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annika pettini portfolio


Ecco nei quadri qual era la gran cosa: potevi amarli senza disperazione. Potevi amarli senza dolore, e quelli buoni ti rendevano felice perchè loro avevano quello che cercavi sempre di fare tu.


1990 Nasco ad Alba il 22 settembre. Mia mamma è nata e cresciuta tra queste colline, mentre mio papà porta con sé l’aria della Toscana e quella più fredda del nord: Danimarca. Paese delle mia bisnonna, che mi ha regalato questo nome. Sono cresciuta a Diano d’Alba, un paesino di mille anime sorridenti.

2004–2009

Mi iscrivo, frequento e mi diplomo al Liceo Artistico Pinot Gallizio di Alba.

2009 Iscrizione all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, corso di Didattica dell’Arte, triennale.

2012 Diploma di laurea in Didattica dell’Arte presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nel mese di ottobre.


rallentare luce spazio sensorialita' accumulo liberta' espressiva colore tattilita' mente aperta calore sensibilita' spazio vitale ampio lineare


in viaggio nell’arte


espressione immagini preferisco esprimermi per immagini perche' spiegano meglio di molte parole il mio contributo a questo progetto. stare dietro le quinte, ideare, tagliare e incollare 31 classi 750 bambini per i quali preparare il materiale per permettergli di dare libero sfogo ai viaggi immaginari che scaturiscono dalla loro mente. e poi allestire, chiodo dopo chiodo, il risultato del loro lavoro, perche' possano vedere dal vero quello che prima potevano solo immaginare ricordi dallo stage presso la GAM, Galleria d'Arte Moderna di Torino dal novembre 2011 a maggio 2012


IN VIAGGIO NELL’ARTE Progetto condiviso tra il Dipartimento Educazione della GAM e l’Istituto Comprensivo di via Palmieri - Torino Il progetto didattico In viaggio nell’arte si è svolto a partire dal novembre scorso e si è concluso a marzo. Ha coinvolto 31 classi dell’Istituto Comprensivo di Via Palmieri di Torino, per un totale di oltre 750 bambini dalle classi dell’infanzia (5-6 anni) alle secondarie di primo grado (fino ai 14 anni). Il Dipartimento Educazione della GAM ha elaborato un progetto che affronta il tema del viaggio, inteso non solo come spostamento nello spazio e nel tempo ma come metafora di scoperta, crescita e cammino.L’esposizione raccoglie gli elaborati prodotti dai ragazzi nel corso dei tre incontri in museo, uno di percorso in collezione e due in laboratorio, oltre ad un lavoro svolto in classe, creando una grande istallazione-racconto, un vero e proprio viaggio immaginario scaturito dalla mente dei bambini.


SENSI DEL VIAGGIO Il percorso ha coinvolto 4 gruppi di bambini di 5 anni e 6 classi  prime della scuola primaria nelle sale espositive dedicate all’Informazione e in uno spazio appositamente allestito in sala didattica: la palestra dei sensi. Per i più piccoli il viaggio è inteso come esperienza-conoscenza dell’ambiente, esplorazione. Per questa ragione il percorso e i laboratori hanno messo in rilievo diversi luoghi, poi associati a sensazioni tattili, olfattive, visive, uditive e di gusto ricreate in laboratorio. L’allestimento è formato da centinaia di piccoli sacchetti appesi, che raccontano di ogni bambino il proprio viaggio personale, grazie al disegno e ai materiali in essi contenuti.


RACCONTI DI VIAGGIO Le classi seconde, terze e quarte della primaria hanno approfondito l’aspetto del viaggio inteso come percorso a ritroso nel tempo, prendendo spunto da episodi storici o di narrazione fantastica (dal Marinaio di Otto Dix all’Automobile di Scarpitta) dove alcuni elementi contenuti nelle opere prese in esame diventano storie, spunti per raccontare la propria quotidianità.   Il risultato è un universo di mappe fantastiche e di racconti a parete, da cui emergono storie meravigliose ma anche drammatiche (il viaggio di un bambino profugo dall’Albania).


LA VALIGIA Sei classi della scuola secondaria di primo livello hanno affrontato il tema del viaggio partendo dall’incredibile vicenda umana di Hidetoshi Nagasawa, artista presente nella galleria dedicata all’Anima delle collezioni GAM, che partendo dal Giappone ha affrontato un viaggio in bicicletta lungo un anno che lo ha portato a stabilirsi in Italia. Questa unione tra Oriente e Occidente, insieme alla visione di 4 video d’artista  (di Toccafondo e Marisaldi) ha permesso ai ragazzi di creare il loro personale viaggio. Ne risulta una  pellicola cinematografica immaginaria, realizzata con il montaggio di tre fotografie poi elaborate con il sistema della carta da lucido dipinta. Il viaggio è metafora, allude alla vita in quanto rappresenta un percorso esistenziale del singolo individuo e dell’intera umanità. Attraverso l’educazione, la cultura e l’arte, la vita si arricchisce di emozioni ed esperienze che la rendono sempre e comunque unica.


notte da sogno


Notte da Sogno Progetto in parternariato Dipartimento Educazione GAM Circolo Didattico Franca Mazzarello e la partecipazione della Biblioteca Civica Musicale “A. Della Corte” di Torino. Il progetto didattico Notte da sogno, che ha coinvolto circa 600 bambini del Circolo Didattico Franca Mazzarello in un percorso durato cinque mesLa notte è, come nell’opera di Marc Chagall, Dans Mon Pays, luogo onirico, dove tutto è possibile e si realizza, dove i ricordi dell’infanzia si mescolano e vengono rielaborati e tradotti in una personale simbologia, tramutandosi in visioni fantastiche che sembrano scaturire da fiabe. Altra prospettiva, quella di Pier Paolo Calzolari nell’opera La luna, ma lo stesso presupposto, la stessa suggestione: una finestra aperta sull’esterno, che evoca emozioni, mette in relazione un mondo da scoprire con il vissuto quotidiano. Il percorso in museo si è concluso con l’osservazione dell’opera di Kiki Smith, Woman and Sheep nella quale è ricorrente il richiamo ad elementi narrativi presenti nei racconti per l’infanzia, al cui interno la presenza femminile è una sorta di ritorno allo spazio domestico vissuto o immaginato. In laboratorio i bambini hanno avuto modo di mettersi alla prova e sviluppare competenze tecniche e abilità nei diversi momenti dell’utilizzo e della trasformazione dell’argilla, seguiti da quelli dedicati alla cottura ed alla decorazione.


La sera è il momento di chiusura della giornata e di rientro nel nucleo familiare, dove da sempre il racconto della storia della buonanotte è un rito irrinunciabile, rassicurante e intimo allo stesso tempo. Di esclusiva tradizione orale in passato e oggi trasformata in scrittura grazie all’ampia letteratura dedicata all’infanzia, trova nelle opere di GAM il supporto iconografico ideale per affrontare i diversi aspetti legati al vissuto notturno, primo fra tutti il sogno.


Il tema del sogno è trasversale all’arte e alla letteratura, oltre ad essere, per vocazione, molto vicino al mondo dell’infanzia. Il lavoro in GAM, a diretto contatto con l’arte, ha indagato alcuni aspetti del sogno, nelle declinazioni del fantastico e del narrativo, con l’intento di offrire l’occasione per familiarizzare con una struttura complessa come quella museale. Attraverso il tema individuato, elementi della quotidianità del bambino legati alla notte sono stati utilizzati per scoprire il museo e parte della sua collezione.


mario airò e i grandi intellettuali


Un viaggio che inizia conoscendo il nostro accompagnatore, Mario Airo': i suoi studi, i mentori e i primi passi nel mondo dell'arte; e che prosegue in un percorso attraverso le sue opere. Nonostante le linee sottili ed eleganti i lavori di Airo' non mancano mai di stupire. Grande attenzione agli equilibri ed ai colori, ma soprattutto a coloro che lo ispirano: letterati, musicisti, poeti, filosofi, della storia. Mario Airo'. Nasce a Pavia nel 1961. Vive e lavora a Milano e Radda in Chianti.


“Ripropone l'esperienza, piu' che il dato culturale, prende dalla musica, dal cinema, d a l la letteratura, senza per cit are alla perfezione perche' non molto importante questo, l'importante l'esperienza che si fa. "

Le opere, ma anche le manie e le ossessioni dei grandi i n tellettuali della nostra storia rivivono nelle opere di Mario AirO' e si manifestano sotto forme del tutto nuove e profondamente legate allo spazio in cui sorgono.


Per questo "vagabondo" (cosi' e'stato definito) del mondo e dell'arte, la sinergia tra opera e ambiente e' fondamentale al punto che sembra quasi di poter scorgere Ezra Pound passeggiare per le strade di Zurigo o Marsilio Ficino per quelle di Torino.

“E' inutile restare seduti a pensare in uno studio, che poi diventa una stanza vuota. Penso sia meglio uscire. Ci sono cose fuori che, meglio di tante riflessioni, ci aiutano a spiegare cio' che abbiamo dentro."


mentori


Lasciarti in pace! Non è difficile, ma come potrò io lasciare in pace me stesso? A noi occorre non essere lasciati in pace! Abbiamo bisogno di essere veramente tormentati una volta ogni tanto! Da quanto tempo non c'è più qualcosa che ti tormenti? Che ti tormenti sul serio, per qualcosa che conti realmente?

La chiusura lampo ha spodestato i bottoni e un uomo ha perduto quel po' di tempo che aveva per pensare, al mattini, vestendosi per andare a lavoro, ha perso un'ora meditativa, filosofica, perciò malinconica.

...il moto si accelera notevolmente. I libri si fanno più brevi e sbrigativi. Riassunti. Scelte. Digesti. Giornali tutti titoli e notizie, le notizie praticamente riassunte nei titoli. Tutto viene ridotto a pastone, a trovata sensazionale, a finale esplosivo. Ray Bradbury Fahrenheit 451


...quando vado in un museo mi annoio mortalmente, mentre quando vado – che ne so – a Castelseprio, dove c’è una cappelletta con tutto il ciclo intero di Masolino da Panicale, sto benissimo. In quel punto, lì nella cappelletta, c’è un rapporto tra racconto, pittura, maestrìa della pittura, rapporto con l’ambiente, con l’architettura e con la vita di me, che sono lì dentro, che è in qualche maniera incredibile e dove, appunto, il reale si fa corpo molle al virtuale. Questo è il mio sogno, quello che io cerco di fare ogni volta è ricostruire un’esperienza dove si ammorbidiscono ,e cose, le situazioni, gli ostacoli.

Mario Airò


È la fusione tra il primo e il secondo paradiso. Il primo è il paradiso in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di prodotti artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altra forma di artificio. Si è formato un vero e proprio mondo artificiale che, con progressione esponenziale, ingenera, parallelamente agli effetti benefici, processi irreversibili di degrado a dimensione planetaria. Il pericolo di una tragica collisione tra la sfera naturale e quella artificiale è ormai annunciato in ogni modo1. 
Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra, congiuntamente all’impegno di rifondare i comuni principi e comportamenti etici, in quanto da questi dipende l’effettiva riuscita di tale obiettivo. 
 Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. 
Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale. 
Il Terzo Paradiso è raffigurato simbolicamente da una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito. Con il “Nuovo Segno d’Infinito” si disegnano tre cerchi: i due cerchi opposti significano natura e artificio, quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso.” Michelangelo Pistoletto Terzo Paradiso


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