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EDIZIONE 2013

ANNUARIO ECONOMICO BERGAMASCO

BERGAMASCHI, SU LA TESTA! Parla il Sindaco di Bergamo INNOWATIO Il risparmio intelligente TERRITORIO E SANITÀ Il comprensorio Treviglio-Caravaggio


CONTENTS

Registrazione Tribunale di Bergamo Nr. 15 del 24-06-2011 DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Timelli EDITORE Promotec System Srl Via Basilio Terzi, 11 24123 Bergamo timelli@promotecsystem.it PUBBLICITÀ & MARKETING Studio Iannuzzi www.studioiannuzzi.net Tel. 035 533921

COLLABORATORI Loredana Iannuzzi Edoardo Panizza Maurizio Valzania PROGETTO GRAFICO 2caffè www.2caffe.it elisabetta@2caffe.it STAMPA Presservice80 Seriate (Bg)

04 Bergamaschi, su la testa! 08 I numeri dell’economia 12 Interscambio commerciale 14 Occupazione 16 Consumi energetici 30 Innowatio 36 Europa, ossigeno per i piccoli 48 La danza e i suoi benefici 54 Territorio e Sanità 58 La Sanità che non ti aspetti 64 Recupero crediti e utilities 72 Il radon e la salute


I NOSTRI INSERZIONISTI 035gym 15 A.R.Z. Impianti 77 Albacolor System 39 - 62 Annalisa Agazzi 60 Armonie 67 Arte & Stucchi 47 Auto Cortinovis 37 Baccanelli 43 Barzana Auto 28 Benedetti Abbigliamento Uomo 59 Blue Dance 49 Cà Rossa 78 Casinò Slot Machine 40 Cittadella dell’auto 52 Colleoni studio immobiliare 44 Coral Wellness & Fitness 3 Dott. Giuseppe Palamara 19 Edil Falgari Corrado 10 Ferrari Davide 68 Geoberg 65 Gioielleria Marchesi 13 Hoval 16 Il Polaresco Residence 22 Innowatio 30 Investigazioni San Giorgio 66 Istituto scolastico Sistema 45 La Maison Chic 35 La Terra Vivai 69 Marcandelli Marco 53 Maurizio Valzania 42 Monte Poieto 26 Montello 18 Morini Rent 11 Oro Consulting 34 Point Italy 63 Ravasio Caffè 24 Rifugio Dordona 67 Safira Timbri e Targhe 46 Salus Studio di Fisioterapia 67 Seriorobica 50 Siarc 57 Sorelle Ramonda 38 - 77 UBI Banca Popolare di Bergamo 29 Viaggi Orobici 64


Parla il Sindaco

BERGAMASCHI, SU LA TESTA! a cura di Roberto Timelli

La crisi economica continua a mordere e la ‘stanchezza’ incomincia a farsi largo anche in mezzo a un popolo di tenaci lavoratori come è quello bergamasco. Ne parliamo con il Sindaco di Bergamo, dottor Franco Tentorio, che gentilmente ci ha ricevuti ritagliandoci uno spazio fra i numerosi e importanti impegni delle sue giornate lavorative. “Mi lasci innanzitutto ricordare che, per quanto mi riguarda, cioè un professionista che ha svolto l’attività di commercialista, e che lo farà ancora in futuro, il mondo delle imprese, soprattutto le piccole e medie, è un po’ l’habitat naturale nel quale si sono sviluppate e consolidate opportunità di lavoro e forti relazioni umane. Detto questo, la mia sensazione in merito alla situazione economica della bergamasca è un po’ più ottimistica rispetto alle considerazioni generali che ci vengono spesso proposte. Certo, non sono poche le strutture produttive e commerciali che attraversano una fase di grave difficoltà e che rischiano di soccombere, ed è inoltre grave e allarmante che il numero dei disoccupati sia passato, nella nostra provincia, dal 3 al 6%; tuttavia non dobbiamo dimenticare che sono ancora numerose le realtà economiche e produttive che stanno andando molto bene, e questo vale soprattutto per quelle aziende che operano con l’estero e che sono fuori dai settori più sofferenti come, per esempio, l’edilizia. Insomma, sofferenze e buoni bilanci si alternano nelle realtà produttive del nostro territorio facendo intravvedere qualche sprazzo di luce in mezzo a difficoltà e frenate che non sono tuttavia, e per fortuna, la paralisi o la povertà. Certo, non possiamo essere tranquilli.”

Quali sono e sono state le conseguenze della crisi sull’amministrazione della città?

“Per quanto riguarda la politica amministrativa di questa città, in considerazione proprio del fatto che Bergamo

non è una città povera pur segnalando crescenti povertà, il nostro obbiettivo per il 2013 era quello di non ridurre i servizi: alla persona, per i giovani, per la cultura e per lo sport. Così è stato nonostante un taglio pesante di altri 6 milioni di euro da parte del Governo che ci ha creato non poche difficoltà. Siamo dunque riusciti nel nostro intento senza aumentare tasse, imposte o tariffe ma addirittura incrementando, sia pure di poco, i servizi alle persone più bisognose e alcune attività in ambito culturale.”

Dunque: sei milioni in meno di entrate, nessun aumento impositivo o tariffario e mantenimento dei servizi ai cittadini: come è stato possibile conseguire questa ‘impossibile’ quadratura del cerchio?

“Innanzitutto abbiamo dovuto accettare una riduzione, da mille a novecento, del numero dei dipendenti senza intaccare l’efficienza della macchina comunale; abbiamo poi ridotto l’indebitamento rimborsando i mutui e riducendo in tal modo gli interessi passivi. Abbiamo poi fatto tutte le riduzioni di spesa possibili, a cominciare dal compenso agli amministratori che è stato ridotto del 10%. Sono state del tutto eliminate le auto blu, riutilizzando comunque il personale prima addetto alle macchine, ed è stata cancellata ogni spesa che non fosse del tutto necessaria. Insomma, tagliando e razionalizzando siamo riusciti a mantenere, nel 2013, tutti i servizi che servivano alla città. Diverso è, inevitabilmente, il discorso che riguarda gli investimenti, bloccati dal “patto di stabilità”, cioè da quella norma che

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Palazzo Frizzoni, sede del Municipio di Bergamo

impone la vendita di beni del Comune per poter procedere a nuovi investimenti. E così abbiamo fatto: vendendo immobili e azioni abbiamo avuto i fondi per finanziare alcune opere pubbliche essenziali, che vanno dalle manutenzioni (strade, impianti, immobili comunali, scuole e parchi) cui si aggiungono tre grossi cantieri che sono: l’Accademia Carrara, la ristrutturazione della zona della Stazione, con la costruzione anche di un ampio parcheggio per le auto, e i lavori di recupero della Biblioteca Angelo Maj che stiamo ristrutturando anche con la partecipazione di privati di buona volontà. Quello del contributo dei privati per certe opere comunali è un tema fondamentale in questo momento perché senza questi interventi ci troveremmo davvero in gravi difficoltà. Detto questo, non possiamo tacere il fatto che ben cento milioni di euro di nostra proprietà siano bloccati a Roma: se questi soldi, che sono, ripeto, nostri fossero spendibili, la ‘musica’ cambierebbe radicalmente anche e soprattutto in funzione della ripresa economica. E’ evidente come l’equazione ‘opere pubbliche uguale più lavoro e più servizi’ costituirebbe una formidabile spinta positiva in un momento di incertezze e contrazione dei consumi. Per fare solo alcuni esempi: il teatro Donizetti va messo a norma, per la risalita in Città Alta c’è già un progetto approvato che non possiamo realizzare…”

C’è qualche speranza che questi fondi possano tornare a disposizione dei legittimi proprietari?

“Stiamo battendoci perché questo avvenga, almeno in parte! Anche la nostra Provincia si trova nella stessa situazione, così come altri comuni della bergamasca, per un to-

tale complessivo di ben 500 milioni di Euro. Pensi come potremmo incidere positivamente sull’economia del nostro territorio se avessimo a disposizione questi fondi!”

Qual è la situazione del Comune di Bergamo nei confronti delle aziende fornitrici?

“Di buona regolarità, perché abbiamo stabilito di procedere con progetti e opere solo quando abbiamo la certezza della copertura dei costi. Scelta giusta, ma che ci costringe a ridurre il numero di progetti: pochi anni fa toccavamo la cifra di 75 milioni di euro all’anno di investimenti, oggi siamo fermi a 25 milioni… Per assurdo, inoltre, la legge che ha stabilito l’erogazione di svariati miliardi alla PA per pagare i fornitori, a noi ha portato vantaggi minimi proprio perché avevamo, in realtà, pochi debiti. Personalmente penso che dovremmo chiedere all’Europa di poter ‘spendere’ con maggior elasticità per consentire ai comuni, almeno a quelli virtuosi, di investire e sostenere efficacemente la ripresa. Dove sta scritto che il famigerato vincolo del “3%” nel rapporto deficit/Pil non possa essere modificato? Ecco che cosa sarebbe importante che facesse il nostro Governo nelle opportune sedi comunitarie: ottenere quello che alla Francia è già stato concesso. Ma ci vuole un Governo forte…”

Ecco, come si pone Bergamo nei confronti dell’Europa?

“I rapporti fra la nostra città e l’Europa sono di grandissimo rilievo. Intanto sono davvero molte le aziende bergamasche che operano con l’estero, e con l’Europa in particolare, e quello che balza all’occhio è la loro capacità di mantenere elevatissimo il loro livello tecnologico e di

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proporsi come fornitori seri e affidabili. Come Amministrazione abbiamo anche noi forti interessi nei confronti dell’estero e in particolare stiamo seguendo tre progetti/eventi. Il primo è Expo 2015, che non può e non deve essere un evento Milanocentrico ma di interesse almeno regionale. Negli incontri che ho avuto con i responsabili del progetto ho più volte chiesto che il Governo intervenga per lasciarci usare almeno una parte dei nostri soldi, bloccati dal patto di stabilità, finalizzandoli proprio a questo evento. In secondo luogo, Bergamo è capofila delle città (insieme a Venezia, Palmanova, Peschiera del Garda, Chioggia e alcune città croate e del Montenegro) che hanno presentato la domanda per il riconoscimento dell’Unesco in quanto città ‘murate’ del Cinquecento veneto. Questo potrà consentire di creare un percorso turistico e culturale comune. Il terzo impegno della nostra Amministrazione si concretizza nella candidatura di Bergamo come ‘Città Europea della Cultura’ nel 2019. A fine anno verrà chiarito se saremo ammessi alla lista delle città ‘finaliste’ che è il nostro primo obiettivo. In ogni caso, questo nostro progetto ha stimolato, e non poco, l’attività del mondo culturale e non, al punto da coagulare attorno a sé le diverse componenti politiche della nostra Amministrazione, maggioranza e opposizione, e tutte le più importanti istituzioni pubbliche e private della bergamasca. Ai cosiddetti ‘soci fondatori’: Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio, Università e Diocesi si sono poi aggiunti Confindustria, Atb, Bergamo Scienza, Sacbo, Fondazione Banca Popolare di Bergamo e altre istituzioni che hanno già dichiarato di voler partecipare al progetto.”

Qual è il rapporto della Sua Amministrazione con la Provincia?

“Definirei questi nostri quattro anni di ‘vicinato’ come un periodo di ottima collaborazione, sia con la struttura sia con il presidente Pirovano e i suoi Assessori. Quando abbiamo chiesto la collaborazione della Provincia l’abbiamo sempre ottenuta con grande disponibilità nonostante i problemi finanziari che, come sappiamo, incombono anche su questa istituzione. Del resto, tutte le iniziative di un certo rilievo e che avessero un ‘respiro’ extracomunale sono state realizzate in collaborazione con la Provincia. Certo, ora viene da chiedersi che cosa accadrà il prossimo anno quando le Province dovrebbero essere abolite. Temo che sia una operazione più di facciata che una efficace riorganizzazione di certi settori dell’attività pubblica: che cosa sarà dei dipendenti, delle funzioni da loro svolte, degli immobili… Anche la riforma della Giustizia, a mio avviso, è stata frettolosa e un po’ improvvisata: accorpare a Bergamo i tribunali dell’hinterland, cioè Treviglio, Grumello e Clusone, senza aver ancora individuato le sedi in cui collocare i magistrati la dice lunga. Perfino il trasloco non era stato programmato e abbiamo dovuto farcene carico noi!”

Per finire, quale messaggio vuol inviare, come Sindaco di Bergamo, ai suoi cittadini?

“Chiedo ai bergamaschi, ai quali riconosco comunque un impegno fattivo e costante, di essere un po’ più ottimisti perché questo è il modo più funzionale per affrontare i tanti problemi che indubbiamente ci sono e superare meglio gli ostacoli. Da bergamasco vero dico a me stesso e ai miei concittadini: brontoliamo un po’ di meno e… alziamo la testa orgogliosi della nostra città che è, come dicono i ‘forestieri’, bella, pulita e attiva.”

Bergamo vista da Città Alta

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Bergamo

I NUMERI DELL’ECONOMIA Consultando i dati del Servizio Studi della Camera di Commercio di Bergamo si coglie un primo tenue barlume di ottimismo: il secondo trimestre del 2013 fa registrare un progresso della produzione dell’industria bergamasca che cresce del 1,9% dopo la pesante flessione accusata nei primi tre mesi dell’anno. Anche l’andamento dell’intera regione Lombardia conferma il trend positivo dell’industria nel trimestre (+1,2%). Certo, conferma lo studio della Camera di Commercio, ‘le oscillazioni dei dati negli ultimi trimestri non consentono ancora di cogliere il segno netto di un’inversione di tendenza. E’ in corso un lento miglioramento del quadro economico, ancora esposto a rischi di ripiegamento. E’ probabile che l’industria bergamasca e lombarda si stia allontanando dal punto di minima della seconda fase della recessione avviatasi circa due anni fa. Gli indicatori dell’industria nel periodo tra aprile e giugno di quest’anno sono in larga misura concordanti: oltre alla produzione, migliorano le vendite, tengono o recuperano gli ordinativi, aumentano significativamente i settori e la quota di imprese in crescita tendenziale, risalgono le aspettati-

ve sulla dinamica della produzione’. L’occupazione è invece ancora complessivamente in calo. Il numero degli addetti diminuisce e il livello ancora elevato di Cassa integrazione ordinaria e straordinaria lascia intendere una fase ancora lunga di aggiustamento al ribasso dell’occupazione industriale. Anche l’artigianato manifatturiero bergamasco segna una crescita significativa (+6,6% nel trimestre) dopo il tonfo della rilevazione precedente e si modifica sensibilmente e positivamente il rapporto tra imprese in espansione e imprese in contrazione, facendo intravvedere spunti positivi sull’andamento delle vendite e dell’occupazione. Più delicata la situazione del commercio al dettaglio. Qui le vendite sono ancora in calo, ma vi sono segnali di attenuazione della caduta. Il giro d’affari si è contratto a Bergamo su base annua del 3,6%, in linea col dato medio regionale. Significativo è il risultato (-6,5%) del comparto alimentare. Anche i servizi e l’edilizia fanno registrare indicatori negativi, rispettivamente -1,6% e -3%, che denotano tuttavia un sia pur lento relativo miglioramento.

2° trimestre 2013, variazione su base annua 2,0 1,0

1,1

1,5

0,0 -1,0

-1,6

-2,0 -3,0

-3,0

-3,6

-4,0 Produzione manifatturiera dell’INDUSTRIA

Produzione manifatturiera dell’ARTIGIANATO

Volume d’affari del COMMERCIO AL DETTAGLIO

08

Volume d’affari dei SERVIZI

Volume d’affari delle COSTRUZIONI


09


Variazione produzione industriale in Lombardia 2째 trimestre 2013 sullo stesso trimestre 2012

Lodi

6,1

Monza

2,1

Mantova

1,9

Lecco

1,3

>Bergamo

1,1

Brescia

0,9

Cremona

0,6

Varese

0,1

>Lombardia

0,1

Milano

-0,5

Como

-0,8

Pavia Sondrio

-3,0 -3,5


Occupazione nell’industria 2° trimestre 2013

VARIAZIONE % TRIMESTRALE ADDETTI

>Lombardia Varese Como Lecco Sendrio Milano Lodi

>Bergamo Brescia Pavia Cremona Mantova Monza

TASSI % GREZZI NEL TRIMESTRE

RICORSO A CIG

Destagion.

Grezza

Ingresso

Uscita

Casi %

% sul monte ore

-0,69 -0,24 0,49 -0,08 -0,84 0,18 -0,75 -0,63 -0,10 -0,35 -0,13 -0,16 -5,31

-0,37 0,08 0,49 0,08 0,24 0,18 -0,75 -0,30 0,28 -0,35 -0,26 0,20 -5,31

1,03 0,83 1,54 0,89 2,55 1,12 0,91 0,87 1,08 0,42 0,54 1,21 1,11

1,41 0,75 1,05 0,80 2,30 0,94 1,66 1,17 0,80 0,77 0,80 1,01 6,56

26,4 31,8 31,1 37,8 25,0 22,8 16,0 25,8 25,2 31,5 25,0 21,3 22,8

3,1 2,1 2,6 3,3 5,9 3,1 2,2 3,6 3,5 4,0 1,3 2,3 2,6


INTERSCAMBIO COMMERCIALE della provincia di Bergamo con l’estero

Secondo i dati pubblicati dal Servizio Studi della locale Camera di Commercio, le esportazioni della provincia di Bergamo nel secondo trimestre del 2013 sono ammontate a 3.434 milioni, in aumento sul trimestre precedente ma in calo del - 0,7% per cento su base annua. Nello stesso periodo le importazioni destinate alla provincia valgono 1.878 milioni, poco meno del valore del trimestre precedente ma con una diminuzione del -8,7% per cento nel confronto tendenziale. Nel dato consolidato del primo semestre, l’export provinciale della prima metà del 2013 vale 6.611 milioni; pari al -1,2% sullo stesso periodo del 2012, un risultato peggiore rispetto alla Lombardia (-0,1%) e all’Italia (-0,4%). L’import è pari a 3.813 milioni (-8,2% tendenziale, da confrontare con il -6,7% della Lombardia e il -7% dell’Italia). La flessione delle esportazioni è determinata dal risulta-

to verso i mercati Ue (-3,7%) mentre è ancora in crescita l’export destinato ai paesi extra Ue (+4,4%). Il saldo tra esportazioni e importazioni è positivo, con un valore di 2.798 milioni (rispetto ai 2.542 nel primo semestre del 2012). Per quanto riguarda i settori, i contributi positivi più rilevanti vengono dall’export di macchinari, seguiti da prodotti chimici e alimentari. Mezzi di trasporto e prodotti in metallo pesano in misura significativa sul complessivo risultato negativo. Per quanto riguarda le aree, la contrazione dell’export verso l’Eurozona sottrae più di 2 punti alla dinamica tendenziale (la sola Germania ne toglie 1,3%); contribuiscono al dato negativo anche Nord America (cioè Usa), i paesi non Euro dell’Unione Europea e l’Asia centrale. Controbilanciano la caduta le esportazioni verso Asia Orientale, Medio Oriente e Africa. (Periodo di riferimento: primo semestre 2013)

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Interscambio commerciale con l’estero della provincia di Bergamo Milioni di euro nel trimestre (CCIAA di Bergamo su dati Istat) 4.000

BERGAMO - MONDO

3.500 3.000

Import

2.500

Export

2.000 1.500 1.000 500 0 I

II

III IV

I

2007

II

III IV

I

2008

2.500

II

III IV

I

2009

II

III IV

I

2010

II

III IV

I

2011

II

III IV

2012

I

II

2013

BERGAMO - UNIONE EUROPEA

2.000 Import 1.500

Export

1.000 500 0 I

II

III IV

I

2007

II

III IV

I

2008

1.600

II

III IV

I

2009

II

III IV

I

2010

II

III IV

I

2011

II

III IV

2012

I

II

2013

BERGAMO - EXTRA UE

1.400 1.200

Import

1.000

Export

800 600 400 200 0 I

II

III IV

2007

I

II

III IV

2008

I

II

III IV

2009

I

II

III IV

2010

I

II

III IV

2011

I

II

III IV

2012

I

II

2013


Previsioni 2013

OCCUPAZIONE nella provincia di Bergamo

Secondo il Servizio Studi Della Camera di Commercio di Bergamo, sono 14.160 i lavoratori complessivi previsti in ingresso dalle imprese di Bergamo per l’intero anno 2013, un flusso importante ma insufficiente a compensare l’uscita attesa nello stesso periodo di 17.670 lavoratori, con un saldo negativo di 3.510 unità. Nello specifico, le entrate riguardano 12.250 lavoratori alle dipendenze (poco più di 2mila dei quali sono interinali che figurano come dipendenti delle agenzie di somministrazione di lavoro), 1.170 collaboratori con contratto a progetto o amministratori e 750 altri lavoratori non dipendenti (a partita Iva o occasionali). Per quanto riguarda le uscite previste nel corso del 2013, 13.540 riguardano il personale alle dipendenze e determinano quasi per intero (-3.380) il saldo occupazionale negativo. I flussi in uscita di interinali, collaboratori a progetto e altri lavoratori non dipendenti, a conferma del loro utilizzo temporaneo, sono invece pressoché equivalenti alle entrate previste nell’anno. Rispetto all’indagine del 2012 si osserva una diminuzione delle entrate di interinali, collaboratori e altri non dipendenti, una sostanziale invarianza delle assunzioni non stagionali e un aumento di quelle stagionali. Gli effetti della crisi, nel contesto del momento congiunturale (primavera 2013), indica ancora un aumento delle uscite rispetto alla rilevazione precedente soprattutto per

il personale alle dirette dipendenze delle imprese. Le imprese di Bergamo che prevedono di effettuare assunzioni di personale dipendente (al netto dei lavoratori interinali) nel 2013 sono il 13,7% del totale. Non vi sono variazioni di rilievo rispetto alla scorsa rilevazione, ma si conferma una quota pressoché dimezzata rispetto agli anni antecedenti la grande crisi del 2009. Il dato di Bergamo è allineato ai valori medi di Lombardia (12,8%) e Italia (13,2%), entrambi su livelli storici minimi. A Bergamo, la quota di chi prevede di assumere aumenta al crescere della dimensione d’impresa: 9% per le imprese con meno di 10 dipendenti, 18,7% per quelle tra 10 e 49 dipendenti e 68,5% per le imprese oltre i 50 dipendenti. Nell’artigianato la quota è di poco superiore al 10% del totale. Nell’industria in senso stretto la percentuale di aziende che prevedono assunzioni si mantiene al di sopra del 14%, con quote oltre il 20% nelle industrie alimentari, nelle public utilities e nelle altre industrie. Nelle costruzioni è al 15%, nel commercio al 14,5%, negli altri servizi al 12,2%. Tra le principali motivazioni per le nuove assunzioni fanno spicco la necessità di “sostituzione di dipendenti indisponibili” (40,5% dei casi) e la “domanda in crescita o in ripresa” (26,8% dei casi). (Dati dell’Indagine Excelsior realizzata dal sistema camerale sulla domanda di lavoro delle imprese per l’anno 2013)

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Bergamo: imprese che prevedono assunzioni (% sul totale)

25,9

25,2 20,3 16,9 13,2

2007

2008

2009

2010

2011

13,2

13,7

2012

2013


CONSUMI ENERGETICI Hoval e il “fattore 10” a cura di Roberto Timelli

Svizzero di Zurigo, ma fortemente e solidamente ‘integrato’ nel territorio bergamasco, David Herzog è l’Amministratore Delegato di Hoval Italia (45 dipendenti con un fatturato di 17 milioni di euro), nota azienda con sede in Lichtenstein conosciuta in Italia per aver scaldato (e scaldare tutt’ora) con le sue caldaie molte delle nostre case garantendo, nel contempo, grande benessere e massimo risparmio energetico. È in questa sua veste di rappresentante dell’azienda che lo incontriamo nella sede di Grassobbio, ad un passo da Bergamo.

Quando è nata Hoval Italia?

Hoval è presente in Italia da oltre sessant’anni e da quaranta ha stabilito a Grassobbio la sua sede; è qui che ha incominciato a produrre e commercializzare caldaie per l’intero Paese. Attualmente siamo presenti nei due settori chiave del riscaldamento e della ventilazione. Sono i due rami aziendali che costituiscono il core business di Hoval e nei quali crediamo fermamente, come dimostra il grande impegno che mettiamo sia nell’innovazione tecnologica sia nella formazione che riguarda questi due comparti produttivi. Quello dell’innovazione è sempre stato un preciso obiettivo della nostra azienda, tant’è vero che negli anni ‘90 siamo stati i primi a introdurre in Italia le caldaie a ‘condensazione’ che poi hanno riscosso un notevole successo, conquistando il favore anche di chi si batte per il risparmio energetico.

energia che nelle comuni caldaie di quegli anni andava dispersa e quindi ‘sprecata’. Erano i primi passi verso la filosofia della massimizzazione dell’utilizzo della potenzialità della combustione per produrre calore e acqua calda.

In che cosa consiste la ‘ventilazione’?

È un’applicazione che viene utilizzata sia nelle aziende sia nelle case di costruzione più recente per cambiare e rinfrescare l’aria rendendola più salubre e meno umida senza arrivare al processo di condizionamento che, come si sa, richiede consumi importanti dal punto di vista energetico. A questi prodotti di elevata qualità e prestazioni, abbiamo affiancato una serie di applicazioni che servono per regolare e gestire nel modo ottimale tutti i vari processi di riscaldamento e rinfrescamento degli ambienti. Questo vale anche per sistemi complessi (bi o trivalenti, cogenerazione ecc.) che vengono così gestiti in modo da rendere il sistema il più efficiente e anche confortevole possibile nelle sue varie forme e applicazioni. Ecco dunque come possiamo integrare al meglio le varie risorse di energia: per esempio un sistema trivalente con produzione di energia solare, pompa di calore e gas. In questo modo è l’utente che può decidere quali fonti energetiche utilizzare per le proprie necessità o in funzione dell’orario e dei costi desiderati. I vantaggi sono importanti, perché la scelta e la gestione autonoma delle fonti energetiche da utilizzare (fotovoltaico, solare termico, biomassa, geotermia, gas, elettricità ecc.) offre la possibilità di mantenere al minimo di mercato i costi di esercizio.

” “

Qual è la caratteristica di queste caldaie?

Il processo di funzionamento delle caldaie a condensazione consente di rendere efficiente al massimo l’utilizzo della caldaia stessa, che è in grado di recuperare e utilizzare l’energia latente prodotta dal processo di combustione,

Quali sono le aree territoriali in cui la Hoval è presente?

La nostra azienda è presente su tutto il territorio italiano ed è disponibile con prodotti che valgono sia per il

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piccolo utente privato, sia per importanti e grandi complessi industriali e alberghieri. Naturalmente possiamo intervenire nei vari stadi di vita di un edificio o struttura industriale riconvertendo e modernizzando con gli ultimi e modernissimi prodotti e sistemi e avendo come obiettivo (ma questo vale soprattutto per le nuove costruzioni) il “consumo 0”. Va da sé che per un parco edifici, come quello italiano, che risale mediamente agli anni ’70 e ‘80, la necessità della riqualificazione e della ristrutturazione si presenta con numeri molto ampi anche per quanto riguarda il semplice miglioramento dell’efficienza energetica. Per fare un esempio: costruzioni che oggi consumano mediamente 150 kwh/m2 all’anno, possono ridurre con una opportuna ristrutturazione di 10 volte il loro consumo, portandolo cioè a 8/10 kwh/m2 anno, aumentando in tal modo anche il valore dell’edificio. Ecco, dunque, il “fattore 10”! Ancora: oltre al beneficio individuale che tali interventi posso produrre, c’è poi un discorso generale di risparmio sulle importazioni di prodotti energetici da paesi stranieri che attualmente è davvero molto elevata: un risparmio del 20% sulle importazioni significherebbe, nel momento attuale, 12 miliardi di euro risparmiati!

da percorrere che abbiamo messo a punto una speciale applicazione gratuita, che si chiama Rivalue (www.rivalue.it) che ha lo scopo di offrire all’utente finale, o a chi per lui, un sistema informatizzato e immediato per scoprire come rendere più efficiente la propria casa e accrescerne il valore economico attraverso la riqualificazione energetica.

Se lei dovesse in due parole sintetizzare la filosofia che anima e caratterizza la sua azienda, quali userebbe?

Innovazione e formazione, che proponiamo con grande impegno anche negli spazi della nostra azienda al punto da creare una struttura dedicata esclusivamente a questo scopo. Se la nuova edilizia, come noi crediamo, sarà la spina dorsale delle ripresa economica italiana, noi siamo pronti, come Hoval, a offrire un supporto essenziale per quanto concerne l’efficienza energetica abbinata alla tecnologia più avanzata.

Quanti posti di lavoro potremmo creare con una cifra del genere?

Ecco, quello del risparmio energetico è senz’altro il prossimo immediato obiettivo dell’evoluzione socio-economica italiana e noi siamo pronti, singolarmente come azienda o in sinergia con le altre imprese della filiera, a offrire il nostro contributo tecnologico e di efficienza. Insomma, siamo così convinti che questa sia la strada

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HOVAL S.R.L. Via per Azzano S. Paolo, 26/28 - 24050 Grassobbio (BG) Tel. 035 6661111 info@hoval.it www.hoval.it


SALUTE EBENESSERE Un approccio integrale a cura di Roberto Timelli

C’è qualcosa di diverso nel nostro modo di curarci! Così potremmo definire l’approccio alla prevenzione e alla cura della nostra salute proposto dallo Studio Medico Polispecialistico diretto dal Dott. Giuseppe Palamara, medico chirurgo esperto in medicina estetica, sistemica, olistica e biotecnologie mediche. Insomma, quello che viene offerto a chi entra nello studio di Bagnatica, in provincia di Bergamo, è un po’ la “summa” di ogni approccio terapeutico che metta al primo posto la prevenzione, che è alla base dell’attività dello studio che opera comunque tenendo sempre d’occhio l’insieme, la globalità e l’interezza dell’essere fisico e psicologico che ogni singolo paziente rappresenta. “Certo:” conferma il dottor Palamara, “ i pazienti non sono dei numeri asettici e assimilabili, e per comprenderne bene le reali necessità è assolutamente opportuna una anamnesi accurata e affidabile. Questo, naturalmente, richiede del tempo, ed è proprio il ‘tempo’ la prima cosa che noi sempre, e in ogni caso, dedichiamo a tutti coloro che si rivolgono al nostro studio per qualche problema. Ecco allora che anche alcuni particolari aspetti, come lo stato dei denti, il colorito e l’aspetto della pelle, gli occhi, le unghie, i capelli e tanto altro ancora per noi sono fondamentali: sono cioè le ‘spie’ di quel particolare ‘cruscotto’ che è costituito dalla struttura e dall’aspetto fisico di ciascuno di noi. E spesso, queste ‘spie’ sono accese ma non vengono prese in considerazione. Ricordiamoci del resto che questo aspetto della medicina già era sviluppato e studiato nei tempi antichi anche se poi è andato via via scemando fin quasi a scomparire.” “Ecco,” aggiunge Giuseppe Palamara ”noi siamo tornati, per così dire, alla visione del corpo umano inteso come un sistema che, peraltro, è in continua evoluzione, ma in armonia. Ed è questo sistema che noi valutiamo nel suo insieme in maniera olistica, e non a compartimenti stagni. Questo significa prendersi carico non semplicemente della malattia, che c’è e va affrontata, naturalmente, ma anche della necessità di considerare e studiare con attenzione l’ammalato. Insomma, dopo

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tanti anni di esperienza personale diretta e altrettanti di studio e di confronto nel corso di convegni e congressi, abbiamo messo a punto questa nostra concezione terapeutica ‘globale’. Da qui la particolare attenzione che prestiamo ad aspetti che spesso vengono considerati secondari, come ad esempio, l’ambiente, cioè lo studio in cui ci troviamo, che non è strutturato così come lei lo vede per caso ma in funzione dell’esigenza di renderlo il più possibile accogliente e rilassante. Del resto, per un principio fisico, oltre che psicologico, un ambiente asettico e freddo indurrà probabilmente rapporti, fra medico e pazienti, altrettanto freddi e asettici. La nostra proposta terapeutica prevede un ‘percorso’ da fare insieme. Ho detto percorso perché è esattamente quello che chiediamo di fare a chi si rivolge a noi: visitiamo, esaminiamo, valutiamo e poi, insieme, iniziamo il percorso e le strategie terapeutiche che riteniamo più idonee fino al raggiungimento dell’obiettivo previsto. Il nostro affiancamento in questo percorso ci offre anche la possibilità di approfondire la conoscenza del paziente e quindi, e non è cosa da poco, perfezionare quanto stiamo facendo ‘in corso d’opera’.”

Mi sembra di capire che “il percorso” che proponete po nete non si applichi solo ai casi gravi e disperati ma che possa configurarsi come un modo intelligente di fare dei “tagliandi”, se mi si consente il paragone automobilistico, in determinati passaggi della nostra vita…

“Assolutamente sì perché il nostro obbiettivo, oltre a quello di curare l’emergenza, è quello di far raggiungere ai nostri pazienti il ‘benessere’, e non soltanto lo stato di salute: e questo vuol dire armonia fisica e psichica. Ecco dunque delinearsi con precisione il nostro ventaglio di interventi e di percorsi: curare la salute, naturalmente, laddove vi siano problemi da risolvere, e avviarsi poi verso l’altro grande obbiettivo che è, appunto, quello dello star bene. Per ottenere questo, tutti i vari sistemi, neurologico, psicologico, endocrino, immunologico devono


procedere armoniosamente e di pari passo, e se uno di questi zoppica, anche gli altri ne risentono negativamente.”

“ “

Quanti sono gli studi simili al vostro, per filosofia e modalità di intervento, sul territorio bergamasco?

“In realtà ci vantiamo di essere unici a mettere in atto i concetti e i principi che le abbiamo illustrato.”

Entrando nel vostro studio ho notato una targa di presentazione delle specializzazioni che offrite ai pazienti e, lasciatemi dire, sono rimasto stupito dalla quantità davvero notevole di settori in cui spaziate, dalla medicina fisiologica alla medicina estetica, alla recentissima Pnei, la Psico Neuro Endocrino Immunologia…

“Qui è opportuno precisare che ad affiancare la nostra attività specifica, che è quella della medicina sistemico-olistica, vi sono una serie di autorevoli medici allopatici tradizionali: va da sé che se ho bisogno, per esempio, del cardiologo piuttosto che del ginecologo, devo avere uno specialista fidato di riferimento. Insomma, abbiamo creato questa simbiosi all’interno di un gruppo ‘interdisciplinare’ molto affiatato e molto competente. Questa organizzazione sintetizza anche, in un certo senso, il nostro modo di porci di fronte alla medicina per così dire ‘tradizionale’: non il rifiuto e nemmeno la sua svalutazione ma il confronto diretto e sinergico.”

Quali sono i medicinali che proponete ai vostri pazienti?

“Senza trascurare quelli allopatici tradizionali, che sono importanti e ai quali ricorriamo quando ve ne sia la necessità, ci orientiamo con grandi risultati soprattutto verso le cosiddette medicine alternative (omeopatiche, omotossicologiche, fitoterapiche, ayurvedica, ecc.) a seconda della necessità del paziente in una visione sempre olistica dello stesso. Questo, ribadisco ancora, perché partiamo dalla concezione di un essere umano biologico integrato con vari fattori, o meglio sistemi, che interagiscono fra di loro e che vanno trattati in funzione della loro specificità e delle loro esigenze contingenti. Per fare un esempio semplice: se lei prende un farmaco che presenta comunque delle controindicazioni, per esempio a carico del fegato, ecco che sarà nostra cura integrare fin dall’inizio tale farmaco con sostanze che abbiano proprio la funzione di proteggere e detossinare il fegato. Quello che comunque vorremmo davvero trasmettere come messaggio, è quello della concezione della persona nella sua interezza e integrità, che non può affidarsi semplicemente ad un farmaco o ad una terapia che curi il sintomo, il disturbo, ma che deve preoccuparsi di ristabilire quell’equilibrio globale e generale senza il quale ci si ritroverebbe sempre nella classica situazione della coperta ‘corta’: rimedia cioè da una parte ma crea problemi in un’altra.”

Come rispondono i pazienti a questa vostra particolare proposta?

“Dopo che abbiamo spiegato con precisione il percorso e la filosofia del nostro pensare ed agire, la risposta è decisamente positiva oltre che ‘ incuriosita’. Non nascondo che inizialmente qualcuno si presenta con qualche perplessità e scetticismo, ma dopo i primi incontri, e verificata quindi la serietà

dell’approccio, non disgiunta ovviamente dai primi risultati, tutto scorre con grande disponibilità e collaborazione. Non dimentichiamo che spesso da noi arrivano pazienti che hanno già provato varie terapie senza ottenere, purtroppo per loro, i risultati sperati. Il nostro miglior biglietto da visita, e lo dico con orgoglio, è proprio il passaparola…”

Mi tolga, la prego, una curiosità: come si inserisce, in questa vostra proposta terapeutica, la medicina estetica che ho visto elencata fra le specialità del vostro studio?

“Anche in questo ambito abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza ampliando e sviluppando la branca della medicina estetica che non deve essere intesa come la sorella minore della chirurgia estetica. Intendo dire che l’ invasività inevitabile della chirurgia estetica può essere spesso bypassata dalla medicina estetica, con ottimi risultati.”

Può farmi un esempio in tal senso?

“Se non si tratta di situazioni davvero drammatiche, oggi molti lifting o interventi di blefaroplastica, tanto per citare due casi, possono essere evitati ricorrendo alla medicina estetica che non è, come dicevo, invasiva. Persino un intervento al seno può essere effettuato senza ricorrere alle protesi con tutti problemi che queste comportano. Certo, anche per avanzare proposte efficaci abbiamo bisogno di conoscere a fondo i nostri pazienti in modo da individuare e indirizzare gli interventi medicali nella direzione più opportuna per il paziente stesso. Per esempio, la tanto temuta cellulite viene affrontata non semplicemente con qualche generico trattamento locale, ma facendo un vero e proprio studio, anche antropomorfico e, perché no genetico, sulla persona per capire come intervenire in modo davvero efficace. Insomma, non ci sono protocolli uguali per tutti ma cure individuali e specifiche per le singole persone in funzione delle loro caratteristiche generali e delle loro esigenze. Lei pensi, per citare un altro esempio ai capelli: spesso sono un problema affrontato superficialmente, senza cioè approfondire le varie possibili cause di disfunzioni, utilizzando prodotti per la loro pulizia (gli shampoo, per intenderci) che sono semplicemente dei detergenti, magari anche aggressivi, che rischiano di peggiorare giorno dopo giorno i problemi esistenti. Peraltro, poi, proprio i capelli sono uno specchio molto fedele e affidabile di quello che siamo, che mangiamo, delle tossine che produciamo, del nostro sistema endocrino o ormonale… Insomma dal capello si può sapere tutto: come stiamo, i sali minerali che ci mancano, che cosa produciamo in eccesso ecc. Ecco allora che, con le opportune analisi fatte sia qui sia nei laboratori specializzati di supporto, possiamo ‘spaccare in quattro’ il capello per capire il problema nel suo insieme di cause ed effetti ed essere così in grado di intervenire nel modo migliore e più efficace.” Ecco, appunto: una medicina a misura d’uomo e su misura. STUDIO MEDICO POLISPECIALISTICO MULTIDISCIPLINARE RSA SNC Piazza Barborini e d’Andrea, 3/a - 24060 Bagnatica (BG) Tel. 035 680131 info@rsalife.it - www.rsalife.it

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RESIDENCE

IL POLARESCO RESIDENCE... PER SENTIRSI A CASA

Situato in una tranquilla e strategica zona ad un passo da Bergamo e dal nuovo ospedale, “Il Polaresco Residence” è una location di grande pregio.

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RAVASIO CAFFÈ

Gli aromi creati a Brusaporto da 90 anni conquistano Bergamo e oltre

C’è un filo che lega indissolubilmente il caffè a Bergamo. Un filo che si dipana nel tempo svelando un’affascinante trama di storie, di personaggi. Come quella di Francesco Pedrocchi, bergamasco di Rovetta, alta valle Seriana, emigrato con la famiglia a Padova dove divenne prima collaboratore e quindi socio del caffettiere Pietro Zigno aprendo, nel 1772, un caffè destinato a diventare famoso. Un caffè entrato addirittura nella leggenda quando, mezzo secolo abbondante più tardi, sotto la guida di Antonio Pedrocchi, diventò la meta di artisti e poeti, patrioti e studenti provenienti da tutta Europa. E perfino di Stendhal che non esitò a definire quel caffè letterario “il migliore del mondo”. Oggi a tenere saldamente annodati la storia del caffè e quella di Bergamo è una torrefazione capace di miscelare uno dei migliori caffè del mondo: la torrefazione Esserre, di Brusaporto, alle porte di Bergamo, che in quasi 25 anni di attività è diventata l’insostituibile fornitrice di centinaia di bar in Italia, ma anche in Arabia, Giappone, Korea, Kosovo, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Svizzera, Taiwan, Ucraina, Ungheria. Una torrefazione dove i modernissimi macchinari fatti installare nel 2013 da Sergio Ravasio, che continuando la tradizione di famiglia iniziata nel 1923 dal nonno Pietro è subentrato al padre Lorenzo alla guida dell’azienda, consentono di lavorare con precisione 140 chili di caffè per volta, rispetto ai 60 chili del passato. Ovvero migliaia di preziosissimi chicchi provenienti dalle migliori piantagioni del Brasile, della Colombia e della Repubblica Dominicana, ma anche del Messico e del Guatemala, del Nicaragua, dell’Honduras e del Perù, dell’Etiopia e dell’India, che Sergio Ravasio si assicura visitando personalmente le piantagioni e avvalendosi della collaborazione di fornitori selezionatissimi che hanno costruito una leadership mondiale nella selezione dei caffè. Montagne di chicchi che, una volta macinati e preparati, emanano aromi impagabili, ognuno diverso dall’altro perché, come spiega Sergio Ravasio, “ogni caffè ha il suo bouquet, la sua struttura. La vera abilità sta nell’abbinarli, preparando miscele capaci di regalare emozioni uniche a ogni sorso, o anche solamente avvicinando le narici al bordo della tazzina”. Miscele che rievocano, nel profumo e nell’aroma, il

fascino dell’altopiano di Kaffa, in Etiopia, che secondo alcuni avrebbe dato il nome al caffè; oppure nello Yemen, dove un monaco dell’antichissimo monastero Chehodet, avendo saputo da un pastore che le sue capre e i suoi cammelli erano vivaci anche di notte quando mangiavano alcune particolari bacche, avrebbe preparato con queste una bevanda per restare sveglio e pregare più a lungo. Straordinarie storie che emergono dal passato, mentre il presente offre un altro affascinante racconto: quello di un’impresa che dalla periferia di Bergamo è partita alla conquista del mondo presentando il marchio Caffè Ravasio ad un pubblico sempre più vasto di estimatori del caffè di qualità. Con l’apertura del nuovo sito internet, www.cafferavasio.it e la partecipazione al Salone Internazionale del Caffè (Milano Rho 18-22 Ottobre 2013) l’Esserre ha voluto celebrare nel migliore dei modi i 90 anni di storia del marchio Ravasio. Novant’anni che rappresentano, da soli, la miglior garanzia di qualità che ci possa essere, e devono essere il trampolino di lancio per moltiplicare il numero dei Paesi dove Esserre/Caffè Ravasio è già oggi il nome del caffè. Molti Paesi sparsi sul mappamondo ai quali negli ultimi mesi si sono aggiunti altri Stati dai quali sono partite telefonate, e mail, indirizzate a Brusaporto. Messaggi inviati da grandi intenditori e amanti del caffè curiosi di scoprire perché, da tre secoli, quella straordinaria bevanda nera come la notte, calda come l’inferno e dolce come l’amore, come la voleva Michail Bakunin e di cui si dice che il celebre scrittore Honorè De Balzac arrivasse a berne anche cinquanta tazzine al giorno, intrecci indissolubilmente la sua storia con quella di Bergamo...

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INNOWATIO Risparmio intelligente a cura di Roberto Timelli

Nata quattro anni fa a Bergamo, Innowatio è una giovane azienda fortemente impegnata sul fronte dei servizi energetici nei confronti dei quali propone, fin dalla sua costituzione, un approccio razionale di grande efficacia. Ne parliamo con Mattia De Vecchi, Consigliere di Amministrazione e socio fondatore dell’azienda. “Dalla liberalizzazione del settore energetico (luce e gas) avvenuta a ridosso dell’anno 2000, e il conseguente riposizionamento dell’offerta che si stava così delineando, abbiamo ritenuto che non vi fosse un’analoga riconsiderazione delle opportunità di mercato da parte della domanda. Partendo da questo presupposto, abbiamo creato un operaMattia De Vecchi tore, Innowatio appunto, che affrontando in particolare il problema dei grandi consumatori di energia, ha strutturato una proposta che affronta in modo diverso le due questioni fondamentali dell’equazione energetica, cioè prezzo e quantità, che gravano su tutti i forti consumatori, e cioè i grandi siti industriali e i numerosi punti di consumo del settore terziario. Il nostro presupposto è quello di acquistare l’energia “giorno per giorno” in funzione sia delle migliori opportunità che il mercato offre, sia dell’effettivo fabbisogno di prodotti energetici. Naturalmente parliamo di un mercato non solo italiano ma anche internazionale ed europeo in particolare. In concreto, consegniamo ai nostri clienti energia che insieme a loro andiamo a contrattare costantemente con logiche tipiche delle società di trading. Non facciamo perciò intermediazione di prodotti ma acquistiamo prodotti, energetici naturalmente, per conto dei nostri clienti. Così facendo, il risultato della nostra quotidiana attività e presenza sui mercati dell’energia si concretizza, ed è ovviamente questo il nostro obbiettivo, in un vantaggio economico, cioè un minor costo, e questo minor costo noi

lo condividiamo con i nostri clienti che diventano così, a pieno titolo, nostri partner. Questo dal punto di vista del prezzo, ma da sempre la nostra società si è fortemente impegnata a considerare anche l’aspetto del consumo fisico dei prodotti energetici, cioè quell’“efficienza energetica” che costituisce un obbiettivo primario in una società come la nostra.”

Ma ora, mi risulta, siete portatori di una importante proposta di sintesi…

“Proprio così. Innowatio si è sforzata di unificare questi due servizi in una unica visione in cui la fornitura e l’efficienza energetica vengano accorpate in un unico servizio globale e comprensivo di tutte le tematiche energetiche. Questo deriva dalla consapevolezza che pur agendo individualmente sulle componenti fondamentali dell’equazione energetica, e cioè prezzi e quantità, non si riesce comunque a ottenere il miglior risultato possibile.”

Come ha preso corpo questo vostro progetto?

“Innanzitutto riflettendo attentamente sulla famigerata ma poco conosciuta “smart grid” che, in estrema sintesi, è l’accoppiamento di una rete di trasmissione e distribuzione dell’energia ad una rete di trasmissione e distribuzione di dati. Questo permette il controllo remoto dei carichi energetici e delle fonti di produzione. Si tratta di una soluzione tecnologica di ultimissima generazione e possibile solo da pochissimo tempo; grazie alle nuove tecnologie informatiche è dunque possibile controllare attraverso l’informazione che cosa accada lungo e al di là dei cavi di trasmissione. Si tratta naturalmente di reti ‘intelligenti’ finalizzate al controllo fisico dell’energia. Per capirci meglio: ogni distributore di energia si deve preoccupare di un problema fondamentale, quello cioè di mantenere in ‘equilibrio’ la propria rete agendo su ‘paratie’ virtuali che gli consentono di tenere i flussi in entrata (produzione) e in uscita (consumo) all’interno dei parametri necessari perché la rete possa

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funzionare senza cadere in black out. Un modo per tenere bilanciati questi due momenti è quello di agire sulla produzione: se ci troviamo, per esempio, in presenza di un picco di richiesta per fattori meteorologici si può ordinare che tutte le centrali disponibili entrino in funzione al massimo della loro capacità. Ma c’è anche una seconda possibilità di intervento, ed è quella di chiedere ad alcuni consumatori di fermare il loro consumo ottenendo lo stesso effetto dell’aumento della produzione. Questa seconda modalità suggerisce dunque di interrompere certe determinate utenze per mantenere equilibrata e funzionante la rete. È una modalità già attiva in Italia per i casi di emergenza nazionale e viene esteso ai momenti di grande richiesta di energia interrompendo istantaneamente, automaticamente e senza preavviso, la fornitura a determinati consumatori che hanno preventivamente deciso di aderire al servizio. Questi interventi hanno lo scopo di mantenere la rete all’interno di certi parametri di funzionalità. Ecco, è proprio qui che si innesta una nostra proposta che, riteniamo completa e perfeziona i concetti appena espressi: intervenire cioè sulla rete non solo per esigenze ‘fisiche’ e di funzionalità ma anche per ragioni economiche. Mi spiego: poiché possiamo sapere con un ragionevole anticipo l’andamento borsistico dei prezzi dell’energia, per esempio che in un certo giorno il prezzo dell’energia sarà particolarmente elevato, noi chiediamo al consumatore collegato al nostro ‘banco di manovra’ se sia disposto a consumare, in quella finestra di tempo, un po’ di meno per darci la possibilità di vendere l’energia a lui destinata in quella particolare zona e realizzare così un certo guadagno. L’accettazione di questa proposta implica un certo guadagno che, come sempre, Innowatio divide col consu-

matore disponibile a questa operazione. Insomma, interveniamo all’interno di quella che chiamiamo la ‘soglia’ del dolore del consumatore, al quale chiediamo in sostanza: “Sei disposto ad accettare che in un determinato locale, ad una determinata ora, la temperatura sia leggermente diversa da quella ottimale che hai stabilito a fronte di un certo guadagno?” Ecco il senso di quella che chiamiamo la “soglia del dolore”: discostarsi dall’ottimale che si è programmato grazie ad una sollecitazione economica. Questa modalità è gestita da noi mediante un algoritmo del nostro sistema centrale che analizza tutti i sistemi di produzione e di consumo collegati al nostro ‘cervellone’ e determina, ora per ora, carico per carico, come questi debbano operare in funzione di vari parametri, di confort, ambientali e di prezzo.”

Avete già fatto esperimenti in tal senso?

“Certamente. Nel corso della estate 2012 abbiamo applicato questo sistema ad un caso ‘pilota’ importante e significativo, anche per le difficoltà strutturali ad esso connesse, cioè una grande realtà ospedaliera in provincia di Milano. Siamo intervenuti, in via sperimentale, solo sul 20% degli impieghi energetici dell’Ospedale che, ripeto, in quanto struttura sanitaria ha dei parametri di legge che non possono essere disattesi. Abbiamo dunque mappato con assoluta precisione ogni singola attività di consumo energetico di questo 20% dell’Ospedale amministrandola in funzione delle modalità che ho appena descritto. Il risultato è stato quello di un risparmio del 15% di energia consumata. Sulla base di questi risultati, nell’estate appena trascorsa, 2013, abbiamo esteso ad altre aree dell’O-

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spedale il sistema di cui stiamo parlando mappando e collegando tutto al nostro sistema centrale: il risultato ha confermato, anche in questo caso, un risparmio del 15%. Ecco, noi siamo fermamente convinti che questo sia il futuro perché, in tema di energia, sempre più costosa, riuscire a non consumare o a consumare in maniera intelligente, tenendo d’occhio anche la borsa dei prodotti energetici, è un comportamento virtuoso che tutti dovremmo adottare. Proprio qui si inserisce una considerazione fondamentale per questo tipo di discorso, e cioè quanto possa incidere il comportamento dell’utente sui costi dell’energia. Si parla tantissimo del problema energetico cercando in tutti i modi di risolverlo ideando nuove forme di produzione, dall’eolico al fotovoltaico fino alle maree. Giusto, ma prima dovremmo occuparci seriamente di quel gigantesco serbatoio di energia che è costituito dal corretto comportamento del consumatore che, naturalmente, deve essere indirizzato e incentivato. Attualmente ci stiamo occupando di applicare il nostro sistema alla grande distribuzione che, per una sua maggiore flessibilità strutturale, può ottenere risultati ancora più interessanti di un Ospedale che, ovviamente, ha delle rigidità connesse al servizio cui è preposto e aree “intoccabili”, come le sale operatorie. La Grande Distribuzione, peraltro, offre ulteriori spazi di risparmio grazie anche a quelle che si chiamano inerzie termiche: si pensi, ad esempio, ai numerosi freezer che possono senza alcun problema essere ‘modulati’ nella loro accensione in modo da garantire, al contempo, la perfetta conservazione dei prodotti e un apprezzabile risparmio nei consumi. Inoltre, il nostro obbiettivo di fondo è quello di collegare al nostro sistema non solo le strutture che consumano

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energia, che gestiamo come ho descritto, ma anche quelle che producono energia e che siano in grado di intervenire tempestivamente cogliendo i segnali di convenienza e di richiesta energetica.”

Insomma, una forbice di intervento: da una parte l’educazione al consumo e quindi al consumatore per ridurre i costi, dall’altra un occhio attento al mercato per coglier istantaneamente le opportunità generate dall’andamento della domanda e dell’offerta a vantaggio diretto anche del singolo consumatore…

“Esatto, e questo attraverso l’intermediario aggregatore che siamo noi. Il consumatore è così in grado di cogliere e di mettere a frutto i segnali positivi o negativi che derivano in quel particolare momento. È un modo intelligente di essere sempre pronti a sfruttare in positivo i picchi o le discese dei prezzi. E questo può farlo sia la grande impresa sia il singolo cittadino. È questa la filosofia nella quale si riconosce Innowatio che si propone, con interventi a 360°, di unificare tutti quei segmenti che fanno parte del mondo dell’energia, sia come consumatore che come produttore, per ottenere massimo risparmio e comfort in modo sicuro e ‘automatico’.” INNOWATIO S.P.A. c/o Kilometro rosso Via Stezzano 87, 24126 Bergamo Tel. 035 3846911 - Fax 035 3846930 info@innowatio.it www.innowatio.it


EUROPA ‘Ossigeno’ per i piccoli a cura di Roberto Timelli

L’Europa si è mossa. Le crescenti difficoltà dell’apparato produttivo europeo ha indotto l’Unione a varare misure straordinarie per venire incontro ai grossi problemi che attanagliano le piccole imprese del nostro continente e dell’Italia in particolare. Ne parliamo con il dottor Edoardo Panizza, promotore e organizzatore di una serie di incontri indirizzati al mondo imprenditoriale che hanno lo scopo di spiegare e chiarire, con l’intervento di funzionari di Bruxelles, i termini e le modalità di accesso ai finanziamenti europei stanziati per il periodo 2014-2020.

COSME PER LE PMI Il programma Cosme dell’Ue, che integra diversi altri programmi rivolti al mondo delle imprese e della produzione, si occupa in particolare di incrementare la competitività delle Pmi sui mercati internazionali favorendo lo sviluppo delle imprese esistenti e lo start up di nuove attività. Obiettivi: -messa a disposizione di strumenti finanziari dedicati; -internazionalizzazione delle Pmi attraverso la rete Enterprise Europe Network; -armonizzazione legislativa fra l’Ue e i suoi principali partner commerciali.

Come è nata questa sua iniziativa e come si è poi sviluppata e concretizzata?

Lo spunto di partenza che mi ha indotto a occuparmi di questo ciclo di incontri informativi con gli imprenditori è stato il dolore. Il dolore e la grande tristezza per tutti quegli imprenditori, quale che fosse la loro attività, che si sono tolti la vita quando si sono trovati senza risorse finanziarie e quindi nella condizione di non poter più rispettare gli impegni presi. L’ultimo che io ricordi è stato così drammatico e toccante da spingermi ad agire: era un piccolissimo imprenditore, con solo due dipendenti, che subito dopo aver comunicato loro che avrebbe dovuto cessare l’attività, si è ritirato nel suo piccolo ufficio e si è suicidato. Terribile e inaccettabile che tutto questo passi quasi sotto silenzio. Ho dunque approfittato dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo di un grosso stanziamento finanziario a favore del mondo produttivo per ideare una modalità di comunicazione degli strumenti che l’Europa ha messo a disposizione per il prossimo settennio. Ho quindi provveduto, con l’assenso e il sostegno della Comunità Europea, a prendere contatto con vari enti e istituzioni perché mi mettessero in condizione di incontrare, in varie sedi e località, i possibili fruitori di que-

Cosme si rivolge a tutte le Pmi, indipendentemente dal settore di appartenenza, e pone particolare attenzione anche al settore turistico con programmi e iniziative volte a creare un ambiente transnazionale favorevole mediante la costruzione di reti fra i diversi attori coinvolti. Per il periodo 2014-2020 il budget di Cosme è di 2,5 miliardi di euro così suddivisi: -1,4 miliardi di euro destinati agli strumenti finanziari (690 milioni di euro per finanziare la crescita e 746 milioni di euro per linee di credito garantite); -1,1 miliardi di euro destinati al finanziamento di Enterprise Europe Network.

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sto colossale stanziamento che potrà davvero costituire una boccata di ossigeno per molti piccoli imprenditori soffocati dalla stretta sul credito. Credo sia inutile ricordare che ben il 90% delle imprese italiane è di piccole o piccolissime dimensioni e comunque al di sotto della soglia degli 11 dipendenti.

In che misura la Sua iniziativa può venire incontro alle esigenze di queste imprese?

Proprio perché piccole, e quindi senza personale specializzato preposto allo studio e alla ricerca di fonti di finanziamento, moltissime delle aziende in questione non approfittano di opportunità di finanziamenti cui invece potrebbero avere accesso. L’Unione Europea si è resa conto che non si può abbandonare al suo destino una grande quantità di imprenditori e imprese che danno da vivere a milioni di persone. Per il nostro Paese, poi, questa categoria di imprenditori è una ricchezza straordinaria che ha dato vita al mito del ‘made in Italy’ e che è sempre stata la struttura portante del nostro mondo produttivo. E’ davvero indispensabile poter comunicare a questa grande ‘fetta’ di mondo produttivo le opportunità, vere e reali, che l’Europa ha messo a disposizione per prendere fiato e poter ripartire in una realtà economica e produttiva internazionale che è quanto mai complessa e difficile da decifrare.

Un supporto, dunque, che si sostituisce alle banche?

Sostituire in senso stretto no, ma una forte spinta e una importante integrazione sì! Certo, per poter comunicare tutto questo abbiamo bisogno anche della collaborazione attiva e fattiva di chi può farci raggiungere le imprese con queste indicazioni, che in alcuni casi potrebbero realmente fare da spartiacque fra il fallimento e la ripresa produttiva.

Un incarico importante e delicato quello che Le è stato affidato…

Senza dubbio e testimonia la precisa volontà dell’Unione Europea di far conoscere alle imprese che facciano fatica ad accedere a certe informazioni, le possibilità e i modi per poter beneficiare di una ‘fonte’, che se non è quella dell’eterna giovinezza è tuttavia in grado di rinvigorire tante aziende in stato di asfissia. E’ questa, mi lasci dire, l’Europa che noi abbiamo sempre auspicato e voluto e che ora, davvero, sembra disposta a risvegliarsi e agire come dimostrano i primi convegni dedicati agli imprenditori che abbiamo già programmato nel Nord Italia: a Milano, palazzo delle Stelline, l’8 novembre 2013, a Brescia il 29 novembre 2013 e a Verona il 13 dicembre 2013. Ma è solo l’inizio, perché nei primissimi mesi del 2014 saremo in diverse altre città fra cui, naturalmente, anche Bergamo.


MAURIZIO VALZANIA “Ho deciso: passo da commerciante a manager!” a cura di Roberto Timelli

Appeal personale? No, o meglio, non solo: secondo le persone che lo conoscono la credibilità di Maurizio Valzania è una vera e propria conquista sul campo, ottenuta in quaranta anni di lavoro nel corso dei quali non ha mai tradito le aspettative dei partners e dei clienti. Sarà forse per questo che un numero sempre crescente di piccoli e medi imprenditori operanti nel mondo del commercio al dettaglio, soprattutto nei settori dell’abbigliamento, degli accessori e delle auto, richiedono la sua consulenza per non lasciare naufragare le attività alle quali hanno dedicato tante energie e, spesso, tutta la loro vita. Del resto, le credenziali sono di tutto rispetto se si considera che è riuscito, nel corso degli anni, a tenere a galla l’azienda di famiglia che opera in uno dei settori più in affanno di tutto il panorama del commercio. La traccia segnata, è sotto gli occhi di tutti e può costituire un chiaro esempio per altre attività similari. Dal punto di vista strettamente personale è stato sicuramente questo lo spunto decisivo che lo ha indotto a diventare consulente degli ex concorrenti che dopo aver superato qualche comprensibile ritrosia, e antiche gelosie, si sono affidati alle sue ‘cure’. “Il metodo” ci ha confidato Maurizio ”è applicabile facilmente a diverse attività commerciali anche nei casi, e sono ovviamente i più, di scarse risorse finanziarie; il mio ‘intervento’ infatti non si basa su martellanti, ma anche costose, campagne pubblicitarie e nemmeno su sconsiderati incrementi del magazzino, che è il cancro tangibile di tutte le attività. Quando entro in una azienda ne sposo la filosofia, le gioie e le sofferenze. Lo scopo del mio intervento non può dunque essere quello di propormi come un nuovo costo fisso, bensì quello di operare insieme per ottenere quell’incremento di fatturato che consenta all’attività di riprendere forza e proseguire poi in buo-

na salute. È questo quello che io chiamo ‘condividere obiettivi e risultati’! D’altro canto, sono sempre stato un fautore della meritocrazia in qualsiasi attività…” Certo che girando la nostra città, quando guardiamo con tristezza le troppe saracinesche abbassate e gli altrettanto demoralizzanti cartelli “affittasi”, ci viene da pensare che la crisi nella quale ci dibattiamo ormai da troppo tempo ci stia davvero togliendo i riferimenti, le abitudini consolidate, i contatti piacevolmente abituali... In un tale clima, dall’aria spesso deprimente, ci conforta pensare che qualcosa, in questo caso ‘qualcuno’, sia riuscito a sopravvivere allo tsunami della crisi magari ricorrendo ai consigli di Maurizio Valzania.

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IMBIANCATURAIN GENERE E RESTYLING D’INTERNI

ARTE & STUCCHI ACCURATI E INNOVATIVI PROGETTI DECORATIVI Arte & Stucchi nasce a Bergamo dall’unione di un gruppo di artigiani con diverse competenze e abilità nel settore della decorazione di ambienti. Lavorando da anni sul territorio nazionale e all’estero, il team ha acquisito una particolare esperienza nella lavorazione dello stucco veneziano, del marmorino, delle resine decorative e nel recupero delle decorazioni storiche. Partendo da una concezione che vede muri, pareti e pavimenti come base fondamentale per conferire stile agli ambienti e per esprimere il carattere di chi li abita, Arte & Stucchi realizza accurati ed innovativi progetti decorativi per interni ed esterni, sia privati che aperti al pubblico.

Camino in marmorino e foglia d’oro

Decoro su pavimento in resina epossidica bicomponente

Viene proposta alla clientela una vasta gamma di tecniche e materiali che spaziano dalla freschezza di una semplice tinteggiatura, alla ricercatezza del dipinto più raffinato. Particolarmente attenti alla pulizia e alla precisione dei dettagli, il team accompagna il cliente durante tutte le fasi di realizzazione.

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Marmorino con finitura a calce

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LA DANZA E I SUOI BENEFICI Chi danza non invecchia! a cura di Loredana Iannuzzi

Molti studi dimostrano che un’attività fisica regolare è in grado di prevenire e controllare l’aumento di peso, ma soprattutto ci aiuta a raggiungere o conservare un buon equilibrio psicofisico. Spesso si associa l’attività fisica a fatica, sudore, si pensa di dover passare magari ore in palestra a sollevare pesi oppure di dover correre da soli o nuotare sempre soli in piscina. Tutte attività utili e per chi è appassionato di sport anche divertenti, ma non è così per tutti. Allora perché non proviamo a lanciarci in una frenetica salsa, o in un tango appassionato, o in un dolce valzer? Ebbene sì, anche il ballo è considerato attività fisica e da recenti ricerche è emerso che ha benefici su tutto l’organismo sia dal punto di vista fisico che psicologico. Con il ballo si bruciano dalle 200 alle 450 k-calorie all’ora, inoltre essendo un esercizio aerobico, migliora l’ossigenazione di tutto l’organismo. Il ballo non ci aiuta solo a bruciare calorie, ci consente di mantenere un buon tono muscolare attraverso un costante e moderato esercizio, dà una buona coordinazione, grazia e postura. Quando invecchiamo è una grossa sfida rimanere attivi, in modo che la nostra mente e il nostro corpo rimangano forti e in buona salute. Ballare è un modo meraviglioso per mantenere corpo e mente in ottima salute e la quantità di energia che volete dedicare a questa attività dipende esclusivamente da voi. L’esercizio fisico che facciamo quando balliamo ci aiuta a muovere anche muscoli che altrimenti non useremmo nella vita di tutti i giorni. Un tricipite consistente è il risultato di una buona posizione di ballo, e lo stesso vale per i muscoli delle gambe: la maggior parte delle persone hanno muscoli frontali delle gambe piuttosto buoni, ballando però grazie a diverse figure o particolari combinazioni di passi, vengono chiamati in causa tutti i muscoli e non solo quelli frontali, così come vengono allenati anche gli addominali per mantenere quel bellissimo ed elegante

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portamento classico dei ballerini. Numerosi sono i benefici per la nostra circolazione, per il cuore, per le gambe (ballare aiuta a combattere la cellulite e le vene varicose). Il livello di trigliceridi e colesterolo LDL nel sangue si abbassa, mentre il colesterolo HDL, protettivo delle arterie, aumenta e aiuta a combattere l’osteoporosi. Come tutte le attività fisiche “moderate” aiuta a combattere l’insonnia. Tutti possono ballare senza limiti di età. Solo chi ha seri problemi alle articolazioni, al sistema cardiocircolatorio o respiratorio, è bene che consulti il medico curante. Vantaggi anche per la nostra MENTE, la danza è euforizzante: il movimento e la musica, infatti, aiutano a

elevare il livello di endorfine nel sangue, le sostanze che danno il buonumore e sopratutto ci aiuta a vincere la timidezza. Negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede i balli di origine latinoamericana. Questi non sono solo un piacevole passatempo, ma sono molto utili per tutto l’organismo; la danza, infatti, ha molte potenzialità terapeutiche, che si sono sviluppate nelle differenti forme di “danza-terapia”. Ballare è diventato un’alternativa efficace e divertente alla palestra. Il movimento fisico riesce infatti più facile e divertente, se a far da contorno e a scandire il ritmo, è la musica.


CONCESSIONARIA AUTOVETTURE

CITTADELLA DELL’AUTO UNA GRANDE REALTÀ SU BERGAMO Chiediamo a Ghinzani Piercarlo, storico concessionario della provincia di Bergamo: qual è stata l’ispirazione per creare la CITTADELLA DELL’AUTO? Essendo nato nel settore automobilistico, grazie alla prima attività di mio padre Arturo evolutasi dal 1948 nella provincia di Bergamo come riparatore generico e venditore di automobili, mi sembrava giusto, dopo aver maturato una così profonda esperienza nel settore, dare vita con la mia famiglia e ad altri partner al mio sogno: creare un centro commerciale dell’automobile tra i più importanti in Italia. Quali sono oggi i risultati di questa sua importante iniziativa? Devo dire con grande soddisfazione che il mio desiderio e la mia visione imprenditoriale è stata premiata. Sempre con l’aiuto dei miei partner la CITTADELLA DELL’AUTO oggi vanta 5 marchi (Lancia, Citroen, Nissan, Peugeot e

Hyundai), ha toccato un apice annuale di vendita di 8.000 vetture nuove e 3.000 occasioni, offrendo servizi alla clientela di alta qualità a prezzi molto onesti, sia nell’assistenza che nei ricambi, dando soddisfazione ai clienti e a tutti coloro che hanno creduto nel progetto, che oltretutto, ha creato quasi 120 posti di lavoro. Cosa pensa del futuro dell’automobile in questo momento disastroso del mercato? È un momento veramente drammatico in tutti i settori, in particolare il nostro dell’automobile. L’effetto incentivi rottamazione del passato Governo ha stimolato molto gli italiani ad anticipare il cambio dell’automobile, approfittando appunto del risparmio finanziario che l’incentivazione governativa offriva. Ancora oggi condivido quell’iniziativa del Governo che ha fruttato buon fatturato a tutto il settore e ci ha permesso di mettere a riserva finanziaria un budget per

sostenere questi momenti difficili. È chiaro che quell’incentivazione ha penalizzato la quantità di vendite attuali, perché sono state anticipate. Oggi soffriamo anche di una crisi generata dalla mancanza di liquidità nella concessione dei finanziamenti per l’acquisto. Le due cose assieme fanno la tempesta perfetta per il nostro settore, causando una diminuzione dei fatturati del 50% con strutture e costi dimensionati per anni al 100%. Riassumendo, per il futuro? Sono convinto che questa crisi sarà molto penalizzante per tutti, ma comunque passerà come tutte le crisi e le tempeste finanziarie che ci sono state nella storia. Bisogna saper resistere per poter essere ancora sul mercato nel momento in cui il consumismo, del quale siamo creatori e succubi, riprenderà la sua strada normale.


TERRITORIO E SANITÀ Il comprensorio Treviglio-Caravaggio a cura di Roberto Timelli

L’Azienda Ospedaliera “Ospedale Treviglio-Caravaggio” di Treviglio ha preso questa denominazione il 1° gennaio 1998 ed è costituita da quattro presidi ospedalieri (“Treviglio-Caravaggio”, “SS Trinità” di Romano di Lombardia, “F.M. Passi” di Calcinate, “Ospedale Civile” di San Giovanni Bianco) e da diverse strutture poliambulatoriali distribuite sul territorio. LA MISSION L’ospedale di Treviglio-Caravaggio, ospedale ‘per acuti’ dotato complessivamente di 440 posti letto, è collocato lungo la Strada Statale n.11 che ne caratterizza l’accessibilità all’interno della cosiddetta Bassa Bergamasca. Questa sua particolare posizione geografica ha contribuito, dal 1971 ad oggi, a rendere l’ospedale di TreviglioCaravaggio un preciso riferimento per il territorio della provincia di Bergamo e, grazie all’ampio sviluppo della rete viabilistica, anche per le popolose province limitrofe di Milano, Cremona, Lodi e Brescia. Per ottimizzare la capacità di risposta all’ampia e crescente domanda territoriale di prestazioni sanitarie specialistiche, sia di ricovero che ambulatoriali, sono stati ridisegnati i percorsi interni dell’utenza e i collegamenti funzionali dei servizi. Nello stesso tempo, sono stati ideati nuovi spazi di sviluppo che hanno comportato e comporteranno, contestualmente al potenziamento dell’ospedale, incrementi qualitativi, miglioramenti organizzativi e una grande crescita delle professionalità presenti in Azienda. Nello scorso quinquennio il “peso” dell’ospedale di Treviglio-Caravaggio nel territorio è stato consolidato e rafforzato grazie ad una serie di importanti progetti che hanno reso possibile il raggiungimento di obiettivi di grande rilievo. La mission dell’ospedale di Treviglio-Caravaggio, confermando la potenzialità di tutti i settori specialistici attivati,

si caratterizza tuttavia, e questo a partire dal 2006, per una forte connotazione oncologica, assicurando ai pazienti di tale area specifici percorsi in ambito diagnostico e terapeutico. Fra le eccellenze dell’ Ospedale di Treviglio, le più recenti riguardano la “metodica innovativa di emodialisi domiciliare (SDHH)”, prima applicazione nella provincia di Bergamo, e il mammografo digitale di nuova generazione installato nell’Ospedale di San Giovanni Bianco, il primo di una serie di strumentazioni che innovano e potenziano i centri di Senologia dell’Azienda Ospedaliera di Treviglio. E’ una apparecchiatura che consente di eseguire 12 esami mammografici completi in un’ora, produce immagini di eccellente qualità e, nel contempo, eroga una dose di radiazioni molto bassa. Il dr. Cesare Ercole, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Treviglio, ha commentato questo ‘ricambio’ tecnologico ricordando che “il fattore chiave per la riduzione della mortalità da cancro del seno è la diagnosi precoce di piccole lesioni e, a tal fine, sono necessari dispositivi di acquisizione delle immagini altamente efficienti e di eccellente qualità”. IL ‘VOLONTARIATO’ NELL’OSPEDALE Il volontariato è un’attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e di giustizia sociale e nasce dalla spontanea volontà dei cittadini di fronte a problemi non risolti (o non affrontati) dallo stato e dal mercato. All’interno dell’Ospedale di Treviglio-Caravaggio sono presenti e attive cinque tipologie di volontariato. Sportello di ascolto e Segreteria. Si tratta di un’attività svolta presso la sede e che ha funzioni di segreteria organizzativa, ascolto e accettazione richieste, programmazione e monitoraggio degli interventi. Gruppo pasti: è costituito da un gruppo di 10 volontari, appositamente formati, che operano nei reparti di degenza

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e che aiutano i pazienti che hanno particolari necessità nel momento del pasto. Gruppo compagnia: è costituito da un gruppo di quattro volontari che operano nei reparti di degenza e che si mettono a disposizione dei pazienti che desiderano compagnia nei momenti in cui non ricevono visite di parenti o familiari. Gruppo accoglienza: è formato da un gruppo di sette volontari che operano nel reparto di Epatologia, e svolgono il servizio di accoglienza ai pazienti. Gruppo assistenza e accoglienza: è costituito da un gruppo di volontari gestito dall’associazione Amici Di Gabry. La disponibilità di volontari è una risorsa preziosa, soprattutto per l’umanizzazione della degenza in Ospedale, ed è sempre motivo di grande conforto per i pazienti. “OSPEDALE AMICO” La Fondazione “Ospedale Amico” è nata per volontà dell’Ospedale di Treviglio e di due gruppi bancari locali e ha lo scopo, fra l’altro, di mettere a disposizione della popolazione una organizzazione particolarmente attenta alle patologie dell’anziano senza che questo interferisca, ma integri, l’attività del nosocomio locale. Si tratta di una necessità urgente perché il mondo degli anziani è sempre più vasto e numeroso e la stessa Europa inizia a considerarlo come uno dei grandi temi economici e sociali del nostro tempo. La Fondazione si occupa inoltre della popolazione giovane con particolare riguardo alla ricerca che riguarda il mondo degli asili nido e quindi delle lavoratrici madri.

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Presidi ospedalieri dell’Azienda Sanitaria di Treviglio

OSPEDALE DI SAN GIOVANNI BIANCO

OSPEDALE DI CALCINATE Bergamo

OSPEDALE DI ROMANO DI LOMBARDIA

OSPEDALE DI TREVIGLIO

PIANO DI AMMODERNAMENTO DEL PATRIMONIO TECNOLOGICO AZIENDALE

INFORMAZIONI E DOCUMENTO SULL’ANDAMENTO DEI LAVORI SONO DISPONIBILI PER TUTTI I CITTADINI

Nel febbraio di quest’anno, la Giunta della Regione Lombardia, dietro richiesta della Direzione Generale, ha riconosciuto all’Azienda Ospedaliera di Treviglio un finanziamento di due milioni di euro dedicato ad interventi di ammodernamento e/o sostituzione delle apparecchiature sanitarie e biomediche che costituiscono il cuore del patrimonio tecnologico aziendale e il fulcro di attività qualificate. La Direzione dell’Azienda ha deciso di destinare il 50% di tale risorsa all’avanzamento tecnologico della U.O. di Radioterapia, in particolare per il miglioramento tecnologico dell’Acceleratore Lineare, strumentazione in attività dall’ottobre 2006.

In ottemperanza di uno specifico decreto legislativo, le attività svolte dall’Azienda Ospedaliera di Treviglio devono essere facilmente fruibili da qualunque cittadino le cerchi su Internet. Tutte le informazioni sono dunque disponibili nell’apposita sezione del sito internet, denominata “Amministrazione trasparente”: questa sezione, al cui interno sono contenuti dati, informazioni e documenti, viene mantenuta aggiornato dalle strutture competenti dell’Azienda Ospedaliera. www.ospedale.treviglio.bg.it/217.asp

I marchi rappresentano fornitori dell’Azienda Ospedaliera e sono stati pubblicati dietro loro esplicita autorizzazione.

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SIARC E RISTORAZIONE La qualità nel “collettivo”

La Siarc srl, Società Industrie Alimentari Ristorazioni Collettive, è nata a Catanzaro nel 1979 per opera e volontà del Cav. Pino Albano, fondatore ed amministratore unico della società. Inserita in una realtà socio-economica difficile come quella calabrese, la Siarc ha proseguito il suo cammino aziendale allargando orizzonti e competenze in funzione di una mission aziendale fortemente voluta fin dalla sua fondazione: operare in modo responsabile ed affidabile. Questa scelta, perseguita in modo quasi ossessivo dal fondatore, ha posto la qualità totale al centro del progetto aziendale facendone il principio ispiratore su cui si basa l’intera attività della Siarc. Oggi Siarc è una realtà a livello nazionale e la prima in assoluto nel Mezzogiorno d’Italia, con impegni e servizi professionali che coprono tutti i segmenti della ristorazione collettiva. Del resto, i numeri parlano chiaro: oltre tre milioni di pasti annui serviti e più di 500 operatori qualificati impiegati costituiscono la base su cui si fonda il successo dell’azienda. Certo, l’evoluzione commerciale dell’azienda sempre alimentata, è il caso di dirlo, con grande vigore e volontà dalla famiglia Albano, ha richiesto, negli anni, un notevole sforzo di rinnovamento strutturale rivolto sia agli uomini sia alla dotazione tecnologica. Nel corso degli anni Siarc ha allargato i suoi confini territoriali estendendosi fortemente in Lombardia e nel Veneto, dove dispone di un centro di cottura all’avanguardia per attrezzature e uffici gestionali. La terra lombarda, per Siarc, rappresenta un severo banco di prova e un’autorevole vetrina per mostrare quali siano le effettive qualità e potenzialità di questa azienda. Così, dopo aver acquisito, nel 2012, la gestione dei servizi ristorativi dell’Azienda Sanitaria di Treviglio, che comprende i presidi ospedalieri di Treviglio, Calcinate, San Giovanni Bianco e Romano di Lombardia, la Siarc ha successivamente esteso i propri servizi anche ad altri Comuni, come Pume-

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nengo, Spirano, Romano di Lombardia e Torre Pallavicina dove gestisce le mense scolastiche con riconosciuta puntualità e affidabilità. L’obiettivo di Siarc è infatti quello di condividere e attuare un modello di ristorazione sanitaria di qualità, con particolare riferimento alla sicurezza alimentare e al benessere nutrizionale dei consumatori, in linea con i principi della dieta mediterranea ratificata dall’UNESCO nel 2010 “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.


LA SANITÀ CHE NON TI ASPETTI Stiamo per assistere ad una rivoluzione che potremmo definire silenziosa. Sta cambiando il volto non solo dei servizi sanitari ma anche della ricerca medica e degli investimenti mondiali nelle infrastrutture dedicate alla salute e, in prospettiva, porrà dei problemi politici e sociali finora inediti. Il turismo medicale, attivato dalla diminuzione dei costi del trasporto aereo e dall’utilizzo di Internet per disintermediare le relazioni fra pazienti e medici (ovunque siano nel mondo), cresce rapidamente. È alle porte un periodo di forte incremento del turismo medicale alimentato sia dall’industria del turismo, sia da quella sanitaria. Si viaggerà sempre di più per farsi curare con procedure d’eccellenza, in paesi in cui è possibile anche fare degenze simili a una vacanza. Attualmente assistiamo ad una grave mancanza di attenzione al fenomeno: sia negli Usa sia nei paesi europei, compreso il nostro, la classe politica sembra male o poco informata in merito. L’evoluzione cui assisteremo nei prossimi anni sarà talmente profonda e incisiva che sarà perfino riduttivo chiamare ‘turismo medicale’ questo settore. Insomma, manca un nome per definire questo outsourcing che sta creando il primo vero mercato globale della salute. C’è tuttavia un punto critico di incertezza nel futuro di questo fenomeno. Se è vero, infatti, che il ‘turismo medicale’ ha il vantaggio di alleggerire la pressione sui sistemi sanitari nazionali dei Paesi occidentali e di rendere più ‘democratiche’ le terapie d’avanguardia, a lungo fuori portata per i meno abbienti delle società industrializzate, il rischio è quello di scontri nemmeno tanto sotterranei fra soggetti diversi: i medici e gli ospedali sentiranno la pressione della competizione dei prezzi del mercato globale della salute che coinvolgerà tutti i settori, dall’anestesia alla chirurgia e persino al costo del soggiorno. È immaginabile, inoltre, che alcune strutture si opporranno con forza alle richieste di pazienti e di assicuratori per difendere la loro posizione centrale nei sistemi sanitari nazionali. Nel contempo, uno degli effetti della globalizzazione della sanità, con il conseguente spostamento di importanti flussi di denaro, sarà quello di estendere la ricerca biomedica a molte strutture dei paesi emergenti che già ora sembrano pronte ad aprirsi alle più ampie innovazioni nei settori della

ricerca e delle terapie mediche. I primi esempi vengono da una azienda a partecipazione mista, israeliana e vietnamita, che lavora sulla ricerca riguardante le cellule staminali applicata ai malati di cuore, mentre in India si procede a tutta forza nella ricerca in settori di punta quali, appunto, le staminali, la nanotecnologia, l’ingegnerizzazione dei tessuti e le cure innovative per il diabete. Insomma, un vero e proprio tsunami nella ricerca in materia di sanità che sarà molto difficile da controllare. Rimarrà comunque sempre aperto il tema della responsabilità civile e penale di strutture e di medici che si trovano dall’altra parte del mondo nel caso qualcosa vada male; senza contare che pur di rimanere sul mercato gli ospedali europei e americani si attrezzeranno sempre più con strumenti di telemedicina, magari dando in outsourcing proprio agli asiatici lo svolgimento non solo delle analisi, ma anche di alcune operazioni per le quali il costo di un chirurgo occidentale sia troppo elevato e che, con i sistemi robotizzati, possono essere fatte anche da migliaia di chilometri di distanza. Insomma, ‘si curi chi può…’ e.p.

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FENG SHUI L’arte e la filosofia dell’abitare a cura di Loredana Iannuzzi

Annalisa Agazzi nasce a Bergamo, è mamma, moglie e figlia, il suo percorso di studi la porta ad un lavoro interessante presso una importante multinazionale, al quale rinuncia, affascinata da questa disciplina orientale che prevede l’arte di armonizzare l’uomo con l’energia positiva dell’ambiente che lo circonda. Da alcuni anni è consulente Feng Shui e svolge questa attività con passione e determinazione tipica bergamasca. Si avvicina a questa arte orientale in punta di piedi e con molta accortezza, per capire, comprendere, Annalisa Agazzi toccare con mano, ed ora può affermare in tutta serenità che applicando anche e solo alcuni e semplici accorgimenti-suggerimenti, si possono raggiungere davvero risultati sorprendenti. E’ iscritta alla SIAF con continui aggiornamenti in etica e comportamento ed è Membro Chue Style (informazioni su www.chuefoundation.org). Le consulenze effettuate ad oggi: presso case, negozi, studi professionali, centri olistici.

E allora cerchiamo di capire signora Annalisa, che cos’è il Feng Shui?

“Il Feng Shui è una tecnica di ispirazione taoista che persegue l’equilibrio del tutto ed in ogni cosa, secondo il principio dello yin e dello yang. Feng Shui si traduce con vento e acqua, un forte vento soffierà via il Chi, se il Chi incontrerà l’acqua sarà fermato. Ecco perché è necessario equilibrio nel fluire delle energie. Alla base di tutto c’è l’energia vitale Chi-Sang Chi, che scorre ovunque. Senza Sang Chi non può esserci vita ed

un buon Sang Chi favorirà intelligenza e ricchezza spirituale e materiale.”

In cosa consiste una consulenza Feng Shui?

“Consiste nel dare i consigli e i suggerimenti necessari per far fluire equilibratamente il Sang Chi, e posso assicurare che i benefici sono davvero sorprendenti. Si comincia con il rilevare, attraverso la bussola geomantica Lo Pan, la direzione geografica e gli aspetti energetici dell’immobile. Le informazioni vengono poi rielaborate attraverso calcoli ed osservazioni e vanno ad integrare un’analisi dettagliata della casa o ambiente di lavoro. Altro aspetto molto interessante è la possibilità di approfondire la consulenza con lo studio delle carte energetiche personali in funzione dell’analisi del luogo. Quasi sempre al mio intervento segue una relazione scritta dove, partendo dallo status ambientale, descrivo il percorso di consulenza.”

Quando si parla di benefici cosa intende?

“Fare emergere condizioni positive sopite. Quando si tratta di una casa mi riferisco all’armonia familiare, solidità economica, salute, benessere, alla crescita armoniosa dei figli, in sostanza lo scopo è quello di bilanciare il flusso di energia nell’ambiente e promuovere l’armonia, felicità, successo. Per un’attività commerciale, produttiva o di consulenza, punto al ritorno economico in modo sicuro e continuo. La consulenza può essere richiesta per ambienti già abitati, in costruzione o ristrutturazione, o applicata alla ricerca o alla progettazione di nuove abitazioni.”

Questo come avviene?

“Il Feng Shui prevede l’uso corretto degli spazi, dei colo-

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ri, delle forme in relazione con la direzione geografica e con l’ambiente per contribuire al raggiungimento dell’equilibrio energetico. Ogni colore ha una propria frequenza, una propria vibrazione che entra in risonanza con ognuno di noi in modo diverso, poiché vivere in armonia con lo spazio che ci circonda significa vivere bene con se stessi.”

Come può essere? È visibile tutto ciò?

“Visibili le vibrazioni? Sono percettibili, ma non visibili ad occhio umano. Si parte sempre dalla sensibilità ed intuito del consulente, la tecnica è importante ,ma non possono esserci schemi fissi. Ricordiamoci della specificità di ognuno di noi.”

Cosa l’ha spinta verso questa tecnica?

“Curiosità prima, la voglia di conoscere, di sapere e di approfondire poi. Nel mio percorso ho incontrato persone che mi hanno stimolato ad una ricerca interiore profonda e da li è nato l’amore verso quest’arte.”

Ha parlato di Carta Energetica, di cosa si tratta?

“La Carta Energetica di ciascuno riporta la situazione energetica al momento della propria nascita, nel luogo dove è avvenuta. Il metodo applicato è BaZi, conosciuto

Lo Pan

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anche come “Quattro pilastri del Destino” (otto caratteri, otto simboli rappresentanti altrettante conformazioni energetiche). La lettura si sviluppa partendo dall’energia del Self (nucleo della personalità) e come lo stesso si rapporta con gli elementi da cui viene circondato. Per elementi intendo il fuoco, la terra, il metallo, l’acqua ed il legno. Attraverso le loro particolari combinazioni mi permettono di individuare le reali potenzialità della persona e quali energie sono in armonia e quali no, quali “sfruttare” e quali evitare. Vengono evidenziati i talenti, le predisposizioni e soprattutto aiuta a comprendere se stessi, che significa potenziare le proprie capacità. Con la carta energetica possiamo comprendere quali sono i colori, le direzioni geografiche favorevoli ed in taluni casi anche i cibi che meglio ci sostengono.“

Come contattarla?

“Scrivendo alla mia casella di posta elettronica: annalisa.agazzi@gmail.com o telefonando al numero 338 7595064. Per chi interessato, a novembre terrò un corso di due giorni presso il Centro Óntos di Chiuduno sui principi di base del Feng Shui.”


Inoltre: rinfrescatori e riscaldatori infrarossi per esterni

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RECUPERO CREDITIEUTILITIES Come intervenire in tempo di crisi a cura di di Jose Terreni - Amministratore Unico di ISI Italia srl

IL SETTORE Il settore delle utilities è solitamente identificato con quello che raggruppa le imprese di erogazione e gestione di servizi pubblici e ambientali, quali: - la distribuzione di energia (gas e luce); - la gestione dell’acqua; - lo smaltimento dei rifiuti, ecc. ecc. È un settore che negli ultimi anni ha subìto profondi cambiamenti conseguenti a processi di liberalizzazione del mercato dell’energia e alla trasformazione di aziende ex municipalizzate in società per azioni, di cui alcune quotate in borsa. Questi sconvolgimenti hanno consentito l’ingresso di Jose Terreni operatori stranieri che, con il loro know-how gestionale, hanno stimolato una efficace competizione tra gestori che ha comportato servizi più efficienti per i clienti finali. Il risultato è stato che il Cliente, non più consumatore, è stato posto al centro di processi sofisticati di comunicazione attivati per assicurarsi la sua soddisfazione e la conseguente fidelizzazione.

Non si sono risparmiati richiami ad elementi emotivi quali ”..l’energia pulita…l’energia eco sostenibile ecc. ecc.” così come a probabili impegni sociali delle imprese del settore per massimizzare un livello sempre qualitativo ed ampio di servizi. Questo ha comportato un volume d’affari di oltre 50 miliardi di Euro all’interno del quale il 60% delle imprese presenta un fatturato inferiore a 10 milioni di Euro rappresentando in tal modo solo il 2% del settore. Questi indici sono i segnali della presenza di una miriade di piccole e medie società, per lo più operanti sui mercati regionali, che con l’affacciarsi della crisi economica di questi ultimi anni hanno per prime risentito delle difficoltà economiche e finanziarie dei propri clienti finali. IL PESO DEI MANCATI INCASSI Studi ufficiali indicano che i crediti non riscossi di imprese operanti nel settore delle utilities rappresentano cifre colossali, come ha riportato con chiarezza il Corriere della Sera del 28 settembre scorso. E il dato è in continuo e impressionante crescita. Va da sé che se almeno il 60% di tali crediti venisse recuperato, buona parte dei problemi legati alla ridu-


zione delle tariffe verrebbe risolta. TEMPESTIVITÀ DELL’INTERVENTO Affidare all’esterno il recupero dei crediti non rappresenta di per sé una efficace soluzione se si tratta semplicemente di un trasferimento di tale attività da una struttura interna ad una esterna, anche qualora quest’ultima fosse costituita da un service dedicato. Né tantomeno è un’efficace soluzione quella di cercare di ridurre i costi sostituendo semplicemente la rigidità dei costi aziendali fissi con la flessibilità dei costi variabili. UNA MODALITÀ NON VALE L’ALTRA: È L’ESATTORE PROFESSIONISTA LA FORMULA VINCENTE La recuperabilità del credito che si concretizza poi in una effettiva quantità di danaro recuperata, è una funzione variabile connessa sia alla capacità del debitore di dar seguito al pagamento, sia al tempo necessario per ottenerlo. Ne deriva che il livello di recupero e il tempo necessario per conseguirlo sono strettamente legati alle modalità utilizzate, ovvero alle diverse tecniche di recupero del credito. La crisi finanziaria generale, con il conseguente peggioramento delle condizioni economiche dei debitori, ha ridotto

l’efficacia di recuperi epistolari o telefonici “fai da te”. Infatti, in tema di recupero dei crediti, l’attività affidata a professionisti remunerati a risultato ottenuto comporta esiti decisamente più performanti, poiché la sistematicità del recupero ‘domiciliare’ (abitazione o azienda che sia) amplifica e personalizza la pressione sul debitore travalicando la semplice richiesta d’incasso. Ha scritto Il Cittadino (quotidiano lodigiano) del 22 maggio 2013: “Bollette: recuperati 700000,00 Euro. I dati parlano chiaro, come confermano i numeri legati ai risultati raggiunti dall’azione di recupero crediti della società specializzata Isi Italia. Parlano chiaro e indicano che finora l’azienda ha recuperato il 55% delle bollette insolute per quanto riguarda il gas e il 44% delle bollette insolute di igiene urbana; a queste si deve aggiungere rispettivamente un 5% e un 10% relativi a utenti che hanno concordato direttamente un piano di rientro scaglionato…” Questi dati non devono stupire: la preparazione e la professionalità raggiunta da alcuni esperti recuperatori del credito aiuta a concertare forme di rientro compatibili con i vari interessi in gioco, non ultimo quello di evitare inutili e spesso onerosi interventi giudiziali.


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IL RADON E LA SALUTE Di Loredana Iannuzzi

Rivolgiamo alcune domande ad un esperto, il Dr. Pietro Imbrogno, Direttore Area salute e Ambiente – Dipartimento Prevenzione Medico – ASL di Bergamo, Via Borgo Palazzo 130.

Dr. Imbrogno che cos’è cos’è il Radon?

Gas nobile radioattivo inodore, incolore, insapore presente in natura, deriva dal decadimento del Radio nella serie dell’Uranio 238. È quasi costantemente presente nel suolo e nelle rocce in cui sono presenti i suoi precursori. Rilasciato Dr. Pietro Imbrogno in atmosfera si disperde rapidamente. Nei luoghi chiusi e scarsamente ventilati si concentra e può raggiungere livelli rilevanti. Alcuni suoi prodotti di decadimento a vita brevissima (Po 218 e Po 214): a) emettono radiazioni alfa durante il decadimento; b) sono ritenuti responsabili del maggior danno tissutale e dell’induzione del cancro polmonare; durante il decadimento le particelle alfa sono emesse in prossimità dell’epitelio bronchiale che non offre una sufficiente protezione dalle radiazioni, contrariamente a quanto avviene a livello cutaneo. La principale fonte di emissione di Radon è rappresentata dal suolo (8590%). Solo secondariamente i materiali di costruzione e l’acqua. La sua penetrazione negli edifici avviene attraverso pavimentazioni e pareti a contatto con il suolo non ben isolati, fratture e fissurazioni, tubature non sifonate, canalizzazioni non sigillate. L’inadeguata ventilazione dei locali, impedendone la dispersione all’esterno, ne favorisce l’accumulo.

È vero che è responsabile del 10% dei tumori polmonari, seconda causa dopo il fumo?

Il rischio sanitario è legato ad esposizione per via inalatoria. L’organo maggiormente colpito è il polmone. L’esposizione a Rn è importante fattore di rischio per carcinoma polmonare. Il rischio è legato alla concentrazione di Radon ed al tempo di esposizione. Si stima (in USA) che il 15-20% di carcinoma polmonare sia causato da esposizione a Radon (contro un 80% circa da esposizione a fumo di sigaretta), in Italia la stima varia tra il 5 e il 16 %. Risulta dunque essere la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo, inoltre è stata dimostrata un’azione sinergica tra fumo e Radon.

È stato effettuato sul territorio un monitoraggio o una mappatura e se sì, da parte di chi? Con quali risultati?

Sì, in periodi diversi: le prime misure sono state effettuate nel periodo 1989-1990 (campagna nazionale: 185 abitazioni in 10 Comuni in Provincia di Bergamo), la seconda campagna nel periodo 1993-2000 (ha interessato 199 Comuni con circa 630 misurazioni) e più recentemente sono state effettuate 2 campagne di misurazione da ARPA e ASL: 1. Campagna ASL -ARPA periodo 2003-2006 (594 misure/punti indagati in 132 edifici scolastici distribuiti in 93 Comuni) Approfondimenti nelle scuole nel 2007 (16 scuole) 2. Campagna ASL- ARPA periodo 2009-2010 ( 31 Comuni interessati 610 misure - 305 per semestre) La prima mappatura nazionale 1989-1991 ha portato a stimare una media nazionale di concentrazione di Radon indoor pari a 70 Bq/m³; - In Lombardia, la media regionale è risultata pari a 116 Bq/m³; - Le maggiori concentrazioni di Radon rilevate in provincia

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di Bergamo e di Sondrio; - La prevalenza di abitazioni con concentrazioni di Radon superiori a 400 Bq/m³ è stata stimata essere attorno al 2.5%. Dalle elaborazioni dei dati (anni 2003-2006) sulle concentrazioni medie annuali di Radon nei 3.650 locali in cui sono state effettuate le misurazioni, è risultato che: - la distribuzione del Radon nelle abitazioni lombarde è disomogenea: i valori più alti si registrano in zone situate nella fascia nord della regione, nelle province di Sondrio, Bergamo, Varese, Lecco, Como e Brescia, mentre nell’area della pianura padana la presenza di Radon è molto bassa; - i valori medi annuali di concentrazione di Radon nelle abitazioni sono risultati compresi nell’intervallo 9 – 1796 Bq/m³; - la media aritmetica regionale è risultata di 124 Bq/m³, - il 15 % dei locali indagati presenta valori superiori a 200 Bq/m³ (Limiti per nuove abitazioni) e il 4,3% presenta valori superiori a 400 Bq/m³( Limiti per le vecchie abitazioni).

Sul nostro territorio dove sono le maggiori concentrazioni?

I risultati delle indagini effettuate da ASL e ARPA negli anni 2003-2007 e successivamente nel 2009-2010 hanno evidenziato in Provincia di Bergamo livelli alti di Radon in Val Seriana e in Val Brembana (valori superiori a 400 Bq/mc, in più di 40 comuni, soprattutto nella zona montana).

Si può debellare o diminuire in qualche modo la presenza di tale sostanza?

L’esposizione al Radon negli edifici può essere minimizzata aumentando la ventilazione negli ambienti chiusi e limitando la permanenza delle persone nei locali in cui la concentrazione di Radon risulti più elevata. In alcuni casi si deve anche intervenire sulle caratteristiche costruttive dell’edificio, (vedasi Linee Guida per la prevenzione delle esposizioni al gas Radon in ambienti indoor- Regione Lombardia DDG S N. 12678 del 21/12/2011). Regione Lombardia, con decreto n. 12678 del 21/12/2011, ha adottato le Linee Guida per la

prevenzione delle esposizioni al gas Radon in ambienti indoor. L’iniziativa, grazie anche alla collaborazione dell’ASL di Bergamo, si inserisce tra le azioni finalizzate alla tutela della salute del cittadino e persegue l’obiettivo di ridurre l’incidenza del tumore polmonare. Il documento, che rappresenta uno strumento operativo per i Comuni, per i progettisti e per i costruttori di edifici, fornisce indicazioni e suggerimenti riguardanti la realizzazione di nuovi edifici Radon-resistenti e le azioni per ridurre l’esposizione al gas Radon nel caso di edifici esistenti, in sinergia con gli interventi finalizzati al risparmio energetico. Le Linee Guida costituiscono peraltro direttiva, ai sensi dell’art.124 della l.r. n. 33/2009. A tal fine una specifica informativa (allegata nota n. 37800 del 27/12/2011) è stata inviata ai Comuni lombardi, per sollecitare l’inserimento nei Regolamenti Edilizi Comunali di specifiche norme tecniche. Al fine di agevolare l’attività dei professionisti sono resi disponibili gli schemi tipo ad alta risoluzione, liberamente utilizzabili nella progettazione a condizione di citarne la fonte (Sito Regione Lombardia). Le tecniche di mitigazione/risanamento: - Tecniche Preventive, applicabili in edifici di nuova costruzione. Predisposizioni impiantistiche; - Tecniche Provvisorie, applicabili temporaneamente in attesa dell’applicazione di Tecniche di Rimedio definitive; - Tecniche di Rimedio, applicabili in edifici già realizzati laddove si sia verificata la presenza dell’inquinante. Le tecniche di controllo dell’inquinamento indoor da gas Radon possono essere schematicamente riassunte in: - barriere impermeabili: evitare l’ingresso del Radon all’interno degli edifici con membrane a tenuta d’aria; - depressione alla base dell’edificio: intercettare il Radon prima che entri all’interno degli edifici aspirandolo per espellerlo poi in atmosfera; - pressurizzazione alla base dell’edificio: deviare il percorso del Radon creando delle sovrappressioni sotto l’edificio per allontanare il gas.

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comunque utile, si è proposto un testo di riferimento come sintetica “traccia” della norma da inserire, che dovrà richiamare come criteri e modalità tecniche da applicare, le Linee Guida Regionali recentemente approvate. Si sono sollecitati, sia nel 2012 che per quest’anno , i Comuni, a dare riscontro al nostro “invito” e di comunicare gli estremi dei provvedimenti di aggiornamento/integrazione del proprio regolamento edilizio. Infine teniamo a sottolineare che la prevenzione si può e si deve fare con il concorso di molteplici figure e conoscenze: non solo sanitarie ma, come in questo caso, con il concorso di architetti, ingegneri. Siamo convinti che la salute si tuteli anche (e forse soprattutto) con interventi di natura non strettamente sanitaria, ad esempio con una corretta pianificazione urbanistica ed inoltre anche ad una pianificazione del territorio favorevole a corretti stili di vita.

Visto la pericolosità di questa sostanza i Comuni bergamaschi sono stati invitati ad inserire una normativa nei regolamenti edilizi? Quale? E chi si occupa che venga applicata?

L’ASL di Bergamo ha già da tempo attivato una serie di iniziative ed interventi volti alla prevenzione e alla tutela della salute della popolazione legati agli effetti nocivi del Radon. Più recentemente ha organizzato un Convegno nel gennaio 2011 ed un seminario nel novembre 2012 per illustrare la pericolosità del Radon, i risultati della mappatura , i dati sanitari generali e locali , gli interventi di prevenzione e i risultati con i costi e benefici degli interventi di risanamento in alcuni edifici scolasti della bergamasca, che hanno permesso di ridurre il Radon di una concentrazione dal 40% al 90% rispetto al valore iniziale prima della bonifica. Tra gli interventi di prevenzione dell’ ASL si richiamano i pareri e le osservazioni di competenza formulati sui Piani di Governo del Territorio (PGT) e sui Regolamenti Edilizi, nonchè esperienze pilota di risanamento su alcuni edifici scolastici realizzate in collaborazione con ISS, Regione, Politecnico di Milano e Università di Venezia. Anche sulla base di queste attività ed esperienze la Regione Lombardia ha predisposto delle Linee Guida tecniche, approvate con DDGS n. 12678 in data 21/12/2011 e relativa Circolare regionale n. H1.2011.0037800 del 27.12.2012, applicabili a tutti gli edifici di nuova costruzione e agli interventi di ristrutturazione sul patrimonio edilizio esistente. La Regione sollecita i comuni ad attivare procedure di revisione dei Regolamenti Edilizi inserendo specifiche norme per la prevenzione dell’esposizione a gas Radon negli ambienti confinati. Nell’evidenziare che tale proposta si pone in perfetta coerenza e continuità con le iniziative di questa ASL già sopra richiamate, si è ritenuto necessario che i Comuni che ancora non avessero provveduto a dotarsi di specifiche norme per la prevenzione e il risanamento relative al Radon, si attivassero in merito, nei tempi tecnico/amministrativi più veloci possibili, fermi restando i termini ultimi proposti dalla Regione (dicembre 2014). Il Servizio di Medicina Ambientale e gli Uffici Territoriali di Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione Medico di questa ASL si sono resi disponibili per fornire la collaborazione e l’assistenza eventualmente necessarie. Ritenendolo

Quali sono i costi per il risanamento e per le misurazioni di Radon?

Per il risanamento: per le nuove abitazioni in fase di progetto si stima un costo per proteggere dal Radon di circa 1% del valore della casa. Per le abitazioni esistenti possiamo fare una stima in base ai costi verificati nel nostro progetto di risanamento, naturalmente molto dipende dal tipo di struttura e complessità dell’ edificio, es.: Costo medio per lavori edili per bonifica di una scuola: 10.500,00 € (Range: 9 - 12.000,00 € ). Da 1.000,00 a 2.000,00 € ogni 100 Bq/mc Costi per misurare il Radon: Fonte ARPA - per il sistema Picorad (misure di 48 ore) si parla di 65 euro per il primo dosimetro e 24 per ogni dosimetro successivo; - per i CR-39 (misure di almeno 3 mesi) di 53 euro per il primo dosimetro e 32 per ogni dosimetro successivo; - per il sistema in continuo con Alphaguard (strumento che dà valori di concentrazione di radon a scadenze di 1 ora), 110 euro il primo giorno, 11 ogni giorno successivo, ma bisogna aggiungere i costi di sopralluogo e trasferta (nei due casi precedenti non ci sono perché possiamo spedire o consegnare i dosimetri direttamente al cliente), di solito si parte da 300 euro circa. Alle tariffe sopra citate si deve aggiungere l’IVA. Solitamente si posiziona un dosimetro per ogni locale d’interesse, se di dimensioni contenute come quelli ad uso residenziale.

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Annuario Economico Bergamasco 2013-2014