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O IL NOSTRO SCIOPERO!

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Studenti occupano l’A 14, Bologna, 30 novembre 2010

adeguate alle condizioni lavorative del mondo della formazione; ha sanzionato nei mesi scorsi molti luoghi simbolo dello sfruttamento di studenti e precari in università, come gli uffici stage e tirocini o l’ente regionale per il diritto allo studio, ma anche promosso, con l’occupazione della Facoltà di Lettere e Filosofia per tutto il periodo delle mobilitazioni autunnali e nei giorni immediatamente precedenti allo sciopero generale lanciato dalla Fiom il 27 gennaio scorso, l’allargamento delle lotte contro la crisi. Ora, verso la giornata del 6 maggio, ottenuto nella sua ambivalenza anche su pressione dei movimenti, è necessario continuare il percorso che abbiamo aperto analizzando e preparandosi a scendere in piazza per far sì che quella giornata non sia solo una semplice sfilata di tante bandiere sindacali.. Ci ritroviamo in queste parole prese in prestito da un'analisi del sito www.precaria.org:

La Francia che nel novembre scorso fermò per giorni e giorni le raffinerie, le immagini in arrivo dall'Inghilterra di qualche giorno fa dell'occupazione di Hyde Park e l'assalto ai simboli delle diseguaglianze sociali come banche, agenzie interinali, centri commerciali (il tutto in un corteo di quasi 500.000 persone!), il blocco dell'autostrada qui a Bologna, ma anche dei porti, degli aeroporti e le occupazioni di monumenti simbolo come la Torre di Pisa nel resto d’Italia. Queste devono essere le pratiche da riprodurre, queste le testimonianze possibili della nostra forza. Alla situazione delineata nell’articolo che trovate in apertura di questo numero di Anomalia è necessario opporre uno sciopero che ecceda la volontà tutta elettoralistica della Cgil per imporre all'agenda politica un altro obiettivo: la caduta del nostro raìs

e la fine dell'alleanza assassina con la Lega che scambia il sostegno al premier inquisito con la possibilità di imporre le sue politiche razziste (vedi gestione emergenziale dell’affaire Lampedusa) e di austerity. Un obiettivo che guardi direttamente al domino di dittatori in corso nel Maghreb e nel Mashreq per affermare che l'unica nostra possibilità di essere solidali ai popoli arabi in rivolta è liberarci a nostra volta, qui e in tutta Europa, di chi quei popoli ha provveduto a tenerli in gabbia fino adesso, senza distinzioni di colori politici. Sciopero generale come arma per far cadere chi crea e mantiene le condizioni della nostra subordinazione: questa la lezione nordafricana, questo il nostro necessario sguardo al 6 maggio.

Lo sciopero precario non è uno sciopero di resistenza difensiva ma va all'attacco. E' parte di un processo di riappropriazione progressiva della politica come mezzo indispensabile per intervenire sui rapporti di forza. E' sciopero politico e momento di proposizione insieme. Ciò che bisogna cogliere è lo spazio aperto che le modalità di indizione dello "sciopericchio" ci spalancano davanti. E' necessario che il 6 maggio possa trasformarsi in qualcosa di più: deve diventare sciopero realmente generale e sociale.

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Anomalia Anno 2 N°3 - Speciale verso il 6 maggio!  

Nuovo numero di Anomalia, tutto incentrato sullo sciopero generale del 6 maggio e il modo in cui la forza-lavoro studentesca e precaria deve...