Issuu on Google+

Casa Vicens Casa Vicens è un edificio di Barcellona in stile modernista e fu la prima opera importante di Gaudí; in precedenza Gaudí aveva lavorato solo per opere pubbliche o come aiutante di altri architetti. E' un misto di stile mudéjar e gotico: sono accostati azulejos a mattoni e a pietra grezza, alternando motivi verticali a motivi a scacchiera così da ricordare una costruzione araba. La pianta della casa è di forma quadrangolare. Gaudí tratta in modo speciale gli angoli della casa, evitando la rigidità. Gli azulejos sono stati disegnati da Gaudí seguendo come modello i fiori presenti nel giardino della casa. Prese spunto dalla natura circostante anche per le ringhiere di ferro, realizzate seguendo la forma delle foglie di palma. La decorazione interna fu altrettanto curata, spiccano le pitture murali, che hanno come tema principale sempre la natura. Sul soffitto del primo piano un pittore dipinse una decorazione che illudeva un collegamento con l’esterno.


Il Palau Güell Il Palau Güell è un palazzo di Barcellona ed è una delle opere dell'architetto Antoni Gaudí che sono state nominate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. È stato costruito tra il 1885 e il 1889 per il ricco industriale Eusebi Güell. Una tra le difficoltà maggiori che Gaudi ha dovuto affrontare è stata la (relativa) carenza di spazio, in pieno centro città, vicino alle Ramblas. Alcune stanze sono quindi organizzate su più livelli, come il salone principale per ricevere gli ospiti dell’alta società: l’alto soffitto riccamente decorato presenta dei fori nei quali, di notte, venivano poste delle lanterne, così da farlo sembrare un cielo stellato. Dal 2005 il palazzo è chiuso a causa di una ristrutturazione.


Il Parc Güell è una delle realizzazioni dell'architetto Antoni Gaudí a Barcellona che appaiono nell'elenco del patrimonio mondiale dell'UNESCO.Il periodo della sua realizzazione va dal 1900 al 1914. Doveva essere all'origine come le città-giardino inglesi che il suo mecenate, Eusebi Güell, gli aveva chiesto di costruire su una collina (El Carmel) a nord della città; infatti il nome iniziale doveva essere Park Güell e non Parque Güell. Il progetto prevedeva alloggi, studi, una cappella ed un parco, in tutto 60 case, ma solo un lotto fu acquistato e solo due case furono completate. In una delle due abitazioni già edificate, vi abitò lo stesso Gaudí con il padre e la figlia della sorella e ci rimase fino al trasferimento definitivo nel cantiere della Sagrada Familia. La città di Barcellona lo acquistò nel 1922 e lo trasformò in parco pubblico.Gaudí ha cercato di conservare il rilievo naturale, lasciando libero sfogo alla sua immaginazione, ha generato un’opera originale dal profilo sinuoso. Ha fatto impiego di variopinte ceramiche di recupero o pezzi di vetro per decorare come mosaici colorati, le sue sculture in calcestruzzo che, rappresentano tutto un universo di animali fantastici, rifacendosi in maniera chiara al concetto del pittoresco.Fedele al suo stile, ha creato un’opera che si integra nella natura e che la riproduce, ad esempio, la passeggiata coperta con le colonne che, hanno le forme dei tronchi degli alberi o delle stalattiti, fontane ed arcate artificiali di roccia.

In cima alla scala principale con la fontana a forma di salamandra, simbolo dell'alchimia e del fuoco, si trova la sala ipostila, realizzata come un tempio classico greco. Questa sala, chiamata anche sala delle 100 colonne, benché soltanto 85 siano state completate, si situa sotto la piazza centrale del parco. La piazza è delimitata da un sedile ondulato come un serpente di 150 m di lunghezza. Su questo panchina straordinaria, seduti in curva, si è al riparo e si vedono i propri vicini, in uno spazio intimo, pur avendo la vista sul resto della panchina.Nelle altre zone del parco crea spazi altrettanto fantastici, dove ponti in cemento armato sembrano strutture ottenute dalla scultura della roccia, dissimulando così l'incredibile sforzo architettonico.Il parco è visitabile tutto l'anno e rappresenta una delle mete obbligate per coloro che decidano di visitare il capoluogo catalano

Casa Batlló


La Casa Batlló (in catalano [bəʎ'ʎo, bəd'ʎo]) è un'opera del celebre architetto catalano Antoni Gaudí che sorge a Barcellona, in Spagna, al civico 43 del Passeig de Gràcia. Considerata una delle opere più originali del celebre architetto, l'edificio è stato dichiarato, nel 2005, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO

Cenni storici Nel 1904 Josep Batlló, altolocato industriale del settore tessile, affidò a Gaudí l'incarico di rimettere a nuovo un modesto palazzo acquistato l'anno precedente sul Passeig de Gràcia, l'arteria principale del quartiere modernista dell’Eixample, zona eletta dalla borghesia catalana dell'epoca quale sede dei propri spettacolari palazzi. La costruzione originale era uno spazio molto stretto e allungato e dalla forma rettangolare, che rappresentava sicuramente una sfida per l'architetto catalano.Il lavoro di Gaudí, completato nel 1907, modificò notevolmente l'aspetto dell'edificio, rivoluzionando la facciata principale, ampliando il cortile centrale ed elevando due piani inesistenti nella costruzione originale. Al piano terreno sorgevano le scuderie, destinate successivamente a magazzini, e l'androne comune. Il primo piano del palazzo, il cosiddetto piano nobile, fu destinato ad abitazione della famiglia Batllò mentre negli altri quattro piani furono ricavati otto appartamenti destinati all'affitto.

Le facciate


Facciata anteriore Il disegno della facciata principale cancellò ogni traccia del precedente progetto mantenendo però la originaria disposizione delle finestre.Nella parte bassa della facciata, in pietra arenaria scolpita in forme sinuose, Gaudí concepì dei corpi aggettanti di aspetto zoomorfo e fantastico (motivi ossei), evidentemente ripresi dall' art nouveau e in un certo senso anche dal gotico (si pensi ai corpi pensili delle cattedrali gotiche).Nella parte centrale della facciata, invece, Gaudí cercò un grande effetto di luminescenza attraverso la collocazione di dischi di maiolica frammentata e di vetri istoriati di diverse dimensioni e forme, secondo la tecnica del trencadís.La parte alta è invece interamente ricoperta da tegole di ceramica vetrificata colorata, evocanti le squame di un rettile.Un elemento caratterizzante della facciata principale è rappresentato dalla tribuna del piano nobile, interamente realizzata in pietra arenaria e composta da cinque aperture tondeggianti delimitate da colonne che richiamano delle gigantesche ossa. Le aperture sono chiuse da grandi vetrate colorate.Le finestre dal secondo al quinto piano si aprono su una serie di balconi dal pavimento in pietra a forma di conchiglia, non presenti nella costruzione originaria, con una ringhiera in ferro battuto che ricorda la foggia di una maschera veneziana. Sul sesto piano si apre un unico balcone centrale a forma di fiore


La facciata posteriore Decisamente meno spettacolare di quella anteriore, la facciata posteriore ne richiama comunque le linee sinuose, qui rappresentate da quattro terrazze continue in cui si alternano rientranze e sporgenze, con ringhiere di rete metallica in ferro battuto. In corrispondenza del piano nobile si apre l'accesso al patio dell'appartamento della famiglia Batlló. Alla sommità della facciata, in corrispondenza della soffitta e del parapetto della terrazza superiore, ritroviamo un coloratissimo trencadís a motivi floreali e geometrici


Gli accessi piano di accesso fu interamente ristrutturato da Gaudì in modo da ricavarvi le scuderie (che a metà degli anni '90 sono state ristrutturate per essere utilizzate come sala convegni), un locale commerciale ed un androne comune in cui si trovano la rampa di accesso al piano nobile, il cortile centrale, interamente rivestito di ceramiche di diverse sfumature di azzurro e chiuso in alto da un grande lucernario, attorno al quale si snodano le rampe della scala comuni e all'interno del quale è collocato un ascensore. Ceramica, marmo, ferro battuto e legno si alternano in sequenze sinuose in cui la mano del maestro si sofferma nella cura dei dettagli più minuti: porte, maniglie, campanelli, portano tutte il suo marchio inconfondibile.

Il piano nobile L'appartamento del piano nobile, che ospitava la famiglia Batlló, è ampio circa 400 m2 ed è suddiviso in tre zone: la prima, che si affaccia sul Passeig de Gràcia, è occupata da un grande salone composto da tre locali comunicanti; nella parte centrale, disposta intorno al cavedio condominiale, trovano posto un vestibolo, la cucina, i bagni ed altri locali di servizio; sulla facciata posteriore si affacciano invece le camere da letto e la stanza da pranzo. Da quest'ultima si accede ad una grande terrazza, ampia oltre 200 m2 e riccamente decorato con trencadís che richiamano quelli della facciata principale. Gli interni si fondono l'uno nell'altro e sulle pareti, come per l'esterno, sono assenti spigoli e linee rette.


Gli appartamenti Su ogni piano si aprono due appartamenti di circa 200 m2. Ognuno degli 8 appartamenti ha una zona di servizi che si sviluppa intorno ad un cavedio centrale, da cui trae luce, mentre le stanze da letto e da pranzo danno sulla facciata posteriore, i saloni su quella anteriore.Due degli appartamenti sono tutt'ora abitati da inquilini in affitto, gli altri ospitano uffici amministrativi della casa.


La soffitta Nella realizzazione della soffitta Gaudí adottò una ingegnosa soluzione architettonica basata sull'utilizzo del cosiddetto arco catenario o arco equilibrato, che consente una omogenea distribuzione dei carichi eliminando la necessità di colonne, muri e contrafforti. Il risultato è un ambiente che richiama una caverna, o secondo alcuni la cassa toracica di un grande animale come la balena. In passato vi trovava posto la lavanderia dei condomini mentre oggi ospita un piccolo


museo dedicato all'architetto catalano. Due scale a chiocciola collegano i locali della soffitta alla terrazza.

La terrazza Il tetto invece viene realizzato in maniera zoomorfofantastica (si rifà infatti ad un dorso di drago), utilizzando anche qui la maioliche (questa volta intere) di origine artigianale, che definiscono e rendono più evidente il riferimento fantastico.Gaudí inserisce nel progetto anche una torretta dalla forma circolare, non regolare, coronata dalla croce a quattro bulbi, che diventerà il biglietto da visita del grande architetto catalano.Per la prima volta nella storia, Gaudí progettò oltre alla struttura del progetto anche l'illuminazione interna ed esterna, collocando luci di grande effetto alla base del tetto, della torretta e della facciata stessa

Casa Milà La Casa Milà, detta La Pedrera (dal catalano Pedrera = cava di pietra), fu costruita tra il 1905 e il 1907 da Antoni Gaudí a Barcellona, in Spagna, al numero 92 del celebre Passeig de Gràcia, nella zona barcellonese dell' Ensanche (in catalano, Eixample), su incarico di Roser Segimon y Pere Milà


per il suo imminente matrimonio. Attualmente è di proprietà della Caixa Catalunya, una cassa di risparmio catalana e dal 1984 è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità.L'edificio è composto da 6 piani, su ognuno dei quali ci sono 8 appartamenti; sono inoltre presenti 2 cortili interni, che garantiscono elevata luminosità a tutti gli appartamenti. La facciata esterna dell'edificio è rivestita di pietra grezza proveniente dal massiccio di El Garraf e di Vilafranca del Penedès; fu proprio questa particolarità che le avvalse l'appellativo de La Pedrera.Gaudí progettò l'abitazione mantenendo fede all'indirizzo del modernismo, esaltando appieno il suo spirito innovatore. A livello architettonico scelse come elemento fondante la linea curva, chiaramente zoomorfa e richiamante l'immagine delle onde del mare, che trionfa in svariati motivi presenti nella struttura (facciata, interni, mobili). L'intero edificio è quindi privo di linee rette, perfino le piante degli appartamenti e dei cortili interni seguono un disegno curvilineo.A livello tecnico egli decise fra i primi di utilizzare il cemento armato come elemento base, sul quale poi sovrapporre i materiali di copertura, come azulejos frammentati e la pietra viva. Altro materiale fondamentale per Casa Milà è sicuramente il ferro battuto, utilizzato nelle porte, nei balconi, nel cancello di ingresso e nella struttura stessa dell'abitazione. Altra importante innovazione tecnica fu l'utilizzo del vetro armato che costituisce la pavimentazione trasparente di diversi balconi presenti nella struttura.Grazie al cemento armato poté permettersi di creare dei corpi fortemente aggettanti che stupirono i contemporanei per l'assenza di piloni atti a reggerli. Anche le pareti interne degli appartamenti sono semplici muri divisori in quanto sono totalmente assenti i muri portanti. Sul soffitto piano, dissimulò i comignoli con splendide sculture dall'aspetto surreale e fantastico.Attualmente è possibile visitare l'androne, il tetto e un appartamento arredato con mobili d'epoca, in parte progettati dallo stesso Gaudí.Nel sottotetto è allestito un interessante museo sulle tecniche costruttive di Antoni Gaudí.Alcuni degli appartamenti presenti nell'architettura sono di proprietà privata e sono attualmente abitati.Nel seminterrato invece sono presenti dei negozi e delle strutture di ricezione turistica.

Sagrada Familia La Sagrada Família, nome completo in lingua catalana Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia) di Barcellona, Catalogna (Spagna) è una enorme basilica cattolica (non una cattedrale)[1], tuttora in costruzione, considerata il capolavoro dell'architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano.

Storia Nel 1866 nacque l'Associació Espiritual de Devots de Sant Josep (Associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe), con l'intento di


promuovere la fabbricazione di un tempio dedicato alla Sacra Famiglia. Tramite le donazioni che riceveva, l'associazione comprò il terreno su cui ora sorge la chiesa nel 1881 e in seguito si apprestò alla costruzione. Dopo disaccordi tra l'associazione e l'architetto originale, Francesc del Villar, Gaudí ottenne l'incarico nel 1883 e ideò un progetto completamente nuovo. Lavorò al progetto per oltre 40 anni, dedicando completamente a questa impresa gli ultimi 15 anni della sua vita. Questa dedizione tanto intensa ha una spiegazione, oltre all'enormità dell'opera, anche nel fatto che Gaudí definiva molti particolari man mano che la costruzione avanzava, invece di averli concretizzati in precedenza nei suoi piani e istruzioni. Per lui, la presenza personale nell'opera era di fondamentale importanza. La Sagrada Familia non è stata ancora finita, ma è completa per il 55%.Con l'avanzare dell'innalzarsi della costruzione, lo stile divenne sempre più fantastico, con quattro torri affusolate che ricordano i termitai o i gocciolanti castelli di sabbia dei bambini. Si tratta di forme ereditate dell'architettura neogotica, secondo i cui canoni la chiesa era stata inizialmente concepita: ciononostante, traevano la loro ispirazione dalla forma dei nidi di termite).Le torri sono coronate da cuspidi di forma geometrica, coperte di ceramiche con colori vivaci, che vennero probabilmente influenzate dal cubismo (furono finite attorno al 1920). Vi si ammirano anche un gran numero di decorazioni elaborate che vengono ricondotte allo stile dell'Art Nouveau.Gaudí morì nel 1926. Le torri erano originariamente previste per essere tre volte più alte. Parti dell'edificio incompleto e del laboratorio di Gaudí, vennero distrutte durante la guerra civile spagnola. Gaudí non lasciò ulteriori piani e i lavori della chiesa sono stati sporadici per numerosi anni. Solo in seguito al recupero ed al restauro dei grandi modelli originali del laboratorio, basandosi anche su foto dell'epoca, è stato possibile ricostruire buona parte del progetto originale. Gaudí, comprendendo che i lavori sarebbero proseguiti decenni (o secoli) dopo la propria morte, invece che esaurire le risorse impostando tutto il gigantesco perimetro preferì completare alcune sezioni dell'edificio in altezza (specie nell'abside), come per lasciare una testimonianza precisa dell'idea originale ai suoi successori.Dal 1940 gli architetti Francesc Quintana, Puig Boada, e Lluis Gari hanno portato avanti i lavori. Le sculture di J. Busquets e del controverso ma possente Josep Subirachs decorano le fantastiche facciate.

Interno


Facciata

Il progetto Il progetto è basato sia sulle versioni ricostruite dei progetti e dei modelli perduti (un incendio nel 1936, appiccato durante la Guerra civile spagnola dai repubblicani all'atelier di Gaudí, distrusse molte tavole progettuali del celebre architetto), sia su adattamenti moderni.Ogni parte del disegno è ricca di simbolismi cristiani mistici, in quanto Gaudí concepiva la chiesa per essere "l'ultimo grande santuario della cristianità". Gli aspetti che colpiscono di più sono le sue torri affusolate. In totale sono previste 18 torri, rappresentanti in ordine ascendente di altezza: i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Madonna e, la più alta di tutte, Gesù. Le torri degli evangelisti saranno sormontate da sculture dei loro simboli tradizionali: un angelo, un toro, un'aquila e un leone. La torre centrale del Cristo sarà sormontata da una croce gigante: l'altezza totale delle torri sarà inferiore di un metro a quella del Montjuïc, poiché Gaudí credeva che il suo lavoro non dovesse sorpassare quello di Dio. Le torri più basse sono sormontate da grappoli d'uva, che rappresentano il frutto spirituale.La chiesa avrà tre grandi facciate: la facciata della Natività; la facciata della Passione, che colpisce in modo particolare per i suoi personaggi sottili, emaciati, tormentati, opera controversa di Josep Subirachs; e la facciata della Gloria. I temi di tutta la decorazione includono parole della liturgia. Le torri sono decorate con parole come "Hosanna", "Excelsis", e "Sanctus"; la grande porta della facciata della Passione riproduce parole della Bibbia in svariati linguaggi, compreso il Catalano; e la facciata della Gloria è previsto che sarà decorata con parole tratte dal credo degli apostoli.Aree specifiche del santuario saranno designate a rappresentare vari concetti religiosi come, santi, virtù, peccati e concetti secolari come le regioni della Spagna, presumibilmente ognuno avrà delle decorazioni corrispondenti.La modellazione al computer si è resa utile per dare forma a vari elementi, come i pilastri interni della chiesa. Infatti grazie all'uso di questi programmi e di determinati macchinari si possono finalmente realizzare pezzi identici fra loro, così come Gaudí li aveva


concepitiAttualmente sono in costruzione le navate centrali, caratterizzate da colonne che ricordano enormi alberi e un soffitto che sembra composto da giganteschi girasoli, e il transetto, compreso il coro e il rosone che gli darà luce. Con il completamento di queste parti, si procederà alla costruzione della cupola centrale.Nel 2008, nel corso di una vertenza tra municipio di Barcellona e Patronato della basilica sull'opportunità di non scavare tunnel sotterranei nelle vicinanze dell'edificio per non rischiarne il danneggiamento, è rimbalzata nella stampa la notizia che la Sagrada Familia non avrebbe avuto una concessione amministrativa e che risulterebbe (almeno formalmente), un'opera abusiva. Il Patronato ha ricordato invece che i lavori iniziarono in perfetta legalità, dato che la competenza amministrativa spettava comunque a Sant Martì de Provençals, all’epoca ancora non unita a Barcellona e anche che vi è stato oltre un secolo di silenzio-assenso.[

Portico della Speranza


Portico della CaritĂ 


guadi'