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Associazione Promozione Infanzia Bisognosa del Mondo Impoverito

ONLUS

NOTIZIE

APIBIMI Giugno 2012

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Periodico dell'A.P.I.Bi.M.I. Associazione Promozione Infanzia Bisognosa del Mondo Impoverito Anno: 2012 - N° 2 - Mese di giugno Periodicità quadrimestrale - Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46 ) art. 1, comma 2, CNS Trento Taxe Percue Proprietario ed editore: A.P.I.Bi.M.I. onlus - Registrazione Tribunale di Rovereto n° 146 del 01.02.1989 Indirizzo della Redazione: V. Ponta, 49 - 38060 VOLANO (TN) Direttore responsabile: Corrado Corradini


Tanti

Indice

IN QUESTO NUMERO

auguri

A tutti i soci e sostenitori dell’Apibimi, i migliori auguri per una serena estate che offra il tempo per il riposo e gli affetti e insieme nuove occasioni di solidarietà.

Editoriale

pag. 1

Speciale assemblea soci 2012

pag. 3

Vita associativa

pag. 15

Il viaggio dell’Utopia

pag. 17

Dai Centri

pag. 18

Deserto fiorito alla periferia di Lima

pag. 30

Testimonianze

pag. 32

Storie di vita

pag. 36

Avvisi e notize in breve

pag. 38

Scheda per nuova adesione

pag. 40

• Sostegno a distanza come dono di fraternità universale

INDICE

• La cronaca • La relazione del presidente • La relazione del cassiere • Il bilancio consuntivo 2011 • Gli interventi, le votazioni

• Kisangani - Congo • Chiapas - Messico • Calcoene - Brasile • Lima - Perù • Caia - Mozambico

• I contrasti e i sorrisi di San Paolo • La complessità della cultura indiana

Notizie APIBIMI onlus

• Jean Marie, bambino coraggio

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REDAZIONE NOTIZIARIO A.P.I.BI.M.I. Corrado Corradini (direttore responsabile) - Ignazio Sgarlata (coordinamento) Mirella Perin - Maria Tonolli - Annalisa Zanella


Editoriale

Sostegno a distanza come dono di fraternità universale

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ottare contro la povertà degli altri e scegliere per sé la povertà (sobrietà) sono due aspetti dell’unica regola umana - cristiana: l’amore. Davanti a questa affermazione vorrei, in primo luogo, esprimere un profondo sincero sentimento di riconoscenza verso tutti voi che componete, non solo l’associazione, ma la famiglia allargata Apibimi. Credo realmente che ciascuno di voi, che ha scelto e deciso di assumere l’impegno di una adozione a distanza di uno/a bambino/a, di un progetto di promozione umana nel mondo impoverito, lo ha fatto come espressione concreta, importantissima, di lotta contro la povertà, per costruire un mondo più giusto, più vero e più umano. So che tutti voi considerate questo come impegno-dono, e quindi non una elemosina ma come ricerca di quella fraternità universale che è l’unica sicurezza, l’unico cammino per un mondo nuovo. Le adozioni sono importantissime per l’effetto che producono sulla vita di tanti bambini/e, sulle loro famiglie e sulle loro comunità. Ma sono altrettanto preziose in quanto ci aiutano a ringraziare per quanto abbiamo, a ridimensionare un po’ questo sfrenato desiderio, impostoci da un’economia errata, di possedere sempre di più e a riscoprire la gioia di un sacrificio che produce vita più vera in noi e più serena e dignitosa in altri. L’adozione, con il gesto concreto di versare la nostra quota, ci aiuta a riacquistare, intelligentemente e con coraggio, la libertà di compiere quelle azioni che ci rendono capaci di vivere liberamente, e consente ai poveri, almeno ad alcuni (molti), di essere liberi pure loro dal peso della miseria. E tutto questo cercare di vivere al meglio ci permette di riscoprire l’essenziale che è l’amore. L’adozione a distanza di un bambino/a, o di un progetto di promozione umana porta dentro il nostro circuito personale, familiare, sociale ed economico, una piccola porzione, ma importantissima, di quel mondo impoverito che ha un nome, un volto e spesso, troppo spesso, una storia di sofferenza causata non dalla sorte o dal destino e, ancor meno, da Dio che è padre di tutti, ma dall’iniqua distribuzione dei beni e da disumani sistemi di sfruttamento. Quello che rende nobili tutti voi, che rende grande e gioioso il nostro essere con l’Apibimi, è proprio quel di più che esce dal vostro cuore, dal vostro essere uomini e donne grandi nell’amore, quell’amore che va oltre, ben oltre, la cifra di denaro dell’adozione.

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EDITORIALE Notizie APIBIMI onlus

Credetemi: è per questo “di più” che vogliamo, con tutta la forza della nostra storia e della nostra persona, dirvi GRAZIE. Proprio perché voi avete capito che ogni bambino/a, i loro cari, quanti lavorano nei progetti di Apibimi come operatori sociali, educatori, ecc…, è di questo “di più “ che hanno maggior bisogno e, in moltissime occasioni, ci hanno dato prove luminose di saperlo cogliere e saperlo far fruttificare. Auguro, sinceramente e vivamente, che ognuno/a di voi, che ogni socio/a, fratello e sorella nella famiglia Apibimi, possa riscoprire e vivere quella povertà, che illuminata e incrementata dall’amore, diventi sobrietà e libertà, non tanto per dare più denaro, ma per far vivere e dare più gioia a tutti quegli amici, piccoli e grandi, che abbiamo tutti a cuore e sono sparsi nei vari progetti dell’ Apibimi nel mondo. Don Gerolamo Iob

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In primo piano

Speciale assemblea soci 2012 La cronaca

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o scorso 20 aprile si è svolta l’annuale assemblea della nostra Associazione. L’importante appuntamento con i soci e i sostenitori, unisce gli adempimenti di natura convenzionale agli aspetti riguardanti le relazioni umane. Ad inizio dei lavori, l’assemblea, su proposta del presidente Apibimi Michele Depentori, ha nominato all’unanimità dei presenti Ignazio Sgarlata presidente dell’assemblea e Rosella Fioriolli segretaria verbalizzante. Sgarlata prendendo la parola ha ringraziato i presenti per la loro partecipazione ed ha dato avvio ai lavori, invitando Depentori ad esporre la sua relazione sull’attività svolta dall’Associazione durante l’anno 2011 e sul programma dell’anno in corso. A seguire sono state esposte le relazioni del presidente e del cassiere, è stato presentato il bilancio consuntivo dell’anno trascorso, seguito dall’intervento dei revisori. Questi adempimenti burocratici, necessari per una trasparente e corretta gestione dell’associazione, sono stati sottoposti alla valutazione dei soci che hanno approvato i documenti, apprezzando il lavoro svolto. La seconda parte dell’incontro è stata, invece, dedicata alle relazioni umane: attraverso gli interventi e le testimonianze dei responsabili e dei volontari, ci si è sentiti coinvolti nella vita della comunità del centro di assistenza che, di volta in volta, veniva presentato. Grazie all’entusiasmo ed alla passione che trasparivano dai vari intervenuti, la platea si è sentita emotivamente vicina e appassionata alle storie dei bambini, delle loro famiglie e delle comunità, insieme ai quali stiamo camminando per realizzare un mondo più giusto. Nelle pagine seguenti riportiamo un breve resoconto della serata (le relazioni, il bilancio chiuso al 31.12.2011, gli interventi e le votazioni) a beneficio di quei soci e sostenitori che non sono potuti intervenire. Un grazie ai soci presenti per aver partecipato all’incontro, in particolare a quelli venuti da lontano, ai referenti locali dell’Apibimi, ai volontari che, di ritorno dai Centri, hanno dato la loro testimonianza

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La relazione del presidente (sintesi)

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SPECIALE ASSEMBLEA

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ari amici, grazie per la vostra presenza alla nostra assemblea, grazie a nome degli oltre 8.000 bambini, che stiamo contribuendo a far crescere, e dei responsabili e operatori dei Centri, che li stanno amorevolmente accogliendo e formando: è anche merito del loro lavoro se oggi possiamo elencare i risultati che vi presentiamo. Questi risultati che sono il frutto dell’impegno e del sacrificio di tanti volontari che in silenzio offrono la loro disponibilità a favore della gestione dell’Associazione Tutte queste persone sono la vera ricchezza dell’Apibimi, ma per mantenere e rinnovare questa ricchezza è molto importante l’ingresso dei nuovi volontari, perché da loro arrivano nuove idee e nuovo entusiasmo. Quindi l’appello che rivolgo è quello di dare, per chi può, anche la propria disponibilità nella gestione delle attività, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità Come è evidente, da qualche anno siamo attraversati da una profonda crisi economica e il settore della solidarietà è forse fra quelli maggiormente colpito. Per questo il risultato dell’anno 2011, che ha visto una contrazione delle entrate di appena il 5 per cento circa del totale, ci può essere di conforto: segno di maturità e fiducia che le persone hanno nell’associazione. Grazie a questo risultato, abbiamo potuto mantenere gli impegni di finanziamento verso tutti i 22 centri che portando avanti i progetti di accoglienza in corso, hanno permesso la continuità di accoglienza e di formazione degli oltre 8.000 bambini coinvolti. Un motivo di preoccupazione resta, invece, l’assenza di nuove adesioni alle adozioni a distanza ed al finanziamento dei progetti: nel 2010 erano 2.764 e nel 2011 sono tate 2.735 con un calo di 29 adesioni. L’assenza di nuove adesioni l’abbiamo imputata, oltre che alla crisi, anche alla nostra carenza nelle relazioni con i soci ed i sostenitori. Questi infatti, se non adeguatamente stimolati, dopo un po’ perdono la fiducia e abbandonano l’impegno. Inoltre è persistente il fatto che non riusciamo a dare visibilità alle atti-

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vità dell’associazione e non riusciamo a trovare spazi promozionali utili a sensibilizzare nuove persone e raccogliere nuove adesioni. Per questo motivo anche durante l’anno 2011 il direttivo ha affrontato il problema, cercando di sviluppare maggiormente il settore della sensibilizzazione e delle relazioni. Inoltre, a partire da marzo 2011, si è assunto Thomas Festi con contratto a progetto che avrà scadenza ad agosto del 2012, per seguire, in via esclusiva, le relazioni con i soci e la sensibilizzazione. Questionario conoscitivo Nel corso del 2011, abbiamo inviato a tutti i soci un breve questionario con lo scopo di raccogliere opinioni, proposte e ogni utile indicazione. In quasi 350 soci hanno restituito il questionario. Sensibilizzazione Abbiamo incrementato i contatti con i referenti di zona per sollecitarli ad avviare relazioni fra i soci e stimolarli ad organizzare incontri o interventi locali in cui presentare e far conoscere l’associazione. In prospettiva si spera di potere estendere la rete dei referenti alle zone ancora scoperte. Sempre in tema di visibilità, abbiamo cercato di individuare ed attivare altre possibili forme di divulgazione via internet: facebook, internet, ecc. Dal 2011 è ripartita anche l’attività di sensibilizzazione presso le scuole. Sono stati individuati e sviluppati 5 percorsi formativi per alunni di vario ordine e grado. Successivamente sono stati presi i contatti con i docenti delle scuole ed avviata l’attività con l’apertura dell’anno scolastico. L’attività, tuttora in pieno svolgimento, ha visto il coinvolgimento di 12 istituti scolastici, 35 aule ed oltre 700 studenti. Per la prosecuzione dell’attività presso le scuole, si stanno perfezionando il coinvolgimento ed il contributo di altre entità: in particolare con la ong Ipsia del Trentino e dell’ente Provincia di Trento, allo scopo di condividerne gli oneri. Campagna “Trova un amico e affidagli un bambino” Con la campagna “Trova un Amico”, lanciata alla fine dell’anno 2010 ed alla fine dell’anno 2011, abbiamo cercato di coinvolgere i soci e i sostenitori, nel farsi promotori di cercare, nell’ambito delle proprie conoscenze, nuove sottoscrizioni alle adozioni a distanza e alle adesioni ai progetti. I risultati ottenuti sono stati soddisfacenti anche se dobbiamo mantenere sempre attiva questa iniziativa per trovare, attraverso il passa parola, i nuovi sostenitori per tutti quei bambini ancora in attesa di essere abbinati. Entrate e uscite finanziarie Il totale delle entrate registra un calo di circa il 5 per cento: erano € 990.912 nel 2010, sono € 972.878 nel 2011. I finanziamenti inviati ai centri nel 2011 ammontano ad € 690.673, con un calo rispetto all’anno precedente di € 47.000, ma comunque soddisfacente in considerazione della crisi economica in atto. Con questo risultato è stato possibile proseguire gli impegni presi nei confronti

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dei 22 centri dove possono continuare le attività che coinvolgono oltre 8.000 bambini. Inoltre è stato possibile sostenere alcuni interventi per complessivi € 36.994. Le spese di gestione sono state € 49.000, con un incremento rispetto all’anno 2010 di circa € 4.000; ciò anche in considerazione del nuovo contratto di collaborazione, si sono mantenute entro i limiti del 4 per cento del saldo di bilancio. Tuttavia considerata l’importanza di queste spese per il buon funzionamento dell’associazione e per non intaccare le risorse destinate ai finanziamenti ai centri, invito, chi può, a dare un contributo, eseguendo versamenti con causale “spese di gestione”.

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SPECIALE ASSEMBLEA

5 per mille E’ importante ricordare i contributi derivanti dal 5 per mille dell’Irpef. La scelta viene fatta con la dichiarazione dei redditi, indicando nell’apposito riquadro, insieme alla propria firma, il codice fiscale dell’Apibimi. Nel corso del 2011 ci sono stati accreditati € 44.000 relativi alle sottoscrizioni della dichiarazione dell’anno 2009. E’ importante dare continuità a questa forma di entrata che per legge, deve andare ad esclusivo beneficio dell’attività a favore dei bambini, quindi vi invito ad aderire ed a sensibilizzare ogni conoscente affinché destini il 5 per mille a favore della nostra Associazione. Bilancio sociale E’ questo il secondo anno in cui abbiamo realizzato il bilancio sociale con lo scopo di dare una rappresentazione completa dell’associazione, dell’attività svolta e dei risultati ottenuti. Con questo documento vengono descritti la storia ed i principi dell’associazione, la compagine sociale e la struttura organizzativa, le attività istituzionali e gli obiettivi raggiunti, gli aspetti economici, le criticità e i programmi futuri. Rapporti con i Centri Anche quest’anno, nonostante la crisi, l’impegno dell’Apibimi è stato quello di assicurare il finanziamento ai 22 centri, per permettere la continuità dei progetti in corso ed in particolare portare a conclusione i cicli scolastici e formativi dei bambini e ragazzi accolti. Tuttavia, tanto i centri quanto l’Apibimi, perseguono e sostengono la ricerca dei finanziamenti pubblici e privati in loco ed, in prospettiva, il trasferimento alle istituzioni locali delle attività. Le difficoltà che i centri incontrano nello svolgimento delle proprie attività sono legate ai problemi

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sociali della comunità cui prestano assistenza. In particolare restano rilevanti i problemi legati all’instabilità dei bambini accolti, a causa del continuo spostamento delle famiglie, i problemi legati al degrado familiare e i problemi legati all’emarginazione. Altra criticità è rappresentata dal fatto che non sempre le strutture, che i centri dispongono, consentono di offrire servizi efficienti. In Brasile finalmente è stata ufficialmente costituita la Rede Pequi: il consorzio di cui sono soci sei dei sette centri brasiliani con i quali collaboriamo. Lo scopo del consorzio è quello di unire le forze per migliorare i percorsi educativi e di assistenza e, soprattutto, quello di avere un maggior peso politico per la predisposizione e la presentazione di nuovi progetti che ottengano le risorse umane e finanziarie da parte delle istituzioni locali e nazionali. Criticità e obiettivi futuri Riguardo la gestione, è sempre pressante la necessità di nuove risorse umane per seguire le attività e per portare nuove idee. Da parte di diversi soci si lamenta il frequente cambio del bambino/a affidato in adozione a distanza o l’assenza della “letterina” o della relazione annuale. Il nostro obiettivo è quello di diminuire queste carenze ed in proposito abbiamo dato regole precise ai responsabili dei centri, chiedendo il rispetto della redazione della relazione annuale e della letterina del bambino. Conclusioni Come si può vedere il lavoro è tanto e pieno di difficoltà ma l’obiettivo è oggi più chiaro: siamo consapevoli che, insieme alla povertà, dobbiamo sconfiggere, soprattutto, le cause che la generano, per prevenirne il perpetuarsi. Vi invito tutti ad un maggior coinvolgimento e ad una maggiore partecipazione affinché la nostra associazione possa essere sempre più incisiva nel contribuire a realizzare quel mondo più umano e più giusto che tutti auspichiamo.

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La relazione del cassiere (sintesi)

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SPECIALE ASSEMBLEA

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l bilancio della nostra Associazione è redatto in conformità con le “Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti Non Profit” emanato dall’Agenzia Nazionale per le onlus. In generale possiamo dire che il bilancio 2011 è in lieve diminuzione rispetto al 2010 sia per le entrate 2011 (- € 40.000 circa) che per i versamenti ai Centri che sosteniamo (- € 47.000). Visto l’andamento delle entrate ed il contesto sociale ed economico in cui ci troviamo ad operare, abbiamo prudenzialmente diminuito i finanziamenti, di tipo straordinario, costituendo un accantonamento di € 153.000 indicato tra le rimanenze finali. Questo importo, sostanzialmente, è destinato a: • coprire le probabili “morosità” (quote sottoscritte e non pagate entro 2012) per € 24.000 • accantonare il finanziamento per il progetto “Deserto Fiorito” a Lima e per la costruzione della scuole di Leogan ad Haiti per complessivi € 65.000 • finanziare, per l’intero 2012, i 7 “progetti di sviluppo” non abbinati per € 68.000 Sempre con le disponibilità di fine anno, abbiamo previsto l’accantonamento di ca. € 14.000 per riportare il Fondo di riserva al livello ottimale di € 25.000. Da quanto esposto si rileva come sia molto importante poter contare sulle offerte libere sia per finanziare i progetti non abbinati, appena menzionati, che per realizzare interventi occasionali, ma necessari, che ci vengono richiesti dai Centri che sosteniamo.

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Il viaggio dell’utopia Riportiamo il resoconto di Annalisa sullo spettacolo messo in scena dalla compagnia corale Altreterre a sostegno dei progetti di Apibimi

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a preoccupazione che i molti mesi di preparazione all’evento non fossero ricompensati dal calore di tanti sguardi coinvolti e partecipi è svanita con l’apertura del teatro. Tanta infatti era la gente in fila per assicurarsi una poltroncina che l’organizzazione si è felicemente vista costretta a fissare una replica la sera successiva. Un’affluenza insomma al di sopra di qualsiasi più rosea aspettativa. E’ questa la scenografia che ha fatto da sfondo alla meravigliosa collaborazione tra il coro Altreterre e Apibimi. Il primo nucleo della corale Altreterre nasce oltre 10 anni fa quando alcune voci maschili si unirono al coro giovanile della parrocchia di Vigo Meano per animare con alcuni canti africani una celebrazione missionaria. Da allora il coro, cresciuto in numero e in esperienza, si è guadagnato la stima di moltissime persone, grazie ad un repertorio di canzoni che unisce, in un unico grande abbraccio, paesi lontani come Africa e America Latina e le cui note hanno trovato ospitalità in tantissime chiese trentine. La profonda intesa di valori ed obiettivi tra le due associazioni è culminata nelle sere del 10 e 11 marzo al teatro San Marco di Trento attraverso la riuscitissima rappresentazione corale teatrale “Il Viaggio dell’Utopia”. Un viaggio a bordo di un barcone che racconta la speranza di uomini che, con i loro pochi averi, partono dall’Africa per approdare nel migliore dei casi sulle coste italiane. Un viaggio raccontato da un reporter italiano che si imbarca con loro per poterne raccontare “le aspettative e i ricordi, con le parole che si intrecciano ai canti, ai sussurri delle preghiere, alle urla di gioia e ai silenzi dell’angoscia, attoniti e straziati”. Un viaggio per lasciarsi alle spalle un’estrema povertà, alla ricerca dei diritti umani più basilari, alla ricerca della dignità. Quasi due ore di intenso coinvolgimento che volevano essere un invito alla riflessione, alla responsabilità personale.. perché ci possa sempre accompagnare la profonda convinzione che la possibilità di aiutare è nel cuore e nella mani di ognuno di noi. Un grande ringraziamento va a tutte quelle persone che ci hanno manifestato e dimostrato il loro sostegno, la loro sentita vicinanza lasciandosi trasportare dai messaggi di fraternità di cui era fortemente intrisa la serata. Infine un abbraccio di enorme riconoscenza al coro Altreterre che ci ha gentilmente ospitato in queste due splendide serate dal forte colore solidale e che speriamo di cuore di poter ancora incrociare nel nostro cammino.

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Dai Centri

Kisangani - Congo Da alcuni anni a Kisangani il Groupe Espoir si prende cura degli orfani dell’Aids, cercando di dar loro un’educazione adeguata e una sensibilizzazione a tematiche connesse all’adolescenza. Durante l’anno si organizzano iniziative di formazione per i giovani ed incontri con le famiglie. La nostra associazione finanzia queste attività con l’importo annuo di 11 mila euro Come procede l’attività? er quanto riguarda l’attività scolastica dell’anno 2010-2011, i ragazzi orfani dell’ Aids che si sono iscritti nelle scuole sono stati 188, di cui 101 alle elementari e 84 alle superiori. Di questi, 19 alunni hanno terminato le elementari e sono passati alle scuole superiori e altri 11 hanno ottenuto il diploma di Maturità. Il nostro sostegno ha permesso a questi ragazzi di potersi iscrivere a scuola e di avere delle uniformi; ha garantito inoltre le spese mensili sia per contribuire allo stipendio degli insegnanti che per gli esami di stato finali di elementari e superiori. I ragazzi sono stati seguiti dalle famiglie di accoglienza. La maggior parte di loro, dopo la perdita di uno o di entrambi i genitori, vive con la nonna o con i fratelli maggiori. Ci sono stati una decina di volontari che hanno tenuto i rapporti con le famiglie e la scuola, in modo da verificare la frequenza scolastica e l’implicazione della famiglia nell’educazione dei ragazzi. Nell’eventualità ne avessero bisogno, i ragazzi ricevono anche cure mediche e medicine. Durante l’anno abbiamo avuto due incontri con le famiglie, a inizio e a fine anno, in cui è stato presentato il programma annuale e il progetto educativo, e discusso dei problemi sorti. Inoltre ci sono stati due sessioni di formazioni per i ragazzi che, divisi per età, hanno affrontato temi circa l’ adolescenza e l’educazione alla sessualità. E’ da dire che quest’anno non abbiamo ritenuto opportuno ammettere nuovi iscritti, in quanto le spese scolastiche aumentano e parecchi allievi passano alla scuola superiore, dove la retta scolastica è maggiore. Riteniamo necessario assicurare la scolarizzazione almeno a tutti i ragazzi che seguiamo, portandoli fino al diploma di maturità. Gli incontri con le famiglie si sono tenuti in diversi quartieri, in modo da favorire una partecipazione maggiore, mentre per i ragazzi gli incontri sono avvenuti in un unico luogo nel quale disponevamo delle attrezzature adeguate. In quest’ultimo caso la partecipazione è stata buona e attiva. Uno degli obiettivi che ci siamo dati quest’anno è il potenziamento dell’azione educativa presso i ragazzi. Si tratta nello specifico di responsabilizzarli all’applicazione scolastica, di educarli ad apprezzare l’aiuto di cui beneficiano, di organizzare delle sessioni di formazioni su temi di loro interesse.

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DAI CENTRI

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Come è la partecipazione locale? Per quanto riguarda la partecipazione locale si può dire che le famiglie dei ragazzi si fanno carico di tutte le spese al di fuori dell’iscrizione e della tassa mensile e provvedono al materiale scolastico. Le persone del posto offrono l’accoglienza nelle sale quando lo richiediamo, in occasione di incontri o sessioni di formazione. Quali sono i benefici? Principalmente le attività del progetto hanno un impatto positivo sia sulla popolazione, che comincia ad apprezzare la nostra azione a favore dei ragazzi, sia sulle famiglie che le accolgono, sia sui ragazzi stessi che attraverso il sostegno scolastico evitano l’emarginazione e la stigmatizzazione rispetto ad altri coetanei. Inoltre tra i ragazzi usciti dal progetto, alcuni hanno trovato lavoro, altri si sono iscritti all’università. Quali sono le problematiche che si incontrano? Innanzitutto c’è da dire che i ragazzi sono tanti, abitano in comuni diversi ed è difficile seguirli tutti. Ci sono delle difficoltà con le famiglie, che non sempre si occupano di procurare il materiale scolastico. Infine ricordiamo che il Gruppo Espoir ha le caratteristiche di un gruppo di apostolato cattolico ben distinto da altre ONG.. A volte il disimpegno di alcuni membri volontari approdati al gruppo in cerca di un tornaconto finanziario, rende difficile il contatto regolare con le famiglie e le scuole. L’importo ricevuto da Apibimi nel corso dell’anno scolastico 2011 è stato di 11.700 $. Suor Cinzia Trotta

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Chiapas - Messico Da diversi anni l’Apibimi finanzia le attività a favore della comunità indios di S. Josè del Carmen che sta lottando per uscire dall’emarginazione e dall’isolamento. I progetti mirano a dare un’istruzione di base ai bambini ed alle persone svantaggiate e un sostegno allo sviluppo agricolo e sociale della comunità

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DAI CENTRI

n Chiapas c’è il più alto tasso di mortalità infantile dello Stato, dovuto in primo luogo alla pesante situazione di denutrizione che si riscontra nelle comunità. Le municipalità indigene presentano anche un forte degrado nei settori sanitario, educativo e delle infrastrutture. La produzione è prevalentemente agricola, legata all’avicunicoltura e alle piccole attività artigianali. I profitti non permettono però di raggiungere l’autosufficienza economica e spesso la gente cerca un lavoro temporaneo nelle città o nelle piantagioni per mantenere la famiglia, oppure addirittura emigra illegalmente verso gli Stati Uniti. Comunità Tsotsil, San José del Carmen San José del Carmen è una delle venti comunità situate nel sud della municipalità di San Cristobal de Las Casas. In questa zona vivono circa 2500 abitanti a 2350 metri sul livello del mare. Qui, a 7 km dalla via comunale si sente la mancanza di molti generi di prima necessità. E’ difficile raggiungere queste comunità per via del pessimo manto stradale e il governo non invia alcun tipo di sostegno. Fin’ora, le uniche cose che ci hanno fornito sono la luce elettrica monofase e alcuni depositi per la raccolta dell’acqua piovana. Ultimamente hanno anche asfaltato parte della strada diretta ai luoghi di lavoro. In generale però non ci sono strade asfaltate, né trasporti pubblici o telefoni. Mancano negozi, dispensari medici, impianti fognari, acqua potabile, piccole comodità domestiche. Le case sono di legno con pavimento in terra battuta. Le persone vivono di agricoltura: coltivano per autoconsumo ortaggi e miglio e visto che la terra non da altro, allevano anche galline, pecore e qualche mucca. Per la vendita resta solamente legna, carbone e argilla che portano nella città di San Cristobal. Progetto Casa di studi agrícoli Il progetto Casa di Studi Agricoli CEA è un esempio di resistenza di fronte alle avversità che affliggono la popolazione di questa lontana zona indigena. Il nostro progetto nacque nel 1994 dal movimento indigeno-contadino indipendente. Fino ad oggi abbiamo lavorato con grande entusiasmo, le comunità di qui vivono in condizioni di estrema povertà e le nostre attività sono volte a combattere la stigmatizzazione sociale. Il nostro obiettivo principale è la formazione scolastica o professionale nelle differenti aree dove operiamo. In primis nel campo dell’agricoltura organica e

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negli altri laboratori: avicunicoltura, erboristeria, salute comunitaria, carpenteria artigianale, tessitura ed educazione infantile. Inoltre provvediamo alla gestione dei progetti di natura sociale per conto del governo dello Stato del Chiapas. Attualmente stiamo lavorando ad un piano chiamato “educazione comunitaria”, che ha subito alcune variazioni, ma si sta portando a termine nei suoi aspetti principali e più importanti. Le linee direttive sono: educazione infantile in età scolare e prescolare, agricoltura organica e carpenteria artigianale. Nel progetto di “educazione infantile” sono coinvolti 37 alunni della comunità, divisi in due gruppi: scuola elementare multigrado e scuola materna. Abbiamo un maestro del governo per gruppo. Inoltre provvediamo a fornire ai bambini una colazione giornaliera a base di frutta, biscotti e acqua, materiale didattico (quaderni, matite, penne, zaini, materiale da disegno) e kit per l’igiene personale. Alla fine dei corsi e a natale si organizza una grande festa con regali, succhi, cibo, musica e pagliacci. Abbiamo anche comprato i cavi e altri materiali per migliorare l’impianto elettrico della scuola e costruito un bagno ecologico per le bambine e un altro per i bambini, una recinzione che delimita l’aerea scolastica di mezzo ettaro, un ufficio per la direzione, un dormitorio per i maestri e un campo da basket. Nel laboratorio di agricoltura organica siamo migliorati. Le condizioni agricole della comunità sono difficili, la terra è molto acida, erosa e pietrosa. L’agricoltura è stagionale, si coltiva durante la stagione delle piogge, cominciando la semina di mais, fagioli e ortaggi in aprile o maggio. Noi pratichiamo l’agricoltura intensiva, cercando quindi di ottenere la maggior produzione possibile visti gli

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spazi ridotti, senza deforestare, ma preservando la biodiversità (anche perché purtroppo si calcola che la deforestazione comporti ogni anno la distruzione di mezzo milione di ettari boschivi in tutto il Paese). I raccolti a volte sono buoni. Con il mais, i fagioli, i pomodori, i ravanelli, le rape e i fiori abbiamo ricavato due raccolti in circa 3000 metri quadrati, più quelli derivanti dalle serre. Altre volte però la produzione va persa, per problemi climatici o malattie. Possiamo anche contare su due pozzi per la raccolta dell’acqua piovana già terminati e su un terzo in costruzione, con un volume di circa centomila litri, visto che nella nostra regione il liquido vitale è scarso.

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DAI CENTRI

Nel campo della carpenteria artistica abbiamo iniziato a lavorare sul taglio e assemblato una dozzina di sedie per la casa comunale della comunità. Contemporaneamente sono arrivati tre apprendisti, così è proseguita la lavorazione di oggetti utili come cavalletti, cornici, portachiavi e portatovaglioli che cerchiamo di vendere in un negozio di San Cristobal. Abbiamo anche portato a termine attività di prevenzione sanitaria con dottori e odontoiatri che hanno visitato gratuitamente tutta la popolazione. Abbiamo tenuto corsi per la preparazione di medicine alternative e rimedi erboristici, che sicuramente servono molto per migliorare la salute della gente. Abbiamo 2 camionette (quasi le uniche del paese), per le quali abbiamo dovuto far qualche riparazione: freni, collaudo, cambio gomme. Come “gruppo propositivo” abbiamo anche collaborato nell’organizzazione e gestione delle domande davanti al governo dello Stato, come la costruzione di una strada principale lunga 7 km, la riparazione delle cisterne per la raccolta di acqua piovana, la creazione di un centro di salute e di una scuola secondaria. Il nostro progetto CEA ha già un atto di approvazione. Ci siamo appena costituiti associazione civile. Portiamo sostegno diretto a 10 famiglie, 35 minori e 3 promotori. Il progetto beneficia anche indirettamente 250 persone che vivono nella comunità ed è sopravvissuto grazie ai finanziamenti di piccole associazioni europee, in particolare dell’Apibimi. Noi apportiamo la mano d’opera, la logistica, il mantenimento delle strutture e dei lavori. Speriamo che il nostro progetto vi interessi e che possiate aiutarci a costruire una sopravvivenza dignitosa e a migliorare l’educazione e la salute in queste comunità. Ciò che vorremmo costruire sono: un dispensario medico, alcune latrine ecologiche, pozzi per la raccolta dell’acqua piovana, un piccolo parco ricreativo, corsi per le donne. Vorremmo anche migliorare i pavimenti delle case e dotarle di stufe a legna. Speriamo di poter lavorare ancora insieme per il progresso dei villaggi emarginati e della popolazione in generale. Raúl Sánchez Benítez coordinatore

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Mario Jiménez Díaz rappresentante


Calcoene - Brasile La cittadina di Calcoene si trova nel nord del Paese in una zona molto povera. Qui la missionaria trentina suor Elisa ha realizzato due case comunitarie in cui ha avviato diverse attività a sostegno delle persone povere ed emarginate. In particolare vengono accolti oltre 100 bambini ai quali viene impartita l’istruzione pubblica e fornito cibo e assistenza sanitaria. L’Apibimi sostiene queste attività con un finanziamento di 8.000 euro l’anno. Da parte della nuova responsabile, suor Palma Lomboni, ci è pervenuta la relazione che riportiamo Nella Casa Comunitaria Nossa Senhora das Neves n questa nostra casa comunitaria accogliamo ed aiutiamo i bambini di tre e di quattro anni al mattino; al pomeriggio invece seguiamo con una attività di aiuto ed appoggio nello studio alunni più grandi: sono 26 che attualmente seguono e partecipano. Le lezioni sono cominciate in agosto con una fase un po’ lenta perché ci fu il cambio di insegnanti. Comunque tutte le attività si sono svolte normalmente: il sostegno scolastico, varie iniziative parallele come musica, giochi con i bambini, ginnastica, educazione al rispetto degli animali e della natura. In questa prima fase è molto importante che i bambini si incontrino tra di loro fuori dalla famiglia, imparino ad incontrare altri bambini, a lavorare in gruppo, a condividere ed ubbidire alle norme della convivenza: così la famiglia e la scuola si uniscono in questo lavoro di educazione. Quest’anno abbiamo commemorato alcune date importanti: la Pasqua, il giorno dei bambini, che per loro è un momento di grande allegria, la festa della chiusura delle scuole; questa chiusura è avvenuta a fine novembre e poco tempo dopo i bambini hanno partecipato con entusiasmo alla festa dell’Immacolata.

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Siamo riusciti a realizzare un’altra tappa del nostro lavoro, ora dobbiamo ringraziare il Signore per averci aiutato e dato saggezza oltre che aver aiutato voi ed il vostro impegno nel credere nel nostro lavoro e nella nostra capacità di aiutare questi bambini. L’amore vinca sempre nei vostri cuori visto che “se anche distribuissi tutti i miei beni ai poveri, ma non avessi amore, tutto questo non mi servirebbe a nulla” (I Corinti,13,3).          Anna Celia de Sousa Santos Nella Casa Comunitaria Cassilda Santos Cardiso Abbiamo iniziato quest’anno il nostro lavoro di educazione nella Casa Cassilda, con molto entusiasmo. Quest’anno si è aggiunta a noi una persona molto speciale per aiutarci a continuare il lavoro di suor Elisa Salvetti nelle case comunitarie, lei si chiama suor Palma Lomboni e che Dio la accompagni, dandole coraggio e forza. Abbiamo iniziato la scuola nel mese di marzo. Insieme alla coordinatrice pedagogica, abbiamo organizzato un incontro con i genitori, informandoli, su tutto il nostro lavoro nell’anno scolastico, assieme al comune di Calçoene e alla collaborazione di Apibimi. Al mattino aiutiamo 25 bambini dai 3 ai 4 anni, stiamo sviluppando varie iniziative pedagogiche che aiutino i bambini a capire il mondo in cui vivono. Cerchiamo di sviluppare in loro la solidarietà verso gli altri attraverso varie attività come disegno, musica, attività ricreative, ecc... Quest’anno abbiamo celebrato alcune date: Pasqua, giorno della mamma, feste di giugno, grido degli esclusi, festa dei bambini, festa di S. Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. Le nostre attività si sono chiuse alla fine di novembre, all’inizio di dicembre abbiamo celebrato la festa dell’Immacolata, nostra patrona. Ora voglio ringraziare tutti voi, cari amici, per quello che avete fatto per i nostri bambini: che Dio vi benedica e riempia i vostri cuori di felicità e di Pace.                                           Eduvirgem Alves Sarmento   Appoggio agli alunni della 3° e 4° classe  Le lezioni di appoggio ed aiuto per gli alunni della scuola nella casa Casilda cominciarono il 28 marzo. Dopo che la direzione della scuola ci ha comunicato la lista degli alunni, ho cominciato a visitare tutte le famiglie degli stessi per poter conoscere la loro realtà: sono quasi tutti bambini con problemi, i cui genitori non sono in condizione di poter seguire i figli nel percorso della scuola, per essere semi-analfabeti. Anche la loro situazione finanziaria è precaria. Per questo il nostro obbiettivo in questo lavoro è aiutare i bambini a migliorare le loro conoscenze, perché così possano alla fine dell’anno passare all’anno seguente. Sono stati iscritti 38 alunni, 22 del terzo anno e 16 del quarto. Ci siamo preoccupati anche con  l’alimentazione di questi bambini, perché sappiamo che sono di famiglie molto povere e spesso vengono a scuola senza aver mangiato; per cui noi serviamo loro alimentazione tutti i giorni. Purtroppo alcuni alunni hanno abbandonato questa attività di rinforzo del loro studio, questo perché alle volte

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Il viaggio dell’utopia Riportiamo il resoconto di Annalisa sullo spettacolo messo in scena dalla compagnia corale Altreterre a sostegno dei progetti di Apibimi

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a preoccupazione che i molti mesi di preparazione all’evento non fossero ricompensati dal calore di tanti sguardi coinvolti e partecipi è svanita con l’apertura del teatro. Tanta infatti era la gente in fila per assicurarsi una poltroncina che l’organizzazione si è felicemente vista costretta a fissare una replica la sera successiva. Un’affluenza insomma al di sopra di qualsiasi più rosea aspettativa. E’ questa la scenografia che ha fatto da sfondo alla meravigliosa collaborazione tra il coro Altreterre e Apibimi. Il primo nucleo della corale Altreterre nasce oltre 10 anni fa quando alcune voci maschili si unirono al coro giovanile della parrocchia di Vigo Meano per animare con alcuni canti africani una celebrazione missionaria. Da allora il coro, cresciuto in numero e in esperienza, si è guadagnato la stima di moltissime persone, grazie ad un repertorio di canzoni che unisce, in un unico grande abbraccio, paesi lontani come Africa e America Latina e le cui note hanno trovato ospitalità in tantissime chiese trentine. La profonda intesa di valori ed obiettivi tra le due associazioni è culminata nelle sere del 10 e 11 marzo al teatro San Marco di Trento attraverso la riuscitissima rappresentazione corale teatrale “Il Viaggio dell’Utopia”. Un viaggio a bordo di un barcone che racconta la speranza di uomini che, con i loro pochi averi, partono dall’Africa per approdare nel migliore dei casi sulle coste italiane. Un viaggio raccontato da un reporter italiano che si imbarca con loro per poterne raccontare “le aspettative e i ricordi, con le parole che si intrecciano ai canti, ai sussurri delle preghiere, alle urla di gioia e ai silenzi dell’angoscia, attoniti e straziati”. Un viaggio per lasciarsi alle spalle un’estrema povertà, alla ricerca dei diritti umani più basilari, alla ricerca della dignità. Quasi due ore di intenso coinvolgimento che volevano essere un invito alla riflessione, alla responsabilità personale.. perché ci possa sempre accompagnare la profonda convinzione che la possibilità di aiutare è nel cuore e nella mani di ognuno di noi. Un grande ringraziamento va a tutte quelle persone che ci hanno manifestato e dimostrato il loro sostegno, la loro sentita vicinanza lasciandosi trasportare dai messaggi di fraternità di cui era fortemente intrisa la serata. Infine un abbraccio di enorme riconoscenza al coro Altreterre che ci ha gentilmente ospitato in queste due splendide serate dal forte colore solidale e che speriamo di cuore di poter ancora incrociare nel nostro cammino.

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Kisangani - Congo Da alcuni anni a Kisangani il Groupe Espoir si prende cura degli orfani dell’Aids, cercando di dar loro un’educazione adeguata e una sensibilizzazione a tematiche connesse all’adolescenza. Durante l’anno si organizzano iniziative di formazione per i giovani ed incontri con le famiglie. La nostra associazione finanzia queste attività con l’importo annuo di 11 mila euro Come procede l’attività? er quanto riguarda l’attività scolastica dell’anno 2010-2011, i ragazzi orfani dell’ Aids che si sono iscritti nelle scuole sono stati 188, di cui 101 alle elementari e 84 alle superiori. Di questi, 19 alunni hanno terminato le elementari e sono passati alle scuole superiori e altri 11 hanno ottenuto il diploma di Maturità. Il nostro sostegno ha permesso a questi ragazzi di potersi iscrivere a scuola e di avere delle uniformi; ha garantito inoltre le spese mensili sia per contribuire allo stipendio degli insegnanti che per gli esami di stato finali di elementari e superiori. I ragazzi sono stati seguiti dalle famiglie di accoglienza. La maggior parte di loro, dopo la perdita di uno o di entrambi i genitori, vive con la nonna o con i fratelli maggiori. Ci sono stati una decina di volontari che hanno tenuto i rapporti con le famiglie e la scuola, in modo da verificare la frequenza scolastica e l’implicazione della famiglia nell’educazione dei ragazzi. Nell’eventualità ne avessero bisogno, i ragazzi ricevono anche cure mediche e medicine. Durante l’anno abbiamo avuto due incontri con le famiglie, a inizio e a fine anno, in cui è stato presentato il programma annuale e il progetto educativo, e discusso dei problemi sorti. Inoltre ci sono stati due sessioni di formazioni per i ragazzi che, divisi per età, hanno affrontato temi circa l’ adolescenza e l’educazione alla sessualità. E’ da dire che quest’anno non abbiamo ritenuto opportuno ammettere nuovi iscritti, in quanto le spese scolastiche aumentano e parecchi allievi passano alla scuola superiore, dove la retta scolastica è maggiore. Riteniamo necessario assicurare la scolarizzazione almeno a tutti i ragazzi che seguiamo, portandoli fino al diploma di maturità. Gli incontri con le famiglie si sono tenuti in diversi quartieri, in modo da favorire una partecipazione maggiore, mentre per i ragazzi gli incontri sono avvenuti in un unico luogo nel quale disponevamo delle attrezzature adeguate. In quest’ultimo caso la partecipazione è stata buona e attiva. Uno degli obiettivi che ci siamo dati quest’anno è il potenziamento dell’azione educativa presso i ragazzi. Si tratta nello specifico di responsabilizzarli all’applicazione scolastica, di educarli ad apprezzare l’aiuto di cui beneficiano, di organizzare delle sessioni di formazioni su temi di loro interesse.

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Come è la partecipazione locale? Per quanto riguarda la partecipazione locale si può dire che le famiglie dei ragazzi si fanno carico di tutte le spese al di fuori dell’iscrizione e della tassa mensile e provvedono al materiale scolastico. Le persone del posto offrono l’accoglienza nelle sale quando lo richiediamo, in occasione di incontri o sessioni di formazione. Quali sono i benefici? Principalmente le attività del progetto hanno un impatto positivo sia sulla popolazione, che comincia ad apprezzare la nostra azione a favore dei ragazzi, sia sulle famiglie che le accolgono, sia sui ragazzi stessi che attraverso il sostegno scolastico evitano l’emarginazione e la stigmatizzazione rispetto ad altri coetanei. Inoltre tra i ragazzi usciti dal progetto, alcuni hanno trovato lavoro, altri si sono iscritti all’università. Quali sono le problematiche che si incontrano? Innanzitutto c’è da dire che i ragazzi sono tanti, abitano in comuni diversi ed è difficile seguirli tutti. Ci sono delle difficoltà con le famiglie, che non sempre si occupano di procurare il materiale scolastico. Infine ricordiamo che il Gruppo Espoir ha le caratteristiche di un gruppo di apostolato cattolico ben distinto da altre ONG.. A volte il disimpegno di alcuni membri volontari approdati al gruppo in cerca di un tornaconto finanziario, rende difficile il contatto regolare con le famiglie e le scuole. L’importo ricevuto da Apibimi nel corso dell’anno scolastico 2011 è stato di 11.700 $. Suor Cinzia Trotta

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Chiapas - Messico Da diversi anni l’Apibimi finanzia le attività a favore della comunità indios di S. Josè del Carmen che sta lottando per uscire dall’emarginazione e dall’isolamento. I progetti mirano a dare un’istruzione di base ai bambini ed alle persone svantaggiate e un sostegno allo sviluppo agricolo e sociale della comunità

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n Chiapas c’è il più alto tasso di mortalità infantile dello Stato, dovuto in primo luogo alla pesante situazione di denutrizione che si riscontra nelle comunità. Le municipalità indigene presentano anche un forte degrado nei settori sanitario, educativo e delle infrastrutture. La produzione è prevalentemente agricola, legata all’avicunicoltura e alle piccole attività artigianali. I profitti non permettono però di raggiungere l’autosufficienza economica e spesso la gente cerca un lavoro temporaneo nelle città o nelle piantagioni per mantenere la famiglia, oppure addirittura emigra illegalmente verso gli Stati Uniti. Comunità Tsotsil, San José del Carmen San José del Carmen è una delle venti comunità situate nel sud della municipalità di San Cristobal de Las Casas. In questa zona vivono circa 2500 abitanti a 2350 metri sul livello del mare. Qui, a 7 km dalla via comunale si sente la mancanza di molti generi di prima necessità. E’ difficile raggiungere queste comunità per via del pessimo manto stradale e il governo non invia alcun tipo di sostegno. Fin’ora, le uniche cose che ci hanno fornito sono la luce elettrica monofase e alcuni depositi per la raccolta dell’acqua piovana. Ultimamente hanno anche asfaltato parte della strada diretta ai luoghi di lavoro. In generale però non ci sono strade asfaltate, né trasporti pubblici o telefoni. Mancano negozi, dispensari medici, impianti fognari, acqua potabile, piccole comodità domestiche. Le case sono di legno con pavimento in terra battuta. Le persone vivono di agricoltura: coltivano per autoconsumo ortaggi e miglio e visto che la terra non da altro, allevano anche galline, pecore e qualche mucca. Per la vendita resta solamente legna, carbone e argilla che portano nella città di San Cristobal. Progetto Casa di studi agrícoli Il progetto Casa di Studi Agricoli CEA è un esempio di resistenza di fronte alle avversità che affliggono la popolazione di questa lontana zona indigena. Il nostro progetto nacque nel 1994 dal movimento indigeno-contadino indipendente. Fino ad oggi abbiamo lavorato con grande entusiasmo, le comunità di qui vivono in condizioni di estrema povertà e le nostre attività sono volte a combattere la stigmatizzazione sociale. Il nostro obiettivo principale è la formazione scolastica o professionale nelle differenti aree dove operiamo. In primis nel campo dell’agricoltura organica e

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negli altri laboratori: avicunicoltura, erboristeria, salute comunitaria, carpenteria artigianale, tessitura ed educazione infantile. Inoltre provvediamo alla gestione dei progetti di natura sociale per conto del governo dello Stato del Chiapas. Attualmente stiamo lavorando ad un piano chiamato “educazione comunitaria”, che ha subito alcune variazioni, ma si sta portando a termine nei suoi aspetti principali e più importanti. Le linee direttive sono: educazione infantile in età scolare e prescolare, agricoltura organica e carpenteria artigianale. Nel progetto di “educazione infantile” sono coinvolti 37 alunni della comunità, divisi in due gruppi: scuola elementare multigrado e scuola materna. Abbiamo un maestro del governo per gruppo. Inoltre provvediamo a fornire ai bambini una colazione giornaliera a base di frutta, biscotti e acqua, materiale didattico (quaderni, matite, penne, zaini, materiale da disegno) e kit per l’igiene personale. Alla fine dei corsi e a natale si organizza una grande festa con regali, succhi, cibo, musica e pagliacci. Abbiamo anche comprato i cavi e altri materiali per migliorare l’impianto elettrico della scuola e costruito un bagno ecologico per le bambine e un altro per i bambini, una recinzione che delimita l’aerea scolastica di mezzo ettaro, un ufficio per la direzione, un dormitorio per i maestri e un campo da basket. Nel laboratorio di agricoltura organica siamo migliorati. Le condizioni agricole della comunità sono difficili, la terra è molto acida, erosa e pietrosa. L’agricoltura è stagionale, si coltiva durante la stagione delle piogge, cominciando la semina di mais, fagioli e ortaggi in aprile o maggio. Noi pratichiamo l’agricoltura intensiva, cercando quindi di ottenere la maggior produzione possibile visti gli

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spazi ridotti, senza deforestare, ma preservando la biodiversità (anche perché purtroppo si calcola che la deforestazione comporti ogni anno la distruzione di mezzo milione di ettari boschivi in tutto il Paese). I raccolti a volte sono buoni. Con il mais, i fagioli, i pomodori, i ravanelli, le rape e i fiori abbiamo ricavato due raccolti in circa 3000 metri quadrati, più quelli derivanti dalle serre. Altre volte però la produzione va persa, per problemi climatici o malattie. Possiamo anche contare su due pozzi per la raccolta dell’acqua piovana già terminati e su un terzo in costruzione, con un volume di circa centomila litri, visto che nella nostra regione il liquido vitale è scarso.

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Nel campo della carpenteria artistica abbiamo iniziato a lavorare sul taglio e assemblato una dozzina di sedie per la casa comunale della comunità. Contemporaneamente sono arrivati tre apprendisti, così è proseguita la lavorazione di oggetti utili come cavalletti, cornici, portachiavi e portatovaglioli che cerchiamo di vendere in un negozio di San Cristobal. Abbiamo anche portato a termine attività di prevenzione sanitaria con dottori e odontoiatri che hanno visitato gratuitamente tutta la popolazione. Abbiamo tenuto corsi per la preparazione di medicine alternative e rimedi erboristici, che sicuramente servono molto per migliorare la salute della gente. Abbiamo 2 camionette (quasi le uniche del paese), per le quali abbiamo dovuto far qualche riparazione: freni, collaudo, cambio gomme. Come “gruppo propositivo” abbiamo anche collaborato nell’organizzazione e gestione delle domande davanti al governo dello Stato, come la costruzione di una strada principale lunga 7 km, la riparazione delle cisterne per la raccolta di acqua piovana, la creazione di un centro di salute e di una scuola secondaria. Il nostro progetto CEA ha già un atto di approvazione. Ci siamo appena costituiti associazione civile. Portiamo sostegno diretto a 10 famiglie, 35 minori e 3 promotori. Il progetto beneficia anche indirettamente 250 persone che vivono nella comunità ed è sopravvissuto grazie ai finanziamenti di piccole associazioni europee, in particolare dell’Apibimi. Noi apportiamo la mano d’opera, la logistica, il mantenimento delle strutture e dei lavori. Speriamo che il nostro progetto vi interessi e che possiate aiutarci a costruire una sopravvivenza dignitosa e a migliorare l’educazione e la salute in queste comunità. Ciò che vorremmo costruire sono: un dispensario medico, alcune latrine ecologiche, pozzi per la raccolta dell’acqua piovana, un piccolo parco ricreativo, corsi per le donne. Vorremmo anche migliorare i pavimenti delle case e dotarle di stufe a legna. Speriamo di poter lavorare ancora insieme per il progresso dei villaggi emarginati e della popolazione in generale. Raúl Sánchez Benítez coordinatore

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Calcoene - Brasile La cittadina di Calcoene si trova nel nord del Paese in una zona molto povera. Qui la missionaria trentina suor Elisa ha realizzato due case comunitarie in cui ha avviato diverse attività a sostegno delle persone povere ed emarginate. In particolare vengono accolti oltre 100 bambini ai quali viene impartita l’istruzione pubblica e fornito cibo e assistenza sanitaria. L’Apibimi sostiene queste attività con un finanziamento di 8.000 euro l’anno. Da parte della nuova responsabile, suor Palma Lomboni, ci è pervenuta la relazione che riportiamo Nella Casa Comunitaria Nossa Senhora das Neves n questa nostra casa comunitaria accogliamo ed aiutiamo i bambini di tre e di quattro anni al mattino; al pomeriggio invece seguiamo con una attività di aiuto ed appoggio nello studio alunni più grandi: sono 26 che attualmente seguono e partecipano. Le lezioni sono cominciate in agosto con una fase un po’ lenta perché ci fu il cambio di insegnanti. Comunque tutte le attività si sono svolte normalmente: il sostegno scolastico, varie iniziative parallele come musica, giochi con i bambini, ginnastica, educazione al rispetto degli animali e della natura. In questa prima fase è molto importante che i bambini si incontrino tra di loro fuori dalla famiglia, imparino ad incontrare altri bambini, a lavorare in gruppo, a condividere ed ubbidire alle norme della convivenza: così la famiglia e la scuola si uniscono in questo lavoro di educazione. Quest’anno abbiamo commemorato alcune date importanti: la Pasqua, il giorno dei bambini, che per loro è un momento di grande allegria, la festa della chiusura delle scuole; questa chiusura è avvenuta a fine novembre e poco tempo dopo i bambini hanno partecipato con entusiasmo alla festa dell’Immacolata.

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Siamo riusciti a realizzare un’altra tappa del nostro lavoro, ora dobbiamo ringraziare il Signore per averci aiutato e dato saggezza oltre che aver aiutato voi ed il vostro impegno nel credere nel nostro lavoro e nella nostra capacità di aiutare questi bambini. L’amore vinca sempre nei vostri cuori visto che “se anche distribuissi tutti i miei beni ai poveri, ma non avessi amore, tutto questo non mi servirebbe a nulla” (I Corinti,13,3).          Anna Celia de Sousa Santos Nella Casa Comunitaria Cassilda Santos Cardiso Abbiamo iniziato quest’anno il nostro lavoro di educazione nella Casa Cassilda, con molto entusiasmo. Quest’anno si è aggiunta a noi una persona molto speciale per aiutarci a continuare il lavoro di suor Elisa Salvetti nelle case comunitarie, lei si chiama suor Palma Lomboni e che Dio la accompagni, dandole coraggio e forza. Abbiamo iniziato la scuola nel mese di marzo. Insieme alla coordinatrice pedagogica, abbiamo organizzato un incontro con i genitori, informandoli, su tutto il nostro lavoro nell’anno scolastico, assieme al comune di Calçoene e alla collaborazione di Apibimi. Al mattino aiutiamo 25 bambini dai 3 ai 4 anni, stiamo sviluppando varie iniziative pedagogiche che aiutino i bambini a capire il mondo in cui vivono. Cerchiamo di sviluppare in loro la solidarietà verso gli altri attraverso varie attività come disegno, musica, attività ricreative, ecc... Quest’anno abbiamo celebrato alcune date: Pasqua, giorno della mamma, feste di giugno, grido degli esclusi, festa dei bambini, festa di S. Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. Le nostre attività si sono chiuse alla fine di novembre, all’inizio di dicembre abbiamo celebrato la festa dell’Immacolata, nostra patrona. Ora voglio ringraziare tutti voi, cari amici, per quello che avete fatto per i nostri bambini: che Dio vi benedica e riempia i vostri cuori di felicità e di Pace.                                           Eduvirgem Alves Sarmento   Appoggio agli alunni della 3° e 4° classe  Le lezioni di appoggio ed aiuto per gli alunni della scuola nella casa Casilda cominciarono il 28 marzo. Dopo che la direzione della scuola ci ha comunicato la lista degli alunni, ho cominciato a visitare tutte le famiglie degli stessi per poter conoscere la loro realtà: sono quasi tutti bambini con problemi, i cui genitori non sono in condizione di poter seguire i figli nel percorso della scuola, per essere semi-analfabeti. Anche la loro situazione finanziaria è precaria. Per questo il nostro obbiettivo in questo lavoro è aiutare i bambini a migliorare le loro conoscenze, perché così possano alla fine dell’anno passare all’anno seguente. Sono stati iscritti 38 alunni, 22 del terzo anno e 16 del quarto. Ci siamo preoccupati anche con  l’alimentazione di questi bambini, perché sappiamo che sono di famiglie molto povere e spesso vengono a scuola senza aver mangiato; per cui noi serviamo loro alimentazione tutti i giorni. Purtroppo alcuni alunni hanno abbandonato questa attività di rinforzo del loro studio, questo perché alle volte

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la famiglia non riesce ad accompagnare le esigenze dei figli... Ma nonostante questo, il risultato è stato positivo durante quest’anno. Abbiamo pure commemorato e festeggiato tutte le date importanti, come il giorno del bambino, il Grido degli esclusi, la Pasqua. Nel giardino della nostra casa coltiviamo un orto con molte verdure ed alberi da frutta che servono alla merenda dei bambini. Vi ringraziamo molto per l’aiuto che tutti gli anni arriva da noi per i nostri bambini, vi ringraziamo soprattutto a nome loro. Che Dio vi dia sempre salute e pace. prof. Josè Cildo Santos Cardoso Il  corso  di  informatica Nel 2011 sono stato trasferito dal Semec al progetto Apibimi che è realizzato assieme all’amministrazione comunale. Ho cominciato a lavorare a febbraio come istruttore di informatica. Nel primo mese suor Palma Lomboni ed io ci siamo occupati di organizzare le iscrizioni degli alunni e di preparare i computer per i futuri alunni. Abbiamo cominciato la scuola il 4 aprile con turni di alunni al mattino e al pomeriggio. Questo corso di informatica basica sviluppa due moduli: Windows, XP, Word, Excel ed assieme un rinforzo come corso di dattilografia per la digitazione da HJ. Con il diploma di questo corso l’alunno ha una reale possibilità di poter entrare nel mercato del lavoro. Vi ringraziamo molto per l’opportunità che avete dato alla nostra Comunità di Calçoene di poter realizzare questo servizio ai giovani. Romolu Vilhena Ferreira

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Lima - Perù L’associazione “Minka Wasi” si occupa di sviluppare programmi educativi e di lavoro comunitario per lo sviluppo personale e familiare della comunità. L’attività si rivolge, in particolare, a madri di famiglia, a bambini, ad adolescenti, a giovani e dirigenti comunitari ed ha lo scopo di offrire loro possibilità migliori e strumenti adeguati per progettare uno sviluppo locale dignitoso

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marzo é iniziata la scuola materna a Corona Santa Rosa. Come sempre l’Associazione Yachay Wasi ha organizzato il tutto con molta cura per permettere a 92 bambini, tra 3 e 5 anni di poter intraprendere questo cammino di vita che permetterà di inserirsi nella scuola e far si che l’educazione, l’istruzione sia un’opportunità per uscire dalle logiche escludenti di questo tipo di società che obbliga quasi la metà della popolazione a vivere le conseguenze ingiuste della povertà. Spero che le foto riescano a dimostrare l’allegria e soprattutto la speranza di un futuro migliore. Condividetele pure con tutti i benefattori che permettono di realizzare questo sogno anche quest’anno. Un forte abbraccio solidale e fraterno a tutti voi che avete contribuito a rendere possibile questo nuovo sogno per il 2012. Con affetto fraterno con tutto l’equipe di Yachay Wasi. Gianni e Nancy

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Caia - Mozambico Il progetto “Escolinhas” si inserisce in un più ampio programma di cooperazione portato avanti dal CAM di Trento, Consorzio delle Associazioni con il Mozambico, a cui aderisce l’Apibimi. “Lar dos Sonhos” è uno dei quattro asili nato nel 2003 e finanziato dalla nostra Associazione per rispondere ai bisogni sociali ed educativi dei bambini orfani

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’escolinha è un piccolo centro prescolare, composto da una struttura aperta per le attività dei bambini, una struttura chiusa come magazzino e come ufficio, una piccola struttura adibita a wc per i bambini e le bambine e alcuni spazi gioco. Durante la giornata sono previste tre ore di attività di socializzazione, gioco e avvicinamento alla lingua portoghese, pratica di norme igieniche e una piccola merenda. L’escholina è però anche un centro aperto a tutta la comunità, per le attività dei bambini più grandi, per le feste della comunità, per le riunioni. Il centro permette inoltre di tenere sotto controllo il livello nutrizionale dei bambini e di monitorare il loro stato di salute. Infatti anche nel 2011 la Direzione distrettuale della salute ha collaborato con controlli sanitari sui bambini iscritti. Le attività all’interno del Centro Nel 2011 il CAM ha deciso di costruire una nuova machessa (sala in materiale tradizionale per lo svolgimento delle attività) all’interno della escholina “Lar do Sonhos”, dove il numero di bambini è maggiore rispetto agli altri tre asili. Anche quest’anno è stato possibile continuare l’attività degli orti scolastici. Sono state donate numerose piantine da orto. Questi prodotti permettono di variare la merenda che viene offerta ogni giorno ai bambini e di non essere quindi dipendenti da pane e miele, il cui costo è aumentato molto nell’ultimo anno. Le attività che si svolgono all’interno del centro sono arricchite dal materiale ludico e didattico che in parte è stato donato da una educatrice trentina che appoggia gli asili anche a distanza. Le attività sono cominciate a fine gennaio e sono inoltre stati organizzati i lavori di gruppo tra gli educatori per decidere le lezioni. Nel 2011 si sono iscritti i bambini e successivamente sono stati organizzati gli incontri con i genitori o con le famiglie. Sono stati selezionati i genitori responsabili di ciascuna classe, che hanno così formato il Consiglio dell’ escholinas. Ogni sei mesi il Consiglio viene convocato per eventuali pareri e suggerimenti, tra i quali è emerso quello di creare un pozzo all’interno degli asili Daf e Amilcar Cabral. I genitori anche quest’anno hanno dato un contributo per un totale di 4.590 metri, che permette agli asili di effettuare lavori di manutenzione o attività extra ordinarie, oltre che fungere da fondo di risparmio. Alcuni genitori, inizialmente disponibili a dare un contributo, hanno poi abbandonato l’idea, per varie ragioni, tra le quali la povertà delle famiglie.

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Le feste Come tutti gli anni sono state organizzate delle feste. Il primo giugno è stata festeggiata la giornata internazionale dell’infanzia. Durante questo giorno i genitori hanno contribuito con denaro e con prodotti alimentari, in modo da arricchire la festa e permettere che fosse aperta a tutti. Questa iniziativa è stata ben accolta dalla comunità. Il 16 giugno è stata festeggiata invece la giornata del bambino africano, durante la quale è proseguita, come ogni anno, l’attività di cesteria con il signor Felipe, assieme ai bambini più grandi e ai ragazzi della comunità. Le richieste del Cam Da parte dei coordinatori degli asili sono state formulate delle richieste presentate al coordinamento del Cam: • più contatti tra gli asili e la direzione distrettuale dell’educazione e le scuole limitrofe; • ulteriori lavori di manutenzione delle strutture; • due motorini per spostarsi tra un Centro e l’altro; • aumentare il numero di biciclette per asilo; • elaborare un manuale delle attività; • aumentare i momenti formativi anche con scambi tra organizzazioni che lavorano nell’ambito dell’educazione. Le spese nel 2011 La spesa complessiva delle quattro escolinhas di Caia ammonta nel 2011 a 30.413 euro.

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Tale cifra copre i costi previsti per il personale, il cibo, le attrezzature, la manutenzione dei centri, il materiale didattico, le feste, le attività formative con gli educatori e il telefono. Il sostegno di ciascuna escholina per l’anno 2011 ammonta a circa 7.600 euro. La metà dei costi di gestione è rappresentata dai sussidi per gli educatori, per i due coordinatori e per i guardiani. Per l’alimentazione dei bambini la spesa per ciascun asilo è di circa 3.185 euro. Rispetto al 2010 si è registrato un aumento del 28,48% dei costi sul totale. I costi sono sostenuti da un contributo della Provincia Autonoma di Trento e dall’Apibimi, che interviene annualmente con un finanziamento di 5.000 euro (ndr.: raddoppiato a partire dal 2012), non ci sono altri partner stabili e quindi le donazioni variano molto di anno in anno. Dalla fine dell’anno 2011 le attività delle escholinas vengono supervisionate dalla nuova responsabile del settore sociosanitario Jacqueline Meire Santos, formatrice e pedagoga brasiliana, impegnata innanzitutto con il progetto di educazione comunitaria alla salute nei quartieri principali, ma in grado di dare forte sostegno ai centri e all’educazione degli adulti. Nello spirito del nostro progetto di cooperazione comunitaria, desideriamo fare in modo che il legame con il Trentino e la sua comunità si esprima anche attraverso un sostegno concreto per il funzionamento delle escholinas. La richiesta di sostegno al loro finanziamento ci dà anche l’occasione di presentarci e raccontarci, condividendo con la comunità trentina il percorso che il Consorzio Associazioni con il Mozambico fa assieme ai bambini e alla popolazione di Caia. Grazie per il vostro sostegno!

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Deserto fiorito alla periferia di Lima

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recentosessantacinquemila, millenovecentonovantacinque, ottantadue, trecentosessantacinque, sessantatremila, 1.. No, non sto dando i numeri, queste sono solo alcune delle cifre che descrivono il progetto socio-ambientale, denominato “Deserto fiorito”, che sta muovendo i suoi primi passi proprio in questo periodo nelle periferie sud di Lima, in Perù. 365.000 sono gli abitanti del distretto di Villa Maria del Triunfo, luogo in cui prenderà forma il Progetto. Quest’ultimo riguarderà in particolare 21 insediamenti umani che appartengono a due zone: Tablada de Lurin e San Gabriel, poste sulle colline della capitale, Lima. Questi luoghi sono stati occupati da una popolazione che era alla disperata ricerca di uno spazio ove potersi costruire una propria abitazione. L’aridità del terreno, le sfavorevoli caratteristiche idrogeologiche di questi territori e la mancanza di accessi ai mezzi pubblici sono però alcune delle cause dello spopolamento della parte alta di queste colline. Le condizioni di miseria in cui versano le genti di questi insediamenti sono difficili da immagine per noi… noi che ancora ci lasciamo sconvolgere da queste realtà così lontane, non solo geograficamente, dalla nostra.. 1995 è l’anno che ha visto nascere le prime iniziative del nostro partner, l’associazione “Asociaciòn de Desarrollo Solidario Yachaywasi de Tablada”, ente legalmente riconosciuto attraverso l’iscrizione al Registro Pubblico e istituzione promotrice del progetto Deserto fiorito. Attualmente l’associazione sta portando avanti diverse attività operanti nel campo dell’educazione, della micro-impresa e della sanità. Quest’ultima grande sfida ha come obiettivo la riduzione dell’inquinamento della zona, al fine di migliorare le condizioni di vita degli abitanti. Una delle fabbriche di cemento più grandi dell’America Latina ha, infatti, trovato ubicazione proprio in quest’area e la completa assenza di accorgimenti tecnici per limitare l’immissione di sostanze contaminati nell’aria, fa di essa una delle principali cause dell’inquinamento locale. 365, i giorni della durata del primo ciclo di questo progetto pioniere.. nella speranza che Deserto fiorito possa diventare, in un futuro, il primo passo di un lungo e fertile cammino. 63.000 euro è il costo del progetto, che è stato finanziato dal Servizio Immigrazione e Solidarietà internazionale della Provincia di Trento. 82 ettari è la superficie complessiva sulle aride colline di Lima, in cui si prevede di coltivare il Vetiver. Le proprietà di questa pianta sono così numerose da rappresentare una solida ancora per le enormi aspettative che la comunità ripone in questo progetto: il particolare apparato radicale permette, infatti, di armare efficacemente il terreno, imbrigliando lo stesso fino ad una profondità di circa 6 m e contribuendo così ad una consistente riduzione dell’erosione. Una sistemazione delle piante

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secondo curve di livello, consente poi di realizzare una naturale barriera per le precipitazioni; ciò che si ottiene, in sintesi, è un importante rallentamento dell’afflusso delle acque meteoriche che vengono così trattenute in situ e costrette all’infiltrazione negli strati più profondi del terreno andando ad alimentare la falda. Ma non è tutto, la capacità della pianta di Vetiver di depurare terreni inquinati da metalli pesanti, azoto e fosforo, fa della stessa un’efficace alternativa a complessi e costosi sistemi di bonifica. L’elenco delle sue preziose qualità potrebbe proseguire.. ma tutto ciò non avrebbe un senso né un seguito se la forte solidarietà all’interno della comunità non motivasse questa gente ad impegnarsi profondamente per un bene comune, nella speranza condivisa di un futuro migliore. E’ a loro che va il nostro più sentito abbraccio, con l’augurio che la loro attiva partecipazione a questo progetto possa colorare d’azzurro quel grigio mantello che avvolge la loro amata terra. 1 è il cuore delle centinaia di braccia, decina di tecnici, dei tanti sostenitori e realtà trentine che, operando sempre su base volontaristica, si occupano di questo progetto, donando il loro mattone per la costruzione di quella splendida cattedrale chiamata dignità. Un primo ringraziamento va al laboratorio dell’Unità Chimica vitienologica e agroalimentare dell’Istituto San Michele all’Adige che si è fatto carico di tutti gli oneri economici relativi all’analisi chimica di alcuni campioni di terreno peruviano. Grande riconoscenza va anche alla facoltà di ingegneria dell’università degli Studi di Trento che, offrendoci competenze tecniche e grande passione, collabora con noi per la realizzazione di questo progetto, che sembra proprio godere di quel sostegno e di quell’amore necessari per far germogliare un sorriso. Annalisa

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Testimonianze I contrasti e i sorrisi di San Paolo

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TESTIMONIANZE

S

e dovessimo dare un titolo a questo viaggio probabilmente lo chiameremmo “consapevolezze”. Consapevolezze perché questo mondo non è tutto uguale; vivendo in un’isola felice non ci rendiamo conto che forse, molte volte, pretendiamo troppo. Quando siamo partite potevamo immaginare la situazione che avremmo trovato, ma vederla con i nostri occhi è stato totalmente diverso. Siamo partite pensando a ciò che mancava a loro, bambini che vivono nei quartieri più poveri di una grande metropoli com’è San Paolo, ma stando là abbiamo compreso davvero quello che manca a noi, non dal punto di vista materiale, ma da quello spirituale. E’ incredibile come il loro sorriso ci riempisse il cuore. Siamo state nel centro “Casa da criança Santa Angela” per una decina di giorni, e sebbene all’inizio la lingua presentasse un divario quasi insormontabile, col tempo abbiamo imparato a comunicare con gesti, canzoni e balli, ma soprattutto con gli abbracci, frequenti e continui, dei bambini di tutto il centro. Giocando con loro abbiamo imparato a conoscerli, ma forse abbiamo conosciuto di più anche noi stesse, attraverso gli sguardi, che ci hanno aperto le porte ad un mondo a noi in parte sconosciuto, fatto di condivisione e di gioia.

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Così come tanto abbiamo assimilato, qualcosa crediamo anche di aver lasciato, insegnando magari un gioco nuovo o una parola in italiano. Ci hanno aiutato molto anche le insegnanti e soprattutto la direttrice della “escolinha” (come la chiamavano loro), sempre disponibili ed affettuose nei nostri confronti. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere persone che ci hanno permesso di non sentirci mai sole nonostante la distanza e il molto tempo passato lontano dai nostri famigliari e dalla nostra quotidianità. Abbiamo imparato come la fiducia possa essere fondamento in ogni tipo di relazione sociale; il loro carattere aperto ed espansivo ha fatto sì che potessimo venire a contatto con nuove tradizioni e modi di vivere che abbiamo racchiuso nel bagaglio delle nostre conoscenze. Grazie a loro abbiamo visitato la folkloristica città di San Paolo, ricca di contrasti: se da una parte ci sono grattacieli che raggiungono le nuvole, con persone che camminano in giacca e cravatta ad occhi bassi e frettolosamente, a poca distanza si trovano facilmente persone senza tempo, vestite di stracci che nella corsa per la scalata sociale si sono ritirate senza neanche iniziare. Quest’esperienza ci ha dato tanto, assieme alle consapevolezze e ai sorrisi, anche la maturità di saper apprezzare con occhi nuovi tutto quello che ci veniva dato. Ma, come si sa, tutte le esperienze finiscono. Ed ora ci ritroviamo qui, con il solo rumore della matita che scivola leggera su di un foglio di carta, ma con in testa le mille risate e quegli occhi scuri di un bambino che di sicuro non dimenticheremo mai. Astrid e Lorenza

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TESTIMONIANZE

I

La complessità della cultura indiana

l nostro viaggio comincia in Italia. Alcuni giorni prima della partenza ci informano che un quarto viaggiatore partirà con noi. All’aeroporto di Venezia conosciamo Roberta, amante dell’India e membro di Apibimi. Ci conosceremo meglio durante tutto il viaggio, ma fin da subito diventa a tutti gli effetti parte del gruppo. Arrivati ad Hyderabad, usciamo dall’aeroporto e troviamo le suore che ci aspettano. Sono venute a prenderci in auto, un viaggio di tre ore ci porta a Karunapuram, dove troviamo il convento che ci avrebbe ospitato per la maggior parte del nostro tempo in India. Qui, come in tutti i posti che visiteremo durante il viaggio, ci viene riservata una calorosissima accoglienza, con canti balli e fiori. Karunapuram è un piccolo villaggio, principalmente costituito da strutture di vario tipo (scuole, seminari, orfanotrofi) gestite da ordini religiosi. Le suore che ci ospitano, le Figlie della Presentazione di Maria al Tempio, si occupano di gestire il lavoro delle adozioni a distanza di Apibimi e offrire possibilità di lavoro in una piccola cooperativa tessile a donne fisicamente disabili, in una struttura vicina al convento. I primi due giorni in India ci sono serviti per ambientarci un po’ in questa realtà per noi del tutto nuova. Abbiamo visitato il villaggio e alcune delle strutture presenti a Karunapuram. Dopo 2 giorni dal nostro arrivo ci spostiamo nel villaggio di Dharbhagudem, dove c’è un altro convento delle nostre suore e un collegio che ospita molte bambine e ragazze a cui viene garantita l’istruzione. Durante la nostra permanenza abbiamo conosciuto uno per uno i bambini adottati dall’Apibimi e visitato alcuni villaggi limitrofi. Abbiamo anche avuto la possibilità di conoscere le anziane vedove del villaggio, che fanno parte del progetto di Apibimi sostenuto tramite offerte libere, a cui viene dato un contributo da integrare alla pensione minima statale. Tornati a Karunapuram, dopo i 3 bellissimi giorni trascorsi a Dharbhagudem, entriamo a tutti gli effetti nella quotidianità della vita del convento, approfondendo il legame con qualcuna delle suore, in particolare con suor Leema, una giovane suora che ha studiato in Italia e dalla mentalità giovane e aperta, che è riuscita sempre a capire i nostri bisogni e ci è stata sempre vicina. Grazie a lei abbiamo provato a capire meglio la complessità della cultura indiana. Leema ci ha anche insegnato qualche parola in Telugu, lingua locale, che ci ha permesso di comunicare con i bambini in modo un po’ meno freddo. I giorni successivi sono trascorsi in modo sempre pieno e intenso, abbiamo visitato gli altri collegi gestiti dalla congregazione. Tutti a circa un’ora di auto, raggiunti grazie alla guida del nostro prode autista Kumar, che senza alcun timore si inoltrava nelle trafficatissime e caotiche strade indiane, abbiamo visitato Velairu, Devagiripattanam, Cherial School. Oltre ad aver vissuto un gran calore nell’accoglienza e una grande gioia nei bambini, in ogni posto abbiamo avuto la fortuna di passare un po’ di tempo con le ragazze, giocare con loro e ascoltare le loro aspirazioni. Tra le strutture visitate a Karunapuram, quella che più ci ha colpiti è stata la scuola per i bambini sordomuti, comunicare con i gesti e con semplici sorrisi ci ha fatto capire

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che a volte un sorriso vale più di molte parole. Un giorno siamo stati a visitare Fathimanagar, dove c’è un altro convento delle suore, che gestiscono una clinica oculistica specializzata nella cura della cataratta, e danno la possibilità anche ai più poveri di curarsi. Dopo la visita alla clinica, abbiamo visitato quello che una volta era il lebbrosario della zona, dove tuttora vivono i figli degli ex-malati con le loro famiglie. È bastato poco tempo con loro per riempirsi il cuore di sorrisi e gioia. Gli ultimi due giorni li abbiamo trascorsi nella capitale Hyderabad, e abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi il caos delle città indiane. Abbiamo vestito i panni dei turisti e abbiamo visitato monumenti e negozietti. Essere in India è significato avere la possibilità di toccare con mano una diversità culturale che altrimenti sarebbe difficile da immaginare, per la sua complessità e varietà, tutt’ora per noi difficili da descrivere e trasmettere. Abbiamo vissuto una realtà caratterizzata da sistemi culturali e tradizioni come le caste, che producono divario sociale e mettono in condizioni disagiate le donne in particolare. Sono situazioni talmente radicate nella cultura indiana che è molto difficile opporsi ad esse, anche perché le persone che nascono in una certa casta sono in qualche modo predestinate a rimanerci. Soprattutto per questo motivo abbiamo vissuto e apprezzato il grosso impegno che le suore impiegano nel provare a dare una speranza a chi altrimenti ne avrebbe molto poca, tramite l’istruzione, l’amore e la formazione della persona. Vivere la quotidianità delle suore ci ha anche aiutato a vedere questa realtà dall’interno. Questa esperienza ci ha catapultati in un altro mondo, dal quale abbiamo ricevuto tanto, che resta ancora affascinante e pieno di cose da scoprire. Stefano, Silvia, Melissa

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Storie di vita Jean Marie, bambino coraggio

A Kisangani, in Congo, Jean Marie, un bambino malato di Aids ha lottato con coraggio fino alla fine per avere una vita degna di questo nome. Jean Marie partecipava al progetto “Kisangani 2”, finanziato dall’Apibimi e gestito dalle suore comboniane. Ai circa 200 ragazzi coinvolti, orfani di genitori deceduti a causa dell’Aids, è garantita la frequenza nelle scuole pubbliche, pagandone tutte le spese. Viene anche fornito il sostegno sanitario ed alimentare

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STORIE DI VITA

La maggior parte dei nostri ragazzi sono sani anche se i loro genitori sono deceduti a causa dell’Aids. Il piccolo Jean Marie di 12 anni, invece, rimasto con la nonna e un fratello, era anche lui sieropositivo. Aveva cominciato la scuola elementare in ritardo quando il Groupe Espoir, l’organizzazione che gestisce il progetto, l’aveva conosciuto e quest’anno era in quarta elementare. La scomparsa prematura della mamma e la sua malattia fin da tenera età l’a-

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vevano reso un piccolo adulto responsabile e desideroso di vivere. Jean Marie si occupava delle sue cure da solo, non dimenticava mai di prendere le sue medicine prima di andare a scuola, anche se queste gli causavano vertigini e malessere. Spesso veniva a chiedere consiglio e si lasciava guidare per le sue cure, la scuola, ecc. Quest’anno Jean Marie aveva voluto frequentare il catechismo in preparazione al battesimo ed alla prima comunione, nonostante sua nonna non sia cattolica. Durante i preparativi al battesimo, un mese prima di Pasqua, Jean Marie aveva cominciato a non star bene. Dopo vari tentativi di cure ambulatoriali, era stato ricoverato all’ospedale. La sua preoccupazione era di non poter ricevere il battesimo e la prima comunione, dunque di ristabilirsi prima di Pasqua. Il Sabato Santo, con il permesso dei medici, Jean Marie era tornato a casa per la celebrazione tanto attesa: la tuta e le scarpe che aveva scelto lui, erano già pronte. Il giorno di Pasqua ha ricevuto il Battesimo e la Prima Comunione con altri compagni di scuola e si è festeggiato a casa sua. Jean Marie quel giorno era raggiante come se non fosse ammalato. Al pomeriggio, con la sua corona del rosario al collo era venuto a salutare le suore e a scattare qualche foto ricordo. Il giorno dopo, tornato all’ospedale, Jean Marie si è aggravato. E’ stato qualche giorno in coma, poi il risveglio, ma senza più poter parlare e con una grande tristezza e fatica nel suo sguardo. Nonostante le varie cure in ospedale, il piccolo Jean Marie, ci ha lasciato e di lui resta un grande esempio, ma soprattutto un grande vuoto tra i ragazzi del Groupe Espoir.

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Avvisi e notizie

AVVISI E NOTIZIE

1) Istruzioni per i versamenti La quota annuale, sia per l’adozione a distanza che per i progetti abbinati è di € 210, comprensiva di € 10 quale quota sociale. Il versamento può essere eseguito in un’unica rata annuale di € 210 entro gennaio/febbraio o in due rate semestrali, ciascuna di € 105, a gennaio/febbraio ed a luglio/agosto di ogni anno. Le modalità di versamento sono le seguenti: • Accredito su conto corrente bancario intestato ad “Apibimi onlus” presso la Cassa Rurale di Rovereto IBAN: IT38 Q082 1020 8000 0000 0010 601 • Accredito su conto corrente postale n. 16562381 intestato ad “Apibimi onlus” - Via Ponta 49 - 38060 VOLANO (TN), utilizzando, possibilmente, il c/c postale preintestato inviato assieme al Notiziario. 2) Per agevolare le nostre registrazioni contabili è indispensabile indicare, nello spazio riservato alla causale del versamento, i seguenti dati: • il CODICE PERSONALE che si trova indicato sul c/c postale allegato al Notiziario • la causale del versamento (liberalità per adozione a distanza, liberalità per progetto o offerta libera) • il nominativo di chi fa il versamento che DEVE ESSERE uguale a quello cui è indirizzato il Notiziario dell’associazione Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione: tel. e fax 0464412200.

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3) Scelta 5 per mille Per chi deve ancora presentare la dichiarazione dei redditi, ricordiamo la possibilità di destinare il 5 per mille dell’Irpef a favore dell’Apibimi. La scelta che non ha nessun costo aggiuntivo per chi la opera, viene fatta in aggiunta ed in modo analogo a quella dell’8 per mille. Pertanto occorre firmare la casella “Sostegno del volontariato….” e indicare il codice fiscale dell’Apibimi:

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4) Vantaggi fiscali sui versamenti L’Apibimi è una onlus (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale) di diritto, pertanto tutti i versamenti eseguiti, con la sola eccezione della quota sociale, sono: a) detraibili ai fini Irpef, per le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa, nella misura del 19%, per un importo non superiore a € 2.065,83; deducibili dal reddito d’impresa (prodotto da società o persone fisiche) per un importo non superiore al 2% del reddito d’impresa stesso (se tale percentuale supera € 2.065,83), oppure sino a € 2.065,83; in alternativa ai benefici di cui sopra, gli importi versati a titolo di liberalità a favore dell’Apibimi sono deducibili dal reddito del soggetto erogatore nel limite del dieci per cento (10%) del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (art. 14 D.L. n. 35/2005). Pertanto - ad esempio - il socio che ha un reddito € 30.000 può dedurre dall’imponibile fino ad € 3.000 di importi versati ad Apibimi (pari al 10% del reddito).

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Scheda di adesione da restituire a: A.P.I.Bi.M.I. onlus V. Ponta, 49 38060 Volano (TN) Io sottoscritto/a Cognome Nome Via o Piazza

N.

SCHEDA DI ADESIONE

Località CAP

Comune

Prov.

Tel.

E-mail Note

desidero aderire all’attività dell’Associazione attraverso una delle seguenti forme: Realizzazione di Progetti di Sviluppo in favore del Mondo Impoverito Adozione a distanza di un minore Adozione a distanza di un gruppo di minori (Barrare la casella che interessa)

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Prendo atto che in tutti i casi la quota annuale prevista è di 210 €uro (da versare anche in rate semestrali di 105 €uro). In tale importo è compresa la quota sociale annua (di 10 €uro), destinata alla copertura di tutte le spese di gestione. Mi impegno a versare la quota prevista secondo le modalità di cui sopra, seguendo le istruzioni che mi saranno fornite in seguita; tale impegno è valido fino a quando lo riterrò opportuno. Per interrompere l’adesione mi basterà comunicare per iscritto la mia decisione all’Associazione possibilmente 3 mesi prima della scadenza del periodo coperto dall’ultimo versamento effettuato.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 196/03.

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ONLUS

Associazione Promozione Infanzia Bisognosa del Mondo Impoverito Via Ponta, 49 | 38060 Volano (TN) | Tel/Fax 0464/412200 (presso Piergiorgio Marchelli) apibimi@unimondo.org | www.apibimi.org | c.f. 94020100221

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Michele Depentori presidente Ignazio Sgarlata vicepresidente Rosella Fioriolli segretaria Gianfranco Arman cassiere Mauro Malesardi consigliere Patrizia Bortolameotti consigliere Franco Frizzera consigliere

COLLEGIO REVISORI DEI CONTI Maurizio Setti Paolo Bresciani Flavia Cainelli

COLLABORATORI Piergiorgio Marchelli Thomas Festi Luigi Sarpedone

Alberto Cugnasco Gianfranco Baceda Giovanna Ceol Luigi Dusmet

CONSIGLIERE SPIRITUALE don Gerolamo Iob

Referenti locali - Trento: Roberta Bertoldi Dusmet - 38123 Trento - tel. 0461/930253 - Piana Rotaliana: Fernanda Tapparelli - 38017 Mezzolombardo (TN) - tel. 370/7088930 - Basso Sarca: Duilio Turrini - 38062 Arco (TN) - tel. 0464/518888 - Destra Adige: Ugo Maraschin - 38060 Isera (TN) - tel. 0464/433841 - Valle dei Laghi e di Cavedine: Roberta Garbari Pedrini - 38070 Padergnone tel. 0461/864250 - Valle di Ledro: Giovanna Filippi e Gisella Betta - 38067 Ledro (TN) - tel. 0464/595020 - Valli Giudicarie e Val Rendena: Sandra Bazzanella - 38079 Tione (TN) - tel. 0465/321153 - Valli di Primiero e Vanoi: Letizia Loss - 38050 Imer (TN) - tel. 0439/67464 - Val di Fiemme e Fassa: Dario De Silvestro - 38030 Moena (TN) - tel. 339/7966564 - Val di Non e di Sole: Zanolli Oliviero - 38022 Cavizzana - tel. 0463/903143 - Milano ed hinterland: Francesco Gallucci - 20024 Garbagnate Milanese (MI) tel. 02/9952179 - Venezia/Trieste: Alfonso Zanchetta - 30025 Fossalta di Portogruaro (VE) - tel. 0421/789552 - Roma e Provincia: Antonietta Frascarolo - 00043 Ciampino (RM) - tel. 06/7960120 - Ragusa e Sicilia: Solarino Giusi - 97100 Ragusa - tel. 0932/652086 Tutti i versamenti all’ A.P.I.Bi.M.I. onlus vanno fatti (specificando la causale, che deve cominciare con “Liberalità per.............”): • sul c/c bancario n. 10601 presso la Cassa Rurale di Rovereto Codice IBAN: IT38 Q082 1020 8000 0000 0010 601 • sul c/c postale n. 16562381

I versamenti a favore dell’ A.P.I.Bi.M.I. onlus sono deducibili o detraibili dalla dichiarazione dei redditi; a tale scopo è sufficiente conservare la ricevuta, postale o bancaria, che ha valore fiscale.


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