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Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 48) art. 1 comma 1 DCB, Bergamo

Mensile d’informazione agricola e cultura rurale Anno LXIV - n.ro 01 - GENNAIO 2013

I prodotti agricoli bergamaschi spopolano

all’estero


Anno LXIV - n.ro 1 Gennaio 2013

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la novità

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primo piano

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attualità sindacale

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attualità sindacale

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impresa verde

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impresa verde

Un nuovo perdiodico per una nuova agricoltura

Diamo fiducia all’agricoltura

I prodotti agricoli bergamaschi crescono sulle tavole estere

Quote latte: dopo 3 anni torna il rischio multe

Editore Coldiretti Bergamo Direzione e amministrazione 24125 Bergamo - via Mangili, 21 Autorizzazione Tribunale di Bergamo n. 252 del 15/11/1952 Direttore responsabile Gianfranco Drigo Responsabile di redazione Annamaria Fortini stampa.bg@coldiretti.it Hanno collaborato a questo numero Luigi Carminati, Giuseppe Cavallanti, Simonetta Perico, Catello Vitaglione, Roberto Pizzagalli, Ivan Bonomi Grafica Studio Grafico L’Azzurro Telefono 035 31 53 47 Stampa LitoClap s.r.l. 24126 Bergamo - via Carnovali, 31 Telefono 035 31 74 04 info@studiolitoclap.it Poste Italiane Spa Spediz. in abb. post. D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 48) art. 1 comma 1 DCB, Bergamo Pagamento assolto tramite versamento quota associativa

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Decreto sviluppo BIS: le novità per il settore agricolo

Produzioni zootecniche: arriva la nuova polizza pluririschio

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EDITORIALE

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attualità sindacale

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attualità sindacale

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impresa verde

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impresa verde

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impresa verde

Chi sale, chi scende e chi realmente sta in campo

10 punti per la ripresa

OGM: l’Italia attiva la clausola di salvaguardia

L’articolo 62: dopo gli ultimi interventi normativi

IMU: definite le modalità di gestione di rimborsi ed errati versamenti

Impiegati agricoli: ecco gli aumenti contributivi

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impresa verde

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impresa verde

Congedi per la malattia dei figli: le ultime novità

Amianto: dal 2013 sanzioni per la mancata denuncia

impresa verde

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impresa verde

Flash news impresa verde

Denuncia annuale dei rifiuti prodotti e smaltiti nel 2012

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impresa verde

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campagna amica

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vita associativa

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vita associativa

Meno burocrazia per il vino: per l’E-baccus accolte le richieste di Coldiretti

Il gas lascia spazio a stufe e camini

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impresa verde

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vita associativa

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vita associativa

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previdenza

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Legge di stabilità: finanziaria 2013

L’innovazione corre sul filo di “Oscar Green”

Nuovi fattori di successo: concorso del Mipaf per giovani agricoltori

Flash dal territorio

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Le notizie di Coldiretti Bergamo si trovano anche sul sito www.bergamo.coldiretti.it

La modernità della famiglia contadina

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Pensionati: aumenta l’integrazione al trattamento minimo

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Un

NUOVO periodico per una

C

on il primo numero del 2013 Bergamo Coldiretti si presenta con una veste completamente rinnovata. L’impostazione grafica è più curate e moderna, con nuovi spazi di approfondimento legati non solo all’attualità agricola ma anche alla realtà del territorio bergamasco. 48 pagine per analizzare tendenze e informare le aziende, per raccontare le esperienze più significative dell’agricoltura multifunzionale e condividere con i lettori l’azione sindacale di Coldiretti, a partire dall’importante progetto per la Filiera Agricola Italiana. Uno strumento per dare voce alle istanze di un settore in profonda trasformazione, con molti problemi e

NUOVA agricoltura

molte potenzialità, che ogni giorno è capace di esprimere innovazione e creatività, senza dimenticare le tradizioni e i valori che da sempre gli appartengono. Un connubio che suscita l’interesse dei giovani e che la società sta riscoprendo e sempre più apprezzando. In passato poco propenso ad aprirsi, ora il mondo agricolo sta comprendendo l’importanza di comunicare il proprio ruolo e il proprio valore, dando il giusto risalto ai primati e alle eccellenze che è capace di esprimere. Colorato e facile da leggere, il nuovo Bergamo Coldiretti intende mostrare il vero volto del sistema rurale e dare il proprio contributo alla valorizzazione e all’aggiornamento degli imprenditori agricoli, i veri protagonisti delle nuove tendenze

e delle politiche messe in campo da Coldiretti come organizzazione agricola e come forza sociale. Tante notizie per fotografare a un’agricoltura in continua evoluzione, che ogni giorno, nonostante le difficoltà, risponde alla sfida di costruire la storia del nostro Paese e quello straordinario patrimonio del Made in Italy invidiato in tutto il mondo. Con questa ulteriore evoluzione Bergamo Coldiretti, sotto la guida del nuovo direttore responsabile, si propone come un autorevole attore dell’informazione, un periodico utile per gli imprenditori agricoli e per i cittadini attenti alla qualità del cibo, dell’ambiente e della vita in generale. Annamaria Fortini

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Chi sale, chi scende e chi realmente

sta in campo

N di Alberto Brivio Presidente Coldiretti Bergamo

on so quanto possano essere condivise le sensazioni che provo in questi primi giorni di campagna elettorale, ma è fondamentale per me stimolare un confronto aperto a tutti voi, per poter dissipare ogni dubbio e affrontare questo importante appuntamento con la serenità e convinzione che richiede. È evidente che, almeno per quanto mi riguarda, le vicende che hanno caratterizzato il panorama politico nazionale e regionale non contribuiscono a dare una precisa identità ai contendenti. Con la definizione delle varie liste si è assistito a inaspettate scelte di campo che, ove non hanno suscitato perplessità, meritano comunque una riflessione approfondita. In ogni caso prima di cercare di conoscere chiunque ci sta di fronte, è indispensabile avere la piena consapevolezza di noi stessi e di ciò che rappresentiamo, per arrivare, parafrasando lo slogan di un candidato di cui per par condicio non faccio nomi, a lanciarne uno nostro: “Prima noi”. “Prima noi” non tanto per volontà di prevaricazione nei confronti della società di cui siamo parte integrante, ma come rivendicazione della nostra identità e con essa del ruolo che realmente abbiamo e ci compete anche laddove, spesso, non ci è adeguatamente riconosciuto. Tutto questo ci richiama a due esercizi: il primo, di responsabilità, perché nel ri-

spondere a noi stessi rispondiamo alle nostre famiglie, alle nostre aziende, a quanti vivono intorno a noi e anche grazie al nostro lavoro, dividono con noi ciò che produciamo e manteniamo in essere: il cibo, l’ambiente e la cultura. Il secondo, di memoria, per superare la trappola degli slogan a effetto più volte disseminate sui percorsi dei vari schieramenti politici e riconoscere quanti nelle passate legislature o attraverso altre esperienze, hanno realmente offerto un contributo importante nella difesa dell’agricoltura e più nello specifico del nostro modello di agricoltura. Lo spazio che mi è stato concesso non mi consente di elencare chi e quante promesse sono state mantenute o inspiegabilmente disattese e sebbene lontano dall’esprimervi indicazioni di voto sono invece assolutamente certo di come le ricette migliori siano composte da ingredienti spesso molto diversi (un orientamento per la Regione non obbligatoriamente deve essere lo stesso anche per il Parlamento). Ma visto il delicato e difficile momento che l’agricoltura sta vivendo, è altrettanto certo e sentito il mio invito a raccogliere ogni nostra energia affinché l’esercizio di memoria prodotto per individuare quanti ci hanno non solo aiutato, ma soprattutto nei nostri ruoli riconosciuto, non sia ricondotto a malinconie del passato, ma artefice di un reale progetto per il futuro.

è indispensabile avere la piena consapevolezza di noi stessi e di ciò che rappresentiamo

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EDITORIALE


Diamo

fiducia all’agricoltura di Gianfranco Drigo Direttore Coldiretti Bergamo

F

ino all’ottocento l’economia italiana era prevalentemente agricola, nel periodo anteguerra il settore primario contava ancora per il 60%,agli inizi degli anni cinquanta pesava per il 29%, per scendere al di sotto del 3% di oggi, stessa sorte per l’occupazìone agricola. Malgrado i numeri, quello agricolo è un settore che è passato attraverso almeno tre grandi rivoluzioni industriali, che ha saputo resistere a incredibili stravolgimenti sociali e che è sempre stato “naturalmente” fedele ai propri valori. Il settore primario, un po’ isolato ed emarginato in questi ultimi anni in cui sembrava necessario perseguire a tutti i costi modelli di sviluppo “moderni” ma che oggi stanno dimostrando (sulla nostra pelle) tutta la loro incoerenza, ha comunque saputo andare avanti, e ha saputo, grazie alla volontà degli imprenditori agricoli, “fare” dignitosamente il proprio compito. E oggi in piena crisi economica, dove il miraggio della finanzia speculativa ha dimostrato tutta la propria inconsistenza, dove modelli economici lontani dalle reali esigenze della società hanno miseramente fallito, si stanno recuperando quei valori che erano stati, forse troppo, facilmente dimenticati. In questo contesto l’agricoltura si propone come modello di “riacquisita novità”, portatrice di quei valori che devono necessariamente essere dotazione indispensabile di ogni strategia utile a farci uscire dal più grande shock economico degli ultimi ottant’anni. Il ritorno all’economia reale, alla riqualificazione di quei servigi che il settore agricolo ha sempre saputo svolgere al meglio: la sicurezza alimentare, la salvaguardia del territorio, la garanzia di quei sistemi che aiutano la società a vivere meglio sono valori quanto mai attuali, valori che la società sta iniziando ad apprezzare e per questo considerando sempre più indispensabili. L’uscita dalla crisi sarà lunga e difficile, ma oggi possiamo contare su di un alleato in più: l’agricoltura. Diamogli fiducia!

PRIMO PIANO

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Brivio: “alle prossime elezioni il nostro sostegno andrà a quelle figure che dimostreranno di  condividere il nostro modello di agroalimentare” 

puntI

per la ripresa

S

lungimirante. In questo documento è racchiusa la nostra volontà di essere una forza propulsiva per lo sviluppo dell’agroalimentare italiano e di conseguenza dello sviluppo del Paese. Una volontà che esprimeremo con determinazione anche nella nostra provincia”.

“La grave crisi che ci attanaglia – spiega il presidente della Coldiretti provinciale Alberto Brivio – impone un agire straordinario, ispirato da un pensiero

Gli aspetti presi in considerazione sono di grande rilievo,  dal governo globale dei beni comuni come il cibo, l’acqua e il territorio alla costruzione degli Stati Uniti di Europa con il pieno riconoscimento da parte della Politica Agricola Comunitaria del valore strategico del modello italiano e delle sue straordinarie peculiarità.

aranno i dieci punti contenuti nel documento “L’Italia che vogliamo”, presentato dal presidente della Coldiretti nazionale Sergio Marini allo scorso Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, a fare da filo conduttore alla politica sindacale che Coldiretti Bergamo metterà in campo nel 2013.

L’ITALIA CHE VOGLIAMO, in dieci punti

La proposta di Coldiretti 8

ATTUALITà SINDACALE

Secondo Coldiretti Bergamo gli assets su cui il nostro Paese può e deve puntare sono il patrimonio storico ed artistico, il paesaggio, la biodiversità, l’originalità e la creatività, la passione e il gusto ma anche il fare comunità e innovare mantenendo vivi i sapori antichi. Risorse che appartengono al nostro Paese e garantiscono quel valore aggiunto inimitabile e non delocalizzabile al “saper fare” italiano. “ Il modello di sviluppo che proponiamo –  puntualizza il direttore della Coldiretti bergamasca Gianfranco Drigo -  è quello che vede “L’Italia fare l’Italia”.

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Un governo globale dei beni comuni: “È necessario che i decisori politici ne tengano conto mettendo ai vertici della loro agenda la strategicità del cibo e promuovendo politiche che a livello globale definiscano una regia di regole per i beni comuni come il cibo, l’acqua e il suolo”.

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Più Europa: “È necessario lavorare alacremente alla costruzione degli Stati Uniti di Europa, dotando l’Unione di forti istituzioni politiche elette democraticamente, capaci di orientare sia il cammino di integrazione iniziato, che di ricondurre le spinte disgreganti in


È nella nostra capacità di trasferire nei nostri prodotti e nei nostri servizi il valore materiale e immateriale della distintività italiana e nel rafforzare il nostro saper “fare rete” che troveremo la forza e l’autorevolezza per riconquistare la giusta capacità competitiva, anche nella dimensione globale. E il nostro progetto della Filiera Agricola tutta Italiana è la dimostrazione che questa strada è percorribile e può dare risultati”.   La difficoltà del momento ci spinge anche a ripensare lo sviluppo in una logica di benessere secondo principi di  sostenibilità, etica del lavoro e coesione sociale. Il

PIL in questo caso è strumento e non il fine ultimo di una crescita sostenibile. “Per accompagnare la crescita abbiamo bisogno anche di buona politica – conclude Brivio -. In vista della prossima scadenza elettorale coniugheremo la filosofia del documento “L’Italia che vogliamo” con le istanze concrete del settore agricolo e su questo ci confronteremo con i candidati dei vari schieramenti. Coerentemente con la linea adottata da Coldiretti

atto. Dal punto di vista del sistema agroalimentare italiano dobbiamo essere in grado di portare pienamente “l’Italia in Europa”, facendo sì che la nuova Politica Agricola Comunitaria riconosca il valore strategico del “modello italiano” e le sue straordinarie peculiarità, consentendo che esso diventi patrimonio della comunità contaminando virtuosamente il pensiero comunitario”.

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L’Italia, una, sussidiaria e solidale: “Di fronte alla ripresa - dopo quasi un secolo - di forti squilibri nella distribuzione della ricchezza prodotta e nel contesto di un necessario contrappunto federale il valore

a ogni livello territoriale, per le prossime elezioni abbiamo scelto di non scendere in campo direttamente, pur rispettando la scelta di candidarsi fatta da nostri associati a titolo personale. Il nostro sostegno andrà a quelle figure che dimostreranno di credere nell’agricoltura e di condividere il nostro modello  di agroalimentare e la nostra idea di sviluppo del territorio”. A.F.

Per aiutare la crescita abbiamo bisogno di buona politica

della sussidiarietà diventa strumento cardine per gestire la semplificazione burocratica e i principi di solidarietà sono indispensabili per superare le diseguaglianze. Al tempo stesso quando pensiamo a “una” Italia facciamo riferimento alla pletora di livelli amministrativi che ostacolano il dispiegarsi del potenziale dell’imprenditoria nazionale”.

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I nostri punti di forza: “Gli assets su cui il nostro Paese può e deve puntare, sono di natura materiale e immateriale: patrimonio storico ed artistico, paesaggio, biodiversità, ricchissima articolazione territoriale, Segue a pagina 10

ATTUALITà SINDACALE

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Segue da pagina 9

originalità e creatività, gusto e passione, intuito e buonsenso. Accanto a questi fattori, siamo stati capaci di sviluppare nel tempo un capitale sociale che rimane fortissimo; resta viva una forte capacità di relazionarci e di fare comunità, di innovare mantenendo in vita saperi antichi. Risorse che appartengono al Dna del Paese e che garantiscono quel valore aggiunto inimitabile e non delocalizzabile al “saper fare” italiano. La nostra agricoltura ha fondato su tali risorse il suo successo. Se essa mette in luce elementi di competitività, distintività, innovazione ed eccellenza, è perché ha saputo innovarsi ancorandosi al paradigma antico e non omologabile del Paese”.

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Il nostro modello di sviluppo: l’Italia che fa l’Italia: “L’Italia e il suo futuro sono legati invece alla capacità di tornare a fare l’Italia, imboccando intelligentemente la strada di un nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza a cui abbiamo già fatto riferimento. È nella nostra capacità di trasferire nei nostri prodotti e nei nostri servizi il valore materiale e immateriale della distintività italiana e nel rafforzare il nostro saper “fare rete” che troveremo la forza e l’autorevolezza per riconquistare la giusta capacità competitiva, anche nella dimensione globale”.

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Le politiche necessarie: “Per accompagnare la crescita, abbiamo bisogno di “buona politica” e ciò significa in primo luogo il ritorno a funzioni di mediazione intelligente fra ceti e interessi distinti e contrastanti ai fini di perseguire un più ampio interesse di carattere generale, ciò che si definisce “bene comune”. “Alla politica, fortemente deficitaria, chiediamo un’operazione coraggiosa di verità, giustizia e legalità, aspetti la cui declinazione è diventata in questi anni via via più opaca”. “E per la nostra agricoltura chiediamo un impegno speculare, a servizio di ciò che stiamo perseguendo con il nostro agire quotidiano - la verità, per garantire trasparenza ai cittadini consumatori e metterli in condizione

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ATTUALITà SINDACALE


di conoscere ciò che va sulle loro tavole (lotta all’italian sounding, norme per l’informazione ai consumatori, applicazione di quelle leggi approvate dal Parlamento ma finite in un binario morto); - la giustizia, per contrastare le posizioni di rendita e ridistribuire il valore aggiunto a vantaggio di chi lo produce (sostegno ai nostri progetti di Campagna Amica e della Filiera Agricola Tutta Italiana tesi ad accorciare e costruire nuove relazioni di filiera); - la legalità, per impedire i fenomeni che minacciano il valore del marchio “Italia” (continuità di impegno nella lotta alla contraffazione e sofisticazione, condivisione della nostra denuncia sulle Agromafie in stretta collaborazione con magistratura e forze dell’ordine)”.

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La molla per tornare a crescere: “L’Italia è un Paese in cui le scelte economiche, politiche e sociali sono fortemente condizionate da dimensioni emozionali. Elementi come “la fiducia” tendono a ripercuotersi in maniera più che proporzionale sui comportamenti degli individui e delle famiglie. In stagioni congiunturali particolarmente difficili, “la fiducia” diventa una sorta di “molla” che se nutrita dal giusto orgoglio nazionale e messa in tensione va a costituire un fattore rigenerativo, se trascurata si traduce in un ulteriore chiave “depressiva”.

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Far crescere il Pil con il benessere: “È tempo di ripensare lo sviluppo in una logica di

benessere secondo principi di sostenibilità, etica del lavoro e coesione sociale. Il Pil in tal caso è strumento e non fine ultimo di una crescita sostenibile. Dentro al consumo di cibo c’è la cultura dei territori, la tipicità e la creatività di tutta la gente che l’ha generato. Dentro al cibo c’è la sicurezza alimentare che noi abbiamo garantito. C’è la qualità e la diversificazione assicurata dalla lotta continua che facciamo per difendere la biodiversità. Si tratta di tutta una serie di componenti immateriali che quando ci fanno stare a tavola ci fanno stare bene al di là del Pil”.

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Il valore della comunità: “La crisi ci ha fatto riflettere sulla necessità di investire su alcuni valori, che sono anche essi durevoli, continuativi, che non conoscono erosione: la socialità, l’amicizia, la famiglia, lo stare bene assieme, la spiritualità nelle sue varie espressioni culturali e religiose, la solidarietà. Nella “prossimità”, che è elemento fondante della comunità, c’è l’essenza, il concetto base del modello di sviluppo verso cui dobbiamo tendere; c’è la chiave, per potersi integrare nel mare della globalizzazione senza smarrirsi, conservando la solidità e la coerenza dei nostri modelli identitari e valoriali. Del resto l’agricoltura multifunzionale e la stessa produzione agroalimentare sono nello stesso tempo generatrici e rappresentazione di questo modello, e la stessa impresa multifunzionale, continua a rimanere al centro

di questo fare “comunità””.

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Etica prima di tutto: “Una molteplicità di episodi in questi anni e mesi ha messo pesantemente a nudo le debolezze del ceto politico nazionale e locale. Ciò da un lato ha generato una diffusa indignazione all’interno dell’opinione pubblica, dall’altro ha dato vita a forme, movimenti e pulsioni di sapore antipolitico”. “Tutto ciò - e si tratta di un problema non trascurabile - rischia di produrre un meccanismo di rimozione individuale: se la colpa è degli “altri”, le persone nel loro quotidiano agire finiscono per sciogliersi da quelle responsabilità che pure hanno e dovrebbero esercitare nella sfera pubblica e in quella privata. Se tuttavia in questi anni c’è stato un venir meno dei valori di trasparenza, di verità, di assunzione di responsabilità ciò, in taluni casi, ha investito anche le forze di rappresentanza. A volte, infatti, è accaduto che esse abbiano espresso scarsa progettualità, bassa propensione a rischiare, incapacità di essere punto di riferimento esemplare per i loro associati, che siano rimaste prigioniere di logiche legate a rendite corporative. Ma soprattutto ci è parso che esse non abbiano saputo fuoriuscire dalla logica schiacciante del “presente” e a configurare quella proiezione in chiave futura di cui il Paese ha bisogno. Che ciò sia il riflesso di una più generale miopia e assenza di lungimiranza della classe politica, non è motivo di consolazione”.

ATTUALITà SINDACALE

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I prodotti agricoli bergamaschi

crescono sulle tavole

estere

N

on solo l’agroalimentare nazionale spopola all’estero, anche i prodotti “Made in Bergamo” varcano sempre più frequentemente i confini nazionali per approdare, oltre che negli altri paesi europei, oltreoceano e nei mercati asiatici. Vini, ortofrutta, formaggi e cereali sono i prodotti che più guardano lontano. I volumi per ora non sono particolarmente rilevanti e il sistema export non è ancora ben strutturato, ma l’attenzione degli imprenditori agricoli ver≤so questo sbocco è sicuramente in aumento perché le potenzialità ci sono. Sul mercato cinese, ad esempio, nello scorso anno si è registrato un vero e proprio boom dei prodotti della dieta mediterranea, con l’aumento del 28 per cento delle vendita di olio, addirittura dell’84 per cento di quelle della pasta e del 21 per cento del vino. Ma

Zefiro: il migliore dei destratificatori al mondo !!! ecco le sostanziali differenze:

voluminoso nelle dimensioni non adatto a tutte le installazioni motore con tecnologia tradizionale lavoro costruito sugli attriti meccanici manutenzione olio e ingranaggi richieste nessun dispositivo di controllo velocita’ rumo rumorosita’ intrinseca della meccanica consumi elevati prestazioni non significative componenti di provenienza estera

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ATTUALITà SINDACALE

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compatto nelle dimensioni adatto a qualsiasi tipo di posa motore con tecnologia avanzata assenza di attriti meccanici nessuna manutenzione richiesta azionamento controllo velocita’ incluso rumo rumorosita’ ridotta al minimo risparmio energetico del 50% prestazioni molto elavate materiale e montaggio “made in Italy”


anche i formaggi si sono affermati tra i consumatori cinesi, con gli acquisti triplicati di Grana Padano e Parmigiano Reggiano e quelli di prosciutto sono addirittura quintuplicati. “Abbiamo iniziato a muovere i primi passi nel 2011 – racconta Ilaria Salera dell’azienda Salera di Martinengo specializzata nella produzione di farine, riso e altri cereali – e nel 2012 dopo aver partecipato a una fiera di settore abbiamo ricevuto moltissimi richieste da parte di aziende che riforniscono i ristoranti in diversi paesi. Oggi i nostri prodotti arrivano in Francia, Ungheria, Svizzera, Belgio e Germania. Abbiamo trattative in corso anche con realtà della Russia e del Giappone. È un fenomeno che si sta sviluppando molto velocemente”. Secondo dati stimati, le esportazioni dei prodotti agricoli bergamaschi negli ultimi due anni hanno fatto segnare mediamente un + 15%, un aumento a due cifre che lascia intravedere ulteriore margini di crescita per l’affermazione del cibo bergamasco. “Il nostro primo approccio ai mercati esteri risale al 2005 e nel corso degli anni questo canale si è consolidato. - spiega Alberto Faverzani, responsabile commerciale dell’azienda vitivinicola La Rocchetta di Villongo -; oggi il 30 % del nostro fatturato deriva dalle esportazioni e puntiamo ad arrivare al 70%. Vendiamo il nostro vino in Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Croazia, Svizzera, Francia, Giappone, Cina, Brasile. Abbiamo in corso contatti anche con altri paesi. Le possibilità ci sono perché il Made in Italy è sinonimo di qualità ed eccellenza ed è molto ricercato all’estero”. In occasione delle festività natalizie appena trascorse, i prodotti agricoli bergamaschi sono stati apprezzati dagli stranieri anche come idea regalo. “Due importanti aziende svizzere – dice Manuela Ghidini titolare

della Tenuta degli Angeli di Carobbio degli Angeli - come strenna natalizia per i loro clienti hanno voluto un grosso quantitativo dei nostri prodotti: vini, marmellate, Balsamo degli Angeli e olio. La qualità è sicuramente l’aspetto che più premia e che esercita una forte attrazione sugli stranieri. Sono venuti a visitarci

Sempre più consensi oltre i confini nazionali per la qualità del “Made in Bergamo” una domenica e hanno voluto conoscere e degustare le nostre proposte prima di sceglierle. È stata una bella opportunità per far conoscere il nostro lavoro e il

nostro territorio”. Le potenzialità dei prodotti agricoli provinciali possono essere ulteriormente valorizzate anche su questo fronte e possono giocare un importante ruolo di traino per il settore e l’economia locale unitamente al sistema basato sulla filosofia del “Km zero”. “Ci dobbiamo convincere che la nostra identità è una ricchezza da valorizzare per distinguerci nel grande mare della globalizzazione – sostiene il presidente della Coldiretti di Bergamo Alberto Brivio – ; . Il valore dell’italianità è proprio uno degli elementi centrali del progetto di Coldiretti per la Filiera Agricola Italiana. Dobbiamo puntare su quei prodotti, quei manufatti, quelle modalità di produzione  che sono espressione diretta del dell’Italia, dei suoi territori, delle sue risorse umane. La partita del rilancio dobbiamo giocarla anche con la nostra capacità di essere diversi e non omologati a quei sistemi produttivi che operano con costi per noi irraggiungibili. E questo lo dobbiamo mettere in pratica anche nella nostra provincia, creando le giuste sinergie e facendo tesoro delle nostre tradizioni, della nostra creatività, del nostro paesaggio e di tutto ciò che di bello e unico ci lega al nostro territorio”. A.F.

Nomine al Consorzio di Bonifica La Coldiretti bergamasca esprime soddisfazione per la elezione di Franco Gatti a presidente del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca e di Mario Scaini alla vicepresidenza. Per la Coldiretti le elezioni avvenute nei giorni scorsi a Bergamo, nella sede del Consorzio, sono il primo passo di un impegno a trecentossessanta gradi che sarà caratterizzato dalla collaborazione e dal confronto costruttivo con tutti i soggetti consorziati. È con grande senso di responsabilità che gli espoFranco Gatti nenti di espressione Coldiretti si sono assunti l’onere di governare un Ente così importante, non solo per l’agricoltura ma per tutto il territorio, e proprio per questo intendono lavorare nell’interesse di tutti, perché le risorse idriche sono un patrimonio comune. È questo lo spirito che animerà per i prossimi cinque anni il nuovo percorso gestionale di tutti i rappresentanti di Coldiretti presenti nel Consiglio del Consorzio di Bonifica.

ATTUALITà SINDACALE

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OGM L’ Italia attiva la clausola di salvaguardia

L

a positiva decisione della Commissione Europea è stata accompagnata a livello nazionale dall’avvio delle procedure per l’attivazione della “clausola di salvaguardia” per scongiurare in Italia qualsiasi rischio di commistione tra Ogm e agricoltura tradizionale o biologica”. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la decisione della Commissione Ue di non “proporre agli Stati membri di adottare nuove varietà di Ogm

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ATTUALITà SINDACALE

destinate alle colture in campo fino a quando non ci sarà una decisione del Consiglio Ue sulla proposta avanzata dall’esecutivo per regolamentare la coltura di Ogm in Europa”. L’attivazione della clausola di salvaguardia è importante al fine di’“rimuovere qualsiasi dubbio e preoccupazione circa gli effetti pregiudizievoli che potrebbero discendere da un’eventuale ed illecita semina di varietà Ogm” secondo quanto scritto dal presidente della Coldiretti Sergio Marini in un lettera al Ministro delle Politiche Agricole.


DIRETTIVA NITRATI: l’azione di Coldiretti trascina anche i francesi

L’attivazione della clausola di salvaguardia è importante al fine di rimuovere qualsiasi dubbio e preoccupazione

“Il ricorso a tale clausola - ricorda Marini - è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici”. Non va dimenticato che sulla base dell`indagine

Coldiretti-Swg relativa ad ottobre 2012 quasi sette italiani su dieci considerano oggi gli organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità.

Il risultato ottenuto in Italia da Coldiretti sull’ingiusta applicazione della direttiva nitrati ha contagiato anche la Francia visto che la Fnsea, il principale sindacato agricolo francese, ha organizzato una mobilitazione generale per chiedere all’Unione Europea di rivedere la mappatura delle zone vulnerabili da nitrati. Gli agricoltori francesi si stanno muovendo nella stessa direzione tracciata da Coldiretti e questo è un’ulteriore conferma che il risultato ottenuto grazie all’impegno di Coldiretti sia veramente importante e sta creando un movimento europeo di giuste rivendicazioni nei confronti di una direttiva inapplicabile, insensata e che va corretta al più presto nella direzione di individuare chi davvero inquina.

ATTUALITà SINDACALE

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Quote latte

Preoccupano i dati relativi alla campagna in corso Cala del 5% il numero delle aziende lattiero-casearie

tedesche Diminuisce il numero di stalle in Germania, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente.

Secondo le indagini dell’Ufficio statistico federale (Destatis), in Germania nel passato semestre (a inizio novembre 2012) il patrimonio bovino ha registrato un aumento dello 0,2 per cento, per un totale di circa 12,5 milioni di capi. Il numero delle vacche da latte è rimasto quasi costante a 4,2 milioni di esemplari, che vengono allevati in 82.865 aziende lattiero-casearie: il cinque per cento in meno rispetto all’anno precedente.

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ATTUALITà SINDACALE

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dopo 3 anni torna il rischio multe

opo tre anni torna il pericolo multe per le quote latte, con la produzione nazionale che rischia di superare il fatidico tetto dei 10 milioni e 883mila tonnellate assegnato dall’Unione Europea all’Italia, oltre il quale scatta il cosiddetto splafonamento e le sanzioni conseguenti. È l’allarme lanciato da Coldiretti sulla base dell’andamento della produzione di latte in Italia nel 2012/2013. I dati relativi alla campagna in corso indicano un aumento della produzione e, nonostante gli effetti sugli allevamenti della siccità e del caldo estivi, si rischia seriamente di oltrepassare il limite oltre il quale scattano le “multe” dell’Unione Europea, come nel passato. A metà campagna, in particolare, si registra un incremento di circa il 2 per cento rispetto a quella precedente, con un esubero di 150 mila tonnellate, che si tradurrebbe in un prelievo nazionale pari a 40 milioni di euro. Questa è la terz’ultima campagna lattiera in cui vige il regime delle quote che secondo l’Unione Europea sparirà nel 2015. La questione quote latte è iniziata 30 anni or sono nel 1983 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. All’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Il 1992, con la legge 468, poi il 2003, con la legge 119, e infine il

2009, con la legge 33, sono state le tappe principali del difficile iter legislativo per l’applicazione delle quote latte. Per ultimo con la legge di stabilita’ è stata introdotta una efficace norma per la riscossione coattiva, che prevede di affiancare all’Agea (Agenzia per l’erogazioni in agricoltura) l’esperienza e la capacita’ operativa di Equitalia e della Guardia di Finanza. Dei quasi 4.000 milioni dovuti complessivamente per la multa, 1.700 milioni sono stati versati dallo Stato per sanare il periodo 19841996. Il prelievo complessivamente richiesto ai produttori per il periodo successivo ammonta a 2.264 milioni di euro, di cui ne sono stati riscossi solo 246 e altri 346 milioni sono in rateizzazione con la legge n. 119/2003. 175 milioni sono ormai irrecuperabili per fallimento, per incapacita’ definitiva di versare, per sentenza di annullamento. Restano quindi da riscuotere circa 1.500 milioni, di cui 700 non sono al momento esigibili a causa di sospensive giurisdizionali mentre 800 sono esigibili. L’Agea ha intimato il pagamento del prelievo esigibile ai circa 2.000 produttori coinvolti. 600 di loro devono pagare somme superiori a 300.000 euro, cioè la gran parte del debito. La stragrande maggioranza dei circa 40mila allevatori presenti in Italia, nel corso degli ultimi anni si è invece messa in regola acquistando o affittando quote. Luigi Carminati


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62 L’Articolo

L

’art. 62, DL n. 1/2012, c.d. “Decreto Liberalizzazioni”, ha introdotto una specifica disciplina finalizzata a favorire una maggior trasparenza ed efficienza nel settore agroalimentare evitando, in particolare, l’utilizzo di termini di pagamento eccessivamente lunghi e l’applicazione, da parte del contraente che dispone di una maggior forza commerciale, di condizioni contrattuali “ingiustificatamente” gravose. Il citato art. 62 prevede, in particolare: • l’obbligo della forma scritta per i contratti di cessione dei prodotti agricoli e agroalimentari, fatta eccezione per le cessioni effettuate nei confronti di consumatori finali; • la revisione dei termini di pagamento. AMBITO DI APPLICAZIONE Come previsto da tale Decreto la disciplina in esame è applicabile alle “cessioni di prodotti agricoli e alimentari, la cui consegna avviene nel territorio della Repubblica italiana”. Pertanto

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dopo gli ultimi interventi normativi

anche eventuali operazioni con operatori stranieri sono soggetti agli obblighi previsti dall’articolo 62 del Dl 1/2012. Per “prodotti agricoli” si intendono i prodotti dell’allegato I di cui all’articolo 38 comma 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e per “prodotti alimentari” quelli di cui all’articolo 2 del regolamento CE n. 178/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002. Sono escluse dalla disciplina in esame: 1. i conferimenti di prodotti agricoli / alimentari effettuati alle cooperative, ex art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 228/2001, da parte dei soci delle cooperative stesse; 2. di prodotti agricoli / alimentari effettuati alle organizzazioni di produttori, ex D.Lgs. n. 102/2005, da parte dei soci delle organizzazioni stesse; 3. di prodotti ittici effettuati tra imprenditori ittici, ex art. 4, D.Lgs. n. 4/2012; 4. i contratti conclusi tra imprenditori agricoli (a seguito approvazione DL 179/2012). Non rientrano inoltre nel campo di applicazione dei commi 1 e 3 del

citato art. 62 “le cessioni di prodotti agricoli e alimentari istantanee” ovvero quei rapporti commerciali nei quali contestualmente avviene la consegna e il pagamento del prezzo pattuito. FORMA SCRITTA DEL CONTRATTO Ai sensi del comma 1 del citato art. 62 i contratti aventi ad oggetto la cessione di prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli conclusi con il consumatore finale, devono (il DL 179/2012 ha eliminato la nullità del contratto in caso di mancata indicazione degli elementi essenziali): • essere stipulati in forma scritta. In merito l’art. 3, comma 2 del citato Decreto attuativo specifica che per “forma scritta si intende qualsiasi forma di comunicazione scritta, anche trasmessa in forma elettronica o a mezzo telefax, anche priva di sottoscrizione”; • riportare la durata, le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, nonché il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento. In merito l’art. 3, comma 3 del citato Decreto attuativo dispone, in particolare, che gli elementi


essenziali del contratto possono essere contenuti • nei contratti o accordi individuati dall’art. 2, comma 1, lett. l) e m) dello stesso Decreto (contratto / accordo quadro o di base conclusi a livello di “centrali di acquisto”); - nei seguenti documenti purché riportanti gli estremi ed il riferimento ai corrispondenti contratti/ accordi - contratti di cessione dei prodotti; - documenti di trasporto / consegna o fatture. Diversamente, se gli stessi integrano tutti gli elementi richiesti dal comma 1 del citato art. 62, va apposta la seguente annotazione “Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1,del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27”; - ordini di acquisto. - negli scambi di comunicazioni e di ordini a condizione che siano antecedenti alla consegna dei prodotti. CONDOTTE SLEALI Il comma 2 del citato art. 62 individua le seguenti 5 condotte sleali (vietate): 1. imposizione (diretta o indiretta) di condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, nonché condizioni extracontrattuali e retroattive; 2. applicazione di condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti; 3. subordinazione della conclusione, dell’esecuzione dei contratti e della continuità e regolarità delle

medesime relazioni commerciali all’esecuzione di prestazioni da parte dei contraenti che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto degli uni e delle altre; 1. conseguimento di indebite prestazioni unilaterali, non giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali; 2. adozione di ogni ulteriore condotta commerciale sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento. In merito il citato Decreto attuativo rammentando che il comma 2 in esame ha, di fatto, la funzione di evitare “qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali gravose” individua le stesse facendo, in particolare, riferimento a quelle condizioni che: • prevedono servizi e/o prestazioni accessorie “senza alcuna connessione oggettiva, diretta e logica con la cessione del prodotto oggetto del contratto”; • escludono l’applicazione di interessi di mora o il risarcimento delle spese di recupero crediti; • determinano prezzi “sotto costo” alle cessioni effettuate dagli imprenditori agricoli; • impongono al cedente, dopo la consegna dei prodotti, “un termine minimo prima di poter emettere la fattura”.

Sul punto la lett. c) del citato comma 2 precisa che è fatto salvo “il caso di consegna dei prodotti in più quote nello stesso mese, nel qual caso la fattura potrà essere emessa solo successivamente all’ultima consegna del mese”. TERMINI E DECORRENZA DEL PAGAMENTO Il comma 3 del citato art. 62 dispone che, con riferimento ai contratti di cui al citato comma 1, il termine di pagamento del corrispettivo va effettuato per le merci deteriorabili, entro il termine legale di 30 giorni dall’“ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura”. Per tutte le altre merci, entro 60 giorni dall’“ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura”. In caso di tardivo pagamento, gli interessi decorrono dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento del corrispettivo; il saggio degli interessi è maggiorato di ulteriori 2 punti percentuali ed è inderogabile. In merito alle modalità di fatturazione ed ai termini di pagamento va tenuto conto che la fatturazione va effettuata considerando le differenti tipologie di termini di pagamento previste per le cessioni dei prodotti e pertanto “il cedente deve emettere fattura separata per cessioni di prodotti assoggettate a termini di pagamento differenti. In caso di ritardato pagamento al fine dell’individuazione del calcolo degli interessi dovuti assume particolare rilevanza la data di ricevimento della fat-

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tura. In merito il Decreto attuativo in esame prevede che in tale data è “validamente certificata” soltanto se il ricevimento della fattura è avvenuto in una delle seguenti modalità: • consegna “a mani”; • raccomandata A.R., • sistema EDI (o altro mezzo equivalente); Se vi fosse incertezza in merito alla data di ricevimento della fattura va fatto riferimento alla data di consegna dei prodotti. Gli interessi, vanno calcolati utilizzando il tasso degli interessi di mora o il tasso degli interessi concordato tra imprese purché lo stesso non risulti iniquo per il creditore “ferme restando le maggiorazioni previste dalla legge”. È comunque vietato “trattenere l’intero importo di una fornitura a fronte di contestazioni solo parziali relative alla fornitura oggetto di contestazioni”. MERCI DETERIORABILI Ai sensi del comma 4 del citato

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art. 62 sono prodotti alimentari deteriorabili quelli che rientrano in una delle seguenti categorie: a) prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non superiore a 60 giorni; b) prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe e piante aromatiche, anche se posti in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a 60 giorni; c) prodotti a base di carne d) tutti i tipi di latte. REGIME SANZIONATORIO

I commi da 5 a 7 dell’art. 62 prevedono quanto segue: • in caso di violazione dell’obbligo della forma scritta del contratto, o degli altri obblighi di cui al citato comma 1, è applicabile la sanzione da € 516 a € 20.000 determinata facendo riferimento al valore dei beni oggetto di cessione; • in caso di condotta sleale è applicabile la sanzione da € 516 a € 3.000 determinata facendo riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non ha rispettato i divieti; • in caso di ritardo dei pagamenti è applicabile la sanzione da € 500 a € 500.000 determinata in base al fatturato, alla ricorrenza ed alla misura del ritardo. R.P.


Modello di contratto

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Decreto sviluppo

bis Le novità per il settore agricolo

C

on la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18/12/2012 è stato convertito in Legge (221/2012) il cosiddetto “Decreto Sviluppo bis” (n. 179 del 18/10/2012). Si riepilogano di seguito le novità apportate dallo stesso decreto per il settore agricolo. Obbligo Pec per le ditte individuali (art. 5) Viene esteso anche alle imprese individuali (già previsto per società dal 30/11/2011) l’obbligo di indicare all’atto dell’iscrizione al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). Per le imprese attive già iscritte al Registro delle imprese il depo-

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sito dell’indirizzo Pec presso l’ufficio del registro delle imprese competente, deve essere effettuato entro il 30 giugno 2013. Verrà inoltre predisposto un indice nazionale degli indirizzi di Posta elettronica certificata al fine di favorire l’utilizzo di tale strumento da parte della pubblica amministrazione ed aziende. Società agricole – esercizio esclusivo dell’attività agricola (art. 36, comma 8) In merito all’esclusività dell’esercizio di attività agricola di cui all’articolo 2135 del c.c. previsto nell’articolo 2 comma 1 DL n. 99/2004, è precisato che non costituisce distrazione dall’esercizio esclusivo delle attività agricole la locazione, il comodato e l’affitto di fabbri-

cati ad uso abitativo, terreni e di fabbricati ad uso strumentale alle attività agricole, a condizione che la locazione o affitto siano marginali rispetto all’attività agricola. La “marginalità” delle attività elencate rispetto all’attività agricola è soddisfatta se l’ammontare dei ricavi relativi ad affitti e/o locazioni non supera il 10% dei ricavi complessivi. Produttori agricoli esonerati dalla tenuta scritture contabili (art. 36, comma 8-bis) I produttori di cui al comma 6 dell’articolo 34 del DPR n. 633/72, esonerati dagli obblighi documentali e contabili, sono in ogni caso tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva ai sensi dell’articolo 21 del DL n. 78 del 2010 (cosiddetto “elenco clienti-fornitori”). In sostanza tutti i possessori di partita Iva anche del settore agricolo, senza nessuna distinzione, dovranno trasmettere con modalità telematica l’elenco degli operatori (clienti e/o fornitori) con i quali hanno intrapreso operazioni commerciali (acquisto e/o vendita). Cessioni prodotti agricoli ed agroalimetari – Art. 62 (art. 36, comma 6-bis e 36-bis) In sede di conversione in legge è stato stabilito che, in aggiunta alle cessioni a privati, operazioni istantanee, conferimenti a cooperative e O.P. da parte di soci delle stesse e operazioni fra operatori ittici, non sono soggetti agli obblighi previsti dall’articolo 62 (forma scritta e specifici termini di pagamento) i contratti conclusi tra imprenditori agricoli. Inoltre è stato modificato il comma 1 dell’articolo 62 prevedendo che la mancata indicazione nei contratti che hanno per oggetto la cessione di prodotti agricoli ed agroalimentari di un elemento essenziale (durata, quantità, caratteristiche del prodotto venduto, prezzo, modalità di consegna e modalità di pagamento), non determina la nullità del contratto. R.P.


IMU P

remesso che per quanto concerne l’IMU, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso sono di competenza dei Comuni, con la Risoluzione n. 2/DF dello scorso 13 dicembre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito le modalità di gestione di alcune problematiche connesse a • errore nei versamenti; • gestione dei rimborsi; • compensazione somme Comune/Stato. Novità 2013 A decorrere dall’anno 2013, il versamento dell’IMU sarà effettuato “in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre”. Si ricorda inoltre che a decorrere dall’anno d’imposta 2013, le delibere di approvazione delle aliquote e delle detrazioni dell’IMU dovranno essere inviate esclusi-

definite le modalità di gestione di rimborsi ed errati versamenti

vamente per via telematica per la pubblicazione nel sito informatico definito dalla pubblica amministrazione. L’efficacia delle delibere avranno decorrenza dal 1° gennaio dello stesso anno a condizione che la pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell’anno. In caso di mancata pubblicazione entro tale termine, le aliquote e le detrazioni si intendono prorogate di anno in anno. Dall’anno 2013 inoltre tutta l’imposta dovuta per gli immobili a destinazione abitativa sarà di competenza dei Comuni.

Versamento allo Stato di una quota dovuta al Comune Un altro caso esaminato è quello relativo al caso in cui il contribuente abbia versato erroneamente allo Stato una somma dovuta al Comune. Anche in questo caso il contribuente è tenuto a presentare l’istanza di rimborso al Comune per l’eventuale somma versata in eccesso allo Stato rispetto a quanto dovuto al Comune, con il compito all’ente locale di effettuare le relative regolazioni finanziarie fra Stato e Comune.

Versamento allo Stato ed al Comune di un importo non dovuto Si può verificare il caso in cui sia stato versato allo Stato ed al comune una somma non dovuta. Alla luce del fatto che l’IMU resta un tributo comunale e nell’ottica della semplificazione degli adempimenti dei contribuenti, si precisa che il contribuente, al fine di ottenerne il rimborso, deve presentare un’unica istanza al Comune.

Versamento allo Stato di un importo non dovuto Può capitare che il contribuente versi erroneamente allo Stato una somma non dovuta ed in occasione del pagamento della seconda rata sia tenuto a versare una differenza al Comune. In tal caso il contribuente inoltrerà al Comune un’istanza nella quale evidenzierà che l’importo versato a saldo è stato calcolato tenendo conto della somma erroneamente versata a giugno allo Stato. Sarà poi compito dell’ente locale e dello Stato effettuare le relative regolazioni finanziarie per la somma versata all’uno piuttosto che all’altro. Versamento con erronea indicazione del codice tributo Nel caso di errata indicazione del codice tributo determini una diversa distribuzione dell’imposta fra Stato e Comune, spetterà all’ente locale ed allo Stato il compito di effettuare le relative regolazioni finanziarie. Considerato che l’IMU è un tributo comunale, non può essere richiesta all’Agenzia delle Entrate la correzione del codice tributo. R.P.

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Produzioni zootecniche Arriva la nuova polizza pluririschio

D

assicurato qualora dannose e caopo l’impressiotastrofali epizoozie quali: TUBERnante successo COLOSI-LEUCOSI-BRUCELLOSI si dello scorso dovessero manifestare nell’allevaanno che ha mento. visto oltre duecento aziende Di seguito si riportano alcune sottoscrivere la polizza, anche novità che caratterizzeranno la per il 2013 FATA Assicurazioni e nuova polizza per le produzioni Consorzio Difesa delle Produzioni zootecniche messa a punto Intensive della provincia dalla Convenzione: di Bergamo hanno • La formula bonus/ rinnovato la convenmalus non sarà più zione assicurativa Con meno di € 3 operante; sulle garanzie a capo è possibile • Per la garanzia di smaltimendi smaltimento to carcasse, assicurare dei capi sono mancato l’allevamento ed stati introdotti i reddito per azzerare il costo di seguenti limiti di l’insorgenza smaltimento delle rimborso espresdi epizoozie ed so in % sul premio abbattimento carcasse specifico di sezione forzoso per gli smaltimento per alleallevamenti: bovinivamento assicurato: suini ed avicoli. Sarà ancora la Coldiretti ProNuovi assicurati: Allevamenti da vinciale a fornire tutte le necessalatte 150%, allevamenti da carne rie informazioni ed a raccogliere 150%, allevamenti da ingrasso 130 le sottoscrizioni sia di rinnovo %. (per gli allevamenti già assicurati Vecchi assicurati: allevamenti lo scorso anno) o di prima adeda latte 180%, allevamenti da carsione per gli allevamenti che da ne 150%, allevamenti da ingrasso quest’anno intenderanno assicu150 %. rarsi. Si rinnova pertanto l’estrema conSono stati confermati anche venienza della soluzione assicuraper il 2013 i contributi pubblici tiva per l’allevatore che ogni anno per i costi assicurativi per le prosostiene costi di smaltimento duzioni zootecniche: oltre all’opportunità di rimanere

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• abbattimento forzoso e mancato reddito aiuto comunitario art.68 del reg. CE n. 73/2009 fino al 65% della spesa parametrata dal Mipaf. • per lo smaltimento delle carcasse di animali morti, aiuto nazionale previsto dal D.Lgs.102/2004 contributo fino al 50% della spesa parametrata dal Mipaf • per le aziende assicurate nel 2011 il premio totale dovuto per il rinnovo 2013 sarà ridotto del rimborso regionale per la garanzia di Costo di smaltimento maturato con la polizza precedentemente sottoscritta. Nella nuova polizza sono state introdotte anche interessanti novità. Infatti potranno rientrare tra le garanzie assicurabili per le produzioni zootecniche anche: • la mancata produzione di latte bovino a causa di sbalzi termici; • il costo di macellazione in azienda di animali non deambulanti; • i provvedimenti previsti per aree perifocali. Per ulteriori dettagli o richieste di chiarimento l’Agente Fata Assicurazioni è a disposizione (Giuseppe Cavallanti Tel. 035/4524142) presso la sede Provinciale di Coldiretti a Bergamo in via Mangili 21. Giuseppe Cavallanti


IMPIEGATI AGRICOLI

ecco gli aumenti retributivi

In seguito al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i quadri e gli impiegati Agricoli, sono stati fissati gli aumenti retributivi, che saranno riconosciuti in due tranche, senza arretrati o una tantum. Ecco gli aumenti previsti per gli impiegati agricoli.

RETRIBUZIONI

AUMENTO 1/12/12

RETRIBUZIONI

SCORPORO

AUMENTO 1/09/13

RETRIBUZIONI

gen-11

2,60%

DAL 01/12/2012

edr

2,90%

AL 01/09/2013 

1'

1745,47

45,38

1.790,85

1.780,52

50,62

1.841,47

2'

1577,96

41,03

1.618,99

1.608,66

45,76

1.664,75

3'

1433,9

37,28

1.471,18

1.460,85

41,58

1.512,76

4'

1353,68

35,20

1.388,88

1.378,55

39,26

1.428,13

5'

1280,58

33,30

1.313,88

1.303,55

37,14

1.351,01

6'

1221,98

31,77

1.253,75

1.243,42

35,44

1.289,19

LIVELLI

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Congedi per la malattia

dei figli Le ultime novità

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L

a richiesta dei congedi spettanti ai genitori in caso di malattia del figlio abbandona la forma cartacea ed avverrà con modalità telematiche. È previsto che dopo l’emanazione di un apposito decreto ministeriale entro il 30 giugno 2013, gli enti interessati dovranno definire il modello e le relative indicazioni operative. Una volta in vigore tale modalità, il lavoratore non dovrà più presentare al proprio datore di lavoro la documentazione necessaria alla fruizione del congedo (certificato che attesta la malattia del bambino), ma l’INPS invierà il documento telematicamente al datore di lavoro stesso, nonché al lavoratore all’indirizzo di posta elettronica da questi indicato (se richiesto). Inoltre a far data dal 19 dicembre 2012 la lavoratrice e il lavoratore non sono più tenuti a presentare al datore di lavoro un’autodichiarazione attestante che l’altro genitore non sia in congedo negli stessi giorni per il medesimo motivo. Simonetta Perico


Il Mipaaf approva il

disciplinare per la produzione del

coniglio bio

Il giornale on-line per le imprese agricole

P

er essere sempre aggiornato su Economia, Fisco, Ambiente, Lavoro, Scadenze, Mercati, Credito, Energia, Previdenza, Normativa, Innovazione, leggilo e stampalo dal sito www.coldiretti.it oppure chiedilo al tuo Ufficio Zona.

Biologico, scattano i controlli sul rispetto delle norme comunitarie

N

el corso dell’anno appena iniziato la Commissione Europea investigherà su 7 paesi dell’Unione per verificare che siano in accordo con le norme comunitaria sul biologico. L’Italia verrà controllata insieme a Francia, Germania, Grecia, Regno Unito, Spagna e Romania. Un altro banco di prova per le ispezioni comunitarie nel nostro Paese riguarderà il benessere animale durante i trasporti (insieme ad Austria, Danimarca, Germania, Olanda, Polonia e Regno Unito), i cui risultati verranno presentati al Parlamento Europeo.

è

stato pubblicato il disciplinare privato per la produzione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura di conigli biologici accettate ai sensi dell’art. 42 del reg. (CE) n. 834/07.Tale norma privata appartiene ad una serie di disposizioni analoghe finalizzate a fissare delle norme di produzione in mancanza di regole dettagliate. Questi disciplinari vengono riconosciuti dal Mipaaf ai sensi dell’art. 42 del Reg. (CE) n. 834/07 per la produzione di talune specie animali, piante acquatiche e microalghe e ai sensi dell’art. 95, paragrafo 5, del Reg. (CE) n. 889/08 per la produzione di alimenti per animali da compagnia.

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AMIANTO dal 2013 sanzioni per la mancata denuncia

I

l 3 agosto 2012 è stata pubblicata sul BURL la legge regionale 31 luglio 2012 n° 14 che modifica e integra la legge regionale del 29 settembre 2003 n° 17 – Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto. Ad oggi le aziende agricole che avevano coperture in cemento amianto erano tenute alla denuncia delle superfici ricoperte con tale materiale e nel caso di controlli da parte delle autorità competenti poteva essere richiesta la valutazione delle coperture attraverso il calcolo dell’indice di degrado. Le aziende che non avessero ancora provveduto alla denuncia possono farlo senza incorrere in sanzioni entro il 31/01/2012. Dal mese di febbraio, e precisamente dal 3 febbraio 2013, entreranno in

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vigore le sanzioni amministrative da euro 100 a euro 1.500 per i soggetti proprietari che non effettuano il censimento. COSA DEVE FARE UN’AZIENDA Il proprietario o il legale rappresentante di un immobile contenente amianto deve: 1. effettuare il censimento, inviando all’ASL di Bergamo, Dipartimento di prevenzione medica, il modulo NA/1 di notifica presenza amianto in strutture e luoghi; 2. per le sole coperture effettuare la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto utilizzando l’indice di Degrado (ID) approvato con decreto n° 13237 del 18/11/2008. Tale valutazione deve essere conservata dall´interessato e non deve essere controfirmata da alcun professionista. Solo in casi di segnalazioni/esposti il Comune chiederà al proprie-

tario o al legale rappresentante di fornire la valutazione dell´indice di degrado redatto da personale qualificato; 3. qualora sulla base della valutazione dello stato di conservazione l´immobile necessiti di un intervento di rimozione o di incapsulamento si dovrà predisporre e presentare alla ASL il piano di lavoro ai sensi dell´art. 256 del d.lgs 81/2008. CENSIMENTO Regione Lombardia, con la L.R. 17/2003, ha avviato il censimento di tutte fonti di amianto, affidato operativamente alla ASL, coinvolgente tutti gli edifici pubblici, produttivi/commerciali e privati, obbligando i proprietari a comunicare la presenza di amianto. Il censimento cerca di definire - dove è l´amianto, - quanto ce n’è, - in che stato di conservazione è.


L.R. 14 del 31.07.2012 ha introdotto la sanzione amministrativa da euro 100 a euro 1.500 per i soggetti proprietari pubblici e privati che non effettuano il censimento.

sicuri che non c’è amianto, il cui uso era già vietato per legge. Per edifici costruiti prima del 1994, bisogna verificarne la presenza.

Aderire al censimento è un adempimento obbligatorio per i proprietari di immobili contenenti amianto ed è molto semplice. Il proprietario dell´edificio deve infatti compilare una “scheda” modulo NA/1 “notifica presenza di amianto in strutture o luoghi”, indicando se nella propria abitazione siano presenti strutture o manufatti di amianto o che contengano amianto. Prima di tutto, è necessario stabilire se nell’immobile siano presenti fonti di amianto. Se l’edificio è stato costruito dopo il 1994, si può essere pressoché

Indice di degrado Il materiale può determinare pericolo per la salute quando comincia a deteriorasi e a disperdere nell’ambiente fibre di amianto. Per accertare lo stato di conservazione si deve utilizzare il protocollo di valutazione dello stato di conservazione delle coperture di cemento amianto (D.D.G. 13237/2008). L´indice di degrado (ID) consente di valutare lo stato di conservazione delle coperture esterne in cemento amianto attraverso l’ispezione visiva del manufatto. Il risultato dell’applicazione dell’ID

Dal 3 febbraio 2013 entreranno in vigore le sanzioni amministrative da euro 100 a euro 1.500 per i soggetti proprietari che non effettuano il censimento è un numero a cui corrispondono le azioni che il proprietario dell’immobile e/o il responsabile dell’attività che vi si svolge dovrà attuare. In base al risultato ottenuto gli interventi da attivare saranno: 1. nessun intervento e riesame

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commercializzazione bestiame bovino nazionale e d’importazione

Segue da pagina 29

con frequenza biennale (ID inferiore o uguale a 25) 2. esecuzione della bonifica entro 3 anni (ID compreso tra 25 e 44) 3. rimozione della copertura entro i successivi 12 mesi (ID uguale o maggiore di 45)

Commercializzazione: - Manze e bovini da vita nazionali e d’importazione - Vacche da macello - Vitelli baliotti - Stalle complete “dalla vacca al vitello” Aste, fiere bestiame, perizie GUBELLINI s.r.l.

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Via Piega, 8 - 41012 Cortile di Carpi (MO) Tel. e Fax 059 662487 - Cell. 335 5434043 amministrazione@gubellinisrl.it www.gubellinisrl.it IMPRESA VERDE

La bonifica La bonifica può essere effettuata solo da imprese specializzate, previa presentazione alla ASL di riferimento, almeno con 30 giorni di preavviso, di apposito piano di lavoro ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 81/2008. Negli interventi devono essere rispettate le procedure tecniche per la salvaguardia dei lavoratori e per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico. La bonifica può avvenire secondo tre modalità 1. rimozione: il materiale contenente amianto viene asportato e avviato alle corrette procedure di smaltimento; 2. incapsulamento: il materiale è trattato con prodotti penetranti o ricoprenti che impediscono la dispersione di fibre. Il trattamento ha durata limitata nel tempo e deve essere ripetuto quando perde di efficacia; 3. confinamento: separazione dell’amianto dai locali abitativi, (ad es.: controsoffittature) o con la sovracopertura (installazione di nuova copertura al di sopra di quella esistente in cemento amianto). È necessario in questo caso verificare che la struttura portante possa supportare un carico permanente aggiuntivo. Vista l’attualità della problematica e l’importanza di continuare un processo di bonifica di questo materiale Coldiretti Bergamo è a disposizione delle aziende associate, presso gli uffici di zona, per qualsiasi informazione in merito all’argomento.


Denuncia annuale dei rifiuti prodotti e smaltiti nel 2012

I

produttori agricoli in possesso di registro di carico/ scarico rifiuti o che hanno delegato Impresa Verde alla relativa tenuta, sono tenuti alla presentazione del M.U.D. (Modello Unico di dichiarazione Ambientale), denunciando i rifiuti prodotti e/o smaltiti nel corso dell’ anno 2012. Per consentire, quindi, la predisposizione di tale documento, le aziende interessate dovranno consegnare, entro venerdì 15 febbraio,

( m. U. D.)

Entro il 30 aprile devono essere presentate le istanze alla Camera di Commercio se non già fatto in precedenza • Copia formulari (bolle di trasporto rifiuti) relativi agli smaltimenti effettuati; • Indicazione circa il numero totale degli addetti a tempo pieno impegnati in azienda; • Copia del registro di carico/ scarico rifiuti compilato e aggiornato al 2012 (solo per colo-

ro che curano in proprio detto registro). Per ulteriori informazioni o approfondimenti, si possono contattare gli Uffici Zona oppure la Sede, Tecnico Referente: Catello Vitaglione 035/4524131 – catello.vitaglione@ coldiretti.it, presso l’ufficio tecnico di Bergamo. Catello Vitaglione

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Meno burocrazia per il

vino

Per E-baccus accolte le richieste di Coldiretti

E

-bacchus non è più obbligatorio. A seguito della richiesta di parere, presentata nei giorni scorsi ai servizi della Commissione Ue dalla Direzione generale per le politiche internazionali e dell’Unione europea del Mipaaf, l’Ispettorato centrale per la repressione frodi (Icqrf) ha emanato una nuova circolare con la quale ritorna sulle proprie decisioni, accogliendo le richieste della Coldiretti. Una buona notizia per i produttori di vino, per i quali il nuovo sistema rappresentava un aggravio burocratico del tutto inutile. La nota consente che, nelle more del pronunciamento della Commissione, la compilazione dei documenti di accompagnamento per i prodotti vitivinicoli a Do e Ig confezionati e circolanti all’interno della Ue possa avvenire senza riportare il codice E-bacchus e i riferimenti alla certificazione ottenuta e alla

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IMPRESA VERDE

entrata in vigore ha struttura di controllo già determinato un autorizzata. Il risultato considerevole auDal 1° gennaio mento dei costi e scorso, con Eottenuto della burocrazia bacchus e con è importante a carico dei prola precedente ma la partita duttori, garanticircolare dell’Icsce ampiamente qrf, era entrata non si può ritenere la rispondenza in vigore l’endefinitivamente quantitativa sulle nesima inutile movimentazioni complicazione chiusa di carico e scarico burocratica ai danni dei vini e per le partite delle aziende vinicole. imbottigliate la loro più Coldiretti aveva immediacompleta tracciabilità. tamente segnalato al Ministero Il risultato ottenuto è sicuramente le innumerevoli criticità riscontrate importante ma la partita non si può e la sostanziale inutilità di questo ritenere definitivamente chiusa. nuovo adempimento per i vini conL’azione sino ad ora svolta dalla fezionati. Coldiretti nei confronti del nostro Bisogna ricordare infatti che in ItaMinistero continuerà adesso sui lia è ormai consolidato un sistema tavoli di Bruxelles al fine di supporoneroso di certificazione e controllo tare l’azione intrapresa e ottenere per i vini a Denominazione e Indiun parere positivo oppure, qualora cazione geografica, che esclude ciò non accadesse, per giungere in la necessità di ulteriori controlli tempi brevi ad una modifica del Reattraverso i documenti di accompagolamento in materia. gnamento. Il sistema italiano, la cui


Convegno Regionale

“AGRICOLTURA SICURA” Novità e indicazioni tecniche per la sicurezza e la salute degli operatori Bergamo, 20 febbraio 2013 dalle 8.30 alle 13.30 Bergamo Centro Congressi “Nuovo Polo Fieristico” di via Lunga La partecipazione al convegno consente di acquisire 3 crediti formativi per gli RSPP non datori di lavoro (ATECO 1 - Agricoltura) previa iscrizione Per informazioni e conferma di partecipazione rivolgersi alla segreteria organizzativa: Matteo Guerretti Dottore Agronomo - Coordinatore del convegno - Tel. 347 7991548 - Fax 0363 40372 - e-mail: guerretti@lagunacons.com Confagricoltura Bergamo Referente Lorena Gusmini - Tel. 035 244480 - Fax 035 211330 - e-mail: l.gusmini@confagricolturabergamo.it Coldiretti Bergamo Referente Giuseppe Paro - Tel. 035 4524011 - Fax 035 4524126 - e-mail: giuseppe.paro@coldiretti.it A.B.I.A. Referente Cristian Cisana - Tel. 035 233553 - Fax 035 215319 - e-mail: cristian@abia.it UPAG Referente Giuseppe Ogliari - Tel. 334 3988365 - e-mail: giuseppeogliari@libero.it

Direzione scientifica Matteo Guerretti Dottore Agronomo, Dottore di Ricerca in Genio Rurale Omar Rota Coordinatore della Commissione Permanente per la Prevenzione degli Infortuni in Agricoltura ASL BG Antonino Sicignano Funzionario Tecnico INAIL Settore Ricerca Certificazione e Verifica

Evento organizzato con il contributo di:

E con il patrocinio di:

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Legge di Stabilità

Finanziaria 2013

A

seguito della pubblicazione della cosiddetta “Legge di stabilità 2013”, sono state introdotte le seguenti novità di natura fiscale: • nuove regole in materia di fatturazione; • una diversa ripartizione del gettito derivante dall’IMU fra comuni e Stato; • la riapertura della rivalutazione dei terreni / partecipazioni posseduti all’1.1.2013; • l’incremento al 22% dell’aliquota IVA ordinaria dall’1.7.2013; 34

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• l’incremento della detrazione per figli a carico; • la riduzione al 20% della deducibilità dei costi relativi agli autoveicoli utilizzati dalle imprese / lavoratori autonomi; • rivalutazione ai fini delle imposte dirette di reddito dominicale e agrario; • la soppressione della possibilità, per le società agricole, di optare per la determinazione del reddito con le modalità catastali nonché, per quelle esercenti esclusivamente attività di manipolazione, conservazione, ecc. di prodotti agricoli, per l’applicazione del coefficiente di redditività del 25%;

NUOVE REGOLE PER LA FATTURAZIONE Nella Finanziaria 2013 sono state inserite le disposizioni, dirette al recepimento della Direttiva n. 2010/45/UE in materia di fatturazione, con decorrenza dall’1.1.2013. Le nuove disposizioni sono applicabili alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2013. In particolare, a seguito delle modifiche apportate all’art. 21, DPR n. 633/72: • è introdotto un nuovo contenuto della fattura (tra gli elementi obbligatori si evidenzia il numero di partita IVA dell’acquirente / committente, il numero di identifica-


zione IVA del cliente UE ovvero il codice fiscale del cliente soggetto privato); • la fattura va emessa anche per le operazioni carenti della territorialità indicando “inversione contabile” se effettuate nei confronti di soggetti passivi UE ovvero “operazione non soggetta”; • la fattura relativa ai servizi generici ex art. 7-ter, DPR n. 633/72 va emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Altra novità è legata all’univocità del numero progressivo Se la Legge di Stabilità aveva previsto l’abolizione della numerazione “per anno solare” e pertanto ogni fattura sarebbe dovuta essere “unica” per l’intera vita” dell’azienda, l’Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 1/E del 10 gennaio 2013 ha disposto, contrariamente a quanto previsto dalla Finanziaria 2013, che la numerazione progressiva per anno solare può (e non deve) essere qualificata anteponendo o posponendo un codice identificativo (per esempio

Le novità fiscali introdotte con l’inizio del 2013 l’anno) al numero della fattura. In sostanza non è cambiato nulla rispetto agli anni precedenti. IMU Relativamente all’IMU, per il 2013 e 2014, sono introdotte le seguenti novità: • è soppressa la quota riservata allo Stato pari al 50% dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze. Di conseguenza l’intero gettito spetta al Comune; • è riservato allo Stato il gettito IMU, calcolato sulla base dell’aliquota “standard” dello 0,76%, de-

rivante dagli immobili appartenenti alla categoria catastale “D”. Per tali immobili i Comuni possono aumentare fino allo 0,3% l’aliquota “standard”. In merito risulta ora un dubbio interpretativo circa il gettito derivante dall’assoggettamento all’IMU dei fabbricati rurali. RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI Per effetto della modifica dell’art. 2, comma 2, DL n. 282/2002, è disposta la riapertura della possibilità di rideterminare: • il costo di acquisto di terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi; • partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto; alla data dell’1.1.2013 da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali. È fissato al 30.6.2013 il termine entro il quale provvedere: • alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;

Gli uffici di Coldiretti e Impresa Verde Bergamo Bergamo (sede) Via Mangili 21 - Tel. 035 4524011 - Fax 035 4524126 Bergamo Via Borgo Palazzo 169 - Tel. 035 4524170 - Fax 035 4524171 - Email: giacomo.tomaselli@coldiretti.it Clusone Via San Vincenzo de’ Paoli - Tel. 035 4524800 - Fax 035 4524801 - Email: carlo.belotti@coldiretti.it Ponte San Pietro Viale Vittorio Emanuele 60 - Tel. 035 4524190 - Fax 035 4524191 - Email: giacomo.tomaselli@coldiretti.it Romano di Lombardia Via Del Commercio 30 - Tel. 035 4524840 - Fax 035 4524841 - Email: gianluca.ceribelli@coldiretti.it Sarnico Via Luigi Suardo 3 - Tel. 035 4524820 - Fax 035 4524821 - Email: carlo.belotti@coldiretti.it Treviglio Via XXIV Maggio 30/a - Tel. 035 4524860 - Fax 035 4524861 - Email: gianluca.ceribelli@coldiretti.it Zogno Via Pietro Ruggeri 12 - Tel. 035 4524880 - Fax 035 4524881 - Email: demetrio.cerea@coldiretti.it

E-mail: bergamo@coldiretti.it - stampa.bg@coldiretti.it | www.bergamo.coldiretti.it

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• al versamento dell’imposta sostitutiva calcolata applicando al valore del terreno / partecipazione risultante dalla perizia, le seguenti aliquote: • 2% per le partecipazioni non qualificate; • 4% per le partecipazioni qualificate e per i terreni. INCREMENTO ALIQUOTE IVA Modificando l’art. 40, comma 1-ter, DL n. 98/2011 (c.d. “Manovra Correttiva” che aumento l’Iva ordinaria dal 20% al 21%) è disposto l’incremento, dall’1.7.2013, dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%. Restano invece invariate le aliquote del 4% e 10%. DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO Dal’1.1.2013 sono aumentate le detrazioni relative ai figli fiscalmente a carico. Infatti, per effetto della modifica dell’art. 12, comma 1, lett. c), TUIR, è disposta la spettanza di • 950 (in luogo di € 800) per cia-

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scun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati; • 1.220 (in luogo di € 900) per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni. È previsto inoltre l’aumento delle predette detrazioni di € 400 (in luogo di € 220) per ogni figlio portatore di handicap. RIVALUTAZIONE REDDITO DOMINICALE E AGRARIO Per il triennio 2013 – 2015, ai fini delle imposte dirette, il reddito dominicale ed agrario è rivalutato: • del 15%; • del 5% per i terreni agricoli e per quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola. Tale incremento va applicato sull’importo risultante dalla rivalutazione ex art. 50, Legge n. 662/96, pari all’80% per il reddito dominicale e al 70% per il reddito

agrario. Le nuove disposizioni devono essere considerate per la determinazione dell’acconto IRPEF 2013. SOCIETÀ DI PERSONE E SRL AGRICOLE Nell’ambito del settore agricolo sono abrogate alcune disposizioni previste dalla Finanziaria 2007. In particolare per le società di persone diverse dalle società semplici e le srl che assumono la qualifica di società agricole ex art. 2, D.Lgs. n. 99/2004 è eliminata la possibilità di optare per la determinazione del reddito con le modalità catastali ai sensi dell’art. 32, TUIR; per le società di persone diverse dalle società semplici e srl costituite da imprenditori che esercitano esclusivamente le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci non è più consentito optare per la determinazione del reddito applicando ai


ricavi il coefficiente di redditività del 25%. Le opzioni già esercitate divengono inefficaci con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 (in generale, dal 2015). “PATRIMONIALE” SU IMMOBILI E ATTIVITÀ FINANZIARIE ESTERI Modificando l’art. 19, DL n. 201/2011 sono state introdotte alcune novità relativamente all’im-

posta patrimoniale per gli immobili e le attività finanziarie detenuti all’estero. Con riferimento agli immobili è: • differita dal 2011 al 2012 la decorrenza dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (c.d. IVIE), a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti; • in base al nuovo comma 15-ter per l’abitazione principale e relative pertinenze nonché per gli immobili non locati assoggettati all’imposta patrimoniale non • è applicabile la disposizione ex art. 70, comma 2, TUIR, ossia l’IRPEF sul reddito fondiario; è introdotta la modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo (anziché, in unica soluzione), con le medesime regole previste ai fini IRPEF. Con riferimento alle attività finanziarie è:

• differita dal 2011 al 2012 la decorrenza dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (c.d. IVAFE) dalle persone fisiche residenti; • l’applicazione dell’imposta nella misura fissa di € 34,20 è estesa a tutti i c/c bancari e libretti al risparmio, ovunque detenuti. In precedenza l’applicabilità di tale misura era limitata esclusivamente a quelli detenuti in Stati UE / SEE; • è introdotta la modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo (anziché, in unica soluzione), con le medesime regole previste ai fini IRPEF.

È fissato al 30 giugno 2013 il termine entro il quale provvedere alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima

In considerazione della nuova decorrenza, dal 2011 al 2012, delle citate imposte quanto versato nel 2011 è considerato eseguito in acconto per il 2012. Roberto Pizzagalli

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Il gas lascia spazio a

stufe e camini

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on il crollo dei consumi di gas ai minimi da dieci anni sono aumentate nello stesso arco di tempo del 26 per cento le importazioni di legna da ardere per tenere accesi stufe e camini per i quali si è registrato con la crisi un vero boom. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti  in occasione della diffusione dei dati sul crollo del consumi di gas ai minimi secondo  le elaborazioni di Staffetta Quotidiana su dati di Snam Rete Gas, sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2012. Con la crisi e l’aumento del prezzo dei combustibili quest’inverno sono state accesi oltre sei milioni di stufe e camini  sul territorio nazionale Una dimostrazione evidente del ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate dovuto al crescente interesse verso questa forma di energia che e diventata competitiva dal punto di vista economico oltre a essere più sostenibile dal punto di vista ambientale. Una tendenza dovuta in parte alla riapertura dei camini nelle vecchie case ed alla costruzione di nuovi ma anche ad una forte domanda di tecnologie più innovative nel comparto delle stufe a legna, delle caldaie e pellets dove l’industria italiana soddisfa oltre il 90 per cento delle domanda sul mercato interno mentre destina quasi un terzo della produzione nazionale alle esportazioni. L’Italia è diventato il primo importatore mondiale di le-

gna da ardere nonostante la presenza sul territorio nazionale di 10 milioni e 400mila ettari di superficie forestale, in aumento del 20 per cento negli ultimi 20 anni. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono il polmone verde dell’Italia con circa 200 alberi per ogni italiano. I boschi ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che e il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici in corso ma potrebbero svolgere un ruolo ancora più importante per compensare il fabbisogno energetico del Paese. Appare quindi evidente l’importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale al 2020 (secondo il quale le biomasse, tra le quali spicca il ruolo dei prodotti legnosi, dovranno coprire il 44 per cento dei consumi di fonti rinnovabili e il 58 per cento dei consumi di calore totale), fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili (sia nella produzione che nel taglio) nell’ambito di una filiera sostenibile anche nelle modalità di trasformazione energetica con caldaie moderne ed efficienti.

Aumenta l’importazione di legna

Nuova guida delle Fattorie Didattiche Coldiretti Bergamo sta predisponendo una guida delle Fattorie Didattiche che operano in provincia di Bergamo. Questo strumento si propone di presentare con immagini e descrizioni le aziende dove studenti, insegnanti, gruppi organizzati, associazioni e semplici cittadini, partecipando a visite e a percorsi didattici, possono conoscere l’agricoltura, i suoi prodotti e i suoi protagonisti. Le Fattorie Didattiche che vogliono essere inserire nella guida devono contattare Annamaria Fortini presso la sede della Coldiretti a Bergamo (cell. 335 7791411 – Email stampa.bg@coldiretti. it) entro la fine del prossimo mese di marzo.

CAMPAGNA AMICA

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L’innovazione corre sul filo di

Oscar Green Premio promosso da Giovani Impresa

S

ono aperte le iscrizioni alla settima edizione all’Oscar Green, il premio promosso da Giovani Impresa Coldiretti su tutto il territorio nazionale per valorizzare e far conoscere l’innovazione in agricoltura, un settore che sta dimostrando di sapere mantenere le proprie radici ma con lo sguardo rivolto al futuro.L’Oscar Green è un appuntamento molto importante perché mette in evidenza progetti aziendali orientati alla multifunzionalità, alla qualità, al rapporto con il consumatore e la società nonché al legame con il territorio e intende valorizzare tutti coloro che hanno saputo trasformare le loro idee in rinnovamenti reali nella propria attività agricola garantendo una carica di energia giovane e vitale per il nostro Paese. “Il premio Oscar Green – spiega Fabio Bonzi delegato di Giovani Impresa Bergamo - nasce dall’idea che il nostro Paese, per continuare e ritornare ad essere competitivo nell’economia globalizzante, deve puntare sulle straordinarie idee italiane, soprattut-

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VITA ASSOCIATIVA

to dell’entusiasmo dei “giovani” italiani, sulla loro capacità di essere geniali e di saper trasformare in bellissime e redditive realtà delle fantasie che per molti potevano restare soltanto tali”. Sono previste sei categorie in cui le aziende si potranno candidare sulla base delle proprie specificità: “Stile e cultura d’impresa”,

“Non solo agricoltura”, “In-filiera”, “Esportare il territorio”, “Campagna Amica” ed “Ideando”. È inoltre prevista la menzione speciale “Paese Amico”. Possono partecipare al premio tutti gli imprenditori agricoli e agroalimentari, singoli e associati, che non hanno più di 40 anni. Possono avere qualsiasi età solo

gli imprenditori che si vogliono candidare nella categoria “Infiliera”. Le iscrizioni all’Oscar Green sono aperte fino al 15 marzo 2013. Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria di Giovani Impresa Coldiretti Bergamo (Annamaria Fortini 035 4524125 Email stampa.bg@coldiretti.it)

Le categorie Stile e cultura d’impresa – per premiare la capacità dell’imprenditore di interagire con altri settori dell’economia; Esportare il territorio – per premiare la capacità dell’impresa di esportare insieme al suo prodotto lo straordinario bagaglio paesaggistico e culturale dei territori


Nuovi fattori di successo concorso del Mipaf per giovani agricoltori

italiani; In filiera – per premiare un’impresa agricola che passa da mera produttrice di commodity a produttrice di cibo; Campagna amica – per premiare la capacità delle imprese agricole di accorciare lafiliere e portare il cibo direttamente sulle tavole degli italiani senza intermediazioni; Non solo agricoltura – per premiare l’agricoltura che si prende cura della società con la produzione di servizi per il benessere dell’ambiente e delle persone; Ideando – per premiare l’idea che ha fatto nascere un’impresa (che ha massimo un anno di vita) evidenziando l’importanza strategica che i giovani hanno per il nostro Paese che dovrebbe trattarli non come un problema da risolvere all’interno dell’economia nazionale ma come un’opportunità da cogliere per uno sviluppo economico vero e sostenibile. A.F.

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l Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, nell’ambito delle attività finanziate dal programma Rete Rurale Nazionale 2007/2013, ha indetto un concorso per la seconda selezione nazionale “Nuovi Fattori di Successo” finalizzata alla valorizzazione ed alla diffusione delle Buone Pratiche nello Sviluppo Rurale realizzate da Giovani Agricoltori nell’ambito del FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). Requisiti richiesti qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto; • età inferiore ai 40 anni; • essere beneficiari di finanziamenti nell’ambito

delle Politiche europee di Sviluppo Rurale (fondi FEASR), nella programmazione 2007 - 2013 o 2000 – 2006. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite i modelli allegati al bando entro il 22 marzo 2013 (farà fede il timbro dell’ufficio postale di spedizione), al seguente indirizzo: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Direzione generale dello sviluppo rurale - Ufficio DISR 2, Via XX settembre 20, 00187 Roma. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria di Giovani Impresa Coldiretti Bergamo.

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La modernità della famiglia

contadina saldando le rate del mutuo o le bollette di luce, acqua e gas. Un contributo che, dal punto di vista economico, è stimato a livello nazionale, in oltre 18 miliardi di euro l’anno. I pensionati quindi non sono un peso, ma un vantaggio per la società sia dal punto di vista della conservazione della tradizione e dell’esperienza, sia da quello di una solidarietà interfamiliare sempre più importante. Il fatto che molto spesso si parla di imprese agricole condotte da anziani - precisa la Coldiretti bergamasca - non solo non è vero, ma laddove accade rappresenta un fatto fisiologico in quanto i “non più giovani” nelle campagne rimangono in famiglia a dare una mano fino alla fine, magari anche come titolari di azienda. Non c’è dunque una contrapposizione generazionale frutto di un arretramento culturale, ma semplicemente una modernità sociale di cui il mondo agricolo è orgoglioso.

I

n un momento di grande crisi per le famiglie come quello attuale, la solidarietà tra generazioni diventa un fattore importante per affrontare le difficoltà. I pensionati infatti, grazie al loro prezioso aiuto, hanno anche un valore sociale ed economico tutt’altro che trascurabile.

Tra lavoro, faccende domestiche e impegni vari, i genitori hanno sempre meno tempo per la cura dei figli e così diventa fondamentale l’aiuto dei nonni, un sostegno che va ben oltre il ruolo del “baby sitter”. Secondo una rilevazione di Coldiretti Bergamo sono numerosi gli

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VITA ASSOCIATIVA

I nonni protagonisti di un nuovo welfare anziani che si occupano dei nipoti e aiutano economicamente i figli. Fra i pensionati che seguono i nipoti almeno la metà lo fa tutti i giorni, impegnando dalle 2 alle 8 ore. Non mancano i nonni che regalano la “paghetta” o acquistano qualche giocattolo e c’è una quota che con la propria pensione integra il bilancio familiare dei figli magari

Oltre ad essere un valore e una forza nelle attività quotidiane e nella gestione della famiglia le persone anziane rappresentano la nostra memoria storica, delle solide radici che permettono alle giovani generazioni di resistere. I “nonni” svolgono anche una funzione fondamentale nel conservare le tradizioni e nel guidare i più giovani verso abitudini alimentari più salutari nelle scuole e nelle case ed evitare il rischio concreto che i ragazzi di questa generazione, per la prima volta nella storia, possano essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate dall’obesità e dal soprappeso, come il diabete e i problemi cardiaci. A.F.


flash dal territorio Le Noci di S. Pietro

Un nuovo prodotto di qualità per l’azienda “Tenuta degli Angeli”di Carobbio degli Angeli. Dalla passione e dalla creatività di Manuela Ghidini, Roberta, Laura e Maria Testa sono nate “Le Noci di S. Pietro”, un’eccellenza del territorio bergamasco proposta secondo una ricetta dal respiro europeo.

Al via i percorsi cicloturistici in pianura Si stanno sviluppando nel territorio della Media Pianura Lombardia percorsi cicloturistici per la promozione della mobilità dolce come “bicicletta, treno, navigazione fluviale” attraverso i quali Coldiretti intende valorizzare i prodotti del territorio nei punti vendita aziendali e gli agriturismi. Il primo percorso, denominato Itinerario della Fede, collegherà Sotto il Monte al Santuario di Caravaggio.

La Cooperativa Monti e Laghi protagonista di Melaverde

La cooperativa Monti e Laghi di Vigolo è stata protagonista di una puntata di Melaverde, la popolare trasmissione di Canale 5 condotta da Edoardo Raspelli e da Ellen Hidding. L’iniziativa ha dato ulteriore visibilità ai prodotti caseari legati al territorio del Monte Bronzone.

Arriva la TAV Sono iniziati i lavori per la realizzazione della TAV, la linea ferroviaria per l’alta velocità. Questa nuova opera sfregerà ulteriormente il territorio della bassa pianura bergamasca, erodendo la superficie agricola e danneggiando numerose imprese agricole. La Coldiretti è a disposizione per la consulenza sugli espropri.

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pensionati aumenta l’integrazione al trattamento minimo

L’

integrazione al trattamento minimo è l’aiuto che viene concesso dallo Stato ai pensionati, compresi i coltivatori diretti, che hanno redditi bassi, quando l’im-

porto della pensione risultante dal calcolo dei contributi versati o accreditati, è al di sotto di quello che viene considerato il “minimo vitale”. In questi casi, la pensione viene aumentata fino a raggiungere l’importo minimo fissato annualmente dalla Legge.

L’importo Per il 2013, l’importo del trattamento minimo è pari a euro 495,43 mensili. Il diritto a tale beneficio dipende non solo dal reddito personale ma anche, in caso di pensionati coniugati e non legalmente ed effettivamente separati, dal reddito cumulato con quello del coniuge. Tale beneficio non si applica alle pensioni contributive (ad eccezione di quelle liquidate a seguito dell’applicazione della cosiddetta “opzione donna”) e alle pensioni supplementari: in tali casi infatti la pensione è rapportata ai soli contributi versati, senza diritto ad alcuna integrazione. I limiti di reddito L’integrazione al minimo delle pensioni può essere attribuita in misura intera o ridotta. Per il 2013, i limiti di reddito che consentono l’integrazione totale sono: 6.440,59 personali, 19.321,77 cumulati. Non spetta alcuna integrazione se si supera il limite di 12.881,18, con redditi propri, e il limite di 25.762,36 con redditi cumulati. L’integra-

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PREVIDENZA


sale da mungitura a pettine - spina di pesce - giostra

zione spetta in misura ridotta e proporzionale (parziale integrazione) se il pensionato possiede redditi, personali o cumulati con il coniuge, compresi tra il limite minimo (totale integrazione) e il limite massimo (oltre il quale l’integrazione è esclusa). I limiti di reddito, personale e coniugale, devono essere entrambi rispettati. Il superamento di almeno un limite è sufficiente ad escludere il pensionato dall’integrazione. Limiti diversi sono previsti per pensioni con decorrenza compresa nel 1994. Non concorrono alla determinazione del reddito quelli derivanti dalla casa di abitazione, la pensione da integrare al minimo e i redditi soggetti a tassazione separata. Questi ultimi devono essere dichiarati solo per le pensioni con decorrenza anteriore al 1° febbraio 1994. Se il pensionato è titolare di due o più pensioni, esistono dei criteri per stabilire su quale pensione spetta l’integrazione. Per una consulenza personalizzata, raccomandiamo a tutti gli interessati di rivolgersi al Patronato Epaca: gli operatori Epaca forniranno gratuitamente tutta l’assistenza necessaria, predisponendo tutta la documentazione che deve essere inviata all’Inps. Ivan Bonomi

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