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ANALISI SEMIOTICA “CABARET”

ANNA PASQUI


L'analisi del film che mi appresto a svolgere è su “Cabaret” del 1972 , regia di Bob Fosse. Il film è tratto da un musical che trionfò a Broadway e che a sua volta si ispirava al romanzo “Addio a Berlino” di Christofer Isherwood. Nel film il regista stempera in parte l'amarezza decadente e si sofferma su personaggi che nel romanzo originale erano quasi dei comprimari (Sally Bowles compresa). Dopo la lettura del romanzo ho deciso di analizzare soltanto il film, dato che i temi trattati erano molto interessanti soprattutto per le inquadrature, il trucco e le musiche.

Introduzione


Berlino, 1931: la vita ai tempi della repubblica di Weimar prima dell'ascesa al potere del partito nazionalsocialista di Hitler. Tema centrale della storia è la relazione tra l'affascinante e disinibita Sally Bowles, che si mantiene facendo la cantante (e all'occorrenza anche la prostituta), ma sogna di sfondare come attrice, e l'ingenuo intellettuale inglese Brian Roberts (Michael York), che si lascia sedurre da lei. Le loro vicende private, e quelle dei vari personaggi secondari, si intrecciano con la descrizione della Germania decadente dei primi Anni '30 e del mondo frenetico del cabaret (il “Kit Kat Club”), un'evidente metafora del disfacimento morale di una società inesorabilmente diretta verso l'abisso. E infatti, mentre la gente affolla i night-club e si crogiola in un'illusoria atmosfera di superficialità e di frivolezza, il nazismo si sta diffondendo in tutto il paese: il popolo inneggia ad Hitler, le persecuzioni contro gli ebrei si fanno sempre più frequenti, e sullo sfondo già si addensano le nubi di un'imminente tragedia.

Sally Bowles (Liza Minnelli) “Io sono egocentrica, capricciosa e... qual è il terzo difetto? Ah sì, mi cullo nella infantile illusione che un giorno diventerò una ricca e Celebre attrice.” Personaggio che sembra essere inconsapevole di ciò che gli accade intorno.

Maestro di Cerimonie (Joel Grey) Personaggio che vuole conquistare il pubblico per distoglierlo dai problemi, narratore interno.

Trama e Personaggi


Il film si apre con i titoli iniziali proiettati su sfondo nero. La sequenza va avanti per circa 40 secondi, dopo di che si inizia a sentire un chiacchiericcio di fondo e compare uno specchio deformante, su cui si vedono delle macchie muoversi (inizialmente in bianco e nero). Altri 40 secondi e lo specchio riflette figure a colori (da macchie a figure, ma ancora deformate dallo specchio). Inizia un rullo di tamburi, nello specchio compare una figura in rosso che si muove (colore che ritroveremo per tutto il resto del film).

Willkommen, Bienvenue, Welcome


La sequenza termina con la comparsa in primo piano (sempre riflesso nello specchio) del maestro di cerimonie. Dapprima serio, poi sorridente. Questo passaggio avviene in 3 secondi e serve a far entrare lo spettatore subito in “medias res”. Con questo cambio di espressione, il personaggio, ci vuole mostrare la drammaticità del tempo, nascosta dall’apparente gioia del cabaret. In questo modo il maestro di cerimonie si rivela come narratore.

A questo punto il maestro delle cerimonie del Kit Kat Club si rivela come personaggio dal ghigno mefistofelico iniziando la sua performance canora in cui invita i clienti a dimenticare le proprie preoccupazioni e ad immergersi nel cabaret, dove “la vita è meravigliosa, le ragazze sono meravigliose”, e l'incubo del nazismo sembra solo un lontano ricordo. Willkommen, Bienvenue, Welcome


Il mondo del cabaret è rappresentato con colori scuri, in contrapposizione alle immagini che rappresentano la vita “reale”. Il regista sembra volerci dire che il vero pericolo è il cabaret, inteso come luogo dove dimenticare i problemi abbandonandosi ad una euforia irresponsabile. La fotografia rispecchia nel migliore dei modi l'atmosfera di crescente pessimismo e malinconia che avvolge l'intera opera. Il trucco pesante delle ballerine ricorda il tratto marcato di alcuni quadri di Kirchner e altri autori dell’espressionismo tedesco.

Espressionismo tedesco


L’insolito tono drammatico dell'intera narrazione è anche merito della cupa fotografia di Geoffrey Unsworth. In alcune inquadrature inserisce dei precisi riferimenti alla pittura espressionista tedesca, come nell'inquietante immagine finale in cui si distinguono le sagome della svastica nazista.

Espressionismo tedesco


Il trucco dei personaggi del cabaret serve dunque a creare una maschera ai veri problemi della società. Sally Bowles ha un trucco pesante anche nella vita di tutti i giorni, sottolineando come il personaggio indossi la maschera anche fuori dal “Kit Kat club”, l’indiffrenza è la caratteristica di Sally.

Sally Bowles: Maschera dell’indifferenza


A cosa serve sedere Soli nella vostra stanza Venite a sentire la musica La vita è un Cabaret, oh si, Venite al cabaret, Posate i ferri (di maglia) i libri, le scope E' tempo per una vacanza La vita è un Cabaret, oh si Venite al cabaret, Venite, assaggiate il vino E ascoltate la banda Fate "squillare le trombe" Cominciate a festeggiare Proprio qui un tavolo v'aspetta Non è necessario millantare profezie di cattiva sorte per poi cancellare ogni sorriso La vita è un Cabaret, oh si Venite al cabaret, Proprio qui un tavolo v'aspetta A cosa serve sedere Soli nella vostra stanza Venite a sentire la musica La vita è un Cabaret, oh si, Solo un Cabaret, oh si Venite al cabaret, Io amo il cabaret"..

Life is a Cabaret


La violenza dei pestaggi nazisti è inserita tra le scene di ballo tirolese all’interno del cabaret. La musica qui assume un ruolo fondamentale, e il continuo cambio di scena “ballo tirolese/pestaggio” fa si che le immagine finale sia più forte.

L’indifferenza del Cabaret


La presenza costante di una figura rossa conferisce circolarità alla trama. La macchia rossa è il male (e il sangue): l’indiferrenza spiana la strada alla tragedia. Nell’ultimo fotogramma il pubblico del “kit kat club” è composto solo da persone che fanno parte del partito nazionalsocialista. La macchia rossa del primo fotogramma si trasforma nella bandiera con il simbolo nazista.

La macchia rossa

Analisi Semiotica Cabaret  

analisi semiotica del film Cabaret