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Sono anni che corro e mi sono accorto di essere ancora al punto di partenza! Robe da matti!! E’ come se mi trovassi in una città che non conosco e gira che rigira ritorno sempre daccapo! Ho sentito che quassù siamo quasi a 600 metri sul livello del mare; chissà che non sia la volta buona per guardare dall’ alto il gioco di strade laggiù e per individuare la mia strada e buttarmi poi a correre con tutta la forza dei miei muscoli. Voglio rimanere in testa e tirare, tirare quelli che hanno il fiato corto! Per questo domando ai miei amici che sono venuti quassù: quando tento di pregare non disturbatemi! quando studio i miei piani di marcia non mi fate confusione; quando dico o faccio qualche sciocchezza, non sprofondatemi con le vostre risate ironiche; Quando dormo lasciatemi sognare; Quando rompo, ditemelo. Se mi darete una mano in questi giorni, vi sarò riconoscente; sarò felice ancor più e ci scambieremo insieme sogni e progetti. … e se mi verrà voglia di tornare indietro, aiutatemi a vincere la stanchezza e la noia, perché sono sicuro che se vivremo uniti ……..il nostro volo non finirà!!!!!!

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Al terzo mese dall' uscita degli Israeliti dal paese di Egitto, proprio in quel giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. Levato l' accampamento da Refidim, arrivarono al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. (Esodo 19, 1-2) Il Signore aggiunse a Mosè: "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Il quindici di questo settimo mese sarà la festa delle capanne per sette giorni, in onore del Signore. Dimorerete in capanne per sette giorni; tutti i cittadini d'Israele dimoreranno in capanne, perché i vostri discendenti sappiano che io ho fatto dimorare in capanne gli Israeliti, quando li ho condotti fuori dal paese d'Egitto. Io sono il Signore vostro Dio". (Levitico 23, 33-34; 42-43)

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Padre, oggi come sempre fammi trovare il tempo per quello che più conta: aiutarci ad essere felici. Non lasciare che si spenga in me il desiderio di incontrare gli altri e di stare con loro per rendere più abitabile, più accogliente, più umano, il luogo che ci hai donato per vivere.

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Aiutami a non dimenticare che dobbiamo vivere tutti come amici. Fammi ricordare sempre che non mi verrà chiesto il conto di tante cose ma che sarò giudicato sull’amore. Padre, donami la forza di non restare in disparte e isolato ma di essere interessato, sincero, vivace e amico di tutti (letta dai capi) Insegnare a volare non è semplice, Signore. Noi stessi non lo sappiamo fare. Sii tu il nostro gabbiano guida in questa fantastica avventura del campo. Sei tu, Signore, che ci mandi questi ragazzi uno diverso dall’ altro. Fa che riusciamo a capirli, a dialogare con loro, a imparare con loro la gioia di stare insieme. Fammi scoprire, Signore, la legge del mare e dei venti fa che, come i gabbiani, non abbia paura delle tempeste della vita; ma le sappia affrontare con coraggio Sicuro che mi sei vicino quale grande Gabbiano. Signore aiutaci ad essere veri gabbiani guida sempre attenti e disponibili come tu lo sei stato per gli apostoli. Siamo qui tanti capi, ragazzi e ragazze diversi, ma con un unico obiettivo: Rendere felici i ragazzi e fare in modo che essi riescano a conoscerti meglio come il vero Gabbiano della loro vita. Aiutaci a capirci tra di noi, a parlare la stessa lingua con i ragazzi. Fa o Signore, che sappiamo stare insieme, volare insieme, aiutandoci, rispettandoci dando l’esempio di uno vero stormo.

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Una goccia d’acqua sale i gradini della scala. La senti?...Piano, piano viene su, gradino per gradino. Non siamo stati noi adulti, raffinati, sensibilissimi, a segnarla bensì una servetta, squallida piccola ignorante creatura. Ma come rintracciare una goccia in piena notte anche se le orecchie dei condomini restano tese per ascoltarla. Certe notti la goccia tace e in altre battono i cuori, allorché il tenero passo sembra toccare la soglia ma poi ci si sente più sicuri quando è ormai passata davanti alla tua porta e al sole del mattino tutti si sentono più forti e per questo chi prende più sul serio questa storia! Qualcuno sente solo un ticchettio leggerissimo, flebile eco attraverso i muri. Meglio sentirlo, il rumore, piuttosto che passare le notti nel dubbio se ci sia o meno. Che strana vita, non puoi nemmeno persuadere gli altri, delle altre case, i quali non sanno. Non è uno scherzo, si dicono i condomini, trattasi proprio di una goccia d acqua, che di notte viene su per le scale, misteriosamente, di gradini in gradino . (Liberamente tratto da: Il meglio dei racconti, Una goccia, Dino Buzzati, Mondatori) Parlare di fede oggi, in un contesto pluriculturale, dinamico e troppo spesso attento solo all‘utile , è un impresa davvero ardua. Eppure la fede non è qualcosa di astratto, indecifrabile, fuori dal mondo, ma è parte di noi, è il nostro vivere quotidiano che cerca il senso (quello vero) delle tante cose che facciamo, è il nostro continuo affidarci agli altri (amici, genitori, amori, desideri, attese) segni evidenti (per chi sa ascoltare e accogliere) dell’Altro che è Dio. La fede è quindi come una piccola goccia d’acqua che saltella controcorrente, nessuno la vede ma tutti la sentono (vivono). Anche noi, condòmini del mondo, potremmo pensare di sentirci più tranquilli quando non ne percepiamo il rumore (è meno impegnativa la vita!) eppure ti accorgi che, se cerchi la verità dentro e fuori di te, non puoi non sentirlo il suo rumore ed evitare così di passare notti nel dubbio, ma non per paura ma perché ne va della mia vita (che vive già di fede!) che merita di essere vissuta pienamente.

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DIPENDE (Jarabe de Palo; Jovanotti) & o di quanto siano relative le verità assolute. Che il bianco sia bianco che il nero sia nero Che uno e uno siano due Che la scienza dice il vero Dipende E che siamo di passaggio Come nuvole nell’aria Che si nasce e poi si muore In questa vita straordinaria...dipende Dipende, da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende. Ma che bello è questo amore Specialmente in primavera Che domani sorge il sole Perché siamo in agosto...dipende E che più che passa il tempo E più il vino si fa buono E quest onda fa su e giù E ti porta giù e su...dipende Dipende, da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende. Non ho mai vissuto niente Che mi piaccia come te E non troverai nessuno Che ti ami come me...dipende E se tu dirai di si Con il suono della voce Mi vedrai come morir Inchiodato alla tua croce...dipende Dipende, da che dipende, Da che punto guardi il mondo, tutto dipende

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)* Una voce dice: "Grida" e io rispondo: "Che dovrò gridare?". Ogni uomo è come l' erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l' erba, il fiore appassisce quando il soffio del Signore spira su di essi. Secca l' erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura sempre. (Isaia 40, 6-8)

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Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così l' erba del campo, che oggi c' è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l' animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta. (Luca12, 27-31)

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Signore, sarebbe bello vivere uniti conoscendosi, aiutandosi, e così, insieme, costruire un mondo più bello. Sarebbe bello… E sarebbe facile se tutti, un bel giorno, si mettessero d’accordo e decidessero di stare ai patti. Invece…Se uno comincia a diventare più altruista, subito gli altri cercano di approfittarsene. Se uno non risponde alle offese con le offese, viene chiamato ingenuo. Se uno dona senza pretendere di essere ricambiato, viene chiamato illuso. Se uno non si arrende di fronte all’egoismo e alla cattiveria, viene preso in giro e dichiarato un povero fesso.

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Allora, Signore, ci tiriamo indietro, aspettando che comincino gli altri. Così torna la noia, la tristezza, torna l’insoddisfazione. Signore, aiutaci a capire che, sempre, è meglio dare che ricevere, e che solo così possiamo vivere a pieni polmoni

! In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero: "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!". Ed egli rispose loro: "Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? (Matteo 15, 1-3)

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Ti preghiamo Signore Di poterci conoscere sempre meglio E comprenderci nei desideri e nei limiti. Perché nessuno di noi Nel costruire la propria vita Impedisca all’ altro di vivere la sua. Perché a nessuno sfuggano i momenti Di stanchezza, di disagio, Di preoccupazione dell’ altro. Perché ciascuno di noi senta e viva la necessità degli altri. Perché le opinioni personali non ci dividano, ma ci uniscano nella ricerca della verità e del bene. Perché viviamo insieme momenti di gioia e di sofferenza e ciascuno voglia il bene degli altri e si adoperi per esso. Perché siamo sensibili, aperti, disponibili alle necessità della Chiesa e lievito evangelico per il mondo. Perché l’eucarestia, convito di amore fraterno, sia pozzo a cui attingere luce e coraggio da donare ai fratelli. Signore, fa che vivendo il tuo amore giungiamo a te, nostro fine eterno.

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Signore, il sole è sorto e mi metti in mano una nuova esperienza. Sarà bella? Sarà noiosa? Sarà utile? Non lo so ancora. Però son certo Che molto dipende da me. Questo fammelo capire… Perché spesso rischio di aspettarmi tutto dagli altri: tutto da Te. Fammi sentire responsabile di quello che faccio. Tu che hai creato l’uomo Senza chiedergli il permesso Ti sei però subito legato le mani E non gli puoi fare niente Se non lo vuole Signore Aiutami a spalancare gli occhi Per vedere dove mi trovo E chi avrò vicino Signore Aiutami a drizzare bene le orecchie Per raccogliere tutte le voci Che la vita mi invia E a rispondere con coraggio e fantasia.

" Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! (S. Paolo ai Filippesi 4, 4-5)

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Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l' aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato. (S. Paolo ai Corinzi 9, 24-27)

Un guerriero della luce condivide con gli altri tutto ciò che conosce del cammino. Chi aiuta, viene sempre aiutato, e ha bisogno di insegnare ciò che ha appreso. Perciò egli si siede intorno al fuoco e racconta com’è andata la giornata di lotta. Un amico gli sussurra: “Perchè parlare tanto apertamente della tua strategia? Non vedi che, comportandoti così. Corri il rischio di dover dividere le tue conquiste con altri?” Il guerriero si limita a sorridere, e non risponde. Sa che, se giungerà alla fine del viaggio in un paradiso vuoto, la sua lotta non avrà avuto alcun valore. Da “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho

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Padre, creatore del mondo, accolgo con gioia questa nuova giornata che Tu crei per me e che mi chiami a creare con Te. Prendo il tuo dono nelle mie mani, nel mio cuore, nella mia mente. Lo vivrò fino in fondo con impegno e riconoscenza. Stammi vicino. Dammi orecchi per ascoltarti e occhi per vederti nelle cose, nei fatti, nelle persone. Nel gioco, nello studio, nel lavoro fa’ che io mi impegni nella gioia perché tutti possano lodarti come Padre e creatore. E quando ti riconsegnerò i frutti del mio impegno, fa’ che io non possa rimproverarmi di aver sciupato il tuo dono. Stammi vicino

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"Maledetto l' uomo che confida nell' uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. Benedetto l' uomo che confida nel

Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l' acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell' anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti. (Geremia 17, 5-8)

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere. (Matteo 7, 15-20)

! L’unico strumento dell’uomo primitivo erano le mani. Ormai siamo abituati ad avere mille comodità e non ci rendiamo nemmeno conto del gran dono che Dio ci ha fatto. Sarebbe troppo lungo ad elencare le cose che si possono fare con le mani, sia in bene sia in male, ma proviamo a pensare a come faremmo a vivere senza mani.

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Nel mondo esistono moltissime persone che sono senza mani o che soffrono di malattie che gli impediscono di usarle come vorrebbero. PROVIAMO A STARE ANCHE SOLO DIECI MINUTI SENZA USARE LE MANI E PER QUALSIASI COSA DOVER DIPENDERE DA UN ALTRO PER I NOSTRI BISOGNI………. ANCHE SOLO PER GRATTARSI IL NASO Ma Gesù come usava le mani…Quando era bambino le usava per fare tutte quelle cose che facciamo noi. Gesù era Dio e al posto magari adoperare le mani per mangiare poteva far in modo che il cibo gli andasse direttamente in bocca. Non dimentichiamoci poi che Gesù, fino ai trenta anni aiutava san Giuseppe che faceva il falegname. Avrebbe potuto con un miracolo, fare il lavoro di un po’ di giorni e così passare le giornate a fare niente. Gesù ha sempre adoperato le mani per fare del bene, per fare delle cose buone. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Mc. 6,2 Le mani di Gesù avevano lavorato, guarito, fatto miracoli, benedetto, e poi sono state inchiodate. Ed un' unica volta si sono alzate per cacciare quelli che profanavano il Tempio: Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri». Mt. 21,12-13 Ma subito dopo: Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. Mt. 21,14 Affidarsi alle mani di Dio non deve essere solo un modo di dire.

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Un giorno la mamma mandò Carletto a comperare il pane e quando arrivò a casa il papà per premiarlo gli mise davanti una scatola di caramelle e gli disse: prendi tutte quelle che ti stanno in mano. Carletto allora disse al papà: è meglio che me le dia tu!. Perché? chiese il papà…..perché tu hai le mani più grandi. Quando preghiamo, non misuriamo le nostre domande con la piccolezza della nostra fede. Ricordiamoci sempre che, le mani che Dio usa per farci dei doni, sono sempre più grandi di come possiamo immaginare noi.

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"" ! Signore, io sono uno di quelli che se la cavano bene ad andare in montagna. Mi piace, ci riesco con facilità. Ma da quanto mi hai detto prima, sembra quasi che tu voglia imbrigliare le mie doti alpinistiche. Mi chiedi di tenere il passo di chi fa fatica, di fare il mio turno a portare lo zaino, di incoraggiare chi ha il fiatone. Spesso sono tentato di pensare che fare così vuol dire rovinarsi la gita. Aiutami a capire che tutto devo fare per amore, anche un’ escursione in montagna. Fa che gusti di più la gioia di arrivare insieme che il vanto di creare il vuoto dietro di me. Perdona il mio orgoglio e la mia scarsa attenzione agli altri. Per molti la gita è una possibilità di sfoggiare capacità atletiche di resistenza. Per qualcuno la massima preoccupazione è di arrivare per primo in cima. “Primo” davanti a Dio è chi si fa ultimo per aiutare chi fa fatica a tenere dietro al passo

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# ! Non spostare, Dio, la montagna. Dammi la forza di scalarla. Non smuovere per favore questo ostacolo, fammelo facilmente superare. Non sarà facile la mia vita, del resto non me l’hai mai promesso. Ma quando la tribolazione si fa presente, non permettere che mi allontani da Te. Quando il peso si fa greve, tanto greve da essere insostenibile, non voglio allora arrendermi, perché mi promettesti d’ incontrarmi all’altare della preghiera. Non spostare, Dio, la montagna Assieme ai miei fratelli troverò la forza di scalarla.

! Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: "Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell' arte della guerra. Casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore. (Isaia 2, 2-5)

In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. - 15 -


Benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. (Luca 6, 12-15; 2836)

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Insegnaci, Gesù, a portare intorno a noi pace e gioia. Fa’ che scopriamo le cose belle che possiamo fare, per far diventare i nostri paesi e le nostre città più belli, più allegri, più sereni. In famiglia anche noi possiamo aiutare papà e mamma a vivere come piace a Te. In parrocchia il nostro gruppo può aiutare la comunità a volersi bene e ad accogliere chi cerca amicizia. Per le strade, nei negozi, al parco giochi, possiamo aiutare la gente a sorridersi, Gesù, tu hai bisogno anche di noi, per costruire il mondo più bello e la comunità dei tuoi amici, che sono tutti. Ti doniamo mani e cuore, intelligenza e fantasia per aiutarti a costruire già tra noi il tuo cielo nuovo, in una terra nuova.

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" Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l' Oreb. L' angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!". Riprese: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!". E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. (Esodo 3, 1-6)

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Signore, quanti desideri dentro di noi: essere simpatici, liberi, sani, belli, diversi, alla moda... Non ce le hai messe Tu queste voci nel cuore? Signore, di’ la verità, a Te non dispiacerebbe per niente se tutti gli uomini riuscissero a vivere al massimo della felicità? Sei Tu, Signore che ci hai creati per vivere liberi, sereni, felici. Il guaio è, Signore, che noi cerchiamo la felicità partendo dal di fuori, comperando e ammucchiando cose su cose. Motorini, jeans, dischi, dentifrici, profumi... Quanti prodotti ci promettono di colmare i nostri desideri! Ma essi rimangono sempre là, insoddisfatti. Aiutaci, Signore, a correre ogni giorno dietro ai nostri desideri più belli, ma senza comperare troppe cose... perché la felicità comincia da dentro.

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Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. (Genesi) Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. Hai messo più gioia nel mio cuore di quando abbondano vino e frumento. In pace mi corico e subito mi addormento: tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare (Salmo 4)

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" $ Noi crediamo in Te, Signore, ma Tu aiutaci a comprendere la ricchezza che hai seminato in ciascuno di noi. Aiutaci, Signore, perché alla nostra età è difficile credere di avere una ricchezza dentro. Viviamo dei ricordi dell’infanzia, di sogni e di speranze del futuro… Ma, ora, cosa abbiamo? Né piccoli, né grandi… Bisognosi degli altri, ma diffidenti per timore di essere giudicati e presi in giro. Desiderosi di fare, ma pigri e incostanti... Alla nostra età, Signore, è difficile. Aiutaci a comprendere che non saremo una ricchezza domani, ma lo siamo oggi, nel pieno della nostra vita.

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Così disse il Signore a Geremia: "Va'a comprarti una brocca di terracotta; prendi alcuni anziani del popolo e alcuni sacerdoti con te ed esci nella valle di Ben-Hinnòn, che è all' ingresso della Porta dei cocci. Là proclamerai le parole che io ti dirò. Tu poi, spezzerai la brocca sotto gli occhi degli uomini che saranno venuti con te e riferirai loro: Così dice il Signore degli eserciti: Spezzerò questo popolo e questa città, così come si spezza un vaso di terracotta, che non si può più accomodare. Allora si seppellirà perfino in Tofet, perché non ci sarà più spazio per seppellire. (Geremia 19, 12; 10-11) Divise i trecento uomini in tre schiere, consegnò a tutti trombe e brocche vuote con dentro fiaccole; disse loro: "Guardate me e fate come farò io; quando sarò giunto ai limiti dell' accampamento, come farò io, così farete voi. Quando io, con quanti sono con me, suonerò la tromba, anche voi suonerete le trombe intorno a tutto l' accampamento e griderete: Per il Signore e per Gedeone!". Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all' estremità dell' accampamento, all' inizio della veglia di mezzanotte, quando appena avevano cambiato le sentinelle. Egli suonò la tromba spezzando la brocca che aveva in mano. Allora le tre schiere suonarono le trombe e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra e con la destra le trombe per suonare e gridarono: "La spada per il Signore e per Gedeone!". Ognuno di essi rimase al suo posto, intorno all' accampamento; tutto il campo si mise a correre, a gridare, a fuggire. Mentre quelli suonavano le trecento trombe, il Signore fece volgere la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto l' accampamento. L' esercito fuggì fino a Bet-Sitta a Zerera fino alla riva di Abel-Mecola, sopra Tabbat. (Giudici 7, 16-22)

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46 Signore, resta con me in questo giorno e anima le mie azioni le mie parole e i miei pensieri. Custodisci i miei piedi perché non passeggino oziosi, ma mi portino incontro alle necessità degli altri. Custodisci le mie mani perché non si allunghino per fare il male, ma sempre per abbracciare e aiutare. Custodisci la mia bocca perché non dica cose false o vane e non parli male del prossimo, ma sempre sia pronto a incoraggiare tutti e benedire te, Signore della vita. Custodisci il mio udito perché non perda tempo ad ascoltare parole vuote e falsità,

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ma sia sempre pronto ad accogliere il tuo misterioso messaggio per compiere, anche oggi, la tua volontà

Ascolta, figlio mio, e accogli le mie parole ed esse moltiplicheranno gli anni della tua vita. Ti indico la via della sapienza; ti guido per i sentieri della rettitudine. Quando cammini non saranno intralciati i tuoi passi, e se corri, non inciamperai. Attieniti alla disciplina, non lasciarla, pràticala, perché essa è la tua vita. Non battere la strada degli empi e non procedere per la via dei malvagi. Evita quella strada, non passarvi, sta'lontano e passa oltre. Essi non dormono, se non fanno del male; non si lasciano prendere dal sonno, se non fanno cadere qualcuno; mangiano il pane dell' empietà e bevono il vino della violenza. La strada dei giusti è come la luce dell' alba, che aumenta lo splendore fino al meriggio. La via degli empi è come l' oscurità: non sanno dove saranno spinti a cadere. Figlio mio, fa'attenzione alle mie parole, porgi l' orecchio ai miei detti; non perderli mai di vista, custodiscili nel tuo cuore, perché essi sono vita per chi li trova e salute per tutto il suo corpo. Con ogni cura vigila sul cuore perché da esso sgorga la vita. Tieni lungi da te la bocca perversa e allontana da te le labbra fallaci. I tuoi occhi guardino diritto

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e le tue pupille mirino diritto davanti a te. Bada alla strada dove metti il piede e tutte le tue vie siano ben rassodate. Non deviare nĂŠ a destra nĂŠ a sinistra, tieni lontano il piede dal male. (Proverbi 4, 10-27)

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Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. (Matteo 7, 13-15)

' Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro: oggi Cristo non ha mani. Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi sentieri: oggi Cristo non ha piedi. Cristo non ha mezzi, ha soltanto il nostro aiuto per condurre gli uomini a sé: oggi Cristo non ha mezzi. Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora, siamo l’ultimo messaggio di Dio, scritto in opere e parola.

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Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti. Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille. Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui. C' è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura. C' è anche l' amico che si cambia in nemico e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi. C' è l' amico compagno a tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura. Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso, e parlerà liberamente con i tuoi familiari. Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te e dalla tua presenza si nasconderà. Tieniti lontano dai tuoi nemici, e dai tuoi amici guàrdati. Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c' è prezzo, non c' è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore.

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Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico. (Siracide 6, 5-17) Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. (Giovanni 15, 15) 2+

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Si può essere amici per sempre anche quando le vite ci cambiano, anche quando le feste finiscono e si rompono gli incantesimi. Si può anche venire alle mani poi dividersi li ultimi spiccioli, non parlarsi più, non scordarsi mai, gli amici aprono gli occhi…

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Rit. Che la nostra vita sia ricerca di te, Signore Signore fa che la nostra vita non sia mai chiusa in se stessa.. Che ci sia sempre un varco per l’ attesa. Per evitare di credere che tutto finisce in ciò che siamo e che abbiamo. Signore, fa che i nostri desideri non siamo mai sazi. Che ci sia sempre uno spazio per la fame. Perché il nostro cuore sia inquieto finché non trova te. Rit. Signore, fa che le nostre gioie non siano mai piene. Che ci sia sempre qualcosa che le turba. Perché non smettiamo di cercare la gioia piena che solo tu puoi darci.

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Rit. Signore, fa che le nostre capacità e le nostre pene Non siano mai capaci di chiuderci alla speranza. Perché non smettiamo di credere che tu stai venendo a sollevarci. Rit. Signore fa che le nostre canzoni non siano mai complete. Che ci sia sempre qualcosa che le interrompe, Perché non smettiamo di cercare la canzone che tu sussurri al nostro cuore. Rit. Signore, fa che le nostre feste non siano mai totali. Che ci sia sempre qualcosa che le rovina. Perché non smettiamo di cercare la festa completa che soltanto tu puoi darci. Rit. Signore, fa che la nostra luce non sia mai sufficiente. Che ci sia sempre un angolo buio. Perché non smettiamo di cercare la tua luce, che illumina tutto e vince ogni ombra.

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" Diceva: "Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo

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sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura". Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra".(Marco 4, 26-32) - .

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(Luca 2, 51-52)

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Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si aprĂŹ al sorriso, la nostra lingua si sciolse in canti di gioia. Allora si diceva tra i popoli: "Il Signore ha fatto grandi cose per loro". Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha colmati di gioia. Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, come i torrenti del Negheb.

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Chi semina nelle lacrime mieterĂ  con giubilo. Nell' andare, se ne va e piange, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni (Salmo125)

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libretto preghiere 2008