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? ANONIMO

L’

Periodico degli studenti e delle studentesse del Liceo artistico Ferruccio Mengaroni _ Numero 1 / aprile 2013

primavera

.Editoriale .Testimoni del possibile .Una notte inaspettata.La generazione del parteciperò . Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo . La menta . Spotted mania .Eventi del mese . Sei una Tinazzi, un Leoni, un Sacco o una Belligoni? FAI IL TEST! . Illustrazione .Analasi logica del fondo studentesco .


EDITORIALE EDITORIALE Una donna dallo sguardo sottile e dalle labbra capricciose si presenta a noi, sinceramente nuda. Cavalca le minuscole onde d’una riva, viaggiando su di un imbarcazione romantica, una conchiglia; Le anime, color dell’oro, di una coppia d’amanti coricati su di una spiaggia s’avvolgono e si ricamano a vicenda, si legano tra loro tramite un bacio, un bacio firmato alla Klimt; Un David di marmo guarda lungimirante avanti a sé. Tutto ciò è solo una parte di quel che il Liceo Artistico Mengaroni è, e questo è il suo giornalino. Vi presento il secondo numero dell’ “Anonimo”, in questa pagina si tratterà di argomenti inerenti ad arte, artisti e mostre varie in luogo a Pesaro e nei dintorni. Essendo io una studentessa dell’indirizzo di Audiovisivi e Multimedia, più comunemente noto come Filmica, vorrei farlo conoscere trattando di un artista in particolare, un animatore e disegnatore natio di queste parti: Simone Massi. Volenteroso e pieno di idee, il giovane Massi intraprese gli studi all’Istituto Statale d’arte di Urbino, dove il professor Cristiano Carloni gli fù da insegnante Cominciò a 23, affiancando oltretutto studi e lavoro - e nell’arco di pochi anni riuscì a trovare un impiego presso lo Studio Bozzetto. Trovo sia un artista molto interessante in quanto per i suoi cortometraggi non si avvale di strumenti tecnologici, moderni, come il computer. I suoi disegni sono interamente fatti a mano e la tecnica è molto personale e caratteristica. I suoi principali strumenti sono: matite, gessetti, pastelli, grafite, carboncino e china, disegna infatti spesso in bianco e nero. Simone Massi è oggi considerato uno dei principali autori di cortometraggi di animazione italiani ed anche uno dei più grandi animatori a livello internazionale ma è, sfortunatamente, più apprezzato all’estero che nel proprio paese, il nostro paese. Ha vinto numerosi premi (se ne stimano oltre 200) e, parlando di migliori opere, citerei “La memoria dei cani”, “Io so chi sono” e “Piccola mare”. E’ sua oltretutto la sigla della 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, cortometraggio animato realizzato con oltre 300 disegni per la durata di 30 secondi che omaggia alcuni tra i suoi registi preferiti, come Federico Fellini o Wim Wenders. Vi consiglio di darci una occhiata ragazzi! A presto e buona primavera. Mira

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TESTIMONI DEL POSSIBILE Il titolo e SPUDORATAMENTE ripreso dal festival “Per esempio… Esempi e testimoni del possibile” un evento che si svolge tutti gli anni nel periodo di giugno qui a Pesaro, questo concetto dell’esempio, del possibile mi ha sempre colpito molto come equilibrio tra il discorso e l’azione, tra gli ideali astratti e il pragmatismo concreto; ma anche come monito di come belle idee e bei sogni si sporchino a contatto con la realtà nel passaggio del “fare” nella realtà. Ritengo che l’assenza di punti di riferimento sia una mancanza sempre più evidente, ci vengono meno appunti ESEMPI di ciò che si potrebbe fare nel presente mentre ci si lega sempre di più a “idoli” del passato ricordandoseli solo come morti, si ricorda il morto non ciò che faceva in vita, come se questo ci scagionasse dal confronto con queste persone per capire che bisognerebbe spezzare questa idolatria nei loro confronti e pensarli come persone che in più di te, di noi, hanno semplicemente scelto cosa fare e lo hanno fatto,con costanza e determinazione diventando grazie all’azione quotidiana appunti degli ESEMPI. Ma soprattutto non affidiamoci a loro, come se la loro presenza possa valere una vostra assenza perché tanto “ci pensano loro” a voi, per poi con la stessa facilità prendere le distanze quando la situazione non vi piace più, chi vuole capire capisca. Di seguito riporto l’esempio della vita di Vittorio Vik Arrigoni, ho scelto lui perché qualche giorno fa è stato il secondo anniversario della sua morte 15/4/2011 Vittorio Arrigoni Inizia all’età di vent’anni a collaborare con organizzazioni non governativa in prevalenza nell’Europa dell’est, opera nella ristrutturazione di sanatori, nella manutenzione degli alloggi per disabili o senzatetto e nell’edificazione di nuove abitazioni per profughi di guerra. Successivamente lavora in Africa con una cooperativa impegnata contro il disboscamento delle foreste alle pendici del Kilimangiaro e con l’ong YAP, per la quale si occupa della creazione di centri di socialità e centri sanitari. Nel 2002 è inviato con la ong IPYL a Gerusalemme Est, nella stessa esperienza che vedrà la morte di Angelo Frammartino. A Nablus, nel 2003, collabora con l’organizzazione del politico francese José Bové. Da quell’anno diventa membro dell’ong International Solidarity Movement, e si interessa della causa palestinese, schierandosi contro il comportamento dello Stato di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, criticando la politica autoritaria e teocratica di Hamas nell’amministrazione della Striscia e quella di al-Fath in Cisgiordania.


testimoni Nel 2005 viene inserito a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Il 26 marzo dello stesso anno, per questa ragione, è fermato in ingresso alla frontiera con la Giordania. Picchiato dai militari israeliani viene poi abbandonato in territorio giordano e soccorso da militari giordani. Dopo la precedente espulsione, torna passando via mare nell’agosto 2008 a vivere a Gaza come attivista umanitario; al suo arrivo riceve la cittadinaza onoraria palestinese. Dalla Striscia, diffonde informazioni sulle condizioni dei palestinesi gazawi. Nel novembre dello stesso anno è ferito, incarcerato e espulso dall’esercito israeliano per aver difeso 15 pescatori palestinesi che cercavano di pescare nelle proprie acque territoriali. Rientra definitivamente a Gaza il 21 dicembre, a bordo della nave Dignity del movimento Free Gaza. Arrigoni era un sostenitore della soluzione binazionale (uno stato laico, e unico per i due popoli) per risolvere il conflitto israeliano-palestinese, nonché un pacifista, nel processo di pacificazione palestinese,

Dopo aver ricevuto minacce di morte da parte di alcuni esponenti dell’area filoisraeliana, la sera del 14 aprile 2011 venne rapito da un gruppo terrorista dichiaratosi afferente all’area jihadista salafita, all’uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi. In un video immediatamente pubblicato su YouTube, in cui Arrigoni viene mostrato bendato e legato, i rapitori accusano l’Italia di essere uno “stato infedele” e l’attivista di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”. Viene inoltre lanciato un ultimatum, minacciando l’uccisione di Arrigoni entro il pomeriggio del giorno successivo, e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione del loro leader, Hisham al-Saedni, più noto come sceicco Abu al Walid al Maqdisi, e di alcuni militanti jihadisti detenuti nelle carceri palestinesi. Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni viene rinvenuto nel corso di un blitz in un’abitazione di Gaza; secondo le forze di sicurezza di Hamas, la morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile.

contro la pulizia etnica nei confronti dei palestinesi. Nei giorni seguenti, le indagini delle forze di sicurezza di Hamas conducono all’individuazione dei presunti responsabili del rapimento; il 19 aprile 2011 le forze armate di Gaza penetrano nel campo profughi di Nusei-rat per eseguire gli arresti. Due terroristi - tra cui il capo, il giordano Abdel Rahman Breizat - rimangono uccisi in un conflitto a fuoco mentre un terzo viene fermato. Fonti dell’organizzazione salafita hanno successivamente dichiarato che la responsabilità del rapimento sarebbe da attribuirsi a una loro cellula fuori con-trollo. Il processo per omicidio inizia a Gaza l’8 settembre 2011 a carico di quattro soggetti e si conclude il 17 set-tembre 2012 con due condanne all’ergastolo per omicidio e altre due a 10 anni e 1 anno di carcere rispetti-vamente per rapimento e favoreggiamento. La famiglia Arrigoni in quell’occasione si era dichiarata contraria alla pena di morte per gli assassini. “Io e i miei compagni siamo coscienti degli enormi rischi a cui andiamo incontro, ma siamo certo più a nostro agio qui, nel centro dell’inferno di Gaza, di quanto lo saremmo mai stati nei paradisi metropolitani europei o americani, dove la gente festeggia il nuovo anno e non capisce quanto in realtà sia complice di tutte queste morti di civili innocenti.” (da Gaza. Restiamo umani) Leonard MOOG Peltier

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pilot UNA NOTTE INASPETTATA -E sei stanca? -Un pò, ma fino a che non vai a dormire resto sveglia. Poi credo che andrò a bere perchè muoio di sete.Una giovane donna poggiava la guancia destra sull’avambraccio steso. Sdraiava sul divano, rannicchiando le lunghe e sottili gambe, e lasciando posto ad un giovane, questo seduto accanto ad ella. La debole luce della piccola lampada, situata sul pavimento, andava tingendo l’intero salotto d’un colore meticcio, di un giallo ocra intenso. L’intero edificio era stato inondato dal mare della notte, e, sull’unica finestra visibile dall’esterno, andavano muovendosi ombre di giganti. -Puoi andare ora a bere, se vuoi.- Il giovane si alzò,ruggendo queste parole tra uno sbadiglio ed un altro. Poi aggiunse: -Io vado in camera, ho troppo sonno...-, grattandosi tra le costole con una mano. La ragazza lo fermò. -Vuoi che ti raggiunga?-Va bene, ma solo se ci vieni saltellando, come poco fà!- ed il giovanotto scoppiò in un forte riso, dirigendosi successivamente verso le lunghe e strette scale infondo alla stanza, scomparve poi dietro ad un muro, e salì in camera da letto. -Ovvio Paul!- gridò ella, e lo raggiunse saltellando, nascondendosi il labbro inferiore coi denti. Paul, vedendola entrare nella piccola e spoglia cameretta, in quelle condizioni, comincò a sghignazzare malignamente. Allora lei: -Lo so che son ridicola, ma importa poco!- e si mise a girare attorno al letto dove lui si era da poco coricato, sotto le coperte pesanti. -Ti farei una foto, la stamperei, e ne farei un poster, cara la mia Pattie.-Certo, così anche quando non sarò qui a casa tua mi vedrai sempre!-Oddio no.-Per giunta ti verrò a trovare nei sogni, praparati al peggio!Pattie rideva, mettendosi in ginocchio sul letto. -Insomma, stai già pianificando un terrorismo psicologico che si rispetti- disse lui, sorridendo in modo un pò storto, con le palpebre pesanti. -Esagerato. Io la definirei come una dimostrazione d’affetto- Lei continuava a ridere, rimbalzando di tanto

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sul materasso, ogni qual volta vedeva lui chiudere gli occhi. Vi fù un attimo di silenzio e, nel frattempo, un leggiadro velo di stanchezza si stava posando sul corpo del giovane Paul. -Mi stai abbandonando, eh- mormorò ella ad un certo punto. -Io sono sempre qui, anche se dormo sono sempre qui...-Lo spero, lo spero davvero tantoLa casa s’era fatta più silenziosa, come la strada al di fuori pure. Pattie strisciò verso Paul con le ginocchia, s’accosciò e poggiò la nuca sul cuscino accanto a quello di lui. Ora che era più vicina era più ammirabile: la sua, era una bellezza che indicava mancanza di carattere. Il viso, dai lineamenti disordinati ed morbidi, era rivolto verso quello del ragazzo apparentemente addormentato. Con gl’occhi lo stava timorosamente accarezzando, aggrottando leggermente la fronte. -Paul...- bisbigliò lei, e ricevendo solo il silenzio come risposta si decise ad accarezzargli una guancia con la mano. Poi cominciò: -Non sai quanto sia felice di questo, del fatto che tu sia qui di nuovo. Non so come io abbia potuto lasciar accadere che ci separassimo, mesi fà. Ti ho aspettato, molto. Mi sei mancato...Come l’ossigeno manca ai polmoni, e come la mozzarella manca alla pizza..-, accennò una piccola risata -So bene che tutto questo potrà sembrare molto stupido da dire, ancor più da sentire, ma ti posso assicurare che è la verità. Per quando rimpianga il periodo in cui stavamo insieme, pagherei anche solo perchè rimanessimo amici, ora. Ero venuta qui stasera, a trovarti a casa tua, per dirti questo, ma dopo tutto il tempo in cui non ci siamo visti non ci sono riuscita. Sebbene io non sia più una ragazzina, ed abbia già affrontato le mie prime schermaglie d’amore, anche se probabilmente superficiale, non sono riuscita a dirti nulla... Ora penso che tornerò a casa mia, sono già le undici passate...-. Contorse un angolo della bocca. Vi fù un altro silenzio, poi continuò.


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-Quindi ti auguro di passare una buona notte e...- un lieve sorriso le comparve tra le labbra, -a domani, Paul-. A quel punto si sollevò col busto, sedendosi sul materassopiccolo e comodo; Si passò i palmi delle mani sul viso, che ora aveva acquisito la delicata fragranza del profumo alle rose che ella ore prima, poco prima di bussare alla porta di casa di Paul, si era spruzzata; Si stirò le pieghe della gonna con una mano; Ma ecco che, poco prima di alzarsi... -Non mi sono mai sembrati stupidi i tuoi discorsi, questo nemmeno- Disse lentamente Paul, che aveva spezzato un silenzio immobile. Subito dopo aggiunse: -Pattie, prima di andare, potresti fare una cosa per me?-. Finalmente dischiuse gli occhi e la guardò. Ella si sentì il cuore in gola alle sue parole e, voltandosi, rispose. -Tutto quello che vuoi-, e lo guardò tremante. -Puoi baciarmi, prima che mi addormenti?- La guardò, con gli occhi, bensì chiari, ombreggianti da folte

sopraciglia. Lì, Pattie si sciolse in un sorriso. Senza essere pregata si avvicinò a lui, lentamente, e quasi con movimenti verginali posò le labbra sulle sue. Allora Paul con una mano le s’insinuò delicatamente tra il dorso del collo ed i profumati capelli, premendo la ragazza maggiormente verso sè. Qui, caro il mio lettore, mi sembra d’obbligo rivelarti che egli la baciò, davvero. La baciò schiudendole le labbra con la lingua. La baciò tenendo stretti gl’occhi, e stretta la fronte. La baciò guidandole la lingua con la propria. Spero tu ti sia allietato di questo racconto, e che nel prossimo lo sarai ancor di più! Arrivederci e, con queste parole io termino: dolcemente, si baciarono. MIRA

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Sociale La generazione del “Parteciperò” A mio avviso sono due le frasi che hanno fregato noi giovani d’oggi. Entrambe sono famosissime e sembrano, a sentirle senza rifletterci veramente belle e giuste, e sta proprio qui la fregatura, nell’apparenza. La prima frase è “voi giovani siete il futuro”. Niente di più sbagliato e demagogicamente efficacie. La frase ha due effetti devastanti, il primo è quello che tutti possiamo intuire: lavare la coscienza di chi la pronuncia e scaricare tutti i problemi sui giovani, su chi verrà dopo. Noi giovani siamo il presente, e dobbiamo sempre più rendercene conto. Perché? Ragioniamo: se ora siamo il futuro, ma da adulti saremo il passato, e pronunceremo questa frase a nostra volta ad altri giovani inconsapevoli, quand’è che saremo il presente? Quand’è che toccherà a noi? Noi giovani dobbiamo agire, entrare nella società da giovani, non da adulti, quando il futuro saranno altri, se no è matematico che il paese sarà sempre portato avanti dai “vecchi”. Ma qui entra in gioco il secondo effetto devastante. Che si basa sulla terribile verità che: a noi, infondo, piace sentirci dire che siamo il futuro, perché vuol dire che non dobbiamo fare un cavolo. È il più grosso lavaggio di mani della storia. E lo stiamo facendo da soli. Essere il futuro significa che ancora possiamo stare in panchina, che possiamo fregarcene di quel che succede, perché non è il nostro momento. E a noi questo piace, perché ci permette di essere indifferenti. Poi quando toccherà a noi, daremo la colpa ai vecchi e scaricheremo i danni sui nuovi giovani. A noi piace essere il futuro, perché il futuro non è faticoso, il futuro non esiste, quando arriva è già presente e non ci riguarda più. Ma il peggio lo raggiungiamo con l’altra frase, stupenda, citatissima, grandissima, di uno famosissimo, che, spero inconsapevolmente, ha condannato i giovani, “ Libertà è partecipazione” di Giorgio Gaber. Quanto è falsa?

Pensate: quanta gente oggi partecipa? Tantissimi. Quanta gente, però, oggi organizza, pensa, s’informa, agisce? Due gatti, neanche più quattro. Siamo arrivati a pensare che basti esserci fisicamente, anzi peggio, basta esserci “col cuore”. “Ah, io c’ero” e stop, lavata la coscienza, posso andare a casina. Ragazzi esserci, ma non capire neanche perché, esserci, ma non attivarsi, esserci e non reagire in relazione a ciò che si sente o si vede, ragazzi, questa non è libertà. Facebook, che ritengo sia uno dei più grandi strumenti di lettura della nostra mentalità, come al solito ha già capito tutto questo fondendo le due frasi in un eccezionale tranello verbale, la parola “Parteciperò”, che serve per indicare la propria presenza (teorica) ad un’ iniziativa. Non solo si parla di partecipazione, ma il verbo è pure al futuro. E il bello, dove si scopre il tranello, è che quella parola rimane al futuro fino all’ora d’inizio e poi non passa al presente, scatta subito al passato. E così ragazzi le nostre coscienze saranno sempre linde, e nostre mani sempre in tasca i nostri sederi sempre seduti e noi sempre inconsapevoli. Ormai non c’è più bisogno di esserci fisicamente per dire “ma io c’ero”, ora ci pensa Facebbok che te lo scrive che “hai partecipato” senza tra l’altro guardare se lo hai veramente fatto. Oggi per essere alterativi e attivi nella società, o meglio far sembrare di esserlo, basta un click. Indifferenti del mondo ce l’avete fatta, ormai potete nascondervi sempre e comunque. Per salvarci dobbiamo capire che uno può anche stare a casa, per scelta, e che se ha scelto consapevolmente, il tipo che dorme nel letto, è più libero di voi. L’importante non è esserci, l’importante è essere consapevoli, consapevoli della differenza che farebbe il vostro esserci o il vostro non esserci, e se venite passivamente guardate che la differenza non c’è; e poi scegliere. Capiamo che libertà è consapevolezza. E la consapevolezza implica la tanto evitata responsabilità. IL GRECO

la menta... la menta è... una pianta erbacea aromatica, la sua dimensione è compresa tra pochi centimetri a un metro, ha una radice biancastra e il suo periodo è in primavera-estate. La menta si può trovare... molto coltivata ma in alcuni casi anche inselvatichita, è comune su terreni calcarei. Si raccoglie la piantina intera e la raccolta, data la grande diffusione non crea problemi di distruzione. La piantina viene essiccata velocemente all'ombra e conservata in luogo asciutto. La menta contiene... olio essenziale soave, composto, acidi, tannino, resina, pectina. Usatissima in campo liquoristico, medicinale e culinario. È una delle piantine più profumate, il suo uso dal punto di vista interno può essere diretto verso le crisi

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Umanesimo asmatiche, come espettorante, digestiva e carminativa. Il mentolo contenuto nell’olio essenziale si usa come anestetico. Invece in cucina... vengono usate le foglie sia per preparare aromatici tè gradevoli, digestivi e sedativi che, miscelate alle insalate, per aromatizzarle. Ottime in piccole quantità nelle frittate. Le foglie possono essere disseccate per essere usate nei periodi di irreperibilità. La menta ha bisogno di... innaffiature frequenti (attenzione a non bagnare le foglie quando la si innaffia in quanto l'evaporazione fa perdere oli essenziali), per quanto riguarda l'esposizione al sole, ha bisogno del sole ma non diretto. DarkSoul

Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo ''Pensavo e mi è sempre stato detto che più si ama e più si è amati. Più si perdona e più si è perdonati ,più si abbraccia e più si viene abbracciati. Tutto, in questo tempo invece, sembra mi voglia dimostrare il contrario. Più ami, meno vieni amata, più perdoni e più vieni tradita, più abbracci e meno vieni consolata. Tutto mi pesa, tutto mi sembra senza senso e senza risultati. Mi sento giudicata, mi sento tenuta a bada in un certo senso. Non mi sento libera, ma so che questo è il frutto del mio essere schiava di me stessa e soprattutto dell' essere sempre accettata da tutti. Quando si ha paura di volare, il mondo affligge tanto da averne abbastanza. Quando un senso di malessere assale per lo smarrimento, sapere che non si possiede nulla.. Allora ditemi se non esiste cosa più dolce e più vera, che abbandonarsi all'amore. E quando la vita ci avvolge, accogliamola sempre con un sorriso. Ed è proprio dopo la tempesta che torna il sole. Torna il sole perchè tutti i brutti momenti che ci sembrano eterni, implacabili, vengono poi dimenticati. La mente sana teme la sofferenza e la fugge; ama la gioia e la cerca. E per nostra mente sana non insistiamo a voler sostituire le esperienze brutte con quelle belle. Le sconfitte nella vita mi hanno dato forza per comprendere che sono frutto di tutto questo. Qualcuno mi ha detto di gettare la mia ancora in cielo. E' solo così che nei momenti di aridità come questo troverò quello che cerco guardando verso il cielo''

La maschera e' stato un elemento fortemente ricorrente nella pittura di de Chirico: “Le due maschere” (dettaglio) 1915 olio su tela 55x46 cm Kunstsammlung Nordhein-Westfalen. Dusseldorf

SIATE VOI STESSI,SIATELO! Non abbiate paura di essere ciò che sentire di essere realmente, come dice Ghandi "Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo"! NON LASCIATEVI CONDIZIONARE DAL GIUDIZIO ALTUI,NE' DENTRO,NE' FUORI DALLA SCUOLA! Anni vissuti al Mengaroni, mi hanno insegnato una cosa: ad essere me stesso. Questa scuola mi ha assecondato e mi ha aiutato a indirizzare la mia personalità, come la mia anche quella di tutti. So che posso camminare per i corridoi libero, libero di essere ciò che sono realmente. Le persone hanno dimostrato di accettarmi, di accettare il mio essere, e apprezzeranno anche voi, il vostro essere così,

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umanesimo semplicemente unici. PERCHE SIAMO FORTUNATI E DOVREMMO CONSIDERARCI PRIVILEGIATI A FARE PARTE DI UNA SCUOLA CHE FORMA ALL'UNICITA'! Finchè il sole brillerà in cielo e il deserto avrà sabbia While the sun hangs in the sky and the desert has sand Finchè le onde si agiteranno in mare While the waves crash in the sea and meet the land e incontreranno la terra While there's a wind and the stars and the rainbow Finchè ci sarà vento e le stelle Till the mountains crumble into the plain e l'arcobaleno Oh yes, we'll keep on trying Finchè le montagne non diventeranno pianure Tread that fine line Oh sì continueremo a provarci Oh, we'll keep on trying A percorrere quella sottile linea Yeah Oh continueremo a provarci sì Just passing our time Mentre passa il nostro tempo Ooh ooh Finchè vivremo secondo razza, colore o credo While we live according to race, colour or creed Finchè governeremo con cieca pazzia e pura avidità While we rule by blind madness and pure greed Le nostre vite dominate dalla tradizione, superstizione, Our lives dictated by tradition, superstition, false religion falsa religione Through the eons and on and on Per l'eternità, e oltre Oh, yes, we'll keep on trying, yeah Oh sì continueremo a provarci We'll tread that fine line Supereremo quella sottile linea Oh oh we'll keep on trying Oh Oh continueremo a provarci Till the end of time Fino alla fine dei tempi Till the end of time Fino alla fine dei tempi Through the sorrow all through our splendour Per il dolore che impregna il nostro splendore Don't take offence at my innuendo Non offendetevi alla mia insinuazione Duh duh duh duh duh duh duh Puoi esser tutto ciò che vuoi Duh duh duh duh duh duh duh duh duh duh duh Trasformandoti in qualunque cosa pensi potresti mai You can be anything you want to be essere Just turn yourself into anything you think that you Sii liberi col tuo ritmo siate liberi siate liberi could ever be Abbandonati al tuo io siate liberi io siate liberi Be free with your tempo, be free, be free Per voi stessi Surrender your ego - be free, be free to yourself Oooh ooh Ooh ooh, yeah Se c'è un Dio o una specie giustizia sotto il cielo If there's a God or any kind of justice under the sky Se c'è un punto fermo If there's a point, if there's a reason to live or die se c'è una ragione per vivere o morire Ha, if there's an answer to the questions we feel bound Se c'è una risposta alle domande che ci sentiamo obbligati to ask a porci Show yourself - destroy our fears - release your mask Mostrati distruggi le tue paure togli la maschera Oh yes, we'll keep on trying Oh sì continueremo a provarci Hey, tread that fine line A percorrere quel sottile confine (Yeah) yeah Sì continueremo a sorridere We'll keep on smiling, yeah E quel che sarà sarà (Yeah) (yeah) (yeah) Continueremo a provarci And whatever will be - will be Continueremo semplicemente a provarci We'll just keep on trying Fino alla fine dei tempi We'll just keep on trying Fino alla fine dei tempi Till the end of time Fino alla fine dei tempi Till the end of time Till the end of time

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Nonmiricordosesichiaminocosimavabbe'


Cronaca Spotted mania, facciamoci i c***i degli altri! Ah se i muri del mengaroni potessero parlare! A parte le ripetute imprecazioni dovute alle numerose e futili scritte che ci fanno sopra, ne sentiremmo di tutti i colori. Intrighi, tradimenti, chi puzza, chi se la tira, ognuno sa qualcosa che gli altri non sanno. Ma non temete, amanti del gossip, è arrivato spotted! Questo "servizio" permette tramite facebook di poter dire condividere ciò che si vuole in maniera anonima con tutte le persone dell'istituto; dichiarazioni d'amore, sgami, insulti o complimenti, sono tutte le cose che si vedono in questa pagina. Ma una domanda è quella che si pongono tutti: chi c'è dietro a tutto ciò? Uno studente? Se sì, di che classe?Un professore? Le multinazionali? Lollo? La massoneria? Non si sa, ma una cosa è certa, questa identità dietro a

spotted sa tutto quello che succede nell'istituto, e sa anche chi ne è coinvolto. Andando a controllare, alla fine, sono la maggior parte cavolate, bufale inventate per prendere in giro qualcuno. Nonostante ciò sia palese, tutti, compreso il sottoscritto sono interessati a leggere questi post, chi per farsi i cavoli degli altri, chi lo fa attendendo di leggere il proprio nome, o chi la fa semplicemente per curiosità. Questo fenomeno spotted, almeno per quanto riguarda il mengaroni, sembra già in decadenza, sarà perchè alla fine dei conti, vale sempre lo stesso detto: "chi si fa..." no, aspetta com'era? "chi si fa..." va bè non importa, fatto sta che campare tutti cent'anni non sarebbe malaccio! Mumble

Eventi nel mese di Aprile @Edward in Venice Home Martedì 23 Aprile (h 21.00) Edward in Venice (HC/PUNK) + Lastime (PUNK/ ROCK) + Dying in this place (SLOWSCREAMO)

@DEJAVU’ Cattolica Venerdì 26 Aprile L’OFFICINA DELLA CAMOMILLA @Boulevard Rock Club Misano Sabato 27 Aprile (h 21.00) STAY ROCK!

@Rock Planet Pinarella Mercoledì 24 Aprile (Per l’intera Giornata) LESS THAN JAKE (SKA/PUNK/METAL) @TITILLA Montecchio Sabato 27 Aprile (h 21.30) @Marche OPEN AIR Elyne (POST HC)+ Chartise (METAL/HC) + Sharks in Mercoledì 24 Aprile (h 22.00) your mounth Lunar Eclipse (Live set + Dj set) Le riaperture del mese: BAR EOLICO e MOLOKO @NoveNove Club Gradara Poi andate dalla CIRA! Mercoledì 24 Aprile (h 22.00) Pina Pappagorgia (Re)STYAM ROCK PARTY (Dj set)

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curiosità

Sei una Tinazzi, un Leoni, un Sacco o una Belligoni? FAI IL test! A-Il film biografico sul filosofo Perischiniticheriosololo, lo trovo molto interessante e pieno di spunti B-Tutta la saga di “Una notte da Leoni”, dai spacca oh! C-La passione di Cristo, senza ombra di dubbio D-Full Metal Jacket! Che domande! Mi fa impazzire quando il sergente Hartman urla ai soldati, anche se quel film manca di HOP!!! HOP!!! HOP!!!

Maggioranza di risposte C Sei il tanto ricercato Alberto Sacco, tutti ti vogliono e tutti ti cercano. Il tuo ufficio è la stanza più frequentata di tutto il mondo. Maggioranza di risposte B Sei il goliardico e sempre giovane Francesco Leoni (architetto), la bici è la tua passione. Ascolti i Beatles mentre vai in giro con la tua amatissima Mini. Quando non dirigi, pedali, pedali sempre di più fino a compiere il giro del mondo in 80 giorni. Maggioranza di risposte A Sei la tanto amata quanto temuta Marcella Tinazzi, la tua vita è tutta una filosofia e speri nella gioventù per migliorare il tuo tanto amato paese.

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abbiam bisogno C-Vorrai dire “cosa NON faccio nel frattempo” semmai D- Sorveglio gli ingressi per impedire agli esterni di entrare, tutti quelli che entreranno saranno scacciati facendoli correre come nei 100 metri veloci al suon di “HOP!!! HOP!!! HOP!!!” mentre batto le mani Uno studente deve entrare in ritardo e ti chiede di firmare il libretto, come ti comporti? A-Indago su ogni come e perchè, se ci sarà bisogno credo di parlargli del filosofo Terischesimo velocemente B-Se lui ha aspettato per entrare ora aspetterà anche la mia firma, tanto nessuno sa dove sono finito C-Prima dovrà trovarmi innanzitutto, muhuahahahahahah D-Una bella squadrata non gliela toglie nessuno, se puoi vuole la firma dovrà fare una bella gara di triathlon. MUOVERSI!!! HOP!!! HOP!!! HOP!!! Devi parlare del viaggio d’istruzione alle classi che devono partire per la gita, con che argomenti gli intrattieni? A-Raccomandi il buon comportamento e parli di possibili conseguenze aiutandoti con degli aneddoti del famoso filosofo Sapelner B-Compio un gran discorso e mi impunto sull’architettura di quel posto per poi parlare della mia bicicletta (Dio, quanto amo quella bicicletta) C-Non si poteva andare in Turkmenistan? Sarebbe stato molto meglio D-Ma che viaggio d’istruzione? Siamo matti? Tutti a Policoro a mangiare il Miccs Ultima domanda! Qual è il tuo film preferito?

Maggioranza di risposte D Sei la più temuta da tutti: sei la Cristina Belligoni, docente di educazione fisica e vicepreside (un’accoppiata vincente). Il tuo battere le mani è l’incubo più frequente in tutti i tuoi ex ed attuali scolari e le tue urla per spronare hanno fatto correre persino l’Himalaya.

Gli studenti stanno per occupare uno dei due plessi della tua scuola, come reagisci? A-Inciti al senso civico svolgendo un gran discorso sulla filosofia di Platone per poi consegnare le chiavi B-Chiami i tuoi amici della Digos per una partita a tre sette con gli studenti C-Raccomandi agli studenti di non urinare dall’ultimo piano visto le tue esperienze passate D-”Occupazione? Usate la palestra? HOP!!! HOP!!! HOP!!! Gli studenti stan svolgendo un’assemblea in aula magna, a un certo punto tu intervieni, cosa dici? A-Mi diletto in un discorso sulla filosofia di Prusgnappi per placare gli animi B-Son sicuro che se parlo della mia bicicletta rossa rossa riuscirò a far capire il senso della vita secondo il mio punto di vista C-Chiedo di diventar rifugiato politico per scappare dalla persecuzione da parte dei professori lamentosi della macchinetta del caffè D-Dici che fuori il sole è alto e che, quindi, sarebbe meglio andare al parco per provare un bel test di Cooper. FORZA!!! HOP!!! HOP!!! HOP!!! Festa di Natale in palestra, cosa fai nel frattempo? A-Con il mio squadrone di professori e bidelli sorveglio che gli studenti fumino solamente durante la ricreazione, il primo che verrà beccato sarà portato in presidenza per poi beccarsi un bel discorso filosofico su Gherinderyski B-Vado ad appropriarmi del microfono per cantare a tutti i presenti “All you need is Love” dei Beatles, alla fine è dell’ammmmore che tutti noi

Pablo Rodriguez


illustrazione

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Analisi logica del fondo studentesco Di seguto riporto il bilancio aggiornato in data 19 Aprile 2013 Entrate: • 371 Cineforum Gennaio • 362 Cineforum Febbraio • 55 Fotografo • 221 Fondo d’istituto • 41 Prevendite 100 giorni • 161, 38 Magliette • 360 Cineforum Marzo • 254 Cineforum Aprile TOT: 1.825,38 Uscite: • • • • • • • • • • • • • •

100 Copertura viaggio d’istruzione 100 Copertura viaggio d’istruzione 100 Copertura viaggio d’istruzione 194 Copertura viaggio d’istruzione 160 Copertura viaggio d’istruzione 63 Prevendite 100 giorni 72 Attrezzatura Beni Culturali 230 Stampa Giornalino 80 Attrezzatura Design /Rilievo Architettonico 100 Attrezzatura Audiovisive 116 Copertura viaggio d’istruzione 60 Copertura pasti viaggio d’istruzione 10 Relatore Cineforum Aprile 6 Materiale Aula musica

TOT: 1.391

O?

TOT ENTRATE: 1.825,38 TOT USCITE: 1.391 TOTALE: 434,38

ANONIMO - N°1 - APRILE 2013  

L'anonimo, periodico degli studenti e delle studentesse del liceo artistico F.Mengaroni di Pesaro. Numero 0 - Marzo 2013

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