comuni. Nel ventennio fascista vi furono incarcerati 1.200 antifascisti tra cui Umberto Terracini, Giuseppe Di Vittorio, Vittorio Foa. Nel marzo 1944 vi furono trucidati per rappresaglia 13 partigiani.

Modena, viale C.Sigonio Tel. 059/237135 059/222859. Fax 059/927277.

Museo del combattente

“Mostriamo la Guerra per stimolare la Lotta per la Pace” è il filo conduttore del museo. 900 oggetti fra i quali 56 gavette, documenti cartacei originali ed un archivio fotografico di oltre 6000 foto.

a cura di Stefano Magagnoli 20

Giugno 2010

Resistenza & Antifascismo Oggi


Contro la manovra del Governo, ingiusta e dannosa

LA MOBILITAZIONE DELLA CGIL

U

n mese all’insegna della mobilitazione contro la manovra Finanziaria da 25 miliardi di euro di tagli messa in campo dal Governo di centro-destra. Per tutto il mese di giugno la Cgil di Modena (in linea con la mobilitazione nazionale) ha messo in campo iniziative per sensibilizzare e mobilitare lavoratori, pensionati, giovani e precari contro una manovra che considera “ingiusta e dannosa” che chiede sacrifici solo a lavoratori e pensionati, non tocca redditi alti e grandi ricchezze. Una manovra che non affronta la crisi, è priva di prospettiva, che avrà effetti pesanti su servizi e welfare per i tagli ai trasferimenti degli Enti locali, una manovra che congela la fragile ripresa.

Decine e decine sono state le assemblee svolte in giugno nei luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati. Partecipato l’Attivo provinciale di delegati e attivisti il 16 giugno. Oltre 1.000 fra sindacalisti e lavoratori hanno partecipato alla manifestazione nazionale a Roma del 12 giugno, e oltre 4.000 modenesi (partiti su più di 50 pullman da tutta la provincia) hanno preso parte alla imponente manifestazione a Bologna venerdì 25 giugno in occasione dello sciopero generale Cgil di tutti i settori e per l’intera giornata. Una sottoscrizione di autofinanziamento a sostegno della giornata di lotta è stata lanciata fra lavoratori, pensionati, delegati e attivisti modenesi. Intanto sono stati attivati incontri a

livello provinciale con forze politiche, associazioni e istituzioni sulla manovra economica e la Cgil ha sollecitato in tutti i Comuni della provincia Consigli comunali aperti e l’adozione di ordini del giorno contro la manovra. A Modena come nel resto del Paese la Cgil è impegnata a contrastare i tanti provvedimenti iniqui della manovra Finanziaria e la mobilitazione proseguirà nei prossimi mesi contro una manovra che fa pagare il risanamento dei conti pubblici ai “soliti noti”, grava pesantemente sul pubblico impiego con interventi quali il blocco dei salari e del turn over, il licenziamento dei precari di scuola, università, ricerca e pubblica amministrazione, l’aumento dell’età pensionabile per tutti i lavoratori di circa 1 anno e l’innalzamento a 65 anni nel 2012 dell’età pensionabile per le donne nel pubblico. Ancora, la Cgil critica i tagli consistenti di risorse a Regioni, Comuni, sanità e cultura (che avranno inevitabili ripercussioni sui servizi e le prestazioni di welfare ai cittadini), l’aumento della percentuale dal 75% all’85% per avere l’assegno di invalidità civile, e non ultimo la mobilitazione messa in campo è anche contro il Ddl sull’arbitrato che attacca il diritto del lavoro. Con la mobilitazione di giugno, all’insegna dello slogan “C’è chi taglia. C’è chi Italia”, la Cgil ha avanzato anche una serie di proposte al Governo, quali la richiesta di un piano straordinario per il lavoro, investimenti per ricerca, scuola, università, e il rifinanziamento della cassa in deroga per il 2011. La Cgil chiede, inoltre, l’introduzione di una addizionale di solidarietà sui redditi superiori ai 150mila euro per liberare risorse da destinare i giovani. Il ripristino dell’Ici solo per i redditi oltre i 100.000 euro, la tassazione unica sulle rendite finanziarie da portare al 20%, l’introduzione di una tassa patrimoniale per chi ha più di 800mila euro. La Cgil ritiene importante avviare la riforma fiscale, abbassando la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, e sostenere la lotta all’evasione fiscale. FEDERICA PINELLI.

Resistenza & Antifascismo Oggi

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LUTTI DELLA RESISTENZA

Non li dimenticheremo! Ferrari Alba "Wilma" DI ANNI 95

Partigiana di diverse Brigate: lÊultima la „Scarpone‰; ha svolto funzioni di collegamento, porta ordini, munizioni, distribuzione di materiale di informazione contro i nemici, di primaria importanza. A liberazione avvenuta ha continuato le sue funzioni nella famiglia non tralasciando mai lÊimpegno e la partecipazione nel movimento democratico per lÊemancipazione femminile, la pace e la libertà. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Carpi e della redazione.

Tanferri Giuseppe Nella ricorrenza del terzo anniversario della scomparsa, la figlia ed i familiari tutti lo ricordano con immutato affetto. I suoi insegnamenti sono ancora la guida maestra anche per i giovani di oggi. Al ricordo si uniscono lÊANPI di Cconcordia e la redazione di „Resistenza e Antifascismo oggi‰. Per lÊoccasione la figlia ha sottoscritto euro 50,00 a sostegno del giornale.

Carrara Benito DI ANNI 70

Possidonio e la Redazione.

Il 31 marzo è mancato allÊaffetto dei suoi cari Benito Carrara, antifascista iscritto allÊANPI e sindacalista; ha sempre lottato per la pace e la giustizia e ha partecipato a tutte le iniziative dellÊANPI di S. Possidonio. I familiari lo ricordano assieme al fratello Dalviso, partigiano ucciso a Modena in Piazza dÊArmi dai fascisti. Si unisce alle condoglianze lÊANPI di S.

Lugli Paolino Nella ricorrenza del 14esimo anniversario della scomparsa, la moglie e la figlia ed i parenti tutti, lo ricordano con immutato affetto. il suo insegnamento è tuttora di grande attualità per tutti coloro che vogliono unÊItalia democratica e più giusta. Al ricordo si uniscono lÊANJPI di Carpi e la Redazione. NellÊoccasione i familiari sottoscrivano euro 50,00 a sostegno del giornale. 22

Giugno 2010

Baraldi Ivan Già presidente del circolo ANPI di Buon Pastore. In occasione del 22 aprile 2010, data della liberazione di Modena ma anche e purtroppo triste ricorrenza della scomparsa del nostro caro Ivan Baraldi, la famiglia Baraldi desidera ringraziare tutte le persone che lo hanno ricordato e che continuano a portarlo nel cuore. La vicinanza ed il ricordo rendono la sofferenza condivisa e non si ha più lÊidea di essere rimasti da soli. Questo pensiero è rivolto in particolare al sig. Bruno Tirabassi che è stato vicino ad Ivan e alla famiglia durante i mesi di malattia. Famiglia Baraldi: Marisa, Gianna e Giorgia. Si uniscono al ricordo lÊANPI Provinciale e la Redazione. Per lÊoccasione la famiglia ha sottoscritto euro 500,00 a sostegno del giornale.

Cassanelli Gilio "Blu" DI ANNI 91

Partigiano combattente della Brigata „Dragone‰. Dopo 42 mesi di soldato in Africa, appena ritornato a casa si è unito al movimento partigiano ed ha partecipato alle battaglie di Polinago, Miceneo, Montespecchio, ecc. Ad avvenuta liberazione è tornato a fare lÊagricoltore ed è entrato nel movimento per lo sviluppo della montagna e dellÊagricoltura. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Pavullo e della Redazione.

Boccaletti Ozer "Carlos" DI ANNI 89

Partigiano combattente della Brigata „Diavolo‰ con la quale ha partecipato a diverse azioni: Cortile, Fossoli, Rovereto, Ravarino e al disarmo di forze nemiche. A liberazione avvenuta ha partecipato al movimento per il lavoro, la pace, la libertà e la giustizia. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Carpi e della Redazione. Per lÊoccasione i familiari hanno sottoscritto 20 euro a sostegno del giornale.

Leoni Paride DI ANNI 75

Di famiglia antifascista ha sempre operato nel movimento democratico per la difesa della pace, la libertà e per il progresso della società e del lavoro. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Sassuolo e della Redazione.

Resistenza & Antifascismo Oggi


LUTTI DELLA RESISTENZA

Non li dimenticheremo! Benati Bruno DI ANNI

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Partigiano combattente della Brigata „Costringano‰ con la quale ha partecipato a diverse azioni sullÊAppennino modenese e reggiano. Ad avvenuta liberazione è stato Presidente dellÊANPI di Sassuolo fino a che la progressione della malattia glielo ha impedito. Dirigente del movimento democratico di Sassuolo, dipendente comunale con funzioni di segretario particolare del Sindaco, rivestì negli anni Ê80 lÊincarico di Presidente della SAT. Attivo sportivo, collaborava con lo „sci club‰ per portare i piccoli sciatori in montagna. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI Provinciale e di Sassuolo alle quali si unisce la redazione del giornale.

Morandi Luciana DI ANNI

80

Di famiglia antifascista ha operato in aiuto alle formazioni partigiane, contribuendo a salvaguardarle dai rastrellamenti delle brigate nazi-fasciste. Dopo la liberazione ha partecipato al movimento per lÊemancipazione femminile, per la pace e il lavoro. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Sassuolo e della Redazione.

Scarabelli Zita DI ANNI 82

Di famiglia antifascista e vedova del partigiano Puccini, la sua vita è stata dedicata alla famiglia e al movimento per lo sviluppo della montagna, per la pace e la libertà. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Pavullo e della Redazione del giornale.

Arletti Ugo "Ughin" Nella ricorrenza del secondo anniversario della scomparsa, la famiglia lo ricorda con immutato affetto per il suo insegnamento e la sua rettitudine. Si uniscono i compaesani che lo hanno conosciuto, lÊANPI di Carpi e la Redazione. Per lÊoccasione la famiglia sottoscrive euro 20,00 a sostegno del giornale.

Gianaroli Giovanni Nel 65esimo anniversario della liberazione e a 23 anni dalla scomparsa, la moglie Bondi Ernesta ed i familiari ricordano Giovanni con immutato affetto. Si associano al ricordo lÊANPI di Pavullo, coloro che lo conoscevano e la Redazione del giornale. I familiari per lÊoccasione sottoscrivono euro 40,00 a sostegno del giornale.

Guicciardi Nella

Boni Oreste "Spalla" DI ANNI 87

Partigiano combattente della Brigata „A. Caselgarndi‰ ha partecipato a diverse azioni: recupero munizioni, rifornimento viveri, cattura di nemici, ecc. A liberazione avvenuta è entrato nel movimento per lo sviluppo della montagna e dellÊagricoltura. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Castelvetro a cui si associa la Redazione.

DI ANNI 90

Di famiglia antifascista, compagna del partigiano Saltini, decorato di Medaglia dÊArgento al V.M., alla sua morte ha reagito aumentando il suo impegno nella Resistenza come staffetta. A liberazione avvenuta ha partecipato al movimento per la difesa della pace, la libertà e la democrazia. EÊ stata un aiuto importante per lÊANPI di S.Marino di Carpi. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI e della Redazione. Resistenza & Antifascismo Oggi

Pellacani Giuseppe "Cesare" DI ANNI 88

Partigiano combattente della Brigata „W:Tabacchi‰, dopo 28 mesi di militare al fronte, appena tornato si è subito aggregato alla Resistenza con la Brigata. A liberazione avvenuta, ripreso il suo lavoro, è entrato nel movimento democratico per la difesa della pace, la libertà e la democrazia. Ai familiari le condoglianze di Comporto e Baggiovara a cui si associa la Redazione. Giugno 2010

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LUTTI DELLA RESISTENZA

Non li dimenticheremo! Rovatti Ennio "Oreste" DI ANNI 89

Partigiano combattente della Brigata „Dimes‰ ha svolto diverse funzioni tra le quali il combattimento di Gonzaga e vari servizi importanti tali da riconoscergli da parte dei superiori il grado di Tenente. A liberazione avvenuta è entrato nel movimento democratico per la difesa della pace, la democrazia e la giustizia. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Carpi e della Redazione.

Guerra Iolanda e il marito partigiano Sitta Gino Nello scorso mese di maggio ricorreva il primo anniversario della scomparsa di Iolanda, le figlie Graziella e Germana Sitta ed i nipoti la ricordano con tanto amore ed immenso dolore. Colgono lÊoccasione per unire nel ricordo il papà Sitta Gino, medaglia dÊArgento al V.M., marito di Iolanda, morto nel 1985, ha difeso sempre i valori della Resistenza e dellÊantifascismo. Si uniscono nel ricordo lÊANPI di Carpi e coloro che li hanno conosciuti, si associa la Redazione. Le figlie sottoscrivono euro 50,00 a sostegno del giornale.

Soragni "Veglia" DI ANNI

Goliarda

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Di famiglia antifascista e visto che lavorava in manifattura tabacchi, durante la Resistenza si adoperava per rifornire i partigiani delle sigarette, oltre che altri aiuti. Entrata nel movimento democratico si adoperò per aiutare chi era in difficoltà. Ai familiari giungano le condoglianze dellÊANPI di Carpii e della Redazione.

Bisi Antonio DI ANNI 82

Nel primo anniversario della scomparsa, i familiari mentre ricordano Antonio con immutato affetto, rimarcano a tutti le scelte che ha fatto: dopo lÊ8 settembre abbandonò lÊesercito e unì alla Resistenza a Fanano, poi Stella Rossa e partecipò a tante importanti azioni nel bolognese, in toscana e nei nostri Appennini. A liberazione avvenuta ha spiegato ai giovani la scelta fatta e le motivazioni: liberare il Paese dalla tirannìa fascista e dagli occupanti nazisti, per portare la libertà e democrazia. I familiari sottoscrivono 50 euro per sostenere il nostro giornale. LÊANPI di Castelnuovo R. e la Redazione si associano al ricordo.

Vaccari Italo Nel primo anniversario della scomparsa, la moglie Neri Livia ed i familiari lo ricordano con tanto amore, per gli insegnamenti e la rettitudine che ha insegnato. Si uniscono al ricordo lÊANPI e la Redazione. NellÊoccasione la moglie Livia sottoscrive euro 50,00 a sostegno del giornale.

Sbardellati Gigino Nel primo anniversario della scomparsa la moglie Bignardi Imelde ed i familiari tutti, lo ricordano con immutato affetto come marito e come padre e si rammentano con quanto innato senso di giustizia e di libertà Gigino abbia profuso insegnamenti a chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo. Nel ricordo si associano lÊANPI di Mirandola e la Redazione. I familiari nellÊoccasione sottoscrivono 20 euro a sostegno di „Resistenza e antifascismo oggi‰. 24

Giugno 2010

Notari Dino "Gramigna" DI ANNI 85

Partigiano della Brigata „Anderlini‰ con la quale ha svolto diverse azioni: Fanano, Gombola, Piandelagotti, ecc. Per le capacità dimostrate gli fu riconosciuto il grado di Tenente. A liberazione avvenuta riprese il suo lavoro e partecipò al movimento per lo sviluppo della montagna. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Pavullo e della Redazione. Resistenza & Antifascismo Oggi


LUTTI DELLA RESISTENZA

Non li dimenticheremo! Righi Tommaso

Neri Vitaliano DI ANNI 78

Di famiglia antifascista, il padre Enzo fu Commissario politico nella Resistenza, entrò subito nel Fronte della Gioventù e poi nel PCI ora nel P.D. Terminati gli studi entrò a lavorare nel movimento cooperativo in diversi ruoli fino a ricoprire la carica di Amministratore delegato dellÊUNIPOL fino al 1990. EÊ stato consigliere comunale a Carpi, impegnato nel consiglio della Cassa di risparmio di Carpi, nel Consiglio della fondazione, Presidente dellÊOpera Pia. EÊ una grave perdita del movimento democratico. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI provinciale, di Carpi alle quali si associa la Redazione.

Nella ricorrenza del 14esimo anniversario della morte, la moglie Maria, il figlio, i nipoti lo ricordano con immutato affetto. la rettitudine, gli insegnamenti dati sono sempre attuali. Al ricordo si uniscono lÊANPI e la Redazione. Per lÊoccasione i familiari sottoscrivono euro 50,00 a sostegno del giornale.

Gavioli Enzo "Giampaolo" DI ANNI 84

Partigiano combattente della Brigata „Remo‰ con la quale ha partecipato a diverse azioni: caserma di Concordia, prelevamento armi e munizioni, servizi aviolanci a Gavello. A liberazione avvenuta ha avviato una propria attività industriale, senza mancare a tutte le iniziative del movimento democratico. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Mirandola e della Redazione.

Franzoni Elena "Gimmi" DI ANNI 85

Staffetta partigiana della Brigata „Diavolo‰ ha svolto un lavoro prezioso di collegamento tra le formazioni partigiane con tutti i risvolti che sono propri di questo lavoro, con i nemico attendato nel podere. A liberazione avvenuta è entrata nel movimento democratico per la pace, la democrazia e lÊemancipazione femminile. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Carpi e della Redazione. I familiari nellÊoccasione hanno sottoscritto 25 euro a sostegno del giornale.

Ferrari Egidio DI ANNI

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I figli e i nipoti vogliono ricordare il loro congiunto partigiano Egidio che ha tanto dato alla società per conquistare la libertà di cui noi tutti ora godiamo e che molto spesso ne sottovalutiamo lÊimportanza e dimentichiamo quanti sacrifici è costata. Ha rischiato la fucilazione due volte, e per entrambe per fortuna lo ha assistito: salvato la prima volta da un comandante dellÊAccademia, amico dÊinfanzia; riuscì ancora a sottrarsi alla morte grazie allÊaiuto di un ufficiale tedesco. A liberazione avvenuta ha lavorato come muratore ed è entrato nel movimento democratico. La famiglia ha sottoscritto euro 50,00 a sostegno del giornale. Resistenza & Antifascismo Oggi

Guidicelli Irma DI ANNI 85

Antifascista e moglie del partigiano Paolo Candeli, è sempre stata impegnata nella difesa della Resistenza e delle sue scelte. A liberazione avvenuta è entrata nel movimento per lo sviluppo della montagna e dellÊemancipazione femminile. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Pavullo e della Redazione.

Covili Lina DI ANNI 94

Di famiglia antifascista coniugata con il partigiano Cappelli, ha sempre operato a sostegno della Resistenza. A liberazione avvenuta è entrata con il marito nel movimento per lÊemancipazione e lo sviluppo della montagna. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Pavullo e della Redazione. Giugno 2010

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LUTTI DELLA RESISTENZA

Non li dimenticheremo! Pederzoli Pier Giuseppe DI ANNI

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Democratico impegnato nello sport e nellÊAmministrazione Comunale di Formigine, è una grave perdita per tutto il movimento democratico. Gentile, onesto, sempre disponibile ad aiutare il prossimo. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI Provinciale e di Formigine, dei cittadini di Formigine, alle quali si associa la Redazione.

Succi Graziano DI ANNI

73

Antifascista e democratico ha svolto sempre il lavoro con passione e capacità, collegato al movimento democratico e difensore della Resistenza, ha sempre partecipato alle iniziative per lo sviluppo della montagna. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Pavullo e della Redazione.

Sgarbi Giustino Nel secondo anniversario della scomparsa i familiari lo ricordano con immutato affetto. LÊonestà e la dirittura morale hanno contraddistinto la sua vita. Al ricordo si associano lÊANPI e la Redazione.

Comm. De Pietri Augusto DI ANNI 87

La sua vita da giovane lÊha vissuta in guerra e solo dopo la fine della seconda guerra mondiale è tornato a casa. La sua fede antifascista e democratica gli ha permesso, al suo ritorno, di entrare nel movimento democratico ed avere diverse responsabilità. Presidente dellÊAssociazione Combattenti e Reduci e del Museo del Deportato di Carpi. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI di Carpi, dellÊANCR di Modena e della Redazione.

Gualdi Edio "Secondo" DI ANNI 86

Partigiano combattente della Brigata „Folloni‰, ha partecipato a diverse azioni nellÊAppennino tosco  emiliano, compresa la battaglia di Benedello. Dopo la liberazione si trasferì in provincia di Reggio E., partecipando nel movimento democratico alle lotte per la difesa della pace e della libertà. Ai familiari giungano le sentite condoglianze dellÊANPI di Novi e della Redazione.

Bernabei Giovanni "Napoli" Nel secondo anniversario della morte, la moglie e i figli lo ricordano con tanta nostalgia: un uomo straordinario. Al ricordo si uniscono lÊANPI e la Redazione e quanti lo hanno conosciuto. NellÊoccasione la famiglia sottoscrive 50 euro a sostegno del giornale. 26

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Fregni Volmer DI ANNI

60

Democratico disponibile con tutti, Sindaco di S.Prospero per molti anni, è mancato improvvisamente ai suoi cari che lo ricordano con amore. Impegnato nel movimento democratico è sempre stato un punto di riferimento per tutti coloro che avevano bisogno di un consiglio o di un suggerimento. Ai familiari le condoglianze dellÊANPI Provinciale e di S.Prospero a cui si associa la Redazione. Resistenza & Antifascismo Oggi


Il giornale “RESISTENZA E ANTIFASCISMO OGGI” è una voce della Resistenza, della democrazia, in difesa della Costituzione PER VIVERE HA BISOGNO DEL TUO AIUTO Elenco sottoscrittori: • Sezione ANPI S.Felice a sostegno giornale • CAVALIERI ONELIO Sassuolo a sostegno giorn • BRUNETTI ENRICO Carpi a sostegno giornale • LUGLI LAURA Carpi a sostegno del giornale • GIOVANARDI LUCIA Carpi a sostegno giornale • FERRARI ROSANNA Carpi a sostegno giornale • Fam. BARACCHI Carpi a ricordo Elena Franzoni • BERTORELLI FRANCESCO Mo Est x giornale • Fam. BISI Modena 1° anniv. scomparsa Antonio • Fam. ARLETTI Carpi a ricordo frat. Ugo nel 2°anniv. • GRENZI ARMANDO e amici Nonantola x giornale • BARALDI Giancarla MO ricordo fratello Ivan • BARBIERI ERIO Modena a sostegno giornale • Fam. GUALDI a ricordo di Edio • BETTELLI GIUSEPPINA MO sostegno giornale • Fam. RIGHI Carpi a ricordo di Tommaso Righi • Fam. BOCCALETTI Carpi a ricordo di Oscar • Fam. VACCARI Livio Soliera a ricordo di Italo • BONDI ERNESTA Frignano ricordo marito Giovanni • SALA LUIGI Modena a sostegno del giornale • ANDREOLI ALBERTO Modena sostegno giornale • BORRI UMBERTO Lama M. a sostegno giornale • RIGHI OLEMA Carpi a ricordo fratello Sarno • BARBERINI ROSINA S.Cesario sostegno giornale • MAZZANTI ANGELO Ravarino sostegno giornale • COLOMBINI AMERIGO Marano sostegno giornale • TURCI LILIA Modena a sostegno del giornale • LOTTI FRANCO Soliera a sostegno del giornale • CAPPELLINI ADORNO Carpi sostegno giornale • AMARANTI COLOMBO Modena per giornale • MORA CONTARDO Carpi a sostegno giornale • FUSINATO SILVANO Piumazzo per giornale • TABACCHI WALTER Carpi a sostegno giornale • ASTROLOGI UGO Seregno MI sostegno giornale •CASELGRANDI NELLO Formigine per giornale • RAZZINI GIANMARCO Castelfranco E. x giornale • CONTALDI MARIO Modena a sostegno giornale • ROSSI SERGIO Modena a sostegno del giornale • Circolo ARCI Maranello a sostegno del giornale • FANTUZZI FLORIANA a ricordo di Ester Bellini e Dino Fantuzzi • BORGATTI WALTER Zola Predona BO x giornale • BIGARELLI IVO Soliera a sostegno del giornale • FANTINI ELVIRA Carpi a sostegno giornale • GALLONI ATHOS Casinalbo a sostegno giornale • TORRICELLI SUSANNA Campogalliano x giornale • Fam. GOLDONI Loris Sassuolo a ricordo Renzo Ferri • UDI Modena a sostegno giornale • FERRARI ROSANNA Carpi a sostegno del giornale

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La festa nazionale dell'Anpi, tenutasi quest'anno ad Ancona

ITALIANI DI COSTITUZIONE

S

i è conclusa lo scorso 27 giugno la seconda festa nazionale dell'Anpi, tenutasi quest'anno ad Ancona. ‘’Italiani di Costituzione’’ è stata la frase guida della festa, che da giovedì 24 giugno ha alternato forum, convegni e dibattiti su Resistenza e Costituzione, presentazioni di libri, spettacoli, concerti e mostre. Tra gli ospiti lo scrittore Predrag Matvejevic e il capogruppo dei socialisti e democratici al Parlamento Europeo Martin Schulz. Spazio anche ai 150 anni dell’Unita’ d’Italia con una mostra di cimeli garibaldini e una lectio magistralis su Resistenza e Risorgimento. All'interno delle iniziative, anche due forum: uno sui linguaggi della comunicazione e uno sui musei e sui luoghi della memoria, le cui finalità sono state ben illustrate da Fulvia Alidori sul giornale online Articolo 21: "Ogni linguaggio della comunicazione, dal teatro al cinema, dalla stampa ai musei, dalla letteratura alla televisione, dall’arte alla Rete con i nuovi strumenti, come i social network, non devono essere un fine ma uno strumento al servizio della cura e della valorizzazione delle fonti della storia di una comunità. Dobbiamo conoscerli tutti e a fondo, ognuno con le sue caratteristiche e le sue potenzialità, per poterli governare. La memoria non è un processo automatico ma un’azione selettiva e complessa che investe molti aspetti della personalità: percettivi, associativi, immaginativi, affettivi, intellettivi. Pensate alla vostra personale memoria e trasportate lo stesso processo per la comunità a cui appartenete. La memoria collettiva è la narrazione di

un gruppo di persone, che sceglie di raccontare alcuni fatti piuttosto che altri e vi costruisce attorno una storia. Ma c’è un ma. Essa sarà tanto più complessa e più aderente alla realtà quante più saranno le voci che parteciperanno alla narrazione cosicché il racconto di un paese sarà composto da un arcobaleno di voci. Non a caso Italo Calvino, descrivendo la Resistenza, sostenne: “Il grigiore delle vite quotidiane sembrava cosa d’altre epoche; ci muovevamo in un multicolore universo di storie”. [...] Siamo sicuri che della Resistenza conosciamo tutto? Siamo certi che gli Italiani la conoscano in tutta la sua variegata complessità? Perché solo la sua conoscenza può farci capire che cosa siamo oggi. La libertà di espressione è l’ossigeno che ci permette di vivere appieno il nostro paese, di capirne i difetti e i pregi, di accoglierne le energie, di imparare dagli errori e superarli, di accettare nuove conoscenze, rispettando e riconoscendo le differenze e valorizzandole. [...] La Costituzione Repubblicana è il nostro corpo e ha bisogno di tutti i suoi organi per funzionare in armonia e nel rispetto di tutti. L’art. 21 è l’aria che la Costituzione respira. Perciò è fondamentale la conoscenza e la cura delle fonti della storia contemporanea come strumento contro i revisionismi e i negazionismi e non esiste un terreno migliore dell’assenza o della limitazione della libertà di espressione, perché la storia sia negata e ribaltata e ogni idea sia tutto e il suo contrario. Non esiste un esempio nella storia del

nostro pianeta di una civiltà che si sia migliorata chiudendosi alle idee. Non c’è, cercatela, provateci. Io non ci sono riuscita. Il forum sui musei, [ha rappresentato] un’opportunità per mostrare le capacità narrative di queste realtà e il loro legame con la vita che li circonda. E’ l’augurio e la bussola dell’ANPI per un buon futuro per il nostro pianeta, nonostante le ingiustizie e le disuguaglianze, perché proprio i musei e i luoghi di memoria dimostrano la capacità di rinascere da esperienze tragiche, una capacità tanto più grande se si fonda sugli uomini e sulla loro educazione alla conoscenza e al rispetto. Siamo pieni di memoria, perché essa è il nostro presente e abbiamo un grande futuro.

Con la tua dichiarazione dei redditi puoi destinare il

cinque per mille dell'IRPEF all'Associazione nazionale partigiani d'Italia. Per farlo è sufficiente inserire il Codice fiscale dell'associazione

00776550584 nell'apposito spazio dei modelli CUD, 730 e Unico. La destinazione del cinque per mille NON comporta alcun aumento rsipetto a quanto già dovuto all'Erario.

CAMPAGNA TESSERAMENTO 2010 L’A.N.P.I.: UN’ASSOCIAZIONE POLITICO – CULTURALE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE, PER LA DEMOCRAZIA DEI DIRITTI E DEI VALORI

Resistenza & Antifascismo Oggi - giugno 2010  

Periodico edito dall’ANPI provinciale di Modena - Anno XXI N. 3 - giugno 2010

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