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ANOSS . Sezione Emilia Emilia--Romagna News letter n° 10/24 Sabato 30 Dicembre 2010 ANOSS rispetta la privacy. Per non ricevere più la news letter clic qui.

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Numero speciale Consuntivo 2010

A tutti un augurio di buon anno!! Per i video

auguri clicca sul link:

http://www.youtube.com/AUGURI!!!

Il Punto—(Gli investimenti del 2011) Alla fine di ogni anno ci ritroviamo a fare consuntivi e proponimenti. Ebbene, non ci sottraiamo alla tradizione e in questo numero della news letter ci sono immagini e contenuti dei momenti salienti dell’anno che se ne va. Resta da dire che cosa ci aspettiamo nell’anno nuovo. Non molto se non da noi stessi. Guai se ci fermiamo ad spettare che qualcuno ci dica bravo o ci dia indicazioni! Guai se ci lamentiamo e basta. Possiamo lamentarci, si, ma soprattutto possiamo fare qualcosa. In un grande film di Cubrik (2001 odissea nello spazio) l’uomo nuovo che torna sulla terra vedendo i mali che l’affliggono capisce che deve intervenire e ..‖pensò che avrebbe fatto qualcosa!‖ Queste sono le parole che oggi ci possono ispirare: pensare che il nostro compito è ―fare qualcosa‖!! La crisi economica e di valori che stiamo attraversando non è di sicuro lo sfondo ideale per riforme della politica del welfare in senso favorevole al nostro settore e purtroppo è a tal punto evidente lo stato di confusione normativa che difficilmente potranno essere efficacemente attuate anche delle semplici azione applicative di norme già varate. E allora che fare?

Continua a pag. 4


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Il lavoro nell’epoca post-moderna e il benessere organizzativo Un saggio di Giuliana Masera Per leggere clicca sul link http://issuu.com/anossdapero/docs/benessere_organizzativo/1?viewMode=magazine

Introduzione alla qualità. Una dispensa di Renato Dapero sulla storia della qualità dall’antichità all’ISO 9000 Per leggere clicca sul link

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Elementi di antropologia nel management Un saggio breve di Giuliana Masera Per leggere clicca sul link http://issuu.com/anoss-dapero/docs/masera-elementi-antropologia-management?viewMode=magazine

Progettare l’organizzazione. Una dispensa di Renato Dapero: Per leggere clicca sul link http://issuu.com/anoss-dapero/docs/dispensa-1-progettare-organizzazione?viewMode=magazine

Nuovi scenari in ambito socio-sanitario la formazione come opportunità di crescita e miglioramento Un saggio di Giuliana Masera Per leggere clicca sul link http://issuu.com/anoss-dapero/docs/namedb57d4_20101112_151326?viewMode=magazine

La gestione dell’incontinenza una dispensa di Marco Gozzi. Per leggere clicca su Dispensa

Clicca e Leggi ASSISTENZA ANZIANI 2


Pubblicità di eventi PIACENZA 26 Gennaio 2011 La prima iniziativa di ANOSS rivolta a tutta la cittadinanza oltre che agli operatori sociosanitari si terrà il 26 gennaio presso la Casa delle Associazioni in via Musso alle ore 15.00. L’invito sarà esteso alle autorità cittadine e, per gli aspetti sanitari, parteciperà il primario di Geriatria dell’Azienda USL di Piacenza, dott. Franchi. L’incontro è stato definito con la collaborazione di AUSER e ANTEAS e si svolgerà ponendo l’attenzione sostanzialmente sul problema della continuità delle cure delle persone anziane e dell’integrazione socio-sanitaria alla luce della nuova normativa regionale. Si cercherà di mettere in luce pregi e difficoltà delle norme regionali sull’accreditamento unite a quelle di trasformazione delle IPAB. Le domande a cui si cercherà di dare risposta sono: queste nuove norme migliorano la situazione generale dei servizi? E ancora, è adesso più chiaro il rapporto tra istituzioni e cittadini? Presto notizie più precise e un programma dettagliato Organizza l’evento ANOSS Associazione aderente alla

CONSULTA COMUNALE ATTIVITÀ SOCIALI-EDUCATIVE

PIACENZA 27 Gennaio 2011 Una giornata di formazione per OSS, IP e altri operatori:

Motivazione e integrazione Si tratta di una importante iniziativa dell’associazione ANOSS rivolta agli operatori delle strutture assistenziali. Dagli OSS agli IP, ma anche alle altre figure sanitarie e ai professionals nonché alle posizioni di middle management organizzativo. Il corso di una giornata (8 ore) si articola in tre interventi di tre docenti diversi per cultura ed esperienza ma ugualmente animati dall’intento di costruire la basi per una corretta integrazione professionale. Si parte dall’assunto che non si può fare integrazione se il personale non è motivato. I docenti si avvalgono di strumenti didattici efficaci basati anche su una forte interattività coi partecipanti. Presto sarà pubblicato il programma.


Li potete leggere cliccando sul titolo Diritti e sostenibilità (dalla relazione al Forum) di R. Dapero Non si può tacere!! di R. Dapero Lavoro nell’epoca post-moderna e benessere organizzativo di G. Masera

Il concetto di sostenibilità applicato all’assistenza di G. Masera Innovazione nelle relazioni industriali di R. Dapero La formazione come crescita e miglioramento di G. Masera dossier-191-2010. I contratti di R. Dapero Emozioni al lavoro di Itala Orlando

I PAI nei servizi residenziali di Diletta Basso Segue da pag. 1

Ci dobbiamo rimboccare le maniche! E soprattutto dobbiamo spremerci per scoprire quante risorse sono nascoste dentro di noi!! Vi rimando al video che l’associazione ha realizzato dal titolo ―L’alba del nuovo giorno‖ (il link a pag.15). In questo video c’è un breve intervento di un OSS che parla della gratificazione. Dice quali sono gli elementi che la gratificano nel suo lavoro e conclude che, in ogni modo, la gratificazione dobbiamo trovarla dentro di noi, perché ―nessuno davvero te la può dare se non ce l’hai dentro di te!‖ Allora, anche da questo si capisce, che dobbiamo rinunciare al sogno di un welfare tutto preordinato e schematico con un progetto e una pianificazione dall’alto e dobbiamo farci parte attiva e innovativa. Nel 2011 l’associazione ANOSS continuerà a promuovere studio e ricerca sul ―Welfare che verrà‖. La programmazione ANOSS Sez. Emilia Romagna prevede la prosecuzione della linea dei convegni accompagnati dall’introduzione di veri e proprio eventi formativi tesi soprattutto alla qualità del lavoro, alla motivazione e all’integrazione professionale. La seconda linea di attività sarà nella valorizzazione degli studi scientifici e le comunicazioni esperienziali attraverso convegni di presentazione di libri e interviste registrate e comunicate con youtube. Infine, da ultimo, ma primo per importanza, introdurremo attività divulgativa verso l’utenza con convegni rivolti ad associazioni e cittadini per rendere noto ciò che la politica tende a non far vedere. Lo Stato ha risolto con una delega alle Regioni e queste stanno facendo scelte confuse e spesso contraddittorie. Così svolgeremo un ruolo di promozione sociale; questo, nel 2011 è il nostro proposito di “fare qualcosa..!” Buon anno, Buon anno a tutti !!! Renato 4


ANOSS L’accreditamento dei servizi sociosanitari Gli impegno dell’associazione nel 2010 L’associazione, nell’ambito della sua mission di promozione delle politiche sociali e dello sviluppo di una nuova cultura sociale nel nostro paese, ha avviato questa attività di studio sullo specifico argomento nella consapevolezza che quello dell’accreditamento è, in questo anno, uno dei maggiori problemi che gli operatori si trovano ad affrontare sia che si trovino ai vertici dell’organizzazione sia che abbiano funzioni diverse. Le norme regionali propongono un completo stravolgimento delle vecchie regole e nessuno può ritenersi esentato dalla preoccupazione di capire le regole del cambiamento, del resto chi pensa di eluderlo e chi al cambiamento si oppone deve rendersi conto che così facendo si oppone al futuro!

26 marzo 2010

scenza e dibattito attorno alle tematiche dI pianificazione e Bologna Savoia Hotel organizzazione dell’assistenza, promuovere la qualificazione e Il convegno si è svolto l’aggiornamento professionale nell’intera giornata, con una degli associati e di tutto il persessione seminariale al mattisonale interessato avendo cura no e un dibattito al pomeriggio di sostenere l’integrazione tra secondo il programma. le varie professionalità. Sotto la lente le modalità ope- . rative per l’accreditamento con particolare attenzione alle responsabilità dei soggetti coinvolti e agli effetti prodotti sul sistema di welfare. La missione che l’associazione si prefigge è di promuovere conoUno scorcio del pubblico


Il 2° convegno si è tenuto a Caorso (PC) il 24 aprile 2010 presso la struttura “La Madonnina” Da sinistra: Paolo Spolaore - Presidente Coop ASSO gestore della struttura “La Madonnina” Andrea Bianchi - Direttore generale dell'Azienda USL di Piacenza Fabio Callori - Sindaco di Caorso Pierpaolo Gallini - Assessore ai servizi sociali della Provincia di Piacenza Renato Dapero - Presidente sez. Emilia-Romagna dell'associazione ANOSS

Oltre ai relatori sopracitati erano presenti anche il Direttore delle Attività sociosanitarie Azienda AUSL Dott. Gian Maria Soro e il Dott Francesco Negrotti, Funzionario rdel Comune di Fiorenzuola. E’ stato sottolineato da tutti i relatori che con le regole per l’accreditamento, definite nel costante confronto con i Comuni, le parti sociali e i soggetti gestori si supererà il sistema degli appalti, nell’ottica di una nuova gestione dei servizi che prevederà precisi standard qualitativi, nuove modalità di relazione tra Amministrazione pubblica e soggetti gestori/erogatori, la garanzia di processi assistenziali a più elevata efficacia e qualità sotto la responsabilità di un unico soggetto, una forte integrazione con i servizi sanitari per la presa in carico complessiva delle persone e dei loro bisogni. E, come precondizione, servirà la riaffermazione del forte ruolo della programmazione territoriale da parte degli Enti locali. Sono previste tre forme di accreditamento, secondo un processo di gradualità: accreditamento transitorio (per i servizi già parte del sistema e dotati di alcuni dei requisiti richiesti), accreditamento provvisorio (per i nuovi servizi), accreditamento definitivo (concesso ai servizi che possiedono tutti i requisiti previsti). Diverse perplessità sono state espresse riguardo alle Strutture esistenti che hanno un mix di camere anche a tre posti letto e rischiano di dover stravolgere l’aspetto strutturale per quanto riguarda l’obbligo richiesto dall’accreditamento di avere solo camere doppie e singole L’adeguamento a questa parte della normativa dell’accreditamento con riduzione dei posti letto porterebbe ad una revisione dei parametri organizzativi con conseguente ricaduta sulla gestione relativa ai costi del personale. È stato da più parti formulato l’auspicio che ci sia una proroga dei termini in tal senso. Punto dolente sarebbe, per le strutture con camere a tre posti letto, il dover ridurre i posti letto totali per adeguarsi alle normative strutturali delle camere come previsto dall’accreditamento. Da un lato quindi i requisiti richiesti che spingono verso livelli elevati di qualità e specie quelli strutturali potranno essere raggiunti soltanto in tempi lunghi e con investimenti notevoli che non si vede come possano essere garantiti subito, nel giro di due o tre anni, considerata la crisi economica e il sistema tariffario rigido. Dall’altro l’introduzione di nuove politiche orientate a determinare una situazione di responsabilità gestionale unitaria che finirà per escludere che un’Azienda Pubblica possa mantenere la gestione di un nucleo in cui operano maestranze di una cooperativa che ha appaltato il servizio o parte di esso.

Il 3° convegno si è tenuto a Piacenza il 12 maggio 2010 in “Santa Maria della Pace” Con questo momento di studio dal titolo ―ACCREDITAMENTO - Responsabilità gestionale unitaria: riflessi su organizzazione e personale‖ si è preso in considerazione il fatto che con l’introduzione delle nuove norme si sono aperti scenari complessi e anche tali da destare preoccupazioni sia per lo svolgimento dei servizi, sia per le sorti del personale oggi quanto mai difficili da decifrare 6


La responsabilità gestionale unitaria è una delle novità più rilevanti di tutto l'impianto normativo dell'accreditamento dei servizi sociosanitari i Emilia-Romagna. La Regione, ben conoscendo la situazione attuale che è di diffusa sovrapposizione gestionale tra enti gestori pubblici e cooperative, ha varato la norma della responsabilità unica secondo la quale non ci sarà più la possibilità di appaltare servizi o quote di servizio e ciò sembra positivo al fine della qualità, ma i dipendenti? Capiterà che alcuni debbano cambiare datore di lavoro? Saranno comandati? Saranno assunti? Con quali regole? A questi interrogativi ha cercato di dare una risposta il convegno del 12 maggio. Chairman dell convegno è stato, Graziano Giorgi, in piedi nella foto sopra, insieme a Dino Terenziani.

Il 4° convegno si è tenuto a Parma il 22 giugno 2010 in una sala della Camera di Commercio Il seminario aveva per titolo "La qualità dei servizi e le norme sulla remunerazione" Nel merito la relazione ha posto in luce il fatto che la qualità si basa, come condizione primaria, sulla possibilità di assicurare tutti gli investimenti necessari a fronte di una stabilità imprenditoriale del soggetto gestore. Col superamento del sistema degli appalti si giunge alla necessità di integrazione in una nuova forma più ampia e significativa. Non solo integrazione tra sociale e sanitario (fronte aperto da tanti anni e mai completamente soddisfatto) ma anche tra pubblico e privato. Quanto alla remunerazione la delibera regionale porta ad un sistema flessibile costruito sull'analisi dei costi attuali, differenziato per case mix con obiettivo di omogeneità tendenziale e con un decisa flessibilità per fronteggiare necessità peculiari dei servizi gestiti dagli enti pubblici. L'obiettivo primo è la soddisfazione dell'utente che ha bisogno di flessibilità e personalizzazione degli interventi, possibilità di libera scelta ed equità nei costi. I cittadini, o i comuni in caso di indigenza, pagano una cifra predeterminata, uguale in tutta la regione, differenziata per servizio (residenziale, semiresidenziale o domiciliare) ma costante e indipendente dalla categoria di appartenenza da un punto di vista dei bisogni sanitari. La quota a carico del FRNA è un dato ponderato che tiene conto del case mix. Si tiene conto di determinati elementi di flessibilità gestionale in base ai quali il costo può essere modificato in aumento o in diminuzione a seconda della presenza o meno di certi figure professionali (Es. Animatore) o della presenza in certe percentuali di operatori con la qualifica di OSS. Ultima questione importante quella della remunerazione dei servizi gestiti dagli enti pubblici a cui viene riconosciuto un incremento (max 4 euro) per i maggiori costi contrattuali e l'IRAP. Ciò purché la gestione dei servizi da parte dell'ente pubblico sia diretta, completa o con (forte) prevalenza di personale assoggettato a contratto di pubblico impiego. Anche in questa edizione Chairman della giornata è stato Graziano Giorgi (al centro nella foto a fianco con Soro, Buriani e Dapero).


Il 5° convegno si è tenuto a Ferrara il 23 settembre 2010 in una sala dell’ASP Centro Servizi alla Persona Il seminario aveva per titolo "ACCREDITAMENTO – Rapporti tra committente e gestore, il contratto di servizio" La procedura dell’accredita-mento dei sevizi sociosanitari, varata dalla Regione Emilia-Romagna, è ormai alle battute conclusive. Scaduto il termine per le domande di accreditamento, subito dopo dovranno essere redatti i contratti di servizio, importante momento di confronto tra amministrazione pubblica locale e gestore dei servizi.

Dopo un’introduzione saluto del Presidente dell’ASP, Sergio Gnudi, ha portato il saluto dell’amministrazione comunale di Ferrara la dott.ssa Chiara Sapigni, Ass. alla Salute e Servizi alla Persona. A questo punto si è svolta la presentazione dell’associazione e un’introduzione al problema generale dell’accreditamento da parte di Renato Dapero, Presidente della sez. regionale di ANOSS. Ha ricordato le origini dell’associazione e il suo scopo principale che è quello di promuovere conoscenza e dibattito sui servizi di assistenza socio-sanitaria e di realizzare, verso tutti i livelli di personale, una formazione coerente . Ha fornito poi una lettura della crisi dello “Stato dei servizi” secondo cui lo Stato è oggi in difficoltà per tre motivi 1. Servizi in rapporto alla domanda di una società sempre più complessa ed esigente 2. Necessità di una P.A. più tesa alla correttezza formale che all’efficienza /efficacia 3. Spesa troppo alta in rapporto all’efficacia dell’azione

L’intervento introduttivo si conclude con una diapositiva che illustra gli strumenti di governance e in che modo sono in rapporto tra loro. 8


La parola è passata a Dino Terenziani di cui si riportano ampi stralci dell’intervento trattandosi di un’interessante panoramica sulla normativa dell’accreditamento con evidenza dei nodi cruciali. Tra questi la burocrazia. Dice Terenziani ”La delibera è molto puntuale sui requisiti per l’accreditamento con ciò rivelando che l’apertura a gestioni complete da parte di soggetti privati è vista con sospetto. Anche il controllo di qualità non migliora oltre un certo livello di procedure imposte, che invece producono burocrazia per il gestore e complicazioni per il controllore” con ciò, è la conclusione del relatore su questo punto, si rende improbabile la sperimentazione di

procedure innovative che potrebbero consentire pluralismo nei soggetti e nella produzione del servizio. Parla anche dei requisiti strutturali e delle grandi difficoltà che determina la norma che impone la realizzazione di investimenti di cui non si vede facilmente la possibilità di essere correttamente finanziati all’interno delle tariffe. Propone, poi, un interessante passaggio sulla gestione unitaria: prospettiva complessa che in qualche caso impone la riorganizzare complessiva dell’offerta di servizi, con problemi non solo organizzativi, ma anche politici e sindacali, non sufficientemente presi in considerazione. Sottolinea che il percorso per realizzare tale passaggio è stato opportunamente previsto come da svolgersi in un periodo triennale. “Rimane invece scritta sulla sabbia l’indicazione, in sede di richiesta di Accreditamento transitorio, di stabilire da subito l’esito di tale percorso con l’individuazione dei soggetti, che caso per caso, diventeranno i titolari della responsabilità gestionale unitaria”. Entrando nel tema del contratto di servizio ricorda che esso definisce gli obblighi che il soggetto gestore assume con l’accettazione di modalità e percorsi di verifica in ordine al possesso dei requisiti, nonché di valutazioni periodiche sui servizi erogati e sul loro modello gestionale. Nel contratto di servizio devono essere accettate le tariffe predeterminate e deve essere assunto il debito informativo verso le Amministrazioni competenti. Mette, infine, in evidenza i seguenti punti critici: - la complessità della definizione dei corrispettivi - la compensazione per l’utilizzo di servizi o forniture ad opera dei soggetti pubblici - l’equilibrio da ricercare tra l’omogeneità indicata dalle normative regionali e i margini di flessibilità che consentano, caso per caso, di tenere in sintonia offerta e domanda. Dopo Terenziani è la volta di Felice Maran, Direttore Attività Socio-sanitarie dell’AUSL di Ferrara chiamato a esprimere una posizione sul non facile problema della qualità e sostenibilità. Primo concetto importante è che il termine ―qualità‖ è comunemente utilizzato con significati diversi. Il concetto di qualità quindi non è semplice né univoco e, specie per i servizi alla persona, si manifesta complesso e polivalente in quanto caratterizzato: a) da elementi storici, culturali, ambientali e istituzionali che ne determinano anche il livello di aspettativa dei cittadini; b) dalla diversità dei soggetti interessati: - utenti attuali e potenziali; - numerose figure professionali; - soggetti istituzionali; - erogatori pubblici, privati e del privato sociale.


A questo punto riporta le norme ISO in base alle quali la qualità è definita come “l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto e/o di un servizio, che gli conferiscono la capacità di soddisfare i bisogni espliciti ed impliciti del cliente/fruitore” sottolinea poi che nei servizi alla persona la maggior complessità dipende anche dal fatto che non realizza un prodotto, ma un servizio e quindi quello che in base alle norme ISO può essere definito prodotto in realtà “si realizza mediante il rapporto diretto fra operatore ed utente nelle azioni ed interazioni che costituiscono la loro relazione” . Il relatore conclude così: il prodotto di cui parliamo è “Un atto sociale” Afferma il relatore che bisogna saper cogliere le diverse dimensioni della qualità in un’ottica correlazionale, innescando processi virtuosi tesi al miglioramento dei servizi. Infine questa conclusione:

Non esiste qualità se non è per tutti

Il 6° convegno si è tenuto a Bologna il 15 dicembre 2010 in una sala dell’ASP Giovanni XXIII

Il titolo: "2010—Odissea nell’ACCREDITAMENTO” Dapero introduce i lavori e Alfonso Galbusera, nella sua qualità di Direttore Generale dell’ASP, esprime il Benvenuto a tutti gli intervenuti.

Svolge la prima relazione il Dirigente regionale Raffaele Tomba al quale era assegnato il compito di fare il punto della situazione della lunga avventura dell’accreditamento dei servizi sociosanitari. Le sue slides si possono leggere e scaricare al link scritto sotto:

http://intervento Tomba-15-12-10=magazine 10


Alberto Alberani, nella prima foto a fianco, pone l’accento sul fattore fondamentale: il costo del lavoro. Come rappresentante del mondo cooperativo sottolinea che il fattore determinante del loro successo è non semplicemente il costo del lavoro ma anche e soprattutto le modalità di reclutamento e la valorizzazione delle risorse umane con particolare riguardo ai quadri intermedi sottolinea che viene usato un modo molto diverso da quello del “pubblico”. All’inizio tutto o quasi era del pubblico ora la maggior parte dei posti accreditati saranno delle cooperative. Critica il metodo delle gare d’appalto e soprattutto le modalità in cui sono state gestite in quanto hanno finito per drogare il mercato così che non c’è più stata concorrenza basata sulla qualità. Si dichiara altresì dubbioso che l’accreditamento serva davvero a migliorare la qualità perché al di là della bontà delle regole c’è una certa preoccupazione sulle capacità a livello locale di applicarle correttamente. I controlli sono ancora troppo semplicemente burocratici. Interessante la strada indicata che tutti coloro che avevano semplicemente esperienza di controlli ew facevano appalti diventino dei certificatori di qualità. L’idea è bella, ma la proposta non nasconde la preoccupazione che rappresenti un difficile passaggio forse più esattamente impossibile. Alfonso Galbusera sottolinea che tutti dovrebbero avere le stesse possibilità e ricorda che le ASP sono penalizzate per gli aspetti fiscali e contributivi. Michele Fiorini dice che anche il Privato commerciale è posto su un piano a volte di evidente discriminazione. Giovanni Soro porta l’esperienza di Piacenza dove c’è stata collaborazione tra USL e Ufficiop di Piano e dichiara che l’intervento dell’USL è utile al fine dell’omogeneità.


Evitare il 2012 Se c’è una cosa che balza all’occhio facendo un primo rapido consuntivo del ―Forum della non autosufficienza‖ di Bologna è che nulla è come sembra! Questo perché tutto il variegato mondo del sociosanitario ancora sta camminando nella via disegnata negli anni scorsi, ma questa via sta per essere drammaticamente sconvolta. Sta per essere ingoiata in una voragine come nella fine del mondo prospettata dal film 2012. Certo non sarà la fine del mondo materiale ma la fine di quel mondo a cui abbiamo creduto fin’ora si, lo sarà! Come potranno i nostri controllori regionali presentarsi candidamente a chiedere determinati livelli di qualità dei servizi se nessuno li potrà realizzare con le risorse date? Come faranno i responsabili regionali a guardare in faccia ai gestori quando consegneranno le norme dell’accreditamento mentre con l’altra mano porgeranno l’amaro calice dei tagli finanziari? E chi potrà ancora credere nella programmazione locale se il fondo per la non autosufficienza non sarà mai sufficiente a coprire il fabbisogno numericamente crescente!? Per la verità fin’ora avevo pensato che il secondo decennio del nuovo secolo avrebbe visto il crollo delle gestioni pubbliche a favore delle organizzazioni private profit e non profit, con una certa prevalenza di queste ultime per alcuni presupposti ideali e culturali. Oggi ho qualche dubbio in più: nessuno al mondo è sufficientemente attrezzato per compiere miracoli, quindi alle regole attuali nessuno, ne pubblico né privato potrà farcela. Certo tra le due tipologie organizzative non c’è dubbio che quella privata ha qualche possibilità in più, ma non così come le cose sono organizzate oggi. Sarà interessante studiare in futuro le reazioni del variegato mondo dei servizi a questo stato di cose; cioè sarà interessante vedere come si comporteranno i gestori al momento in si concretizzeranno le previsioni catastrofiche. Il sistema pubblico, già farraginoso per sua impostazione storica, sovraccaricato di fardelli burocratici e fiscali, non potrà che cedere e cadrà per volontà stessa dei comuni. Una specie di eutanasia del gestore pubblico per impossibilità da parte dei suoi soci fondatori di mantenerlo. I produttori privati, a quel punto, benché dotati di maggior efficienza/efficacia non potranno comunque coprire il fabbisogno se non offrendo un calo di qualità per i clienti dei posti accreditati e una segmentazione di livelli di qualità per i posti liberi che dovranno essere previsti in sempre maggior numero. Come dicevo chi potrà mai credere alla programmazione locale se mancano i soldi per sostenerla? La programmazione non servirà a molto e ci penseranno le regole di mercato . 12


Mercato come soluzione: non è una bestemmia, è la presa d’atto di una realtà. Pensare che il problema si possa risolvere con una visione di retroguardia basata sulla ripresa di metodi fai da te familistici mi sembra un grave errore di prospettiva che non tiene conto delle condizioni delle famiglie (Famiglie non numerose, lavoro precario, donne che comunque e giustamente non rinunciano a un ruolo professionale, famiglie mononucleari con pensioni minime, redditi insufficienti rispetto ai costi della vita e altre varie amenità…) ma non tiene conto neanche del fatto che le ―badanti‖ oltre a continuare ad essere poco professionali sono anche molto care quando ―messe in regola‖. Non potrà non aver spazio la struttura che offre un servizio sufficiente – l’utilitaria dei servizi se mi si consente un paragone automobilistico – un servizio che assicuri il rispetto di requisiti minimi accettati dal mercato. E sarebbe già una buona soluzione: guardate come sono le utilitarie di oggi, sono delle ottime macchine! Già sono delle ottime macchine per due ragioni: hanno goduto di un notevole sviluppo tecnologico e il regime di concorrenza ha favorito gli investimenti sulla qualità tesi alla conquista di fette crescenti di consenso da parte di un pubblico consapevole. Ecco la parola chiave: la clientela deve essere consapevole perché la concorrenza tra produttori (pubblici o privati poco importa) possa far crescere davvero la qualità e le garanzie per i consumatori. Ma nel nostro mondo questa consapevolezza non c’è. Se ci sta a cuore il futuro dei nostri servizi (anche perché in un futuro più o meno lontano sono questi i servizi che, ci piaccia o no, ci dovranno interessare per forza) è da qui che dobbiamo cominciare: diffondere la conoscenza del problema e sollecitare qualunque forma di approfondimento e di miglioramento della cultura specifica rivolta a tutti i cittadini. A tutti perché tutti i cittadini vanno verso questo futuro ed è bene che sappiano meglio organizzare l’aspettativa per loro stessi e per i loro cari.

Se non ci organizziamo dal basso succede come nel film 2012. Chi ha le informazioni si organizza e risolve il problema per sé e pochi altri con l’appoggio di pochi soggetti finanziariamente potenti e gli altri .. affondano!


Documenti in PDF Cliccando sui link riportati di seguito è possibile vedere e scaricare alcune sequenze di slides proiettate al convegno del 4 novembre a Bologna in occasione del “Forum della non autosufficienzaâ€?.

Maria Mongardi Intervento Ferretti

Giovanni Soro

http://issuu.com/anoss-dapero/docs/mongardi?viewMode=magazine http://issuu.com/anoss-dapero/docs/slides-ferretti?viewMode=magazine http://issuu.com/anoss-dapero/docs/slides-soro?viewMode=magazine

Sabrina Belardinelli http://issuu.com/anoss-dapero/docs/slides-belardinelli?viewMode=magazine

Il convegno a Ferrara del 23 settembre Relaz. di Felice Maran

http://issuu.com/anoss-dapero/docs/ relazione_di_felice_maran?mode=a_p

Rel. di Michele Fiorini

http://issuu.com/anoss-dapero/docs/atti-fiorini

la figura professionale di RAA. Relazione di Carlo Gobbi http://issuu.com/anoss-dapero/docs/la_raa?mode=a_p

Cultura e organizzazione. Un intervento di Dapero http://issuu.com/anoss-dapero/docs/corso_middle_atipici__org-cultura?viewMode=presentation 14


Video Letizia Espanoli, alla domanda se sarà possibile mantenere alta la qualità dei servizi in situazione di risorse scarse, ha risposto con questo video. Clicca YouTube

Video-Intervista a Maria Mongardi = Clicca sul link: http://www.youtube.com/watch?v=JBdA_-uTZsk Autrice del libro” La cura dell’anziano”

Nuovo ghetto o welfare del futuro? Intervista a Bruno Rossi e Lorenzo Lasagna (Parma) Per vedere clicca sul link

http://www.youtube.com/watch?v=kaMXREpjesc L’alba del nuovo giorno -Accreditamento servizi socio-sanitari. Un video realizzato con operatori e ospiti Clicca sul link:

http://www.youtube.com/watch?v=aLXbuOX5OLc

Intervista a Paola Marani responsabile welfare e sanità del PD di Bologna clicca sul link

http://www.youtube.com/watch?v=We4if46Aouw ―2010 Odissea nell’ Accreditamento‖. Video-sintesi del convegno di Bologna del 15 dicembre link:

http://www.youtube.com/watch?v=VYwul_2syZ4

Errani sul welfare clicca sul link http://www.youtube.com/watch?v=Db80PyGSA4s

Un leader nazionale (Casini) clicca sul link http://www.youtube.com/watch?v=NmOmm3v_dXU


ANOSS sez. Emilia Romagna Associazione di Promozione Sociale Campagna Tesseramento 2011

A tutti gli iscritti si richiede di promuovere l’associazione presso tutti i colleghi ed amici.

Come ci si iscrive:

Inviando una mail al seguente indirizzo: info.emilia-romagna@ anoss.it contenente: cognome, nome, data e luogo di nascita, indirizzo e indirizzo e-mail nonché i dati professionali La quota annuale di adesione è di 12 euro Da versare nel c/c Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza

Sede di Rottofreno cod. IT27Z0623065450000030179631

Organi dell’associazione attualmente in carica.

(Clic qui) 16

News letter ANOSS 10-24  

News letter del 30 dic.

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