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VERSO LO SCIOPERO MOD A CAVALLO DELLE DUE SPONDE DEL

Building of millbank, wesminster, London

Una primavera riscaldata da un autunno più rovente che mai vede sbocciare nuovi fiori di lotta. Mentre le generazioni precarie d`Europa si mobilitano contro finanza ed economia del debito, le rivolte arabe ci ricordano che,nel mondo globale, ogni paese e ogni rivolta sono più vicine che mai. Non può che partire dunque da queste due esperienze il ragionamento sullo sciopero generale del 6 maggio. Indiscusso protagonista di questi movimenti e` stato un proletariato giovanile scolarizzato e intransigente, che ha ormai dimostrato come parlare di precarietà non significa etichettare in modo facile e aleatorio tanti soggetti sociali differenti, ma descrivere la condizione esistenziale comune che quei soggetti si trovano a vivere. Se nel nord del mediterraneo e soprattutto in Italia questa precarietà si e` manifestata attraverso movimenti di

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Tahrir Square Cairo

giovanissimi studenti,medi e universitari, proprio a partire dal no deciso alla dismissione dell` università, dei tagli al welfare, della mercificazione della vita e del lavoro si e` dato il la` alla elaborazione e alla sperimentazione di nuove forme di sciopero. Sulla spinta di studenti e precari prima in Grecia, poi in Francia,Gran Bretagna e Spagna lo sciopero generale e` sempre più diventato momento di connessione tra soggettività fortissimamente diversificate per eta`, lavoro, contratti, ma che proprio a partire dalla rivendicazione di una più alta qualità della vita e dal non voler pagare questa crisi sono riusciti a ridare carica e incisività all`arma classica del movimento dei lavoratori. In questo senso le rivolte del Maghreb rappresentano la capacita` globale delle lotte e dei conflitti di riprodursi, di creare immaginario, di produrre cambiamento. Con un occhio all`Europa e

una al proprio paese anche li` giovani e giovanissimi hanno ricominciato dai territori a staccare pezzo dopo pezzo quella patina di normalità che permetteva a regimi brutali di perdurare per decenni. I processi rivoluzionari del Nord Africa rappresentano il punto di arrivo di un primo processo antagonista alla gestione di questa crisi, e proprio queste rivoluzioni ora fanno da megafono e da punto di partenza di tutte quelle istanze di autonomia che si oppongono allo stato di cose presenti. Qualitativamente superiori rispetto ai movimenti europei per radicalità e generalizzazione nella creazione di scioperi e mobilitazioni,Tunisia,Egitto e Libia consacrano il blocco metropolitano e lo slogan que se vayan todos come unico mezzo di uscita a sinistra dalla crisi:mezzo che ha gia` scatenato la repressione internazionale ovviamente mistificata dietro la retorica

Fb:Cua bologna Mail: cua_bo@inventati.org

Anomalia Anno 2 N°3 - Speciale verso il 6 maggio!  

Nuovo numero di Anomalia, tutto incentrato sullo sciopero generale del 6 maggio e il modo in cui la forza-lavoro studentesca e precaria deve...