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PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI APRILE - MAGGIO 2009 N. 2

Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/52/2004 - AREZZO - Tariffa pagata - Taxe perçue

La Processione del 3 maggio

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l'editoriale di enzo papi

È morto don Otello

Esiste, o è mai esistita, una cultura popolare?

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Mentre ci prepariamo per la stampa apprendiamo la notizia della morte di don Otello Branchi, che fu vice-parroco di Anghiari dall’agosto 1945 al 1946, ma ha sempre conservato un bel ricordo di questo suo primo anno di prete. Attualmente era canonico della Cattedrale di Arezzo ed era stato fino a poco tempo fa Padre Spirituale del Seminario, dove tuttora è Alessandro. L’anno scorso con molta gioia sua e nostra, aveva collaborato con l’Oratorio realizzando diversi articoli sulle raffigurazioni mariane di Anghiari. Il funerale di don Otello si è svolto la mattina di mercoledì 10 marzo, ad Arezzo. Nel prossimo numero ci sarà lo spazio per un giusto ricordo. La redazione Se avete ricordi legati alla presenza di don Otello ad Anghiari comunicatelo alla parrocchia. In alto la foto di don Otello nel suo studio ad Arezzo. Tale foto è stata utilizzata per la sua rubrica tenuta nell’Oratorio nel 2008.

e lo domandaste a Mario Del Pia, il nostro caporedattore, avreste senza dubbio una risposta convinta e decisa: certamente! Comunque, in particolare ad Anghiari, una cittadina così giustamente attaccata alle tradizioni locali ed alla storia patria, orale e scritta, trovereste un’infinità di persone incrollabilmente convinte della cosa. Ora: Mario Del Pia non conosce e mai ha sentito parlare di Marta Bonaccini, ma, anche se non lo sa, fra i due ci sono una infinità di affinità culturali e d’amore per il popolo e le sue tradizioni. È, Mario, l’infaticabile menestrello che ha pensato e raccolto le foto, i disegni, le storie degli inserti degli ultimi anni, del calendario popolare che l’Oratorio pubblica ormai da tempo, quasi una sorta di Sesto Caio Baccelli del 2000: proverbi, storie, consigli, previsioni del tempo più o meno avventurose, maestà e fantasmi, òmini selvatici e briganti. Cultura popolare! È Marta Bonaccini che, attaccatasi ad uno degli ultimi testimoni della cultura popolare, la Bice di Rofelle, ha pubblicato, agli esordi del 2000, “A veglia dalla Bice, sere di un tempo in Alta Valmarecchia”, 150 pagine da leggere tutte di un fiato piene di proverbi, di storie, di situazioni, di ninne nanne, di consigli, di modi di dire e di abitudini, di quella cultura, insomma, popolare, che fa bene al cuore, riempie di tenerezza e riscalda l’animo, portandoti a dire, a te che sei un lettore moderno e tecnologico: “però!!...”. *** uno sfizio benpensante che porta tanti, nel nostro tempo, a snobbare cose come quelle che l’Oratorio o la Bonaccini si ostinano a mettere per iscritto o a continuare a proporre con la carta stampata. Una sorta di sindrome da ‘pidocchi rifatti’: ora siamo ricchi, abbiamo il computer, ci sono gli euro, c’è la tecnologia, il mulo è stato sostituito dall’automobile, il focolare col ceppo che scoppietta dalla televisione e il drink. Non c’è crisi economica che tenga: le abitudini sono cambiate ed è un bene. Il problema è che lo sfizio che porta a snobbare quel tempo come cosa antica e barbara snobba anche la sua intrinseca saggezza. Certamente è un bene aver sostituito il mulo con l’automobile e il focolare con la televisione; è un bene che non ci sia più gente che, se vuol scrivere qualcosa da mandare ad un ufficio statale va dal prete perché è l’unico, in zona, che sappia impugnare una penna o, se vuole informazioni in diretta, non politicamente travisate dall’Italietta corrente, va sul satellite e si guarda la CNN o al-Jazeera. Il problema è la saggezza: aver buttato via, assieme al meno il più. Oggi si usa dire così: buttar via, assieme all’acqua sporca, anche il bambino (che è invece un bene e cosa preziosa!). Il bambino è la saggezza di un tempo, quel modo di sentire, di avvertire e di vedere le cose che, nonostante la fatica, i disagi e la terribilità dei tempi, rendevano l’uomo comunque più consapevole anche se analfabeta, più giusto anche se ignorante, più saggio anche se povero. La cultura popolare ha a che fare con queste cose: una sensibilità terra terra, fatta di proverbi, di canzoncine, di storie curiose e fantastiche, di tradizioni, che erano (e sono!) poca cosa, ma che erano comunque capaci di legare l’uomo al senso della vita; per cui la storia aveva una direzione e non portava, come oggi, non si sa dove, l’esistenza aveva un motivo e non ti portava a dire “…ma io che ci faccio qui?” Mi sembra chiaro. Noi, oggi, abbiamo un problema: non accontentarci della comodità e della modernità, ma ritrovare, nella modernità, la saggezza, che pure il nostro popolo ha avuto. *** veglia dalla Bice? Basta scorrere l’indice per capirne la grazia! Tra realtà e leggenda… A veglia… Proverbi, detti, motti, burle, aneddoti, dove, cioè, non si risparmia nessuno: scherzi da prete, irriverenze, un po’ di politica… mano mano piazza, conte, ninne-nanne, filastrocche, giochi… Il tempo della scuola e l’eterno dialogo fra l’uomo e Dio: la Settimana Santa, una figura di prete, le Maestà dei campi, fede e superstizioni… Infine la sezione dei canti e delle poesie… E i racconti, le storie: c’era una volta! Il tutto riunito, collegato dal conversare con la Bice, l’ultraottuagenaria i cui ricordi riempiono il libro. Un volume da leggere, insomma! Col cuore. (Per informazioni e stabilire un rapporto contattare Marta Bonaccini, nell’elenco di Firenze).

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L'ORATORIO DI ANGHIARI - Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/52/2004 - AREZZO - Tariffa pagata - Taxe perçue Anno XLIV - Periodico del Vicariato di Anghiari e Monterchi. Con approvazione della Curia di Arezzo Aut. Tribunale di Arezzo n. 5 del 28 aprile 1967 - Dir. Resp. Enzo Papi - Stampa: Grafiche Borgo, Sansepolcro. Redazione:donmarcosalvienzopapimariodelpiaalessandrobivignanistefanobigiarini.

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Conversazioni con don Francesco Oggi parliamo di:

Verità e Libertà, la strana lettera di Benigni a Sanremo francesco.capolupo@libero.it

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ell’ultimo numero del nostro giornale ci siamo lasciati con la promessa di trattare il tema della Verità e il tema della Libertà. Anche questa conversazione, purtroppo, non può chiaramente esaurire tutto il carico che queste parole portano dentro, ma possiamo accennare e pungolare un po’ la nostra ragione per tentare di aprire una breccia laddove ancora la durezza del mondo contemporaneo non ha lasciato alla nostra mente la piena azione e ricerca. Vorrei partire stavolta da un fatto di attualità che mi ha colpito molto. All’ultimo Festival di Sanremo, seguitissimo quest’anno grazie all’ingegno e alla simpatia del duo BonolisLaurenti, Roberto Benigni, aprendo la prima serata del Festival, ha dedicato il pezzo finale del suo monologo al tema dell’amore, quello etero e omosessuale, sull’onda emotiva della canzone di Povia che pregiudizialmente era stata attaccata da giornali e ben pensanti ancor prima di essere ascoltata. Credo che questo spunto ci insegni cosa può significare un uso distorto della Libertà e della Verità. A conclusione del suo intervento, il comico toscano, che io adoro nelle sue interpretazioni della Divina Commedia, ha recitato a memoria una lettera che lo scrittore Oscar Wilde inviò dal carcere, dove ingiustamente si trovava perché omosessuale, al suo amante Lord Douglas, in cui esprimeva il suo dolore per la lontananza e la speranza di poter un giorno rivederlo per rivivere quei momenti passionali che tanto avevano segnato l’esperienza del grande scrittore irlandese. Ora, ad onor del vero, Wilde riuscì a rivedere e a continuare la sua relazione con Lord Douglas, tuttavia non tutti sanno che Wilde era sposato ed aveva due figli. Uscito dal carcere dimenticò totalmente la sua famiglia, non rivide mai più i suoi due figli e lasciò la moglie Constance in tale prostrazione e dolore che morì appena quarantenne. A questo punto lasciamo da parte la vita dell’autore del Ritratto di Dorian Gray che è complessa più di quanto non si possa immaginare e soffermiamoci sul metodo che Benigni ha usato per presentarci la sua idea di amore, la Verità dell’amore, la Libertà dell’amore. Il comico toscano ha espresso il sentimento dell’amore come “neutro”, ossia che differenza fa amare un uomo o una donna se l’importante è amare? Nessuno contesta le scelte private di persone adulte, ma non bisogna confondere ciò che il nostro libero arbitrio adulto può scegliere per la propria vita, con ciò che invece è Vero per la vita e la libertà di tutti. Benigni quando recita e commenta la grande opera di Dante (consiglio la visione dei dvd perché è veramente gustoso e appassionante) afferma che vi è il grande Amore di Dio che impregna la vita di noi personaggi terreni, di noi che siamo di passaggio, che nel nostro essere tristi, angosciati, delusi, affranti o felici, realizzati non possiamo ignorare, perché solo quello sguardo può renderci certi del nostro senso della vita, solo quell’Amore pensato da Dio Padre per ciascuno di noi e a noi dato totalmente nel Figlio Gesù, può lenire ogni ferita. Di fronte a questa esperienza, che Benigni traduce dal linguaggio dantesco, risulta normale porre due alternative: allora cosa ci salva, la consolazione di un puro amore istintivo o la certezza di un Amore salvifico che trascende e trasfigura anche l’amore passionale (Eros e Agape)? Benigni ci ha mischiato le carte proponendoci Wilde per la prima alternativa e

Dante per la seconda; ma una differenza dello stesso Benigni ci indica la strada giusta ossia quella Vera e Libera: quando recita Dante e ci parla di Beatrice o della Madonna, il nostro “Robertaccio” si commuove, si commuove perché sperimenta quelle parole nella realtà della sua esperienza d’amore con la moglie Nicoletta, alla quale è legatissimo e attraverso la quale fa esperienza dell’Amore di quell’Uomo crocifisso duemila anni fa e Risorto per Amore. Il punto nodale che fa la differenza è vivere la vita come Vocazione, esperienza dell’essere chiamati da Dio, voluti da Dio perché questo è il senso più profondo della domanda di eternità che ciascuno di noi porta nel proprio cuore. Benigni fa esperienza di questo ma non lo declina, non lo spiega facendoci però intuire, attraverso la lettera di Wilde, che lo scrittore, pur essendo credente, non concepisce e non fa esperienza “vocazionale”. Alla luce di questo non posso accettare come Vero il puro lancio erotico passionale che Wilde dedica a Lord Alfred (se fosse stata un’altra donna, nella sostanza del concetto vocazionale sarebbe stato lo stesso), seppur rispettabile fra di loro; non lascia apertura all’eternità dell’amore, non lascia spazio alla libertà del cuore che chiede eternità dell’amore, chiede un “per sempre” che il solo eros (da non ridurre al solo piacere sessuale ma all’idea dell’istintività come verità) non può soddisfare, tant’è che Wilde lascerà Lord Douglas come lascerà tanti altri uomini e non farà mai i conti con i dati reali: il suo matrimonio, i suoi figli, la carezza che Dio gli aveva dato per condurlo all’eternità e che lui, appunto, non ha riconosciuto come vocazione. Questo avrebbe significato per il poeta fare un lungo e doloroso cammino di riconoscimento e abbandono alla Grazia di Dio che Wilde ha volontariamente evitato per egoismo, un egoismo talmente forte che non si è degnato neppure di soffermarsi di fronte alla morte della moglie o alla sorte dei figli. Come vedete Verità e Libertà vanno assieme, è un cammino unico. Non usare veramente la libertà, “tornare da Lord Douglas perché mi appassiona” ci porta alla menzogna (il loro rapporto è crollato perché totalmente incentrato sull’istinto). Essere veri con sé stessi, un cammino faticoso e durissimo, alla fine porta alla libertà, la libertà di accogliere il disegno di Dio, la realtà per quello che ci insegna e non per quello che noi vogliamo faccia. Scegliere la via più semplice molto difficilmente è fonte di appagamento totale ma quando il dolore per la Verità nasce, è in quel momento che una nuova alba sorge ed un equilibrio ed una stabilità ci daranno il gusto, per sempre, in ogni circostanza, della Verità e della Libertà. Questa è la scommessa di ogni cammino educativo. P.S. Ho tralasciato la questione “omosessuale” della vicenda di Wilde perché ho puntato l’attenzione “sull’errore di giudizio” commesso da Benigni, ma il tema dell’omosessualità è un’altra sfida che possiamo raccogliere, in un suo editoriale, sul nostro giornale.

Se volete scrivere a don Francesco o volete comunque contattarlo lo potete fare al seguente indirizzo e-mail: francesco.capolupo@libero.it

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CALENDARIO LITURGICO a cura di Franco Cristini

annuncio della Resurrezione. 12 aprile domenica - Pasqua di Resurrezione. Sante Messe secondo l’orario festivo. “Il Signore è risorto alleluia”.

Mese di Aprile 2009 2 aprile giovedì - Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 3 aprile venerdì - Primo Venerdì del mese. Nella chiesa di Micciano, alle ore 20,30 S. Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. Nel Santuario del Carmine alle ore 21, S. Messa con adorazione. Alle ore 19 Confessioni dei Confratelli con la Cappa nella chiesa di S. Agostino. 5 aprile domenica – Domenica XXXII di Passione - Le palme. Alle ore 9,30 Santa Messa nella chiesa di Badia. Alle ore 10,45 inizio della Santa Messa con la benedizione delle palme presso la Piazzetta della Badia, quindi ci rechiamo in processione nella chiesa di Propositura dove continuerà la liturgia. La processione ricorda l’accoglienza festante riservata a Gesù dagli abitanti di Gerusalemme agitando le palme. Saranno poi quelle stesse persone, a tradirlo preferendo la morte in croce di Gesù a quella del ladrone Barabba. 6 aprile lunedì - Lunedì Santo. Alle ore 21, in Propositura, liturgia penitenziale e Sacramento della Confessione in preparazione della Pasqua. 7 aprile martedì - Martedì Santo. Primo martedì del mese. In Propositura alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario.

Tempo di Pasqua Dura cinquanta giorni 13 aprile lunedì - Lunedì dell’Angelo: pasquetta. Festa nella chiesa di Santo Stefano. Santa Messa nella chiesa di Santo Stefano alle ore 11, alle ore 18 nella chiesa della Croce. 16 aprile giovedì - Santa Bernardette Soubirous vergine. È la pastorella a cui è apparsa la Madonna a Lourdes nel 1858 (1844-1879). 19 aprile domenica – Domenica II di Pasqua. Sante Messe secondo l’orario festivo. 25 aprile sabato - San Marco evangelista. S. Messa alle ore 9,30 nella cappella di San Marco presso la Misericordia: saranno benedetti i gigli da mettere sulle croci nei campi. Alle ore 18 S. Messa nella chiesa di Propositura. San Marco era il cugino di Barnaba; seguì l’apostolo Paolo nel suo primo viaggio ed anche a Roma. Fu discepolo di Pietro del quale riprodusse la predicazione nella stesura del suo Vangelo. 26 aprile domenica – Domenica III di Pasqua. Sante Messe secondo l’orario festivo. 29 aprile mercoledì - Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa, vergine e dottore della Chiesa (1347-1380).

TRIDUO PASQUALE DELLA PASSIONE E RISURREZIONE DEL SIGNORE Il triduo pasquale comprende il Venerdì Santo, il Sabato Santo e la Domenica di risurrezione. Dato però il carattere pasquale della Cena del Signore entra nella celebrazione del triduo anche la S. Messa vespertina del Giovedì Santo. La Domenica di Pasqua è insieme l’ultimo giorno del Triduo e il primo del Tempo di Pasqua.

Mese di Maggio 2009 È il mese dedicato alla Madonna. Nei giorni feriali ad iniziare dal 4 maggio, alle ore 21 nella chiesa di Propositura ad Anghiari, e nella chiesa di Tavernelle, recita del Santo Rosario con breve riflessione. 1° maggio venerdì - San Giuseppe artigiano. S. Messa alle o re 18 in Propositura. Primo Venerdì del mese. Nella chiesa di Micciano, alle ore 20,30 S. Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. Nel Santuario del Carmine alle ore 21, S. Messa con adorazione. 3 maggio domenica - Domenica IV di Pasqua. Santi Filippo e Giacomo apostoli. In Anghiari festa del SS. Crocifisso: Sante Messe nella chiesa di Badia alle ore 9,30 e alle ore 11. Alle ore 17, nella chiesa di Propositura, S. Messa solenne dove il vescovo amministrerà il sacramento della Cresima ai nostri giovani. Seguirà quindi la processione nelle strade del paese fino alla Badia. 5 maggio martedì - Primo martedì del mese. In Propositura alle ore 17 Ora di Guardia con recita del Santo Rosario. 7 maggio giovedì - Primo Giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 10 maggio domenica - Domenica V di Pasqua. Sante Messe secondo l’orario festivo. 13 maggio mercoledì - Beata Vergine di Fatima. Nel 1917 la Beata Vergine è apparsa a tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco a Fatima in Portogallo.

9 aprile giovedì - Giovedì Santo: ultima Cena di Gesù. Alle ore 18,30 nella chiesa di Propositura S. Messa vespertina “In Coena Domini” con il rito della Lavanda dei piedi. La Chiesa celebra in questo giorno l’istituzione della SS. Eucaristia. Al termine della Messa visita in preghiera alle chiese paesane. Alle ore 21, nella chiesa di Propositura e nella chiesa di Tavernelle, ora di meditazione. 10 aprile venerdì - Venerdì Santo. Passione e morte di Gesù “In Passione Domini”. Alle ore 11,30 ci troviamo nella chiesa di Sant’Agostino per portare il simulacro di Gesù Morto nella chiesa di Propositura. Un invito particolare ai giovani e ai bambini ad essere presenti a questa celebrazione. Alle ore 19, nella chiesa di Propositura solenne liturgia “in Passione Domini”. Al termine processione tradizionale per le vie del paese. In questo giorno quindi, celebriamo e meditiamo la passione di Nostro Signore Gesù Cristo che culmina con la sua morte in croce. 11 aprile sabato - Sabato Santo: Gesù nel sepolcro. Giornata di silenzio, di speranza, di intensa riflessione. Alle ore 23,30, nella chiesa di Propositura, veglia pasquale della notte santa “in Resurrectione Domini”. Liturgia della nuova luce. Benedizione del fuoco, del cero pasquale e dell’acqua; quindi

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14 maggio giovedì - San Mattia apostolo. È l’apostolo che ha sostituito Giuda Iscariota il traditore. 17 maggio domenica - Domenica VI di Pasqua. Sante Messe secondo l’orario festivo. 22 maggio venerdì - Santa Rita da Cascia. Festa presso la chiesetta della suore agostiniane della Ripa preceduta da un triduo serale di preghiera. 24 maggio domenica - Domenica VII di Pasqua - Ascensione di N.S.G.C. Festa nel Santuario del Carmine con S. Messe dalle ore 7 alle 11. Alle ore 16 benedizione dei bambini e alle ore 18 S. Messa in suffragio dei benefattori e dei festarini defunti. Ad Anghiari unica Messa alle ore 9,30 in Propositura. 30 maggio sabato - Madonna del Buon Consiglio - Conclusione del Mese Mariano con la processione e il Rosario nella chiesa di S. Agostino alle ore 21. 31 maggio domenica - Domenica di Pentecoste - Visita della B.V. Maria ad Elisabetta. Sante Messe secondo l’orario festivo. “Manda, o Padre, lo Spirito Santo alla tua Chiesa”. Termina il Tempo di Pasqua.

S. MESSE FESTIVE CELEBRATE NELLE CHIESE DEL VICARIATO DI ANGHIARI...

Ore 8,00 Ore 8,30 Ore 9,00 " Ore 9,30 Ore 10,00 " Ore 11,00 " " " Ore 11,30 Ore 12,00 Ore 15,30 Ore 16,00 " Ore 18,00

Primo Venerdì del mese a Micciano

-PIEVE DI MICCIANO -ANGHIARI: Chiesa di S. Stefano -CENACOLO DI MONTAUTO -CATIGLIANO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -SANTUARIO DEL CARMINE -SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -PIEVE DI MICCIANO -VALEALLE -TAVERNELLE -VIAIO -TOPPOLE -TUBBIANO -PONTE ALLA PIERA -PROPOSITURA (1a domenica del mese) -ANGHIARI: Chiesa della Croce

... E DI MONTERCHI

alle ore 20,30

Ore 8,45 Ore 9,30

Primo venerdì del mese al Carmine

San Michele Arc.lo a Padonchia S. Maria della Pace Le Ville

Ore 10,00 CHIESA della Madonna Bella Pocaia Ore 11,15 San Simeone profeta a Monterchi Ore 17 (ore 18 estivo) San Simeone a Monterchi Ultima domenica del mese chiesa di San Michele Arc.lo a Pianezze ore 16 (ore 17 estivo).

MESSE PREFESTIVE: Ore 16 (0re 17 estivo) Tavernelle Ore 16,00 (ore 18 estivo) Arcipretura Monterchi Ore 17,00 Madonna Bella a Pocaia Ore 18,00 Propositura Anghiari

Ogni primo venerdì del mese, al Santuario del Carmine, S. Messa con adorazione alle ore 21.

prepariamoci alla Pasqua...

Sacramento della Riconciliazione (Confessione) Ogni sabato di quaresima: Confessioni dei ragazzi del catechismo. Venerdì 3 aprile: Confessioni per i Confratelli con la Cappa delle Compagnie di Anghiari. Lunedì 6 aprile: Confessioni durante la Celebrazione penitenziale in Propositura alle ore 21. Sabato 11 aprile: Confessioni in Propositura e a Tavernelle dalle ore 15 fino a sera. 5


IL PALTERRE*: dove gli Anghiaresi parlano di Anghiari, e non solo

foto Emmedipì

* Queste pagine possono essere lette dagli anghiaresi senza particolari prescrizioni. Per gli altri si consiglia moderazione.

Prevedere, pensare, fare!

Nonno Bruno Caro papà, caro nonno Bruno, anche tu ci hai lasciato, ci hai lasciato un gran vuoto dentro perché la tua lunga vita è stata illuminata da un esemplare rettitudine da una onestà d’altri tempi, frutto di una equilibrata capacità di coniugare il lavoro, la famiglia, gli affetti e la fede in Cristo; la tua intelligente e discreta presenza, mai invadente, ma sempre autorevole e dignitosa, è un fulgido esempio di elevati sentimenti. Nel lavoro sei stato fino in fondo un fedele servitore dello Stato, sempre coerente, anche nei tempi dolorosi della guerra tramandataci nei racconti narrati assieme alla mamma: quante orribili tragedie! Non dimentichiamoci dell’olocausto, perché non debba mai più ripetersi, apprezziamo la pace e difendiamola in nome di chi, come nonno Bruno e nonna Adriana, l’hanno pesantemente sofferta. Nella famiglia sei stato uno sposo innamorato, un padre premuroso, un nonno generoso, un bisnonno commosso, educando tutti noi a nobili ideali e alle cose buone della vita, tu stesso grande camminatore e cultore di parole crociate, talvolta ironico e spiritoso: ognuno dei tuoi cari può identificarsi in te perché in essi c’è sicuramente un pezzetto di nonno Bruno. Nella fede, sei stato fortificato da un rapporto che non ha mai vacillato, fermamente convinto del profondo rispetto verso il mistero del Cristo Risorto. Grazie Signore per avercelo a lungo donato, ora fa che riposi sereno al tuo cospetto, a fianco della sua amata sposa Adriana e benedici le nostre famiglie. Amen. Donato

di Sergio Lombardi

Questo atavico problema ideologico dovrebbe essere a livello massimale caratterizzante delle scelte fatte nel corso della vita per cui risulta esattamente il contrario della realtà esistenziale, cioè non deve ingannarci l’istinto di una vita che ha regole sovente imposte e fittizie, ma al contrario dare l’esempio concreto di un carattere deciso a recuperare quei valori etici che ci facevano vivere in modo più corretto e più soddisfacente. Detto diversamente oggi non ci imponiamo di capire e dedurre ma altresì ci siamo dati delle regole che per seguire in modo frenetico viviamo spersonalizzandoci e perdendo di vista quelli che sono i veri valori umani. In definitiva ci stiamo allontanando da noi stessi assottigliando il divario tra l’homo sapiens e l’animale. Generalmente il divario tra l’essere umano e la natura che ci circonda è determinato dall’intelletto, quindi, se vogliamo evitare una autodistruzione irreversibile, è ora di pensare prima di agire perché poi diventa inevitabile il susseguirsi degli eventi. Termino ricordando il primo principio della fisica: ad ogni azione equivale una reazione uguale e contraria. Concludendo non ci si deve impressionare da ciò che non esiste perché altrimenti si entra nel tunnel delle fobie, ma c’è l’ideologia che se corretta e raggiunta, ci permette di guardarci allo specchio con soddisfazione perché è intrinseco il sapere di aver ritrovato noi stessi con tutti quei valori che ci hanno permesso di vivere a misura d’uomo in una società che può tornare ad esserlo, dipende da noi!!!

Anghiari, 5 febbraio 2009

Ernesto Pacini compie... 80 anni!!!

Aghi di pino

Oggi, 10 marzo 2009, il mio babbo compie 80 anni ed a me pare quasi impossibile… Come ha fatto quel giovane papà che tutti i lunedì (faceva il barbiere…) mi portava a spasso a Milano per comprare matite colorate o un librino da scarabocchiare, ad avere già 80 anni…!!??? Forse perché anch’io ne ho ormai 50??? Strani “fenomeni” avvengono nella vita… mi sembra ancora di essere per mano con lui… ma… non mi sbaglio, è davvero così! È vicino a me ed alla mamma, sempre attento e presente!! È il mio babbo! Ed ora come allora, per me, un punto fermo nella vita, un riferimento.

di Clèto

Lungo la via di San Leo, poco dopo Maccarino e di fronte alla vecchia stazione del trenino, ci sono due bei(?) pini. Il loro lavoro principale è di far cader le foglie e così, piano piano, il marciapiede sottostante, abbastanza fresco di realizzazione, era tappezzato da questi aghi-foglie. Una mano ignota, un bel giorno, li raccolse tutti spazzando ben bene e formando due artistici mucchietti. Da quel giorno però sono passati oltre due mesi ma nessuna mano nota (Gli spazzini? I camion della Sogepu? Gli operai comunali?) ha provveduto a portarli via. Io sono favorevole al contributo dei frontisti ed abitanti delle varie strade a ripulire, spazzare, tenere in ordine le strade pubbliche nei paraggi della propria abitazione e mi auguro che un’altra mano ignota abbia la voglia di portar via i due mucchietti di aghi. Sono ripassato ieri e ho visto che, alla fine, gli aghi non ci sono più. Però mi sono perso di chi era la mano che ha fatto il lavoro finale.

BUON COMPLEANNO BABBO!!! Con tutto l’affetto, tua Claudia.

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...il Palterre ovvero Ridendo castigat mores

Auguri a Lucia

Simona auguri

Martedì 13 gennaio, presso l’Università degli Studi di Perugia, Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, si è laureata Lucia Cecconi discutendo la tesi: “I diritti fondamentali dei consumatori e degli utenti”. Ha ottenuto la bella votazione di 110/110. Relatore è stato il Prof. Vito Rizzo. A Lucia gli auguri degli amici, della Redazione dell’Oratorio e di tutta la sua famiglia dimorante all’Infrantoio.

Il giorno 20 febbraio 2009, il Ciccicocco era proprio il giorno prima, Simona Lazzerini si è laureata presso l’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Lingue straniere. Ha discusso la tesi dal titolo: “Guanyin, la Dea della compassione: origini e sviluppo del culto, racconti miracolosi, manifestazioni e pellegrinaggi” ottenendo la bella votazione di 109 su 110. Relatrice professoressa Ester Bianchi. Correlatore professor Federico Squarcini. A Simona, abitante nei pressi di quello che fu l’Ospizio di Fra Damaso, gli auguri dei familiari, degli amici e della Redazione dell’Oratorio.

Carissimo Frido, alla fine l’influenza è riuscita a fermare anche te, che, ed è ben risaputo in paese, non perdi mai un giorno di lavoro, con grande gaudio del tuo direttore. E così ti vengo a raccontare cosa mi è successo qualche giorno fa in piazza Baldaccio. Martedì 3 febbraio, mentre mi recavo a prendere il giornale, mi sono sentito chiamare. Era una voce così strana che sembrava venisse da un ET. Mi giro intorno e non vedo anima viva. Tutto d’un tratto mi rendo conto che quella voce misteriosa veniva dal chiuso di una macchina; ecco perché era così cavernosa. Era Mario che mi salutava in modo molto veloce; il suo modo tipico e “spicciaticcio” di chi non vuole perdere tempo e non ha tempo da perdere. Infatti il suo fare giornaliero è tutto furiosamente ben concatenato come se fosse una catena di montaggio della Fiat. Mi esternava qualche elogio a proposito dello scritto sull’Oratorio “Lettera ad un amico”. Tu ben lo conosci, raramente lui si espone a facili apprezzamenti. L’ho ringraziato con un senso di malcelato orgoglio e poi lui con il suo stile senza fronzoli mi fa: “Prova a scriverne delle altre”. Gli ho risposto che ci proverò, e poi quasi per ripagarlo di cotanta gentilezza gli ho chiesto di venire a prendere il caffè con me. Aggiunsi: “Mario sono le nove, è l’ora X, è l’ora del caffè, vado in banca a chiamare Frido e si va al bar”. E lui, di ripicca “No grazie, e poi Frido non c’è, è influenzato”. Come sarebbe a dire, Mario non prende il caffè se Frido non c’è? Ebbene è proprio così. NO FRIDO – NO PARTY- NO CAPPUCCINO !!!!!!! Ti auguro una pronta e buona guarigione. Un abbraccio

Auguri a Moreno e a Milva Il 18 Marzo 2009, Moreno Sbragi e Milva Marzi hanno festeggiato il loro 25° anniversario di matrimonio. Infatti erano stati uniti in matrimonio nel 1984 presso il Santuario del Carmine da don Pietro Galastri. Tantissimi auguri di cuore dai figli Monica, Roberto e Lorenzo, dai genitori Vilma, Domenico e Francesca e da tutti i parenti e gli amici. Abbiamo festeggiato con voi queste nozze d’argento, con l’augurio che la felicità che state vivendo insieme duri per sempre.

Un gesto di solidarietà

Piero

La famiglia Corsi ringrazia i Donatori di Sangue Fratres per la disponibilità e la sensibilità dimostrata per un bisogno particolare di sangue di un proprio familiare. Anche semplici cittadini si sono resi disponibili per questo gesto gratuito necessario e vitale, che ancora oggi continua, e a loro va la riconoscenza della famiglia Corsi.

La vignetta di Scacciapensieri:

Cervelli...

Auguri a Monica Il giorno 27 febbraio 2009 Monica Redenti si è laureata presso l’Università degli Studi di Perugia, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Corso in Scienze Molecolari Biomediche discutendo la tesi: “Ruolo del recettore per i prodotti finali di glicazione avanzata (RAGE) nel rabdomiosarcoma embrionale (ERMS) umano.” Ha ottenuto la bellissima votazione di 110 e lode. Relatore Prof. Guglielmo Sorci, correlatore Dr.ssa Francesca Riuzzi. A Monica, abitante verso la Giardinella, gli auguri e le felicitazioni degli amici, della Redazione dell’Oratorio e, in primo luogo, dei familiari.

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LE NOSTRE CHIESE NELLA STORIA E NELL’ARTE di don Quinto Giorgini

La chiesa parrocchiale di San Clemente a Toppole L’antico castrum di Toppole è situato nel comune di Anghiari sul poggio a metri 500 circa s.l.m. tra il monte Veriano e quello più lontano di Gello a cavallo fra le vallette della Cestola ed il Rio di Tortigliano, affluenti del Sovara. Fa parte di quel sistema di fortificazioni sulla destra del Sovara insieme a Pianettole, Valialle, Scoiano, ecc. Al centro dell’aggregato sta, distinta, accanto alla canonica, la medievale chiesa dedicata al papa San Clemente martire, terzo successore di San Pietro, di cui la parte più bella ed originale è l’abside semicircolare posta ad oriente, caratterizzata da una muratura a filaretto di blocchi di pietra più piccoli nella parte bassa e più grandi in quella alta “terminata da una sagoma a guscio assai consunta”. Tutt’intorno, sulla superficie circolare, ci sono dieci costruzioni rurali rustiche che, sebbene ristrutturate di recente, tuttavia manifestano ancora la loro lontana origine. La storia del castello di Toppole, il cui nome sarebbe di origine longobarda e indicherebbe “piccola altura”, va inserita nel contesto di quella d’Anghiari, Pianettole, Valialle e, particolarmente, della Pieve di Sovara insieme alla quale subì successive dominazioni. Nell’ottobre del 1087 Enrico di Bernardo dei longobardi di Galbino difende per l’abbazia di Santa Fiora di Arezzo, il castello e la corte di Toppole. Sempre dallo storico Pasqui in “Documenti per la storia di Arezzo vol I, nn. 272 e 307” apprendiamo che nel 1114 l’abate aretino delle S.S. Flora e Lucilla rende ad Ugo, figlio di Rigo, la corte di Toppole e di Verazzano per liberare dal pegno le corti di Montione e di Galognano. Nel Regesto di Camaldoli (T. II, 989) si legge che questo castello nel 1141 fu donato da Astolfo allo zio Quintavalle con l’impegno, in mancanza di eredi, di donarlo ai Camaldolesi. La donazione di Toppole a Camaldoli è del 1142 insieme ad un quarto del castello di Pianettole e metà di quello di Valialle. In questo periodo vi fu edificato un piccolo monastero o priorato. Nel 1173, sempre secondo gli Annali camaldolesi, ci fu una permuta fra i canonici di San Donato di Arezzo ed il priore di Camaldoli per cui ai primi passò metà del castello di Toppole (=integram medietatem castri de Toppole) con quanto era stato acquistato dai Camaldolesi nella Villa di Verazzano dall’abate di Santa Fiora e al secondo il castello di Moggiona. Alla fine del secolo XII, Toppole segue la sorte del viscontado d’Anghiari, che fu creato dai camaldolesi e concesso in sub-feudo alla famiglia Ranieri di Galbino. Circa il 1332 Anghiari cade sotto il dominio del potente Guido Tarlati che ne investì il fratello Pier Saccone, conte di Pietramala, e così anche Toppole ebbe un nuovo padrone. Nel 1407 i discendenti dei Tarlati si misero sotto la protezione di Firenze con tutti i castelli di Monterchi, Valialle e la fortezza di Pantaneto (presso Monterchi). Bartolomeo di Maso da Pietramala, aveva lasciato alla Repubblica fiorentina il castello di Toppole. Saliti al potere i Medici tutto si acquietò e si assopirono le precedenti fazioni. Passiamo ora a descrivere la struttura e la storia della chiesa “priorale” di San Clemente a Toppole (dichiarata tale nel 1574 dal vescovo Niccolò Tornabuoni). La troviamo già esistente

nel 1141 con un parroco appartenente alla giurisdizione della Pieve di Santa Maria della Sovara ma le tombe scoperte sotto il pavimento, durante gli ultimi restauri, ci rimandano a secoli precedenti al dodicesimo. Essa apparteneva ai Camaldolesi ma nella diocesi di Città di Castello per cui due autorità, il vescovo tifernate e l’abate camaldolese, interagivano sulla chiesa di Toppole per cui spesso avvenivano contrasti di competenze come quando, nel 1210, i parroci Ubaldo di Toppole e Giovanni di Verazzano, nonostante avessero avuto l’ingiunzione vescovile di presentarsi al vescovo castellano Giovanni per assistere alla consacrazione della chiesa di Celle, non obbedirono essendo le loro chiese di patronato camaldolese. Però nella visita pastorale del vescovo Niccolò anche il rettore della chiesa di Toppole fu riconosciuto obbligato a dare un censo annuo al vescovado tifernate. La prima chiesa sembra fosse costruita a forma di croce

greca con l’abside a levante. È citata e tassata per dieci libbre nel Decimario del 1349. Nel 1520 anche questa chiesa, insieme a tutta la pievania della Sovara, passò alla nuova Diocesi di Borgo Sansepolcro. Purtroppo non risulta visitata nel 1583 dal visitatore apostolico Monsignor Peruzzi, a differenza di tutte le altre chiese del suddetto piviere. Perché? Probabilmente per mancanza di tempo o per altri motivi a noi sconosciuti. Nella visita del 1639, sulla parte dell’altare era dipinta l’immagine della Madonna con in braccio il Bambino. Nel 1648 il parroco don Giovanni Battista Torelli aveva fatto eseguire su

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Le nostre chiese... tela un dipinto raffigurante San Clemente. Accanto alla chiesa c’era già la canonica e sul campanile a vela le due attuali campane di bronzo di cui una porta la data A.D. MCCCXLVIII (1348) con l’iscrizione: “Ristoro de Aretio me fecit”; l’altra, alta cm. 41 e con il diametro di cm. 30, porta incisa l’iscrizione “Nerius de Aretio me fecit A.D. MCCCLV (1355)”. L’anno appresso il vescovo unì alla chiesa di Toppole, quelle di San Giovanni di Pianettole, di S. Ilario di Schieto e di San Lorenzo di Preconne ed inoltre, nel 1726, fu aggiunta anche la chiesa di

Don Mario si è prodigato nell’ultimo ventennio a provvedere ai restauri e al consolidamento dell’intero complesso parrocchiale (chiesa e canonica) che si presenta in buon stato di conservazione. Attraverso una strada lastricata si sale e si arriva al piccolo sacrato della chiesa, delimitato da un muretto e pavimentato con pietre. Fanno bella mostra di sé alcune piante di olivo. Una gradinata di pietra, formata da nove scalini, interrotti da un pianerottolo, permette l’ingresso a destra alla canonica e a nord alla porta della chiesa che troviamo chiusa. I miei accompagnatori scattano alcune foto tra cui una al sottoscritto. Sulla facciata c’è una finestra rettangolare che termina in alto a forma di arco a sesto acuto. Il sacro edificio si presenta a croce latina, come abbiamo detto sopra, e le sue dimensioni esterne sono circa di metri 6 per 15. All’esterno, verso il lato nord, dietro la chiesa, si può notare una antica cisterna che un tempo forniva la pubblica acqua alle famiglie del caseggiato; ad oriente, illuminata dal sole del mattino, abbiamo ammirato la bella abside del secolo dodicesimo, costruita con belle bozze di pietra del luogo con in alto la piccola monofora. Secondo un catalogo del 1914, redatto dal parroco di quel tempo e da un certo signor Giglioli della Soprintendenza delle Belle Arti, all’interno della chiesa vi erano le seguenti suppellettili ed oggetti artistici. 1- Una statua in legno rappresentante la Madonna seduta col Bambino Gesù in piedi sul suo grembo, scultura mediocre d’arte toscana della metà del sedicesimo secolo ridipinta ad olio e verniciata. Il legno è stato raspato, l’altezza è di cm. 130. 2- Un quadro ad olio su tela, della seconda metà del secolo XVII che rappresenta San Clemente papa in piedi tra San Giuseppe e Sant’Antonio in una cornice di cm. 109 per 82. 3- Altro quadro ad olio su tela, in cattivo stato, rappresentante Sant’Antonio abate ed un altro santo in abito da pellegrino. Nel fondo un angelo in atto di arare, in basso c’è uno stemma, a tergo della pittura c’è l’iscrizione: “Fra Cosimo Vettori fece fare nel 1720”. 4- Un busto di terracotta rappresentante san Rufilio o San Rufillo, con mitria in testa e piviale, scultura mediocre del principio del XVIII secolo. Alto cm. 116 in discreto stato. N.B. La tela del 1720 insieme al busto in terracotta appartenevano all’Oratorio di San Rufilio che è stato demolito e risultano consegnati alla chiesa di Toppole da parte della Signora Testi. 5- Sopra l’altare laterale di sinistra, ora demolito, c’era una icona, una tavoletta di circa cm. 20 per 25, raffigurante la Vergine con Bambino a mezzo busto. Immagine molto graziosa e piacevole venerata come Madonna del Buon Consiglio. Attualmente nella chiesa sono rimasti due altari: il maggiore e quello della Madonna.

San Rufilio oggi scomparsa. Nel 1766 è priore di Toppole don Francesco Brizzi. Dal 1801 al giugno del 1820 fu priore di Toppole un certo don Luigi Santi, nato a Sestino il 4 novembre 1774, e dopo un triennio di servizio nei dintorni del luogo natio, fu nominato parroco di Toppole dove, per diciannove anni, si dedicò con zelo al servizio di questo popolo distinguendosi per l’assistenza verso i malati di tifo “avendone avuti sopra 80 infetti” e 17 dei quali morirono. Fu trasferito poi alla chiesa “priorale” di San Biagio a Pocaia, parrocchia dello scrivente dal 1965, e vi rimase per un decennio distinguendosi anche qui per zelo e carità pastorale. Morì improvvisamente il 15 novembre del 1830 alle ore cinque del mattino all’età di 56 anni compianto da tutto il popolo. Le esequie furono celebrate nell’Oratorio della Madonna Bella con la partecipazione di diciotto tra preti, frati e diaconi e poi la salma fu riportata e sepolta nella chiesa parrocchiale di San Biagio. Il 15 maggio 1788 monsignor Costaguti visitò la chiesa priorale di Toppole concedendole il Fonte battesimale. Nel secolo XIX la chiesa di Toppole fu ristrutturata ed orientata a nord con l’aggiunta di una cappella e prese così l’attuale forma a croce latina. La data 1844 con le seguenti iscrizioni B.C.P.F.F. (Benedetto Crulli Priore Fece Fare) è ancora incisa sull’architrave della porta d’ingresso. Nel 1905 la chiesa fu chiusa al culto perché pericolante e il priore don Giuseppe Chimenti la restaurò riaprendola nel 1914. Egli resse questa parrocchia fino alla morte avvenuta la vigilia del Natale del 1940. A lui successe don Domenico Magrini e a quest’ultimo don Angelo Alberti, laureato in teologia, che la resse fino al 1961. Don Angelo, nel 1947, ebbe “un severo monito scritto” dalla S. Congregazione del Concilio relativo al taglio abusivo di piante di alto fusto che aveva procurato un grave danno al beneficio parrocchiale che allora era costituito da due poderi che complessivamente si estendevano per circa 46 ettari di terreno, prevalentemente boschivo. Nel biennio 1962/63 questo beneficio fu amministrato dall’Ufficio amministrativo della curia di Sansepolcro essendone titolare e prestanome un certo don Edgardo Rossi. Il 4 luglio 1964 don Mario Montini, nativo di Colcellalto di Sestino, diventa a pieno titolo parroco di Toppole ed ancora, nonostante la cagionevole salute, svolge con sacrificio il suo ministero.

Nell’altra pagina: in alto l’ingresso alla chiesa con i nove scalini e, sotto, veduta del campanile a vela. In questa pagina: In alto la bella abside con le pietre a filaretto e, qui sopra, don Quinto con l’amico Beppino Cangi che ci ha accompagnato nella visita.

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Cerchiamo foto o “arsumigli”

cronache dai Renicci

VITA DA CHÈNI

Abbiamo iniziato, grazie alla disponibilità e alla collaborazione di alcuni Anghiaresi, la realizzazione di un cd, con una raccolta di foto di lavoratori del nostro Comune, specie del settore artigianale, di ieri e di oggi, a solo scopo didattico e storico-culturale. Il prodotto finale sarà a disposizione di quanti hanno contribuito alla realizzazione e, volendo, potrebbe essere proiettato . Molte persone hanno già aderito all’iniziativa, con vecchie foto di familiari (falegnami, fabbri, sarti…) mentre svolgevano il loro mestiere; altri artigiani sono stati disponibili a farsi fotografare nel loro laboratorio. Chi è interessato a collaborare può inviare le foto, in bianco e nero o a colori, in formato digitale, al seguente indirizzo elettronico: donnabeppa@alice.it ( Oppure tel. A 339 8080307) Con la foto, indicare il nome (o soprannome), il mestiere e tutto ciò che si ritiene opportuno. Grazie.

a cura del cane Pippo

La nonna So’ qui spaparacchièto ‘nsu la poltrona che aspetto che artonni la mi’ nonna e me strupicci ‘n po’: son queste le sudisfazioni de noialtri chèni: ‘n biscuttino, ‘na carezza, ‘na grattatina… e de queste cose lei se ne ‘ntendi! Ciò la nonna, sì, éte capito bene… e che nonna! ‘Na nonna sprint! L’altro giorno n’abaièo cun Ringo, un randagio de passaggio che ‘gni tanto vieni a ‘rlecchère ‘l teghème; manco lu’ ‘n ci vulìa credere, perché dicìa che i chèni son chèni e i crischèni son crischièni. Ma qualche volta, si ci se vol parecchio bene, ci se cunsidera parenti, cume succedi a noi. La mi’ nonna è ‘na dunnina che “se chiéni”, ambisci a esse’ ricciulina e se vesti tutta pricisa (tanto, a ‘mpelagni i panni ci penso io!) È tanto pricisina che quande arfa el letto ‘n ci lascia manco ‘na cifrigna… è tanto pricisina che quande piega i tovaglioli li fa arcombacère al millimetro (i mia dicono che gni fa la radici quadrèta!)…è tanto pricisina che ‘gni foglia che chèdi da le piante ‘n fa ‘n tempo a posasse ‘n terra che lei l’arcatta! La matina presto, guèsi sempre, la veggo partire cur un postalino, che va a l’asilo dei nonni; ma la sera, a ‘na cert’ora… peeee! Arrecco el pulmino e arrecco anche la nonna. E alora angumincia ‘l divertimento, che cun lei posso fère tutto, ma proprio tutto quel che me pèri! E pu’ me ‘mpippia de cose bone, perché, ‘gni volta ch’abaio, pensa sempre ch’abbia fème, anche si faccio le feste a qualcuno, o squiscio ‘n gatto: “Dagni qualcosa al mi’ canino!” dici. -Alora va tutto bene!- direte voialtri. No! Qualcosa ‘n va ben per gnente, perché è pitosto smemorièta e me chiema sempre Leo, cume el chen de prima. E me parla cume si fusse ‘n citto picino: “Bello el mi’ canone, bello e bavo! Vecchì, vecchì, veccà, veccà! Veni, veni da la nonna, azzidentazzo a chi ‘n te vol bene! Vecchì che te gatto la tippa!” E fin qui ci sémo, era quel che vulìo e ‘npo’ de tragna se sopporta! Ma doppo lei seguita: “Bello el mi’ Leo (artonfa! So’ Pippooooo!!!) Cià le pulci, cià le zecche, cià ‘gni cosa!” Eh, no, eh! Io st’animalacci ‘n ci l’ho, gimici piano! Ci l’ho aute, ‘na volta, ‘n dico de no… però dite la verità, voialtri i pidocchi un l’éte mai aùti? E alora? So’ ito dal vitrinéo, m’ha misso du’ gocce de middicina ntu la cicottola e… tempo ghieci minuti le zecche èno avièto a fuggire, a saltère, a scapicollère che l’ho viste abocchere ‘nverso Capresa e d’alora ‘n sono artorne. D’ogni modo, la nonna è dimolto primurosa e gni vo’ bene… solamente… ‘gnarebbe fagni capire cume me chiemo, perché lei ‘nsisti: “Leo! Leo! Vecchì! …Massì, ‘n dà retta! Leeeooo! Se’ sordo? Leo! Veccà!” El fatto è che ‘n questa famiglia c’è stèto ‘na generazione de cheni che se chiamèon Leo e nc’è verso che se ne scordono, specialmente lei, ch’aramesta i ricordi de ieri cun queli de oggi! Io gni vorrebbe spieghère che so’ Pippo, ma… el nonnese io ‘nn’el so e lei un sa el canese! Alora abozzo, faccio avista de gnente e vèdo a pigliamme la dose giornagliera de carezze. Ma… zitti… me per de sintì’ sonère… “Peeee!” Éte sintito? E’ ariva! Ve saluto, ch’ho fretta! Viva le nonne!

D.B. e collaboratori Ultim’ora

Tavernelle, grazie!! L’8 dicembre 2008 ho celebrato al Cenacolo di Montauto il mio 25° di vita religiosa. Perché qui? Sono stati i molti ricordi dell’inizio del mio cammino. Quando tanti anni fa arrivai la prima sera a Montauto mi spaventai: credevo d’essere in una selva!! Ma al mattino i miei occhi gioirono della meraviglia che mi circondava, dovetti ricredermi subito. Montauto è per me luogo dove sono stata forgiata, luogo della Presenza del Signore che ancora mi abita per la sua fedeltà, luogo dove ha preso forma quella che oggi sono come religiosa del Cenacolo, come collaboratrice del Vangelo di Gesù. Ho voluto che Montauto ancora una volta fosse segno di un nuovo inizio, di un ricominciare, di un ripartire con slancio verso una nuova tappa della mia vita. Quale meraviglia, quale gioia è stata per me celebrare questo anniversario nella varietà delle vocazioni: il 25° di ordinazione di don Marco, il 25° di alcune coppie di Tavernelle (qui c’è la mano di sr Astrid!!). Si sentiva la Chiesa! A don Marco un grande grazie per la sua disponibilità. Il Signore benedica e renda fecondo il suo ministero. Ringraziare ciascun Tavernellese è troppo poco. Vi porto tutti nel cuore, soprattutto coloro che, ragazzi un tempo, oggi sono padri e madri e che ho rivisto con gioia. Continuiamo a camminare verso Gesù, unica nostra meta, rimanendo uniti. GRAZISSSSSSSSSSSSSIME!!! Arrivederci. Con affetto sr Franca

Anghiaresi agitati o agitanti? Tutto è stato causato da un refuso apparso nel nostro giornale nel numero uno di quest’anno a pag. 31. Si parlava degli abitanti di Anghiari al 31 dicembre 2008 e nella concitazione della stesura degli articoli e della loro impaginazione è venuto fuori che i pacifici abitatori delle nostre colline sono diventati agitanti.

Pippo/alias Leo

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LA PAGINA DELLA CARITAS Una storia per pensare: riflessioni a cura di Laura Taddei

Dal libro di Ester In quei giorni la Regina Ester, presa da angoscia mortale per il pericolo che incombeva su di lei e il suo popolo, cercò rifugio presso il Signore. Ella si mise a supplicare Dio dicendo: “Mio Signore, nostro Re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso fuori di te. Fatti conoscere nel tempo della nostra afflizione e infondi a me coraggio. Non ho altro aiuto fuori di te, Signore che tutto conosci.” Quando nelle situazioni di bisogno e di sofferenza ci affidiamo a Dio, non siamo dei pavidi o degli ipocriti, ma nel pieno della nostra dignità regale, come la Regina Ester, che malgrado l’apice del potere umano, riconosce la signoria di Dio e gli espone umilmente il suo bisogno. C’è più forza nella debolezza che si affida e confida che nella superbia dell’autosufficienza. Anche quest’anno, in Propositura si è celebrata la giornata del malato e dell’anziano: tante persone, accompagnate sia dalla Misericordia che dai volontari della caritas parrocchiale, e anche dai propri familiari, hanno potuto ricevere il sacramento dell’unzione e tutti insieme abbiamo pregato per la guarigione del corpo e dello spirito, anche di coloro che non hanno potuto partecipare comunitariamente, ma sono rimasti nelle proprie case, a causa di questo 11 febbraio piuttosto freddo. Come non rivolgere un pensiero a quelle care persone che quest’anno non vediamo con noi, ma certamente sono presenti dalla perenne liturgia celeste. Ricordo la Olga, la Faustina, che era sempre in prima fila con il suo sorriso e i suoi allegri cappelli, e la carissima amica Tina alla quale sono potuta stare vicino nella malattia anche per motivo professionale. Lavorando insieme con lei ormai da anni sul suo corpo, ho potuto vedere come, mentre la forza fisica la abbandonava inesorabilmente fino alla totale inerzia, una straordinaria forza spirituale cresceva in lei, sostenuta anche dall’affetto della sua famiglia, che le ha permesso di affrontare la prova durissima con serenità e abbandono fiducioso nella mani del Padre. A lei, che è nella beatitudine, rivolgo spesso pensieri di gratitudine per la sua tenera amicizia che mi ha arricchito personalmente, al di là dei rapporti professionali. Adesso, come sarà per noi tutti, lo speriamo, il Padre Misericordioso è per lei l’Ausilio che la solleva da tutte le sue funzioni mancanti, e “renderà i suoi piedi come quelli delle cerve e sulle alture la farà camminare”. Il pensiero corre anche ad Eluana, che tutti abbiamo conosciuto attraverso la risonanza dei media. Certamente attraverso le mani pietose delle suore anche lei avrà potuto ricevere il sacramento che le spalanca le porte del Paradiso, se non fosse bastato il calvario che ha percorso in questi anni. In tante parrocchie ci sono state preghiere e Messe celebrate per lei. Lei più di nessun’altro ha vissuto nella sua carne la passione e la morte di Nostro Signore: come a Lui, che già sulla croce chiese da bere, le è stato negato il semplice sostentamento, come Lui ha subito l’acclamazione delle folle che volevano la sua morte, come Lui ha assistito alla finta astensione di tanti moderni Pilato, come Lui, vittima innocente e senza voce, è stata immolata sul patibolo di una falsa idea di libertà di un uomo stolto che pretende di farsi arbitro di sé

stesso. Eluana non ha offerto la sua vita volontariamente, come Gesù, ma benché le è stata tolta, il suo sacrificio può essere accomunato al suo. Vorremmo pensare da cristiani, a un Dio, Padre Misericordioso, che non ha dato il sangue innocente di suo Figlio per essere vindice dei suoi assassini, ma per salvare tutti i peccatori. Con la certezza della fede, vogliamo pensare che a questo Dio, Eluana dal cielo, come Gesù dalla croce, eleverà quella preghiera che noi non siamo stati capaci di pronunciare dall’alto del nostro indice puntato: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. La Chiesa deve con forza difendere il bene e combattere decisamente le opere del maligno, ma per Grazia è Madre che ama ogni uomo, figlio di Dio. E per questi figli peccatori, qualunque sia la causa o la malafede del loro errore, imitando il Suo Sposo crocifisso, non è la parola di condanna che deve pronunciare, ma la parola irrinunciabile e essenziale: MISERICORDIA. La Comunità parrocchiale, insieme alla Chiesa tutta, vuole, celebrando la giornata del malato, non dare una dimostrazione di pietismo, ma ribadire con forza che l’uomo, proprio nella sua condizione di sofferenza e di più estrema debolezza, si trova in una situazione di grazia perché è capace di affidarsi completamente a Dio. In una società che vuol nutrire nelle persone che hanno perso l’efficienza fisica i già spesso presenti sentimenti di inutilità, con una latente istigazione al suicidio, noi cristiani, che specialmente in questo periodo adoriamo Cristo sfigurato e uomo dei dolori, presentiamo il paradosso della croce. Possiamo perciò dire ai malati, ai deboli, agli afflitti dalle prove, a noi stessi, le parole delle Beatitudini. Quando siamo così siamo come Eluana “altri Cristi”, partecipiamo alla redenzione del mondo e di noi stessi, e se crediamo, partecipiamo “già” alla Sua gloria, e possiamo dire con il Salmo: “... hai mutato il mio lamento in danza..”!

In alto è rappresentata la regina Ester davanti ad Assuero quando chiede aiuto per il suo popolo. Matteo Ponzoni, olio su tela, Pinacoteca del Seminario vescovile di Rovigo

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Fotocronaca Ciccicocco di Emmedipì

È bastato che la giornata del Giovedì grasso, da noi Ciccicocco, si annunciasse con i primi tepori che il Gruppo del Ciccicocco uscisse dal letargo. Lo abbiamo visto così aggirarsi nella zona del Campo della Fiera (vedi foto) e poi per il Borgo della Croce, la Piazza e altri luoghi deputati alla rappresentazione dei menestrelli carnevalini. Alla sera poi, dopo una fugace comparsa in quel di Tavernelle, tutti i componenti si sono ritrovati per una serata in allegria ed è avanzato anche una somma che è stata destinata a scopo benefico. Al prossimo anno!

foto Emmedipì

Carnevale di Clèto

Ecco il Sambudellaio sul suo carretto, con gli attrezzi del mestiere, mentre apre il Carnevale della Gioventù anche di questo 2009. Tutto bene per quanto riguarda il tempo sereno e mite. Benissimo per quanto riguarda la realizzazione dei numerosi carri presenti alla sfilata. Ancora bene per l’affluenza dei numerosi ospiti che si sono intrattenuti volentieri lungo le strade dove sfilavano i carri e poi nella piazza per lo spettacolo finale. Un bravo alla attiva presidentessa della Società e a tutti i collaboratori e agli operosi lavoratori e un augurio affinché il nostro carnevale coinvolga sempre la gioventù anghiarese (sia del centro che delle frazioni).

foto Emmedipì

Dopo carnevale di Emmedipì

E dopo il Ciccicocco e il Carnevale c’è da ripulire strade e piazze dai coriandoli e altri ammennicoli abbandonati gioiosamente per le strade. Alla bisogna ha provveduto un agguerrito gruppo di operatori che nell’occasione hanno ingaggiato anche l’arcipensionato Zanchi che volentieri ha dato un mano... per fare la foto. Poi, un altro impegno, che ha coinvolto ulteriori forze in campo, è stato quello della rimozione del banco allestito in piazza. E così anche questo Carnevale è stato rimesso sotto la naftalina ma sarà pronto a tornare fuori, vispo e arzillo, nel 2010.

foto Emmedipì

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NOTE DALLA MISERICORDIA

a cura di Massimo Redenti

Aiutarci non ti costa nulla

5 x 1000 alla tua Misericordia La Legge Finanziaria prevede anche per quest’anno la possibilità di destinare il cinque per mille delle tue imposte alla Misericordia di Anghiari, in quanto organizzazione non governativa senza fine di lucro, iscritta all’Albo dell’Agenzia delle Entrate.

di Anghiari 82000890515 nella sezione relativa al “sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale…”

Non ti costa nulla Infatti non è una tassa in più, ma sei tu che decidi a chi destinare il cinque per mille. E’ una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.

Non è un’alternativa alla scelta dell’otto per mille alla Chiesa Questa scelta del cinque per mille a nostro favore non determina maggiori imposte da pagare e non è alternativa alla scelta di destinazione dell’otto per mille per la Chiesa Cattolica. Si tratta quindi di due scelte compatibili, ed invitiamo a sottoscriverle entrambe.

Come si può destinare il cinque per mille alla tua Misericordia? I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al cinque per mille, in cui puoi firmare ed indicare il codice fiscale della Misericordia

Non perdere l’occasione di aiutare la tua Confraternita di Misericordia con una firma; senza ulteriori impegni, ciò è possibile. Chiedilo al tuo commercialista. IL GOVERNATORE Massimo Redenti

Le offerte del 3° trimestre 2008 Baglioni Emma 10 Bartolini Morena 10 Bergamaschi Ezio 10 Berlicchi Franco 10 Boriosi Danilo e famiglia 30 Boriosi Gloria, Grazia e Rina in memoria di Meozzi Angiolino 30 Cangi Loris 20 Casi Marica 10 Cheli Fernanda 40 Chiarini Albertina Panicucci 25 Chiarini Meri 15 Chiarini Silvano - i familiari alla memoria 455 Chiarini Silvano - Lions San Leo Calcio alla memoria 60 Coleschi Maura in memoria di Coleschi Alfredo, Gervasio, Rossana e Rosadi Maria 100 Del Pia Archimede 25 Dragoni Mirella in memoria di Giuseppa Morvidoni 15 Frulli Flavio 100 Ghignoni Alida in memoria di Ghignoni Fernando 100 Ghignoni Lazzero 25 Giorgeschi Cesarina 50 Gnaldi Maria - i familiari alla memoria 200 Graziotti Giuseppe - i familiari alla memoria 350 Lanzi Giuseppina e Tavanti Angiola 10 Le sorelle Meozzi in memoria dei cari defunti 40 Locci Giuseppe 90 MariDino-ifamiliariallamemoria 63 Marzi Marisa 20 Maurizi Pasquale - i familiari alla memoria 11 8

Melani Giovanni - i familiari alla memoria 120 Meozzi Angiolo - i familiari alla memoria 27 Mori Elsa - i familiari alla memoria 100 Morvidoni Angelo e Graziella in memoria di Morvidoni Giuseppa 100 Petrani Francesca Ved. Martini - i figli alla memoria 265 Piomboni Maurizio 100 Piomboni Pasquale - i familiari alla memoria 100 Romiti Elisa in memoria del marito Polcri Duilio 100 Scimia Nello 50 Scimia Nello - i familiari alla memoria 305 Che Dio ve ne renda merito!

Le offerte del 2009 Anonimo 40 Anonimo 30 Anonimo 370 Bartolomei Corsi Dr. Pietro in memoria di Armando Zanchi 100 Bergamini Giuseppe 15 Berni Giuseppe 20 Calosi Sila in memoria del padre Morando nel 10° anniversario di morte 50 Cambi Tristano - i familiari alla memoria 200 Caraffini Bruno e Locci Irene 5 Catacchini Rita e figli in memoria di Giuseppina Monteneri 120 Chiarini Meri in memoria di Bruttini Santi 15

Chiasserini Settimio 54 Comanducci Bruno - i familiari alla memoria 220 Ditta Busatti in memoria di Magi Lodovico 11 0 Elisei Domenico - i familiari alla memoria 360 Falsetti Brunera in memoria di Monteneri Giuseppina 25 Gambacci Stefano Dino - i familiari alla memoria 200 Ghignoni Bruno e Marrini Luisa 20 Giorgeschi Cesarina 50 Giorgi Giorgio e Gigliola 50 Giovacchini Renata 10 Giovagnoli Fernando - i familiari alla memoria 160 Guadagni Luigi e Romana - i familiari alla memoria 20 Guadagni Silvio e Luciano 30 Guerri Turiddo 1.000 Lanzi Marisella 10 Leprai Maria 4 Leucalitti Ivandro - i familiari alla memoria 1.500 Locci Giuseppe 20 Locci Rina 90 Mafucci Gastone 50 Magi Lodovico - i familiari alla memoria 415 MagriAngiolo e BiniAdriana 30 Magrini Maria - i familiari alla memoria 303 Magrini Piero 10 Marrini Mario 100 Monteneri Giuseppina - gli amici alla memoria 40 Nieri Mario Giovanni - i familiari alla memoria 215 Organizzatori veglione di fine anno al palazzetto dello sport di Anghiari 200

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Renzi Rosa 40 Polverini Anna, in memoria dei cari defunti 50 Rosadi Giampiero 20 Rossi Ave 32 Rossini Piero - i familiari alla memoria 100 Santi Assunto 10 Tani Maria Giovanna 50 Zafferani Santina Laura 10 Zanchi Armando - i familiari alla memoria 120 Che Dio ve ne renda merito! Ci siamo accorti di non aver segnalato le offerte pervenuteci dai nostri benefattori nel terzo bimestre 2008. Le abbiamo inserite in questa pagina. Ci scusiamo per il disguido.

I nuovi iscritti Acquisti Ines Antoniucci Severino Baracchi Francesco Berni Giuseppe Chiasserini Settimio Donnini Rossana Guiducci Anna Maria Leprai Maria Magrini Piero Musto Cristina Anna Pernici Massimo Pernici Matteo Rosadi Ugo Zafferani Santina Laura A tutti loro il nostro più fraterno ringraziamento


Dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” Anghiari sito internet: www.fratresanghiari.it

e.mail: info@fratresanghiari.it

cronaca di una donazione!

Dalle parole ai fatti Riceviamo e con gioia pubblichiamo la seguente testimonianza di una nostra giovane iscritta che qualche tempo fa ha sperimentato, insieme ad altri, l’importanza della donazione del sangue nella quotidianità della vita, per la difesa della salute fisica di tutti noi. Erano anni che mio padre e mia madre mi consigliavano di diventare donatrice di sangue come loro. Non saprei dire perché io mi sia decisa soltanto l’anno scorso. Paura degli aghi non ne ho mai avuta, né della vista del sangue. Non ho mai sottovalutato l’importanza del gesto in sé ben sapendo quanta gente, ogni giorno, necessiti di trasfusioni. In aggiunta a tutto questo, ho da sempre l’abitudine di sottopormi regolarmente ad analisi del sangue e controlli medici. Perché allora, nonostante l’esempio dei miei genitori, non ho cominciato prima a donare? Bella domanda. La verità è che non c’è un perché. E credo che sia la risposta che molti giovani potrebbero dare. Non lo so. Non c’è infatti una ragione seria per cui non donare il sangue. E se anche ce ne fosse una, verrebbe schiacciata dalle innumerevoli ragioni contrarie. Non starò ad elencarle tutte, che le parole servono a poco. Mi limito a riportare una ragione concreta che spero possa incentivare tutti coloro che non sono donatori e non sanno il perché. Quando sei lì con la sacca rossa ed ondeggiante al fianco e pensi alla pasta con la crema che andrai a mangiare di lì a poco, non stai certo a valutare quanto il tuo gesto sia rilevante, a fronte dello sforzo minimo che ti costa. Non sai chi sarà a beneficiare della tua donazione, non vedi la diretta conseguenza di ciò che stai facendo. Diventa così un’azione automatica, impersonale. Lo fai e sei contento di farlo, niente più. L’occasione di sperimentarne l’importanza mi si è purtroppo presentata all’inizio di quest’anno, con una cara amica di famiglia che necessita di trasfusioni quotidiane. Ironia della sorte, quasi nessuno dei suoi famigliari può effettuare la donazione per le cause più svariate. Io stessa ne sono impossibilitata. La prima cosa che ci viene in mente di fare è contattare la Fratres per sapere se sia possibile fare un appello fra i donatori o mandare dal centro trasfusionale di Sansepolcro delle sacche all’Ospedale Silvestrini, dove la signora è ricoverata. È stato in quel momento che mi sono resa conto di cosa concretamente significhi donare il sangue. La disponibilità e l’interessamento alla causa che abbiamo ricevuto sono stati sorprendenti. Ancora più sorprendente è stato trovare persone - alcune delle quali alla loro prima donazione - disponibili a recarsi fino al centro trasfusionale di Perugia per effettuare il prelievo in loco. Così, un freddo sabato mattina, parte dalla Valtiberina una piccola Armata Brancaleone alla volta del capoluogo umbro. Il patto è questo: io metto a disposizione la mia ultradecennale esperienza alla guida, loro mettono il sangue.

Una volta arrivati, ci rendiamo conto che la faccenda sarà ben più lunga del previsto. La sala d’aspetto è infatti piena di gente e le procedure abbastanza macchinose. Per fortuna noi abbiamo il nostro animatore che ci tiene svegli e riesce a far ridere tutta la sala. Dopo quattro ore di attesa finalmente i nostri vengono chiamati ad effettuare il prelievo. Tutto bene. L’unico ad avere un mancamento è mio fratello che si rianima immediatamente vedendo la stazza dell’infermiera che lo ha preso per le gambe. Alla fine, tutti affamati, via in sala ristorazione reclamando scherzosamente panini con la porchetta. Questo è quanto. Alcuni non avevano mai donato il sangue in vita loro, altri non avevano idea di chi fosse la persona per cui stavamo andando a donare. Eppure nessuno ha chiesto niente. Alla domanda vuoi venire? Hanno semplicemente risposto sì. Ecco, adesso che ho visto concretizzarsi il gesto, adesso che ho visto la disponibilità disinteressata, adesso che ho visto il fine ultimo ed ho capito il significato, l’importanza e –perché no – anche l’utilità dell’associazione, mi pento davvero di non aver dato ascolto ai miei genitori qualche anno prima. Per finire, i doverosi ringraziamenti a tutto il Gruppo Fratres e in particolare ai miei compagni di viaggio (in ordine alfabetico e non di importanza!): Fabiano Acquisti (l’animatore), Paolo Capriani, Alda e Monica Cerboni, Lucrezia Lorini, Riccardo Manescalchi (il fratello svenuto) e Paolo Rossi. E un grosso abbraccio alla nostra amica. Martina M.

Importanti novità Fratres La famiglia dei Fratres si arricchisce di un nuovo Gruppo e della Consulta Giovani

Giornata importante quella di sabato 21 febbraio ultimo scorso per il Consiglio Provinciale dei Gruppi Fratres, in occasione dell’annuale assemblea ordinaria. Oltre che ascoltare la relazione del presidente sulle attività dell’anno appena trascorso ed approvarne il resoconto economico finanziario, i numerosi delegati presenti hanno dato il benvenuto alla neonata associazione dei Donatori di Sangue Fratres di Bucine - Val d’Ambra, recentemente formatasi in questa operosa parte della provincia, da sempre sensibile alle tematiche sociali, grazie anche alla storica presenza di una Confraternita di Misericordia. Salgono così a ventitré le associazioni che come la nostra sono quotidianamente impegnate nella promozione della donazione del proprio sangue tra la gente. Nella stessa occasione, poi, è stata istituita la Consulta Provinciale dei Giovani Donatori di Sangue Fratres, con lo scopo principale di dare più visibilità all’interno dei nostri gruppi alla presenza dei tanti ragazze e ragazzi per farli così sentire ancora più partecipi della vita sociale dell’associazione. Due i componenti del Gruppo Fratres di Anghiari che sono stati inseriti in questo nuovo organismo: Martina Manescalchi e Berni Giovanna. Martina, poi, è stata scelta a ricoprire l’importante compito di rappresentare la Consulta Aretina in quella più vasta regionale.

Donare sangue è un grande regalo che fa bene agli altri e anche a te! DIVENTA ANCHE TU UN DONATORE DI SANGUE FRATRES. 14


...dal Gruppo Fratres

Resoconto della settimana bianca in Piemonte del Gruppo Fratres anghiarese SULLE MAGNIFICHE MONTAGNE OLIMPICHE DELLA VAL DI SUSA

Eccoci tutti pronti di prima mattina, presso il Bar la Battaglia, per iniziare il viaggio che ci porterà ad ammirare le splendide località delle montagne olimpiche della Val di Susa, in Piemonte e poter “solcare” con i nostri sci le piste dove hanno gareggiato, nel non lontano 2006, i più grandi campioni di tutto il mondo. Il gruppo è formato da persone di tutte le età, provenienti dall’intera Alta Valle del Tevere, non solo toscana: c’è gente di Anghiari, ovviamente, ma anche di Caprese Michelangelo, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, San Giustino, per arrivare fino alla vicina Città di Castello, a testimonianza del gradimento conseguito da questa iniziativa turistica invernale, proposta come ogni anno dal Gruppo Donatori di Sangue Fratres anghiarse, in collaborazione con l’ Agenzia viaggi Wasabi di via Mazzini. La nostra destinazione è lo splendido paese di

Salice d’Ulzio, nel comprensorio sciistico piemontese chiamato della “ Via Lattea”, del quale fa parte anche la più famosa località del Sestriere. Ad attenderci vi è un manto nevoso abbondante come non si vedeva da alcuni anni, come sostenuto dagli stessi abitanti del luogo. Favorevoli le condizioni metereologiche, che ci hanno regalato sei giorni di splendido sole consentendoci così di sciare nelle condizioni ottimali e di poter ammirare gli incantevoli paesaggi alpini, singolari scorci che la natura ci ha potuto offrire, con montagne vicino ai tremila metri di altezza. Alla sera, poi, dopo esserci riposati e rilassati, ancora divertimento con le animazioni ed i giochi di gruppo organizzati dal personale dell’albergo fino a tarda notte. Bilancio, quindi, sicuramente positivo sia per gli organizzatori che per tutti i partecipanti, pienamente soddisfatti per aver vissuto all’insegna dello sci una settimana serena e tranquilla, piena di condivisioni ed amicizie, al punto che, dopo qualche settimana dal rientro nelle proprie case, hanno sentito la necessità di ritrovarsi in un noto ristorante della zona per raccontarsi a vicenda, tra una portata e l’altra, l’esperienza vissuta e confermare quel legame di amicizia che li ha uniti tra loro. Con la certezza che questa prima “Settimana Bianca sulla Neve”, proposta ed organizzata dal dinamico Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” di Anghiari, si vada ulteriormente consolidando nel tempo, a tutti l’appuntamento alla prossima stagione sciistica, per divertici insieme e passare ancora una volta degli splendidi giorni. Muzio Nella foto alcuni dei partecipanti, armati fino… ai denti, pronti a lanciarsi giù per le piste innevate.

I VIAGGI TURISTICI 2009 DEI DONATORI DI SANGUE Viaggio turistico di primavera

GITA - PELLEGRINAGGIO IN TERRA POLACCA

“LA LUNIGIANA ed il MARMO di CARRARA” Domenica 17 Maggio 2009

LA POLONIA

Ospiti del Gruppo Fratres di Mulazzo, visiteremo questa parte della nostra regione che dall’Appennino Tosco-Emiliano degrada verso il mare. Terra da viaggiare, scoprire, assaporare, attraversata in passato dalla famosa Via Francigena, uno degli itinerari più antichi e, per secoli più frequentati, per raggiungere Roma, da pellegrini, mercanti ed eserciti che hanno lasciato tracce del loro passaggio in castelli, pievi e borghi medievali. Nel pomeriggio, visita guidata ad una cava di marmo delle Alpi Apuane, dove il grande Michelangelo andò più volte per scegliere la pietra per i suoi capolavori, in provincia di Carrara, capitale mondiale della lavorazione e del commercio di questa preziosa pietra bianca. . Partenza alle ore 06:00 dal Campo della Fiera, con autobus G.T. Pranzo in Ristorante con prodotti tipici locali: due primi, un secondo, contorno, caffè, bevande. Ritorno intorno alle 22:00. Quota di partecipazione: Euro 45,00. Sconti per i bambini. Scadenza iscrizioni: 15/04/2009

Sulle orme di Papa Giovanni Paolo II Dal 26 Luglio al 01 Agosto 2009, in Autobus G.T. Bratislava, Cracovia, Czestochowa, Wielisczka, Wadowize, Zakopane. Visita al Campo di Sterminio nazista di AUSCHWITZ La comitiva sarà guidato da Don Stanislao. Scadenza iscrizioni: 30/04/2009. TUTTI POSSONO PARTECIPARE Un invito particolare a soci e simpatizzanti!!! Per i 2 viaggi, prenòtati quanto prima presso la sede della Misericordia (tel. 0575 789577) o la PRO LOCO. Il Consiglio Direttivo

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Sono previste borse di studio per gli studenti

Le preghiere e le poesie dei nostri nonni

Un impegnativo restauro all’ISA di Anghiari

È

In questo numero vi proponiamo una preghiera ricordata da Giselda Gennaioli del Palazzo.

Pasqua Oggi è Pasqua del Signore è la festa dell’amore ed i bimbi agli angioletti chiederanno rami in fiore per donarli ai poveretti che hanno triste e vuoto il cuore un pensiero a chi non sa un pensiero a chi non vede alla mamma la bontà al Signor la pura fede. Oggi è Pasqua del Signore è la festa in ogni cuore. Questa invece è una poesia recitata spesso dalla Beppa di Bielle, recentemente scomparsa. La proponiamo ai nostri lettori.

Ho sette anni Ho sette anni compiuti So fare la donnina So leggere, so scrivere So far di conto pure Copio l’intere pagine Senza cancellature. La calza il punto in croce Lo so far per benino E non ho chi mi supera Nei lavori di uncino. La sera andando a letto Lieta mi addormentai I fiori le farfalle Quella notte sognai. Svegliandomi al mattino La mamma lì vicino Mi disse: Non si va più in campagna Bimba mia. Perché piove e tira vento. Io le risposi: E se piove e tira vento Si chiude l’uscio e si sta dentro.

in pieno svolgimento all’Istituto d’Arte di Anghiari, importante sezione del più vasto Istituto d’Istruzione Superiore “G. Giovagnoli” di Sansepolcro, il restauro conservativo di preziosi arredi lignei della Cappella della Madonna del Carmine di Bagno di Romagna (sec. XVII), affidati nei mesi scorsi dal parroco don Alfio Rossi, dopo il via libera dei funzionari della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Ravenna, alla scuola anghiarese specializzata nell’arte del legno e nel restauro del mobile e dei manufatti lignei e da sempre punto di riferimento nell’ambito dello strategico settore della conservazione dei beni artistici e culturali. Poter affrontare, ancora una volta, uno specifico intervento di restauro direttamente su pezzi autentici è sicuramente un’occasione fondamentale del percorso didattico formativo della scuola, che offre agli alunni l’opportunità di affrontare in concreto non solo gli aspetti conoscitivi di indagine ma anche le relative scelte operative e progettuali. Tra i vari arredi l’oggetto di maggior interesse è sicuramente il prezioso altare ligneo dorato e policromo che ospita il secolare affresco della Madonna del Carmine, per preservare il quale venne costruita l’omonima cappella intorno al 1620. Durante il percorso di restauro, alunni ed insegnanti potranno avvalersi delle moderne tecniche di diagnostica, grazie alla presenza del costruendo nuovo laboratorio di chimica che una volta completato, sarà un valido punto di riferimento anche per i numerosi artigiani del legno della Valtiberina. Vista la complessità dell’intervento, studenti e insegnanti si stanno impegnando nei cinque laboratori di restauro, ebanisteria, intaglio, tarsia e doratura-laccatura, nel delicato compito di recupero conservativo non solo nelle ore curricolari ma anche in quelle pomeridiane, con appositi rientri previsti nel relativo progetto inserito a pieno titolo nel ricco Piano Annuale di Ampliamento dell’Offerta Formativa. Con l’obiettivo di premiare l’impegno di questi bravi studenti, pronti a rinunciare a parte del proprio tempo libero, per consolidare ulteriormente la propria formazione tecnico culturale e contribuire in modo così diretto alla conservazione dell’importante patrimonio artistico culturale, la committenza e la dirigenza della scuola hanno deciso di assegnare loro delle borse di studio che verranno consegnate al termine dell’anno scolastico a quanti avranno partecipato assiduamente e con impegno al progetto. Ancora in “prima linea”, quindi, studenti ed insegnanti dell’Istituto d’Arte di Anghiari nella salvaguardia di preziosi beni artistici culturali del territorio e nel tramandare di generazione in generazione le fondamentali metodologie antiche e moderne dell’arte del legno e del restauro dell’arredo ligneo, contribuendo alla creazione di una maggiore occupazione in settori importanti dell’artigianato artistico di qualità.

Sabato 25 aprile Presso la Cappella di San Marco Ore 9,30 Benedizione dei gigli

foto Paolo Rossi

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Giornata del Malato: Dio non ci lascia soli

Come ogni anno il sabato successivo all’11 febbraio – festa della Madonna di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato – le parrocchie di Anghiari e Tavernelle celebrano con grande partecipazione una giornata dedicata ai malati e agli anziani della comunità. Un giorno di festa un po’ strano, certo, ma indubbiamente carico di attenzione al prossimo sofferente, a quelle persone che sono le “membra sofferenti” della Chiesa. A loro la Comunità Cristiana guarda con particolare affetto, in una giornata tutta caratterizzata dalla memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, a cui ogni anno folle interminabili si rivolgono con speranza. Non c’è da meravigliarsi allora che il formulario della S. Messa celebrata nell’occasione dai Sacerdoti del Vicariato (don Marco, don Stanislao, don Romano e don Mario) sia stato quello di “Maria salute degli infermi”. Ma l’esperienza della sofferenza è sempre tutta particolare, quasi di difficile comprensione. Ci vengono in aiuto alcune parole delle Premesse alla Celebrazione che si è svolta ad Anghiari, per i malati, che dicono: “La «salvezza di Dio» riguarda tutto l’uomo, il suo corpo, la sua anima, il suo spirito, sia quando è pellegrino sulla terra, sia, soprattutto, quando diventa cittadino del cielo. In forza della salvezza ottenutaci da Cristo nello Spirito Santo, la condizione dell’uomo viene completamente cambiata: l’oppressione diventa libertà, l’ignoranza conoscenza del vero, l’infermità salute, l’afflizione gioia, la morte vita, e la schiavitù del peccato si muta in partecipazione alla natura divina. Tuttavia quaggiù l’uomo non può godere pienamente della salvezza: la sua vita infatti conosce ancora il dolore, la malattia, la morte. Il nostro Papa Benedetto XVI lo scorso 11 febbraio, incontrando i malati nella Basilica di San Pietro a Roma, ha detto a questo proposito: Questa Giornata invita a far sentire con maggiore intensità ai malati la vicinanza spirituale della Chiesa, e al tempo stesso, quest’oggi ci è data l’opportunità di riflettere sull’esperienza della malattia, del dolore, e più in generale sul senso della vita da realizzare pienamente anche quando è sofferente. Come percepire anche in situazioni così difficili l’amore misericordioso di Dio, che mai abbandona i suoi figli nella prova? Questo sul piano semplicemente umano non trovano adeguate risposte, poiché il dolore, la malattia e la morte restano, nel loro significato, insondabili per la nostra mente. Ci viene però in aiuto la luce della fede e della Parola di Dio che ci svela che anche questi mali sono misteriosamente “abbracciati” dal disegno divino di salvezza; la fede ci aiuta a ritenere la vita umana bella e degna di essere vissuta in pienezza pur quando è fiaccata dal male. Dio ha creato l’uomo per la felicità e per la vita, mentre la malattia e la morte

sono entrate nel mondo come conseguenza del peccato. Ma il Signore non ci ha abbandonati a noi stessi; Lui, il Padre della vita, è il medico per eccellenza dell’uomo e non cessa di chinarsi amorevolmente sull’umanità sofferente.(…) La luce che viene “dall’Alto” ci aiuti a comprendere e a dare senso e valore anche all’esperienza del soffrire e del morire. Domandiamo alla Madonna di volgere il suo sguardo materno su ogni ammalato e sulla sua famiglia, per aiutarli a portare con Cristo il peso della croce. E ancora, sempre lo stesso testo (è possibile trovarlo nel Messale della Beata Vergine Maria), ci viene presentata l’inaspettata speranza della salvezza nella malattia: “Cristo, nei giorni della sua vita terrena, nella sua grande misericordia, guarì molti malati, liberandoli spesso anche dalla ferita del peccato” (Mt 9, 2-8; Gv 5,1-14). E allora si comprende l’importanza della Madonna che come Madre di Cristo Salvatore e dei credenti opera grandemente: “…è premurosa e tenera nel soccorrere i suoi figli che si trovano nel dolore, per questo sono moltissimi gli ammalati che ricorrono a lei - spesso recandosi anche nei santuari a lei dedicati - per riavere, per sua intercessione, la salute. Tra gli appellativi con cui i fedeli travagliati da qualche male venerano la beata Vergine Maria, spicca quello di «Salus infirmorum». Infine ci vengono incontro le parole del Prefazio, sempre della stessa Messa, e mentre lodano il Padre mettono in risalto ancora una volta la Vergine Maria: Partecipe in modo singolare del mistero del dolore, risplende come segno di salvezza e di speranza a quanti nell’infermità invocano il suo patrocinio. A tutti i sofferenti che guardano a lei, offre il modello di perfetta adesione al tuo volere, e di piena conformità al Cristo, che nel suo immenso amore per noi ha portato le nostre debolezze e si è caricato dei nostri dolori. abiesse Per la Giornata del Malato, che si è svolta in Propositura lo scorso 14 febbraio 2009, un doveroso ringraziamento alla Confraternita di Misericordia, per i mezzi e i volontari messi a disposizione, e a tutti i collaboratori della Caritas Parrocchiale. La nostra riconoscenza infine va a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno dato una mano. Grazie!

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Dalle nostre Parrocchie Da Santo Stefano, a cura di GM

Da Monterchi, a cura di don Quinto Giorgini

Pasqua 2009

Carnevale e non solo

5 aprile domenica delle Palme. Messa e benedizione delle palme: ore 8,30 a Padonchia. Ore 10 nella chiesa della Madonna Bella. Ore 11,15 a Monterchi, ore 16,30 a Pianezze. Nel pomeriggio tradizionali quarant’ore nella Pieve arcipretura di Monterchi dalle ore 15 alle ore 18. Con lo stesso orario nei pomeriggi del lunedì e martedì Santo. 8 aprile Mercoledì Santo: Dopo cena, alle ore 21, confessioni pasquali per tutti nella chiesa parrocchiale di Padonchia. 9 aprile Giovedì Santo: inizio Triduo pasquale. Ore 17 S. Messa a Pocaia. Ore 18 S. Messa a Monterchi con adorazione personale, dei gruppi e delle famiglie a Gesù Eucaristico riposto nell’apposita urna circondata da lumi e fiori. 10 aprile Venerdì santo: Pasqua della morte del Signore. Liturgia della morte del Signore alle ore 16 a Monterchi e alle ore 17 a Pocaia. Ore 21 a Monterchi solenne via Crucis e processione del Gesù Morto e della Madonna Addolorata partendo dalla chiesa del monastero per quella arcipretale dove terminerà con la benedizione con la reliquia della Santa Croce. 11 aprile Sabato Santo dell’attesa della resurrezione del Signore. Ore 21 veglia pasquale e S. Messa nel Santuario della Madonna Bella di Pocaia. Ore 23,30 veglia pasquale e S. Messa nella pieve arcipretura di Monterchi. 12 aprile domenica di Pasqua. Ore 8 S. Messa a San Biagio, ore 9 a Padonchia, ore 10 nella chiesa della Madonna Bella, ore 11,15 nella chiesa arcipretale con la partecipazione del piccolo coro di San Simeone. 13 aprile Lunedì di Pasqua. Festa del perdono a San Biagio con S. Messe e confessioni dalle ore 8 alle ore 12. Nel pomeriggio ore 16,30 S. Messa a Fonaco. Domenica 19 aprile nella chiesa di S Simeone a Monterchi, alle ore 17,30, processione in onore di San Vincenzo Ferreri con solenne benedizione del paese e delle campagne. Mercoledì 29 aprile alle ore 16 celebrazione della S. Messa nella cappellina di Mariotto con tradizionale benedizione dei gigli. *** 1° maggio inizio del mese mariano con solenne rosario alle ore 16,30 nella chiesa arcipretale di Monterchi e alle 20,45 nel Santuario della Madonna Bella con la completa partecipazione dei fanciulli della prima comunione e dei ragazzi della Santa Cresima. 22 maggio festa di Santa Rita. Ore 17 S. Messa a Pocaia; alle ore 18 a Monterchi con benedizione delle rose. 31 maggio Pentecoste. Nel pomeriggio, alle ore 17, presso la chiesa di S Lorenzo a Ricciano, processione mariana di fine maggio e S. Messa e conclusione del mese di maggio. Seguirà la merenda preparata dalla Compagnia del SS. Sacramento. Domenica 14 giugno Messa solenne della Prima Comunione dei seguenti fanciulli: Bartolomei Diego Gatti Antea Gioviti Alessandro Giuntini Maria Fisti Sofia

Dopo gli ultimi lavori per la rimozione delle attrezzature usate nel presepe, il solito gruppetto si è riunito e ha preso subito l’iniziativa di costruire un carro per partecipare alla sfilata del Carnevale della Gioventù che si è svolta domenica 22 febbraio. A tale scopo hanno iniziato i lavori nei capannoni Polcri di Maraville che si sono dimostrati molto utili per poter realizzare il progetto con ampi spazi e attrezzature necessarie e utili. Ai lavoratori non è mancato nemmeno il ristoro fornito dalle operose donne della zona. Il carro, per chi non l’avesse notato, era intitolato “L’inferno” ed era animato con persone adatte e adeguatamente vestite da diavoli. Non sono mancati gli apprezzamenti per l’opera. A proposito di carnevale si ricorda doverosamente l’amico Lodovico Magi, recentemente scomparso, il quale è stato uno dei promotori e dei collaboratori attivi quando fu iniziato, dal proposto don Nilo, il Carnevale della Gioventù nel 1968. Molti carri sono stati realizzati nella sua officina, sottostante l’abitazione, e tra i più interessanti ricordiamo il “Disco volante U.F.O” dell’edizione 1975.

Il giardino Avvicinandoci alla primavera l’erba cresce e il giardino prende forma e le piante cominciano a germogliare. Qualcuna avrà bisogno di essere potata e naturalmente interverremo e anche per l’erba saranno molti i tagli da fare e speriamo che molti siano anche quelli che aiutano, come è stato fatto nell’anno precedente. Presto così potremo ricollocare i giochi e gli scivoli e vedremo di nuovo i bimbi giocare, con le nonne e le mamme intente a chiacchierare godersi un po’ di verde tenendo sempre d’occhio i pargoli. Anche il campo delle bocce sarà rimesso in funzione e avrà sicuramente molte presenze di uomini e donne che tireranno palle a destra e a manca.

Due damigelle Il 13 aprile, Lunedì di Pasqua, come di consuetudine, dopo la Messa delle ore 11 a Santo Stefano, ci recheremo presso la Maestà della battaglia, per la benedizione della campagna. Tutte le gentili ragazze e signorine, ma anche signore, che raggiungeranno il luogo a piedi, avranno diritto a partecipare alla nomina di “Damigella della Vittoria” fatta per ricordare la Battaglia di Anghiari del 1440 e rimarranno in carica fino al 2010, notorio anno della Scampanata.

Massi Gabriele Massi Gaia Rossi Luca Vagnoni Mattia.

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Addio nonna Beppa

Elezioni alla Confraternita di Monterchi

Siamo qui per dare l’ultimo saluto alla zia Beppa, nonna Beppa per tutti noi. C’è tristezza nei nostri cuori, perché lascia un grande vuoto, però in noi c’è anche la consapevolezza di aver ricevuto un dono grande con la sua presenza e il suo affetto. Se ne è andata piano piano, accudita con amore e dedizione, come conclusione di una vita vissuta con semplicità, accettazione e fede. Tanti sono i ricordi che ognuno conserverà dentro di sé, era una donna buona, disponibile, intelligente ed anche arguta e pronta alla battuta. Nella sua lunga vita ha lavorato tanto e non sono mancati momenti dolorosi, ma lei li ha sempre affrontati con coraggio, impegno e fiducia nella Provvidenza, senza mai dimenticarsi di chi stava peggio di lei. È stata, per tutti noi, un esempio di dedizione alla famiglia e di grande generosità verso gli altri, anche nei momenti in cui lei stessa si trovava in difficoltà. La ricorderemo sempre con affetto e con il sorriso. Ciao Nonna Beppa

In seguito alle votazioni dell’8 marzo scorso si è provveduto all’elezione del nuovo Magistrato che risulta così composto: Governatore, Lacrimini Marco; Vicegovernatore, Batazzi Antonio; Tesoriere, Mancini Barbara; Segretario, Romanelli Alberta. Consiglieri: Romani Simone, Baracchi Mario, Cardelli Aldo e Ligi Fabrizio. I nostri auguri al nuovo Magistrato ed un ringraziamento sentito a quello precedente che ha sempre operato per il bene della Misericordia e di tutta la comunità monterchiese.

Concerto in Propositura Domenica 10 maggio il Coro del Duomo di Firenze sarà di nuovo ad Anghiari per cantare alla S. Messa delle ore 11 in Propositura. Poi, nel pomeriggio, alle ore 16, il coro si esibirà di nuovo in Propositura con un concerto nel quale verranno eseguiti brani di Bach, Gabrieli, Mozart ed altri compositori. La notizia ci è stata segnalata da Lucrezia Barbolani di Montauto (componente del coro come contralto) che ci comunica la gioia grandissima di tutto il coro per essere di nuovo ad Anghiari.

Una cara bestiola di Maria Senesi

Quando vado a camminare vedo sfrecciare queste macchine da far paura. Mi viene da ricordare quando nelle strade c’erano i cavalli e i nostri cari instancabili somarelli, mezzi di trasporto dei nostri nonni usati per mille lavori. Anche i preti di campagna si spostavano in groppa a queste care bestiole per andare a celebrare la Santa Messa da una parrocchia all’altra. Allora si dormivano sonni tranquilli perché loro erano buoni e fidati. Quando i contadini venivano al Paese a vendere la loro merce, bragina, carbone, ecc, li facevano riposare a Sant’Agostino fermati a quelle campanelle di ferro che sono ancora nella facciata del Palazzo Taglieschi. I loro padroni andavano a fare quattro chiacchiere in Osteria, e con un bicchiere di troppo, ma i somarelli li riportavano in groppa alle loro case sani e salvi. Adesso tutto è comodo e veloce ma tanti dei nostri giovani “Ciucciarielli” non hanno capito che con un bicchiere di troppo le loro macchine li tradiscono, alle volte senza rimedio. Fermatevi vi prego; la felicità non si rincorre. Bastano dei buoni amici e le cose semplici per stare in allegria. Io con tanta nostalgia dedico a quei meravigliosi ciucci queste due righe. Un somarello con la soma in groppa camminava lentamente a testa bassa sul ciglio di una strada. Vide un rospo, si scansa e dice: «Meno male che ti ho visto sennò sotto il mio peso ti avrei schiacciato creatura di Dio» e contento riprende il suo cammino. Passano dei ragazzi chiassosi, vedono il rospo che saltellando rientrava fra i cespugli. Uno dice ad alta voce: «Che brutta bestiaccia!» E sotto un grosso sasso lui lo schiaccia. Che bella lezione ci ha dato il somaro a noi così detti intelligenti!

Una campana di Mario Del Pia

Continuano, ma sono ad un buon punto, i lavori di consolidamento in alcune chiese. Si è provveduto poi al rifacimento dei tetti degli edifici in questione con tecniche moderne che dovrebbero salvaguardarli per molto tempo. Si tratta delle chiese di Tubbiano e San Lorenzo e della Pieve di Sovara. Per quanto riguarda poi la chiesa di San Lorenzo si è provveduto nell’occasione a smontare la campana di questa chiesa. Dovrebbe essere stata fusa nel 1500 (attendiamo la conferma da un nostro amico fiorentino esperto in campane) e oltre l’invocazione usuale nelle campane porta un’altra scritta che deve essere interpretata. A tempo debito vi daremo le informazioni dettagliate. Intanto però, un valente Artigiano del Borgo della Croce sta programmando un intervento conservativo del castello della campana per riportarlo alla sua primigenia funzionalità. Il castello in legno (è la struttura che regge la campana, la àncora al campanile e, tramite una stanga in legno e una corda, la muove perché emetta i suoni) è malridotto ma verrà recuperata tutta la ferratura e si provvederà a ricollocare le bronzine ai lati della campana per permetterne in modo agevole il movimento. Un lavoro impegnativo che farà sì che ben presto si potrà di nuovo sentire il suono argentino della campana di San Lorenzo per tutta la valle del Sovara da Sorci fino al Campo della Fiera. Notoriamente la festa di San Lorenzo cade il 10 agosto ma io penso che il festarino della Casina organizzerà una

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Proponiamo ai nostri lettori questa lettera aperta di Franca Ciucoli, assidua ricercatrice in particolare per quanto riguarda la produzione di “cocci anghiaresi”, scritta nel 2005.

Lettrici che si incontrano Leggendo tra le pagine dell’Oratorio ho avuto il piacere di vedere scritto il nome di Wally, che si ricorda sempre di essere Anghiarese. Mi ha fatto gioia sapere che anche lei legge questo caro giornale e così le scrivo con tanto affetto queste due righe per farle sapere che sono stata molto contenta poter riavere sue notizie e darle così anche le mie. Cara Wally, mi farebbe tanto piacere rivederti ma, da parte mia non è possibile perché, come tu sai (essendo tua compagna di scuola), ho una bella età. Ti ricordo anche perché moglie del caro Alberto Cerboni, mio parente. Cari saluti

I cocci d’Anghiari Cari Anghiaresi, il successo di pubblico (oltre 4.000 visitatori) ha determinato la necessità di prorogare la durata della mostra “I cocci d’Anghiari” fino all’8 gennaio 2006. Le ceramiche anghiaresi hanno avuto la possibilità di esibire la funzionale bellezza delle forme con alcune tipologie di stoviglie che caratterizzano le principali produzioni dei nostri vasai tra XIX e XX secolo anche nell’esposizione “La Toscana ceramica”, tenutasi a Montelupo Fiorentino dal 18 giugno al 17 luglio 2005 e promossa dall’Associazione Terre di Toscana, grazie alla collaborazione fra il dott. Valentino Minocchi, curatore della mostra, e il prof. Fausto Berti, direttore del Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo. Lo stesso Valentino Minocchi ha pubblicato nella rivista del settore ceramico “CeramicAntica” l’articolo “Alla riscoperta di una produzione poco conosciuta”, facendoci conoscere a livello nazionale. E non è finito qui. Il 24-25 settembre, in Toscana, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale, Anghiari ha rappresentato il territorio della Provincia di Arezzo con la mostra “I cocci d’Anghiari”. Inoltre la collaborazione tra il nostro Comune e l’Associazione Terre di Toscana consentirà alle ceramiche anghiaresi di partecipare all’Esposizione promozionale della Ceramica Toscana, che si terrà a Baltimora (Usa) nel mese di dicembre 2005. Grazie. Se è stato possibile realizzare questo importante evento espositivo lo dobbiamo alla vostra singolare disponibilità, alla vostra corale partecipazione, al vostro attaccamento alla storia locale, ai vostri slanci di generosità che avete dimostrato con le recenti donazioni di documenti e di manufatti al Museo della Battaglia di Anghiari.

Teresa Mafucci

Scherzi di carnevale Questo scherzo di carnevale ce l’ha giocato l’orologio della Croce che, come tutti sanno, è di fresca istallazione. La notte di sabato 22 febbraio 2009, nell’imminenza della giocosa sfilata del Carnevale della Gioventù, ha cominciato ad accelerare il suo movimento e la mattina era un’ora avanti. E così è rimasto fino al martedì, ultimo giorno di carnevale. Qui però c’è voluto l’aiuto di un tecnico che, senza tanti complimenti, l’ha rimandato indietro di un’ora.

Un pochinino di Clèto

Per dare l’idea di una piccola quantità si usano in Anghiari parole diverse. E così si dirà fisino se ci si riferisce ad una piccola apertura di una porta o di una finestra. Oppure si dirà una molichina quando si parla di pane, invece se si parla di sale, farina o cose simili si dirà un pizzichino. Se poi si vuol bere poco si dirà un guccino. Se infine vi rimanesse in fondo ad un sacco o ad una balla un po’ di grano o altro cereale o semola o farina avrete trovato uno sciantello e, se è la roba è poca, uno sciantellino. Se voi avete altre parole fatemele sapere.

Franca Ciucoli Anghiari, 7 ottobre 2005

La vignetta di Scacciapensieri:

Dottori!!

Ciccicocco e dintorni “…siam venuti pel giovedì grasso…” E infatti sono venuti davvero! Il collaudato gruppo di cercatori di ciccicocco, al seguito del Maestro Guiducci, con Frido, Emmedipi e divers’altra gente, dopo aver girovagato per Anghiari e dintorni e riempito il paniere, si sono ritrovati al centro parrocchiale di Tavernelle per consumare le uova e le salsicce recuperate. Purtroppo le donne di Tavernelle, pensando che i cercatori sarebbero tornati a mani vuote, hanno preparato i maccheroni con il sugo, dimenticandosi però che tale piatto non si fa per il Ciccicocco ma per l’ultimo giorno di Carnevale. E allora doppia cena, inaugurata, addirittura dalla fett’unta e conclusa degnamente con castagnole e stracci. Non solo: è degna di nota la mantovana dell’Adria, che si ritiene possa essere citata tra le migliori della zona (qui naturalmente si parla della mantovana).

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Alla BCC è già domani

U

n Piano Strategico per fare crescere il territorio e che sia a misura di ogni cliente. È questa la linea guida della Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo per il prossimo triennio 2009-2011, che vuole confermare la propria missione di Banca del territorio, che opera per il territorio. Come sottolinea il presidente dell’Istituto Paolo Sestini: “Una Banca che ha sempre investito nel ‘piccolo’ anche quando questo non sembrava così bello.

E invece la nostra scelta si è rivelata più che vincente, specie in un momento così delicato per l’economia nazionale”. Una direzione di marcia che si può riassumere in quello che è il principio ispiratore della Banca. Ovvero l’investimento, da oltre 100 anni, sul capitale umano – costituito dai quasi 5mila soci, dai clienti e dai collaboratori – per valorizzarlo stabilmente. In un momento particolarmente difficile per l’economia nazionale, il nuovo Piano Strategico della Banca di Anghiari e Stia prende vita da quelli che sono i principi ispiratori del Credito Cooperativo contenuti nella “Carta dei Valori”. Tra le priorità ci sono quelle del miglioramento delle qualità professionali per i propri dipendenti, necessarie per riappropriarsi dei “mestieri del credito” (vale a dire del rapporto diretto con il cliente) e quella di ripensare alla rete dei promotori che, seppure in veste diversa, può continuare a portare benefici in termini commerciali. Senza mai dimenticare il contatto diretto con le persone e la maggiore attenzione per il territorio che restano la base anche nel nuovo Piano Strategico 2009-2011.

La Banca di Anghiari e Stia fornisce risposte in tempi brevi e con rapidità a ciascun cliente, rispetto a soluzioni organizzative adottate dalle banche “maggiori” che invece allungano il circuito decisionale a svantaggio della persona. Da quest’anno poi sarà maggiormente intensificato il rapporto con il territorio. Efficaci azioni di marketing saranno basilari per monitorare l’area di riferimento allo scopo di cogliere le migliori opportunità attraverso iniziative di acquisizione mirata della clientela, che inverta il tradizionale rapporto banca/impresa. La Banca di Anghiari e Stia punterà dunque ad una costante crescita del numero dei clienti che consentano di sviluppare in profondità le relazioni già esistenti e i nuovi rapporti. Sarà posta un’ulteriore attenzione per le esigenze e per i bisogni delle famiglie, degli artigiani, dei commercianti e delle micro e piccole imprese. Insomma un Piano Strategico che punta a confermare le strategie vincenti della Banca e a individuarne di nuove. “Se il semestre appena trascorso è stato impegnativo – sottolinea il direttore generale dell’Istituto Renzo Galli – il 2009 e gli anni a venire saranno più che mai densi per la nostra Banca. Puntiamo ad una crescita armoniosa e soprattutto sempre più all’attenzione del cliente e del territorio”. È questa la sfida nel triennio 2009-2011: in un momento così delicato per l’economia del nostro paese, la Banca di Anghiari e Stia continuerà a “fabbricare” fiducia. Anche attraverso azioni di contenimento di rischiosità dell’attivo, perché il patrimonio accumulato è un bene prezioso da preservare e da difendere nel rispetto dei fondatori, dei soci, dei clienti e nell’interesse delle generazioni future.

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Da Tavernelle

Rubrica a cura di Alessandro Bivignani

Ricordiamo don Gino Il 28 aprile prossimo ricorre il 25° anniversario della morte di don Gino Lazzerini, parroco di Galbino e poi di Tavernelle. Lo ricordiamo in modo particolare perché fu lui che, nonostante la difficoltà economica, riuscì a costruire la nuova chiesa di Tavernelle con la Canonica e le prime sale parrocchiali. Don Gino era conosciuto in Diocesi e anche in tutta Italia per il suo ministero di Esorcista, che spesso lo costringeva a sofferenze fisiche. I parrocchiani di Tavernelle si ricordano però la sua grande fede e affabilità nei confronti di tutti. Arrivò a Galbino nell’ottobre del 1947, succedendo a don Luca Del Bene e già dai primi anni del suo apostolato avrebbe desiderato costruire una chiesa a Tavernelle ma soltanto il 12 marzo 1961 poté benedire la prima pietra. In una immagine della Madonna di Lourdes, dove si recò più volte, è stato trovato scritto di suo pugno: “La mente si trova d’accordo con la voce a lodare e supplicare Dio. E così la Chiesa offre in continuazione questo sacrificio di lode a Dio con la S. Messa e colla liturgia delle ore, insieme a Cristo, dove è presente con due o tre riuniti nel suo nome. È necessario pregare con umiltà, con vigilanza, perseveranza, fiducia, nello Spirito Santo e per mezzo di Cristo che prega sempre per noi”. Si trova uno scritto di don Gino anche ad una famiglia, che da alcune

segnalazioni viveva immoralmente. A loro don Gino scrisse: “Dio non vuole questo disordine: nella vita ci vuole chiarezza e non compromesso, affinché le esigenze del sesso debbano convogliarsi nel vero amore. Il vero proprietario della nostra vita e delle nostra membra o delle funzioni del nostro corpo è Dio. L’uomo è solo amministratore della propria vita e non può distruggere quello che Dio ha fatto, l’uomo si approprierebbe di un diritto che spetta solo a Dio: così come uccidere il bambino con l’aborto”. Don Gino era severo contro l’errore ma gioioso del dono della vita, e così scriveva: sempre lieti: perché? Ho Dio come Padre misericordioso e Maria buona e potente. Tutti gli avvenimenti della vita sono regolati per il nostro bene e con somma sapienza da Dio. Sempre lieti, con un po’ d’amarezza per il nostro triste passato, addolcito dal pensiero che Dio ha scelto me, tanto indegno e misero. La sofferenza? Voi piangete mentre il mondo godrà dice il Vangelo, e un giorno sarà trasformata in gioia. Vincere sé stesso per patire per amor di Dio e dei fratelli: il vero godimento interiore dei Santi”. Dopo la sua morte, avvenuta il 28 aprile 1984, fu nominato amministratore parrocchiale don Romano e infine, a novembre dello stesso anno, arrivò a Tavernelle don Marco. La sua tomba si trova nel cimitero di Sestino e sappiamo che ogni tanto qualche parrocchiano fa a visitarlo.

25°Anniversario della morte di don Gino Lazzerini 28 aprile 2009 S. Messa di suffragio nella chiesa di Tavernelle alle ore 21 1° Maggio Pomeriggio a Sestino per visitare la tomba di don Gino (è necessario comunicare la propria presenza)

Qui sopra don Gino in occasione di una visita al condotto della diga di Montedoglio (anni ‘80). Foto Nerella

Talete Fin da piccolo mi ha sempre colpito questo nome: insolito per un verso e stimolante da un altro. Lontano diversi secoli dal filosofo presocratico Talete, vissuto nel VII secolo prima di Cristo e fra gli iniziatori della ricerca dell’inizio della natura (dell’archè, per dirla in termini greci), il nostro Talete l’ho conosciuto che viveva all’inizio del Braccini, cioè la via che dalla Libbia va verso Galbino. Curioso non solo il nome ma anche lui, persona gioviale ed affabile, che tutti conoscevano come un “bravo ragazzo”. Doveva essere presente anche quest’anno alla Giornata del Malato ad Anghiari ma un primo malore lo ha fermato, e poi il 15 febbraio, il giorno della Madonna del Conforto, il male è drasticamente peggiorato per concludersi alcuni giorni dopo. Il mio nuovo impegno non mi ha permesso di essere presente fisicamente al suo funerale, anche se lo sono stato spiritualmente, quasi pervaso di una certezza che sia stata proprio la Madonna del Conforto che l’abbia chiamato a sé. Mistero grande la vita! Mistero che diventa apertura al mondo se guardato con gli occhi della fede, e con la certezza che la morte è come un “parto” attraverso cui si nasce alla vera vita. Saluto volentieri con affetto la Rina e anche la Nerella, rispettivamente moglie e figlia dell’amico Talete. Alessandro

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L’asino di Fagiolo

San Bartolomeo1

di Vally Fastacchini - disegno di Teo T.

ovvero gli artigiani

Nelle serate estive, i nostri baldi giovanotti, avevano la bella abitudine di andare di notte, per il paese, a fare le serenate alle ragazze. Erano proprio bravi, mandolino, chitarra, violino e le melodie bellissime (romanze di operette, valzer celebri, ecc.) che nelle notti estive ci facevano veramente piacere e felici. Tanto è vero che, anche le persone adulte ascoltavano con piacere queste serenate, con vari commenti il giorno dopo. Nel mio rione (Sant’Agostino, via Garibaldi) c’era una stalla con un asino di proprietà di un certo signore chiamato Fagiolo (non so perché). Questi andava con il suo carrettino e il suo somarello, a vendere per le campagne e anche in paese, un po’ di tutto. Per carnevale e precisamente per la festa del “Ciccicocco” girava con collane di salsicce e sambudelli. Poi con una canna (come da pesca) e attaccate salsicce, faceva provare i ragazzini ad acchiapparle con la bocca, facendo dei salti. Era davvero una festa! Questo asino, evidentemente, non sopportava la musica e alle prime note, incominciava a ragliare così forte e per lungo tempo da sorpassare il dolce suono e scoraggiare così i suonatori che interrompevano la serenata. Allora, prima di iniziare, pensarono di accordare gli strumenti, in modo che a quelle piccole note, l’asino si sfogava calorosamente e per lungo tempo. Poi silenzio assoluto!!! E qui incominciavano le melodie che noi ragazze ascoltavamo con una certa trepidazione e per dimostrare che avevano gradito la serenata, si accendeva e si spegneva la luce. Questo era il segnale...! Bei tempi! Forse la gioventù di oggi ci riderà sopra, ma noi eravamo davvero sereni e felici! Grazie

La squadra d’intervento è delle migliori e ha provveduto in modo professionale a ricollocare la tela di San Bartolomeo, appena restaurata, nel secondo altare a destra della Propositura. Si tratta di Marco, Mirco e Maurizio, valenti artigiani, coordinati e tenuti a bada da Giovanni il professore di Maccarino. Dopo l’accurato studio dei ganci che avrebbero dovuto essere infissi nella parete e della loro realizzazione e dopo aver predisposto attrezzi e materiali necessari il gruppo sopra menzionato in men che non si dica ha ricollocato l’opera al suo posto. Da non dimenticare che in precedenza Luciano & C., esperti muratori, avevano ripulito a dovere la zona dove doveva essere sistemata la tela imbiancando la superficie con la consulenza della Marilena.

San Bartolomeo2 ovvero l’inaugurazione

Lunedì 2 febbraio, giorno dedicato alla Candelora, si è provveduto alla presentazione del restauro della tela di San Bartolomeo. L’opera è stata restaurata anche grazie al contributo della Provincia di Arezzo nell’ambito di un progetto di salvaguardia del patrimonio artistico della provincia. E così, dopo la luce delle candele, una nuova luce ha inondato anche la tela del patrono di Anghiari. Questa tela era conservata in precedenza nella chiesa di Badia, allora sede della parrocchia di Anghiari, e fu dopo il trasferimento della sede parrocchiale nella nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie (1787) che anche il quadro fu qui trasferito.

Io una volta di Anna Canicchi

Io una volta avevo un Santo ma tanto tempo fa. Ogni giorno io lo prego lo cerco e non lo trovo lo piango e non lo vedo ma lui vede me. Anna Canicchi è nata ad Anghiari il 27 marzo 1928, è sposata. Ha tre figli, è nonna di cinque nipoti. Si diletta di scrivere ciò che le detta il cuore, vive in Anghiari vecchio e gode di buona fama come amica e vicina di casa A distanza di anni, di molti anni, una memoria, un revival di un attimo e tutto ritorna vivo come allora e ricompare il Santo che vede e veglia su di lei in attesa, forse, di una riconciliazione perenne. Anche la speranza, come la fede, sono incentivi, mezzi di sussistenza alla nostra vita già difficile e dura per la fragilità umana che ci caratterizza (e ci accompagna). Se qualcuno chiedesse ad Anna notizie del Santo, non troverebbe risposta: è santo e basta ma le lacrime scorrerebbero rapide sulle sue guance ormai invecchiate dal tempo. Eppure Anna scrive e pensa quando, appena dodicenne, fa un incontro che segna la sua vita: allora legge, legge per imparare, per sapere, per uscire dal solito e comune stato di degrado intellettuale in cui versa la maggior parte dei suoi concittadini. (E.T)

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Offerte Oratorio: secondo stralcio Adamo Balzoni, Foscio Padonchia Adelmo Piomboni, Campo della fiera Adriana Cherici, Crocifissino Adriana Cristini, Genova Agostina Donati, Bozia Agostino Ruggeri, Polveriera Albertina Romanelli, Monterchi Alberto Benedetti, Selvella Aldo Boncompagni, Piazza mercatale Alessandra Guadagni, Sansepolcro Alfredina Donnini, Terrato Alfredo Mammoli, Bagnolo Alighiero Padelli, Sabino II Amalia Salvi, Mura di sopra Andrea Monini, Buttapietra Andrea Pennacchini, Rio bo Andrea Rossi, Molindagnolo Angelo Graziotti, Giardinella Angelo Morvidoni, Campo della fiera Angiola Babbini, Arezzo Angiolo Donati, Fondaccio Angiolo Dragoni, Padova Angiolo Livi, Monterchi Angiolo Marzi, Renicci Angiolo Nevistrelli, Tavernelle Angiolo Vichi, Calla Anita Guadagni, Garlasco Anna Baglioni, Bernocca Anna Maria Conti Quieti, Monterchi Anna Maria Leonardi, Polveriera Anna Noferi, Piazzetta Croce Anna Pericchi, Morella Antonietta Giacomini, Maiolo Antonio Croci, La Stazione Antonio Zanchi, Bolivia Offerta anonima Assuero Draghi, Guardabasso Aurelio Boriosi, Crocifissino Ave Rossi, Malmalucco Barbara Bergamini, Via di San Leo Brunera Falsetti, Calabria Bruno Bianchini, Viamaggio Bruno Zanchi, Sant’Agostino Carla Giovagnini, Città del Vaticano Carla Tenca Rossi, Casargo Centro Aggr. Sociale, Piazza teatro Cesare Corsi, S. Giuliano MI Cinzia Bianchi, Arezzo Cipriano Comanducci, Stazione Clara Roselli, Via di Pino Claudia Guadagni, Borgo Croce Claudio Martini, Acquedotto Conforta Leonardi, Tavernelle Cristina Bianchi, Viale Stazione Daniela Palazzeschi, Le Bertine Danilo Boriosi, Via del Carmine Dario Pasqui, Casanova Catigliano Demetrio Carboni, I fabbri Dino Concu, San Leo Dino Corsi, Via di San Leo Domenica Nicchi, Infrantoio Domenico Bartolini, Giardinella Domenico Del Pia, Arezzo Domenico Elisei, San Leo Domenico Magrini, Mezzavia Donatella Riccardi, Colle Donatino Baldi, Casolare Duilio Pacini Elena Mari, Caronno P. Elio Machi, S. Margherita L. Elio Papini, Casotto Emanuela Casi, Bologna Enrico Baglioni, Infrantoio Enrico Ghignoni, Borgo della Croce Enzo Matteucci, Motina Enzo Papi, Sansepolcro

Ernesto Dragoni, Campo della Fiera Eva Consonni, Caserecci Fabio Dragoni, Infrantoio Fabio Pecorari, Via del Carmine Fabio Rossi, Bucacce Fabrizio Antonelli, Ponte Eleonora Fabrizio Lazzerini, I fabbri Faustina Coveri Feda Federico Foni, Siena Fedora Zanchi, S. Giovanni V.no Fernando Boncompagni, Marzocca Filomena Luongo, Bernocca Fosco Bulletti, Terrarossa Francesco Giovagnini, Mentana Francesco Maggini, Ponte alla Piera Francesco Rosadi, Le Ville Francesco Tavernelli, Tavernelle Francesco Testerini, Via per Arezzo Franco Badini, Castello Franco Berlicchi, Campo della fiera Franco Chiasserini, Ponte alla Piera Franco Rumori, La Vigna Frido Giorni, Via di San Leo Gabriella Magrini, Fornace Gasparino Vichi, Carmine Gemma Giorni, Perugia Giacomo Marsupini, Mura di sopra Gian Carlo Casi, Santa Fiora Gian Domenico Baggi, Tavernelle Gian Piero Alberti, Belevederino Giancarlo Panicucci, Mezzavia Gilberto Roselli, Via del Carmine Gino Cipriani, La capannuccia-Sabino Gio: Battista Chialli, San Leo Giordano Baglioni, Torchiale Giorgio Franchini, La Banca Giorgio Giorgi, Borgo della Croce Giovan Battista Bivignanelli, Arezzo Giovanna Marinuzzi, Trieste Giovanni Berni, Casolari Giovanni Gorizi, Sansepolcro Gisella Gennaioli, Palazzo Giuliana Lenzi, Grassina Giuliana Pettinari, Barliano Giuliano Livi, Motina Giuseppe Comanducci, San Rocco Giuseppe Fontana, Stazione Giuseppe Magrini, Via del Carmine Giuseppe Nespoli, Valealle Giuseppina Capucci, Bozia Giuseppina Marzi Peluzzi, Renicci Giuseppina Minco Vanlancker, Arezzo Giuseppina Romiti, Monterchi Gorizia Chiarini, San Leo Graziella Mammini, Oriolo Romano Graziella Martini, Via nova Guerrino Poderini, S. Stefano Guido Guerrieri, Casacce Icaro Marconi, Bagnolo del Ponte Ilva Guelfi, Borgo della Croce Imola Lombardi, Montino Ines Acquisti, Via di Sant’Agostino Iolanda Comanducci, San Giustino Italia Meazzini, Terrato Ivana e M. Graziella, Terrato Ivano Leonardi, Arezzo Ivo Scartoni, Via di Pino Ivo Senesi, Tavernelle Laura Gentili, Arezzo Laura Selvi, Monterchi Laurino Veri, Infrantoio Lazzero Buti, Casale Lea Cerquatti, Anghiari vecchio Leoniero Buscosi, Via del Carmine Lia Alberti, Praticino

Liana Polverini, Bernocca Lidia Leucalitti, Monteloro Lina Bilancetti, Buones Aires Lina Milanini, Infrantoio Lorena Scartoni, Bucacce Lorentina Cagnacci, Tavernelle Lorenzo ed Elena Comanducci, Tavernelle Lorenzo Franchini, Tavernelle Lori Leonardi, Cordoni Luciano Cecconi, Infrantoio Luigi Burzi, Tofanicchio Luigi Carboni, Tavernelle Luigi Donati Sarti, Ponte dei sospiri Luigi Monini, Cascine Luigi Piccini, Campo della Fiera Luigi Tappeto, Morone San Leo Luigi Tuti, Le Logge M. Catalina Ruggeri, Argentina Marcella Ghignoni, Motina Marcello Dori, Via per Arezzo Marco Aglini, Pietto Marco Lombardi, Montino Marco Pernici, Pietto Maria Borghesi, Le Ville Maria Canicchi, Mura di sopra Maria Maranesi, Roma Maria Raffaelli, Viale stazione Maria Rosa Pancioni, Via di San Leo Mariano Marsupini, S. Giuliano AR Mariella Chirga Sassolini, S.Sepolcro Mariella Ducci, Tavernelle Mariella Mondani, Firenze Marinella Miano, La Stazione Mario Baggi, Valealle Mario Fontecchia, Campo alla Fiera Mario Guiducci, Acquedotto Mario Mariotti, Sanremo Mario Pericchi, Casa Bruna Mario Poggini, San Leo Mario Ruggeri, Infrantoio Mario Tanzi, Poggiolino Mario Valentini, Via del Carmine Marisa Canestrelli, Deposito Marisa Guadagni, La Badia Marisa Giovagnini, Argentina Marisa Villarecci, Ghetto Marta Bonaccini, Caprile Massimo Foni, Ca’ de’ frati Massimo Fragai, Gualchiera Massimo Malentacchi, La Catona Massimo Meozzi, Via di Pino Massimo Redenti, Giardinella Maura Coleschi, Ponte alla Piera Maurizio Checcaglini, Poggio del sole Maurizio Girolimoni, Via Carmine Mauro Barbieria, Piazzetta delle legne Mauro Giorgeschi, Bagnolo del Ponte Mauro Marziali, Firenze Mauro Papini, Bozia Michela Mattia, Sansepolcro Michele Bruni, La Fossa Mirella Ferri, Borgo della Croce Moreno Zanchi, Il fosso Nada Foni, Deposito Nardina Inci Capaccini, Via nova Nathalie De Tollenaere, Mura di sopra Nevio Comanducci, Via del Carmine Novella Ceppodomo, Fosso Oriana Boncompagni, Campo fiera Otello Comanducci, Firenze Otello Mondani, Botteghino Ottavia Antonelli, Sansepolcro Pamela Zanelli, Ghetto Paola Lombardi, Palazzina Paolina Panichi Giudici, S. Agostino Paolino Guelfi, Montebello

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Paolo Cangi, Bagnolo di sopra Paolo Quarto, Roma Paolo Rossi, Sportone Piera Franceschi, Misericordia Pierangelo Acquisti, Firenze Pierino Pennacchini, Pino Piero Bartolomei, Fontebrina Piero Biagioli, Pocaia Piero Lega, Gran via Pietro Bartolomei Corsi, Carmignano Pietro Cangi, Campo della Fiera Primo Del Sere, Sansepolcro Renata Checcaglini, Monterchi Renata Giovacchini, Via della Ripa Renato Morelli, Casaccia Renato Panichi, Tavernelle Riccardo Mondani, Milano Rina Del Tasso, Giardinella Rina Grazia Boriosi, Sampierdarena Rinaldo Procelli, Via di Pino Rino Boriosi, Via del Carmine Rosa e Piero Guerri, Brescia Rosa Gennari, Infrantoio Rosa Vannucci, Borgo della Croce Rosanna Merendelli, Palazzolo Rosella Guadagni, Via del Carmine Rosella Moscetti Panichi, Borghetto Rossano Omarini, Tavernelle Ruggero Cambi, Mura di sotto Santi Bruttini, I fabbri Santi Comanducci, Intoppo Santi Del Sere, Casanova Secondo Mariotti, Motina Senio Ruggeri, Via del Comune Serenella Nieri Domestici, Firenze Sergio Baldini, Selvadonica Sergio Bonanno, Ponte alla Piera Sergio Polverini, Montebello Sila Calosi, Morone Silvano Boncompagni, Via di S. Leo Silvano Paceschi, Firenze Silvano Ricci, La Stazione Simone Sassolini, USA Siro Polverini, Via di San Leo Stefania Merendelli, Infrantoio Talete Antonelli, Ponte Eleonora Tina Del Furia Salvi, Sansepolcro Tommasina Toriti, Tavernelle Tullio Mons. Cappelli, Arezzo Turiddo Guerri, Campo della Fiera Ugo Bianchi, Cusago MI Umberto Bigioli, Polveriera Valentino Petruccioli, Pietto II Varo Alessandrini, San Leo Vasco Ghignoni, Palazzolo Vasco Memonti, Podernuovo Velso Cesari, San Leo Ventura Pannilunghi, Pieve S. Stefano Vera Chiasserrini, Borgo Croce Verdiana Menzogni, Meleto Verena Cheli, Giardinetto Vilma Vichi, Carmine Vincenzo Pernici, Molin del caccia Vittorio Bianchini, Via del Carmine Walter Magrini, Via del Carmine Willard Sperry, Casanova Lani

Altre offerte La famiglia Gaggiottini manda il suo contributo in memoria di Azelio. Fastacchini Giuseppe da Roma manda l’offerta per le opere di bene della Parrocchia.


Auguri al nostro Vescovo tembre dal cardinale Piovanelli nella basilica di San Lorenzo a Firenze e dieci giorni più tardi fa il suo ingresso nella diocesi a lui affidata. Il 21 novembre 1998 viene eletto vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro dove fece il suo ingresso il 6 febbraio 1999, in occasione dell’inizio della novena della Madonna del Conforto. Lo scorso 6 febbraio, prima dell’avvio dei festeggiamenti mariani, sono giunti al Vescovo numerosi messaggi augurali, primo fra tutti quello di monsignor Pietro Bernini, Proposto della Cattedrale e il settimanale Toscanaoggi ha realizzato un numero celebrativo di questi dieci anni.

Dieci anni fa, precisamente il 6 di febbraio, entrava ufficialmente in Diocesi monsignor Gualtiero Bassetti, eletto Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. “Un vescovo arrivato dal mare”, così era stato chiamato poco prima di fare il suo ingresso in diocesi in quanto giungeva da Massa MarittimaPiombino. In realtà, però, le sue radici affondano nel cuore della Toscana. Infatti, Gualtiero Bassetti è nato a Marradi, nella diocesi di Faenza-Modigliana, il 7 aprile 1942. È il primo di tre figli. Dopo aver trascorso l’infanzia a Fantino, nell’arcidiocesi di Firenze, nel 1956 entra nel seminario arcivescovile e il 29 giugno 1966 viene ordinato sacerdote nel duomo di Santa Maria del Fiore dal cardinale Ermenegildo Florit. Negli anni seguenti viene incaricato della guida del Seminario Minore e successivamente, nel 1979, il cardinale Giovanni Benelli gli affida l’incarico di Rettore del Seminario Maggiore. Nel 1992 il cardinale Silvano Piovanelli lo chiama a diventare Vicario Generale dell’arcidiocesi di Firenze. Il 3 luglio 1994 Giovanni Paolo II lo elegge Vescovo di Massa Marittima-Piombino. Viene ordinato vescovo l’8 set-

Al nostro Vescovo vanno tutti i sentimenti di affettuosa devozione e riconoscenza delle nostre Comunità Parrocchiali, uniti all’incessante ricordo nella preghiera, per questi 10 anni di ministero pastorale nella nostra terra e per tutta la strada che ancora percorreremo insieme. O Dio, pastore eterno, che edifichi la Chiesa con la varietà e la ricchezza dei tuoi doni, e la governi con la forza del tuo amore, concedi al tuo servo Gualtiero, che hai posto a capo della comunità di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, di presiederla in nome di Cristo, come maestro, sacerdote e pastore. Per Cristo nostro Signore. Amen

Nella foto vediamo Mgr. Bassetti ad Anghiari, nei pressi della Badia, mentre fa ritorno alla Propositura dopo aver partecipato alla Processione del 3 maggio 2008.

Una bella festa

Scioperi

25 febbraio 2009 - Oggi alla Ripa c’è stata una bellissima festa. La Laura compiva 100 anni e tutte le ospiti della Ripa l’hanno festeggiata con canti e balli. Che bello vedere gli anziani così felici, basterebbe davvero poco per un sorriso.

di Turiddo Guerri

Non si può trattare alla stessa stregua il servizio pubblico e quello privato. Mi pare che il Governo, per impedire gli scioperi nel servizio pubblico abbia scelto un via lunga e tortuosa che lo porterà a partorire un aborto. Il diritto di sciopero è sacrosanto nell’ambito privato, inammissibile nell’ambito pubblico, perché non può una parte irrisoria di cittadini immobilizzare una intera nazione. La gente comune, cioè il buon senso, si chiede: o non c’è il Parlamento, espressione dell’intera nazione? Ebbene si demandi ad esso la decisione se uno sciopero nel servizio pubblico possa o meno essere approvato. Ma il buon senso suggerisce anche che chi chiede di essere assunto in un servizio pubblico dovrebbe giurare di astenersi da qualsiasi sciopero o, quanto meno, di attenersi alle decisioni del Parlamento. L’uomo comune è un sempliciotto, uno stupido, davvero un ingenuo suggeritore? Ne dubito.

Vanna

Tende di Natale In ritardo, anche quest’anno, abbiamo realizzato le “Tende di natale”, il mercatino che facciamo per dare aiuto alla Caritas. Generalmente riusciamo a raccogliere abbastanza, ma questa volta la cifra è stata inferiore alle nostre aspettative. Volevo comunque ringraziare con queste poche righe tutte le donne che offrono gentilmente la loro collaborazione, anche sacrificando del tempo prezioso sottratto alle proprie famiglie: però tutto quello che facciamo è soltanto gioia in quanto sappiamo che il nostro aiuto arriva ai più bisognosi. Speriamo che Dio ci aiuti ancora a proseguire con questa testimonianza di fede e chiediamo una maggiore collaborazione affinché i risultati siano migliori.

28-02-09

Fausta

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Il Carnevale del Proposto* Mi meraviglierei se almeno un anghiarese non avesse colto al volo il significato nascosto (ma non troppo) del titolo. E questo titolo fa eco ad uno simile, comparso in Avvenire nello scorso mese di febbraio, tempo, appunto, di Carnevale. Il titolo è: Il carnevale del Cardinale. Ma cosa c’entra con quello di Anghiari? Il Carnevale di Anghiari è noto come Carnevale della Gioventù, e questo appellativo risulta importante alla nostra trattazione: come vedremo in seguito, il ritrovo delle feste pre-quaresimali fornì alle parrocchie italiane degli anni ’50 una squisita occasione di aggregazione sociale, soprattutto giovanile. Siamo al termine delle due guerre mondiali; la nostra penisola tentava di rialzare la testa da decenni di forzato abbandono di tradizioni e memorie, per dare spazio ad una faticosa ricostruzione materiale e soprattutto morale. Su questo piano l’opera di parroci più o meno eroici, accanto ai loro Vescovi, fu innegabilmente determinante. Nelle città come nei paesi di campagna si riscontra che il parroco fu l’unica autorità e l’unico punto di riferimento morale e materiale per la popolazione durante i dolorosi periodi della guerra e del passaggio del fronte. Alla fine della guerra essi si ritrovarono in maniera conseguente ad organizzare ancora una volta la ricostruenda civiltà, e cioè quella che possiamo definire “l’anima” di una città, di un paese. Anghiari non fa eccezione se si pensa -dandogliene attoche don Nilo associò alla sua cura d’anime una intensissima attività sociale e culturale, dando vita o talvolta rispolverando dalla memoria storica il contesto per una sana, vivace e per dirla tutta anche laica, comunità civile. Ovviamente l’opera di don Nilo ad Anghiari non rappresenta un fulmine a ciel sereno, poiché in quegli anni la società era per così dire attaccata da un altro nemico, questa volta di stampo ideologico, che mirava alla lotta contro la Chiesa, mirando alla costituzione di una società laicista (come se pochi decenni prima si fossero immediatamente cancellati). Da Anghiari facciamo un salto nella città di Ravenna dove anche lì, negli anni ’50, il Carnevale era solamente un ricordo lontano nella memoria di qualche nonno. Gli ultimi coriandoli e stelle filanti, infatti, avevano svolazzato nel festoso clima del carnevale alla fine dell’Ottocento: poi un lungo silenzio. Tuttavia alla metà del secolo qualcosa si muove e l’arcivescovo di Ravenna monsignor Giacomo Lercaro (che diventerà il famoso Cardinale di Bologna) decise di dar fuoco alle polveri e di preparare un Carnevale degno della migliore tradizione Ma il clima degli anni Cinquanta è caratterizzato da forti polemiche fra cattolici e comunisti e questi ultimi sono considerati un vero pericolo da combattere e da «arginare». Nel 1952 la città di Ravenna ospita il primo raduno dell’Api (Associazione Pionieri Italiani) che richiama nel salone della «Camera del lavoro» alcune centinaia di ragazzi ai quali vengono proposti slogan in evidente contrasto con la Chiesa. Nel loro giornale, «il Pioniere», si legge «il ragazzo deve sentire la lotta di classe, deve fin dai primi anni della sua fanciullezza crearsi la mentalità socialista, deve odiare il ricco… al fine di eliminarlo e instaurare la giustizia sociale», e le accuse alle organizzazioni ecclesiali di «attirare col pallone e il calcio-balilla le simpatie dei ragazzi, per impartire loro una educazione legata a troppi loschi interessi privati che riempie il loro animo di odio e di intolleranza…». Questo, dunque, il clima che si respirava in quegli anni

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nelle città, e, certamente se in toni minori, anche ad Anghiari, paese di provincia. Come in quel contesto fu l’arcivescovo Lercaro che decise di spiazzare tutti con una proposta innovativa, così in Anghiari fu don Nilo che, per così dire, attuò lo stesso metodo. L’arcivescovo convocò una riunione dove, a seguito di accuse rivolte alla Chiesa dal Congresso del Pc di accattivarsi le simpatie dei ragazzi tramite il divertimento, lo stesso Arcivescovo, per nulla intimorito, volle che tale accusa fosse vera e ideò il Corso mascherato delle Parrocchie che fu lanciato come “Il Carnevale dei Ragazzi”. Vennero stabilite le regole per la partecipazione: ogni Parrocchia doveva impegnarsi a preparare un carro allegorico, anche, se necessario, affrontando difficoltà finanziarie, il lavoro poi doveva essere eseguito dai ragazzi iscritti e anche non iscritti all’A.C. Infine per i carri migliori furono fissati dei premi. Il futuro Cardinale illustrò questa iniziativa dicendo che «la necessità e la bellezza dello scopo della festa non avrebbe avuto solo carattere folcloristico, ma soprattutto educativo e apostolico». Mi piace pensare, concludendo, alle stesse riunioni dovute all’afflato pastorale e dall’esigenza educativa del Proposto don Nilo, per riuscire a realizzare, nel lontano 1968, la prima edizione del “Carnevale della Gioventù”. Il merito di aver tirato fuori da decenni di silenzio figure uniche come il “Sambudellaio” o la tradizione del “Ciccicocco” e della “Coccèta” non vennero quindi solo da una mera capacità organizzativa, ma all’impeto di bene verso la propria gente, verso il suo paese, verso Anghiari. Con la proposta del Carnevale sia l’arcivescovo di Ravenna che il Parroco di Anghiari, intendevano offrire alla propria gente una importante occasione di svago e di divertimento, trasformando il lieto evento del carnevale in un importante momento di aggregazione che avrebbe riunito grandi e piccini. Alessandro Bivignani

* ritagli ripresi liberamente dall’articolo di Franco Gabicci. Avvenire, 18 febbraio 2009.

Qui a sinistra la locandina del primo Carnevale della Gioventù, partito dagli spazi dell’Oratorio di Anghiari per andare nelle strade e nelle piazze del paese.


Consigli e suggerimenti per prevenire furti e truffe

POSSIAMO AIUTARVI In generale, per tutelarvi dalle truffe: * diffidate sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata; * non partecipate a lotterie non autorizzate e non acquistate prodotti miracolosi od oggetti presentati come pezzi d’arte o d’antiquariato se non siete certi della loro provenienza; * non accettate in pagamento assegni bancari da persone sconosciute; * non firmate nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.

* prima di farlo entrare, accertatevi della sua identità ed eventualmente fatevi mostrare il tesserino di riconoscimento; * nel caso in cui abbiate ancora dei sospetti o c’e qualche particolare che non vi convince, telefonate all’ufficio di zona dell’Ente e verificate la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;

* non aprite agli sconosciuti e non fateli entrare in casa. Diffidate degli estranei che vengono a trovarvi in orari inusuali, soprattutto se in quel momento siete soli in casa; * non mandate i bambini ad aprire la porta; * comunque, prima di aprire la porta, controllate dallo spioncino e, se avete di fronte una persona che non avete mai visto, aprite con la catenella attaccata; * in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. In assenza del portiere, se dovete firmare la ricevuta aprite con la catenella attaccata;

* tenete a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessita;

Se hai un dubbio o ritieni opportuno fare una segnalazione per la sicurezza tua e di tutta la collettività telefona subito al 112 o contatta la Stazione carabinieri di: Anghiari

0575/788015

Badia Tedalda

0575/714024

Caprese Mich.lo 0575/793913 Monterchi

0575/799011

Pieve S. Stefano 0575/799011 * non date soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;

Sansepolcro

0575/743300

Sestino

0575/772722

* mostrate cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta; * se inavvertitamente avete aperto la porta ad uno sconosciuto e, per qualsiasi motivo, vi sentite a disagio, non perdete la calma. Inviatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Aprite la porta e, se e necessario, ripetete l’invito ad alta voce. Cercate comunque di essere decisi nelle vostre azioni.

Se hai un dubbio chiama la Stazione Carabinieri. Ad Anghiari: 0575-788015 27


Suor Benedetta di Enza Tacconi

Oggi 25 gennaio 2009, alle 16,15 è spirata, nelle braccia del Signore Dio, Suor Benedetta Palazzini delle Suore Agostiniane della Ripa di Anghiari. Era nata 88 anni or sono nelle vicinanze di Arezzo, la più piccola di cinque figli. Giovinetta era entrata in Convento ed aveva preso i voti nell’Istituto delle Agostiniane nel lontano 1946. Operativa, rigida con sé stessa, severa nella esecuzione delle opere all’interno del Convento, amava rispettare e farsi rispettare. Lavorava egregiamente con le mani: il ricamo, l’uncinetto, o rammendi, stirare e inamidare specialmente gli arredi della Chiesa e della Parrocchia presso cui era ospite. Ma il suo più grande, grandissimo primo impegno era la Confessione. Non dirottava mai il discorso, nelle sue argute conversazioni, dal pensiero di quel sacramento fondamentale che è la Penitenza. Una volta mi ha detto: Tutti dovrebbero parlare al confessore con la stessa libertà e confidenza con la quale si parlano due amiche; certo, l’interlocutore deve essere come il Padre. Le virtù del confessore sono poche ma grandi: il segreto, il riserbo, la pazienza e la disponibilità amorevole verso il peccatore. A chi faceva riferimento suor Benedetta? Lei semplice, genuina e forte nella fede, aveva avuto la fortuna d’incontrare un confessore di primo piano che molti hanno conosciuto come tale, rimpiangendolo. Il “Padre” le aveva insegnato a sopportare il dolore con il suo stesso esempio e lei per ben tre mesi ha esercitato questa virtù dimostrando che cosa si può in previsione dell’Eternità e, perché no, del Paradiso promesso ai Santi. Arrivederci suor Benedetta, noi ti ricordiamo con tanto affetto e con le nostre preghiere e Tu aiutaci a percorrere questo nostro ultimo tratto di vita secondo la volontà di Dio Salvatore.

La città e il cimitero di Franco Berlicchi

Quando si va in una città, si passa da una strada ad un’altra guardando a volte il paesaggio, se siamo turisti, ma non guardando mai in faccia le persone che incrociamo. In paese è un po’ differente, c’è più dialogo e ci si saluta sempre cordialmente e anche i turisti chiedono informazioni e spesso c’è subito un rapporto di fiducia tra il forestiero e il paesano. E il primo ne trae vantaggio perché parlando viene a sapere storie, aneddoti, o semplicemente l’indirizzo di un buon ristorante, mentre il paesano, come è capitato a me, può conoscere per esempio dove lavora e dove abita e poi salutarsi e non incontrarsi mai più in questa vita. Quando si muore, dicono che si va in un mondo migliore. Di sicuro generalmente si va al camposanto, e c’è differenza fra un camposanto di città e uno di paese. In uno di città le tombe sono più curate dagli addetti e i parenti vivi che vanno a trovare i loro cari morti, portano acqua e fiori freschi e non si guardano intorno e difficilmente si fanno distrarre dai vivi che fanno lo stesso lavoro, e dai morti che sono sepolti anche vicino ai

loro cari estinti. Quei nomi sulle lapidi, vicini al proprio caro, non gli dicono niente. La persona che accudisce la propria lapide del parente, è concentrata con i suoi ricordi e col lavoro che sta facendo, poi un pensiero, una preghiera e se ne va. Mentre un camposanto di paese è più “vivo”, perché specialmente le donne, vanno a trovare i propri cari morti molto spesso, si mettono in fila per cambiare l’acqua alla fontanella, e magari scambiano due parole fra donne o anche uomini e ragazzi che si conoscono ma che in paese stanno in luoghi distanti e non si possono frequentare assiduamente e magari si trovano spesso al camposanto. Se qualcuno rompe il ghiaccio, in quel luogo che provoca dolore, per i ricordi che può evocare, e per un po’, tutti i presenti si scordano per un attimo dove si trovano, possono parlare delle cose belle della vita, o fare delle chiacchiere su quella persona o su quell’altra. Può anche capitare che una signora, che ha il proprio marito morto con la lapide vicino a un conoscente, che magari in vita erano in buoni rapporti, o solo per carità, può mettere dei fiori, dividendoli con la lapide del marito. Se uno ha un parente un po’ anziano o un conoscente sempre anziano che cono-

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sce il paese a fondo, conosce sicuramente parecchi dei morti nel camposanto e sa la vera vita o anche a volte le chiacchiere che giravano in paese quando erano vivi. Io ho fatto un giro con questa specie di “Cicerone” e adesso so cose che interessano ancora anche persone vive, con le loro piccolezze o con il loro modo di comportarsi da signori fino in fondo e sono ricordati da tutti con affetto. Adesso, grazie anche al “Cicerone”, conosco meglio il mio paese (cosa che in città credo più difficile accadere) per le persone vive che poi sono morte quando ero piccolo e che hanno contribuito a far crescere il paese lasciando dei valori a quelli che restavano. Persone realmente cattive è difficilissimo trovarne, ma stupide le potremmo esportare in altri paesi, ma c’è una società ancora sana, sufficiente a emarginare gli stupidi, almeno nel mio paese, e lo preferisco alla città perché io gli appartengo e lo conosco e mi fa apprezzare il mio “mondo”. Per quel poco che ho capito, la vita è una ruota, e il mondo gira senza fermarsi per nessuno. Dobbiamo essere noi, ognuno per suo conto, a fermarsi e pensare alla vita e ai propri cari morti.


Ombra

I panorami dall’Asilo

Gocce di memoria

di Franca Ciucoli

Rimpianti

di A + B = AB

di Emmedipì

Ombra dai toni scuri Inseparabile dal corpo Instancabile Segue i suoi passi Ripete i suoi gesti. Sagoma impalpabile priva di luce personaggio di contorno vivi ignota all’ombra del corpo.

Lacrime di Gemma Lenzi

Con le lacrime ho riempito un sacco, grande e senza colore. Sono lacrime di gioia e di dolore, lo porto dietro le mie spalle, finché un giorno lo aprirò al vento che le mie lacrime porterà lontano.

È ormai assodato che fra non molti mesi la sede dell’Asilo infantile (adesso si chiama Scuola dell’infanzia ma anche Scuola materna) verrà abbandonata per la nuova sede addossata all’Asilo nido della Stazione di quella che fu la Ferrovia dell’Appennino. Certo, dopo, l’accesso delle auto sarà più semplice, gli ambienti saranno più nuovi, gli spazi saranno più ampi. Ma dove troveranno i pargoli il panorama che si poteva vedere dalle finestre dell’Asilo della Via Nova? Dove le vecchie mura di Anghiari, dove la pianura della Valtiberina inondata di luce o coperta di nebbia (anche perché dopo nella nebbia ci staranno in mezzo)? E quando potrai vedere tu, automobilista di passaggio, soprattutto nelle belle giornate, mamme o nonne portare a piedi i loro pargoletti a scuola?

Montauto avanti tutta Procedono i lavori di ristrutturazione al complesso del Cenacolo di Montauto. Nello scorso mese di febbraio è proceduto a ritmo serrato il rifacimento del tetto della parte più antica del convento. Insieme ad esso sono stati anche eseguiti grossi lavori di riconsolidamento delle fondamenta tramite infiltrazioni di cemento e muri sotterranei, mentre nei mesi successivi si metterà mano a tutti gli impianti. Per ora le nostre suore sono “trasferite” nella parte nuova del Cenacolo, dove si trovano le camere per gli ospiti. Ci auguriamo che i lavori terminino presto e il Cenacolo torni al suo splendore.

Auguri ad Alfredo e ad Apollonia I miei genitori, dimoranti al Bagnolo, hanno festeggiato le nozze di diamante. Erano stati uniti in matrimonio nella Chiesa del Carmine da don Giuliano Giglioni il 22 gennaio 1949, in una luminosa giornata di sole che sempre ricordano. Quando, dieci anni fa, ricorrevano le loro nozze d’oro, mai avrebbero pensato di raggiungere il traguardo dei sessanta anni insieme. Ed eccoli invece, grazie a Dio, che continuano, pur con vari acciacchi, sulla strada della vita di coppia. Con mia sorella Frida, le nostre figlie Serena e Sara, i nostri nipotini Irene, Giulia, Marco e Lucia rinnoviamo loro l’augurio di poter proseguire insieme per gli anni che il Signore vorrà loro donare ancora, ringraziandoli per l’esempio di onestà e laboriosità che ci hanno trasmesso. Marida

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* La Balena Goliat in esposizione a Sansepolcro; * I pulcini colorati venduti al mercato; * Le caramelle con il petardo da far scoppiare; * Le penne alla cipolla del Dodi; * Il carro “Il castello di Valealle” con il lancio di palloni con la catapulta; * Il carro “La casa dei 3 porcellini” ideato e fatto alla Bernocca; * Gli aeroplanini di carta lanciati dalle mura di Anghiari vecchio.

Primo e Secondo genito di A + B = AB

Sono un secondo genito e ho avuto sempre la convinzione che il mio babbo avesse una preferenza per mio fratello. Ora che sono io, babbo di due bambini, mi accorgo che, poiché quello più piccolo cerca spesso la mamma, io passo molto più tempo con il primo genito. Con lui si parla, si gioca, si studia; faccio cioè molte cose che non farei con il più piccolo. A questo punto mi rendo conto che quel comportamento era naturale, quindi ringrazio il mio babbo per tutto quello che mi ha potuto dare.

Alla mia Titti di Carla Leonardi

Titti, trovarmi alla Badia senza la tua preziosa compagnia è un grosso tormento che mi porto ovunque dentro. Anche queste predilette stradine che ti rimiravano felice giovinetta per la tua eccezionale bellezza, ora mi sembrano davvero mogie per la tua angosciosa riservatezza e stentano a sorridere perfino alla tua adorata “Carla” che se non ha sempre vicina la sua inseparabile “Cucciolina” si sente una povera tapina. Ritorna, dunque, con me nella nostra casina alla Badia e tutto sarà incantevole come per sorprendente magia! La tua mamma Aprile 2008

L’orologio della Croce Si comunica che le sottoscrizioni, per motivi organizzativi, verranno chiuse il prossimo 31 maggio. Il vostro aiuto è gradito perché ancora non abbiamo raggiunto la somma necessaria ma ci rifaremo, col vostro aiuto, per la prossima festa di San Martino.


3 maggio 2009 Festa del SS. Crocifisso che si venera nella chiesa di Badia Festa titolare della Misericordia di Anghiari Programma Ore 9,30 S. Messa in Badia Ore 11 S. Messa solenne in Badia in suffragio dei parroci defunti Ore 17 S. Messa solenne in Propositura presieduta da S. E. Mons.Giacomo Babini e Sacramento della Cresima ai nostri giovani. Ore 18 Processione per le vie di Anghiari con la reliquia della S. Croce dalla Propositura alla Badia (i fedeli sono invitati ad addobbare le finestre con coperte ed arazzi)

Nella Parrocchia di Tavernelle Sacramento della Cresima durante la S. Messa delle ore 11 nella chiesa intitolata all’Assunzione di Maria Vergine Solennità dell’Ascensione Festa al Santuario del Carmine Giovedì 21 maggio: 40 giorni dalla Pasqua S. Messe alle ore 7 e ore 11

Sabato 23 maggio: Vigilia della festa Alle ore 20,45 accensione del fuoco e canto dei Primi Vespri.

Domenica 24 maggio: Ascensione Ore 6,30 Apertura del Santuario Dalle ore 7 alle ore 10 S. Messa ad ogni ora. Alle ore 11,15 S. Messa solenne animata dalla Corale di Anghiari. Alle ore 16 S. Messa e benedizione dei bambini. Alle ore 18 S. Messa solenne, in suffragio dei benefattori e dei festarini defunti.

(Ad Anghiari unica Messa alle ore 9,30 in Propositura) Si ricorda che una forma devozionale dei fedeli della Valtiberina è quella di rggiungere il Santuario a piedi, perlomeno partendo da Anghiari. Luoghi di ritrovo da privilegiare sono: La piazzetta della Croce per Anghiari, San Lorenzo, Monterchi e tutta la valle del Sovara; il Ponte delle fate per il Ponte alla Piera, Caprese e Savorgnano; Pieve di Micciano per la Motina e Viaio e San Leo. Nel chiostro del Santuario i festarini vi attendono con il ristoro del pellegrino che verrà realizzato grazie alle vostre offerte raccolte dai festarini nei giorni precedenti la festa.

Vi aspettiamo 30


Mese di Febbraio 2009

CRONAC HETTA

Domenica 1. Stamani con Gastone sono andato da Andrea e l’ho trovato intento con tutta la famiglia a fare le castagnole. L’ho assaggiate e me n’ha date anche un poche da portare a casa. * Oggi è morta Giuseppina Monteneri vedova Guiducci di anni 99. Abitava ad Arezzo ma quando stava ad Anghiari per il Borghetto di sopra, era una delle donne che si davano da fare per festeggiare la Madonna di Loreto. Martedì 3. Stamani, mentre andavo ad Anghiari, ho visto una macchina a traverso al greppo del Ponte dei Sospiri. Poi per la Bozia ho visto Marjorie, la moglie di Cedric, che portava la legna in casa. Poi sono andato da Marco Pernici che finiva gli anni e m’ha offerta una bella pasta e un caffè. Mercoledì 4. Oggi è morto Bruno Comanducci. Aveva 94 anni ed abitava per la via della Ripa. Per molti anni è stato fuori per lavoro nella forestale. * Oggi è morta anche Adriana Alberti vedova Rossi di anni 79. Abitava per la Via nova ed era la mamma di Gino, il benzinaio navigatore (su internet). Venerdì 13. Oggi è nata Giada Stanghellini di Guido e Roberta Cataldo. La sua famiglia abita per la Bozia ma la nonna materna abita sempre per la Croce. La sua mamma invece è originaria di Squinzano, che sarebbe vicino a Lecce, ma ormai si può considerare a tutti gli effetti anghiarese ed infatti ha imparato a fare i bringoli e c’è caso che si iscriva alla prossima Scampanata del 2010. Mercoledì 18. Oggi è morto Silvano Silvani di Caprese. Aveva 85 anni ed era il nonno di uno dei ragazzi del Bar del Teatro. Giovedì 19. Oggi è morta Rina Del Tasso vedova Boncompagni. * Stamani ho visto il Gegio che coordinava i suoi collaboratori per montare il palco per carnevale. * Nel pomeriggio siamo andati a cercare il Ciccicocco al Campo della Fiera e per Anghiari. Venerdì 20. Stamani ho visto Tonino del Palazzo Sabino che si mangiava un senduic al bar del Teatro. * Nel pomeriggio sono andato per la Bozia a trovare la moglie di Guido che aveva partorito e le ho portato un chilo di zucchero. Domenica 22. Oggi è morto Talete Antonelli di anni 80. Abitava a Ponte Eleonora, per la via di Galbino, Martedì 24. Oggi è morto Domenico Elisei di anni 90. Abitava verso Tubbiano ma per molti anni ha abitato a Sabino e prima ancora erano conosciuti come quelli del Merendello. * Oggi è morto Fiorenzo Tizzi di anni 86. Abitava per la Via Nova, sotto al Giardinetto ma prima abitava nella casa che dalle Cascine si andava nell’orto di Gosto che però prima era delle monache. Giovedì 26. Stamani ho visto il gatto della Paola che sbirciava dal cancello del giardino della Torriani. Sabato 28. Stamani Ottavio e il Manescalchi hanno aggiornato le piante dei vasi della Croce.

dei fatti più strani, più importanti o più semplici, avvenuti ad Anghiari e narrati da me Anghiarino Anghiarese.

Mese di Gennaio 2009 Lunedì 5. Oggi è morta Concetta Forti vedova Manfucci. Aveva 83 anni ed abitava a Gricignano ma ha abitato anche a Palazzolo, sotto le mura. * Oggi è morto Mario Giovanni Nieri di anni 81. Abitava a Firenze ma nell’estate veniva nella sua abitazione al Palazzo, vicino a Caldesi. Giovedì 8. Stamani, mentre scendevo per il Fosso, ho visto che da un camino della Villa del leone usciva un fumo nero nero. Venerdì 9. Stamani Frido m’ha detto che se avessi dormito meno avrei potuto vedere una nevicata mattutina proveniente dalla Badia (San Veriano). Lunedì 12. Anche oggi il Campano era fermo. Meno male che quello della Croce funzionava regolarmente. * Oggi è morto Alfredo Bergamaschi di anno 89. Abitava a Libbiano IV ma la sua famiglia è originaria di Verghereto. Martedì 13. Oggi è nata Alice Ancillotti di Bruno e Simona Corsi. La sua famiglia abita a Perugia ma i suoi nonni d’Anghiari sono originari di Tubbiano e la sua nonna fa la cuoca al Ristorante “La Nena”. * Oggi è morta Verdiana Giorni vedova Tuti. Era la figlia di Arnese, provetto e ingegnoso falegname anghiarese. Mercoledì 14. Oggi ho dato appuntamento al Baggi sotto l’orologio della Croce che dopo m’ha portato a Valealle. Giovedì 15. Oggi è morto Furio Chieli. Abitava verso il Giardinetto ma era originario di Sansepolcro. Sabato 17. Oggi è mortoAlfiero Chiarini di anni 82. Ha abitato anche in Piazza ma la sua famiglia era originaria della Cicogna. Domenica 18. Oggi è morta Luisa Pacini vedova Gigli di anni 90. La sua famiglia era originaria di Bicecco. Lunedì 19. È giunta la notizia della morte di Rosa Simonini in Guerri. Abitava a Brescia ma era molto affezionata ad Anghiari. Giovedì 22. Ieri sera la nonna di Alessandro, originaria di Caprese ma ora dimorante nella fresca frazione di Tavernelle, ha fatto la farinata coi fagioli. * Oggi è morto Lodovico Magi di anni 78. Abitava a Santo Stefano ma la sua bottega di biciclettaio è stata per molti anni dove ora c’è l’officina del Rossino. Era molto appassionato di cose vecchie ed antiche. Venerdì 23. Stamani ho mangiato l’ultimo cavalluccio di quelli che aveva fatto mia moglie per Natale. Domenica 25. Oggi è morta Maria Magrini vedova Leonardi. Aveva 80 anni ed abitava alle Cortine, cioè vicina a Corte. Era molto affezionata alla Madonna del Carmine. * Oggi è morto anche Fernando Giovagnoli di anni 75. Abitava al Bagnolo, chiamato anche Gualchiera, lungo la via che va alle Strette. * Oggi alla Ripa è morta suor Benedetta Palazzini. Aveva 88 anni ed era originaria di Policiano. * Oggi è morta Edilia Bertusi vedova Pulcini. Aveva 88 anni ed era la moglie del figlio della maestra Pulcini. Martedì 27. Oggi è morto Rossini Piero di anni 76. Abitava a Gricignano ma sua figlia abita ai Sodi. Sabato 31. Oggi è giunta notizia della morte di Vadera Graziotti avvenuta il 19 gennaio scorso. Aveva 74 ed abitava a Rimini. Era la sorella dei fratelli Graziotti, meccanici e collaboratori di tante iniziative paesane.

Madonna del parto In occasione dell’ultimo consiglio comunale a Monterchi si è giunti ad una decisione che ha visto la soddisfazione della Diocesi di Arezzo- Cortona -Sansepolcro. Nel prossimo numero illustreremo con adeguato spazio l’importante decisione del comune della valle del Cerfone.

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Questo giornale lo potrete trovate su Internet www.parrocchiadianghiari.it Scriveteci: oratorio@parrocchiadianghiari.it o: Oratorio di Anghiari, Via della Propositura 6 - 52031 ANGHIARI

PIA SOCIETÀ DEL GESÙ MORTO - Anghiari ORARI DELLA SETTIMANA SANTA 2009 3 aprile Venerdì Ore 18,30 Processione delle Compagnie dalla Propositura alla chiesa di Sant’Agostino, in occasione dell’affidamento della Cappa bianca di S. Antonio ad alcuni giovani e per le confessioni di tutti i Confratelli. 5 aprile: DOMENICA DELLE PALME Ore 9,30 S. Messa presso la chiesa di Badia. Ore 10,45 S. Messa “in Passione Domini”. Inizio nella piazzetta della Badia con la benedizione delle Palme e la Processione fino alla Propositura, dove proseguirà la Celebrazione. 6 aprile: LUNEDÌ SANTO Dalle ore 21 in Propositura, Sacramento della Riconciliazione (confessioni). 9 aprile: GIOVEDÌ SANTO Ore 16 a Tavernelle S. Messa. Ore 18,30 in Propositura S. Messa Solenne “in coena Domini” con il rito della Lavanda dei piedi. Al termine della Messa ci sarà la reposizione del SS. Sacramento per l’adorazione personale fino a mezzanotte. Seguirà la visita in preghiera alle chiese del paese che rimarranno aperte fino a tarda notte. Ore 21 in Propositura momento di preghiera comunitaria. 10 aprile: VENERDÌ SANTO Ore 7.30 Lodi mattutine e Ufficio delle Letture in Propositura. Ore 11.30 Prima Processione dalla Chiesa di S. Agostino alla Propositura. Ore 12 Recita dell’Ora media in Propositura. Ore 15 a Tavernelle adorazione della Croce. Ore 19 in Propositura Solenne Celebrazione della Passione del Signore. Segue la Processione con il simulacro del Gesù morto. L’itinerario sarà il seguente: Propositura, via XXV Luglio, Via Garibaldi, piazza del Borghetto, piazza Baldaccio, Via Matteotti fino in cima alla Croce. Sosta e benedizione del paese. Ritorno fino alla Fonte e per via Corsi si ritorna alla chiesa di Sant’Agostino dove nella piazzetta antistante terminerà la Processione. 11 aprile: SABATO SANTO Ore 7.30 Lodi mattutine e Ufficio delle Letture in Propositura. Dalle ore 15 Confessioni ad Anghiari e Tavernelle. Ore 22 Veglia e S. Messa a San Lorenzo. Ore 23.30 in Propositura e a Montauto Solenne Veglia Pasquale “in Resurrectione Domini”. 12 aprile: PASQUA DI RISURREZIONE S. Messe secondo l’orario festivo. 13 aprile: LUNEDÌ DELL’ANGELO Festa a Santo Stefano: S. Messa alle ore 11. Al termine ci recheremo alla Maestà della Vittoria per la benedizione dei campi. 19 aprile: DOMENICA IN ALBIS Da Micciano, alle ore 15,30 circa, pellegrinaggio verso il Santuario del Carmine dove, alle ore 16,30, verrà celebrata la S. Messa con affidamento alla Madonna del Carmine con la consacrazione dello Scapolare.

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2009-2 Oratorio di Anghiari  

PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI La Processione del 3 maggio La Processione del 3 maggio 1 P o s te I ta li a n e S .p .A . -...

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